Il dibattito sull’uso di OGM in Europa è spesso viziato dall’affermazione che se adottassimo questa tecnologia faremmo un piacere a Monsanto e Pioneer, e che quindi rifiutare tale tecnologia aiuti le piccole ditte sementiere (quali?).In realtà ai più sfugge una grande dote europea ossia quella di annoverare le prime tre multinazionali al mondo in quanto a fatturato per la produzione di agrofarmaci e pesticidi. La guerra commerciale degli OGM potrebbe quindi essere semplificata dicendo che da un lato ci sono i leader mondiali della produzione di semi biotech (Monsanto e Pioneer appunto) che cercano di commercializzare i loro semi i quali richiedendo meno trattamenti con pesticidi danneggiano le tre multinazionali dell’agrofarmaco europee (Syngenta, Bayer e BASF).Ma questa semplificazione regge fino ad un certo punto perche’ i grandi attori che agiscono a valle hanno anche essi pesantissime strategie commerciali e fatturati di almeno 10 volte superiori e questi sono le grandi catene della distribuzione del cibo. Negli schemi qui allegati (vedi file multinaz.) si nota come la prima azienda della distribuzione del cibo italiana, ossia COOP, pur avendo un fatturato quasi doppio a quello di Monsanto, non compare nemmeno tra le prime dieci leaders di mercato al mondo.
Illuminante al riguardo sono le affermazioni dell’ad di Syngenta a La Padania (vedi La Padania) che relega gli OGM nella categoria dell’agricoltura “irresponsabile” .
Queste posizioni sono emerse nel corso del recente forum di Confagricoltura a Taormina con i comunicati stampa che riportavano le posizioni di SAgRI, della Chiesa Cattolica, del On. Bersani e della Prof.ssa Levi Montalcini (allegato Velino Confagricoltura).
Infine alcuni dei temi sono stati sitetizzati in un articolo apparso sul Secolo XIX di Genova (allegato).
Fonte tratta dal sito .
martedì 31 marzo 2009
Con quale multinazionale ci schieriamo?
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lunedì 30 marzo 2009
Premio symbelmine
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Le bollicine fanno crack
Il business delle acque minerali è agli sgoccioli? Forse sì. Questo indicatore è doppiamente interessante al tempo della crisi, se consideriamo che gli italiani detengono il primato mondiale di consumo di acqua minerale: 11 miliardi di litri imbottigliati all'anno (190 a testa).
Perché se da una parte sembrerebbe logico rifornirsi direttamente dal rubinetto di casa, dove sgorga un'acqua mediamente buona a un costo che si aggira attorno a 0,003 euro al litro, dall'altra bere «acqua del sindaco» ormai è diventato un comportamento virtuoso. Addirittura di moda: grazie alle campagne sociali contro lo sfruttamento dell'acqua pubblica da parte delle multinazionali, contro la moltiplicazione di plastiche da smaltire e contro l'inquinamento dovuto al trasporto delle bottiglie.In Francia, per esempio, dove le vendite di acqua minerale sono calate del 7,5% nel 2008, nei ristoranti le ordinazioni di acqua in caraffa sono aumentate del 15% (nel 1990 il 70% dei francesi si fidava dell'acqua del rubinetto, oggi l'85%). Il rallentamento dei consumi riguarda tutti i paesi dell'Unione europea e del nord America (i mercati emergenti, al contrario, sono sommersi da un mare di acqua minerale: + 20% nel 2008). Non per niente quello delle acque minerali è l'unico comparto del gruppo Nestlé che ha subìto una contrazione del fatturato nel 2008 (circa 6.260 milioni di euro, una diminuzione dell'1,6% rispetto al 2007).In Italia la situazione è peggiore, o migliore, a seconda dei punti di vista. Nestlé Water, che è proprietaria del 20% di tutte le acque minerali vendute nel nostro paese, parla di un calo che mediamente si attesta attorno all'1,7%. Sembra poco. Invece, dicono, la situazione è pesante perché la media sul piano nazionale nasconde cifre molto più preoccupanti a livello locale.In via Richard, il quartier generale milanese della multinazionale svizzera, chiamano il Veneto «la maglia nera dei consumi»: record del calo di vendite (quasi 9%), un dato che accomuna tutte le regioni del nord Italia, dove ha fatto breccia la politica dei consumi eticamente