domenica 31 maggio 2009

Usa: un uomo Monsanto per controllare gli alimenti

In un articolo comparso sul sito Terranauta.it, Andrea Bertaglio fa le pulci alla politica agroalimentare del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, relativamente alla scelta di una importante carica del settore.
Nell’articolo si legge: “è più che mai evidente che il presidente non risponde unicamente ai suoi cittadini, ai suoi elettori o ai suoi supporters on line che ne hanno fatto una star in breve tempo, quando si vedono colossi come la Monsanto ricevere in dono posizioni di potere nel settore agro-alimentare. È infatti di poco tempo fa la decisione di Barack Obama di affidare a Michael Taylor, un avvocato della Monsanto, appunto, il compito di dirigere il nuovo Food Safety Working Group, Gruppo di Lavoro per l’Igiene degli Alimenti. Taylor , oltre ad essere un avvocato del colosso biotech della famiglia Shapiro, è anche periodicamente un consulente della Food and Drug Administration (FDA), l’ente che negli Stati Uniti autorizza i farmaci. Nel 1991, come vice-commissario per le politiche della FDA, Taylor fu tra quelli che più efficacemente indussero l’ente federale ad autorizzare l’uso dell’ormone della crescita geneticamente modificato (dalla Monsanto) per le vacche da latte e i vitelli da carne. In particolare, Taylor fu l’estensore dei regolamenti della FDA sulle etichette alimentari: quelli che vietano in USA di segnalare la presenza di ormone della crescita nelle etichette sulle confezioni di latte, yogurt e formaggi freschi. Nel 1994 Taylor era al ministero americano dell’Agricoltura (USDA) come amministratore del servizio ministeriale di Igiene ed Ispezioni Alimentari. Nel 1998, invece, Taylor è tornato alla Monsanto come vice-presidente delle politiche pubbliche, ossia della potente attività di lobby della multinazionale”.
Fonte tratta dal sito .

sabato 30 maggio 2009

LA CHEVRON, LA SHELL E IL VERO PREZZO DEL PETROLIO


L’economia procede a passo di lumaca, la disoccupazione lievita, l’industria automobilistica è al collasso. Ma i profitti per le compagnie petrolifere Chevron e Shell sono più che mai elevati. In tutto il mondo, dalla giungla dell’Ecuador, al delta del Niger nella Nigeria sino agli slarghi e alle strade di New York e di San Ramon, in California, la gente deve combattere con questi due giganti petroliferi.Chevron e Shell, questa settimana sono sotto i riflettori, con le assemblee degli azionisti e per l’avvio di un processo che farà epoca.Il 13 maggio, l’esercito nigeriano lanciò un assalto ai villaggi nella zona ricca di petrolio del delta del Niger. Centinaia di civili rimasero uccisi in modo tremendo durante l’attacco. Secondo Amnesty International l’attacco fu sferrato mentre nei villaggi del delta si stava celebrando la festa di Oporoza. Un testimone oculare ha raccontato ad Amnesty: “ Ho sentito il rumore degli aerei; ho visto due elicotteri militari che sparavano sulle case, sul palazzo e sulla gente. Per salvarci abbiamo dovuto fuggire nella foresta. Fra i cespugli ho sentito la gente che piangeva, le madri che non trovavano più i loro bambini; ciascuno era fuggito per salvarsi la vita”.
Ora la Shell sta affrontando un procedimento negli Usa davanti alla Corte federale, Wiwa contro Shell, che si basa sulla collaborazione che la Shell, nel 1990, avrebbe dato al regime dittatoriale nigeriano durante la violenta repressione del movimento “grass-roots” della gente di Ogoni nel delta del Niger. Qui la Shell sfrutta le ricche risorse petrolifere provocando impoverimento della gente, inquinamento e la deforestazione. La causa in atto asserisce anche che la Shell ha collaborato alla soppressione del Movimento per la sopravvivenza della popolazione Ogoni e del suo leader carismatico Ken Saro Wiwa. Ken Saro-Wiwa è stato l’autore della più famosa soap opera della Nigeria, ma ha deciso di gettarsi anima e corpo nella causa del popolo Ogoni il cui territorio, vicino al delta del Niger, era attraversato dagli oleodotti petroliferi. I bambini di Ogoniland non hanno mai conosciuto l’oscurità della notte poiché vivono in case o in appartamenti costantemente illuminati dai gas in fiamme che escono dai pozzi di petrolio e che bruciano giorno e notte, cosa che negli Usa è illegale.
Ho intervistato Saro Wiwa nel 1994. Mi disse: “Le compagnie petrolifere sono come il regime dittatoriale perché portano avanti i loro intrallazzi con questi dittatori. Il regime è brutale con la gente e può negare ogni diritto umano della persona e di intere comunità molto facilmente, senza alcuna remora”. E soggiunse: “ Io sono un uomo segnato e condannato”. Saro-Wiwa rientrò in Nigeria e venne arrestato dalla giunta militare. Il 10 novembre del 1995, dopo un processo condotto in modo illegale, venne impiccato insieme ad altri 8 attivisti Ogoni.Nel 1998 mi recai nel Delta della Nigeria insieme al giornalista Jeremy Scahill. Un gruppo di dirigenti della Chevron ci disse che avevano trasportato truppe della nota milizia mobile della Nigeria, chiamata “the kill ‘n go” (uccidiamo e andiamo), con un elicottero della compagnia sino ad una piattaforma petrolifera che era stata occupata da nonviolenti che protestavano. Due manifestanti vennero uccisi e molti altri furono arrestati e torturati.
Oronto Douglas, uno degli avvocati di Saro-Wiwa, ci ha detto: “E’ evidente che la Chevron, come la Shell, usano i miliziani per proteggere le loro attività petrolifere. Loro trivellano e uccidono”.. La Chevron è la seconda fra le più grandi concessionarie nel settore del gas naturale Yadana e del progetto del viadotto petrolifero (dopo la francese Total), e ha la sede in Burma (che la giunta militare ha ribattezzato Myanmar). L’oleodotto rappresenta il solo e più ampio gettito di guadagno per la giunta militare, il cui ammontare ha rasentato 1 miliardo di dollari nel 2007. Il premio nobel per la Pace è stato assegnato ad Aung San Suu Kyi, eletta con suffragio popolare leader di Burma nel 1990, la quale negli ultimi 20 anni è rimasta agli arresti domiciliari per 14 anni, ed ora è nuovamente sotto processo in questa settimana. (Lo scorso martedì il governo ha dichiarato che aveva finito il periodo di arresto domiciliare, ma che l’arresto rimaneva ancora pendente per via del processo in corso). Dal 1997 il governo degli Stati Uniti ha proibito alle società americane di investire nel Burma, ma la Chevron possiede un atto di rinuncia scritto, ereditato quando ha acquisito la compagnia petrolifera Unocal.
La sequela di abusi analoghi perpetrati dalla Chevron, dalle Filippine al Kazakhstan , dal Chad-Camerun all’Iraq, all’Ecuador, all’Angola, negli Usa e nel Canada, è stata accuratamente dettagliata in un “rapporto annuale alternativo” preparato da un consorzio di organizzazioni non governative che lo stanno distribuendo agli azionisti della Chevron durante l’assemblea annuale che si tiene in questa settimana e al pubblico del sito “TruecosofChevron.com”. v La Chevron è attualmente sotto inchiesta da parte del Procuratore generale di New York Andrew Cuomo che vuole appurare se la società sia stata o meno “accurata ed esauriente” nel descrivere le proprie potenziali responsabilità legali. Questo almeno vieta il proseguire di una lunga tradizione di intrallazzi portati avanti da personaggi politicamente influenti. Condoleezza Rice fu a lungo direttore della società (c’è persino un super Tank che porta il suo nome), e il consigliere generale, insediato di recente, non è altro che l’avvocato William J. Haynes, disonore del Pentagono, fautore “dei duri interrogatori tecnici” che includevano gli annegamenti simulati. Il generale James L. Jones, consigliere per la sicurezza nazionale, nominato dal presidente Barack Obama, è stato nel consiglio d’amministrazione della Chevron per quasi tutto il 2008, fino a quando ha ricevuto la nomina a questo alto incarico alla Casa Bianca.
Prima di morire Saro Wiwa disse: “Vogliamo chiedere il rispetto dei nostri diritti in modo pacifico e non violento, e ce la faremo”. Ora sta crescendo nel mondo un movimento “grass-roots” globale che vuole portare a compimento proprio questo.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 29 maggio 2009

COSA C'E' DIETRO ALL 'ATTACCO DEL FINANCIAL TIMES A BERLUSCONI ?


L’attacco del Financial Times a Silvio Berlusconi è di quelli che lasciano il segno, ma sarebbe un errore madornale ricondurlo all’ondata di sdegno innescata dal cosiddetto “caso Noemi”. Non esiste infatti popolo più pragmatico di quello inglese e non esiste inglese più pragmatico di chi lavora nell’ambito finanziario, a qualunque livello. La regola aurea è e resta una sola: business as usual. Il resto - alcove, ville, camere da letto, cene sociali o compleanni - da queste parti contano nulla. Tanto più che in questo momento la Gran Bretagna, scossa com’è da uno scandalo che vede deputati e deputate chiedere ai contribuenti il rimborso di mangimi per pesci rossi e Tampax, ha ben altro a cui pensare che unirsi alle schiera di indignati speciali per il presunto caso Lewinsky all’italiana.
Il motivo dell’attacco da parte del quotidiano della City è altro e ben più serio: la Gran Bretagna, intesa come sistema economico basato per i quattro quinti sul settore finanziario, teme come non mai l’isolamento e il ridimensionamento. L’asse renano Merkel-Sarkozy è ormai imperante, lo stesso Economist ne ha pagato il tributo tre edizioni fa con una copertina che lasciava ben poco all’interpretazione e Londra cerca una sponda, fosse anche soltanto per una pura operazione “di rottura”.Il problema è che Silvio Berlusconi, mai molto amato Oltremanica, ha da un lato un rapporto privilegiato con quella Russia che dopo il caso Litvinenko e le accuse di spionaggio al British Council è sempre più nemico giurato del Regno Unito e dall’altro sembra ormai aver dato vita a un silenzioso appeseament verso l’asse franco-tedesco, come d’altronde dimostrano la sintonia fra i tre ministri delle Finanze in tema di regolazione dei mercati e il recente corteggiamento Fiat-Opel.
La Gran Bretagna ha paura, inutile negarlo. È di ieri la notizia che dalla fine del 2010, 1300 filiali bancarie - un decimo del totale in Inghilterra - riconducibili ai marchi Abbey, Bradford&Bingley e Alliance&Leicester cambieranno nome e diventeranno soltanto Santander, ovvero l’istituto spagnolo che le controlla. Centinaia di anni di attività bancaria britannica cancellati in un attimo: cambia poco a livello operativo ma non a livello di orgoglio. Inoltre il risiko dell’industria automobilistica europea potrebbe vedere proprio la britannica Vauxhall, controllata da GM Europe che a sua volta controlla Opel, pagare il prezzo più alto alle operazioni di fusione in atto: 5mila posti di lavoro potrebbero prendere il volo dopo le già disastrose operazioni messe in atto da Rover.Di più, martedì il Daily Telegraph apriva le proprie pagine finanziarie con un commento che appariva una sentenza già dal titolo: «Siamo onesti, se non facciamo derivati, cos’altro possiamo fare?». Il concetto era chiaro: le nostre industrie, nonostante le tentazioni di Lord Mandelson di dar vita a una sorta di Iri in salsa britannica, sono disfunzionali e non competitive rispetto agli altri paesi europei e, soprattutto, ogniqualvolta lo Stato ha messo mano ha fatto disastri. «Non sarebbe meglio tornare ad amare la City», era la sconsolata ma lucida chiusura del pezzo.
Insomma, il Financial Times ha picchiato duro sull’anello debole dell’Ue perché sa che il momento è storico e la supremazia economica del Regno Unito, garantita appunto dalla centralità della City, è a fortissimo rischio. La crisi ha fatto evaporare le ricette da Chicago Boys che avevano trasformato i paesi dell’Est europeo in alleati convinti della Gran Bretagna in sede comunitaria, l’asse franco-tedesco punta all’egemonia, la Spagna si accoderà al carro dei vincitori per convenienza (le loro banche controllano molte di quelli inglesi ma disoccupazione e mercato immobiliare sono emergenze reali), la Tigre Celtica irlandese si è trasformata in un gattino impaurito e statalizzato: resta l’Italia, forte nella manifattura, esportatrice di ferro e soprattutto concorrente potenzialmente vincente di Francia e Germania. Cercare di rompere l’idillio, questa è la necessità del Financial Times. Non certo ergersi a censore dei costumi di un caso patetico e miserabile che in troppi stanno caricando di significati e aspettative che non ha. La politica è altro. L’economia, poi, proprio un altro pianeta.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 28 maggio 2009

La soluzione alla crisi? LTL X-7000 il fucile non-letale





Nonostante i segnali tranquillizzanti dei governi e dei ministri economici,(vedi ultime dichiarazioni di Tremonti al G-8 finanziario) sulla crisi globale del sistema capitalistico, l’allarme non cessa anzi, esso si sta spostando sui riflessi di carattere sociale, compreso il rischio dell’innalzamento dello scontro di classe, anche in paesi dove esso sembrava estinto. Gli analisti disegnano un quadro che, sì, prevede una debole ripresa dei meccanismi di accumulazione capitalistica entro il 2010, ma che non lascia dubbi sui milioni di disoccupati che andranno ad ingrossare le file di coloro che già prima della crisi vivevano ai margini di una società ridente e resa cieca dal bagliore consumista e che poche speranze avranno dallo sfuggire ad un destino di precariato economico, sociale e morale.

