martedì 31 marzo 2009

Con quale multinazionale ci schieriamo?

Il dibattito sull’uso di OGM in Europa è spesso viziato dall’affermazione che se adottassimo questa tecnologia faremmo un piacere a Monsanto e Pioneer, e che quindi rifiutare tale tecnologia aiuti le piccole ditte sementiere (quali?).In realtà ai più sfugge una grande dote europea ossia quella di annoverare le prime tre multinazionali al mondo in quanto a fatturato per la produzione di agrofarmaci e pesticidi. La guerra commerciale degli OGM potrebbe quindi essere semplificata dicendo che da un lato ci sono i leader mondiali della produzione di semi biotech (Monsanto e Pioneer appunto) che cercano di commercializzare i loro semi i quali richiedendo meno trattamenti con pesticidi danneggiano le tre multinazionali dell’agrofarmaco europee (Syngenta, Bayer e BASF).Ma questa semplificazione regge fino ad un certo punto perche’ i grandi attori che agiscono a valle hanno anche essi pesantissime strategie commerciali e fatturati di almeno 10 volte superiori e questi sono le grandi catene della distribuzione del cibo. Negli schemi qui allegati (vedi file multinaz.) si nota come la prima azienda della distribuzione del cibo italiana, ossia COOP, pur avendo un fatturato quasi doppio a quello di Monsanto, non compare nemmeno tra le prime dieci leaders di mercato al mondo.
Illuminante al riguardo sono le affermazioni dell’ad di Syngenta a La Padania (vedi La Padania) che relega gli OGM nella categoria dell’agricoltura “irresponsabile” .
Queste posizioni sono emerse nel corso del recente forum di Confagricoltura a Taormina con i comunicati stampa che riportavano le posizioni di SAgRI, della Chiesa Cattolica, del On. Bersani e della Prof.ssa Levi Montalcini (allegato Velino Confagricoltura).
Infine alcuni dei temi sono stati sitetizzati in un articolo apparso sul Secolo XIX di Genova (allegato).
Fonte tratta dal sito .

lunedì 30 marzo 2009

Premio symbelmine


Il blog di CRISTIAN è stato premiato da ADELBLOG con il premio Symbelmine che riconosce l'attività informativa di altri blog. Ovviamente un grazie di cuore al mio amico ARIDE.

Le bollicine fanno crack


Il business delle acque minerali è agli sgoccioli? Forse sì. Questo indicatore è doppiamente interessante al tempo della crisi, se consideriamo che gli italiani detengono il primato mondiale di consumo di acqua minerale: 11 miliardi di litri imbottigliati all'anno (190 a testa).

Perché se da una parte sembrerebbe logico rifornirsi direttamente dal rubinetto di casa, dove sgorga un'acqua mediamente buona a un costo che si aggira attorno a 0,003 euro al litro, dall'altra bere «acqua del sindaco» ormai è diventato un comportamento virtuoso. Addirittura di moda: grazie alle campagne sociali contro lo sfruttamento dell'acqua pubblica da parte delle multinazionali, contro la moltiplicazione di plastiche da smaltire e contro l'inquinamento dovuto al trasporto delle bottiglie.In Francia, per esempio, dove le vendite di acqua minerale sono calate del 7,5% nel 2008, nei ristoranti le ordinazioni di acqua in caraffa sono aumentate del 15% (nel 1990 il 70% dei francesi si fidava dell'acqua del rubinetto, oggi l'85%). Il rallentamento dei consumi riguarda tutti i paesi dell'Unione europea e del nord America (i mercati emergenti, al contrario, sono sommersi da un mare di acqua minerale: + 20% nel 2008). Non per niente quello delle acque minerali è l'unico comparto del gruppo Nestlé che ha subìto una contrazione del fatturato nel 2008 (circa 6.260 milioni di euro, una diminuzione dell'1,6% rispetto al 2007).In Italia la situazione è peggiore, o migliore, a seconda dei punti di vista. Nestlé Water, che è proprietaria del 20% di tutte le acque minerali vendute nel nostro paese, parla di un calo che mediamente si attesta attorno all'1,7%. Sembra poco. Invece, dicono, la situazione è pesante perché la media sul piano nazionale nasconde cifre molto più preoccupanti a livello locale.In via Richard, il quartier generale milanese della multinazionale svizzera, chiamano il Veneto «la maglia nera dei consumi»: record del calo di vendite (quasi 9%), un dato che accomuna tutte le regioni del nord Italia, dove ha fatto breccia la politica dei consumi eticamente sostenibili; al sud, invece, dove la qualità dell'acqua del rubinetto spesso lascia a desiderare, gli italiani continuano a comprare acqua di marca. C'è un altro dato però che dice della crisi e non dei comportamenti virtuosi: «Ovunque si verifica un forte spostamento di consumi verso acque di primo prezzo», che sono la dannazione per una multinazionale come Nestlé che ha saputo «inventare» le acque minerali più famose del mondo. Una si chiama San Pellegrino, dà lavoro a 366 persone e nei migliori ristoranti degli Stati Uniti viene sorseggiata come fosse Barolo.Nonostante un 2008 chiuso in attivo (+ 7,7%), nei primi tre mesi del 2009 le bollicine più «in» d'Italia hanno subìto una perdita di fatturato del 15%. E il peggio, dicono alla Nestlé, dove hanno intenzione di tagliare un terzo del personale, deve ancora venire. Dagli Stati Uniti d'America, per esempio, che dal 23 aprile aumenteranno i diritti doganali su alcuni prodotti europei (dazi) come forma di ritorsione al divieto europeo di acquistare carne bovina americana agli ormoni.«Esportiamo il 25% di acqua San Pellegrino negli Usa - spiega Nestlé Water - e con l'aumento del 100% dei diritti di dogana noi saremmo distrutti. Non smetteremo di lottare contro questa decisione». Nella lotta tra titani (governi d'Europa versus la nuova amministrazione Obama), proprio in questi giorni si inseriscono i lavoratori del gruppo Nestlé che scioperano 8 ore, con presidio davanti alla sede milanese, per protestare contro il licenziamento di 282 dipendenti.

Fonte tratta dal sito .

