lunedì 28 settembre 2009

I rischi dei poligoni militari: il caso Sardegna

Il documento del comitato "Gettiamo le basi":
Sapere che la Regione Sicilia ha svolto la ricerca sulle emissioni elettromagnetiche di guerra rinfranca e allo stesso tempo amplifica la vergogna e la rabbia per la cronica passività della Regione Sardegna, qualunque sia il colore politico delle sue giunte. Ancora di più rincuora sapere che la società civile verifica lo studio e indica lacune e approfondimenti. L'indagine epidemiologica bidone della Regione Sardegna ci ha insegnato a diffidare anche degli studi promossi da governatori "amici". In Sardegna è stato svolto uno studio sull'elettromagnetismo del poligono Salto di Quirra (il più vasto d'Europa) da parte di tre ricercatori autonomi (Coraddu, Tosciri, Litarru) rigorosamente autofinanziato con il sostegno di alcune associazioni di base dalle casse disperatamente vuote. Un confronto con gli esperti siciliani (e di altre regioni e nazioni ovviamente) potrebbe apportare conoscenze utili per smascherare le bugie oppiacee e affinare le capacità di contrapporsi al mostro militare dovunque si sia insidiato o tenti di mettere tana. Adesso è in corso un'indagine ufficiale gestita dal ministero alla Difesa e dalle forze armate, mirata, come spudoratamente dichiarato e scritto, a tranquillizzare la popolazione e i militari, "ottenere la certificazione di qualità ambientale", cioè dimostrare che il poligono è un gioiellino ecologico. Niente di più facile dato che il cosa, il come il dove controllare è stato stabilito dal controllato che garantisce "Trasparenza e Qualità" mediante una gara d'appalto dagli oscuri contorni vinta dalla società "Ambiente" in partnership con il Dipartimento dell'Università di Pisa. Scontato il servile plauso incondizionato delle istituzioni locali. Potrebbe dare buoni risultati un raffronto tra metodologia, strumentazioni, risultati dell'indagine dell'Arpa a Niscemi e l'indagine del controllato/controllore in corso nel Salto di Quirra, ormai noto come il poligono della morte a causa concentrazione di leucemie e alterazioni genetiche. Sarebbe per noi di enorme rilevanza stabilire rapporti e scambi di informazioni con quanti hanno la disponibilità militante e le capacità tecnico scientifiche di leggere il "Capitolato tecnico" e il piano d'indagine mirata a non trovare traccia d'inquinamento.
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domenica 27 settembre 2009

Ricostruita la storia genetica degli indiani


Le parentele genetiche di diversi gruppi di indiani indicano che essi, a eccezione degli abitanti delle Andamane, sono il frutto del mescolamento di due popolazioni ancestrali.In uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Nature”, un gruppo internazionale di ricerca descrive la possibilità di sfruttare la moderna tecnologia di analisi genomica per studiare la storia antica dell’India, la seconda nazione più popolosa del mondo.La ricerca rivela che quasi tutti gli indiani moderni sono il risultato di due contributi genomici dovuti ad altrettante popolazioni ancestrali distinte. In seguito a questo antico mescolamento, molti gruppi hanno sperimentato periodi di isolamento genetico reciproco per altre migliaia di anni. Lo studio, che ha notevoli implicazioni sanitarie per gli indiani moderni, si è svolto presso il Centre for Cellular and Molecular Biology (CCMB) di Hyderabad, in India, in collaborazione con i ricercatori dell’Harvard Medical School, dell'Harvard School of Public Health e del Broad Institute di Harvard e del MIT.
Sebbene le sequenze genetiche di due qualunque popolazioni differiscano geneticamente per non più dello 0,1 per cento, questa piccola frazione del genoma è una ricca fonte di informazioni: per gettare una luce sulla variabilità genetica nel subcontinente indiano, il gruppo ha analizzato più di 500.000 marker genetici sui genomi di 132 soggetti di 25 gruppi diversi, in rappresentanza di 13 stati e sei famiglie linguistiche, sia delle caste più elevate sia di qulle più basse, nonché di differenti gruppi tribali. Le analisi hanno rivelato l'esistenza di due popolazioni ancestrali."Differenti gruppi indiani hanno ereditato dal 40 all'80 per cento dei loro geni dalla cosiddetta popolazione ancestrale degli indiani del Nord, collegati con gli euroasiatici dell'ovest, mentre gli altri discendono dalla popolazione ancestrale degli indiani del Sud, che non sono imparentati con alcun gruppo al di fuori dell'India", ha spiegato David Reich, professore associato di genetica dell'Harvard Medical School e membro associato del Broad Institute.
Il risultato consente così di acquisire nuove conoscenze sull'origine dell'organizzazione sociale indiana, poiché quasi tutti i gruppi considerati, siano essi "tribù" o caste, sono il frutto del mescolamento delle due popolazioni originarie. Secondo Kumarasamy Thangaraj, ricercatore del CCMB di Hyderabad e coautore dello studio: "E' impossibile distinguere le caste dalle tribù utilizzando i dati genetici: ciò corrobora l'idea che le caste nacquero direttamente dall'organizzazione tribale della società indiana primigenia."L'unica eccezione è la popolazione indigena delle Isole Andamane, che formano un arcipelago nell'Oceano indiano e contano attualmente solo poche centinaia di individui. Gli abitanti delle Andamane risultano essere imparentati filogeneticamente solo con gli indiani ancestrali del Sud."Gli Andamanesi sono unici", ha concluso Nick Patterson, coautore dello studio "Comprendere la loro origine fornisce una finestra nella storia degli indiani ancestrali del Sud, relativamente a un periodo in cui, decine di migliaia di anni fa, si separarono dalle altre popolazioni euroasiatiche"."Il nostro progetto di campionare le tribù in via di estinzione delle isole Andamane ha avuto più successo di quanto si potesse sperare", ha aggiunto Lalji Singh, primo autore dello studio. "E' possibile a questo punto ipotizzare che gli abitanti di quelle isole siano gli unici sopravvissuti degli antichi colonizzatori dell'Asia meridionale".
Fonte tratta dal sito .

sabato 26 settembre 2009

il pil non interessa più a nessuno!


Bruxelles annuncia un rinnovo dei parametri per il calcolo della ricchezza. È indispensabile un indice ambientale. Nel conteggio verranno incluse le emissioni di gas serra, il deterioramento del paesaggio naturale, l'inquinamento atmosferico, l'utilizzo dell' acqua e la produzione di rifiuti.Il Prodotto Interno Lordo è un parametro vecchio e inadeguato per misurare la ricchezza e lo sviluppo di un Paese. Non è solo l'idea ecologista della decrescita felice, ma l'opinione maturata in seno alla Comunità Europea.L'Italia a questo riguardo offre un esempio concreto. Per ricchezza pro capite siamo al dodicesimo posto nell'Unione Europea, ma scendiamo al quindicesimo se, oltre al Pil, si considera il verde e la percezione della felicità. L'esempio italiano, tra gli altri, serve alla Commissione Ue per affermare che il prodotto interno loro non basta più a misurare il progresso di un mondo in cambiamento, dove l'elemento ecologico conta quasi quanto quello economico, ma non è tenuto in conto dagli indicatori sul benessere e la ricchezza pro capite.
Bruxelles ha annunciato di volere migliorare l'indicatore Pil, includendo anche un indice ambientale che consentirà di valutare il progresso compiuto nei principali settori della politica e della tutela ambientali. L'indice includerà aspetti quali le emissioni di gas serra, il deterioramento del paesaggio naturale, l'inquinamento atmosferico, l'utilizzo dell' acqua e la produzione di rifiuti. Una versione pilota del nuovo indice verde sarà pronto nel 2010.
Il commissario all'ambiente Stavros Dimas ha portato un esempio: "se in un paese, si tagliano le foreste per vendere legno, quell'anno si registrerà un aumento del Pil, ma l'indicatore non dirà nulla sul danno a lungo termine causato dalla distruzione del verde". Un altro esempio della limitatezza del Pil nel leggere la società, arriva dalla Louisiana dove, dopo l'uragano Katrina, l'indicatore segnalava una tendenza all'insù perché anziché i lutti e le distruzioni si limitava a calcolare l'impatto degli 80 miliardi di aiuti pubblici per la ricostruzione. " Per far fronte alle sfide del XXI secolo abbiamo bisogno di politiche più integrate e più trasparenti", ha detto Dimas."E per poter elaborare queste politiche abbiamo bisogno di valutare meglio dove siamo, dove vogliamo andare e come possiamo arrivarci. Per cambiare il mondo, dobbiamo cambiare la nostra maniera di concepirlo e per questo bisogna andare oltre il Pil". Il Pil - ha spiegato infatti il commissario - non è stato concepito per essere uno strumento di misura del benessere e in quanto tale non tiene conto di talune questioni di importanza vitale per la qualità della nostra vita, quali un ambiente sano, la coesione sociale o la misura della felicità individuale.
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venerdì 25 settembre 2009