UO 2020, LE OPERAZIONI URBANE

Uno scenario ampiamente previsto dagli esperti politico-militari Nato e USA,in studi come l’ U.O. 2020 (Urban Operations nell’anno 2020) dove possibili sommosse in città e megalopoli sempre più degradate e con flussi migratori di proporzioni bibliche, a causa dell’impoverimento di interi continenti come quello africano, richiederanno l’intervento massiccio delle Forze Armate contro i cittadini, abitanti l’ambiente urbano che avrà invaso ormai tutte le aree migliori del pianeta. In nostri precedenti articoli e segnalazioni sull’argomento, (vedi http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_militarizzato_2.htm) spiegavamo che dallo studio dell’UO 2020 e dalle operazioni di peacekeeping / guerra al terrorismo internazionale e da quelle di ordine pubblico( comprese le rituali iniziative antisiSistema e anti G-8) erano scaturite alcune interessanti scelte di carattere militare ed industriale.Gli esperti inviati dalle forze di polizia e dagli Stati Maggiori degli Eserciti delle nazioni partecipanti all’UO 2020, compreso lo Stato Maggiore della Difesa italiano, avevano inoltrato pressanti richieste di strumenti (armi, mezzi, tecnologie, ecc) e procedure integrate e/o multinazionali, tali da poter essere in grado, entro la data del 2020, di contrastare il nuovo pericoloso nemico: l’Umanità sofferente, abitante nelle Megalopoli in rivolta. Dal 1998, quindi, il nostro paese partecipava a pieno titolo con suoi delegati militari e consulenti delle diverse industrie armiere al programma UO 2020.

La risposta italiana: il soldato futuro

La presenza italiana nel team UO 2020 era dettata da interessi di carattere industriale , ma anche militare a causa delle esigenze di impiego delle FFAA all’estero. Su quest’ultimo punto possiamo solo accennarvi che già in due casi le nostre Forze Armate avevano manifestato l’esigenza di dotarsi di materiali più consoni al tenere a freno masse di civili rivoltosi. Parliamo della Somalia, dove a Mogadiscio al famoso Pasta Point si era stati costretti ad usare le mitragliatrici delle jeep contro civili armati, confusi a donne e bambini; successivamente, poi, nell’area balcanica, nella zona serbo-bosniaca, ove vi erano stati momenti di grave tensione in cui le forze di polizia militare MSU NATO si erano trovate in difficoltà in diversi episodi di controllo della folla. In seguito le esigenze erano cresciute con l’intervento in Kosovo e sui teatri Iracheni ed afgani.In pratica si richiedevano dotazioni di armi non letali e mezzi tali da impedire che i militari usassero contro civili in rivolta , in prima istanza, armi da guerra,con le dovute ricadute di carattere politico interno ed internazionale, ma anche in traumi da stress per i militari coinvolti.
Sui tavoli di studio dell’UO 2020 venivano prospettate, alle diverse delegazioni, un ampio catalogo di armi non letali , sia già esistenti che in sperimentazione, e come le industrie del settore, se adeguatamente e finanziariamente motivate, fossero in grado di produrne in grandi quantità, nel caso che gli scenari apocalittici degli studi strategici si fossero realmente avverati. Gli statunitensi, forti delle tecnologie spaziali e cibernetiche , grazie al mare di soldi investiti in questo settore dal Pentagono , presentavano alcuni modelli di mezzi robotizzati e piattaforme di lancio di gas, barriere sonore, bombe flash e sonore, sino a missili, teleguidati da videocamere fisse e mobili o altri UAV volteggianti sulle piazze e strade in rivolta, capaci di “neutralizzare” (scusate l’eufemismo, ma i palestinesi di Gaza e gli afgani e pachistani delle zone tribali, vi potrebbero spiegare bene questo termine…) i capipopolo e gli agitatori più pericolosi durante le sommosse di piazza.
In questo nuovo mercato che aveva come target futuro praticamente quasi tutta l’Umanità , le nostre industrie, in particolare la Beretta e consociate ,trovavano spazi interessanti per i loro prodotti, richiedendo però che le FFAA facessero le dovute pressioni sui governi, di centrosinistra e centrodestra che si fossero alternati al potere in Italia, per assicurare prima i fondi necessari per la ricerca e lo sviluppo di prototipi e in seguito l’aiuto nella promozione dei prodotti in Patria e all’Estero. In Italia nasceva e si sviluppava il programma Soldato Futuro, propagandato come indispensabile per fornire mezzi dignitosi per i nostri uomini in uniforme impegnati nelle missioni di pace e spesso irrisi dai loro colleghi , per le loro dotazioni “antiquate”. Parlamentari, ministri, commissioni difesa dei diversi governi di centro-destra e centro-sinistra venivano addomesticati ed ammaliati dagli sponsor dei prodotti di fantascienza dei quali superdecorati generali ne spiegavano l’assoluta necessità urgente, senza dir loro che in un non lontano futuro sarebbero stati usati contro gli stessi i cittadini che li avevano eletti Tra questi prodotti, in bella mostra, nei depliant e nelle presentazioni in Power Point , il pezzo forte del programma Soldato futuro, ovvero l’avveniristico fucile letale/non letale, un fucile capace di sparare proiettili mortali ma anche “ più morbidi” e quindi mettere a suo agio ogni soldato di fronte alle diverse necessità

In questo campo la Beretta , negli ultimi dieci anni si è impegnata nello sviluppo di due prodotti di eccezione che in questi primi mesi del 2009, sono oggetto di una mirata campagna pubblicitaria. Il primo, el quale abbiamo ampiamente parlato, è il fucile ARX 160, (quello capace di sparare dietro i muri) vedi http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_militarizzato_8.htm Il secondo è il fucile LTL X-7000 l’arma della soluzione finale contro i Black-Blok , gli ecopacifisti sempre pronti a bloccare l’avvio di centrali nucleari o discariche militarizzate, i migranti che si rivoltano nei quartieri o nei CPT, ma, anche, in pieno panico da crisi globale, quello che dovrebbe tenere a freno masse di civili, in scenari già visti in america Latina, assalterebbero banche e supermercati Un fucile che ha superato i test per l’Esercito americano nel 2007 e quelli del 2007 e del 2008 per l’Esercito italiano e ora Beretta attende che arrivino ordini dall’Italia e dall’estero per una massiccia produzione.
Il popolo ha fame? Dategli da mangiare proiettili di gomma! I tagli alle Forze Armate, inseriti in finanziaria, hanno solo in parte ridotto gli stanziamenti per il programma Soldato futuro e come successo già altre volte l’acquisto dei nuovi fucili anti-folla verrà nascosto sotto la voce di finanziamenti per le missioni di pace all’estero e aiuto e cooperazione per le polizie afgane, irachene, ecc...onde evitare imbarazzanti quesiti: Oscuri scontri nelle stanze del potere, dai tavoli ministeriali a quelli delle quattro forze armate, sempre in lotta tra loro nel contendersi fondi e scaricare agli altri i tagli, stanno in questi giorni rinviando l’agognato ordine di acquisto e l’imbarazzo cresce… Come farà a giustificare re Silvio di aver parafrasato la sfortunata regina Antonietta (quando in piena crisi economica della Francia disse: -“Se il popolo ha fame e non ha il pane, che mangi le brioches!”-) quando si scoprirà che invece di aiuti per il reddito delle famiglie , si compravano i fucili da usare contro le folle di futuri disoccupati ed affamati? Il popolo ha fame e si lamenta? Dategli da mangiare un po’ di proiettili di gomma!…
P.S: Immaginiamo dopo il fattaccio che il nostro Silvio reagirà dicendo che era stato frainteso, ovvero:“.-Se il popolo non ha niente da mettere tra i denti dategli una gomma da masticare!”-

LTL X-7000 UN FUCILE PER TUTTE LE STAGIONI ( e per tutti i bersagli)

Fu con questo logo pubblicitario che il Winchester vinse sui suoi concorrenti, entrando a pieno titolo nella leggendaria conquista del West e relativo sterminio di bufali ed indiani. Sulla Terra attuale non ci sono più altri territori selvaggi da conquistare e da portare in dono al Capitalismo globalizzatore, ma c’è da difendere i Fort Knox della cittadella imperialista, alla stregua fossero degli Alamo minacciati dall’avanzata delle orde del generale Santana. Miliardi di esseri umani in un prossimo futuro, reso apocalittico dalle scelte devastanti da qualche secolo di selvaggio capitalismo, si presenteranno quotidianamente nelle piazze, nei quartieri in rivolta suonando il deguejo annunciante la fine di un sistema che ha ridotto il pianeta ad un lercio immondezzaio.
A difendere Fort Alamos in quella prossima guerra urbana (Urban operation) sarà quell’Esercito Mercenario Internazionale ampiamente collaudato sin dagli anni 90 alle cosiddette operazioni di polizia internazionale, in tutte le latitudini e ambienti del Pianeta. Un esercito di Robocop armati di tutto punto e di un vasto assortimento di strumenti di dissuasione di massa e tra questi un pezzo di eccezione sarà proprio l’ultimo prodotto della Beretta: il fucile LTL X-700 Surclassando i concorrenti la nostra azienda manifatturiera di prodotti al servizio dell’umanità, propone il suo attrezzo multiuso, versatile ed efficace, ma innanzitutto preciso come nessun fucile antisommossa lo è stato sinora.
Un’arma capace di scagliare proiettili di 12,6 grammi a velocità costanti fino a distanze elevate grazie ad un sofisticato sistema di controllo collegato ad un’ottica di eccezione di un’altra delle nostre industrie d’elite: la Galileo di FirenzeMa perché quest’arma dovrebbe essere preferita a quelle già esistenti? Innanzitutto essa si basa su un modello di un normale fucile a pompa Vursan Stoeger (una controllata della Beretta) che spara normali (e mortali) proiettili da 12, capaci di fermare un toro in corsa, trasformato in un lanciatore di una munizione di 12,5 grammi , sviluppata dalla americana Defence tecnologies Cor. La munizione ha una testa deformabile in gomma poliuretanica ed il serbatoio dell’arma attualmente contiene 5 colpi

