venerdì 31 ottobre 2008

"Acqua privatizzata in gran segreto"

La notizia è passata quasi inosservata, ma dallo scorso 5 agosto l’Italia ha deciso che la sua acqua può essere privatizzata. La denuncia arriva da Padre Alex Zanotelli attraverso una lettera inviata a Beppe Grillo. Per l’esattezza il provvedimento è contenuto nell’articolo 23 bis del decreto legge numero 113, comma 1, firmato dal ministro G. Tremonti dove si dà il via alle privatizzazioni dei servizi offerti dai diversi enti. Ed ecco cosa recita il primo comma dell’art. 23 bis:
Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.L’approvazione è avvenuta con il consenso dell’opposizione e più precisamente del PD. Come scrive Zanotelli nella sua lettera:
Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta (una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!). Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Pubblichiamo, qui di seguito, una lettera che Padre Alex Zanotelli ha inviato a Beppe Grillo:

“Caro Beppe,nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua.
Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.
Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta (una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.
Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti!
Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali.I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.
“ Stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo?
Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati.Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%!Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina!Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina!L’obiettivo?Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa.
Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori , che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese?Perchè siamo così immobili?Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua?Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”Sull’acqua ci giochiamo tutto!Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!”.
padre Alex Zanotelli
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giovedì 30 ottobre 2008

Gli ogm e il piano segreto per diffonderli

Secondo l'Independent, che sarebbe riuscito a recuperare documenti riservati, i leader europei stanno preparando in forma riservata una campagna senza precedenti per diffondere in tutto il continente i prodotti alimentari ogm.
I documenti divulgati dal quotidiano britannico nell'edizione domenicale - la minuta di una serie di incontri privati dei rappresentanti dei 27 governi - rivelano una serie di piani per "accelerare" l'introduzione di colture e prodotti alimentari e per "affrontare" la resistenza dei consumatori.
Dimostrano inoltre che i leader vogliono coinvolgere "rappresentanti del settore agricolo" e "l'industria" (presumibilmente anche gigante biotech come Monsanto, scrive l' Independent ) per essere più efficaci nel contrastare "l'interesse" degli ambientalisti.
Le notizie del piano segreto sono destinate a sollevare una tempesta di proteste in un momento in cui la diffusa preoccupazione per la tecnologia ogm è in aumento, anche in quegli stessi Paesi che hanno finora hanno accettato le culture biotech. Le riunioni riservate sono state convocate da Jose Manuel Barroso, il presidente della Commissione pubblicamente favorevole agli ogm, e sono state presiedute dal suo capo di gabinetto, Joao Vale de Almeida.
I primi ministri e capi del governo di ciascuno dei 27 Stati membri sono stati invitati a nominare un rappresentante per gli appuntamenti privati. Né la composizione del gruppo, né i suoi obiettivi e meno ancora i risultati delle riunioni sono state resi pubblici. Ma il quotidiano inglese ha ottenuto documenti riservati, tra cui un elenco di presenze e le conclusioni delle due riunioni svolte fino a questo momento: il 17 luglio e lo scorso 10 ottobre.
L'elenco rivela come gli stessi Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel, apparentemente contrari alle culture ogm, abbiano invece inviato agli incontri stretti collaboratori. I verbali rivelano che le discussioni abbiano principalmente toccato due temi: la preoccupazione su come accelerare l'introduzione di colture ogm e degli alimenti e i metodi da adottare per convincere i consumatori ad accettarli. L'introduzione di prodotti modificati devono essere approvati da parte dell'Unione europea prima di poter essere seminati o venduti in Europa.
Ma anche se i funzionari della Commissione sono in genere favorevoli, i governi sono divisi, e questo ha causato una situazione di stallo. Alla fine della prima riunione i presenti hanno concordato una "accelerazione del processo di autorizzazione sulla base di solide valutazioni, questo per rassicurare l'opinione pubblica", mentre con il secondo incontro si è definito che "le decisioni potrebbero essere rese più velocemente senza compromettere la sicurezza."
Ma i documenti mettono in luce come Barroso stia interpetando il proprio ruolo andando al di là della mera esortazione, ma tentando di persuadere i primi ministri di annullare la propria politica agricola e ambientale a favore degli ogm. "Ha ricordato l'importanza per primi ministri a guardare al quadro più ampio", e "ha invitato i partecipanti a riferire le discussioni ", ed "ha sottolineato l'importanza di attirare l'attenzione al dibattito in corso in sede di Consiglio [dei ministri] ". "Il modo migliore per trattare con l'opinione pubblica", si legge nella minuta degli incontri in cui si è discusso del problema dell'opposizione, è sollevare "un' emozione, sostenuta da opinioni autorevoli ". E Barroso sottolinea "il ruolo del settore, partner economici e della scienza che devono contribuire attivamente a sollevare tale dialogo". E aggiunge che "i consumatori denunciano di essere male informati" e sottolinea come "i rappresentanti del settore agricolo dovrebbero avere più voce".
E riferendosi ai gruppi ambientalisti ha affermato che il dibattito "non dovrebbe essere lasciata a quei soggetti interessati".
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 29 ottobre 2008

La mappa dell'Italia inquinata: cerca la tua città

PeaceLink ha elaborato una mappa delle zone dove di concentrano le emissioni di diossina, mercurio, IPA, benzene, PCB, arsenico e piombo. Che fare? Una proposta di intervento è quella di intervenire nelle AIA, le autorizzazioni integrate ambientali in discussione al Ministero dell'Ambiente e presso le Regioni.
Gli esperti di Peacelink hanno elaborato la mappa dell'Italia inquinata con la graduatoria delle città rispetto ai livelli di sostanze tossiche nell'ambiente. Ecco qualche esempio. Trieste, al sesto posto, si distingue per il mercurio in acqua (489 chili all'anno) e, sempre in acqua, per il piombo scaricato: ben 1168 chili annui. Siracusa si classifica al settimo posto per le emissioni degli stabilimenti di Augusta e Priolo. A Carbonia Iglesias, provincia che si posiziona all'ottavo posto, si concentrano diversi insediamenti, dagli stabilimenti di Portovesme a quelli del Sulcis. Nella provincia di Sassari, nona in classifica, troviamo gli insediamenti di Porto Torres e della centrale termoelettrica sul fiume Santo. Mentre Ravenna si posiziona al decimo posto per l'11,6% di tutto il benzene italiano scaricato in acqua.
Tutte emissioni che risulterebbero regolarmente "autorizzate"!
Peacelink è anche propositiva : "Sono in corso le procedure nazionali e regionali di autorizzazione delle aziende - dice l'associazione - Occorre far partecipare i cittadini alle AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)". Clicca qui se vuoi saperne di più sull'AIA.
Per consultare la mappa e vedere a che posto si colloca la tua città clicca qui .
Fonte tratta dal sito .

martedì 28 ottobre 2008

"Nuova campagna: disdici il canone Rai"



Roma - Centinaia di migliaia di persone hanno firmato per la sua abolizione, in moltissimi da anni sbattono la testa contro la burocrazia del Canone RAI della quale nessuna istituzione si assume la responsabilità, la stessa RAI si avvantaggia di una situazione di totale caos normativo e di quello che più volte è stato definito scaricabarile istituzionale. Tutto questo secondo ADUC, l'Associazione che ha per prima promosso una grande indagine sulle verità nascoste del Canone, non può che condurre ad una soluzione: disdire il Canone.
Ed è quindi partita nelle scorse ore la campagna ADUC Disdici il canone Tv, con il sottotitolo "per ristabilire la legalità". A detta dell'Associazione degli utenti e dei consumatori le istituzioni non rispettano la legge, e le accuse vanno dal mancato insediamento della commissione parlamentare di vigilanza RAI fino alla mancata pubblicazione delle consulenze esterne e dei compensi RAI fino, ancora, a comportamenti considerati vessatori nei confronti di cittadini che abbiano disdettato il canone, passando poi per le celebri lettere di richiesta del pagamento del canone ("richieste intimidatorie", specifica ADUC) fino al comportamento lesivo dei diritti di incaricati RAI nelle case degli utenti.
Su tutto questo, insiste ADUC, si innesta il fatto che da due anni il ministero delle Comunicazioni, oggi Sviluppo Economico, non risponde alle interrogazioni parlamentari sulla questione, l'Agenzia delle Entrate non sa definire su quali apparecchi vada pagato il canone e la RAI , che richiede il pagamento del Canone anche per apparecchi non televisivi. A rendere il tutto ancora più paradossale, segnala ADUC, la "mancata attuazione della legge che prevede l'esenzione dal canone per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo".
Da qui, evidentemente, segnala ADUC, la necessità di una reazione dei cittadini. "Fino a quando non sarà ristabilita la legalità - scrive l'Associazione nel manifesto della campagna - lanciamo l'iniziativa Disdici il canone Rai".
"Non chiediamo ai cittadini di smettere di pagare con scioperi o altro, in quanto sarebbero sanzionati - specifica ADUC - Li informiamo su come disdire il canone legalmente, attraverso la richiesta di suggellamento della propria tv (un impegno a non guardare i programmi televisivi)".
La procedura richiede alcuni passaggi a partire dalla compilazione di un modulo messo a disposizione da ADUC. Che specifica anche come, se la richiesta di disdetta viene inviata entro fine anno, allora "dal 1 gennaio 2009 il canone non sarà più dovuto".
"Nonostante sia praticamente impossibile per le autorità verificare se qualcuno utilizza o meno il televisore suggellato - conclude ADUC - invitiamo chi lo farà a rispettare la legge, così come dovrebbero fare le istituzioni".
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lunedì 27 ottobre 2008

