mercoledì 9 luglio 2008

Monsanto brevetta le sementi per il «global warming»


Il Salame, dopotutto, non è solo un Salame. Ha appena detto che, dati i rincari alimentari, è venuto il momento di seminare OGM: apparentemente una pura idiozia, dato che le sementi modificate non aumentano i raccolti. Ma forse, Berlusconi era ben informato di quel che si prepara nei laboratori di Frankenstein.
Le grandi firme del business genetico - Monsanto, Bayer, BASF, Syngenta & Co. - hanno depositato insieme ben 532 brevetti di sequenze genetiche «che favoriscono l’adattamento ai cambiamenti climatici» delle piante. Il 49% di questi brevetti sono di due sole ditte, Monsanto e BASF: le stesse mega-corporation che nel maggio 2007 hanno stretto fra loro un accordo di ricerca per sviluppare sementi resistenti a condizioni climatiche estreme, desertificazione, tropicalizzazione, alluvioni, salinità crescente dei suoli. I due colossi ci spendono 1,5 miliardi di dollari.
«Il più grande accordo privato di ricerca mai stipulato», commenta ETC Group, il gruppo di ricerca indipendente canadese che ha denunciato l’accordo . Vuol dire che intendono guadagnarci dieci volte tanto. O cento.«Si concentrano sui geni ‘climatici’ perchè per loro è una occasione d’oro per spingere gli OGM come soluzione al problema del clima», scrive ETC: «Queste tecniche proprietarie finiranno per concentrare il potere della corporations, aumentare i costi, inibire la ricerca indipendente e minacciare il diritto dei coltivatori a farsi le proprie sementi e a scambiarsele».
In altre parole: questa direzione di ricerca così titanicamente finanziata è intesa ad imporre il modello agro-industriale anche nel nuovo clima, proprio mentre la comunità degli agronomi sostiene che, per far fronte ai cambiamenti climatici, la soluzione è il sostegno ai piccoli coltivatori e all’agricoltura autarchica da autoconsumo.
Nell’aprile scorso, un rapporto ONU scritto da scienziati della coltivazione aveva consigliato appunto la seconda soluzione, a misura umana, citando anche vari esempi in cui l’agronomia classica (non ingegneristica) è riuscita a selezionare dei risi che crescono in condizioni di estrema aridità.Monsanto e le altre si affannano a brevettare praticamente tutte le varietà naturali anche allo scopo di sbarrare il passo alla ricerca da parte di organismi pubblici e ai contadini che, in tante parti del mondo, già da secoli usano sementi adatte al clima estremo.
«Se le compagnie multinazionali controllano i geni-chiave della resistenza alla aridità in culture transgeniche», scrive ETC, «i ricercatori pubblici saranno accusati di violare i diritti di proprietà». La Monsanto è famosa per intentare cause, in cui i suoi eserciti di avvocati di grido esigono risarcimenti miliardari .Infine, la creazione di piante geneticamente modificate resistenti a climi estremi solleva molti problemi scientifici ancora non risolti: il gene introdotto per resistere alla mancanza d’acqua può - come sanno gli scienziati del settore - dare alla pianta anche altre caratteristiche, impreviste. E’ il fenomeno biologico detto «pleiotropia».
Niente da fare: è cominciata la colossale opera di marketing e di lobby per «vendere» la soluzione transgenica al «global warming». Con la distribuzione di grandi mazzette, pardon «contributi alla ricerca», per coinvolgere e tacitare i laboratori pubblici di ricerca più grossi, come il Cimmyt (Centro internazionale di miglioramento del mais e del frumento) e il CGIAR (Gruppo consultivo internazionale di ricerca agricola).
Per esempio, il Cimmyt ha ricevuto 47 milioni di dollari dalla Bill & Melinda Gates Foundation(il miliardario monopolista di Microsoft) per diffondere gli OGM in Africa. E i Paesi africani si sono visti imporre da USA e Brasile l’obbligo di adottare alberi transgenici (con il pretesto di ricavarne biocarburanti da cellulosa) alla Conferenza per la biodiversità tenutasi a Bonn il 30 maggio scorso. Gli africani volevano una moratoria, per capire l’effetto che questi alberi avranno sull’ecosistema. Niente: devono piantarli, e zitti. E il tutto, in nome della «biodiversità». Evidentemente, gli organizzatori saranno stati «finanziati».Non manca la grancassa pubblicitaria per il promettente business. In coincidenza con la conferenza FAO per l’alimentazione e l’agricoltura di Roma, Monsanto, dalla sua sede di Saint Louis - ha emanato un altisonante «impegno in tre punti».
La Monsanto si impegna a «raddoppiare la produttività di mais. Soya e cotone nel 2030», a «sviluppare sementi che ridurranno di un terzo le risorse d’acqua e fertilizzanti richieste»,e «migliorare la vita dei contadini, fra cui cinque milioni dei più poveri, entro il 2020».I contadini che ci hanno avuto a che fare lo sanno bene: la Monsanto è tutta dedita al bene dell’umanità e al loro. Ma questo proclama non è per i contadini: è la «linea» dettata ai giornalisti liberi e incorruttibili, che dovranno ripetere e ripetere nei loro articoli e reportages. Solo gli OGM ci salveranno dalla fame per global warming, non c’è altra soluzione.Nei prossimi mesi, fate attenzione a quanti giornali ripeteranno quelle frasi dettate da Saint Louis. Berlusconi, lui, s’è portato avanti: ha fatto il suo spot per Monsanto prima di tutti.Forse crede che la Monsanto s’è ispirata, nel suo proclama, al celebre «Contratto con gli italiani» che il Salame firmò da Vespa, e che sappiamo come è stato onorato? Forse è intima consonanza sul bene da fare al genere umano? Chissà.
Fonte tratta dal sito .

