domenica 30 novembre 2008

mauro corona, il poeta alpinista

sabato 29 novembre 2008

zelig 2008 - checco zalone

venerdì 28 novembre 2008

Madagascar, Daewoo e neocolonialismo

Che cosa hanno in comune Madagascar e Corea del Sud ? In apparenza nulla. Il primo è un Paese in via di sviluppo, il secondo è una potenza economica. Uno sta in Africa, l'altro in Asia. I malgasci hanno un territorio incontaminato. Ai coreani manca il terreno coltivabile. Il Madagascar ha 28 abitanti per km2, la Corea del Sud 493 abitanti per km2.Due Paesi diversi tra loro, ma accomunati oggi dalla Daewoo e dal neocolonialismo senza capitali. Tronchetti e Colaninno hanno fatto scuola anche all'estero.Un tempo si regalavano collanine e pietre lucenti agli indigeni in cambio di ogni ben di Dio. Oggi neppure quelli.La Corea del Sud ha bisogno di mais, di olio di palma, di prodotti dell'agricoltura. Il Madagascar ha terra. La Daewoo sigla un accordo con il governo del Madagascar. Cessione di 1,3 milioni di ettari coltivabili per 99 anni. Più della metà della terra coltivabile del Paese (2,5 milioni di ettari).Il tutto GRATIS. In cambio la Daewoo si impegna ad assumere i malgasci come contadini.
Secondo mister Hong, manager della Daewoo: "E' terra totalmente non sviluppata, incontaminata. E noi daremo lavoro rendendola coltivabile, e questo è buono per il Madagascar."I prodotti di 1,3 milioni di ettari del Madagascar saranno inviati in Corea del Sud per il suo fabbisogno, è probabile che neppure una pannocchia rimanga ai malgasci.Il Madagascar fa parte del World Food Programme da cui riceve cibo per 600.000 persone che vivono al limite della sussistenza. Gente alla fame alla quale si aggiungeranno migliaia di piccoli agricoltori con le loro famiglie.
Gli 1,3 milioni di ettari sono in gran parte foreste. Saranno distrutte con pesanti effetti sul clima.Il contadino del Madagascar viene espropriato della terra, il cibo viene inviato all'estero, il suo ambiente viene distrutto. In cambio potrà lavorare per la Daewoo. Che culo!Chi ha risorse non ha soldi. Chi ha soldi si compra le risorse. Ma cosa sono i soldi? Da dove provengono? Indovinate. Dalle risorse di chi non ha soldi.L' Africa ha la maggior parte della terra fertile non coltivata del mondo e la maggior parte dei morti di fame. Una ragione ci sarà.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 27 novembre 2008

Farmaco antifumo può indurre al suicidio

Un farmaco anti-fumo può portare al suicidio e in Gran Bretagna già dieci persone dall'inizio dell'anno 2008 hanno messo fine alla propria vita dopo averlo utilizzato.
L'allarme, lanciato all'inizio dell'anno dalla Food and Drug Administration, è stato rilanciato dal Daily Mail che cita uno studio del Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA). La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la commercializzazione del Champix (Vareniclina), un farmaco che agisce a livello cerebrale sostituendosi alla nicotina nei recettori dopaminergici (in cui si inserisce la nicotina creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di quest'anno un "alert" riguardo "seri sintomi neuropsichiatrici tra cui ideazione suicidaria e suicidio tentato o completo". Un allarme cui ha fatto eco l'European Medicines Agency che ha imposto alla casa farmaceutica di mettere in evidenza i gravi effetti collaterali nel foglietto illustrativo: "Sono stati segnalati episodi di attacchi di cuore, depressione e rari casi di pensieri suicidari in pazienti che hanno cercato di smettere di fumare con Champix", si legge nel foglietto. In Italia dal giugno del 2007 è stato inserito dall'Agenzia del Farmaco tra quelli a "monitoraggio intensivo". In un rapporto l'Mhra britannica ha sottolineato come continuino ad arrivare segnalazioni di "effetti collaterali collegati alla vareniclina, soprattutto disturbi psichiatrici". Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail, il suicidio dello scorso aprile di un produttore televisivo britannico, Omer Jama, "potrebbe essere stato una conseguenza del farmaco antifumo". Secondo la Mhra, le persone che in Gran Bretagna hanno riportato effetti collaterali del farmaco sono raddoppiati negli ultimi sette mesi: 1.811 a febbraio 2008 contro i 3.541 di settembre 2007. 10 casi presi in esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero essere stati conseguenza del Champix.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 26 novembre 2008

Lotta senza quartiere ai farmacikiller

Il caso più recente è l’Acomplia, l’antiobesità della SanofiAventis. La settimana scorsa l’europea Emea ha chiesto la sua temporanea sospensione dal mercato perché legato a disordini mentali. Già l’americana Fda aveva rifiutato il via libera nel 2007 perché ispirerebbe depressione e propositi suicidi. L’azienda prevedeva vendite per 5 miliardi di euro da qui al 2010, e nei pochi mesi in cui è stato in commercio aveva venduto per 79 milioni. Non è che l’ultimo di un’infinità di casi: il farmacologo Silvio Garattini ha calcolato che ben 22mila specialità sono state vietate solo in Italia in 10 anni perché inutili, dannose, pericolose. Antidolorifici mortali, sciroppi per la tosse pericolosi per i bambini, gocce per decongestionare il naso a rischio di emorragia: l’ambiguità del termine farmaco (dal greco pharmacon: veleno) si giustifica. Tutto è cominciato negli anni ’60 quando si scoprì che il sedativo talidomide (Contergan o Distaval tra i nomi) era stato responsabile della nascita di 10mila bambini focomelici. I sospetti sono atroci: l’Oraflex, antidepressivo della Eli Lilly, nell’estate dell’83 fu ritirato dal mercato perché avrebbe indotto centinaia di persone al suicidio. Quando nel 2004 la Merck fu costretta a ritirare l’antireumatico Vioxx, accusato di far male al cuore, ha rischiato di finire in bancarotta per gli indennizzi miliardari cui è stata condannata. David Graham, funzionario della Fda, calcola abbia causato fra i 90 e i 140mila incidenti cardiaci solo negli Usa, 3050mila letali.In Italia nel 2007 le segnalazioni di effetti collaterali seri di farmaci sono state 7mila, 50% più del 2006. In Gran Bretagna e Francia, 20mila l'anno. Negli Usa, scrivono gli Archives of Internal Medicine, l'uso di farmaci ha messo in pericolo 90mila persone e ne ha uccise 15mila, mentre in 7 anni salivano del 50% le prescrizioni dei farmaci. «L’aumento del consumo rappresenta un’induzione di malattia spinta dalle case e dai medici, e non è giustificato da un aumento delle patologie», dice Garattini. «Le reazioni avverse spiega Walter Marrocco dell’Aifa dipendono dal fatto che la sperimentazione vera avviene dopo che il farmaco è immesso sul mercato». Nei trial la molecola è testata su un campione troppo piccolo. «La Fda vede l'industria farmaceutica come fonte di finanziamento (ammesso dal 1992, ndr) e non come un settore che ha bisogno di supervisione», dice Richard Horton, direttore di Lancet.
In Europa il caso più grave è del 2001, quando fu ritirato il Lipobay Bayer, anticolesterolo a base di cerivastatina, accusato di provocare la rabdomiolisi, un fenomeno nel quale le cellule dei tessuti muscolari tendono a rompersi, il che mette in crisi i reni che non riescono a smaltire l’eccesso di sostanze riversate in circolo. Sarebbero 31 i casi di decesso in America e una ventina nel mondo: nel mondo hanno utilizzato questo farmaco 6 milioni di persone, in Italia 400mila. Negli anni successivi è stato ritirato il cisapride, venduto sotto i nomi di Alimix, Cipril, Prepulsid (JanssenCilag) contro il reflusso gastroesofageo: negli Usa avrebbe fatto 80 vittime. In Italia il Codacons richiese alla Procura di Roma il ritiro del Torvast, un coadiuvante per dialisi per il quale non era stata raccomandata prudenza ai pazienti con insufficienza renale. E la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta sul Seroxat della Glaxo, causa di invalidità nei pazienti con depressioni. Nel 2002, a seguito di due morti sospette, il ministero della Salute dispose il ritiro cautelativo dei farmaci a base di sibutramina, approvata nel 1999 negli Usa e presente in Ectiva della Abbott, nel Reductil e Reduxade della Glaxo. Era un farmaco per il trattamento dell'obesità, inibitore della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Venne successivamente riabilitato, e ne sono state vendute in Europa un milione e mezzo di confezioni. Oggi è lunga la lista dei farmaci a rischio, dagli analgesici Cox2 (valdecoxib, lumiracoxib) sospettati di avere effetti epatici, agli antinfiammatori Celebrex della Pfizer e Prexige della Novartis. Altro farmaco sotto accusa è l’Iressa dell’AstraZeneca, una terapia contro il cancro ai polmoni, che non prolungherebbe affatto la vita dei malati. A volte le case si autodenunciano: l’Eli Lilly ha reso noto che Strattera, prescritto ai bambini per il trattamento dell’iperattività e del deficit di attenzione, ha causato gravi disturbi al fegato in due pazienti.
Fonte tratta dal sito .

