lunedì 30 giugno 2008
Premio Brillante Weblog 2008
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"GLI OGM SONO DI GRAN LUNGA PIÙ SICURI DEL BIO!" LA TESI DEL PRESIDENTE DELLA NESTLÈ
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domenica 29 giugno 2008
sabato 28 giugno 2008
Poesie d'amore
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venerdì 27 giugno 2008
Le creme solari non bastano!
L'Ue sancisce per legge il divieto di utilizzare la dicitura "schermo totale". Da sole le creme non bastano: ecco le precauzioni da usare per la giusta esposizione solare senza inquinare...
E' stato emanato l'obbligo di una nuova dicitura europea per le creme solari in modo da favorire una scelta più corretta da parte dei consumatori. Invece della formula ingannevole "schermo totale", una protezione completa in effetti non esiste, il fattore di protezione ai raggi solari viene contrassegnato con basso, medio, elevato, molto elevato. Le confezioni dei cosmetici dovranno contenere avvertenze più severe, indicando che i raggi UVA sono responsabili dell'invecchiamento della pelle e alterazione del sistema immunitario.
In generale è sempre raccomandabile esporsi al sole in modo corretto, evitando di fare un uso smodato di creme solari, che comunque si rendono sempre necessarie: la smania dell'abbronzatura a tutti i costi in fondo non è poi così salutare. Oltre ai succitati problemi sanitari, c'è anche un problema ambientale imputabile all'uso di cosmetici da spiaggia. Il problema sarebbe acuto nei mari tropicali, tempestati in tutte le stagioni da turisti stranieri. Secondo il ricercatore italiano, Roberto Danovaro, in un lavoropubblicato sull'ultimo numero di "Environmental Health Perspectives"anche a bassissime concentrazioni, le creme solaricontenenti filtri chimici sono in grado di scatenare organismi viralilatenti che causano lo sbiancamento dei coralli.
Per la protezione dal sole si consiglia di applicare la crema almeno una mezz'ora prima dell'esposizione rinnovando l'applicazione dopo il bagno o la doccia. Per un adulto l'Unione europea dà un'indicazione di 6 cucchiaini da te di crema. Nella fascia oraria più calda, tra le 11 e le 15 si deve assolutamente evitare l'insolazione diretta. In questo orario i bambini devono essere tenuti rigorosamente all'ombra! Per proteggersi dal sole è bene anche coprirsi con gli indumenti, occhiali e cappello.Attenzione ai mesi di inizio estate, in cui l’effetto combinato fra il minor ozono e il massimo di radiazione totale ci espone maggiormente alle scottature e agli eritemi!
Fonte tratta dal sito
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giovedì 26 giugno 2008
Due miliardi di possibili malati di cancro a causa delle radiazioni elettromagnetiche
NEW DELHI: Gli studi e le indagini svolte dall'Australian Health Research Institute indicano che, a causa di miliardi di volte maggiori in termini di volume di radiazione elettromagnetica emessa da miliardi di telefoni cellulari, internet, intranet e comunicazione wireless, la trasmissione dati renderà quasi un terzo della popolazione mondiale (circa due miliardi) a rischio di cancro all’orecchio, agli occhi e al cervello, oltre ad altri importanti disturbi del corpo, come problemi di cuore, impotenza, emicrania, epilessia.
Secondo gli studi i tessuti corporei dei bambini sono delicati e possono essere più soggetti a danni a causa dell’uso di gadget e dispositivi senza fili e non dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare il telefono cellulare.
Gli effetti fatali e volumetrici delle radiazioni elettromagnetiche sono emessi principalmente dalla telefonia mobile, antenne per la telefonia, torri, alberi, torri di trasmissione, forni a microonde, dispositivi wireless, sistemi e attrezzature.
Questi effetti nocivi sono stati certificati e confermati ripetutamente da molti leader medici e scientifici degli istituti di ricerca del mondo, tra cui ministeri della salute di vari governi e l'OMS , ora sono stati ammessi anche dal governo indiano nei loro recenti comunicati stampa.
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 25 giugno 2008
India contro gli o.g.m.
