lunedì 31 marzo 2008

NO ALLE OLIMPIADI A PECHINO 2008

NO ALLE OLIMPIADI A PECHINO 2008

Statuto della petizione:


A: Silvio Berlusconi, Walter Veltroni,Daniela Santache, Fausto Bertinotti,PierFerdinando Casinii sottoscritti cittadini italiani chiedono ai leader di partito che una volta svoltesi le elezioni e appurati vincitori e sconfitti di questa competizione elettorale, ci sia unanimità nel boicottare i Giochi olimpici a causa dell'occupazione cinese in Tibet e la sistematica violazione dei più elementari diritti civili verso la popolazione tibetana.

Alzheimer: scoperta proteina

Sarebbe una proteina, presente sulla superficie delle cellule nervose cerebrali, la responsabile dei disturbi cognitivi (memoria ed apprendimento) che caratterizzano la fase iniziale della malattia di Alzheimer (520 mila persone colpite in Italia). Lo sostengono, in uno studio pubblicato dalla rivista The Journal of Neurosciences, esperti del CNR di Pisa, dell'Università dell'Aquila, della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, del European Brain Research Institute (EBRI) di Roma e della Columbia University di New York.
La ricerca è stata condotta dal gruppo formato dal Dr. Nicola Origlia e dal Prof. Luciano Domenici presso il laboratorio di Neuroscienze del CNR di Pisa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. “Utilizzando un modello animale, si è riusciti ad individuare nella corteccia entorinale, una delle aree cerebrali più colpite nella malattia di Alzheimer - sono parole di Domenici - una proteina chiamata RAGE (l'acronimo della proteina) in grado di legare la sostanza beta-amiloide ( prodotta dalle cellule colpite dalla malattia) e di indurre alterazioni nervose fino ai disturbi dell'apprendimento e della memoria.
L'abnorme produzione della sostanza beta-amiloide porta alla formazione delle placche senili, uno dei segni caratteristici della malattia. Secondo questa ricerca, durante le fasi iniziali ed ancor prima che si formino le placche, la sostanza beta-amiloide si lega a RAGE provocando disturbi cognitivi”. “Sebbene non sia ancora chiaro perché si produca un'elevata quantità di proteina beta-amiloide - precisa Domenici - il meccanismo scoperto apre la strada per una diagnosi precoce e lo sviluppo di farmaci atti ad arrestare o rallentare il decorso della malattia.
Test sperimentali mirati a individuare il recettore RAGE - conclude Domenici - sono in fase d'allestimento ed in un prossimo futuro consentiranno, se confermati nella loro efficacia, d'impostare la ricerca farmacologica verso molecole in grado di inibire il legame di beta-amiloide al recettore stesso”.
Fonte tratta dal sito .

domenica 30 marzo 2008

Adamski e Meier rivisitati


Nel maggio 2007, l'ufologo Christian Macé fotografò un oggetto volante non identificato nella Francia settentrionale, per la precisione a Campaign Hesdin presso Calais. Erano le 11:30 e l'U.F.O. si dirigeva verso sud molto velocemente in un cielo lattiginoso (tipico colore correlato alle irrorazioni chimiche). Secondo Macé, l'ordigno immortalato sarebbe assimilabile agli oggetti adamskiani, definiti convenzionalmente “campane”. Sono dischi dalla forma piuttosto “antiquata” con tre congegni simili a pulegge nella parte sottostante e con un abitacolo sormontato da una calotta.
Recentemente tale Kelvin Balbery ha fotografato in Cornovaglia un U.F.O che ricorda le astronavi di Billy Meier, dalle linee filanti ed angolose. Kelvin Barbery, un gestore di servizi per le scuole, ha scattato la foto del misterioso oggetto da un percorso costiero tra Swanpool e Maenporth, vicino a Falmouth. L'uomo ha rivelato che non ha visto l'UFO al momento dello scatto dell'immagine. Tuttavia, una volta scaricate le immagini della macchina fotografica digitale sul suo computer, si è stupito nel trovare un oggetto apparentemente metallico, discoidale, in una delle foto. “C'era un paio di petroliere nella baia - racconta Kelvin - e ho pensato di scattare alcune foto. Non vi era nulla in vista e certamente non per colpa della fotocamera, è apparso questo oggetto che nel momento dello scatto non ho assolutamente visto”... Nick Pope, ex funzionario del Ministero della Difesa, ha analizzato la fotografia, notando che: “L'oggetto appare strutturato, simmetrico e metallico. Questa persona ha colto qualcosa di molto interessante”.
Sembra di essere in presenza di una sorta di revival di U.F.O. classici: anche chi scrive avvistò un ricognitore adamskiano. Ci si deve chiedere se questi velivoli appartengano veramente a civiltà extraterrestri, se quindi qualche affermazione dei due celebri e controversi contattisti possa essere considerata credibile, alla luce della somiglianza tra le astronavi da loro descritte e quelle talora scorte da testimoni a distanza di anni ed in vari paesi del mondo. Non escluderei che le esperienze di Adamski e di Meier contengano qualche informazione credibile, sebbene mescolata a distorsioni, esagerazioni e leggende.
Ho anche pensato che alcuni degli oggetti avvistati in questi ultimi tempi potrebbero essere ologrammi: la tecnologia olografica è oggi a tal punto sofisticata che fenomeni reali e costruzioni olografiche sono indistinguibili. Non credo, invece, che gli U.F.O. in esame siano terrestri, laddove le astronavi triangolari non di rado viste e fotografate in concomitanza con le operazioni clandestine di irrorazione chimico-biologica, sembra appartengano all'aviazione del diabolico governo occulto. Ricordo un giorno in cui, mentre decine di tankers aravano il cielo, creando solchi chimici, alcune sfere intersecarono gli aerei della morte, con moti repentini e traiettorie zigzaganti. All'improvviso comparve una gigantesca astronave triangolare che, scendendo molto lentamente, parve venire in ausilio degli aeroplani della morte. Libratosi per qualche istante, l'ordigno scese poi sino a scomparire dietro il promontorio.
In ogni caso tra “scie che, in pochi minuti, si trasformano in poderose, enormi, estese formazioni dall'aspetto di artigli protesi ad afferrare e dilaniare l'azzurro” , strani piatti lanciati da discoboli cosmici, il cielo è oggi una scena inquietante, carica di oscuri presagi.
Fonte tratta dal sito .

sabato 29 marzo 2008

Pannolini con tutte le virtù


Qualche tempo fa gli ecologisti inglesi proposero al governo di regalare a ogni neonato un kit di pannolini lavabili per evitare gli usa e getta, con sommo vantaggio per l'ambiente e la collettività.
Per fortuna l'idea si sta facendo strada, a livello locale, anche nell'Italia dei rifiuti che continuano ad aumentare.
I 2,2 miliardi all'anno di pannolini usati e gettati nel nostro paese ogni anno richiedono 600.000 tonnellate di pasta di legno e un gran dispendio di energia, acqua, sostanze chimiche e materie plastiche. E diventano poi il 4 per cento dei rifiuti solidi urbani; una tonnellata per ogni bambino, nei suoi primi tre anni di vita. Non riciclabili, si degradano in centinaia di anni e in discarica sono possibile veicolo di agenti patogeni. Oltretutto sono costosi: per le famiglie che spendono nei tre famosi anni fino a 2.000 euro, e per la collettività che si sobbarca gli oneri di smaltimento.
Si dirà: comodi però, molto più comodi degli antichi ciripà lavabili di stoffa. Ma c'è una versione aggiornata, «rivoluzionaria» dei ciripà che ha nettissimi vantaggi ecologici, economici, perfino sanitari. Abbatte il consumo di risorse e la produzione di rifiuti, riduce il costo sui tre anni (dai 2.000 euro degli usa e getta a 350-400 del kit di pannolini riusabili), è più sana per la pelle del bambino, e risparmia perfino acqua. E invece che da multinazionali, può essere prodotta da piccole aziende locali. Benvenuti, ecopannolini: una mutandina di cotone alla quale si applicano uno o due inserti, ed è la parte che va in lavatrice; all'interno si inserisce ogni volta un sottile velo raccogli popò destinato al wc.
Il Comune di Reggio Emilia ha condotto con successo una sperimentazione con un campione difficile: le famiglie numerose da tre a otto figli. Pinuccia Montanari, assessore all'Ambiente del Comune, spiega: «Volevamo essere sicuri che il sistema, oltre a far risparmiare per ogni bambino fino a 1.500 euro alla famiglia e rifiuti alla collettività, non significasse un sacrificio di tempo, una scomodità. Nascono in media nel Comune di Reggio 1.700 bambini all'anno.
Se tutti passassero ai lavabili sarebbero 2.500 tonnellate di spazzatura non riciclabile in meno: 200.000 euro risparmiati nello smaltimento. Così, nel 2008 il Comune intende incentivare la diffusione degli ecopannolini contribuendo a una parte del costo totale del kit». La sperimentazione è iniziata anche nel sistema degli asili nido di Reggio, noti in tutto il mondo. Comune di Dro, provincia di Trento, non lontano dall'Austria, dove gli ecopannolini sono assai prodotti e usati.
Degli attuali centoventi pupi fra zero e tre anni che crescono nella bella valle, ormai il 30 per cento indossa gli ecopannolini. Spiega l'assessore Alberto Sommadossi: «Abbiamo chiesto alle mamme in gravidanza un'ora di attenzione per illustrare loro questa possibilità. In una prima fase regalavamo un kit completo a tutti i neonati, adesso contribuiamo al 50 per cento della spesa totale: 200 euro, che sono poi quelli che il comune spenderebbe per smaltire i pannolini usa e getta di un singolo bambino. Molte mamme sono entusiaste e motivate perché questo comportamento ecologicamente virtuoso è anche facile da gestire, sano per il bambino, fa risparmiare molto, contribuisce a un'educazione naturale».
Maserada (Tv), premio comune riciclone 2006, vende direttamente con ipersconto del 70 per cento i pannolini che acquista all'ingrosso da un produttore. Ormai i comuni che incentivano o almeno informano sugli ecopannolini sono numerosi e da imitare.
Secondo il sito dei Comuni virtuosi e lo sportello Ecoidea della provincia di Ferrara, offrono incentivi e informazione Nove, Rosà e Tezze sul Brenta (Vi), Torre Boldone (Bg), Acquanegra cremonese (Cr), in Val di Fiemme Capriana, Carano, Catsello-Molina di Fiemme, Cavalese, Panchià, Tesero, Varena e sempre nel Trentino Mezzocorona, Giovo, Mezzolombardo.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 28 marzo 2008