sostenibili; al sud, invece, dove la qualità dell'acqua del rubinetto spesso lascia a desiderare, gli italiani continuano a comprare acqua di marca. C'è un altro dato però che dice della crisi e non dei comportamenti virtuosi: «Ovunque si verifica un forte spostamento di consumi verso acque di primo prezzo», che sono la dannazione per una multinazionale come Nestlé che ha saputo «inventare» le acque minerali più famose del mondo. Una si chiama San Pellegrino, dà lavoro a 366 persone e nei migliori ristoranti degli Stati Uniti viene sorseggiata come fosse Barolo.Nonostante un 2008 chiuso in attivo (+ 7,7%), nei primi tre mesi del 2009 le bollicine più «in» d'Italia hanno subìto una perdita di fatturato del 15%. E il peggio, dicono alla Nestlé, dove hanno intenzione di tagliare un terzo del personale, deve ancora venire. Dagli Stati Uniti d'America, per esempio, che dal 23 aprile aumenteranno i diritti doganali su alcuni prodotti europei (dazi) come forma di ritorsione al divieto europeo di acquistare carne bovina americana agli ormoni.«Esportiamo il 25% di acqua San Pellegrino negli Usa - spiega Nestlé Water - e con l'aumento del 100% dei diritti di dogana noi saremmo distrutti. Non smetteremo di lottare contro questa decisione». Nella lotta tra titani (governi d'Europa versus la nuova amministrazione Obama), proprio in questi giorni si inseriscono i lavoratori del gruppo Nestlé che scioperano 8 ore, con presidio davanti alla sede milanese, per protestare contro il licenziamento di 282 dipendenti.
Fonte tratta dal sito .
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domenica 29 marzo 2009
sabato 28 marzo 2009
Assemblea annuale degli azionisti Bayer: presentate le contromozioni
La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer ha presentato le contromozioni da introdurre all'assemblea annuale degli azionisti della Bayer, a Duesseldorf in Germania. La Coalizione e vari altri gruppi attivi in favore dell'ambiente e della giustizia sociale, discuteranno le proposte il 12 maggio. Gli argomenti principali saranno: la moria di api, i nuovi impianti a carbone sui siti della Bayer, i pesticidi pericolosi, il ruolo della Bayer nella crisi economica e gli sforzi della Bayer per bloccare i farmaci generici. La Bayer ha pubblicato le contromozioni sul suo sito web: www.asm2009.bayer.com/en/countermotions.aspx. Il testo integrale è riportato qui sotto.
Contromozione: le azioni del Consiglio Direttivo non vengono ratificate:
Motivazioni: nell'ultimo anno fiscale la Bayer ha nuovamente violato le regole della gestione aziendale responsabile. Il Consiglio Direttivo è responsabile di ciò. Ecco una selezione di esempi recenti:
L'inizio delle vendite dei pesticidi appartenenti a una nuova classe di sostanze chiamate neonicotinoidi, come l'imidaclopride e la clothianidina, è coinciso con forti morie di api, prima in Francia e in seguito anche in Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Austria, Polonia, Inghilterra, Slovenia, Grecia, Belgio, Canada, USA e Brasile. Le sostanze attive imidaclopride e clothianidina sono prodotte dalla Bayer e sono usate principalmente nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais. Le sostanze sono insetticidi sistemici, che si diffondono dal seme alla pianta arrivando fino al polline e al nettare e danneggiando insetti benefici come le api. A causa della loro elevata persistenza i neonicotinoidi possono rimanere attivi nel terreno per molti anni. Nel maggio del 2008, gli apicoltori nel sud della Germania, hanno riferito perdite dei due terzi delle loro api e alcuni di essi addirittura di tutti i loro alveari. Anche gli altri insetti sono diminuiti di numero. Gli esami eseguiti sulle api hanno evidenziato che il 99% di quelle esaminate mostrava un accumulo di clothianidina. La sostanza era stata applicata ai semi di mais dolce seminati lungo il Reno.Con vendite annuali per quasi 800 milioni di euro, l'imidaclopride e il clothianidina sono tra i prodotti più importanti della Bayer. Questa è la ragione per cui la Bayer si oppone ad ogni proibizione del loro uso, malgrado i seri danni ambientali (Ulteriori informazioni).
