sabato 1 dicembre 2018

Franceschetti: Delitti rituali, se i Killer agiscono come automi

«Ora è finita», dice il cannibale Jeffrey Dahmer ai suoi giudici. Si è arreso, il Mostro di Milwaukee, dopo aver ucciso, squartato e divorato 17 vittime. «Qui non si è mai trattato di cercare di essere liberato: non ho voluto mai la libertà, e oggi non chiedo attenuanti». Il serial killer dichiara ufficialmente di aspettarsi la pena capitale: sarebbe un sollievo, per lui. Confessa tutti i suoi delitti, ma precisa: «Non ho mai odiato nessuno. Sapevo di essere malato, o malvagio, o entrambe le cose. So quanto male ho causato, ma ora mi sento in pace: grazie a Dio, non potrò più fare del male». Si è convertito, Dahmer: «Credo che solo il Signore Gesù Cristo possa salvarmi dai miei peccati». E’ il 1992 quando viene condannato all’ergastolo. Due anni dopo, però, viene ucciso da un detenuto affetto da schizofrenia, il cui nome (Christopher Scarver) contiene, curiosamente, il riferimento a Cristo. Solo un caso? Chi lo sa. Certo è che, nei delitti anomali – cioè non scatenati da moventi ordinari (denaro, passione, vendetta) – ci si imbatte spesso in una mole impressionante di «coincidenze eccezionali». Lo sostiene Paolo Franceschetti, già avvocato delle Bestie di Satana e poi indagatore di casi intricatissimi come quello del Mostro di Firenze: una inquietante sequenza di omicidi rituali. Domanda: com’è possibile che si verifichino tutte quelle maledette coincidenze? Ed è credibile che una forza sconosciuta guidi la mano dei killer?
Franceschetti, buddista praticante e autore del saggio “Alla ricerca di Dio”, suggestiva indagine trasversale sulla spiritualità, esplorata “dalle religioni ai maestri contemporanei”, propende per una spiegazione occultistica: quella cioè di chi crede Occhiodavvero che la ritualità della cosiddetta magia possa produrre effetti concreti, pericolosamente tangibili e persino letali. A colpirlo è l’ineffabile ricorrere di troppe concatenazioni altamente simboliche e altrimenti inspiegabili, a suo parere: come se “l’invisibile” fosse una specie di lavagna, sulla quale poter imprimere precisi desideri. Dal canto suo, Franceschetti vanta anni di coraggiose ricerche condotte con rigore, partendo dalle carte giudiziarie. «Nei delitti delle Bestie di Satana – scrive, sul blog “Petali di Loto” – alcuni dei nomi dei ragazzi coinvolti sono, appunto, nomi di bestie: Volpe, Leoni, Zampollo (zampa di pollo)». La figura simbolica di Satana, nella tradizione cristiana, è sconfitta dell’arcangelo Michele: «E guarda caso, i due personaggi che in tutta la vicenda risultano la chiave per scoprire i delitti si chiamano Michele». Il primo è Michele Tollis, il padre di uno dei ragazzi assassinati, il cui cognome richiama la preghiera “qui tollis peccata mundi”. L’altro invece è un carabiniere, Michelangelo Segreto, all’epoca comandante della stazione di Somma Lombardo. «Michelangelo: qui non abbiamo solo Michele, ma anche l’angelo».
La Bestia dell’Apocalisse, sottolinea Franceschetti, in alcune raffigurazioni ha le zampe di pollo e la testa di leone: i “registi” dell’operazione Bestie di Satana, che ha coinvolto giovani sbandati (e spesso innocenti, sostiene il loro ex legale) era dunque una terribile, sanguinosa allegoria vivente, messa in scena per “rappresentare” l’Apocalisse di Giovanni? Franceschetti si concentra sulle coincidenze: Volpe sparò a Mariangela Pezzotta, colpendola alla gola. Come si chiama il luogo in cui avvenne il delitto? Golasecca. La vicenda delle Bestie di Satana, almeno per la versione ufficiale diffusa dalla stampa, finì il giorno che Volpe e Ballarin, dopo aver ucciso Mariangela, si schiantarono con l’auto presso la diga di Panperduto, dove poco dopo furono fermati. Traduzione simbologica: proprio a Panperduto, le Bestie di Satana “si perdono”. E il dio pagano Pan, aggiunge Franceschetti, nella tradizione cattolica era «una delle rappresentazioni di Satana», secondo la Chiesa medievale ancora Magia neraimpegnata a debellare il tenace paganesimo che resisteva nelle campagne. Qualcuno si è preso gioco di quei ragazzi, allestendo (a loro insaputa) una trama spaventosa?
Da Varese a Firenze, cambiano gli attori ma resta invariato l’affollamento di coincidenze anomale. Nei delitti del Mostro, le zone del delitto – se segnate su una mappa – disegnano un cerchio (magico) attorno a Firenze, rileva Franceschetti. Il capoluogo toscano «è per eccellenza la città di Dante, il poeta che mise per iscritto nella “Divina Commedia” il sapere templare e rosacrociano». In vari scritti, inclusi due saggi, Franceschetti attribuisce l’operazione “Mostro di Firenze” alla cosiddetta Rosa Rossa, potente setta formata da individui coltissimi e socialmente altolocati, passati dall’iniziale esoterismo alla degenerazione dell’occultismo più sanguinario, sulle orme del “mago nero” Aleister Crowley, teorico dei sacrifici umani a scopo propiziatorio. Il primo a mettere gli inquirenti sulla pista esoterica dei delitti rituali fu il criminologo Francesco Bruno, all’epoca consulente del Sisde. Più tardi, l’indicazione dei servizi segreti fu recepita dal super-poliziotto Michele Giuttari, commissario messo alla guida dell’unità investigativa speciale istituita a Firenze per venire finalmente a capo del giallo.
Giuttari però fu fermato a un passo dalla probabile risoluzione del caso: la pista “magica” l’ha narrata anni dopo, in romanzi divenuti bestseller, in cui l’eminenza grigia dell’organizzazione – nella fiction – risulta essere nientemeno che un prestigioso magistrato, il procuratore di Firenze. Titoli evocativi: “La loggia degli innocenti”, “Scarabeo”, “Le rose nere di Firenze”. Pedofilia, massoneria deviata, occultismo (e quel fiore, la rosa) all’ombra del potere. Lo stesso Franceschetti non ha esitato a puntare il dito contro l’allora capo della Procura fiorentina Piero Luigi Vigna, poi promosso procuratore nazionale antimafia. La moglie di Vigna, ha scritto Franceschetti, morì travolta da un’auto-pirata dopo aver denunciato il marito allo stesso Giuttari: era scossa dalla strana morte della moglie del farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei, deceduta in una struttura psichiatrica dopo aver dichiarato «Vigna spara, mio marito taglia». Giuttari si arrese quando scoprì che era stato Michele Giuttariviolato l’archivio d’indagine sul Mostro. Erano sparite le lettere anonime inviate anni prima agli inquirenti: buste contenenti anche resti umani, appartenenti alle vittime.
Grazie a quel misterioso furto nel quartier generale della polizia non fu possibile incrociare le impronte digitali sulle buste con quelle del medico perugino Francesco Narducci, dichiarato “annegato” nel Lago Trasimeno e citato in varie deposizioni dai “compagni di merende”, Pacciani e soci. A Perugia il pm Giuliano Mignini fece riesumare il cadavere e scoprì che non era Narducci, il morto ripescato nel lago: prima del funerale c’era stata una clamorosa sostituzione della salma, perché la tomba riportò alla luce il vero Narducci – non annegato, ma vistosamente strangolato, sull’isoletta del Trasimeno che aveva raggiunto il 3 ottobre 1985, imbarcandosi in stato di forte agitazione, come se temesse l’appuntamento che lo attendeva. Giuttari ha ormai lasciato la polizia, dopo una sfolgorante carriera di detective antimafia, e ora affida ai romanzi la possibile verità sul Mostro di Firenze. Dal canto suo, Franceschetti insiste sui dettagli cifrati, simbologici: un codice fuori della portata di personaggi modestissimi come Pacciani, Vanni e Lotti. «Il primo delitto del Mostro è quello di Pasquale Gentilcore, e la “Vita Nova” di Dante si apre con il verso “a ciascun’alma presa e gentil core”. Più in generale la trama dei delitti richiama dal punto di vista simbolico la “Divina Commedia” e il quadro del Botticelli “La Primavera”, la cui allegoria sembra “contenere” tutti gli omicidi del Mostro.