Psicofarmaci: risarcimenti record per Eli Lilly e Glaxo

La casa farmaceutica Eli Lilly ha patteggiato il pagamento di 62 milioni di dollari a 33 Stati Usa, per chiudere un’inchiesta avviata dai Procuratori generali dell’Illinois e dell’Oregon, in cui era accusata di aver promosso l’antipsicotico Zyprexa anche per patologie diverse dalla schizofrenia e dai disturbi bipolari, le sole per le quali ha ricevuto l’autorizzazione dalla Food and Drug Administration (FDA). Zyprexa veniva promosso, ad esempio, anche per l’uso pediatrico e per la demenza nei pazienti anziani, nei quali aumenta il rischio di morte.
Eli Lilly afferma di aver scelto il patteggiamento “per potersi concentrare sulle proprie attività”, anche se nel corso delle indagini non sono emerse prove che la casa farmaceutica abbia violato le leggi statali. Il Procuratore generale dell’Illinois, Lisa Madigan ha invece sottolineato che “le pratiche commerciali ingannevoli di Eli Lilly sono state illegali e molto pericolose, per di più praticate nei confronti di medici che operano con pazienti molto vulnerabili, come bambini e anziani affetti da demenza”. Si tratta del maggior risarcimento pagato da una casa farmaceutica in una causa promossa da singoli Stati, superiore ai 58 milioni di dollari patteggiati da Merck, lo scorso maggio, in una causa relativa all’antinfiammatorio Vioxx.
Il patteggiamento, annunciato ieri, non chiude le cause avviate da altri undici Stati, sempre per promozione illegale dello Zyprexa. Resta aperta anche quella avviata dal governo Federale, in cui si prospetta un patteggiamento da oltre un milione di dollari, seguito da una denuncia penale nei confronti di Eli Lilly. Lo scorso marzo, la casa farmaceutica aveva patteggiato un risarcimento di 15 milioni di dollari a favore dell’Alaska, che l’accusava di aver nascosto informazioni sui rischi dell’antipsicotico, in particolare diabete, obesità e iperglicemia.
La compagnia ha già patteggiato la chiusura di circa 31.000 cause promosse da pazienti che hanno utilizzato lo Zyprexa, pagando 1,2 miliardi di dollari di risarcimenti. Proseguono, invece, le cause promossa da alcune compagnie assicurative, operanti nel campo sanitario, e da azionisti. Si stima che, a partire dal 1996, quando fu autorizzato per la prima volta negli Usa, lo Zyprexa sia stato prescritto a 26 milioni di pazienti nel mondo. Attualmente l’antipsicotico, autorizzato solo per i pazienti al di sopra dei 18 anni, è commercializzato in oltre 80 paesi ed è il farmaco più venduto da Eli Lilly, con ricavi, nel 2007, pari a 4,8 miliardi di dollari.
La Glaxo Smith Kline è nuovamente alla luce dei riflettori negli USA per una causa sull'utilizzo di Paroxetina su minori, i cui marchi più noti in Italia sono Paxil, Serotax, Seroxat, Sereupin. ll giudice Michael Davis (USA) ha approvato l’accordo finale di 40 milioni di dollari di sanzione contro la GSK , multinazionale farmaceutica. Lo studio legale Baum, Hedlum, Aristei & Goldman ha avviato la class-action basandosi su un documento interno della GSK (Glaxo Smith Kline) che dimostra che GSK ha promosso il Paxil come uno psicofarmaco per bambini e adolescenti a dispetto di comunicazioni interne che confermavano che la sperimentazione clinica di Paxil nella depressione pediatrica non superava l’effetto placebo delle pastigliette di zucchero, ed anzi la molecola ha mostrato un tasso di suicidalità molto superiore al placebo (ideazione suicidaria su minori mai prima d’ora affetti da turbe psichiatriche autolesioniste, ndr).
Ciononostante, GSK ha messo sul mercato il Paxil promozionandolo come “considerevolmente sicuro e efficace” sui bambini depressi. Paxil non è stato mai approvato sui bambini, per cui non c’erano avvertenze particolari sul suo uso pediatrico sul foglietto informativo del Paxil, in nessun paese dove il farmaco è stato commercializzato. La GSK non avrebbe dovuto promuovere l’uso del Paxil sui bambini, quando gli esperimenti pediatrici interni alla GSK hanno dimostrato che il Paxil non era più efficace delle pillole di zucchero del placebo, ed inoltre considerato che questo psicofarmaco ha causato nei pazienti un aumento del numero di pensieri suicidi. Il giudice Davis ha puntualizzato che questo è stato un caso legale da “nervi a fior di pelle”, in relazione all’attenzione mediatica internazionale sul caso, e Davis ha deciso che dei 40 milioni di dollari di sanzione pagati dalla Glaxo un milione di dollari sia destinato a donazioni per scopi sociali e umanitari ad associazioni il cui scopo primario includa i bambini affetti da turbe mentali, e il restante sia distribuito fra i genitori dei minori che hanno promosso l’azione legale.
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domenica 26 ottobre 2008

"Alimenti; Prosciutto Parma scaduto, ripulito e messo in vendita"

Invece di essere smaltiti, venivano ripuliti delle parti marce e infestate dai parassiti. Poi erano confezionati, etichettati con una nuova data di scadenza, e rimessi sul mercato, nel circuito dei mercati rionali, degli ambulanti e dei market etnici. E' questo il percorso che seguivano i salumi sequestrati dai Nas il 21 ottobre negli stabilimenti dell'azienda 'Salumi Val Baganza srl' in provincia di Parma. Circa 32,5 tonnellate di insaccati vari: culatello, salame, pancetta, ma soprattutto prosciutto col marchio di Parma, che finiva in commercio con un prezzo intorno ai 2,5 euro, contro gli otto euro del prodotto sano.
Le indagini sono tuttora in corso, spiega il generale dei Nas Cosimo Piccinno, sottolineando che l'informazione sul sequestro è stata diffusa praticamente "in tempo reale. Noi siamo intervenuti sul segmento centrale, ora bisogna vedere cosa c'è prima e dopo lungo la filiera". Si tratta infatti di individuare come i prodotti, che evidentemente dovevano essere smaltiti attraverso la distruzione, essendo passata la data di scadenza, sono finiti invece in quel deposito. L'ipotesi è che ci sia dietro una organizzazione criminale legata a qualche azienda incaricata dai consorzi di effettuare lo smaltimento. Consorzi che, hanno specificato i Nas, stanno collaborando alle indagini e che hanno tutto l'interesse a smascherare questa frode che compromette la loro immagine e il loro mercato. E' possibile escludere, ha sottolineato Piccinno, che il prodotto adulterato sia finito sugli scaffali dei supermercati, perché il circuito della grande distribuzione organizzata si serve direttamente dai produttori segnalati dai consorzi.
Venti tonnellate di prodotti sono già stati avviati a distruzione, sul resto continuano le analisi. In gran parte si tratta di prodotto scaduto da anni, in alcuni casi dal 2003.
Gli insaccati sono stati sequestrati in uno stabilimento per la lavorazione del prosciutto crudo nel comune di Felino (Parma) e in un deposito a Langhirano (Parma). Entrambe le strutture fanno capo a un unico titolare, che dovrà rispondere di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, di frode in commercio e di uso di segni mendaci.
La cosa raccapricciante e gravissima - sottolinea il sottosegretario alla Salute Francesca Martini - è che siamo arrivati al maquillage dei salumi. E' grave soprattutto perché viene intaccata in questo modo l'immagine di un marchio famoso in tutto il mondo come il prosciutto di Parma. Si tratta - ha concluso di una delle frodi più vergognose che hanno invaso il nostro Paese.
Fonte trata dal sito .

sabato 25 ottobre 2008

L'annullamento dell'essere umano

“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. B. Brecht

Di recente il gentilissimo Pierpaolo Saba, coordinatore dell'U.S.A.C. Sardegna, mi ha fornito del prezioso materiale relativo alle scie chimiche ed alla sindrome di Quirra nell'isola. È questa la dicitura con cui sono raggruppate gravi patologie (tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin) diffuse nel Sarrabus, “sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari. Sorge qui la più grande base N.A.T.O. del Mediterraneo, il più vasto poligono sperimentale interforze d'Europa. E' una presenza oscura, lì da più di trent'anni, chiusa e inquietante con i suoi strani bersagli per le esercitazioni sparsi sul litorale o negli altopiani dell'entroterra”.
Almeno sin dal 1977, in quest'area, comprendente i comuni di Villaputzu, con la tristemente nota frazione di Quirra, e di Perdasdefogu, sono numerose le morti per malattie tumorali e le nascite di bimbi con malformazioni orribili. Quasi tutte le vittime operavano all'interno del poligono di tiro per un'azienda, la Vitrociset, che si occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o abitavano nelle campagne circostanti. Le persone colpite, per lo più soldati e pastori, appartengono a tutte le fasce tutte le età. Le analisi ed i prelievi del terreno hanno rilevato la presenza di uranio impoverito, di cesio 136 e tungsteno.
In questi ultimi tempi, è stato accertato che le patologie riscontrate, sono collegabili non alla radioattività degli elementi chimici sopra citati, ma alle nanoparticelle che, non trovando, a causa delle loro ridottissime dimensioni, idonee barriere nell'organismo, penetrano nel cervello, nel fegato, nella milza, nelle ghiandole linfatiche con effetti devastanti.
La sindrome di Quirra è un'atroce dimostrazione di quanto sia immondo l'apparato militare ipocritamente definito “difesa”, laddove è strumento di aggressioni, di carneficine e di morte. Eppure questa realtà può solo allungare la già nutrita lista di orrori del nostro pianeta, devastato da generali pazzi e sanguinari, dai folli progetti di dominio del Dottor Stranamore.
La sindrome di Quirra, negata o ignorata o ridimensionata dalle autorità, attribuita dai militari a non meglio precisate tare genetiche, dovrebbe convincere il più strenuo difensore delle istituzioni, il più scalmanato ammiratore delle divise, almeno a tacere o a cambiare discorso. Si trova sempre un avvocato del diavolo, ma qui forse non è così facile. Eppure dove fallisce la malafede di chi celebra i benefici del nucleare, delle emissioni degli inceneritori, degli organismi geneticamente modificati, dei farmaci “anti-tumorali” (è arcinoto che sono dei vari toccasana), riesce l'indottrinamento.
Infatti, tra le vittime dell'uranio impoverito, del tungsteno e del cesio 136, è stato interpellato un soldato che, pur affetto da una sindrome mortale, con incredibile cecità, decanta di fatto i “valori” della “patria”, magnifica l’espletamento del servizio. Egli, con intima persuasione pari solo al totale annebbiamento della sua coscienza ottenuto con anni di programmazione e di condizionamento mentale, afferma che è necessario sperimentare i sistemi d'arma, usare proiettili veri e le altre munizioni, per addestrare, in modo efficace, i soldati a combattere sul campo i “nemici”. La “patria” va difesa: i nemici vanno neutralizzati. La vittima si identifica in toto con il carnefice e lo ama di un amore infinito, assoluto. Il sottufficiale snocciola, quasi infervorandosi, i luoghi comuni della propaganda bellicista, come fosse un demone che parla attraverso un posseduto. Sconvolgente !
Questa distorsione della verità, di fronte alla quale il rovesciamento prospettato da Orwell in 1984, sembra quasi ingenuo, è espressa da un alienato che stupra la lingua in modo vergognoso, seppur del tutto inconsapevole. Già: questo stupro è forse più grave delle innominabili nefandezze perpetrate dai militari. Il “dovere” è il carcere mentale che il prigioniero, con le sue stesse mani, ha costruito. I nemici semplicemente non esistono, se non nei deliri di un allucinato. I veri nemici sono quelli che trovano sempre la carne da cannone, carne precedentemente ammollata. Il dovere è autoflagellazione e si potrebbe definire masochismo, se qui in gioco non fosse soltanto una mostruosa tara psichica, ma soprattutto l'inversione satanica del linguaggio, un'inversione antica come il mondo, ma oggi trionfante con il suo nero vessillo.
Dulce et decorum est pro patria mori: è dolce ed onorevole morire per la patria. Questo sventurato, come molti altri, muore contento per Satana e lo venera come fosse Dio.
Fonte tratta dal sito

venerdì 24 ottobre 2008

Sempre più medici tedeschi...