martedì 25 novembre 2008

Forlì: al via il nuovo inceneritore

Durante il Convegno “Un'alternativa in pratica” – organizzato a promosso dall’Associazione Paea e dal Movimento per la Decrescita Felice, tenutosi a Gambettola lo scorso giugno – abbiamo incontrato Raffaella Pirini, presidente dell’Associazione Clan-destino di Forlì che da anni si batte contro il raddoppio degli inceneritori hera e Mengozzi. Raffaella ci ha aggiornato sullo stato dell’arte relativo alla costruzione del nuovo inceneritore a Forlì e sui potenti interessi finanziari in gioco che tengono lontano dal territorio forlivese l’obiettivo della raccolta differenziata porta a porta.
Raffaella, ci dai un aggiornamento sulla battaglia contro la costruzione dell’inceneritore Mengozzi di Forlì. A che punto siamo, dove siamo arrivati?
Siamo arrivati a un punto cruciale, perché dovrebbe essere stata concessa in questi giorni l’autorizzazione integrata ambientale per il nuovo inceneritore e quindi dovrebbero essere pronti per partire con l’attività. Ancora però non sappiamo niente, siamo in una fase di stallo da quel punto di vista. Noi come Associazione continuiamo a lottare anche portando avanti azioni di sensibilizzazione della cittadinanza, stiamo continuando a portare avanti la catena del digiuno, infatti oggi digiuno io, qui al convegno, domani lo farà Michela Anagni. Andiamo avanti e tutti i giorni oltre a digiunare avvertiamo anche gli amministratori che da più di un anno ci sono persone che scelgono di digiunare perché sono contrarie a questa scelta. Si continua a far pressione per chiedere il porta a porta, anche perché ultimamente sono saltati fuori abbastanza annunci di allargamento di questa pratica da parte della Provincia, quando sappiamo benissimo che il porta a porta è stato avversato fin da quando l’abbiamo proposto. Di tempo ne è passato e di possibilità per mettere in atto il porta a porta ce ne sarebbero state parecchie. Il problema è che facendo il porta a porta si toglie il carburante all’inceneritore e quello che devono far partire è tre volte più grosso dell’altro, quindi, sicuramente il porta a porta non verrà attuato su tutto il territorio. Per quanto riguarda la lotta specifica contro l’inceneritore una cosa che sembra sia stata concessa è lo smantellamento del precedente, ma noi continuiamo a dire che ci crederemo finché non lo vedremo con i nostri occhi.
Nonostante in questi anni la vostra voce si sia fatta sentire con forza, perché le amministrazioni non vi hanno mai ascoltato? Che interessi ci sono?
Dipende dal fatto che Hera (la multi utility che in Romagna di occupa della raccolta e della gestione dei rifiuti, ndr) ha voce in capitolo: non ci sono altre spiegazioni possibili. Non c’è nessun amministratore che non sia in grado di leggere, ascoltare e documentarsi sulle proposte che abbiamo portato avanti e che sono di una semplicità disarmante. Sono 15 anni che in Veneto usano il porta a porta e non hanno fatto ampliamenti agli inceneritori esistenti. Il fatto di non volerlo fare si collega alla decisione di Hera di investire 60 milioni di euro in un inceneritore per guadagnare in maniera impropria , per quanto consentito dalla legge, con la produzione di energia elettrica dai rifiuti: siamo l’unico paese al mondo che considera i rifiuti una fonte rinnovabile per la produzione di energia, noi destiniamo una parte dei soldi della nostra bolletta dell’ENEL per le fonti rinnovabili, denaro che, per la maggior parte, viene destinato a chi produce energia usando i rifiuti. È una situazione anomala, come lo è tutto il resto, perché l’informazione viene canalizzata in certi modi per piegare la coscienza della gente che deve essere riportata al fatto che l’unica cosa che salva il mondo sono gli inceneritori. In seguito alla questione di Napoli è passato tantissime volte in TV il messaggio che noi eravamo degli spreconi perché portavamo la nostra immondizia in Germania dove bruciavano le eco balle. Poi è uscita un’ANSA di un amministratore della Sassonia che spiegava che loro non bruciano assolutamente, non ci pensano neanche a bruciare le eco balle: prima le separano, lavorano il materiale recuperando il possibile e solo al termine di questo processo, dopo avere scartato i rifiuti pericolosi, se non possono fare altro allora sì, il rifiuto va a finire all’inceneritore, ma prima le eco balle vengono smembrate e lavorate. Questa notizia, un’ANSA, nessuno l’ha data. Questa è prova della manipolazione dell’informazione: ci sono dei gruppi di potere, in Italia, ma anche in Europa, che vogliono guadagnare in maniera esorbitante dal rifiuto. Noi invece cerchiamo di portare come esempio l’attività dei consorzi, dove il rifiuto può diventare una risorsa ma in altra maniera. Ricordiamo sempre il centro di riciclo Vedelago, dove un’imprenditrice ha brevettato un impianto che separa quello che nella raccolta differenziata non è già totalmente a posto, e poi c’è anche la possibilità di recuperare dall’indifferenziato, e se proprio non si può recuperare niente, si produce – con un procedimento di estrusione, senza emettere sostanze nocive per l’ambiente – un granulato di plastica che può essere usato nell’edilizia ed è veramente inerte. Il rifiuto, seguendo il paradigma della decrescita, deve essere recuperato il più possibile, bisognerebbe tendere al rifiuto zero e ci si può anche arrivare: ci sono delle città enormi in America che ci sono arrivate, ma qui da noi è un concetto utopistico, perché, ripeto,ci sono interessi economici che dettano le regole del gioco.Le amministrazioni delle piccole città sono in grado di prendere in mano la situazione con più forza e di dare vita a situazioni virtuose: l’esempio vicino a noi è Forlimpopoli dove il porta a porta funziona – anche se gli amministratori si sono visti mettere i bastoni fra le ruote da Hera prima con un progetto carente sotto molti aspetti, poi perfezionato, ma che può essere ancora rivisto e migliorato. Hera continua a dire che il porta a porta costa molto di più: in realtà, nelle regioni e nelle città dove si sta facendo il porta a porta non ci sono ricarichi per un aumento dei prezzi, quindi basterebbe andare a vedere i conti di queste amministrazioni.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 24 novembre 2008

Il petrolio è finito

Il rapporto World Energy Outlook (WEO) della IEA è stato presentato a Londra. La sintesi? il petrolio a bassi costi è finito, l’offerta non riuscirà più a soddisfare la domanda, la tendenza attuale del sistema energetico non è più sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente.
Serve subito l’avvio di una rivoluzione energetica globale a basso contenuto di carbonio, nonostante la crisi economica in atto, soprattutto per non aggravare nel breve-medio periodo la probabile crisi degli approvvigionamenti energetici mondiali e nel lungo periodo quella ambientale (sintesi del WEO in italiano).Entrando nei dettagli quantitativi le preoccupazioni non possono che crescere, ma l’aspetto più rilevante è che il macigno questa volta lo lancia l’istituzione energetica più conservatrice del pianeta, il "cane da guardia" del sistema energetico mondiale che solo fino a qualche mese fa presentava sempre scenari "business as usual" con sviluppi grandiosi del settore dell’energia fossile.
L’International Energy Agency si è accorta che le cose sono cambiate.Lo scorso maggio le dichiarazioni di Fatih Birol suonavano come un severo avvertimento: "Non sappiamo quando, ma il petrolio finirà: meglio che lo abbandoniamo noi prima che sia lui, il petrolio, ad abbandonarci". E ancora "Abbiamo lanciato l’allarme lo scorso novembre e con il World Energy Outlook 2008 lo grideremo ancora più forte. Adesso la palla è ai Governi: noi li abbiamo avvisati".
Il WEO 2008 valuta che in uno scenario di riferimento la domanda di energia crescerà del 45% tra il 2006 e il 2030 (in media + 1,6%/anno), un po’ meno di quanto stimato lo scorso anno a causa del rallentamento dell’economia. La domanda di petrolio crescerà dagli attuali 85 milioni di barili al giorno a 106 Mb/g (10 in meno rispetto a quanto valutato lo scorso anno). Questa è la domanda tendenziale. Ma l’offerta? Un’analisi realizzata pozzo per pozzo su dati storici di produzione di 800 campi petroliferi indica che il tasso di diminuzione di estrazione sarà probabilmente maggiore di quanto atteso finora, passando da un 6,7% annuale di oggi all’8,6% nel 2030. E qui c’è un punto chiave dell’analisi IEA: "anche se la domanda di petrolio rimanesse piatta fino al 2030 sarebbe necessario tirare fuori dal sottosuolo quattro volte (45 Mb/g) quello che oggi l’Arabia Saudita estrae, fino al 2030, solamente per compensare il declino della produzione petrolifera mondiale". Insomma, servono 4 Arabie Saudite! Pare inoltre che le riserve conosciute potrebbero durare solo altri 40 anni. Un lasso di tempo brevissimo. Ma se guardiamo più vicino, cioè entro 2015, per evitare un forte crollo dell’offerta capiamo che servirebbero oltre 30 di milioni di barili al giorno aggiuntivi ed entro due anni, praticamente domani, un extra di 7 Mb/g. Arriveranno ingenti e tempestivi investimenti per coprire il probabile gap? Se si prova a leggere tra le righe dell’executive summary del documento non sembra crederci nemmeno la IEA. Si capisce anche dalle parole di Nobuo Tanaka, l’Executive Director della IEA che la fase ottimismo si è ormai conclusa. Tanaka, infatti, chiede ai politici di procedere all’immediato rinnovamento del sistema energetico, anche sotto la spinta della questione climatica (vedremo in altri articoli gli effetti sulle emissioni dei diversi scenari progettati dal WEO). Fa quindi riferimento a Copenaghen 2009 dove dovrà essere negoziato un nuovo e globale "energy and climate deal". "Non possiamo lasciare che la crisi finanziaria ed economica ritardi le azioni politiche che sono urgenti per assicurare l’offerta energetica e la riduzione delle emissioni di gas serra" – ha detto l’Executive Director. "Dobbiamo inaugurare – continua – una rivoluzione energetica mondiale migliorando l’efficienza energetica e aumentando la diffusione dell’energia rinnovabile".
Fonte tratta dal sito .

