domenica 24 maggio 2009

Germania, no al killer chip


La vicenda si è conclusa come ci si poteva aspettare. E cioè con un diniego da parte dell'ufficio brevetti di Monaco di Baviera, in Germania. La richiesta era assai bizzarra e nella comunità internazionale dell'Rfid era seguita con un misto di interesse e preoccupazione: un tag in grado di uccidere.
A progettarlo era stato un ricercatore e inventore saudita: Adel Mohammed Alshareef. Che aveva messo a punto un prototipo per motivi di sicurezza. Non è la prima volta che le tecnologie Rfid vengono scelte per applicazioni simili. Come i lettori di Rfid Italia sanno, tag capaci di controllare il movimento delle persone "sospette" (per esempio detenuti) sono stati progettati, anche se non hanno trovato per ora applicazione.
Questa volta, però, Alshareef si era spinto decisamente oltre. E aveva ipotizzato un tag al cui interno ci fosse una capsula di veleno, preferibilmente cianuro. La capsula si sarebbe dovuta aprire a comando, non appena il "sospettato" si fosse reso pericoloso. "Recentemente il numero delle persone ricercate dalle forze dell'ordine è aumentato a dismisura", aveva dichiarato Alshareef, "e la mia invenzione sarebbe perfetta per tracciare via satellite la posizione di criminali, terroristi, immigrati clandestini, opponenti politici e cittadini sauditi che non ritornano dai pellegrinaggi".
L'inventore saudita aveva richiesto la licenza del brevetto alla fine del 2007. Ma qualche giorno fa l'ufficio di competenza tedesco ha fatto sapere che, nonostante l'iter non sia ancora completato, la richiesta non verrà accettata per un motivo formale. I cittadini stranieri che richiedono un brevetto in Germania devono avere uno sponsor locale. Sponsor che ha ritirato il suo appoggio nelle ultime ore.
Capitolo chiuso, dunque. Almeno in Germania. Già, perché Alshareef ha presentato la sua richiesta in altri paesi. Che ancora devono fornire una risposta.
Fonte tratta dal sito .

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