domenica 29 marzo 2009

Beppe Grillo - La barilla e Nestlè

sabato 28 marzo 2009

Assemblea annuale degli azionisti Bayer: presentate le contromozioni

La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer ha presentato le contromozioni da introdurre all'assemblea annuale degli azionisti della Bayer, a Duesseldorf in Germania. La Coalizione e vari altri gruppi attivi in favore dell'ambiente e della giustizia sociale, discuteranno le proposte il 12 maggio. Gli argomenti principali saranno: la moria di api, i nuovi impianti a carbone sui siti della Bayer, i pesticidi pericolosi, il ruolo della Bayer nella crisi economica e gli sforzi della Bayer per bloccare i farmaci generici. La Bayer ha pubblicato le contromozioni sul suo sito web: www.asm2009.bayer.com/en/countermotions.aspx. Il testo integrale è riportato qui sotto.
Contromozione: le azioni del Consiglio Direttivo non vengono ratificate:
Motivazioni: nell'ultimo anno fiscale la Bayer ha nuovamente violato le regole della gestione aziendale responsabile. Il Consiglio Direttivo è responsabile di ciò. Ecco una selezione di esempi recenti:
L'inizio delle vendite dei pesticidi appartenenti a una nuova classe di sostanze chiamate neonicotinoidi, come l'imidaclopride e la clothianidina, è coinciso con forti morie di api, prima in Francia e in seguito anche in Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Polonia, Inghilterra, Slovenia, Grecia, Belgio, Canada, USA e Brasile. Le sostanze attive imidaclopride e clothianidina sono prodotte dalla Bayer e sono usate principalmente nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais. Le sostanze sono insetticidi sistemici, che si diffondono dal seme alla pianta arrivando fino al polline e al nettare e danneggiando insetti benefici come le api. A causa della loro elevata persistenza i neonicotinoidi possono rimanere attivi nel terreno per molti anni. Nel maggio del 2008, gli apicoltori nel sud della Germania, hanno riferito perdite dei due terzi delle loro api e alcuni di essi addirittura di tutti i loro alveari. Anche gli altri insetti sono diminuiti di numero. Gli esami eseguiti sulle api hanno evidenziato che il 99% di quelle esaminate mostrava un accumulo di clothianidina. La sostanza era stata applicata ai semi di mais dolce seminati lungo il Reno.Con vendite annuali per quasi 800 milioni di euro, l'imidaclopride e il clothianidina sono tra i prodotti più importanti della Bayer. Questa è la ragione per cui la Bayer si oppone ad ogni proibizione del loro uso, malgrado i seri danni ambientali (Ulteriori informazioni).
Malgrado la crisi economica, la Bayer intende aumentare il dividendo. È inaccettabile che i dipendenti siano costretti all'orario ridotto, alle ferie obbligate e a tagli del salario, mentre gli azionisti non contribuiscono in alcun modo alla soluzione dei problemi. Pagare oltre un miliardo di euri agli azionisti e, allo stesso tempo, lasciare che 5.500 dipendenti soffrano gli effetti della crisi, è cinico. Il Consiglio Direttivo deve essere costretto a rinunciare alle sue politiche orientate esclusivamente al profitto e deve adottare un modello di gestione ecologico e socialmente responsabile.
L'anno scorso la Bayer ha fatto causa al Governo Indiano presso l'Alta Corte di Nuova Delhi, per aver dato l'approvazione all'introduzione sul mercato del Sorafenib, un medicinale contro il cancro brevettato dalla Bayer. Al momento l'Ente indiano per la regolamentazione dei farmaci (DCGI) puo' dare l'approvazione all'introduzione sul mercato della versione generica di un farmaco anche se questo è coperto da brevetto in India. Gli esperti sostengono che l'approvazione in sé non costituisce una infrazione del brevetto e che la compagnia che produce il farmaco generico può essere eventualmente denunciata dopo il lancio del farmaco.Amit Sen Gupta, dell'organizzazione indiana Peoples Health Movement, afferma: "Il caso della Bayer può avere ripercussioni sull'accesso ai medicinali, non solo per i pazienti indiani, ma anche per i poveri in gran parte del mondo. Accettare la posizione della Bayer, significa avvallare standard di protezione dei brevetti anche più elevati di quelli richiesti dagli accordi TRIPS. La Bayer non cerca solo di salvaguardare i suoi diritti monopolistici, ma vuole anche stabilire un precedente di cui possano giovarsi altre multinazionali. In pratica ciò potrebbe significare ritardare l'ingresso sul mercato delle versioni generiche di farmaci salvavita.” (Ulteriori informazioni)
Ci sono stati parecchi incidenti gravi nella produzione di plastiche alla Bayer negli ultimi anni. Adesso la Bayer intende espandere significativamente la sua produzione di TDI e MDI nei suoi siti di Dormagen e Brunsbuettel. In entrambi i casi si intende usare il fosgene come prodotto intermedio. Il fosgene è un veleno mortale per inalazione che fu usato nella prima guerra mondiale come gas asfissiante. Sia i TDI che i policarbonati potrebbero essere prodotti senza l'utilizzo del fosgene. È l'unico modo per ridurre i rischi dei residenti nelle vicinanze e degli addetti, ma la Bayer non ha sviluppato la tecnologia al punto da poterla usare a livello produttivo. Poichè i nuovi impianti di questo tipo hanno una durata di circa 35 anni, la loro costruzione significherebbe dover convivere ancora per decenni con questo metodo di produzione ad alto rischio.
Il Gruppo Bayer continua sistematicamente a partecipare ad accordi illegali sui prezzi. Recentemente la Bayer ha pagato una multa di 97,5 milioni di dollari al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per aver versato commissioni illegali sulla vendita di apparecchi per la misurazione del livello di glucosio nel sangue. La Bayer aveva pagato undici distributori statunitensi di apparecchi per il monitoraggio del diabete perché offrissero solo prodotti della Bayer. I pagamenti venivano fatti passare come spese di pubblicità.La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer ha pubblicato una lista dei cartelli illegali in cui la Bayer è stata implicata (vedi http://www.cbgnetwork.de/2355.html). La lista, che è necessariamente incompleta, contiene informazioni sulle multe e sulla durata degli accordi illegali.
L'anno scorso la Bayer ha siglato un accordo di cooperazione con l'Università di Colonia nel campo della ricerca farmaceutica. Richard Pott, che fa parte del Consiglio Direttivo della Bayer, è stato addirittura eletto nel Consiglio dell'Università di Colonia malgrado la massiccia resistenza degli studenti. Poiché la Bayer si rifiuta di rivelare i contenuti dell'accordo di cooperazione con l'Università di Colonia, rimangono oscure le condizioni di questo e di molti altri accordi simili. Di conseguenza non si sa se in futuro gli studi farmacologici compiuti dall'Università di Colonia dovranno essere sottoposti al vaglio della Bayer prima di essere pubblicati, con la conseguente possibilità che vengano soppressi i risultati non graditi. Il rischio è che la scienza diventi completamente subordinata agli interessi economici.
Contromozione: Le azioni dei membri del Consiglio dei Supervisori non vengono ratificate :
Motivazioni: Il Consiglio dei Supervisori non compie adeguatamente le sue funzioni di controllo dell'attività del Consiglio Direttivo e perciò le sue azioni non possono essere ratificate. Ecco alcuni esempi di politiche aziendali irresponsabili che sono tollerate dal Consiglio dei Supervisori.
Secondo una valutazione dell'Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA), il glufosinato (prodotto dalla Bayer) comporta un alto rischio per i mammiferi. La sostanza viene classificata come reprotossica. Gli esperimenti sui topi in laboratorio hanno causato nascite premature, morti intrauterine e aborti. Studi giapponesi indicano che la sostanza può anche danneggiare lo sviluppo e l'attività del cervello umano. (Ulteriori informazioni).I membri del Parlamento Europeo hanno votato la messa al bando di 22 pesticidi classificati come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione. I permessi per queste 22 sostanze, tra cui figura il glufosinato, non verranno rinnovati.I pesticidi come il glufosinato, che si sono dimostrati pericolosi per la salute degli operatori, per i consumatori e per l'ambiente, devono essere immediatamente ritirati dal mercato. Il bando posto dall'Europa al glufosinato deve ripercuotersi anche sull'approvazione delle colture OGM. L'Unione Europea non deve più concedere permessi di coltivazione per piante resistenti al glufosinato.La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer chiede l'immediata messa al bando dell'erbicida glufosinato e la sospensione dell'approvazione alle colture resistenti al glufosinato.
Il giornalista Markus Breitscheidel ha lavorato in incognito come lavoratore a contratto per la Bayer Schering, ricevendo una paga oraria lorda di 6,24 Euri. Una simile miseria era imbarazzante anche per il suo supervisore, il quale non poteva però farci nulla poiché, come asseriva, i costi di produzione erano stati messi sotto enorme pressione dopo l'acquisizione da parte della Bayer. Inizialmente i lavoratori a contratto venivano assunti solo in situazioni speciali, ma ora rappresentano la maggioranza dei lavoratori dell'impianto di produzione. Molti lavoratori con impiego permanente sono stati licenziati e poi riassunti come lavoratori a contratto con paghe molto inferiori. Temendo la pubblicità negativa, la Bayer ha cercato di trarsi d'impaccio con un successivo aumento di paga a Markus Breitscheidel.
Assieme alla ditta Trianel, la Bayer vuole costruire una centrale elettrica a carbone a Krefeld-Uerdingen. Un impianto del genere emetterebbe in un anno 4,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, 4.000 tonnellate di anidride solforosa e 4.000 tonnellate di ossidi di azoto. Vi sono anche piani per la costruzione di una centrale a carbone sui siti della Bayer a Antwerp e Brunsbuettel. E' previsto l'uso di carbone importato per tutte e tre le centrali, il che significa che ci saranno ulteriori emissioni dovute al suo trasporto.Costruire questi distruttori di clima, significa introdurre impianti per la produzione di energia dannosi per l'ambiente la cui presenza si prolunga poi per periodi di svariati decenni. In questo modo la BAYER rinnega la sua coraggiosa promessa di voler "stabilire nuovi standard nella protezione del clima". Nel novembre scorso la Bayer ha organizzato una conferenza stampa sul tema della protezione del clima. Che ciò fosse solo apparenza, è evidente dal fatto che le previste centrali a carbone non sono state nemmeno menzionate (ulteriori informazioni)
Secondo uno studio recente, la Bayer è la Compagnia che immette sul mercato il maggior numero di pesticidi pericolosi. Nello studio effettuato da Greenpeace, sono stati valutati, sulla base di criteri ambientali e sanitari, i prodotti dei cinque maggiori produttori di sostanze chimiche per l'agricoltura che, insieme, coprono il 75% del mercato mondiale. Il 46% dei 512 pesticidi venduti da queste compagnie in tutto il mondo sono particolarmente pericolosi per l'uomo e la natura.
La Bayer mette in pericolo la salute dei pazienti con affermazioni promozionali disoneste sui prodotti farmaceutici. Per esempio, nell'autunno scorso la Bayer è stata redarguita dalla FDA (l'ente sanitario degli Stati Uniti) per la sua pubblicità su due prodotti a base di Aspirina. Il farmaco "Bayer Heart Advantage" veniva presentato come un farmaco che consentiva la riduzione dei grassi nel sangue e di conseguenza riduceva il rischio di problemi al cuore. Il "Bayer Woman's" era pubblicizzato come farmaco contro l'osteoporosi. Nessuno dei due farmaci era stato registrato per tali indicazioni. Lo scopo della Bayer nella sua pubblicità dell'Aspirina è quello di farla diventare un rimedio universale che è meglio prendere troppo spesso piuttosto che non sufficientemente spesso. In una campagna pubblicitaria recente, la Bayer descrive l'Aspirina come un "farmaco delle meraviglie". Gli effetti collaterali del prodotto, che possono essere seri o addirittura mortali, vengono spazzati sotto il tappeto. Invece, proprio per questi effetti collaterali, l'Aspirina dovrebbe essere presa regolarmente solo su indicazione del medico.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 27 marzo 2009

TERMO O CANCROVALORIZZATORI ?


Una lettera aperta (e finora non pubblicata dal primo destinatario) a firma di 50 medici e biologi italiani è stata inviata più di 2 settimane fa a “Repubblica”, ma nonostante le sollecitazioni non è stata pubblicata. I mittenti hanno deciso allora di inviarla a diversi giornali nella speranza di ottenere la visibilità richiesta.
La lettera è in difesa della dottoressa Patrizia Gentilini, letteralmente “aggredita” verbalmente dal presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi (oggi candidato sindaco, ) dopo che la Gentilini si era permessa di esprimere - da oncologa - il suo parere fortemente contrario agli inceneritori e termovalorizzatori (quelli che i medici di mezza Italia ormai chiamano più correttamente “cancrovalorizzatori”). [Fonte: chiaianodiscarica.it]
I moderni inceneritori sono tutt'altro che innocui. E' notizia di queste ore l'esito preoccupante delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi all'inceneritore di Montale a Pistoia.
Impianti di incenerimento sotto inchiesta della magistratura o comunque problematici sono all’ordine del giorno nel nostro paese: da Massafra a Terni, da Pietrasanta a Montale, da Collefferro a Modugno, fino al “famoso” inceneritore di Brescia - spesso portato ad esempio dai politici - che ha visto ben 18 aziende agricole dislocate in sua prossimità con il latte fuori norma per i valori di diossine e PCB.
Matteo Renzi sostiene l'incenerimento come pratica virtuosa per smaltire i rifiuti. Ciò vuol dire mistificare la realtà e ignorare studi allarmanti sull’alta incidenza tumorale nelle aree prossime ad inceneritori che riguardano non solo l’Italia, ma anche la Francia e l’Inghilterra («Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères» 2008 Secrétariat du Département santé environnement, Institut de veille sanitaire 12 rue du Val d’Osnes 94415 Saint-Maurice Cedex;“The Health Effects of Waste Incinerators” 4th Report of the British Society for Ecological Medicine Second Edition June 2008). [Fonte: viceversa.megablog.it]
Di seguito il testo completo della lettera .
Gent.mo Direttore,
nell’edizione di Firenze del suo giornale del 25 febbraio scorso è riportato l’articolo sull’apertura della causa civile per diffamazione intentato dalla dr.ssa Patrizia Gentilini nei confronti del presidente della Provincia di Firenze e candidato a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi. Nel corso di una trasmissione televisiva sui problemi dell’incenerimento dei rifiuti e dei possibili effetti sulla salute è emerso tutto il livore di chi, pur di difendere l’attuale gestione del problema, poco si cura del notevole incremento di malattie che potrebbero essere correlate con l’inquinamento ambientale: ci preoccupa, in particolare, il drammatico aumento (del 2% annuo: 20% in 10 anni!) dei tumori infantili (1). La dr.ssa Gentilini ha lavorato nel campo dell’oncologia pubblica per circa trenta anni, a stretto contatto con i malati e i loro familiari, dimostrando una professionalità ed una umanità indiscutibili. In ottemperanza all’art. 5 del Codice Deontologico dell’Ordine dei Medici, cui appartiene e di cui è referente per l’ambiente per l’Ordine di Forlì-Cesena, è da sempre impegnata per la Prevenzione Primaria, che trova nella difesa dell’ambiente il punto cruciale della tutela della salute pubblica. Come oncologa, ha rivolto particolare attenzione all’incremento della patologia neoplastica, anche in ragione del fatto che la letteratura specialistica internazionale ha documentato negli ultimi anni un allarmante incremento di quasi tutte le neoplasie, soprattutto nelle giovani età e nel sesso femminile . Esistono dati allarmanti che riguardano non solo l’Italia, ma anche la Francia e l’Inghilterra, che dimostrano l’alta incidenza tumorale nelle aree intensamente industrializzate e in particolare anche in quelle prossime ad inceneritori . Su problemi tanto delicati, che riguardano la salute pubblica e l’avvenire di tutti i cittadini e dei nostri figli, si deve dimostrare sempre e dovunque la stessa attenzione e la stessa preoccupazione da parte di tutti. Pur riconoscendo che si possano avere pareri differenti sulle soluzioni da adottare, sarebbe opportuno che chiunque rivesta ruoli istituzionali, prima di affrontare simili argomenti, si documentasse e imparasse a discuterne, specie in sedi pubbliche, con educazione, moderazione e senso di responsabilità. Il sig. Renzi, invece, non ha soltanto affrontato problematiche tanto delicate e complesse con incredibile leggerezza, ma si è addirittura permesso di usare toni ingiuriosi e sprezzanti, nei confronti di una seria e stimata oncologa. Il breve elenco bibliografico al termine di questa lettera, è dedicato al sig. Renzi perché possa iniziare a documentarsi: potrà trovare, se lo vorrà, amplissima documentazione scientifica sull’argomento.
I medici e biologi firmatari di questa lettera non si limitano a esprimere piena solidarietà nei confronti della dr.ssa Gentilini, per incoraggiarla a proseguire in un impegno che è anche il loro, ma invitano tutti i colleghi e gli uomini di scienza a ricordare le accorate parole del prof. Tomatis, uno dei maggiori oncologi e ricercatori europei, recentemente scomparso, che a proposito della prassi irresponsabile di bruciare i rifiuti, ha dichiarato pubblicamente: “Le generazioni future non ce lo perdoneranno”. Caro Direttore tramite il suo giornale rivolgiamo questo invito a riflettere sui preoccupanti problemi dell’ambiente non solo ai suoi lettori, ma soprattutto ai politici ed agli amministratori del nostro territorio sempre piu’ devastato da uno sviluppo vorace e inquinante. Crediamo utile porgere questo appello soprattutto a chi si candida al ruolo di primo cittadino di una grande città, ricordandogli che tra i doveri specifici di un sindaco dovrebbe esserci quello di tutelare la salute dei propri concittadini oltre che di ascoltarli sempre con attenzione e rispetto.
La ringraziamo per lo spazio e l’ascolto che ci ha voluto accordare.
Fonte tratta dal sito.

