sabato 31 maggio 2008

"Il nucleare non serve all'Italia"


Non è vero, infatti, che il nucleare sia economico.
Gran parte del costo dell’elettricità da nucleare è legato al costo di investimento per la progettazione e realizzazione delle centrali, che è almeno doppio di quanto ufficialmente dichiarato, e richiede tempi di ritorno di circa 20 anni. Se a questo si considerano anche i costi di smaltimento delle scorie e di decommissioning degli impianti i costi diventano addirittura poco calcolabili. Tutti gli studi internazionali mostrano come sia la fonte energetica più costosa. Dove il kWh da nucleare costa apparentemente poco è perché lo Stato si fa carico dei costi per lo smaltimento definitivo delle scorie e per lo smantellamento delle centrali. E sono proprio queste spese ad aver scoraggiato gli investimenti privati negli ultimi decenni. Tant’è che tutti gli scenari - persino quello dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica - prevedono nei prossimi anni una riduzione del peso dell’atomo nella produzione elettrica mondiale. Secondo le stime dell’Aiea si passerebbe dal 15% del 2006 a circa il 13% del 2030.
Nucleare e liberalizzazione del mercato sono incompatibili.
Secondo le ultime stime disponibili del DOE statunitense il costo industriale dell’elettricità da nucleare da nuovi impianti è più alto rispetto alle fonti tradizionali.
In Italia, il nucleare non consentirebbe pertanto di ridurre la bolletta energetica.
Per renderlo un pezzo consistente della produzione energetica nazionale occorrerebbe costruire da zero tutta la filiera, con un immenso esborso di risorse pubbliche. Servirebbero almeno 10 centrali, per un totale di 10-15mila MW di potenza installata, e tra i 30 e i 50 miliardi di euro di investimenti (con il forte rischio di sottrarre risorse allo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica), senza dimenticare gli impianti di produzione del combustibile e il deposito per lo smaltimento delle scorie. Anche assumendo uno schema “finlandese” - con un consorzio di industrie consumatrici che si impegna a comprare per lungo tempo elettricità dai produttori nucleari i rischi finanziari, come dimostra proprio il caso finlandese, sarebbero elevatissimi. Le centrali, nella migliore delle ipotesi, entrerebbe ro in funzione dopo il 2020, e gli investimenti rientrerebbero solo dopo 15 o 20 anni.
Non è vero che il nucleare sia la risposta ai cambiamenti climatici.
In Italia, scegliere l’opzione nucleare significherebbe mettere una pietra tombale su qualsiasi prospettiva di riduzione delle emissioni di CO2. Nella migliore delle ipotesi, il primo impianto entrerebbe in funzione tra almeno 10 anni (una ventina se vogliamo essere realisti, n.d.r.). Se la priorità fosse realizzare centrali nucleari, poiché gli investimenti sono economicamente alternativi, dovremmo dire addio agli obiettivi comunitari e vincolanti del 30% di riduzione delle emissioni di CO2, del 20% di produzione energetica da rinnovabili e del 20% di miglioramento dell’efficienza energetica al 2020. Uno scenario che consente di sviluppare imprese innovative, realizzare migliaia di nuovi posti di lavoro nella ricerca e sviluppo, avere città più moderne e pulite, a portata di mano anche nel nostro Paese nonostante il suo grave ritardo rispetto agli obblighi di Kyoto.Il nucleare, inoltre, può fornire solo elettricità: questa rappresenta il 15% degli usi finali di energia mentre l’85% è costituito da carburanti per i trasporti e calore per riscaldamento e processi industriali.
Non è vero che il nucleare di oggi sia sicuro.
Sulla sicurezza degli impianti ancora oggi, a oltre 22 anni dall’incidente di Chernobyl, non esistono garanzie per l’eliminazione del rischio di incidente nucleare e la conseguente contaminazione radioattiva. Nella migliore delle ipotesi discusse a livello internazionale, con esiti positivi di tutti i possibili sviluppi tecnologici attualmente in fase di ricerca, si parla del 2030 per vedere in attività la prima centrale di quarta generazione. Ma le dichiarazioni di Scajola mostrano che nemmeno lui crede alla IV Generazione (“aspetteremo il 2100” ): una ammissione che il nucleare sicuro è utopia.
Così, stando alle dichiarazioni di Scajola, il governo italiano promuoverebbe a caro prezzo un programma arretrato e insicuro di centrali di terza generazione.
Rimangono tutti i problemi legati alla contaminazione “ordinaria”, derivante dal rilascio di piccole dosi di radioattività durante il normale funzionamento delle centrali, a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi.
Scorie: di nuovo a Scanzano?
Non esistono ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività degli impianti o dalla loro dismissione. Le circa 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte finora nel mondo sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivi. Lo stesso vale ovviamente anche per il nostro Paese che conta secondo l’inventario curato da Apat circa 25mila m3di rifiuti radioattivi, 250 tonnellate di combustibile irraggiato, a cui vanno sommati i circa 1.500 m3di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medicina e industria e i circa 80-90mila m3di rifiuti che deriverebbero dallo smantellamento delle nostre 4 centrali e degli impianti del ciclo del combustibile. Con quale procedura e garanzie avremo la localizzazione del sito? Sappiamo già la risposta: tornare a Scanzano Jonico.
Il 7 giugno a Milano si terrà una grande manifestazione nazionale che vedrà Greenpeace, Legambiente e WWF e moltissime altre associazioni marciare per promuovere il cambiamento e l’innovazione nelle scelte energetiche e infrastrutturali.
Fonte tratta dal sito .

E per non dimenticare che cosa può provocare il nucleare,vi lascio un video molte forte!!Attenzione per le persone più sensibili!!!!!!Il titolo dice tutto!!!