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martedì 24 giugno 2008
Proprietà dei peperoni
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lunedì 23 giugno 2008
Testimonianze: Autismo e malattie rare
Certo è difficile cercare una maniera adatta per raccontare quanto le immagini hanno mostrato. E' difficile comprendere le restrizioni imposte alla Ricerca Scientifica dai "soliti noti".E' difficile comprendere la malattia, le malattie... soprattutto quando a pagarne lo scotto sono bambini.Questa è una testimonianza che ci dà forza, e che ammetto aver sorpreso anche me.Nonostante da anni lotto a fianco di mio padre, a volte, gli obiettivi raggiunti dai suoi studi, dalla sua perseveranza, riescono a sorprendermi.
Mi chiedo come molti rimangano fermi. Mi chiedo, soprattutto, sul gesto di queste mamme costituitesi in comitato - "Un altro passo avanti al mondo" - come chi ha ottenuto la guarigione con la Terapia C.R.A.P. possa tacere e rimanere in disparte.Persone che sembrano avere dimenticato la malattia, che non hanno deciso di divulgare quanto hanno imparato. Individui che sembrano avere dimenticato le paure, il senso di smarrimento, la solitudine che la malattia crea. Individui che scelgono di non aiutare gli altri ammalati, di non unirsi in questa lotta che gli ha permesso di vivere e che noi, con difficoltà e sacrificio portiamo avanti da quindici anni.
Queste "straordinarie" mamme credono, lottano per il diritto di cura e non soltanto per i loro figli. Dopo la costituzione del Comitato, la raccolta di firme, la petizione, la volontà di ottenere che gli esami, che la Terapia C.R.A.P. vengano supportati istituzionalmente ed economicamente.La cosa più bella di queste donne è che hanno deciso di mettere a disposizione degli altri, attraverso questo Comitato, il percorso terapeutico individuato da Giovanni Puccio e portato avanti con l'ausilio dei loro medici.
Prendendo spunto dal gesto di queste mamme che lottano a viso scoperto per la vita dei loro figli, che parlano agli altri, e che adesso tentano la strada istituzionale, sapendo benissimo quale sia la cortina di silenzio contro cui i nostri tentativi si sono imbattuti, invito - ancora una volta - tutti coloro che fanno o faranno la Terapia C.R.A.P. ad aiutare altri ammalati, a sfruttare il canale di internet - l'unico che possa permettere ancora un minimo di libertà d'informazione - per confrontarsi, parlare, divulgare.Voi, come noi, avete una responsabilità: quella di convivere con una verità che deve essere portata in luce.
Spero che il titolo di questo post, nonchè nome di questo comitato, sia di buon auspicio per tutti, per la nostra società investita sempre più da conflitti e inutili tensioni. Una società in cui l'individuo sposa sempre più atteggiamenti egoistici e xenofobi; in cui le malattie diventano croniche e fabbriche di soldi; in cui l'individuo diviene un numero, parte di un meccanismo invisibile.L'unica reale paura che dovremmo concederci è quella di non potere sapere realmente cosa accade... Mi rendo conto però che la verità è un peso troppo grande da sostenere...
Grazie a queste mamme e buona lezione di coscienza,Rossella PuccioAssociazione Emmanuele
Fonte tratta dal sito .
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domenica 22 giugno 2008
Poesie d'amore
Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima,
del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima ,
come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
~ Kahlil Gibran ~
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sabato 21 giugno 2008
L'incredibile Hulk
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venerdì 20 giugno 2008
1200 firme di scienziati contro il nucleare in Italia
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giovedì 19 giugno 2008
Antenne sotto la pelle...
La chiave è nella stupefacente forma dei dotti sudoripari umani. I Professori Yuri Feldman e Aharon Agranat insieme al Dott. Alexander Puzenko, al Dott. Andreas Caduff ed a Paul Ben-Ishai, studente di PhD, hanno scoperto che la pelle umana è strutturata come una schiera di piccole antenne che operano nella fascia di frequenza “Sub-Terahertz”.
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mercoledì 18 giugno 2008
Unilever. Dietrofront sull’olio di palma!