Api e pipistrelli: misteriosa peste




Benchè gli uni siano mammiferi e gli altri insetti, pipistrelli ed api hanno sempre avuto qualcosa in comune. Entrambi volano. Entrambi sono indispensabili per l’agricoltura, i pipistrelli perché combattono gli insetti nocivi (ciascuno di loro, d’estate, mangia insetti per la metà del suo peso ogni giorno), le api perché necessarie ad impollinare le culture. Ora hanno un’altra cosa in comune: una malattia sconosciuta li uccide a migliaia, portando le due specie sull’orlo dell’estinzione. La moria dei pipistrelli è stata notata nei nordici e nevosi stati di New York, Vermont e Massachusetts, le cui caverne o vecchie miniere sono siti d’ibernazione dei mammiferi volanti . I biologi dell’Environmental Conservation Department hanno tentato un censimento in quattro grotte e miniere dello Stato di New York, e calcolano che il 90% degli animaletti che vi avevano svernato in letargo sono morti.
Li si vede uscire in pieno giorno dalle caverne, in questo scorcio d’inverno - i pipistrelli sani volano solo di notte e d’inverno dormono - e morire sbattendo le ali nella neve. I piccoli corpi appaiono anormalmente emaciati; spesso gli scienziati li hanno trovati picchiettati da un fungo e con la polmonite, ma ritengono che queste siano affezioni secondarie. La malattia che li uccide - chiamata Sindrome del Naso Bianco - ha causa sconosciuta: virus o batterio, intossicazione da inquinamento o disordine metabolico; dieci laboratori americani stanno studiando tutte le ipotesi, ma senza esito.
Il tasso di mortalità è spaventoso: in una sola caverna presso Albany, dove erano stati contati 15.584 pipistrelli nel 2005, se ne sono trovati 6.735 nel 2007 e appena 1.500 quest’inverno. Alcuni studiosi sospettano che un pesticida introdotto di recente per stroncare il West Nile virus (il virus del Nilo) possa essere la causa della strage, sia per intossicazione diretta sia per cause indirette, riducendo la popolazione di insetti di cui i mammiferi volanti si nutrono.
Altri gruppi stanno monitorando il comportamento degli insettivori durante il letargo nella caverne con telecamere ad infrarossi, per vedere quante volte si svegliano durante l’ibernazione, e misurare la temperatura corporea del branco. Il professor Thomas Kunz, biologo della Boston University, ha studiato i resti dei pipistrelli uccisi dal misterioso male ed ha notato che sono anormalmente magri, mancanti del grasso - specie del cosiddetto «grasso bruno», una sorta di accumulo che si trova tra le scapole, e che fornisce l’energia per il primo volo agli animali che escono dal letargo. Le femmine, così magre, non raggiungono l’ovulazione e quindi, anche se sopravvivono, non partoriscono (nelle razze studiate, ogni femmina genera solo un figlio l’anno, il che rende più vicina la prospettiva di estinzione).
Per contro, ben poche ricerche sono state avviate e finanziate sulla strana malattia che sta facendo scomparire le api, come hanno dichiarato i proprietari di 22 apiarii di dieci Stati americani. Questi allevatori di api si trovano ogni anno in California dove portano i loro alveari durante la fioritura dei mandorli, sia per aiutare l’impollinazione che darà i frutti, sia per ottenere un miele pregiato. Ora, scambiandosi le informazioni, hanno scoperto che il 37% delle 230.500 colonie che allevano è scomparso; l’anno precedente la perdita era stata del 30% . Pochi vedono le api morire. Apparentemente, la malattia, chiamata provvisoriamente Colony Collapse Disorder, induce un comportamento anomalo e distruttivo: le api operaie se ne volano via, abbandonando nell’alveare la regina con le larve nei favi, e non si trovano più.
«Se morissero le mucche la gente scenderebbe in piazza a chiedere finanziamenti per lo studio del male», dice Jerry Hayes, l’entomologo del Dipartimento dell’Agricoltura della Florida: «La gente crede che il cibo gli venga dalle industrie. Ma le api impollinano un terzo delle colture degli USA, che danno raccolti per 15 miliardi di dollari». Oggi, gli apicoltori hanno portato un terzo di tutte le api americane (le superstiti) per salvare il raccolto di mandorle in California. In Florida, si attendono questi apicoltori con i loro alveari per impollinare migliaia di ettari di aranceti, frutteti vari e chiodi di garofano. E’ incerto se potranno farlo l’anno prossimo. Lo stesso vale per i pipistrelli. «La presenza dei pipistrelli nel Texas consente ai coltivatori di cotone di salvare da un sesto a un ottavo del raccolto, perché divorano gli insetti nocivi», dice la dottoressa Elizabeth Buckles, specialista in mammiferi della Cornell University: «La morìa in corso - mezzo milione di insettivori scomparsi nel solo Vermont - avrà di sicuro effetti economici. Li constateremo la prossima stagione, come sovrabbondanza di insetti infestanti».
Tutti sospettano, a mezza bocca, che qualche intervento umano da agricoltura industriale, introdotto per aumentare la produzione, abbia sconvolto delicati e sconosciuti equilibri naturali fra il mondo animale e vegetale, vigenti da tempo immemoriale: forse i pesticidi chimici, forse le sementi geneticamente modificate , e la scienza non sembra in grado di stabilire né la causa né i rimedi. E le strane allarmanti pestilenze che stanno riducendo all’estinzione api e pipistrelli coincidono con il rincaro storico dei grani e dei prodotti agricoli in genere (più 20% in media), esso stesso causato dalla speculazione nel «nuovo ordine globale». Il risultato può essere la carestia globale . Una punizione che ci saremo meritata.
Fonte tratta dal sito .
Pochi si rendono conto che le api e i pipistrelli sono animali fondamentali per l'intero ecosistema.Non a caso rappresentano i due "animali polari" per eccellenza: le api infatti rappresentano le forze solari e i pipistrelli quelle lunari!La loro diminuzione e peggio ancora scomparsa dovrebbe farci riflettere tutti quanti per trovare una soluzione prima che sia troppo tardi.
"Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbe che quattro anni di vita" Albert Einstein.
Vi lascio con un video inquietante con un finale veramente pazzesco...


giovedì 27 marzo 2008

L'energia arriva dal deserto


Nel Mojave Desert, tra la California e il Nevada, è in costruzione la più grande centrale solare del mondo .
Il Mojave desert suscita teneri ricordi in tutti gli appassionati di film western. Con la sua Valle della morte e stato spesso lo scenario di pellicole che hanno suscitato emozioni in più di una generazione. Da ora sarà il teatro di uno dei più importanti investimenti in materia di energia, destinato ad avere profonde conseguenze sul nostro futuro materiale: la Pacific Gas and Electricity, la più grande compagnia californiana per la distribuzione di energia elettrica ha commissionato alla Solel, una compagnia israeliana, la costruzione della più grande centrale solare mai costruita. Sorgerà nel Mojave Desert a cavallo tra la California e il Nevada ed avrà una potenza di 553 megawatt.
La sua produzione sarà in grado di soddisfare l'esigenza di 400.000 utenti, il 20% dei clienti della compagnia californiana, una città di medie dimensioni come Bologna. La tecnologia utilizzata è la medesima di quella instatllata dalla Acciona, compagnia spagnola partner dell'Enel per l'acquisto di Endesa, pochi mesi fa a sud di Las Vegas. I pannelli solari saranno oltre un milione, scalderanno l'acqua a 400 gradi che a sua volta alimenterà una serie di turbine che produrranno elettricità. L'impianto entrerà in funzione nel 2011 e fa parte di un vasto programma di investimenti della Pacific Gas. Da tre anni,ad esempio la compagnia ha avviato un programma di allacciamento con i privati che possiedono impianti a pannelli solari: sono già 15.000 i californiani che le cedono energia e entro il 2012 dovrebbero diventare 60.000. Complessivamente, nel 1011 la Pacific Gas conta di soddisfare I propri clienti con oltre il 30% di energia da fonti rinnovabili tra solare, geotermia ed eolica.
La Solel Solar System, con sede in Israele è, invece, impegnata su piu fronti negli Usa. In collaborazione con la compagnia spagnola Sacy-Vallehermoso, sempre in California sta rinnovando impianti solari per una potenza complessiva di 100 megawatt. Il suo portafolio ordini e impressionante: oltre 100.000 le richieste di pannelli parabolici giunte alla compagnia israeliana. Primi paesi richiedenti Usa e Spagna. Per la California il solare resta la via principale per produrre energia elettrica in alternative ai combustibili fossili. Gli spazi ed il clima lo consentono anche su grande scala come dimostra l'investimento della Pacific Gas.
Ad andare in questa direzione ha contribuito molto l'investimento deciso dal governatore della California. Due anni fa il parlamento dello stato ha stanziato due miliardi di dollari per finanziare gli impianti solari per le nuove costruzioni. Entro il 2016 il 50% dei nuovi edifice sara dotato di un impianto a pannelli solari. I cittadini trovano oltremodo conveniente l'investimento non solo perché è supportato da contributi statali, ma anche perché tutte le compagnie elettriche si stanno facendo carico di allacciare i piccoli impianti alla rete. Secondo la Pacific Gas entro il 2020 la produzione dei cittadini ceduta alla rete potrebbe soddisfare dal 7 al 10% del fabbisogno californiano di energia elettrica. Questo senza calcolare il consumo diretto del produttore. È una rivincita del consumatore nei confronti soprattutto delle grandi compagmie petrolifere che in questa congiuntura continuano a macinare utili record: la Exxon, ad esempio, ha annunciato un nuovo anno record con quasi 40 miliardi di dollari di utili, il quarto risultato di sempre nella storia del capitalismo.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 26 marzo 2008

Bosnia: le piramidi di Visoko


Quando le immagini valgono più delle parole... Piramidi immense, più grandi di quelle di Giza.
Nonostante le affermazioni di alcuni esperti, quali il Dr. Sejfudin Vrabac, che definiscono ciò che vi ho mostrato qui sopra “delle formazioni geologiche naturali” ( ! ), altri altrettanto affidabili personaggi come Aly Abd Alla Barakat, dell'Egyptian Mineral Resources Authority ha confermato che i ritrovamenti corrispondono a piramidi primitive i cui materiali coincidono con quelli usati per la costruzione delle piramidi di Giza.
Detto questo, si può passare a dati meno certi e controversi, partendo dalla meno indiscutibile figura di colui che ha voluto iniziare i lavori di scavo nell'aprile 2006, Semir Osmanagic. Secondo colui che dirige i lavori e ha accesso diretto e immediato alle scoperte fatte, le piramidi ritrovate possono risalire a un periodo compreso tra il 12000 AD (!) e il 500 AD. Una data come il 12000 AD dovrebbe far sobbalzare chiunque... stiamo parlando di piena era glaciale !
Le incredibili scoperte che hanno portato a una tale possibile datazione sono i resti i conchiglie e corrosione delle rocce dovuta a secolare permanenza in acqua; ma questo è solo l'inizio, innumerevoli le scoperte, le notizie, le teorie più o meno confermate...
Tunnel sotterranei che collegano le piramidi, conosciuti da sempre e creduti miniere di periodo medievale; ritrovamenti di incisioni sacre e geometriche; similitudini incredibili sia con le piramidi d'Egitto che con quelle del Messico; collegamenti con le teorie che sostengono l'espansione egizia in Europa e addirittura nelle americhe (ma questo argomento così ampio verrà affrontato in una discussione a parte)...
Resta il fatto che quelle piramidi son lì, che una civiltà sconosciuta ed estremamente evoluta le ha costruite, e finora non se ne sapeva nulla: la storia dell'Europa è in parte da riscrivere.
Fonte tratta dal sito .