La potenza del colpo, come hanno spiegato i rappresentanti dell’azienda beretta ai Marines nel collaudo del 2007 e nel poligono militare italiano…omissis… sotto la supervisione della Direzione degli armamenti dell’esercito, può essere regolabile a seconda della distanza e del manifestante da colpire. Praticamente, grazie ad una variazione dei parametri dati dal mirino a led rossi (red dots) in caso si avessero manifestanti che avessero indosso un minimo di protezioni (caschi, occhiali antischeggia, ginocchiere, parastinchi, protezioni in gomma, lastre in plexigass) la potenza del colpo si potrà aumentarla semplicemente sregolando il servomeccanismo ottico (nella funzione distanza del bersaglio) in maniera tale che si possano spezzare ginocchia, rompere costole e sfondare occhiali devastando i globi oculari dei più agitati dei dimostranti e dei capipopolo. Due soli carabinieri, poliziotti o soldati armati di questo fucile potrebbero falciare a raffica dieci manifestanti alla volta a distanza di 80/100 metri senza remore di essere accusati di voler intenzionalmente ammazzare nessuno Teoricamente i manifestanti colpiti dovrebbero rialzarsi solo un po’indolenziti, con gambe e costole ammaccate dall’impatto ma chi garantirà che gli agenti armati di questo fucile non modifichino ed impostino la potenza di fuoco di esso nella versione più dolorosa e pericolosa, tenendo conto che i progettisti BERETTA hanno, di default, previsto questa opzione?
L’effetto su un corteo di questo “fucile raddrizzamatti” sarebbe spettacolare:l’equivalente di una falce che miete un campo di grano. L’arma attualmente si presenta in due versioni: La prima, finalizzata al mercato americano ed in particolare per il corpo dei Marines, con capacità dual use, ovvero la possibilità di poter variare in tempo reale il munizionamento da non letale a letale. Praticamente l’anticipazione delle regole standard che … dopo la crisi energetica del 2015 e quella alimentare del 2020 furono varate ed approvate in sede ONU nella sessione straordinaria sul mantenimento dell’Ordine pubblico del Pianeta.- Le forze di sicurezza di fronte a saccheggiatori e sobillatori che si ostinino a perseverare in atti teppistici contro le proprietà e le persone, saranno fatti oggetto prima di una salva di avvertimento di proiettili non letali, nel caso si perseverasse nell’ azione delittuosa le forze di polizia saranno autorizzate all’uso delle armi da fuoco” La seconda versione, quella per il mercato italiano e per alcuni mercati mediorientali mantiene il profilo di questo fucile come arma potenzialmente non letale, con scopi antisommossa e da ordine pubblico, ma con potenzialità anche nel campo della sicurezza privata.
Ma basteranno queste geniali trovate militar-poliziesche a frenare Miliardi di esseri umani che anelano di poter vivere in un mondo migliore? I Winchester di Custer , i cannoni della Bastiglia e i B52 su Hanoi non riuscirono ad evitare la sconfitta dei loro superbi padroni, avrà un diverso destino il nuovo giocattolo della Beretta? IL NEMICO E’ ALLE PORTE!

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 27 maggio 2009

JASON, GLI SCIENZIATI E IL PENTAGONO









La storia degli Stati Uniti è segnata dalla guerra. L’oligarchia che controlla questo paese sa che la forza militare è stata una componente indispensabile per poter dominare e imporre la sua egemonia e il suo imperialismo. In questo senso hanno creato una potente lobby industrial-militare che è sempre alla ricerca di nuove armi per poter perpetuare la propria supremazia. Gli scienziati statunitensi, compresi alcuni insigni premi Nobel, hanno partecipato attivamente alla fornitura di questi artefatti all’oligarchia dominante.I “Jason”: l’impegno degli scienziati statunitensi per lo sviluppo di progetti tecnologici d’avanguardia della lobby imperialista industrial-militare.Nel 1971 apparvero sulla stampa americana i testi chiamati “Le Carte del Pentagono” (“Pentagon Papers"), documenti segreti resi pubblici da Daniel Ellsberg, un vecchio analista della Rand Corporation (la lobby militare del Pentagono). In quel periodo venne anche pubblicato il libro ”The Jasons: The Secret History of Science's Postwar Elite” (“La Storia Segreta della Scienza nella Guerra Fredda”) di Ann Finkbeiner.Mentre i primi testi mettevano a nudo le macchinazioni del governo statunitense durante la guerra in Vietnam, il secondo rivelava l’esistenza di una equipe segreta di scienziati che collaborarono con varie amministrazioni passate per Washington. Questo gruppo era conosciuto come “Jason”.L’origine di questo nome viene dalla mitologia greca, dalla storia di Jason [Giasone n.d.r.] e gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, oggetto che gli avrebbe dato vittoria e gloria. Ma nulla lega i nostri scienziati del Pentagono con i cercatori della leggenda greca, né con il vero Jason, che scoprì la pelle di montone dorata appesa ad un albero di Dodona, il luogo denominato Iperborea al Polo Nord.Jason era quindi una equipe segreta di scienziati che collaboravano col potere, e come ci racconta il professore di matematica catalano Salvador López Arnal, nel 1971, Jason rappresentava un chiaro impegno politico di un gruppo di scienziati che includeva le eccellenze della scienza fisica e biologica, compresi alcuni premi Nobel nella propria disciplina.

I “Jason” erano quindi gli scienziati di punta del mondo accademico nordamericano, che allo stesso tempo facevano da consiglieri nientemeno che al dipartimento della difesa. Se dopo questo qualcuno teorizza la separazione radicale tra scienza e politica nella società contemporanea, gli raccomandiamo uno scrupoloso studio.Senza dubbio vale la pena recuperare i contenuti e i propositi dell’autrice, Ann Finkbeiner, scrittrice, redattrice scientifica e direttrice della specializzazione di redazione scientifica all’Università John Hopkins (USA). Quando scrive, Ann Finkbeiner dimostra la sua ammirazione per molti dei componenti del gruppo “Jason”. Nel suo articolo cita i nomi (degli scienziati): «…Freeman Dyson continua a pettinarsi i capelli (grigi, anche se mantiene un certo color bruno) alla “duca di Windsor”…» (pag. 271).Ma le sue informazioni sono quanto meno parziali, basate in gran parte sulle dichiarazioni degli stessi “Jason”, alcuni dei quali, curiosamente, si sono opposti all’apparizione pubblica del loro nome.

Questo libro è composto da un’introduzione e nove capitoli dai seguenti nomi:

Le Bombe;

Nasce Jason;Gli Anni della Gloria;

Eroi;

Villani;

Cambiamenti;

Corrispondenza;

Colletti Blu, Colletti Bianchi;

Quo Vadis, Jason?

Più un epilogo, le fonti e un utile indice analitico nominale.

Vale la pena citare alcuni dei grandi scienziati che hanno collaborato a “Jason”: Eugene Wigner, Charles Townes, Hans Bethe, Luis Álvarez, Murray Gell-Mann, Steven Weinberg, Val Fitch, Leon Lederman, e Henry Kendall. Ebbero il premio Nobel rispettivamente nel 1963, 1964, 1967, 1969, 1970, 1980, 1988 e 1990. Altri quattro membri, che l’autrice non nomina, ottennero il premio. La relazione segnala una caratteristica essenziale del gruppo: la sua indipendenza…Per esempio Steven Weinberg abbandonò “Jason” all’inizio degli anni ’70 dopo gli studi realizzati sulla guerra in Vietnam. Ha dichiarato di non sapere se quello che faceva era a scopo positivo, senza specificare cosa intendeva per positivo, e inoltre aveva voglia di scrivere libri eccellenti come “I primi tre minuti dell’universo”. Eppure, verso la fine degli anni ’80, tornò a “Jason” come consigliere esperto.

Eduard Frieman, uno dei “Jason” che aveva lavorato con le armi nucleari, ha dichiarato in un’intervista del 2002 che a suo avviso nel gruppo tutto era andato bene fino al Vietnam, “che provocò un tremendo disordine interno al gruppo”. “Jason” e il Vietnam? Ma cos’è? Ecco in breve cos’è successo (e non è il copione di un film del terrore).Nel 1964, a La Jolla, William Nierenberg, un fisico che aveva collaborato al progetto Manhattan e che si era unito a “Jason” nel 1962, diresse uno studio sul Vietnam probabilmente focalizzato sui metodi della guerriglia vietnamita. Quella fu un’estate di nuove idee e di incontri informativi, alcuni dei quali furono promossi dal grande fisico Murray Gell-Mann, l’inventore dei quark. Alcuni di questi, secondo lo stesso Nierenberg, furono ripugnanti e stupidi. Vennero elaborati due comunicati informativi: “Visione notturna per la contro-insurrezione” e “Documento di lavoro sulla guerra interna”.La posizione politica dell’autrice traspare dalle battute finali del suo studio […]. In materia di politica scientifica si fiderebbe ciecamente di loro. “Mi fiderei dei Jason perché mi darebbero il loro onesto parere scientifico anche se implicasse politiche in diretta contraddizione con il fervore pro- trattati climatici, anti- difesa antimissili e pro- proibizioni di esperimenti nucleari di molti di loro”.

Ma anche all’interno delle comunità scientifiche ci sono voci critiche che non si riducono a seguire percorsi scientifici di carattere politico o sociale. Charles Schwartz venne nominato professore titolare a Berkeley e a partire dal 1970, cominciò a esigere dai suoi alunni la firma di una promessa ippocratica per cui si impegnavano a non utilizzare la fisica che insegnava loro per fare del male. Dovette desistere. Il dipartimento dell’università, tra le più importanti, non una istituzione governativa o una multinazionale degli armamenti, lo minacciò di togliergli il posto.Schwartz smise di insegnare fisica. Credeva di non fare altro che fornire carne fresca e ben allevata agli amministratori della difesa. Iniziò a far lezioni sulla relazione tra scienza, governo e società. Smise di ricevere incentivi e aumenti di stipendio perché non si dedicava più alla ricerca scientifica. Divenne un attivista. Nel 1987 dichiarò alla radio nazionale pubblica che anche se i Jason pretendono di dire ai generali quando non funzionano le loro armi, in realtà servono solo ad accrescere l’efficienza del Pentagono (vedere il suo opuscolo “Science Against the People: The Story of Jason” – La scienza contro il popolo – si trova on line).Non serviam: questa è la norma etica principale di Charles Schwartz, il principio che accompagnava e accompagna il suo impegno etico e scientifico. La ricerca di verità che non siano al servizio dei distruttori e dei dominatori privilegiati della Terra. Non tutti i Jason approvavano, né approvano, il suo punto di vista.È il caso agro-Jason analizzato da Armi contro la guerra. Alfredo Embid, il rispettabile medico spagnolo incaricato della redazione di Armi contro la guerra, a cui tutto il mondo deve tanto, e per cui non sembra esserci segreto che possa essere occultato nei sotterranei dell’intelligence anglosassone, nel dicembre 2008 pubblicò uno dei suoi bollettini sempre attesi. Si intitola “Il fungo assassino del grano favorisce le multinazionali degli OGM”. È particolarmente interessante dal punto di vista dell’esercizio della scienza messa al servizio della manipolazione genetica e della fame come meccanismo di controllo sociale delle zone marginali del pianeta. Vediamone un esempio.

Il fungo Ug99

L’allarme per la diffusione del fungo Ug99 viene usato da Monsanto e altre imprese dell’industria transgenica come argomento per raggiungere la cancellazione dell’attuale proibizione degli organismi geneticamente modificati e ottenere la diffusione di alcuni OGM brevettati, chiaramente resistenti al fungo Ug99.Il fungo è conosciuto dal 1999 con questa denominazione, ed è stato isolato della scienza genetica per la sua particolarità di killer del grano e perché apparentemente non esiste un pesticida efficace. Secondo i comunicati della rivista britannica New Scientist, l’Ug99 si è già esteso dall’Africa al Pakistan.I primi ceppi di Ug99 furono identificati nel 1999 in Uganda, da dove si propagò in Kenia nel 2001, in Etiopia nel 2003 e in Yemen nel 2007. Ora curiosamente è stato riscontrato in Iran, da dove attraverso il Pakistan può diffondersi in India e Cina. E non è meno curioso il fatto che il fungo sia stato localizzato proprio in Iran, il primo paese nella lista degli interventi militari americani e che secondo gli esperti si diriga verso la Cina, uno dei paesi nemici più a lungo termine, come dichiarano il progetto per il nuovo secolo americano, Project for the New American Century (PNAC), dell’Hudson Institute di Washington, e l’American Enterprise Institute for Public Policy Research [Si tratta di due think-tank neoconservatori n.d.r.].Come sempre è necessario porsi la domanda chiave: chi ci guadagna con la diffusione del fungo?