Un elevatissimo numero di medici tedeschi non regge allo stress professionale e decide di togliersi la vita. A lanciare l'allarme sono il quotidiano 'Bild' ed il settimanale 'Der Spiegel' che attribuiscono la causa di fondo all'eccessivo lavoro a cui sono sottoposti i sanitari tedeschi. “I nostri medici sono troppo malati”, titola a caratteri cubitali 'Bild', che sottolinea come ad aver bisogno di cure è proprio la categoria professionale chiamata ad occuparsi della salute degli altri. Il settimanale di Amburgo rivela invece che sono 200 i camici bianchi tedeschi che ogni anno si suicidano, mentre il presidente dell'associazione di categoria (Baek), Dietrich Hoppe, spiega che “i problemi economici ed un disumano carico di lavoro fanno ammalare un numero sempre più elevato di sanitari”.
Lo 'Spiegel' scrive che i medici di famiglia sono costretti a lavorare 55 ore per settimana, impiegando un quinto del loro tempo a svolgere mansioni burocratiche e amministrative, causate dal complicato sistema sanitario tedesco. Una percentuale tra il 10 ed il 15 per cento dei sanitari finisce per cadere preda della dipendenza dall'alcol e dai medicinali, mentre le statistiche rivelano che il numero di suicidi tra i medici donna è tre volte più elevato di quello dei loro colleghi maschi. Il professor Stephan Ahrens, direttore del centro per malattie psicosomatiche di Amburgo, dichiara a 'Bild' che tra i suoi pazienti ci sono “sempre più medici, uno su nove malati. Dopo i manager, si tratta della categoria professionale che fa più spesso ricorso alle nostre cure”.
Ad essere più colpiti da depressioni, stress e attacchi di panico sono gli psichiatri e gli anestesisti. Secondo le stime degli esperti, un medico tedesco su dieci soffre della sindrome del “burn-out”, il logoramento da eccesso di lavoro, mentre negli ospedali il fenomeno riguarda un sanitario su tre. Per molti camici bianchi, che alla fine non riescono a reggere allo stress professionale, la tragica via d'uscita sembra essere proprio il suicidio, come conferma il professor Ahrens, che aggiunge laconico: “quando un medico decide di togliersi la vita, sa come fare”.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 23 ottobre 2008

Consiglio al Navigante

Lo psiconano ha lanciato “un avviso ai naviganti”. Ha preso ispirazione dal suo modello, Putin. E ha dichiarato con scansione di parole degna di un padrone che si rivolge ai suoi servi: “Convocherò oggi il ministro degli Interni, darò a lui istruzioni dettagliate” per l’utilizzo della Polizia nelle scuole occupate.Maroni-prendi-istruzioni è lo stesso condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio (addentamento di polpaccio) a pubblico ufficiale.Io, più civilmente, vorrei dare un consiglio, non un avviso, al Navigante: di tagliare la corda. Non è l’unico responsabile dello sfascio, anche se il più in vista. Pagare per tutti non gli conviene. Meglio fare alla romana e filarsela all’inglese.
Il crollo della finanza sta passando il testimone all’economia. Non tutti hanno azioni, ma tutti fanno la spesa e devono mantenere una famiglia.Le aziende sono strangolate dall’indebitamento e le banche non fanno più credito. In media ogni impresa italiana è indebitata per 176.000 euro. Il gran totale dei debiti aziendali è salito a 916,3 miliardi di euro. Quante imprese chiuderanno quest’anno? Almeno 300.000, ma è un numero prudente, molto ottimista. Nel 2009 la produzione industriale diminuirà, il Prodotto Interno Lordo sarà negativo, le serrate potrebbero raddoppiare. Quando diminuisce la produzione si perdono posti di lavoro. Quanti rimarranno a casa entro la fine del prossimo anno? Due milioni è un numero plausibile.
3,2 milioni di famiglie rischiano di perdere la casa. La rata del mutuo a tasso variabile sta diventando insostenibile. Finiranno in mezzo a una strada? E’ possibile.L’Islanda è fallita, chi l’avrebbe detto un mese fa? L’Italia fallirà? Chi non l’ha pensato almeno una volta? Il debito pubblico si aggira, senza dare troppo nell’occhio sui mezzi di informazione, sui 1.700 miliardi di euro con 80 miliardi di interessi all’anno da pagare.Non è più il tempo che Gianni Letta filava. Il bel tempo di Alifarsa, del grembiulino nelle scuole e delle impronte ai Rom è finito. E anche quello della legge salvaprocessi e del Lodo Alfano e dell’opposizione fantasma di Topo Gigio.Da Palazzo Chigi a Hammamet è un attimo. Nel caso, il Navigante porti con sé Veltroni.
Il blog è a disposizione di studenti e professori per i loro video su interviste, manifestazioni e manganellature (so che saranno numerose). Nella barra in alto: "La Scuola in diretta", scorreranno in continuazione i video nei prossimi giorni. Caricate il video su YouTube e inviate la segnalazione al blog.Loro non molleranno mai, noi neppure.
Fonte tratta dal sito

Sembrano dei menomati mentali questi cialtroni che ci vogliono comandare a bacchetta!!!!!!!!!
Sono solo dei buffoni!!!!!!!!!!!!
Forza Beppe!!!!!!Siamo con te!!!!!!!Sono con te!!!!!!!!Non molleremo mai!!!!!Non mollerò mai!!!!!

mercoledì 22 ottobre 2008

Gli utili idioti

Banchieri, dirigenti di gruppi bancari ed industriali sono ormai d'accordo per l’ennesima truffa, per arrivare a nazionalizzare un debito creato dalla speculazione. Le Banche non hanno più banconote e l'emissione del denaro "a debito" per coprire i buchi delle società di speculazioni è ormai al limite, mentre nel frattempo cominciano a fallire gli Stati. Ma chi ha fatto scatenare questi ingranaggi e perchè il suo obbiettivo è quello di far cambiare l'economia mondiale?
Questa crisi finanziaria, di dimensioni sproporzionate, non è una crisi vera e propria, ma una situazione indotta di emergenza per indurre gli Stati a farsi carico del grande debito delle Banche. Dietro le parole del Presidente del Consiglio Berlusconi si nascondono delle importanti verità, che gli italiani non possono sapere, e che sono ineluttabili. Banchieri, dirigenti di gruppi bancari ed industriali sono ormai d'accordo per l’ennesima truffa, per arrivare a nazionalizzare un debito creato dalla speculazione, e non certo dai cittadini comuni che non sono riusciti a pagare il loro mutuo. Rispetto all’ammontare delle transazioni per prestiti e mutui - pur concessi a fronte di una riserva frazionaria minima, inferiore al 2% - le manovre speculative interbancarie sono di gran lunga superiori. Intendiamoci, i bilanci delle Banche hanno al loro interno attività e riserve, spesso costituite da titoli e collaterali emessi ( o garantiti) da altri Gruppi bancari, e ancora derivati speculativi, nonché movimenti interbancari non sempre trasparenti. Allora, che non ci vengano a raccontare che le persone non pagano i loro debiti, perché sono le imprese e i piccoli risparmiatori ad alimentare questo circuito vizioso.
Sorge dunque il dubbio su dove vadano a finire i soldi dei Banchieri, delle pensioni, degli investitori, perché a sentir parlare loro sembra che siano state inghiottite dal crollo delle Borse. I mercati valutari non sono inceneritori, ma sono delle sale scommesse, che si reggono sulla base del meccanismo domanda-offerta, per cui se qualcuno perde denaro, automaticamente l’altro li guadagna, ma il denaro non sparisce. Si arricchiscono i più forti tra i furbi, e soccombono gli illusi, ossia coloro che credevano di ingannare il cervellone del "casinò". La manovra speculativa serve dunque a far uscire allo scoperto gli "idioti utili", quelli che servono al sistema per far cadere altre lobbies, diffondendo il panico e inducendo tutti a correre agli sportelli per ritirare i loro soldi. Mentre tutti guardano crollare le borse - come se ne capissero qualcosa - il Governo si riunisce d’urgenza per emanare un "decreto che viene definito di precauzione", ma comunque un forte senso di paura si diffonde tra la gente.
Purtroppo gli Italiani non devono sapere che quel 98% della riserva frazionaria non esiste più, e che il mercato immobiliare cadrà a picco, mentre altri vedranno vendere la loro casa senza che se ne accorgano. Gli italiani non devono sapere che non potranno più riavere i loro risparmi in liquidi, e che tutto dovrà viaggiare elettronicamente, come deciso da organizzazioni come Transparency International che "combattono la corruzione" con la monetica e l’anti-riciclaggio. Le Banche non hanno più banconote e l'emissione del denaro "a debito" per coprire i buchi delle società di speculazioni è ormai al limite, mentre le multinazionali invisibili hanno il controllo dei porti e delle merci, e comandano cargo e transazioni tramite dei pc. Nel frattempo cominciano anche a fallire gli Stati. L'Islanda ha dovuto assumere oggi il controllo della principale banca del paese, e ha portato a termine la terza nazionalizzazione di un istituto di credito in pochi giorni. Ha sospeso tutte le negoziazioni di borsa mentre il sistema bancario del paese corre il "rischio bancarotta". La crisi finanziaria sta infierendo su questa Isola, le cui banche si sono espanse all'estero, gli investitori hanno garantito alti rendimenti sulla valuta islandese per poi finanziare l’economia locale. La Banca Centrale Europea non può ( o non vuole) aiutare l’Islanda, che contratta con la Russia un prestito d'emergenza. Un ciclone che si è abbattuto in pochi giorni sul piccolo Stato dell’Islanda, che è solo il primo di una lunga lista, tra le economie occidentali più deboli.
Una crisi vero o falsa che sia, è pur sempre una crisi, ma chi ha fatto scatenare questi ingranaggi e perchè il suo obbiettivo è quello di far cambiare l'economia mondiale? Per oro, diamanti, petrolio? Oggi c’è qualcosa che vale molto di più, anche se nessuno vuole ammetterlo, ed è il nuovo meccanismo economico, l'accesso alla rete e al sistema. Vitale come lo sono i porti per le merci, l’etere è l’autostrada dei dati e delle transazioni, delle informazioni e degli scambi. Sicuramente viviamo in un'epoca talmente storica che non ce ne rendiamo neanche conto. Noi siamo la generazione che sta per cambiare l'umanità, e sta scrivendo un capitolo importante della storia, in cui il nostro controvalore viaggerà lungo strade di aria ionizzata. Questa è la direzione in cui stiamo andando, un nuovo millennio. Ci sono forze che spingono masse indistinte a ricoprire il ruolo degli "idioti utili", per scatenare, al loro comando, le sommosse e così nuove manipolazioni, per ottenere consensi su provvedimenti impopolari. Ricordate che l'11 settembre, tutto il mondo è stato ingannato, e oggi le potenti lobbies, gli invisibili, hanno scatenato la più grande "balla economica mondiale", che cade sempre sulle spalle degli "utili idioti" che vi abboccano, perchè sono egoisti e avidi. Una crisi, dunque, che punirà chi, inconsciamente, è al soldo della manipolazione del secolo .
Fonte tratta dal sito .