Vittoria! Gli oranghi di Greenpeace hanno convinto Unilever. L’amministratore delegato della multinazionale ha accolto la moratoria sulla distruzione della foresta pluviale in Indonesia per l’olio di palma. Ora Greenpeace va avanti con la sua campagna fino a quando le foreste indonesiane saranno protette. Non solo a parole ma con i fatti.
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martedì 17 giugno 2008
E se Nutella ditruggesse la foresta?


Il Gruppo Ferrero è il quarto gruppo dolciario al mondo. Attualmente guidato da Pietro e Giovanni Ferrero continua a crescere con 36 società e 15 stabilimenti operativi nel mondo. Dal 2004 Ferrero è il membro ordinario della RSPO.
La Nutella è il prodotto senz'altro più amato della Ferrero, una crema spalmabile a base di Oli Vegetali, Zucchero, Nocciola, Cacao. Il nome deriva dalla congiunzione di nut, che significa "nocciola" in inglese, e il suffisso ella per ottenere un nome orecchiabile.
Dalle analisi realizzate da Greenpeace presso due diversi laboratori di analisi in Italia e Germania risulta che la Nutella, il prodotto Ferrero più famoso sul mercato, contiene una frazione di oli vegetali del 31% costituita prevalentemente da olio di palma.
Abbiamo chiesto a Ferrero, in ben tre occasioni, di essere trasparenti nei nostri confronti dichiarando l'origine dell'olio di palma utilizzato per la Nutella indicandoci i nomi dei propri fornitori e le aree di produzione. Non abbiamo ricevuto una risposta soddisfacente. Ferrero si difende mettendo avanti l'argomento, molto debole, di far parte della RSPO quale garanzia della sostenibilità dell'olio di palma utilizzato per la Nutella e gli altri prodotti a marchio Ferrero. Ma nel recente rapporto "Borneo in Fiamme" Greenpeace ha dimostrato, presentando prove inconfutabili, come proprio i principali produttori di olio di palma della RSPO, tra fornitori della multinazionale Unilever, stiano perpetrando crimini ambientali gravissimi come il taglio a raso della foresta pluviale del Borneo, l'incendio e degrado delle ultime torbiere indonesiane e la cattura ed uccisione degli ultimi oranghi del Borneo e di Sumatra. E se per fare la Nutella si usasse proprio quell'olio di palma? Che garanzie abbiamo che i fornitori di Nutella non siano tra quelli che anche facendo parte della RSPO sono colpevoli di deforestazione? La Ferrero nelle sue risposte è reticente.
Ci piacerebbe che la Nutella rimanesse il mito positivo della nostra infanzia. Per poterlo fare però è necessario che Ferrero sia sincera con Greenpeace e i consumatori italiani dichiarando esplicitamente da chi si rifornisce di voler interrompere eventuali rapporti commerciali con quei fornitori che stanno deforestando per far spazio alle coltivazioni di palma da olio sostenendo insieme a Greenpeace un'immediata moratoria sull'espansione della palma da olio per salvare la foresta del Borneo.
Che Borneo sarebbe senza Nutella?
Dal 1990 l'Indonesia ha già perso 28 milioni di ettari di foresta. Se le torbiere venissero distrutte la quantità di gas serra emessa nell'atmosfera si avvicinerebbe all'emissione globale dell'intero pianeta nel corso di un anno: intorno ai 49 miliardi di tonnellate di CO2 e equivalenti. Dai dati raccolti nel rapporto di Greenpeace "Borneo in fiamme" emerge l'inquietante rischio che la degradazione di queste torbiere possa scatenare una catastrofe ecologica in termini di emissioni di gas serra nell'atmosfera. Il caso dell'Indonesia è emblematico in quanto dimostra che il problema delle emissioni dovute alla deforestazione deve trovare una soluzione a livello internazionale.
Scrivi a Nutella.Nutella è fatta con olio di palma che viene dall'Indonesia. E se i fornitori di Ferrero fossero gli stessi che stanno distruggendo la foresta del Borneo? Firma la Petizione e chiedi a Nutella la di essere trasparente con i propri consumatori, sostenere la moratoria sulla conversione delle foreste indonesiane e salvare la foresta del Borneo e il clima del pianeta.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 16 giugno 2008
Xeros, la lavatrice eco-friendly
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domenica 15 giugno 2008
Aforismi sulla vita
"Lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se stessi - ecco la ragione d'essere di ognuno di noi." (O. Wilde)
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sabato 14 giugno 2008
Earthlings: un altro documentario imperdibile
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venerdì 13 giugno 2008
I misteri di H.A.A.R.P....
