domenica 22 gennaio 2017

Politico britannico mette in guardia Trump: “La CIA sta tramando l’assassinio”

Il politico britannico George Galloway ha avvertito Donald Trump che lo stato profondo americano è impegnato in un “morbido colpo di Stato” e la CIA sta progettando il suo assassinio.
” Vi è un pericolo chiaro e presente sulla sua vita. Se fossi in lui, io non sarei andato in prossimità di dossi erbosi.
Non vorrei essere su qualsiasi motorcades a Dallas. Non sarei in viaggio in una vettura open-top.
Se fossi  Donald Trump starei molto attento per la mia sicurezza personale.”
Galloway,  ha servito 31 anni come membro eletto il Parlamento britannico, inoltre ha respinto le accuse mosse contro la Russia di  interferire nella politica degli Stati Uniti, invece ha puntato il dito contro i servizi segreti britannici.
“Si scopre che era la Gran Bretagna che stava interferendo nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti – non la Russia. Almeno non ho visto alcuna prova i russi lo erano, ma vi è abbondanza di prove emergenti sul ruolo britannico. La conferenza stampa di Donald Trump a Washington ieri è stata caratterizzata da una sorta di isteria di un dossier, un file molto interessante, che era stato compilato da un funzionario dell’intelligence britannica. Non posso menzionare il suo nome altrimenti dovrò uccidermi, anche se è facilmente accessibile su internet. “
Guarda il video di George Galloway di seguito:


Galloway ha sottolineato che i servizi segreti britannici hanno una lunga storia di produzione di documenti falsi per diffamare e abbattere i leader mondiali.
“Nel 1925 qualcosa chiamata la lettera Zinoviev ha contribuito a far cadere il primo governo laburista in Gran Bretagna. Si disse che si trattava di una lettera del capo del Comintern, Gregorio Zinoviev, ai suoi luogotenenti nella politica britannica, dando loro ordini di marcia e, in particolare, incitandoli ad atti di sedizione con le forze britanniche.” 
“Questo è bastato per spodestare il primo ministro laburista, anche se abbastanza rapidamente è stato  dimostrato di “essere un falso” prodotto da, avete indovinato, i servizi segreti britannici. Loro hanno buttato giù il Primo ministership di Ramsey MacDonald – e questo si rivolge a un’altra Donald. Donald Trump. “
La coalizione Toxic
 “La coalizione che si sta assemblando a Washington contro di lui non è formata solo dai soliti sospetti. Non è solo il complesso militare industriale dal quale il generale Eisenhower, un presidente repubblicano del passato, ci ha messo in guardia. Le sue non sono solo le agenzie di spionaggio che hanno ucciso gli oppositori politici, da Patrice Lumumba , attraverso Salvador Allende , Diệm in Vietnam e molti altri. Non è solo il Partito della Guerra, personificata dal senatore John McCain “.
“Sono stati raggiunti da un nuovo elemento. Questo nuovo elemento è formato da persone che almeno finora si sono definiti come liberali, come sinistra, come progressisti. Quindi, ostili al Trump sono loro, e lo sono diventati abbracciando le persone peggiori del mondo. Il David Frums, John McCain. Hanno abbracciato la CIA, e pensare che un tempo erano i loro ‘predatori naturali’ “.
“E quella bizzarra coalizione, il Partito della Guerra, i liberali, i agenzie di spionaggio, i militari del complesso industriale – che sta per perdere quasi tutto. Questa è una coalizione molto tossica e nociva.”
Fonte tratta dal sito .

giovedì 19 gennaio 2017

Sono i bambini a scegliere i propri genitori

imagesPrima della nascita l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto. È lui dunque il portatore del nostro destino.
Secondo Plotino (205-270 d.C.), il maggiore dei filosofi neoplatonici, noi ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima e corrispondenti, come racconta il mito, alla sua necessità. Come a dire che la mia situazione di vita, compresi il mio corpo e i miei genitori che magari adesso vorrei ripudiare, è stata scelta direttamente dalla mia anima, e se ora la scelta mi sembra incomprensibile, è perché ho dimenticato.
(cit. tra virgolette tratte da: “Il Codice dell’anima”, James Hillman, ed. Adelphi)

Hai mai pensato di aver scelto i tuoi genitori prima di venire al mondo?

Premesso che esistono scuole di pensiero diverse nell’ambito della reincarnazione, sono molti gli studiosi e le correnti spirituali che attribuiscono questa scelta alla volontà personale. Che si tratti di scelta individuale, influenzata dalle circostanze e dai comportamenti adottati nelle vite precedenti o da altre presenze non è dato a sapersi. Ma una cosa è certa, perlomeno per chi si occupa di queste tematiche: i nostri genitori sono frutto di una scelta.

