giovedì 18 giugno 2009

Il virus dell'aviaria scappa dal laboratorio


La fuoriuscita del virus vivo H5N1 è avvenuto in un laboratorio dell'americana Baxter, che casualmente ha già a disposizione il vaccino antinfluenzale...

Secondo la difficile ricostruzione dell'accaduto, operata da alcuni giornalisti, la filiale austriaca della multinazionale Baxter avrebbe inviato campioni del virus influenzale stagionale H3N2 inquinati con il virus vivo dell’aviaria H5N1 a svariati laboratori in tutto il mondo.
Il fatto è accaduto all’inizio dell’anno, ma solo a metà febbraio il laboratorio Biotest (Repubblica Ceca) si è accorto dell’inquinamento dopo la morte inspiegabile dei furetti su cui stavano facendo dei test con il materiale fornito dalla Baxter.
Il virus vivo dell’aviaria non sarebbe stato soltanto capace di causare una pandemia, ma avrebbe potuto incrociarsi con il virus stagionale con cui era mescolato, unendo l’alta infettività del H3N2 con il carattere letale del H5N1.
Dopo un lungo silenzio la multinazionale ha ammesso un inquinamento accidentale. Tuttavia sono in diversi a chiedersi se era veramente accidentale. Anche perché tutti sanno che una pandemia può svilupparsi solo se il virus dell’aviaria si combina insieme a un virus influenzale umano, perciò l’unica cosa a cui dovevano stare attenti era non mescolare i virus. I laboratori che maneggiano virus come quello dell’aviaria hanno misure e protocolli di sicurezza tali che è praticamente impossibile che “scappi” un virus.

Baxter International ha fatto sapere che la contaminazione è stato il risultato di un errore successo nel laboratorio di Orth-Donau, Austria. Christopher Bona, il direttore della comunicazione globale bioscientifica, ha affermato che il virus liquido non era un vaccino e che è stato sviluppato solo per motivi di sperimentazione.
Tutte le informazioni dettagliate che riguardano l'incidente sarebbero state consegnate alle autorità nazionali e agli organismi internazionali appropriati (ECDC e WHO).
Se si vuole essere un po' più smaliziati, fa pensare il fatto chela stessa Baxter ha ottenuto l’anno scorso dalla CE la pre-autorizzazione per il vaccino CELVAPAN che è il primo che permetterebbe in caso di pandemia di produrre un vaccino efficace in poco tempo, a differenza dei vaccini tradizionali che richiedono mesi.
Considerato che il virus dell’aviaria in Natura non vuol incrociarsi con un virus umano, forse qualcuno ha voluto favorirlo? Naturalmente il Celvapan verrebbe autorizzato subito in caso di pandemia.

In realtà qualcuno che aveva un buon numero di titoli della Baxter ha saputo dell’accaduto e temendo ripercussioni pesanti se la notizia fosse trapelata o peggio se fosse successo qualcosa di grave ha cercato di vendere, perciò le quotazioni sono scese.
E’ comunque strano: se muore un cigno in Turchia di presunta influenza aviaria ne parlano tutti i telegiornali del mondo, ma una multinazionale che diffonde il virus non fa notizia. Certamente bisogna riconoscere le buone intenzioni di chi ha oscurato il fatto: l’avranno fatto per evitare il panico collettivo, stanno sempre molto attenti a non turbare le anime!
Forse è meglio rinforzare il sistema immunitario perché prima o dopo qualche Frankenstein riuscirà a partorire il tanto atteso virus pandemico.
Fonte tratta dal sito .

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