domenica 23 novembre 2008

"Ogm all'assalto del biologico"

A volte per segnare una svolta epocale basta restare in silenzio e non fare niente. Se adesso taciamo, se non muoviamo un dito, tra qualche anno chi scriverà del declino e della scomparsa dell' agricoltura biologica, in particolare di quella italiana, potrà individuare in questa assenza di reazioni la causa principale dello sgretolamento di un metodo e di una cultura, oltre che di un vivace comparto economico. Basta aspettare, quieti e noncuranti, il 1° gennaio 2009, giorno in cui il nuovo regolamento comunitario per il biologico entrerà in vigore equiparando l' agricoltura biologica a quella convenzionale per quel che riguarda la contaminazione accidentale da Ogm.
Tra le poche certezze che abbiamo c' è il fatto che l' agricoltura biologica non ammette organismi geneticamente modificati. In un mondo fatto di etichette scritte in caratteri minuscoli, di difficoltà a tracciare la filiera dei prodotti che si acquistano, di origini ignorate, sempre di più sono i consumatori che dicono: compro biologico così so cosa mangio. Sembra una certezza acquisita, e invece ha una data di scadenza: il 31 dicembre prossimo. Meno di due mesi. Per questa ragione non solo organizzazioni come Slow Food o Coldiretti, ma anche lo stesso Parlamento Europeo chiesero a gran voce (e a larga maggioranza) che la bozza di Regolamento per il Biologico venisse cambiata. Quella bozza prevedeva che la soglia di contaminazione accidentale da Ogm, al di sotto della quale continua ad essere lecito etichettare come biologici gli alimenti contaminati, fosse dello 0,9%, esattamente come avviene per i prodotti dell' agricoltura convenzionale. Si chiedeva, invece, che la soglia, per il biologico, fosse molto più bassa, in modo da poter continuare a garantire al consumatore la sostanziale non presenza di organismi transgenici. Si chiedeva di fissarla allo 0,1, ovvero il minimo tecnicamente rilevabile, al di sotto del quale gli strumenti non funzionano. Se ci sono Ogm non è biologico. Sembrava semplice. E invece no. La Commissione ha clamorosamente ignorato il voto del Parlamento, insieme a tutte le richieste del mondo del biologico e ha deciso che la soglia di contaminazione tollerata diventava quella dello 0,9. Quindi: dal 1° gennaio 2009 l ' equazione biologico = non transgenico non sarà più vera.
Nessuno riuscirà a farmi capire perché questo è successo, nonostante le tantissime voci contrarie che si sono levate. Nonostante - lo ripeto perché mi sembra incredibile - il Parlamento Europeo fosse contrario! L' unica spiegazione che io mi sono dato è veramente sgradevole. Ha a che fare con la volontà politica di danneggiare ancora una volta le produzioni sostenibili e di qualità, favorendo le lobby del "tanto peggio tanto meglio", economicamente potentissime, che nella mancanza di rigore normativo non possono che proliferare. Se nessuno dà più garanzie, perché il consumatore dovrebbe fidarsi del biologico? Tanto vale comprare i prodotti dell' agricoltura industriale; i marchi multinazionali che non possono in nessun modo garantire standard qualitativi simili a quelli dell' agricoltura di piccola scala, ringraziano. Il nostro paese è uno di quelli che ha più da perdere in una situazione del genere. I dati 2007 dicono che al biologico sono dedicati 1milione e 150mila ettari e oltre 50 mila operatori, di cui più di 43mila sono produttori. La difesa dell' autentico made in Italy, della qualità e della tipicità dei nostri prodotti, del senso stesso della dieta mediterranea, passa dalla difesa delle produzioni biologiche, passa dalle mani di quanti creano profitto e benessere, nel senso più completo, senza danneggiare il pianeta. Ebbene, sembra che questi signori nessuno abbia voglia di proteggerli. Per lo meno non a Bruxelles.
E in Italia? C' è qualcuno, che vuole provare, sia pure con l' urgenza dei tempi ormai strettissimi, a reagire? Basterebbe dire che l' Italia non si oppone - né potrebbe - alla libera circolazione dei prodotti biologici europei tarati allo 0,9; ma i produttori biologici italiani devono essere Ogm free "davvero". E' una cosa strana, che si chiama "discriminazione alla rovescia", perché in qualche modo discrimina~i "buoni". Ma ha già salvato il comparto della pasta italiana (l' unica obbligata oggi a usare solo grano duro) e può salvare il nostro biologico dalla confusione e dall' anonimato dello 0,9. Non si correrebbero rischi di procedure d' infrazione con l' Unione Europea; si correrebbe solo il rischio di fare la figura di quelli che all' agricoltura biologica tengono davvero, così come tengono alla trasparenza delle informazioni che si danno al consumatore. Si darebbe, insomma, ai consumatori, dal 1° gennaio 2009, una ragione in più per comprare biologico. Biologico italiano, quello vero. Altrimenti tutti noi, dal 1° gennaio 2009, avremo una ragione in meno per comprare biologico, da qualunque parte dell' Europa esso provenga. E l' unico biologico di cui potremo ancora fidarci sarà quello dei paesi più poveri, quelli che producono biologico per forza - e dunque per davvero - e non per regolamento. -
Fonte tratta dal sito .

sabato 22 novembre 2008

Carciofi: per il fegato

Il fegato è l'organo centrale del metabolismo generale ed anche la ghiandola più grande del corpo. Secerne la bile e può trasformare le sostanze tossiche affinché l'organismo le elimini. Ma anche il miglior sistema di depurazione ha dei limiti, se non viene ridotta o se continua ad aumentare l'introduzione di sostanze che lo costringono ad un superlavoro, come ad esempio con consumo regolare di alcolici o un alimentazione troppo ricca di grassi e colesterolo.
Per depurare il fegato, un'ottima bevanda è l'acqua di cottura dei carciofi (2-4 bicchierini al giorno) oppure è possibile far macerare 100 g di foglie di carciofo in 1 litro e mezzo di vino bianco secco, da bere poi un bicchierino a ogni pasto.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 21 novembre 2008

Le nuvole marroni...

Da Pechino a Nuova Dehli, tante megacittà subiscono «l'effetto oscuramento». I ghiacciai dell'Himalaya si sciolgono più velocemente e fenomeni meteo diventano più estremi. È quanto accade in questo momento in alcune aree del Pianeta, che gli scienziati spiegano in parte con l'effetto combinato di gas serra e delle cosiddette «Atmospheric Brown Clouds» (ABCs), gigantesche nuvole marroni, cariche di inquinanti, che si sviluppano in particolare dalla penisola arabica alla Cina, fino all'Oceano Pacifico occidentale.
A fare il punto sul fenomeno delle maxi nuvole, che incombono su 13 metropoli come una coperta spessa 3 km e derivano da gas di scarico delle auto, centrali a carbone, combustione di legname e altre biomasse, è un nuovo rapporto dell'Unep (United Nations Environment Programme).
Secondo lo studio, queste nuvole hanno un'influenza su cambiamenti climatici, a livello locale e globale, oltre ad avere un impatto sempre maggiore su qualità dell'aria ed agricoltura specie in Asia, mettendo a rischio la salute umana e la produzione di cibo di tre miliardi di persone. Una stima afferma che le perdite economiche dovute all'esposizione alle micropolveri sottili (Pm 2,5) delle nuvole avvelenate ammontano al 3,5% del prodotto interno lordo della Cina e al 2,2% del prodotto interno lordo dell'India.
Ma un altro effetto sul Pianeta sarebbe quello di «mascherare» gli impatti del riscaldamento globale fra il 20 e l'80%. Come ? Alcune particelle di queste nuvole riflettono la luce del sole e raffreddano la superficie della Terra. Se le nuvole incriminate sparissero nel giro di una notte, secondo il rapporto potrebbe scattare un rialzo della temperatura globale di due gradi.
Il fenomeno «Brown Clouds» è stato studiato dove si osserva in modo evidente, in Asia, ma le nuvole avvelenate, cariche di inquinanti, sono presenti anche in Africa del Sud, bacino dell'Amazzonia, ma anche Nord America ed Europa, dove però le precipitazione ne smorzano gli effetti. La sfida oggi, per Achim Steiner, direttore dell'Unep, non è solo quella di superare «la minaccia dei cambiamenti climatici, ma anche eliminare il flusso di fumi che sta alimentando la formazione di queste nuvole in diverse regioni del mondo». L'origine dei due problemi per Steiner è la stessa: «uso insostenibile di carburanti fossili, combustione inefficiente di biomasse e deforestazione».
Fonte tratta dal sito .