Il pensiero di James Hillman

A soffermarsi sul tema, fra i molti, lo psicoanalista James Hillman, secondo il quale a contraddistinguere la nostra vita è la ghianda che portiamo dentro, ovvero l’immagine di ciò che siamo davvero, scelta prima di venire al mondo. Ovvero il nostro destino che, rispetto a quanto si crede, è frutto di una scelta consapevole. Il concetto in realtà affonda le radici in un passato remoto, basti pensare al mito di Er de “La Repubblica” di Platone. Anche il filosofo neoplatonico Plotino condivideva la teoria, sostenendo che tutti noi scegliamo il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima. In tale ottica la nostra incarnazione è frutto di un destino già presente e questa scelta include, secondo Platone, sia il libero arbitrio che la necessità, le quali finiscono per coincidere.
L’idea che l’anima scelga dove e come incarnarsi ritorna in moltissime filosofie e religioni orientali, a partire dall’Induismo in cui il principio spirituale detto Jiva, che precede la forma fisica, fa la sua comparsa in questo mondo con l’individuo pur non nascendo con esso. Ovviamente la reincarnazione dello Jiva nella condizione umana non è casuale ma frutto del principio di causa effetto secondo la legge del Karma: “raccogliamo ciò che abbiamo seminato. Il buon seme procura buoni frutti; quello cattivo, frutti cattivi. Ogni azione, per piccola che sia, produce effetti sul carattere.”

Le teorie di Robert Schwartz

Il famoso conferenziere Robert Schwartz, autore di “Anime coraggiose”, è uno fra i tanti sostenitori di questa teoria. Egli afferma che tutti noi programmiamo preventivamente le nostre esistenze, sfide comprese, per bilanciare il karma e conoscerci meglio: “La programmazione che facciamo prima di nascere è estesa e dettagliata. Essa include la selezione delle prove della vita ma va ben al di là di essa. Noi scegliamo i nostri genitori (ed essi scelgono noi), dove e quando incarnarci, le scuole che frequenteremo, le case in cui vivremo, la gente che incontreremo e le relazioni che stringeremo.Se qualche volta avete avuto la sensazione di conoscere già una persona appena incontrata, forse eravate nel vero. Quella persona faceva probabilmente parte della vostra programmazione prenatale. Quando un luogo, un nome, un’immagine vi sembrano stranamente familiari la prima volta che li vedete o sentite, si tratta spesso di un vago ricordo di ciò che fu discusso prima dell’incarnazione. In molte sessioni di programmazione usiamo il nome e prendiamo l’aspetto fisico che avremo dopo la nascita. Tali pratiche ci aiutano a riconoscerci l’un l’altro a livello fisico. La sensazione di dèjà vu viene spesso, giustamente, riferita a qualcosa successa in una vita passata, ma molte volte si tratta invece di ricordi delle programmazioni prenatali. Quando entriamo nella dimensione terrestre dimentichiamo tutto e prima di incarnarci sappiamo che subiremo questa amnesia auto indotta. Un dato importante è che la personalità è dotata di libero arbitrio. È dunque possibile resistere o accettare le prove della vita. La Terra è un palco sul quale la personalità realizza o devia dal copione scritto prima della nascita. Noi scegliamo come reagire se con rabbia e amarezza o con amore e compassione.  Quando riconosciamo che abbiamo programmato le prove della nostra vita la scelta diventa chiara e molto più facile“.
genitoriIn tale ottica i genitori non sono altro che parte del programma scelto prima di venire al mondo. Gli schemi che ereditiamo da loro sono una sorta di allenamento il cui scopo finale è insegnarci a vivere a modo nostro. Figli e genitori, quindi, si aiuterebbero reciprocamente a superare sfide, blocchi, ostacoli che in qualche modo li legano. Il fatto di vivere situazioni familiari devastanti o poco piacevoli è solo apparentemente negativo perché in realtà si tratta di una palestra per l’anima, attraverso le cui lezioni possiamo liberarci degli schemi di cui siamo prigionieri, scoprendo i nostri autentici talenti, i punti deboli e le abilità. Spesso è nelle difficoltà che troviamo la forza per cambiare.
Mettendo insieme i vari pezzi, progressivamente scopriamo chi siamo, la nostra vera natura. Ma per riuscirci è indispensabile comprendere che siamo registi, non semplici vittime della realtà circostante. Se abbiamo scelto i nostri genitori anziché altri non è un caso, l’abbiamo fatto perché solo con loro avremmo potuto imparare determinate cose in un reciproco scambio di insegnamenti. Quando invece ragioniamo da vittime, puntiamo il dito contro accusandoli di tutto ciò che non siamo riusciti a realizzare. Certo, non è facile comprenderlo, specialmente se sussistono situazioni complesse, eppure è solo assumendoci la nostra fetta di responsabilità che possiamo cambiare le cose. Perché solo se ci consideriamo registi della nostra vita riacquistiamo il potere perduto, quello che ci permette di cambiare in meglio.
Sebbene questa logica valga per tutti i rapporti interpersonali, quello con i genitori è particolarmente profondo, originato da accordi d’amore. Ed è per questo che il primo passo da compiere per riappropriarsi del proprio potere è perdonarli, accettarli per quello che sono e comprendere che non sono giunti a caso. Una volta che il perdono è concesso la vita, assicura chi supporta queste teorie, migliora a 360 gradi. La nostra come la loro. Il bambino interiore, attraverso questo processo di consapevolezza, non è più arrabbiato, non si sente più escluso, ma degno di attenzione e amore. E’ lui il creatore, è lui il nostro potere risvegliato. Vale la pena farci una riflessione!
Fonte tratta dal sito .