martedì 21 ottobre 2008

Stress e tumori

Stress e depressione peggiorano la prognosi del tumore al seno. Il neurofarmacologo Tullio Giraldi al Congresso della Società italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (24-26 ottobre a Roma) presenterà i risultati di una ricerca in corso. Ordinario di Farmacologia dell'Università di Trieste, Giraldi da anni studia sia sugli animali sia sugli umani gli effetti dello stress sull'insorgenza e sulla diffusione dei tumori. Sull'animale ha ripetutamente documentato che situazioni stressanti favoriscono l'insorgenza dei tumori, la loro diffusione (metastatizzazione) una volta insediati e la riduzione dell'efficacia delle terapie. Al Congresso della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, in programma a Roma dal 24 al 26 ottobre, presenterà i dati preliminari di una ricerca in corso su donne operate per tumore al seno.
La ricerca riguarda 145 pazienti (età media 55 anni) con tumore della mammella, reclutate presso il servizio ambulatoriale e il day-hospital della Struttura Complessa di Oncologia Clinica dell'Azienda Ospedaliero -Universitaria Arcispedale S. Anna di Ferrara. “Dai dati che stanno emergendo dallo studio -ha dichiarato il prof. Giraldi- appare con adeguata evidenza che eventi di vita stressanti, e tra questi certamente la difficoltà di adattamento mentale al cancro che fa seguito alla diagnosi e all'inizio della cura, possono modificare l'evoluzione della malattia, non solo in termini di aumentata crescita neoplastica, ma anche di maggiore diffusione metastatica, e soprattutto di minore risposta al trattamento chemioterapico, la cui efficacia può essere addirittura abolita dallo stress e dalla depressione”.
Questi dati indicano inoltre che fattori genetici costitutivi dei singoli soggetti, quali il cosiddetto “polimorfismo del trasportatore della serotonina” (il neurotrasmettitore del buon umore), possono aumentare la vulnerabilità alla sofferenza mentale causata dalla diagnosi e dalle terapie della mammella. Ciò apre interessanti prospettive per l'impiego, nei soggetti geneticamente predisposti, di farmaci antidepressivi scelti anche in base allo specifico assetto genetico del paziente. “L'integrazione di questi approcci ai trattamenti standard - ha concluso lo scienziato- potrà così consentire una maggiore attenzione ed una più agevole identificazione della sofferenza mentale delle singole persone, il cui trattamento neuropsicofarmacologico potrà essere individualizzato aumentando la possibilità di ottenere evidenti riposte terapeutiche”.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 20 ottobre 2008

Scie chimiche in Cina



Con molta superficialità alcuni asseriscono che il problema delle scie tossiche attanaglia solo gli stati aderenti alla N.A.T.O. Questo non è vero: in primo luogo, l'Unione sovietica (ora Federazione russa), all'avanguardia, sin dagli anni '50 del XX secolo, nelle scienze di frontiera, nella missilistica, nelle tecnologie psicotroniche, nelle armi elettromagnetiche e persino nelle sperimentazioni inerenti ai poteri extrasensoriali, è nazione in cui le chemtrails sono una triste realtà. Anche la Repubblica popolare cinese non ha nulla da invidiare a Stati Uniti ed Europa in tale campo. È noto, infatti, che in occasione delle ultime Olimpiadi, svoltesi a Pechino, i Cinesi hanno sparato in più di un'occasione dei razzi per impedire le precipitazioni, ad esempio, in concomitanza della cerimonia conclusiva.
Giornalisti disinformati ed ignoranti hanno citato lo ioduro d'argento che sarebbe stato usato per dissipare le nubi e per garantire il “bel tempo”. Vengono anche menzionate non meglio identificate sostanze chimiche (probabilmente sali di bario, gel di silicio etc.) diffuse anche per mezzo di velivoli attrezzati, al fine di conseguire lo scopo suddetto.
Qui è doveroso un breve excursus sul vero impiego dello ioduro d'argento: in un testo universitario risalente al 1982, quindi pubblicato in tempi non sospetti, è possibile rintracciare delle informazioni in merito, non ancora “inquinate” da affermazioni pseudo-scientifiche propalate dai negazionisti. Infatti, in Sviluppo e spazio geografico di Formica, Giuliani, Ruocco, Napoli, 1982, p.437, si legge: “Il progresso della tecnologia consente di accrescere le riserve d'acqua dolce, giungendo a produrre la pioggia con sistemi artificiali. Negli Stati Uniti si sono costituite società che 'fabbricano' la pioggia, inseminando le nuvole con ioduro d'argento, che serve da elemento di coagulazione per l'umidità delle nubi.
Queste società vendono i loro servizi ai governi nazionali o ad associazioni di coltivatori che si trovano nella necessità di interrompere prolungati periodi di siccità: risultati positivi sono stati conseguiti nel Texas, nello Zimbabwe, in Nigeria ed altrove. Anche in Italia si è costituita un'azienda del genere (Italmeteor) che si propone di soddisfare le richieste di pioggia provenienti da organizzazioni agricolo-industriali (enti di riforma, consorzi di bonifica, società idroelettriche). La pioggia artificiale, però, è molto costosa e solo in casi eccezionali vi si può far ricorso”.
La breve digressione ci aiuta a capire che lo ioduro di argento si adoperava per favorire le precipitazioni, non per inibirle. Oggi, invece, essendo prioritario per la sinarchia causare siccità o disastrose alluvioni, si dilapidano ingentissime risorse per devastare il pianeta e con notevole successo. Ciò avviene pure in Cina, nei cui cieli le scie chimiche sono all'ordine del giorno: non è un caso se i passeggeri dei vettori internazionali che attraversano lo spazio aereo dell'ex Impero celeste, sono 'cortesemente' invitati dal personale di bordo a chiudere le tendine dei finestrini ed a tener spente le fotocamere e le videocamere che potrebbero interferire (sic) con l'avionica del velivolo.
Insomma, tutto il mondo è paese, anzi tutto il mondo è... scia.
Fonte tratta dal sito .


domenica 19 ottobre 2008

Il sequestro dell'inceneriitore Marcegaglia

Una buona notizia: a Modugno, vicino a Bari, è stato sequestrato l'inceneritore della Marcegaglia anche grazie a un esposto dei ragazzi del Meetup Bari 2. E' una grande vittoria per la salute dei pugliesi. Una sconfitta per i politici e per i confindustriali assistiti dallo Stato.In materia di ambiente ognuno ha i ministri che si merita, ma noi abbiamo esagerato. Due dichiarazioni da far gelare il sangue a Dracula:- Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente: "Stiamo andando malissimo su Kyoto. Abbiamo un trend di crescita delle emissioni del 13% invece di una diminuzione del 6,5%. ma anche qui... ha senso che ci si faccia carico noi dell'inquinamento del mondo qundo a sfilarsi da Kyoto sono stati Paesi come gli Stati Uniti...?"
- Renato Brunetta, ministro per la PA e l'Innovazione, sulla riduzione delle emissioni inquinanti: "L'Europa ha poco da bacchettare perchè 20-20-20 (20% in più di efficienza energetica, 20% in meno di emissioni inquinanti e il 20% di energia tratta da fonti rinnovabili entro il 2020, ndr) è una follia. Per le imprese e per i Paesi... è una follia soprattutto per un Paese manifatturiero come l'Italia che ha un'intensità e una densità di imprese superiore alla media europea perché il nostro Paese trarrebbe svantaggi". Ma ha poi ha aggiunto, rassicurante: " Noi vogliamo un ambiente pulito. Vogliamo controlli di tipo ambientale che non uccidano le nostre imprese e le nostre famiglie".
Datemi un secchio per vomitare...
Fonte tratta dal sito .

Guardate il video.............

sabato 18 ottobre 2008

Previsioni del tempo sempre errate

Perché le previsioni climatiche oggi sbagliano sempre al peggio ?
Pubblichiamo un interessante articolo tratto da Heymotard, dell'amico Paso, dove, oltre ad essere illustrate delle anomalie legate al tempo atmosferico, si evidenzia l'assoluta inattendibilità dei modelli meteorologici di quei centri che, nelle loro previsioni, non tengono conto delle scie chimiche da considerare il principale fattore artificiale in grado di influire sui vari fenomeni.
Non essendo i miei interessi influenzati più di tanto dalle condizioni meteorologiche, né essendo io meteopatico, raramente mi curo di (dis)informarmi sul tempo che farà. Quando lo faccio è perché sto per affrontare un viaggio, magari in moto o soprattutto per mare oppure, come in questo caso, è perché ho invitato degli amici per un fine settimana.
In genere, dalle mie parti (il Cilento n.d.r.) la stagione balneare si puo', volendo, prolungare tranquillamente fino ad autunno inoltrato ed infatti lo scorso anno ho smesso di fare le mie nuotate quotidiane il 15 novembre, mentre l'anno prima addirittura il 30. Quest'anno pare che l'inverno, non l'autunno ma proprio l'inverno, abbia voluto dare un'avvisaglia di sé in maniera drastica ed in un periodo insolitamente anticipato: precipitazioni, temporali ed un calo verticale delle temperature nell'arco di poche ore; il tutto con insolite modalità di alternanza di sereno o quasi sereno e rapido annuvolamento con modalità subtropicali. Quindi è qualche giorno che sto seguendo le evoluzioni del tempo - era da un po' di tempo che non lo facevo - e le previsioni correlate.
Ma la cosa che noto sempre più spesso è che la discrepanza tra le previsioni ed il successivo verificarsi dei fenomeni è invariabilmente orientata verso il... pessimismo, diciamo così per intenderci anche se io ho un concetto diverso dal comune per quanto riguarda l'accezione della locuzione “mal tempo”. Anche questa volta, infatti, sebbene UNA PARTE del maltempo annunciato e desumibile dalle immagini satellitari è arrivato, giorno dopo giorno il bollettino si rivela sempre troppo allarmistico, con forti temporali che risultano poi di intensità inferiore al previsto, piogge torrenziali che durano “troppo poco” e piovaschi sparsi che in realtà si limitano ad una strana copertura traslucida ed effimera.
Perché sbagliano sempre al peggio ?
Ai tempi del rassicurante Colonnello Bernacca, ricordo che, semmai, gli lo si incolpava di NON prevedere la pioggia che spesso rovinava la scampagnata fuori porta della colonna di moderni romani in marcia durante il week end. Anni dopo, i meteorologi dettero una spiegazione del fenomeno con l'improvviso aumento delle emissioni sul posto, causate dai veicoli motorizzati in esodo verso i Castelli Romani o verso Ostia Lido.
Ma oggi ?
Non è più così per via delle manipolazioni climatiche !
A suo tempo, feci presente la cosa anche ai sedicenti e spocchiosi esperti del forum disinformativo di Campaniameteo.it che non presero nemmeno in considerazione questa eventualità perché, evidentemente, vivevano e vivono ancora nel mondo fasullo e sorpassato della meteorologia accademica, quella che s'insegnava nel 1950 o giù di lì... sempre ammesso e non concesso che essi siano in buona fede e non siano in realtà degli agenti di Sistema !
Nell'ambito della meteorologia sperimentale, invece, si conoscono molto bene decine di metodi ben collaudati ed attualmente in uso (derivanti anche da numerosissimi brevetti depositati nel corso di oltre mezzo secolo) funzionali all'alterazione del clima. Uno di questi è la dispersione, per aerosol, di sali di bario in atmosfera, pratica consolidata da anni nell'ambito della "Operazione Copertura" portata in atto con le tristemente note scie chimiche.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 17 ottobre 2008

