mercoledì 30 aprile 2008

BASF MINACCIA VIE LEGALI CONTRO UE PER PATATA OGM


La tedesca Basf ha minacciato oggi il ricorso alle vie legali se l'Unione europea non concederà il via libera alla sua patata transgenica "Amflora". "Stiamo verificando tutte le opzioni e ciò include anche l'avvio di passi legali contro la Commissione Ue", ha detto a Bruxelles Stefan Marcinowski, membro del comitato esecutivo di Basf. Al tempo stesso, in una lettera aperta pubblicata oggi a tutta pagina sui maggiori quotidiani tedeschi, il gigante chimico ha invitato il commissario Ue all'Ambiente, Stavros Dimas, a dare l'ok alla "superpatata". "La invitiamo nuovamente a rispettare la procedura di ammissione senza ulteriori ritardi e ad autorizzare la coltivazione di Amflora in Europa per scopi commerciali", si legge nel testo. "Amflora è un prodotto sicuro e non inquinante, che porta vantaggi agli agricoltori e all'industria in Europa", continua la lettera. Non la pensano così le associazioni ambientaliste, che sottolineano come la patata contenga un gene di resistenza ad alcuni antibiotici.
Amflora è stata geneticamente manipolata dalla Basf in modo da produrre alte quantità di amido per le applicazioni industriali.
Dopo che, lo scorso anno, i ministri dell'Agricoltura dei Paesi Ue non hanno raggiunto un accordo né contro, né a favore della "superpatata", ora la parola spetta alla Commissione.
Fonte tratta dal sito

martedì 29 aprile 2008

Riso come l'oro...


La prima guerra mondiale per il cibo sembra cominciata. L'impennata dei prezzi di grano, riso, soia, mais sta spingendo molti Paesi a drastiche misure protettive. In tutti e cinque i continenti è il caos totale. Ognuno si muove autonomamente, senza una logica globale. E questo perché la crisi alimentare in atto è qualcosa di viscido, difficile da afferrare. Ieri il riso ha superato quota mille dollari la tonnellata, arrivando in alcuni casi anche oltre 1.200. Il che significa un apprezzamento di quasi il 50% rispetto a un mese fa e del 16% in una settimana. In un anno il prezzo del grano è raddoppiato.
I fertilizzanti sono aumentati del 25% (+200% in un quinquennio). Vietnam, India, Egitto, Cina, Cambogia, Argentina hanno chiuso totalmente o parzialmente le frontiere all'esportazione del riso. Argentina, Russia, Kazhakistan hanno ridotto le esportazioni di grano. In Mauritania, Mozambico, Costa d'Avorio Haiti, Senegal Guinea e altri Paesi da un mese sono scoppiate contestazioni e rivolte per la carenza di cibo. Si diffonde la paura di restare senza riso e grano e chi vuole e può acquistare offre e ordina sempre di più.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon vuole convocare al più presto un vertice sulla crisi alimentare. Il Pam - l'ufficio Onu per il programma alimentare mondiale - denuncia che la crisi può provocare drammatiche emergenze umanitarie in molti Paesi.
La Banca mondiale stima che l'esplosione dei prezzi può far precipitare nell'inferno della denutrizione cento milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo. E la Francia ieri ha deciso di raddoppiare da quest’anno lo stanziamento per per gli aiuti alimentari ai paesi poveri portandolo a 60milioni di euro. La Fao riconduce il terremoto dei prezzi a diversi fattori: dall'abbassamento delle riserve - soprattutto per grano e mais - alla siccità che ha colpito l'Australia nel bienno 2006-2007; dall'impennata della domanda di produzione agricole per i biocombustibili - gli Usa destinano già il 25% di terre alla petroagricoltura - alla accresciuta richiesta di cibo da parte di paesi come India e Cina.
In un documento elaborato due giorni fa, la Fao ha anche fatto cenno quale causa delle turbolenze nel settore alimentare a un sempre maggiore intreccio tra mercati agricoli e non agricoli. Insomma c'è un rischio di speculazione. Secondo Conception Talpe, economista responsabile dei prezzi dei cereali della Fao: «Per il riso non c'è un particolare boom della domanda che si colloca ai livelli dello scorso anno, dunque l’aumento dei prezzi è ingiustificato». Per Antonio Onorati, presidente del Centro internazionale Crocevia, che segue da anni le dinamiche agricole mondiali, le cifre della produzione dicono che la crisi ha ben altre origini.
Non c'è diminuzione di produzione, che si mantiene a un livello adeguato per rispondere all'aumento della popolazione mondiale. Quanto sta accadendo - sostiene Onorati - è completamente al di fuori della logica della domanda e dell'offerta. La piena liberalizzazione del settore agricolo ha spinto riso, cereali e altri prodotti sotto la lente dei mercati finanziari. E sono convinto che una buona spinta a questa corsa al rialzo dei prezzi sia dovuta alla speculazione finanziaria. Inoltre c'è la corsa del petrolio che incide molto su politiche agricole sempre più industrializzate.
Se si vuole uscire dalla spirale, oltre a sottrarre la produzione alimentare alle grinfie dei grandi gruppi finanziari, va ridisegnato il modo di produrre. Se non si interverrà subito lo spettro della fame aleggerà ovunque. Già adesso la questione fame nei paesi in via di sviluppo si sta trasferendo dalle campagne alle città colpendo i ceti più deboli. Ma a rischio presto potrebbe esserci anche la classe media.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 28 aprile 2008

Chemtrails: Una pianta utile...


La Tillandsia è un genere comprendente circa 500 specie di epifite (esistono, però, anche specie erbacee e che crescono in luoghi rocciosi) dalle dimensioni e forme molto diverse, diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali del continente americano. Dodici specie vivono negli Stati Uniti d'America, in Virginia. Le specie del genere Tillandsia formano ciuffi di rosette, con foglie grigioverdi, arcuate, infiorescenze allungate, sino a 30 cm, provviste di brattee vistose, sovrapposte.

Hanno fiori prevalentemente blu, o viola-porpora, solitari alle ascelle delle brattee e riuniti poi in spighe o nei capolini terminali. Si acclimano nelle aree con condizioni temperato-calde. Si coltivano in serra e si tengono appese per mezzo di un fil di ferro o in zattere di sughero rivestite di sfagno. Vivono dell'umidità dell'aria e non tollerano temperature inferiori ai 10 gradi Celsius. L'umidità dell'aria è catturata tramite apposite strutture poste sull'epidermide chiamate tricomi che sono aperti quando la pianta è secca e si richiudono sopra una certa soglia di umidità per impedirne l'evaporazione.

Il genere Tillandsia, come è dimostrato da vari ricercatori ed esperimenti, assieme all'umidità cattura anche il pulviscolo atmosferico che contiene agenti inquinanti. Poiché le scie chimiche sono la precipua, anche se non l'unica, fonte di polluzione dell'ambiente nonché la più importante causa di patologie (1), sarà utile procurarsi delle piante di Tillandsia da sistemare nei luoghi in cui trascorriamo la maggior parte del tempo. La Tillandsia, infatti, non solo cattura, ma pure elimina, metabolizzandole, le sostanze inquinanti. Ci riferiamo naturalmente agli elementi ed ai composti chimici, non agli agenti biologici (batteri, funghi...), contro i quali eventuali strumenti di difesa sono altri.

(1) Riportiamo un elenco dei principali elementi chimici e degli agenti patogeni diffusi, con ogni probabilità, per mezzo delle micidiali chemtrails:

arsenico,alluminio, bario. litio, cobalto, manganese,silicio, arsenico, piombo, mercurio, uranio, zinco, stronzio, torio, radioattivo, cesio, radioattivo, fluoro, rame, selenio, titanio, fosforo, zolfo, etilene dibromide o etilene dibromuro, esafluoruro di zolfo, meningococco, pseudomonas aeruginosa, pseudomonas fluorescens, serratia marcescens, streptomiceti, virus, viron, ossia virus modificati geneticamente, retrovirus, batteri enterobatteri, micoplasmi ,funghi ,muffe ,nematodi ,plasmidi, globuli rossi essiccati ,sostanze sedative, sostanze stupefacenti ,vaccini marcatori biologici, polimeri .

Fonte tratta dal sito

domenica 27 aprile 2008

Intervento di Marco Travaglio al v2day -Torino - Prima parte

sabato 26 aprile 2008

Marco travaglio - la verità - anno zero 17.04.08

venerdì 25 aprile 2008

Rebus - Il mistero dei cerchi nel grano (crop circle)

giovedì 24 aprile 2008

V DAY 2=CI SIAMO!!!!!