giovedì 26 marzo 2009

Ormoni nell'acqua minerale in bottiglia




Un team di tossicologi tedeschi, su incarico del Ministero dell'Ambiente, ha dimostrato la presenza di contaminazioni ormonali nelle bibite in bottiglia. In particolare nelle acque minerali nelle comode bottiglie in pet. Estrogeni in concentrazioni simili a quelle delle acque di scarico!
L'acqua minerale è contaminata con ormoni simili a estrogeni e progesterone, gli ormani sessuali femminili. Lo ha dimostrato uno studio di un team di scienziati di Francoforte, commissionato dal Ministero dell'Ambiente tedesco.
Tra le 20 bottiglie di acqua minerale esaminate ben 12 si sono rilevate così contaminate, che secondo i ricercatori, dal punto di vista della carica ormonale, "sono equiparabili alla qualità delle acque reflue in uscita dai depuratori". La ricerca ha anche dimostrato che la carica ormonale nell'acqua delle bottiglie in PET (in Germania molto meno diffuse che in Italia) è doppia rispetto a quella nelle bottiglie in vetro. Il motivo potrebbe risiedere nella contaminazione di additivi utilizzati per le materie plastiche come gli sbiancanti.
"Sapevamo che i generi alimentari possono venire contaminati con alcuni ormoni" hanno dichiarato i ricercatori. "Un esempio prominente è il bisfenolo A che fuoriesce dai policarbonati a contatto con alcuni cibi, ma ci siamo accorti che abbiamo a che fare con una molteplicità di componenti chimiche di carica ormonale". Gli studiosi hanno così monitorato il comportamento delle acque non in relazione ad un unica sostanza, ma a tutta "l'attività ormonale".
I tossicologi non sono ancora in grado di rispondere alla domande se la contaminazione di estrogeni possa rappresentare un rischio per la salute, perché ci vorrebbe uno studio specifico sull'assorbimento e la metabolizzazione nel corpo umano. Insomma manca la parte B, che indaghi anche sugli effetti biologici. Gli scienziati, si sa, sono molto rigorosi e prima di fare un affermazione, rispondono con dei numeri precisi. Speriamo che qualcuno finanzi questa ricerca.
Ognuno intanto farà le sue considerazioni preliminari.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 25 marzo 2009

I veri nemici della Rete


L'ONG Reporters sans Frontières ha redatto un interessantissimo (ed allarmante) rapporto intitolato "I Nemici di Internet" la cui lettura vi consiglio vivamente. Oltretutto il "gioco di concetti" dell'immagine in copertina vale da solo un intero discorso.
Sono 12 i paesi "Nemici di Internet" presentati in questo report: Arabia Saudita, Burma, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Corea del Nord, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam. Sono elencati poi altri 11 paesi definiti "sotto osservazione" per gli stessi motivi: Australia, Bahrain, Belarus, Eritrea, Malaysia, Corea del Sud, Sri Lanka, Thailandia, Emirati Arabi, Yemen, Zimbabwe. Per ogni paese sono forniti i dati ed una scheda con i fatti che hanno portato alla sua selezione.
Anche semplicemente scorrendo questi due elenchi si notano cose... che danno da pensare: vi sono inclusi il paese più popolato della terra (Cina), una enorme democrazia di lunga data (Australia), il più ricco (Emirati Arabi), quello con la più alta percentuale di utenti Internet (Corea del Sud), un paio di potenze nucleari e tre paesi così poveri che il salario medio mensile è di 40 dollari o meno.
Sono convinto che tutti i lettori del rapporto (incluso me) abbiano subito scorso velocemente l'elenco per vedere se la nostra Italia vi compariva. Verificata l'assenza molti avranno tirato un piccolo sospiro di sollievo, qualcuno forse con una puntina di perplessità. Tutto questo merita certamente un approfondimento.
L'introduzione al report recita testualmente: "Internet rappresenta la libertà, ma non dappertutto. Con il pretesto di proteggere la morale, la sicurezza nazionale, la religione e le minoranze etniche, perfino il potenziale spirituale, culturale e scientifico della nazione, molti stati ricorrono al filtraggio del web per bloccare alcuni contenuti. I Governi non si fanno scrupoli di permettere ai loro cittadini solo una connettività parziale".
Ma allora perché l'Italia non è elencata? Pratica la censura della Rete estesamente ed in maniera obbligatoria per tutti i motivi sopraelencati, inclusi lo sterminio dei pedoterrosatanisti e il mantenimento dello Stato nella posizione di unico biscazziere telematico.
Scorrendo nuovamente l'elenco si può notare che nella maggior parte di questi paesi non molti vorrebbero andarci a vivere. Perché? Perché c'è molta povertà, i diritti civili sono negati, manca il lavoro, per le strade ci sono criminali e ronde. Come in Italia insomma, quantitativamente assai meno ma come in Italia.Bisogna considerare che il punto di vista di RSF è centrato sulle problematiche legate alla stampa ed alla comunicazione. È logico quindi che la loro classifica "privilegi" paesi in cui un giornalista non può proprio lavorare, o lavorando tema che quello che sta battendo a macchina possa domani farlo sparire.
Ma per i cittadini della Rete, che vedano o meglio che vogliano vedere quello che succede in Italia, il giudizio non può che essere uno. In questo elenco ci saremmo dovuti essere anche noi, perché tutti i fatti ed i fenomeni presenti in questi 23 paesi esistono, anche se in uno stadio di sviluppo più arretrato ed embrionale anche nel nostro paese, alla faccia della democrazia, della Costituzione, delle elezioni, dell'appartenenza all'UE...
È la situazione che Ingmar Bergman fa descrivere a Vergérus nel dialogo finale de L'uovo del serpente: "Il mio esperimento è come un abbozzo di ciò che avverrà nei prossimi anni. Tuttavia (è) nitido e preciso, proprio come l'interno dell'uovo di un serpente. Attraverso la sottile membrana esterna, si riesce a discernere il rettile già perfettamente formato".
La situazione della Rete in Italia è estremamente compromessa: una struttura di network che si avvia ad essere completamente censurabile, una sovrastruttura legale che rispolverando i reati di apologia permette arbitrii manzoniani, un folto gruppo di satrapi che sventolano cappi per i cattivi abitanti della Rete, ed una folla di Eloi che danzando da un portale ad una comunità sociale vivono una vita spensierata.
Lo fanno perché non hanno niente da nascondere?
Lo fanno perché sono furbi e mettono in Rete solo cose poco importanti?
Lo fanno perché credono che la libertà possa essere mantenuta dalla "protezione" di un governo paternalistico?
Lo fanno perché si accontentano di "panem et circenses"?
Qualunque sia il motivo, la festa sta finendo, particolarmente nei paesi privi sia di risorse che di solide radici democratiche, e quando ce ne sarà bisogno l'uovo si schiuderà con perfetto tempismo. Ed allora nell'elenco dei Nemici di Internet anche l'Italia avrà un posto di riguardo.
Fonte tratta dal sito .