Franceschetti cita persino il delitto Moro: la vicenda si apre in via Fani (Mario Fani, fondatore del circolo di Santa Rosa) e si chiude in via Caetani al numero 9 (cioè esattamente davanti al conservatorio di Santa Caterina della Rosa), dove viene parcheggiata la Renault rossa in cui c’era il cadavere del presidente della Dc. Per inciso: Michelangelo Caetani era uno stimato dantista, e – volendo stare al “gioco” dei simboli – le iniziali del binomio “Renault rossa” sono le stesse dell’invisibile Rosa Rossa. «Di recente – racconta sempre Franceschetti su “Petali di Loto” – mi ha abbastanza colpito il delitto avvenuto nella mia città», Viterbo (patrona: Santa Rosa), «il giorno in cui io aveva un’udienza per la vicenda del Mostro di Firenze», a causa della Il corpo di Moro in via Caetaniquerela presentata contro Franceschetti dal giornalista Mario Spezi. I fatti: duplice omicidio il 13 dicembre 2017, giorno di Santa Lucia, proprio in strada Santa Lucia. Al numero 26 (due volte 13, «ovverosia due volte il numero della morte», per certo esoterismo numerologico) vengono ritrovati uccisi due coniugi, e la donna si chiama Rosa Rita Franceschini.
In altre parole, ragiona Franceschetti, «il giorno in cui, a Viterbo, si celebra un processo che riguarda quello che io ho additato come uno dei principali esponenti della Rosa Rossa (organizzazione che ha la Rosa, e Santa Rita, tra i suoi simboli principali, e con cui firma i suoi delitti), viene uccisa una donna che ha nel nome di battesimo i simboli dell’organizzazione, e il cui cognome ha una certa assonanza con il mio». Difficile, per un simbologo, non notare la coincidenza. Quella volta furono addirittura i giornali a parlare di omicidio rituale, perché la coppia uccisa era disposta in un modo particolare sul letto, e il loro figlio (accusato del delitto) aveva appena finito di leggere il romanzo “Il grande Dio Pan” di Arthur Machen, che descrive una scena simile a quella dell’omicidio commesso a Viterbo. «Potrei andare avanti per ore», aggiunge Franceschetti, che al tema delle mattanze rituali ha dedicato centinaia di pagine. La domanda che si pone oggi è un’altra. Ovvero: come si creano, queste coincidenze così straordinarie?
Se si esclude il caso, Franceschetti non crede che un copione così complicato possa essere progettato a tavolino: scegliere i nomi delle vittime e stabilire in che data e a che ora ucciderle «richiederebbe anni di lavoro e sarebbe ad alto rischio di fallimento, a causa delle troppe variabili». Senza contare che «se dietro tutto questo ci fosse un’intelligenza umana, prima o poi – in qualche processo, in qualche atto parlamentare o in qualche libro – qualcuno ne darebbe testimonianza». Invece, solo per fare un esempio, nel delitto Moro «non risulta da nessuna parte che qualcuno abbia ordinato di acquistare proprio una Renault rossa, per poi andarla a depositare proprio al numero 9». Ed è qui che Franceschetti, per darsi una spiegazione, parla della magia. Non si limita a dire che gli assassini compiono rituali magici – cosa peraltro plausibile e confermabile. Franceschetti va oltre: per tentare di risolvere il rompicapo, ritiene che la stessa magia sia, esattamente, la spiegazione mancante. Il presupposto (purtroppo indimostrabile) sta nel credere che la pratica magica “funzioni” davvero, sul piano materiale. Paolo FranceschettiTradotto: compio un rito, e il rito scatena “forze occulte” così potenti da influire nella realtà, compresa quella di un omicidio, provvedendo anche al corredo “perfetto” delle coincidenze simboliche.
Lo stesso Franceschetti ha più volte rivelato che la magia – sempre ridicolizzata dai media – sia in realtà praticata dalle alte sfere del potere, insospettabilmente dedite all’occultismo e alla divinazione. Sempre secondo Franceschetti, alcuni delitti rituali vengono commessi con il concorso di una certa “magia”, che deve per forza “funzionare”. O meglio: «Mentre l’assassino o gli assassini agiscono sul piano materiale, un altro gruppo, o dei singoli, agiscono sul piano magico ed esoterico». Sempre sul terreno dell’indimostrabile, Franceschetti aggiunge che la cosiddetta “azione magica” potrebbe scatenare «l’azione di entità che si affiancano agli esseri umani per raggiungere il fine dell’operazione». Come se i killer agissero in una sorta di trance? «Alcune di queste entità prendono il possesso delle persone coinvolte, agendo al posto loro». Stati mentali alterati? «Un prete cattolico definirebbe queste persone “indemoniate”, mentre in gergo esoterico si dicono “parassitate”: si tratta infatti di veri e propri “parassiti psichici” che prendono il controllo, a lungo o per pochi attimi, di singole persone o addirittura di gruppi».
Inevitabile il riferimento a pratiche messe a punto da servizi segreti militari – i programmi Monarch e Mk-Ultra – per manipolare individui, trasformandoli in strumenti inconsapevoli. Franceschetti preferisce parlare del ruolo (intermedio) che sarebbe svolto da quelle che chiama “entità”. Secondo lui prendono vari nomi, a seconda delle tradizioni di riferimento: eggregore, “elementali”. «Corrado Malanga li chiamava “alieni”, e chiamava “addotti” coloro che erano sotto il controllo di queste entità. I preti li chiamano demoni e chiamano indemoniate le persone soggette a questi fenomeni. La psichiatria li chiama spesso schizofrenici» (quando il paziente “sente le voci”, la diagnosi parla infatti di psicosi). «Tutte le tradizioni magiche, di tutte le culture, e da sempre, si occupano di queste “entità” e del loro rapporto con gli esseri umani», osserva Jeffrey DahmerFranceschetti. Non è delirio paranoico, assicura: il fenomeno esiste. Ma di cosa si tratta, esattamente? Franceschetti propende per la sua tesi “spiritualistica”, ovvero: si tratterebbe di «entità non umane», anche se poi è il killer – una volta “riavutosi”, ad ammettere: «Non so perché l’ho fatto, so solo che dovevo farlo».
Lo stesso Dahmer, pentito, implorò i giudici: «Datemi il massimo della pena». Il cosiddetto Mostro di Foligno, Luigi Chiatti, ha chiesto perdono ai familiari delle sue vittime. Lo statunitense Jonh Wayne Gacy, soprannominato Killer Clown, che stuprò e assassinò decine di adolescenti, dichiarò al processo che a uccidere non era stato lui, ma il suo “doppio”.
Altro dettaglio molto interessante, segnala Franceschetti, è che alcuni serial killer hanno raccontato agli inquirenti di esser stati avvicinati da persone eleganti e facoltose che si erano dichiarate “interessate alla loro attività”. «Sono molti i casi di persone che hanno ucciso e fatto vere e proprie stragi: erano persone normali, fino a un attimo prima; e poi, in pochi secondi, si sono trasformate in mostri». La causa? Franceschetti parla di “energia dell’eggregora” che scatenerebbe la furia omicida, dopo il presunto rito magico. Tornando invece al livello investigativo dell’analisi, troppe volte gli inquirenti hanno sottovalutato la matrice occultistica e rituale di un delitto, pur in presenza di segni simbolici estremamente evidenti. Jung le chiama “coincidenze significative”. Per Einstein, sono «Dio che passeggia in incognito». E il credente, si sa, ritiene che tutto venga dalla “divinità”, i cui piani sono ovviamente imperscrutabili – come il buio in cui naufragano troppe indagini.
Fonte tratta dal sito .