Engdahl William e Norman Borlaug

Il giornalista indipendente, economista e storico William Engdahl fa notare che una delle conseguenze della diffusione dell'Ug99 è già evidente. Un aumento delle campagne delle multinazionali come Monsanto e altri grandi produttori di sementi geneticamente modificate per promuovere una maggiore introduzione di varietà di grano OGM, evidentemente resistente al Ug99. È noto che i biologi di Monsanto e altri laboratori genetici di tutto il mondo, il CIMMYT in Messico e l’ICARDA in Kenya, stanno lavorando per brevettare questi ceppi.A capo di questi c’è Norman Borlaug, della fondazione Rockefeller, l’agronomo che conduce la Rivoluzione Verde. Ci lavora anche la USDA del servizio di ricerca agricola (ARS), la stessa agenzia che assieme a Monsanto creò la tecnologia criminale delle sementi Terminator. Ricordiamoci che negli anni ’50 la Fondazione Rockefeller dette il via alla Rivoluzione Verde, che oltretutto provocò una riduzione delle varietà di grano che potevano resistere a questo nuovo ceppo di funghi.Nel 1946 Nelson Rockefeller ed Henry Wallace, il vecchio segretario all’agricoltura e fondatore dell’azienda Pioneer Hi-Breed Seed, stabilirono il fulcro della Rivoluzione Verde in Messico con il pretesto di metter fine alla fame. Secondo il dottor Alfredo Embid il vero obiettivo era lo sviluppo di un’industria agroalimentare globalizzata che dipendesse dall’industria petrolchimica e dagli investimenti finanziari, settori ben in mano ai Rockefeller. Questo permise la monopolizzazione dell’agricoltura da parte di sempre meno soggetti. Il risultato era prevedibile: la rivoluzione agronomica, che mentre aumentava il divario tra ricchi e poveri, lungi dal risolvere il problema della fame, contribuì ad estenderlo. L’aumento di fame e malnutrizione portarono naturalmente ad un aumento della mortalità.Embid cita il libro I Semi Della Distruzione. William Engdahl, ricercatore associato del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione del Canada, documenta diffusamente il documento di Borlaug, che ha ricevuto il premio Nobel, e la fondazione Rockefeller che appoggia i brevetti di semi per alimenti per ridurre la popolazione mondiale.La notizia della diffusione del fungo porta benefici alle multinazionali statunitensi e alla loro strategia di espansione degli OGM. La conseguenza della effettiva propagazione del fungo sarà quella di generare ancora più fame, afferma Embil, e una riduzione della popolazione che da decine d’anni è l’obiettivo dei potenti.Le devastazioni e la demoralizzazione causati da questa razzia e da quelle che sono ancora in fase sperimentale sono state accompagnate dall’espansione della truffa del credito speculativo. Questo deve produrre gli effetti perversi di cui le imprese transnazionali e il crimine organizzato, con le carte in regola per sopravvivere alla crisi, hanno bisogno per restare sulla scena.

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martedì 26 maggio 2009

Corruzione sui farmaci: ex dipendente parlerà al Consiglio di Amministrazione della Bayer

Alfredo Pequito un Portoghese, ex dipendente del gigante farmaceutico tedesco Bayer, parlerà oggi durante l'assemblea annuale degli azionisti della Bayer, che si terrà a Duesseldorf in Germania.
Nel 1997, Pequito informò l'opinione pubblica del fatto che in Portogallo le compagnie farmaceutiche stavano corrompendo migliaia di medici perché prescrivessero i loro prodotti. Pequito raccolse i nomi di quasi 2500 medici portoghesi indotti, con doni tra cui figuravano soldi e buoni di viaggio, a prescrivere medicinali della Bayer. La Bayer, in Portogallo, ha anche condotto esperimenti medici al di fuori delle regole etiche. Alcune delle persone utilizzate per i test sono morte.
"Non appena iniziai a lavorare per la Bayer, venni informato che avevo a disposizione una grande quantità di soldi che doveva servire a sostenere e aiutare i medici nella loro attività. Questi soldi erano disponibili in ogni momento su richiesta. L'Ispezione Generale di Sanità, ha in seguito verificato che, per esempio, nel 1997 la Bayer Portugal ha speso tra il 5 e il 10% dei suoi profitti in questo tipo di attività. E oggi girano ancora più soldi, che includono pagamenti in denaro o regali di alto valore a seconda del servizio reso." dice Alfredo Pequito, che chiederà anche al Consiglio di rendere noti i risultati di tutti gli studi clinici condotti in Portogallo. "Cosa spinge questa Compagnia a "comprare" le prescrizioni dei medici? Forse la Bayer non ha fiducia nella bontà dei suoi prodotti? Spero che il Consiglio di Amministrazione della Bayer abbia il coraggio e la signorilità di rispondere a tutte queste domande."
Pequito è presente all'assemblea della Bayer su invito della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG), un network internazionale con sede in Germania, che da trenta anni sta monitorando le attività della Bayer.
Alfredo Pequito è disponibile per interviste: Tel: 00351 918544611, pequito.alfredo@gmail.com
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lunedì 25 maggio 2009

UNO STUDIO DELL'NCI COLLEGA L'ASPARTAME ALLA LEUCEMIA/LINFOMA

Il 20 aprile 2009 l'EFSA ha anunciato: ..."sulla base delle prove attualmente disponibili, tra cui il secondo studio pubblicato dall'ERF (Fondazione per la ricerca sull'epilessia), non c'è niente che faccia pensare ai possibili effetti genotossici o cancerogeni dell'aspartame e non c'è alcun motivo di rivedere l'ADI (consumo giornaliero consigliato) di aspartame pari a 40 mg/Kg al giorno". In realtà l'aspartame è un additivo eccitoneurotossico, geneticamente costruito, cancerogeno che interagisce praticamente con tutti i medicinali.
L'EFSA è talmente accecata dalla fedeltà agli interessi commerciali da inventare obiezioni contro la ricerca medica acclamata, ignorando le vite sofferenti e rovinate; la sua cupidigia porta alla morte un intero continente.
Nel 2005 la rinomata Fondazione Ramazzini di Oncologia e Scienze Ambientali ha portato avanti per tre anni uno studio rigoroso su 1800 ratti, concludendo che: l'aspartame provoca aumenti significativi di linfomi/leucemie ed è un multipotenziale cancerogeno. L'EFSA ha inventato delle "carenze" nello studio allo scopo di proteggere i produttori di veleno contro gli animali.
Il secondo studio svolto dall'ERF nel 2007 ha confermato del tutto il primo. Il dottor Morando Soffritti, che ha condotto entrambi i progetti, ha fatto notare che la quantità di formaldeide sviluppata nei ratti esposti ad aspartame ha fatto diventare la loro pelle gialla.
Chi è in realtà l'Autorità europea per la sicurezza alimentare? Nel 2002 un articolo sull'aspartame realizzato dal Comitato scientifico della Commissione europea sull'alimentazione ha cercato di far passare come sicuro questo farmaco che crea dipendenza letale. Un'affermazione fatta dall'Agenzia europea anti-frode (OLAF) ha rivelato che questo parere è stato scritto da una singola persona e non dall'intero Comitato scientifico sull'alimentazione. L'OLAF non ha rivelato il nome di questo individuo né tantomeno la competenza tecnica o il conflitto di interessi da lui/lei posseduti.
NOTA di La Leva:Spulciando tra le cosiddette "dichiarazioni di indipendenza" sul sito dell'EFSA abbiamo trovato la dichiarazione di un certo PARENT-MASSIN Dominique, membro del comitato degli additivi alimentari (ANS) dell'EFSA, indovinate un po'... Il Sig. MASSIN è anche membro del comitato scientifico della AJINOMOTO, società produttrice dell'aspartame. Inoltre, dichiara di essere stato nel 2006 il relatore della valutazione sull'aspartame. Eppure, l'EFSA assicura l'assenza di conflitto d'interessi.(!!!) Che sia lui l'uomo senza nome?!
Incredibilmente, un individuo senza nome sottoscrive il parere di ogni singolo rappresentante. Successivamente, qualcuno, spesso consulenti industriali, rivede l'abbozzo. Una cosa è chiara: né l'autore né la Commissione (inclusi i consulenti industriali) hanno preso in considerazione o avevano familiarità con la ricerca scientifica descritta nell'analisi del 2002.
Il Comitato scientifico della Commissione europea sull'alimentazione è ormai morto e sepolto e gli articoli vengono ora realizzati dall'EFSA, composta dagli stessi scienzati in conflitto di interessi che facevano parte della burocrazia precedente. L'FDA americana (Agenzia per gli alimenti e i medicinali) ha approvato l'aspartame come dolcificante sintetico nel 1981. Tuttavia, gli studi forniti all'FDA dai produttori hanno tenuto nascosto il fatto che il veleno abbia provocato tumori nei topi da laboratorio.
Un'interessante interpretazione sulla sorte della formaldeide.
Il 14 maggio 2009, il National Cancer Institute ha confermato il legame tra la formaldeide e il cancro. La dottorata dell'NCI Laura E. Beane Freeman ha riferito che un'approfondita analisi su operai esposti a formaldeide è stata associata ad un aumento del 37% di morti causate da linfoma e leucemia. "Gli esempi complessivi di rischio per gli operai industriali considerati in questo articolo sono coerenti con un'associazione causale tra esposizione alla formaldeide e tumori del sangue e del sistema linfatico; inoltre giustificano una continua preoccupazione su questo argomento ", on-line: Journal of the National Cancer Institute.
Secondo Kristina Fiore di MedPage Today, "A partire dagli anni '80, l'Istituto ha studiato un gruppo di 25619 operai impiegati prima dell'1 gennaio 1966 in 10 impianti industriali che producevano formaldeide sottoforma di prodotti in plastica, pellicole fotografiche, laminati decorativi e compensato. Tale gruppo, inizialmente valutato a partire dal 31 dicembre 1979, è stato poi aggiornato al 31 dicembre 1994".
I ricercatori non hanno ancora identificato il meccanismo per cui la formaldeide provoca la leucemia ma l'esempio è coerente con "una possibile associazione causale, con rischi maggiori in seguito ad una significativa esposizione nel tempo". Fiore ha richiesto uno studio ulteriore per "valutare i rischi di questi tumori su altre popolazioni esposte alla formaldeide e i possibili meccanismi biologici".
Il tossicologo George Schwartz si rivolse al team della NutraSweet nel 1999, affermando che avevano presentato una polemica unilaterale egoistica per difendere il loro prodotto potenzialmente pericoloso. Affermò, "Ad esempio, il vostro commento sul fatto che la formaldeide venga eliminata velocemente dal corpo è palesemente falso. Secondo lo studio svolto da Trocho e altri, la formaldeide deriva dall'aspartame dietetico che si lega ai componenti tissutali in vivo. Life Sciences n0 63, 5, pag. 337-49 del 1998 dimostra chiaramente che la persistenza e l'accumulo cellulare o, detto con parole semplici, formaldeide può rimanere e accumularsi nel corpo"
È dimostrato che la formaldeide convertita da metilestere in aspartame imbalsama i tessuti viventi e danneggia il DNA.
L'EPA (Agenzia protezione ambientale) ha elencato la formaldeide come un probabile cancerogeno umano nel 1987. Nel 2004 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro si è spinta oltre, classificando la formaldeide come "noto cancerogeno umano" basato in parte sulla ricerca che lo collega alla leucemia.
Secondo il dottor Woodrow Monte (Aspartame: Metanolo e Salute pubblica) della Nuova Zelanda, l'Autorità neozelandese sulla sicurezza alimentare è preoccupata che vengano trovate tracce di formaldeide nei pigiami. Ha scritto: "Se siete preoccupati di trovare tracce di formaldeide nei vostri pigiami, pensateci due volte prima di mettervi a fare colazione. L'aspartame o Equal, il controverso dolcificante fatto ingerire dall'ex segretario della difesa americana Donald Rumsfeld (presidente della società che lo ha prodotto), si trasforma in formaldeide nel corpo dei vostri figli. È risaputo che l'aspartame o Equal (E951/951) si trasforma in alcol metilico quando viene consumato; tuttavia, in pochi si rendono conto che l'alcol metilico si tramuta in formaldeide nelle cellule del corpo umano. La formaldeide è un agente causante di Classe 1 (classificazione mondiale per cancerogeno) ed è responsabile di malattie a partire dalla sindrome da edificio malato fino ai difetti di nascita. Certamente qualcosa che non vorremmo vedere nei pigiami né tantomeno nel cibo che mangiamo".
Il dottor James Bowen ritiene che: "Altri esempi di questo asse tossico costituiscono avvelenamenti estremi provocati da formaldeide, la quale plastifica i cadaveri ed è un cancerogeno letale. Gli avvelenamenti sia acuti che cronici da metanolo in sinergia con altri diversi avvelenamenti da ingestione di aspartame si accumulano gradualmente nei consumatori fino ad accelerare e a culminare in eventi fatali".
"Lo studio dell'NCI conferma il lavoro del dottor Soffritti", afferma il direttore dottor Betty Martini di Mission Possible. "Adesso dobbiamo fare in modo che l'NCI si renda conto che i meccanismi biologici che causano tumori indotti da formaldeide, in seguito all'esposizione sul luogo di lavoro, sono probabilmente identici ai meccanismi biologici che causano tumori indotti da aspartame. La ricerca dimostra che la formaldeide, prodotta dall'aspartame, provoca linfomi e leucemia sia nei topi da laboratorio che negli uomini. L'articolo generico dell'EFSA sull'aspartame verrà completato a novembre. Cosa ci dovremmo aspettare dal loro stretto rapporto con l'industria? Forse ricorderanno le parole di Mark Twain: "Agite secondo giustizia. Sorprenderete alcuni e stupirete tutti gli altri".
L'FDA ha ammesso la cancerogenicità dell'aspartame; nonostante ciò, di recente l'NCI e l'NHI (Istituto nazionale per la salute) hanno affermato che l'aspartame è un dolcificante artificiale sicuro.
Nota: Da 30 anni si cerca di dimostrare la neurotossicità/carcinogenicità dell'aspartame attraverso numerosi studi postati sui siti sottostanti. Tali ricerche sono confermate da migliaia di vittime affette dalla paura di morire o morte in seguite ad una miriade di complicazioni sorte per mezzo di questo veleno chimico. A tutto ciò si potrebbe porre fine se l'NCI annunciasse che la formaldeide sul luogo di lavoro e la formaldeide dietetica hanno lo stesso effetto sul corpo e provocano gli stessi tumori.
Il tossicologo dell'FDA, il dottor Adrian Gross, ha affermato in un congresso del 1985 che l'aspartame viola l'emendamento Delaney in quanto provoca il cancro, e il consumo giornaliero consigliato non dovrebbe proprio esistere.
Il dottor Russell Blaylock ha affermato in "Health and Nutrition Secrets to Save Your Life": "Nel caso di bevande dietetiche in lattine di alluminio, il composto molto tossico a base di fluoruro di alluminio coesiste con molteplici tossine riscontrate nell'aspartame, creando quindi la più potente zuppa tossica approvata dal governo che si possa immaginare".
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domenica 24 maggio 2009