venerdì 30 maggio 2008

LEGAMBIENTE: PESTICIDI NEL PIATTO - IL 47,4% DELLA FRUTTA E' CONTAMINATA


Legambiente presenta il rapporto annuale sui residui chimici nell'ortofrutta E' ancora la frutta la regina dei fitofarmaci, più "inquinata" rispetto alle verdure.
Rimane ancora alta al 47,4% la percentuale di campioni di frutta contaminati da uno o più residui, mentre continua a risultare meno problematica la verdura analizzata di cui risulta contaminata il 15,4%. Ad aumentare, in modo significativo e correlatamene all'aumento del numero dei controlli, è invece la contaminazione dei prodotti derivati, tra i quali olio e vino, di cui ben il 18,3% contiene uno o più principi attivi. Sono questi i risultati di Pesticidi nel piatto 2008, il dossier di Legambiente sulla presenza di residui chimici nell'ortofrutta, realizzato sulla base dei dati forniti dai laboratori pubblici provinciali e regionali relativi alle analisi condotte nel corso del 2007.
In generale, la percentuale dei campioni irregolari di prodotti ortofrutticoli (cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati) registra un lievissimo miglioramento, con l'1% dei campioni irregolari contro l'1,3 dello scorso anno, mentre sale leggermente la percentuale di campioni con uno o più residui passando al 28% dal 27,2 del 2007.
Un risultato che testimonia sicuramente una maggiore attenzione da parte degli operatori agricoli nell'uso sempre più attento della chimica nel campo, alla salubrità dei cibi e alle richieste dei consumatori, sempre più favorevoli ai prodotti provenienti da un'agricoltura di qualità. Tra i casi eclatanti, anche quest'anno come nel 2007, le mele che ormai sembrano rappresentare più il frutto della strega di Biancaneve che il famoso stratagemma per stare in salute e togliersi il medico di torno: solo il 38,8% è ancora esente da pesticidi, mentre il 26% dei campioni analizzati presenta un principio attivo, il 34,1% contiene più di un residuo e addirittura l'1,1% risulta irregolare. Altri frutti poco "naturali" sembrano essere gli agrumi: su 746 campioni analizzati 14 risultano irregolari (1,9%), 386 regolari senza residuo (51,7%), 219 regolari con un residuo (29,4%) e ben 127 (pari al 17%) contaminati da più di un residuo. Oltre l'81,6% delle verdure analizzate risulta, invece, regolare e privo di residui chimici, il 18% presenta uno o più residui e lo 0,3% è proprio irregolare.
Un segnale preoccupante arriva, invece, dalle analisi dei prodotti derivati, in cui si è registrato un aumento dei casi di contaminazione, particolarmente nei campioni di vino e olio. Un dato particolarmente significativo se si pensa che tra questi compaiono proprio quei prodotti tipici del made in Italy e alcuni tra gli alimenti preferiti dai bambini come succhi di frutta e omogeneizzati. Nel dettaglio, i campioni di prodotti ortofrutticoli e derivati analizzati nel corso del 2008 dai laboratori pubblici provinciali o regionali sono 10.048 con una diminuzione delle analisi effettuate pari al 4,2 % rispetto all'anno precedente.
Anche nel 2008, risulta molto vario il comportamento dei diversi laboratori rispetto al numero di analisi effettuate e ai principi attivi ricercati, con il Molise che si conferma "Maglia Nera" nazionale per non aver saputo ancora fornire i dati richiesti. "Il costante anche se lento miglioramento dei dati - ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - conferma la validità delle battaglie a favore di un'agricoltura di qualità, il più possibile sana, stagionale e legata al territorio. Pur aumentando le evidenze scientifiche della gravità dei pesticidi sulla salute umana e ambientale non si è ancora provveduto a cambiare una legislazione ferma da trent'anni che non prevede ancora un limite alla somma di più residui nello stesso alimento, ignorando il principio di precauzione.
Continuano ad essere tollerate, infatti, concentrazioni singolarmente consentite di più principi attivi su uno stesso prodotto, con potenziali sinergie anche tra sostanze che, come il procimidone, il vinclozolin o il captano, l'Epa - l'americana Environmental protection agency - ha da tempo classificato come possibili o probabili cancerogeni". Va sottolineato, infatti, che la normativa vigente non considera ancora la questione del multiresiduo: la presenza contemporanea, entro i limiti di legge, di più principi attivi su uno stesso prodotto. Così si continuano a registrare "campioni da record", prodotti considerati in regola ma che presentano contemporaneamente numerose concentrazioni di residui di fitofarmaci diversi, i cui effetti sulla salute e sull'ambiente andrebbero adeguatamente verificati. Ad aggiudicarsi il record quest'anno è un campione d'uva bianca proveniente dalla Sicilia che contiene ben 9 residui di pesticidi. 6 residui sono stati rilevati su un campione di uva nera siciliana e su 11 campioni di agrumi provenienti dalla Spagna e dalla Calabria analizzati nel Lazio.
Numerosi campioni di pere con oltre 5 principi attivi sono stati, poi, segnalati dall'Emilia Romagna, mentre una banana con 6 residui è stata segnalata dalla Lombardia, che registra anche una mela Golden con 5 principi attivi e due campioni di uva italiana con 6 e 5 residui. Pesche contaminate da 5 diversi pesticidi sono state segnalate dai laboratori della Sardegna, mentre ancora dalla Sicilia vengono registrati casi eclatanti di pomodorini a grappolo di produzione locale con 8 e 7 residui contemporaneamente. Tra i derivati, invece, i campioni decisamente fuorilegge sono 6 (3 oli di oliva in Puglia, 2 in Lombardia e un vino sempre analizzato in Puglia), su 1.917 prodotti.
L'attenzione al tema della chimica in agricoltura deve rimanere alta e sollecitare la ricerca di nuovi e meno impattanti metodi di produzione. Va segnalato infatti, che anche quest'anno - e in misura ben più evidente e preoccupante del passato - si sono verificate le morie delle api e gli spopolamenti degli apiari in corrispondenza delle semine effettuate con semi conciati e con la dispersione di molecole neonicotinoidi nei campi. A lanciare l'allarme sono state ancora una volta Legambiente e Unione nazionale associazioni apicoltori italiani che insieme hanno rivolto un appello al Governo per la sospensione immediata degli insetticidi killer, e per l'aggiornamento delle procedure di autorizzazione che tengano in ben altro conto l'impatto ambientale delle nuove e potentissime molecole tossiche persistenti nell'ambiente.
"La Francia - ha dichiarato Francesco Panella - da molti anni ha sospeso l'uso di queste molecole su tutte le colture visitate dalle api e dagli altri insetti impollinatori. Qualche giorno fa è stata la volta della Germania. In Italia invece nonostante i ripetuti allarmi e le denunce di apicoltori e ambientalisti rischiamo che con la prossima semina si riproponga lo stesso disastro. Bisogna sospendere d'urgenza, sulla base del principio di precauzione, le autorizzazioni d'uso dei preparati a base di clothianidin, thiamethoxam, fipronil e imidacloprid e rivedere le procedure per una seria, trasparente valutazione pubblica dell'impatto ambientale dei prodotti chimici usati in agricoltura".
Tornando al rapporto, nel complesso, le analisi condotte sui prodotti derivanti da agricoltura biologica sono ancora molto esigue. Il totale dei campioni bio analizzati in Italia è inferiore a 400 prodotti, un dato molto scarso se paragonato agli oltre 10.048 campioni di agricoltura tradizionale. I dati relativi a queste analisi hanno perciò scarso valore statistico, soprattutto se si considera che 10 regioni su 15 fanno controlli su meno di 15 campioni. I principi attivi più spesso riscontrati - sia nei campioni irregolari che in quelli regolari - sono Chlorpirifos, Procimidone, Captano, Carbofuran, Cyprodinil, Diclofluanide, Dimetoato, Ditiocarbammati, Endosulfan, Fenitrotion, Imazalil, Malathion, Metalaxil, Tiabendazolo.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 29 maggio 2008

Proprietà della bava di lumaca


Lo so fa impressione ma dovete sapere che è una delle sostanze migliori per la cura e la rigenerazione della pelle. Si chiama Elicina, contiene antiossidanti capaci di rallentare il processo dell'invecchiamento eliminando i radicali liberi e il suo contenuto in proteine è indispensabile per ridare all’epidermide un aspetto sano, giovane e tonico.
È ricca di vitamine, riduce l'infiammazione e favorisce l'abbronzatura garantendo l'idratazione della pelle. Riduce le infezioni virali o batteriche facendo da barriera protettiva contro gli agenti patogeni che si insinuano sulla superficie o nei pori della pelle.
Migliora l'elasticità e gli inestetismi, cura l'acne, le cicatrici, le smagliature e le scottature. Ha una consistenza non grassa quindi una volta applicata non lascia untuosità perché si assorbe con facilità.
Questa secrezione è stata oggetto di numerosi esperimenti e le sue proprietà sono state riconosciute dopo la tragedia di Chernobyl, le lumache sono gli unici animali a non aver riportato mutamenti genetici come conseguenza delle radiazioni grazie proprio alla loro bava. Oggi questa sostanza è in commercio in 30 paesi.
Fonte tratta dal sito

mercoledì 28 maggio 2008

Rosmarino antiossidante



Il rosmarino riduce il rischio di tumori da barbecue. Lo sostengono i ricercatori della Kansas State University, che evidenziano un buon motivo in più per aggiungere i rametti profumati agli altri condimenti tipici delle grigliate. Oltre all'aroma, infatti, il rosmarino blocca i composti potenzialmente cancerogeni (Hca) che si formano quando la carne viene cotta alla brace, o comunque ad alte temperature per periodi prolungati.
Secondo l'equipe, aggiungere il rosmarino ad hamburger e bistecche riduce i livelli della sostanza incriminata dal 30% fino al 100%, grazie alle sue proprietà antiossidanti.
«Blocca i composti cancerogeni della carne cotta alla brace» Gli amanti delle grigliate che non amano quest'erba aromatica possono ricorrere a estratti di rosmarino, che - secondo i ricercatori - assicurano lo stesso risultato. Studi precedenti avevano dimostrato che marinare le bistecche con alcune erbe e spezie ha lo stesso effetto anti-Hca. Dopo aver preparato il barbecue, dunque, via libera a basilico, menta, origano, timo e maggiorana.
Fonte tratta dal sito .