Budweiser. Birra ad alto tasso transgenico


Roma, Italia — Budweiser e riso OGM. È la denuncia di Greenpeace, che diffonde i risultati delle analisi condotte da un laboratorio indipendente. L'indagine rileva la presenza di riso transgenico, non testato, in uno dei birrifici della Anheuser- Busch, in Arkansas, dove questo marchio di birra viene prodotto. In Italia la Budweiser viene prodotta e commercializzata dalla Heineken.
Il riso OGM scovato nel birrificio della Budweiser è il Bayer LL601. Una delle varietà che nel 2006 hanno contaminato gli stock di riso degli Usa. Da allora, la contaminazione è stata rilevata in circa il 30 per cento degli stock Usa. E ha provocato un impatto estremamente negativo sull'industria statunitense del riso: il riso transgenico non era autorizzato, provocando la chiusura dei mercati esteri.
La Budweiser è una delle poche birre che utilizza riso come ingrediente. Viene commercializzata in circa 60 paesi, sia esportata direttamente che prodotta in loco grazie ad apposite licenze. Anheuser-Busch è il maggiore singolo acquirente di riso negli Usa, acquistando il 6-10 per cento dell'intera produzione Usa.
Greenpeace ha informato l'Anheuser-Busch del risultato delle analisi prima della loro pubblicazione e ha richiesto chiare informazioni sull'estensione della contaminazione e sulla propria policy circa il non utilizzo di ingredienti OGM. Anheuser-Busch ha replicato che il riso della Bayer è autorizzato negli Usa e non viene utilizzato per la produzione della birra destinata all'esportazione. Ma l'estensione della contaminazione rimane un mistero.
Il riso Ogm non è approvato al di fuori degli Usa. Perciò Greenpeace ritiene che la Budweiser con esso prodotta non possa essere esportata. Anheuser-Busch deve informare dettagliatamente circa il livello di contaminazione del riso utilizzato nella produzione della Budweiser negli Usa e chiarire quali misure intende adottare per fare in modo che questa birra non raggiunga il mercato estero.
La birra contaminata dagli OGM è solo l'ennesimo scandalo. In occasione dell'incontro alla camera "Sovranità alimentare e politica", Greenpeace ribadisce la necessità di un impegno chiaro e forte da parte del Governo e dei politici italiani, per proteggere cittadini, ambiente e mercato dagli Ogm. Un impegno non più prorogabile.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 16 ottobre 2008

La lista dei farmaci "monitorati"

L'Agenzia del Farmaco ha pubblicato la lista dei farmaci attualmente sotto monitoraggio intensivo, cioè quei farmaci per i quali gli effetti collaterali potrebbero rivelarsi maggiori dell'atteso e non più accettabili.
E' disponibile l'elenco aggiornato dei farmaci sottoposti a monitoraggio intensivo. Per i farmaci riportati nell’elenco e per tutti i vaccini l'Agenzia del Farmaco richiede a tutti gli operatori sanitari che vengano segnalate tutte le sospette reazioni avverse, anche le non gravi attese.
La lista completa dei farmaci si può leggere cliccando qui .
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 15 ottobre 2008

Italia, record del cemento... invasi tre milioni di ettari


Che effetto vi farebbe se vi dicessero che su tutto il territorio del Lazio e dell'Abruzzo non esiste più un solo filo d'erba, neanche un orto;che le due Regioni sono state completamente, e dico completamente, cementificate? Sono sicuro che la maggioranza degli italiani inorridirebbe.
Forse avrebbero una reazione un po' diversa tutti quelli che a vario titolo sono invischiati in speculazioni edilizie. O gli amministratori che devono fare cassa con gli oneri di urbanizzazione, ma credo, anzi spero, che non siano i più.Se invece siete tra i più, sentite questa: negli ultimi 15 anni, se si fa un confronto tra i censimenti agricoli del 1990 e del 2005, in Italia sono spariti più di 3 milioni di ettari di superfici libere da costruzioni e infrastrutture, un'area più grande del Lazio e dell'Abruzzo messi insieme. Poco meno di 2 milioni di ettari erano superfici agrarie.
Però nessuno sembra inorridire. Forse sarà a causa di una mentalità diffusa secondo la quale se non si costruisce non si fa, non c'è progresso economico. E questo lo dimostrano i programmi elettorali e la composizione delle liste stesse, soprattutto quelle relative alle elezioni amministrative: fateci caso, sono sempre infarcite di soggetti con evidenti interessi nell'edilizia. Sarà un caso?
Dal 1950 a oggi abbiamo perso il 40% dei territori liberi nel nostro Paese, negli ultimi anni il consumo medio annuo è addirittura cresciuto rispetto agli anni passati, quelli del boom economico (ed edilizio). Non ci sono solo gli "eco-mostri", tanti, che urlano con violenza tutta la loro protervia (sintomo di grande ignoranza) nel deturpare paesaggi e luoghi incantevoli lungo coste, colline e montagne del nostro Paese. Ci sono tanti "eco-mostriciattoli", e c'è tutta una tendenza a fuggire dall'ambiente urbano, sempre più brutto, caotico e poco salutare, per riparare in campagna, a colpi di villette che mangiano terreno utile alla produzione di cibo e tirano pugni in quegli occhi che ancora cercano bellezza. Prendiamo poi in considerazione l'edilizia per le attività produttive, dalle schiere di scatoloni di cemento che si snodano ininterrotte lungo molte nostre strade, fino al piccolo capannone isolato che abbagliati imprenditori ergono alle pendici (se non proprio in cima, perché nella mia Langa succede anche questo) di una collina particolarmente bella.
L'Italia è al primo posto in Europa per la produzione e il consumo di cemento armato, 46 milioni di tonnellate l'anno: le cave legali e abusive hanno un impatto paesaggistico tremendo, e i cementifici inquinano molto, mangiandosi vigne, campi coltivati, boschi, o compromettendo l'ecosistema di quelli viciniori che gli sopravvivono. Il tutto per foraggiare la costruzione selvaggia di villette a schiera, outlet, depositi e quant'altro. Non posso che sottoscrivere le parole di Giorgio Bocca quando, trovatosi a percorrere l'autostrada tra Milano e Firenze, scrive: "Il primo tratto tra Milano e Lodi si merita questo titolo: la scomparsa del paesaggio. La pianura del Po, "la più fertile e ricca regione d'Europa", come diceva quel re di Francia di nome Enrico, illustre invasore, la pianura dei pioppi e delle marcite, dei fontanili che sgorgano nei prati di erba medica, il paese di Bengodi, delle montagne di cacio e di ravioli, dei campanili svettanti nel verde, delle abbazie e delle cattedrali, dei battisteri policromi, degli Stradivari e dei culatelli è scomparso, sommerso da una distesa ininterrotta di fabbriche e fabbrichette".
Non c'è limite al brutto, al volgare, ed è giusto paragonare l'inghiottimento di un battistero policromo alla scomparsa di un prodotto gastronomico tradizionale. Riporto un'altra volta il dato: quasi 2 milioni di ettari di suolo agricolo sono spariti, come dire l'intero Veneto. Se da una parte ci scandalizziamo giustamente perché sparisce il bello - e viva le iniziative meritorie, come ad esempio quelle del FAI e di Legambiente, che ci documentano con regolarità le brutture peggiori e sanno coinvolgere i cittadini nella denuncia - la morte dei suoli agricoli sembra invece non interessare. È uno dei più grandi mutamenti che il nostro Paese ha subito nel secondo dopoguerra e non accenna a diminuire: sparisce la campagna, insieme ai contadini, si perdono spesso i terreni più fertili in pianura e in prima collina. Gli appezzamenti che resistono sembra che stiano lì, in attesa che qualcuno ci speculi su, perché diciamolo pure: non c'è bisogno di nuove case, l'edilizia è soltanto un'opportunità di investimento per chi già possiede bei capitali.
Il suolo, se non muore a colpi di fertilizzanti e pesticidi, sparisce: se la sua tutela non entrerà presto a far parte dell'agenda politica delle amministrazioni sarà ora che ci sia una mobilitazione popolare in sua difesa. È uno scempio senza fine, che pregiudica la qualità delle nostre vite in termini ecologici e anche gastronomici. Sì: gastronomici, perché ne va anche del nostro cibo, della sua qualità, della sua varietà e della possibilità di poterlo comprare senza che provenga da un altro continente, con tutti gli enormi problemi che ne conseguono.
L'ambiente è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e non può esserci tutela dell'ambiente senza tutela del mondo rurale, sia per quanto riguarda la sua produttività, sia per quanto riguarda la sua bellezza. Gli enti locali fanno poco, anzi proprio loro vedono nell'edificabilità dei terreni agricoli e dei suoli liberi una via per fare quadrare i propri bilanci. La politica di Palazzo non se ne cura, e se pare normale da parte di chi governa e ha costruito le sue fortune proprio sull'edilizia, il silenzio dell'opposizione sulla tutela dei terreni agricoli diventa sempre più assordante. Il problema infatti è più che mai politico, oltre che etico e culturale.
Mancano delle politiche di territorio, come per esempio accade invece in Germania, dove per legge si cerca di riutilizzare aree già consumate e dimesse piuttosto che invadere nuovi campi, nuovo suolo, nuova agricoltura, paesaggi. Inoltre, i tedeschi, cercano di compensare nuove occupazioni andando ad agire su altre aree, con interventi di permeabilizzazione o naturalizzazione (contro il dissesto geologico, piantando nuovo verde). Tutto questo lo fanno senza rinunciare all'occupazione in edilizia, e certo senza aumentare il numero dei senzatetto. È solo questione di organizzazione, di razionalizzazione, e soprattutto di sentire il problema, che è gravissimo.
So che anche in alcune Regioni ci sono stati alcuni isolati interventi normativi tesi a migliorare la situazione ma bisogna per forza fare di più. Che si favorisca con incentivi la distruzione di obbrobri costruiti negli anni '60 e già fatiscenti per riedificarci sopra qualcosa di bello, che si realizzino recuperi dell'archeologia industriale o di quelle aree urbane fortemente degradate: il lavoro per i costruttori non mancherebbe di certo. Che si tutelino per legge le aree rurali più importanti, come fossero Parchi Nazionali.
Lasciate stare i suoli agricoli, sono una risorsa insostituibile, pulita, bella e produttiva. Sono il luogo che ci fa respirare, che riempie gli occhi, che ci dà da mangiare e che custodisce la nostra memoria, la nostra identità. Continuare a distruggerli, dopo tutto lo scempio che è già stato fatto, non è da Paese civile e un Paese civile dovrebbe predisporre i giusti strumenti di tutela per dare più scuse a chi lo fa.
Fonte tratta dal sito .