giovedì 20 novembre 2008

MONETA LOCALE IN VENETO

Mentre il nostro grande statista Silvio Berlusconi giocava a “bu bu settete” con il cancelliere tedesco Angela Merkel, elevando per quanto possibile l’immagine stessa dell’Italia nel mondo, nella piccola sede di Radio Gamma 5 (FM 94:00 MHz) in provincia di Padova, si svolgeva una serata (con la partecipazione di oltre 200 persone) di presentazione della prima moneta locale in Veneto: lo Scec. Una serata probabilmente storica. Lo S.c.e.c. (acronimo di Solidarietà che cammina) non è proprio una moneta complementare (o locale) ma uno Sconto o abbuono assolutamente legale e permesso dalla legge!
Ecco in sintesi come funziona. Una persona che si iscrive come privato all’associazione “Arcipelago Veneto” (oppure ad un Arcipelago della propria regione) riceverà gratuitamente 100 Scec al mese, senza alcun costo d’iscrizione. Un’attività commerciale che vuole aderire all’iniziativa come accettatore di questi abbuoni, deve iscriversi all’associazione e stabilire la percentuale di sconto in Scec (da un minimo del 5% in sù).
Il rapporto di scambio è 1:1, cioè 1 Scec corrisponde a 1 euro. Quindi 100 Scec al mese sono comparabili, come potere di acquisto, a 100 euro al mese.
Facciamo un esempio concreto e realistico. La pizzeria X accetta gli Scec e pratica uno sconto del 20%. Significa che se andiamo a mangiare la pizza e il conto finale è di 100 euro, noi pagheremo 80 euro e 20 Scec. Ben 20 euro in meno rispetto a coloro che pagheranno tutto in euro! Il calcolo e il ragionamento sono semplicissimi. A questo punto il gestore della pizzeria, non c’ha rimesso nulla perché potrà utilizzare i 20 Scec che ha ricevuto in qualsiasi altra attività commerciale connessa col circuito, anche con gli stessi fornitori. Il fornitore potrà a sua volta andare a tagliarsi i capelli da Y, acquistare prodotti alimentari da Z. ecc. Avanti così in tutto il circuito di aderenti (vedere elenco accettatori nelle Pagina Auree)
Ad oggi le attività commerciali in Veneto che hanno fatto richiesta di accettazione degli Scec sono diverse centinaia: negozi, aziende, librerie (noi), liberi professionisti, distributori, medici, veterinari, dentisti, pizzerie, consulenti informatici, commercialisti, ecc. In pratica sempre più persone stanno comprendendo l’importanza di una moneta locale o della “Solidarietà che cammina” (Scec), come strumenti che possono aiutarci moltissimo in un momento difficile e critico come l’attuale.
Far rimanere una parte della ricchezza nella propria regione (stiamo parlando di milioni di euro solo in Veneto) o nella propria città è fondamentale per sopravvivere e aiutare le persone e/o le attività in estrema difficoltà. Ecco la vera Solidarietà. In questo modo si passerà da una economica improntata sul dio-denaro, sul guadagno senza alcun valore etico e morale, a una economia con al centro l’Uomo, una economica dal volto umano che darà spazio alle piccole realtà locali in barba alle grandi multinazionali, che con i loro colossi stanno fagocitando e distruggendo il pianeta intero.
A questo punto cosa vogliamo veramente fare? Possiamo metterci il naso rosso di plastica, come insegna il comico di Arcore, e andare in banca a elemosinare spiccioli (creati dal nulla e tassati da usurai) e continuare ad essere schiavi del Sistema per tutta la vita, oppure possiamo decidere di fare noi “cucù” o “marameo” all’Usurocrazia bancaria, accettando consapevolmente una moneta o pezzo di carta che non crea debito, ma favorisce la Solidarietà collettiva!
Esiste il libero arbitrio, per cui siamo noi a decidere e a creare il nostro futuro…
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 19 novembre 2008

Pesticidi piccanti

Spezie piccanti, odori e piante aromatiche: un'analisi commissionata da Greenpeace in Germania ha riscontrato residui di pesticidi troppo alti nei prodotti confezionati. Il tribunale gli ha dato ragione...

Fino a 22 pesticidi in un solo vasetto di paprica: è l'esito sconvolgente di una ricerca effettuata per conto di Greenpeace su paprica, zenzero, finocchio, pepe, prezzemolo fresco e secco, commercializzati nella catena alimentare. Il laboratorio ha riscontrato la presenza di pesticidi nell'82 per cento delle 33 prove effettuate. In totale sono state trovate 53 diverse sostanze, di cui 35 altamente pericolose per la salute umana. La contaminazione riguarda in particolar modo paprica, i semi di finocchio e il prezzemolo secco.
Rapida la reazione dell'industria alimentare che ha negato il superamento dei valori consentiti dalla legge. Ma altrettanto sollecito è stato il tribunale di Amburgo, che ha ritenuto validi gli studi commissionati da Greenpeace e ha intimato una pena di 250.000 euro e fino a due anni di reclusione nel caso di false dichiarazioni da parte dei produttori.
Fonte tratta dal sito .

martedì 18 novembre 2008

Far Oer, Danimarca, il massacro delle balene

Quando i delfini balena si avvicinano alle isole Far Oer della Danimarca è un giorno di festa. Le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei.
I delfini balena arrivano in gruppi, molte femmine con i piccoli. Sono animali socievoli, curiosi e non hanno timore dell'uomo. E' il grande spettacolo di autunno per gli isolani. In motoscafo spingono le balene nelle baie dove l'acqua è poco profonda.
Quindi si avvicinano con fiocine di due chili e le piantano più volte nelle carni degli animali finchè non li hanno immobilizzati. I carnefici delle Far Oer possono allora estrarre i coltelli da 15 centimetri e tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. I piccoli danesi applaudono mentre le balene gridano. Non lo sapevate? Le balene gridano come gli esseri umani quando sono macellate. L'acqua acquista un bel colore rosso sangue. 2.000 balene sono trascinate sulla riva dai coraggiosi abitanti delle Far Oer per essere lasciate agonizzare. La maggior parte marcisce ed è ributtata a mare.
Il delfino balena è una specie protetta e non si conosce il numero di esemplari ancora esistente.Invito i lettori del blog a non recarsi in vacanza nelle isole Far Oer o a comprare prodotti danesi fino a quando questo ignobille massacro durerà.Inviate una mail alla regina di Danimarca per chiederle di intervenire e promuovete questa iniziativa sul vostro blog.
Fonte tratta dal sito .


lunedì 17 novembre 2008

Olio di palma. Lo scandalo continua

Roma, Italia — Oggi l'industria dell'olio di palma festeggia il primo certificato "di olio di palma sostenibile" rilasciato dalla RSPO. Ma c'è ben poco da festeggiare: la prima certificazione è stata rilasciata alla United Plantations, che è coinvolta nella distruzione delle foreste torbiere indonesiane e rifornisce Nestlè e Unilever. Per protesta, in Indonesia gli attivisti di Greenpeace hanno bloccato una nave con un carico di olio di palma destinato all'Europa. Uno di loro si è incatenato all'ancora della Gran Couva, resistendo per ore.
Con la pubblicazione del nuovo rapporto "Olio di palma – Lo scandalo delle certificazioni in Indonesia" Greenpeace denuncia come l'attribuzione del primo certificato da parte della RSPO (Tavola Rotonda per l'olio di palma sostenibile) sia una cortina di fumo per coprire misfatti come l'appropriazione indebita di suolo forestale, la degradazione di foreste e torbiere e la violazione delle leggi indonesiane.
United Plantations possiede diverse piantagioni in Malesia e Indonesia. La società ha ricevuto la certificazione solo per le proprie piantagioni malesi ma a condizione che tutte le sue piantagioni – comprese quelle in Indonesia – soddisfino i criteri minimi di sostenibilità stabiliti dalla RSPO. United Plantations non rispetta nessuno di questi criteri!
L'abbattimento e gli incendi nelle foreste e torbiere indonesiane hanno già determinato l'accelerazione dei cambiamenti climatici. L'Indonesia è, infatti, il terzo più grande emettitore di gas serra nel mondo.
La prossima settimana l' si riunirà a Bali per il sesto incontro annuale della RSPO. E' assolutamente necessario che vengano stabiliti criteri rigidi ed efficaci per impedire alle compagnie coinvolte nella distruzione delle foreste del Borneo e di Sumatra di rivendicare la produzione di olio di palma sostenibile, imbrogliando il mercato.
Nel corso di quest'anno - attraverso la campagna Deforestazione Zero – Greenpeace ha convinto Unilever, Ferrero e tante altre importanti multinazionali che acquistano olio di palma a impegnarsi per sostenere un'immediata moratoria per salvare le ultime foreste e torbiere del Sud Est Asiatico. fondamentale che anche i produttori, il governo indonesiano e quelli europei compiano questo passo. Subito.
Fonte tratta dal sito .