martedì 27 maggio 2008

COSA C'E' NELLA VOSTRA ACQUA ? IL LASCITO TOSSICO DEL PENTAGONO


Il più grande inquinatore degli Stati Uniti non è una multinazionale. E’ il Pentagono. Ogni anno il Dipartimento della Difesa produce più di 750.000 tonnellate di rifiuti pericolosi – più delle tre maggiori compagnie chimiche insieme.
Ciò nonostante, gran parte delle forze armate continua ad essere latitante nei confronti della maggior parte delle leggi ambientali federali e statali e l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA), alleata nei crimini del Pentagono, lavora attivamente perché la situazione non cambi. Durante gli ultimi cinque decenni il governo federale, gli appaltatori della Difesa e l’industria chimica hanno unito le loro forze per bloccare la tutela della salute pubblica contro il perclorato, un componente del combustibile dei missili che si è dimostrato in grado di influenzare l’accrescimento e lo sviluppo mentale dei bambini alterando le funzioni della ghiandola tiroide che regolano lo sviluppo del cervello.
Il perclorato, sale derivato dall’acido perclorico, fuoriesce letteralmente da centinaia di stabilimenti della Difesa e installazioni militari sparsi negli Stati Uniti. L’EPA ha comunicato che il perclorato è presente nelle acque potabili e nelle falde idriche in 35 stati. Il Center for Disease Control [Centro per il Controllo delle Malattie], ed anche studi indipendenti, hanno dimostrato in maniera inequivocabile che il perclorato esiste negli alimenti, nel latte vaccino e in quello umano. Come risultato, ogni cittadino statunitense ha perclorato nel suo corpo.
Attualmente solo due Stati, California e Massachusetts, hanno imposto un tetto massimo tollerato di livello di contaminazione per il perclorato nell’acqua potabile. Ma l’EPA non aderisce all’iniziativa di questi stati. Nel fiume Colorado, che fornisce acqua a 20 milioni di persone, i livelli di perclorato sono alti. Il perclorato è presente soprattutto nel sud est della California come prodotto della grande quantità di operazioni militari e di appaltatori della Difesa nella regione.
Nel 2001, l’EPA ha stimato che il peso economico totale per la bonifica delle installazioni militari ammonti ad oltre 350.000 milioni di dollari, ovvero cinque volte tanto quello stimato dal Superfund Act [1] per l’industria privata. Ma il governo federale è stato compiacente ed ha permesso che il perclorato scorra senza controllo nelle forniture dell’acqua degli Stati Uniti. Questa negligenza e la mancanza di una supervisione regolatrice ha lasciato liberi il Pentagono, la NASA e i contrattisti della Difesa di fissare propri livelli, riducendo gli elevati, ma necessari, costi per sanare le acque sotterranee.
Anche se la situazione si è fatta drammatica negli ultimi anni, è stato il governo Clinton quello che non ha fatto nulla di sufficiente, e neppure il minimo, per iniziare a bonificare quelle installazioni e di sicuro non ha tenuto uno stretto controllo su come il Pentagono spendeva il denaro ricevuto. Durante gli anni novanta, il Dipartimento per la Difesa ha speso solo 3.500 milioni di dollari all’anno nella bonifica delle installazioni militari tossiche – gran parte in studi, non in lavoro reale. Nel 1998, il problema venne considerato dalla Giunta per la Revisione della Scienza della Difesa [Defense Science Review Board], un comitato federale consulente istituito per fornire un parere indipendente al segretario della difesa, che concluse che il Pentagono non aveva una politica di gestione ambientale chiara, con degli obiettivi o con un programma, il che indusse l’avvocato Jonathan Turley, che detiene la Shapiro Chair for Public Interest Law at George Washington University [cattedra Shapiro di Diritto Pubblico all’Università George Washington], a definire il Pentagono come il “primo criminale ambientale” della nazione.
“Se possono spendere un milione di dollari per un missile Cruise, sembra abbastanza ridicolo che non siano disposti a spenderne 200.000 per accertare se i nostri alimenti sono contaminati dal combustibile per missili” afferma Renee Sharp, analista del gruppo di Lavoro Ambientale [Environmental Working Group]. Ma se il programma di Clinton era riprovevole, il piano di Bush è assolutamente meschino.
Mentre Bush ha aumentato i costi generali del Pentagono per migliaia di milioni di dollari, il governo ha ridotto contemporaneamente il suo programma di intervento per l’ambiente. In più, il piano di difesa di Bush ha chiesto una “nuova serie di chiusura di basi” per “dispiegare più efficacemente le forze armate”. Efficienza è di solito una parola in codice per eludere le regole ecologiche.
Queste installazioni militari, che in totale superano i 20 milioni di acri [1 acro è pari a circa 0,4 ettari], fanno parte delle eredità più insidiose e pericolose lasciate dal Pentagono. Sono piene di frammenti tossici di bombe, munizioni inesplose, rifiuti pericolosi sotterrati, discariche di combustibile, fosse aperte ricolme di rifiuti, rifiuti incendiati e combustibile per missili. Una nota interna dell’EPA del 1998 avvertì del minaccioso problema: “Se si parla di acri, e magari se si parla della quantità di installazioni, i campi di tiro e le munizioni interrate rappresentano il maggior impegno di bonifica degli Stati Uniti”.
Quando un’installazione diventa troppo contaminata, il Pentagono sceglie semplicemente di chiuderla e di affidarla ad un’altra agenzia federale. Negli ultimi tre decenni, il Pentagono ha trasferito più di 6.500.000 ettari, spesso con scarso o nessun rimedio. Le vecchie aree adibite ai bombardamenti sono state convertite in rifugi silvestri, parchi urbani e statali, campi da golf, discariche, aeroporti e centri commerciali.
Il grave inquinamento dei fiumi, del suolo e dell'acqua sotterranea è un problema in quasi tutti i siti di esercitazione militare. I siti sono frequentemente saturi di metalli pesanti e altri elementi inquinanti così come di munizioni inesplose. L’elenco dell’Ufficio di Responsabilità Governativa [Government Accountability Office] di munizioni inesplose abbandonate in molti siti di esercitazione si legge come un catalogo per un ricco deposito di armi in Medio Oriente: “bombe a mano, missili, missili teleguidati, proiettili, mortai, granate per fucili e bombe”.
Ma il governo ha fatto tutto il possibile per nascondere il suo lascito mortale. Nel 2002 il Pentagono, i contrattisti della Difesa e i fabbricanti di perclorato convinsero gli editori di una prestigiosa rivista a riscrivere un articolo sugli effetti sulla salute del prodotto chimico senza l’autorizzazione o il consenso dell’autore. Poi, nel 2005 la Casa Bianca incaricò un gruppo dell’Accademia Nazionale delle Scienze, costituito, per valutare i rischi alla salute del perclorato, con consulenti pagati dall’industria del combustibile per missili, che, e la cosa non meraviglia, finì con il raccomandare livelli di esposizione molto superiori a quelli suggeriti da numerose ricerche indipendenti.
“Il perclorato fornisce un esempio classico di un sistema corrotto di protezione della salute, dove gli inquinatori, il Pentagono, la Casa Bianca e l’EPA, hanno congiurato per bloccare le misure sanitarie al fine di proteggere i bilanci, cercare di ottenere favori politici e proteggere i profitti”, ha detto Richard Wiles, Direttore Esecutivo del Gruppo di Lavoro Ambientale, al Comitato Ambiente e Opere Pubbliche del Senato il 7 maggio, durante un’udienza realizzata dal presidente del Comitato, Barbara Boxer (democratica di California), che propugna standard nazionali di sicurezza per il perclorato nell’acqua potabile.
“Vi sono tutte le prove necessarie a richiedere forti protezioni per la salute” ha detto Wiles. “ E’ un incubo di proporzioni epiche che il Dipartimento della Difesa e i suoi contrattisti abbiano speso 50 anni e milioni di dollari cercando di evitarle, invece di prenderle di petto”.
[1] La legge conosciuta come Superfund (in realta' CERCLA = Comprehensive Environmental Response, Compensation and Liability Act) e' la legge degli Stati Uniti sui siti contaminati che fu istituita nel dicembre 1980, e poi emendata nel 1986, per evitare che i costi di imponenti bonifiche ambientali ricadessero sui contribuenti. La legge e' soprattutto famosa per la sua clausola severa e retroattiva che definisce le responsabilita' legali ed economiche di colui che inquina.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 26 maggio 2008

Chemtrails: diffusione aerea (2)

























L'Aeronautica militare ti vuole L.O.V.: diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell'acqua, nell'aria (di C. W. Palit - Seconda parte)


Le tecnologie psicotroniche sono menzionate in questo studio, ma in modo non molto particolareggiato, poiché l’informazione è classificata. Il documento spiega come queste armi siano in grado di penetrare in ciò che dovrebbe essere privato. Leggiamo:

“Il sistema di acquisizione del bersaglio implica la capacità di prendere decisioni per scoprire i cambiamenti nei valori personali dell’avversario. I cambiamenti nelle emozioni di un capo, nei pensieri e negli schemi di riferimento, sono di grande interesse per un sistema strategico di attacco. Le tecnologie che penetrano nella mente di un avversario per ottenere informazioni preziose, richiedono progressi rivoluzionari. Escogitare metodi per adempiere questo compito è l’obiettivo del documento ‘Information Attack’”.

L'Aeronautica non classificherebbe un’arma che può leggere pensieri, emozioni ed intenzioni, se il nostro paese non avesse già quest'arma dal 1995 (gli Stati Uniti - ndt) e non intendesse svilupparla. I bioimpianti diffusi nell’ambiente e gli strumenti spia sono descritti di seguito:

“Piattaforme sulla terra entro il 2025 potranno fare affidamento su strumenti nanotecnologici che si ridurranno a piattaforme di dimensioni microscopiche. Queste piattaforme potrebbero essere inserite attraverso agenti umani, l’acqua o il cibo oppure per mezzo di irrorazione aerea che impiega UAVs (droni). Microsensori più sottili di un capello umano potrebbero trasmettere dati all'archivio informatico di Delphi, per mezzo di UAVs o sistemi satellitari. Uno sciame di microsensori installati a terra potrebbe assicurare la trasmissione costante di dati relativi a condizioni locali ed a livelli di attività vicino ad un LOV”.

LOV sta letteralmente per “Luogo di valori”. Un LOV può essere un bersaglio “duro”, ossia qualcosa di fisico, oppure può essere intangibile come i sistemi, la conoscenza o il modo di pensare.

Nel documento tutti i sensori sono chiamati “Sensori di terra non assistiti” o anche “Bioimpianti”. In uno dei grafici del testo, delle frecce puntano verso i sensori di terra che sono collocati in un’area di incrocio di una coppia di uomini. In un altro grafico le frecce puntano verso i sensori collocati sulla spalla e sul polso di un uomo. Quando ho letto questo passaggio, la mia mente è corsa a Denzel Washington che estrae un microchip dalla sua spalla nel film “The Manchurian Candidate”. Dietro questi impianti l'Aeronautica discute il modo in cui diffondere sensori piccoli come granelli in atmosfera per formare una rete di sorveglianza; i microsensori possono anche essere distribuiti in modo surrettizio nelle abitazioni e nelle apparecchiature elettroniche.

Nel 2003 i militari rivelarono che essi possiedono una rete di sensori che potrebbero essere diffusi nell'atmosfera:

“Sono state compiute sperimentazioni per diffondere nanotubi contenenti ognuno da 10 a 20 sensori per mezzo di un aereo. Una volta che toccano il suolo, i nanotubi esplodono ed i sensori si disperdono. Quindi stabiliscono connessioni tra loro e controllano i movimenti delle truppe nemiche, inviando dati attraverso una rete senza fili ai velivoli che sorvolano il campo di battaglia”.

La polvere intelligente (smartdust) non è un sensore acustico, ma è piccolissima, dello spessore di un capello. Può essere chimicamente programmata per attaccarsi ad una specifica sostanza. Cambia colore per indicare che ha trovato la sostanza bersaglio. Può essere usata per introdursi nelle etichette e negli abiti. Mike Blair ed altre persone a conoscenza delle scie chimiche hanno notato che le fibre di ricaduta delle chemtrails spesso, mostrano barbigli sulla loro superficie. In “Hit ’Em Where It Hurts” leggiamo:

“Come spinosi ricci marini, sottili sensori potrebbero agganciarsi a certe persone, effettivamente pedinandole e tracciando i loro movimenti per inviare i dati a piattaforme nello spazio”.

Le compagnie di sicurezza nazionali potrebbero presto usare questi sensori che possono rilevare l'odore di una molecola o il gusto ed identificarla, a somiglianza di nanonasi e nanolingue. Questi sensori possono essere utili per rilevare le molecole di cocaina o di cannabis che sono diffuse attorno alle persone quando tornano a casa o entrano negli edifici pubblici. I nanonasi e le nanolingue possono essere individuati dalla luce o da un'altra forma di energia e cambiano colore come i sensori di terra: “Quando irradiati dai raggi ultravioletti o dai raggi X, questi cambiamenti possono essere rilevati ed analizzati dai sensori sospesi in aria”.