Finalmente ci siamo!!!Domani in tutte le piazze d'Italia: V2day.
Libera informazione in libero Stato.
Forza BEPPE!!!Siamo con te!!!!Buon v day a tutti!!!



mercoledì 23 aprile 2008

Monsanto: controllare il cibo del mondo


“Controllate il petrolio e controllerete nazioni intere; controllate il sistema alimentare e controllerete le popolazioni." (Henry Kissinger)
La Monsanto nasce nel 1901 a East St. Louis, nell’Illinois, per mano di John Francis Queeny, allora trentenne, che utilizza il nome della moglie da nubile. Inizialmente parte con la produzione di saccarina, che vende alla Coca Cola; poi le venderà anche vanillina e caffeina, diventandone la principale fornitrice. Oggi conta circa 15mila dipendenti e nel 2004 dichiarava un fatturato di 5,4 miliardi di dollari.
Le sue fortune aumentano con la “grande crisi” del 1929. Rileva per pochi spiccioli un’azienda sull’orlo del fallimento, che però aveva appena messo a punto...
un prodotto rivoluzionario: i policlorobifenili, detti PBC. Sono composti utilissimi per l’allora emergente industria elettrica; infatti sono inerti e resistenti al calore e possono essere utilizzati come liquidi di refrigeranti nei trasformatori. Peccato che negli anni ’30 si scoprirà che sono sostanze tossiche!
Negli anni ’40 è l’ora degli erbicidi, il “245T” nello specifico. Questo prodotto, che prende il nome dal numero di atomi di cloro presenti nel composto, avrà una grandissima diffusione nell’agricoltura statunitense. Risulterà tanto efficace che, negli anni ’60, le famigerate praterie statunitensi saranno quasi desertificate, tanto da ispirare un famoso romanzo di Rachel Carson, “The silent Spring”, che racconta di “primavere silenziose”, data la scomparsa degli uccelli rimasti senza piante. Queste devastazioni daranno il via al movimento ecologista americano.
Visti i grandi risultati ottenuti in patria, il Governo USA deciderà di utilizzarlo anche in Vietnam. Il cosiddetto “agente orange”, il defoliante usato per radere al suolo le foreste vietnamite, è infatti un misto del “245T” della Monsanto e del “24D” della Dow Chemical. I danni permanenti che ha causato alla popolazione civile vietnamita sono tristemente noti a tutti.
Dagli anni ’80 la Monsanto capisce qual è il mercato del futuro: le biotecnologie, soprattutto legate al settore agro-alimentare.
Scopre il glisofato, una sostanza che diventa base per quasi tutti i pesticidi, e lancia sul mercato il suo “Roundup”. Questo si rivelerà un pesticida potentissimo e molto conveniente, fornirà profitti annui del 20%, facendo diventare la Monsanto l’azienda leader nel settore. Anche qua insorge un piccolo problema: è cancerogeno.
Ma la Monsanto non si spaventa di certo. Anzi, ne approfitta per aumentare i guadagni. Inventa una specie di sementi resistenti al “Roundup”, così da poter vendere il pesticida ed i sementi ad esso resistenti in esclusiva. Il fatto che anche questi siano dannosi all’uomo è una quisquilia. Robert Bellé, professore al CNRS all'università Pierre et Marie Curie, ha eseguito vari test sul Roundup, dimostrandone i rischi per la salute umana. (Si veda l’articolo di Lendman sui cibi OGM per altri dettagli scientifici).
Il Roundup è massicciamente utilizzato nelle piantagioni, in particolare in America del Sud. Certi OGM, come la soia "round-up ready", sono le sole piante a crescere su terreni “trattati”con questo potente diserbante.
Ma oggi si è aperto una nuova grande opportunità di guadagno: i brevetti sui sementi. Oggi, con lo sviluppo delle biotecnologie, le multinazionali possono brevettare intere specie di sementi, facendo sì che i contadini non possano più conservarli, ma debbano comprarli da loro. Addirittura si stanno brevettando sementi non geneticamente modificati, ma che contengono elementi comuni a quelli di proprietà delle multinazionali. Vediamo un esempio concreto.
Il 26 Aprile 2004, il governo provvisorio irakeno, guidato direttamente da Washington, emanava l’ordinanza 81, legge che non può essere revocata o mutata da nessun organo irakeno.
Questo provvedimento concede alle multinazionali agro-alimentari americane, tra cui primeggia appunto la Monsanto, il monopolio su produzione, riproduzione, vendita, esportazione, importazione e stoccaggio di tutte le sementi geneticamente modificate e sulle varietà di piante "similari" per venti anni. Le uniche piante che non rientrano in queste categorie devono essere "nuove, distinte, uniformi e stabili", criteri che le piante tradizionali non possono soddisfare.
Così facendo i contadini irakeni sono obbligati a comprare ogni anno le licenze e le sementi dalle multinazionali americane. Se invece decidono di coltivare semi non comprati, rischiano pene severissime: arresti, distruzione dei raccolti, degli strumenti e delle installazioni, ecc.
Si aggiunga che grazie alle “ordinanze Bremer”, le aziende di Washington sono esonerate dal pagamento delle imposte, non sono obbligate a reinvestire nel paese ed hanno il diritto di esportare in patria tutti i loro profitti. Insomma, stanno controllando i rifornimenti di cibo per dominare il popolo irakeno. Peraltro analoghi provvedimenti furono presi in Afghanistan nel 2002.
Gli effetti delle invenzioni della Monsanto stanno arrivando anche da noi. Un recente studio ha preso in esame il risultato dei test sulla sicurezza che la Monsanto ha presentato alla Commissione europea per la richiesta di autorizzazione alla commercializzazione del mais OGM “MON863” . I risultati evidenziano che questo mais non può essere considerato sicuro e adatto al consumo. Nonostante questo e nonostante la maggioranza degli stati membri fossero contrari, la Commissione europea ne ha approvato la commercializzazione sia per consumo umano che per i mangimi animali.Prima dell'Unione europea, il mais OGM della Monsanto era già stato autorizzato in altri Paesi: Australia, Canada, Messico, Usa, Giappone e Filippine.
Come è possibile che nessun organo si opponga a questi continui attentati all’umanità?
Il fatto è che i guadagni della Monsanto sono enormi, e con i soldi, si sa, si può tutto. Infatti gode di grandi contatti a Washington,tramite la FDA, e di riflesso in Europa. Basti pensare che l’amministrazione Bush ha stabilito il "principio d'equivalenza in sostanza", che stabilisce che una pianta transgenica è identica a una non modificata, e che quindi gli esperimenti per verificarne la sicurezza sono inutili.
Ma anche sugli organi di controllo va rivelato un dato sconcertante: i controllati ed i controllori sono spesso la stessa cosa.
Due esempi su tutti. Una ricercatrice della Monsanto è stata incaricata dalla FDA di controllare i test della stessa multinazionale. Un’altra è passata dall’essere direttrice dello Scottish Consumer Council alla Monsanto, ed è ancora membro di diverse commissioni di consulenza britanniche, tra cui quella degli aspetti medici degli alimenti.
Per concludere si può dire che adesso l’attenzione imperialista di Washington si sta spingendo verso il controllo degli approvvigionamenti del cibo, ispirati dalle parole di Henry Kissinger: “Controllate il petrolio e controllerete nazioni intere; controllate il sistema alimentare e controllerete le popolazioni".
Fonte tratta dal sito .

martedì 22 aprile 2008

Foreste a rischio: il sapone "Dove" sotto accusa

Unilever, multinazionale proprietaria del marchio "Dove" utilizza per i suoi prodotti 1.3 milioni di tonnellate di olio di palma distruggendo le foreste del Borneo, modificando l'habitat degli ultimi oranghi e contribuendo gravemente al cambiamento cliamatico...

