mercoledì 31 dicembre 2008

Api. Anche il Consiglio di Stato rigetta il ricorso delle multinazionali della chimica

Nella sessione del 19 dicembre il Consiglio di Stato ha infatti preso in esame il ricorso presentato dalle multinazionali dell'agrochimica Bayer, BASF e Syngenta per ottenere il ritiro immediato del decreto di sospensione dei concianti neonicotinoidi per il mais del 17 settembre 2008. Ricorso che è stato respinto, accogliendone solo una delle obiezioni formali, cui i responsabili ministeriali potranno fare fronte adempiendo a quanto prescrive la procedura. Come avvenuto dinanzi al Tar del Lazio, anche in questo caso le ragioni dell'apicoltura sono state portate avanti in prima persona dalle organizzazioni degli apicoltori.
Oltre all'impudente e sistematica falsificazione rispetto a quanto evidenziato e accertato scientificamente in campo, spiega un comunicato di Conapi, oltre a presentare come indispensabili di pesticidi neurotossici di assai dubbia utilità se non per i profitti di chi li vende, oltre alla indecente richiesta di danni (la sola Bayer chiede ben 15 milioni di Euro), le obiezioni dei legali dei tre colossi della chimica si sono incentrate su alcuni vizi procedurali da parte del Ministero della Salute: la notifica del procedimento all'Agrofarma in luogo che alle ditte interessate e la mancanza di un periodo temporale del provvedimento.
U.n.a.API. e ConAPI si sono costituti a fianco del Ministero in giudizio per la difesa e la sopravvivenza dell'apicoltura, quali unici contro interessati. Le due associazioni apistiche hanno predisposto un dossier documentale riassuntivo della intera vicenda ai fini della migliore predisposizione degli atti legali e delle azioni giudiziarie (che sarà presto pubblico).
Fonte tratta dal sito .

martedì 30 dicembre 2008

Scie chimiche: i costi ?

Le pecore vanno tosate, non scorticate. (Svetonio)
Abbiamo e stiamo sviscerando i vari aspetti ed addentellati della questione “scie chimiche”, ma abbiamo dedicato solo qualche cenno al problema dei costi legati all'intera operazione. Stando a calcoli eseguiti dal nostro gentilissimo lettore Paolo e da altri nostri collaboratori, siamo in grado di stabilire, con una buona approssimazione, che le attività aeree chimico-biologiche nei soli cieli d'Italia, costano 19 milioni di euro al giorno, quindi 6.935 milioni l'anno. E' una cifra astronomica, esorbitante ! Con tutto questo denaro usato - si ricordi - per avvelenare la biosfera, nell'ambito di sinistri progetti bellici, quali e quante iniziative a favore dell'intera nazione potrebbero essere attuate ?
Di fronte a tale vergognoso sperpero di ingentissime risorse, appaiono grottesche ed inammissibili le manovre finanziarie dei vari esecutivi, inaccettabili i drastici tagli a settori quali la sanità, l'istruzione, il sistema previdenziale, mentre crescono, nel contempo, le spese militari per missioni "umanitarie" nei quattro angoli del mondo, impianti radar, stazioni H.A.A.R.P., potenziamento degli arsenali, costruzione o ampliamento di basi, acquisto di caccia e di tankers etc. L'Italia è ai primi posti nel mondo per fondi destinati alla “difesa” ! Siamo, tra l'altro, a conoscenza solo del bilancio ufficiale, poiché fuori bilancio altre risorse finanziare sono destinate alla costruzione di installazioni sotterranee, allo spionaggio elettronico, alla pletora dei disinformatori. Non dimentichiamo la piaga del signoraggio, che risucchia il 100 per cento del gettito accumulato con le tasse pagate dai contribuenti, oltre a tutti gli sprechi nell'amministrazione (enti inutili, inefficienze nella gestione del denaro pubblico), i faraonici e scandalosi privilegi di ministri, parlamentari (non tutti), funzionari, amministratori di regioni, province, comuni, dirigenti di società…
Quale incommensurabile somma di euro è fagocitata da uno stato corrotto e diabolico che poi, per graziosa iniziativa di silvio, elargisce ai poveri una carta asociale del valore lillipuziano di quaranta euro al mese ?
Quale incommensurabile somma di euro è impiegata non nell'interesse della collettività o di interi popoli che vivono nell'indigenza, ma per inquinare l'ambiente, diffondere patologie, controllare i cittadini, dietro l'ipocrita paravento delle provvidenze sociali e della promozione dello sviluppo economico o dietro il pretesto di iniziative volte alla protezione degli ecosistemi e della salute ? La prossima volta in cui il governo chiederà ai cittadini i soliti sacrifici per superare la difficile congiuntura, la crisi pianificata e causata dai globalizzatori di cui ministri e sottosegretari sono del tutto succubi, ricordiamoci di quanto e come è scialacquato il denaro dei contribuenti vessati e tartassati. La prossima volta in cui qualcuno si lamenterà dell'esosa pressione fiscale che stritola aziende, imprenditori, artigiani, impiegati, operai, disoccupati, additiamogli uno dei tanti aerei della morte che incrociano sulle nostre teste: la verità è lassù.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 29 dicembre 2008

DISINTOSSICARSI DAL MERCURIO E DALLA CANDIDA ,SCONFIGGERE L'AUTISMO

Ho già descritto in un articolo precedente come disintossicarsi dal mercurio può portare ad arrestare il progresso di una malattia ufficialmente “inesorabile e progressiva” come la sclerosi multipla.
Adesso, grazie alla segnalazione del responsabile del blog vaccinazinieautismo (che mi ha aiutato moltissimo nella stesura del presente articolo) ho scoperto una storia simile: bambini sofferenti di autismo (malattia ufficialmente inguaribile) che vengono disintossicati dal mercurio e da altri metalli pesanti, aiutati a riparare i danni correlati a questa intossicazione (candidosi e disbiosi in primis danni al sistema gastrointestinale ed immunitario, ecc), sottoposti a particolari terapie di sostegno psicologico-comportamentale, e finalmente recuperati ad una vita più o meno normale, a volte con risultati ottimi di piena guarigione.
Stiamo parlando del protocollo DAN! (Defeat Autism Now! - ovvero Sconfiggi l’Autismo Ora!), che nasce nel 1991 sulla base degli sforzi dell’Istituto per la ricerca sull’Autismo (ARI, Autism Research Institute) fondato nel 1967 dallo psicologo Bernard Rimland (recentemente scomparso). 11 anni prima al dottor Rimland era nato un bimbo autistico, Mark, ma Bernard piuttosto che darsi per vinto si era messo ad indagare a fondo sulla questione, s coprendo che l’organismo di quel bambino era stato danneggiato da un’intossicazione da mercurio (inoculato col vaccino). La storia della nascita del protocollo DAN! potete leggerla a questo link. Da tale storia estraggo queste righe molto significative (scritte da B. Rimland):
“L'autismo era estremamente raro a quel tempo, forse vi erano uno o due casi ogni 10.000 nascite. Lentamente, la sua incidenza si stava alzando. Nel sommario della mia ricerca sull' aumento dei casi di autismo, pubblicato in un articolo che scrissi per la rivista ARI International nel 1989, riportai che un numero di studi mostravano che l'autismo ricorreva in media in 4.5 bambini ogni 10.000 nascite. Più di recente, nel 2002, l'Accademia Americana dei Pediatri ed il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie hanno riportato che l'incidenza è ora di 60 bimbi autistici ogni 10.000 nascite con un incremento del 1500% in una decennio! (…)
Oh si! Vi starete chiedendo di mio figlio Mark, che quando aveva 5 anni ci dissero di mettere in istituto e di dimenticarlo, che a 7 anni portava ancora il panno e che non fece una domanda e non diede mai una risposta fino a 8 anni.
Mark, oggi ha 49 anni, vive in casa con i genitori, frequenta un programma giornaliero per adulti con disabilità mentale, prende da solo l'autobus per andarci, visita quotidianamente gallerie d'arte e coffee shop nelle vicinanze del nostro rione ed è diventato un artista di grande talento, scoperto a 22 anni.
Mark è stato intervistato a proposito della sua arte dalla NBC, CBS, CNN e PBS. I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali e sono in collezioni permanenti di diverse gallerie. Ha illustrato il libro di storie per bambini scritto da sua sorella Helene Landalf, ‘The secret night of cats’.
Siamo orgogliosi di lui. Niente male dopotutto!”