Eziologia del valore monetario, questo sconosciuto

Questo post vuole essere un riassunto sulle cause che fanno sì che la moneta acquisti il proprio valore come mezzo di scambio (cose già dette insomma). Queste potranno sembrare una banalità per alcuni (non a torto), ma è facile riscontrare che così non lo è per molti. Riflettere sul valore monetario significa, alla fine, riflettere sul valore di tutte le cose.
Ho sempre pensato che comprendere a cosa sia dovuto realmente il valore della moneta sia un atto imprescindibile per la comprensione della truffa del signoraggio esercitato in 'occulto' dai banchieri nei secoli. Altrimenti si scivola facilmente in grossolane interpretazioni che vedono come soluzione al signoraggio la semplice "nazionalizzazione della banca centrale", oppure appare gente con la convinzione che chi denunci il signoraggio voglia ritornare al baratto!Questo problema intrinseco alla moneta è stato affrontato dal professore di diritto Giacinto Auriti che lo ha magistralmente risolto con il concetto di valore "indotto". Leggere per questo il suo scritto liberamente scaricabile 'Il Paese dell'Utopia'. L'attuale reticenza delle accademie nell'assimilare il boccone di Auriti è comunque comprensibile: Auriti è un fenomeno esplosivo troppo recente per riuscire anche solo a smussare quei bei papaveri nati e radicati dentro alle vecchie scuole di economia!Figuriamoci poi le autorità economiche (FED, BCE, FMI etc..), dato il potere e il prestigio concentrato nelle loro mani. Sarebbe come "chiedere a chi ha il potere di riformare il potere": un'idiozia.
Ma cosa ci dice di nuovo Auriti? Ci insegna che il simbolo monetario (che sia fatto di carta, di oro o di bit su un computer) oltre che essere "misura del valore", come da sempre accettato da qualsiasi economista, è insieme "valore della misura". E poi ci dice che questo valore è un valore "indotto", perché nasce appunto per "induzione" (dal latino "in-ducere": portare a se, trarre a se). E chi potrà mai indurle valore se non il valutante, colui che valuta, che non è altri che l'uomo stesso? Auriti ripeteva spesso che non c'è ricchezza in un mondo di morti. Ma ancora più chiaro era quando diceva di prendere il governatore di Bankitalia S.p.A e spedirlo a stampare banconote su un'isola deserta, per poi vedere se nasceva su di esse valore monetario. Come possono quei pezzi di carta filigranata essere considerata moneta e acquistare quindi valore se non c'è nessuno che può valutarla tale, che può accettare quella carta convenzionalmente come mezzo di pagamento?Il loro valore nasce per la previsione di poterle usarle come mezzo di scambio: dalla fiducia di poter riutilizzare la moneta in nuovi e futuri scambi dopo averla accettata, e non sulla fiducia verso Mario Draghi il governatore della BC!
Il valore di per se non esiste. E' il valutante che crea valore, perché il valore si crea, ed appartiene ad un oggetto solo per convenzione, per induzione, per volontà o necessità del valutante. O forse il valore non sarebbe relativo? Dovremmo forse credere al Valore-Intrinseco delle banconote creato per Infusione-Divina da Mario Draghi (che se fosse un dio parrebbe più un dio del Male che del Bene)?
Un po' di storia.
Ancora prima della nascita della moneta, avvenuta in completa spontaneità (senza nessun bisogno di qualche economista ad escogitarla), era il baratto. E a quel tempo il valore di ogni singolo bene era in proporzione al valore degli altri beni esistenti (lo è tutt'oggi naturalmente), e tutto ciò nasceva spontaneo e naturale. Gli scambi erano scomodi ma nessuno dubitava del valore delle uova che venivano con efficacia scambiati (nella dovuta proporzione decisa da domanda e offerta) con la lattuga. E in verità anche il valore di questi beni era ed è un valore indotto: dalla fame!Così vale per ogni bene anche oggi: perché là dove non c'è necessità e bisogno biologico a decretare il valore di un determinato bene, ci sono le ipnotiche e persuasive tecniche della pubblicità e della moda a porvi rimedio!La naturale evoluzione del baratto fu la moneta. E questa all'inizio non era che una merce stessa, considerata un "bene di lusso", a cui pian piano si dette l'onere di farsi carico di tutte le scomodità insite nello scambio diretto tra merce e merce. Quest'onere venne ricoperto da svariati beni, ma quello che si diffuse a livello internazionale, perché diventò comune a quasi tutti i popoli sulla terra, fu l'oro. In proporzione al suo peso cominciarono a valere tutti i beni, e divenne quindi misura di tutti i beni.Era ed è ancora ovvio che la moneta per essere tale debba avere la funzione di immagazzinare il valore degli altri beni da scambiare: quello che per alcuni può non essere ovvio è che questo valore siano loro stessi a conferirglielo!E anche sull'oro, la storia insegna, nessuno dubitava del suo valore. Si combattevano guerre per l'oro. Ed era il fatto che tutti lo usassero come "mezzo di scambio" degli altri beni la causa del suo valore (indotto). Se nella storia anziché l'oro fosse stato scelto come mezzo di scambio il piombo, allora si sarebbe fatto la guerra per il (valore indotto del) piombo! Non c'è nessun volere divino che crea il valore di quel metallo, ma un volere umano, una convenzione fra popoli.
Un principio generale.
Partendo dal dato oggettivo che è il mercato a stabilire, da sempre, la proporzione e la differenza di valore tra un bene ed un altro, in base alla legge della domanda e dell'offerta di chi compra e di chi vende, e che la moneta non è che un riflesso secondario, nata con l'obiettivo di facilitare gli scambi di questi beni, si può arrivare a concludere che: il valore nominale della moneta esistente sul sistema tende col tempo a diventare la duplicazione speculare del valore dei beni e servizi (ricchezza reale) che la moneta in quanto tale misura.Lo diceva Auriti, ma anche i monetaristi dovrebbero concordare, visto che ci dicono (per farla breve) che con la variazione dell'offerta di moneta (a parità di beni) si ha una variazione anche sul valore della moneta (sui prezzi), che altro non è che un adeguamento del suo valore numerico, nominale, indotto, in proporzione alla stessa quantità di beni.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 24 settembre 2009

Perchè l'uomo non sa più nutrirsi


Osservando i nostri animali di compagnia, cani e gatti, notiamo che sono molto equilibrati a livello alimentare. Si avvicinano con sospetto al cibo che gli viene offerto, e lo mangiano solo se non lo ritengono tossico. Non ingeriscono alimenti più dell'indispensabile e se stanno male rimangono a digiuno per tutto il periodo della malattia. Sanno quali erbe utilizzare per depurarsi, e le mangiano solo quando serve. Anche noi abbiamo questo istinto animale, ma lo abbiamo perso per l'ingestione di cibi senza alcun valore nutritivo, ma anzi tossici per il nostro organismo. Iniziamo la giornata con cappuccino e brioche. Il latte di mucca non è un alimento della nostra specie. E’ ricco di proteine animali che danno acidosi metabolica. Produce alterazione dei batteri saprofiti intestinali (disbiosi) per la lactenina e l'acido rumenico, due sostanze antibiotico simili. Il caffè è ritenuto uno stimolante, ma è un veleno che provoca la secrezione di adrenalina che è poi il vero neurotonico. La brioche, oltre al frumento raffinato, cui siamo intolleranti, contiene creme, marmellate, panna, cioccolato, tutti alimenti che ci portano all'iperglicemia, che è aumentata dall'adrenalina secreta per l'ingestione di alimenti cui siamo intolleranti, come il caffè, il latte e il grano.
In iperglicemia stiamo apparentemente bene per qualche ora, fino alle 10 circa. Dalle 9 alle 11 abbiamo la massima energia del pancreas che percepisce questa iperglicemia e stimola l'insulina producendo un'ipoglicemia veloce. L’ipoglicemia provoca stanchezza, difficoltà di concentrazione nello studio, asocialità, facendoci commettere errori sul lavoro per disattenzione. E ci viene una gran fame. Così siamo costretti a bere un altro caffè con lo zucchero raffinato, o un altro cappuccino con brioche, perché abbiamo un "calo degli zuccheri". Andiamo così di nuovo in iperglicemia e riusciamo a rimanere attivi fino all'ora di pranzo. Chi è fortunato mangia a casa e si gusta un piatto di pasta o riso raffinati al sugo o al ragù, bistecca, verdure e frutta, pane e vino. Siamo intolleranti al frumento della pasta e dei pane e, se abbondiamo troppo, anche al pomodoro. Il riso raffinato aumenta la stitichezza. La carne aumenta l'acidosi metabolica del latte mattutino, con l'aggiunta del formaggio grana sulla pasta. Le verdure se non biologiche sono ricche di pesticidi o altri composti chimici tossici per il nostro organismo. Stendiamo un velo pietoso sui disgraziati costretti a mangiare fuori casa, tra tramezzini, panini, pizzette ecc! Alla sera bistecca o formaggio, uova o pesce, (acidosi metabolica), vino, verdure non biologiche, pane.
E peggio ancora la pizza (con birra o coca cola), poiché è l'insieme di tutti gli alimenti tossici, quali frumento, lievito chimico, (disbiosi intestinale), mozzarella, pomodoro. Altri ingredienti aggiunti, a seconda dei gusti individuali, come gli affettati di carne suina, le uova, le patatine fritte, preferite dai ragazzi, i peperoni o le melanzane, il gorgonzola, i funghi, la fanno diventare una bomba alimentare che rimanendo nel nostro apparato digerente per 5 giorni aumenta l'acidosi, le infiammazioni all'apparato respiratorio, le difficoltà digestive come i gonfiori, le eruttazioni e le flatulenze, la disbiosi intestinale, i dolori articolari, le allergie, la stipsi o la diarrea.Non ho preso in considerazione tutti gli alimenti conservati, come il tonno o la carne in scatola, i preparati sott'olio o sott'aceto, gli yogurt, i surgelati, i gelati e i dolci industriali. In questo modo ci stiamo avvelenando giorno dopo giorno, anzi, più mangiamo alimenti nocivi, per la gratificazione dovuta all'adrenalina secreta, più li desideriamo.Mangiando invece verdura e cereali (farro, kamut, segale, avena, miglio, mais, orzo e riso), frutta, frutta secca, proteine vegetali quali i legumi, il tofu, il seitan di farro o di kamut, il tutto biologico e integrale, riusciremo a nutrirci in modo corretto depurandoci e acquisiremo le capacità e l'istinto degli animali nello scegliere gli alimenti salutari o meno per il nostro organismo.
Fonte trtatta dal sito .