martedì 25 marzo 2008

Svizzera: Taser, una legge scandalo


Il Parlamento adotta la legge sull'uso della coercizioneTaser, una legge scandalosa.
Amnesty International è costernata per la decisione presa oggi dalla maggioranza del Parlamento federale di autorizzare in via definitiva l'uso di armi paralizzanti a elettrochoc di tipo “taser” nel quadro delle misure di coercizione applicabili nelle operazioni di rinvio forzato di cittadini stranieri.
“Questa legge è deplorevole, poiché ignora l'invito alla prudenza formulato da numerose organizzazioni per i diritti umani” afferma il Segretario generale della Sezione svizzera di Amnesty International, Daniel Bolomey. "Amnesty International aveva auspicato l'adozione di una legge che regolamentasse le misure di coercizione, soprattutto perché in passato alcune persone sono decedute nel nostro paese durante le operazioni di rimpatrio forzato. Una legge era quindi necessaria, purtroppo quella adottata oggi dal Parlamento federale non risponde alle nostre aspettative. Al contrario, essa rischia di sfociare nel ripetersi di esiti dramamatici, come quelli che sono costati la vita nel 1999 al palestinese Khaled Abuzarifa, morto d'asfissia, o nel 2001 al nigeriano Samson Chukwu, deceduto per asfissia dopo essere stato immobilizzato a terra con le mani sulla schiena" afferma Bolomey.
Legge indegna e sproporzionata .
L'organizzazione ritiene la legge adottata oggi come scandalosa e indegna del nostro paese, nonché del tutto sproporzionata se applicata nelle operazioni di espulsione e rimpatrio forzato di cittadini stranieri. Tra il 2002 e la fine di settembre 2007, Amnesty International ha recensito almeno 291 decessi dovuti in modo diretto o indiretto all’impiego di “tasers” negli Stati Uniti e in Canada. Nessuno studio rigoroso, indipendente e imparziale è stato finora condotto per accertare le conseguenze dell’uso delle pistole paralizzanti, in particolare se usate contro persone affette da problemi cardiaci, sotto l’effetto di droghe o in stato di forte agitazione, come le persone in procinto di essere espulse.
Il Consiglio federale mantenga le promesse .
“Ora - continua Daniel Bolomey - auspichiamo che il Consiglio federale e il Parlamento mantengano le loro promesse e che i tasers non vengano impiegati nelle operazioni di rimpatrio di stranieri. L'uso di queste armi paralizzanti dovrebbe essere consentito soltanto in circostanze limitate e ben definite, quando esse rappresentano l'unica alternativa all'uso di armi da fuoco”. Numerosi altri punti della legge pongono problemi dal punto di vista del rispetto dei diritti umani: l'assenza di un'interdizione formale della tortura e di un monitoraggio da parte di osservatori indipendenti (come richiesto dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura), la possibilità dell'applicazione delle misure di coercizione contro minorenni nonché il ricorso a cani di servizio nell'ambito delle operazioni di espulsione.
Negli Stati Uniti e in Canda l'impiego di armi a elettroshock ha provocato la morte di almeno 200 persone dal 2002. L'ultimo caso è stato registrato in Canada, con la morte di un cittadino polacco all'aeroporto di Vancouver. Nessuno studio imparziale è stato finora condotto sulla pericolosità di queste armi. Pertanto Amnesty esige che esse non vengano autorizzate in Svizzera nell'ambito della Legge sull'uso della coercizione nelle misure di rimpatrio di cittadini stranieri. Il Parlamento dovrà esprimersi in marzo, dopo che per ben tre volte il Consigloio degli Stati si è opposto alla loro introduzione nella legge. Amnesty International ritiene che le armi paralizzanti a elettrochoc non dovrebbero venir utilizzate che in circostanze limitate e ben definite, quando esse rappresentano l’unica alternativa per impedire conseguenze mortali. L'organizzazione per i diritti umani giudica il ricorso ai “tasers” nell'ambito delle misure di coercizione applicabili in operazioni di rimpatrio e di espulsione di cittadini stranieri come totalmente sproporzionate. Una posizione che era stata adottata dal Consiglio Federale, ma in seguito smentita dal Consiglio Nazionale.
291 morti negli Usa e in Canada.
Queste armi, benché ritenute non letali, hanno causato la morte di almeno 291 persone negli Stati Uniti e in Canada tra il 2002 e il mese di settembre 2007. Nelle scorse settimane, un immigrato polacco di 39 anni è stato “immobilizzato” con l’uso dei “tasers” dopo aver dovuto attendere per alcune ore nel settore arrivi dell’aeroporto di Vancouver. Un video girato da un testimone mostra l’uomo, in evidente stato di agitazione, che rovescia alcune sedie e getta per terra un computer, prima di essere bloccato al suolo con due scariche elettriche dagli agenti accorsi. Pochi istanti dopo l’uomo è deceduto. Se in questa circostanza specifica la diretta correlazione tra la morte e l’impiego dei “tasers” non è stata finora formalmente accertata, il caso dimostra che malgrado la sua pericolosità il ricorso a quest’arma può essere del tutto sproporzionato.
Incertezza sulle conseguenze.
Nessuno studio rigoroso, indipendente e imparziale è stato finora condotto per accertare le conseguenze dell’uso delle pistole paralizzanti, in particolare se usate contro persone affette da problemi cardiaci, sotto l’effetto di droghe o in stato di forte agitazione, come nel caso delle persone in procinto di essere espulse dal nostro paese.
Le scariche dei taser possono raggiungere i 50'000 volt e sono potenzialmente mortali per se usate contro persone malate o sotto l'effetto di droghe
Fonte tratta dal sito .

domenica 23 marzo 2008

Auguroni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Un augurio sincero di una felice pasqua a tutti i miei cari amici blogger!!!!!!!Un bacio a tutti.BUONA PASQUA.

venerdì 21 marzo 2008

Edificio-svastica in base USA


Nella base navale USA a Coronado, in California, c'è un edificio a forma di svastica nazista.
Chi ha commissionato e approvato il progetto? Negli anni, varie richieste di spiegazioni sono state inviate alla Marina USA, senza mai ricevere risposta. Guardate voi stessi la base in questo video (QUI) .
Potete trovare la base con una ricerca su google maps. Eccola.
A me sembra tutto molto strano!!!A voi no?