Come scrive il Dr. Stephen M. Edelson, che ha assunto l'incarico di nuovo Direttore dell' ARI:
“Il Dr. Rimland passerà alla storia come la persona che ha messo fine all'età nera dell'autismo e ha condotto la battaglia per dare speranza e aiuto ai bambini autistici. Quando cominciò il suo lavoro nel campo dell'autismo negli anni '60 gli psichiatri incolpavano i genitori della malattia dei loro bambini, mettevano quei bambini in istituti e li "curavano" drogandoli per tenerli calmi. Oggi, i bambini autistici ricevono interventi educativi efficaci e trattamenti biomedici che li portano ad ottenere miglioramenti enormi e, in alcuni casi, anche la guarigione. Il Dr. Rimland ha indicato ogni passo di questa rivoluzione e, ad ogni passo, ha dovuto combattere gomito a gomito contro un establishment determinato a conservare lo status quo”.
Le denunce e le prese di posizione di Rimland non furono particolarmente gradite alle lobby farmaceutiche, all’establishment della medicina convenzionale, alla Food and Drug Administration, ma la cosa fu reciproca. Come scrisse Rimland poco prima di morire in questo editoriale (in cui trovate per esteso le considerazioni di Rimland su come si sia frettolosamente approvato per i soggetti autistici l’uso di un pericoloso psicofarmaco, il risperdal):
“L'FDA protegge gli interessi delle ditte farmaceutiche in due modi: il primo è approvare medicinali con poco o nessun riguardo alla loro pericolosità o al rapporto tra rischi e benefici, basando la sua decisione su disonesti studi sovvenzionati dalle stesse compagnie che esaltano i benefici e nascondono i pericoli. Il secondo è tenere a bada la concorrenza fatta alle ditte farmaceutiche, trattando le terapie nutrizionali e i consumatori che le usano come "nemici". Grazie al Dr. Graham e ad un crescente numero di critici della FDA, il Congresso ha finalmente cominciato ad avere notizia della corruzione dell' FDA. Dato il flusso di denaro delle ditte farmaceutiche sia verso l'FDA che verso i politici, è comunque ingenuo aspettarsi dei cambiamenti reali. La cosa migliore che possiamo aspettarci è che i cittadini, armati delle informazioni avute su Internet e con un aumentato scetticismo sull'FDA e sui suoi amici delle compagnie farmaceutiche, scelgano sempre di più trattamenti che aiutino i loro bambini e non i manager dell'industria del farmaco.”
… insomma sempre la solita storia, come nel caso dell’aspartame o degli altri veleni.
La reazione del mondo accademico, della medicina ufficiale e delle strutture federali alle scoperte di Rimland erano più che prevedibili dal momento che nessuno avrebbe potuto tollerare che venissero pubblicamente mostrati i pericoli derivanti dalla somministrazione dei vaccini, visto il business da capogiro ad essi correlato (i vaccini sono somministrati con l’inganno o con la forza a quasi tutta la popolazione mondiale), ma anche per un altro motivo ancora più nascosto e più subdolo di cui ho già parlato altrove.
Le storie di bambini che riescono ad uscire fuori dall’autismo (alcuni con un recupero parziale, altri con un recupero totale) sono adesso decine di migliaia, soprattutto negli Stati Uniti (a questo link e nell'immagine sotto potete vedere un famoso attore il cui figlio ha beneficiato di tale protocollo) , e da poco DAN! è stato fatto conoscere in Italia, soprattutto grazie al lavoro di traduzione, informazione e diffusione del portale EmergenzAutismo, un sito di supporto, informazione e ricerca sull'autismo.
Oggi la richiesta di trattamenti biomedici per l'autismo da parte dei genitori, grazie al lavoro continuo di EmergenzAutismo, sta crescendo. Oltre 1000 bambini in Italia stanno meglio grazie a tale impegno, 6000 persone ogni mese leggono la newsletter di EmergenzAutismo, e la voce si sparge a velocità enorme, mentre il portale fa traduzioni continue di materiale che proviene dagli USA.
Oggi la richiesta di DAN! da parte dei genitori, grazie al lavoro continuo di EmergenzAutismo sta crescendo. Oltre 1000 bambini in Italia stanno meglio grazie a tale impegno, 6000 persone ogni mese leggono la newsletter di EmergenzAutismo, e la voce si sparge a velocità enorme, mentre il portale fa traduzioni continue di materiale che proviene dagli USA.
Da genitori che seguono il portale, sono nati comitati, associazioni che hanno portato, incredibilmente, ad avere ABA (v. nota in fondo) gratis in Veneto, per ora, scardinando il concetto del metodo TEAACH, che rendeva i bimbi schiavi per sempre delle cliniche e incapaci di migliorare (l’autismo per definizione è incurabile... ovviamente, se vai da uno psicologo e non da un medico!).
Da poco è arrivata la conferma che ARI, l’associazione fondata da Rimland, ha inserito EmergenzAutismo nel novero internazionale, e che il Centro Rimland indica EA come “i nostri angeli italiani” (è da notare che il progetto di EmergenzAutismo è rendere gratuiti questi trattamenti per ora molto costosi e del tutto a carico delle famiglie).
Come scritto nella presentazione del sito “il portale EmergenzAutismo è stato fondato con l’obiettivo di ricercare e condividere ogni utile informazione della medicina, dei programmi educativi, scolastici e riabilitativi che costruiscono ogni giorno il difficile cammino verso l’autonomia nella vita dei bambini e delle persone affette da autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo”.
Sul sito è presente anche un’area di approfondimento per i medici, con una sezione a loro dedicata, e un forum dedicato alla scuola ed è stato creato un FORUM di discussione e confronto tra tutti gli interessati.
Termino questo articolo citando ancora le parole del sito:
“Recenti sviluppi della ricerca, condotte dall'Istituto per la Ricerca sull'Autismo (ARI-DAN!) hanno infatti individuato terapie efficaci per l'autismo dimostrando chiaramente che, con un intervento medico multidisciplinare personalizzato e l’adozione intensiva dell’Analisi Comportamentale Applicata (ABA), i bambini possono compiere enormi progressi esprimendo tutto il loro pieno potenziale. Attualmente però, i bambini con autismo in Italia non possono purtroppo godere di questi adeguati trattamenti a carico del Sistema Sanitario Nazionale perché l’autismo è ancora visto dalla scienza medica ufficiale come un disturbo di esclusiva pertinenza neuropsichiatrica e come tale curato con terapia riabilitativa (psicomotricità, logopedia) e farmacologica sintomatica (psicofarmaci e antiepilettici) senza invece cercare di individuare e correggere le loro disfunzioni metaboliche, immunitarie, endocrinologiche, tossicologiche e gastrointestinali. Rivendichiamo prevenzione, diagnosi precoce, trattamenti medici (con il coinvolgimento di pediatri, nutrizionisti, gastroenterologi, immunologi, neurologi), l’applicazione dell’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) e sostegno scolastico adeguatamente formato professionalmente e vogliamo offrire supporto e informazioni utili perché non debba più succedere che in Italia un bambino con autismo non venga curato per la possibile compresenza di malattie d’organo extracerebrali, lasciando che queste possano progredire e cronicizzarsi peggiorando irreversibilmente i sintomi neuropsichiatrici.
Facciamo del nostro meglio, ma è sempre troppo poco davanti all’enormità dei problemi che le famiglie devono affrontare. Abbiamo perciò bisogno della tua collaborazione: unisciti a noi iscrivendoti al nostro forum e contribuisci alla diffusione delle informazioni per tutti gli interessati a questa grave patologia.”
NOTA: l'Analisi Comportamentale Applicata (nota come ABA dall’acronimo inglese di Applied Behavior Analisys), è un metodo di reindirizzamento del comportamento al fine di portare il bambino verso la normalità. Essa è descritta nel libro A work in progress - Behaviour Management Strategies and a Curriculum for Intensive Behavioural Treatment of Autism, di R. Leaf e J. McEachin (DRL Books, New York, 1999), il cui titolo tradotto in Italiano significa Un lavoro in via di sviluppo - Strategie di gestione del comportamento ed un percorso per il trattamento comportamentale intensivo dell’autismo.
Fonte tratta dal blog del mio amico CORRADO che mi ha chiesto di aiutarlo a divulgare questa notizia.Missione compiuta.

domenica 28 dicembre 2008

L'eolico galleggia sul magnete


Una megaturbina che per funzionare sfrutta la levitazione magnetica, proprio come i treni superveloci giapponesi, ed è in grado di produrre fino ad 1 gigawatt di potenza: per fare lo stesso con i dispositivi tradizionali ci vorrebbero oltre 60 eliche. Una rivoluzione.
Ma i vantaggi dell'eolico magnetico non si esauriscono qui: la turbina è in grado di funzionare già con brezze leggere di soli 1,5 metri al secondo, ed è in grado di resistere anche a regimi più sostenuti da 40 metri al secondo (oltre 140 chilometri all'ora). Inoltre, l'assenza di parti meccaniche in movimento elimina l'attrito: solo l'1 per cento della forza del vento viene dispersa per muovere le pale, mentre il restante 99 per cento può essere convertito in energia pulita.
Le pale magnetiche sono anche economiche: costruirne una può costare fino al 75% in meno rispetto all'equivalente tradizionale, senza contare che mancando i complessi meccanismi che consentono al rotore di allinearsi con la direzione del vento viene anche considerevolmente ridotta la difficoltà di progettarle e realizzarle. E la manutenzione, che ha un costo, è di gran lunga inferiore: un apparato eolico-magnetico secondo i suoi progettisti potrebbe funzionare per 500 anni con un minimo di controlli periodici.
La nuova turbina è ancora un concept, è stata presentata all'inizio dell'estate in Cina al Wind Power Asia 2007, ma è destinata a diventare presto realtà: costruttori cinesi e statunitensi sono al lavoro per realizzare quanto prima esemplari funzionanti, con potenze comprese tra 400 e 5.000 watt cadauna, tanto per cominciare. A regime, produrre un kilowatt di elettricità potrebbe costare appena 0,7 centesimi di euro.
Fonte tratta dal sito .

sabato 27 dicembre 2008

L'acqua è un diritto universale

Riportiamo l'intervento di Emilio Molinari e Rosario Lembo, del Comitato italiano contratto mondiale sull'acqua-onlus, pubblicato sul quotidiano Il Manifesto del 19 dicembre 2008.
Il 10 dicembre 2008 è stato il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Quale diritto umano è più universale, più naturale, più vitale, del diritto all'acqua? Eppure L'Onu, L'Ue, i G8, la stragrande maggioranza dei governi del mondo compreso il nostro, si rifiutano di dichiarare l'acqua come Diritto umano e si rifiutano di definire 50 litri di acqua di buona qualità per persona al giorno, come la quantità minima per vivere dignitosamente, così come afferma l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L'Onu non si pronuncia e il suo Consiglio dei diritto umani nel marzo scorso ha rinviato di tre anni il rapporto sui diritti umani.Ma nel nostro paese nessuno sembra indignarsi per questo. L'acqua è un Bene comune? Lo afferma il Compendio alla dottrina sociale della Chiesa, il Cnel sostiene che non è un prodotto commerciale e persino il ministro Tremonti dichiara che non può essere regolato dal mercato. Ma il 6 agosto il parlamento italiano ha votato la legge 133 dove all'articolo 23 bis, si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali, compresi i servizi idrici, dichiarandoli servizi di «rilevanza economica», in una parola l'acqua potabile diventa un bene economico la cui gestione è affidata al mercato. Inoltre, cosa vuol dire privatizzare tutti i servizi pubblici locali? E' lo svuotamento più clamoroso della funzione dei comuni e della democrazia. Cosa resta ai comuni? Gestire le paure dei cittadini? Vendere territorio, parchi e coste agli speculatori di sempre per fare cassa? Mettersi a giocare in borsa con i derivati?
Succede in Italia. E alla Lega vorremmo dire: che senso ha parlare di federalismo quando i beni comuni fondamentali dei territori, vengono consegnati a multinazionali? Privatizzare tutta l'acqua potabile del nostro paese è un terribile salto nel buio, è privatizzare la vita stessa dei cittadini italiani, giocarla in borsa, consegnarla al profitto privato, nelle mani di un cartello monopolistico di 4 multiutility (Acea- Iride- Hera-A2A) , di 2 multinazionali francesi Suez-Lyonnais des eaux e Veolia, di alcune banche come il Monte dei Paschi e a imprenditori come Caltagirone e Pisante. E' inutile girare attorno alle parole: le privatizzazioni, la legge 133, l'art. 23 bis sono una nuova tangentopoli italiana, la conferma che nel nostro paese la questione morale è completamente trasversale.
Succede in Italia, mentre il comune di Parigi toglie a Suez e Veolia il servizio idrico e lo riprende nelle proprie mani pubbliche, mentre paesi dell'America latina dichiarano nelle Costituzioni che l'acqua è un diritto umano e un bene comune pubblico. Mentre nella stessa Europa il Belgio dichiara con leggi che l'acqua è un bene comune da gestire come servizio pubblico, in Italia la politica nel suo insieme partorisce la legge 133 art. 23 bis. Eppure pochi sembrano indignarsi col governo che mette ai voti una simile legge e con l'opposizione che lo attacca perché non ha privatizzato con più decisione. Nessuno si ribella né scende nelle piazze o sommerge con una valanga di mail i propri partiti. Qualche sindaco ha un moto di dignità, protesta, oppone resistenza, qualche coraggioso giornalista denuncia con forza la gravità di quanto sta accadendo, ma l'indifferenza della società civile sconcerta. Per l'acqua potabile, nelle mani delle multinazionali o della criminalità organizzata, per l'aria di cui si vendono le quote di inquinamento, per le morti sul lavoro, il cibo, la privatizzazione delle Università e della conoscenza, per i grandi diritti universali, sociali e collettivi, non c'è indignazione, né mobilitazione, nemmeno tra i lavoratori, chiusi di fatto in una dimensione corporativa. Solo gli studenti, con la loro lotta si collocano in questo passaggio epocale che è la mercificazione dei beni comuni di cui la 133 è la concretizzazione.
L'acqua che pure è donna e madre, è fertilità, non suscita reazioni nei movimenti femminili e femministi, e come nei movimenti per i diritti degli omosessuali. Eppure il diritto negato all'acqua, discrimina chi non ha i mezzi per pagarla e è la negazione d'ogni civiltà. Il bene comune chiede a tutti di cogliere l'interesse generale, il contenuto che unifica l'intera comunità e la chiama alla partecipazione.Ecco perché In occasione della giornata Mondiale dei Diritti Umani, come Comitato italiano per un contratto mondiale sull'acqua lanciamo un appello a tutti i movimenti, affinché condividano la nostra indignazione e lottino con noi.E' un appello che rivolgiamo anche alla Chiesa italiana e alle sue massime autorità che proclamano il diritto alla vita nelle scelte personali, ma tacciono sulla vendita obbligata del dono di dio e non denunciano il mancato riconoscimento dell'universale diritto sociale e collettivo all'acqua per tutti.
Chiediamo al Parlamento europeo che concretizzi i principi della risoluzione del marzo 2006 sul carattere pubblico dei servizi idrici, alla commissione europea affinché al 5° Forum Mondiale di Istanbul riconosca il diritto all'acqua e affidi all'Onu il Forum mondiale. Ai parlamentari italiani chiediamo un ripensamento sull'articolo 23 bis e un piano di investimenti pubblici per riparare le reti idriche e per finanziare progetti pubblici che portino l'acqua potabile a chi nel mondo non ne ha. L'Onu nel 2006 ci ha informato che c'è una Crisi Mondiale dell'Acqua, che entro 30 anni il 60 per cento della popolazione vivrà al di sotto della soglia del conflitto idrico di 1000 metri cubi all'anno per persona, che il 48 per cento della domanda di acqua resterà senza risposta, che gli epicentri della crisi saranno: Cina-India, Usa, Mediterraneo, che 820 milioni di contadini oggi al livello di sussistenza verranno spazzati via e che 1 miliardo di profughi idrici si aggirerà disperata per il mondo.
Ma 4 Forum Mondiali dell'Acqua, presieduti dalle multinazionali Suez Lyonnais des eaux e Veolia, hanno impedito l'affermarsi del diritto umano all'acqua, l'Onu nel marzo di quest'anno ha conferito a un gruppo di imprese multinazionali utilizzatrici dell'acqua (Nestlè, Coca Cola, Pepsi Cola, Unilever, Levi Strauss, General Electric) il mandato di redigere un «Patto Mondiale per l'Acqua» che assieme al 3° Rapporto sui Programmi di gestione mondiale dell'acqua, saranno presentate come proposte per il 5° Forum Mondiale dell'acqua (marzo 2009 Istanbul) . Tacere di fronte a queste scenari è un crimine, che ci rende tutti responsabili di aver firmato una cambiale per le prossime terribili guerre. Denunciare questa indifferenza è il modo migliore per onorare la Dichiarazione universale dei diritti umani . E il Comitato italiano che ha partecipato alla manifestazione promossa da un Coalizione europea di venti e più associazioni impegnate a difesa dell'acqua che si è svolta il 10 dicembre davanti al Parlamento europeo, intende farlo con questo appello.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 25 dicembre 2008