Google ammette la sua collaborazione in un programma di uccisioni mirate tramite drone

Ecco un’altra pietra miliare nella crescente integrazione tra il complesso controspionaggio-militare e la Silicon Valley: la società madre di Google, Alphabet, ha confermato di aver fornito il software per identificare gli obiettivi utilizzati nel programma illegale di omicidi con i droni del governo degli Stati Uniti.
Dall’inizio del suo programma di assassinio coi droni nel 2009, gli Stati Uniti affermano di aver ucciso quasi 3.000 “combattenti”. Documenti militari interni mostrano che per ogni persona presa di mira da un attacco di droni, nove passanti vengono uccisi, il che significa che il vero bilancio della campagna di terrorismo aereo degli Stati Uniti in Yemen, Somalia, Afghanistan, Pakistan e Iraq sale potenzialmente a decine di migliaia.
Secondo l’American Civil Liberties Union (ACLU):
Un programma di uccisioni mirate lontano da qualsiasi campo di battaglia, senza accusa né processo, viola la garanzia costituzionale del giusto processo. Inoltre viola la legge internazionale, secondo la quale la forza letale può essere usata al di fuori delle zone di conflitto armato solo come ultima risorsa.
La complicità di Google con il programma di omicidi coi droni coinvolge la compagnia nelle attività criminali dell’esercito statunitense, ed ha scatenato l’indignazione tra i dipendenti dopo che i dirigenti ne hanno ammesso la collaborazione in un memorandum interno la scorsa settimana, secondo un rapporto di Gizmodo.
Sensibile sia alle potenziali ramificazioni legali delle sue azioni sia all’ostilità, interna ed esterna all’azienda, delle guerre criminali americane, Google ha sottolineato in una dichiarazione che la sua collaborazione “è solo per usi non offensivi”, affermando che “la tecnologia contrassegna le immagini per farle revisionare agli umani”.
Ma questa assurda e insensata pretesa, intesa a fornire spunti per le chiacchiere ai media acritici e controllati dallo Stato, è equivalente a quella di un autista della mafia che sostiene di non essere complice dell’omicidio perché non ha premuto il grilletto.
Il governo degli Stati Uniti ha rivendicato il diritto di utilizzare i droni per assassinare cittadini americani in qualsiasi parte del mondo, anche all’interno dei confini degli Stati Uniti. Nel 2011, l’amministrazione Obama ha assassinato Anwar al-Awlaki, un cittadino statunitense, con un attacco di droni Predator in Yemen, poi ha assassinato suo figlio di 16 anni, Abdulrahman al-Awlaki, in un altro attacco di droni due settimane dopo.
La partnership di Google in tali nefande operazioni la rende passibile di minaccia non solo di sanzioni legali in tutto il mondo, ma anche di gravi ripercussioni commerciali. La decisione dell’azienda di procedere nonostante questi pericoli indica il ruolo sempre più vitale dei contratti militari nelle operazioni commerciali dei maggiori colossi della tecnologia.
Il Dipartimento della Difesa ha speso almeno 7,4 miliardi di dollari in programmi di intelligenza artificiale lo scorso anno, e si prevede che ne spenda ancora di più quest’anno, con gran parte di quella somma che fluisce a società come Alphabet(Google), Amazon e Nvidia, le cui capacità di intelligenza artificiale superano quelle dei programmi interni del Pentagono.
Nell’ultimo anno, Google, Facebook e Twitter hanno annunciato misure per censurare le informazioni che i loro servizi presentano agli utenti, promuovendo fonti di informazione “autorevoli” e “fidate” rispetto ai punti di vista “alternativi”, il che include i siti che espongono e denunciano i crimini di guerra degli Stati Uniti. Facebook, che tra tutte le aziende tecnologiche è stata la più spregiudicata nella determinazione nel censurare la propria piattaforma, ha esplicitamente dichiarato di aspettarsi la diminuzione del coinvolgimento degli utenti come conseguenza della sua retrocessione dei video “virali” e della promozione delle fonti di notizie “fidate”, come quelle del New York Times.
Poiché queste aziende si aspettano un certo calo della domanda dei consumatori man mano che vengono imposte misure di censura sempre più restrittive, i lucrosi contratti della Difesa diventano un mezzo per conservare i margini di profitto allineando i loro interessi finanziari sempre più strettamente con le operazioni di guerra e quelle repressive dello Stato americano.
I giganti della tecnologia si sono mossi per imporre misure di censura nello stesso momento in cui il Pentagono ha concluso di trovarsi in una “corsa alle armi di intelligenza artificiale”, come il Wall Street Journal ha pubblicato questo mese. Di fronte al rapido aumento economico di importanti potenze militari, come la Russia e la Cina, in grado di svilupparsi e di sviluppare nuove tecnologie senza il pesante onere logistico delle innumerevoli guerre, dei dispiegamenti militari all’estero e delle operazioni di destabilizzazione intraprese dagli Stati Uniti, i pianificatori militari statunitensi sono giunti alla conclusione che l’unico modo per mantenere il vantaggio militare americano nei conflitti futuri è quello di integrare la Silicon Valley nella propria macchina da guerra.
Il Pentagono ha messo a punto la cosiddetta strategia della “Terza compensazione” per sconfiggere la “minaccia del ritmo” della Cina, concentrandosi su “sistemi di apprendimento autonomo, processi decisionali collaborativi uomo-macchina, operazioni umane assistite, operazioni avanzate con sistemi senza equipaggio” e “reti di armi autonome”, come l’Economist ha recentemente trattato nella storia di copertina di un articolo intitolato “La prossima guerra”.