Le tonnellate di olio di palma utilizzate dalla Dove provengono infatti da aree recentemente deforestate in Indonesia. Un rapporto di Greenpeace chiamato "Borneo in fiamme" spiega la connessione tra olio di palma, deforestazione e cambiamenti climatici dimostrando che i fornitori diretti di Dove sono coinvolti nella distruzione delle torbiere indonesiane. “Borneo in fiamme” accusa la multinazionale di non agire per prevenire questa distruzione, continuando a comprare da questi fornitori e spingendo per prima la crescita esponenziale dell’industria dell’olio di palma a danno delle aree vergini della foresta pluviale del Borneo.
Unilever presiede la RSPO (Tavola Rotonda per l'Olio di Palma Sostenibile), un organismo che dovrebbe assicurare la sostenibilità dell’olio di palma. Nonostante la RSPO esista dal 2002, non c’è ancora sul mercato un olio di palma certificato mentre la distruzione delle foreste continua a ritmo serrato. Ciò determina l’immissione di enormi quantità di CO2 nell’atmosfera: le torbiere indonesiane vengono degradate e bruciate per fare spazio alle palme da olio.
Il rapporto spiega anche come la crescita del settore dell’olio di palma stia avendo un effetto devastante sulla biodiversità. I fornitori - che hanno collegamenti diretti con Dove – mettono a rischio gli habitat degli oranghi e uccidono gli animali stessi, per espandere le piantagioni. Il numero degli oranghi è diminuito così drasticamente che la specie potrebbe estinguersi entro vent’anni.
Greenpeace chiede a Unilever di sostenere un’immediata moratoria sull’espansione della palma da olio in Indonesia, Malesia e PapuaNuova Guinea e di interrompere i propri rapporti commerciali con compagnie implicate nella deforestazione e nel degrado delle ultime torbiere indonesiane.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 21 aprile 2008

Cellulari killer


Secondo una ricerca condotta dal neurochirurgo Vini Khurana, per conto dell'Australian National University, l'esposizione prolungata per almeno dieci anni alle radiazioni elettromagnetiche prodotte da un telefonino può aumentare del doppio le probabilità di sviluppare un tumore al cervello.
Lo studioso è giunto a tale conclusione sulla base dell'analisi di più di cento studi differenti che riguardano il rapporto tra emissioni elettromagnetiche dei dispositivi di telefonia mobile e l'insorgenza di malattie, una correlazione evidente, specie su soggetti che hanno usato il cellulare per almeno dieci anni. In questo senso, secondo Khurana, gli studi compiuti finora non hanno potuto giovarsi di un campione sufficientemente attendibile, perché quasi tutti i soggetti messi sotto esame non avevano una tale longevità nell'esposizione alle emissioni elettromagnetiche dei cellulari.
«Nei prossimi 10 anni, a meno di un'inversione di tendenza nell'utilizzo dei telefonini a vantaggio di nuovi apparecchi con meno emissioni, rileveremo una crescita esponenziale delle sindromi di tumore al cervello. Ci sarà un'emergenza sanitaria maggiore di quella rappresentata dal fumo di sigaretta o dall'inquinamento da amianto. Se non altro, perché ci sono tre miliardi di persone in tutto il mondo che fanno uso dei cellulari. Un numero tre volte superiore a quello dei fumatori», avverte Khurana.
Fonte tratta dal sito .

domenica 20 aprile 2008

I giornali in Italia sono liberi?

sabato 19 aprile 2008

"IO DICO BASTA!" l'inno cantautorale per il V2DAY!

venerdì 18 aprile 2008

Mai più Cernobyl

26 aprile 1986: sono passati ormai 21 anni dall'incidente nella centrale nucleare di Cerbnobyl ma tutt'oggi le conseguenze di questo disastro ambientale gravano sull'ambiente e sull'uomo. L'alternativa per il futuro? Le rinnovabili....
Cernobyl rimarrà alla storia come uno dei peggiori disastri ambientali.Un surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e la dispersione di una nube radioattiva di 12000000 di TBq.Oltre 150000 km2 di territorio esteso tra Bielorussia, Ucraina e Russia furono interessati dal fallout radioattivo. Vennero coinvolti più di sei milioni di persone che ancora oggi, specialmente in Bielorussia, vivono a livelli di radioattività esorbitanti e in una situazione di emergenza ambientale, sociale e sanitaria. Mentre la centrale, seppur chiusa, non ha ancora avuto reali interventi di messa in sicurezza.
L'energia nucleare rappresenta ancora oggi un rischio enorme, per l'ambiente e per le generazioni future. Non deve rappresentare una soluzione al problema della sicurezza energetica.La soluzione deve essere ricercata, investendo nella ricerca e nelle infrastrutture per la produzione di energia pulita e rinnovabile.
Breve promemoria nucleare:
>> Non esiste sicurezza in una centrale e, in caso di incidente, la radioattività permane per millenni.
>> costruire le centrali prevede grandissimi investimenti e trovare un sito dove collocarle comporta scempi ambientali e speculazioni in territori già a rischio e spesso incontaminati.
>> Il trattamento delle scorie ha costi molto alti e ad oggi non è stato trovato il modo di farlo in sicurezza. In Europa i rifiuti nucleari sono 100mila tonnellate e crescono di 40mila metri cubi all'anno ma non esiste un sito sicuro per trattarli.
>> Smantellare un'impianto arrivato a fine vita costa da 500 milioni a 2.6 miliardi di dollari a seconda dell tecnologia del reattore.
"Stacca la spina" è un'azione promossa dalla "Campagna per la riforma della Banca Mondiale": una risposta concreta al progetto dell'Enel di produrre energia elettrica nell'Europa dell'Est e poi rimportarla in Italia. L'Enel si è impegnata infatti a completare la costruzione di due reattori nucleari di epoca sovietica nella centrale di Mochovce, in Slovacchia. Un comportamento di "dumping nucleare" nei confronti dei Paesi dell'Europa dell'Est, sui quali gravano ancora i danni causati dalla catastrofe di Cernobyl.Ma non finisce qui. L'Enel ha infatti dimostrato anche l'interesse a diventare il maggior azionista della centrale di Belene, un pericoloso progetto nucleare bulgaro situato in una zona altamente sismica.
La campagna propone di:
- far pressione sull'Enel affinchè riconverta i suoi investimenti dal nucleare all'energia pulita e rinnovabile,
- informare i consumatori sull'opportunità di scegliere a chi acquistare energia in base alle reali politiche ambientali ed energetiche dei diversi gestori;
- far pressione verso il governo, affinchè la volontà popolare e lo spirito del referendum sul nucleare vengano rispettati e non calpestati in nome del libero mercato.
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giovedì 17 aprile 2008

Impianto RFID alla nascita


Questo articolo descrive un piano ben preciso per rendere l'uomo simile a una cavia da laboratorio, un essere controllato e manipolato alla nascita. Questa notizia mina la libertà individuale e le basi dei diritti umani, confinando di fatto ogni bambino ad essere marchiato alla nascita.
Il governo sta per mettere da parte il proprio controverso sistema volontario della carta d'identità elettronica, a favore dell’impianto alla nascita, di un marcatore d’identità elettronico RFID a radio-frequenza.
Il piano fa parte di un progetto di dieci anni per mettere il Regno Unito in prima linea nella tecnologia dell'informazione post-internet. Esso porterà alla nuova tecnologia di rete “grid-based”, nuove informazioni processate e immagazzinate in sistemi di calcolo estesi, e alle nuove tecniche di programmazione parallela, il governo ha affermato.
I bambini nati dai membri del consiglio dei ministri, dal prossimo anno saranno i primi a ricevere l'impianto. Questo garantirà il loro accesso privilegiato ai servizi e alle strutture riservate ai membri governativi.
Annunciando il programma, un portavoce del governo ha detto che la Gran Bretagna potrebbe tornare al suo giusto posto nel mondo come leader tecnologico, come fu durante la Seconda Guerra Mondiale. Essa aveva scambiato molte delle teorie sulle informazioni e segreti della tecnologia sviluppata dal "code breakers" a Bletchley Park, per burro e armi provenienti dall'America, e questo ha permesso agli Stati Uniti di ottenere il primato, ha detto.
“Il futuro è caratterizzato dalla diffusione del controllo personale, e questo progetto di identità nazionale è la perfetta piattaforma su cui costruire”, ha detto.
Fonte tratta dal sito .
Questo post lo dedico alla mia amica "trufola".

mercoledì 16 aprile 2008

Pterosauro, scoperto in Cina un esemplare in miniatura


Il fossile di un pterosauro di dimensioni ridotte è stato rinvenuto in Cina. A differenza dei suoi cugini che potevano avere un'apertura alare di 12 metri, i classici dinosauri volanti che piacciono tanto ai registi cinematografici, questo esemplare risalente a 120 milioni di anni fa, battezzato Nemicolopterus crypticus, arrivava a malapena a 25 cm, anche se si suppone potesse crescere ancora un po'. Il piccolo rettile volante è stato scoperto da un gruppo di paleontologi della Chinese Academy of Sciences e della Universidade Federal di Rio de Janeiro.
Anche se l'esemplare è stato scoperto nel 2004, i dati relativi al Nemicolopterus crypticus sono stati riportati solo in questi giorni in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences - Febbraio 2008).
Il piccolo pterosauro è stato scoperto in un'area della Cina nord orientale nella formazione di Jiufotang, a occidente della città di Liaoning. Xiaolin Wang, paleontologo della Chinese Academy of Sciences (Pechino) e Alexander Kellner, della Universidade Federal di Rio de Janeiro, due dei ricercatori che hanno preso parte alla spedizione, sono molto entusiasti del ritrovamento e spiegano che il fossile del piccolo dinosauro si è conservato molto bene.
I paleontologi hanno rinvenuto uno scheletro quasi completamente articolato, un ritrovamento molto importante in quanto il fossile è unico nel suo genere. In base allo stato di calcificazione delle ossa al momento della morte, il piccolo pterosauro non era ancora perfettamente giunto alla maturità anche se i ricercatori evidenziano che non si trattava in ogni modo di un esemplare nato da poco. Wang e Kellner spiegano che esaminando le ossa del cranio si possono notare delle saldature incomplete (segno che la crescita non era terminata), tuttavia il rettile aveva raggiunto quasi la sua statura massima visto che le terminazione delle ossa degli arti erano sviluppati completamente.
Probabilmente si trattava di una specie che viveva nelle cime degli alberi in quanto le ossa delle dita delle zampe presentavano una conformazione idonea per aggrapparsi ai rami, caratteristica non presente negli esemplari più grandi. Per quanto riguarda l'alimentazione i paleontologi ipotizzano che il piccolo pterosauro si nutrisse di insetti in quanto il fossile presenta una mascella priva di denti.
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martedì 15 aprile 2008