Fine seconda parte.

Fonte tratta dal sito

domenica 25 maggio 2008

Marco Travaglio a Che Tempo che Fa - parte 2

sabato 24 maggio 2008

ZEITGEIST -4di14- La verità ci renderà liberi

venerdì 23 maggio 2008

NESTLE', LA NEW ENTRY NEL GOTHA DI BIG PHARMA


La svolta della casa svizzera con l´acquisizione di Novartis Nutrition: sempre più ricerca scientifica in settori quali l´assistenza pediatrica, gli alimenti sostitutivi per i malati di tumore o gli anziani, i cibi non glicemici per i diabetici .
C´è una new entry nel mondo di Big Pharma, ma ha un nome antico. E´ la Nestlè, multinazionale svizzera con 58 miliardi di euro di fatturato e una crescita interna del 5-6% l´anno, che ha acquistato per 2,5 miliardi di dollari la divisione ‘healthcare nutrition´ della Novartis. L´acquisizione valorizzerà ulteriormente l´impegno della Nestlé nella ricerca e sviluppo, un´area che già vale per il gruppo di Vevey oltre un miliardo di euro l´anno di investimenti. Le unità di ricerca sono diciassette, dislocate in Europa, America e Asia, con un totale di 3.700 ricercatori, di cui 680 nel centro di Losanna, inaugurato nel 1987, il centro nevralgico dell´area R&S del gruppo.
Nel Nestlé Research Center di Losanna, con filiazioni dirette a Tours in Francia e St.Louis negli Stati Uniti, si sono sviluppate finora ricerche su tre fronti: scienze biologiche, scienze alimentari e scienze nutrizionali. «Ora con l´integrazione con Novartis l´impegno sarà potenziato», conferma Richard Laube, Ceo di Nestlé Nutrition. «La nostra ricerca, sia nei laboratori che con sperimentazioni cliniche e ospedaliere, verte sostanzialmente su cinque aree: le cure geriatriche, quelle per le gastriti, la medicina pediatrica, il supporto alimentare per i trattamenti oncologici, il diabete. In tutti e cinque questi campi, l´acquisizione di Novartis Nutrition ci darà la possibilità di ampliare molto il nostro raggio d´azione». Per la medicina oncologica, ad esempio, la Nestlé non produciamo nuovi farmaci, ma studia «tutti quei preparati in grado di alimentare il paziente - spiega Laube - nel momento in cui questo ha a che fare con il drammatico momento della chemioterapia, con tutti i suoi effetti collaterali: nausea, vomito, incapacità di inghiottire. Noi cerchiamo di limitare questi effetti. Un discorso analogo vale per gli ammalati di gastriti gravi: noi cerchiamo di offrirgli alimenti, di solito in forma liquida, che siano facili da assorbire, e nel frattempo garantiscano il massimo apporto proteico e vitaminico possibile. Sono tutti alimenti facili da digerire, nutrienti e, perché no, anche gradevoli al gusto».
Su questa ‘gradevolezza al gusto´ si gioca la partita precipua per la Nestlé, l´azienda che produce cioccolatini, gelati, panettoni. «Un punto cruciale della nostra ricerca scientifica - spiega Marco Settembri, presidente del gruppo in Italia - è proprio quello di smentire l´antico detto: ciò che è buono fa male, e viceversa. Investiamo centinaia di milioni l´anno per dimostrare che è possibile creare un prodotto con capacità terapeutiche che sia anche gradevole al gusto, e questo è valido dagli omogeneizzati della linea Mio fino al latte in polvere per i neonati. Tanto per farle un esempio, spesso si è ritenuto necessario aggiungere sale o zucchero ad un prodotto in modo arbitrario, o comunque non necessario. Noi stiamo affinando la ricerca volta a minimizzare il più possibile l´utilizzo inutile di queste sostanze. E siamo già arrivati oltre la soglia fissata dall´Organizzazione Mondiale della Sanità, il che ovviamente per noi è motivo d´orgoglio». Altro punto nodale della ricerca Nestlè è la personalizzazione del prodotto. «Non le sembri strano per un gruppo così grosso come il nostro, ma personalizzare il prodotto, cioè renderlo via via adatto a gruppi sempre più ristretti di popolazione, è possibile: in America sono molto più avanti ma ora anche in Europa si stanno facendo passi avanti. Anche se la strada sarà ancora lunga c´è un grande business possibile».
Proprio nell´ottica della personalizzazione, spiega ancora Settembri, va interpretata la precedente acquisizione della Nestlè nel settore alimentare, l´anno scorso, l´americana Jenny Craig, specializzata appunto in questo particolare settore. Quanto ad acquisizioni, la prossima dovrebbe essere la Gerber, appena arriverà l´ok dell´antitrust europeo. Nel settore veterinario, che ha acquisito una crescente importanza nel gruppo, nel 2002 è nata Purina dalla fusione dell´americana Ralston e Friskies, un´azienda già nel gruppo svizzero. E´ diventato uno dei gruppi di riferimento nel comparto ‘petcare´ con un´imponente capacità di ricerca e sviluppo, con sorprendenti affinità con la ricerca umana: dall´allungamento della vita alle terapie antibiotiche.
Fonte tratta dal sito

giovedì 22 maggio 2008

Play station tossiche e inquinanti



La play station oltre ad alienare le menti dei bambini risulta anche pericolosa anche per la salute. Le più note console, secondo gli studi di Greenpeace, risultano contenere sostanze tossiche per lo sviluppo sessuale...


Wii di Nintendo. PlayStation 3 Elite di Sony. Xbox 360 di Microsoft. Un nuovo rapporto di Greenpeace rivela che i tre grandi produttori mondiali di console per videogiochi continuano a utilizzare composti e materiali pericolosi nei loro prodotti. Le tre console sono risultate positive al test sulla presenza di PVC, ftalati, berillio e ritardanti di fiamma a base di bromo. Su portale di Greenpeace online il sito "La battaglia dei videogiochi" per spingere l'industria delle console a diventare più verde.
Xbox 360 e PS3 contengono livelli molto alti di ftalati, sostanze tossiche usate per rendere flessibile il PVC e proibite in giocattoli e articoli per bambini venduti nell'Ue. Uno di questi ftalati - il DEPH (ftalato di bis (2-etilesile) - è classificato come tossico per la riproduzione, data la capacità di interferire nello sviluppo sessuale dei mammiferi, in particolare maschi. L'altro ftalato identificato nella XBox 360 - il DiNP (ftalato di diisononile) - è vietato solo nei giocattoli e articoli per bambini destinati a essere introdotti in bocca. Il bromo è stato trovato in tutti i campioni, con le concentrazioni più alte nella Playstation PS3 (13,8% del peso) e Wii (12,5% del peso).
Allo stesso tempo le analisi del rapporto "Giochi sporchi" hanno mostrato l'impegno da parte dei produttori di evitare o ridurre l'impiego di specifiche sostanze pericolose in alcuni materiali delle console. Nel caso di Nintendo, per esempio, le leghe di berillio non sono state identificate nei contatti elettrici di Wii ed è stato osservato un uso limitato di PVC e ftalati. La Playstation PS3 di Sony, invece, contiene circuiti stampati "privi di bromo" e la XBox 360 di Microsoft impiega, rispetto alle concorrenti, meno ritardanti di fiamma nelle custodie.
Il rapporto "Giochi sporchi" dimostra chiaramente che è possibile fabbricare una console più verde. I produttori dovrebbero solo sbirciare nella "console concorrente" per scoprire come sostituire i loro componenti pericolosi con materiali più sicuri.
Con l'Eco-guida ai prodotti elettronici aggiornata ogni tre mesi Greenpeace sta facendo una forte pressione sull'industria elettronica. Da quando l'Eco-guida è stata pubblicata per la prima volta ad agosto 2006 molte multinazionali si sono attivate per eliminare le sostanze pericolose nelle loro filiere produttive e assumersi la responsabilità di gestire i rifiuti prodotti. Ma un prodotto elettronico che rispetti tutti i criteri ambientali ancora non esiste sul mercato.
Le console per videogiochi rappresentano, oggi, il settore più in crescita nell'industria elettronica, con oltre 60 milioni di unità vendute nel 2006. Secondo Aesvi (Associazione editori software videoludico italiana) in Italia, nel 2007 sono state vendute 5 console al minuto per un totale di circa 2.380.000 piattaforme dedicate, con un incremento del 48 per cento.
Più console, più rifiuti hi-tech. Le console, infatti, non solo contengono sostanze nocive ma contribuiscono anche alle montagne di rifiuti elettronici, un flusso che sta crescendo a ritmi elevatissimi e il cui smaltimento o recupero - molto spesso illegale - mette a rischio l'ambiente e i lavoratori.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 21 maggio 2008