mercoledì 23 settembre 2009

A Seveso si continua a morire


La diossina continua a colpire dopo 33 anni. Uno studio conferma che è più alto il rischio cancro al seno per le donne che abitano nella zona a più alta contaminazione. E risulta più alto il rischio di tumori linfatici e del sangue per coloro che abitano nei distretti limitrofi meno contaminati. In pericolo anche le persone nate da donne esposte.
I veleni dell'industria chimica che il 10 luglio 1976 si sparsero nell'abitato di Seveso, in Lombardia, sotto forma di una nera nube carica di diossine continuano a fare male alle popolazioni esposte al disastro ambientale, sia direttamente, sia indirettamente, per quanto riguarda i figli delle donne che abitavano i luoghi contaminati. Si registrano, infatti, più tumori tra queste persone rispetto alla media nazionale.
È quanto afferma uno studio dei ricercatori della Fondazione Irccs Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano e diretto da Angela Pescatori e Pier Alberto Bertazzi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Environmental Health. I ricercatori hanno riscontrato che è più alto il rischio cancro al seno per le donne che abitano nella zona a più alta contaminazione da 2,3,7,8-Tetraclorodibenzo-p-diossina (Tcdd), la più pericolosa tra le diossine, classificata dall'OMS come carcinogeno di classe uno; così come risulta più alto il rischio di tumori linfatici e del sangue per tutti coloro che abitano nei distretti limitrofi anche meno contaminati.
A Seveso tutto iniziò con un incidente verificatosi nel confinante comune di Meda presso gli impianti chimici della società elvetica Icmesa (gruppo Givoudan-La Roche): alle 12 e 40 del 10 luglio di 33 anni fa un reattore dell'industria 'sputo'' una nube tossica. Da allora si cerca di far luce sulle 'ferite profonde' di quella tragedia e questo non è il primo studio a mettere allerta sui pericoli delle diossine sprigionate. Un recente lavoro di Andrea Baccarelli dell'Università di Milano ha dimostrato infatti che i bimbi nati da donne che vivevano nelle aree contaminate da diossina mostrano disfunzioni tiroidee con frequenza 6,6 volte maggiore dei coetanei figli di donne non esposte, che evidenzia una netta associazione tra esposizione materna a Tcdd ed alterazioni della funzione neonatale tiroidea in una ampia popolazione esposta dopo l'incidente di Seveso.
In questa nuova indagine, invece, gli esperti hanno misurato l'incidenza di vari tumori negli abitanti di tre zone variamente esposte alla TCDD. Hanno considerato tre zone di esposizione decrescente (concentrazioni decrescenti di Tcdd nel suolo) denominate 'A' (molto alta), B (alta), R (bassa), e una zona 'franca' dall'inquinamento, coprendo un periodo che va dal 1977 al 1996. È emerso che l'incidenza di cancro al seno è più alta nelle donne che abitavano la zona A durante l'incidente o vi sono nate o migrate dopo. L'incidenza di tumori linfatici o del sangue è invece più alta sia nella zona A sia nella B per entrambi i sessi.
Lo studio conferma che la diossina sparsa a Seveso è cancerogena e, concludono i ricercatori, a rischio sono non solo le persone direttamente esposte perché abitavano lì al momento dell'incidente, ma anche quelle arrivate dopo e i nati da donne esposte alla contaminazione.
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martedì 22 settembre 2009

"Via dal mercato le pillole contraccettive pericolose!"

Aumentati quasi del doppio gli effetti collaterali / Trombi potenzialmente mortali / Più di 50 le morti avvenute negli USA.
La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer chiede la messa al bando delle pillole contraccettive di terza generazione che presentano un'aumentata incidenza di effetti collaterali, rispetto alle pillole di seconda generazione, senza portare alcun vantaggio. In particolare, uno studio pubblicato di recente sul British Medical Journal, ha rilevato che le pillole contenenti l'ormone drospirenone presentano un rischio quasi doppio di effetti collaterali potenzialmente mortali rispetto alle pillole di seconda generazione usate a partire dagli anni '70.
La Bayer è il leader mondiale dei contraccettivi ormonali. Lo scorso anno, le vendite di Yaz/Yasmin (il farmaco è lo stesso, cambia solo il nome commerciale a seconda dei paesi) hanno raggiunto il miliardo di euro. Jan Pehrke della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, afferma: "Gli effetti collaterali di Yaz/Yasmin sono più pericolosi di quelli dei vecchi contraccettivi orali. La Bayer ha tenuto nascosti i rischi, ha omesso di informare correttamente sia i medici che i pazienti e ha minimizzato i rischi connessi all'uso di Yaz/Yasmin in confronto ad altre pillole contraccettive." Entrambi i farmaci contengono 3 milligrammi di drospirenone, un ormone che stimola la diuresi e porta a un leggerissimo calo di peso, peraltro temporaneo. Purtroppo la perdita di liquidi aumenta al contempo il rischio della formazione di trombi.
Le autorità tedesche parlano di 7 morti legate all'uso di Yasmin e, assieme a quelle svizzere, hanno recentemente dato il via a uno studio sui rischi del Yasmin. Negli Stati Uniti sono state intentate almeno 48 cause contro la Bayer, dove si sostiene che, tra il 2004 e il 2008, Yaz e Yasmin hanno causato la morte di più di 50 persone, tra cui anche ragazze di 17 anni. Sono state riportate morti causate da aritmia cardiaca, arresto cardiaco, infartos, embolia polmonare e ictus.
La Bayer si rifiuta di pubblicare i dati sugli effetti collaterali dei suoi contraccettivi, dichiarando di "non voler allarmare gli utenti". Hubert Ostendorf della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, commenta così: "La Bayer sta cercando di imporre i contraccettivi ormonali come contraccettivi di prima scelta in tutto il mondo, perché i suoi profitti sono enormi. Ecco perché i gravi effetti collaterali vengono minimizzati". La Coalizione chiede che vengano resi pubblici tutti gli studi e tutti gli effetti collaterali di cui si ha notizia.
La enorme pubblicità della Bayer su Yaz/Yasmin, è diretta specialmente alle ragazze e alle giovani donne, con la promessa di far dimagrire e di curare l'acne. Ad esempio, in uno spot per la televisione, la Bayer sosteneva che Yaz "ti aiuta a mantenere la pelle liscia", malgrado il fatto che non sia mai stato dimostrato con studi clinici che l'assunzione di Yaz porti ad una eliminazione dell'acne. Negli Stati Uniti la Bayer ha assunto Lauren Boston della serie televisiva The Hills della MTV, come sostenitrice e portavoce di Yaz.
La pubblicità di Yaz negli Stati Uniti sosteneva anche che curava i sintomi della sindrome premestruale. Nell'ottobre del 2008, la Bayer è stata richiamata dalla Food and Drug Administration (FDA) per pubblicità ingannevole. Secondo la FDA la pubblicità sovrastimava i benefici di Yaz mentre allo stesso tempo distoglieva l'attenzione dai rischi. La Bayer è stata condannata a pagare una campagna pubblicitaria correttiva del costo di 20 milioni di dollari. Il Procuratore Capo della California Edmund Brown ha dichiarato: "La campagna pubblicitaria ingannevole della Bayer mirava a far credere alle donne giovani che il suo contraccettivo orale curava sintomi per i quali non aveva ricevuto l'approvazione all'uso".
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lunedì 21 settembre 2009

Pubblicità ai farmaci presto in tv?