giovedì 20 marzo 2008

L'opera di Dio


Giovanni Paolo II, dopo anni di diffidenza vaticana, concesse all'Opus Dei, nel 1982, lo status di «prelatura personale»: un'organizzazione che non risponde alla gerarchia, ma solo al papa in persona. L'istituzione, quanto poche altre, è da sempre circondata da un velo di mistero e da sentimenti fortissimi: dall'adesione assoluta dei suoi 85 mila fedeli, all'odio assoluto dei moltissimi detrattori. Come per ogni organizzazione religiosa, è importante capirne il Dna. Nasce in Spagna, a Madrid, il 2 ottobre 1928. Balaguer (nato a Barbastrio, 9 gennaio 1902), rispetto agli altri giovani cattolici, ha studiato in una università statale, che allora corrispondeva ad un privilegio, e conosce il mondo. Qui, in un clima di cattolicesimo perseguitato, si forma l'idea che solo un'organizzazione vasta, rigida e specializzata potrà opporsi al crescente ateismo e alle sue violenze (che allora, spesso, erano reali e terribili). Dunque: un rigidissimo anti‑comunismo che diventa presto anti‑modernismo totale.
I movimenti non sono partiti né filosofie: faticano a rinnovarsi, e ogni adeguamento appare tradimento. Così i più feroci critici dell'Opus Dei, in questi anni, sono coloro che ne sono usciti: come Maria Del Carmen Tapia, ex adepta, che con il suo “Oltre la soglia” getta una luce sinistra sull'istituzione: manipolazione, segretezza parossistica, affari illegali, plagio, violenze. Non è la sola: Balaguer, per strada, perde alcune delle sue colonne portanti, uomini che avevano creato l'opera, come il teologo Raimundo Panikkar, suo delfino, divenuto poi fautore dell'incontro tra diverse religioni e della lettura intertestuale. L'Opus Dei ha una «quida», il Prelato, e una gerarchia di adederenti. Che sono sacerdoti solo per una piccolissima parte (circa 1500), e laici per il resto. Laici che si dividono in «numerari», poche migliaia che fanno voto di castità, ed abitano, normalmente, in case comuni devolvendo all'Opus Dei tutto ciò che guadagnano; «soprannumerari», che possono sposarsi e vivere in famiglia; e infine «cooperatori», che collaborano professionalmente e possono, addirittura, essere non cattolici. Nelle case, di solito piccole, sparse nel mondo (in Italia l'Opus Dei ha circa 4 mila aderenti), può accadere che un laico sia gerarchicamente superiore ad un sacerdote. Conta lo spirito. L'Opus Dei si trasferisce a Roma negli Anni Quaranta e cresce organizzandosi. Secondo dati fatti filtrare dall'Opus stesso, la prelatura avrebbe «influenza» in 179 università, 630 quotidiani e riviste, 52 catene televisive. Con ciò surclassando il potere dei Gesuiti che, infatti, sono tra i più ostili all'istituto.
La svolta dei potere dell'Opus Dei è proprio nell'avvento del nuovo papa. Si dice che Giovanni XXIII dell'Opus Dei avesse timore e che Paolo VI li avversasse apertamente. Certo, Montini non riceveva neppure Escrivá de Balaguer. C'era un buon motivo. Proprio durante il suo pontificato, il papa aveva espresso l'intenzione di fondare un partito cristiano in Spagna. L'Opus Dei, in odore di grande vicinanza al regime di Franco (alcuni ministri del regime venivano dall'opera), fu incaricato di attuare il proposito. Ma da Escrivá venne un gran rifiuto. Disobbedire al papa era grave in sé, ma ancor di più per chi era accusato di voler formare una chiesa parallela. Dopo la morte di Paolo VI, si racconta, l'Opus Dei cerca di influire sul successore. Alla morte, improvvisa e misteriosa, di papa Luciani (comunque gradito all'Opus Dei), inizia uno scontro di potere che si dipanerà per tutto il pontificato di Wojtyla. Vedendo un papa mediatore tra più fazioni, ma con il cuore vicino all'Opus Dei. Il paolino Paolo Rocca fa una ricerca, lunga e osteggiatissima, sull'Opus Dei. E conferma: ci sono norme palesi e norme occulte. La segretezza, sempre negata a parole, è fondamentale. Due regole lo ímporrebbero, anche nei confronti dei vescovi (ancora: ribelli alla gerarchia). E poi ci sono i «cooperatori», che sarebbero sponsor ricercati tra uomini d'affari, avvocati, medici, notai, docenti universitari, giornalisti.
Pochi fanno outing, cioè si rivelano espressamente: lo fa, per esempio, il celebre chirurgo Raffaello Cortesini, allora «numerario» (oggi sposato), che all'Europeo rivela la sua vita povera e austera, difende le pratiche di mortificazione, gli orari monacali, e i suoi lauti guadagni devoluti all'opera. Lo fa il giornalista Rai Claudio Angelini. Di moltissimi «si dice» (e nessuno smentisce): da Ettore Bernabei, ex direttore generale Rai, a Ombretta Fumagalli Carulli, da Marcello Dell'Utri a Roberto Mezzaroma, il costruttore. Non mancano i simpatizzanti, da Andreotti a Cossiga (che non si perde una cerimonia, come l'ex presidente di Bankitalia, Fazio). Dopo lo scandalo P2 e la legge contro le associazioni segrete, la questione Opus Dei arriva in Parlamento (interpellanza di Franco Bassanini e Stefano Rodotà, febbraio 1986), ma l'allora ministro dell'Interno Scalfaro replica secco, sollevando il fastidio dell'aula con lunghe citazioni in latino: che i nomi di chi aderisce all'Opus Dei non siano pubblici non configura la segretezza. Amen. E poi, è davvero potente l’Opus Dei? Per i primi dieci anni di pontificato di Wojtyla non c'è dubbio, l'influenza è evidente. Viene dall'Opus il portavoce Navarro Vals, ed è in stile Opus «il papa viaggiatore», esternatore, anticomunista come solo un polacco (o un vecchio spagnolo cattolico) può esserlo.
L'Opus Dei accetta, a differenza di altri, di fare il «lavoro sporco» in Sudamerica. Si tratta di smantellare la teologia della liberazione e tornare all'antico. Ciò avviene senza mediazioni. La Chiesa deve gestire la vergogna degli appoggi vaticani ai dittatori sanguinari in Cile e Argentina, di un nunzio (Pio Laghi) che giocava a tennis con il capo dei torturatori di Pinochet, il comandante della Marina ammiraglio Massera (lo racconta Italo Moretti nel suo In Sudamerica, dell'amicizia tra il cardinal Sodano e lo stesso Pinochet. Eppure sembra preoccuparsi di più dei preti del popolo. Vengono sostituiti, quasi tutti, con uomini dell'Opus Dei. Il più clamoroso è Femando Sáenz Lacalle, che diventa arcivescovo di San Salvador. Dopo il martire Oscar Romero e il salesiano Arturo Rivera. La beatificazione di Balaguer, nel '92, riapre le polemiche. Molta gerarchia si rivolta. Ex dell'Opus tirano fuori tutto il male possibile. Balaguer si comprò un titolo nobiliare. E’ un atto da santi? Balaguer era franchista e antisemita. Nel suo libro, Il Cammino, si trova l’immagine di un uomo deciso, autoritario. Newsweek parla dì processo di beatificazione manipolato. L'opera, certo, si occupa anche di cose molto terrene: attacca i giudici di Palermo che incriminano Andreotti. Attacca l'Ue che se la prende con Haider. Si sostiene che nella sede centrale di via Bruno Buozzi, a Roma, passino tutte le informazioni e arrivino tutti i documenti possibili. Anche un agente della Cia, arrestato, confessa di essere dell'Opus Dei. Infine, si accusa la prelatura di prefigurare l'elezione del nuovo papa. Il santo è stato ottenuto, e finisce sugli altari per la devota soddisfazione di uno stuolo di fedeli grati e invaghiti. Dice un teologo: «Lo sa quanti sono i cardinali controllati dai Focolarini? Trecentocinquanta. E perché si parla poco dei Focolarini e tanto dell'Opus Dei?». Potere del mistero.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 19 marzo 2008

Olimpiadi della vergogna


Il paese che ha più condanne a morte nel mondo (tra le 2.000 e le 10.000 ogni anno!) Il paese (secondo una inchiesta del quotidiano britannico Guardian) che permette ad aziende di cosmetici di utilizzare la pelle dei condannati a morte per produrre il collagene per labbra e trattamenti anti-rughe per noi occidentali. Il paese in cui il governo gestisce il traffico illegale di organi umani per trapianti, la maggior parte dei quali sono prelevati direttamente ai condannati (“le pubbliche autorità richiedono il consenso informato dei prigionieri o delle loro famiglie alla donazione degli organi”). Costano il 30% in meno rispetto a paesi come Bulgaria, Colombia, Russia e Sudafrica, la Cina , per questo è divenuto il paese mèta preferita degli israeliani che necessitano di trapianti! (“Il Corriere della Sera”, 13 settembre 2005).
Il paese che con all’invasione militare del 1949-1950 del Tibet ha fatto sterminare decine di migliaia di persone senza processo, solamente in base al sospetto di “attività anticomuniste”. Il paese dove si sono uccise migliaia di persone in carcere a causa di sevizie, torture e lavori forzati. Il paese che attua progetti di pianificazione familiare, e cioè sterilizzazioni in massa di donne e bambine al fine di cancellare, nel giro di qualche generazione, la “razza” tibetana.
Il paese che ha distrutto o fatto saltare in aria almeno 6000 monasteri, distruggendo una cultura esoterica millenaria patrimonio dell’umanità. Il paese che vieta nelle scuole di studiare la cultura, la lingua e la religione del Tibet prima dei 18 anni. Il paese che censura tutti i siti internet scomodi al regime “popolare”. Il paese che per legge regola la reincarnazione dei Lama tibetani e la pone sotto il controllo delle autorità! Il paese che vanta 16 delle 20 città più inquinate al mondo. Nel paese dove oltre 22 milioni di persone sotto il livello di povertà assoluta e decine di milioni di poveri. In questo paese si terranno le Olimpiadi 2008.
Il costo della vergogna.
Il costo iniziale delle Olimpiadi in Cina, preventivato in 1,6 miliardi di dollari sarebbe già stato ritoccato con nuovi stanziamenti che sfiorano i 37 miliardi di dollari.
Quanti di questi soldi andranno a beneficio della popolazione? Ovviamente nessuno… mafia cinese, regime e imprenditori compiacenti si spartiranno la ricchissima torta. Un esempio per tutti, il terminal dell’aeroporto di Pechino costerà 2,7 miliardi di dollari: un gioiello che potrà accogliere 120 aerei, 64 ristoranti e 90 negozi.E le persone in strada continueranno a morire di fame, come e forse più di prima. Con quale coscienza, un atleta potrà andare a gareggiare, mettendosi in bella mostra davanti al mondo, in un simile e insanguinato paese? Diamo un segnale forte al Sistema: boicottiamo queste assurde e ipocrite olimpiadi. E per favore…spegniamo la televisione!
Fonte tratta dal sito

martedì 18 marzo 2008

Gas nella città di cristallo...


Pubblico un articolo tanto breve quanto pregnante: è significativo che fonti ufficiali riconoscano la diffusione di sensori (polvere "intelligente" ?) nell'area della Contea di Arlington, per monitorare la velocità con cui si espandono agenti chimici e biologici nell'atmosfera ed all'interno degli stessi edifici. È significativo che sia citato l'esafluoruro di zolfo, composto che si ha ragione di sospettare sia cosparso con le velenose chemtrails. A che cosa servano questi esperimenti contro eventuali attachi terroristici, quando gli attacchi terroristici sono perpetrati da chi conosciamo bene, resta un mistero.
Washington – Il Pentagono ha in programma di rilasciare un gas inodore, invisibile e “non dannoso” nella città, giovedì (lo scorso 13 marzo 2008), per verificare con quale velocità si diffonde all’interno degli edifici, afferma una fonte ufficiale.
L'esperimento è parte di un test militare per la sicurezza nazionale nell’ambito dell'area della capitale.
Negli ultimi cinque anni, la Difesa ha lavorato con la Arlington County per diffondere sensori chimici in tutta la contea, dove migliaia di impiegati del Ministero lavorano in uffici presi in affitto.
Il Pentagono ha anche fornito i sensori ed un sistema di monitoraggio per la sperimentazione.
“Entro pochi minuti, se qualcuno attacca il Pentagono, diventa un problema per Arlington”, afferma il direttore della forza di protezione del Pentagono Paul Benda, che aggiunge: “I sensori scandagliano vaste aree”.
Se il tempo sarà favorevole, il Pentagono rilascerà sostanze traccianti che sono comunemente usate per penetrare negli interstizi, e l'esafluoruro di zolfo, un comune isolante degli infissi, vicino all’edificio della Jefferson Plaza, alle 10 del mattino di giovedì e venerdì (lo scorso 13-14 marzo 2008).
Addetti in tute gialle useranno 80 apparati di rilevazione autoalimentati a batteria, per raccogliere campioni d’aria e valutare la velocità di penetrazione dei gas negli edifici.
I dati consentiranno al Pentagono ed alla Contea di organizzare interventi di protezione in caso di attacco o incidente chimico o biologico e permetteranno di determinare i luoghi più idonei in cui distribuire i sensori.
“Vogliamo diffondere i sensori di modo che possiamo rilevare queste sostanze il più velocemente possibile”, afferma Benda.
L'esperimento, definito “Urban Shield: Crystal City Urban Transport Study", è simile ad uno condotto a Manhattan cinque anni fa, dicono fonti ufficiali.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 17 marzo 2008