L'invasione dei ragni giganti


LO SCRIVE IL Der Spiegel: grandi quasi 20 centimetri, si spostano in gruppi. Allerta in Germania, Austria e Svizzera .
BERLINO - Sono neri, sono grandi quasi 20 centimetri e si spostano in orde: un'invasione senza precedenti di ragni è in atto in questi giorni in Austria, in Germania e in Svizzera, riportano gli organi di stampa. Sbalorditi anche gli esperti di aracnidi: a quanto sembra, nessuno sa da dove siano arrivati - e gli animaletti diventano sempre più numerosi. Cattive notizie per chi soffre di aracnofobia, scrive Der Spiegel, che racconta in un lungo articolo la curiosa «occupazione» di ragni opilionidi. «I Paesi Bassi e la Germania sono già stati invasi. In questo momento loro presenza si è moltiplicata anche in Svizzera e in Austria», scrive il settimanale sul suo sito. Si intravedono sui muri di casa e sulle pareti.
Questi animali hanno otto lunghe ed esili zampe che raggiungono anche i 18 centimetri. Alla loro vista molti cittadini si spaventano, altri invece provano disgusto. Tuttavia, non sono pericolosi e si dileguano appena ci si avvicina a loro.
INVASIONE - Gli opilionidi, vengono spesso scambiati per ragni, sono invece solo loro parenti: assieme agli scorpioni; gli pseudoscorpioni; gli acari e i ragni appartengono alla famiglia degli aracnidi. Sono privi di strutture capaci di emettere fili di seta e non posseggono ghiandole velenifere, quindi non sono potenzialmente pericolosi, spiega Jochen Martens, professore di zoologia all'Università di Mainz.
Si spostano in orde di centinaia, a volte migliaia: «Tutto il gruppo comincia poi a muoversi», descrive Martens il loro comportamento in caso di difesa. Sono degli onnivori, ovvero si nutrono di piccoli insetti, ingerendo anche materiale solido e semisolido. La cosa più incredibile, spiegano però gli esperti, è che questa particolare specie non è ancora stata identificata, pur essendo stati effettuati dei test genetici. Anche la causa della loro espansione in questi paesi rimane per il momento un mistero: per gli esperti questi “aliens” potrebbero essere arrivati in Europa via mare, con ogni probabilità su dei container.
Infatti, sussiste un rapporto diretto tra l'intensità degli scambi di merci con un continente e il numero delle specie di ragni importate. La maggior parte è originaria dell'Asia, ma anche dal Sudamerica.
Fonte tratta dal sito .

martedì 20 maggio 2008

Chemtrails: diffusione aerea (1)




L'Aeronautica militare ti vuole L.O.V.: diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell'acqua, nell'aria (di C. W. Palit - Prima parte)


L'articolo che abbiamo tradotto è stato elaborato da una ricercatrice sagace e lungimirante del fenomeno “scie chimiche”, Carolyn Williams Palit. Basandosi soprattutto sugli studi di scienziati come Castle e la Staninger e su documenti in parte declassificati, la Palit giunge a conclusioni plausibili sul vero scopo delle chemtrails, ossia il controllo della popolazione mondiale, per mezzo della distribuzione un po' in tutto il globo di microsensori che funzionano alimentati dai raggi ultravioletti. Ciò ci permette di comprendere per quale motivo gli avvelenatori stiano completando la distruzione dell'ozonosfera e di capire che, in nessun modo, essi stanno tentando di creare uno schermo contro le radiazioni solari, come ventilato ingenuamente da qualche ricercatore. Sono comunque temi illustrati dalla Palit con chiarezza ed incisività in uno studio che, senza tema di apparire iperbolici, giudichiamo fondamentale e di vitale importanza.
Bisognerebbe acquisire familiarità con il documento “Weather As a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025”, un capitolo delle previsioni future. Le persone preoccupate circa le operazioni di aerosol in tutto il mondo nell’atmosfera e definite “scie chimiche”, spesso si riferiscono a questo testo come un’evidenza in grado di dimostrare che le forze armate statunitensi sono coinvolte nelle operazioni di irrorazione per il controllo del tempo.
Izakovic Rolando, Amy Worthington e Scott Gilbert hanno esplorato il problema nei particolari. Mentre è ovvio che il tempo è manipolato con queste operazioni, le applicazioni militari attuate sono considerate di minore rilievo. Il concetto che le scie chimiche servono a ridurre il riscaldamento globale sembra essere la solita vecchia storia di copertura.
Lydia Mancini ha indagato alcuni degli aspetti delle scie chimiche in relazione al controllo mentale, ma penso di aver trovato una delle tessere finali del mosaico: l'aeronautica militare statunitense ha studiato come diffondere sensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell'acqua e dell'aria, di modo che questi sensori penetrino nell'organismo.
I ricercatori hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario ed un tipo di fibra di polietilene e silicio.
Recentemente la dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa ed il dottor Michael Castle, chimico e attivista, hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate.
I pazienti affetti da Morgellons presentano nanofibre di colori differenti che fuoriscono da piaghe che non guariscono. Le fibre di ricaduta delle scie chimiche sono simili. Sono su di te e nella tua abitazione e si possono vedere con una luce fluorescente nera. La luce ultravioletta le fa brillare. Usa anche una lente di ingrandimento, per vederle.
I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti: AMDL Inc., ACS, Inc., MIT e Lambda Solutions. Il dottor Castle e la dottoressa Staninger hanno chiesto a questi laboratori di identificare le fibre. La dottoressa Staninger ha inoltre determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia.
Le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons. Le fibre del Morgellons sono più sviluppate, ma sono correlate ad un tipo di nanotecnologia.
Assistiamo ad un'invasione dei tessuti umani nella forma di nanotubi, nanofili, nonostrumenti, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi insieme con sensori o antenne e capaci di trasportare frammenti di D.N.A. ed R.N.A. geneticamente modificati. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l'energia dell’organismo, i suoi minerali ed altri elementi non identificati come alimentazione.
Esiste un'evidenza che suggerisce che queste nanomacchine ospitano al loro interno delle batterie. Si ritiene anche che siano in grado di ricevere specifiche microonde, segnali EMF ed ELF. Alcuni malati di Morgellons riferiscono che queste nanomacchine hanno una sorta di intelligenza di gruppo.
È possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle ? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoarticelle possono passare attraverso le barriere del sangue nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Jim Giles afferma: “Le nanoparticelle, piccoli grumi che potrebbero essere usati per rendere i circuiti dei computers più veloci e per migliorare l'assorbimento dei farmaci, possono raggiungere il cervello dopo essere state inalate”.
La Staninger ritiene che queste nanoparticelle siano in grado di assemblarsi dopo che hanno raggiunto il cervello o altri organi. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali. Ricorda anche che le nanoparticelle replicano il D.N.A. dei germi con cui vengono in contatto. Ciò determina un aumento delle malattie. Un tipo di nanofilo è implicato nella creazione di pseudo-capelli e di pseudo-pelle. Queste proteine, in grado di replicarsi, creano anche forme chimeriche, simili ad insetti o a parassiti. Nascono pure dei bambini con queste nanomacchine nel loro organismo e ciò è la prova che questa tecnologia può oltrepassare le barriere protettive.
Il dottor Castle ha stabilito che almeno 20 milioni di Statunitensi hanno questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Il Morgellons si diffonde con una media di mille casi al giorno. La media è destinata a crescere nei prossimi anni. Le persone che non manifestano sintomi del Morgellons possono avere comunque una malattia non conclamata. Si ritiene che il sintomo principale sia l'espulsione di fibre dalla pelle. Se non si manifestano sintomi, vuol dire che il tuo organismo si sta abituando all'aggressione.
Clifford Carnicom è uno scienziato esperto in geodetica, matematica, informatica e fisica. Ha lavorato per quindici anni con varie agenzie: DOD, Forest Service and The Bureau of Land Management. Egli studia ciò che molti ritengono essere una conseguenza delle scie chimiche, ossia l'aumento dell'alcalinità dei suoli del pianeta. Documenta l'incremento di calcio, magnesio, bario e potassio nell’acqua piovana. È interessante che J. Walleczck del Lawrence Berkeley Laboratory ha stabilito, nel 1991, come gli ioni di calcio favoriscano il trasporto di elettricità nelle membrane cellulari a livello molecolare.
Carnicom documenta anche che gli alti livelli di sali nei suoli sono dovuti alle scie chimiche ed essi rendono la terra più elettroconduttiva. Queste sostanze sono facilmente ionizzate dalla luce ultravioletta e stanno causando un aumento degli ioni positivi nell’atmosfera. Questo non è salutare per gli esseri viventi. Egli ha rilevato le stesse anormalità nel sangue tra i pazienti di Morgellons.
La terra e tutti i suoi abitanti sono ora un ambiente favorevole per queste nanotecnologie che prediligono un ambiente alcalino, adatto per usare la bioelettricità e per sensori, antenne e strumenti in grado di autoreplicarsi ed autogenerarsi all'interno degli organismi viventi.
Ciò ci porta ad un altro documento dell’Aeronautica denominato: “Hit ‘Em Where It Hurts: Strategic Attack in 2025”. Questo testo merita un’indagine accurata, poiché descrive come impiantare nella popolazione “invisibili sensori biologici che sono più sottili di un capello umano”, diffondendo queste macchine nel cibo, nell'acqua e nell'aria ed usando agenti umani all'uopo.
Fine prima parte.
Fonte tratta dal sito .