Il Parlamento europeo discuterà ad ottobre 2009 su come modificare l'attuale legge che in Europa vieta la pubblicità ai farmaci.
La pubblicità è l'anima del commercio e lo si deduce da quanto spendono le aziende farmaceutiche in marketing. Solo negli Stati Uniti, nel 2004, sono stati spesi circa 60 miliardi di dollari, una cifra enorme se paragonata ai 12 miliardi di dollari dei fondi destinati alla cooperazione sanitaria internazionale. Il sistema funziona, ed è noto il rapporto diretto tra promozione e aumento delle prescrizioni. Se la maggior parte degli investimenti delle aziende sono dirette ai medici, negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, la pubblicità diretta al consumatore (Direct To Consumer Advertising, DTCA) è legale, comune e ben finanziata. Secondo gli agiografi della DTCA, si tratta di un mezzo per educare ed informare i consumatori, incoraggiare il dialogo produttivo tra paziente e medico, e facilitare la diagnosi e la cura di problemi prima non riconosciuti. Di sicuro stimola le vendite e le aziende aumentano i profitti. Ma è forte l'evidenza che i danni conosciuti e potenziali della pubblicità diretta ai consumatori sono maggiori dei teorici benefici e i pazienti rischiano una sovra-diagnosi, un sovra-trattamento e di conseguenza un maggior numero di effetti collaterali. L'esperimento degli Stati Uniti offre una lezione utile anche sul deterioramento della relazione medico-paziente dato che la pubblicità mette sotto pressione i medici, è causa di prescrizione inappropriata e di un aumento non necessario della spesa sanitaria. Fatto sta che sin dal 1992 la pubblicità rivolta al pubblico dei farmaci con obbligo di prescrizione medica è vietata in Europa, mentre è consentita la pubblicità dei farmaci da banco. Oggi si cerca di modificare il sistema in vigore e una proposta legislativa sarà discussa nel prossimo Ottobre al Parlamento Europeo. Pur senza rimuovere il divieto sulla pubblicità diretta dei farmaci da prescrizione, si vuole permettere alle aziende farmaceutiche la possibilità di diffondere direttamente l'informazione sui farmaci da prescrizione in TV, radio, internet e attraverso materiale stampato distribuito direttamente o tramite gli operatori sanitari ai pazienti. Le informazioni riportate nella pubblicità saranno vagliate prima di essere diffuse e monitorate dalle autorità nazionali anche dopo la loro diffusione. Problema non da poco è la distinzione tra pubblicità e informazione, i cui confini non sono netti, e l'individuazione delle fonti su cui sarà possibile effettuare l'informazione non promozionale. Questa direttiva è in fase di discussione al Parlamento Europeo ma, secondo un recente articolo, la maggioranza degli Stati Membri non sembrano intenzionati a sostenere questa modalità di "informazione ai pazienti". Vendere salute è un affare e le multinazionali del farmaco sono le aziende con i profitti più alti. Niente di male, se non fosse che negli anni l'industria farmaceutica ha espanso la sua influenza ad ogni livello ed in ogni settore che ha a che fare con forniture sanitarie, a partire dagli studi clinici iniziali che portano alla scoperta ed allo sviluppo di nuovi farmaci, sino alla promozione dei farmaci presso la classe medica o gruppi di pazienti, ed alla compilazione delle linee guida. E' interessante notare che il monopolio nella valutazione e promozione dei propri prodotti è pressoché assoluto, dato che, nelle nazioni in cui le aziende farmaceutiche sono tra i grandi finanziatori dell'economia nazionale, nessun governo può ignorare il benessere commerciale dell'industria e anzi deve bilanciare gli interessi dei pazienti e l'interesse e l'economia nazionale. Avendo questo chiaro, sono ancora più evidenti i problemi legati alla pubblicità diretta ai farmaci e cosa succederà se la direttiva Europea sarà approvata non lo sappiamo, ma lo immaginiamo. E' interessante, animati da un salutare scetticismo, dare uno sguardo a com'era una volta la promozione ai medici, prima che la pubblicità dei farmaci venisse regolamentata.
Fonte tratta dal sito .

domenica 20 settembre 2009

L'INFLUENZA DEL 1918 FU UNA MALATTIA CAUSATA DAI VACCINI


Sono molto poche le persone che si rendono conto del fatto che la peggiore epidemia che abbia mai colpito l'America, la cosiddetta Influenza Spagnola del 1918 sia stata causata dalla massiccia campagna di vaccinazione portata avanti in tutta la federazione [statunitense]. I dottori hanno detto alla popolazione che la malattia era causata dai germi. I virus non erano ancora noti ai tempi altrimenti sarebbero stati incolpati loro. Germi, batteri e virus, assieme ai bacilli ed ad un piccolo numero di altri organismi invisibili sono i capri espiatori sui quali i medici amano far ricadere la colpa delle cose che non comprendono. Se un medico compie un errore nel formulare una diagnosi e prescrivere la terapia, e uccide il suo paziente, può sempre dare la colpa ai germi, ed affermare che l'infezione del suo paziente non era stata precedentemente diagnosticata e che quindi era venuto da lui troppo tardi.
Se torniamo indietro al 1918, il periodo nel quale esplose l'influenza, noteremo come essa esplose subito dopo la fine della prima guerra mondiale quando i nostri soldati stavano ritornando a casa da oltre oceano. Questa fu la prima guerra nella quale tutti i vaccini allora noti furono somministrati obbligatoriamente a tutti i militari. Questo guazzabuglio di veleni farmacologici e di proteine putride di cui i vaccini erano composti, causò una tale diffusione di malattia e di morte tra i soldati che era un comune soggetto di discussione il fatto che i nostri uomini venivano uccisi più dalle iniezioni dei medici che dalle pallottole delle armi da fuoco. Molti furono resi invalidi e tornarono a casa o finirono in un ospedale militare, come dei rottami senza speranza, prima ancora di avere visto un girono di battaglia. La percentuale di malattie e morti tra i soldati vaccinati fu quattro volte maggiore rispetto ai civili non vaccinati. Ma questo non fermò i promotori dei vaccni. I vaccini sono sempre stati un grande business, e così si continuò ostinatamente ad utilizzarli.
Fu una guerra più breve di quanto non avessero pensato i produttori di vaccini, durò solo un anno per noi, e così ai produttori dei vaccini restarono una quantità di vaccini inutilizzati e andati a male che volevano vendere ricavandoci un buon profitto. E così essi fecere ciò che fanno usualmente, fecero una riunione a porte chiuse e progettarono tutto lo sporco programma, un'operazione di vaccinazione federale (mondiale) che utilizzasse tutti i loro vaccini, raccontando alla popolazione che i soldati stavano tornando a casa con molte terribili malattie contratte in paesi stranieri e che era un dovere patriottico di ogni uomo donna o bambino di proteggersi correndo ai centri di vaccinazione e facendo tutte le iniezioni.
La maggior parte della gente credette ai propri medici ed agli ufficiali governativi, e fece quanto fu loro consigliato. Il risultato fu che la quasi totalità della popolazione si sottopose alle iniezioni senza essere sfiorata dal dubbio, e fu solo una questione di ore prima che la gente iniziasse ad agonizzare e morire, mentre molti altri collassarono colpiti da malattie di una tale virulenza che nessuno aveva mai visto niente del genere prima d'allora. Tali malattie avevano tutte le caratteristiche delle malattie contro le quali le persone erano state vaccinate, la febbre alta, i brividi, il dolore, i crampi, la diarrea, etc. della febbre tifoidea, la congestione alla gola ed ai polmoni simile a quella della polmonite e tipica della difterite, il vomito, il mal di testa, la debolezza e il tormento dell'epatite causata dai vaccini contro la febbre della giungla, e la manifestazione di piaghe sulla pelle causata dai vaccini contro il vaiolo, insieme alla paralisi causata dall'insieme dei vaccini, etc.
I medici furono sconcertati, e disssero che non conoscevano la causa di questa strana e mortale malattia, e che certamente non avevano alcuna cura. Avrebbero dovuto sapere che la causa nascosta furono le vaccinazioni, perché la stessa cosa successe ai soldati dopo avere ricevuto le iniezioni vaccinali nelle caserme. I vaccini per la febbre tifoidea causarono una forma ancora peggiore della stessa malattia, che chiamarono para-tifoide. Quindi cercarono di sopprimere i sintomi di questa malattia con un vaccino più forte, che causò a sua volta una malattia ancora più perniciosa, che uccise e rese disabili una gran quantità di uomini. La combinazione di tutti quei vaccini tossici che fermentavano assieme nel corpo, causò tali violente reazioni che i medici non riuscirono ad affrontare quella situazione. Il disastro si diffuse rapidamente negli accampamenti. Alcuni ospedali militari furono riempiti esclusivamente di soldati paralizzati, e furono considerati infortuni di guerra, anche se avvenuti prima hce abbandonassero il suolo Americano. Ho parlato con alcuni dei sopravvvissuti a questo massacro vaccinale quando ritornarono a casa dagli accampamenti dopo la guerra, ed essi mi raccontarono degli orrori, non della guerra in sé stessa e delle battaglie, ma delle malattie diffuse negli accampamenti.
I medici non volevano che la diffusione di questa malattia causata dai vaccini si ritorcesse contro di loro, e così di misero d'accordo tra di loro per chiamarla Influenza Spagnola. La Spagna era un luogo molto lontano, ed alcuni dei soldati erano stati lì, così l'idea di denominarla Influenza Spagnola sembrò un'ottima scelta per incolpare qualcun altro. Gli Spagnoli si risentirono del fatto questo flagello mondiale aveva preso la denominazione da loro. Essi sapevano che la malattia non aveva avuto origine nel loro paese.Venti milioni di persone morirono in tutto il mondo di quell'epidemia influenzale e sembrò toccare tutti i paesi che furono raggiunti dalla vaccinazione. La Grecia e poche altre nazioni, che non accettarono il vaccino, furono le uniche a non essere colpite dall'influenza. Questo non dimostra forse qualcosa?
A casa (negli U.S.A.) la situazione era la stessa; gli unici che sfuggirono all'influenza furono quelli che rifiutarano le vaccinazioni. La mia famiglia ed io fummo tra i pochi che persistettero nle rifiutare le forti pressioni della propaganda, e nessuno di noi ebbe l'influenza, nemmeno uno po' di raffreddore, a dispetto del fatto che i malati erano tutto intorno a noi, e nel mezzo del periodo più freddo dell'inverno.
Tutti sembravano averla presa. L'intera città era prostrata, tutti malati o morenti. Gli ospedali erano chiusi perché i dottori e gli infermieri erano stati colpiti dall'influenza. Tutto era chiuso, le scuole, gli uffici, le poste, tutto insomma, Nessuno andava per strada. Era come una città fantasma. Non c'erano medici per prendersi cura degli ammalati, e così i miei genitori andarono di casa in casa facendo il possibile per aiutare le persone colpite dalla malattia. Passarono tutto il giorno e parte della notte per alcune settimane al capezzale dei malati, e tornavano a casa solo per mangiare e per dormire. Se i germi o i virus o i batteri, o qualsiasi altro piccolo organismo fosse stato la causa di quella malattia, essi avrebbero avuto moltissime opportunità di attaccarsi ai miei genitori e colpirli con la malattia che aveva prostrato il mondo intero. Ma i germi non erano la causa di quella o di qualche altra malattia, e così non ne furono colpiti. Ho parlato con poche altre persone dopo di allora, che dicevano di essere sopravvissute all'influenza del 1918, e così ho chiesto loro se si erano vaccinate, e tutte quante mi hanno riferito di non avere mai creduto nella validità dei vaccini e che non ne avevano fatto nemmeno uno. Il buon senso ci mostra che tutti quei vaccini tossici iniettati insieme nelle persone non potevano fare a meno di causare un pesante avvelenamento dei corpi, e l'avvelenamento di un qualche tipo é usualmente la causa della malattia.
L'influenza del 1918 fu la più devastante che abbiamo mai affrontato, e nel tentativo di debellarla furono usate tutte le sostanze conosciute nell'armamentario medico; ma l'aggiunta di questi farmaci, ognuno dei quali rappresenta un veleno, non fece altro che intensificare la condizione di iper-avvelenamento dei malati, in maniera tale che il trattamento della malattia uccise in realtà più di quanto non fece l'influenza stessa.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 18 settembre 2009