Malgrado la crisi economica, la Bayer intende aumentare il dividendo. È inaccettabile che i dipendenti siano costretti all'orario ridotto, alle ferie obbligate e a tagli del salario, mentre gli azionisti non contribuiscono in alcun modo alla soluzione dei problemi. Pagare oltre un miliardo di euri agli azionisti e, allo stesso tempo, lasciare che 5.500 dipendenti soffrano gli effetti della crisi, è cinico. Il Consiglio Direttivo deve essere costretto a rinunciare alle sue politiche orientate esclusivamente al profitto e deve adottare un modello di gestione ecologico e socialmente responsabile.
L'anno scorso la Bayer ha fatto causa al Governo Indiano presso l'Alta Corte di Nuova Delhi, per aver dato l'approvazione all'introduzione sul mercato del Sorafenib, un medicinale contro il cancro brevettato dalla Bayer. Al momento l'Ente indiano per la regolamentazione dei farmaci (DCGI) puo' dare l'approvazione all'introduzione sul mercato della versione generica di un farmaco anche se questo è coperto da brevetto in India. Gli esperti sostengono che l'approvazione in sé non costituisce una infrazione del brevetto e che la compagnia che produce il farmaco generico può essere eventualmente denunciata dopo il lancio del farmaco.Amit Sen Gupta, dell'organizzazione indiana Peoples Health Movement, afferma: "Il caso della Bayer può avere ripercussioni sull'accesso ai medicinali, non solo per i pazienti indiani, ma anche per i poveri in gran parte del mondo. Accettare la posizione della Bayer, significa avvallare standard di protezione dei brevetti anche più elevati di quelli richiesti dagli accordi TRIPS. La Bayer non cerca solo di salvaguardare i suoi diritti monopolistici, ma vuole anche stabilire un precedente di cui possano giovarsi altre multinazionali. In pratica ciò potrebbe significare ritardare l'ingresso sul mercato delle versioni generiche di farmaci salvavita.” (Ulteriori informazioni)
Ci sono stati parecchi incidenti gravi nella produzione di plastiche alla Bayer negli ultimi anni. Adesso la Bayer intende espandere significativamente la sua produzione di TDI e MDI nei suoi siti di Dormagen e Brunsbuettel. In entrambi i casi si intende usare il fosgene come prodotto intermedio. Il fosgene è un veleno mortale per inalazione che fu usato nella prima guerra mondiale come gas asfissiante. Sia i TDI che i policarbonati potrebbero essere prodotti senza l'utilizzo del fosgene. È l'unico modo per ridurre i rischi dei residenti nelle vicinanze e degli addetti, ma la Bayer non ha sviluppato la tecnologia al punto da poterla usare a livello produttivo. Poichè i nuovi impianti di questo tipo hanno una durata di circa 35 anni, la loro costruzione significherebbe dover convivere ancora per decenni con questo metodo di produzione ad alto rischio.