BUON NATALE A TUTTI!!!!!!!!!!!


AUGURO UN FELICE E SERENO NATALE A TUTTI !!!

mercoledì 24 dicembre 2008

Mariah Carey - All I Want For Christmas Is You

martedì 23 dicembre 2008

Casini Berlusconi sul nucleare V2day Beppe Grillo

lunedì 22 dicembre 2008

Acque contaminate con erbicidi


Sono circa 130 i pesticidi diversi trovati e nel 36,6% dei casi, le concentrazioni superano i limiti di legge delle acque potabili. Questi i dati contenuti nel dossier ''Residui di prodotti fitosanitari nelle acque-Rapporto annuale, dati 2006'' realizzato dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e reso noto in questi giorni.
I risultati del monitoraggio, quindi, ''confermano e rendono piùevidente uno stato di contaminazione gia' rilevato negli anni precedenti''. Per alcune sostanze, la contaminazione è molto diffusa e interessa sia le acque superficiali, sia quelle sotterranee di diverse regioni ''e prefigura la necessità di interventi di mitigazione dell'impatto''.
In particolare, in Italia si impiegano circa 300 tipi di sostanze diverse, per un quantitativo complessivo di circa 150.000 tonnellate all'anno. I dati relativi al 2006 mostrano una contaminazione diffusa nelle acque superficiali, dove e' stata riscontrata nel 57,3% dei 1.123 punti di monitoraggio, nel 36,6% dei casi con concentrazioni superiori ai limiti previsti dalla legge per le acque potabili. Nelle acque sotterranee, invece, sono risultati contaminati a diverso grado il 31,5% dei 2.280 punti totali di rilevamento, con il superamento dei limiti di potabilita' nel 10,3% dei casi.
Inoltre, rileva il rapporto Ispra, nelle acque si ritrovano tutte le tipologie di sostanze, ma gli erbicidi sono quelle piu' comunemente rinvenute.
La contaminazione e' diffusa in tutta l'area padano-veneta ed evidenziata anche in alcune regioni del centro-sud: e' stata trovata nel 51,0% dei punti di campionamento delle acque superficiali e nel 15,8% di quelli delle acque sotterranee indagate''.
Da segnalare ancora ''la presenza diffusa di atrazina, sostanza ormai da lungo tempo fuori commercio. Senza poter escludere casi di uso illegale, i dati e le valutazioni effettuate - rileva l'Ispra - dimostrano che quello misurato e' essenzialmente il residuo di una contaminazione storica, dovuta al forte utilizzo della sostanza nel passato''. Nel mirino dei rilievi anche le miscele di sostanze diverse. ''La loro presenza nei campioni analizzati (sono state rilevate fino a 18 sostanze diverse nelle acque superficiali e fino a 8 in quelle sotterranee) - afferma l'Ispra - e le lacune conoscitive sui possibili effetti cumulativi che possono derivarne impongono una particolare cautela anche verso i livelli di contaminazione più bassa''.
Fonte tratta dal sito .

domenica 21 dicembre 2008

La geologia conferma che la Sfinge era un leone


La notizia non è nuova ma è rimbalzata su internet in modo fragoroso negli ultimi giorni. Il geologo britannico Colin Reader ha affermato, dopo anni di studi, che la testa della Sfinge è stata anticamente rimodellata, presentando tutt'altro aspetto in precedenza, vale a dire volto leonino. Si tratta di una teoria che era stata già avanzata dall'egittologo eretico John Anthony West oltre dieci anni fa ma che mai sinora aveva goduto del supporto scientifico. Colin Reader ha analizzato l'erosione del recinto e le tracce sul corpo della Sfinge, oltre ad avvalersi di uno storico dell'architettura, il Dr. Jonathan Foyle, il quale ha affermato che le proporzioni tra la testa della statua e il suo corpo sono eccessivamente fuori canone, troppo fuori per essere un atto deliberato da parte dei costruttori egizi, sempre così precisi fin dalle primissime dinastie.
Dunque la testa sarebbe stata rimodellata e il suo aspetto originario, essendo il corpo quello di un leone, doveve essere quello di quest'animale. Secondo gli esperti, che hanno partecipato alla produzione del documentario The Secrets of Egypt, il fatto che la statua fosse stata realizzata con intero aspetto leonino non deve sorprendere essendo per gli egizi predinastici un forte simbolo di potere. La conclusione di Reader è che la Sfinge è, dunque, molto più antica di quanto si pensi, anche se mantiene una linea più cauta rispetto a quella del suo collega americano Robert Schoch. Ricordiamo che Robert Bauval ha evidenziato come la Sfinge punti ad est, nel punto in cui il sole nel 10.500 a.C. sorgeva all'equinozio di primavera proprio in corrispondenza della costellazione del Leone.
Fonte tratta dal sito .

sabato 20 dicembre 2008

Freccia rossa, ma solo di vergogna

La bufala del TAV italiano, costruita con grande enfasi attraverso le grancasse dell'informazione, è durata lo spazio di una giornata. Una giornata durante la quale giornali e TV, coadiuvati dall'a.d. delle Ferrovie di Stato Mauro Moretti e da molti esponenti politici rigorosamente bipartisan, hanno pomposamente annunciato la nascita dell'alta velocità italiana e l'inaugurazione del nuovo treno "Freccia Rossa", corredando il tutto con una lunga sequela di dati falsi ed esternazioni ad effetto assolutamente disancorate dalla realtà.
Il nuovo TAV con la sua rossa livrea che lo rendeva simile ad una strenna natalizia, è così entrato nelle case degli italiani attraverso gli schermi dei TG, mentre il giornalista di turno vantava le mirabolanti qualità dell'alta velocità che "finalmente" consentiranno al nostro Paese di entrare a far parte del gotha dei supetreni, insieme a Francia, Spagna e Germania. La macchina da presa spaziava sugli eleganti interni delle carrozze, strapiene di politici e uomini d'affari tutti eleganti ed entusiasti, per poi zoommare immancabilmente su un tachimetro con la lancetta immobile a segnare 300 km/h. A questo punto il giornalista, entrato in una sorta di trance mistica, iniziava a dare il meglio di sé, sciorinando suggestioni tanto fascinose quanto improbabili. Secondo le parole di alcuni TG con la nuova alta velocità appena inaugurata si potrà andare da Milano a Roma in poco più di 3 ore, secondo altri il tempo sarebbe di 3 ore e mezza. Alcuni giornalisti hanno vantato la capacità del TAV di competere con il trasporto aereo, altri con quello automobilistico, tutti hanno parlato di una rivoluzione epocale nell'ambito dei trasporti. Il TG5 si è sbilanciato fino al punto di affermare che l'alta velocità italiana sarebbe costata solamente 7 miliardi di euro.
La bufala di "Freccia Rossa" è riuscita però ad albergare solamente fra i video e le pagine dei servizi sponsor e l'illusione è durata molto meno di quanto generalmente non accada alle altre strenne natalizie.Il TAV di rosso vestito non è infatti in grado di collegare Milano e Roma ad alta velocità, dal momento che per la maggior parte del proprio percorso (da Bologna a Roma) l'infrastruttura esistente lo costringe a viaggiare alla stessa velocità di un normale Eurostar. In conseguenza di ciò il tempo di percorrenza risulta essere di 4 ore (3.59 recita l’orario delle Ferrovie con studiata malizia che ricorda da vicino le offerte promozionali degli ipermercati), molto simile a quello che 10 anni fa e decine di miliardi di euro fa, sulla stessa tratta spuntava il mitico Pendolino. Come se non bastasse, solamente le prime 2 corse inaugurali, quelle affollate di politici e vip di varia estrazione, sono riuscite ad arrivare in orario, mentre tutte quelle successive hanno accumulato ritardi rilevanti, in alcuni casi addirittura superiori ai 30 minuti che non hanno mancato di fare rimpiangere il servizio esistente negli anni '90.A concludere la frittata ci hanno pensato i vertici delle Ferrovie che nel maldestro tentativo di privilegiare "Freccia Rossa" nella gestione del traffico ferroviario, sono venuti meno agli accordi presi con la Regione Lombardia, mandando in tilt l'intero servizio regionale per i pendolari. Treni soppressi ed una sequela di ritardi mai sperimentata in precedenza hanno così provocato l'ira non solo dei comitati di pendolari, ma perfino del presidente lombardo Formigoni e dell'assessore alla mobilità Cattaneo che si sono dichiarati pronti a "fermare l'alta velocità" se le Ferrovie non risolveranno immediatamente il problema.
"Freccia Rossa" fino ad oggi dunque solo di vergogna, fra millantato credito ed operazioni di marketing prive di costrutto. L'alta velocità italiana, la cui costruzione, prendano nota i distratti giornalisti del TG5, è già costata svariate decine di miliardi di euro di denaro pubblico, ed altre decine ne costerà prima che venga terminata, continua a restare una fantasia relegata ai tabelloni degli orari ferroviari e riscontrabile solamente nelle tariffe dei biglietti.Moretti dopo avere per anni affermato che il TAV competerà con l'aereo oggi asserisce (forse temendo d'incorrere nell'ira degli amici del neonato CAI) di volere fare concorrenza alle auto, ma l'unico termine di paragone per la bufala di "Freccia Rossa" continua a rimanere il Pendolino, dal quale lo separano molti, troppi miliardi sottratti ai contribuenti italiani e pochissimi minuti rubati al tabellino di marcia, quando non c'è ritardo.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 19 dicembre 2008

"Australia: psicofarmaci a migliaia di bambini"