Questa strategia ruota attorno al reclutamento del settore privato tecnologico degli Stati Uniti, che rimane il più sviluppato al mondo. Come ha riferito l’Economist, gli Stati Uniti “continuano a dominare i finanziamenti per l’intelligenza artificiale, e hanno un numero maggiore di aziende che lavorano sul campo rispetto a qualsiasi altro paese”.
Parlando ad una conferenza l’anno scorso, il colonnello dei Marines Drew Cukor, a capo del cosiddetto “Progetto Maven” in cui Google è un collaboratore chiave, ha dichiarato che:
gli Stati Uniti sono nel bel mezzo di una corsa agli armamenti nell’intelligenza artificiale … Molti di voi avranno notato che Eric Schmidt chiama Google un’azienda di IA ora, non una società di elaborazione dati… Non esiste una “scatola nera” che fornisca il sistema di intelligenza artificiale di cui il governo ha bisogno … Gli elementi chiave devono essere messi insieme … e l’unico modo per farlo è con i partner commerciali al nostro fianco.
Al fine di ottimizzare lo scambio reciproco tra l’enorme potere computazionale dei giganti tecnologici, le capacità di intelligenza artificiale, l’enorme database di dati sensibili degli utenti e il budget praticamente illimitato delle forze armate statunitensi, il Pentagono ha istituito una serie di collaborazioni nella Silicon Valley. Nel 2015, il Pentagono ha istituito un fondo di finanziamento pubblico-privato noto come Defense Innovation Unit Experimental (DIUx), con quartier generale a pochi minuti dal campus principale di Google a Mountain View, in California.
Un incontro del 2016 tra il presidente esecutivo di Google Eric Schmidt e il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Ashton Carter in merito al Consiglio consultivo sull’innovazione per la Difesa del Dipartimento della Difesa
Nel 2016, il Pentagono ha creato un’entità chiamata Defense Innovation Advisory Board, con lo scopo di “portare l’innovazione tecnologica e le migliori pratiche della Silicon Valley ai militari statunitensi”, presieduto nientemeno che dall’ex presidente di Google Eric Schmidt.
Lo scorso autunno, Schmidt si è lamentato della riluttanza di coloro che lavorano nel settore tecnologico a collaborare con il Pentagono, lamentando il fatto: “C’è una preoccupazione generale nella comunità tecnologica che il complesso militare-industriale stia usando le loro capacità per uccidere persone in modo errato”.
Ma oltre a sfruttare le capacità di intelligenza artificiale dei giganti della tecnologia per guidare i missili e selezionare le vittime, il segreto di Pulcinella della collaborazione del Pentagono con Silicon Valley è che, dietro le quinte, grandi quantità di dati sensibili e personali degli utenti vengono probabilmente incanalati al Pentagono e alle agenzie di controspionaggio con fini di sorveglianza e selezione degli obiettivi.
Come il tenente generale John Shanahan, strettamente coinvolto nel progetto Maven, ne ha discusso ad una conferenza l’anno scorso:
Nella parte più lontana della scala, c’è Google. Non ci dicono cos’hanno, a meno che qualcuno di Google voglia sussurrarmelo nell’orecchio più tardi.
L’integrazione di aziende come Google in quello che prima era noto come l’apparato di controspionaggio militare sta creando un vasto sistema di repressione statale mai visto precedentemente nella storia umana. Prepararsi per un conflitto con le grandi potenze richiede, come afferma la Strategia di Difesa Nazionale rilasciata recentemente dal Pentagono, “la perfetta integrazione di più elementi della gestione nazionale del potere, dell’informazione, dell’economia, della finanza, del controspionaggio, delle forze dell’ordine e militari”.
La censura e la sorveglianza sono il fulcro di questo emergente nesso tra tecnologia e controspionaggio militare. Mentre gli Stati Uniti si preparano a condurre guerre “calde” contro eserciti “consimili” come quelli di Russia e Cina, la crescita del sentimento nazionale contro la guerra sarà combattuta attraverso l’uso della censura di massa, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, con il tracciamento di profili politici sulla base delle comunicazioni nei social media.
Il World Socialist Web Site sta guidando la lotta contro questa politica della censura e della guerra. Nell’agosto 2017, abbiamo pubblicato [in inglese] una lettera aperta in cui si chiedeva a Google di porre fine alla censura politica nei risultati di ricerca, che ha portato ad un massiccio calo del traffico di ricerca verso siti web di sinistra e anti-guerra. A gennaio, il WSWS ha pubblicato [in inglese] un invito a tutti i “siti web, organizzazioni e attivisti socialisti, pacifisti, di sinistra e progressisti” ad unirsi in una coalizione internazionale per combattere la censura su Internet. Facciamo appello a tutti i lavoratori e i giovani che cercano di difendere i diritti democratici per contattare il WSWS e per unirsi alla sua lotta per il socialismo.
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Articolo di Andre Damon pubblicato su World Socialist Web Site l’8 marzo 2018Traduzione in italiano di Pappagone per SakerItalia
http://sakeritalia.it/america-del-nord/google-ammette-la-sua-collaborazione-con-il-programma-illegale-di-omicidi-mediante-droni-statunitense/
Fonte tratta dal sito .