L’Aeronautica militare ti vuole L.O.V. (Locus of values)

lunedì 19 maggio 2008

"E' allarme per pollo alla varechina Made in USA"


Dall’Unione Europea (UE) potrebbe arrivare il via libera all’importazione di «pollo statunitense alla varechina» sotto il pressing delle Autorità americane che minacciano di rimettere in discussione gli accordi stabiliti con l’agenda transatlantica se l’UE non revocherà il divieto imposto dal 1997.
E’ stata la Coldiretti a lanciare l’allarme in occasione del Consiglio economico transatlantico,il 13 maggio a Bruxelles, dove il problema dei polli è considerato una priorità americana dopo l’accordo per stimolare gli scambi commerciali e gli investimenti firmato dal Presidente della Commissione Europea Barroso e dal Cancelliere Merkel con il Presidente Usa Bush.
Il divieto imposto dall’Unione Europea è stato stabilito - sottolinea la Coldiretti - a causa del metodo utilizzato negli USA per il trattamento delle carcasse di pollo con bagni di antimicrobici (prodotti a base di ipoclorito di sodio - comunemente chiamata varechina), procedura vietata nell’UE, dove è stabilito che, per tale trattamento, si debba utilizzare acqua potabile. Nello specifico - precisa la Coldiretti - sono i prodotti usati negli USA (biossido di cloro, cloruro di sodio acidificato, fosfato trisodico e per ossiacidi) che sollevano molte perplessità sia per quanto riguarda possibili reazioni chimiche, variazioni del gusto, effetti tossici in caso di ingestione dei residui di queste sostanze, così come il rischio di insorgenza di ceppi di batteri resistenti come conseguenza dell’uso estensivo degli antimicrobici.
Il pressing delle Autorità statunitensi, con l’intervento del consigliere del Presidente George W. Bush per le questioni economiche internazionali, Dan Prince, ha portato - riferisce la Coldiretti - il Commissario europeo per le imprese e l’industria, Gunter Verheugen, a chiedere al Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, di superare il divieto UE di importazione di carne di pollo statunitense.
In particolare, il Commissario per le imprese e l’industria ha esortato la Commissione ad essere pronta ad agire prendendo anche in considerazione una soluzione estrema, come la possibilità di ammettere le importazioni dagli Stati Uniti di pollame trattato con antimicrobici, trattamento che in ogni caso rimarrebbe vietato per le imprese europee. Una tesi sostenuta anche dal commissario al commercio estero Peter Mandelson, ma avversata dai Commissari Dimas (ambiente), Fisher Boel (agricoltura) e Vassilious (salute) che hanno espressamente dichiarato di essere contrari alla possibilità di revocare tale divieto.
La Germania che con il cancelliere Angela Merkel ha promosso la creazione del Consiglio Economico transatlantico, secondo il Financial Times, è pronta addirittura a porre il veto, ma anche la Francia e molti Stati Europei come Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Austria, Grecia, Finlandia, Lettonia, Romania, Lussemburgo, Irlanda, Ungheria e Cipro sottolineano i rischi per la salute, per l’ambiente e la fiducia dei consumatori.
E’ tuttavia evidente il rischio - denuncia la Coldiretti - che le ragioni dei consumatori possano venir sopraffatte dagli interessi della diplomazia con la necessità di rafforzare i rapporti tra Stati Uniti ed Europa in un momento di difficoltà economica internazionale. Di fronte alla crescente liberalizzazione degli scambi l’Unione Europea - conclude la Coldiretti - ha la responsabilità di garantire la trasparenza e la sicurezza soprattutto in un settore come quello alimentare determinante per la salute dei cittadini come hanno dimostrato i recenti allarmi.
Fonte tratta dal sito .

domenica 18 maggio 2008

Marco Travaglio a Che Tempo che Fa - parte 1

sabato 17 maggio 2008

ZEITGEIST -3di14- La verità ci renderà liberi

venerdì 16 maggio 2008

Strategia delle Scie chimiche

Una strategia di guerra psicologica ?
Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che le scie chimiche siano parte integrante di una strategia di guerra psicologica, ossia aerei di ogni tipo e dimensione scorrazzerebbero nei cieli di quasi tutto il pianeta per distogliere l'attenzione delle persone da altre insidie e da altri problemi. Credo che l'operazione scie chimiche possa anche rivestire, almeno in parte, questo ruolo: infatti, mentre gli studiosi del fenomeno e cittadini fortemente in apprensione per i danni causati dall'attività clandestina, volgono lo sguardo all'insù, altri progetti dell'agenda globalista vengono attuati ad uno ad uno, dal controllo della popolazione per mezzo della videosorveglianza, di leggi sempre più coercitive e del denaro elettronico, alla militarizzazione della società e dello spazio, dalla diffusione di sistemi anti-sommossa alle speculazioni finanziarie più deleterie per l'economia mondiale.
Tuttavia, chi intende sostenere toto corde l'ipotesi delle scie come strumento di penetrazione psicologica, escludendo altri fini, dimentica che le chemtrails sono il volano di un'operazione planetaria da cui dipendono moltissime conseguenze ambientali, climatiche, economiche, sociali... Sono, in altre parole, il fulcro di una nefanda politica globale dalle molteplici e tutte deleterie implicazioni.
Ora, è pur vero che gli orditi celesti, le linee serpeggianti, le scacchiere, gli zigzag... creano uno spettacolo grottesco e che, per la sua straordinaria bruttezza, può attirare lo sguardo di qualche distratto automa, ma gli spettacoli si inscenano per un pubblico, mentre i voli chimici sono “contemplati” da un numero irrisorio di persone. Una sala cinematografica in cui si recano pochissimi spettatori viene chiusa, prima o dopo. A questo punto, constatato lo scarso successo della pantomima chimico-biologica, il regista avrebbe optato per un'altra produzione, dalle speranze di maggiore successo.
Mi pare quindi un’ipotesi poco persuasiva ed ingannevole: essa non considera l’abnorme dispendio finanziario, l'inimmaginabile organizzazione logistica dell’attività, scivolando in un pericoloso riduzionismo. Tale congettura inoltre dimentica, come si accennava, i danni reali all'agricoltura, gli stravolgimenti meteorologici e climatici, gli aspetti militari della questione, soprattutto la trasformazione degli uomini in esseri bionici. Nel contempo, si consideri che le irrorazioni vengono, ogni qual volta possibile, dissimulate con diverse tattiche. Dobbiamo quindi credere che i demoni abbiano ideato un altro stratagemma per frastornare la gente? Non è la massa forse già controllata ed eterodiretta? Occorre forse che si giri il film delle scie chimiche per distrarla, laddove fanno perfettamente alla bisogna la televisione, le onde elettromagnetiche, il bieco consumismo e mille altri sciagurati sistemi del nostro mondo ipertecnologico ed iperstupido ?
Certi personaggi si spingono oltre: non solo affermano che le scie sono un mezzo per depistare da altri piani, ma anche affermano, con sospetta sicumera, che le patologie causate dalle chemtrails tra cui il Morgellons, sono il risultato di fantasie. Ebbene, costoro, se non sono del tutto idioti, sono dei disinformatori infiltrati in siti insospettabili. Insospettabili sono altresì questi “ricercatori”: più realisti del re, all'apparenza critici spietati del N.W.O., talora si tradiscono, rivelando la loro spregevole natura di consiglieri fraudolenti, di messaggeri di menzogne.
Fonte tratta dal sito

giovedì 15 maggio 2008

OGM nei prodotti per l'infanzia, anche in quelli bio?


Una ricerca effettuata dalla rivista Oeko Test tedesca ha rilevato contaminazioni ogm in due terzi dei prodotti testati. Si tratta di soia geneticamente modificata, presente soprattutto nei prodotti in polvere...
Ogm nei prodotti alimentari di largo consumo, anche quelli per bambini. La rivista Oeko Test ha rilevato la presenza di soia geneticamente modificata in due prodotti su tre. Una percentuale in crescita, visto che nel 2005 ne era stata riscontrata la presenza "solamente" nel 40% dei prodotti, soprattutto in integratori alimentari per sportivi e prodotti dietetici.Bisogna dire che la quantità di OGM riscontrata nei singoli prodotti rimane sempre nei limiti di legge dello 0,9%. Preoccupa il risultato di alcuni prodotti in polvere, compresi quelli per bambini. In particolar modo quelli senza lattosio di Humana e Milupa. In ogni confezione sono stati riscontrate tracce (0,1-0,2%) di ogm. Stessa storia anche per alcuni prodotti al gusto di vaniglia, soia, miele, destinati agli sportivi.
Vanno decisamente meglio i prodotti biologici. Dei 19 sottoposti al test, 9 sono stati trovati esenti da contaminazioni OGM (tra cui alcuni prodotti commercializzati anche in Italia come Alnatura o Provamel). Ma le contaminazioni accidentali sono sempre in agguato e vengono tollerate dalla legge. Fino a quando esisteranno ancora prodotti non contaminati?
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 14 maggio 2008

Bario, chemtrails e...

IMMUNOSOPPRESSIONE USA: ANALISI CONFERMANO PRESENZA BARIO .
Crescenti prove suggeriscono che il fenomeno delle "chemtrails" è molto più serio di un semplice "aereo che rilascia vapore acqueo nel cielo". Il lavoro di ricerca di Clifford Carnicom sostiene la possibilità di aumento del bario precipitato nell'acqua piovana raccolta nelle aree in cui si è verificato recentemente lo spray di chemtrails.
Quali sono gli effetti del bario, un metallo pesante, sugli esseri umani? Pecanha e Dos Reis (1989) riportarono in un articolo intitolato “Eterogeneità funzionale nel processo di attivazione dei linfociti T; il bario blocca diverse modalità di attivazione dei linfociti T, ma risparmia un'unica funzionalità delle cellule T sottoposte all'attivazione PHA”. Pubblicato nel maggio 1989 in “Immunologia clinica sperimentale": "Tutte le modalità dell'attivazione delle cellule T, eccetto la mitogenesi PHA indotta, vengono bloccate dal Ba2+ (bario) in maniera reversibile e relativa alla dose”.
In altre parole, il bario rende inattive le cellule T del corpo. Le cellule T sono una fondamentale componente del sistema immunitario. Insieme ai linfociti OKT4+ inducono le cellule T ad indirizzare l'attacco delle cellule OKT8 verso gli antigeni estranei (batteri invasivi o virus).
In estrema sintesi, il bario può disattivare il sistema immunitario.
SURRISCALDAMENTO GLOBALE: IL BARIO È RESPONSABILE DELLE ELEVATE TEMPERATURE
È stato svolto uno studio per esaminare il ruolo delle operazioni di aerosol in relazione al riscaldamento globale.
Da molto tempo è stato proposto che tali operazioni hanno l'effetto di aggravare lo stato di riscaldamento del pianeta, e che esse non mostrano alcuna prospettiva di raffreddamento per la terra come molti hanno sostenuto.
Ciò si pone in diretta contraddizione con molte delle diffuse nozioni che comunemente circolano al loro riguardo e cioè che tali operazioni sono in qualche modo intese per il nostro bene ma che è meglio che la loro vera natura rimanga segreta e nascosta al pubblico dominio.
Leggi qui il seguito dell'articolo pubblicato nell'aprile 2007.
Fonte tratta dal sito .

martedì 13 maggio 2008

Rossetti dannosi per la pelle


Secondo la dottoressa Christine Brown, dermatologa del Baylor University Medical Center di Dallas, i comuni rossetti e lucida labbra attraggono i raggi ultravioletti incrementando di conseguenza il rischio di sviluppare un cancro della pelle. I ricercatori sostengono che la protezione delle labbra dai raggi solari è importante quanto utilizzare una crema solare protettiva per schermare la pelle.
Di recente è stato però appurato che solamente il 25 per cento dei cittadini statunitensi sono consapevoli di questo.