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giovedì 12 giugno 2008
"Quattrocentotrentacinque"
Jacopo Fo
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mercoledì 11 giugno 2008
Le organizzazioni di consumatori europee chiedono agli elettori irlandesi di votare “No” al Trattato di Lisbona
Sei organizzazioni non governative (ONG) che rappresentano collettivamente i consumatori di tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea (UE) chiedono urgentemente agli elettori irlandesi di votare ‘No’ al prossimo referendum indetto in Irlanda sul Trattato di Lisbona. Piuttosto che dar vita a un'Europa “più efficiente”, come affermano i sostenitori del Trattato, le ONG temono fortemente che la vittoria del ‘Sì’ in Irlanda il 12 giugno e la conseguente applicazione del Trattato da parte di Bruxelles, servirebbe solo a peggiorare le falle crescenti della democrazia nei paesi dell’UE. La presunta efficienza politica e procedurale derivante dalla ratifica del Trattato, obiettano le ONG, può essere ottenuta solo con un ulteriore compromesso in termini di democrazia, privacy personale e libertà di scelta, tutti diritti attualmente sempre più a rischio nell’UE.
"Gli italiani e i cittadini di molte altre nazioni europee confidano nell'Irlanda per inviare un chiaro messaggio alla burocrazia europea: È così difficile capire che gli europei vogliono essere parte attiva del proprio futuro politico? Un'Europa unita può essere un obiettivo positivo, ma diventa inutile e persino dannoso se la decisione di unirsi e la definizione delle relative modalità non spetta ai cittadini, ma esclusivamente alle alte sfere", afferma Kathleen Gordon, portavoce de La Leva di Archimede.“Dopotutto, non dovrebbe essere la nostra Europa?"
Il Dr. Robert Verkerk, direttore esecutivo dell’Alliance for Natural Health, dichiara: “I cittadini europei si stanno rendendo rapidamente conto del fatto che il piano di gioco europeo va ben oltre alla realizzazione di un mercato comune e viola principi cari alle democrazie di tutto il mondo, soprattutto la libertà di espressione e di scelta. Una delle aree che verranno probabilmente più compromesse sarà la nostra libertà di scelta in tema di salute, soprattutto la nostra facoltà di optare per approcci naturali o alternativi, tra cui la scelta di non far vaccinare i nostri figli. Per questo chiediamo agli irlandesi di votare ‘No’ il 12 giugno; un ‘Sì’ accelererebbe la discesa verso il controllo centralizzato e dittatoriale di Bruxelles”.
Paul Anthony Taylor, direttore delle Relazioni Esterne della Dr. Rath Health Foundation e coordinatore della campagna, aggiunge: “I sondaggi mostrano che la maggioranza dei cittadini europei vuole un referendum sul Trattato di Lisbona. Tuttavia, nonostante i cittadini francesi e olandesi avessero già votato ‘No’ al 95% del suo contenuto nel 2005, i governi europei, inclusi il governo francese e quello olandese, hanno scelto di sottoscrivere il Trattato contro la volontà dei cittadini e senza referendum. Questa non è democrazia, ma una dittatura, nonché un oscuro presagio di ciò che accadrà con l'adozione del Trattato. I cittadini europei devono avere il diritto di esercitare un controllo sulle proprie vite e di prendere decisioni in merito a ciò che è meglio per sé e per le loro famiglie. Un ‘No’ in Irlanda il 12 giugno invierebbe pertanto un forte segnale all’UE, ovvero che qualunque sistema politico dovrebbe sostenere e rispettare i propri cittadini e non attirarsi il loro risentimento, altrimenti è destinato a fallire”.