10 Comments:

pangeablu said...

ciao Cris
abbiamo letto il tuo commento sul nostro blg e siamo lieti di accettare la proposta di scambio link.anzi per quel che ci riguarda sei già tra i nostri siti che ci piacciono.
a presto

Attentialweb said...

Le cose si mettono di male in peggio e il brutto è che tutto sembra scivolare via nell'indifferenza collettiva; ed in tento sono saltati i centralini per le troppe telefonate di prenotazione alle televisioni a pagamento di berlusca!!!

Mirtilla said...

sempre cose ultrainteressanti mi posti!!!
bravo il mio cris ;)

Pier Luigi Zanata said...

In Europa, al Parlamento europeo, sono presenti circa 15.000 societa' che fanno lobbyng, negli USA sono almeno il triplo.
Lobby in Italia ha un significato negativo, nel resto del mondo no. Sono societa' (tra queste anche il WWF, Greepeace, Animal & Nature Conservation Found, i sindacati internazionali, le associazioni degli industriali ...) che predispongono leggi, risoluzioni, interventi normativi non solo a sostegno delle loro battaglie, ma anche per conto dei funzionari delle assemblee legislative. Per restare in Europa le Direzioni generali dell' Ue forti sono quella dell'agricoltura, dell' industria, dell' energia, praticamente dove passa tutta l' attivita' economica. Chi comanda? I piu' forti naturalmente. Chi sono i piu' forti? Quelli che fanno capo a societa' di lobbyng che hanno decine e decine di funzionari e esperti in grado di predisporre leggi risoluzioni. Gli ambientalisti, poverini, hanno un solo funzionario, un ufficetto, e l' unica cosa che riescono a produrre sono documenti di principio. Ma come ben si sa i principii contano poco.
Dobbiamo rinunciare alla guerra.
No.
Si deve intensificare l' azione di protesta per riuscire a scuotere una opinione pubblica troppo poco informata.
Qualche battaglia, anche con i pochi mezzi a disposizione, e' stata vinta.
Vale.
PL

Cris said...

@pangeablu:scusate il ritardo!!!!!grazie per aver accettato lo scambio link.vi linko subito.ciao,a presto.

Cris said...

@attentialweb:è quello che non capisco!!!!come mai la gente non reagisce a tutto questo.ciao robbi.

Cris said...

@mirtilla:cerco sempre di impegnarmi al massimo.ciao tesoro.

Cris said...

@pier luigi zanata:la penso come te!!!informare piu possibile la gente e non mollare mai!!!!avanti cosi.ciao.

Cicabuma said...

INQUIETANTE!!!
Francesca

Cris said...

@cicabumba:parola piu giusta non potevi trovare.ciao cara.