sabato 19 agosto 2017

I RITUALI DEL MOSTRO DI FIRENZE

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Uno dei maggiori rappresentanti del satanismo contemporaneo,Micheal Aquino, è – oppure è stato – un ufficiale del controspionaggio americano. Il suo specifico settore è – o era – la guerra psicologica e le tecniche di disinformazione. E lui che ha fondato II Tempio di Set, ma era anche il suggeritore occulto di Anton La Vey, fondatore, quest’ultimo, nel 1966, della prima setta satanica, almeno pubblicamente dichiarata tale, in America: la Chiesa di Satana. La Vey, alias Howard Levy era un ex domatore. Aquino gli suggeriva i rituali ispirati ai racconti di Lovecraft. Però, il più ascetico Aquino, per i suoi rituali, nel suo tempio, preferiva il fuoco sull’altare, alle belle vergini nude di La Vey (anche se le giovani usate dall’ex-circense, disinibito e gaudente, tanto vergini non dovevano essere). Ho già anticipato come il mostro di Firenze, quello autentico, sia, o sia stato, investito di una qualche funzione pubblica. Mi rendo conto di mettere il carro davanti ai buoi, ma preferisco riservare alla fine l’elencazione degli indizi che suffragano l’ipotesi. Tuttavia, una prima indicazione generale appare dalla dinamica dei delitti. La quasi certezza dell’impunità sembra guidare i suoi movimenti, come se, nel caso fosse scoperto in flagrante, potesse giustificare la sua presenza sui luoghi dei delitti con un atto d’ufficio. Ho già indicato il particolare e perverso sentimento di giustizia che lo sosterrebbe come una sorta di alibi morale. Forse il mostro pensa di essere una ‘mano di Dio’, magari la sinistra, come immaginava probabilmente di se stesso il feroce inquisitore Corrado di Marburgo. Qualcuno che punisce con la morte e la mutilazione l’impudicizia, l’adulterio e la promiscuità sessuale. Qualcuno che trova nell’impotenza la sua forza morale, e nella conseguente inibizione libidica il riscatto della potenza distruttrice. Come abbiamo visto, la tesi degli investigatori ufficiali è tutt’altra. Si è attestata sul gruppo, sulla setta satanica. Ma andiamo per ordine. Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza nel pullulare delle sette demoniache. Di tentare una catalogazione criminologica. Riconosco che occorre un lettore paziente e forte di stomaco. Oltreché nel satanismo, bisognerà affondare un pur fugace sguardo anche nel cannibalismo, al primo in parte contiguo. Prima di tutto, e per alleggerire, un accenno alle effusioni amorose. “Che cosa è un bacio? non è il desiderio ardente di aspirare una parte dell’essere amato?” diceva Giacomo Casanova, grande intenditore di baci. “Aspirare”, nel senso usato dal grandissimo scrittore settecentesco (in parte poco conosciuto come tale, almeno in Italia, dove la traduzione e l’edizione completa delle Memorie scritte da lui medesimo è del 1999), può essere sinonimo di ‘assimilare’, ‘inglobare’, o meglio ancora ‘incorporare’. Gli amanti si rivolgono frasi del tipo: “ti mangerei”. Così si esprime la madre col figlio lattante, mentre lo tiene teneramente tra le braccia. Accennando in questo modo ai baci, si parla di ‘cannibalismo metaforico’. Qui il desiderio di incorporare l’oggetto amato per possederlo in maniera definitiva, è fortunatamente soltanto traslato, in modo metaforico, appunto. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita il proverbio. Ma noi non possiamo restare tranquillamente sulla spiaggia litoranea. Dobbiamo “attraversare la grande acqua”, come direbbero i Ching. Che succede quando il ‘cannibalismo metaforico’, non è più tale, ma viene messo in pratica? Cosa succede quando il salto, da metaforico a reale, è qualitativo, vale a dire quando dall’espressione affettuosa linguistica si passa all’azione concreta di mangiare un essere un umano? In una società civile lo scarto è abissale, non esistono gradazioni intermedie, l’uomo che mangia un proprio simile è davvero tutt’altra cosa. Lasciamo da parte le giustificazioni scientifiche sul cannibalismo tribale, secondo le quali il passaggio alla concretezza dell’azione sembrerebbe dipendere innanzitutto da una carenza biochimica, dalla deficienza di serotonina per l’esattezza. Succede che il ‘cannibalismo metaforico’ diventa ‘cannibalismo profano’. L’aggettivo ‘profano’, a sua volta, distingue un fenomeno da un altro, definito ‘rituale’, isola cioè la pratica di intere collettività (per lo più appartenenti al passato) che si attengono a una serie di precetti, regole, gerarchie, valori simbolici e alimentari. Queste regole sono disprezzate dal cannibale profano, o se le rispetta, esse sono adattate ad hominem. I mangiatori di uomini profani sono singoli individui isolati, i quali agiscono in preda a impulsi sessuali incontrollabili. Essi assimilano davvero l’oggetto del desiderio. Incorporano realmente le carni della vittima prescelta. Questi cannibali profani hanno nomi e cognomi. Ecco alcuni fra i più importanti, senza la presunzione di fornire una lista completa: Friedrich Heinrich Karl Haarmann, il cosiddetto “Lupo mannaro di Hannover”, un informatore della polizia che aveva anche ottenuto il patentino di investigatore (Germania,1875-1925). Albert Fish, “l’orco di Westchester” (Stati Uniti, 1870-1936). Jeffrey Dahmer, il famoso “Cannibale di Milwaukee” (Stati Uniti, 1960-1994). Andrej Romanovic Chikatilo, professore di letteratura detto il “Mostro di Rostov” (Russia, 1936-1994). La coppia Ottis Elwood Toole e Henry Lee Lucas (Stati Uniti), su cui ritornerò di seguito. La lista non è completa, ne manca qualcuno, ce ne sono molti in Giappone, per esempio. l cannibali profani’ altro non sono che alcuni tra i più feroci serial killer del XX secolo. Sulle spiegazioni sociologiche e psichiatriche che analizzano le loro efferatezze non parlerò in questo momento. Mi interessa solo evidenziare un tratto che hanno tutti in comune e che li differenzia dal mostro di Firenze. Hanno tutti violato sessualmente le loro vittime, chi in un modo e chi in un altro. L’atto cannibalico è il coronamento di un’aggressività sessuale esasperata, la fase orale non superata che assume forme psicotiche, direbbe Freud.
Nel caso del mostro di Firenze, l’oggetto del desiderio, è un oggetto disprezzato, e la brama sessuale assume i tratti della vendetta, dell’odio giustizialista. Il soggetto della nostra ricerca non ha mai violentato le sue vittime, le ha solo freddamente uccise e mutilate, con perizia tecnica e distacco. Anche lui, come gli altri, ha prelevato alcune parti anatomiche, solo però dal pube e dal seno delle vittime femminili. Ma cosa ne ha fatto? Se le è mangiate come facevano gli altri? (Da notare che nessuno dei cannibali sopra citati ha una particolare predilezione per gli organi genitali o per le zone erogene). Parrebbe di no, ogni finalismo nutrizionale come coronamento della soddisfazione sessuale sembrerebbe da escludere. Niente ‘cannibalismo profano’, quindi. Forse è da questa constatazione che nasce la congettura più estrema. Un’ipotesi tratta dalla letteratura criminologica potrebbe essere quella del muti morder.
“Con il termine muti morder s’intende l’azione di ottenere da un individuo vivo organi umani da impiegare nella preparazione, insieme ad altri ingredienti, di una pozione da impiegare in pratiche ‘mediche’ al fine di risolvere i problemi di un altro individuo, quali ad esempio l’impotenza, malfunzionamenti del sistema circolatorio e del sistema nervoso e più in generale per aumentarne la fortuna”.