Lutz Kliche, presidente dell’Alleanza per la Salute, la Pace e la Giustizia sociale, commenta: “È oltremodo oltraggioso escludere i cittadini europei dal prendere delle decisioni in merito a questioni così cariche di conseguenze a lungo termine, significative per il loro futuro. Osservando il modo in cui il cosiddetto “Trattato di riforma” è stato imposto nel parlamento tedesco e nel Consiglio dei Länder (dei governi regionali), due cose appaiono palesi: il Trattato è di estrema importanza per i gruppi di potere in Europa e in nessun modo noi, i cittadini, siamo considerati degni di intervenire in questa materia. È per questo che la decisione degli irlandesi è particolarmente importante, essendo gli unici che devono essere consultati per costituzione. Ci rivolgiamo pertanto ai nostri concittadini europei in Iralanda affinché rifiutino il Trattato di riforma in quanto manovra fraudolenta, un trucco sleale per privare i cittadini di diritti fondamentali sotto la maschera del cosiddetto progresso. Questo progresso serve solo alle multinazionali e a tutti coloro che da esse traggono profitto”.
Scott Tips, presidente della National Health Federation, dichiara: “Essendo il voto degli irlandesi sul Trattato l'unico ad essere ammesso, è estremamente importante che questo referendum abbia luogo e che la volontà dei cittadini irlandesi sia interpellata. È tuttavia increscioso il fatto che altri Stati Membri europei abbiano scelto di non consentire ai propri cittadini di votare e decidere su questa materia; mi congratulo pertanto con il governo irlandese, perché è evidentemente lo stato più democratico dell'Unione Europea e consente che questa votazione abbia luogo”.
Zeus Information Service spera che gli irlandesi votino 'No', mandando all'aria il progetto europeo. Louise McLean, la sua redattrice, afferma: “Un forte 'No' arriva dagli agricoltori irlandesi che capiscono che la legislazione dell’UE ostacolerà gravemente l'agricoltura nazionale. In quella che l’UE chiama 'post-democrazia' assisteremo a un imponente assalto alle nostre libertà e alla nostra privacy nel momento in cui il sistema del Common Law, norme di formazione giurisprudenziale applicate con successo nel Regno Unito da secoli, sarà eliminato. Le direttive dell’UE introducono potenti mezzi per frenare il nostro diritto di acquistare o utilizzare terapie naturali, integratori alimentari e medicine alternative. Pochi sanno che 110.000 leggi dell’UE recepite in sordina dall'ordinamento del Regno Unito entreranno in vigore dopo la ratifica del nuovo Trattato di Lisbona e con molta probabilità entro il 1° gennaio 2009. Qualcosa di molto sinistro denominato Common Purpose (Obiettivo comune) si è infiltrato in ogni istituzione europea con il presunto fine di “preparare” i cittadini al senso di appartenenza all'Unione”.
Le sei organizzazioni sostengono questa campagna affinché i cittadini abbiano diritto a un referendum ogni volta che si voglia modificare, a livello nazionale o europeo, delle leggi che riguardano loro da vicino. La campagna, European Referendum Initiative, è promossa dall’Alleanza per la Salute, la Pace e la Giustizia sociale, l’Alliance for Natural Health, la Dr. Rath Health Foundation, La Leva di Archimede; la National Health Federation e Zeus Information Service.
Per ulteriori dettagli visitare www.eu-referendum.org.
Fonte tratta dal sito .
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martedì 10 giugno 2008
Il ritorno dell’elettroshock
Sconfiggere questo ritorno al passato, secondo il professor Emilio Lupo, è un obbligo collettivo.C’è qualcuno che in Italia oggi vuole estendere l’utilizzo dell’elettroshock; che vuole usare questo shock elettrico per trattare un numero più alto di casi autorizzando molti più centri ad attuarlo; ma c’è qualcun altro che fermamente si oppone a questa scelta considerandola pericolosa e non necessaria. Così ancora una volta si fronteggiano le due anime della psichiatria italiana: una con a capo, tra gli altri, il professor Giovan Battista Cassano; l’altra, molto più basagliana, alla cui guida ideale potremmo porre il professor Emilio Lupo, segretario nazionale dell’associazione Psichiatria Democratica (http://www.psichiatriademocratica.com/).