martedì 24 marzo 2009

Basta edulcoranti, torna lo zucchero

Dopo 30 anni di processi, negli Stati Uniti torna alla grande lo zucchero, che sta sempre più sostituendo i dolcificanti artificiali accusati di provocare danni alla salute.
Ne parla con rilievo il New York Times, rilevando che lo zucchero è entrato di nuovo nella composizione di prodotti alimentari di grande consumo. Dalla salsa di pomodoro di Pizza Hut alla nuove Pepsi Natural, dai piatti surgelati del colosso ConAgra ai popolari condimenti per insalata, i cosiddetti 'dressing', della Kraft. A guidare la nuova svolta salutista degli americani è ancora una volta la First Lady Michelle Obama. Non coltiva canna da zucchero nell'orto della Casa Bianca che ha appena inaugurato, ma ha fatto chiaramente sapere che le figlie non consumano prodotti a base di edulcoranti artificiali. La Food & Drug Administration statunitense (Fda, che dà il via libera a medicinali e additivi alimentari) si è poi soffermata sullo zucchero e sul fruttosio da mais, affermando che sono ambedue da considerare prodotti naturali. Secondo gli esperti citati dal Ny Times, sia lo zucchero sia lo sciroppo di fruttosio ottenuto dal mais sono composti da glucosio e fruttosio, ma nello sciroppo la percentuale di fruttosio è superiore del 5% circa. Le conseguenze non sarebbero irrilevanti, viene fatto notare: il fruttosio viene metabolizzato dal fegato con effetti non troppo dissimili da quelli provocati da un consumo eccessivo di alcol.
Fonte tratta dal sito.

lunedì 23 marzo 2009

Due bimbi italiani su Atomoxetina progettano il suicidio: l'AIFA tace

In Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno manifestato idee suicidarie. Nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema psicofarmaci e bambini, l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ritenuto di informare tempestivamente la cittadinanza. Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Incomprensibile silenzio, l’agenzia avrebbe dovuto emettere sollecitamente un comunicato, ma nessuno è stato informato di questi gravi fatti, d’interesse soprattutto per le famiglie con figli in cura con queste molecole”. Lo Strattera® nuovamente sul banco degli imputati: in Inghilterra nel periodo di monitoraggio 130 tentativi di suicidio. A pagina sette dell’ultimo numero del “Bollettino di farmacovigilanza AIFA” l’Agenzia Italiana del Farmaco informa circa le idee suicidarie di due bambini, una bimba piemontese di 9 anni, ed un bimbo sardo di 10 anni. Entrambi i minori erano in trattamento nel 2008 con atomoxetina (nome commerciale “Strattera”®, psicofarmaco prodotto dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly), la bimba da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi. Il bambino è stato ricoverato in ospedale con diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione suicidaria”, e successivamente dimesso dopo una terapia specifica, mentre per quanto riguarda la bambina non vi sono attualmente notizie circa l’esito finale della vicenda.

“E’ sconcertante – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica – che l’agenzia del farmaco non abbia emesso un comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di informare la cittadinanza, ma renda noto ciò che accaduto solo mesi e mesi dopo: lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo agitati e distratti, nonostante siano noti i gravi profili di rischio di questa molecola. Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto, nel rispetto della privacy delle due famiglie coinvolte, permettere agli altri genitori di maturare scelte equilibrate al riguardo, conoscendo pro e contro di questi trattamenti”. In un documento dell’agenzia di controllo sanitario inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) reso noto su richiesta del giornalista investigativo svedese Janne Larsson, si riportavano già a fine 2005 ben 130 rapporti su tentativi di suicidio da parte di pazienti trattati con Strattera®, oltre a 760 rapporti per problemi cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico e circa 20 rapporti per suicidi effettivi. Il colosso farmaceutico Eli Lilly in origine cercò senza successo di far approvare Strattera® dalla Food & Drug Administration USA come antidepressivo, per poi riciclarlo come trattamento per l’Adhd, la Sindrome di Iperattività e Deficit di Attenzione, con significativi profitti finanziari (circa 665 milioni di dollari di giro d'affari annuo). Da allora, si sono succeduti diversi avvisi urgenti della FDA relativi alla potenziale induzione al suicidio dell’atomoxetina, qualora somministrata ad organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è mai stata rimossa dal mercato. L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che hanno maturato progetti suicidari, dichiara anche che “l’insorgenza di ideazione suicidaria sembra essere significativamente più frequente nei bambini in terapia con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il motivo per cui – ha concluso Poma – nonostante le ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo psicofarmaco, riconosciute anche dall’AIFA, l’organismo di controllo non intervenga chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata revisione dell’autorizzazione al commercio di questa molecola, come già sollecitato anche in più occasioni da esponenti del nostro Parlamento”.

Fonte tratta dal sito .

domenica 22 marzo 2009

Gruppo Bilderberg, alcuni partecipanti italiani almeno una volta dal 1982 ai summit internazionali

sabato 21 marzo 2009

Alieni ed Ufo... quello che non può essere detto...



venerdì 20 marzo 2009

documentario John Titor



giovedì 19 marzo 2009

Scorie nucleari: da Obama no al sito unico

Il budget di Obama boccia il progetto del sito di stoccaggio unico di Yucca Mountain e per il segretario di Stato all'energia "non è un opzione da considerare". La soluzione del problema scorie negli Usa è più lontana che mai. Un duro colpo per l'industria dell'atomo.
Oltre ai costi che aumentano e all’esclusione dal pacchetto stimolo dei fondi di garanzia per costruire le centrali, arrivano altri problemi per il nucleare americano. Obama lo aveva detto in campagna elettorale e lo ha confermato nel primo documento di programmazione economica: il deposito nazionale per le scorie di Yucca Mountain non si farà e infatti il budget presentato la settimana scorsa taglia quasi tutti fondi destinati al progetto.
Il futuro del controverso sito di stoccaggio nazionale sembra dunque essere segnato. Yucca Mountain, una montagna di roccia vulcanica a 100 chilometri da Las Vegas, in Nevada, fin dagli anni '80 è stato candidato a deposito nazionale, ma un parere concorde della comunità scientifica non è mai arrivato. Nel 1987 fu il Congresso a individuarlo come sito predestinato, nel 2000 Clinton fermò il progetto, due anni dopo l’amministrazione Bush lo riprese e accellerò con determinazione. Nel 2005 un carteggio riservato tra geologi dell’U.S. Geological Survey reso pubblico parlava di falsificazione dei dati e riaccendeva i dubbi sull’idoneità del sito, che sarebbe soggetto a infiltrazioni d’acqua che porrebbero rischi d’inquinamento per le falde acquifere. Nel 2006 i tecnici del Department of Energy avevano approvato il progetto, ma la popolazione del Nevada, per il 60% contraria al deposito, non è mai stata tranquilla.
Ora, nel budget proposto, Obama ha lasciato al progetto solo i fondi sufficienti affinché la Nuclear Regulatory Commission completi il suo studio e dia un parere tecnico sul sito e il segretario per l’energia Steve Chu ha dichiarato pubblicamente che Yucca Mountain non è più un’opzione da tenere in considerazione. Sembra dunque improbabile che il sito nel deserto del Nevada accolga le 700 mila tonnellate rifiuti radioattivi americani a partire dal 2020, come era in programma. Il materiale radioattivo resterà invece con ogni probabilità ancora per molto stoccato presso le centrali, dove è fermo da decenni.
I 10,4 miliardi di dollari spesi finora per trovare un posto ai rifiuti del nucleare americano dunque finora non sono serviti a nulla. Anzi, adesso, riporta il New York Times, c’è il rischio che i gestori delle centrali facciano causa al Governo federale, chiedendo altre decine di miliardi di dollari per i costi sostenuti per lo stoccaggio, causati dall’incapacità del governo di individuare un sito adatto. La legge, infatti, ha già riconosciuto all’industria nucleare rimborsi per un miliardo di dollari perché il governo non ha tenuto fede all’accordo siglato in passato, di prendersi in carico le scorie entro il 1998. Ora è probabile che le compagnie dell’atomo chiedano indietro anche i 22 miliardi pagati al DOE per individuare un sito e non ancora spesi.
Il governo Obama dovrà cercare un’altra via d’uscita, se non la troverà una futura amministrazione potrà tirare in ballo nuovamente Yucca Mountain. Quello che è certo è che il problema delle scorie negli Usa, dopo 50 anni, oggi è più lontano che mai da una soluzione. Un duro colpo che va ad aggiungersi ai molti problemi di un’industria che sta pensando di costruire adesso le prime centrali dopo più di trenta anni.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 18 marzo 2009

Laser e fusione nucleare "Ecco l'energia del futuro"