Nel silenzio delle fonti dirette, e pescando dalle indiscrezioni mediatiche, parrebbe che l’ipotesi investigativa fosse questa: i poveri resti delle ragazze uccise e mutilate sarebbero stati seccati, o triturati, per preparare, mescolati a chissaché, un qualche beverone, in funzione di pozione magico-demoniaca. L’operazione sarebbe stata compiuta da qualcuno che non avrebbe – secondo l’architettura neogotica “giuttariana”, per quanto appare su certi giornali, e che definirei fumettistica – nemmeno assistito personalmente ai delitti, ma atteso comodamente a casa, anzi in villa, l’orrendo pasto.
Siamo così arrivati ai famigerati e fantomatici ‘mandanti’ dei compagni di merende. Rileviamo una prima discrasia, seguendo la casistica criminologica: l’assassino che s’inserisce nella categoria del muti morder compie più spesso un solo omicidio, in questo si differenzia dal serial killer. Le azioni sono volte a ottenere quel particolare organo. Nei nostri casi l’azione invece varia, dalla non mutilazione (delitti del 1968 e del 1974) la progressione criminosa s’intensifica con l’asportazione solo del pube, poi si passa all’asportazione anche della zona anale, infine si escinde anche un seno.
L’anomalia del mostro di Firenze, autorizza a formulare l’ipotesi delmuti morder? Si è già visto come il modus operandi s’inserisca con maggiore attendibilità, fino all’evidenza, nell’ipotesi dell’assassino seriale, in cui la fantasia guida le azioni, e le parti del corpo rimosse sono conservate come souvenir. Ma ammettiamo che l’ipotesi regga. Per sostenere l’ipotesi investigativa dei ‘mandanti’, occorre una prima correzione: lo scopo perseguito dal criminale non gli appartiene, bensì appartiene ad altri, coloro che al fine di entrare in possesso delle parti di cadavere escisse, finanziano il predatore. Ecco allora la setta satanica, il Sabbah, il rito sanguinario di antica memoria inquisitoriale.
Mi tocca affrontare a piene mani l’argomento. Full immersionnell’universo del diavolo, dunque. Attraversiamo di nuovo l’Oceano per tornare ad Aquino. Non dovrebbe indurre a riflettere il fatto che a fondare una delle prime e più note sette sataniche sia stato un ufficiale del controspionaggio esperto in tecniche di disinformazione?
Siamo alla fine degli anni Sessanta (poco prima sono stati assassinati Kennedy e King), la ‘sporca’ guerra del Vietnam lacera le coscienze dei giovani statunitensi, è iniziata la stagione dei ‘figli dei fiori’, si fa strada una pacifica e universale ribellione giovanile. Per la prima volta nella storia, s’estende a tutto il mondo un diffuso e pericolosissimo rifiuto dei canoni tradizionali, accompagnato da una critica radicale delle gerarchie di potere a qualunque livello.
Nasce il sospetto che le sette servissero a confondere le acque. A creare, cioè, un’identificazione tra ribellione giovanile e satanismo. Se questo fosse stato l’obiettivo, bisogna dire che esso fu raggiunto in pieno. Il Sessantotto è stato quasi del tutto annichilito, in America come in Europa. Per fare un esempio parziale, ma significativo, un certo genere di musica rock, insieme al diffondersi delle droghe, fu enfatizzato dal cosiddetto ‘satanismo acido’.
Il rock, più o meno acido, gradualmente sostituisce le canzoni politiche e pacifiche, di autentica protesta, come quelle del cantastorie Bob Dylan. In Italia, un autentico cantastorie come Francesco Guccini incontra la concorrenza di altri musicisti, alcuni cantautori più che ascoltabili, ma la gran parte diffusori di lagne pseudo-poetiche che tuttavia vanno per la maggiore. Ma Francesco regge il confronto con coraggio e determinazione. In America, passo dopo passo, nell’ambito della cosiddetta musica giovanile, si arriva al contemporaneo Marilyn Manson, una vera incarnazione del demonio agli occhi dei benpensanti. Non per pura coincidenza, né con accenni larvati, bensì esplicitamente e insistentemente, l’ambiguo cantante è stato di recente accusato di essere l’ispiratore della strage di Colombine. Qualcosa di simile, sui media americani, coinvolse a suo tempo gli innocui hippies. Secondo alcuni, il movimento hippy stava nell’atmosfera generale che aveva provocato i feroci delitti di Charlie Manson e dei suoi seguaci. Secondo altri, gli hippies trovavano il loro sbocco naturale nel terrorismo, o in alternativa, nell’alienazione totale per effetto delle droghe. Nella realtà, negli anni Ottanta gli hippies erano quasi del tutto scomparsi. Ritengo che l’invenzione della setta satanica mandante e ispiratrice dei delitti del mostro, abbia un’affinità, seppure in sedicesimo, con la funzione studiata in senso teorico, e quindi messa in pratica, dagli inquisitori controriformisti per giustificare l’annientamento dei ribelli eretici e dei liberi pensatori. Traendo spunto dalla reale esistenza di autentiche sette (ma su questo sarà necessario un approfondimento), più o meno pericolose, lo stesso genere di repressione preventiva in generale riappare, in modo più raffinato e nascosto, nell’epoca contemporanea. Vero è che i fatti, gli episodi massmediatici, le reazioni, sono ancora troppo vicini agli occhi per consentire un’analisi spassionata. Ma per quanto mi riguarda, l’idea di complotto va presa sul serio. Guardo con sospetto coloro che si accaniscono tanto a sbeffeggiarla. Sono d’accordo con Carlo Ginzburg a questo proposito.
“In Italia il termine ‘complotto’ viene usato da un decennio circa in contesti per lo più negativi: quasi sempre si parla di complotti per sostenere che non esistono, o che esistono soltanto nella fantasia sbrigliata dei ‘dietrologi’ (un termine, di conio più recente, dalle connotazioni ancora più chiaramente negative)… Eppure non si può negare che i complotti esistono. Alla loro fabbricazione e alla loro scoperta sono delegate, negli Stati moderni, istituzioni apposite (i servizi segreti)… Uno storico che cercasse di decifrare questa vicenda (la vicenda del processo ad Adriano Sofri e compagni. n.d.A.). rinunciando pregiudizialmente a qualsiasi atteggiamento ‘dietrologico’ farebbe poca strada – se con ‘dietrologia’ s’intende una sobria diffidenza interpretativa che non si accontenti di restare alla superficie degli eventi o dei testi”
Perché oggi, quando tutto sembra rientrato nella più piatta assuefazione alla normalità del mercato globale, si assisterebbe di nuovo alla recrudescenza delle sette sataniche? Come spesso accade nella storia, ciò che era stato cacciato dalla porta sta rientrando dalla finestra. Rientra cioè la ribellione in una forma ancora più minacciosa, e più consapevole delle trame del potere e del suo cinismo affaristico, rispetto al movimento sessantottesco. Mi riferisco qui, esplicitamente, ai No Global. Siamo già sulla strada per satanizzare anche loro. Non simpatizzano forse, questi pseudo pacifisti, con le forze del male? Non rifiutano, essi, il coro di esecrazione isterico contro Osama Bin Laden, la nuova incarnazione del diavolo, benché sia stato allevato e nutrito dalla grande madre CIA?
Correggo il tiro: se qualcuno ha scientemente confuso le acque, ciò non è vero per la maggioranza. Il maggior numero degli avversari dei satanisti – i cacciatori di sette – probabilmente sono inconsapevoli e in buona fede. La stragrande maggioranza dei nuovi adepti del capro diabolico non sanno dei meccanismi perversi che li sovrastano, e dei quali sono involontarie comparse. Perlopiù, i rituali dei satanisti si limitano all’ostentazione di simboli esoterici : la stella a cinque punte domina su tutti. È pura coincidenza che questa stella, l’antica raffigurazione del pentacolo, benché con un significato emblematico diversissimo, sia stata scelta come simbolo dalle Brigate Rosse?