martedì 17 gennaio 2017

IL RAPPORTO DELLA CIA SUL RAFFREDDAMENTO GLOBALE DEL 1974

Oggi si sente parlare molto del riscaldamento globale e dei suoi pericoli ma a quanto pare un tempo non così lontano anche il raffreddamento globale sembrava essere una preoccupazione per molti.
Risultano interessante e curioso a tal proposito questi due ‘articoli datati’ del ricercatore e ingegnere nonché appassionato di metereologia Maurizio Morabito, il quale aveva scoperto un rapporto della CIA sul raffreddamento globale e invita negli articoli a riflettere sulle esagerazioni e allarmismi che a volte si fanno anche in quest’ambito.
Insomma, bisogna senza dubbio preoccuparsi del riscaldamento globale e cercare di combattere i suoi danni senza tuttavia farsi prendere troppo dal catastrofismo e provando anche a dubitare quando c’è da dubitare su questo tema.
Di seguito i due articoli.
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Esclusiva Mondiale: Il Rapporto CIA del 1974 Che Dimostra La Vacuita’ delle Paure Climatiche (E Non Solo)
Di Maurizio Morabito
(Ho recentemente scoperto in biblioteca a Londra un eccezionale documento della CIA, dimenticato per 35 anni, sul consenso scientifico intorno al raffreddamento globale negli anni ’70. Data l’importanza, versioni dell’articolo qui sotto sono state pubblicate lo scorso 3 dicembre in esclusiva mondiale a pagina XIII del settimanale britannico The Spectator (UK) a firma miasulla prima pagina l Foglio a firma Piero Vietti e sul blog Climate Monitor a firma mia e di Guido Guidi)
Un rapporto della CIA vecchio di 35 anni sul raffreddamento globale rivela che il consenso scientifico e le paure del clima non ci hanno mai veramente lasciati …stranamente, quale che fosse e sia la tendenza delle temperature!”
Il documento può essere del 1974, ma lo scenario e’ stranamente familiare: un importante rapporto governativo avverte che il cambiamento climatico porterà ad alluvioni e carestie. “Climatologi di chiara fama” parlano di un “pernicioso cambiamento climatico globale”, che minaccia “la stabilità della maggior parte degli Stati “. Ma questo documento – mai reso pubblico prima d’ora – è stato scritto per rispondere al raffreddamento globale, non al riscaldamento (e sì, si parla anche dell’esistenza di un “consenso” tra gli scienziati!).
Il rapporto della CIA intitolato Uno Studio della Ricerca Climatologica per quanto Riguarda i Problemi dell’Iintelligence, scritto nel marzo del 1974 per aiutare la “pianificazione interna” potrebbe tutto solo spiegare la diffusa sensazione di deja-vu riguardo i cambiamenti climatici e giustificare i ricordi delle discussioni scientifiche della metà degli anni ‘70 circa il raffreddamento globale. Anzi, con il senno di poi, un po’ fa anche ridere e imbarazza il lettore, visto che le due fraseologie, di ieri sul raffreddamento e di oggi sul riscaldamento, sono praticamente identiche.
Quasi come se le paure climatiche fossero fatte con lo stesso stampino, la “nuova era climatica” era descritta nel 1974 come foriera di carestie, morti per fame, ondate di rifugiati, inondazioni, siccità, fallimenti delle coltivazioni e dei
monsoni, con ogni genere di fenomeni meteorologici in una mescolanza di catastrofi attuali e future e con la solita sottovalutazione dei possibili benefici, solo accennati. E accanto al Sahara che si doveva espandere, ecco il consueto riferimento alle riserve mondiali di cereali inferiori ad un mese e alle civiltà passate distrutte da “maggiori e minori” episodi di raffreddamento (le civilta’ dell’Indo, gli Ittiti, i Micenei, e l’Impero del Mali, se qualcuno lo volesse sapere).
Secondo la CIA, nel 1974 i modelli climatici erano in fase di perfezionamento (come sempre) e il bilancio energetico dell’atmosfera perfettamente spiegabile (incredibilmente, senza un solo riferimento ai gas serra). L’intervento governativo (ovviamente) aveva riunito famosi scienziati fino ad allora vittime di “scontri di personalità” (ma va’), e aiutato a stabilire un “consenso scientifico” (interdisciplinare, naturalmente) riguardo un “cambiamento climatico globale”, delle vaghe minacce (come no) a proposito di “una maggiore variabilità” nel clima, gravi problemi economici in tutto il mondo (difficile da indovinare, vero?), e una serie di proposte circa la creazione di nuove agenzie governative (chi l’avrebbe mai detto).
Quello è esattamente il consenso di cui si parlava all’epoca nelle pagine di Newsweek e del New York Times. Come mai un tale documento è allora stato fin’ora tralasciato? Perchè alcuni si sono sforzati per anni per definire “un mito” il
concetto stesso di consenso sul “raffreddamento globale”, come ad esempio in un noto articolo di Thomas C. Peterson, William M. Connolley, e John Fleck pubblicato dalla American Meteorological Society nel mese di settembre 2008?
Forse è facile non notare ciò che non si sta cercando (si può trovare menzione di un consenso sul raffreddamento globale almeno dal lontano 1961). La Scienza poi, nel 1974, non era fatta da gruppi intergovernativi di esperti. Infine, i documenti come questo della CIA che appaiono sul web solo nel titolo possono essere dichiarati a tutti gli effetti perduti nelle raccolte di microfiches delle biblioteche di tutto il mondo (in questo caso, della British Library).