SE è da tempo che bazzicate l'ambiente di chi si occupa di energie rinnovabili, vi sarà capitato di sicuro di ascoltare storie inverosimili. Di sentir parlare, per esempio, di qualcuno che ha inventato e messo a punto nel proprio garage un processo col quale trasformare il carbone in carburante vegetale, e qualcun altro che in cantina tiene nascosta un'anatra che aziona nell' acqua una ruota che gonfia un pallone che alimenta una turbina che crea sufficiente elettricità per illuminare e riscaldare la cuccia del cane.
Se bazzicate ancor più a lungo questo ambiente vi capiterà altresì di sentirvi raccontare che tra altri dieci o dodici anni inizieranno a essere una realtà commercializzabile le automobili alimentate a idrogeno e l' energia ottenuta da fusione termonucleare controllata.
Se mi avessero dato dieci centesimi di dollaro ogni volta che ho ascoltato una di queste previsioni, avrei potuto acquistare uno space shuttle personale. Non deve pertanto stupire granché il fatto che gli scettici spesso affermino che l' energia ottenuta da fusione termonucleare controllata o le automobili alimentate a idrogeno sono lontane nel tempo "almeno altri 20 anni, e così continuerà a essere per sempre".
E se questa volta le cose andassero differentemente? E se ci fossero dieci anni appena o poco più a separarci da un impianto energetico a fusione nucleare alimentata a laser, in grado di garantirci tutta l'affidabilità del carbone senza produrre tutto il diossido di carbonio, tutta la pulizia dell' energia eolica e solare senza doversi preoccupare che il Sole non splenda e che il vento scarseggi, e tutta la potenza del nucleare senza le scorie? Questo sì che sarebbe un cambiamento rivoluzionario. Ci siamo arrivati?
Questo è l'interrogativo che mi affascina e mi ossessiona da quando ho visitato il National Ignition Facility - (Centrale nazionale di fusione nucleare a confinamento inerziale, in sigla Nif) - completato di recente presso il laboratorio nazionale di Lawrence Livermore, 80 chilometri da San Francisco. Il Nif è una struttura finanziata dal governo costituita da 192 laser giganteschi in grado di produrre 50 volte l' energia ottenuta dai precedenti sistemi di fusione laser. Si trova in un edificio alto dieci piani e delle dimensioni di tre campi da football, ed esternamente è poco appariscente, passa pressoché inosservata per essere la sede di un'immensa foresta interna di raggi laser, con ogni probabilità assai simile a quella che doveva essere la sala motori della navicella spaziale Enterprise di Star Trek.
Ho iniziato la visita all'impianto in compagnia del direttore del Nif, Edward Moses, che mi ha mostrato una minuscola microcapsula delle dimensioni di una pillolina. All'interno di questa una pellet di plastica - non più grande di un grano di pepe - attendeva di essere riempita di idrogeno congelato. Il Nif funziona nel seguente modo: i 192 laser concentrano in contemporanea tutta la loro energia su una medesima camera-bersaglio che assomiglia vagamente a un gigantesco batiscafo sferico di acciaio, del tipo di quelli solitamente adoperati per esplorare gli abissi oceanici.
Al centro di questa camera-bersaglio è collocata la capsula dorata con il suo pellet di idrogenocongelato. Una volta che una di queste pellet è riscaldata e compressa dai laser, raggiunge temperature superiori agli 800 milioni di gradi Fahrenheit, "molto più della temperatura interna del Sole" specifica Moses. Cosa ancora più importante, ciascuna pellet surriscaldata emana una vampata di energia che può essere incanalata per riscaldare sale liquido e produrre enormi quantità di vapore in grado di alimentare a loro volta una turbina e creare elettricità per le nostre abitazioni, proprio come fa oggi il carbone, con la differenza che questa energia sarebbe a emissioni zero di anidride carbonica, disponibile in tutto il globo, sicura, affidabile e integrabile senza soluzione di continuità alla rete elettrica esistente.
Lunedì della settimana scorsa, alle 3 di notte, per la prima volta, tutti i 192 laser ad altissima energia sono stati diretti in contemporanea (cosa non da poco di per sé) verso il centro - vuoto - della camera-bersaglio. Si è trattato del primo passo decisivo verso "l'accensione", in grado di trasformare il pellet di idrogeno in un Sole in miniatura sulla Terra. La prossima fase - che il Nif prevede di portare a compimento entro i prossimi due-tre anni - consentirà di dimostrare che è effettivamente possibile, in laboratorio, rivolgere ripetutamente i suoi 192 laser verso molteplici pellet a idrogeno e produrre così più energia di quanta ne serva ad alimentare i laser stessi, ottenendo quello che si definisce un "guadagno energetico".
"È a questo che si riferiva Einstein" mi spiega Moses "quando dichiarò che E è uguale a mc2: servendoci dei laser possiamo produrre enormi quantità di energia da minuscole quantità di materia".Quando nei laboratori si sarà dimostrato di poter ottenere un guadagno energetico da un sistema a laser di questo tipo, il passo successivo (se si potrà contare su finanziamenti governativi e privati) consisterà nel costruire un impianto energetico pilota a fusione controllata per poter dimostrare che ogni società energetica locale potrà munirsi di un proprio Sole in miniatura su base commerciale. Un impianto di questo tipo verrà a costare circa dieci miliardi di dollari, la medesima cifra necessaria alla costruzione di una nuova centrale nucleare.
Non so se si riuscirà a portare a compimento una cosa del genere. Molti scienziati sono scettici, essendo davvero molto difficile arrivare alla fusione nucleare in laboratorio e a un guadagno energetico effettivo. So però che il pacchetto di stimoli del presidente Obama ha dato un impressionante impulso alle energie rinnovabili. Dobbiamo dunque continuare a lavorare a ogni forma possibile di energia, da quella solare a quella geotermica a quella eolica. Oltre a ciò, però, dovremo essere pronti a puntare su soluzioni innovative e potenzialmente rivoluzionarie. Al ritmo attuale delle nostre odierne tecnologie, senza soluzioni rivoluzionarie e innovative, il cambiamento del clima avrà la meglio su di noi.
Ebbene sì: per qualche tempo ancora avremo bisogno del carbone, ma faremmo bene a non inseguire la chimera di poter utilizzare un giorno un "carbone pulito", nel momento stesso in cui il nostro futuro in realtà dipende già oggi dalla nostra capacità di creare tecnologie radicalmente nuove, in grado di rimpiazzarlo una volta per tutte.
Fonte tratta dal sito .

martedì 17 marzo 2009

Global warming: catastrofe in anticipo


Il MIT pubblica le nuove previsioni sull'andamento del global warming, sei anni dopo le ultime. La febbre del pianeta potrebbe salire molto più di quello che si credeva, per una reazione a catena tra cause ed effetti. Se non si tagliano le emissioni sono molto probabili aumenti della temperatura sopra i 5°C a fine secolo.
Peggio di quello che si era previsto. Il Massachussets Institute of Technology, il prestigioso MIT, svela le sue nuove proiezioni sul cambiamento climatico (vedi allegato). Rispetto all’ultimo studio fatto dall’istituto stesso nel 2003, ma anche nel confronto con gli scenari elaborati dall’International Panel on Climate Change, il riscaldamento prospettato è più alto. Se nel 2003 prevedeva per fla ine del secolo un aumento medio di 2,4 gradi centigradi, ora il MIT parla di 5,1 gradi in più.
A far ritoccare al rialzo le previsioni, il perfezionamento del modello climatico e dei parametri che vi vengono immessi. Ad esempio si è considerato meglio l’effetto raffreddante svolto da alcune eruzioni vulcaniche nelle seconda metà del 20° secolo e si è rivisto il sistema di calcolo della crescita del Pil mondiale. Risultato: difficilmente l’aumento sarà sotto i 2,4 gradi previsti dallo scenario IPCC A1F1, quello cioè in cui danni del global warming sono limitati ad un livello gestibile.
Nel nuovo modello approntato dal MIT l’assorbimento di CO2 degli oceani è più lento, i feedback sul clima continentale più accentuati, le emissioni più alte, e minore il raffreddamento dovuto alle particelle sospese in atmosfera. “Questi diversi fattori – spiegano gli scienziati – anziché sommarsi l’un l’altro hanno un effetto moltiplicatore, con le conseguenze che diventano cause, portando a un incremento sorprendente delle probabilità di temperature molto più alte”. All’aumentare della concentrazione di gas serra, cioè corrisponderebbe un aggravarsi sempre più rapido del cambiamento climatico.
Dallo studio esce una quantificazione probabilistica che dovrebbe guidare le scelte da fare per evitare rischi peggiori. Le conclusioni sono sintetizzate efficacemente in un grafico, chiamato “greenhouse gamble” e che potremmo tradurre con “la roulette dell’effetto serra”: due diagrammi a torta in cui sono rappresentate le diverse probabilità degli aumenti di temperatura in 2 scenari, quello “policy”, in cui le emissioni vengono contenute, e quello “no-policy”, in cui invece non si fa abbastanza per ridurre i gas serra.
Nella migliore delle ipotesi, cioè lo scenario “policy”, in cui si ipotizza che si contenga la CO2 sotto le 550 parti per milione al 2100, le probabilità che il riscaldamento resti al di sotto dei 2 gradi a fine secolo sono comunque solo il 20%, ma sarebbe più facile evitare di superare i 3 gradi: solo il 10% delle probabilità indica un aumento tra i 3 e i 4 °C. Ben peggiore la prospettiva dello scenario “no policy”: tenersi al di sotto non dei 2, bensì dei 3 gradi sarebbe statisticamente quasi impossibile (probabilità inferiori all’1%) e, quel che è peggio, la fetta più grande parla di aumenti sopra i 5 gradi, con un inquietante 10% delle possibilità di aumenti superiori ai 7. Come è risaputo, secondo l’IPCC solo stando al di sotto dei 2 gradi si potranno evitare le conseguenze peggiori del global warming. Un aumento sopra ai 6 gradi produrrebbe, invece, conseguenze talmente catastrofiche da non essere minimamente prevedibili.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 16 marzo 2009

Fazzoletti profumati pericolosi? Ci mancava anche questa!


Ne sentivamo proprio il bisogno di un altro prodotto tanto pubblicizzato quanto potenzialmente pericoloso!
Come riporta il sito dell’associazione altroconsumo, i nuovi fazzoletti Tempo Complete Care si presentano come ideali per il raffreddore. Profumati con alcune gocce di naturale olio di eucalipto promettono di lenire gli arrossamenti al naso e favorire la respirazione. Oltre all’eucalipto (di cui però parleremo fra poco) ci sono anche altri ingredienti chimici e tossici (??!!).
Sono due sostanze chimiche considerate emollienti (di cui una è un derivato petrolifero: petrolatum mineral oil) e quattro sostanze chimiche profumanti che possono provocare allergie (hexyl cinnamal, limonene, hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyd, buthylphenyl methylpropional).E la cosa simpatica è che sulla sulla confezione troviamo l’avvertenza “evitare il contatto con gli occhi”. Cosa certo molto facile dato che il naso e gli occhi distano almeno 25 centimetri e che poi i fazzoletti non si usano di solito anche per le lacrime. Se non fosse tragico stare ridendo a crepapelle.
Per quanto riguarda l’olio essenziale di eucalipto sebbene sia un prodotto naturale è stato segnalato dall’agenzia francese per la sicurezza dei prodotti cosmetici come potenzialmente nocivo per i bambini al di sotto dei tre anni di età (possibili effetti neurologici) ed infatti in Francia ne è stato vietato l’utilizzo come ingredienti nei prodotti dedicati ai bebè.
Su altroconsumo ne scosigliano l’acquisto, come dargli torto?
Fonte tratta dal sito .