Talvolta sul corpo di una donna nuda sdraiata a mo’ di altare, viene profanata un’ostia, il sacerdote ammantato di nero legge il Vangeloalla rovescia. Il rito si conclude, magari, con una demoniaca ammucchiata. Tutto qui, per quello che se ne sa. Forse alcuni adoratori di Satana sono fedeli all’immagine del fratello minore di Gesù Cristo in maniera più ascetica e meno carnale. Poi c’è la controparte, che, forse in buona fede, li accusa delle peggiori atrocità : violenze, sequestri, cannibalismo, infanticidio, omicidi rituali e via di seguito. Proprio come gli inquisitori d’un tempo. Ma nella casistica giudiziaria, quasi mai crimini di questo genere sono stati provati, come dimostra l’episodio giudiziario dei Bambini di Satana. “L’allarme pubblico nei confronti del satanismo – a cui, soprattutto, sono attribuiti migliaia di ‘crimini rituali’ – è stato probabilmente lanciato, all’origine, da ambienti protestanti fondamentalisti, ma oggi è diffuso soprattutto dal movimento anti-sette di origine laicista. L’Anti-cult movement si preoccupa di mantenere e anzi incrementare, l’allarme sociale contro i ‘culti’ deviami per sostenere la sua richiesta di leggi speciali o misure straordinarie nei confronti delle ‘sette’ (il cui raggio di applicazione sarà poi estremamente ampio e ambiguo). In questa chiave vengono facilmente esagerate anche le statistiche sul numero dei satanisti e sulla rilevanza del satanismo come fenomeno criminogeno, facendo del satanismo il tipo stesso del ‘culto’ pericoloso e talora tentando di collegarlo in modo più o meno fondato al mondo delle nuove religioni”. Si tratterebbe di un’esagerazione, da cui nascerebbe una nuova emergenza che autorizzerebbe una più capillare attività informativa, e magari una nuova sommaria procedura inquisitoria. “L’attenzione non serpeggia unicamente nell’opinione pubblica o fra alcuni giornalisti a caccia di scoop”. Un recentissimo libro di Angelo Zappalà cita la “Relazione sulla politica informativa e della sicurezza (primo semestre 1995)” presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Lamberto Dini; la “Relazione sulla politica informativa e della sicurezza (primo semestre 1998)” presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi; le “Relazioni sul medesimo oggetto (secondo semestre 1998 e primo semestre 1999)” presentate dal Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, e quelle del primo e del secondo semestre del 2000 del Presidente del Consiglio dei ministri Giuliano Amato. Tutti questi avvertimenti sollecitano una speciale cautela, un particolare impegno di vigilanza informativa degli apparati di intelligence e di sicurezza, prendendo spunto da fatti di massimo allarme a livello mondiale – la strage sulla metropolitana di Tokio – e in base a un sospetto nascente dalle celebrazioni del Giubileo, occasione che avrebbe potuto, nell’anno 2000, essere il momento favorevole per “l’attuazione di gesti clamorosi” ed eclatanti da parte di “sette pseudo religiose ed esoteriche”, che sarebbero incrementate, in prospettiva, dalla “sempre più diffusa utilizzazione della rete internet”. Gesti clamorosi ed eclatanti che, almeno in Italia, non risulta che finora si siano verificati. Una cautela di segno opposto, che si comincia a usare anche per i casi americani – nel cui territorio brulicano sette d’ogni tipo – non si dovrebbe a maggior ragione tenere nel debito e prudente conto per l’Italia? Restringendo ancora di più il campo. Questa prudenza, non dovrebbe trasformarsi in un rifiuto nel caso di Firenze e dintorni, popolato da gente incline all’ironia e allo scetticismo, piuttosto che al fanatismo neo-religioso, e nel cui ambito, che io sappia, non si è mai sentito parlare di sette sataniche, se non dal funzionario di polizia-scrittore dottor Giuttari, e dai suoi coadiutori? Ma anche se esistessero realmente, non sarebbe meglio ascoltare il parere di studiosi seri del fenomeno, invece di affidarsi a fonti molto incerte e superficiali?  “Lo studioso non può che limitarsi a concludere che la pedofilia rituale e l’omicidio ‘satanico’ esistono presso un certo tipo di satanisti, come mostrano alcuni casi giudiziari, ma, contrariamente a quanto talora si legge, la prima è abbastanza rara, il secondo rarissimo”.  “Rarissimo” significa che il fenomeno non si produce quasi mai, e quando accade sembra molto improbabile che possa avere una durata protratta nel tempo. E possibile anche soltanto ipotizzare che per una trentina di anni un numero imprecisato di persone compia delitti del tipo che ci riguarda, senza che niente trapeli? Senza che qualcuno si dissoci dal gruppo, sia preso dal rimorso o dal disgusto, e metta allo scoperto la setta e i suoi delitti atroci? Ammettiamo anche questo. Ciò che appare incredibile, alle volte si rivela come una giusta intuizione. Ipotizziamo a distanza più ravvicinata la natura, presupposta satanica, dei delitti del mostro (rectius, nell’ambito della congettura proposta: ‘mostri’, al plurale).
Prima di tutto un elemento di distinzione di carattere generale. Non bisogna confondere le religioni con la magia, lo spiritismo, e col satanismo (anche se talvolta i confini non sono così chiari). Le religioni hanno una visione del mondo globale che impone uno stile di vita onnicomprensivo, e in molti casi una preparazione spirituale in vista dell’aldilà.
Quasi sempre gli assunti religiosi di base sono per la loro stessa natura indimostrabili, cioè insuscettibili di verifica empirica. Al contrario, la magia e lo spiritismo agiscono su campi verificabili e devono funzionare.
Maghi furono gli alchimisti come Giambattista Lulli, maghi anche i critici dell’alchimia, come Bonagiunta Orbicciani da Lucca. I maghi rinascimentali italiani-e più in generale europei erano scienziati. Maghi furono Leonardo da Vinci, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Giordano Bruno… Il fondamento scientifico e speculativo della magia la espone a verifica. A fondamento dello spiritismo e della magia moderna sta il positivismo. Per questo Conan Doyle abbandonò il cattolicesimo per diventare un seguace dello spiritismo, perché esso gli offriva dei fatti verificabili.
Non c’è da meravigliarsi, se un caposcuola positivista come Cesare Lombroso concluse la sua vita da scienziato dedicandosi allo spiritismo in collaborazione con una donna del popolo del tutto priva di cultura. La verifica empirica però, com’è immaginabile, espone la magia e lo spiritismo a continui collassamenti. Se una pozione contro l’impotenza non ha avuto efficacia, come è probabile che accada, se un maleficium non ha fatto ammalare l’insopportabile vicino di casa, l’iniziale adepto finirà con l’essere scettico sulla bontà di quelle pratiche. Perciò le varie sette magiche, spiritiste e anche sataniste, hanno spesso vita breve, o devono rinnovarsi. Veniamo alla magia moderna o contemporanea. Non si può parlare di sette che praticano la magia genericamente. Ce ne sono di vari tipi, con differenze sostanziali tra di loro. A proposito di fenomeni magici si parla in primo luogo di frode, naturalmente. Si spiegano poi alcune convinzioni con la “volontà di credere”, fenomeno psicologico attentamente studiato da William James, il filosofo pragmatista americano fratello dello scrittore Henry James. Quando non sia più sufficiente la psicologia, entra in campo la parapsicologia: “una disciplina che lotta, appunto, per vedersi riconosciuta la dignità di scienza e che è nata, storicamente, dai ‘ricercatori psichici’ che fin dal secolo scorso indagavano ‘scientificamente’ in particolare sullo spiritismo”.
Esiste la “magia pratica“, che promette poteri eccezionali, tali da modificare la vita degli adepti sotto il profilo del successo, della potenza sessuale, della salute. Si distingue poi la “magia gnostica” che fa del sapere la leva per accedere ai super-universi che costituiscono il mondo. Anche la “magia gnostica” modifica in meglio l’adepto che vi si dedichi con studio e diligenza, anch’essa ha potenzialità terapeutiche. La “magia evocatoria” riesce ad evocare spiriti, angeli o demoni, “elementali”, o spiriti della natura. Il più alto livello è raggiungibile attraverso “la magia della vita”, che insegna tecniche per giungere al mistero della vita e addirittura sconfiggere la morte, assicurando all’adepto la certezza dell’immortalità.