domenica 16 novembre 2008

Carrelli dei supermercati infetti

Quanti germi si nascondono nei carrelli dei supermercati ? Secondo gli esperti Usa, molti più di quelli che possiamo immaginare. Questo accade soprattutto perché i carrelli vengono maneggiati da molti bambini, che non hanno le stesse abitudini di igiene di un adulto. I bambini mettono la bocca sul manico del carrello, lasciando tracce di saliva potenzialmente contaminate da germi, oppure toccano il carrello con le mani sporche dopo essere andati in bagno. I dati arrivano dai ricercatori della University of Arizona, che hanno sottoposto a test un campione di carrelli dei supermercati scoprendovi saliva, batteri e altri agenti contaminanti: 'Più che nelle toilette pubbliche', sostengono.
Ci sono altri casi di contaminazione di cui sono responsabili bambini e carrelli. Maneggiare al supermercato le confezioni di carne cruda è il secondo principale fattore di rischio di contaminazione da salmonella per i bambini, secondo il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta. 'Non è il carrello di per sé che li contamina ma quello che c'è dentro', spiega il Dr. William Schaffner, presidente del dipartimento di medicina preventiva della Vanderbilt Medical School di Nashville, Tennessee. Come combattere il proliferare dei germi intorno ai carrelli ? Venti supermercati americani hanno adottato una soluzione innovativa: hanno installato delle macchine che igienizzano i carrelli della spesa. Queste macchine hanno l'aspetto di mini autolavaggi e spruzzano una soluzione di perossido sull'intero carrello dopo ogni uso che uccide il 99% dei germi, inclusi E. coli e salmonella. Per rispondere alle preoccupazioni dei loro clienti, alcuni negozi investono quasi 8.000 dollari l'anno per il sistema che disinfetta i carrelli, chiamato PureCart Systems. 'Voglio che le persone che entrano nel mio negozio sappiano che è pulito e ben organizzato e quando guardano il carrello non devono preoccuparsi di cos'altro c'è dentro oltre alla loro spesa', dice Kevin Kirsch, comproprietario della Chevy Chase Supermarket.
Fonte tratta dal sito .

sabato 15 novembre 2008

Condannati in Parlamento maggiorenni

I condannati in Parlamento hanno raggiunto la maggiore età. Hanno compiuto infatti il 18esimo pregiudicato. Il risultato è stato reso possibile grazie alle prestazioni di Giulio Camber, senatore del PDL, condannato a otto mesi di carcere con conferma in Cassazione lo scorso settembre per millantato credito. Un reato che ci mancava nella raccolta delle figurine.Finora in Parlamento erano presenti soltanto condannati per:
- falso- corruzione di pubblico ufficiale- abuso d’ufficio- lesioni personali- resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale- favoreggiamento- false fatturazioni- frode fiscale- falsa testimonianza- ricettazione fallimentare- banda armata- favoreggiamento- tentata concussione- incendio aggravato- finanziamento illecito- corruzione- concorso in bancarotta.
Belin, questi fanno paura persino ai Casalesi. Per stargli dietro mi sto studiando il codice penale.Le firme raccolte per Parlamento Pulito sono state giudicate valide. La Commissione Affari Costituzionali del Senato sta esaminando l’iniziativa di legge popolare. Tre proposte: nessun condannato in Parlamento, solo due legislature per parlamentare, votazione diretta del candidato.La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).
Chiedo ai componenti della Commissione se vogliono esprimere pubblicamente la loro opinione personale con una lettera o un’intervista al blog sulla proposta di legge in esame. Nessuno di loro è tra i condannati in via definitiva ed è un buon punto di partenza.Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.
Fonte tratta dal sito.

venerdì 14 novembre 2008

Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano...

Il disegno di legge ammazzablogger non è figlio di nessuno. Sarà forse figlio di puttana. Di padre ignoto e di madre incerta. Nato in provetta o per partenogenesi. Non una voce dei nostri parlamentari, a parte quella di Antonio Di Pietro, si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e INFORMANO.Il disegno di legge è stato presentato da Franco 'Ricardo' Levi. Levi è del PD. Il segretario del PD è Veltroni. O non sa nulla, come mi dicono gli succede spesso, o è d’accordo.
I veri giornalisti stanno in Rete, alcuni li conoscete, si chiamano Ricca, Martinelli, Byoblu. Mi scuso per coloro che non cito, ma sono migliaia. La Rete esprime un Paese diverso. Se i lobotomizzati dalle televisioni e dal trio CorriereRepubblicaLaStampa si informassero in Rete, lo psiconano sarebbe ospite permanente di Putin in Siberia e Topo Gigio Veltroni una maschera del cinema.
La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto. Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all’estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m..da. Sono anni che noi siamo le lepri e loro i cani. Che giochiamo in difesa. Ogni giorno una nuova porcata. E’ ora di cambiare musica. Mi sento una lepre mannara, con i denti a sciabola. E’ una bella sensazione. All’inseguimento invece che in fuga. Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome, il loro indirizzo http con l’iniziativa “FREE BLOGGER”. Sono loro il cambiamento. Non lo fermerete."Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano..."
Fonte tratta dal sito .

giovedì 13 novembre 2008

Fermato esperimento sui macachi

La notizia è stata data dalla rivista Nature. Specificatamente si tratta di 24 macachi che vengono utilizzati per studi sulle capacita' cognitive dei mammiferi: studi che le associazioni animaliste, e in particolare la Deutscher Tierschutzbundes eV, combattono in quanto causa di intollerabili sofferenze agli animali, e inutili per l'utilizzo terapeutico.
I politici locali, che hanno maturato una crescente simpatia per questa causa, l'anno scorso hanno firmato una mozione contro questi esperimenti, e la nuova coalizione di governo ha deciso di non rinnovare la licenza in scadenza. Lo scorso 15 ottobre il responsabile di questi esperimenti (dr. Kreiter) ha ricevuto la notifica ufficiale dalle autorita' sanitarie locali che la loro licenza non verra' rinnovata. Nelle motivazioni si fa rifermento alla "mutata sensibilita' sociale" e al fatto che questi esperimenti sono "eticamente non giustificati" in quanto attengono a fumose questioni scientifiche a lungo termine, ma inutili nello sviluppo di specifiche terapie.
Naturalmente i vivisettori si oppongono a questa visione delle cose sulla base di precedenti prese di posizioni di diverse autorita', e come ovvio, sostengono che le loro ricerche sono utilissime e che gli animali vengono trattati nel modo migliore. "Questo e' un caso di flagrante interferenza della politica in procedure approvate, e un attentato alla liberta' della scienza!" Esclamano imbufaliti i responsabili delle diverse associazioni di vivisettori. Non manca, nelle loro rimostranze, il rammarico per i finanziamenti che si perderebbero e per i 12 posti di lavoro a rischio. Motivazioni queste molto piu' concrete degli ipotetici progressi scientifici derivanti da questo studio che si prefigge si monitorare l'attivita' neuronale in relazione a specifici comportamenti.
La licenza per questi esperimenti scade il 30 novembre 2008 e per poterla rinnovare ulteriormente i responsabili dell'Universita' di Brema dovranno fare ricorso al tribunale, o appellarsi alla Corte Costituzionale Federale.
La vivisezione in campo neurologico e psichiatrico e' normalmente condotta su primati (piccole e grandi scimmie) in quanto i vivisettori sostengono che solo su queste specie e' possibile fare questi tipi di ricerche. L'opposizione a questo tipo di esperimenti e' pero' sempre piu' diffusa ed include personalita' e istituzioni anche esterne al movimento antivivisezionista.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 12 novembre 2008

BIOWASHBALL:LAVATE LA VOSTRA BIANCHERIA SENZA DETERSIVI!