Institute (USA): l'impianto della Bayer immagazzina ancora grandi quantità di MIC


Nell'impianto della Bayer di Institute (USA) vengono ancora prodotte e immagazzinate grandi quantità di metil isocianato (MIC) e di fosgene, sostanze chimiche altamente tossiche. La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (Germania) ha introdotto una contromozione all'assemblea annuale degli azionisti della Bayer, il 25 aprile 2008, chiedendo di non ratificare l'operato del Consiglio fino a che non siano state smaltite le sostanze immagazzinate e non siano state eliminate le frequenti fughe di sostanze pericolose.

Negli anni 80 la fabbrica apparteneva alla Union Carbide ed era considerata impianto gemello di quello tristemente famoso di Bhopal, in India. Nel dicembre del 1984, 30 tonnellate di MIC fuoriuscirono dall'impianto di Bhopal e almeno 15.000 persone rimasero vittime del peggior incidente chimico della storia. Il MIC può uccidere o causare danni permanenti se inalato, inghiottito o assorbito attraverso la pelle.

Dopo la catastrofe in India, l'opinione pubblica ha indirizzato la sua attenzione alla fabbrica di pesticidi di Institute, negli Stati Uniti, poiché vi si applicavano le stesse misure di sicurezza che a Bhopal e vi erano immagazzinati grandi quantita di MIC. Malgrado le assicurazioni della direzione della compagnia che la fabbrica non presentava alcun pericolo, nel 1985 ci fu un grave incidente in cui circa due tonnellate di sostanze chimiche tossiche si espansero in una nube infuocata sopra l'area residenziale intorno alla fabbrica. Almeno 300 persone dovettero essere ricoverate nei vicini ospedali.

Un'altro grave incidente avvenne a Institute nell'agosto del 1994, quando un'esplosione distrusse parte dell'impianto per la produzione di pesticidi. Un operaio rimase ucciso all'istante e un altro morì in seguito alle ferite riportate. La Occupational Safety and Health Authority OSHA (Ente per la sicurezza e la salute sul lavoro) impose allora alla Compagnia una multa di 1,7 milioni di dollari per "violazione colposa delle misure di sicurezza". Nel 1994 un'analisi dello scenario possibile in caso di incidente grave giunse alla conclusione che nel caso di "Massimo Incidente Credibile" si sarebbero potuti registrare casi di avvelenamento mortale in un raggio di parecchi chilometri.

La Bayer ha acquisito la fabbrica nel 2001, contestualmente all'acquisizione di Aventis CropScience. Mentre in Germania, a seguito della catastrofe di Bhopal, erano stati ridotti i volumi di agenti supertossici (come il fosgene) immagazzinati nei siti della Bayer, i serbatoi di Institute rimasero gli stessi. Oggi, Institute è l'unico posto degli Stati Uniti dove il MIC è prodotto e immagazzinato in tali quantità. Nella fabbrica è sempre presente almeno il doppio del MIC fuoriuscito a Bhopal. Oltre a questo vi sono immagazzinate tra le 5 e le 50 tonnellate di fosgene, un gas nervino usato nella prima guerra mondiale. La direzione si rifiuta di fornire ai media dati più precisi.

"Non passa giorno senza che non pensi alla quantità di sostanze chimiche presenti in questa valle", dice Wendy Radcliff, un avvocato che vive in prossimità della fabbrica e che ha seguito cause riguardanti industrie chimiche. Pamela Nixon aggiunge: "Non ci dobbiamo dimenticare che i rischi ci sono. Anche se non ne sentiamo parlare, (la fabbrica della Bayer) resta comunque il gigante addormentato della nostra comunità". Nixon fu una delle vittime della fuga di gas tossici del 1985. Circa 10 anni dopo le è stato diagnosticato un raro disordine immunitario di cui lei incolpa l'esposizione a quegli agenti.

Negli anni ottanta Pamela Nixon assieme ad altri residenti di Institute hanno formato il gruppo People Concerned About MIC (Persone preoccupate dal MIC). Per oltre dieci anni hanno fatto pressione sui vari proprietari dell'impianto perchè fossero ridotte le scorte di MIC o perché fossero compiuti dei passi per rendere il sito più sicuro. Nixon dice che la sola vera soluzione per eliminare il rischio di un'altra Bhopal è quella di ridurre la quantità di MIC immagazzinata sul sito.

Anche nel normale funzionamento la fabbrica rilascia enormi quantità di sostanze pericolose. Secondo la Environmental Protection Agency EPA (Ente per la protezione ambientale), nel 2006 l'impianto ha rilasciato nell'atmosfera più di 300 tonnellate di sostanze chimiche e di prodotti inquinanti, compresi 200 chilogrammi di MIC, 50 di thiodicarb, 4 tonnellate di cloro e parecchi chili di fosgene. L'impianto contiene il 90% di tutto il MIC immagazzinato negli Stati Uniti ed è responsabile per il 95% di tutte le emissioni di MIC nel paese.

A Institute, l'incidente più recente, è avvenuto il 28 dicembre 2007, quando sono esplosi parecchi fusti contenenti il pesticida thiodicarb. Decine di residenti hanno sofferto di mal di testa e problemi respiratori. La compagnia ha minimizzato l'incidente parlando di "uno spiacevole odore" senza rischi per la salute. In realtà il thiodicarb è uno dei più pericolosi pesticidi esistenti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive la sostanza come estremamente tossica e potenzialmente cancerogena. Il thiodicarb è bandito all'interno dell'Unione Europea.

Fonte tratta dal sito .

lunedì 14 aprile 2008

Fabullo



Fabullo è un bambino di Orio Canavese di tre anni. E’ nato con una grave malattia cardiaca. Per tenerlo in vita sono stati necessari due interventi chirurgici. Dopo il secondo ha avuto un’ischemia cerebrale. Era ridotto a un vegetale. Da allora sono passati 16 mesi. Adesso, nonostante la tetraparesi spastica, può interagire e muovere il capo. Non riesce però a fare nessuno spostamento, muovere il tronco, stare seduto o girarsi nel letto.
Fabullo, con delle cure adeguate, potrebbe forse ritornare normale, ma le cure costano. I soldi fanno la differenza per la felicità di un bimbo e della sua famiglia. Fabullo è stato visitato dal dott. Bifulco del Therapies4kids (Florida) che ha dato alla famiglia delle speranze. Il costo per un primo ciclo di tre mesi è di 120.000 dollari. Per farlo dovrebbe partire con la mamma il 17 ottobre.Aiutiamo Fabullo con un versamento:
Clicca per leggere i dettagli per il versamento e il totale raccolto.
Fabullo non è solo. In Italia bambini che si recano all’estero per cure che qui non riescono a trovare ce ne sono molti. La storia dei viaggi della speranza si ripete ogni volta, con la colletta affidata al buon cuore delle persone.Lo Stato dov’è? Le nostre tasse a cosa servono se non possono salvare i nostri figli? 120.000 dollari sono lo stipendio di un qualunque assessore politico da strapazzo. L’Italia degli sprechi è anche l’Italia di chi è abbandonato.Aiutiamo Fabullo a correre in un prato. Vi terrò informati.
Visitate il blog di Fabullo.
Fonte tratta dal sito .

domenica 13 aprile 2008

V2-Day Berlusconi in DELIRIO calunnia Di Pietro da Vespa





Questo video,appena l'ho visto,l'ho voluto dedicare alla mia amica cristina!!!!!
Essendo che non gli piace trufolo.........................
Ciao trufula!!!!!!!Salutatela anche voi se vi va!!!!!
Bello il soprannome che gli ho dato!!!!!no!!!!!!!!!!!!!!trufola!!!!!!A lei piace tanto!!!!!!!!!!

sabato 12 aprile 2008

UFO-Intervista a Robert Lazar (Part.2)

venerdì 11 aprile 2008

"Detersivi alla spina"