Scie chimiche viste da vicino


Pubblico una testimonianza di un lettore di Rense.com sulle scie chimiche che si possono scorgere viaggiando in aereo. È un testo che chiama direttamente in causa le responsabilità dei piloti civili: costoro, a differenza di molti normali cittadini non abituati ad osservare il cielo e le sue anomalie, non possono non sapere. Anzi, i piloti, sebbene probabilmente tenuti all'oscuro dei veri scopi inerenti alle operazioni clandestine di irrorazione chimico-biologica, sono in questi anni ultimi anni costretti a dedicarsi agli straordinari, obbligati come sono a scrivere ignobili centoni su vari siti di aeronautica e non solo, per tentare di nascondere le attività di avvelenamento globale, riconducendo le scie velenose ad innocue scie di vapore.
Durante la prima settimana di febbraio, ho viaggiato, come passeggero, su un volo della Virgin America, con un airbus diretto dall'Est verso l'aeroporto internazionale di San Francisco.
Mentre l'aereo era ad una quota di circa 30.000 piedi (9.144 metri), non ho potuto ignorare le scie chimiche che si vedevano distintamente di là dal finestrino.
Gli aerei chimici apparivano generalmente alla stessa quota del velivolo, simili a folli calabroni talmente vicini che davvero sono rimasto sorpreso che nessun altro dei passeggeri se ne sia accorto. Ad occhi sgranati, ho continuato ad osservare numerosi apparecchi, mentre tracciavano un enorme reticolato che si estendeva fino all'orizzonte. Includo una fotografia di questo reticolo che formava una H. Ciò dimostrava un innegabile intento per opera dei piloti di creare il disegno.
Molti degli aerei sembravano simili a jets commerciali della Boeing; alcuni avevano le caratteristiche di aerei più piccoli, più veloci e manovrabili.
È notevole che l'airbus su cui viaggiavo non generasse alcuna scia né di condensazione né chimica, a differenza degli aerei che volavano alla stessa altitudine.
Le istantanee da me scattate sono state realizzate con molta difficoltà: la luce era intensa, satura di raggi ultravioletti, i riflessi del sole erano molto numerosi: Si procedeva ad una velocità di 500 nodi circa, senza che io potessi subito capire quando si avvicinava un aereo chimico e da quale direzione. Avevo più o meno quattro secondi per inquadrare il velivolo, mettere a fuoco il soggetto e premere il pulsante dello scatto.
È impossibile che i piloti del mio volo non si accorgessero dell'attività attorno a loro. È impossibile.
L'airbus ha a bordo un sofisticato sistema radar ed è continuamente tracciato in tempo reale sia da terra sia attraverso i satelliti, dal decollo all'atterraggio; inoltre se era possibile osservare gli aerei chimici dal finestrino della zona passeggeri, i piloti certamente dalla cabina erano in grado di scorgere dal loro ampio finestrino panoramico gli aerei mentre perpetrano i loro crimini ecologici.
Le domande sono le seguenti:
Che cosa raccontano ai piloti a proposito degli aerei chimici ?
Che cosa sanno veramente delle operazioni ?
Di che cosa si autoconvincono ?
Fonte tratta dal sito

domenica 16 marzo 2008

Video divertenti



sabato 15 marzo 2008

Conferenza stampa Beppe Grillo Napoli Monnezza Day parte 3-4



venerdì 14 marzo 2008

Monsanto nella famiglia Rfid

Anche la Monsanto entra nel mondo dell'Rfid. La multinazionale delle biotecnologie agricole ha infatti stretto un accordo con il laboratorio dell'Università dell'Arkansas che studia le tecnologie di identificazione a radiofrequenza.

La partnership prevede l'ingresso di due dirigenti della Monsanto nel board del centro di ricerca. Le due persone incaricate sono Lynn Pias, responsabile a livello mondiale del settore IT e William H. Schulz, responsabile dell'ottimizzazione della supply chain. Ma come mai la multinazionale ha deciso di guardare all'Rfid ? Non solo per motivi logistici. Spiega Schulz: “Monsanto ha deciso di supportare il centro dell'Università dell'Arkansas per avere una via d'accesso al mondo della radiofrequenza e condividere le proprie esperienze con quelle di altre compagnie. Ma c'è di più: il nostro intento è quello di trovare in questa tecnologia un modo per migliorare l'efficienza della nostra supply chain e un'opportunità per servire al meglio i nostri clienti, magari con sistemi di tracciabilità che certifichino la qualità dei prodotti.

Monsanto non è l'unica azienda che recentemente ha stretto un accordo con il laboratorio statunitense. A fare parte della sua scuderia, infatti, oggi è entrata anche la Northrop Grumman, gruppo con 30 miliardi di fatturato e attivo nel campo aerospaziale e della difesa. L'obiettivo dell'azienda con sede a Los Angeles è quello di ricorrere all'Rfid per migliorare la propria supply chain.

“Le due aziende", ha spiegato Bill Hardgrave, direttore del centro di ricerca Rfid, “daranno un grosso contributo al nostro lavoro poiché rappresentano due campi in cui non ci siamo mai misurati”.

Fonte tratta dal sito

giovedì 13 marzo 2008

H.A.A.R.P. colpisce la Luna

Pubblico un articolo su H.A.A.R.P. Il testo è stato elaborato, unendo alcune informazioni desunte da un corposo studio di Matteo Tenan sulla scienza censurata, e la traduzione di una notizia relativa ad onde radio trasmesse dal gigantesco apparato di antenne con sede in Alaska, onde che hanno colpito e scandagliato il sottosuolo selenico.
Le antenne di H.A.A.R.P. possono trasmettere impulsi radio verso la ionosfera e verso terra, bersagliando anche singoli individui con precisione. Il sistema può mantenere sotto controllo con affidabilità il tempo meteorologico su precise zone del pianeta e può costituire un efficiente sistema di radiocomunicazione anche in caso di esplosioni nucleari che provocano un impulso elettromagnetico che manda in tilt le comunicazioni radio ordinarie.
Dal punto di vista difensivo, potrebbe fare a pezzi un U.F.O. o uno Identified alien craft (veicolo riconosciuto di provenienza extraterrestre) oppure un aereo militare o un aereo civile che si trovi a passare in una certa zona dell’atmosfera terrestre. Naturalmente si potrebbero ottenere simili effetti anche con apparecchiature più piccole, inoltre tali effetti possono essere rivolti sia al bene sia al male.
Gli effetti negativi hanno come limite solo la fantasia delle menti malate, che non sono difficili a trovarsi in certi apparati semiufficiali e nei servizi segreti.
Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione si possono ottenere i seguenti risultati:
- terremoti e maremoti;
- provocare il cancro in una persona singola, senza danneggiare quelle che gli stanno intorno;
- indurre su una singola persona forme di allucinazioni il cui contenuto può essere determinato nei dettagli;
- generare fulmini diretti su un punto particolare del globo;
- impedire le comunicazioni o il funzionamento di apparecchiature elettriche in qualsiasi parte del globo;
- uccidere a distanza.

H.A.A.R.P. colpisce la luna con onde radio. Gli scienziati rilevano un'eco di onde radar provenienti dalla Luna .
Un gruppo di scienziati del Naval research laboratory di Kirtland (New Mexico) e dell'Università del New Mexico hanno rilevato un'eco radar a bassissima frequenza proveniente dalla Luna tramite una speciale strumentazione.
Nell'ambito dell'esperimento, H.A.A.R.P., gestito da aviazione e marina statunitensi, ha diretto onde radio molto potenti verso la Luna. Il segnale riverberato, indebolito a causa della distanza, è stato rilevato dalle antenne nel New Mexico.
Il Dottor Paul Rodriguez (NRL), che ha concepito l'esperimento, spiega: “L'analisi dell'eco fornisce informazioni sulle proprietà del sottosuolo lunare, poiché le onde a bassa frequenza si propagano in profondità sotto la superficie della luna. E' simile ad un sonar, con la differenza che noi usiamo onde elettromagnetiche e non sonore. L'esperimento ci consente pure di studiare l'interazione dell'eco con la ionosfera lungo il suo percorso di ritorno”.
Durante l'esperimento, che è stato compiuto il 28 e 29 ottobre del 2007, i segnali sono stati di 7,4075 e di 9,4075 MHZ. Entrambi i segnali sono stati registrati con antenne costruite per il LWA, un radio interferometro installato a Socorro (New Mexico) per lo studio della fisica e dell'astrofisica dello spazio.
Il Dottor Namir Kassim osserva: “Una degli scopi conseguiti con successo è stato dimostrare che LWA può funzionare con impianti come H.A.A.R.P.”.
H.A.A.R.P. è stato usato alla massima potenza, circa 3.6 MW. Sono stati trasmessi impulsi per un lasso di tempo di due ore per due giorni. L'eco è giunto con 2,4 secondi di ritardo ed è stato immediatamente riconosciuto, consentendo agli scienziati di distinguere il segnale proveniente dal satellite da quello irradiato da H.A.A.R.P.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 12 marzo 2008

Onde Letali

L'inquinamento da campi elettromagnetici è un problema all'ordine del giorno. Gli effetti più devastanti, in realtà, sembrano dovuti all'alterazione della quantità di melatonina che risente dell'azione dei campi magnetici.

L'ecologia è di moda e le forze politiche si mettono in gioco per dire la loro adottandola, in alcuni casi, per accaparrarsi voti, facendo leva sulle paure della gente, come quelle dell'inquinamento o dello smaltimento dei rifiuti tossici. È anche vero che non è l'inquinamento che si vede, quello più pericoloso; ne esistono forme estremamente subdole. Che il numero di malati di cancro aumenti giornalmente non è un mistero e qualcuno, o qualcosa, deve essere responsabile di questo oggettivo dato di fatto. Un esempio per tutti.

Si dice che l'inquinamento da campi elettromagnetici sia un problema di una certa gravità, ma le notizie che ci vengono propinate in proposito sono le più confuse possibile. Insospettisce che alcune case costruttrici di telefoni cellulari, sulla cui nocività il dibattito è aperto, consiglino di non farne uso per più di un quarto d'ora al giorno. Dubito che l'industria delle telefonia mobile abbia tanto a cuore il nostro benessere fisico, quanto, piuttosto, la nostra capacità d'acquisto, che si riduce a zero se si muore di tumore.

Cosa c'è dietro tutto ciò ? Una ricerca mi ha consentito di verificare qualcosa sull'inquinamento da onde elettromagnetiche ed affini. Gli effetti sono pressoché infiniti, reali e devastanti. Tralascio, per brevità, gli innumerevoli esperimenti che vengono effettuati sugli animali e sulle piante e passo subito al genere umano. Le esposizioni a campi elettromagnetici producono stati di percezione alterata, insorgenza di tumori, disturbi della visione e della percezione, gravi problemi alla pelle, fenomeni di insonnia o di letargia, incapacità di orientamento, visione di esperienze irreali paragonabili a quelle che si hanno dopo la somministrazione di allucinogeni, aborto, incapacità di sentire lo stimolo del dolore in alcune parti del corpo e perdita di memoria.

La componente magnetica della radiazione sembra essere quella più pericolosa essendo più subdola. Non si sente, soprattutto se è di bassa intensità, ma agisce direttamente su una ghiandola del nostro cervello, la Pineale. Non sarebbe comunque il campo magnetico vero e proprio a produrre effetti strani, ma l'alterazione di contenuto di melatonina che questo produrrebbe. Evidentemente, non solo alcune conseguenze di campi EM (ndr: Campi Elettro-Magnetici) sarebbero devastanti ma se ne potrebbero verificare persino di positive, legate a guarigioni da particolari patologie.