La Biowashball si usa in lavatrice al posto del detersivo.
E' una sferetta di plastica atossica forata, che contiene palline di ceramica naturale al suo interno.
Tramite il contatto con l'acqua e aiutate dal movimento nella lavatrice, le ceramiche producono ioni negativi che danno gli stessi effetti del detersivo, cioè portare il ph dell'acqua a circa 10, sciogliere i legami dello sporco e sopprimere i batteri.
La sfera è efficace per tre anni e permette di lavare a temperature relativamente basse dell'acqua, fino ad un massimo di 50°C (temperatura indicata dal produttore per i capi bianchi) con risparmio dell'energia elettrica per riscaldare l'acqua.
Si mette direttamente nel cestello senza aggiungere detersivi. Lavora assieme all'acqua.
Va rigenerata una volta al mese, semplicemente mettendola alla luce del sole per un'ora.
1) Si risparmia molto sul costo dei detersivi.
2) Non ci sono sostanze chimiche, le quali, presenti invece nei detersivi, possono far scolorire i capi, a volte provocano allergie ed inquinano l'ambiente una volta scaricate assieme all'acqua di lavaggio.
Il costo è poco meno di 40 euro più circa 10 euro di spese di spedizione ed è facile calcolare quanto può far risparmiare in detersivi in tre anni.
Purtroppo in Italia ci sono ancora pochi rivenditori (i maggiori sono in Francia) e per ora il sito più conosciuto e affidabile dove acquistarla è Amazon Francia : oppure Hao Pi .
Il sito è in francese ma è abbastanza semplice seguire il link, aggiungere il prodotto al carrello, acquistare fornendo email e indirizzo di spedizione insieme ai dati sulla carta di credito.
La sfera viene poi spedita a casa in Italia.
Come al solito lo scoperta grazie allo spettacolo "DELIRIO"del mitico BEPPE GRILLO a forli il 1 ottobre!!!!!!!!!!!!!!!!!Un'invezione direi fantastica!!!!!!!!!!!!!!!Vi invito a provarla tutti!!!!!!!!!!!!
Un grazie ancora al BEPPE nazionale.
Il mondo sta e deve cambiare.........Cominciamo da qui....................
Guardate il video.........


martedì 11 novembre 2008

Alitalia: la cordata dei mostri

Bruxelles ha deciso: i 300 milioni di prestito ponte all'Alitalia sono un aiuto di Stato. Saranno a carico dello Stato, della "bad company", quindi di tutti noi. Contenti di avere altri 300 milioni da pagare?I miliardi di euro buttati al vento per non aver ceduto in primavera Alitalia a Air France chi li paga? Lo psiconano o i disoccupati delle fabbriche che chiudono ogni giorno?I giornali hanno deciso: la colpa è dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia. Prima li isoli, poi li demonizzi, poi, se ci riesci, li licenzi.I colpevoli l'hanno fatta franca anche questa volta. Dove sono i Cimoli miliardari, i presidenti del Consiglio e i ministri dei Trasporti degli ultimi quindici anni? I veri distruttori di Alitalia?E' la politica che ha fatto fallire Alitalia usandola come serbatoio di voti e agenzia di collocamento per amici e parenti.La colpa è invece del pilota e della hostess affidati alle cure di una cordata ripiena di rinviati a giudizio e persino di ex carcerati in cui mancano solo il Lupo Mannaro e il Mostro della Laguna Verde.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 10 novembre 2008

Greenpeace: vittoria con Castorama sulle lampadine


Roma, Italia — Castorama decide di accettare le proposte di Greenpeace. A circa tre mesi dalla presentazione del rapporto “Scelte Illuminate” (1), anche il gruppo Castorama si impegna ad anticipare i tempi del bando governativo per le lampadine incandescenti, affermando che la rimozione delle lampadine incandescenti dai propri scaffali avverrà entro la seconda metà del 2010. Castorama guadagna dunque la quarta posizione alle spalle di Ikea, Coop e Leroy Merlin, sorpassando in classifica il gruppo Auchan.
Leroy Merlin, che eliminerà le lampadine incandescenti già dal 30 giugno 2009, continua a guidare la vetta della classifica di Greenpeace (2). “La decisione di Castorama recepisce appieno le nostre richieste“ afferma Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace, “e mostra che è possibile mandare in pensionela tecnologia superata, a favore di scelte amiche del clima”. Le lampadine ad alta efficienza permettono infatti di risparmiare l’80% di energia, soldi ed emissioni di gas serra rispetto alle tradizionali incandescenti.
“Ci aspettiamo ora che anche altri gruppi sappiano fare un passo in avanti, in particolare Esselunga“ rilancia Tedesco. Lo ‘zero in efficienza’ è ancora di Esselunga perché è l’unico tra i maggiori rivenditori di lampadine in Italia a non aver fatto alcun passo concreto verso La messa al bando delle lampadine incandescenti in Italia permetterebbe di ridurre i consumi elettrici di 5,6 TWh, pari ad un abbattimento di emissioni di CO2 di circa 3 milioni di tonnellate e benefici economici per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro (3). In un periodo di recessione economica come quello che andiamo affrontando, sostituire le vecchie incandescenti con nuove lampade fluorescenti compatte in una casa tipo italiana permetterebbe di risparmiare circa cento euro l’anno nella bolletta della luce. l’eliminazione di prodotti dannosi per l’ambiente e
per le tasche dei consumatori.
La messa al bando delle lampadine incandescenti in Italia permetterebbe di ridurre i consumi elettrici di 5,6 TWh, pari ad un abbattimento di emissioni di CO2 di circa 3 milioni di tonnellate e benefici economici per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro (3). In un periodo di recessione economica come quello che andiamo affrontando, sostituire le vecchie incandescenti con nuove lampade fluorescenti compatte in una casa tipo italiana permetterebbe di risparmiare circa cento euro l’anno nella bolletta della luce.
Sebbene in Italia le lampadine incandescenti spariranno dal primo gennaio 2011, il nuovo governo non ha ancora fatto sapere se appoggerào meno la proposta della Commissione europea per un bando delle incandescenti anche a livello europeo. Greenpeace teme che anche i buoni propositi sull’efficienza rimangano ‘sulla carta’e sprona il Governo a presentare il nuovo ‘Piano d’Azione’ sull’efficienza per spiegare come si intende raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione dei consumi di elettricità al 2020. L’efficienza energetica in Italia, infatti, può tagliare 100 miliardi di kWh/anno al 2020, il doppio del programma nucleare del governo, con benefici economici e occupazionali (4).
NOTE:
(1) Il rapporto “Scelte Illuminate” è disponibile suhttp://www.greenpeace.it/incandescenti/documenti/classifica0611.pdf
(3) Link al briefing “chi cambia una lampadina cambia il mondo”http://www.greenpeace.it/incandescenti/documenti/briefing_BTB.pdf
Fonte tratta dal sito .

domenica 9 novembre 2008

Basi Extraterrestri...

Una base sotterranea extraterrestre nell'Himalaya ? I governi cinesi e indiani sarebbero informati? Kongka La, un passo dell'Himalaya, è situato nel Ladakn, nella regione di confine che si contendono l'India e la Cina. È una delle regione meno frequentate al mondo e, di comune accordo, la Cina e l'India si astengono di controllare questa parte della frontiera. Gli abitanti della regione, sia del lato cinese che del lato indiano, hanno riferito di aver visto degli UFO, uscire fuori dal terreno, in questa zona.
Secondo queste testimonianze, esisterebbero della basi sotterranee extraterrestri nella regione e i governi cinesi e indiani sarebbero informati. Recentemente, un gruppo di pellegrini indù in rotta verso il Monte Kailash, in arrivo da ovest, videro strane luci in cielo. Guide locali, sul territorio cinese, hanno riferito che si trattava di un fenomeno usuale in quella zona. Degli oggetti accecanti, silenziosi, di forma triangolare, lasciano il terreno e si alzano, in verticale, verso il cielo.
Alcuni pellegrini vollero visitare il sito. Ma a loro venne negato l’ingresso sul lato cinese e anche quando si sono avvicinati sul lato indiano, guardie di frontiere hanno negato che si avvicinassero, nonostante avessero regolari permessi di viaggi, firmati dai due paesi. Secondo i pellegrini, i membri del personale di sicurezza dichiararono che avevano l'ordine di negare, a qualunque persona, l'approccio nella zona in questione, ed è vero che strani oggetti sbucano al di fuori del terreno, con brillanti luci lampeggianti. Secondo la popolazione locale, la presenza di extraterrestri sotterranei è ben nota. Secondo loro, né il governo cinese, né tantomeno quello indiano vogliono rivelare la loro esistenza. Secondo una testimone, quando si è fatta una domanda sulla questione, a funzionari del governo, è stata minacciata di stare zitta. Recentemente, in una scuola locale, dei giovani bambini fecero dei disegni. Più della metà dei disegni mostravano strani oggetti volanti nel cielo o che lasciavano le montagne.
UFO NEI TROPICI
Marius Boirayon, un militare in pensione della RAAF, le Forze Aeree Australiane, ex pilota d’elicottero, si è stabilito per passione a Guadalcanal (isole Salomone). Ha incontrato popoli indigeni (un miscuglio tra Melanesiani e Polinesiani, Indonesiani e Cinesi) e si è trovato in confronto ad un mondo molto, molto strano. Infatti, queste isole abbondano di storie fantastiche che raccontano sia di UFO che di “abduction” e che un popolo di Giganti vive in una sorta di città sotterranea.
Il minimo che si può dire è che le tribù locali non hanno alcuna familiarità con il cospirazionismo che parla di rapimenti alieni e dischi volanti. Così come hanno pochi contatti con le storie occidentali, che parlano di civiltà scomparse e Giganti. Eppure, nel corso di numerosi incontri tra le numerose tribù delle isole Salomone e testimonianze coerenti senza contraddizioni tra loro, Marius Boirayon è riuscito ad isolare due fenomeni distinti, apparentemente non collegati tra di loro: il mondo dei Giganti e il mondo delle basi segrete, gli UFO e le “abduction” che hanno colpito molte famiglie in queste isole.
Per quanto riguarda l'aspetto “abduction”, il più sorprendente è quello che i testimoni e le vittime, descrivono le azioni di questi UFO, che i nativi chiamano “Dragon Snake” (Serpente Dragone), molto aggressive e gli inquirenti descrivono lo stesso tipo di extraterrestri, come quelli messi in luce dai rapiti in Arizona, California e la periferia di New York.
I FAMOSI PICCOLI “GRIGI”
Boirayon non solo ha fatto degli schizzi delle descrizioni fatte dagli indigeni Melinesiani, ma ha anche visitato il Museo e il centro culturale locale, il “Solomon Island Cultural Museum”, per scoprire con suo grande stupore un libro che contiene i disegni di questi piccoli “Grigi”. Si rese conto allora che questi esseri erano presenti nelle isole Salomone da secoli.
Fonte tratta dal sito .