martedì 14 ottobre 2008

La mano nera della psichiatria

Sempre più spesso comportamenti comuni vengono etichettati come disturbi psichiatrici, senza diagnosi specifiche, soprattutto nei bambini, che vengono in questo modo trattati con metanfetamine simili alle odierne droghe da strada. Ma il business psichiatrico rischia adesso di contaminare settori della medicina convenzionale. È il caso del Talidomide, sperimentato per il cancro: questo sedativo-ipnotico provocò negli anni sessanta 10 mila malformazioni nei nascituri e fu ritirato dal mercato. Il Talidomide veniva infatti prescritto alle mamme incinte. Caso analogo quello del flibanserim: la notizia fu diramata l'anno scorso dal Sunday Times, vedendolo passare da antidepressivo a “viagra rosa”, per incrementare il desiderio femminile. Oppure della Sibutramina, ritirata dal commercio nel 2002, in seguito a 50 segnalazioni di effetti avversi e due morti sospette. La Sibutramina era in realtà un antidepressivo, ma diviene pillola dimagrante.
Insomma, un'ingerenza con aspetti drammatici. Infatti, pur essendo esiguo il numero di psicofarmaci rispetto ai farmaci, un terzo dei principi attivi ritirati dal commercio dal 1960 a oggi appartiene alla prima categoria (Cylert, Adderall, Melleril, Halcion, Methaqualone, Zimelidine sono solo alcuni esempi).
E non dimentichiamo che le sostanze psichiatriche si sono spesso trasformate in droghe illegali. L'LSD negli anni cinquanta era propagandato come rimedio universale, in particolare per la schizofrenia. Fu poi reso illegale a causa della sua diffusione incontrollata tra i giovani. La canapa era usata nel trattamento delle malattie mentali nell'Ottocento; l'ecstasy era usata in psicoterapia; le anfetamine erano antidepressivi negli anni trenta. Lo stesso destino potrebbe avere adesso il Ritalin, già sniffato da molti studenti in America per sballarsi a basso costo.
Un quadro allarmante, spesso sottovalutato, perché nella figura dello psichiatra si vede quella dell'esperto, nonostante le sue valutazioni siano basate su opinioni e valutazioni soggettive e mai esami scientifici; nonostante il risultato sia troppo spesso la prescrizione di uno psicofarmaco che potrebbe portare alla dipendenza e degradare radicalmente il futuro in cui abbiamo sempre creduto.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 13 ottobre 2008

La cocaina divora il cervello

Lo hanno scoperto ricercatori del prestigioso Massachusetts General Hospital di Boston. In chi ne fa uso ridotto lo spessore della corteccia frontale, fondamentale per le funzioni più elevate .
Chi assume cocaina ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali, importanti per pianificare, prendere decisioni, prestare attenzione e riflettere.
Lo hanno scoperto ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston diretti da Hans Breiter, il cui studio è pubblicato dalla rivista Neuron. È possibile - ammette tuttavia la ricerca - che ciò non sia solo un effetto della droga ma anche un fattore innato (cioè una causa della tossicodipendenza più che un effetto) che predisporrebbe l'individuo a drogarsi.
LO STUDIO - Gli esperti hanno misurato con la risonanza magnetica il volume della corteccia cerebrale di 20 cocainomani e 20 individui che non avevano mai fatto uso della droga: nei primi hanno trovato un volume sempre ridotto per la corteccia frontale, fatto non riconducibile a semplici differenze individuali perché il volume della corteccia è piuttosto simile tra individui della stessa età e sesso.
Inoltre, sottoposti a vari test cognitivi per mettere alla prova la loro capacità decisionale e il loro livello di attenzione, prerogative della corteccia frontale, i cocainomani hanno manifestato alcune defaillance rispetto ai sani. Molte di queste differenze nelle dimensioni della corteccia sono proporzionali alla durata della tossicodipendenza e quindi è plausibile siano effetto dell'assunzione di cocaina. Altre però, conclude Breiter, sono indipendenti e potrebbero suggerire l'esistenza di fattori anatomici che predispongano alla dipendenza.
Fonte tratta dal sito .

domenica 12 ottobre 2008

Premio Nobel ai prestigiatori della medicina

Ci sono persone che farebbero (e fanno) di tutto pur di accaparrarsi i prestigiosi Premi Nobel, e ovviamente il gruzzoletto messo a disposizione dalla caritatevole Fondazione svedese omonima. Qualcuno ucciderebbe il collega, qualcun altro falsificherebbe i dati o venderebbe la propria anima al Diavolo pur di salire sul palco e tornare a casa con l’ambito premio. I Nobel sono decisi dall’establishment scientifico internazionale, per premiare ufficialmente ed economicamente i ricercatori che portano avanti, nei loro specifici rami, il paradigma ufficiale. Ne più ne meno. Le prove ovviamente non mancano e basterebbe avere un po’ di memoria storica – ahimé sempre più labile grazie alla televisione e al bombardamento mediatico. Uno per tutti: la “statuetta per la Pace ” al massone eugenetista Albert Arnold Gore junior, pochi mesi fa.
Nel 2008 ad aggiudicarsi il Nobel per la medicina sono addirittura ben tre “scienziati” europei “autori di due scoperte chiave per la salute umana: il tedesco Harald zur Hausen, per aver dimostrato che ‘il Papillomavirus umano causa il carcinoma della cervice’; e i francesi Francoise Barrè-Sinoussi e Luc Montagnier, per la loro scoperta dell'Hiv” (Adnkronos, 6 ottobre 2008).
In periodo di grandi campagne per la vaccinazione di massa contro il fantomatico HPV, papilloma virus, è più che doveroso premiare i servitori delle lobbies del farmaco. Lobbies potentissime come la Merck che produce il vaccino Gardasil (564,00 euro per 3 siringhe e che provocò una strage con l’antidolorifico Vioxx per fortuna ritirato dal commercio pochi anni fa) e la GlaxoSmithKline che sforna il Cervarix (oltre a produrre mostarde azotate per i tumori, cioè agenti vescicanti derivanti dalla guerra chimica, come l’Hycamtin a soli 1850,00 euro a fiala), tanto per ricordare due nomi.
Affermano gli studiosi dell’Assemblea dei Nobel: «La sua scoperta ha portato alla comprensione dei meccanismi della cancerogenesi indotta dall'Hpv e, alla fine, allo sviluppo di vaccini profilattici contro il Papillomavirus". (Adnkronos, 6 ottobre 2008). Soprattutto lo sviluppo di vaccini contro il virus!
Ma in tema di virus fantomatici, il podio in assoluto se lo merita l’Hiv. Ed è per coerenza, che il Premio Nobel per la medicina è andato anche a Luc Montagnier & C.: ufficialmente “lo scopritore dell’Hiv”, cioè del retrovirus colpevole dell’Aids! A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai oggi, di punto in bianco, l’establishment decide di premiare, dopo ventiquattro anni dalla presunta scoperta, il ricercatore? Soprattutto in un momento molto particolare dove il sistema economico sta crollando come un castello di sabbia al sole - trascinando nel baratro moltissime istituzioni e banche collegate?
Non è un po’ strano che le Grandi Menti dell’accademia, si preoccupino del Papilloma e dell’Hiv? L’Aids era scemato lentamente nel dimenticatoio. Tutti noi ci siamo dimenticati le affermazioni terroristiche dei giornali (il caso di Enzo Biagi e del suo libro “Il sole malato” è emblematico), dei medici, delle chiese in generale e dei luminari di turno. L’Aids era “la peste del 2000” , “la nuova Apocalisse”, “il virus dello sterminio” che avrebbe decimano la popolazione mondiale, rea di aver ceduto al sesso e ai rapporti promiscui. Erano i tempi in cui Ronald Reagan definiva l’Aids “il nemico pubblico n .1” , Karol Wojtyla consigliava spassionatamente il vincolo sessuale della castità come “l’unico modo sicuro e virtuoso per porre fine alla tragica piaga dell’Aids” (Il Corriere della Sera, 8 febbraio 1993), e Margaret Thatcher concludeva il discorso di fine anno alla nazione con “Dio salvi l’Inghilterra dal flagello della nuova peste“ (“Contro l’Aids, Reagan predica la castità”, Il Corriere della Sera, 4 febbraio 1987). Eravamo nel 1987, solo 21 anni fa e non nel Medio o Tardoevo!
La pandemia dov’è finita? Sodoma e Gomorra che fine hanno fatto? I sessuofobici dove si sono nascosti? Ma andiamo per ordine, perché questa triste storia inizia il 23 aprile 1984 quando il dottor Robert Gallo dell’Istituto superiore di sanità statunitense annuncia al mondo intero che era stata individuata una nuova malattia infettiva, causata da un retro-virus (scoperto ovviamente dallo stesso Gallo) e trasmessa attraverso il sangue o il contatto sessuale! Entro due anni - canta sempre il Gallo - sarebbe pronto un vaccino specifico contro l’Aids. Nel frattempo si era però premunito, come sanno fare bene alcuni ricercatori, di registrare e brevettare il “test dell’Aids”. Quindi dal 1984 in poi, ogni test che verrà eseguito per l’Aids nel mondo porterà delle royalty (interessi) nelle casse…
I primi casi ufficiali di Aids risalgono al 1981 e già nel 1983 Robert Gallo pubblica sulla prestigiosa rivista Science l’annuncio dell’isolamento del virus. Dall’altra parte dell’oceano e sullo stesso numero della rivista un virologo francese Luc Montagnier dell’Istituto Pasteur descriveva l’isolamento di un retro-virus chiamato Lav. Dopo le dichiarazioni di Gallo del 23 aprile 1984, in maggio dello stesso anno l’Istituto Pasteur accusa Gallo di essersi indebitamente appropriato del virus Lav scoperto da Montagnier per sviluppare i test (poi brevettati).
Parte un contenzioso giudiziario, e come si potrà immaginare non è stato per per interessi economici ovviamente, ma per "fini umanitari", che si conclude nel 1987 con la firma reciproca di un accordo internazionale che stabilisce che Robert Gallo e Luc Montagnier erano i due “co-scopritori del virus dell’Aids”, ribattezzato nel frattempo Hiv. I proventi miliardari dei test dell’Aids, da quel giorno in poi saranno equamente divisi tra loro (Gallo e Montagnier) e le nazioni (Francia e Usa).
Qualche giorno fa la Fondazione Nobel riconosce al francese Luc Montagnier la paternità del virus. Detto questo, la cosa che è sfuggita è che non si parla più di Aids. I giornali non scrivono nulla e i medici non rilasciano se non qualche striminzita intervista sulla situazione africana. Come mai? Semplice: si è verificato che l’uguaglianza Hiv = Aids è una balla immensa, forse la più grande menzogna della storia della medicina. Una balla da centinaia di miliardi di dollari ogni anno! Grandi e onesti ricercatori come Peter H. Duesberg (uno dei più famosi virologi e docente di Biologia molecolare e cellulare alla Berkeley in California, il primo scienziato al mondo ad aver isolato un gene del cancro), Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica ) e moltissimi altri stanno mettendo in guardia le persone e le istituzioni da decenni!
“Sappiamo che errare è umano, ma l’ipotesi Hiv-Aids è un errore macroscopico” Dottor Kary B. Mullis .
Nessuno nega l’esistenza dell’Aids come sindrome da immunodeficienza (provocata da stili di vita, alimentazione, farmaci, droghe, trasfusioni, ecc.), quello che viene contestato è il legame con il misterioso virus Hiv, e cioè che questo virus sia la causa dell’Aids.Sono migliaia nel mondo questi scienziati tra virologi, epidemiologi, infettivologi, biologi molecolari, esperti di salute pubblica e anche tre Premi Nobel (per quanto possono valere tali premi). Non esiste alcuna correlazione tra Hiv e Aids, cioè tra virus (Hiv) e malattia conclamata (Aids) e i dati di fatto parlano chiaro. La pandemia che tutti strillavano non c’è mai stata, anzi si è dissolta come neve al sole.
In Africa continuano a morire da migliaia di anni delle stesse malattie (tubercolosi, malaria, dissenteria, malnutrizione, ecc.) e i test per l’Aids vengono fatti in quei paesi solo sui sintomi e quindi in maniera non scientifica e non riproducibile. Malattie che necessitano non di vaccini, ma di acqua pulita e cibi sani. Ma questo per gli eugenetista occidentali non sa da fare...meglio lasciarli morire di stenti, di inedia e di Aids…
Apro una piccola parentesi sui test per l'Aids, perché presentano spessissimo dei "falsi positivi". Significa che dopo il test si può risultare positivo (sieropositivo), ma ovviamente non lo so si è. Ecco il falso positivo! Anche dei semplici trattamenti medico-preventivi, come una vaccinazione antinfluenzale, possono far risultare positivo un test. Quindi a tutte le persone che hanno fatto il test ed è risultato positivo è consigliato ripeterlo almeno tre volte, cambiando per sicurezza laboratorio.
Oggi come ieri, le uniche categorie a rischio sono: gli omosessuali, tossicodipendenti ed emotrasfusi, e c’è per tutto questo una spiegazione. Le prime due categorie (omosessuali e drogati) sono a rischio a causa dello stile di vita; gli omosessuali spesso usano nitriti che sono immunodepressivi, hanno spesso infezioni trattate con antibiotici (immunodepressivi a loro volta), per non parlare della droga che è una delle sostanza più pericolose per il sistema immunitario e non solo. Tutto questo predispone l’organismo umano a quello che viene definito Aids, cioè depressione del sistema immunitario, con le conseguenze che si possono immaginare. Negli emotrasfusi, proprio a causa delle continue trasfusioni, il sistema immunitario è totalmente depresso.
Come vedete il comune denominatore è la depressione del sistema immunitario e non il virus. Se poi analizzassimo le caratteristiche virologiche dell’Hiv comprenderemo per bene tale truffa.
1) il primo postulato di Kock: “il microbo deve essere trovato in tutti i pazienti affetti dalla malattia” Il Sarcoma di Kaposi è da tempo sinonimo di Aids, ma nessuna traccia del virus si riesce a trovare nei sarcomi di Kaposi. Vi sono malati di Aids (cioè malattia conclamata) che non sono sieropositivi (cioè positivi al test del virus Hiv) e sieropositivi che non hanno la malattia conclamata (Aids).
2) il secondo postulato di Kock: “il microbo deve poter essere isolato dal suo ospite e coltivato in coltura” In moltissimi casi non si riesce ad evidenziare un virus attivo in molti casi di Aids che pure hanno anticoprti anti-Hiv accertati.
3) il terzo postulato di Kock: “il microbo deve riprodurre la stessa malattia originale quando viene inoculato in un ospite suscettibile” L’Hiv non rispetta il terzo postulato: cavie infettate non hanno manifestato nulla. Su 33 medici infettati accidentalmente, sette mostravano sintomi simili all’Aids.