Nell'ultimo anno in Australia sono stati prescritti antidepressivi a migliaia di bambini al di sotto dei dieci anni, tra cui 553 sotto i cinque anni, e 48 con meno di un anno d'età. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano “The Australian”, sulla base di statistiche del Dipartimento della Salute mai rese note prima di oggi. I numeri sono in realtà maggiori, perché i dati riguardano solo le prescrizioni a soggetti che godono di forme di rimborso da parte del servizio sanitario nazionale. Ma quali possono essere le circostanze che inducono a prescrivere questi farmaci a bambini così piccoli? "Nessuna che mi venga in mente", risponde il portavoce del Royal Australian College of Physicians, che vorrebbe sapere chi e perché fa queste prescrizioni, che giudica “inquietanti e inspiegabili”. Un medico esperto di stati depressivi, Gordon Parker, afferma che “questi numeri sono al di là della mia comprensione, è necessario che il Governo imponga ai medici l’obbligo di fornire una giustificazione scritta quando prescrivono questi psicofarmaci a dei bambini, perché i piccoli pazienti vengono esposti a gravi rischi come la tendenza al suicidio, mentre l'efficacia di queste molecole non è dimostrata”.
L'Adverse Drug Reactions Advisory Committee mette in guardia i medici dal prescrivere gli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), nessuno dei quali è autorizzato per la cura della depressione in pazienti al di sotto dei 18 anni. Queste informazioni sono riportate anche nei foglietti delle avvertenze dei singoli medicinali, ma la prescrizione avviene comunque, perché i medici in realtà possono prescrivere i farmaci anche per indicazioni terapeutiche e fasce d'età diverse da quelle contenute nell'autorizzazione alla messa in commercio. L'antidepressivo più prescritto nell'ultimo anno ai minori australiani è il Prozac, prodotto da Eli Lilly, con 7.833 ricette, 863 delle quali riguardanti bambini al di sotto dei dieci anni. Molto gettonato anche l'Effexor XR, prodotto da Wyeth, che registra 3.347 prescrizioni a ragazzi e bambini, otto dei quali avevano meno di un anno, diciannove avevano tra i due e i tre anni, e quindici avevano cinque anni.
Commenta il Prof. Emilia Costa (Primario di Psicofarmacologia al Policlinico Umberto I° di Roma): “La prima cosa che mi viene in mente per commentare questa notizia è che pratiche di questo genere sono inaudite: stanno avvelenando bambini così piccoli, perché qualunque clinico si sa benissimo che nei primi anni di vita l’apporto di sostanze psicoattive modifica l’assetto del sistema nervoso centrale, in modo anche irreversibile. Questi medici sono incoscienti e pericolosi” Interviene sulla situazione australiana anche Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (http://www.giulemanidaibambini.org/): “Il problema è che Stati Uniti, Canada ed Australia dettano la linea internazionale in materia. Spero che il Governo australiano prenda provvedimenti seri: questi psicofarmaci non sono autorizzati per l’età pediatrica, ma qualcuno li prescrive comunque ignorando ogni cautela. A questi medici dovrebbe essere interdetta la professione”.
Fonte tratta dal sito .



giovedì 18 dicembre 2008

Otturazioni al mercurio e sclerosi

Malasanità/ Ho la sclerosi multipla. La causa ? Le otturazioni al mercurio. La testimonianza di Cristiana Di Stefano .
Per le amalgame dentali contenenti mercurio, tossiche ed estremamente pericolose per la salute umana e dell'ambiente, ci si ammala. Spesso di malattie incurabili che lasciano un segno indelebile. Che ci si porta fino alla morte. Parkinson, Sla, sclerosi o nei casi meno gravi malattie croniche come cefalee o pressione alta.
Eppure, nel Belpaese, anche se non sono rari i casi di intossicazione dettati dall'amalgama da mercurio, il problema è sottovalutato. Anzi accantonato. E così, chi le amalgame le ha in bocca, è costretto a vivere un'odissea quotidiana. Come nel caso di Cristiana Di Stefano, colpita dalla sclerosi multipla a seguito di una banale operazione odontoiatrica, che ha scelto Affaritaliani per raccontate il suo calvario e le motivazioni che la spingono tutti i giorni a voler eliminare il mercurio dalle sale dei dentisti. Tanto da presentare una mozione e da creare una petizione al riguardo. Pubblichiamo la sua lettera.
Egregio redattore,
le scrivo dopo aver letto l'articolo in oggetto, per darle alcune informazioni importanti per la salute dei cittadini ed anche per portare la mia testimonianza di ex intossicata cronica da mercurio ed altri metalli tossici, che è rilevabile soltanto attraverso un test (MINERALOGRAMMA), cioè la biopsia del capello, o tramite la biopsia del cervello... Solo l'intossicazione acuta è rilevabile con le analisi del sangue e delle urine, però solo entro poche ore dalla contaminazione, un po' come funziona nel doping.
Il problema amalgame dentali al mercurio in Italia è fortemente sottovalutato e deriso, mentre al contrario è preso in alta considerazione in altri paesi europei come Norvegia, Svezia e Danimarca, che hanno già preso provvedimenti legislativi. Anche l'OMS, L'FDA ed il Parlamento Europeo hanno dichiarato che gli amalgami dentali sono la principale fonte di esposizione al mercurio. Le amalgame dentali possono causare intossicazione cronica, squilibrio degli oligoelementi (importantissimi per la salute), senza dimenticarci che dopo circa 7-8 anni si ossidano e possono provocare infezioni croniche specialmente alle vie urinarie.
Bisogna però che queste otturazioni vengano sostituite, solo una al mese, con altro materiale, da un dentista capace di attuare il “protocollo di rimozione protetta”, perché “trapanare” le amalgame è molto pericoloso, come recita anche il Decreto Sirchia del 2001, dato che paziente e dentista si troverebbero a respirare alte concentrazioni di vapori e polveri di amalgama, che andrebbero a contaminare ogni cosa, dalle pelle, ai vestiti, alla moquette dello studio.
Sul seguente link do qualche consiglio a chi ha bisogno di rimuoverle.
http://cristianadistefano.eu/for/index.php?topic=27.0
Ai dentisti vengono riconosciute le malattie professionali da amalgama (D.M. 27 Aprile 2004, G.U. n.134 del 10 Giugno 2004), invece ai pazienti viene ancora detto che sono otturazioni innocue... Non si tiene conto dell'accumulo lento negli anni che provoca intossicazione cronica sia ai pazienti che ai dentisti, che vanno incontro a gravissime patologie. Purtroppo c'è anche da dire che in assenza una legge che imponga ai dentisti la rimozione in protocollo protetto, il grande pericolo è che le persone cadano tra le grinfie di chi, senza scrupoli, ha scoperto un nuovo “business”.
Questi illudono di saper rimuovere le amalgame senza pericolo e non si limitano a questo, ma affermano di essere capaci di disintossicare, quindi prescrivono loro sostanze da assumere prima e durante il periodo delle rimozioni, cosa che potrebbe ritardare la disintossicazione e creare un peggioramento della sintomatologia, se è già preesistente, senza contare il grande dispendio economico. Ci si può disintossicare soltanto se non si hanno più fonti tossiche in corpo, quindi occorre evitare di assumere prima della totale rimozione, sostanze chelanti. Dal mercurio e da altri metalli tossici poi ci si può disintossicare soltanto con un'integrazione mirata di oligoelementi (preparata galenicamente dal farmacista dietro prescrizione medica), dato che i chelanti sono impotenti su di essi.
Già nel 91 si era occupato del problema amalgame al mercurio Mino D'Amato in una trasmissione a TMC ed in seguito la Gabanelli nel 97, nel 98 e 2002 in Report. Nel 2001 iniziai i miei studi e ricerche attraverso internet e quando mi fui documentata a dovere, riuscii a farmi rimuovere le amalgame in protocollo protetto e successivamente a disintossicarmi completamente, attualmente la mia salute ci ha guadagnato di molto, come potete leggere cliccando sui seguenti link:
http://cristianadistefano.eu/for/index.php?topic=5.0
http://cristianadistefano.eu/for/index.php?topic=6.0
P.S.: Allego alla presente la richiesta di modifica del sistema sanitario, per la quale mi sto battendo dal 2005 con l'aiuto di parlamentari di ogni fazione e colore politico, dato che il mercurio e gli elementi tossici non chiedono la tessera di partito prima di intossicare la gente e soprattutto i bambini che non hanno diritto di voto. Allego la mozione presentata dal Consigliere Regionale Marche Altomeni l'anno scorso... c'è stata una conferenza stampa a cui sono stata invitata a partecipare e allego la PdL che l'anno scorso presentò l'on. Fallica e che mi ha promesso ripresenterà a giorni.
C'era anche un'interrogazione presentata dall'on Mura nel 2007... tutte queste mozioni non sono mai state dibattute, proprio perché non considerate serie... Anche l'interrogazione dell'on. Scilipoti è il mio testo di riforma che vi ho allegato.
COSA C'È DI PIÙ SERIO DELLA SALUTE DI MILIONI DI CITTADINI ?
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 17 dicembre 2008

Telecom e il generale Custer

Franco Bernabè è alla guida di Telecom da circa un anno. Un periodo in cui il titolo è crollato sotto l'euro. Bernabè ha annunciato 9.000 licenziamenti. I sindacati hanno tirato un sospiro di sollievo. Pensavano ad almeno 20.000 uscite. Tra i licenziati non c'è Napoletone Luciani che dovrebbe diventare futuro presidente di Tim Brasil, in sostituzione di Araujo. Napoletone sta già preparando il discorso per i dirigenti brasiliani, non parlerà di Alessandro Magno, ma del generale Custer.
Nell'anno di Bernabè l'Italia telematica ha ottenuto un primato mondiale insuperabile. Per la prima volta nella storia di Internet il numero di famiglie di un Paese che accede alla Rete è diminuito. E' come andare contro le leggi della termodinamica. In Europa ci superano tutti tranne Grecia, Romania e Bulgaria (tutte in crescita), ma non disperiamo, riusciremo a peggiorare. I comuni italiani senza ADSL sono migliaia, di solito non vengono serviti da Telecom perchè poco remunerativi. La diffusione del WiMax è al palo. Telecom aumenta il canone invece di abolirlo e il governo non fa una piega. Bernabè e gli attuali azionisti non hanno però chiesto indietro i soldi a Tronchetti, Buora, Ruggiero e sodali che hanno spolpato l'azienda. Bernabè e gli attuali azionisti non hanno citato la precedente gestione per le intercettazioni Telecom del fedele Tavaroli. I conti li pagano, come sempre, i clienti (canone), i piccoli azionisti (titolo), i dipendenti (licenziamenti).
Alla prossima assemblea Telecom ci sarò. Bernabè non faccia come il tronchetto dell'infelicità che si diede malato per non rispondermi. Si presenti. Se vuole gli farò avere le domande qualche giorno prima per prepararsi. Il mancato sviluppo del Paese è legato alla deriva delle telecomunicazioni. Non ci può essere un mercato con un'azienda che gestisce, allo stesso tempo, i servizi e l'accesso ai servizi per i concorrenti. E' una situazione drogata, monopolistica. Servizi e dorsale vanno separati.
Bernabè sa bene chi ha distrutto il valore della Telecom. Conosce i nomi dei responsabili, dei politici e degli imprenditori con le pezze al culo. Non completi la loro opera. Li denunci, chieda loro un cospicuo risarcimento in qualità di amministratore (le carte le ha), venda a Telefonica (tanto prima o poi succederà) e si ritiri nella sua Vipiteno .
Fonte tratta dal sito .

