mercoledì 11 giugno 2008

Le organizzazioni di consumatori europee chiedono agli elettori irlandesi di votare “No” al Trattato di Lisbona

Sei organizzazioni non governative (ONG) che rappresentano collettivamente i consumatori di tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea (UE) chiedono urgentemente agli elettori irlandesi di votare ‘No’ al prossimo referendum indetto in Irlanda sul Trattato di Lisbona. Piuttosto che dar vita a un'Europa “più efficiente”, come affermano i sostenitori del Trattato, le ONG temono fortemente che la vittoria del ‘Sì’ in Irlanda il 12 giugno e la conseguente applicazione del Trattato da parte di Bruxelles, servirebbe solo a peggiorare le falle crescenti della democrazia nei paesi dell’UE. La presunta efficienza politica e procedurale derivante dalla ratifica del Trattato, obiettano le ONG, può essere ottenuta solo con un ulteriore compromesso in termini di democrazia, privacy personale e libertà di scelta, tutti diritti attualmente sempre più a rischio nell’UE.

"Gli italiani e i cittadini di molte altre nazioni europee confidano nell'Irlanda per inviare un chiaro messaggio alla burocrazia europea: È così difficile capire che gli europei vogliono essere parte attiva del proprio futuro politico? Un'Europa unita può essere un obiettivo positivo, ma diventa inutile e persino dannoso se la decisione di unirsi e la definizione delle relative modalità non spetta ai cittadini, ma esclusivamente alle alte sfere", afferma Kathleen Gordon, portavoce de La Leva di Archimede.“Dopotutto, non dovrebbe essere la nostra Europa?"
Il Dr. Robert Verkerk, direttore esecutivo dell’Alliance for Natural Health, dichiara: “I cittadini europei si stanno rendendo rapidamente conto del fatto che il piano di gioco europeo va ben oltre alla realizzazione di un mercato comune e viola principi cari alle democrazie di tutto il mondo, soprattutto la libertà di espressione e di scelta. Una delle aree che verranno probabilmente più compromesse sarà la nostra libertà di scelta in tema di salute, soprattutto la nostra facoltà di optare per approcci naturali o alternativi, tra cui la scelta di non far vaccinare i nostri figli. Per questo chiediamo agli irlandesi di votare ‘No’ il 12 giugno; un ‘Sì’ accelererebbe la discesa verso il controllo centralizzato e dittatoriale di Bruxelles”.
Paul Anthony Taylor, direttore delle Relazioni Esterne della Dr. Rath Health Foundation e coordinatore della campagna, aggiunge: “I sondaggi mostrano che la maggioranza dei cittadini europei vuole un referendum sul Trattato di Lisbona. Tuttavia, nonostante i cittadini francesi e olandesi avessero già votato ‘No’ al 95% del suo contenuto nel 2005, i governi europei, inclusi il governo francese e quello olandese, hanno scelto di sottoscrivere il Trattato contro la volontà dei cittadini e senza referendum. Questa non è democrazia, ma una dittatura, nonché un oscuro presagio di ciò che accadrà con l'adozione del Trattato. I cittadini europei devono avere il diritto di esercitare un controllo sulle proprie vite e di prendere decisioni in merito a ciò che è meglio per sé e per le loro famiglie. Un ‘No’ in Irlanda il 12 giugno invierebbe pertanto un forte segnale all’UE, ovvero che qualunque sistema politico dovrebbe sostenere e rispettare i propri cittadini e non attirarsi il loro risentimento, altrimenti è destinato a fallire”.