La dottoressa Christine Brown non ha dubbi: le labbra sono molto più delicate della pelle. L'esposizione al sole può cagionare dei danni cronici che innescano un precoce processo di invecchiamento e, nei casi più gravi, lo sviluppo di patologie tumorali molto aggressive, come metastasi e linfonodi.
Tutti coloro che si espongono per oltre 20 minuti al sole - conclude la dermatologa - devono utilizzare una specifica crema protettiva.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 12 maggio 2008

Torture: il waterboarding

Torture, video denuncia di Amnesty contro il waterboarding .

Acqua violenta che non lascia speranza nella gola del torturato. Amnesty International scende in campo con un video choc che simula la pratica del waterboarding per denunciare l'uso dell'annegamento simulato usato dagli Usa contro i terroristi.

Il video è pubblicato sul sito della campagna Unsubscribe-me, un «movimento di persone unite contro gli abusi nella Guerra del Terrore». Giorni fa Bush aveva ammesso di aver acconsentito l'uso della tortura sui terroristi di Al Qaeda.

Sull'Independent Malcolm Nance, che addestrò molti soldati americani a resistere alla pratica del waterboarding, ha chiesto la fine immediata della pratica a tutto il personale Usa. Secondo Nance il waterboarding è «futile e barbarico, il prigioniero direbbe qualunque cosa pur di sopravvivere». Kate Allen, direttrice della sezione inglese di Amnesty International, ha detto che «il video mostra quello che la Cia non vuole far vedere, la disgustosa realtà di un mezzo annegamento».

Fonte tratta dal sito .



domenica 11 maggio 2008

Intervento di Marco Travaglio al v2day -Torino-Seconda parte




AUGURONI A TUTTE LE MAMME!

sabato 10 maggio 2008

ZEITGEIST -2di14- La verità ci renderà liberi

venerdì 9 maggio 2008

Proprietà delle fave


Buone le fave, davvero salutari e ora a prezzi abbordabili perché stanno arrivando sul mercato le tardive, dure e croccanti. L'interno del baccello, deve essere umido e fresco. Se non sono consumate subito si possono essiccare. Le fave di Leonforte in Sicilia sono considerate eccezionali.
Considerazioni gastronomiche a parte, sono ricche di salutari fibre, proteine vegetali, vitamine del gruppo B, ferro e fosforo. Sono energizzanti, depurative e toniche. Adatte agli sportivi, ai bambini debilitati, a chi soffre di astenia da cambio di stagione, in generale per chi desidera un cibo sano ed energetico.
Sono un must per chi consuma poca carne e latte o è vegetariano, in quanto le sostanze nutritive sono ben assorbite dall'organismo. In effetti le fave, se ben masticate possono essere considerate un vero e proprio integratore, in particolare per la sinergia tra vitamine B e sali minerali, che assicura una dose di energia in più, a chi si sente stanco.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 8 maggio 2008

I rifiuti animali e l’industria della carne


La Commissione raccomanda anche la fine di pratiche agricole non sostenibili che hanno un forte impatto su sicurezza alimentare, salute pubblica, benessere animale e risorse ambientali in tutto il mondo.La maggior parte dei rifiuti animali prodotti dalle factory farms viene dispersa nel terreno senza essere trattata e, secondo la Commissione, costituisce una minaccia per le sorgenti di acqua potabile, in quanto le sostanze nutrienti contenute nei rifiuti animali finiscono spesso nelle falde idriche e nei corsi d’acqua, riducendo il livello di ossigeno negli ecosistemi acquatici. «C’è una grande mancanza di regolamenti o mancanza di vigilanza in tutta la nazione – dice il presidente della commissione ed ex governatore del Kansas John Carlin - Questi rifiuti, con rare eccezioni, non vengono trattati».
Secondo la relazione, una delle più gravi conseguenze è la minaccia per la salute pubblica, a partire dai lavoratori agricoli che operano vicino ad impianti che producono grandi quantità di rifiuti animali e che mostrano alti livelli di malattie respiratorie come l’asma.
La relazione non convince Philip Lobo, portavoce di Animal Agriculture Alliance, un gruppo di aziende che operano nel commercio della carne, che dice che quanto denunciato dal rapporto riguarda solo una minoranza di ranchers che non smaltiscono in maniera appropriate I rifiuti animali: «Noi non scusiamo questi cattivi comportamenti, sono assolutamente irresponsabili. E’ la cosa sbagliata da fare per sé stessi e per i loro vicini di casa».
Ma il problema è ben più ampio di quello dei buoni comportamenti individuali o associativi: il trend di aumento della produzione di carne negli Usa è continuo da decenni e si è andata sempre più concentrando in grandi fattorie industriali. Il risultato è stata quella di una crescita imponente del letame e di altri rifiuti animali, conferiti in discariche o impianti di “lagunaggio” che hanno prodotto una contaminazione diffusa, fatta anche di spargimento di antibiotici per curare gli animali chiusi nelle stalle.La Commissione chiede di restituire naturalità a queste fabbriche della carne, restituendo agli animali un ambiente naturale e badando di più al loro benessere, ma questo si scontra con l’esigenza degli allevatori che non possono tornare ad uno stile rurale di allevamento se vogliono competere con le corporations food industry.
Ma la situazione americana è la punta di un iceberg sempre più grande, di politiche agricole e zootecniche che si stanno estendendo a tutto il mondo per star dietro al vertiginoso aumento di richiesta di carne, soprattutto da parte dei ceti emergenti dei Paesi in rapido sviluppo che vedono la carne nel loro piatto quotidiano come una conferma dell’avvenuto progresso sociale. Una storia che si ripete uguale in tutto il mondo, basterebbe dare una scorsa alla modifica dei consumi italiani negli anni del boom economico. Il salutismo e il vegetarianesimo e le diete dovranno attendere ancora molti anni in quei Paesi, se mai arriveranno prima che la crisi alimentare blocchi e riporti ai giusti termini l’insostenibile industria mondiale della carne.
La Pew Commission on Industrial Farm Animal Production´s, che è composta da 15 scienziati, politici e rappresentanti delle industrie, da anche altri 5 consigli: eliminare gradualmente i sistemi di confinamento degli animali, divieto di dare antibiotici agli animali senza diagnosi della malattia, attuazione di un programma di monitoraggio nazionale sul disagio animale negli allevamenti, consolidamento del rispetto delle leggi nazionali, aumento dei finanziamenti per la ricerca.
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mercoledì 7 maggio 2008

Chemtrails, 10 domande agli esperti


Il Comitato regionale sardo per la sensibilizzazione sulle scie chimiche, ha pubblicato un corposo e significativo documento intitolato Il punto della situazione: dieci domande agli esperti.
È un testo di grande rigore scientifico, al cui confronto risultano ancora più puerili i balbettii di pseudo-scienziati che si cimentano, in verità con risultati penosi, nel goffo tentativo di negare la realtà delle scie velenose. È uno studio da leggere e rileggere e su cui ponderare a lungo.
Leggi qui il documento in formato pdf.
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martedì 6 maggio 2008

La pulizia dell'intestino

Purificare l'intestino, eliminare le tossine attraverso di esso è il perno sul quale si fonda la salute di tutti gli esseri umani. Un intestino poco funzionante o interessato a piccole e grandi patologie, si manifesta attraverso uno stato di intossicazione che può diventare cronico, negli stitici e in chi soffre di cattiva digestione e meteorismo.
Fondamentale è avere un intestino sano per assorbire bene le componenti nutrizionali importanti dei cibi, come i sali minerali e gli oligoelementi. I cibi utili a purificare questo importante organo sono quelli che hanno un'assimilazione ottimale, grosse quantità di fibre ma associate a grosse quantità di acqua e vitamine. I cibi amici dell'intestino debbono avere inoltre discrete quantità di magnesio e zinco, oligoelementi che favoriscono sia la motilità del tratto superiore dell'intestino, sia la vitalità della flora batterica.
Utili sono mele, pere, uva, ben masticate o anche sotto forma di succhi o frullati, zucche, zucchine, i cuori di palma. Fondamentale l'uso dello yogurt o ancora meglio del latte acido o Butter Milk com'è chiamato in nord Europa, per spazzare via dall'intestino le tossine e per contrastare la stitichezza. L'utilizzo di yogurt naturale o latte acido nelle quantità di almeno 250 grammi al giorno, lontano da altri pasti, è molto efficace nelle intossicazioni intestinali provocate da uso di lassativi e nelle stitichezze con difficoltà digestive e sonnolenza post prandiale.
Discorso a parte va fatte per il riso selvatico, cibo ideale per purificare l'intestino quando si presentano meteorismo, colite spastica, episodi alternati di stitichezza e diarrea. Le particolari fibre di questo riso, associati a quantità elevatissime di proteine nobili e aminoacidi, accarezzano l'intestino favorendo sia l'eliminazione delle tossine e dei gas, sia la cura delle infiammazioni e il richiamo d'acqua verso le pareti intestinali.
Insomma, niente scuse. Non è una questione di cambio di stagione se vi sentite stanchi, senza energie in questo periodo. Potrebbe essere anche il vostro intestino, che reclama maggiore attenzione. Inoltre è scientificamente provato il legame tra intestino sano e sistema immunitario funzionante, per cui attenzione a quello che mangiate.
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lunedì 5 maggio 2008