Germania, no al killer chip


La vicenda si è conclusa come ci si poteva aspettare. E cioè con un diniego da parte dell'ufficio brevetti di Monaco di Baviera, in Germania. La richiesta era assai bizzarra e nella comunità internazionale dell'Rfid era seguita con un misto di interesse e preoccupazione: un tag in grado di uccidere.
A progettarlo era stato un ricercatore e inventore saudita: Adel Mohammed Alshareef. Che aveva messo a punto un prototipo per motivi di sicurezza. Non è la prima volta che le tecnologie Rfid vengono scelte per applicazioni simili. Come i lettori di Rfid Italia sanno, tag capaci di controllare il movimento delle persone "sospette" (per esempio detenuti) sono stati progettati, anche se non hanno trovato per ora applicazione.
Questa volta, però, Alshareef si era spinto decisamente oltre. E aveva ipotizzato un tag al cui interno ci fosse una capsula di veleno, preferibilmente cianuro. La capsula si sarebbe dovuta aprire a comando, non appena il "sospettato" si fosse reso pericoloso. "Recentemente il numero delle persone ricercate dalle forze dell'ordine è aumentato a dismisura", aveva dichiarato Alshareef, "e la mia invenzione sarebbe perfetta per tracciare via satellite la posizione di criminali, terroristi, immigrati clandestini, opponenti politici e cittadini sauditi che non ritornano dai pellegrinaggi".
L'inventore saudita aveva richiesto la licenza del brevetto alla fine del 2007. Ma qualche giorno fa l'ufficio di competenza tedesco ha fatto sapere che, nonostante l'iter non sia ancora completato, la richiesta non verrà accettata per un motivo formale. I cittadini stranieri che richiedono un brevetto in Germania devono avere uno sponsor locale. Sponsor che ha ritirato il suo appoggio nelle ultime ore.
Capitolo chiuso, dunque. Almeno in Germania. Già, perché Alshareef ha presentato la sua richiesta in altri paesi. Che ancora devono fornire una risposta.
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sabato 23 maggio 2009

Rivoluzione svizzera: la Medicina Complementare entra nella Costituzione


La Svizzera include la medicina complementare nella costituzione. Il 67% dei cittadini il 17 maggio scorso, ha votato a favore dell'introduzione di un nuovo articolo della costituzione. Adesso si attendono le misure concrete: come primo passo l'introduzione di diritto nel sistema sanitario.
Il 17 maggio scorso i cittadini elvetici sono stati chiamati al voto sulle Medicine Complementari e si sono dichiarati a favore dell'introduzione di un nuovo articolo all'interno della Costituzione. La Svizzera è il primo paese in Europa, che richiede di contemplare la medicina complementare all'interno della salvaguardia nazionale della salute.
Negli ultimi anni medici, terapeutici e produttori erano stati messi al palo, subendo un discredito politico che aveva messo in difficoltà il settore. I vari soggetti in questione hanno pensato di lanciare un'iniziativa popolare, promuovendo il referendum del 17 maggio. In conformità alla volontà popolare, emersa attraverso uno schiacciante voto a favore (67% di sì), nella costituzione della federazione elvetica viene introdotto l'art.118 a BV secondo il quale:

"La federazione e i cantoni, nell'ambito delle proprie competenze specifiche, si preoccupano di tenere in considerazione la Medicina Complementare".
Il Parlamento e le autorità competenti, in conformità al principio costituzionale, devono adesso impegnarsi a farsi portatori delle seguenti istanze:

1. Registrazione dei medici che operano secondo la medicina complementare della medicina antroposofica, omeopatia, terapia neurale, fitoterapia, medicina tradizionale cinese, all'interno del servizio sanitario obbligatorio.
2. Creazione di diplomi nazionali per gli altri terapeuti riconosciuti, fuori dal corpo medico. 3. Integrazione della Medicina Complementare nell'insegnamento e nella ricerca scientifica.
4. Tutela del patrimonio dei rimedi sperimentati.
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venerdì 22 maggio 2009

Scientology sostiene la campagna Blue Heart delle Nazioni Unite


L'Ufficio Europeo per i Diritti Umani della Chiesa di Scientology Internazionale è lieto di annunciare di aver aderito alla Blue Heart Campaign, una campagna di sensibilizzazione contro il traffico di esseri umani lanciata dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC).
La Chiesa di Scientology, ha sponsorizzato una campagna sui diritti umani - che ha come motto la citazione emblematica dell'umanitario L. R. Hubbard “i diritti umani devono essere resi una realtà, non un sogno idealistico” - promossa attraverso opuscoli, annunci pubblicitari, eventi ed una serie di 30 spot uno per ogni Diritto della Dichiarazione Universale. Uno di questi spot, il diritto n. 4 “NESSUNA SCHIAVITÙ” è quello che la Chiesa di Scientology sta diffondendo su ampia scala per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo la schiavitú moderna, a maggior sostegno della Campagna Blue Heart.
“La Chiesa di Scientology lavora spalla a spalla con organizzazioni per i diritti umani in tutto il mondo da sempre. Le nostre campagne di informazione e sensibilizzazione sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani testimoniano il nostro impegno e la nostra capacità di raggiungere larghe fasce di popolazione. I materiali informativi da noi finanziati sono diventati strumenti utili che stanno venendo usati da associazioni di volontariato, scuole, educatori, media e chiunque abbia a cuore il soggetto.” - ha commentato Annalisa Tosoni dell'Ufficio Affari Pubblici della Chiesa di Scientology di Milano a sostegno dell'adesione annunciata dalla Chiesa di Scientology Internazionale.
Il traffico di esseri umani è purtroppo una realtà, le stime delle Nazioni Unite parlano di 2,7 milioni di persone vittime della tratta umana nel mondo di cui l'80% donne e bambini. Il fenomeno comprende lo sfruttamento sessuale, il lavoro forzato, il traffico di organi, delle adozioni e i matrimoni forzati.
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giovedì 21 maggio 2009

Il DARPA prepara l’arma bellica della telepatia


Dai campi di battaglia del futuro, tra il fischio delle pallottole che fendono l’aria, il boato delle granate che esplodono, il fragore degli elicotteri che volano bassi, potrebbe sparire un suono che ha caratterizzato le guerre da prima della polvere da sparo: quello della voce umana. La Darpa, l’agenzia del ministero della Difesa statunitense che si occupa di sviluppare le tecnologie militari dei prossimi decenni, ha finanziato un progetto che prevede l’uso della telepatia come mezzo di comunicazione tra i soldati.
Battezzato “Silent Talk”, il programma ha l’obiettivo di “consentire la comunicazione tra utenti su un campo di battaglia senza l’uso della voce, attraverso l’analisi dei segnali neurali”, come si legge in uno stralcio di documento riportato dal sito della rivista Wired. Il Pentagono ha destinato al progetto 4 milioni di dollari, che vanno a sommarsi agli ulteriori 4 milioni che l’esercito americano aveva stanziato un anno fa per indagare, insieme alla University of California, la possibilità della cosiddetta “computer-mediated telepathy”.
Alla base dell’idea c’è la consapevolezza che le parole e le frasi, prima di venire pronunciate, si formano nella mente, mettendo in moto un complesso processo il cui esito ultimo è l’emissione dei suoni. La tecnologia immaginata dalla Darpa dovrebbe intercettare i segnali emessi dal cervello nel momento in cui le parole vengono pensate e trasmetterle correttamente al destinatario senza passare dalla bocca.
La tecnologia per trasformare le onde cerebrali in comandi interpretabili dai computer ha fatto negli ultimi anni enormi progressi, soprattutto in relazione all’assistenza dei disabili. Sono ormai realtà i prototipi di protesi ortopediche e sedie a rotelle comandate con la mente, così come i sistemi che permettono di comporre frasi attraverso una tastiera senza il bisogno di toccarla. Ma il progetto “Silent Talk”, per avere successo, richiede ben altri progressi: prima di tutto, bisogna trovare il modo di estrarre parole e concetti da un elettroencefalogramma. Poi bisogna capire se tra i segnali neurali di individui differenti esistano pattern comuni o generalizzabili. Infine, c’è da costruire un sistema in grado di decodificare questi segnali e trasmetterli a breve distanza. In prospettiva, il sistema immaginato dal Darpa potrebbe servire anche al contrario, cioè per intercettare i pensieri del nemico direttamente alla fonte.
Nata nel 1958, la Darpa ha la missione di sviluppare tecnologie futuristiche di applicazione militare, spesso destinate ad avere effetti dirompenti in ambito civile: i ricercatori del Pentagono furono i primi a occuparesi del programma spaziale statunitense, poi affidato alla Nasa. Nel 1969 crearono Arpanet, un sistema di comunicazione tra computer che sarà il primo nucleo di internet. Sopra a sinistra uno dei loghi del DARPA, davvero misterioso. Una piramide con un occhio sul vertice che controlla la Terra. Illuminati? Davvero strano, per di più vi mostriamo immagini più approfondite di questa sezione DARPA, denominata “Information Awareness Office, Scientia Est Potentia”.
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mercoledì 20 maggio 2009