Arriviamo più specificamente al satanismo. La prima differenziazione, più generale, è quella tra satanismo ‘cattivo’ e satanismo ‘buono’. Quello ‘cattivo’, il più classico nell’immaginario collettivo, vede Satana contrapporsi a Dio, e postula una lotta tra le due Supreme Entità. Ma attenzione, in epoca contemporanea, spesso la ‘cattiveria’ si riduce a una rivendicazione dell’energia vitale contro l’imbroglio metafisico e teologico della Chiesa. E più una sorta di ateismo scettico sull’aldilà, a sostegno dell’aldiquà e dei piaceri che esso offre. Satana assume più i tratti di un gaudente anarco-rivoluzionario materialista, che di un promotore e facitore del male. Per il satanismo ‘buono’ si parla di Luciferismo. Lucifero diventa complementare a Gesù. Non c’è propriamente opposizione al cristianesimo ma piuttosto integrazione. La trinità diventa quaternità: Padre, figli (Gesù e Lucifero) e Spirito Santo. Per dirla in termini più banali, il male e il bene sono indissolubilmente legati, o per meglio dire sono le due facce di una stessa medaglia. Le sette luciferiane sono speculative e innocue. Un qualsiasi satanista convinto e tranquillo, è protetto, come tale, dalla Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21 e 8, tranne che, dice la legge costituzionale (art. 8), la confessione religiosa non sia in contrasto con l’ordinamento giuridico vigente. E dov’è scritto che una convinzione antitetica al credo e alla morale cattolica violi una qualsiasi norma di diritto? Vediamo adesso le ‘cattive’: si possono individuare vari gruppi. Ma prima di accennare ad esse, apro una parentesi. L’analisi che sto facendo è per forza di cose sbrigativa, altrimenti questo libro rischierebbe di diventare un saggio sul satanismo, cosa che non è, e non vuole essere. Ho dovuto approfondire il tema, di fronte all’ipotesi strampalata formulata dagli indagatori del mostro di Firenze. Me lo sarei risparmiato, vale il discorso già fatto per tutto il libro. L’occasione, però, è stata utile. Vale sempre la pena di leggere chi ne sa su un argomento più di noi. Detto questo, continuo il mio rapido excursus. Alcuni gruppi si limitano a rituali decorativi come quelli descritti approssimativamente più sopra. In taluni casi si tratta di evocare Satana con rituali orgiastici che richiamano i culti dionisiaci. Ma oggi si direbbe che si mette in scena una specie di terapia di gruppo, recitando uno psico-dramma. Queste persone vanno lasciate fare, non danno noia a nessuno. Altri – e qui si entra nella volgarizzazione della magia, intesa nel suo significato più banale e incolto, benché diffuso – praticano la magia al fine di acquisire potenza sessuale, energia vitale, salute, fortuna al gioco o in amore, preparano intrugli stregoneschi con parti d’animali, ossa eccetera. Qualcuno- ma la cautela qui è d’obbligo, perché entra in campo una documentazione d’incerta attendibilità – disseppellisce cadaveri al medesimo scopo. Ho già citato il precedente storico messo in rima da Giuseppe Giusti. Molto spesso, quasi sempre, la polizia si trova ad affrontare il reato di truffa. L’esplodere delle televisioni libere, e dei sedicenti maghi che danno consigli a pagamento, fondandosi quasi sempre su un’analisi approssimativa della psicologia del richiedente, hanno amplificato il fenomeno. Veniamo a ciò che potrebbe riguardarci più da vicino.
Parliamo dell’ O.T.O, sigla che sta per Ordine dei Templari dell’Oriente, che non è esattamente una setta satanica, anche se di stretta vicinanza. A mio parere, questi signori – i fedeli dell’O.T.O – sono caduti in un equivoco storico. Hanno prese per vere le accuse di apostasia, in sostanza di satanismo, che nel XIV secolo Filippo il Bello rivolse ai Templari. Questi guerrieri di Dio, sparsi per tutta Europa, casti ed ascetici fino all’ossessione, ma che avevano accumulato enormi ricchezze, in un primo tempo osannati dalla cristianità che difendevano, innanzitutto durante le Crociate, da un giorno all’altro furono accusati delle più turpi nefandezze e massacrati in massa. Le accuse erano quasi certamente false. Si trattava di una questione di soldi, come al solito. Filippo il Bello, indebitato fino al collo, aveva necessità di rimpinguare i suoi forzieri. I Templari, per farla breve, furono trucidati a scopo di rapina. In ogni caso l’attuale Ordine e le sue filiazioni, si è identificato con la versione demonizzata dei Templari. (Basta ripeterle più volte le menzogne, e si finisce per farle diventare verità, come insegnano certi attuali governanti). Se ora facessi l’elenco di tutte le sette nate dall’O.T.O, o ad esso affini, sarebbe necessario un altro libro. In sintesi, la diffusione di questi culti è dovuta all’ingleseAleister Crowley (1875-1947) che ha scritto alcuni libri e fondato una chiesa a Cefalù, in Sicilia, l’Abazia di Thelema. Crowley rappresenta in un certo senso la patristica di queste sette contemporanee, anche di quelle più propriamente sataniche. In esse hanno un ruolo centrale rituali e pratiche di magia sessuale.
Faccio alcuni esempi di queste pratiche senza riferimenti alle relative sette. Ripeto che esse prolificano da un’unica origine: sono tutte variazioni sul tema. C’entra l’Oriente, come indica la seconda O della sigla, il tantrismo in particolare, e lo yoga. La reincarnazione non entra nel discorso, perché non interessante nell’ambito dell’esposizione sintetica qui proposta, benché rappresenti il più importante elemento di differenziazione fra queste sette, fino allo scisma. Le pratiche sessuali sono divise e a vari livelli. Vado in ordine sparso. In un primo livello si deve imparare a raggiungere l’orgasmo trattenendo il seme. Ciò permetterebbe di essere posseduti dallo spirito o da un “elementale” che si vorrebbe evocare, e la cui effige si è fissata durante l’atto. Ma più frequentemente si fanno pratiche di onanismo – le più a portata di mano, e quindi le più diffuse – per conseguire risultati simili. Normalmente si può espellere il seme, ma in questo caso esso non deve andare sprecato, può servire magari per qualche pozione. I coiti dovrebbero durare delle ore, poi dalle secrezioni dell’uomo e della donna si ricava un elisir che viene subito consumato. Bisogna agire con cautela e scrupolosamente: un errore, e la pratica può risultare dannosa. La scelta della donna con cui copulare, non è del tutto casuale, può essere una donna di mondo, dello spettacolo – un’attrice a esempio – una prostituta, oppure, secondo il precetto, per cui si deve superare il concetto di attraente, può trattarsi di una vecchia, o brutta, o deforme, eccetera. Un gruppo di donne, insieme, possono esaurire eroticamente un solo partner maschile per provocare la morte del giusto. Il cosiddetto “vampiro” si dedica preferibilmente al sesso orale, con una donna mestruata, per trasferire su di sé la forza della partner. Si praticano anche magie auto-sessuali in cui il seme viene messo in vergini di terracotta, che poi saranno sotterrate per sigillare il desiderio dell’adepto. Allo stesso scopo, si può prendere un foglio di carta, imbrattarlo di saliva, sangue e fluidi ricavati dalla masturbazione maschile e femminile, appiccicarci sopra capelli e peli pubici, lasciarlo asciugare, mettere tutto in una busta e spedirlo al Tempio d’appartenenza. Il Tempio si occupa di conservare dentro apposite casseforti le preziose missive che contengono i desideri degli adepti. Il Tempio, con i suoi sacerdoti, o capi, s’identifica, nella terminologia dei moderni inquisitori, col cosiddetto “Terzo Livello”.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 18 agosto 2017