La melatonina, infatti, sembra in grado di essere prodotta dal corpo umano anche in particolari stati di concentrazione nervosa, in presenza di diete particolari e di forti emozioni. Osservando una fila di formiche che, ad un certo punto della loro marcia, si sono staccate dal muro che seguivano con tanta cura, per poi, dopo pochi centimetri, riavvicinarvisi nuovamente, ho notato che in realtà si allontanavano da un cavo dell'alta tensione steso sul muro ed una rapida misurazione mi ha dimostrato che le formiche accusavano la presenza di un piccolo campo magnetico, inferiore a 0,01 mTesla. Questo prova perché le formiche c'erano prima della comparsa dell'uomo sulla Terra e ci saranno anche dopo la sua scomparsa.

Fonte tratta dal sito .

martedì 11 marzo 2008

Mutazioni genetiche in Vietnam

Conseguenze dell'agente Arancio in Vietnam.Guardate il video!!!é molto forte!!!!Attenzione per chi è sensibile!!!!


lunedì 10 marzo 2008

Batterie al glucosio


Una batteria ecologica, che produce energia partendo dallo zucchero,in futuro potrebbe prendere il posto delle attuali pile al Litio che equipaggiano cellulari, notebook, lettori MP3, ecc.
Attualmente il prototipo della bio-batteria si trova ancora in una fase iniziale ma la Sony,il colosso giapponese che ne sta sviluppando una tipologia,nutre grandi speranze in un suo utilizzo su ampia scala nei piccoli apparecchi elettronici di domani.Attualmente la batteria ecologica sviluppata dalla Sony riesce a generare un'energia con una potenza di 50 milliwatt,non è ancora molto elevata ma è già sufficiente per far funzionare un piccolo lettore musicale di MP3.Nel comunicato divulgato dalla Sony viene evidenziata la potenzialità di questa bio-batteria e spiegano che lo zucchero è una fonte di energia naturale prodotta dalle piante e di conseguenza è una sostanza teoricamente illimitata.
La Sony, anche se ha annunciato di voler produrre la bio-batteria per un uso commerciale, non ha ancora fissato una data ufficiale per la commercializzazione di questa nuova generazione di batterie ecologiche.
Questa non è la prima volta che si sente parlare di una batteria al glucosio. Qualche mese fa un gruppo di ricercatori della Saint Louis University, guidati dalla d.ssa Shelley Minteer, avevano presentato, in occasione del congresso annuale dell'American Chemical Society (2007), due prototipi di bio-batterie. I ricercatori sono riusciti a sviluppare delle batterie in grado di convertire lo zucchero in energia che, secondo alcune stime, potrebbero durare quattro volte di più rispetto a quella agli ioni di litio.
Queste generazione di batterie ecologiche contengono degli enzimi in grado di convertire il "carburante" (lo zucchero) in elettricità, sono quindi delle batterie che rispettano l'ambiente in quanto l'unico prodotto di scarto che si genera è l'acqua.
In precedenza altri ricercatori avevano cercato di realizzare delle batterie analoghe ma presentavano un problema, la degradazione degli enzimi utilizzati per produrre energia. Il problema è stato superato grazie all'ausilio di una particolare membrana polimerica che protegge gli enzimi dalla degradazione. Una particolarità della batteria ecologica prodotta presso il centro di Saint Louis è che non funziona soltanto con lo zucchero, essa è in grado di sfruttare anche bevande zuccherata come aranciata, coca cola o i succhi di frutta, ovviamente il massimo rendimento lo si ottiene utilizzando direttamente dello zucchero.
Secondo i ricercatori della Saint Louis University le batterie a cui stanno lavorando potrebbero essere commercializzate tra 4 o 5 anni, attualmente ci sono però altre batterie ecologiche in uno stadio di ricerca più avanzato come quelle che sfruttano la tecnologia DMFC (Direct Methanol Fuel Cells - Celle a Combustibile con Alimentazione Diretta al Metanolo), particolari pile che funziona convertendo in elettricità l'idrogeno che si trova nel metanolo.
Fonte tratta dal sito .

domenica 9 marzo 2008

Video divertenti



sabato 8 marzo 2008

"La Svezia senza petrolio!"


La Svezia mira a diventare il primo paese al mondo a eliminare completamente il petrolio come combustibile, concentrandosi sulle fonti rinnovabili."La nostra dipendenza dal petrolio deve cessare entro il 2020", ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo sostenibile, Mona Sahlin. L'iniziativa volta a svincolare la Svezia dalla dipendenza dal petrolio è guidata da un consorzio di industriali, membri del mondo accademico, agricoltori, costruttori di automobili, dipendenti pubblici e altri soggetti. Questo consorzio presenterà una relazione al Parlamento svedese tra pochi mesi.
Il Parlamento svedese ha affermato che il passaggio dai combustibili fossili a forme rinnovabili di energia era essenziale per motivi sia ambientali sia economici. "Se la Svezia riuscirà a sottrarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili, ne ricaveremo enormi benefici, non da ultimo perché diminuirà l'impatto dovuto alle fluttuazioni dei prezzi del greggio. Dal 1996 il prezzo del petrolio è triplicato", ha dichiarato Mona Sahlin. Il ministro ha affermato che la Svezia attuerà le seguenti misure: sgravi fiscali per la conversione dal petrolio, incremento dell'energia rinnovabile, introduzione di un maggior numero di misure per i combustibili rinnovabili, investimenti più cospicui nello sviluppo di una "società rinnovabile" e prosecuzione degli investimenti nel teleriscaldamento (in genere geotermico o a biomassa). "Con la fine della dipendenza dal petrolio, aumentano le opportunità di rafforzare la competitività, lo sviluppo tecnologico e il progresso. L'obiettivo è eliminare la dipendenza dai combustibili fossili entro il 2020. Per allora, nessuna abitazione dovrà più ricorrere al petrolio per il proprio riscaldamento. Per allora, nessun automobilista sarà costretto a utilizzare la benzina come unica opzione disponibile. Per allora, esisteranno sempre alternative migliori al petrolio", ha affermato.
Tra gli altri attori chiave che mirano ad abbandonare l'energia basata sul petrolio figurano l'Islanda, che avendo il vantaggio di disporre di importanti risorse geotermiche spera di poter iniziare ad alimentare a idrogeno la flotta automobilistica e quella navale entro il 2050, e il Brasile, il cui obiettivo è alimentare l'80 per cento dei propri mezzi di trasporto con l'etanolo ricavato dalla canna da zucchero entro cinque anni.Attualmente non esiste una politica energetica europea e, pertanto, i paesi stanno decidendo autonomamente quale strada seguire e dove concentrare gli investimenti nella ricerca energetica. Secondo alcuni, un ritorno al nucleare sarebbe un modo "semplice" di soddisfare il fabbisogno energetico e realizzare gli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto riguardo al di riscaldamento globale. Tuttavia, l'UE ha fissato obiettivi per il passaggio alle fonti rinnovabili di energia e viene riconosciuta come leader mondiale in quest'ambito.Questa decisione fa sì che la Svezia sia il primo paese a riconoscere apertamente l'esistenza di un mondo senza petrolio. Il petrolio a prezzi contenuti è la colonna portante della nostra civiltà moderna, poiché ha spianato la strada all'elettricità a basso costo e, di conseguenza, a quasi ogni tipo di tecnologia, nonché al settore delle materie plastiche, a quello farmaceutico e a quello ingegneristico.
Probabilmente la Svezia è uno dei pochi paesi con una struttura energetica sufficientemente diversificata da permetterle di eliminare il petrolio. Dal 1994, la produzione industriale svedese è cresciuta del 70 per cento, mentre il consumo di petrolio in ambito domestico e nel settore dei servizi è diminuito significativamente e il consumo industriale di petrolio è rimasto basso.Attualmente, per il proprio fabbisogno elettrico, la Svezia dipende in larga misura dall'energia nucleare, idroelettrica e da altre fonti rinnovabili. A queste ultime è ascrivibile il 26 per cento delle forniture energetiche complessive del paese. Tuttavia, per quanto nel 1980 la Svezia abbia deciso di rinunciare all'energia nucleare, nel paese sono ancora in funzione alcuni reattori.
Fonte tratta dal sito .
Anche il nostro paese ha detto basta al petrolio!!!!No alle centrali nucleari,no agli inceneritori,ecc.
Dove nel mondo hanno capito che il petrolio è passato di moda,perché ci sono alternative ad esso non inquinanti,noi in Italia vogliamo il nucleare!!!!!!Non possono dei cialtroni,deficienti,decidere il nostro futuro!!!!Ci vogliono costruire un futuro pieno di morte e ammalati!!!!!Basta!!!!
Queste menti malate,devono andare a casa!!!!Parlano di energia loro,che non sanno un cazzo,e mandano via il premio nobel,Rubbia?
Poi quando hanno fatto il referendum per chiederci se vogliamo il nucleare o gli inceneritori?
E la chiamano democrazia?Ma la costituzione italiana non dice che il popolo è sovrano?
Si!!!Sovrano a pagare e subire umiliazioni continue!!!!Basta classe politica marcia!!!!Ci avete rotto veramente le scatole!!!!Non rappresentate più nessuno!!!
Io mi sono rotto di pagare le tasse per far costruire queste macchine di morte!!!Sto vedendo di trattenermi il sette percento della bolletta,cosi non finanzio più i chip 6!!!!Sembra che sia legale!!!!
Se è legale costruire la morte e la malattia è legale anche questo!!!!!
Io voglio un futuro dovo i nostri figli siano sicuri !!!Ho sentito le testimonianze di 1000 oncologi,che piangendo,erano allarmati per gli inceneritori!!!A Brescia,dove c'è una fra i più grandi inceneritori d'Europa,sono triplicati i casi di tumori!!!Vanno in giro a raccontare e denunciare questi serial killer!!!!!!Ma la cosa stupenda,è che a Brescia,chi ha finanziato l'inceneritore,oltre a tutti noi,è veronesi!!!!Colui che ha il più grande ospedale di oncologia !!!!!E allo stesso tempo finanziato dall'agip e dalla montedison!!!
Palese il conflitto di interesse!!!!no?
Bisogna fermare questi criminali con le buone o le cattive!!!Adesso basta!!!
Vi lascio con tre video per illustrare meglio la situazione!!Tra cui c'è l'intervista con il più grande ricercatore del mondo Montanari,sulle nanoparticelle,dovute appunto dagli inceneritori.
Vi prego di guardarli!!!!Fermiamoli!!!!!!






venerdì 7 marzo 2008

È crisi dell'editoria su carta?