IL BILDERBERG VUOLE UN DIPARTIMENTO MONDIALE DELLA SANITA’ E DEL TESORO


L’esperto giornalista investigativo Jim Tucker ha svelato il programma del Bilderberg 2009, che racchiude il progetto per un Dipartimento Mondiale della Sanità e del Tesoro e una depressione abbreviata piuttosto che una prolungata flessione economica.
Partecipando all’Alex Jones Show, Tucker ha detto che l’ex primo ministro svedese nonché abituale partecipante al gruppo Bilderberg Carl Bildt, “ha tenuto un discorso nel quale appoggiava la trasformazione dell’OMS in un Dipartimento Mondiale della Sanità e la trasformazione dell’FMI in un Dipartimento Mondiale del Tesoro, entrambi naturalmente sotto l’egida delle Nazioni Unite.”Tucker ha fatto notare che tali manovre rappresenterebbero dei passi enormi verso il governo mondiale che il Bilderberg si sta accingendo a realizzare ma il cui completamento, negli ultimi 10 anni, è sempre fallito.

A seguito: Bilderberg 2009 - L'elenco dei partecipanti (versione corretta), (Infowars.com);

Tucker ha spiegato che il Bilderberg è molto determinato nel porre l’accento sui problemi causati dalla crisi economica, oltre alla minaccia di una pandemia, come strumento per giustificare la centralizzazione del potere.
Secondo Tucker, Bildt ha parlato anche del riscaldamento globale nel contesto di una tassa a livello mondiale sulle emissioni di carbonio, da tempo una parte del programma del Bilderberg. Questa tassa globale, che verrebbe pagata direttamente alle Nazioni Unite, sarebbe introdotta in maniera graduale, innanzitutto come un’imposta appena percettibile alla pompa di benzina, prima di essere aumentata una volta perfezionata, ha detto Tucker.In merito all’importante Trattato di Lisbona, che è stato messo al tappeto dopo la bocciatura dei cittadini irlandesi lo scorso anno, Tucker ha detto che il Bilderberg, per farlo approvare, sta pensando di inviare in segreto dei suoi rappresentanti in Irlanda per parlare con i leader politici locali. L’Unione Europea richiede che tutti gli stati membri ratifichino il Trattato prima della sua approvazione e ai cittadini irlandesi verrà di nuovo chiesto di votare un referendum alla fine di quest’anno, nonostante avessero già dato parere negativo al Trattato tredici mesi fa.
Tucker ha detto che un aspetto importante della riunione del Bilderberg di quest’anno è stato l’impegno per convincere il Presidente Obama “ad introdurre di nascosto la ratifica del Trattato del Tribunale Penale Internazionale ”, inviandolo al Senato per la sua votazione.

“Le loro strategie sono queste,” ha detto Tucker. “Obama dovrà adulare i tanti membri delle frange più a sinistra dei Democratici che vogliono davvero il Trattato del Tribunale Penale Internazione ma che hanno così paura a votarlo perché la gente è fortemente contraria a rinunciare alla propria sovranità... vigliacchi politici... così Obama dovrà adularli e dirà loro di non preoccuparsi, avremo altri liberali al Senato dopo le elezioni del 2010 e poi nel gennaio 2011, quando il nuovo Senato si sarà insediato, potrete ratificarlo un sabato notte quando sarà troppo tardi per i giornali delle domenica pubblicare la notizia e i talk show non potranno riprogrammare i loro palinsesti... non ci saranno delle ritorsioni politiche.”
Tucker ha confermato le informazioni divulgate inizialmente da Daniel Estulin, secondo cui il Bilderberg avrebbe discusso se far affondare l’economia in modo rapido oppure trascinarla in una lenta e straziante depressione. “Il Segretario al Tesoro Geithner e Carl Bildt hanno caldeggiato una recessione di breve durata e non una recessione lunga 10 anni... in parte perché una recessione di 10 anni danneggerebbe gli stessi industriali che aderiscono al Bilderberg... anche se vogliono avere un Dipartimento Mondiale del Lavoro e un Dipartimento Mondiale del Tesoro, desiderano ancora fare un sacco di soldi e una recessione lunga costerebbe troppo a livello industriale perché nessuno comprerebbe più i loro giocattoli... la tendenza è quella di tenerla breve,” ha detto Tucker.Tucker ha concluso osservando che i membri del Bilderberg alla riunione di quest’anno avevano delle facce molto serie e che geopoliticamente “le cose si stanno mettendo male per loro. Gli americani stanno rispondendo, gli europei stanno rispondendo e il loro programma si sta bloccando.”

Fonte tratta dal sito .

martedì 19 maggio 2009

Strani filamenti nelle urine di soggetti apparentemente sani






"Piante, uomini ed animali sono costantemente esposti, nel loro ambiente, ad una vasta gamma di sostanze chimiche estranee agli organismi naturali. Queste sostanze possono essere di origine naturale o umana. In genere i composti lipofilici sono facilmente assorbiti attraverso la pelle, i polmoni o il tratto gastrointestinale. Un’esposizione costante o anche intermittente a queste sostanze lipofiliche potrebbe sfociare in un loro accumulo nell’organismo, a meno che non siano presenti mezzi per l’eliminazione. Inoltre, le sostanze chimiche possono essere espulse attraverso l’urina, la bile, le feci, l’aria espirata e la traspirazione. Tranne che per l’espirazione, la facilità con cui i composti chimici sono eliminati dall’organismo, dipende in larga misura dalla loro solubilità in acqua. Questo è particolarmente vero per le sostanze chimiche non volatili, che sono eliminate con l’urina e le feci, le vie prevalenti di espulsione. I composti lipofilici, che sono presenti in questi fluidi, tendono a diffondersi nelle membrane cellulari e ad essere riassorbiti, mentre i composti solubili in acqua vengono espulsi. In questo modo si spiega perché le sostanze lipofiliche possono accumularsi nell’organismo: esse sono facilmente assorbite, ma scarsamente escrete.
Il Morgellons è una malattia che colpisce uomini ed animali con circa 93 sintomi. I soggetti colpiti da questo morbo, rintracciano fibre colorate che crescono sotto pelle nonché lesioni da cui trasuda un materiale simile al gel o possono avere la sensazione di una scheggia di vetro che trafigge il derma come un ago. L’esame tossicologico dei campioni estratti da un paziente cui è stata diagnosticata questa sindrome e che aveva subìto un’operazione al ginocchio, rivelavano che il campione conteneva silicone e silicio. Ulteriori analisi di questi campioni, eseguiti usando la tecnologia Micro Raman, rivelarono che le fibre erano composte da due parti di poliammide, come una cannuccia di plastica terminante in una testa di silicone. Il poliammide è un materiale sintetico. E’ nylon con un altro nome. Il nylon è un composto lipofatico, proprio come il silicone. Inoltre, fibre di polietilene sono state trovate nei talloni e nei piedi di alcuni pazienti. La differenza tra questi composti e quelli prodotti industrialmente è la seguente: i primi sono di nano dimensioni.
Nano-dimensione significa che lo zero è seguito da nove decimali. E’ inferiore alla larghezza di un capello umano. Com’è possibile che qualcosa di così piccolo sia tanto dannoso alle persone? I nano-materiali, che hanno molteplici usi, come la polvere intelligente, i nano-gel, i punti quantici, i nanotubi, i nanofili, sono parte di un campo in espansione della nonotecnologia. Se qualcosa è così piccolo da non stimolare il sistema immunitario a reagire ad un’aggressione esterna, si verificherà una reazione cellulare tossicologica.
Non importa quale sia l’agente biologico o chimico: l’organismo si è adattato per proteggersi e per espellere il materiale tossico, tuttavia esso non è pronto ad un invasore nano-tecnologico, poiché è un nemico invisibile. Normalmente l’organismo ricorrerebbe alla biotrasformazione e rimuoverebbe il materiale tossico, ma non nel caso del Morgellons, che sembra avere un’intelligenza propria, visto che crivella l’organismo con le sue fibre e lo aggredisce con una continua auto-replicazione.
Gli strumenti nanotecnologici sono un'insidia ignorata. David Williams, consigliere dell’Unione Europea per i problemi della percezione delle tecnologie mediche afferma: “Il corpo umano è disegnato per respingere o attaccare agenti estranei delle dimensioni di una cellula”. Ancora peggio, gli strumenti nanotecnologici potrebbero inibire il sistema immunitario irreversibilmente.Se strumenti così piccoli sono in grado di sfuggire al sistema immunitario, ci si chiede quali saranno gli effetti sulle membrane cellulari, sul nucleo del DNA e sulla sua membrana. Se i nanomateriali sono costituiti da plasmidi di funghi, batteri o virus, questi nuovi materiali si mescoleranno e si legheranno ai nostri costituenti interni delle cellule? (Mutazione genetica – n.d.r.)
Nel progetto FMN, due persone affette da Morgellons hanno sottoposto dei campioni ad un’analisi che si è avvalsa del microscopio elettronico; i campioni sono stati confrontati con il materiale di ricaduta delle scie chimiche diffuse nei cieli del Texas. L’esame ha rivelato che nel materiale di tutti i campioni erano rintracciabili vari stadi di sviluppo o degradazione delle sostanze trovate negli ospiti (Anna e Lilly): il campione delle scie chimiche corrisponde a quello delle donne esaminato. I campioni provenivano da zone distanti 1.500 miglia l’una dall’altra.
Nel 2006 il dottor Michael Castle (chimico) stabilì che almeno 20 milioni di Statunitensi presentavano questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Egli ritiene che il sintomo principale sia l’espulsione di fibre dalla pelle, ma se non si manifestano sintomi, vuol dire che l'organismo del soggetto si sta abituando all’aggressione. Un'aggressione è comunque in atto e porta alla progressiva e silente contaminazione di tutti gli esseri viventi". (H. Staninger)
I nanomateriali, che vengono diffusi nei fiumi, nei mari e nell’aria, sono una bomba ad orologeria per l’ambiente. Questa considerazione trova un inquietante riscontro di fronte alla presenza di filamenti nelle urine di soggetti apparentemente sani e che non hanno conclamato il Morgellons. Questi filamenti (si vedano le immagini al microscopio) sono del tutto simili ai filamenti di ricaduta delle chemtrails ed a quelli che fuoriescono dalle lesioni cutanee dei malati di Morgellons. Il parere dei medici consultati in merito a questa sconcertante ed incredibile evidenza, è unanime: essi non hanno mai visto nulla del genere in tutti gli anni della loro carriera né possono spiegare, sulla base delle loro conoscenze scientifiche, tale fenomeno.
Il biologo Giorgio Pattera ha giustamente evidenziato che i filamenti di ricaduta delle chemtrails (da alcuni spacciati per tele di fantomatici ragni volanti), usati come vettori per i nanomateriali dispersi, hanno la caratteristica di essere biocompatibili. Per quale motivo questi polimeri dovrebbero essere biocompatibili? Forse per non manifestare evidenti reazioni "da rigetto" una volta inalate o ingerite?
L'aumento vertiginoso delle patologie del primo apparato respiratorio è un campanello d'allarme, in quanto rappresenta la diretta conseguenza di un'aggressione silenziosa e subdola perpetrata su cittadini inermi attraverso la dispersione aerea dei vettori: i filamenti di polimeri. La ridicola spiegazione sulle allergie da pollini non regge, in quanto si è potuto appurare che le classiche terapie antistaminiche non hanno più effetto ed inoltre, negli ultimi cinque anni, si è verificato un picco incredibile di nuovi casi in soggetti che non hanno mai sofferto prima di allergie. [*]
Lo stesso morbo di Morgellons potrebbe quindi essere un "incidente di percorso", laddove chi ha realizzato lo scellerato progetto di contaminazione biotecnologica, non ha, evidentemente, nessun interesse a che si palesino spiacevoli episodi che vadano a "disturbare" il prosieguo delle operazioni (chemtrails).
La dottoressa Staninger osserva: "I filamenti del Morgellons si sviluppano nella pelle umana, ma questo è solo il percorso finale, poiché arrivano dall’interno per uscire all’esterno. Dall'esame dei pazienti sottoposti a screening concludiamo che i cristalli di silicone si devono trasformare in un massa gelatinosa (lo pseudo derma gelatinoso che caratterizza le piaghe dei malati di Morgellons - n.d.r.) e per far questo, deve incontrare un ambiente alcalino (PH di 10, 11). Gli unici organi che hanno questo PH sono il tratto intestinale ed i reni, il che significa che questi materiali sono progettati per insediarsi lì, replicarsi e quindi migrare verso l’esterno".
Appare chiaro, a questo punto, che è in atto un deliberato disegno che prevede la progressiva contaminazione cellulare delle popolazioni sottoposte alle operazioni di aerosol clandestine. Ciò porterà ad una progressiva e forzata modificazione genetica, che diventerà sempre più marcata con il susseguirsi delle generazioni.
La stessa Staninger nota come le normali protezioni della placenta non rappresentano alcun ostacolo per la trasmissione dei geni modificati dai nanosensori diffusi in ambiente.Per verificare quali saranno gli effetti nefasti di quanto sta da alcuni anni avvenendo, basta aspettare un po' di tempo. Se avete ancora dei dubbi, non vi resta che attendere. Le conferme ci saranno ed il giorno delle conferme non sarà bello per nessuno.
[*] Per quanto riguarda l'Italia, il 6,4% della popolazione, quindi circa 4 milioni di persone, soffre di asma o di Bpco, la Broncopneumopatia cronica ostruttiva. Quest'ultima nel nostro paese provoca diciottomila decessi ogni anno.
Fonte tratta dal sito .