Il delitto di Cogne un rito satanico?

giovedì 17 agosto 2017

Rose rosse per Jorg Haider








Ovvero: L’europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari).

Stefania Nicoletti

La notte tra il 10 e l’11 ottobre Jörg Haider, governatore della Carinzia e leader dell’estrema destra austriaca, muore in un incidente stradale a sud di Klagenfurt, nella valle chiamata Rosenthal, Valle delle Rose.



Le autorità dichiarano che Haider è morto sul colpo, e la notizia venne così riportata anche dagli organi di informazione. In realtà, come dichiararono anche i medici che per primi sono giunti sul luogo dell’incidente, al momento dell’arrivo dei primi soccorsi Haider era ancora vivo: anche se gravemente ferito, mostrava ancora dei, seppur deboli, segni di vita. Mentre invece il direttore dell’ospedale di Klagenfurt ha dichiarato che Haider è morto sul colpo. Anche l’autopsia ha “confermato” la morte istantanea. Perché queste due versioni così diverse?

Ma questa è solo una delle anomalie di un “incidente” che di stranezze ne ha molte.
Partendo proprio dall’autopsia, un’altra anomalia è che essa è stata effettuata a Graz e non a Klagenfurt.
Il giorno dopo l’incidente, la procura di Klagenfurt afferma che Haider viaggiava a 142 km orari, dove il limite era 70. Il procuratore di Klagenfurt dichiara: “Cade così ogni eventuale illazione su altre possibili cause dell’incidente”. Come mai le autorità, in questo caso il procuratore capo, “mettono le mani avanti” e si affrettano a fare simili dichiarazioni?

L’ipotesi che subito prende piede è quella di un attentato ad opera delle minoranze slovene, che Haider aveva attaccato il giorno prima in un discorso. Inutile dire che questa tesi, più che essere basata su analisi, riflessioni e dati di fatto, fa leva sui sentimenti della popolazione ed è stata creata ad arte e diffusa proprio per spostare l’attenzione su un presunto “nemico pubblico”.

Poche ore dopo l’incidente, quindi durante la giornata di sabato, molti giornali stranieri danno la notizia titolando “Haider KILLED in a crash”. Haider UCCISO in un incidente.
L’agenzia di stampa AGI riporta: Vox populi in Carinzia, “Lo hanno ammazzato”.

Proprio il giorno dell’incidente mortale, l’11 ottobre, sul quotidiano della Carinzia Kleine Zeitung è uscita un’intervista ad Haider. L’agenzia Ansa dice “per pura coincidenza”. L’intervista spazia un po’ tutti i temi: dalla politica interna, alle recenti elezioni, alla crisi finanziaria. Tema, quest’ultimo, a cui viene dato molto spazio, tanto che il giornale titola: “Questi manager devono essere puliti”. Lo stesso concetto che Haider aveva espresso due settimane fa in un’intervista televisiva, dicendo che il sistema bancario corrotto e “mafioso” (lo chiama “Banken Mafia”) deve essere fermato, perché le banche vendono prodotti finanziari “nocivi” che avvelenano il mondo intero. In quell’occasione promise di “ripulire il fango delle manipolazioni bancarie”.

