mercoledì 5 agosto 2009

Recuperare l’acqua piovana

Nel nostro paese, l’acqua non manca ma è sprecata e mal utilizzata. Due esempi innovativi di recupero dell’acqua meteorica...
In Italia le le dispersioni dovute a perdite e malfunzionamenti della rete è pari al 27% dell’acqua che scorre nelle tubature pubbliche, con punte del 60-70% in Puglia.
Noi utilizziamo acqua potabile di qualità per usi impropri: solo il 6% ha un destino esclusivo per usi idropotabili, mentre il 94% è destinato ad usi diversi (igienicosanitari, lavaggi ed irrigazioni) per i quali si potrebbe invece utilizzare acqua di minor pregio con costi sensibilmente ridotti per la società e per l’ambiente.
Gestione dell’acqua piovana.
Per passare dalla difesa idraulica passiva della pioggia all’utilizzo dell’acqua come risorsa, è necessario aumentare le superfici permeabili, la raccolta e il riuso delle acque piovane. Un corretto convogliamento e utilizzo delle acque meteoriche riduce il depauperamento delle risorse idriche pregiate (riduzione dei prelievi), migliora la qualità delle reti di scarico riducendo la massa degli scarichi, abbassa i costi di sicurezza idraulica.
Accumulare l’acqua prima di farla defluire porta notevoli benefici:
- riduce fino a 1/10 la portata delle piene grazie alla laminazione delle acque in aree verdi;
- il 40% dell’acqua piovana può essere raccolta dai tetti;
- il 30-50% del consumo domestico può essere ridotto dal riuso delle acque;
- il recapito di acque pulite in fogna può essere notevolmente ridotto grazie ad invasi locali che consentono la ricarica delle falde acquifere e permettono il trattamentodi quantità maggiori di acque più inquinate provenienti da strade e parcheggi;
- il recupero dell’acqua in grandi vasche comporta l’esigenza di trattamenti biologici e pertanto è necessario recuperare i costi della gestione con il suo riuso.
Un esempio pilota.
Citiamo due casi dove l’acqua piovana non è stata trattata come rifiuto, ma è riportata dove naturalmente dovrebbe andare: alla terra. Si tratta della progettazione e realizzazione di due espansioni residenziali (nuove lottizzazioni) ubicate nel comune di Sant’Ilario d’Enza (Re), la cui amministrazione comunale, dimostrando una buona sensibilità in tema ambientale, ha previsto nel proprio piano regolatore generale che nelle zone di espansione le acque piovane debbano essere convogliate in un apposito invaso permeabile: 500 m3 di invaso per ogni ettaro di superficie impermeabilizzata........
Fonte tratta dal sito .

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