venerdì 23 novembre 2018

IL REBUS DI DESIREE parte 2° (L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA)

                                          22 ReBuS 5

Una Rosa Rossa sigilla il portone, ci ricorda una forma di linguaggio, una visione, una firma, oppure, solo un ultimo saluto a Desiree con affetto...
 Il quartiere San Lorenzo indirettamente(?) evoca il martirio di San Lorenzo datato dal martirologio romano il 10 agosto del 258 dopo Cristo. A ricordare questi avvenimenti furono erette a Roma tre chiese: San Lorenzo in Fonte (luogo della prigionia), San Lorenzo in Panisperna (luogo del martirio) e San Lorenzo al Verano (luogo della sua sepoltura). Storicamente però furono circa 30 (delle sette rimaste) le chiese dedicate a San Lorenzo, santo amatissimo e compatrono di Roma.
"San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti…"
cit.

Allo stato attuale, dato che nessuno sa come siano andati realmente i fatti, dato che ci basiamo esclusivamente sulle notizie ANSA, chiediamoci perché Salvini e Di Maio, con la possibilità ed il vantaggio politico di avere dalla loro parte un sindaco pentastellato a Roma, non abbiano fatto nulla ad oggi, per arginare la criminalità, salvo poi sciacallare ogni volta che i Servizi Segreti gli imbeccano qualche crimine, dove i colpevoli sono sempre decisi a priori.
I magistrati hanno scagionato due dei tre africani dall'accusa di omicidio e stupro collettivo, si cerca il pusher italiano che avrebbe venduto la dose mortale, speriamo vivamente siano arrestati i colpevoli e non incarcerati i soliti capri espiatori, come spesso accade.

Perché non si ripuliscono le stazioni centrali senza troppi indugi, perché non si fa nulla in alcune zone ad alta densità di criminalità, in certe periferie, contro la malavita,  contro lo spaccio, senza tanti clamori e proclami, arrestando chi delinque, come dovrebbe accadere normalmente in uno stato di diritto?
Perché certe zone sono lasciate libere, perché la criminalità non viene mai arginata (e questo vale per ogni governo), ma poi si piange la vittima sacrificale di turno?
Perché tutto ciò è funzionale alla ritualità che la nostra società patriarcale e gerarchica prevede, ovvero, che tutto resti come prima, che tutto venga procrastinato in un altro momento che non arriverà mai, si utilizzano i fatti come arma politica e non per risolverli realmente, consapevoli forse della loro poco incisività e del fatto di essere tutti quanti sovragestiti.
Ogni tanto si ripuliscono le strade con retate propagandistiche, oppure, con il solito morto da piangere, con annesso capro espiatorio da condannare, per placare gli animi dei sudditi in astinenza da rogo, ma poi tutto torna come prima, peggio di prima, finché la tv non andrà a creare la prossima narrazione mediatica, la futura favoletta nera, dove gli assassini sono sempre poveracci mentre chi comanda è integro, pulito ed un soggetto al quale affidarsi, nella miglior tradizione fideistica religiosa.
Un po' come quando a messa veniamo assolti dai nostri peccati, per essere pronti a rifarli un'altra volta, senza fine, legittimati a compierli ancora.
"Questi delitti appartengono alla categoria degli omicidi rituali, in relazione a schemi alchemici (le tappe del nigredo, dell'albedo, del rubedo) relativamente ai processi di tribalizzazione e balcanizzazione dei popoli europei, di cui Salvini e' uno strumento". 
cit. Pietro Esposito




L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA:
L'altra faccia della medaglia del razzismo riattivato dalla paura e dall'ANSIA, è il presunto anti-razzismo del potere costituito, lo stesso potere di prima, una parte di esso, che si scinde schizofrenicamente e porge soluzioni "democratiche e civili" contro il paradigma culturale che, dall'altra parte, ha appena alimentato ad hoc, in un apparente cortocircuito che, forse, non è così tanto illogico.
Ecco che si innesta politicamente, su un sentimento razzista popolare indotto ed alimentato (violenza degli stranieri, la paura dell'uomo nero, del "diverso") ed in parte introiettato nei millenni, una volontà strumentale altrettanto intollerante e dispotica, quella di una commissione parlamentare anti odio, ovvero, una contrapposizione tra un "totalitarismo locale", (il razzismo, il qualunquismo, un certo nazionalismo, il campanilismo, tipiche espressioni di una società chiusa e bigotta), ed un "totalitarismo globale", ovvero, la manipolazione di una certa immigrazione imposta ed alimentata dalle mafie transnazionali per destrutturare un determinato ambiente sociale, ed avere un esercito di riserva disposto ad essere sfruttato, di più e meglio di quello precedente.