Ipotizzando liberamente, il più probabile motivo che può aver spinto la CIA a produrre quel documento è stata la perdita di “una parte significativa” del raccolto invernale di grano dell’URSS nel 1972, con le conseguenze del caso sulla “politica degli approvvigionamenti” nella consapevolezza di non avere seri “strumenti di analisi”. Da qui la richiesta agli scienziati di rispondere (all’unanimità) a chi si occupa di leggi e regolamenti, un’altra caratteristica che fino ad oggi è rimasta sostanzialmente invariata. Vuol forse dire che ci sono climatologi modaioli in giro, pronti a fare di ogni tendenza una previsione?
ECCO COME HO SCOPERTO IL RAPPORTO DELLA CIA
Certo non avevo modo di immaginare come sarebbe andata a finire, quella mattina di un sabato estivo quando per curiosità ho cercato vecchi articoli di carattere meteorologico nel sito del Washington Post. E cosa mi è apparso? Un pezzo del 1976 a firma Jonathan Powers, riguardo, diremmo oggi, “Il deterioramento del meteo mondiale”.
Purtroppo il testo integrale era nascosto, disponibile solo a pagamento, ma nelle due righe iniziali visibili si parlava di un rapporto CIA di due anni prima, che a dire del giornalista suonava come un documento del Club di Roma.
Il Club di Roma? La fine del mondo, più o meno? E che strano, mi sono detto, in tutto l’annoso dibattito riguardo il concetto e il consenso sul raffreddamento globale negli anni ’70, mai una volta avevo letto della CIA. Eppure un trio di un certo peso, Peterson, Connolley e Fleck, avevano perso un mucchio di tempo per pubblicare nell’ottobre 2008 su una prestigiosa rivista dell’American Meteorological Society un lungo e dotto articolo per dire che il consenso scientifico sul global cooling non c’era mai stato, negli anni ’70. Dimenticando, ahimè, di guardare quel rapporto della CIA.
Con la curiosità in continuo aumento mi sono dunque recato in biblioteca, per scoprire che il rapporto CIA “Uno studio della ricerca climatologica in considerazione dei problemi di intelligence” era disponibile, bastava aspettare un paio di giorni per averlo dalla British Library. Tutto facile? Non esattamente: quella che è arrivata è una microfiche, un oggetto fragile e antidiluviano per leggere il quale ho dovuto fare il giro di tre biblioteche nel centro di Londra. Non vi dico poi come è stato difficile stamparne il contenuto su carta, con apparecchiature degne di HG Wells o Flash Gordon e particolarmente pronte a smettere di funzionare.
Eccomi allora con quelle 36 pagine, e subito sono stato colpito dal contenuto. Sembravano una parodia, una presa in giro, uno scherzo fatto da qualche “negazionista climatico” che si era divertito a prendere un documento IPCC qualunque e sosituire (è facile, oggi, con Microsoft Word) ogni riferimento “global warming” con “global cooling”.
Cosa dicevano gli spioni USA nel 1974 infatti? Arriverà il freddo: e con quello, siccita’, alluvioni, meteo impazzita, fame, problemi economici anche nelle nazioni più ricche, rischi di instabilità, l’Africa starà peggio, il Sahara si espanderà, e così via in una vera litania di catastrofi presenti e future, tutto o quasi preso dalla Bibbia, a parte la pioggia di rane (sono sicuro che qualcuno ci stava, e ci sta lavorando).
I modelli climatici? Sono presentati come il futuro della climatologia, e se avremo pazienza, in pochi anni saranno in grado di prevedere il clima che verrà (non l’abbiamo già sentita, questa?).
Consiglio a tutti la lettura di quel rapporto (in inglese, a questo link, incluso (comica finale?) una conferenza a San Diego che stabilisce un consenso scientifico sul raffreddamento globale. Wow!
Alla fine, ho deciso di affidare la “notizia” alla carta stampata (il settimanale The Spectator nel Regno Unito, e il quotidiano Il Foglio in Italia, co-ordinati per un lancio in esclusiva mondiale il 3 dicembre 2009). Più naturalmente il mio blog in inglese, la stessa mattina.
E’ possibile prendere ancora sul serio la climatologia, dopo aver letto quel rapporto? Sì: perché è evidente che il problema non è nella Scienza, ma nel modo in cui troppi scienziati e troppi politici riescono a trovare punti in comune per esagerare gli uni le dichiarazioni degli altri, in un parossismo che poco ha a che fare con la ricerca di migliorare le nostre conoscenze, o il desiderio di occuparci del nostro ambiente, e molto invece con il desiderio di “convincere” i cittadini a fare quello che politici (e scienziati) vogliono che loro facciano.
Rendiamocene conto: le paure climatiche sono le stesse oggi di trentacinque anni fa perché, anche se la Scienza è cambiata, anche se le letture termometriche sono cambiate, anche se i modelli sono cambiati, anche se la politica stessa è cambiata, alla fine quella che non è cambiata è la natura umana, con tutte le sue paure.
Ai catastrofisti del clima possiamo dunque solo rispondere: basta con i soliti terrori, basta con le bambinate, quello che ci occorre è diventare adulti, maturi nel senso di capaci di prenderci cura dell’ambiente per quello che è, e non come ricettacolo dei nostri terrori. Altrimenti, come nella recentissima parodia sul riscaldamento globale (quella sì, scritta per far ridere, da un irlandese), fra trentacinque anni ci troveremo a discutere di… Rallentamento Globale!!!
Come, non lo sapete? Il rallentamento globale è causato dalle importazioni di merci dall’Oriente…. (sottofondo: musica da film dell’orrore).
Fonte tratta dal sito .