Tornando alla notte dell’11 ottobre, ciò che salta subito all’occhio è che la scena dell'incidente è stata ampiamente alterata.
Confrontando le fotografie scattate durante la notte e quelle scattate il giorno dopo (sabato), si nota che molti oggetti sono stati spostati, aggiunti o modificati. Dopo l’incidente, le due portiere del lato sinistro sono state spostate, così come la stessa auto. In particolare, le due portiere si sono staccate dall’auto e sono quasi intatte; ma, nelle diverse foto, si trovano in punti diversi.
Non c’è alcuna traccia di sangue sul luogo dell’incidente, neppure sul sedile di guida.
Haider stava sorpassando una donna e sterzò rapidamente dopo la manovra. Di questa misteriosa donna, però, non c’è traccia. Ma c’è da aspettarsi che fra non molto uscirà allo scoperto e rilascerà un’intervista “esclusiva” in cui racconterà come sono andati i fatti (o più probabilmente qualcuno la istruirà a dovere su cosa dire).
Come non c’è alcuna deposizione o testimonianza degli abitanti del luogo. Un incidente così, in piena notte, in un paesino tranquillo, non dovrebbe passare inosservato. Eppure pare che nessuno abbia visto né sentito nulla. Neppure la famiglia che abita nella casa il cui recinto è stato distrutto dall’impatto, ha sentito nulla. Il giorno dopo hanno dichiarato alla stampa di aver saputo dell’incidente soltanto la mattina, ricevendo la visita della polizia.

L’auto sulla quale viaggiava Haider è completamente computerizzata: è dotata di sofisticate apparecchiature elettroniche e, con un semplice GPS, è possibile registrare la posizione dell’auto e controllare le sue funzioni essenziali, come l’accensione, i freni, l’acceleratore… In pratica, il computer di bordo può essere controllato dall’esterno. Per fare un esempio: qualcuno dall’esterno può accelerare la velocità dell’auto in un determinato punto. E, analizzando la dinamica dell’incidente di Haider, non è difficile intuire che sia andata proprio così, se si considera che l’auto ha sterzato esattamente nel punto in cui il maggior danno potesse essere arrecato. O precedentemente programmato?

Infine, è di ieri l’annuncio che “Haider era ubriaco al momento dell’incidente”. Più propriamente, aveva un alto tasso di alcol nel sangue, pari a 1,8 grammi: superava perciò il limite consentito dalla legge austriaca (che è di 0,5 grammi). Anche qui però c’è qualcosa che non quadra: il tasso alcolico è stato “accertato” dai medici legali, e abbiamo già visto come siano molte le anomalie nelle modalità dell’autopsia. Ma, anche ammesso che ciò sia vero, il fatto che il tasso alcolico fosse elevato non significa che Haider fosse ubriaco. Invece, ed è ciò che colpisce di più, tutti i giornali e le agenzie di stampa titolano “Haider era ubriaco”.
Inoltre l’annuncio è stato dato da Stefan Petzner, il quale non è solo, come hanno riportato alcuni giornali, il portavoce di Haider. Ma è soprattutto, da qualche giorno, il suo successore alla guida del partito. Curioso che ad annunciare una notizia così importante sia proprio lui e non, come sarebbe più logico e opportuno, la famiglia o le autorità.
Verrebbe anche da chiedersi come mai tutta questa fretta nel fare dichiarazioni. Le autorità avevano già dichiarato giorni fa che “Haider guidava a velocità elevata”, attribuendo quindi l’incidente all’alta velocità. Dunque che bisogno c’era di uscire con una nuova “rivelazione”? Il fine non sarà per caso quello di mettere una pietra sopra all’accaduto? La vicenda è chiara e limpida: Haider andava a 140 all’ora e per giunta era ubriaco. E’ stato inequivocabilmente un incidente. Nessun attentato. Nessun complotto. Non indagate oltre.
Emblematico di questa volontà di archiviare definitivamente la vicenda, è un articolo apparso sul sito del TG5, dal titolo "Haider si schiantò perché era ubriaco e correva a folle velocità" (http://www.tg5.mediaset.it/esteri/articoli/2008/10/articolo8054.shtml)

In conclusione… Troppe rose in questo incidente, troppi dubbi, troppe cose che non quadrano. Impossibile capire il movente dell’omicidio; forse ha ragione Abate Vella nel suo blog “Il consiglio”, nel suo articolo intitolato “L’Europa nuoce gravemente alla salute (dei suoi avversari)”. Forse la verità è altrove. Forse, come spesso capita, ci sono stati più moventi. C’è una sola certezza. Il caso verrà archiviato come incidente e i mandanti non verranno mai trovati.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 16 agosto 2017

PROGETTO NERRI: IL PIANO BIG PHARMA PER IL CONTROLLO DELLA MENTE

C’era una volta un mondo dove il carattere, la personalità e la forza di volontà erano i propulsori naturali per raggiungere ogni obiettivo.

