martedì 25 agosto 2009

La terra avvelenata del Prosecco


Tre milioni di chilogrammi di fitofarmaci sparsi sulle colline del Prosecco in un solo anno, assieme a pesticidi e insetticidi già banditi dal Parlamento Europeo. L’allarme scattato anche dopo il ritrovamento di animali selvatici morti nell’area dei vigneti.
I giornali locali parlano di lunghe strisce gialle che solcano le colline, corrono sui campi, si inerpicano lungo strade sterrate. Nuvole che avvolgono terra e cielo, che penetrano in gola, bloccano il respiro e uccidono tutto ciò che incontrano, anche gli animali.
Il Corpo Forestale ha deciso di passare all'azione raccogliendo dati e soprattutto verificando la ricaduta ambientale di un uso tanto prolungato di diserbanti sui vigneti più pregiati della Marca. 

Nel 2007 nella sola provincia di Treviso sono stati venduti 3.100.855 kg di fitofarmaci. Un dato impressionante, che rispetto al 2006 ha perfino avuto un incremento del 4 per cento. Fra i principi attivi, dopo lo zolfo, il più usato è il “mancozeb”, utilizzato per combattere la peronospera della vite. Nell’Usl 7 ne sono state vendute circa 120 tonnellate; nell’Usl 8 circa 29; nell’Usl 9, 184. Peccato però che il 19 gennaio il Parlamento europeo abbia messo al bando questo prodotto, assieme ad altri ventuno pesticidi, perchè ritenuto pericoloso per l’uomo in quanto danneggia le ghiandole ormonali. Eppure a maggio in alcuni manifesti, affissi in vari paesi, con le comunicazioni circa i trattamenti da fare alle viti, campeggiava ancora proprio il nome “mancozeb”.
Dai dati Arpav si rileva come nel solo 2007, nella provincia di Treviso, siano state impiegate 55 tonnellate di Glyphosate e 8 tonnellate di Glufosinate ammonium. Anche questo è un prodotto recentemente messo al bando dalla Comunità Europea perché classificato come cancerogeno. Fra gli insetticidi (dopo l’olio minerale) il più usato è un altro principio attivo decisamente contestato: il “chlorphirifos”. Circa 3 tonnellate impiegate nell’Usl 7; più di mezza tonnellata nell’Usl 8 e quasi 7 tonnellate nella Usl 9.
Finora gli studi epidemiologici sembrano confermare che questi trattamenti sono più dannosi che salutari per le viti, altrimenti destinate a diventare vittime dei parassiti: mantenere un equilibrio fra cura e minacce resta il parametro fondamentale, ma intanto sotto i filari compaiono talvolta animali morti, mentre i Comuni non hanno ancora una normativa di riferimento.
Essendo i fitofarmaci generalmente costituiti da sostanze tossiche (in alcuni casi cancerogene), il loro uso massiccio determina rischi e pericoli per la salute umana e animale.
Fonte tratta dal sito .

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