sabato 8 novembre 2008

Ogm, dall´Ue ancora segnali (e decisioni) preoccupanti

Espulsi dalla porta principale, rientrano dalla finestra gli organismi geneticamente modificati. In Europa nessuno li vuole, i cittadini non si fidano, nonostante i tentativi (ripetuti) di portarli ad esempio ora come unico modo per sconfiggere il drammatico problema della fame nel mondo, ora come miglior sistema per diminuire l'uso dei fertilizzanti chimici usati in agricoltura e quindi per una maggior rispetto dell'ambiente, sino addirittura a vederne una efficace misura preventiva nei confronti del tumore, come nel caso del pomodoro con i geni modificati per produrre antiossidanti.
Ieri la Commissione europea, dopo che gli Stati membri non erano riusciti a decidere, né a favore né contro l´approvazione, a maggioranza qualificata, ha adottato essa stessa la decisione che autorizza il cotone Ogm della Bayer (LL25) ad essere importato, trasformato, commercializzato anche ad uso alimentare.
"Attraverso il meccanismo ipocrita della mancata maggioranza qualificata - ha dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente - la Commissione europea continua a promuovere gli organismi transgenici costringendo milioni di persone contrarie all'uso e alla diffusione di questi alimenti a ritrovarsele nel piatto". Non solo, aggiunge Legambiente, "tutto ciò con il beneplacito dell'Efsa, l'organo ufficialmente delegato a tutelare la sicurezza alimentare degli europei che, nei fatti, ha sempre e solo sostenuto le richieste delle multinazionali del biotech senza aver mai trovato un motivo di perplessità su queste autorizzazioni".
Iprodotti tratti dal cotone Ogm potranno quindi essere usati nei mangimi per animali e per qualunque altro uso, anche alimentare previsto per il cotone convenzionale, ma dovranno riportare chiaramente in etichetta l´indicazione Ogm. L´autorizzazione non prevede, invece, la coltivazione di questo cotone transgenico sul suolo dei paesi dell'unione europea. Hanno votato a favore, durante una riunione del Consiglio Agricoltura, 13 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Spagna, Germania, Olanda, Portogallo, Romania, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna; contrari 12 Stati membri: Danimarca, Grecia, Francia, Cipro, Italia, Lussemburgo, Lituania, Ungheria, Austria, Malta, Polonia, Slovenia; due Stati membri si sono astenuti: Irlanda e Lettonia. Non ottenendo la maggioranza qualificata la Commissione ha adottato quindi da sola la decisione.
Ricapitolando, i cittadini europei, come è emerso da svariati sondaggi, sono in ampia maggioranza contrari all'uso di ogm. E lo sono anche le associazioni degli agricoltori e gli operatori dell'agricoltura tradizionale e biologica. C'è un organismo, l'Efsa, che dovrebbe tutelare la sicurezza alimentare degli europei e che nei fatti garantisce più le richieste del mondo biotech. Ma di fronte ad una quasi parità di posizioni da parte degli Stati, la Commissione si schiera a favore.
Ma allora verrebbe da chiedersi a cosa servono i sondaggi e gli organismi di tutela se poi si opta per la scelta che sembra scontentare la maggior parte dei cittadini? Domande forse ingenue, ma che sorgono spontanee di fronte a queste notizie.
Certo rimane sempre l'arma da parte del cittadino della scelta di non acquistare i prodotti in commercio che contengono ogm e che devono essere segnalati in etichetta. Ma che è comunque un'arma spuntata, e che riguarderebbe una minima parte della popolazione.
Da un'indagine presentata ieri dalla Fondazione Diritti Genetici risulta che il timore per i rischi sulla salute è tra le principali ragioni della contrarietà agli Ogm espressa dal 78% degli intervistati, ma che solo il 36% dei cittadini intervistati dall'istituto di ricerche Demopolis, dichiara che nell´acquisto dei prodotti agro-alimentari si orienta "anche" sulla base delle informazioni contenute nelle etichette. di Lucia Venturi
Fonte tratta dal sito

venerdì 7 novembre 2008

Trattato per mettere al bando le bombe a grappolo

Tutti i paesi africani, senza alcuna eccezione, firmeranno il trattato sul bando delle cluster bomb – o bombe a grappolo – che verrà siglato il prossimo 3 dicembre ad Oslo, in Norvegia.
E' questo il cuore della dichiarazione approvata a conclusione dei lavori della riunione, a cui hanno partecipato nella capitale ugandese 42 stati africani, per il 'Kampala Action Plan'. Il 'Kap' chiede con urgenza a tutti gli Stati africani di firmare questa convenzione, per "dimostrare il forte impegno del continente per lo sradicamento delle munizioni a grappolo". La convenzione che verrà siglata a Oslo impegnerà i governi sottoscrittori a interrompere definitivamente l’uso, la produzione, la vendita e il deposito delle bombe a grappolo.
Tutu: "Sono le armi più disumane". Il premio Nobel africano Desmond Tutu, che ha partecipato alla riunione di Kampala, nel suo intervento ha definito le cluster bomb, "un abominio" la cui fabbricazione e utilizzo "non può e non deve essere tollerato da nessun governo". "Tutte le armi – ha detto Tutu – sono disumane, poiché progettate per uccidere, ma le bombe a grappolo uccidono e mutilano in modo del tutto indiscriminato e spesso le principali vittime di queste armi micidiali sono civili innocenti".
Museveni: ''Africa, discarica di armi". Durante l’apertura della conferenza di Kampala, il presidente ugandese Yoweri Museveni ha affermato che la convenzione contro l’uso delle munizioni a grappolo rafforzerà la pace e la sicurezza in Africa, dopo che per quattro decenni il continente ha vissuto violenti conflitti, durante i quali spesso sono state usate le bombe a grappolo: "Questo – ha detto Museveni – è inaccettabile: per lungo tempo l’Africa è stata una discarica per armi pericolose, comprese le bombe a grappolo, che hanno causato la perdita di migliaia di vite umane".
Fonte tratta dal sito .

giovedì 6 novembre 2008

Caffè tossico per il feto


Uno studio condotto su 2600 donne in gravidanza da ricercatori inglesi e pubblicato sulla rivista British Medical Journal sostiene che anche piccole quantità di caffeina possono provocare un rallentamento dell'accrescimento del feto. Lo studio sottolinea che, indipendentemente dal consumo di alcool e di sigarette, le donne che consumano più di 200 mg di caffeina al giorno (che equivalgono a 2 tazze di caffè tipo americano) partoriscono bambini con un peso corporeo ridotto rispetto ai neonati di donne che consumano meno di 100 mg al giorno.
Ancora più significativo il dato per cui ad una riduzione del consumo quotidiano di caffeina corrisponde immediatamente un recupero nel peso del neonato. “Le donne che programmano una gravidanza dovrebbero sforzarsi di cambiare le proprie abitudini e ridurre al minimo o eliminare del tutto la caffeina, prima e soprattutto durante la gravidanza stessa” afferma la Dottoressa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT, l'Associazione per la lotta alla Trombosi che dal 1987 è impegnata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi e nel finanziamento della ricerca scientifica multidisciplinare in questo campo della medicina.
ALT ha avviato, in collaborazione con la Regione Lombardia e con gli ospedali, un progetto sperimentale di sensibilizzazione delle donne in gravidanza affinché siano consapevoli delle modifiche a cui il corpo va incontro, mettano in atto misure serie per cambiare abitudini di vita pericolose e imparino a riconoscere precocemente i sintomi delle malattie da Trombosi: il programma partirà nel gennaio 2009 in alcune città italiane, per essere poi allargato ad altre regioni.
“I cambiamenti dell'assetto ormonale legati alla gravidanza - ha proseguito Lidia Rota Vender - fanno della gestazione un periodo di 'confusione' per il sistema della coagulazione, che governa la fluidità del sangue. Il rischio di malattie circolatorie da Trombosi risulta quadruplicato, per tutta la gravidanza, e addirittura moltiplicato per 25 volte nel periodo immediatamente successivo al parto: su 1.000 donne gravide, una andrà incontro a una malattia da Trombosi”.
Le malattie da Trombosi possono comunque essere prevenute: “modificare i fattori di rischio legati alle abitudini di vita può evitare un evento sempre drammatico, soprattutto in gravidanza”.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 5 novembre 2008