lunedì 16 gennaio 2017

Bauman: addio umanità, schiavizzata da un’élite di parassiti

«Le opere di Bauman, che, per quanto fortunate editorialmente, sono state cibo per pochi, purtroppo, sono un tesoro cui attingere per comprendere le ingiustizie del tempo presente, denunciarle, e se possibile, combatterle». Così Angelo d’Orsi ricorda su “Micromega”, all’indomani della sua scomparsa, il grande sociologo polacco Zygmunt Bauman, massone progressista e celebrato teorico della “società liquida”: «Il messaggio che ci affida è appunto di non smettere di scavare sotto la superficie luccicante del “mondo globale”, come ce lo raccontano media e intellettuali mainstream, che non solo hanno rinunciato al ruolo di “legislatori”, trasformandosi compiutamente in meri “interpreti”, ossia tecnici, ma sono diventati laudatores dei potenti». Nato a Poznan nel 1925, Bauman aveva attraversato il “tempo di ferro e di fuoco” dell’Europa fra le due guerre, «tra nazismo, stalinismo, cattolicesimo oltranzista, antisemitismo». Di origine ebraica, «si era allontanato dalla sua terra, per sottrarsi proprio a una delle tante ondate di furore antiebraico, che da sempre la animano». Era stato comunista militante, poi allontanatosi dal marxismo canonico, fino alla “scoperta” di un grande italiano, Antonio Gramsci, «che lo aveva aiutato a leggere il mondo con occhi nuovi», rispetto alla vulgata marxista-leninista e alle scienze sociali angloamericane.
Bauman aveva studiato sociologia a Varsavia, con maestri come Stanislaw Ossowski, prima di trasferirsi in Israele, all’università di Tel Aviv, e quindi a Leeds, in Inghilterra dove insegnò per decenni. «Sarebbe però riduttivo definirlo sociologo Zygmunt Bauman– scrive d’Orsi – sia per il tipo di sociologia da lui professata e praticata, poco accademica e nient’affatto canonica, sia per la vastità dello sguardo, la larghezza degli interessi, la molteplicità degli approcci». Filosofo, politologo, storico del tempo presente: uno studioso prolifico, autore di una cinquantina di opere, preziose per «l’osservazione critica della contemporaneità». Bauman si era occupato «in modo nient’affatto banale dell’Olocausto, messo in relazione alla modernità», in qualche modo riprendendo spunti di Max Horkheimer e Theodor Adorno, «puntando il dito contro l’ingegneria sociale e il predominio della tecnica (in questo vicino a Jürgen Habermas), che uccide la morale, contro l’elefantiasi burocratica che schiaccia gli individui senza aumentare l’efficienza del sistema sociale». In più, aggiunge d’Orsi, Bauman «aveva studiato la trasformazione degli intellettuali, passati da figure elevate, capaci di dettare l’agenda politica ai governanti, a meri tecnici amministratori del presente, al servizio del sistema». In altre parole: la degenerazione progressiva del potere.
Fra i tanti meriti di questo pensatore, Angelo d’Orsi segnala «la sua capacità di descrivere gli esiti della forsennata corsa senza meta della società post-moderna, attraverso un’acutissima analisi del nostro mondo», in cui «la globalizzazione delle ricchezze ha oscurato quella ben più mastodontica, gravissima, delle povertà». Studiando “le conseguenze sulle persone”, ridotte a “scarti”, «residui superflui che vanno conservati soltanto fin tanto che possono esser consumatori», Bauman ha svelato «il volto cupo e tragico dell’ultra-capitalismo, feroce espressione di creazione e gestione della disuguaglianza tra gli individui, dove all’arricchimento smodato dei pochi ha corrisposto il rapido, crescente impoverimento dei molti». Quell’uomo, continua d’Orsi, «ci ha aiutato a guardare dietro lo specchio ammiccante del post-moderno, sotto la vernice lucente dell’asserito arricchimento generalizzato e universale, dietro lo slogan della “fine della storia”, ossia della proclamata nuova Luciano Gallinogenerale armonia tra Stati e gruppi sociali», oltre alla quale «era apparso l’altro volto della globalizzazione, ossia una terribile guerra dei ricchi ai poveri, ennesima manifestazione della lotta di classe dall’alto».
Ha guardato, Bauman, alle “Vite di scarto” (altra sua opera), generate incessantemente «dall’infernale “megamacchina” del “finanzcapitalismo”», scrive sempre d’Orsi, citando un’espressione di un altro grande scomparso, Luciano Gallino. Il nuovo, grande problema denunciato da Bauman è il “capitalismo parassitario”: «Quella che chiamava “omogeneizzazione” forzosa delle persone (un concetto che richiama la pasoliniana “omologazione”), era l’altro volto della società anomica, che distrugge legami, elimina connessioni, scioglie il senso stesso della convivenza». Volumi, saggi, articoli, conferenze: «E’ come se quest’uomo mite e affabile avesse voluto tendere una mano a tutti coloro che dal processo di mostruosa produzione di denaro attraverso denaro, erano esclusi; quasi a voler “salvare”, con le sue parole, gli schiacciati dai potentati economici, a voler dar voce a quanti, in una “Società sotto assedio” (ancora un suo titolo), dominata dalla paura, dal rancore, dall’ostilità, vedevano e vedono le proprie vite disintegrate».
I “Danni collaterali”, elencati in uno dei suoi ultimi libri, «sono in realtà l’essenza di questa società, che egli ha definito, felicemente, “liquida”, con una trovata che è poi divenuta formula, ripetuta, un po’ stucchevolmente, negli ultimi anni, applicata a tutti gli ambiti del vivere in comune», scrive ancora Angelo d’Orsi, nel suo intervento su “Micromega”. «Liquida è questa nostra società, che ha perso il senso della comunità, priva di collanti al di là del profitto e del consumo: una società il cui imperativo, posto in essere dai ricchi contro i poveri, dai potenti contro gli umili, è ridotto alla triade “Produci/Consuma/Crepa”». Di conseguenza, diventano tristemente “liquidi” anche «i rapporti umani», così come la cultura. In altre parole: «Liquido tutto il nostro mondo, che sta crollando mentre noi fingiamo di non accorgercene».
Fonte tratta dal sito .