La paura è per natura indotta e manipolata da entrambe le parti, la paura genera aggressività e l'aggressività genera ansia, che genera ancora una volta paura.
La commissione ANTI-ODIO mi ricorda il Ministero della Paura, nel senso che è l'altra faccia della medaglia, complementare al paradigma razzista.
Finché si parteggia per i Salvini o le Bonino del momento, non usciamo da questo cerchio magico, e se viviamo dentro il cerchio andremo a condividere le "regole del Magus", quindi sceglieremo una delle due opzioni in campo, escludendone altre.
Viene creato nel campo mediatico una dicotomia artificiale su presupposti reali, una contrapposizione tra "razzisti" ed "antirazzisti", in una lotta perpetua sociale, dove però la soluzione è un nuovo tipo di totalitarismo che si contrappone ad uno di stampo locale.
Si erge a questo punto la figura del RISOLUTORE.
Proprio per questo motivo, come dicevamo prima, certi delitti sono costruiti in vitro, perché in questo modo possono essere pilotati attraverso una sorta di telenovela del dolore per i sudditi  famelici e per i governanti in astinenza da totalitarismo.
Questa tragedia, come quella di Pamela (oggi il trend si basa sugli omicidi mediatici commessi da stranieri), e prima ancora quegli omicidi commessi da presunti italiani, (vedi i casi Yara, Scazzi, Meredith, Cogne, Erba e mille altri), sono tutti pattern della stessa matrice che fonda le sue radici strutturali sul delitto rituale, perché così sempre è stato e sempre sarà, fino a quando la gente non inizierà a comprendere come funziona il vero potere.
Il marketing politico è dettato dall'oracolo catodico, un po' come si credeva un tempo ai preti.
http://www.ilgiornale.it/news/roma/omicidio-desir-e-ancora-libero-pusher-italiano-1593771.html
https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/10/desiree-il-padre-ai-domiciliari-non-sono-riuscito-a-tenerla-lontana-da-quelli-come-me-002756857.html
Fonte tratta dal sito .



lunedì 19 novembre 2018

IL REBUS DI DESIREE parte 1°


"...In Italia si registrano in media: una sparizione di minore ogni due giorni, un abuso su minore ogni tre giorni, oltre 200 morti per overdose all'anno, circa duemila casi di stupro all'anno e circa 100 femminicidi all'anno.
La spiccata moralità, umanità ed empatia del ministro dell'interno però si attiva solamente quando la tragedia si consuma all'interno degli esatti parametri necessari per la sua campagna elettorale: giovane tossicodipendente di sesso femminile stuprata e uccisa (pare) da africani clandestini dediti allo spaccio in uno stabile occupato nel quartiere "comunista" della capitale."

cit. F. Venanzini

La foto dei 3 cuori rossi disegnati sul portone dello stabile al civico n°22 erano accanto ad una scritta curiosa, sicuramente precedente alla tragedia, REBUS, con sotto un delta rovesciato con occhio illuminato stilizzato. Nella logica del simbolismo cospirazionista riguardo gli omicidi rituali ci sarebbe anche troppo da dire, ma noi per ora faremo finta sia solamente una casualità senza alcun senso. Quello che per ora rileveremo è la strumentalizzazione della vicenda da parte di Salvini che, fin da subito, non ha avuto dubbi sui colpevoli, indicando i soliti stranieri, un po' come Alfano che fece annunci inquietanti quando fu arrestato Bossetti.
Questa volta il nostro Ministero delle interiora si era "limitato" a portare una rosa al capezzale catodico della povera DESIREE. Rosa rimasta in macchina perché un corteo, indignato dalla sua presenza e dalla sua propaganda, gli ha impedito di compiere il rito mediatico.
Sembra un Rebus che nasconde il mistero, oppure una squallida fatalità senza alcun senso, chissà...

L'omicidio è stato creato ad hoc per motivi politico strutturali.
Ciò non significa non ci siano crimini, omicidi, femminicidi ed infanticidi compiuti da italiani o stranieri, eccome se ce sono, ma quelli "scelti" dai media, scelti su tanti SOLO QUELLI da veicolare strumentalmente, con conseguente indotto di marketing televisivo, sono manipolati, per non dire creati all'uopo.
Ovviamente, i crimini non hanno colore, proprio per questo esiste una manipolazione strutturale del potere costituito.
Gli omicidi mediatici con conseguenti capri espiatori, hanno diverse valenze, in questo caso possono essere politiche, propagandistiche, di distrazione di massa, di affermazione e conservazione del consenso elettorale, di spostamento di bersagli, per sollevare l'indignazione di massa del popolo suddito in astinenza da rogo.
Poi ci sono anche interessi sottili ed energetici, che potremmo chiamare spirituali ed egregorici, e allora l'omicidio rituale diventa un messaggio molto potente.
La tv, i video giochi, il computer sono le distrazioni abitudinarie, ovvero le classiche abitudini e "rieducazioni sociali" ad una vita transumanista e consumistica, mentre i delitti mediatici sono dei comandi pavloviani di controllo mentale ed agiscono a livello di psicologia di massa.
Un comando a reti unificate in tempo reale su milioni di persone, una liturgia digitale che ha un peso psicologico non indifferente. Questo semplice ma complesso meccanismo favorisce una certa forma pensiero che viene instillata e manipolata etericamente come fosse una sorta di istruzione, di regola sociale, di modello cognitivo.
La reazione dell'uomo medio al delitto efferato è di tipo pavloviano, per quello che vengono necessariamente creati ad hoc certi eventi criminosi, perché servono in quel dato momento, in quel dato giorno, in quella data ora, mentre i delitti fisiologici, ovvero quelli non manipolati che possono accadere in qualsiasi momento, "esistono" fuori dal tempo rituale e da certi sincronismi politico-strutturali. E' probabile che oggi e domani non ci siano affatto alcun omicidi, mentre tra 10 giorni ne avvengano 3 contemporaneamente, 4 al giorno per 5 giorni, o nessuno per una settimana.
Se voglio mandare un dato messaggio a qualcuno in un dato momento, non posso sperare che un delitto avvenga a comando, in sincrono con le mie esigenze, e che contempli tutti i crismi che mi servono all'edificazione della liturgia.
Avrò bisogno necessariamente di costruirne uno ad hoc, perché in questo modo potrò gestirne la sceneggiatura, la storia, gli eventuali attori, consapevoli o meno, l'indotto mediatico che ne consegue, fino alla manipolazione dello spettatore.
Come abbiamo detto tante volte, andremo a modellare e ristabilire i ruoli sociali e magico-sessuali in campo, modellando una sorta di famiglia patogena allargata, dove qualcuno detta le regole all'interno di uno schema.
Quando la maggioranza delle persone capirà che il potere, dall'alto muove i suoi istinti animali, ci saremo talmente evoluti che, forse, l'autorità non necessiterà più di ritualizzare il corpo sacrificale.