COME FARANNO GLI IRLANDESI A SALVARE LA CIVILTA’ (DI NUOVO)


Nel giro di tre settimane L’Irlanda terrà nelle sue mani, per un momento, il futuro dell’ Europa. Attraverso una stranezza della costituzione irlandese, il 2 Ottobre la Repubblica d’Irlanda sarà l’unica nazione a pronunciarsi per la seconda volta su un trattato che punta a rinnovare il funzionamento dell’Unione Europea con il suo mezzo miliardo di abitanti, attraverso un referendum popolare. Il Trattato di Lisbona, quindi, rimarrà in piedi oppure cadrà, a seconda della volontà di un milione e mezzo di irlandesi. Visto dalla prospettiva di Bruxelles, ciò è gravemente ingiusto – un aborto di democrazia travestito da democrazia. Gli irlandesi hanno tra l’altro ostacolato i piani degli inquilini dell’ European Quarter di Bruxelles già in precedenti occasioni, la più recente delle quali è stata quando hanno votato contro il trattato di Lisbona lo scorso anno.
Allora, l’establishment di Bruxelles diede la colpa della sconfitta sopratutto ad un uomo. Il suo nome è Declan Ganley. Egli è stato una delle forze portanti dietro la campagna per il No la volta scorsa, e adesso è tornato alla carica. Il nostro corrispondente ha recentemente avuto una chiacchierata con lui per capire per cosa stia combattendo precisamente, mettendosi di nuovo a capo della campagna per il No e dichiarando di voler costringere l’Unione Europea a cambiare percorso. Inizio con dire a Mr. Ganley che, vista da Bruxelles, tutta questa storia del referendum popolare appare profondamente ingiusta. Perchè mai un milione e mezzo di elettori irlandesi devono avere la possibilità di porre una battuta d’arresto al progresso di 500 milioni di cittadini europei? “Io guarderei alla questione in maniera completamente diversa”, risponde. “Ciò che è profondamente anti-democratico è il calpestare la democrazia stessa... Il popolo irlandese ha già avuto la possibilità di votare sul Trattato di Lisbona, e il suo responso è stato No. Il No ha avuto in effetti una percentuale più alta di quanta non ne abbia avuta Obama negli Stati Uniti d’America: eppure nessuno si è sognato di chiedergli di indire nuove elezioni il mese successivo. Eppure a noi – dopo solo 15 mesi ci è stato chiesto di votare di nuovo, e sullo stesso Trattato”. Batte le dita sul tavolo per enfatizzare queste parole: “Non una virgola è stata cambiata di quel documento”.
stata cambiata di quel documento”. Ma l’offesa alla democrazia è più grave, secondo Ganley, che non il semplice chiedere agli irlandesi di votare due volte – quello è stato già fatto con il Trattato di Nizza nel 2002. In questo caso, non sono solo le prerogative democratiche irlandesi ad essere violate, ma anche quelle olandesi e francesi, per citarne due. Nel 2005, sia la Francia che l’Olanda hanno rifiutato la proposta di Costituzione Europea con due rispettivi referendum. Quello di Lisbona, sostiene Gantley, “è lo stesso Trattato”. Quali sono le prove delle sue affermazioni?. “Bene, prima di tutto, sono gli stessi redattori del documento a sostenerlo. Come ad esempio Giscard d’Estaing (ex Presidente della Repubblica Francese nda). Egli lo ha chiamato 'lo stesso documento in un diverso involucro'. Ed essendo lui stato il presidente dell’Assemblea Costituente, credo ne debba sapere qualcosa”. Ma c’è di più . “Sul Trattato di Lisbona, egli ha anche dichiarato che la pubblica opinione sarà portata a subire, senza saperlo, delle politiche che nessuno oggi si sognerebbe di proporre pubblicamente. Tutte le precedenti proposte per la nuova Costituzione sono state inserite nel testo del Trattato di Lisbona, ma saranno nascoste o mascherate in qualche modo. Questo è ciò che ha detto Giscard d’Estaing, ed ha completamente ragione. Non c’è alcuna legge che si poteva fare con la Costituzione Europea e che invece non si può fare con il Trattato di Lisbona. Nessuna.” Così, nel tentativo di far passare con la forza il Trattato di Lisbona, l’Unione Europea sta anche di fatto nullificando la scelta democratica dell’elettorato francese e olandese. “Milioni di persone in Francia, cioè la maggioranza, ha votato no a questa Costituzione Europea. In Olanda, milioni di persone hanno fatto esattamente la stessa cosa. Quando agli irlandesi è stata fatta la stessa domanda, anche loro hanno risposto No. Tutte e tre le volte che questo documento è stato presentato direttamente all’elettorato è stato sempre bocciato dai cittadini.”
Dal punto di vista di Ganley l’Irlanda è lungi dall’essere nella posizione di contrastare la volontà di centinaia di milioni di concittadini europei, ed ha anzi il dovere di rappresentare i risultati di quelle precedenti consultazioni. Approvare il Trattato sarebbe un tradimento nei confronti dei cittadini europei, in Francia e in Olanda – per non citare i milioni di altri che non hanno mai avuto la possibilità di votare nè sulla Costituzione nè sul Trattato di Lisbona. Ganley parla con un tono di voce pacato anche quando, come in questa occasione, lancia delle vere e proprie bordate. “Perchè”, chiede, “quando i francesi hanno votato No, gli olandesi hanno votato No e gli irlandesi hanno votato no, continuano a propinarci la stessa ricetta? Qui non c’è da grattarsi la testa e con fare intellettuale chiedersi vagamente se c’è qualche oscura minaccia alla democrazia”. Aggiunge, senza alzare la voce: “questo è un chiaro disprezzo per la democrazia. É un atto anti-democratico allo stato puro... è una presa di posizione talmente audace da apparire inverosimile”.
La natura della presa di posizione alla quale si riferisce Ganley merita qualche considerazione. Cosa esattamente non va nel Trattato di Lisbona? “Questo trattato è un prodotto di una serie di principi e di modi di governare l’Unione Europa che chiaramente non mostrano alcuna volontà o intenti democratici”, sostiene Ganley. “Potresti sentire discutere pacatamente, a tavola in alcuni quartieri di Bruxelles e altrove, del fatto che stiamo entrando in questa era post-democratica, che la democrazia non è un meccanismo perfetto o uno strumento adatto ad avere a che fare con le sfide globali eccetera eccetera eccetera. Questa idea dell’avvento di una forma di post-democrazia è pericolosa, è sconsiderata. E’ ingenua.”“Il Trattato di Lisbona, come già avvenne con la Costituzione Europea, mette in pratica l’idea di post-democrazia con una serie di provvedimenti concreti. Quello che colpisce maggiormente è l’articolo 48, più conosciuto con il suo nomignolo francese, la clausola passerelle. Essa sancisce che attraverso i dovuti accordi intergovernamentali, senza bisogno di chiedere il parere dei cittadini e in qualunque momento, si possono dare alle istituzioni europee maggiori poteri, nonchè apportare variazioni allo stesso documento del Trattato”, spiega Ganley. “Una volta approvata tale clausola, pensi che vorranno ancora consultare l’elettorato? Certo che no”. Se gli irlandesi voteranno si, in altre parole, il 2 Ottobre segnerà la data dell’ultima consultazione elettorale indetta per dire la propria sull’ UE. L’Irlanda avrà, a tutti gli effetti, dato via le ultime vestigia della democrazia diretta europea, non solo per se stessa, ma per l’intero continente.