domenica 15 gennaio 2017

Le Frequenze Vibrazionali Umane, la Radiestesia, le Malattie e le Piramidi ...




«Ti avverto, chiunque tu sia.

O tu che desideri sondare gli arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi,
non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi
di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
O Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei».

Avvertenza scolpita sul frontone del tempio dedicato ad Apollo a Delfi

Molto interessante questo punto di vista, non sono un esperto di piramidi ma per quanto riguarda le frequenze vibrazionali non fa 
altro che confermare la legge causa effetto, una delle sette leggi universali, che è il fondamento 
della filosofia buddista ed anche di altri tipi di filosofia, quando da più parti con percorsi assolutamente diversi si arriva alle medesime conclusioni a mio parere è una certezza di verità, essendoci poi arrivato da solo non posso che esserne certo, è poi stato solo un susseguirsi di conferme, certo non è un campo dove si improvvisa, sono vite prima e decenni poi di ricerche.
A ben leggere fornisce tutta una serie di risposte ...

Le piramidi poi non è certo un caso che le abbiamo piazzate in tutto il mondo e con un uso sacro il più delle volte, certo non poteva essere una moda ai tempi, le comunicazioni erano quelle che erano..
Come per quasi tutto toccherebbe fare una profonda pulizia, sbarazzarci dei malloppi pesantissimi appioppatici dal cosiddetto "progresso" che in realtà è un profondo "regresso" per l'interesse di alcuni e riappropriarci dei saperi antichi, è necessario un repentino cambio di paradigma, abbiamo trasformato il paradiso terrestre, l'"Eden" in un inferno mondialista, perchè se non fai nulla e lasci fare sei colpevole se non come anzi più di chi lo fa.

Ho inteso benissimo il perchè non si può avere la pappa pronta e bisogna sempre ripartire da zero e arrivarci da soli ma altra cosa è che qualcun altro decida per noi, per altro male, malissimo e siamo poi noi a permetterlo ...

La Russia sta diventando interessante per tutta una serie di motivi, probabilmente essendo stata invasa, devastata  e sottomessa aveva tutta una serie di risorse sopite e latenti, certo non era la sua miglior espressione la dittatura ..

La radiestesia e le piramidi: sono un classico. Non a caso la radionica include gli studi sulle piramidi.
Igor Mikerin è un ingegnere che era partito dagli studi radiestesici per approdare allo studio delle piramidi e delle loro proprietà. Tutte le sue ricerche sono basate sulle misurazioni radiestesiche e sull’attivazione di una visione intuitiva. 
Riportiamo una sua intervista ad una rivista web russa tradotta da Olga Samarina :

E’ importante che la piramide sia regolare ?


“Le caratteristiche di una piramide dipendono dalle sue dimensioni, dagli spigoli. Tra l’altro, solo due spigoli della piramide “funzionano”. Una piramide ha due posizioni di lavoro


  1. Neutralizza. La neutralizzazione serve per indebolire/neutralizzare gli effetti delle reti di Hartmann e Curry, le spaccature del terreno ed altro.
  2. Genera l’energia.