Sempre più diffusi e ormai reperibili anche presso diversi supermercati in tutta Italia con appositi distributori automatici ! In Piemonte già risparmiate 80 mila bottiglie di plastica!
Dal 2 aprile anche nel Lazio acquistare detersivi ''alla spina''. All' ipermercato Panorama di via Tiburtina, è stato inaugurato il 2 aprile il primo distributore ''self-service'' di detersivi del Lazio. Sulla macchina e' installato un display che permette di monitorare in tempo reale i dati del risparmio ambientale. I prodotti disponibili nel distributore sono quattro: detersivo lavapiatti, ammorbidente, per bucato normale e per la lana. Il costo e' in media di un euro per litro. Nel distretto di Reggio Emilia i supermercati sono già 4 (Ariosto, Meridiana, Il Correggio e Le Vele). I clienti troveranno nei reparti detersivi appositi dispenser nei quali ricaricare i flaconi (in vendita a 50 e 60 centesimi a seconda delle dimensioni) con quattro tipi di prodotto: ammorbidente, detersivo per lavatrice, per capi delicati o per piatti. Prodotti ecologici ed ecocompatibili privi di derivati del petrolio e di coloranti non alimentari, profumati con estratti naturali e dunque ipoallergenici, in vendita ad un costo ridotto del 20-30% rispetto a detersivi di marca (l'ammorbidente, ad esempio, è in vendita a 75 centesimi al litro).
L'esperienza più significativa è stata finora quella della Regione Piemonte, con i prodotti della linea EcoGoccia disponibili presso i punti vendita Auchan, Coop, Crai, Ipercoop. Secondo i dati diffusi dall'Assessorato all'Ambiente nel 2007 sono state risparmiate sinora più di 80mila bottiglie di plastica. Tradotto in parametri ambientali significa che in atmosfera non sono state emesse 13,4 tonnellate di CO2 e si sono economizzati poco più di 206 MW/h di energia elettrica e quasi 5 tonnellate di plastica. Sul sito www.ecologos.it si trovano tutti i punti vendita della regione.Il servizio è attivo anche in supermercati della Campania. I principali prodotti in commercio sono di AqSystem e Millebolle.E' possibile anche contattare oltre duecento rivenditori di detersivi sfusi equo-solidali del progetto Limpha suddivisi regione per regione. In questo elenco compaiono anche molti indirizzi nell'Italia del sud.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 10 aprile 2008

Stevia: la soluzione a tutti i problemi



Da anni si parla di Stevia Rebaudiana, una piantina originaria del Paraguay con un effetto dolcificante pari a 300 volte lo zucchero. Si gridava a gran voce in rete che la Stevia fosse adatta anche ai diabetici, che non intaccasse i denti, che non alzasse l’indice glicemico e addirittura che avesse ZERO calorie. Come si fa ad ignorare una pianta con tutti questi benefici?
Come spesso accade, l’industria e lo stato utilizzano come scusante la vecchia frase propagandistica: “Non esistono abbastanza studi a riguardo”La Stevia viene utilizzata da decenni come additivo alimentare in Cina, Giappone, Brasile e altri 9 paesi senza alcun effetto collaterale.
Finalmente, zitti zitti, buoni buoni, la FAO insieme all’OMS e alla Commissione di esperti sugli additivi alimentari, hanno pubblicato nel dicembre 2006, una valutazione sulla sicurezza degli additivi alimentari; all’interno di essa ci sono dati molto importanti riguardanti questa piccola pianta.
Nel primo studio clinico randomizzato in doppio-cieco, controllato con placebo realizzato su 106 pazienti (donne e uomini tra i 28 e i 75 anni), ai quali sono stati somministrati 750 mg di stevia totali al dì, i pazienti vennero visitati mensilmente per un anno. Dopo 3 mesi è stato osservato un abbassamento notevole della pressione sistolica e diastolica nei pazienti che assumevano la stevia (60), l’effetto è durato per l’intero anno osservato, mentre i pazienti trattati con il placebo (46) non hanno mostrato nessun cambiamento significativo.
Lo stesso risultato si è avuto con un secondo studio effettuato su 174 pazienti usando dosaggi giornalieri di 1500 mg ottenendo un abbassamento della pressione in tempi ancora minori.Nel 2004 hanno effettuato uno studio incrociato con 12 pazienti affetti da diabete tipo 2, ad alcuni somministrando 1 g di stevia e ad altri 1 g di amido di mais. Sono state effettuate le analisi del sangue 30 minuti prima e 240 minuti dopo un pasto ricco di carboidrati dimostrando che lo Stevioside riduce del 18% il glucosio nel sangue e aumenta l’indice insulinico in media del 40%. Anche in questo studio non si sono dimostrati effetti collaterali o ipoglicemici.
Questo ed altro è scritto nel documento ufficiale della FAO che potete scaricare all’indirizzo:http://tinyurl.com/289qfe.
Considerando che gli studi sono stati fatti con dosaggi di gran lunga superiori a quelli usati per dolcificare, forse è il momento che ci lascino la possibilità di scegliere un dolcificante naturale ed innocuo come la stevia in alternativa ad altri dolcificanti altamente tossici (c’è bisogno di fare nomi?!).
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 9 aprile 2008

Rifiuti tossici

Contrariamente a quanto dichiarato in precedenza, il gruppo Bayer è entrato nel giro internazionale del commercio dei rifiuti tossici. La Bayer, per un compenso di 3 milioni di euro, si appresta ad incenerire 4500 tonnellate di esaclorobenzene, una sostanza altamente tossica, proveniente dall'Australia . L'esaclorobenzene fa parte della cosiddetta "sporca dozzina", le tossine più pericolose, soggette a un bando internazionale dalla Convenzione di Stoccolma. La sostanza non è biodegradabile e, nell'uomo, è causa di disordini del metabolismo, cancro e danni a vari organi.
Fin dalla fine degli anni '80 la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer e gli ecologisti hanno previsto un giro di rifiuti tossici nei siti della Bayer e si sono espressi contro la costruzione dell'inceneritore di rifiuti pericolosi di Dormagen e contro l'ampliamento dell'inceneritore di rifiuti di Leverkusen. Ora siamo al punto in cui 300 ditte, dalla Germania e dall'estero, mandano rifiuti tossici a Dormagen e Leverkusen. In origine l'impianto di Dormagen era autorizzato a gestire solo i rifiuti della Bayer e i rifiuti pericolosi provenienti dai distretti limitrofi, ma nel 2004 è stato ingrandito in fretta e furia in modo da poter incenerire rifiuti da tutto il mondo.
Secondo Philipp Mimkes della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer: "L'importazione di rifiuti nell'area Nord Reno-Westfalia ammonta al presente a 2,4 milioni di tonnellate l'anno, di cui circa un quarto sono rifiuti pericolosi. Non si può accettare che una regione così popolata e con un alto livello di danno ecologico già in atto, diventi una destinazione per il traffico internazionale di rifiuti tossici. Gli interessi commerciali della Bayer e degli altri "eliminatori" di rifiuti devono essere subordinati alla protezione della salute della popolazione."
La Bayer cerca di fugare i dubbi sull'incenerimento di rifiuti tossici insistendo sulle basse emissioni riscontrate. Nella realtà le emissioni degli inceneritori in questione sono tutt'altro che basse come sostenuto dalla Bayer. Il solo impianto di Leverkusen nel 2004 ha rilasciato oltre 22 tonnellate di anidride solforosa, 10 tonnellate di ammoniaca e 160 tonnellate di ossidi di azoto. L'impianto di Dormagen ha emesso 67 tonnellate di ossidi di azoto e almeno 5 tonnellate di anidride solforosa. A Leverkusen le emissioni di anidride solforosa sono raddoppiate in 4 anni e a Dormagen sono addirittura quadruplicate. Altre sostanze tossiche emesse sono il monossido di carbonio, il monossido di azoto, il particolato e i metalli pesanti.
La salute della popolazione è messa in pericolo non solo dalla emissione di sostanze tossiche, ma anche dal trasporto dei rifiuti tossici. Ci sono sempre più incidenti nel trasporto sia su strada che su rotaia che per vie navigabili. Un altro grave problema sono i residui dei filtri che ripuliscono i gas emessi dagli impianti: questi residui contengono un concentrato di pericolosissime tossine e devono essere tenuti sotto controllo per decenni. Malgrado le richieste, la Bayer non ha mai pubblicato la precisa composizione né la quantità di questi residui. Un ulteriore rischio per chi vive vicino agli inceneritori, è quello dei frequenti incidenti agli impianti con rilascio di sostanze tossiche dovuto a guasti all'impianto.
Con l'introduzione di nuove e più rigorose leggi ambientali, la Bayer ha numericamente ridotto l'emissione di sostanze tossiche, ma la società non avrebbe certo investito di sua iniziativa in nuove tecnologie. La Bayer candidamente ammette: “Le direttive della Legge Federale Tedesca sul Controllo delle Immissioni della metà degli anni 90, richiedevano una maggiore purificazione dei gas in uscita”. La Bayer ha sempre lottato contro le nuove direttive e negli anni '90 è arrivata al punto di sollevare obiezioni alla legge sulla gestione dei rifiuti e sul controllo remoto delle emissioni.
Fonte tratta dal sito .