lunedì 18 maggio 2009

Morgellons: la verità rivelata (articolo di Dean Terry)



Pubblichiamo un dettagliato studio di Dean Terry, cittadino statunitense affetto da Morgellons, le cui conclusioni sono suffragate peraltro dalle ricerche eseguite, agli inizi del 2008, dai genetisti Dottor Mae-Wan Ho e Professor Joe Cummins. Sulla base di diversi elementi oggettivi, si può ipotizzare uno stretto collegamento tra l'agrobacterium, [a soil bacterium extensively manipulated and used in making G.M. crops], una particolare specie di acaro, frutto di manipolazione genetica, in grado di sopravvivere senza ossigeno sino a cinque settimane ed alcuni funghi presenti nell'acqua e nell'aria, diffusi per mezzo delle chemtrails.
Dean Terry, pur menzionando le infami operazioni di aerosol clandestine nei cieli del mondo, non cita le nanostrutture, capaci di replicare D.N.A. ed R.N.A., disperse con le chemtrails. E' una tessera fondamentale per comprendere il meccanismo micidiale che è alla base della sintomatologia del morbo di Morgellons.
Diversi scienziati come il Dottor Michael Castle, la dotttoressa Hildegarde Staninger, il dottor Karjo, il dottor Randy Wymore, evidenziano la presenza di nanotecnologie di tipo sconosciuto direttamente correlabili alle attività di aerosol. Il punto cruciale consiste nel fatto che le nanostrutture che fuoriescono dalle piaghe dei malati di Morgellons, una volta che vengono a contatto con un agente esterno (ambientale), sono in grado di replicarne il codice genetico, attraverso meccanismi per ora non perfettamente compresi e, da quel momento, si diffondono in maniera esponenziale, attaccando l'organismo ospite, che può essere un essere umano oppure un animale domestico.
Dalle recenti verifiche che abbiamo potuto svolgere grazie ad informazioni che riceviamo direttamente da pazienti italiani di Morgellons, abbiamo avuto la conferma statistica che il morbo di Morgellons si conclama solitamente in seguito alla puntura di una pulce o di una zecca. Pare corrano dunque dei rischi, in particolar modo, quelle persone che posseggono animali domestici o che vengono a contatto con animali randagi o da allevamento.
Inoltre è ormai accertato che il morbo di Morgellons è trasmissibile da animale a uomo, da uomo a uomo ed anche in seguito a contaminazione ambientale o di acqua considerata potabile. Devono dunque essere prudenti le persone che, per motivi familiari o di lavoro frequentano luoghi contaminati o individui affetti dalla grave patologia.
Bisogna osservare inoltre che la diminuzione di luce solare, causata dalle perenni coperture artificiali (l'irraggiamento solare è calato, in questi ultimi anni, di circa il 20 per cento), favorisce la proliferazione di funghi, batteri ed acari. L'agrobacterium presente nei cereali geneticamente modificati della diabolica Monsanto è quindi da considerarsi una concausa o semplicemente uno dei possibili “attivatori” delle nanostrutture già presenti, come dimostrato da Clifford Carnicom, nell'organismo umano (intestino e reni principalmente) e che sono ormai da ritenersi la principale minaccia per la salute del genere umano del XXI secolo.

Morgellons: la verità rivelata .
Molti medici considerano il Morgellons una truffa o la conseguenza dell’ipocondria, ma le evidenze indicano che questa patologia misteriosa è reale e collegata agli alimenti geneticamente modificati.
a) La mia ricerca ha dimostrato che uno degli imputati del Morgellons è un antiparassitario della Monsanto Corporation Roundup che ha determinato la proliferazione di funghi nei nostri campi coltivati, diffusi attraverso le scie chimiche sulle piantagioni di cotone, nei campi di cereali ed anche nel cibo. Le spore di questi funghi sono diffuse nel suolo e nell’aria, nell’umidità e nell’acqua. Le tubature delle cisterne, le cisterne d’acqua, i tubi nelle case contaminati, veicolano questi funghi. Questo fungo, geneticamente modificato attraverso batteri, sta causando malattie tra migliaia di persone in Florida, Texas, California e molti altri stati. Un modo per eliminare il fungo negli ambienti domestici è sottoporre gli oggetti contaminati a bassissime temperature (ghiaccio secco). Negli ultimi cinque anni, le compagnie assicurative non offrono più polizze per i danni causati da muffe e da funghi. Nel portale di seguito indicato si trovano informazioni sull’antiparassitario creato dalla Monsanto:
b) La mia ricerca dimostra pure che le spore dei funghi penetrano nell’organismo quando si respira, si mangia e si beve. Le spore si accumulano specialmente nello stomaco, sotto la pelle e nel derma. Questo fungo, proprio come i batteri all’interno dell’organismo, come il borrelia borgdorgferi, provenienti dall’acqua contaminata e dall’aria, stimolano ferormoni nell’organismo che attraggono un acaro non ancora identificato (potrebbe essere l’acaro della scabbia o del collembolo) la cui funzione è quella di decomporre i batteri morti ed i materiali organici. Come si può notare, il Morgellons è un insieme di problemi e si sta diffondendo rapidamente tra la popolazione. Noi dobbiamo ritenere la Monsanto responsabile di quest’incubo che ha creato.
c) La mia indagine dimostra che la cura potrebbe essere già disponibile, ma che non è stata divulgata per evitare di coinvolgere la Monsanto in questioni legali e per non causare panico tra la popolazione. La Monsanto finanzia le campagne elettorali di molti politici tra i quali molti sono stati corrotti ed il loro silenzio è stato comprato affinché tacciano su questa minaccia per la salute.
d) Ho cercato delle statistiche sul sito sotto indicato ed ho letto interamente i resoconti sull’acqua contaminata dai batteri ed ho constatato che l’ambiente è inquinato attraverso aerosol biologici facenti capo alla Monsanto. Vedi www.morgellons.org
e) Credo che il microscopico acaro che potrebbe essere quello della collembola, ma non l’ho ancora identificato in organismi in decomposizione, sia attratto dai ferormoni dell’antiparassitario della Monsanto e dei batteri (specialmente il borrelia borgdorgferi è stato trovato nei malati definiti di Lyme). L’antiparassitario è stato trovato nelle cisterne d’acqua, nel suolo e in strutture aeroportuali.
Comunque, grazie alla ricerca che ho condotto, si possono fornire dei consigli su come decontaminare gli ambienti:
1) sostituire i vecchi scaldabagno;
2) installare sistemi a raggi ultravioletti che uccidono i funghi ed i batteri;
3) sostituire le vecchie grondaie arrugginite dove proliferano i funghi, le muffe e le alghe;
4) decontaminare l’abitazione ed il prato per eliminare i parassiti ed eseguire trattamenti contro gli acari.
Come paziente di morbo di Morgellons, credo che sia una patologia molto grave che prima debilita le persone, per poi ucciderle. È tempo di scelte responsabili. Le compagnie assicurative e la Monsanto devono pagare e non possono esimersi dal riconoscere la loro responsabilità.
Fonte tratta dal sito .

domenica 17 maggio 2009

Scandali, affari e misteri tutti i segreti dello Ior

L'Istituto Opere Religiose è la banca del Vaticano. In deposito 5 miliardi di euro
Ai correntisti offre rendimenti record, impermeabilità ai controlli e segretezza totale.