Lutz Kliche, presidente dell’Alleanza per la Salute, la Pace e la Giustizia sociale, commenta: “È oltremodo oltraggioso escludere i cittadini europei dal prendere delle decisioni in merito a questioni così cariche di conseguenze a lungo termine, significative per il loro futuro. Osservando il modo in cui il cosiddetto “Trattato di riforma” è stato imposto nel parlamento tedesco e nel Consiglio dei Länder (dei governi regionali), due cose appaiono palesi: il Trattato è di estrema importanza per i gruppi di potere in Europa e in nessun modo noi, i cittadini, siamo considerati degni di intervenire in questa materia. È per questo che la decisione degli irlandesi è particolarmente importante, essendo gli unici che devono essere consultati per costituzione. Ci rivolgiamo pertanto ai nostri concittadini europei in Iralanda affinché rifiutino il Trattato di riforma in quanto manovra fraudolenta, un trucco sleale per privare i cittadini di diritti fondamentali sotto la maschera del cosiddetto progresso. Questo progresso serve solo alle multinazionali e a tutti coloro che da esse traggono profitto”.
Scott Tips, presidente della National Health Federation, dichiara: “Essendo il voto degli irlandesi sul Trattato l'unico ad essere ammesso, è estremamente importante che questo referendum abbia luogo e che la volontà dei cittadini irlandesi sia interpellata. È tuttavia increscioso il fatto che altri Stati Membri europei abbiano scelto di non consentire ai propri cittadini di votare e decidere su questa materia; mi congratulo pertanto con il governo irlandese, perché è evidentemente lo stato più democratico dell'Unione Europea e consente che questa votazione abbia luogo”.
Zeus Information Service spera che gli irlandesi votino 'No', mandando all'aria il progetto europeo. Louise McLean, la sua redattrice, afferma: “Un forte 'No' arriva dagli agricoltori irlandesi che capiscono che la legislazione dell’UE ostacolerà gravemente l'agricoltura nazionale. In quella che l’UE chiama 'post-democrazia' assisteremo a un imponente assalto alle nostre libertà e alla nostra privacy nel momento in cui il sistema del Common Law, norme di formazione giurisprudenziale applicate con successo nel Regno Unito da secoli, sarà eliminato. Le direttive dell’UE introducono potenti mezzi per frenare il nostro diritto di acquistare o utilizzare terapie naturali, integratori alimentari e medicine alternative. Pochi sanno che 110.000 leggi dell’UE recepite in sordina dall'ordinamento del Regno Unito entreranno in vigore dopo la ratifica del nuovo Trattato di Lisbona e con molta probabilità entro il 1° gennaio 2009. Qualcosa di molto sinistro denominato Common Purpose (Obiettivo comune) si è infiltrato in ogni istituzione europea con il presunto fine di “preparare” i cittadini al senso di appartenenza all'Unione”.
Le sei organizzazioni sostengono questa campagna affinché i cittadini abbiano diritto a un referendum ogni volta che si voglia modificare, a livello nazionale o europeo, delle leggi che riguardano loro da vicino. La campagna, European Referendum Initiative, è promossa dall’Alleanza per la Salute, la Pace e la Giustizia sociale, l’Alliance for Natural Health, la Dr. Rath Health Foundation, La Leva di Archimede; la National Health Federation e Zeus Information Service.
Per ulteriori dettagli visitare www.eu-referendum.org.
Fonte tratta dal sito .

6 Comments:

Giuy said...

sono molto curiosa di come questa vicenda andrà a finire!

Cris said...

@giuy:siamo in due!!!!!!!!!!ti terro' informata!!!!!!!!qui non si scherza!!!!!!!!!attendiamo.........ciao cara.

Arthur said...

Sulla salute, libertà terapeutica!
Il trattato di Lisbona ci avvicina al nuovo ordine mondiale. La situazione non mi sconfinfera, soprattutto perchè molte cose non mi sono chiare. Se continua a non piacermi, mi alzerò in piedi e farà un casino immane fino a farmi rinchiudere.

Cris said...

@arthur:hai perfettamente ragione!!!!!!1se le cose dovessero prendere una certa piega,penso che dovremmo essere tutti a farci sentire..........ciao.

buffy said...

travaglio è uno di loro ed è ampliamente sponsorizzato nei siti dei debunkers

Cris said...

@buffy:ciao!!!perche dici che travaglio è uno di loro!!!!!!!!!!1da dove l'hai scoperto.ciao.