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lunedì 9 giugno 2008
Chemtrails: ancora sul quarzo
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domenica 8 giugno 2008
Frasi sulla Vita - Felicità
“Il valore della vita non sta nella lunghezza dei suoi giorni, ma nell’uso che se ne fa: si può vivere molto a lungo, ma molto poco.”(Micheal De Montaigne)
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sabato 7 giugno 2008
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
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venerdì 6 giugno 2008
Cellulari e tumori: Il dubbio aumenta
Cellulari e Cancro, verità nascoste e ultime news. Riaccese le polemiche sulla connessione possibile fra cellulari e tumori. Il dubbio aumenta …
Cosa sanno i neurologi dei cellulari che noi non sappiamo? La settimana scorsa 3 eminenti neurochirurghi in un'intervista per la CNN con Larry King hanno dichiarato che non tengono il cellulare accanto alle loro orecchie. "Credo sia una pratica sicura", ha dichiarato il Dr. Keith Black, chirurgo al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, "quella di utilizzare un viva-voce in moda da mantenere lontana l'antenna a microonde dal proprio cervello". Così i ricercatori sono nuovamente al lavoro per scoprire se il più grande strumento di business è la causa del cancro al cervello per le persone che lo utilizzano costantemente.
Il Dr. Vini Khurana, professore associato di neurochirurgia presso l'Australian National University ha dichiarato apertamente la sua critica verso i cellulari spiegando: "Io uso i cellulari sono con il viva-voce. Non lo tengo assolutamente vicino al mio orecchio. Così con la recente morte del senatore statunitense Edward M. Kennedy di un tumore che gli scettici verso i cellulari lo associano all'uso del dispositivo elettronico, hanno contribuito a rinfocolare il lungo e discusso dibattito sull'uso del cellulare e del cancro. Il supposto legame fra la malattia e l'uso del telefono mobile non è convalidato da molti esperti tra cui l'American Cancer Society. La teoria che i cellulari provochino tumori cerebrali "sfida la credulità", ha dichiarato il Dr. Eugene Flamm del Montefiore Medical Center. Secondo la Food and Drug Administration, 3 grandi studi epidemiologici dal 2000 non hanno mostrato effetti nocivi. Il CTIA - la Wireless Association, il principale gruppo di commercio e industria dei cellulari ha dichiarato: "La stragrande maggioranza degli studi che sono stati pubblicati in rinomate riviste scientifiche di tutto il mondo dimostrano che i telefoni mobili non rappresentano un rischio per la salute".
Ma il F.D.A. rileva tuttavia che la ricerca non risponde a domande e quesiti a lungo termine riguardo l'esposizione all'uso del cellulare. Per questo numerosi critici spiegano che gli studi sono viziati proprio per questo motivo e perché non distinguono un uso casuale e da uno frequente. Ad ora si sa che i cellulari emettono radiazioni non ionizzanti, quindi solo onde di energia che sarebbero troppo deboli per rompere i legami chimici e danneggiare la struttura del DNA causando notoriamente il cancro. E non vi è alcun meccanismo biologico noto a spiegare come le radiazioni ionizzanti potrebbero causare il cancro. Ma i ricercatori che hanno sollevato le preoccupazioni sono gli stessi a dire che solo perché la scienza non può spiegare il meccanismo non significa necessariamente che il danno possa compiersi. Preoccupazioni si sono concentrate poi sul calore generato dai cellulari e dal fatto che le frequenze radio vengono assorbite in gran parte dalla testa e dal collo. In studi recenti però suggeriscono un rischio, i tumori tendono a verificarsi sullo stesso lato della testa dove il paziente tende generalmente ad appoggiarvi il telefono cellulare. L'anno scorso già l'American Journal of Epidemiology ha pubblicato dei dati che evidenziano un rischio più elevato del 58% per un tipo di tumore dovuto all'uso pesante del cellulare in Israele. E ancora un altro studio svedese ha evidenziato un raddoppio del rischio di neuroma acustico dopo 10 anni di pesante uso del cellulare.