La clausola passerelle non è la sola prova che il Trattato nasce da un modo di vedere post-democratico. “Un’altra cosa che produce il Trattato”, continua Ganley, “è la creazione di un suo proprio Presidente – il Presidente del Consiglio Europeo, chiamato più comunemente Presidente del’Unione Europea. “Questo Presidente”, fa notare Ganley, “rappresenterà l’Unione Europea a livello mondiale. Lui sarà una delle due persone che Henry Kissinger potrebbe telefonare, in risposta alla sua famosa domanda: “quando voglio parlare all’Europa, chi chiamo?” Ora avrebbe un numero di telefono, una voce che parla per l’Europa intera, perchè quella voce avrà la rappresentanza legale di 500 milioni di persone. L’altro personaggio che parlerebbe a nome dell’Europa è quello che si chiama un pò pomposamente l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza, che sarebbe il Ministro degli Esteri dell’Unione Europea. Per Ganley ciò va bene, ma c’è precisa: “si presume che loro parleranno per me, in quanto io sono un cittadino”, dice. “Ma io non vado a votare per questa gente. Quindi, chi gli dà il mandato, se non io, come cittadino, o te? Ah ecco: uno che non ha nulla a che fare con il nostro mandato popolare seleziona questi “rappresentanti” scegliendo nella sua stessa cerchia. Non avranno mai il problema di disputare pubblicamente le proprie idee. Non mi viene data nessuna scelta sul se voglio Tizio o Caio. Non sono rappresentato ma presentato dal mio presidente.L’eventuale vittoria del Si in Irlanda significherebbe che la futura espansione dei poteri dell’Unione Europea non sarà mai più rimessa al voto popolare, e sopratutto che gli europei non avranno mai la possibilità di eleggere i pE’ facile capire perchè Ganley non sia per niente benvisto a Bruxelles. Eppure, egli giura: “Io sono un convinto europeista. Non sono un euroscettico, in alcuna maniera o forma. Anzi credo che l’unico modo per andare avanti per l’Europa sia quello di rimanere unita”. Ma ha tuttavia paura che l’Europa, così come è costituita oggi, stia preparandosi verso la caduta. “Sono certo di una cosa”, dice. “Se il progetto europeo non sarà basato su solide fondamenta democratiche e responsabili, nonchè trasparenti nel suo governo, è un progetto che inevitabilmente fallirà. Ed è un progetto troppo prezioso per lasciarlo fallire, è costato così tanto in termini di sangue e ricchezze nazionali, che bisogna a tutti i costi evitare di creare le condizioni affinchè esso fallisca”. L’intera dinamica politica all’interno dell’Unione Europea, sostiene Ganley, è superata. “Parlare solamente di euroscettici ed europeisti non fa altro che l’interesse dei mandarini a Bruxelles, in quanto non ammette l’esistenza di una opposizione leale o di un dissenso costruttivo”. Ma un’opposizione leale è proprio ciò che Ganley ha in mente di creare. “Ciò che io dico fin dall’inizo della campagna sul Trattato di Lisbona manda in tilt queste persone a Bruxelles”. “Semplicemente non riescono a processare questi concetti, in quanto non riescono a farmi rientrare nella definizione di "euroscettico". “La loro mentalità”, continua, “è quella di amico-nemico, eppure io” e, puntando il sito verso se stesso “sono un amico, anzi un vero amico, perchè ti sto dicendo la verità. Ti sto dicendo che abbiamo un problema e che dobbiamo risolverlo”. ropri più alti rappresentanti”.
E’ facile capire perchè Ganley non sia per niente benvisto a Bruxelles. Eppure, egli giura: “Io sono un convinto europeista. Non sono un euroscettico, in alcuna maniera o forma. Anzi credo che l’unico modo per andare avanti per l’Europa sia quello di rimanere unita”. Ma ha tuttavia paura che l’Europa, così come è costituita oggi, stia preparandosi verso la caduta. “Sono certo di una cosa”, dice. “Se il progetto europeo non sarà basato su solide fondamenta democratiche e responsabili, nonchè trasparenti nel suo governo, è un progetto che inevitabilmente fallirà. Ed è un progetto troppo prezioso per lasciarlo fallire, è costato così tanto in termini di sangue e ricchezze nazionali, che bisogna a tutti i costi evitare di creare le condizioni affinchè esso fallisca”. L’intera dinamica politica all’interno dell’Unione Europea, sostiene Ganley, è superata. “Parlare solamente di euroscettici ed europeisti non fa altro che l’interesse dei mandarini a Bruxelles, in quanto non ammette l’esistenza di una opposizione leale o di un dissenso costruttivo”. Ma un’opposizione leale è proprio ciò che Ganley ha in mente di creare. “Ciò che io dico fin dall’inizo della campagna sul Trattato di Lisbona manda in tilt queste persone a Bruxelles”. “Semplicemente non riescono a processare questi concetti, in quanto non riescono a farmi rientrare nella definizione di "euroscettico". “La loro mentalità”, continua, “è quella di amico-nemico, eppure io” e, puntando il sito verso se stesso “sono un amico, anzi un vero amico, perchè ti sto dicendo la verità. Ti sto dicendo che abbiamo un problema e che dobbiamo risolverlo”.
Poi aggiunge, riferendosi all’ establishment europeista di Bruxelles: “ho delle novità per loro. Questo piccolo cittadino europeo, insieme a milioni di altri in Francia, in Olanda e in Irlanda, gli ha detto qualcosa di molto chiaro. Ora loro possono ignorarlo e andare avanti per la propria strada, oppure ascoltare la gente, coinvolgerla, e continuare con loro”. Invece di un immenso Trattato quasi illegibile che rimarrà a prendere polvere nei palazzi di Bruxelles, Ganley vorrebbe vedere un documento leggibile di 25 pagine, che preveda l’elezione diretta del Presidente dell’ Unione Europea, nonchè maggiore trasparenza nel processo decisionale e una voce più forte per i cittadini europei. “Dobbiamo chiedere di più ai cittadini”, sostiene, ma allo stesso modo “dobbiamo dare fiducia ai cittadini. Loro parlano di questo deficit democratico. Ma la lacuna più importante in questo momento in Europa è il deficit di fiducia, e la maggiore perdita di fiducia è stata tra quelli che governano e i cittadini, non il contrario. Cosa disse Bertolt Brecht? Che “il popolo ha perso la fiducia del proprio governo”? Questa è l’identica mentalità.Inoltre, nonostante tutti questi discorsi sulla democrazia e sui principi, i cittadini irlandesi hanno anche i loro problemi a casa da considerare. C’è stato molto dibattito sulla possibilità che la vittoria del No potrebbe danneggiare l’economia irlandese. E un buon numero di grosse multinazionali operanti in Irlanda hanno esplicitamente chiesto di ratificare il Trattato. Davvero Ganley sta mettendo a rischio l’economia del suo paese facendo campagna per il No?Egli nega ciò con enfasi. “Gli unici ad essere a rischio per il Trattato di Lisbona sono le elites di Bruxelles”, risponde. “La scorsa volta qualcuno disse che se avessimo votato No saremmo diventati lo zimbello dell’Europa, e invece a diventare lo zimbello d’Europa sono state proprio le elites di Bruxelles. Questo è ciò che ho visto nelle settimane seguenti il rifiuto irlandese del Trattato di Lisbona”. Continua : “Le uniche persone che rischiamo di infastidire sono un gruppetto di burocrati non eletti e ciò che io chiamo la tirannia della mediocrità che abbiamo oggi in Europa”. C’è di più, continua Ganley: “durante la storia gli irlandesi non hanno mai avuto paura di fare domande scomode e di ribellarsi per la propria libertà e la giustizia, contro oppositori molto più potenti. Sembra addirittura che provino piacere nella ribellione”
Era più facile provarne piacere, tuttavia, quando l’Irlanda stava ancora godendo di un boom economico di proporzioni storiche. E’ possibile che stavolta gli irlandesi decideranno che è meno rischioso tenere la testa bassa e lasciarsi trasportare? Dal punto di vista di Ganley, ciò sarebbe equivalente ad arrendersi. Se l’Irlanda voterà Si, sostiene, “non avremo nulla in cambio eccetto che una pacca sulla spalla da qualche mandarino e qualche elogio sul nostro essere buoni europei. Ma davvero agiamo da buoni europei se diciamo Si a questo Trattato? Ganley è convinto del contrario. “Se questa domanda fosse chiesta ai cittadini europei, se vogliono questa costituzione, sappiamo con certezza che voterebbero No in massa”. “Eppure siamo quasi letteralmente presi in ostaggio, con un’arma puntata alla testa, da qualcuno che ci dice : se non firmi questo documento, succederanno delle cose spiacevoli. Ma ciò che ci stanno chiedendo è niente di meno che svendere il resto dei cittadini europei”. L’intero progetto europeo – quello che lui sostiene e promuove – “deve essere basato sui cittadini”, dichiara Ganley. “Deve partire dal basso, e l’Unione Europea al momento è invece calata dall’alto: non ha l’appoggio della massa dei cittadini, non ha il loro coinvolgimento. Non sanno nemmeno cosa sta succedendo. Conduce i suoi affari letteralmente a porte chiuse, e ciò deve finire e deve finire adesso”. Se Ganley ha ragione, finirà fra tre settimane, in un piccolo paese chiamato Irlanda, nella periferia occidentale dell’Europa.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 17 settembre 2009