Gli educatori cercavano di forgiare grandi uomini facendo leva sulla fatica e sul sacrificio, i ferri del mestiere per chiunque volesse distinguersi nella vita. Questo aveva anche un senso biologico: chi riusciva a farcela grazie alle sue qualità, aveva più possibilità di tramandare in maniera naturale i suoi geni, dando vita a una nuova generazione di uomini e donne che ereditavano, chi più chi meno, le stesse caratteristiche. Questa era la vera “eugenetica”: la possibilità per chiunque di “farcela” unicamente grazie a se stesso.
Ma in una società sempre più plasmata ad uso e consumo degli interessi economici delle multinazionali, che usano la politica per trasformare i cittadini in una mandria di consumatori perfetti, la personalità è un valore negativo. The Matrix mostrava sterminate distese di corpi umani (vivi) utilizzati come combustibile per alimentare il sistema, mentre illusoriamente un software ricreava in loro la sensazione di vivere una vita normale, una vita dove il piacere fosse la norma e il dolore solo un ricordo lontano. Era il mito della caverna di Platone.
In “Idealismo pratico“, il Conte Richard Kalergi (considerato il padre fondatore dell’Europa Unita), parlava di molteplicità di individui in luogo della molteplicità delle razze (qui il mio recente intervento a La Gabbia, qui un approfondimento sulla figura del Conte). Questo, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto portare a una maggiore governabilità delle masse. Del resto, è il relativismo ad avere spezzato i legami e i valori che una volta cementavano i rapporti umani e li portavano a pretendere con forza diritti e rappresentanza in virtù di principi che andavano rispettati: la famiglia, la religione, l’identità culturale, l’identità politica, la sessualità intesa come valore. Tutte cose che i media e la nuova rappresentazione del cittadino modello di cui si fanno portatori hanno dissolto, creando quel tessuto sociale informe, anonimo e omogeneo necessario per imporre abitudini, gusti e bisogni funzionali al sistema produttivo e governativo.
E adesso, l’Unione Europea investe 3,6 milioni di euro nella discussione per la definizione di regole accettabili sull’utilizzo della tecnologia per il miglioramento delle prestazioni neuro-cognitive. Stiamo parlando del progetto Nerri (Neuro-Enhancement responsible Research and Innovation). L’American Psychological Association l’ha definita un’industria da un miliardo di dollari soltanto negli Stati Uniti. Per farvi capire di cosa si tratta, non c’è niente di meglio che utilizzare le loro stesse parole.
“L’ossitocina è un ormone secreto dall’ipotalamo che regola il comportamento materno e quello prosociale (ndr: “che è a favore della società in termini di promozione della solidarietà e dell’integrazione tra le diverse componenti“) e serve a incrementare la fiducia reciproca. Forse dovremmo chiederci se per risolvere i problemi di una società incentrata sull’individualismo dovremmo conseguire un miglioramento della moralità basato sull’ossitocina. Se questo è il caso, allora dovremmo sottolineare il bisogno di sviluppare maggiore conoscenza e l’importanza di rimuovere il velo di ipocrisia che circonda questi temi”.
E ancora…
“C’è bisogno di lenire gli stati di sofferenza? Può una pillola essere vista come un metodo non coercitivo di passare una notte intera a studiare sui libri? Esiste una differenza tra “barare” (ovvero passare un esame grazie agli effetti di una droga) e “migliorare”? I sistemi sanitari nazionali dovrebbero pagare questi farmaci per tutti?”.
Parliamo di un progetto voluto dalla Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione. La Commissione Europea, tanto per capirci, non solo si può considerare il vero e proprio Governo della UE, composto interamente da non eletti, ma è l’erede naturale dei primi commissari, sempre non eletti, voluti proprio da Kalergi con il Trattato di Parigi che istituiva la CECA, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, sulla quale sarebbe nata la UE così come noi la conosciamo oggi, espressamente (almeno sul piano nominale) voluta per vincolare reciprocamente Francia e Germania in modo che non potessero più farsi la guerra.
Loro sostengono che Nerri serva a normare il settore per renderlo controllabile, coinvolgendo tutti gli attori coinvolti in un ampio dibattito, compresa l’opinione pubblica. A ben vedere, tuttavia, non c’è da essere così ottimisti. Tra i partner che coordinano il progetto figura, ad esempio, la London School of Economics and Political Science, quella dove Franco Frattini, Commissario Europeo, teneva lezioni già nel 2007 sui progetti in corso della Commissione circa la composizione demografica dei popoli europei, che avrebbero dovuto mescolarsi etnicamente e geneticamente ai popoli africani e mediorientali grazie all’immigrazione selettiva (non c’è niente di male nell’incrocio delle razze, se questo avviene spontaneamente, ma la sua pianificazione senza un consenso democratico è più simile ai deliri di un piccolo demiurgo che ai doveri di una classe politica).
Ma soprattutto, sempre tra i partner (questa volta italiani), compaiono il Toscana Life Sciences e la Sissa. La prima è una fondazione senese dell’area “Torre Fiorentina”, dove oggi importanti multinazionali dei vaccini scelgono strategicamente di localizzare le loro principali attività di ricerca e sviluppo (loro stessi lo sottolineano sul sito). Questo fa supporre che la longa manu di Big Pharma potrebbe indurre valutazioni poco obiettive circa la necessità di adottare questo o quel dispositivo tecnologico di miglioramento neuro-cognitivo. La seconda è la scuola internazionale superiore di studi avanzati, dove attualmente campeggiano articoli come “Don’t look at me like that or I’ll swerve“, uno studio dove si riporta che “Un viso con un’espressione emotivamente carica, specie se l’emozione è la rabbia, può influire sul corso delle nostre azioni. L’effetto distraente è potenzialmente pericoloso in alcune situazioni (la guida per esempio)“. Viene da chiedersi se presto potremmo indurre espressioni facciali adeguate alle circostanze attraverso la somministrazioni di smart drugs che consentano di adeguarsi ai parametri di legge (che loro concorreranno a formulare).
Fonte tratta dal sito .

martedì 15 agosto 2017

Negli Anni ’50 La CIA Ha Spruzzato Una Città Francese Con LSD, Ecco Cos’è Successo


Nel 1951, un villaggio francese Pont Saint Esprit, improvvisamente divenne afflitto da allucinazioni e da follia di massa. Da decenni, si supponeva che il pane locale fosse stato avvelenato da muffa psichedelico, tuttavia è stato recentemente scoperto che invece la CIA aveva contaminato il cibo del villaggio con LSD.
La scoperta è stata merito del produttore HP Albarelli Jr., che ha pubblicato un libro sull’incidente. Secondo lui, l’incidente era parte degli esperimenti segreti sul controllo mentale della CIA condotti, ora desecretati, con l’uso di medicinali LSD.
A partire dal 16 agosto 1951, gli abitanti del villaggio cominciarono improvvisamente ad avere strane e terribili allucinazioni di serpenti, draghi e fuoco. Decine sono state poste in asili e in centinaia hanno riportato permanenti sintomi di follia.
Un uomo, Leon Armunier, che stava lavorando quel giorno, spiegò che
“era terribile. Ho avuto la sensazione di restringermi sempre di più, poi il fuoco e i serpenti che avvolgevano le mie braccia “, ricorda.
Fu allora che cadde dalla sua moto e fu scortato in fretta in un ospedale di Avignone. Una volta arrivati , lo hanno messo con la camicia di forza in una stanza con altri adolescenti che erano incatenati ai letti.
“Alcuni miei amici hanno cercato di uscire dalla finestra. Erano sconvolti, urlavano, poi il suono dei letti in metallo e i saltii su e giù … il rumore era terribile. Preferirei morire piuttosto che passare tutto quello di nuovo.”
Un altro uomo ha tentato di annegare, a causa delle sue convinzioni, temeva venisse mangiato dai serpenti. Un giovane ragazzo adolescente ha cercato di uccidere sua nonna, mentre un altro uomo che ha creduto di essere un aereo e saltò giù da un edificio.
Tuttavia,  più tardi si attribuì la colpa di tutto questo a un fornaio locale che purtroppo aveva contaminato la sua farina con ergot, che è una muffa allucinogena che potrebbe in teoria causare sintomi simili.
Ora, decenni e decenni dopo, HP Albarelli Jr., ha indagato sulla questione per il suo libro. Secondo lui, l’incidente aveva poco a che fare con il pane contaminato e più a che fare con un esperimento di controllo delle menti segreto, condotto dalla CIA. I suoi risultati sono basati su un documento della CIA intitolato “Re: Pont-Saint-Esprit e F. Olson Files. Span / France Operazione file, inclusione Olson. File Intel. La mano porta a Belin, gli dica di vedere che questi sono sepolti.”
F. Olson, secondo la BBC , era Frank Olson, uno scienziato della CIA che aveva guidato la ricerca per l’agenzia che stava esaminando LSD. David Bellin invece ha lavorato per la Commissione Rockefeller, creata dalla Casa Bianca nel 1975 per esaminare i vari reati e abusi svolti dalla CIA.
Inoltre, è indiscutibile che la CIA ha condotto una serie di esperimenti di controllo mentale associati a LSD in tutto il mondo, coinvolgendo anche la Gran Bretagna e la Corea, mentre le tensioni della guerra fredda erano in costante crescita.
Albarelli spiega nel suo libro “Un errore terribile: l’omicidio di Frank Olson e gli esperimenti segreti nella guerra fredda della CIA”, che aveva parlato con gli ex collaboratori di Frank Olson e che gli avevano detto che l’incidente di Pont-Saint-Esprit era solo una parte di una varietà di esperimenti di controllo mentale che erano stati condotti dalla CIA.
Tuttavia, ciò che non riusciva a trovare nella sua ricerca, era se le autorità francesi erano o meno a conoscenza della vera natura dell’incidente.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 14 agosto 2017