martedì 8 aprile 2008

Le menzogne dei meteorologi


Il Colonnello Costante De Simone ci ammannisce come scie di condensa quelle che, invece, sono scie chimiche e descrive le chemtrails viste da satellite come “scie di condensa stratosferiche”(!). Peccato che le cose non stiano in questi termini, visto che nella stratosfera i valori di umidità relativa sono bassissimi e quindi inidonei alla formazione delle contrails !
Il materiale volutamente non proposto nella trasmissione del 19 marzo 2008, Voyager, viene quindi qui mostrato come confutazione alle mendaci affermazioni del Colonnello De Simone.
Questo filmato restituisce dignità al lavoro dei ricercatori indipendenti, evidenziando le menzogne pseudoscientifiche dei militari e dei loro portavoce.
Fonte tratta dal sito



lunedì 7 aprile 2008

Sette punti contro gli OGM!

Primo: Depauperazione dei complessi pro-vitaminici e vitaminici delle piante.
Depauperazione di complessi vitaminici e pro-vitaminici non più presenti negli alimenti, con conseguente incremento delle malattie degenerative e carenziali come ad esempio il Cancro.

Secondo: le mutazioni genetiche delle piante e conseguentemente l’ alterazione della Biochimica umana a causa dell’introduzione di geni estranei (es. di animali, batteri, virus, retrovirus) nel DNA della pianta.
Possono così comparire nuove sostanze simili alle vitamine naturali, ma in realtà con caratteristiche di reattività enzimatica e biochimica diverse da quelle naturali, con induzione di modifica della loro componente di attività biochimica sul genoma umano, una volta introdotte con l’alimentazione. Di qui la comparsa potenziale di nuove malattie insorte “artificialmente”.

Terzo: la minaccia alla dieta-anticancro.
Come già dimostrato da diversi Autori , solo un’alimentazione basata su frutta e verdura fresca biologica è in grado di indurre risposta immunitaria contro il tumore, la detossificazione degli organi e dei tessuti. Oggi però, tramite l’introduzione in commercio di cereali, legumi e altri vegetali modificati geneticamente (O.G.M.) in molti di questi alimenti sono contenuti tutti gli aminoacidi essenziali, rendendo in tal modo effettivamente non più curabile il Cancro secondo quanto descritto nella terapia ideata da Max GersonW, e da molti altri autori.

Quarto: malattie indotte da virus transgenici.
I virus transgenici con cui oggi si fanno gli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) entrano nel DNA della pianta, modificandola in maniera a noi sconosciuta. Questi virus dovrebbero restare latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi e divenire così portatori di malattie nuove o di malattie abbastanza simili a ben note sindromi purtroppo ancora poco comprese nella loro dinamica(AIDS, Mucca Pazza, etc…), e di cui è ancora molto vaga l’origine (forse virus trangenici ).

Quinto: intossicazione da veleni sintetizzati da piante transgeniche.
Intossicazione cronica di cibi a causa di sostanze tossiche insetticide contenute nelle piante per renderle resistenti ai parassiti come il Bacillus touringiensis, con conseguente possibile incremento di cancri, aborti spontanei,mutazioni genetiche sulla discendenza, Sindromi da Immunodeficienze acquisite, malattie degenerative e da sostanze tossiche, etc….

Sesto: modificazione transgenica di piante naturali.
Passaggio a specie “indigene” naturali delle sostanze tossiche artificiali, come ad esempio il “Bacillus thuringiensis” o di altro tipo, tramite impollinazione incrociata, con potenziale minaccia anche per le piante e le erbe mediche oggi impiegate in FitoTerapia poiché queste ultime saranno inquinate dai geni transgenici provenienti dalle zone agricole a coltura transgenica (OGM).

Settimo: scomparsa irreversibile del patrimonio genetico delle piante naturali!
Graduale ed irreversibile scomparsa delle diversità biologiche, cioè della normale flora naturale. Le coltivazioni transgeniche arrecheranno infatti una gravissima minaccia alle zone ricche di bio-diversità (genomi naturali): il flusso transgenico che andrà dalle piante modificate alle piante naturali sarà inevitabile quando il rapporto numerico fra aree coltivate con piante artificiali supererà le superfici delle piante naturali, determinando così la perdita irreversibile di gran parte del patrimonio genetico naturale di tutte le piante esistenti al mondo.

Fonte tratta dal sito .
E per finire vi lascio questo video molto interessante.

domenica 6 aprile 2008

UFO-Intervista a Robert Lazar (Part.1)

sabato 5 aprile 2008

Rai2 - Annozero - 28/2/08 - Travaglio e le liste pulite

venerdì 4 aprile 2008

L'appello di Vandana Shiva per il bene della Terra


Nel suo ultimo libro "Il bene comune della Terra", l'autrice indiana Vandana Shiva riprende nuovamente le sue tesi sui disastri economici, sociali ed ambientali prodotti dal neoliberismo e i suoi effetti devastanti sulle comunità rurali del pianeta.
La novità stavolta è che di queste tematiche Vandana Shiva ne ha fatto un vero e proprio manifesto d'azione articolato in 11 punti intitolati"I Principi della democrazia sulla terra" da proporre a tutte le donne e gli uomini di buona volontà impegnati a scongiurare la guerra, a lavorare per la giustizia e lo sviluppo sostenibile.La vita dei poveri, scrivere l'autrice, viene resa precaria e messa a rischio dagli effetti della privatizzazione dello spazio e delle terre, le cui origini risalgono alla politica dei commons , adottata dal governo inglese agli inizi del diciottesimo secolo mediante cui migliaia di contadini furono costretti ad abbandonare le proprie terre libere che vennero recitante e suddivise in appezzamenti di terra e trasformate in erba da pascolo per pecore la cui lana costituì la prima fonte di ricchezza commerciale del regno.
Quei terreni vennero gestiti alla stregua dei possedimenti privati dimenticando che invece costruivano la fonte di sostentamento di migliaia di famiglie contadine che, di lì a poco, avrebbero ingrossato le fila degli emigrati bianchi, mano d'opera sottopagata in cerca di una vita dignitosa, lontano dalla povertà e dall'indigenza. I commons vennero successivamente venduti al miglior offerente desideroso di avviare i sui affari e aprire nuovi spiragli all'economia di mercato.
È in questo modo che l'economia del sostentamento ha lasciato il posto a quella di mercato producendo, a dispetto di quanto propagandato da teorici ed economisti, benefici per alcuni ma non per tutti. Il guaio, scrive ancora Vandana Shiva, è che l'ottica liberista ha poi prodotto, con il suo perpetuarsi, un accostamento di vedute circa i suoi falsi vantaggi tanto da etichettare il processo di arricchimento di pochi a scapito di molti come il "progresso umano universale", oggi ampiamente imitato dalle nuove potenze emergenti.
La stessa politica è stata successivamente esportata nelle colonie, come ad esempio l'India.Qui l'agricoltura di sostentamento familiare o delle comunità locali ha subito lo stesso processo dei commons favorendo la divisione della terra e il suo impiego da parte delle multinazionali che hanno impiantato le monoculture sacrificando la biodiversità del territorio: è il caso della Monsanto, industria leader nella produzione degli OGM, Vivendi, Cola Cola e molte altre ancora. Ed è proprio la Coca Cola l'esempio forse più paradossale. Le lattine della bibita più famosa del mondo vengono prodotte impiegando le fonti di approvvigionamento idrico delle comunità locali indiane e sottraendo a queste la maggior parte di tali risorse a livello locale.
Mediante le licenze utilizzate dall'impresa, i pozzi d'acqua vengono progressivamente impiegati e prosciugati. Nella comunità di Kerala, famosa per la vittoria ottenuta dalle donne per lo smantellamento di uno stabilimento d'imbottigliamento di proprietà della multinazionale, le quantità d'acqua estratte erano così elevate al punto che il livello freatico del sottosuolo si era abbassato fino 150 metri sotto terra prosciugando i pozzi d'acqua presenti nelle vicinanze e consumando l'acqua potabile disponibile per l'uso domestico e l'irrigazione dei campi.
Alcuni rifiuti abbandonati all'interno dello stabilimento avevano tra l'altro inquinato i campi coltivati circostanti, rovinando i raccolti e inquinando i corsi d'acqua. A quel punto, le autorità locali avevano dichiarato l'acqua di Kerala non potabile, cosa di cui le donne erano perfettamente a conoscenza ma ci vollero anni di manifestazioni, petizioni e sit in di protesta per autorizzare la chiusura dello stabilimento.Quest'ultimo, dice Vandana Shiva, è solo uno dei 76 che la Coca Cola possiede disseminati in tutta l'India e chissà quanti altri ancora in giro per il mondo.
L'esempio di Kerala è illustrativo degli effetti della globalizzazione: la trasformazione delle risorse e delle persone in mercanzia e il loro conseguente sfruttamento.Nella sua analisi l'autrice non tralascia neanche il genere, ponendolo anzi al centro del sistema di sfruttamento globalizzato.
Così come le donne vengono asservite e rese dipendenti dagli uomini, allo stesso modo lavoratori, lavoratrici e risorse ambientali lo sono ad opera dei potenti. Il paradigma di assoggettamento donna-uomo non è niet'altro che l'anello originale di una catena che si perpetua al di fuori delle mura domestiche, investendo la sfera pubblica e, oggi, il pianeta intero.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 3 aprile 2008