INCONGRUENZE DEI MEDIA:
I giornali nell'immediato scrivono: " Testimone senegalese sentito ora dagli inquirenti ha riferito una versione dei fatti alla trasmissione “Storie italiane” di RAI 1.
Subito dopo correggono il tiro: "Sulla vicenda fin dall’inizio c’è stato il silenzio pressoché assoluto da parte di chi indaga, al punto che per giorni si è parlato di una sbandata di circa 30 anni morta senza evidenti segni di violenza."
Allora io mi chiedo, se c'era il massimo riserbo, il senegalese che frequentava questo crocevia di spaccio, come gli è saltato in mente di RIFERIRE alle Forze dell'ordine e poi alla trasmissione "Storie italiane" della RAI?
Fatemi capire, manco noi saremmo nell'immediato in grado di contattare la RAI...
Nonostante il massimo riserbo delle prime ore (sempre a detta dei giornali) sarebbe andato in giro a confessare alle TV, ancor prima che uscisse sui giornali, senza paura di essere arrestato, di essere considerato complice, impavido, tossicodipendente ma estremamente coraggioso e con una coscienza civica invidiabile. Non torna questa narrazione ufficiale, testimone poi scomparso quasi completamente dalla scena del delitto anche se documentato a Porta a Porta, testimone che avrebbe visto tutto e nulla, ma che poi, nei fatti, a rigor di logica, dovrebbe essere considerato complice, dato che non risulta abbia chiamato l'ambulanza.
Della famosa telefonata fatta da un anonimo italiano da una cabina, dove veniva detto che una ragazza era stata violentata ed uccisa, non se ne parla più? Chi era questo misterioso personaggio poi scomparso dalle cronache di Narnia? L'importante era stabilire a priori due capri espiatori da strumentalizzare politicamente?
La ragazza italiana presente poco dopo il delitto che fine ha fatto? E' stata identificata dopo il video di Porta Porta? Tutto si esaurisce in trasmissione ? Perché si parla pubblicamente sui media solo di colpevoli certi, ancor prima di un normale processo, perché sono buttati in pasto alla piazza?
Sono attendibili questi testimoni non testimoni che non chiamano l'ambulanza e le forze dell'ordine, ma che sono pronti a rilasciare una bella intervista?

SIMBOLISMO CASO DESIREE:
di Andrea Mantenos
"Ed eccoci ancora allo stesso schema mondialista, reazionario, manipolato che abbiamo incontrato in diversi delitti rituali con intento politico-elettorale quasi una copia del caso Pamela Mastropietro, dove secondo la mia tesi a fare un corpo a pezzi non sono stati "gli stranieri, "i neri", o la presunta mafia nigeriana ma una certa manovalanza professionista.
Roma, caso Desiree. Sei o sette extracomunitari, arabi, egiziani, chi sa, hanno violentato ucciso una ragazza minorenne.
I simboli presenti nel luogo del ritrovamento del cadavere e della violenza, tuttavia, non lasciano molti dubbi sulla firma. Ci sono cuori, rose. Il numero "22" civico. E perfino una scritta Rebus con tanto di disegno illuminato, una specie di occhio.
C'è perfino una sorta di disegno che a detto di alcuni giornalisti con cui ho parlato assomiglia molto al volto della ragazza. Foto con una maglietta piena di fiori. Sarebbe una singolare coincidenza che proprio nel luogo dove è stata "sacrificata" una ragazza, già c'era una suo disegno (cosa da confermare, ma intanto)
Il fiore, la Rosa. La simbologia... E quella di Salvini ovviamente è anche quella una Rosa dei venti, o Il Sole delle Alpi simbolo scelto dalla Lega come bandiera della Padania... (forse argomento forzato, qui nel mio ragionamento, ma nemmeno tanto se teniamo presente che più si sale sulla piramide e più certi simboli sono stretti uniti, intimamente connessi)
Ora: esistono extracomunitari criminali. Esistono stranieri fannulloni. Esiste chi fa un crimine e va punito. Solo che qui, in questo momento politico tutto italiano, in questa tensione di forze dietro il Giallo-Verde, la situazione è piuttosto specifica e "puntuale". Cioè sembra essere ritualizzata, veicolata e dunque "costruita". Questo sacrificio cruento, disumano, terribile è, per determinati ambienti, una necessità.
Tra Desiree e Rebus spicca la parola "RE"
Salvini il verde (il suo 49 per chi ricorda i precedenti post)
A ciascuno la sua sentenza. Ci possiamo fidare di un unico testimone e di tutte le parole scritte dai giornali? Sempre i giornali dicono che ci sarebbe stata anche un amica li ad osservare, testimone dei fatti. Ma siamo sicuri? Non vi sembra una dinamica strana: una viene abusata, quasi uccisa e l'altra sta li? Di che stiamo parlando?
Non cadete nel gioco reazionario populista di questi giorni.
Sarebbe una ennesima occasione persa
REBUS...