domenica 15 marzo 2009

Cancro Ieri e Oggi

sabato 14 marzo 2009

H.A.A.R.P.: l'arma più distruttiva che sia mai stata inventata


Proponiamo alcuni estratti da un articolo scritto da Alessio Di Benedetto ed intitolato Angeli, non suonate quest'arpa. Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche. Occorre ricordare che impianti simili, altrettanto potenti, sorgono anche altrove, in Svezia, Russia, Francia, Italia... Lo studio di Alessio Di Benedetto è un contributo fondamentale, poiché dovuto ad un esperto nel campo delle frequenze: l'autore, infatti, è docente di Storia ed estetica musicale presso il conservatorio di Foggia. Ha scritto numerosi libri di argomento musicale, in cui spazia dalla storia antica alla fisica, dalla simbologia alle scienze di frontiera. Le sue numerose pubblicazioni hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico. Chi meglio di Di Benedetto dunque, abituato a disquisire di armoniche, frequenze, vibrazioni... può comprendere i veri fini di H.A.A.R.P.? Il testo illumina, con mirabile chiarezza e sulla base di investigazioni scientifiche, la relazione tra risonanza Schumann, la pulsazione naturale della Terra, e l'inquinamento elettromagnetico.
E’ doveroso ringraziare ancora una volta il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta che ci ha segnalato l’articolo. Validissimo ricercatore, animato dal sincero desiderio di verità, al Dottor Ginatta vanno i nostri attestati di stima per la sua abnegazione e per il suo disinteressato sostegno.
L'uomo materialistico, assetato di potere e di odio per il mondo ed il creato, ha messo a punto un sistema di distruzione del Canto della Terra, la cui voce risuona alla frequenza di 7,83 htz. Ci riferiamo al Progetto H.A.A.R.P., un vero e proprio piano di manipolazione mentale, per controllare il nostro modo di pensare. Esso è stato realizzato dai poteri forti statunitensi attraverso l'emissione nell'atmosfera di segnali sonori molto bassi (infrasuoni) che interferiscono con il flusso di onde analoghe irradiate dal cervello umano. Non dimentichiamo che, dal punto di vista della Fisica vibrazionale, tutti i processi biologici dipendono dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Qualsiasi attività umana organica e vitale pulsa in risonanza con la frequenza Schumann. La nostra stessa salute dipende dall'accordo con siffatto suono. L'alterazione artificiale di cui è fatta oggetto questa frequenza della Terra ci impedisce di sognare, di fantasticare, d'inventare, di stare in pace con noi stessi e con gli altri.
[...] Il cervello emette onde che, nello stato di veglia, funzionano all'incirca tra 13 e 33 hertz (onde Beta) o che durante lo stato di meditazione profonda variano tra 3 e 7 hertz. Le onde Alfa (7-12 hertz) si sprigionano nel dormiveglia o in una condizione meditativa leggera. Infine vi sono le onde Gamma (34-60 hertz) che sono preposte a collegare tempo e spazio a livello neuronale e ad interrelare la realtà in quanto interpretazione complessiva (memoria e coscienza). L'uomo è il prodotto di un'interferenza d'onda generata tra il suo campo elettrodinamico e la risonanza di cavità Schumann. Il cervello umano è un complicatissimo congegno ricetrasmittente. Ne consegue che le turbolenze geomagnetiche causate da H.A.A.R.P. e dall'innalzamento della temperatura terrestre (provocato anche dalle scie chimiche, n.d.r.), provocano disturbi mentali e del comportamento. L'elettrosmog potrebbe oggi causare cambiamenti evolutivi incontrollabili e distruggere alcune specie viventi nonché scatenare attacchi cardiaci, tentativi di suicidio, crimini efferati...
La cassa di risonanza Terra-Ionosfera subisce delle modulazioni naturali derivanti dalle macchie solari, dal ciclo lunare, dalle maree che variano lo spessore risonante della biosfera. Progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta.
L'innalzamento della risonanza Schumann deriva da immissioni di reti elettromagnetiche artificiali e di cluorofluorocarburi che stanno distruggendo l'ecosistema vibrazionale terrestre. Nulla a che vedere dunque con la ventilata elevazione della coscienza planetaria.
[...] Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un'intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati:
- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;
- provocare terremoti;- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;
- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;
- eseguire la tomografia della Terra;
- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;
- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.
La ionosfera è simile ad una sottile pelle protettiva contro le particelle ad alta energia che viaggiano verso la Terra dal Sole. Dan Eden ricorda che persino un buco temporaneo o uno strappo in questo campo ionizzato potrebbe produrre delle mutazioni genetiche e persino la morte. Alcuni scienziati temono pure che la ionosfera potrebbe collassare per uno squilibrio elettrico.
[...] Siamo perciò di fronte ad una delle armi geofisiche il cui potere devastante non ha confini e che è in grado di produrre alluvioni o siccità, esplosioni radianti a qualsiasi altitudine e sotto la crosta terrestre, provocando terremoti di qualsiasi entità.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 13 marzo 2009

Ogni italiano produce 550 kg di spazzatura all'anno. Il totale per l'UE è di 250 miliardi di kg di rifiuti l'anno!


Ogni cittadino italiano nel 2007 ha prodotto 550 chilogrammi di rifiuti, una quantità leggermente superiore alla media europea di 522. Quasi la metà dei rifiuti urbani - il 46%, per l'esattezza, dei rifiuti italiani vengono portati in discarica, e un terzo viene destinato al trattamento biodegradabile attraverso il compostaggio.
Una percentuale quest'ultima di tutto rispetto: la seconda nell'UE dopo quella dell'Austria, secondo i dati appena pubblicati da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea. Sono al contrario nettamente inferiori, attorno all'11% ciascuna, le percentuali relative all'incenerimento in termovalorizzatori e al riciclaggio.
Per rifiuti urbani si intende non solo il materiale di scarto domestico, ma anche tutti gli scarti prodotti da uffici e piccole imprese presenti sul territorio urbano, che siano inclusi nel sistema di smaltimento municipale, mentre non sono compresi gli scarti provenienti da agricoltura e industria.
In alcuni paesi, specialmente quelli dell'Europa centro-orientale entrati da poco nell'UE, la discarica costituisce la destinazione quasi esclusiva dei rifiuti: in Bulgaria questo è l'unico mezzo di smaltimento esistente, e la situazione è pressoché analoga in altri Paesi come la Lituania, la Polonia, la Romania o Malta, dove questa percentuale supera il 90%. Opposta la situazione nei Paesi del Nord Europa, in cui l'utilizzo delle discariche è ormai quasi sparito, per lasciar spazio a sistemi più "intelligenti" e anche compatibili con la salute pubblica e la tutela di ambiente e paesaggio. In Germania soltanto un chilo di spazzatura su cento finisce in discarica, mentre quasi la metà del totale (46%) viene riciclata, e oltre un terzo bruciata nei termovalorizzatori. Simili percentuali si registrano in Danimarca, dove gli inceneritori eliminano oltre la metà dei rifiuti, in Olanda e in Svezia. I termovalorizzatori, invece, non esistono ancora in molti paesi di recente adesione nell'UE: Bulgaria, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania e Slovenia, ma anche Irlanda e Grecia.
Quanto ai valori assoluti di produzione di rifiuti per persona, il record spetta alla Danimarca, dove ogni cittadino produce in media 801 chilogrammi all'anno: ben oltre i due kg al giorno. Sopra i 700 chili a testa ci sono Irlanda e Cipro. Sono invece i Paesi di nuova adesione all'UE quelli con i dati inferiori, ben al di sotto della media comunitaria di 522 kg: in Repubblica Ceca si arriva a 294 kg all'anno per persona, e si resta al di sotto della soglia di un chilo per persona al giorno anche in Polonia e Slovacchia.
Ma il dato che fa riflettere di più è forse quest'ultimo: moltiplicando i chili pro capite per la popolazione europea (circa 480 milioni di persone) si ottiene la cifra di 250 miliardi di chilogrammi di spazzatura prodotti nell'Unione europea ogni anno. Chi scrive non sa il nome dell'unità di misura che serve per definire una quantità simile, ma anche cosi la portata della questione della gestione e del trattamento di tale quantità sembra evidente.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 12 marzo 2009

I nuovi cacciatori


La Natura non serve. Meglio il cemento e le doppiette a sedici anni per sterminare i pochi animali selvatici in circolazione. La LIPU ha esaminato il disegno di legge Orsi e l'ha comparato alla legge di protezione della fauna esistente. Franco Orsi del PDL dovrebbe chiamarsi "Big Hunter" o "Il Figlio di Boss(ol)i". Dovremmo introdurre le ronde per vigilare sui parlamentari. Ogni giorno cercano di rendere la nostra vita più miserabile. Riporto, tra le tante ricevute, una mail sul disegno di legge Orsi.
"Il disegno di legge del senatore Franco Orsi: una lista di orrori senza fine. Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi. Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Ecco la lista degli orrori:
- Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
- Scompare la definizione di specie superprotette. Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.
-Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione. Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
- Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi.
-700 mila imbalsamatori. I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
-Mortificata la ricerca scientifica. L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica , oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.
-Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili. Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette! Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!
- Licenza di caccia a 16 anni. Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!
- Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.
- Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!
-Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
-Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!
- Ridotta la vigilanza venatoria. Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
- Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa .
Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook. Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita."Testo disegno di legge Franco Orsi (PDL) confrontato con la legge esistente, dal sito della LIPU .
1. Contattate i componenti della Commissione Territorio e Ambiente del Senato che devono discutere la legge Orsi.
2. Inviate una mail con la vostra opinione e/o suggerimenti sulla legge a Franco Orsi .
3. Partecipate al gruppo su Facebook .
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 11 marzo 2009

California del Sud in fiore e finalmente tornano le api


Dopo anni di allarme, gli insetti si sono ripresentati in massa nei campi fioriti. E allevatori, agricoltori ed esperti tirano un sospiro di sollievo. Einstein avrebbe detto: "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita".
BUONE notizie dagli Stati Uniti: nella California del Sud, ricoperta ora di campi e alberi fioriti, sono tornate le api; proprio lì dove avevano iniziato a scomparire tre anni fa facendo preoccupare ambientalisti ed esperti climatici. Un allarme esteso anche all'Europa, che non aveva risparmiato neppure l'Italia, dove nel giro di un anno la popolazione delle api si è dimezzata.
Nel 2006 negli Stati Uniti fu lanciato il primo grido d'allarme perché gli insetti si erano presentati all'appuntamento con la primavera a ranghi molto ridotti: dal 30 al 50 per cento in meno. I fiori si seccavano e cadevano dagli alberi, gli agricoltori erano disperati e gridavano alla catastrofe. Ci fu chi citò la frase attribuita ad Einstein: "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita".
Fatti i conti, fino al 2010.Ora, a tempo quasi scaduto, il pericolo sembra scongiurato. Questa primavera, di fronte ai miliardi di fiori sbocciati si sono inaspettatamente schierate intere divisioni di api operaie pronte a fare il loro dovere fino in fondo e a salvare, così, il mondo, l'umanità, ma soprattutto il ricchissimo mercato delle mandorle californiane, pari all'80 per cento delle mandorle di tutto il mondo.
La ragione per cui siano tornate rimane un mistero, come ancora non si è chiarito il motivo della loro scomparsa: si è parlato degli ogm, dell'inquinamento, dell'effetto serra, dei pesticidi e dei cellulari. Una ricerca commissionata dalla Fao conclude: "per la maggior parte dei tipi di impollinatori i dati a lungo termine della popolazione sono insufficienti, ed incompleta è la conoscenza della loro ecologia di base". Tradotto: non si sa. Forse ha ragione chi ha fatto notare in questi anni che si può parlare di una serie di fattori incrociati, dall'insorgere di alcune epidemie negli alveari al fatto che in California le api si nutrono sempre degli stessi nettari (mandorle e grano), il che le ha alla lunga debilitate.
Sul ritorno in massa delle api potrebbe aver influito, in modo indiretto, anche la crisi economica. Tra agosto e dicembre i prezzi delle mandorle sono crollati del 30 per cento, gli agricoltori hanno tagliato i costi e si sono messi a dar loro la pastura alle api autoctone senza "assumerne" di stagionali. Ne hanno migliorato la dieta, così, ed aumentato il numero, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti.
Fonte tratta dal sito .

martedì 10 marzo 2009

La catastrofe ogm in Argentina


Con la diffusione massiccia della soia transgenica, è stato introdotto il glifosfato, potente erbicida inventato dalla Monsanto e prodotto da altre ditte. Si moltiplicano i casi di tumori infantili, malformazioni congenite, problemi renali, dermatiti e problemi respiratori. La ONG Grr chiede di sospendere le irrorazioni.
Dicevano che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi e che avrebbero risolto il problema della fame nel mondo. La realtà però è un altra.
Un esempio su tutti l'Argentina, dove durante gli anni del neoliberismo sfrenato, mezzo territorio agricolo è stato venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica.
Secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via.
Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, essendo scaduto il brevetto, prodotto da più ditte.
Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.
GRR ha intervistato decine di medici rurali e abitanti dell’interno argentino e questi sarebbero i risultati tanto che dalla ONG si afferma: “La prima cosa da fare è una moratoria delle fumigazioni”. Ma il governo argentino con molta difficoltà può prendere delle decisioni in un territorio sul quale, dalla notte neoliberale, ha una giurisdizione molto limitata.