Il Gruppo Bayer continua sistematicamente a partecipare ad accordi illegali sui prezzi. Recentemente la Bayer ha pagato una multa di 97,5 milioni di dollari al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per aver versato commissioni illegali sulla vendita di apparecchi per la misurazione del livello di glucosio nel sangue. La Bayer aveva pagato undici distributori statunitensi di apparecchi per il monitoraggio del diabete perché offrissero solo prodotti della Bayer. I pagamenti venivano fatti passare come spese di pubblicità.La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer ha pubblicato una lista dei cartelli illegali in cui la Bayer è stata implicata (vedi http://www.cbgnetwork.de/2355.html). La lista, che è necessariamente incompleta, contiene informazioni sulle multe e sulla durata degli accordi illegali.
L'anno scorso la Bayer ha siglato un accordo di cooperazione con l'Università di Colonia nel campo della ricerca farmaceutica. Richard Pott, che fa parte del Consiglio Direttivo della Bayer, è stato addirittura eletto nel Consiglio dell'Università di Colonia malgrado la massiccia resistenza degli studenti. Poiché la Bayer si rifiuta di rivelare i contenuti dell'accordo di cooperazione con l'Università di Colonia, rimangono oscure le condizioni di questo e di molti altri accordi simili. Di conseguenza non si sa se in futuro gli studi farmacologici compiuti dall'Università di Colonia dovranno essere sottoposti al vaglio della Bayer prima di essere pubblicati, con la conseguente possibilità che vengano soppressi i risultati non graditi. Il rischio è che la scienza diventi completamente subordinata agli interessi economici.
Contromozione: Le azioni dei membri del Consiglio dei Supervisori non vengono ratificate :
Motivazioni: Il Consiglio dei Supervisori non compie adeguatamente le sue funzioni di controllo dell'attività del Consiglio Direttivo e perciò le sue azioni non possono essere ratificate. Ecco alcuni esempi di politiche aziendali irresponsabili che sono tollerate dal Consiglio dei Supervisori.
Secondo una valutazione dell'Autorità Europea per la sicurezza alimentare (EFSA), il glufosinato (prodotto dalla Bayer) comporta un alto rischio per i mammiferi. La sostanza viene classificata come reprotossica. Gli esperimenti sui topi in laboratorio hanno causato nascite premature, morti intrauterine e aborti. Studi giapponesi indicano che la sostanza può anche danneggiare lo sviluppo e l'attività del cervello umano. (Ulteriori informazioni).I membri del Parlamento Europeo hanno votato la messa al bando di 22 pesticidi classificati come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione. I permessi per queste 22 sostanze, tra cui figura il glufosinato, non verranno rinnovati.I pesticidi come il glufosinato, che si sono dimostrati pericolosi per la salute degli operatori, per i consumatori e per l'ambiente, devono essere immediatamente ritirati dal mercato. Il bando posto dall'Europa al glufosinato deve ripercuotersi anche sull'approvazione delle colture OGM. L'Unione Europea non deve più concedere permessi di coltivazione per piante resistenti al glufosinato.La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer chiede l'immediata messa al bando dell'erbicida glufosinato e la sospensione dell'approvazione alle colture resistenti al glufosinato.
Il giornalista Markus Breitscheidel ha lavorato in incognito come lavoratore a contratto per la Bayer Schering, ricevendo una paga oraria lorda di 6,24 Euri. Una simile miseria era imbarazzante anche per il suo supervisore, il quale non poteva però farci nulla poiché, come asseriva, i costi di produzione erano stati messi sotto enorme pressione dopo l'acquisizione da parte della Bayer. Inizialmente i lavoratori a contratto venivano assunti solo in situazioni speciali, ma ora rappresentano la maggioranza dei lavoratori dell'impianto di produzione. Molti lavoratori con impiego permanente sono stati licenziati e poi riassunti come lavoratori a contratto con paghe molto inferiori. Temendo la pubblicità negativa, la Bayer ha cercato di trarsi d'impaccio con un successivo aumento di paga a Markus Breitscheidel.