Nuvole artificiali


Il meteorologo statunitense Scott Stevens, da anni investiga il fenomeno delle scie chimiche in correlazione alle emissioni elettromagnetiche. Egli ritiene che le anomalie atmosferiche siano da imputare più all'irradiazione di campi elettromagnetici che alla diffusione di sostanze chimiche, sebbene si crei tra i due elementi una micidiale sinergia.
Nel suo sito Weatherwars.info(sito sabotato...), Stevens documenta, attraverso fotografie e ricerche, molte anomalie meteorologiche, alcune delle quali si manifestano in nuvole dalle forme grottesche, simili a “maschere teatrali” , risultato di irradiazioni di onde. Sono nuvole artificiali contraddistinte da forme inconsuete (sfilacci nervosi, orride meduse, nubi di forma geometrica, artigli...): secondo lo scienziato statunitense, il vapore acqueo di cui si compongono principalmente le nubi, è soggetto ad energie scalari, a causa delle quali le formazioni nuvolose assumono le sembianze più strane.
Possiamo soltanto confermare le osservazioni di Stevens: infatti chi scrive ha notato, in più occasioni cirri artificiali “pettinati”, ondulazioni regolari, quasi geometriche, firma, come afferma il meteorologo, di un'azione ellettrodinamica. Sono fenomeni ignoti solo dieci-dodici anni fa, quando l'operazione scie chimiche non era ancora entrata a regime, in tempi in cui il cielo non era teatro di queste mostruose scenografie.
H.A.A.R.P. è usato per molte missioni segrete, delle quali la manipolazione del clima è un obiettivo fondamentale. Microonde, frequenze estremamente basse (Extreme Low Frequency, ELF), frequenze molto basse (Very Low Frequency, VLF) ed altri sistemi basati sulla trasmissione di campi elettro-magnetici sono impiegati nell'atmosfera e nella ionosfera, mediante l'atmosfera/stratosfera della Terra, dove vari particolati chimici aviotrasportati, filamenti di polimeri ed altri assorbenti di frequenza elettromagnetica e sostanze riflettenti vengono usati per spingere o trainare le prevalenti correnti a getto in modo da alterare gli schemi climatici. [Neil Finley] .
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domenica 4 maggio 2008

ZEITGEIST -1di14- La verità ci renderà liberi

sabato 3 maggio 2008

Annozero: Travaglio vs Sgarbi su Grillo (1/5/08) Prima parte



Per favore!!!!Abbattete Sgarbi!!!!!

venerdì 2 maggio 2008

Gli odori ci cambiano

Una serie di ricerche descrivono gli effetti “psicologici” di ciascun profumo naturale Su “Mente&Cervello” il resoconto di questi studi sulle loro qualità segrete.
Le industrie cosmetiche basano il loro marketing su queste proprietà :
il profumo di rosa migliora la concentrazione.
Fonti di piacere, evocano sensazioni, passato. Scie da seguire fino a un portone, e diventano tracce di futuro. In agguato, dietro un angolo, sanno sorprendere e disgustare. E, al chiuso, accendere in un attimo l'istinto di fuga. Amici e nemici potenti gli odori, modulano il nostro umore e riescono persino a influenzare alcuni comportamenti. C'è la Vaniglia, il profumo dell´altruismo. La Rosa della lucidità. La Menta del vigore fisico. Il Limone della concentrazione.
Gli odori, anche quelli che conosciamo dall´infanzia, hanno qualità nascoste, indagate dai più recenti studi di psicologia. Che l'industria dei profumi valorizza e il marketing olfattivo usa per i suoi scopi. “Mille effetti” che sono raccontati da Nicolas Guéguen, ricercatore di Scienze dell'informazione e della cognizione all'Université de Bretagne-Sud, in un articolo pubblicato su Mente&Cervello in edicola.
Se vaniglia o lavanda sono nell´aria si diventa più generosi. Ben disposti verso gli altri, pronti a dar retta a chi ci ferma per strada per cambiare una banconota o a dedicare tempo a un´attività di volontariato, chiariscono due studi americani del gruppo dello psicologo Robert Baron del Rensselaer Polytechnic Institute a Troy (Stato di New York) e di Mary Beth Grimes, della Georgia Southern University. Odore di rosa e i conti vengono meglio. Dopo averlo annusato alcuni volontari hanno risolto a mente, in un tempo minore, problemi di calcolo e hanno registrato un livello minore di ansia. Il profumo aumentava la concentrazione, secondo i ricercatori dell'Università di Miami che hanno condotto il test.
Che il limone possa migliorare le prestazioni al volante è convinto lo psicologo Robert Baron: precisione nei parcheggi e agilità nel traffico per i volontari che ne respiravano l'odore durante una simulazione di guida rispetto a quelli a cui toccava fare le stesse manovre in un abitacolo neutro. Nella sala d'attesa del dentista potrebbe essere utile il profumo dell'arancio, perché può contenere l'ansia dei pazienti e la sensibilità al dolore durante la seduta. Come ? Lo psicologo dell'Università di Vienna, Johann Lehrner, ha mostrato che il merito dell'arancio è di coprire l'odore di eugenolo, un anestetico comune che basta per risvegliare la paura del medico e amplificare il dolore che proveranno sotto i ferri.
Anche gli sportivi hanno un odore che li aiuta. La menta ne può aumentare forza muscolare e spinta nelle gambe e stimolare le prestazioni atletiche. Gli effetti su un gruppo di giovani che praticava sport regolarmente sono stati verificati nella corsa dei 400 metri e misurati nella potenza delle mani da Bryan Raudenbush e colleghi della Wheeling Jesuit University (Usa). L'odore di latte e quello di lavanda sono un sollievo per i neonati di appena cinque giorni sottoposti a manovre pediatriche che comportano fastidi. Ricercatori giapponesi hanno registrato livelli più bassi di cortisolo e meno stress su chi li aveva respirati.
E se l'industria dei profumi punta a ricreare sull´odore che dona felicità (come nel caso di Smiley), nel marketing olfattivo l'odore è funzione dell´obiettivo che si deve raggiungere. Quello dei fiori produce gli stessi effetti su uomini e donne: li ha trattenuti più tempo all'interno di una gioielleria in un test dei ricercatori del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia. Non ha condizionato i loro acquisti, è vero, ma il risultato può diventare un'opportunità per i commercianti, se usano quel tempo per stabilire un contatto con i clienti. Il richiamo sensoriale dell'odore di cioccolata e di pollo arrosto è stato indagato in un minimarket di Vannes (Bretagna) dal gruppo di Guéguen che ha orientato i consumatori verso il reparto salumeria e quello dolciario. Ma attenzione, avverte il ricercatore francese, a scatenare una guerra degli odori all´interno dei centri commerciali. Questi avranno anche delle qualità segrete, ma l'effetto saturazione può essere ben più potente.
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giovedì 1 maggio 2008

Pomodoro per le scottature


Il pomodoro fa bene alla pelle e può aiutare a proteggerla anche dalle scottature da raggi Uv. A sottolinearlo è la British Society for Investigative Dermatology. Responsabile dell'effetto sarebbe soprattutto il licopene, uno dei componenti dell'ortaggio che, fra l'altro, aumenta le proprie capacità quando il pomodoro viene cotto. Non è la prima «dote» attribuita al licopene. La sostanza ha già al suo attivo proprietà antinvecchiamento e addirittura di protezione nei confronti del tumore alla prostata.
LO STUDIO - Lo studio che ha indotto i britannici ad assumere la posizione pro-pomodoro è in realtà piuttosto esiguo, avendo coinvolto solo 10 persone, ma abbastanza significativo nei risultati: A 10 volontari sono stati somministrati 55 grammi di concentrato di pomodoro e 10 grammi di olio d'oliva. Ad altre 10 persone solo la razione di olio. Dopo tre mesi di trattamento al pomodoro, quanti avevano ricevuto il pomodoro mostravano un grado di protezione della pelle dai raggi Uv superiore del 33% rispetto agli altri. Un effetto paragonabile agli effetti di una crema solare con fattore protettivo non elevato, secondo quanto riferito dagli autori. Un secondo effetto gradito per chi ha assunto pomodoro è stato l'aumento dei livelli di procollagene, una molecola che aiuta la pelle a mantenere le proprie strutture.
«ISTRUZIONI PER L'USO» - «Registrate» le buone notizie vale la pena ricordare che se si conta di mettersi al sole in spiaggia facendo affidamento solo sul filtro delle «pizza» si ha la certezza di una bella ustione. Secondo avvertimento: chi pensi di mettersi a mangiare chili di pomodoro per rimanere «giovane» otterrà probabilmente solo una bella indigestione. Il messaggio corretto in questi casi è sempre: «una buona ragione in più per non far mancare una buona dose di alimenti che fanno bene a discapito di quelli che fanno meno bene».
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