Obama e l'ambiente

Barack Obama nel suo programma prevede un piano per l’energia che punta molto su efficienza e riduzione delle emissioni:
si parla di un sistema cap-and-trade per ridurre le emissioni, con il 100% dei permessi venduti tramite asta; di un fondo da 150 miliardi di dollari per fonti alternative e risparmio energetico; di standard di efficienza del carburante e incentivi per arrivare a un milione di auto ibride sulla strada entro il 2015; di investimenti per migliorare la rete elettrica nazionale; di rendere più energicamente efficenti 1 milione di abitazioni all’anno e di molto altro. Un economia verde che - si spiega nella presentazione del piano - dovrebbe creare 5 milioni di posti di lavoro.
A rassicurare gli ambientalisti comunque sarebbe più che altro la scelta del vicepresidente, anche se chi ha qualche dubbio sui biocarburanti potrebbe avere qualcosa da ridire, dato che Biden vuole promuovere biodisel ed etanolo introducendo quote obbligatorie.
Il senatore del Delaware nella sua carriera ha spesso invocato politiche a sostegno delle rinnovabili e si è battuto contro l’apertura alle trivellazioni petrolifere di nuove aree del territorio nazionale, come le riserve dell’Alaska. Spesso in passato il potenziale vice presidente ha preso posizioni più apprezzate dagli ambientalisti rispetto a quelle del candidato alla Casa Bianca: Biden ad esempio - al contrario di Obama - votò contro al contestato Energy Policy Act del 2005, accusato di favorire gli interessi dei petrolieri; e ancora, il vice presidente proposto è immune dalle simpatie per il “carbone pulito” che molti hanno contestato al candidato democratico.
Quindi le tematiche vengono affrontate, anche se non mancano le critiche. Obama secondo alcuni è ancora troppo affezionato a carbone e petrolio: l’unico obiettivo per la riduzione delle emissioni fissato al 2050 è troppo lontano nel tempo per essere realmente efficace - fa notare Ted Glick, coordinatore dell’associazione US Climate Emergency Council. Obama poi é favorevole a nuove trivellazioni (anche se con più restrizioni rispetto a Mc Cain) e all’estrazione del greggio da argillite e scisti bituminosi. Il candidato democratico inoltre vuole incentivare la produzione di biocarburanti e crede a investimenti a favore del carbone cosiddetto pulito: propone una collaborazione tra pubblico e privati per la costruzione di 5 centrali a carbone provviste di tecnologia per il sequestro della CO2. Sul nucleare, infine, Obama - che ha tra i finanziatori della sua campagna elettorale anche il gigante del settore Exelon - resta ambiguo: non è contrario alla costruzione di nuove centrali, ma “solo a patto che siano pulite e sicure”.Un quadro energetico e ambientale, quindi, ancora tutto in divenire e da chiarire.
Fonte tratta dal sito .

martedì 4 novembre 2008

La clessidra dell'informazione

I giornali incassano un miliardo di euro all’anno dallo Stato. Si tagliano i fondi alle Università e li si regalano ai Mieli, ai Mauro, ai Ferrara, ai Polito, ai Feltri. La lista è lunghissima, ma quanti sono i mantenuti foraggiati dalle nostre tasse. La libertà di esprimere l’opinione dei loro editori è possibile grazie ai contributi dell’operaio o della pensionata. I cittadini non lo sanno, ma una parte di Giuliano Ferrara è di loro proprietà. In altri tempi, per i finanziamenti, si poteva invocare la libertà di stampa, ora si può solo celebrare la libertà di disinformazione. A spese nostre. Sono fantastici. Solo da noi i servi anticipano il pensiero del padrone. Perché le aziende possono fallire e Il Riformista o Libero devono ricevere dei sussidi di Stato?
Una buona notizia. Finalmente. La stampa sta morendo. Il costo della carta, delle redazioni, la diminuzione degli incassi pubblicitari e la possibilità di navigare on line sposta ogni giorno un granello di informazione dai giornali alla Rete. E’ una clessidra che non si può fermare. Il primo quotidiano nazionale americano a chiudere i battenti e a trasferirsi sulla Rete è, notizia di questi giorni, il “Christian Science Monitor” di Boston. Ha più di cento anni di storia e sette premi Pulitzer in organico. Non è l’ultimo arrivato, ma è il primo a migrare. Gli altri seguiranno. Il New York Times e il Wall Street Journal entro un paio d’anni. Nel frattempo Obama vince le elezioni grazie alla Rete, ai fondi raccolti on line direttamente dagli elettori, Un miliardo di dollari con 100 dollari medi di donazione. Risponderà agli americani, non alle lobby delle armi e del petrolio che hanno finanziato Bush. Non alla Fiat, a Mediaset o a Benetton.
On line le regole cambiano. The Huffington Post è il blog politico più influente d’America. Molto più della maggior parte dei quotidiani e dei canali televisivi. Ha solo 42 giornalisti in organico e vive di accessi spontanei. Più persone lo leggono, più incassa attraverso la pubblicità. Se pubblica il falso, chiunque può smentirlo in Rete.La versione on line dei quotidiani italiani è sempre la stessa. Tra corriere.it, repubblica.it o la stampa.it qual è la differenza? La testata? Sembrano tante marche di detersivi. Diversi ingredienti, gli stessi padroni.
Fonte tratta dal sito .


lunedì 3 novembre 2008

Troppo alluminio nei cibi


Pubblichiamo un articolo tratto da Takecareblog.it sull'alluminio negli alimenti in quantità eccessive: le cause non sono soltanto da ricercare nelle confezioni costituite da questo metallo e nel sistema di "potabilizzazione" dell'acqua, ma soprattutto nelle infami operazioni chimiche. Il micidiale trimetilalluminio, insieme con altri composti, è infatti uno dei principali “ingredienti” delle chemtrails: così cibi, bevande ed acqua contengono tracce di alluminio in misura dannosa per la salute umana. I metalli, che l'organismo non può metabolizzare, sono tra i principali fattori delle malattie neurodegenerative (Parkinson, Alzheimer, S.L.A. etc.). Buon appetito !
L'alluminio è un metallo presente naturalmente nell'acqua e in diversi vegetali, tende ad accumularsi nell'organismo e oltre certi livelli può creare problemi al sistema riproduttivo e nervoso. Per questo motivo l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha abbassato i limiti per la sicurezza della dieta settimanale di ben sette volte rispetto alla soglia precedente, portandoli a 1 mg per chilo di peso.
Gli alimenti che incidono di più sul livello di alluminio nell'organismo sono i cereali ed i prodotti da forno, quindi pane, dolci e biscotti. A seguire le verdure come spinaci e lattuga e tè, cacao e spezie.
Secondo una ricerca svolta in Francia, l'Italia, Olanda, Gran Bretagna e Svezia superano di due volte la soglia minima e sono i lattanti a correre i rischi maggiori, poiché nutriti con latte in polvere, soprattutto se a base di soia per la capacità di questo legume di concentrare il metallo.
Leggi qui lo studio efsa ed i documenti pdf correlati.
Fonte tratta dal sito .

domenica 2 novembre 2008

Dario Fo e l'antro della tigre

sabato 1 novembre 2008

Comuni a 5 stelle: Colorno, Parma

I Comuni a Cinque Stelle sono esempi da copiare. Se un'iniziativa funziona in un Comune, può essere replicata in tutti gli altri. Oggi è il turno di Colorno, vicino a Parma con l' "Acqua del Sindaco".
"Dopo gli arredi ecologici per la nuova scuola media, la stampa in carta riciclata del periodico comunale, l'acquisto di apparecchiature tecnologiche a marchio Energystar, l'utilizzo di pannolini lavabili per i bimbi che frequentano il nido comunale e gli incentivi per tutti i bimbi residenti da zero a tre anni, il Comune di Colorno ha fatto un altro passo avanti nella riduzione della propria impronta ecologica: dallo scorso anno scolastico tutti i bambini delle scuole bevono solo l'acqua del rubinetto ("l'acqua del sindaco"). E' più controllata e sicura delle acque minerali che acquistiamo al supermercato, economica e riduce drasticamente la produzione dei rifiuti, oltre che l'inquinamento atmosferico causato dal trasporto per migliaia di chilometri di interi bancali di bottiglie di plastica.
Con il nuovo capitolato di gara è aumentato di molto l'utilizzo di prodotti biologici, tipici e di stagione, e l'introduzione di prodotti provenienti dal circuito del commercio equo e solidale.Per il trasporto dei pasti dal centro di cottura alle mense scolastiche la ditta è tenuta ad utilizzare mezzi ecologici, così come per la sanificazione dei locali si usano detersivi a basso impatto ambientale. Alla ditta è stato chiesto di promuovere nel corso dell'anno scolastico, insieme agli insegnanti, iniziative concrete per favorire un'educazione alimentare tra gli alunni che usufruiscono del servizio di mensa.
Dopo l'introduzione del sistema di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, che ha permesso al Comune di passare dal 32 al 70% di differenziata in poche settimane e di ridurre di circa il 7% la produzione complessiva dei rifiuti, l'amministrazione comunale insiste nell'attivazione di micro-azioni quotidiane che permettono ai cittadini di modificare le proprie abitudini quotidiane riducendo i consumi e vivendo meglio. Pensiamo infatti al progetto "Negozi leggeri" con la vendita dei detersivi sfusi, al bando per l'apertura di un distributore di latte crudo alla spina, al progetto "Riutilizziamo", che permette di recuperare beni ed oggetti altrimenti destinati alla discarica o all'incenerimento.
Fonte tratta dal sito .