In Argetnina per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia, esportate verso Cina, India e Stati Uniti, e che sono una delle prime voci dell’export del paese, vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Sembrava facile piantare tutto a soia in un territorio pianeggiante e con un’agricoltura altamente meccanizzata. Fu così che dagli anni ’80 in avanti la soia rubò sistematicamente spazio ai boschi, all’allevamento e ad altre coltivazioni. Se la Monsanto nega che il glifosfato sia tossico, dalla GRR si risponde che il glifosfato è il principale agente usato per le fumigazioni dei campi di coca in Colombia ed Ecuador e anche in quei casi ci sono denunce per gravi conseguenze sull’uomo.

Secondo la denuncia di GRR, raccolta da IPS: “E’ necessario sospendere le fumigazioni almeno in base al principio di precauzione”. Ma accettare tale precauzione vorrebbe dire per l’Argentina mettere in crisi completamente il modello agro esportatore.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 9 marzo 2009

SE NON STIAMO ATTENTI CON LA SCUSA DELLA CRISI...


Per creare il debito servono molti meno capitali di quelli che si mettono in circolazione. Vediamo come funziona il sistema...
"La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere.”Amschel Mayer Rothschild (1773).
I Rothschild, che hanno quell'interessante punto di vista su come farci indebitare, hanno, in tre secoli, costruito un impero economico, con 40 uffici in 30 paesi e una posizione di leadership in tutte le maggiori operazioni di finanza straordinaria nel Vecchio Continente.I Rothschild sono “alleati” ad altre banche che fanno parte della Federal Reserve americana, della BCE europea e delle varie banche centrali di ogni singolo Stato. Oltre ai Rothschild nelle principali istituzioni bancarie mondiali ci sono i Warburg, i Morgan della JP Morgan, i Rockefeller, gli eredi Goldman Sachs, i Lazard, i Kuhn Loeb e i misteriosi proprietari della Israele Moses Seif of Italy.
Questi ipermiliardari più che subire la crisi economica la governano, assieme ad altri personaggi come Warren Buffet, a cui la crisi ha permesso recentemente di entrare in Goldman Sachs con 5 miliardi di dollari, o a Michael Burry, dell'hedge fund Scion Capital Llc, che ha guadagnato sino al 400% sui mutui ad alto rischio. O come John Paulson, che tramite Credit Opportunities, ha scommesso sul crollo dei mutui subprime e ha guadagnato il 550%, per passare poi a personalità come Kyle Bass che per conto dell'hedge fund texano Hayman, che gestisce i due fondi Capital Master e Subprime Credit Strategy, ha realizzato dai derivati il 570%. Nel club dei “baciati dalla crisi” c'è anche Jim Melcher, di Balestra Capital, che ha guadagnato cifre esorbitanti da hedge fund come Harbert Management, Mkp e Passport.
Per arrivare a Andrew Lahde, 37enne che con il suo hedge fund Lahde Capital Management in un anno ha incassato un bottino del 1.000%, e nel chiuderlo ha ringraziato con una lettera gli “idioti” che l'hanno aiutato a farsi ricco e ha inneggiato alla legalizzazione della marijuana.Questi soggetti economici non hanno beneficiato di una fortuna insperata, ma hanno attivamente controllato lo svolgersi di questa crisi finanziaria, con lo scopo di arrivare ad aumentare la concentrazione della ricchezza raccolta nelle loro mani.
Come abbiamo visto nella citazione di Amschel Mayer, i Rothschild e i loro sodali, sanno da secoli che chi controlla il debito circolante nel mondo, ne diviene il padrone e può decidere di fatto delle politiche di ogni singolo Stato grazie al controllo capillare esercitato sui Parlamenti, i partiti e i media, tramite strutture come la Massoneria, il Bilderberg, la Trilateral Commission, l'Aspen, i Rotary, i Lions, l'Opus Dei e le varie mafie.
Per creare il debito servono molti meno capitali di quelli che si mettono in circolazione: questa rete di banchieri, infatti, è la più abile utilizzatrice della tecnica bancaria conosciuta col nome di riserva frazionaria, che altro non è che un moltiplicatore del credito. È grazie a questa tecnica, trasferita nei sistemi finanziari, dilatata oltre ogni ragionevole misura che si è potuto indebitare ogni abitante di questo pianeta e molte generazioni future.
Vediamo brevemente come funziona.
In un sistema a riserva frazionaria diversa dal 100%, la banca può accreditare denaro in quantità superiori ai depositi che effettivamente ha, ma deve possedere del contante come contropartita ai soldi che gli vengono versati. In Europa la riserva frazionaria è allo 0% per le seguenti passività: depositi con durata prestabilita superiore a due anni; depositi rimborsabili con preavviso superiore a due anni; pronti contro termine; titoli di debito emessi con durata prestabilita superiore a due anni. È al 2% per ogni altra passività prevista dal regolamento 1745/2003 della BCE.
Quando la riserva è pari al 2% la banca può prestare fino al 98% del capitale depositato, cioè 98 centesimi per ogni euro versato. La somma di tutti i prestiti generati da un primo nuovo deposito risulterà un multiplo del primo deposito, ma di valore inferiore. Si parla pertanto di moltiplicatore monetario che agisce a livello di sistema bancario e non, come molti erroneamente credono, a livello di singola banca: a fronte di una percentuale di riserva al 2%, il sistema bancario può arrivare a prestare fino a 50 volte il deposito iniziale.
L'espansione del credito assicura tassi di crescita per un periodo anche decennale, ma inevitabilmente porta a crisi di sovrapproduzione o a crisi dovute ad insolvenza delle imprese alla scadenza dei debiti, a cui segue un eccesso di moneta prestata che continua a circolare, non corrisposta da una ricchezza reale, causa a sua volta d'inflazione e calo della domanda.
Ma quali sono le ragioni prioritarie che muovono questi gangster in tight e fiore all'occhiello? Reperire da tutti noi, grazie a queste tecniche, quelle risorse necessarie alla riconversione del sistema produttivo su scala planetaria, che oggi deve iniziare obbligatoriamente dalla ristrutturazione delle fonti energetiche e dal sistema dei trasporti, con una particolare urgenza per il settore automobilistico. Tutta questa riconversione ha comunque al proprio interno una visione geopolitica precisa gli Stati Uniti devono rimanere centrali per ogni politica futura e i poteri forti del mondo sono i più fedeli esecutori del motto del giovane Tancredi che nel Gattopardo comunica al principe Don Fabrizio della sua decisione di unirsi ai piemontesi: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!" E ovviamente per realizzare ciò devono scompaginare la politica di ogni Stato, con le buone (corruzione) o cattive (guerra) per far credere al mondo che sono in corso grandi cambiamenti. Ma per realizzare i loro piani devono avere un presidente degli Usa che sia il fedele esecutore delle nuove direttive. Non dobbiamo dimenticare mai che la borghesia è una classe che ha una visione pragmatica e amorale. E quindi può far dire delle cose bellissime in campagna elettorale ai suoi due candidati e fargli fare esattamente il contrario subito l'elezione.
Quali sono le priorità strutturali che muovono le scelte di questi poteri forti?
In questa fase storica il petrolio, che dovrebbe essere un bene di tutta l'umanità, ma di fatto posseduto da una oligarchia, sta scemando e siccome le nuove forme di produzione di energia - solare, eolico, idrogeno - producono maggiore libertà ed autonomia delle classi subalterne e degli Stati, occorre per i Rothschild e compari, arrivare rapidamente alla gestione di tali fonti, privatizzando, dopo l'acqua, anche la Luna, il Sole e il vento. Anche nel nostro Paese i Rothschild e soci, hanno il controllo di società legate alle fonti di energia come Eni e Edison. Lo stesso Angelo Moratti, il fondatore della dinastia italiana di petrolieri, era una creatura economica dei Rockefeller, da contrapporre al troppo autonomo Enrico Mattei.
Nel campo delle fonti energetiche si è aperta una lotta senza esclusione di colpi, per accaparrarsi anche l'elio-3 che si trova in abbondanza sulla Luna. Come ha affermato Ouyang Ziyuan dell'Accademia delle Scienze cinese, scienziato a capo del Programma Chang'e per l'esplorazione della Luna, che tramite tre voli annuali pensa di ottenere una fonte di elio-3, da cui trarre combustibile per generare energia.Anche la compagnia spaziale russa RKK Energiya ha annunciato che prevede di estrarre elio-3 dalla Luna entro il 2020, oppure dalle giganti gassose. Forse l'India ha battuto tutti sul tempo perché il 22 ottobre, è partita la spedizione lunare Chandrayaan 1, che ha lo scopo di mettere le mani su quella fonte energetica.
Altro terreno di lotta all'interno dei poteri forti è quella relativa al controllo e allo sfruttamento degli idrati di metano che sono presenti negli abissi oceanici e nei sedimenti dei fondali oceanici. Le stime attuali parlano di milioni di miliardi di metri cubi di gas metano presente negli idrati di metano sia delle aree continentali - polari e sub-polari - sia marine - abissi oceanici- e ciò corrisponde a circa il doppio del metano equivalente di tutti i depositi fossili conosciuti, carbone, petrolio e gas naturale.
Ma tutta questa competizione costa, richiede risorse enormi, e dove andare a prendere i soldi per queste loro operazioni? Dalle tasche dei proletari di tutto il mondo, sottraendoci i nostri risparmi e i nostri investimenti nei fondi pensione, cioè il nostro futuro.Per il controllo dei loro pozzi di petrolio, degli oleodotti e dei gasdotti hanno organizzato le ultime guerre, dai Balcani all'Iraq, all'Afghanistan. Nel nostro Paese i Rothschild si sono infilati in Finmeccanica, società strategica attraverso la quale si decidono la politica delle Forze Armate del nostro Paese (guarda caso inviate in Afghanistan) e che risucchia le maggiori risorse finanziarie riservate alle imprese.
L'Afghanistan poi è il più grande produttore mondiale di oppio, che da sempre è un gigantesco affare per i capitalisti, grazie all'intreccio perverso che si crea tra banche e malavita nel riciclaggio del denaro ricavato da questa attività criminale, usata dai banchieri come elemento di controllo sociale e devastazione delle classi subalterne. L'enorme quantità di denaro che produce l'oppio, consente a questa Spectre di costruire strutture parallele agli Stati per le operazioni “coperte”, utili per destabilizzare Nazioni non ancora cadute sotto il loro controllo ed eliminare, se necessario, politici scomodi.