Assieme alla ditta Trianel, la Bayer vuole costruire una centrale elettrica a carbone a Krefeld-Uerdingen. Un impianto del genere emetterebbe in un anno 4,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica, 4.000 tonnellate di anidride solforosa e 4.000 tonnellate di ossidi di azoto. Vi sono anche piani per la costruzione di una centrale a carbone sui siti della Bayer a Antwerp e Brunsbuettel. E' previsto l'uso di carbone importato per tutte e tre le centrali, il che significa che ci saranno ulteriori emissioni dovute al suo trasporto.Costruire questi distruttori di clima, significa introdurre impianti per la produzione di energia dannosi per l'ambiente la cui presenza si prolunga poi per periodi di svariati decenni. In questo modo la BAYER rinnega la sua coraggiosa promessa di voler "stabilire nuovi standard nella protezione del clima". Nel novembre scorso la Bayer ha organizzato una conferenza stampa sul tema della protezione del clima. Che ciò fosse solo apparenza, è evidente dal fatto che le previste centrali a carbone non sono state nemmeno menzionate (ulteriori informazioni)
Secondo uno studio recente, la Bayer è la Compagnia che immette sul mercato il maggior numero di pesticidi pericolosi. Nello studio effettuato da Greenpeace, sono stati valutati, sulla base di criteri ambientali e sanitari, i prodotti dei cinque maggiori produttori di sostanze chimiche per l'agricoltura che, insieme, coprono il 75% del mercato mondiale. Il 46% dei 512 pesticidi venduti da queste compagnie in tutto il mondo sono particolarmente pericolosi per l'uomo e la natura.
La Bayer mette in pericolo la salute dei pazienti con affermazioni promozionali disoneste sui prodotti farmaceutici. Per esempio, nell'autunno scorso la Bayer è stata redarguita dalla FDA (l'ente sanitario degli Stati Uniti) per la sua pubblicità su due prodotti a base di Aspirina. Il farmaco "Bayer Heart Advantage" veniva presentato come un farmaco che consentiva la riduzione dei grassi nel sangue e di conseguenza riduceva il rischio di problemi al cuore. Il "Bayer Woman's" era pubblicizzato come farmaco contro l'osteoporosi. Nessuno dei due farmaci era stato registrato per tali indicazioni. Lo scopo della Bayer nella sua pubblicità dell'Aspirina è quello di farla diventare un rimedio universale che è meglio prendere troppo spesso piuttosto che non sufficientemente spesso. In una campagna pubblicitaria recente, la Bayer descrive l'Aspirina come un "farmaco delle meraviglie". Gli effetti collaterali del prodotto, che possono essere seri o addirittura mortali, vengono spazzati sotto il tappeto. Invece, proprio per questi effetti collaterali, l'Aspirina dovrebbe essere presa regolarmente solo su indicazione del medico.
Fonte tratta dal sito .
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venerdì 27 marzo 2009
TERMO O CANCROVALORIZZATORI ?
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giovedì 26 marzo 2009
Ormoni nell'acqua minerale in bottiglia

Un team di tossicologi tedeschi, su incarico del Ministero dell'Ambiente, ha dimostrato la presenza di contaminazioni ormonali nelle bibite in bottiglia. In particolare nelle acque minerali nelle comode bottiglie in pet. Estrogeni in concentrazioni simili a quelle delle acque di scarico!
L'acqua minerale è contaminata con ormoni simili a estrogeni e progesterone, gli ormani sessuali femminili. Lo ha dimostrato uno studio di un team di scienziati di Francoforte, commissionato dal Ministero dell'Ambiente tedesco.
Tra le 20 bottiglie di acqua minerale esaminate ben 12 si sono rilevate così contaminate, che secondo i ricercatori, dal punto di vista della carica ormonale, "sono equiparabili alla qualità delle acque reflue in uscita dai depuratori". La ricerca ha anche dimostrato che la carica ormonale nell'acqua delle bottiglie in PET (in Germania molto meno diffuse che in Italia) è doppia rispetto a quella nelle bottiglie in vetro. Il motivo potrebbe risiedere nella contaminazione di additivi utilizzati per le materie plastiche come gli sbiancanti.