Tutt'ora persone come Louis Slesin, redattore del Microwaves News ha dichiarato che "Ci sono alcuni risultati molto sconcertanti e che suggeriscono un grave problema anche se è troppo presto per giungere a conclusioni definitive". Il Dr. Paul J. Rosch, professore al New York Medical College invece ha annunciato una pesante realtà "Sempre più bambini utilizzano i cellulari e proprio loro possono esserne i più colpi. I loro cervelli sono in rapida crescita ma il loro cranio è ancora molto sottile". E dietro le quinte fra cellulari e fornitori di servizio sta avendo seguito la tanto attesa ricerca della Interphone, il progetto di ricerca in cui partecipano 13 paesi di tutto il mondo coordinato da un'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Il progetto considerato il più completo ad esaminare il potenziale legame tra uso del cellulare e cancro dovrebbe essere stato originariamente pubblicato nel 2006 ma la relazione finale non è stata ancora rilasciata e la frustrazione tra alcuni scienziati si sta percependo, spiegando che tale ritardo non dovrebbe essere tollerato in un contesto come questo. Ad oggi per le persone che sono preoccupate per ogni possibile rischio una soluzione molto semplice è quella di utilizzare un auricolare. Ma il timore è anche dovuto al fatto che nonostante il rischio individuale dell'utilizzo del cellulare sia basso, con 3 miliardi di utenti in tutto il mondo, anche un minuscolo rischio si tradurrebbe in una grande preoccupazione per la salute pubblica a livello globale. "Non possiamo ancora dire con certezza che i cellulari siano sicuri o meno", ha dichiarato il Dr. Nero nell'intervista della CNN. "La mia preoccupazione è che con l'utilizzo diffuso dei cellulari, la peggiore delle ipotesi sarebbe di scoprire una correlazione fra cancro e telefoni mobili in via definitiva in studi che termineranno fra 10 anni, quando milioni di dispositivi mobili verranno utilizzati costantemente in tutto il mondo".
Fonte tratta dal sito .
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giovedì 5 giugno 2008
Gli effetti della Coca-Cola
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mercoledì 4 giugno 2008
Chi era Arnold Ehret
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martedì 3 giugno 2008
Il laser della pioggia

Dilagano sempre più l'ipocrisia e le menzogne circa i cosiddetti cambiamenti climatici: sappiamo che le modificazioni meteorologiche cui assistiamo da almeno un decennio sono, per lo più, indotte attraverso le scie chimiche ed i sistemi H.A.A.R.P. Sappiamo che la siccità che affligge molte aree del pianeta è causata dalla diffusione in atmosfera di elementi igroscopici, eppure gli "esperti" attribuiscono l'aridità all'onnipresente riscaldamento globale ed all' effetto serra. Ora i soliti noti dichiarano di voler combattere la siccità, da loro stessi provocata, con nuove mirabolanti tecnologie. Bugiardi patentati! Sepolcri imbiancati! Basterebbe che smettessero di inseminare le nuvole con bario, gel di silicio e quant'altro e pioverebbe quanto basta.
Un esperimento franco-tedesco ha dimostrato che un giorno si potrà forse far diluviare a comando. Il tutto grazie a speciali laser che ionizzano le nuvole e producono scariche elettriche che innescano tuoni e fulmini. La danza della pioggia ? Roba vecchia. Ora, per far piovere, ci sono i laser.
Nel New Mexico (U.S.A.), ricercatori francesi e tedeschi hanno dimostrato come sia possibile scatenare non solo la pioggia, ma addirittura i temporali. Il tutto, “semplicemente” colpendo le nuvole con un raggio luminoso amplificato ultrapotente. In pratica, André Mysyrowicz e colleghi hanno indirizzato “flash” di fasci laser da cinque terawatt (cinquemila miliardi di watt, in pratica la potenza prodotta da cinquanta miliardi di lampadine da 100 watt) ad elevatissima velocità verso alcune nuvole-bersaglio, dentro le quali si sono formati “canali” di molecole ionizzate in grado di condurre elettricità.
Benché attualmente si possa solamente innescare la reazione a catena che genera i tuoni e i fulmini senza produrre precipitazioni, secondo gli scienziati, sviluppando la potenza dei canali di molecole, sarà possibile scatenare veri e propri temporali, ad esempio su aree arse dalla siccità.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 2 giugno 2008
Rebus - Giza, il mistero della Sfinge (Indicatore stellare)
Pubblicato da Cris a 06:29 6 commenti
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