Il New York Times è uno dei più importanti quotidiani del mondo, pubblicato a New York ma distribuito globalmente, fondato nel 1851 e vincitore di ben 95 Premi Pulitzer, più di qualsiasi altro giornale esistente. Dopo queste premesse, se ad essere in crisi è un giornale come il New York Times allora c'è proprio da fermarsi un attimo e riflettere.
Perché di crisi si tratta.È notizia di questi giorni, infatti, il taglio dell'8% del personale.Esattamente un anno fa Arthur Sulzberger, l'editore del quotidiano, affermava:"Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se volete proprio saperlo, non me ne importa nulla.Su Internet siamo già leader". È dunque crisi dell'editoria cartacea?
Di recente la società di analisi Scarborough Research ha pubblicato un'indagine sullo sviluppo dei giornali via Internet. La ricerca ha il fine di analizzare tutti quei quotidiani che hanno sia una versione cartacea che una versione online e di mettere a confronto il numero dei lettori di entrambe. Quello che emerge è che nel 2007 i lettori delle versioni online sono aumentati mediamente del 15%. Nella stragrande maggioranza dei casi il numero dei lettori che ha letto entrambe le versioni, cartacea e online, è superiore a quello che ha letto una sola delle due. La readership della versione cartacea rimane comunque più elevata di quella della versione online.
Per l'online, i record sono l'aumento del 50% dei lettori della Kalamazoo Gazette, del 40% per quelli del Boston Globe, e del 35% per quelli dell'Austin American-Statesman. L'unico caso di sorpasso sembra essere quello del Jackson Citizen Patriot: 113.000 weblettori contro i 14.000 della versione cartacea, tenuto conto però che il portale web raccoglie i lettori di diversi quotidiani del Michigan dello stesso editore.
Il dato va interpretato in questo modo: in quasi tutti i casi i lettori che hanno usufruito sia della versione cartacea che della versione online sono di più, ed è tutto sommato normale che i lettori che leggono solo la versione cartacea siano in numero maggiore: principalmente per una questione di abitudine e per un non trascurabile vantaggio pratico di portabilità. Inoltre non tutti hanno un computer, e non tutti quelli che hanno un computer navigano su Internet. Quelli che preferiscono leggere solo la webversione sono in un numero inferiore, ma comunque in costante aumento.
Nonostante i dati possano sembrare incoraggianti per i giornali su carta, la realtà dei fatti è un po' diversa. Nel 2007 negli USA sono state caricate il 50% in più di pagine web e il tempo passato online dai cittadini è aumentato del 23% rispetto all'anno precedente. La diffusione di Internet è inarrestabile, i giornali su carta sembra stiano cedendo il primato e la tendenza pare irreversibile.
Fonte tratta dal sito .
Aggiungo solo una cosa:w la rete.

giovedì 6 marzo 2008

Documentario sugli ogm

Questo post e questo video,lo prendo dal blog di mio fratello:pensiamo sia molto importante divulgare notizie cosi importanti per l'attuale nostro futuro.
Sara la battaglia che dovremo affrontare subito,perché crediamo che la natura non si debba manipolare!!!!!Non permettiamo a questi cialtroni,di prendere il potere che ha solo DIO!!!
SVEGLIAMOCI!!!!!!!A voi post e video!!!Grande LELE!!!Continuiamo cosi.

Questo documentario spiega in linee principali il problema Ogm......!Il documentario ha una durata di 7.51 minuti,ma vi assicuro che é davvero molto interessante e istruttivo....!Qui sotto un riassunto stretto del documentario....!
Al mondo ci sono più di 786 milioni di persone che soffrono la fame. Ma questo problema potrebbe diventare anche un disastro ambientale se lasciamo la soluzione a corporations come Monsanto, Aventis, Dow e DuPont. Un video sconvolgente sugli OGM da Guerrilla News Network.
Contaminated è un breve ma documentatissimo documento che in pochi minuti traccia le linee principali del problema OGM, già trattato da NMM atraverso il libro L'inganno a tavola.
Con la Seconda rivoluzione verde in corso, l'approvvigionamento di generi alimentari del mondo viene trasformato lentamente da certezze agricole radicalmente improvvisate: I raccolti geneticamente costruiti sono stati introdotti nel mercato senza risultati scientifici rigorosi.
La storia è istruttiva: nel 1986, le aziende del biotech degli Stati Uniti hanno cominciato ad esaminare i primi prodotti alimentari geneticamente costruiti. Nel 1993, la FDA ha dichiarato che l'alimento geneticamente modificato era non inerentemente pericoloso, il che ha dato un benestare alle società del biotech che stavano sviluppando i semi per gli OGM. Un anno più tardi, il primo prodotto alimentare transgenico, il pomodoro di Flavr Savr, è stato commercializzato agli entusiastici consumatori Statunitensi.
In Contaminated Fritjof Capra, Paul Hawken e Vandana Shiva spiegano l'evoluzione del nuovo businnes biotech e i pericoli potenziali per la sostenibilità alimentare globale.

Il video:Contaminated - L'inganno a tavola.

mercoledì 5 marzo 2008

Tramonta il mito del colesterolo (cattivo)

MA LE INDUSTRIE FARMACEUTICHE HANNO INTERESSE A MANTENERE ALTO L'ALLARME.

Il mito del colesterolo sta (forse) per tramontare. A chiedersi ora se questo grasso del sangue sia davvero il gran colpevole di infarti e ictus non sono i soliti «grilli parlanti» dei siti web alternativi, ma molti rappresentanti del mondo scientifico. E da loro potrebbe arrivare, prima o poi, un’assoluzione per il celebre big killer della salute. L’ultima spallata al dogma che colesterolo alto è uguale a rischio cardiovascolare l’ha data lo studio Enhance che dimostra come due farmaci anticolesterolo insieme (l’ezetimibe che ne inibisce l’assorbimento intestinale e la simvastatina che ne riduce la produzione nel fegato) non siano meglio della simvastatina da sola. In altre parole: è vero che i due abbassano di più il colesterolo nel sangue, ma questo non si traduce in un reale beneficio per le arterie. Perché? E soprattutto perché le aziende hanno dato con ritardo i risultati di questo studio?
Secondo un commento pubblicato sull’Herald Tribune e firmato da Gary Taubes, corrispondente della rivista Science, l’equivoco è di fondo. E cioè: si è sempre confuso il colesterolo con le proteine che lo trasportano nel sangue, le lipoproteine. Il carico con il mezzo di trasporto. E il colesterolo è diventato buono o cattivo a seconda che sia veicolato da lipoproteine a alta densità (Hdl) o a bassa densità (Ldl). Potrebbe, dunque, non essere il colesterolo in sé il vero nemico (l’infarto colpisce anche persone con colesterolo normale), ma un’anomalia delle lipoproteine. E infatti due farmaci insieme, pur abbassando di più il colesterolo, non prevengono le placche. Rimane però il fatto che la simvastatina e le altre statine prevengono le malattie cardiovascolari. E’ probabile allora che questi medicinali funzionano non tanto perché abbassano il colesterolo, ma perché agiscono con altri meccanismi, per esempio riducendo l’infiammazione.

Nonostante questi dubbi, però, l’Fda, l’ente americano per il controllo delle medicine, continua a registrare farmaci per la prevenzione delle malattie cardiache solo in base al fatto che riducono le Ldl e le autorità sanitarie conducono campagne di prevenzione puntando sul colesterolo. Dimenticando, a volte, che i farmaci hanno effetti collaterali che vale la pena affrontare se i benefici sono reali. E molti si chiedono quale sia il ruolo dell’industria farmaceutica. Industria che, nel caso dello studio Enhance, ha rivelato con due anni di ritardo i risultati negativi, lasciando che milioni di pazienti continuassero la terapia. Il fatto è che il mercato degli anticolesterolo è semplicemente gigantesco. Un esempio: nel 2005 il fatturato dell’atorvastatina è stato di oltre 12 miliardi di dollari.
Le industrie hanno tutto l’interesse a promuovere l’ipotesi colesterolo, ad allargare la quota di consumatori di farmaci anticolesterolo (lo hanno fatto riducendo sempre di più i livelli normali nel sangue in modo da creare più «malati» come ha già denunciato il British Medical Journal) e a giocare sull’ipotesi colesterolo buono (da aumentare) e cattivo ( da ridurre) per proporre nuove molecole dal momento che stanno scadendo i brevetti di quelle vecchie. Peccato però che un farmaco con questo nuovo meccanismo d’azione, il torcetrapib, invece di prevenire infarti e ictus li provoca (lo studio è stato interrotto un anno fa). Un’altra prova che il colesterolo non sarà più di moda?
Fonte tratta dal sito .

martedì 4 marzo 2008

Psicofarmaci ai minori


PSICOFARMACI AI MINORI, PASSA ALL'UNANIMITÀ LA PROPOSTA DI LEGGE IN TRENTINO.

Giovedì 21 febbraio (2008) si è tenuta la tavola rotonda per informare i cittadini sul tema dell'iperattività, degli screening nelle scuole, in particolare sull'indagine promossa nelle scuole della Vallagarina. Sono stati trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di questo fenomeno, nonché l'aspetto giuridico. Più di 150 genitori, insegnanti, medici hanno attivamente partecipato ed hanno avuto occasione di comprendere la tematica in oggetto, così da poter fare scelte consapevoli.
Introdotto dal consigliere provinciale De Eccher, che ha informato i presenti dell'approvazione all'unanimità
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=75086),
da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, del progetto di Legge n. 259 ispirato alla legge già approvata in Piemonte
http://www.ccdu.org/Piemonte-no-test-nelle-scuole
(che prevede, tra l'altro il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole e l'obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima della somministrazione di tali sostanze), il convegno è proseguito con gli interventi del dott. Cestari (Presidente CCDU Italia), dell'avv. Di Francia (Chairman distrettuale Kiwanis International Italia - San Marino), del dott. Plotegher (medico e Consigliere Comunale di Rovereto), del dott. Bombarda (Consigliere Provinciale), del dott. Poma (Portavoce nazionale campagna Giù le mani dai Bambini).
Gli elementi scientifici illustrati hanno evidenziato la totale mancanza di qualsiasi base oggettiva ed organica a sostegno dell'esistenza di una specifica malattia o disturbo definita ADHD. Con la sigla ADHD si illustra pertanto solo un comportamento dei bambini, che come ogni altro comportamento umano, anche qualora protratto nel tempo e di particolare rilevanza pur essere originato da molte e differenti cause. La parola ADHD assume quindi unicamente il “valore” di uno “spiegatutto” che in realtà non chiarisce nulla, mentre illude genitori ed insegnanti di aver trovato il perché.
Il pubblico presente ha espresso grande soddisfazione, e vi è stata una calorosa partecipazione con interventi e domande rivolte ai relatori. Continueremo a lavorare per informare il pubblico e promuovere iniziative istituzionali e di legge per salvaguardare la salute dei minori.
Fonte tratta dal sito .




lunedì 3 marzo 2008

Mario Tozzi e l'incenerimento...


di: Maurizio Pallante.