"Sapevamo che i generi alimentari possono venire contaminati con alcuni ormoni" hanno dichiarato i ricercatori. "Un esempio prominente è il bisfenolo A che fuoriesce dai policarbonati a contatto con alcuni cibi, ma ci siamo accorti che abbiamo a che fare con una molteplicità di componenti chimiche di carica ormonale". Gli studiosi hanno così monitorato il comportamento delle acque non in relazione ad un unica sostanza, ma a tutta "l'attività ormonale".
I tossicologi non sono ancora in grado di rispondere alla domande se la contaminazione di estrogeni possa rappresentare un rischio per la salute, perché ci vorrebbe uno studio specifico sull'assorbimento e la metabolizzazione nel corpo umano. Insomma manca la parte B, che indaghi anche sugli effetti biologici. Gli scienziati, si sa, sono molto rigorosi e prima di fare un affermazione, rispondono con dei numeri precisi. Speriamo che qualcuno finanzi questa ricerca.
Ognuno intanto farà le sue considerazioni preliminari.
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 25 marzo 2009
I veri nemici della Rete
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martedì 24 marzo 2009
Basta edulcoranti, torna lo zucchero
Dopo 30 anni di processi, negli Stati Uniti torna alla grande lo zucchero, che sta sempre più sostituendo i dolcificanti artificiali accusati di provocare danni alla salute.
Ne parla con rilievo il New York Times, rilevando che lo zucchero è entrato di nuovo nella composizione di prodotti alimentari di grande consumo. Dalla salsa di pomodoro di Pizza Hut alla nuove Pepsi Natural, dai piatti surgelati del colosso ConAgra ai popolari condimenti per insalata, i cosiddetti 'dressing', della Kraft. A guidare la nuova svolta salutista degli americani è ancora una volta la First Lady Michelle Obama. Non coltiva canna da zucchero nell'orto della Casa Bianca che ha appena inaugurato, ma ha fatto chiaramente sapere che le figlie non consumano prodotti a base di edulcoranti artificiali. La Food & Drug Administration statunitense (Fda, che dà il via libera a medicinali e additivi alimentari) si è poi soffermata sullo zucchero e sul fruttosio da mais, affermando che sono ambedue da considerare prodotti naturali. Secondo gli esperti citati dal Ny Times, sia lo zucchero sia lo sciroppo di fruttosio ottenuto dal mais sono composti da glucosio e fruttosio, ma nello sciroppo la percentuale di fruttosio è superiore del 5% circa. Le conseguenze non sarebbero irrilevanti, viene fatto notare: il fruttosio viene metabolizzato dal fegato con effetti non troppo dissimili da quelli provocati da un consumo eccessivo di alcol.
Fonte tratta dal sito.
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lunedì 23 marzo 2009
Due bimbi italiani su Atomoxetina progettano il suicidio: l'AIFA tace
In Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno manifestato idee suicidarie. Nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema psicofarmaci e bambini, l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ritenuto di informare tempestivamente la cittadinanza. Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Incomprensibile silenzio, l’agenzia avrebbe dovuto emettere sollecitamente un comunicato, ma nessuno è stato informato di questi gravi fatti, d’interesse soprattutto per le famiglie con figli in cura con queste molecole”. Lo Strattera® nuovamente sul banco degli imputati: in Inghilterra nel periodo di monitoraggio 130 tentativi di suicidio. A pagina sette dell’ultimo numero del “Bollettino di farmacovigilanza AIFA” l’Agenzia Italiana del Farmaco informa circa le idee suicidarie di due bambini, una bimba piemontese di 9 anni, ed un bimbo sardo di 10 anni. Entrambi i minori erano in trattamento nel 2008 con atomoxetina (nome commerciale “Strattera”®, psicofarmaco prodotto dalla multinazionale farmaceutica Eli Lilly), la bimba da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi. Il bambino è stato ricoverato in ospedale con diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione suicidaria”, e successivamente dimesso dopo una terapia specifica, mentre per quanto riguarda la bambina non vi sono attualmente notizie circa l’esito finale della vicenda.