Molto dipende da come è orientata rispetto ai punti cardinali. Se orientiamo gli spigoli nella direzione Nord-Sud, la piramide avrà una posizione neutralizzante, se la giriamo a 45° e orientiamo un lato a Nord-Sud, diventerà un generatore di alte frequenze.Man mano che la giriamo a 45°, la sua capacità di neutralizzare si indebolirà e quella di generare si rafforzerà, e viceversa.
Quando vidi per la prima volta una piramide di Alexander Golod ad Alushta, mi stupii vedendo che i lati non erano orientati ai punti cardinali.Poi capii che Golod non voleva che fosse troppo potente, la sua piramide è già potente grazie alle sue dimensioni e le proporzioni in sezione aurea; se fosse anche orientata, potrebbe addirittura nuocere.Essendo un ricercatore, so cosa vuol dire essere sottoposti all’irradiazione eccessiva. Anche la mia famiglia ne sa qualcosa: quando misi a casa una potente piramide, inziammo tutti a litigare. Sorge uno stato simile alla sbornia mischiata con i sintomi da alta pressione...Una mia collega che abita al pian terreno mise a casa una piramide aperta (una carcassa) con una base 2x2 m.All’epoca io avevo poca esperienza, pensavo di mettergliela sopra il letto, e meno male che non ci riuscii...intanto alla signora bussavano tutti i vicini, dal secondo e fino all’ultimo piano, si lamentavano dell’insonnia.
La piramide può essere così negativa ?
“Si trattava di una dose eccessiva. Le piramidi vanno usate in maniera personale, la dose va stabilita con il pendolo per ogni persona concreta. Per esempio: all’inizio io dovevo stare sotto la piramide 2 volte al giorno per 10 minuti. Ma in realtà stetti 15 minuti, con un intervallo non di dodici ma di sei ore... e poi non dormii tutta la notte; si trattava di una piramide molto potente.D’altra parte, ne feci diversi, di sovradosaggi. Ed iniziai a pensare in modo diverso, il cervello funzionava meglio, e forse questo è il risultato anche dei miei “errori” e della mia insonnia.
Come lo spiega ?
“ Si ripulisce da una parte delle vibrazioni dalle basse frequenze, cresce l’energia; migliorano le caratteristiche dei corpi sottili”.
Una piramide funziona solo quando sei dentro oppure influenza anche lo spazio circostante ?
“Influenza anche lo spazio.
Se orientata in maniera corretta ai punti cardinali, la piramide produce due tipi di energia: a forma di una sfera e a forma di raggio. La formazione energetica sferoidale è situata ad un terzo dalla base (è il punto della frequenza con la massima ampiezza); la sfera è divisa in due semisfere, ognuna di forma toroidale di forma irregolare, che può girare e rovesciarsi.
La frequenza dei movimenti di questi toroidi rappresenta la frequenza della piramide. Il punto situato a due terzi dalla base è il punto dove inizia a formarsi il raggio della piramide. Entrambi i punti sono identici come frequenza ed ampiezza. Il raggio che va da questo punto alla cima della piramide possiede l’energia, ampiezza e diametro regolare; il raggio che esce dalla cima di una piramide regolare possiede una dispersione fino a 1°30’, dipende dalla costruzione.
Gli abitanti di quel palazzo di 5 piani avevano sperimentato l’azione di quel raggio. Ma è una cosa temporanea, poi ti abitui, ti adatti. E dopo, aumenteranno le tue vibrazioni. Funziona anche una piramidina piccola, se messa bene.
La frequenza di persona è un valore che integra le frequenze dei corpi sottili e di ogni componente del corpo fisico. La frequenza diminuisce a causa delle emozioni negative, dei pensieri negativi e delle azioni dannose. Se hai delle frequenze basse, la piramide di darà fastidio (avrai l’insonnia o un sonno ipnotico, fuori controllo). Ma dopo alcune sedute dentro la piramide ti senti diversamente, perché lei ti alzerà le vibrazioni. Una piramide può correggere l’incoordinazione dei chakra. Una cosa curiosa, un chakra spostato; a volte è talmente spostato che esce fuori dal corpo. Uno può cercare di rafforzare i chakra quanto vuole, ma se c’è un’incoordinazione, è tutto inutile.”
Perché questo succede ?
“Di solito si tratta dei traumi, delle fermate improvvise, degli incidenti. Se la velocità con la quale si muove una persona non supera 6 m/sec, un incidente non sposterà i chakra, se la velocità è maggiore, il chakra può spostarsi e non tornare più al suo posto”.
Lei ha detto di essere favorevole ai sovradosaggi; si spieghi meglio.
“Io devo sapere come si sentono i sovradosaggi, devo sentili di persona. Non escludo che i sovradosaggi eliminino i blocchi delle possibilità umane”.
Se si mette una piramide nel giardino, o nell’orto, come influenzerà la terra, le piante, gli abitanti del posto ?
“ Per ogni pianta e anche per ogni periodo del suo sviluppo serve una posizione individuale, come serve pure per una persona. Una piramide potente non può andare bene per tutti. Ma questo problema si risolve facilmente con la radiestesia”.
Le proporzioni della piramide hanno un’importanza ? Per esempio, la piramide di Golod è molto diversa da quelle egizie.
“Le proporzioni della piramide si definiscono con il pendolo per ogni latitudine.Più siamo vicini all’equatore, meno slanciata deve essere anche la piramide.Golod da tempo usa questo fattore, le sue piramidi sono alte perché sono collocate nelle terre più vicini alle latitudini nordiche. Quanto all’angolazione della piramide, nella letteratura c’è una confusione, si parla dell’inclinazione dello spigolo al piano della base, e dell’angolazione del lato (apothema) rispetto al piano della base. Sono due angoli diversi; io ottengo una proporzione voluta diversamente; esistono due misure principali; lo spigolo e il lato della base, durante il montaggio otterrai lo stesso la stessa variante. Calcoliamo, costruiamo, cerchiamo i “dosaggi" per adattare un concreto organismo alla concreta piramide, e alziamo la frequenza della persona”.
Vuol dire che una piramide, alzando la frequenza umana, può far diventare una persona più sana ?