Se fosse un virus l’Hiv dovrebbe, oltre ad obbedire alle leggi della virologia, infettare ogni cellula del corpo umano entro poche settimane dal contagio. Ma oggi la virologia ufficiale utilizza un lasso di tempo di incubazione di 15 anni. Inizialmente tale periodo era 18 mesi, ma le persone infettate non morivano per cui sono stati costretti ad aumentare i tempi di incubazione.
Come vedete si tratta di un virus magico e misterioso: non risponde alle leggi della virologia; non esiste un antidoto; può sparire per vent’anni per poi apparire devastando il sistema immunitario; c’è quando non dovrebbe esserci e non c’è quando invece ci sono tutti i presupposti; cambia forma a proprio piacimento come un camaleonte; si trasmette sessualmente e con contatto di sangue (dicono ma non è vero).

Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.Kary B. Mullis (Premio Nobel per la Chimica ) scritto agli inizi degli anni ‘90 .

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sabato 11 ottobre 2008

Miele contro la sinusite

Se le api lo amano e lo proteggono strenuamente c'è una ragione: il miele non è soltanto buono ma anche curativo. Un cucchiaino di miele protegge la gola e calma l'indolenzimento durante la stagione fredda. Sciolto poi nel tè, rallegra la giornata dando una sensazione di benessere. Il miele veniva usato come alimento essenziale già dai tempi biblici ed era conosciuto come valuta durante l'Impero Romano. Una ricerca recente suggerisce che il miele sia di giovamento anche per coloro che soffrono di sinusite-un infiammazione dei seni paranasali scatenata da un misto di batteri, funghi, allergie o infezioni virali-conosciuta anche come rinosinusite.
Le scoperte collegate a questa ricerca sono state presentate questa settimana alla American Academy of Otolaryngology-Head e al meeting annuale della Neck Surgery Foundation. A condurre lo studio è stata l'università canadese di Ottawa, e il suo co-autore dr. Joseph G. Marsan non si è dimostrato affatto sorpreso dalle caratteristiche antibatteriche trovate nel miele. "Il miele è usato nella medicina tradizionale cone fasciatura antimicrobica sulle ferite infette da centinaia di anni."I ricercatori hanno investigato l'attività del miele sulle comunità cariche di batteri note come "biofilms," responsabili di molte infezioni corniche, incluse le sinusiti. Si sa che i biofilm rigettano gli antibiotici prescritti e gran parte dei rimedi più comuni per i sintomi della sinusite. Il dott. Marsan spiega in merito che gli antibiotici comuni vengono bloccati dai batteri raggruppati insieme nei biofilm, e che le ragioni sono ancora sconosciute: "Alcuni batteri...hanno trovato un metodo per resistere alla azione degli antimicrobici vivendo in sostanze chiamate biofilm, difficili da penetrare."
Marsan e il suo team di ricerca hanno scoperto che solamente alcuni tipi di miele contengono quegli elementi antibatterici necessari per gestire con successo l'infiammazione causata da queste infezioni croniche."La nostra ricerca ha messo in luce che alcuni tipi di miele, precisamente il Manuka dal New Zealand e il miele Sidr dallo Yemen, posseggono una potente azione distruttiva di quei batteri costituitisi in biofilm superiore ai più potenti antimicrobici usati in medicina oggi.". Sebbene siano stati isolati i tipi diversi di miele dalle proprietà antibatteriche, i ricercatori devono ancora studiarli al di fuori del piattino di Petri e nell'ambito di sperimentazioni cliniche.
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venerdì 10 ottobre 2008

Le banche materasso

Una banca serve a far girare i soldi, a prestarli ai privati, alle aziende. Se non li presta è perché non li ha o perché non si fida. In questo momento sono vere tutte e due le ipotesi. Ha pochi soldi e, soprattutto, non si fida. Le banche sono diventate dei materassi. I soldi se li tengono in casa e non li prestano più a nessuno, in particolare alle altre banche. Se queste fallissero perderebbero il credito. Le banche fanno quello che rimproverano ai correntisti, mettere i risparmi nel materasso. Fidi non ne concedono a nessuno, non si fidano… E’ la politica del sospetto.
I clienti stanno diventando a loro volta sospettosi. E spostano i loro soldi dalle banche ai titoli di Stato. Per questo Tremonti può entrare nel capitale delle banche con il decreto salva-banche: grazie ai capitali in fuga dalle banche trasformati in Bot e CCT. In sostanza è un giro conto. Più Stato e meno mercato, più Berlusconi e Geronzi e meno Profumo e Passera.Le aziende sono in asfissia economica. Le banche non gli danno più credito e questo, in Italia, significa la fine.
Le aziende, in particolare le piccole, sono obbligate a reggersi sul debito a causa dello Stato. Ogni volta che emettono una fattura devono anticipare l’IVA. Le fatture sono pagate, se va bene, a 120 - 160 giorni. Se va male, mai e l’IVA viene rimborsata dallo Stato in tempi biblici. Le aziende devono pagare tasse presunte e anticipate. La mafia è cento volte più corretta. Se una società ha un certo profitto in un anno, deve pagare le tasse su quel profitto, in anticipo, anche per l’anno successivo. E se l'anno dopo ha una perdita?
Le aziende si indebitano a causa dello Stato e devono rivolgersi alle banche. Se queste non fanno credito, le aziende chiudono. E’ quello che sta succedendo e che succederà nei prossimi mesi a centinaia di migliaia di aziende. Grandi, medie, piccole, a conduzione familiare. Le tasse non le pagheranno più, saranno fallite.Lo Stato non può più chiedere anticipi, né sull’IVA, né sulle tasse.Tassa c'è quando cittadino incassa. Prima non deve pagare. Con che soldi? Se Tremonti ha dei problemi si faccia fare un prestito dalle banche. In alternativa si compri un materasso a molle. Permaflex, di quelli che vendeva Gelli al suo capo Testa d’Asfalto.
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giovedì 9 ottobre 2008

La sigaretta elettronica

In riferimento alle dichiarazioni del portavoce Douglas Bettcher Direttore della Tobacco free iniziative dell'Oms, uscite nei giorni scorsi dalle agenzie di rete internet, sulla sicurezza della Sigaretta Elettronica, la società Metropol Trading Italia distributore della Sigaretta Elettronica Life, ribadisce che la sigaretta elettronica con brevetto n 200820037366.6 non è nociva !
Per questo motivo è fondamentale chiarire alcuni punti: innanzitutto che le parti elettroniche del prodotto LIFE sono corredate da certificati di conformità CE mentre le ricariche Life contengono aromi (cioè sostanze normalmente utilizzate nell'industria alimentare), e se richiesto dai consumatori anche un basso contenuto di nicotina. Per certificare la qualità del prodotto lo abbiamo sottoposto, come previsto dalla legge, ad analisi doganali nonché ad analisi svolte da autorevoli laboratori Italiani.
Relativamente alla nicotina, dalle stesse analisi è certificato che la Life ne contiene un valore inferiore a 0,9 mg/filtro, valori ad di sotto di quelli normalmente assunti mediante il consumo di una normale sigaretta. Tutti conoscono ormai i danni del fumo che vantano ben 4000 sostanze altamente tossiche, come il catrame, il monossido di carbonio ecc. ecc. sarebbe davvero pretestuoso pensare che una semplice ricarica di aromi alimentari e una minima dose di nicotina possa essere pericolosa per un fumatore abituato ad inalare sostanze ben più tossiche e cancerogene come da anni ribadisce l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Inoltre è importante precisare che la sigaretta elettronica Life è pienamente funzionale allo scopo/utilità per cui è stata brevettata, cioè l'essere dispositivo finalizzato per uso non medico e di conseguenza privo di finalità terapeutica. Mai la nostra società ha millantato o reclamizzato il contrario.
Pertanto prendiamo le distanze da chi cerca di screditare il nostro prodotto; ci riserviamo, appena avremo notizie più certe sull'autore dell'articolo di agire contro di lui (o il suo committente) in sede legale per il reato di diffamazione, consapevoli che la commercializzazione di un prodotto così innovativo e con queste caratteristiche qualitative possa dare fastidio e creare motivo di preoccupazione alla concorrenza.
Infine mettiamo a disposizione di chiunque vorrà approfondire la conoscenza delle caratteristiche della sigaretta elettronica Life, tutta la certificazione in nostro possesso.
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mercoledì 8 ottobre 2008