“E’ sconcertante – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini’, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica – che l’agenzia del farmaco non abbia emesso un comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di informare la cittadinanza, ma renda noto ciò che accaduto solo mesi e mesi dopo: lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo agitati e distratti, nonostante siano noti i gravi profili di rischio di questa molecola. Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto, nel rispetto della privacy delle due famiglie coinvolte, permettere agli altri genitori di maturare scelte equilibrate al riguardo, conoscendo pro e contro di questi trattamenti”. In un documento dell’agenzia di controllo sanitario inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) reso noto su richiesta del giornalista investigativo svedese Janne Larsson, si riportavano già a fine 2005 ben 130 rapporti su tentativi di suicidio da parte di pazienti trattati con Strattera®, oltre a 760 rapporti per problemi cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico e circa 20 rapporti per suicidi effettivi. Il colosso farmaceutico Eli Lilly in origine cercò senza successo di far approvare Strattera® dalla Food & Drug Administration USA come antidepressivo, per poi riciclarlo come trattamento per l’Adhd, la Sindrome di Iperattività e Deficit di Attenzione, con significativi profitti finanziari (circa 665 milioni di dollari di giro d'affari annuo). Da allora, si sono succeduti diversi avvisi urgenti della FDA relativi alla potenziale induzione al suicidio dell’atomoxetina, qualora somministrata ad organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è mai stata rimossa dal mercato. L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che hanno maturato progetti suicidari, dichiara anche che “l’insorgenza di ideazione suicidaria sembra essere significativamente più frequente nei bambini in terapia con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il motivo per cui – ha concluso Poma – nonostante le ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo psicofarmaco, riconosciute anche dall’AIFA, l’organismo di controllo non intervenga chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata revisione dell’autorizzazione al commercio di questa molecola, come già sollecitato anche in più occasioni da esponenti del nostro Parlamento”.
Fonte tratta dal sito .
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domenica 22 marzo 2009
Gruppo Bilderberg, alcuni partecipanti italiani almeno una volta dal 1982 ai summit internazionali
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sabato 21 marzo 2009
Alieni ed Ufo... quello che non può essere detto...
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venerdì 20 marzo 2009
giovedì 19 marzo 2009
Scorie nucleari: da Obama no al sito unico
Il budget di Obama boccia il progetto del sito di stoccaggio unico di Yucca Mountain e per il segretario di Stato all'energia "non è un opzione da considerare". La soluzione del problema scorie negli Usa è più lontana che mai. Un duro colpo per l'industria dell'atomo.
Oltre ai costi che aumentano e all’esclusione dal pacchetto stimolo dei fondi di garanzia per costruire le centrali, arrivano altri problemi per il nucleare americano. Obama lo aveva detto in campagna elettorale e lo ha confermato nel primo documento di programmazione economica: il deposito nazionale per le scorie di Yucca Mountain non si farà e infatti il budget presentato la settimana scorsa taglia quasi tutti fondi destinati al progetto.