Adesso Tocca Alla Francia: Obbligo Vaccinale Per 11 Malattie Nel 2018

A partire dal 2018, i genitori in Francia saranno obbligati a vaccinare i loro figli contro 11 malattie.
Rispetto alle vaccinazioni obbligatorie della Francia, di cui sono solo tre (difterite, tetano e polio), la differenza è drammatica.
Ciò pone le domande: quali rischi presentano questi nuovi vaccini e come possono effettivamente proteggere i propri figli i genitori francesi?
Gli altri otto futuri vaccini obbligatori saranno: il morbillo, l’epatite B, l’influenza, la tosse, parotite, la rosolia, la polmonite e la meningite C.
Ebbene, la Francia prevede di fare vaccino contro l’influenza obbligatorio per tutti i bambini.
Il governo attribuisce questa improvvisa regolamentazione di un rigido reggimento di vaccini a una “epidemia di morbillo in Francia” proprio come in Italia, il fatto vuole che 25 anni fa il morbillo per quanto riguarda la mia generazione ha colpito un pò tutti, fortunatamente nessuno mai è morto, ne tanto meno ne eravamo a conoscenza che si poteva morire, e ci siam passati in tanti (anzi quando lo beccavi eri felice perché dopo diventavi immune), oggi rispetto ad allora non vedo questa epidemia che tanto sbandierano.
Questo cambiamento in Francia però  (anche se l’Italia si è mossa bene contro la legge sull’obbligo vaccinale),probabilmente non arriverà senza una lotta del popolo francese. L’anno scorso, un sondaggio ha scoperto che la Francia è il paese più scettico al mondo sui vaccini .
Un sorprendente 41% dei partecipanti in Francia non è d’accordo con la dichiarazione “i vaccini sono sicuri”, rispetto al solo 13% in media per tutto il resto del mondo.
Le loro preoccupazioni non vengono senza buone ragioni, Come tonnellate di studi hanno trovato correlazioni tra alcuni vaccini e diverse malattie, reazioni negative e in molti casi la morte.
Circa il 75% della popolazione ha già il vaccino MMR, e poiché le vaccinazioni non garantiscono la piena immunizzazione, non c’è da dire che se si aumenta tale percentuale possa effettivamente contribuire a questo.
Fonte tratta dal sito  .

domenica 13 agosto 2017

CONTROLLO GLOBALE Google Sta Registrando In Silenzio Tutto Quello Che Dici – Ecco Come Sentirlo, Cancellarlo E Fermarlo

Grazie a una funzione del loro software di ricerca, Google potrebbe avere un valore annuo delle tue conversazioni registrate e potrai ascoltarle. La tua storia di cringe-worthy può essere ascoltata e vista insieme a un elenco di tutte le ricerche, nella tua pagina personale di Google.
La funzionalità è stata integrata nella funzione di ricerca di Google come mezzo per fornire risultati di ricerca accurati. Tuttavia, la precisione e la quantità di dati che Google memorizza è fredda.
La buona notizia è che puoi disattivarla ed eliminarla, e alla fine di questo articolo vi mostreremo come.
Le registrazioni possono funzionare come una sorta di diario che ti ricorda i vari luoghi e situazioni che hai con te e il tuo telefono. Ma è anche un ricordo di quante informazioni sono raccolte su di te e quanto intima queste informazioni possono essere.
Vedrai di più se hai un telefono Android, che può essere attivato in qualsiasi momento semplicemente dicendo “OK, Google”. Ma potresti anche registrare su quei dispositivi con cui hai interagito con Google.
Tuttavia, anche se non si dispone di un telefono Android che conduce ricerche Google su iDevices, Google sta ancora ascoltando.
Quando si visita la pagina della tua storia personale che il gigante web ti offre, ti mostrerà ovunque Google abbia un record di accessi Internet .
Naturalmente, Google sostiene che queste informazioni non vengono mai utilizzate personalmente contro di te e sono fatti esclusivamente allo scopo di illuminare la tua esperienza sul web. Tuttavia, immaginate le implicazioni minacciose se queste informazioni si utilizzerebbero contro di voi.
Google ora tratta in media oltre 40.000 query di ricerca ogni secondo, il che si traduce in oltre 3,5 miliardi di ricerche al giorno e 1,2 trilioni di ricerche ogni anno in tutto il mondo.
I dati di queste ricerche vengono quindi memorizzati su ciascun individuo che li conduce. Utilizzando questi dati o il risultato di direzione in una direzione particolare, il behemoth internet potrebbe influenzare efficacemente l’intero mondo. Oltre all’influenza, Google potrebbe prevedere il futuro in base alle tendenze.
Gran parte di questa cronologia di ricerca è legata ai dati di posizione recuperati dal dispositivo utilizzato per condurre la query. Così, non solo il motore di ricerca dispone di informazioni su ciò che sono i tuoi interessi, ma offre interessi specifici in base a dove sei in un determinato momento.
Ora per le buone notizie – puoi spegnere tutto questo. Basta aprire i link inseriti qui sotto nel testo (in blu) per accedere a ognuna di queste funzioni.
Puoi iniziare questo viaggio di apertura degli occhi accedendo alla pagina della storia di Google e guardando la lunga lista di registrazioni. La società ha una pagina audio specifica così come il loro  record di dove sei stato su Internet.
Google inoltre salva tutti i tuoi movimenti, ne abbiamo già parlato in un articolo. Basta cliccare su questo link per vedere la cronologia dei vostri movimenti  (se registrati a Google) qui:
 https://maps.google.com/locationhistory/b/0
Se non hai mai disattivato la funzionalità, vedrai un elenco di registrazioni audio, anche alcune effettuate all’esterno dell’app Google, nonché una trascrizione dell’audio che Google ha convertito in testo.
Quello che ti consigliamo, passato il panico ascoltando o scorrendo le registrazioni creepy di Google della tua cronologia di ricerca, è eliminarle tutte e disattivare le funzioni.
The independent spiega come farlo:
Per eliminare i particolari file, è possibile fare clic sulla casella di controllo a sinistra e quindi tornare alla parte superiore della pagina e selezionare “eliminare”. Per sbarazzarsi di tutto, è possibile premere il pulsante “Altro”, selezionare “Elimina opzioni” e poi “Avanzate” .
Il modo più semplice per impedire a Google di registrare tutto è quello di disattivare l’assistente virtuale e non utilizzare mai la ricerca vocale. 
Ora che sai che questo esiste, smettila di consegnare volontariamente i tuoi dati a parti ignote e condividi questo articolo con i tuoi amici e familiari per mostrarli come fermarlo.
Fonte tratta dal sito .