Mario Tozzi colpisce ancora. Il conduttore di “Gaia” e “Terzo Pianeta” (rai3) è uno di quelli a cui è affidata la cosiddetta divulgazione scientifica in tv, monopolizzata da personaggi come (per dirne un altro) Veronesi, che rassicura sulla bontà degli inceneritori mentre la sua fondazione è finanziata da una lista terrificante di aziende di ogni tipo tra cui spiccano ACEA e VEOLIA, che costruiscono e gestiscono inceneritori. Tozzi, testimonial inceneritorista già stipendiato da Hera (la multiutility che costruisce e gestisce inceneritori) che il WWF continua incredibilmente a tenere all’interno di quello che spaccia per un comitato scientifico, sabato scorso 16 febbraio ha confezionato un'altra (non è la prima) puntata promozionale per i suoi amici piromani sforbiciando allegramente sulle risposte della controparte rappresentata dall'esperto Maurizio Pallante, che nella lettera che segue racconta tutto.
Mario Tozzi mi ha invitato a partecipare alla sua trasmissione “Terzo Pianeta” sui rifiuti, andata in onda sabato 16 febbraio. Lo spezzone in cui sono stato inserito...
È stato registrato venerdì 15 nella discarica di Serre. Il mio interlocutore è stato Paolo Degli Espinosa, sostenitore dell'inceneritore di Brescia. Sapevo che non sarei stato trattato alla pari e sospettavo che alcune mie affermazioni potessero essere tagliate, ma pensavo che valesse comunque la pena far sentire una voce fuori dal coro in cui Tozzi canta. In effetti Degli Espinosa ha avuto molto più spazio, con un'intervista iniziale da solo e poi nel dibattito con me. Ma non è stato un fatto negativo, perché ha potuto dire più cose infondate e facilmente smentibili in poche parole. Ciò che non mi aspettavo è invece la quantità dei tagli che sono stati fatti ai miei interventi. Qualche sforbiciata l'avevo messa in conto, ma non è rimasto quasi niente.

Faccio l'elenco delle cose che sono state cassate.

1. L'inceneritore è uno sfacelo economico. Senza Cip 6 non se ne farebbero. Dopo che sono stati tolti ai nuovi inceneritori, la gara per completare quello di Acerra è andata deserta e Prodi li ha reintrodotti con un apposito decreto per i tre nuovi impianti previsti in Campania.

2. L'incenerimento è una scelta alternativa alla raccolta differenziata. Se le quantità di rifiuti conferiti a un inceneritore diminuissero e il forno non lavorasse a pieno regime il deficit economico crescerebbe.

3. Ogni mezza parola i politici dicono che dobbiamo stare in Europa. Eppure l'incenerimento è l'opposto delle indicazioni europee sul trattamento dei rifiuti, che prevedono, in ordine: la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio, il recupero energetico senza combustione (fermentazione anaerobica della frazione organica), il recupero energetico con combustione. Questa sequenza me l'ha fatta ripetere una seconda volta. Per tagliarla meglio ?

4. Per la parte indifferenziata residua ho descritto il Trattamento Meccanico-Biologico e i suoi vantaggi rispetto all'incenerimento in termini di costi d'investimento, recupero di materia, guadagno economico, impatto ambientale e sulla salute, smaltimento finale dei minimi residui inerti.

5. Di fronte alla (pseudo)argomentazione che le emissioni del traffico sono maggiori di quelle degli inceneritori ho messo in evidenza la sua assurdità logica. Non si possono paragonare le mele con i tacchini. Le emissioni degli inceneritori vanno confrontate con quelle di altri sistemi di trattamento dei rifiuti; quelle del nostro patrimonio edilizio con quelle di case costruite meglio; quelle del traffico automobilistico con quelle di altri sistemi di trasporto.

6. È stata cassata la parte in cui dicevo che le nanopolveri possono essere causa di tumori.

7. Quando Tozzi ha sostenuto che l'incenerimento smaltisce i rifiuti gli ho ricordato la legge di Lavoiser. Anche questa citazione è sparita.

Credo che sia utile far conoscere ai lettori di questo blog questi retroscena, che in ultima analisi sono un segno di debolezza culturale e politica. Se si ricorre a questi mezzi per convincere l'opinione pubblica della bontà di una scelta scellerata in termini economici ed ecologici qual è l'incenerimento, vuol dire che, nonostante la forsennata campagna mediatica in corso, non ci sono riusciti. Anzi, da quel poco che vedo, hanno contribuito a far crescere il numero di chi ne ha giustamente paura e li rifiuta.
Fonte tratta dal sito .

domenica 2 marzo 2008

Video divertenti



sabato 1 marzo 2008

La storia segreta di Big Pharma


Il ruolo di Big Pharma nella creazione e distribuzione di eroina, LSD, meth*, Ecstasy e speed (amfetamina).
* Methamphetamina (methylamphetamina o desoxyephedrina), comunemente abbreviato in meth, è un farmaco psicostimolante. Viene prescritto per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività o per la narcolessia con il marchio Desoxyn. Viene anche usato illegalmente per scopi ricreativi. "Crystal meth" si riferisce alla forma cristallina, fumabile del farmaco (per maggiori informazioni vedi anche http://www.tom-online.it/2006/06/silence-meth.html e Methamphetamine).
La maggior parte dei consumatori pensa che le droghe da strada sono una classe completamente differente dai farmaci da prescrizione, e crede che le case farmaceutiche non produrrebbero e non venderebbero mai droghe da strada. Indovina un po'? Come leggerai qui, le case farmaceutiche in realtà inventarono molte di queste droghe da strada ora considerate essere le più devastanti, incluso eroina e meth ("ice", altro nome del crystal meth).
Qui di seguito ci sono sette fatti dei quali probabilmente non sapevi nulla, a proposito della connessione tra droghe da strada e case farmaceutiche:
1. L'eroina fu lanciata come medicina da Felix Hoffman, un dipendente della Bayer, alcuni giorni dopo aver intentato l'aspirina. La Bayer fece immediatamente domanda per il marchio di fabbrica sulla parola "heroin", quindi iniziò a distribuire la droga come cure per l'assuefazione alla morfina. Fu anche distribuita ccome sciroppo per la tosse per i bambini.
2. Parke-Davis, una consociata di Pfizer, promosse e vendette cocaina. Produsse perfino un "kit per l'iniezione di cocaina" completo di siringa per bucarsi. Scettico? Puoi vedere tu stesso l'immagine cliccando qui.
3. Una consociata di Novartis, la Sandoz Laboratories, introdusse il mondo all'LSD nel 1938, distribuendola come farmaco psichiatrico chiamato Delysid. Questa stessa casa farmaceutica ha anche creato la saccarina, il dolcificante chimico artificiale.
4. Il gigante farmaceutico Merck aprì la strada alla lavorazione commerciale della morfina ricavata dall'oppio e fu un grande pusher e distributore di cocaina. Merck ha anche brevettato MDMA (Ecstasy, la droga rave). Dopo la Seconda Guerra Mondiale Merck ha, inoltre, iniziato a produrre pesticidi e conservanti per cibo.
5. Ritalin è "speed" per bambini. Un'amfetamina chimica, il Ritalin è fatto con sostanze proibite che ti porterebbero in prigione se tu le vendessi a un bambino in strada, nonostante ciò la droga attualmente viene prescritta a milioni di bambini in età scolare negli Stati Uniti (in Italia è appena stata approvata dall'AIFA, ndr) per curare una "condizione chimica del cervelo" inventata dalle case farmaceutiche.
6. Negli anni 1930, le case farmaceutiche distribuirono amfetamina in tutto il paese come inalatore medicamentoso per curare la congestione nasale. L'amfetamina in forma di tavoletta era ampiamente disponibile e spesso abusata da studenti, camionisti e altri gruppi.
7. Il Meth originariamente fu sintetizzato dai chimici e successivamente raffinato dalle case farmaceutiche. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il "meth" fu realmente prescritto ai soldati dagli USA, Germania e Giappone. Perfino Hitler era conosciuto dal suo proprio staff come un "consumatore di meth". Per la fine della guerra, milioni di militari erano assuefatti alla droga.
Oggi, il meth ("crank") è fatto con ingredienti che si trovano in medicinali per il raffreddore in tutto il paese. Mentre un'epidemia di meth spazza l'America, distruggendo intiere comunità e perfino minacciando alcuni stati (in particolare le Hawaii), le case farmaceutiche insistono che i loro medicinali per il raffreddore dovrebbero restare sui banconi dei negozi e non essere classificati come sostanze proibite. Attualmente non c'è alcuno sforzo legislativo di qualsiasi tipo per proibire in tutto il paese le medicine per il raffreddore contenenti le sostanze chimiche utilizzate per creare il meth.
Inoltre, collegato: la Coca-Cola conteneva veramente cocaina durante le sue prime decadi sul mercato (conteneva anche estratto di noce di kola (cola, vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Kola_nut, da qui il nome). Successivamente la cocaina fu eliminata dalla formula e sostituita con la caffeina, una sostanza che induce dipendenza in modo simile e serve allo stesso scopo.
Una volta che hai realizzato la connessione tra droghe da strada e farmaci da prescrizione, è facile comprendere come mai Big Pharma è un grande sponsor del Partnership For A Drug-Free America -- perché non vogliono che i consumatori prendano le droghe dagli spacciatori da strada, bensì vogliono che la gente acquisti la droga dalle case farmaceutiche! I tentativi delle case farmaceutiche di mettere fuorilegge le droghe da strada non è altro che un modo di eliminare la competizione e monopolizzare il mercato della droga.
In definitiva, Big Pharma è solo un altro cartello di spaccio di droga che ha gli stessi scopi di qualsiasi altro spacciatore di droga: convincere i consumatori che hanno bisogno della tua droga, inchiodarli a ciò, ed eliminare la competizione.
L'unica differenza è che Big Pharma ha avuto talmente tanto successo nel fare affari con le droghe che ha fondi sufficienti per comprarsi il Congresso, la Food and Drug Administration e praticamente tutta l'industria psichiatrica (per non parlare delle scuole mediche e dei punti vendita rappresentati dai media ufficiali).
Oggi, oltre il 40 percento della popolazione USA ingerisce le sostanze chimiche sintetiche prodotte e distribuite dalle case farmaceutiche e approvate dalla FDA.
Le case farmaceutiche pensano che questo numero è troppo basso. Il loro scopo è quello di avere il 100 percento della popolazione USA che assume non solo un farmaco al giorno, ma più farmaci ogni giorno, per tutta la vita.
Fonte tratta dal sito .