GURU E ALTRE DIMENSIONI


GURU in sanscrito vuol dire colui che dal buio ti porta alla luce, da secoli i maestri spirituali dell'Himalaya ispirano le menti più aperte verso un'evoluzione collettiva dell'umanità.Da anni uso il computer portatile, da anni sono su Internet e da poco su Facebook.Voglio far conoscere la storia di anime di mente aperta che come me hanno camminato lungo le rive del Gange.Steve Jobs, Page, Skol e ora Zuckerberg: molti di loro sono chiamati Guru del digitale, ma loro hanno incontrato un GURU?La risposta è si!Sono entrati in contatto con Sri Nim Karoli Baba Maharajji , un maestro spirituale dell'Himalaya, da lui sono passati i maggiori cervelli dell'era digitale. Tra i primi a visitare i suoi templi si ricorda proprio Steve Jobs, il mitico fondatore della Apple, l'azienda che molti anni fa ha creato i primi Personal Computer. Durante la visita ad uno dei templi del Guru indiano avrebbe concepito l'idea del computer come "bicicletta della mente". Sulla stessa strada lo aveva preceduto Larry Brilliant, direttore del braccio filantropico di Google. Col tempo, poi, Brilliant si sarebbe tirato dietro Larry Page, cofondatore della Google e Jeff Skoll, inventore di eBay. L'ultimo, in ordine di tempo, benedetto dalla buona energia di Neem Karoli Baba, è stato il giovanissimo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. Mark era alla ricerca di quella saggezza che sfugge a coloro che vivono nel pieno dell'impero dei consumi.
Nessuno ha però contribuito più di Baba Ram Dass a diffondere gli insegnamenti del Guru indiano tra i ricercatori californiani e tra i luminari della Silicon Valley. Ram Dass, precedentemente Richard Alpert, ex psicologo della Harvard University che contribuì con Timothy Leary a creare la cultura alternativa degli Stati Uniti durante gli anni sessanta e 70, divenne Ram Dass ed è considerato uno dei maggiori filosofi contemporanei dello spirito e ha esercitato una grande influenza sugli operatori del mondo digitale.Fu proprio lui a convincere Brilliant a seguirlo nei suoi pellegrinaggi indiani e alla fine a cercare rifugio, conforto e saggezza nell'Ashramhimalayano. Nel corso degli anni sarà poi Brilliant ad introdurre altre persone come Stuart Brand, fondatore del Whole Earth Catalog e di TheWell - due dei primi esperienti di bacheca lettronica registrati dall'avvento di Internet - agli insegnamenti del Guru indiano.Ram Dass aveva avuto modo di conoscere Sri Nim Karoli Baba verso la fine degli anni Sessanta durante uno dei suoi tanti pellegrinaggi in India. Mentre Leary diffondeva il suo mantra di "Turn on, Tune in and Drop Out" negli Stati Uniti, Ram Dass, che pure lo aveva aiutato a diffondere la cultura dell'LSD e della psilocibina, aveva preso la via dello yoga e della meditazione scoprendo gli insegnamenti di Karoli Baba.
Insegnamenti secondo i quali la più alta forma di devozione che si può esprimere verso Dio è quella di essere gentili con il prossimo. Tornato negli Stati Uniti all'inizio degli anni Settanta, Dass scriverà due best seller: "Be Here Now" e "Miracle of Love". Nel primo Dass si esortano i lettori a cercare l'armonia spirituale e a stabilire relazioni fraterne con i membri tutte le religioni, mentre nel secondo spiega a fondo gli insegnamenti di Sri Nim Karoli Baba. Fu proprio leggendo questi libri che Jobs, e con lui un'intera generazione di teorici del futuro digitale, prese la via dell'India verso la fine dei Settanta. Il giovane Jobs vi trascorrerà svariati mesi girovagando il paese in lungo e in largo come un mendicante. In compagnia di David Kottke - un vecchio amico di scuola che giocherà anche lui un ruolo nel lancio della Apple - Jobs approderà all'Ashram di Sri Nim Karoli Baba.Tornato dall'Asia, Jobs fonderà la Apple con Woyznak e Kottke dando vita così all'inizio dell'era digitale moderna.
Brilliant invece in India alla fine ci passerà dieci anni, riuscendo non solo a trovare la pace interiore alla quale anelava ma anche - su istruzione del GURU - a giocare un ruolo di rilievo nella campagna lanciata dell'Organizzazione Mondiale della Sanità diretta ad eradicare il vaiolo dall'India.Oggi Brilliant è probabilmente il maggiore promotore degli insegnamenti di Karoli Baba. E li introduce non solo a imprenditori ventura con John Doerr, il curatore di TED, la principale conferenza di futurologia del mondo, ma anche a legioni di giovani apprendisti technocrati. Questi ultimi li invita a recarsi all'Ashram - come ha fatto di recente durante l'incontro Future in Review - per scoprire un percorso più umano verso la realizzazione professionale.Gli insegnamenti di Baba, inoltre, informano anche l'opera di DotOrg, il contenitore non profit di Google al quale la ditta di Mountain View recentemente ha devoluto quasi un miliardo e mezzo di dollari da investire in opere caritatevoli. Una di queste è quella in via di sviluppo lungo le rive del fiume Mekong che mira a capire come si può scoprire in tempo reale lo scoppio di nuove malattie infettive e prevenire che si diffondano al resto dell'umanità.Gli Ashram di Nim Karoli Baba nel mondo intanto sono diventati 108 e milioni di persone sono state sfamate dai suoi devoti.Nell'articolo "chi è Alpert-Ram Dass" racconto la sua storia, io ero in India quando lui arrivò, un mio caro amico, Bhagavan Das lo portò da Nim Karoli Baba.Anni dopo in America reincontrai sia Ram Das che Bhagavan Das.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 16 settembre 2009

Summit europeo di Esopolitica: l’Europa si impegni a favore della divulgazione della verità sul fenomeno UFO