Scandali, affari e misteritutti i segreti dello Ior.
LA CHIESA cattolica è l'unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, "sterco del diavolo". Vangelo secondo Matteo: "E' più facile che un cammello passi nella cruna dell'ago, che un ricco entri nel regno dei cieli". Ma è anche l'unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l'Istituto Opere Religiose.
La sede dello Ior è uno scrigno di pietra all'interno delle mura vaticane. Una suggestiva torre del Quattrocento, fatta costruire da Niccolò V, con mura spesse nove metri alla base. Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l'importanza. All'interno si trovano una grande sala di computer, un solo sportello e un unico bancomat. Attraverso questa cruna dell'ago passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. La banca vaticana offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia "qualcuno ha avuto problemi con la giustizia", rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l'istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d'assegni con la sigla Ior non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d'oro. Nessuna traccia.
Da vent'anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l'allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l'avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall'America al portone di casa.
Senza contare il mistero più inquietante, la morte di papa Luciani, dopo soli 33 giorni di pontificato, alla vigilia della decisione di rimuovere Paul Marcinkus e i vertici dello Ior. Sull'improvvisa fine di Giovanni Paolo I si sono alimentate macabre dicerie, aiutate dalla reticenza vaticana. Non vi sarà autopsia per accertare il presunto e fulminante infarto e non sarà mai trovato il taccuino con gli appunti sullo Ior che secondo molti testimoni il papa portò a letto l'ultima notte. Era lo Ior di Paul Marcinkus, il figlio di un lavavetri lituano, nato a Cicero (Chicago) a due strade dal quartier generale di Al Capone, protagonista di una delle più clamorose quanto inspiegabili carriere nella storia recente della chiesa. Alto e atletico, buon giocatore di baseball e golf, era stato l'uomo che aveva salvato Paolo VI dall'attentato nelle Filippine. Ma forse non basta a spiegare la simpatia di un intellettuale come Montini, autore della più avanzata enciclica della storia, la Populorum Progressio, per questo prete americano perennemente atteggiato da avventuriero di Wall Street, con le mazze da golf nella fuoriserie, l'Avana incollato alle labbra, le stupende segreterie bionde e gli amici di poker della P2.
Con il successore di papa Luciani, Marcinkus trova subito un'intesa. A Karol Wojtyla piace molto quel figlio di immigrati dell'Est che parla bene il polacco, odia i comunisti e sembra così sensibile alle lotte di Solidarnosc. Quando i magistrati di Milano spiccano mandato d'arresto nei confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiude come una roccaforte per proteggerlo, rifiuta ogni collaborazione con la giustizia italiana, sbandiera i passaporti esteri e l'extraterritorialità. Ci vorranno altri dieci anni a Woytjla per decidersi a rimuovere uno dei principali responsabili del crac Ambrosiano dalla presidenza dello Ior. Ma senza mai spendere una parola di condanna e neppure di velata critica: Marcinkus era e rimane per le gerarchie cattoliche "una vittima", anzi "un'ingenua vittima".
Dal 1989, con l'arrivo alla presidenza di Angelo Caloia, un galantuomo della finanza bianca, amico e collaboratore di Gianni Bazoli, molte cose dentro lo Ior cambiano. Altre no. Il ruolo di bonificatore dello Ior affidato al laico Caloia è molto vantato dalle gerarchie vaticane all'esterno quanto ostacolato all'interno, soprattutto nei primi anni. Come confida lo stesso Caloia al suo diarista, il giornalista cattolico Giancarlo Galli, autore di un libro fondamentale ma introvabile, Finanza bianca (Mondadori, 2003). "Il vero dominus dello Ior - scrive Galli - rimaneva monsignor Donato De Bonis, in rapporti con tutta la Roma che contava, politica e mondana. Francesco Cossiga lo chiamava Donatino, Giulio Andreotti lo teneva in massima considerazione. E poi aristocratici, finanzieri, artisti come Sofia Loren. Questo spiegherebbe perché fra i conti si trovassero anche quelli di personaggi che poi dovevano confrontarsi con la giustizia. Bastava un cenno del monsignore per aprire un conto segreto".
A volte monsignor De Bonis accompagnava di persona i correntisti con i contanti o l'oro nel caveau, attraverso una scala, in cima alla torre, "più vicino al cielo". I contrasti fra il presidente Caloia e De Bonis, in teoria sottoposto, saranno frequenti e duri. Commenta Giancarlo Galli: "Un'aurea legge manageriale vuole che, in caso di conflitto fra un superiore e un inferiore, sia quest'ultimo a soccombere. Ma essendo lo Ior istituzione particolarissima, quando un laico entra in rotta di collisione con una tonaca non è più questione di gradi".
La glasnost finanziaria di Caloia procede in ogni caso a ritmi serrati, ma non impedisce che l'ombra dello Ior venga evocata in quasi tutti gli scandali degli ultimi vent'anni. Da Tangentopoli alle stragi del '93 alla scalata dei "furbetti" e perfino a Calciopoli. Ma come appare, così l'ombra si dilegua. Nessuno sa o vuole guardare oltre le mura impenetrabili della banca vaticana.
L'autunno del 1993 è la stagione più crudele di Tangentopoli. Subito dopo i suicidi veri o presunti di Gabriele Cagliari e di Raul Gardini, la mattina del 4 ottobre arriva al presidente dello Ior una telefonata del procuratore capo del pool di Mani Pulite, Francesco Saverio Borrelli: "Caro professore, ci sono dei problemi, riguardanti lo Ior, i contatti con Enimont...". Il fatto è che una parte considerevole della "madre di tutte le tangenti", per la precisione 108 miliardi di lire in certificati del Tesoro, è transitata dallo Ior. Sul conto di un vecchio cliente, Luigi Bisignani, piduista, giornalista, collaboratore del gruppo Ferruzzi e faccendiere in proprio, in seguito condannato a 3 anni e 4 mesi per lo scandalo Enimont e di recente rispuntato nell'inchiesta "Why Not" di Luigi De Magistris. Dopo la telefonata di Borrelli, il presidente Caloia si precipita a consulto in Vaticano da monsignor Renato Dardozzi, fiduciario del segretario di Stato Agostino Casaroli. "Monsignor Dardozzi - racconterà a Galli lo stesso Caloia - col suo fiorito linguaggio disse che ero nella merda e, per farmelo capire, ordinò una brandina da sistemare in Vaticano. Mi opposi, rispondendogli che avrei continuato ad alloggiare all'Hassler. Tuttavia accettai il suggerimento di consultare d'urgenza dei luminari di diritto. Una risposta a Borrelli bisognava pur darla!". La risposta sarà di poche ma definitive righe: "Ogni eventuale testimonianza è sottoposta a una richiesta di rogatoria internazionale".
I magistrati del pool valutano l'ipotesi della rogatoria. Lo Ior non ha sportelli in terra italiana, non emette assegni e, in quanto "ente fondante della Città del Vaticano", è protetto dal Concordato: qualsiasi richiesta deve partire dal ministero degli Esteri. Le probabilità di ottenere la rogatoria in queste condizioni sono lo zero virgola. In compenso l'effetto di una richiesta da parte dei giudici milanesi sarebbe devastante sull'opinione pubblica. Il pool si ritira in buon ordine e si accontenta della spiegazione ufficiale: "Lo Ior non poteva conoscere la destinazione del danaro".
Il secondo episodio, ancora più cupo, risale alla metà degli anni Novanta, durante il processo per mafia a Marcello Dell'Utri. In video conferenza dagli Stati Uniti il pentito Francesco Marino Mannoia rivela che "Licio Gelli investiva i danari dei corleonesi di Totò Riina nella banca del Vaticano". "Lo Ior garantiva ai corleonesi investimenti e discrezione". Fin qui Mannoia fornisce informazioni di prima mano. Da capo delle raffinerie di eroina di tutta la Sicilia occidentale, principale fonte di profitto delle cosche. Non può non sapere dove finiscono i capitali mafiosi. Quindi va oltre, con un'ipotesi. "Quando il Papa (Giovanni Paolo II, ndr) venne in Sicilia e scomunicò i mafiosi, i boss si risentirono soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano. Da qui nacque la decisione di far esplodere due bombe davanti a due chiese di Roma". Mannoia non è uno qualsiasi.
E' secondo Giovanni Falcone "il più attendibile dei collaboratori di giustizia", per alcuni versi più prezioso dello stesso Buscetta. Ogni sua affermazione ha trovato riscontri oggettivi. Soltanto su una non si è proceduto ad accertare i fatti, quella sullo Ior. I magistrati del caso Dell'Utri non indagano sulla pista Ior perché non riguarda Dell'Utri e il gruppo Berlusconi, ma passano le carte ai colleghi del processo Andreotti. Scarpinato e gli altri sono a conoscenza del precedente di Borrelli e non firmano la richiesta di rogatoria. Al palazzo di giustizia di Palermo qualcuno in alto osserva: "Non ci siamo fatti abbastanza nemici per metterci contro anche il Vaticano?".
Sulle trame dello Ior cala un altro sipario di dieci anni, fino alla scalata dei "furbetti del quartierino". Il 10 luglio dell'anno scorso il capo dei "furbetti", Giampiero Fiorani, racconta in carcere ai magistrati: "Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due o tre miliardi di euro". Al pm milanese Francesco Greco, Fiorani fa l'elenco dei versamenti in nero fatti alle casse vaticane: "I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara (presidente dell'Apsa, l'amministrazione del patrimonio immobiliare della chiesa, ndr), quando ho comprato la Cassa Lombarda. M'ha chiesto trenta miliardi di lire, possibilmente su un conto estero".
Altri seguiranno, molti a giudicare dalle lamentele dello stesso Fiorani nell'incontro con il cardinale Giovanni Battista Re, potente prefetto della congregazione dei vescovi e braccio destro di Ruini: "Uno che vi ha sempre dato i soldi, come io ve li ho sempre dati in contanti, e andava tutto bene, ma poi quando è in disgrazia non fate neanche una telefonata a sua moglie per sapere se sta bene o male". Il Vaticano molla presto Fiorani, ma in compenso difende Antonio Fazio fino al giorno prima delle dimissioni, quando ormai lo hanno abbandonato tutti. Avvenire e Osservatore Romano ripetono fino all'ultimo giorno di Fazio in Bankitalia la teoria del "complotto politico" contro il governatore. Del resto, la carriera di questo strano banchiere che alle riunioni dei governatori centrali non ha mai citato una volta Keynes ma almeno un centinaio di volte le encicliche, si spiega in buona parte con l'appoggio vaticano. In prima persona di Camillo Ruini, presidente della Cei, e poi di Giovanni Battista Re, amico intimo di Fazio, tanto da aver celebrato nel 2003 la messa per il venticinquesimo anniversario di matrimonio dell'ex governatore con Maria Cristina Rosati.
Naturalmente neppure i racconti di Fiorani aprono lo scrigno dei segreti dello Ior e dell'Apsa, i cui rapporti con le banche svizzere e i paradisi fiscali in giro per il mondo sono quantomeno singolari. E' difficile per esempio spiegare con esigenze pastorali la decisione del Vaticano di scorporare le Isole Cayman dalla naturale diocesi giamaicana di Kingston, per proclamarle "missio sui iuris" alle dirette dipendenze della Santa Sede e affidarle al cardinale Adam Joseph Maida, membro del collegio dello Ior.
Il quarto e ultimo episodio di coinvolgimento dello Ior negli scandali italiani è quasi comico rispetto ai precedenti e riguarda Calciopoli. Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta dal figlio di Moggi, sarebbero custoditi nella banca vaticana. Attraverso i buoni uffici di un altro dei banchieri di fiducia della Santa Sede dalla fedina penale non immacolata, Cesare Geronzi, padre dell'azionista di maggioranza della Gea. Nel caveau dello Ior sarebbe custodito anche il "tesoretto" personale di Luciano Moggi, stimato in 150 milioni di euro. Al solito, rogatorie e verifiche sono impossibili. Ma è certo che Moggi gode di grande considerazione in Vaticano. Difeso dalla stampa cattolica sempre, accolto nei pellegrinaggi a Lourdes dalla corte di Ruini, Moggi è da poco diventato titolare di una rubrica di "etica e sport" su Petrus, il quotidiano on-line vicino a papa Benedetto XVI, da dove l'ex dirigente juventino rinviato a giudizio ha subito cominciato a scagliare le prime pietre contro la corruzione (altrui).
Con l'immagine di Luciano Moggi maestro di morale cattolica si chiude l'ultima puntata dell'inchiesta sui soldi della Chiesa. I segreti dello Ior rimarranno custoditi forse per sempre nella torre-scrigno. L'epoca Marcinkus è archiviata ma l'opacità che circonda la banca della Santa Sede è ben lontana dallo sciogliersi in acque trasparenti. Si sa soltanto che le casse e il caveau dello Ior non sono mai state tanto pingui e i depositi continuano ad affluire, incoraggiati da interessi del 12 per cento annuo e perfino superiori. Fornire cifre precise è, come detto, impossibile. Le poche accertate sono queste. Con oltre 407 mila dollari di prodotto interno lordo pro capite, la Città del Vaticano è di gran lunga lo "stato più ricco del mondo", come si leggeva nella bella inchiesta di Marina Marinetti su Panorama Economy. Secondo le stime della Fed del 2002, frutto dell'unica inchiesta di un'autorità internazionale sulla finanza vaticana e riferita soltanto agli interessi su suolo americano, la chiesa cattolica possedeva negli Stati Uniti 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, 102 in obbligazioni a lungo termine, più joint venture con partner Usa per 273 milioni.
Nessuna autorità italiana ha mai avviato un'inchiesta per stabilire il peso economico del Vaticano nel paese che lo ospita. Un potere enorme, diretto e indiretto. Negli ultimi decenni il mondo cattolico ha espugnato la roccaforte tradizionale delle minoranze laiche e liberali italiane, la finanza. Dal tramonto di Enrico Cuccia, il vecchio azionista gran nemico di Sindona, di Calvi e dello Ior, la "finanza bianca" ha conquistato posizioni su posizioni. La definizione è certo generica e comprende personaggi assai distanti tra loro. Ma tutti in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, con le associazioni cattoliche e con la prelatura dell'Opus Dei. In un'Italia dove la politica conta ormai meno della finanza, la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di quanta ne avesse ai tempi della Democrazia Cristiana.
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