Dopo l'oscuro attentato dell'11 Settembre 2001 nasce la “lotta” al terrorismo planetario, il nemico invisibile gestito dal miliardario Osama bin Laden. Ultima trovata della Spectre dei banchieri-petrolieri-assicuratori per imporre l'assioma lotta di classe = terrorismo, e per applicare politiche antiproletarie su tutto il pianeta.
Questa casta di moderni pirati planetari ha sempre avuto una visione oligarchica della politica e dell'economia e hanno le mani ben salde nella Federal Reserve americana, motore della politica e delle scelte strategiche Usa, che era così composta sino all'anno scorso: Banca Rothschild di Londra, Banca Rothschild di Berlino, Banca Warburg di Amburgo, Banca Warburg di Amsterdam, Lehman Brothers di Parigi, Banks Israel Moses Seif of Italy, Lazard Brothers di Parigi, Goldman Sachs di New York, Banca Kuhln Loeb di New York, Chase Manhattan (Rockefeller) di New York.
Tra l'altro questo gruppo di potere attraverso matrimoni e parentele ha reso la Fed e le altre Banche centrali un affare di famiglia, che si apre anche alla Cina.
Il 17 di settembre 2008 Bank of China, la terza banca più importante della Cina, ha acquisito il 20 per cento de La Compagnie Financiere Edmond de Rothschild per 236,3 milioni di euro. Con questa transazione i cinesi, che hanno nelle mani la quota più grossa del debito Usa, hanno passato un'enorme somma ai Rothschild che, in questo modo implicitamente ammettono che vedono nell'Asia e nei governi poco democratici di quelle aree degli interlocutori con cui fare affari. Ed infatti i due soggetti hanno lanciato anche una collaborazione in Francia e in Cina .
Inoltre i padroni della FED con la riverniciatina che si sono dati con l'elezione del loro nuovo presidente Barak Obama, potranno, grazie alla rapina di risorse avvenuta in tutte le Borse del mondo, fare una politica di sviluppo sociale e tecnologico negli Stati Uniti, ridare credibilità internazionale a questo Paese per arrivare in un secondo tempo ad aggredire l'Iran, probabilmente con armi atomiche, e destabilizzare ulteriormente l'area a favore dello Stato fasciosionista Israele.
Si sa per esperienza secolare che la guerra, distruggendo, consente al sistema capitalistico, con la ricostruzione, di rimettere in movimento l'economia in crisi di sovrapproduzione. Inoltre come afferma il sito francese Europe 2020, entro l'estate 2009, questo gruppo di potere potrebbe mettere a segno un vero golpe finanziario, approfittando di «un week-end prolungato o di una chiusura amministrativa di banche e Borse sul territorio americano per più giorni», instaurare un New-Dollar, per cui i creditori degli Stati Uniti scopriranno «che i loro Buoni del Tesoro US e i Dollari US non valgono più che il 10%».
Questo potrebbe essere il detonatore per un'instabilità planetaria capace di innescare uno scenario da terza guerra mondiale.Del bisogno di una nuova moneta planetaria parla anche Joseph E. Stiglitz, su La Stampa del 21 novembre, dove riprende l'idea del Bancor, moneta pensata agli inizi del secolo scorso dal barone britannico John Maynard Keynes, per far uscire da un ciclo economico negativo il sistema finanziario angloamericano.
Come tutti gli economisti borghesi il cui compito principale è quello di far uscire dalle secche il sistema capitalistico, e come fece Keynes ai suoi tempi, la critica di Stiglitz non mette in discussione il modo di produzione capitalistico, ma cerca soluzioni, tutte interne al sistema stesso, aumentando la concentrazione dei poteri in pochi soggetti, ritenendo finita nell'era della globalizzazione l'epoca degli Stati nazionali.
Keynes scriveva nel 1936 come contributo agli economisti tedeschi e a tre anni dalla presa del potere di Adolf Hitler, nella sua Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, che la sua Teoria «si adatta assai più facilmente alle condizioni di uno Stato totalitario» che non alle «condizioni di libera concorrenza di prevalente laissez faire».Stiglitz è l'economista più in linea con la politica di Obama, ma soprattutto in linea con quel disegno preparato da quella cerchia ristrettissima che siede nella FED, che vuole un Nuovo Ordine Mondiale, come ha affermato esplicitamente James Warburg nella riunione del Senato americano del 17 febbraio 1950: «Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no. La sola questione che si pone è di sapere se questo governo mondiale sarà stabilito con il consenso o con la forza».
Una forma moderna di fascismo globale. Dove si può anche votare, ma non si può mettere in discussione il modo di produzione e il modello sociale che ne deriva. Quindi si vota ma sotto il rigido controllo da parte di una élite di individui che è di fatto 'unica padrona della formazione dello spirito critico dei cittadini, che vengono costantemente disinformati ed emotivamente suggestionati, grazie al controllo del sistema mediatico e scolastico, in modo da predisporli alle soluzioni politiche più consone ai bisogni del gruppo al potere.
In conclusione tutti coloro che hanno sbandierato la vittoria di Barak Obama come un evento positivo e di portata storica, senza far comprendere che questa elezione è in linea con la politica dei poteri forti che hanno bisogno di un cambiamento, come afferma Stiglitz, o sono ignoranti o sono in malafede, in quanto ci vendono il presidente degli Stati Uniti come l'espressione di una reale democrazia. Gli Stati Uniti sono una repubblica, dove il presidente eletto giura sulla Bibbia, e il presidente di uno Stato che giura su un testo religioso con la democrazia ha poco a che fare.
Il presidente con quell'atto giura di fare solo gli interessi degli Stati Uniti, alimentando nelle classi subalterne il nazionalismo e l'illusione nel proletariato americano che servire, sino al sacrificio della propria vita quel Paese sui vari fronti di guerra, potrà ricavare benefici per sé e la propria famiglia e di aver accesso alla scalata sociale, il “sogno” americano. Ma il sistema americano funziona come il gioco d'azzardo, per uno che vince e si afferma, sino a diventare presidente degli Usa, tutti gli altri perdono.
E' comunque evidente che in una fase come questa, di crisi economica e di ristrutturazione del sistema, non ci devono essere per la borghesia Usa, estese lotte sociali, quindi dovranno dare qualche contentino e un po' di Stato sociale. Ma i costi di questi miglioramenti verranno scaricati completamente su ogni cittadino del mondo che vedranno ridursi drasticamente le politiche sociali nel proprio Paese, perché oltre a mantenere la propria borghesia avrà sulle proprie spalle anche quella della nazione più forte.
Negli Usa sino a quando non rinascerà una vera coscienza di classe e i proletari non smetteranno di identificarsi con gli interessi dei banchieri e dei vari capitalisti, l'umanità intera sarà costantemente a rischio.Possiamo e dobbiamo uscire da questa situazione di crisi internazionale con un rafforzamento della solidarietà umana e un netto indebolimento della cultura della competizione. Politica che deve tradursi in un'azione capace di costruire in tempi rapidi un soggetto politico nazionale ma con un respiro Internazionale che sia l'espressione degli interessi storici, politici, ideologici del moderno proletariato.
Tra gli obiettivi che dobbiamo raggiungere è quello di nazionalizzare le banche, trasformandole in meri uffici pubblici che distribuiscono la carta moneta stampata dalla Banca centrale e corrispondente alla produzione reale di beni.
Trasformazione delle Borse, da luoghi di speculazione in luoghi di investimento di risorse per lo sviluppo di progetti e brevetti di pubblica utilità. Le valutazioni sugli investimenti devono essere decise dai lavoratori, dagli studenti, dai ricercatori e dai cittadini che collegati telematicamente possono decidere in modo democratico quale priorità dare alla ricerca e all'investimento produttivo da fare. Vince la gara colui che ottiene il maggior consenso. Agganciare le polizze-auto a criteri meritocratici. Facendo diventare la polizza, per chi non fa incidenti, per almeno dieci anni, un'integrazione alla pensione. Non si capisce per quale ragione l'assicurazione si deve tenere i soldi di un cittadino che non ha procurato alcun danno. La politica sulla casa deve essere completamente rivista, partendo dal fatto che i suoli di una nazione non sono privatizzabili ma appartengono alla collettività e possono essere solo dati in concessione d'uso. Portando in questo modo il valore delle case e dei mutui a parametri non speculativi. Le case, se non ci sono eredi, ritornano di proprietà pubblica e vengono ricollocate secondo parametri di utilità sociale. Le fonti energetiche sono da considerare un bene universale, come l'acqua, l'informazione, la terra, l'aria, la salute, il lavoro, la scuola, il cibo e non possono essere privatizzate o fonte di speculazione.
Comunque per chi ha scarsa memoria o ha venduto l'anima per trenta denari o non ha fatto buone letture possiamo dire che Marx, lo scienziato comunista, scriveva nel “Capitale”, capitolo 24: “Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro.
Quindi l'accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra (1694). La Banca d'Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all'otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal Parlamento a battere moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un'altra volta al pubblico in forma di banconote. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito, fabbricata dalla Banca d'Inghilterra stessa, diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l'altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all'ultimo centesimo che aveva dato".
Per concludere, i borghesi in passato ci hanno usato per rovesciare i nobili e per fare le loro rivoluzioni, oggi ci vogliono usare per scaricarci i costi sociali della crisi del loro sistema capitalistico.E' ora di dire basta e pensare ad una società diversa per noi e i nostri figli: egualitaria, solidale e che distribuisca, secondo necessità, il prodotto interno lordo e che sia in grado di produrre in modo compatibile con l'ambiente.
Fonte tratta dal sito .