APPELLO DI FRIBURGO

Animati da una grande preoccupazione per la salute dei nostri simili, noi sottoscritti medici appartenenti a diverse discipline specialistiche, in particolar modo alla medicina ambientale, ci appelliamo al mondo medico, ai responsabili della sanità pubblica ed ai politici, oltre che all'opinione pubblica.
Negli ultimi anni osserviamo attraverso i nostri pazienti un incremento drammatico di patologie croniche e gravi, soprattutto:

#difficoltà di apprendimento e di concentrazione, disturbi del comportamento nei bambini (ad esempio iperattività) .
#alterazioni della pressione arteriosa sempre meno controllabili con l'assunzione di farmaci .
#alterazioni del ritmo cardiaco .
#infarto del miocardio ed ictus in persone sempre più giovani .
#degenerazioni cerebrali (ad es. morbo di Alzheimer) ed epilessia .
#tumori quali leucemia e cancro al cervello.

Inoltre constatiamo il moltiplicarsi di disturbi spesso ricondotti erroneamente alla sfera psicosomatica, quali:

#dolori di testa ed emicranie .
#affaticamento cronico .
#turbe nervose .
#insonnia e sonnolenza .
#rumori auricolari .
#scarsa resistenza ai fattori patogeni .
#dolori al sistema nervoso e alle viscere, non altrimenti spiegabili;
ciò per rimanere nella casistica più frequente.

Dal momento che solitamente conosciamo abbastanza le abitudini e l'ambiente di vita dei nostri pazienti, spesso riusciamo, soprattutto dopo un colloquio mirato con le persone, a stabilire dei collegamenti sia nello spazio che nel tempo tra il manifestarsi della patologia e l'esposizione a fonti di contaminazione elettromagnetica, ad esempio in seguito a:

#installazione di un impianto radiomobile nelle vicinanze dell'abitazione del paziente .
#utilizzo intenso del terminale radiomobile (cellulare) .
#messa in funzione di un telefono cordless (DECT) nella propria abitazione o nell'immediato vicinato.

Non possiamo continuare a credere che tutto ciò sia casuale, dal momento che:

#troppo spesso osserviamo come determinate patologie si concentrano in aree interessate da un'intensa attività di trasmissione radiomobile.
#troppo spesso un quadro patologico maturato in mesi o anni volge a rapido miglioramento allontanando il paziente dalle fonti di contaminazione elettromagnetica.
#troppo spesso le misurazioni delle intensità di campo elettromagnetico confermano secondo i parametri della bioedilizia la presenza di forti anomalie in corrispondenza ai luoghi dove soggiornano i nostri pazienti.

Le esperienze che maturiamo quotidianamente ci hanno fatto comprendere che la tecnologia della telefonia mobile introdotta nel 1992 ed oggi diffusa in modo capillare, nonché quella DECT che dal 1995 contraddistingue i telefoni cordless per uso domestico rappresentano uno dei principali fattori scatenanti di tale fenomeno! Nessuno oggi può sottrarsi completamente all'irradiazione pulsata di microonde, che va ad aggravare i rischi già esistenti legati all'inquinamento ambientale chimico e fisico, andando ad appesantire ulteriormente il carico gravante sul sistema immunitario, con la possibile conseguenza di alterare il già difficile equilibrio creato dai meccanismi di compensazione dell'organismo umano.
Particolarmente a rischio in tal senso risultano le donne in stato di gravidanza, i bambini, gli adolescenti, gli anziani ed i malati.
I nostri sforzi sul piano terapeutico tesi a riconquistare lo stato di salute rimangono sempre più spesso senza risultati, poiché la continua irradiazione dell'ambiente lavorativo ed abitativo, e qui soprattutto delle stanze dei bambini e di quelle destinate al riposo notturno - vale a dire nei luoghi più importanti per il riposo e la rigenerazione - causa senza sosta una situazione di stress fisico e psichico ed impedisce in definitiva l'avvio della guarigione dei soggetti già debilitati dalla malattia.
Alla luce di tali inquietanti sviluppi ci vediamo costretti a rendere partecipe l'opinione pubblica delle nostre osservazioni, soprattutto dopo aver appreso che persino i Tribunali chiamati a decidere sulla pericolosità della telefonia mobile considerano tali rischi come "meramente ipotetici" (così ad esempio il TAR di Mannheim nella primavera 2002).
Quanto noi andiamo a verificare nel nostro lavoro quotidiano è tutt'altro che ipotetico! Assistiamo impotenti alla crescita delle affezioni croniche legate anche ad una politica irresponsabile nella fissazione dei valori limite e di attenzione, che prende come riferimento non tanto la protezione del cittadino dagli effetti indotti dalla telefonia mobile nel breve e soprattutto nel lungo periodo, quanto piuttosto l'obbedienza al dettato di una tecnologia già ampiamente riconosciuta come insidiosa. Il momento attuale rappresenta per noi solo l'inizio di un processo molto serio che attenterà alla salute di moltissime persone.
Non possiamo farci tranquillizzare dalle promesse di risultati scientifici più approfonditi quanto lontani dalla realtà, ben sapendo quale sia spesso anche l'influenza dell'industria sulle ricerche scientifiche, mentre ricerche serie e dimostrazioni assai eloquenti vengono semplicemente ignorate.Riteniamo invece sia quanto mai urgente agire, e subito!
In qualità di medici ci sentiamo soprattutto come gli avvocati della salute dei nostri pazienti, e nell'interesse di tutte quelle persone il cui fondamentale diritto alla vita ed all'integrità fisica viene oggi messo in forse, ci appelliamo ai responsabili della politica e della sanità pubblica, perché con le loro forze sostengano nei fatti queste nostre richieste:

#per l'affermazione di tecnologie della comunicazione prive di effetti negativi sulla salute, che vengano testate e valutate prima della loro introduzione sul mercato senza cedere ad alcun interesse di parte ,
e quali misure immediate e transitorie:
#una massiccia riduzione dei valori limite, delle potenze di trasmissione e della contaminazione elettromagnetica su livelli compatibili con le esigenze biologiche soprattutto nelle aree destinate al riposo ed alla rigenerazione;
#uno stop alle nuove installazioni radiomobili, per impedire che l'inquinamento elettromagnetico abbia ad aumentare ancora in modo esponenziale;
#un coinvolgimento attivo della popolazione e dei Comuni nella pianificazione dei siti radiomobili, come elemento imprescindibile di rispetto democratico;
#informazione della popolazione e soprattutto degli utenti di apparecchi cellulari riguardo ai rischi dei campi elettromagnetici per la salute, mirando all'educazione verso un uso consapevole dei telefoni cellulari, nonché divieto assoluto di tali apparecchiature per i bambini e limitazioni all'uso da parte degli adolescenti;
#divieto all'utilizzo di cellulari in scuole, ospedali, ricoveri per anziani, istituti di formazione e cultura, edifici pubblici e mezzi di trasporto pubblici, in analogia con il divieto al fumo di sigaretta;
#istituzione di zone libere da contaminazione elettromagnetica radiomobile, in analogia alle aree a traffico automobilistico limitato;
#rielaborazione dello standard DECT per la telefonia domestica cordless con l'obiettivo di una limitazione dell'intensità di flusso elettromagnetico al solo periodo dell'effettivo utilizzo e di evitare la tecnologia della pulsazione del segnale, problematica per i suoi effetti biologici;
#promozione di una ricerca indipendente dagli interessi dell'industria, che tenga finalmente conto dei risultati abbondantemente già disponibili offerti dalla ricerca critica e dalle nostre osservazioni cliniche.