martedì 16 dicembre 2008

La distruzione delle Nazioni

Colgo l’occasione della lettera inviatami da un simpatico amico del nostro sito (pubblicata qui accanto) per chiarire a tutti, e prima di tutto ovviamente ai membri del movimento del Prof. Auriti, quale sia l’effettiva situazione dell’Italia, ma prima ancora di tutta l’Europa, ridotta alla ”recessione”. Un termine, quello di recessione, che si addice perfettamente, non soltanto al sistema economico, ma a tutti gli aspetti della sua vita.
Dividerò in diverse parti questa analisi, cercando di renderla il più esaustiva possibile, e sarò costretta perciò, data la sua lunghezza, a scriverla a puntate. Dirò subito, tuttavia, per rispondere alle proposte del nostro lettore, che, mentre ritengo quanto mai utile, anzi indispensabile, riunire tutti i vari movimenti che, per un motivo o per l’altro, si oppongono alla costruzione europea, dando così un po’ più di forza alla nostra voce, considero invece quasi del tutto inutile se non addirittura negativa l’idea di organizzare un referendum contro la moneta unica. Occorrerebbero, infatti, molti soldi per far conoscere la situazione agli Italiani, tanto più che l’argomento del “signoraggio”, del valore delle monete, della struttura della banca centrale europea, ecc. è molto difficile da comprendere e non si presta a facili slogan. Dove si trovano questi soldi? Io so, in base alla lunga esperienza degli anni trascorsi dall’inizio della mia battaglia contro l’unione europea, ossia dalla firma del trattato di Maastricht, che soldi per salvare l’Italia non se ne trovano.
I Radicali, cui accenna il nostro lettore, sono stati sempre riccamente sovvenzionati per organizzare referendum, anzi è ben noto che li indicono proprio per ricevere denaro, ma mai lo farebbero contro l’Europa. Emma Bonino è stata uno dei Commissari, nominata dal Governo Berlusconi, della famigerata Commissione Santer, Commissione che è stata costretta alle dimissioni dallo stesso Parlamento Europeo “a causa degli ammanchi e delle truffe di bilancio” (motivazione che si può leggere nella Gazzetta Ufficiale), e, ciò malgrado, ha continuato e continua ad attendere altri importanti incarichi in quella specie di Eldorado che è l’Impero Europeo per i fortunati che vi accedono. Bisogna rendersi conto, proprio per la facilità con la quale i delitti politici ed economici che si compiono nelle strutture di Bruxelles, vengono attutiti o del tutto accantonati dai mezzi d’informazione, che nessuno ci aiuterebbe a propagandare i motivi del referendum, ma anzi avremmo tutti contro.
Inoltre, ammesso che si riesca ad organizzarlo, si può essere quasi certi che, o mancherebbe il quorum, oppure darebbe esito negativo. In tutti i casi, il parlamento e le forze politiche se ne servirebbero per confermare l’idea che gli Italiani sono entusiasti dell’Europa e non terrebbero conto, come hanno fatto in molte altre occasioni, neanche di un risultato positivo perché avrebbe di sicuro una maggioranza scarsissima. Dobbiamo guardare in faccia la realtà: gli Italiani non hanno protestato neanche al momento dell’adozione dell’euro, malgrado l’improvviso impoverimento che ha comportato insieme alla difficoltà di adattamento mentale ai nuovi valori numerici. I governanti, spalleggiati dalla complicità dei mezzi d’informazione, hanno truffato i cittadini facendo brillare ai loro lo splendore delle nuove monete come se si trattasse di quel famoso “tesoro” che è nascosto da secoli nell’inconscio mitico di ogni essere umano.
Né c’è da sperare nell’aiuto della Lega, cosa alla quale nei primi anni mi sono aggrappata anch’io (andai a parlare con Bossi supplicandolo di tenere l’Italia fuori dalla moneta unica). Bossi è un politico astuto e si barcamena, ingannando di volta in volta o i propri elettori che sperano nella secessione dall’Italia per non pagare più le tasse per il Sud, oppure gli Italiani che vedono con favore la limitazione della presenza musulmana e la interpretano come un segnale di “italianità”. Di fatto a Bossi l’Unione Europea conviene, come del resto a tutti gli altri movimenti autonomisti, perché non avrà bisogno di fare la secessione: le Nazioni e gli Stati vengono eliminati di fatto con il Trattato di Lisbona e sarà perciò facilissimo per il Lombardo-Veneto diventare semplicemente una “regione” d’Europa. Bisogna ammettere che Bossi l’ha capito in ritardo che non gli conveniva combattere, come faceva i primi tempi, contro Bruxelles, ma l’ha capito. Per questo si è unito a Berlusconi, così come sta facendo Fini con la sua Alleanza Nazionale: si stanno preparando tutti, armi e bagagli, a trasferirsi nell’Impero Europeo e “cara Italia, addio!” (scrivevo questo già nel 1997, nel libro “Contro l’Europa”, ma allora, così come adesso, nessuno mi ha creduto).
E’ urgente, però, per tutti i piccoli gruppi ostili all’Unione Europea, decidere qualche cosa prima delle prossime votazioni per il Parlamento Europeo: una possibilità sarebbe quella di formare una sola lista per le elezioni con l’unico scopo di combattere contro il processo di unificazione europea e di eliminazione dello Stato Italiano ben chiaro nel nome. Sarebbe la prima volta che succede in Italia (gli altri Paesi hanno sempre avuto nel parlamento uno o più piccoli partiti contrari all’Europa) e riuscirebbe così, ad ottenere l’attenzione dei giornalisti, se non altro per la sua novità, anche prescindendo dagli obblighi di legge.La domanda, però, è sempre la stessa: dove si trovano le forze e i soldi per organizzarsi?
Il momento attuale .
Nei giorni scorsi la Svezia ha ratificato per via parlamentare la Costituzione europea, il cui nome è stato cambiato, con i soliti metodi truffaldini di cui è costellata la costruzione dell’UE, in “Trattato di Lisbona” per farla accettare a quei popoli che, come “Costituzione”, l’avevano bocciata. Anche se non ci sono state le maggioranze assolute che accompagnano di solito le questioni europee, tuttavia i politici svedesi hanno approvato con notevole entusiasmo la rinuncia alla sovranità e all’indipendenza del proprio Stato: 243 “sì”, 39 “no”, 13 astensioni e 54 parlamentari assenti. Due piccolissimi partiti di opposizione, quello della Sinistra (i Comunisti) e quello dei Verdi, avevano tentato di far rinviare di un anno la ratifica; ma le quattro formazioni della coalizione governativa di centro-destra insieme al principale partito di opposizione, quello socialdemocratico, si sono uniti nel sostenere con tutte le loro forze i benefici di una immediata approvazione e l’hanno avuta vinta.
Dobbiamo dunque prendere atto, per l’ennesima volta, che la costruzione dell’impero europeo sta a cuore in modo talmente esorbitante ai politici di ognuno degli Stati chiamati a farne parte, da non ammettere neanche una minima pausa di riflessione, tanto meno una pausa che insinui una qualsiasi perplessità nei cittadini, neanche laddove vige un perfetto regime socialista come in Svezia. Il fatto è che i parlamentari svedesi non dimenticano che sono stati i cittadini, votando “No” tutte le volte che si è fatto un referendum, a impedire l’adesione della Svezia alla moneta unica, e dunque sapevano bene che, se avessero potuto, gli Svedesi si sarebbero opposti anche alla Costituzione.
Dobbiamo tenere sempre bene a mente questa constatazione perché uno dei punti più importanti dell’esame che faremo sarà proprio questo: l’Impero europeo è stato ideato in modo misterioso, segreto, da qualcuno fra i massimi detentori del potere il cui nome ci è sempre stato tenuto nascosto, ed è stato realizzato a poco dai governanti dei singoli Stati tenendo il più possibile all’oscuro i cittadini degli scopi da raggiungere. Una oscurità che si è protratta per anni, con il consenso dei mezzi di informazione, in quanto tutti, politici e giornalisti, erano consapevoli che si trattava di una operazione contraria ai sentimenti e agli interessi dei popoli. Quale popolo, infatti, sarebbe così stolto da voler rinunciare a possedere un proprio territorio, una patria? Quale popolo potrebbe desiderare di non essere libero, di non conoscere neanche la lingua di coloro che lo governano, insomma di dipendere da stranieri sui quali non può incidere in nessun modo?
Il Parlamento europeo è pura finzione, come i politici sanno bene, in quanto non ha alcun potere reale sulla volontà della Banca Centrale, dei Capi di governo e dei Commissari, i quali sono tenuti, in base al trattato di Maastricht, a “non sollecitare e a non accettare istruzioni da alcun Governo né da alcun organismo”(Art.157). Nessuno, perciò, ha il diritto di affermare che in Europa vige la democrazia. La costruzione dell’Unione Europea è semmai la prova irrefutabile di come si possa, con innumerevoli sotterfugi, astuzie e stratagemmi formali, ingannare l’opinione pubblica ed esautorare qualsiasi presidio democratico. Del resto se ne è avuta l’ennesima conferma proprio in questi giorni: dall’ultima ricerca svolta sul gradimento dell’Unione fra le popolazioni d’Europa è risultato che soltanto il 35% degli Italiani è favorevole. Importa forse qualcosa ai governanti che la maggioranza dei cittadini non voglia l’unificazione?
Vanno avanti allegramente a programmarsi le votazioni per il Parlamento europeo, assegnando i posti, riccamente retribuiti, ai candidati che vogliono togliersi di torno perché difficilmente collocabili in Italia a causa della loro ignobile condotta politica (come è noto si è fatto il nome di Bassolino e della Jervolino) tanto è sicuro che così non potranno più disporre di nessun potere: il parlamento europeo e il nulla si equivalgono. Scriveva nel 1997 Enrico Letta in un volume di incitamento all’accettazione dell’euro intitolato “Euro sì”, che “sarebbe necessario che cambiasse l’idea che l’approdo a Bruxelles debba seguire la sconfitta in qualche scontro interno di partito o sia l’anticamera del pensionamento rispetto a lunghe carriere politiche nazionali”. Sono passati undici anni, l’Europa imperversa, ma i criteri di scelta dei parlamentari sono rimasti gli stessi, per il semplice motivo che oggi come allora il parlamento europeo è esclusivamente un comodo sedile a disposizione dei partiti.
La cosa più grave, però, è che i governanti non si sono fermati a riflettere sul fallimento del Progetto neanche di fronte all’attuale crisi economica, al crollo delle Banche e delle Borse, fenomeni che segnano il punto culminante del disastro del Progetto stesso, il segnale che tutto l’edificio sta per crollare. Non si può sbagliare, infatti, davanti all’evidenza: non sono le corruzioni, i furti, le truffe, gli errori dei singoli operatori e dei singoli amministratori delegati delle grandi industrie ad aver provocato la catastrofe, ma l’Idea che ne è stata all’origine e che per la sua stessa natura permette o addirittura provoca questi comportamenti.
Quale era questa Idea? Creare un mondo tutto uguale, in funzione del dogma della globalizzazione, senza frontiere, senza dazi, senza confini, senza Stati, senza distinzioni di popoli, di culture, di razze, di territori, di lingue, di costumi, di leggi, di religioni, di governi, di monete: un immenso, unico mare di “uguali” sul quale il Dio Mercato potesse navigare in assoluta libertà. L’Unione Europea (non si è voluto, infatti, che si chiamasse “Stati Uniti d’Europa” in quanto gli Stati non debbono sussistere) doveva esserne il perfetto prototipo, la realizzazione esemplare, quella che il resto del mondo avrebbe dovuto ammirare ed imitare per raggiungere la felicità. Non dimentichiamoci che è questo che promette ai popoli la costituzione europea: la felicità, commisurata al PIL, al prodotto nazionale lordo.
Un'idea del tutto folle, naturalmente, come la situazione attuale ha dimostrato e sta ancora dimostrando. Nessuno aveva mai pensato in precedenza che si potessero mettere in funzione dei “sistemi” privi di qualsiasi interruttore, di una qualsiasi valvola o chiusura di sicurezza; nessuno aveva mai ritenuto che gli uomini fossero “oggetto dei bisogni del mercato” invece che soggetto agente dei propri bisogni. E’ in base a questi principi che il crollo delle Borse ha contagiato tutto il mondo: era stato eliminato, in nome della libertà del mercato e della sua capacità di autoregolarsi, ogni forma di controllo. Ed è in base a questi stessi principi che i governanti oggi, invece di chiedersi in che cosa il sistema fosse sbagliato e cominciare a cambiarlo, insistono nell’esortare i cittadini a spendere in funzione del mercato, annientando così perfino quel buon senso che di solito guida l’uomo intuitivamente verso la salvezza prima di cadere nell’abisso. La formula: “dato che non avete soldi e prevedete che domani ne avrete ancora di meno, spendete più che potete” apparirebbe, come di fatto è, quella di suicidi sul punto di spararsi se non fossero i governanti a proclamarla. Ma l’aspetto più terribile di questa situazione è che siamo costretti a presupporre che una parte almeno dei governanti sia in buona fede, e che non si accorga che i “fondamentalismi” dell’Occidente sono altrettanto distruttivi quanto quelli del terrorismo orientale. E’ infatti fondamentalismo allo stato puro la certezza dei governanti d’Europa che le leggi sulle quali si fonda il Mercato siano inamovibili, identiche a quelle della Fisica, e che gli uomini, identificati esclusivamente come “consumatori”, debbano necessariamente piegarvisi. La verità è, invece, che la legge: consumare sempre più merci per produrre sempre più merci, annienta l’Uomo. Il pensiero, l’anima, il sentimento, il valore, tutto ciò che fa dell’uomo l’Uomo .
Fonte tratta dal sito .