Il futuro del controverso sito di stoccaggio nazionale sembra dunque essere segnato. Yucca Mountain, una montagna di roccia vulcanica a 100 chilometri da Las Vegas, in Nevada, fin dagli anni '80 è stato candidato a deposito nazionale, ma un parere concorde della comunità scientifica non è mai arrivato. Nel 1987 fu il Congresso a individuarlo come sito predestinato, nel 2000 Clinton fermò il progetto, due anni dopo l’amministrazione Bush lo riprese e accellerò con determinazione. Nel 2005 un carteggio riservato tra geologi dell’U.S. Geological Survey reso pubblico parlava di falsificazione dei dati e riaccendeva i dubbi sull’idoneità del sito, che sarebbe soggetto a infiltrazioni d’acqua che porrebbero rischi d’inquinamento per le falde acquifere. Nel 2006 i tecnici del Department of Energy avevano approvato il progetto, ma la popolazione del Nevada, per il 60% contraria al deposito, non è mai stata tranquilla.
Ora, nel budget proposto, Obama ha lasciato al progetto solo i fondi sufficienti affinché la Nuclear Regulatory Commission completi il suo studio e dia un parere tecnico sul sito e il segretario per l’energia Steve Chu ha dichiarato pubblicamente che Yucca Mountain non è più un’opzione da tenere in considerazione. Sembra dunque improbabile che il sito nel deserto del Nevada accolga le 700 mila tonnellate rifiuti radioattivi americani a partire dal 2020, come era in programma. Il materiale radioattivo resterà invece con ogni probabilità ancora per molto stoccato presso le centrali, dove è fermo da decenni.
I 10,4 miliardi di dollari spesi finora per trovare un posto ai rifiuti del nucleare americano dunque finora non sono serviti a nulla. Anzi, adesso, riporta il New York Times, c’è il rischio che i gestori delle centrali facciano causa al Governo federale, chiedendo altre decine di miliardi di dollari per i costi sostenuti per lo stoccaggio, causati dall’incapacità del governo di individuare un sito adatto. La legge, infatti, ha già riconosciuto all’industria nucleare rimborsi per un miliardo di dollari perché il governo non ha tenuto fede all’accordo siglato in passato, di prendersi in carico le scorie entro il 1998. Ora è probabile che le compagnie dell’atomo chiedano indietro anche i 22 miliardi pagati al DOE per individuare un sito e non ancora spesi.
Il governo Obama dovrà cercare un’altra via d’uscita, se non la troverà una futura amministrazione potrà tirare in ballo nuovamente Yucca Mountain. Quello che è certo è che il problema delle scorie negli Usa, dopo 50 anni, oggi è più lontano che mai da una soluzione. Un duro colpo che va ad aggiungersi ai molti problemi di un’industria che sta pensando di costruire adesso le prime centrali dopo più di trenta anni.
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 18 marzo 2009
Laser e fusione nucleare "Ecco l'energia del futuro"
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Etichette: nucleare
martedì 17 marzo 2009
Global warming: catastrofe in anticipo
Pubblicato da Cris a 16:24 0 commenti
Etichette: ecologia
lunedì 16 marzo 2009
Fazzoletti profumati pericolosi? Ci mancava anche questa!
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domenica 15 marzo 2009
sabato 14 marzo 2009
H.A.A.R.P.: l'arma più distruttiva che sia mai stata inventata
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Etichette: scie chimiche
venerdì 13 marzo 2009
Ogni italiano produce 550 kg di spazzatura all'anno. Il totale per l'UE è di 250 miliardi di kg di rifiuti l'anno!
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Etichette: ecologia
giovedì 12 marzo 2009
I nuovi cacciatori
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Etichette: ecologia
mercoledì 11 marzo 2009
California del Sud in fiore e finalmente tornano le api
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Etichette: ecologia
martedì 10 marzo 2009
La catastrofe ogm in Argentina
Un esempio su tutti l'Argentina, dove durante gli anni del neoliberismo sfrenato, mezzo territorio agricolo è stato venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica.
Secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via.
Pubblicato da Cris a 16:05 2 commenti
Etichette: ogm
lunedì 9 marzo 2009
SE NON STIAMO ATTENTI CON LA SCUSA DELLA CRISI...
Pubblicato da Cris a 17:00 0 commenti
Etichette: economia

















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