I primi firmatari:
Dr. med. Thomas Allgaier, Allgemeinmedizin, Umweltmedizin, Heitersheim.
Dr. med. Christine Aschermann, Nervenärztin, Psychotherapie, Leutkirch
Dr. med. Waltraud Bär, Allgemeinmedizin, Naturheilverfahren, Umweltmedizin, Wiesloch
Dr. med. Wolf Bergmann, Allgemeinmedizin, Homöopathie, Freiburg

L'elenco qui sopra non è completo perché a tutt'oggi i firmatari sono oltre 30mila .

Per aderire alla petizione online di BioInitiative Report
http://www.ipetitions.com/petition/bioinitiativeemrpi .

Scarica il foglio (pdf) per la raccolta firme.

Fonte tratta dal sito .
Sono stufo di assistere continuamente alla corsa al massacro delle nostre vite,da parte di persone veramente malate!!!Loro si,che hanno dei problemi!!!!Penso sia arrivato il momento di alzare la voce e farci sentire!!!!La vita è la nostra!!!Non di questi cialtroni che pensono solo a fare i conti per qualche multinazionale o chissà cosa altro!!!La vita umana non ha prezzo:i politici,i sindaci,devono assumersi le loro responsabilità su quello che sta succedendo!!!Sono loro i primi che ci dovrebbero tutelare la nostra salute!!!Il popolo è sovrano:siamo noi a decidere se e cosa vogliamo per la nostra città!!!Se vogliamo un inceneritore,si fa un referendum e si decide!!!!O cosi per qualsiasi cosa.RIPETO:SIAMO NOI CITTADINI A DOVER DECIDERE IL NOSTRO FUTURO!!!NON GENTE CHE NON RAPPRESENTA PIÙ NESSUNO!!!!E DAL MOMENTO CHE SAPPIAMO QUESTE NOTIZIE;GRAZIE A QUESTI MEDICI ONESTI,LA STORIA SAREBBE DIVERSA.FORSE NON SAREMMO STUPIDI DA FARCI DEL MALE DA SOLI!!!NON CREDETE!!!!E IN PARTE LA COLPA VA HAI MEZZI DI INFORMAZIONE!!!SONO LORO CHE TENGONO ALL'OSCURO DI TUTTO LE PERSONE!!!UN AUGURIO SINCERO,LO FACCIO A GRILLO PER IL 25 APRILE!!!V DAY!!!!FORZA BEPPE!!!!
CARI AMICI:INIZIAMO A COMBATTERE CONTRO QUESTI SOPRUSI!!!!
LA VITA é UN DONO CHE NON HA PREZZO!!!!!

mercoledì 2 aprile 2008

Gatti sterminati a Pechino


Migliaia di gatti domestici vengono abbandonati e uccisi, assieme ai randagi, per “fare pulizia” per le Olimpiadi di Pechino.
Il Governo cinese, per presentarsi al mondo con una facciata “pulita” - non moralmente, ma solo esteticamente - sta catturando tutti i randagi e portando avanti una politica del terrore in modo che i cittadini abbandonino anche i propri animali domestici. Tutti vanno a finire imprigionati in gabbie all'interno di veri e propri lager e lasciati morire di malattie. Il Daily Mail ha dedicato a questo un lungo articolo con foto scioccanti.
Il governo cinese sta portando avanti una campagna dis-informativa che racconta ai cittadini che i gatti sono pericolosissimi portatori di malattie, li invita a liberarsi dei propri gatti domestici, e ordina a tutti di dare una mano agli addetti alla cattura dei gatti che si trovano per strada (randagi, o appena abbandonati dai vigliacchi proprietari).
I proprietari dei gatti, stupidamente terrorizzati dalla paura delle malattie, abbandonano per strada gli animali, che vengono poi presi dalle “squadre di raccolta”.
La paranoia è giunta a livelli tali che sei gatti randagi - tra cui 2 femmine incinte - sono stati picchiati a morte da alcune insegnanti nei pressi di una scuola materna, per paura che potessero trasmettere malattie ai bambini. Ignoranza, insensibilità e malvagità dei cittadini ben si combinano con il desiderio di massacrare i gatti del loro governo.
Ma in realtà non ci sono pericoli di malattie, dicono gli animalisti locali, il governo vuole soltanto fare pulizia per le Olimpiadi.
Riportano alcuni testimoni: “In questi posti, abbiamo visto circa 70 gatti tenuti in gabbie impilate l'una sull'altra in due piccole stanze. [...] Le malattie si diffondono velocemente, e gli animali muoiono soffrendo una leta agonia. Non vengono nemmeno uccisi con un'iniezione letale quando stanno male, vengono lasciati lì a morire lentamente. [...] Sono i gatti domestici quelli che soffrono di più e che muoiono prima. Molti rifiutano il cibo e l'acqua e si ammalano prima dei gatti randagi.”
Christie Yang, dell'Associazione Animals Asia, ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati. Abbiamo capito che il governo cinese vuol far apparire Pechino in una buona luce, ma catturare i gatti in un modo così inumano avrà l'effetto contrario”.
Facciamoglielo capire anche noi, per quanto possiamo, che quel che stan facendo è vergognoso e incivile. Innanzitutto evitiamo tutti i prodotti cinesi (è difficile, perché è tutto “made in China”, ma proviamoci) e i ristoranti cinesi, e poi possiamo scrivere all'ambasciata cinese in Italia, via mail e fax (mandate anche fax, se potete, o lettere di carta) e firmare questa petizione:
Fonte tratta dal sito .

martedì 1 aprile 2008

Pallante: Che il Pil aumenti non vuol dire che il Paese cresca


Sala gremita, con gente anche nei corridoi del Ridotto del teatro Verdi di Fiorenzuola (PC), per ascoltare Maurizio Pallante, il teorico della decrescita in Italia, fondatore del Movimento della Decrescita Felice, collaboratore della trasmissione Caterpillar, ospite d’eccezione nei giorni scorsi della rassegna “Uomo e ambiente tra utopia e apocalisse”, organizzata dalla cooperativa Galassia Gutenberg e promossa dall’assessore alla cultura Nicoletta Barbieri. Titolo dell’incontro: “Crescita e decrescita. Risparmiare energia, vivere meglio, spendere meno”.
L’impostazione della decrescita anzitutto mette in discussione il concetto corrente di crescita: Che il Pil aumenti - avverte Pallante - non significa che un Paese cresca. E’ un valore che misura le merci e gli scambi di denaro, non i beni. Non facciamo confusione: i beni non equivalgono alle merci, vi sono beni che non sono merci e merci che non sono beni. Sempre rifacendosi al titolo dell’incontro: si può risparmiare e stare meglio? Pallante porta un esempio (emblematico anche per il concetto di “decrescita felice”): In una stanza correttamente coibentata non c’è una temperatura eccessivamente alta e si ha un ricambio d’aria con un recupero del calore. Si sta meglio in una stanza di questo tipo che in una con temperatura a 22 gradi. Non sprecando energia ho anche ridotto l’emissione di biossido di carbonio. Diminuendo il consumo di una merce (petrolio o gas) che non è un bene, diminuisco il Pil (misuratore della crescita) ma aumento il benessere. Rotta l’equazione merce - bene, e quella crescita del Pil - crescita dei beni, Pallante smonta anche un’altra presunta corrispondenza tra lavoro e occupazione: L’occupazione è solo una parte del lavoro: pensiamo alle casalinghe il cui lavoro non viene considerato perchè non c’è scambio di danaro.Secondo Pallante occorre un cambiamento di paradigma culturale, per realizzare la decrescita felice, agendo in particolare sul fronte della scienza e della tecnologia, degli stili di vita, senza dimenticarsi del piano della politica. Lo studioso parla di un valore della sobrietà come capacità di ridurre la propria impronta ecologica. In sostanza si tratta di riscoprire l’autoproduzione di beni e servizi (come coltivare l’orto o fare lo yogurt in casa), ma anche di fare le cose con amore, con la logica non dello scambio di merci, ma del dono, all’origine della comunità (parola che non a caso viene dal latino: cum, insieme e munus, dono).La politica può favorire questa trasformazione, ponendo ad esempio vincoli sulle nuove costruzioni, incentivando al risparmio energetico, riducendo la produzione dei rifiuti, premiando chi fa la raccolta differenziata. E in questo senso Pallante non è solo un “teorico” della decrescita. Agisce: oltre ad avere stili di vita improntati al risparmio energetico, all’autoproduzione e all’autoconsumo, fondatore (20 anni fa) con Mario Palazzetti del Comitato per l’uso razionale dell’energia, è stato assessore all’ecologia ed energia del comune di Rivoli, attualmente consulente del Ministero dell’ambiente e membro del comitato scientifico di “M’illumino di meno”.
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