lunedì 15 dicembre 2008

Seppelliti dai rifiuti elettronici

14 chili all'anno per abitante... Vecchi cavi, monitor in disuso, cellulari inutilizzati, ma anche frigoriferi, lavastoviglie e tv. L'Onu lancia un piano di intervento.
Saremo presto sommersi da vecchi cavi, monitor in disuso, cellulari inutilizzati, ma anche da frigoriferi rotti, lavastoviglie arrugginite o televisori abbandonati. E come se non bastasse, lo tsunami di elettrodomestici obsoleti che si sta per abbattere su di noi porta con sé materiali tossici e sostanze chimiche come la plastica in Pvc, piombo, cadmio, e mercurio. E' quanto sta già succedendo in alcuni paesi in via di sviluppo, ridotti a privata discarica del vecchio continente. Parola di Onu. Che per affrontare il problema dei rifiuti tecnologici (eWaste) ha lanciato e finanziato il corposo programma STEP.In Italia, però, si sta facendo largo una nuova normativa per il riciclo e lo smaltimento.
Il lato oscuro della tecnologia.
Il volume dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (detti "Raee") ha raggiunto livelli allarmanti in tutto il mondo e in Italia. Il Bel Paese nel 2006 ne ha prodotto ben 800 mila tonnellate, di cui sono state raccolte 108 mila. Nello stesso periodo in Europa si sono prodotti 8-12 milioni di tonnellate di Raee. Mentre l'Onu stima tra i 20 e i 50 milioni le tonnellate di rifiuti hi-tech prodotti nel mondo: più del 5% di tutti i rifiuti solidi urbani generati nell'intero pianeta. E a farla da padrone, in futuro, saranno sempre più computer, tastiere, cellulari: insomma l'armamentario completo dell'uomo 2.0.
Un fenomeno inarrestabile.
Greenpeace calcola che nel 2010 saranno oltre 710 milioni i nuovi computer immessi sul mercato globale (erano 183 milioni nel 2004). Proprio mentre nei paesi industrializzati la vita media di un computer è calata dai 6 anni del 1997, ai 2 del 2005. Per non parlare dei cellulari: se nel 2004 ne sono stati venduti 674 milioni esemplari nel mondo, in Italia i telefonini che hanno trovato un padrone negli ultimi 12 mesi sono oltre 20 milioni, per una vita media di 4 mesi. Tanto che in ogni famiglia rimangono abbandonati nei cassetti dai 2 ai 4 cellulari. Ma non basta. A questi prodotti vanno infatti aggiunti grandi e piccoli elettrodomestici, apparecchiature di illuminazione, giocattoli ed apparecchiature per lo sport e per il tempo libero, dispositivi medici e molto altro.
Le principali rotte dei rifiuti tecnologici.
Oggi si raccolgono in modo separato meno di 2 kg. di Raee pro-capite all'anno in Italia, contro una media europea di 5 kg ed una produzione di rifiuti elettronici di circa 14 kg per abitante. E il resto: dove va a finire? Greenpeace stima che il 75% dei rifiuti europei seguano "flussi nascosti". La percentuale sale all'80-90% nel caso di Raee prodotti negli Stati Uniti. Scarti che fuggono al controllo delle autorità competenti per ricomparire come d'incanto in discariche incontrollate in Africa, Ghana in primis, oppure in riciclatori clandestini in Asia. Dove i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti contengono e sprigionano quando trattati in modo rudimentale e senza protezioni. Nessuna novità, quindi, se come sostiene l'Onu i paesi in via di sviluppo triplicheranno la produzione di Raee nei prossimi 5 anni.
La guida dei produttori più virtuosi.
Sempre Greenpeace ha pensato bene di prendere di mira le più importanti software house a stelle e strisce. Dall'agosto 2006, quasi ogni mese, l'associazione ambientalista redige la sua classifica delle aziende più o meno virtuose, di cui è appena uscita l'edizione di dicembre 2008. Fra i criteri adottati per stilare l'elenco compaiono: la presa in carico dello smaltimento del prodotto, l'uso di materie riciclabili, l'assenza di composti chimici tossici. E sorpresa: la società più attenta agli aspetti ecologici del proprio prodotto risulta essere la Nokia, col punteggio, però, di appena 6.9 punti su 10, seguita da Sony Ericsson, Toshiba e Samsung (5.9). Mentre agli ultimi posti si trovano Nintendo (0,8), Microsoft (2,9), Lenovo (3,7) e Philips (4,1). E in mezzo altri colossi del calibro di Motorola (5,3), Panasonic (5,1), Acer e Dell (4,7), Hp (4,5), e Apple (4,3).
Eppure qualcosa si muove anche in Italia.
Il recente accordo siglato il 18 luglio fra l'Associazione dei Comuni Italiani (Anci) e il Centro di Coordinamento Raee (istituito grazie al Decreto legislativo 151 del 25 luglio 2005), ha sancito infatti il definitivo passaggio della competenza sulla gestione dei rifiuti tecnologici dai Comuni ai produttori. Dalle istituzioni, quindi, alle aziende, riunite in consorzi per lo smaltimento o riciclo dei prodotti. "I primi risultati sono incoraggianti - ha spiegato Giorgio Arienti, Presidente del Centro, in occasione della recente fiera Ecomondo di Rimini organizzata da Legambiente - ma resta ancora da fare". Prima fra tutti mettere mano alla normativa: lo stesso decreto legislativo attende i decreti attuativi dal 2005, sistematicamente rinviati di anno in anno, in calendario per il 31 dicembre di quest'anno. Ma anche a guardare i risultati fin qui raggiunti, la strada è ancora molto lunga. Per quanto riguarda, infatti, l'attività di raccolta effettuata dai sistemi collettivi presso i soli centri di raccolta iscritti al Centro di Coordinamento, nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 settembre 2008 sono stati ritirati 33mila tonnellate di Raee. Troppo poco se paragonate alle 800mila del 2006, ultimo dato complessivo di rifiuti prodotti a disposizione.
L'esempio del Banco Informatico.
Al pare dei suoi più conosciuti e seguiti omologi, il Banco Alimentare (che in questi giorni ha celebrato al sua giornata nazionale di raccolta) e il Banco Farmaceutico, il Banco Informatico Tecnologico e Biomedico (BITeB) mira a raccogliere attrezzature d'ufficio come pc, monitor, e stampanti, usati ma funzionanti, per poi donarli a scuole, università, opere sociali, istituti di formazione in paesi in via di sviluppo e in Italia. "Unici requisiti sono che il destinatario sia una onlus, e che dimostri di non essere in grado di acquistare esemplari nuovi" dice il presidente del Banco Informatico, Stefano Sala, e aggiunge "in Italia ogni anno viene smaltito un milione di pc di cui il 10% sono ancora funzionanti, forse lenti, non aggiornatissimi, ma basta rinnovarli, reinstallare il sistema operativo e il gioco è fatto. Mandarli al macero sarebbe un vero spreco". A chi gli fa notare che forse installando sistemi operativi GNU/Linux sui vecchi computer recuperati (come fanno ad esempio i gruppi di Trashware sparsi in tutti Italia), ridurrebbe la spesa e allungherebbe la vita dei pc, Sala risponde che la maggior parte delle volte è lo stesso destinatario a richiedere il sistema operativo di Microsoft: "Ormai il 60% dei computer che doniamo sono muniti di Windows - precisa - mentre il restante 40% ha Linux oppure è lo stesso destinatario che installa quello che preferisce". Da agosto, infine, Banco Informatico si occupa anche di cellulari. In questo caso non importa che funzionino o no. Quelli che non funzionano, infatti, non vengono donati, ma spediti a un'azienda belga leader in Europa nel recupero di telefoni cellulari dismessi, la Ecosol, che ne estrarrà e separerà i metalli riutizzabili. In cambio il Banco riceverà un contributo economico non superiore ai 5 euro per ogni pezzo raccolto.Un esempio non isolato in Europa, se proprio da un'altra azienda belga, la Brainscape Nv, è stato lanciato il sito Brainscape. eu, a cui hanno aderito l'ong italiana Coopi e quella internazionale Medici senza Frontiere. Anche in questo caso le due associazioni invitano i propri sostenitori a inviare loro i cellulari dismessi. Brainscape devolverà un contributo economico alle due non profit per ogni esemplare che riceverà.
Fonte tratta dal sito .

domenica 14 dicembre 2008

Aforismi

L'anima nasce vecchia e diventa giovane: ecco la commedia della vita. Il corpo nasce giovane e diventa vecchio: ecco la tragedia della vita.Frase di Oscar Wilde .

sabato 13 dicembre 2008

AFORISMI

«Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.» Frase celebre di Jim Morrison .

venerdì 12 dicembre 2008

L'inferno della California


Pubblichiamo un articolo sui roghi divampati nei giorni scorsi in California: nello stato, la pluriennale siccità indotta artificialmente con le scie tossiche è quindi culminata in questi disastrosi incendi, alimentati dai venti impetuosi e favoriti anche dalla dispersione di esafluoruro di zolfo, gas "serra", e di biossido di zolfo. L'agronoma Rosalind Peterson, negli anni passati, rilevò la presenza di esafluoruro di zolfo e di biossido di zolfo in varie aree californiane, soprattutto in zone coperte da foreste di conifere. Oggi la California è un inferno di fiamme: corresponsabile di questa calamità innaturale è il governatore Arnold Schwarzenegger che, allertato da numerosi comitati di cittadini circa l'infame operazione scie chimiche, ammesso che non ne fosse già a conoscenza, in quanto fantoccio dei sinarchisti, non ha agito per denunciare le scelleratezze degli avvelenatori.
Incendi, il governatore Schwarzenegger proclama stato d'emergenza a Los Angeles Venti a 120 kilometri all'ora, oltre diecimila persone evacuate. Le fiamme minacciano le ville dei v.i.p. a Santa Barbara LOS ANGELES - La California meridionale è da due giorni in preda alle fiamme, alimentate da venti secchi che soffiano fino a 120 chilometri orari: oltre diecimila persone sono state costrette all’evacuazione nella valle di San Fernando, centinaia di case sono già state distrutte, bloccate le autostrade. Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha proclamato ieri lo stato di emergenza a Los Angeles.
Fino alla sera di sabato i vigili del fuoco erano riusciti a contenere appena il 20 per cento delle fiamme. L'incendio ha già devastato le colline di Sylmar, a nord di Los Angeles. Venerdì Schwarzenegger aveva proclamato lo stato di emergenza a Santa Barbara, dove le fiamme giovedì sera hanno divorato 111 abitazioni nel quartiere elegante di Montecito, che ospita le ville di v.i.p. come Michael Douglas e Oprah Winfrey. Circa 800 pompieri sono al lavoro per spegnere l'incendio in questa zona.
Leggi qui l'articolo tratto dal quotidiano Il Corriere della sera.
Fonte tratta dal sito.