SINCRONISMI ED ASSONANZE:
di Se ci Fosse Luce (pagina FB) 
17 è il Desiderio che scompare tra le strade romane. 
Il 22 è il "rebus" dei lucani e gioca con il 22 di Benetton, morto a 77 anni. 
La scala mobile taglia le gambe dei russi a Repubblica. Un russo accoltellato. Moscovici sotto i piedi italiani. 
L'uomo nero è spietato, rapisce e stupra i sogni, li uccide per sempre. 
I lucani della notte assassina ed il Lucano esiliato lontano dai suoi bronzi. 
Belve assassine ad un passo appena da Atlantide ed a soli tre chilometri dal Parlamento. 
Rai 3 manda Suburra. 
La sera prima sfiniti passaggi in radio di "Madre Dolcissima". 
San Lorenzo e la sua lunga notte senza più Stelle e con il suo Desiderio che muore. 
Il Ministro salvifico porta una rosa nel pugno. 
Mamma Roma, capitale. Mater Matera, terra lucana, capitale della cultura. Genova e Atlantide in lutto. Roma e Atlantide in lutto.
Accoglienza, integrazione, ascolto, creatività, sono miti che si eclissano in una rosa bianca.

Fonte tratta dal sito .



venerdì 16 novembre 2018

The Code - Numeri Magici [ENG sub ITA]

mercoledì 14 novembre 2018

L’origine delle quattro arti esoteriche

L’origine di alchimia, magia, astrologia e teurgia secondo Édouard Schuré

Nell’antichità il modo di conoscere la realtà era molto diverso da quello contemporaneo.
Al giorno d’oggi vi è una netta distinzione tra fisica e metafisica. L’indagine fisica è una prerogativa quasi esclusiva della scienza, là dove per fisica si intende lo studio della natura e della realtà manifesta. Per quanto riguarda la metafisica, invece, essa è prevalentemente oggetto di riflessioni teologiche e religiose. La filosofia contemporanea se ne occupa solo marginalmente, dal momento che la considera una forma di conoscenza astratta e slegata dalla realtà.
NeI Grandi Iniziati – Storia segreta delle religioni Édouard Schuré osservava che nel mondo antico il confine tra i due mondi – quello fisico e quello metafisico – era molto labile. Le differenze tra i vari sistemi di conoscenza riguardavano piuttosto la possibilità di essere divulgati o di rimanere appannaggio esclusivo di un’élite. Accanto alle discipline accessibili al volgo in forma mitica, nel mondo antico esistevano infatti dei sistemi sapienziali molto raffinati e a carattere esclusivamente iniziatico.

Gli antichi sistemi teosofici

Édouard Schuré chiamò le branche del sapere nel mondo antico sistemi teosofici. In base ad una concezione quaternaria dell’universo, i sistemi teosofici erano:
  • Teogonia
  • Cosmogonia
  • Psicologia
  • Fisica
Nello specifico, la teogonia studiava la realizzazione dei principi eterni nello spazio e nel tempo. La teogonia consisteva, in altri termini, nella descrizione, spesso in forma mitica, dell’origine del divino. La cosmogonia a sua volta era la scienza che aveva come oggetto di studio la nascita del cosmo e la penetrazione dello spirito nella materia. La psicologia era un sistema di conoscenze che si occupava dell’anima umana e della sua evoluzione. La fisica, infine, raggruppava una serie di dottrine relative alla natura.
A ciascun sistema teosofico corrispondeva una specifica arte esoterica a carattere iniziatico.
l'origine delle quattro arti esoteriche

Le quattro arti esoteriche

Procedendo in ordine inverso dalla fisica alla teogonia, le quattro arti esoteriche erano:
  • Alchimia
  • Magia
  • Astrologia
  • Teurgia
L’alchimia era l’arte esoterica corrispondente alla fisica. In particolare, l’alchimia si basava sulla conoscenza dei poteri occulti degli elementi e ambiva a trasmutare i metalli vili in oro. A questo riguardo, può essere utile notare che in greco antico la parola metallon è l’omofono di metà allon, che significa attraverso l’altro. In questo senso, l’alchimia considerava gli elementi dei simboli che si riferivano a entità metafisiche.
La magia, arte esoterica che corrispondeva alla psicologia, permetteva di convogliare le forze dello spirito e di esercitare un controllo attivo su di esse.
L’astrologia, arte esoterica corrispondente alla cosmogonia, era l’arte di scoprire il destino dell’uomo e dei popoli attraverso l’osservazione degli astri e dei loro mutamenti.
La teurgia – la più nobile delle arti – era un sistema sapienziale che faceva riferimento alla teogonia. La teurgia era un’arte magica a cui solo pochi eletti avevano accesso. La sua pratica non era esente da rischi e permetteva all’adepto di entrare in contatto con i diversi ordini spirituali.
Questi sistemi sapienziali esoterici sono chiamati arti, poiché prevedevano una conoscenza attiva della natura e delle sue manifestazioni. Mentre la conoscenza oggi viene intesa come la raccolta di informazioni più o meno esatte su un dato argomento, le arti esoteriche implicavano sempre un certo grado di interazione con la realtà. A titolo di esempio, è di Ruggero Bacone la definizione della magia come forma di metafisica pratica.

Conclusioni

Alla luce della visione di Édouard Schuré sulla genesi delle quattro arti esoteriche, è facile capire a quali malintesi si può andare incontro quando al giorno d’oggi ci si avvicina alle antiche dottrine esoteriche.
L’alchimia non è un surrogato della chimica, né tantomeno della psicologia, come lascerebbero intendere alcuni filoni dello spiritualismo contemporaneo. Allo stesso modo l’astrologia non era una disciplina praticata da gente superstiziosa, ma un’arte che fondava la sua ragione d’essere su una precisa visione del mondo. Un discorso analogo si potrebbe fare dunque per la magia e la teurgia.
Tuttavia, se da un lato questo schema spiega come non approcciare le antiche dottrine esoteriche, dall’altro lato suggerisce quale sia lo spirito giusto con cui dedicarsi al loro studio.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 12 novembre 2018

Magia, esoterismo, omicidi rituali ed eggregore: dialogo con Francesco Raum