“Si, una piramide serve prima di tutto per la profilassi. Sono convinto che le piramidi prolunghino la vita. Aumentano le frequenze dei corpi sottili, corpi energetici, le frequenze di tutti i sistemi fisiologici, dei tessuti, delle cellule, del DNA, il processo si avvia...Secondo la dottoressa Clarke, la frequenza dell’uomo è circa 1,5 MHz. Ma secondo i miei studi, questo valore si riscontra raramente; la maggioranza delle persone vibra sulle frequenze fino 0,8 mHz, e anche più basse.
A proposito, nelle carceri è frequente la tubercolosi; alcuni detenuti si fanno contagiare apposta per approfittare del regime meno rigido, e vivere presso l’ospedale carcerario. Ma alcuni non si ammalano mai, anche mangiando insieme ai malati dallo stesso piatto. La frequenza del portatore della tubercolosi è di circa 0,4 mHz, e quando hai questa frequenza o superiore a questa, non ti ammalerai. E se arrivi a 1,2 mHz, non prenderai nemmeno l’influenza in mezzo a tutto il mondo che starnuta.
Quindi, coloro che hanno le basse difese immunitarie, hanno le frequenze basse ?
“Non proprio così. Anche con le difese basse si può avere una frequenza alta, e al contrario. L’immunità è una difesa dai germi patogeni, l'alta frequenza è un mezzo d’attacco. L’immunità si alza con gli esercizi fisici, con una vita salutare, ma non con l’aiuto dei pensieri e della coscienza che sono le leve per aumentare la frequenza. Un assassino, per esempio, può avere le difese immunitarie altissime, ma non può avere le frequenze alte; ovvero, tramite l’uso della piramide potrebbe anche avere dei risultati, ma i valori caleranno rapidamente”.
Ci sono delle malattie che la piramide non può affrontare ?
“Non è una panacea. Non può fermare i processi cronici molto avanzati, ma alzando le frequenze fa morire gradualmente i germi, che smettono di moltiplicarsi. Migliora la riparazione dei tessuti, acuisce l’intuito ...
Quanto sono importanti le proprietà neutralizzanti delle piramidi ?
“Si crede che le reti di Hatrmann e Curry siano nocive per la salute, soprattutto se dormiamo sopra i loro incroci. Ecco, le piramidi possono neutralizzare i pericoli. Ma è un paradosso: se queste strutture provocano davvero delle malattie, la percentuale delle malattie a causa di ciò sarebbe altissima, perché la griglia è molto fitta e copre molti letti e molti posti di lavoro. Ma questo non succede. Perché?
E’ come nel caso della tubercolosi in carcere; ci sono persone che vibrano su valori alti, a loro le reti non nuocciono. Anzi, possono aiutare. E’ utile neutralizzare la loro influenza, per esempio, nei periodi post operatori. E per il resto, dobbiamo mirare ad alzare le vibrazioni, fino a 1 – 1,4 mHz. E allora tutte le geopatie ci saranno solo utili.
Per esempio: i ricercatori di un istituto di ricerca (della città di Ufa) hanno inventato un interessante strumento: l’indicatore delle anomalie geomagnetiche. Ho visto i risultati delle indagini in un appartamento sul loro sito, le zone “negative” coprono circa 2/3 della superficie!
E’ irrieale, cercare di scegliere un punto “positivo” per mettere il letto. Perché non ci sono solo le linee di Hartmann-Curry, esistono anche le reti di Witman, Goncharov-Makarov-Morozov, le reti di Becker-Hagens, le faglie; in totale, i tipi delle geopatie sono più di 15, e non è possibile evitarle tutte. Non resta che usarle per il proprio bene, se hai le frequenze alte”.
Supponiamo di aver raggiunto questo obiettivo. Ma la frequenza può abbassarsi in seguito ? Come mantenerla ? 
E semplice ed è difficile, è possibile ed è impossibile. La frequenza dipende dai pensieri, dalle emozioni, dalle azioni. Le emozioni negative si trasformano in stati di coscienza alterati stabili. Senza lavorare su di se, non ce la fai.
Qualche parola sulle frequenze umane concrete.

  • 0,8 mHz è la frequenza quando le reti e le linee terrestri smettono di nuocere all’uomo.
  • 1 mHz : le reti e le griglie iniziano ad agire positivamente sull’uomo.
  • 1,2 mHz: i virus non possono farci niente.
  • 1,4 – 2,4 mHz: una frequenza umana ottima.
  • 2,4 – 3,4 mHz: una frequenza umana ideale.

Le misure di sicurezza: con le piramidi, occorre alzare le frequenza gradualmente, altrimenti sorge uno stato di scompenso e persino potrebbero affiorare delle malattie dormienti.
E, per concludere, un fatto: ci sono delle persone che hanno lavorato nel cuore della centrale di Chernobyl, e sono vive, stanno bene. Alcuni di loro vivono ancora nella zona vietata, non hanno avuto alcun danno e non stanno per morire. Come mai? Forse, le loro vibrazioni sono alte. Non è da escludere.
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