giovedì 11 dicembre 2008

Schedati sulla base del colore della pelle

Schedare i sospetti criminali incrociando colore della pelle e origine etnica: è questa la proposta choc presentata al governo francese da un gruppo di studio appositamente incaricato.
Il compito del gruppo di studio era quello di trovare nuovi criteri per le classificazioni negli archivi della polizia e della gendarmeria. Dopo le polemiche e il dietrofront su Edvige, il "grande fratello" d'Oltralpe che avrebbe dovuto raccogliere dati sensibili - come orientamento sessuale e condizioni di salute - su chiunque fosse risultato "suscettibile di turbare l'ordine pubblico", il ministro dell'Interno di Parigi, Michele Alliot-Marie, ha richiesto lo studio di un sistema di schedatura che garantisca "equilibrio tra l'efficacia della protezione delle persone e la necessità della protezione delle libertà". La commissione che ha presentato la proposta, presieduta dal criminologo Alain Bauer, ha analizzato quelli che secondo lui sono "gli elementi più pertinenti per l'identificazione di un individuo sospetto", suggerendo una classificazione in dieci "tipi", dal caucasico all'indo-pachistano, dall'africano all'asiatico, che attualizza un modello già impiegato dalla polizia francese apportandovi alcune modifiche, come l'eliminazione del controverso "tipozingaro". La commissione propone quindi "la sperimentazione" annuale di un dispositivo che combini "classificazione etnico-razziale e classificazione per gamma cromatica".
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mercoledì 10 dicembre 2008

Ecuador: il debito estero è illegittimo

Si conclude il lavoro della Commissione voluta dal presidente dell'Ecuador Rafael Correa per indagare sulle origini e sulla struttura del debito estero del paese. Il governo dovrà ora decidere se continuare a pagare il debito o aprire una procedura per chiederne l'abolizione.
Il 20 novembre si è riunita a Quito la Commissione sul debito estero dell’Ecuador (Caic), alla presenza del presidente Rafael Correa, per presentare ufficialmente il rapporto finale di un lungo lavoro di indagine sulla composizione del debito estero ecuadoriano. La Caic ha definito il debito contratto dal paese andino non solo «illegittimo» ma anche «corrotto e illegale». Si tratta di una dichiarazione senza precedenti, che mette in dubbio per la prima volta a livello istituzionale la legittimità del sistema del debito contestando le imposizioni di pagamento provenienti dai paesi ricchi e dalle istituzioni finanziarie internazionali.
La Caic era stata costituita proprio da Correa nel 2007 alcuni mesi dopo il suo insediamento. La Commissione, la prima di questo tipo ha lavorato assieme ai rappresentanti della società civile, e ha avuto il compito di analizzare l’evoluzione del debito estero contratto dall’Ecuador tra il 1976 e il 2006.Secondo la relazione finale, per redigere la quale la Commissione ha esaminato oltre 350 contratti di prestito, l’Ecuador avrebbe ricevuto nell’ultimo trentennio 30 miliardi di dollari in prestito e ne avrebbe restituiti (interessi inclusi) oltre 100 miliardi. Ciò dimostrerebbe che il paese ha già pagato molto più del dovuto. Inoltre, quasi il 90 per cento dei soldi usati per i pagamenti sono provenuti da nuovi prestiti contratti ad hoc, a dimostrazione delle distorsioni provocate dal sistema.
Oltre a essere un rapporto ufficiale che apre il cammino a scenari nuovi di giustizia economica e sociale, quello della Caic è un pronunciamento storico per la lotta dei movimenti sociali che in questi anni si sono battuti contro il debito estero, considerandolo un ulteriore strumento di dominio usato dai paesi ricchi e dalle istituzioni finanziarie internazionali per creare o mantenere vincoli di dipendenza in capo ai paesi del Sud del mondo.Durante la presentazione Correa ha dichiarato che «il governo ecuadoriano non pagherà il debito estero perché considera che tale onere debba essere diviso in parti uguali tra coloro su cui ricade la responsabilità della sua creazione, e che hanno agito con mala fede, corruzione e tradimento».La dichiarazione segue quella rilasciata il 14 novembre dal ministro delle finanze, Maria Elsa Viteri, che aveva dichiarato di voler usare il periodo di 30 giorni previsto dall’Accordo di emissione dei bonus globali 2012 attendendo l’esito della relazione della Caic prima di decidere se pagare o meno i 30 milioni di dollari di interessi sul debito in scadenza. Nella trasmissione radiofonica di sabato Correa ha aggiunto che il governo «ha tempo fino al 15 dicembre per prendere una decisione sulla base del risultato delle indagini della Commissione.»
Il primo passo sarà verificare se è possibile promuovere un giudizio internazionale che acclari l’illegittimità del debito. Altro compito che il governo intende assumere è identificare e provare le responsabilità di coloro – ecuadoriani e stranieri – che hanno contribuito all’indebitamento dell’Ecuador, facendo in modo che paghino per le loro responsabilità. Grazie al risultato raggiunto dalla Commissione ed alla posizione assunta dal governo dell’Ecuador si aprono ora importanti prospettive per i paesi del Sud, in particolare in questa fase di profonda crisi non solo di economia e finanza, ma del modello neoliberista nel suo complesso.
Una nuova fase che solleva con forza la questione della legittimità del debito estero dei Paesi più poveri e che potrebbe portare alla richiesta di sospensione dei pagamenti da parte di numerosi paesi non solo latinoamericani e aprire la strada a indagini tecniche allargate che determinino una volta per tutte l’illegittimità del sistema di debiti esteri e la riparazione per quanto ingiustamente versato finora.
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martedì 9 dicembre 2008

Fumo passivo: è letale

Il fumo passivo è letale quasi quanto fumare direttamente, e comporta seri rischi per la fertilità e la gravidanza. Questo si sa. Ma la recente scoperta di un gruppo di scienziati americani è ancora più inquietante: le donne che sono state esposte al fumo passivo da piccole, quasi sempre a causa di due genitori fumatori, corrono anche dopo molti anni seri rischi di avere problemi di fertilità, anche se da adulte tengono un regime di vita integerrimo.
Le tossine nel fumo, si legge infatti nello studio pubblicato dalla rivista Tobacco Control, sono in grado di danneggiare gli organi della donna in modo permanente, aumentando in maniera esponenziale le possibilità di non riuscire a rimanere incinte, o peggio di avere uno o più aborti spontanei. I ricercatori, guidati da Luke Peppone dell'Università di Rochester a New York, hanno studiato 4.800 donne curate presso il Roswell Park Cancer Institute di New York.
Le donne hanno fornito dettagli di tutte le loro gravidanze, i tentativi di concepire e di aborti spontanei, così come la loro storia di fumo “attivo” e l'esposizione nel corso della vita al fumo degli altri. Nel complesso, l'11 per cento delle donne hanno segnalato difficoltà ad avere una gravidanza, e circa un terzo ha perso uno o più bambini. In totale, il 40% delle donne ha avuto problemi di fertilità.
Analizzando la storia delle singole donne, si è scoperto che quelle che avevano in casa genitori fumatori hanno avuto il 26% in più di difficoltà nell'avere un bambino, e addirittura il 39% di casi in più di aborto spontaneo. In totale, quattro donne su cinque hanno dichiarato di essere state esposte al fumo passivo nel corso della loro vita, e la metà di aver “fumato” involontariamente per colpa dei genitori. “Queste statistiche sono mozzafiato - ha sottolineato Peppone - e certamente indicano ancora di più il rischio del fumo passivo”. Secondo gli esperti, il tema del fumo passivo correlato alla fertilità femminile “rimane una grande priorità di sanità pubblica”.
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lunedì 8 dicembre 2008

Carne di maiale infetta, dall'Irlanda in 25 Paesi

Nuovo allarme alimentare. Carne di maiale alla diossina esportata dall'Irlanda. Secondo le informazioni provenienti da Dublino, la maggior parte delle esportazioni di prodotti a base di carne di maiale irlandese è destinata al mercato inglese ma quantitativi limitati vengono venduti anche in altri Paesi europei.
All'origine della contaminazione, in base alle indagini compiute, c'è un mangime che è stato utilizzato in alcuni allevamenti a partire dallo scorso settembre. Secondo le informazioni rilanciate dalla Commissione europea non più del 10% della carne di maiale irlandese sarebbe stata contaminata.
Il sottosegretario all'Agricoltura britannico, Michelle Gildernew.ha annuciato che nove allevamenti nordirlandesi hanno utilizzato lo stesso mangime per maiali contaminato dalla diossina che ha spinto le autorità irlandesi a richiamare tutta la carne prodotta dal primo settembre ad oggi.
L'Agenzia irlandese per la Sicurezza Alimentare (Fsai) ha inoltre reso noto che carne di maiale di provenienza irlandese e contenente diossina è stata scoperta in Francia e in Belgio dopo una serie di controlli alle frontiere. I primi controlli erano stati effettuati dalle autorità francesi, che hanno avvertito l'azienda esportatrice: questa a sua volta ha avvisato i propri clienti belgi. Il ministero della salute italiano, lo informa l'Ansa, da parte sua ha dato il via ai controlli sulle carni suine importate dall'Irlanda, applicando un provvedimento di sequestro cautelativo di tutti i lotti giunti nel nostro paese dal primo settembre ad oggi: si tratterebbe di quantità non rilevanti e di norma non destinate alla vendita nei supermercati.
La Commissione Europea segue da vicino la vicenda della carne di maiale irlandese contaminata dalla diossina, e ha chiesto agli esperti dell'Ue una maggiore condivisione delle informazioni in modo da rintracciare la maggior quantità possibile di prodotti tossici. Bruxelles ha inoltre confermato che all'origine del problema vi sarebbe del mangime contaminato, utilizzato in circa il 10% degli allevamenti irlandesi: la Commissione sottolinea tuttavia che perché si abbiano effetti tossici sugli esseri umani occorre un'esposizione prolungata a dosi molto alte di diossina.
Il governo irlandese aveva lanciato ieri un allarme internazionale dopo che alcuni controlli avevano rilevato la presenza di diossina nelle carni di maiale prodotte dallo scorso primo settembre, con livelli da 80 a 200 volte quelli massimi ammissibili. I Ministeri della Sanità e della Difesa hanno chiesto il richiamo o la distruzione di tutta la carne di maiale irlandese prodotta dal primo settembre.
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domenica 7 dicembre 2008

Che fine ha fatto la legge sulla Class Action?