Usa. Fattoria biologica contaminata dai pesticidi vince causa milionaria


La difesa ha dimostrato come i vapori provocati da prodotti contenenti organofosfato abbiano contaminato le vicine coltivazioni biologiche rendendole invendibili. Negli Usa esistono norme severe che controllano l'utilizzo di antiparassitari da irrorazione aerea, ma nessuna di queste valuta le conseguenze dei vapori conseguenti al trattamento. Gli organofosfati ( chlorpyrifos, diazinon e dimethoate), sono prodotti legali spruzzati sul terreno e verdure ma non sono consentiti dagli standard biologici.
Nella contea di Santa Cruz, in California, i vapori diffusi dalla Western Farm Service hanno contaminato i 120 acri della vicina Jacobs Farm / Del Cabo che ha sostenuto la causa giudiziaria. Il tribunale ha stabilito che le applicazioni dei pesticidi hanno "privato del diritto di utilizzare e godere della terra" l'azienda biologica ed ha contestato la negligenza nell'utilizzo dei prodotti chimici condannando l'azienda responsabile a pagare un risarcimento di un milione di dollari.
"Con la sempre più crescente preoccupazione per la sicurezza alimentare e l'utilizzo di pesticide negli alimenti il mondo è cambiato sia per gli agricoltori convenzionali che per quelli biologici", ha commentato Larry Jacobs della bio Jacobs Farm Del Cabo. "Bisogna aumentare le opzioni che non prevedano l'uso di pesticidi", ha suggerito.
"La normativa vigente - precisa - proibisce l'utilizzo continuato di pesticidi che possano danneggiare le coltivazioni sviluppate nelle fattorie vicine. Ma questa è la prima volta che le norme vengono applicate per pesticidi evaporati".
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martedì 7 ottobre 2008

Melamina. La Nestlè finisce ufficialmente sotto accusa


A Taiwan le autorità hanno annunciato lunedì di aver bloccato la vendita di sei prodotti Nestlè contenenti latte, perchè sospettati di contenere la sostanza chimica al centro dello scandalo del latte cinese.
La Nestlè di Taiwan ha respinto le accuse, sostenendo che i livelli di sostanza tossica riscontrati nei propri prodotti sarebbero molto lievi e dovuti all'ambiente circostante e non ad una contaminazione in fase di produzione.
I prodotti, fabbricati in Cina e commercializzati sotto i marchi Nestlè e Klim, sono stati momentaneamente rimossi dal mercato, ma Taiwan resta preoccupata.
Il 10% del suo latte in polvere proviene infatti dalla Cina e tre bambini e una donna taiwanese hanno avuto problemi ai reni dopo l'assunzione di prodotti cinesi contenenti latte.
È di oggi la notizia, riportata dall'Ansa, che il Consiglio per l'Agricoltura di Taiwan ha adottato misure più severe per l'importazione nell'isola di piante, cibo e animali.
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lunedì 6 ottobre 2008

Noi, buoni a nulla



Lettera aperta scritta da Simona Baldanzi a seguito dellamorte di quattro operai sulla variante di valico a Barberino di Mugello .
Barberino di Mugello, 3 ottobre 2008 .
Sono stata a luglio e settembre 2008, nei tre cambi base dei cantieri della Variante di Valico di Barberino di Mugello, per una ricerca condotta dall’Asl 10 di Firenze sulla sicurezza, sui disturbi psicofisici del lavoro a turni, sul mobbing, sull’uso di sostanze. Mi avevano chiamata perché sette anni fa feci una tesi sui lavoratori della Tav, sul loro rapporto con la comunità locale e quindi avevo esperienza come ricercatrice sociale o come “ragazza dei questionari”, come mi chiamavano i lavoratori.Ieri tre operai sono precipitati da un pilastro del viadotto dell’A1, lotto 13 della Variante di Valico proprio a Barberino. Due erano della ditta Toto e uno di una ditta subappaltatrice. A casa ho la lista dei loro nomi, a fianco mettevo una X e la data quando mi restituivano il questionario, solo per fare i conti di quanti li compilavano, perché poi le loro risposte erano anonime.Quando ieri mi hanno chiamato al telefono per chiedere a me cosa fosse successo e io non ne sapevo nulla, ho rivisto le facce dei lavoratori quando salgono a squadre sui furgoni e ti salutano dal finestrino. Ho pensato a quell’elenco, ho pensato al mio paese, ho pensato alle imprese e ai sindacati, ho pensato al mio lavoro. Ho pensato che tutti quanti siamo dei buoni a nulla.
Il campo base della ditta Toto si trova dentro al cantiere. Quando ci sono stata la prima volta ho faticato a crederlo: come è possibile permettere che i lavoratori mangino, dormano, vivano sotto l’imbocco della galleria 24 ore su 24 nella polvere, nel rumore, nel lavoro nel 2008? Ho avuto subito la percezione che fosse peggio dei cantieri dell’Alta Velocità: se credevo che i cantieri della Tav fossero il punto di partenza per migliorare, mi ero sbagliata. Qua si torna indietro, si perdono diritti come cadono le foglie d’autunno, solo che poi i rami seccano e non nasce più niente.Le ditte che hanno in appalto i lavori sono BTP (Baldassini Tognozzi Pontello), Todini e Toto. Per l’Alta velocità il committente era unico, il CAVET (Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana). Sebbene per entrambe le opere ci siano miriade di subappalti, è chiaro che la frammentazione dei lavori in lotti e conseguenti ditte, rende più difficile anche una gestione unitaria della sicurezza: occorrono più controlli, si ha a che fare con più responsabili e con organizzazioni diverse.La Variante di Valico è un’opera ritenuta ormai necessaria da tutti, non ha opposizione dalle forze politiche, non c’è conflitto intorno al progetto per cui non ci sono riflettori accesi, discussioni, informazione. Sull’Alta velocità non era così, soprattutto all’inizio dei lavori. Difatti, col proseguire dell’opera e l’attenzione diminuita, i turni sono peggiorati, la frammentazione del lavoro in subappalti cresciuta e le morti pure.
I lavoratori dell’Alta Velocità facevano turni che già ritenevo durissimi: il cosiddetto quarto turno con 6 giorni di lavoro e uno di riposo, 6 giorni di lavoro e due di riposo, 6 giorni di lavoro e tre di riposo, facendo così 48 a settimana in galleria. Già dal primo giorno di distribuzione dei questionari sulla variante di valico, ho capito che i turni qua erano ancora più duri: i lavoratori mi hanno parlato di 11, 12, 13 ore nei cantieri come orari “normali”. Alle 14 a mensa aspettavo le squadre dei turnisti che dovevano smontare. Non ne ho mai vista arrivare una. Nel questionario si chiede quante ore di lavoro fai mediamente al mese di straordinari. Alcuni lavoratori mi guardavano ridendo: la verità? Io li esortavo dicendo loro che il questionario era anonimo. Mi scrivevano 40, 50, 60 ore. Qualcuno mi ha confessato che oltre alla ditta dell’appalto lavora anche per la ditta in subappalto a nero e allora lì le ore si fa fatica anche a contarle.
Ho trovato lavoratori sempre più cinici, rassegnati e con uno sguardo crudo: cosa ci fai tu qui? Sicurezza? Un questionario a cosa può servire? E poi perché chiedete degli straordinari? Gli straordinari sono una cosa nostra, che c’entra con la sicurezza? Oppure: devi lavorare, se io riempio il questionario e dico la verità, poi che mi succede? Che la mia famiglia poi non mangia? Veniamo da paesi che di lavoro non ce n’è, almeno che non lavori per la mafia, quindi ci dobbiamo lamentare?Ho trovato lavoratori sempre più nomadi e precari: lavorano per l’opera e poi alla ricerca di un altro cantiere. Lavoratori per la stragrande maggioranza dal Meridione e questo come alla TAV. “Sai di dove sono io? Sicuramente dalle mie parti non ci sei stata?” e io: “Perché?” e lui: “Sono di Casal di Principe, capisci?” e poi aggiungeva “A casa ho lasciato la mia famiglia. Non ho un figlio, ho una preoccupazione”Compilavano il questionario forse più per sollecitazione della ditta, che noi sollecitavamo ogni volta, che non per l’interesse sulle conseguenze dei turni, sulle sopraffazioni dei capi, sull’abuso di alcol, sull’isolamento nei campi lontani da casa, dalle famiglie e dai paesi. Perché ieri mi chiedevo anche questo: io sono di Barberino, sono toscana, gli operai morti sono due calabresi e un campano. Di chi sono? Il lutto lo esprimono tutti, ma poi sarà delle loro famiglie e nient’altro. A Barberino non li conosceva nessuno o forse li hanno visti passare nei furgoni, in Piazza per un caffè, con quel loro accento di fuori, per qualche minuto. E quando tornano a casa, sono forse dei loro paesi? Non più, se ne vanno, perdono le radici, perdono territorialità e con questo le difese, familiari, sociali, politiche, di solidarietà.
Anche questo c’entra con l’organizzazione del lavoro e con la sicurezza. E dopo la Tav che aveva fallito l’integrazione, non abbiamo imparato nulla per accoglierli, per andare a vedere chi fossero e di cosa avevano bisogno. Un lavoratore mi ha ringraziato tre volte perché gli ho dato indicazioni per dove andare in piscina, dopo il turno.Quando eravamo un’infermiera e io a far compilare i questionari, ogni tanto arrivavano i funzionari dei sindacati. A volte erano gli stessi che venivano nei campi base della TAV, spesso ho dovuto io salutarli per ricordare loro chi fossi. Che ero di nuovo in giro nei cantieri, che poi ci avrei scritto, studiato, forse dava fastidio. Qualcuno so che ha fatto carriera, è passato di grado, nel sindacato, ma ho visto anche loro più spenti, grigi, senza nessun bagliore di conflitto, come fosse una cosa di cui vergognarsi e non una pratica di conquista, di messa in discussione del sistema. Un solo sindacalista mi parlava volentieri, mi ha detto che la sua organizzazione sindacale lo ha relegato nei cantieri perché dava fastidio da altre parti, era lì come una sorta di punizione. Lui è quello che ho visto più presente, che mi raccontava quello che vedeva, che ci provava, ecco, a difenderli quei lavoratori. Il resto un gran vuoto, tanta polvere e occhi nudi. Perché i lavoratori ti guardano come i bambini: non hanno timori a fissarti, quando arrivi, quando parli loro, quando gli dai una penna in mano, quando gli spieghi del questionario, quando ti raccontano il loro lavoro. Bisognerebbe trovare noi (tutti: ASL, sindacati, amministratori, politici, ricercatori, scrittori, altri lavoratori, cittadini) lo stesso coraggio di ricominciare a guardarli in faccia. Quando gli occhi sono stanchi, arrossati, brillanti, non quando sono spenti. Non quando sono morti. Altrimenti loro continueranno a lavorare e morire e noi a rimanere quello che siamo, buoni a nulla.
Simona Baldanzi .
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