La Class action è l'incubo delle grandi multinaziuonali americane, lo strumento in mano ai consumatori (e ai loro avvocati) che permette che in caso di prodotti difettosi o danni alla salute negli Stati Uniti scattino sanzioni economiche che possono mettere in ginocchio le più grandi industrie, dal tabacco all'automobile.
Sembrava fatta anche in Italia: dopo discussioni di anni e numerosi progetti di legge, il Parlamento aveva finalmente votato l'Azione Collettiva risarcitoria, ispirata a modelli già collaudati in molti altri paesi, a partire dalla Class Action americana. Si tratta dell'art.140 bis del Codice del Consumo, introdotto dalla Finanziaria il 27 dicembre 2007, che doveva entrare in vigore a fine giugno 2008. Dopo gli scandali Cirio, Parmalat e bond Argentini, di fronte ai tanti furti nelle bollette telefoniche o a beni venduti con vizi di produzione, le forti attese di una azione collettiva a difesa dei consumatori sembravano aver finalmente ricevuto risposta.
La Fondazione ICU (Istituto Consumatori Utenti) ha presentato a Roma il libro "Class Action nel mondo e nuova legge italiana. Azione collettiva dei consumatori" di Michele Boato, Pietro Pistone e Silvana Pucci, edizione Libri dei Consumatori.La presentazione è avvenuta nel corso di un convegno organizzato in collaborazione con l'Associazione Ex Parlamentari e ha visto la partecipazione, fra gli altri dell'avvocato Ugo Ruffolo, massimo esperto italiano sulla Class Action.Il libro fa il punto sulla legislazione italiana confrontandola con modelli di tutela colletiva presenti in Europa e negli Stati Uniti; approfondisce inoltre la class-action nel rapporto con il Codice del Consumo.
Il libro può essere richiesto gratuitamente alla Fondazione ICU fino ad esaurimento delle copie.
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sabato 6 dicembre 2008

Lettera aperta a Rupert Murdoch

All'attenzione del signor Rupert Murdoch, News Corp.

"Caro mister Murdoch,
lei sa che la televisione è moribonda e che la pubblicità sta migrando in Rete. E che i giornali e le emittenti televisive hanno gli anni contati. Forse cinque, forse dieci, non di più. I suoi esperti l'hanno di certo informata. Del resto le sue azioni parlano per lei. Ha investito 580 milioni di dollari su MySpace, un social network di diffusione mondiale, mentre lo psiconano comprava Endemol, un produttore di vecchi programmi televisivi. Ha messo le mani sul Wall Street Journal dichiarando che lo avrebbe sviluppato in Rete con i migliori 200 giornalisti degli Stati Uniti. Il suo soprannome è lo Squalo e il suo fine è il profitto, dicono che lei sia spietato, ma a suo favore esiste un fatto incontrovertibile. Lei non è diventato primo ministro per proteggere le sue televisioni. Lei non ha fatto fallire il suo Paese, l'Australia. Lo psiconano, quel signore che le vuole raddoppiare l'Iva a Sky perchè lo vuole l'Europa, sta portando l'Italia allo sfascio. Una sua televisione, Rete 4, è abusiva. Lei lo sapeva? Le sue televisioni ne hanno mai parlato? Anche in questo caso si è espressa l'Europa, ma a nessuno è importato un bel nulla. In Italia il conflitto di interessi e la Ragion di Stato sono diventati la stessa cosa.
Obama è una speranza, senza la Rete forse non sarebbe diventato Presidente degli Stati Uniti. Lei ha detto di Obama prima delle elezioni: "E' una rock star. E' fantastico. Amo ciò che dice sull'Istruzione". In Rete Mediaset non esiste. E come potrebbe? L'informazione è verificabile, i contenuti sono scelti, liberamente, dal navigatore. La qualità e la credibilità sono le uniche due monete che si possono spendere. Mediaset ha miliardi di euro, ma non ha quelle due monete. La Rete, e quindi il futuro dell'informazione, sono al di fuori delle sue possibilità. Murdoch, lei dovrebbe sapere che lo psiconano è un burlone. Racconta barzellette che spesso vengono confuse con dichiarazioni ufficiali. Una delle migliori, dopo la richiesta di 500 milioni di euro di danni a YouTube, è la sua volontà di portare una proposta per "regolamentare Internet" al G8, Il suo ministro degli Interni Maroni ha annunciato un "numero identificativo" per ogni utente del Web. Un'idea che viene da lontano, dal numero indelebile tatuato sul braccio degli ebrei nei campi di concentramento. Lei è avvertito, se non ci saranno smentite, i navigatori di MySpace dovranno identificarsi e, forse, pagare una tassa di scopo. In Italia c'è bisogno di regole tranne che per Mediaset. In quel caso sono sufficienti le leggi ad hoc.
Perchè le scrivo e le dico tutto questo? Lei non è il cavallo bianco che può salvare l'informazione italiana, ma è sempre meglio di niente. Sky ha trasmesso la diretta del mio intervento all'assemblea Telecom e più volte ha dato spazio alle mie denunce. Uno spazio minimo, spesso impercettibile. ma comunque uno spazio. Le voglio proporre l'utilizzo periodico dei filmati che il mio blog produce da anni. Sono ormai centinaia. Denunce mai apparse in televisione. Oscurate dalla cappa di Veltrusconi. Lei può usare i filmati gratis con due sole condizioni. Nessuna pubblicità al loro interno e citazione della fonte. In cambio non le chiedo nulla. Lei sa che il futuro è la Rete e Berlusconi è il passato. Ci saranno nel mondo solo cinque o sei gruppi multimediali in Rete tra alcuni anni. Uno è probabilmente il suo insieme alla BBC e a YouTube. Mediaset non ci sarà e neppure la Rai. Attendo una sua risposta. I miei saluti." Beppe Grillo.
FONTE TRATTA DAL SITO .


venerdì 5 dicembre 2008

La follia del “pomodoro viola”

Ci risiamo! Dopo l’inquietante ed imbarazzante silenzio seguito alla opposizione della popolazione europea alla coltivazione e consumo di OGM, ecco che i “Signori del Biotech” trovano l’ennesimo effetto speciale con cui provare ad incantare le masse umane.Il POMODORO VIOLA ANTICANCRO!
Dov’è il “disegno” folle e francamente dis-umano nel progettare una verdura-medicina manipolata geneticamente che è pensata, ovviamente, sempre “per il nostro bene”? La prima considerazione quasi banale è che gli antociani, introdotti artificialmente nel pomodoro che naturalmente non ne è dotato, sono antiossidanti naturali presenti normalmente in molta frutta stagionale hanno sicuramente un potere di prevenzione del tumore ma insieme a moltissimi altri fattori alimentari ed ambientali. Senza la contemporanea presenza, nella vita di una persona, di molti fattori “anticancro” sia alimentari che ambientali e culturali o di “mentalità” verso il mondo esterno, qualsiasi metodo di prevenzione del cancro è destinato a fallire. Quindi come possa il “pomodoro viola” manipolato nel DNA, dare un contributo, anche solo apprezzabile, per prevenire l’aumento esponenziale dei tumori nella popolazione occidentale in tutte le fasce di età, resta un mistero ben custodito nei laboratori biotech!
L’altra riflessione obbligatoria da fare in questi casi è che i processi di manipolazione genetica che portano a risultati come il “pomodoro viola” si basano sulla creazione di legami e connessioni del tutto nuove tra i geni che nessuno conosce né sa controllare o modulare: mi riferisco alla oggettiva instabilità delle nuove strutture genetiche artificiali che tendono a modificarsi nel passaggio intergenerazionale dei semi con la conseguenza molto pericolosa che i caratteri espressi in prima generazione non possono essere garantiti per le generazioni di semi successive. Ovvero si possono mantenere la manifestazione di un certo numero di caratteri ma possono comparirne di nuovi con caratteristiche tossiche assolutamente non evitabili. Si creano quindi nuovi legami con cambiamenti anche radicali nella espressività genetica assolutamente non prevedibile al momento della “nuova creazione” della prima generazione trans-genica! C’è poi un problema enorme ed incommensurabile allo stato attuale delle conoscenze: intendo il sicuro danno della salute già più volte rilevato nei topi da laboratorio. Come la mettiamo? Come mai i rari studi “super partes” effettuati con tutti i rigori scientifici hanno inequivocabilmente testimoniato danni alla salute negli animali più o meno gravi? Quali conseguenze potrebbero esserci sulla salute di adulti ma soprattutto bambini, alimentati esclusivamente, tutti i giorni, solo con cibi trans-genici? Nessuno lo sa, visto che nessun governo al mondo ha promosso un qualsiasi studio epidemiologico di massa di durata almeno decennale: per queste cose non si trovano mai i finanziamenti sufficienti.
Il grande genetista e ricercatore inglese Arpad Pustzai ha dimostrato come l’alimentazione esclusiva e quotidiana con cibo OGM procuri gravi alterazioni nel sistema immunitario, leucemie indotte, metaplasie delle mucose gastriche, tumori di milza, reni grinzi, atrofia testicolare etc. Stranamente il prof. Pustzai venne licenziato in tronco, senza possibilità di difendere pubblicamente la sua reputazione, salvo poi trovare un tribunale che ha riconosciuto l’onestà e validità dei suoi studi, ma nessuno lo ha saputo! Potrei continuare ma sarebbe inutile perché ciò che è stato evidenziato è più che sufficiente per imporre una moratoria mondiale sul cibo OGM. Si devono mettere in cantiere numerose indagini di laboratorio ed epidemiologiche della durata di anni a livello internazionale e finanziata dai Ministeri della Salute fuori dalle pressioni delle potenti lobbies agro-alimentari del Biotech.
Perché i Lloyds di Londra rifiutano di assicurare per “disastro ambientale” i prodotti agricoli OGM, se fossero come dicono, la scoperta del secolo per il bene dell’umanità?
Il “pomodoro viola anticancro” è l’ennesima menzogna rivestita di tecnologia: gli stessi studi che ne dimostrerebbero la validità sono stati eseguiti da organizzazioni che non fanno mistero di appoggiare totalmente e senza riserve le biotecnologie e gli OGM come per es. l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Quale attendibilità possano avere è intuibile: se pianifico uno studio per dimostrare una certa cosa e investo molti denari in questo…bé, è molto probabile che riesca anche a dimostrare quella certa cosa, non vi pare? Ancora una volta anziché puntare sulla corretta prevenzione del cancro investendo capitali consistenti, per esempio nella riconversione biologica e di qualità della nostra agricoltura, imponendo cibo eccellente nelle mense scolastiche, riducendo drasticamente le emissioni industriali più o meno cancerogene in atmosfera, integrando la medicina tradizionale con terapie che derivino dalla natura e promovendo studi e ricerche ad hoc, si procede in modo unilaterale sull’unica strada della scienza ipertecnologica che richiede immensi capitali e può essere sviluppata dalle solite poche e potenti lobbies e corporazioni sulla pelle di tutti noi! Non lasciamoci ingannare: il progetto di concentrare in pochi ortaggi tutte le quantità di vitamine, antiossidanti etc. in modo da renderne semplice l’assunzione è una idiozia in termini, prima che una mostruosità. Proprio perché quella presunta concentrazione è stata ottenuta con una pesante manipolazione genetica con tutti i rischi per la salute intimamente connessi con la loro natura artificiale. Il messaggio corretto da dare dovrebbe essere quello di seguire una dieta varia e fresca con prodotti qualitativamente sicuri disponibili per tutti e non solo per i ricchi: a questo sono chiamati i governi! Non certo a seguire gli interessi delle multinazionali ma a creare le condizioni economiche e commerciali che favoriscano gli agricoltori virtuosi che producono per i mercati locali in modo meno tossico possibile: questa sarebbe vera azione anticancro, altro che il pomodoro viola!
Paolo Girotto Medico Veterinario omeopata, autore del libro "DNA ed eugenetica: chi vuole il potere sulla vita?
FONTE TRATTA DAL SITO .