A Barcellona i più grandi esperti mondiali di Esopolitica si sono dati appuntamento per chiedere al Parlamento Europeo di farsi portavoce di una politica per rivelare la verità circa la presenza extraterrestre sulla Terra.
Nei giorni 25 e 26 di Luglio 2009 ha avuto luogo in Spagna un evento che rappresenterà un importante precedente per il movimento esopolitico europeo.Barcellona, infatti, è stata la sede di uno storico incontro tra i maggiori esponenti dell’ esopolitica mondiale che si sono riuniti per fare il punto sullo stato del cover-up ancora oggi imposto da molti governi europei e da quello degli Stati Uniti in merito alla presenza extraterrestre.Tutti i relatori che si sono alternati in questa storica conferenza sono noti ricercatori nel campo esopolitico modiale: Paola Harris (USA), Alfred Webre (Canada), Steven Bassett (USA), Steven Greer (USA), Frederik Uldall (Danimarca), Robert Fleischer (Germania), Klaus Dona (Austria), Michael Salla (Australia), Nick Pope (Gran Bretagna), Maurizio Baiata (Italia), Jean Charles Duboc (Francia), Pépon Jover (Spagna).
Pépon Jover, direttore di esopolitica Spagna ha così commentato questa importante iniziativa:
“Viviamo in un momento storico di profonda trasformazione della coscienza sociale, molti cambiamenti stanno già avvenendo e molti altri sono all’orizzonte. Tutte le trasformazioni implicano inevitabilmente delle crisi profonde e quella attuale sta minando le basi stesse della nostra civiltà. Eppure, proprio ora ci viene offerta una opportunità senza precedenti per avvicinarci ad un nuovo paradigma di sviluppo. La responsabilità di metterci in gioco per dare un nuovo corso alla storia finalmente riguarda noi e soltanto a noi, abitanti di questo pianeta. Il Paradigma dell’ Esopolitica è il modello del Ventunesimo Secolo che stabilisce che la vita non è confinata alla nostra presenza nello spazio, come si è creduto finora, ma è presente ben oltre i limiti della nostra orbita.Questa nuova consapevolezza modifica radicalmente tutte le nostre convinzioni sulla vita e trasforma le fondamenta della nostra civiltà. Come ha detto Alfred L. Webre “Può darsi che la realtà del nostro pianeta sia ben diversa, può darsi che noi, suoi abitanti, ci crediamo completamente isolati mentre intorno a noi fiorisce e si sviluppa in maniera altamente organizzata una super Società Interplanetaria, Intergalattica e multidimensionale.” Se questa ipotesi è fondata, e ormai disponiamo di prove sufficienti per affermarlo, le implicazioni per la nostra civiltà sulla Terra sono profonde e innumerevoli.Già molti paesi come la Francia, l’Inghilterra, il Canada, l’Irlanda, la Danimarca, l’Ecuador, il Messico, il Brasile, il Cile e il Perù hanno aperto al pubblico e stanno aprendo i loro archivi un tempo segreti sugli Oggetti Volanti Non Identificati.
Il portavoce del Governo Giapponese, Nobutaka Machimura, il 19/12/2007 ha detto senza mezzi termini di credere “definitivamente” all’esistenza degli UFO. Recentemente, (13/05/2008) il Vaticano ha dichiarato che la fede cristiana non è in conflitto con il credere agli extraterrestri. Molti astronauti hanno affermato di fronte alla stampa, come il Dott. Edgar Mitchell il 24/07/2008, che il contatto con gli extraterrestri è già avvenuto. Nick Pope, importante personalità che ha studiato gli UFO per conto del Governo Inglese, ha dichiarato il 26/01/2009 che dagli anni ‘80 il suo governo ha dato ordine ai propri piloti militari di abbattere gli UFO senza, peraltro, alcun risultato.Potremmo continuare all’infinito con le citazioni di tali notizie internazionali, ormai appare chiaro che è in atto un fondamentale cambiamento nel modo in cui gli organi di stampa affrontano la questione della vita extraterrestre.Siamo alla vigilia della scoperta che non siamo soli nell’ Universo e che non lo siamo mai stati. Durante tale vigilia dobbiamo affrontare grandi sfide sociali e planetarie e il Paradigma Esopolitico può fornirci i mezzi giusti per affrontare i nuovi modelli di sviluppo necessari. Albert Einstein diceva “Non possiamo risolvere i problemi ragionando allo stesso modo di quando li abbiamo creati”. Per questo motivo il Paradigma dell’ Esopolitica implica una evoluzione della Coscienza che ci offrirà le strategie e gli aiuti necessari a risolvere i problemi con cui dovremo fronteggiarci.”A conclusione del Summit, proprio per dare il segno di un impegno concreto a favore della cosiddetta “disclosure” sul fenomeno UFO, si è apporvato un documento in cui si chiede al Parlamento Europeo di impegnarsi nella creazione di una Agenzia Europea per studio del fenomeno UFO e delle questioni Extraterrestri.
Fonte tratta dal sito .

martedì 15 settembre 2009

ANIMALI TRANSGENICI: IL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO


I maiali, dal pelo rosa pallido ed irsuto, trotterellano attorno al recinto, fermandosi ogni volta per grufolare nei loro giacigli. Grugniscono, strillano ed agitano le loro corte code svolazzanti. A tutti e tre piace una forte grattata sulla groppa. In tutto e per tutto, questi grugnitori dall’ampia schiena sono come gli altri maiali Yorkshire che stanno dall’altra parte della stalla.In tutto tranne per il salmastro letame verde che fuoriesce dal loro didietro. Ed il filamento di DNA di topo che è stato immesso nei loro cromosomi di maiali. Sono Enviropigs, sviluppati dai ricercatori all’Università di Guelph al fine di produrre rifiuti ecologicamente benefici per l’ambiente.
I maiali col marchio di fabbrica sono solo alcuni delle dozzine di animali geneticamente modificati negli istituti di ricerca in tutto il mondo, i cui geni sono stati alterati per dare beneficio all’uomo. E, grazie a una recente iniziativa negli Stati Uniti, gli “Enviropigs” potrebbero essere i primi ad arrivare sul piatto della tua cena.Due mesi fa, la “ Food and Drug Administration” ha realizzato un abbozzo di linee guida che descrivono come i cibi geneticamente modificati saranno regolamentati. L’agenzia, che ha chiesto al pubblico di confrontarsi con le proposte, ha chiuso martedì il periodo di 60 giorni per raccogliere i commenti. I regolatori sono ora impegnati a passare al setaccio le migliaia di commenti, molti dei quali sollevano dubbiosi interrogativi sulle cosiddette supercarni che si trovano al supermercato. Per come sono ora le linee guida, le compagnie non devono compiere esperimenti su umani per testare la sicurezza delle carni transgeniche. Ma non devono neppure segnalare in maniera particolare quei prodotti che provengono da animali geneticamente modificati. E molti consumatori sono indignati dal fatto che le carni transgeniche possano finire nel loro carrello della spesa senza che ne siano a conoscenza.
A dispetto delle preoccupazioni, gli esperti affermano che il documento già anticipato della FDA (Food and Drug Administration), il primo nel suo genere realizzato da un governo federale, sarà un catalizzatore al fine di trasferire bestiame geneticamente modificato dalle aie sperimentali al supermercato.I fautori degli animali transgenici, sia che essi siano pesci che crescono in fretta, latte speciale prodotto da mucche e capre o carne di porco “salutare per te” prodotta da maiali, annunciano il presagio di una nuova era per la produzione del cibo. I funzionari della FDA affermano che gli animali geneticamente modificati rappresentano una grande promessa per migliorare la medicina umana e l’ambiente.Gli “Enviropigs” creati in Canada, per esempio, potrebbero far pulizia nelle fattorie di maiali di tutto il mondo riducendo drasticamente la componente più inquinante trovata negli escrementi degli stessi suini. Ma qui in Canada, i funzionari devono ancora esporre come intendono regolare il numero degli animali geneticamente modificati, cosa che metteranno in atto presto dopo che le linee guida degli Stati Uniti saranno già state definite.
Un portavoce della “ Health Canada”, l’agenzia responsabile della definizione di queste linee guida, ha affermato che i funzionari sono in contatto con la FDA sulla questione. Finché i regolamenti resteranno in vigore, i cibi derivati da animali transgenici verranno proibiti - anche se approvati dalla FDA.
Per Cecil Forsberg, uno degli scienziati dell’Università di Guelph che hanno sviluppato gli “Enviropigs” l’abbozzo delle linee guida della FDA apre la porta agli investitori aziendali interessati al loro animale marchiato e registrato. Egli afferma che le compagnie che producono cibo sono state lente nel sostenere gli animali geneticamente modificati in assenza di un chiaro processo di omologazione.“L’industria non è sicura di cosa sia necessario” ha detto. “Senza speranza di omologazione, gli animali transgenici potrebbero rappresentare un pozzo senza fondo in cui viene buttato il denaro”. Il primo “Enviropig” è nato nella fattoria dell’Università nel 1999. A differenza del resto della figliata, il porcellino aveva una proteina batterica, chiamata gene “phytase”, collegata con un filamento di dna di topo bloccato nel suo cromosoma. Gli scienziati speravano che il gene “phytase” avesse permesso al maiale di produrre un enzima che l’avrebbe aiutato a digerire meglio una componente fosforica, un nutriente vitale nel loro cibo. Il filamento di DNA di topo fu usato per velocizzare l’inizio della produzione di “phytase” nel sistema salivare del maiale. L’ingegneria genetica funzionò.
Gli “Enviropig” sono in grado di digerire la componente fosforica in maniera più efficiente, e ciò significa una minor presenza di elemento fosforico – fino al 60% in meno rispetto ai maiali normali – nei loro escrementi. Ciò, di conseguenza, significa che meno componente fosforica colerà dal concime dei maiali, fonte di fertilizzanti per i contadini, nei laghi d’ acqua dolce e nei ruscelli dove può generare un dilagare delle alghe ed uccidere pesci.Forsberg afferma che gli “Enviropig” potranno costituire una pregevole alternativa ai maiali convenzionali, specialmente da quando la maggior parte delle industrie che si occupano delle fattorie di maiali operano su vasta scala e lasciano una profonda impronta ambientale. Lo scorso anno, i contadini dell’Ontario hanno allevato 3,9 milioni di maiali, ciascuno dei quali era in grado di produrre fino a 450 kg di escrementi ogni 6 mesi.“Sentiamo che tutto ciò ha un significato di interesse globale”, afferma Forsberg. Lui ed i suoi colleghi hanno già sottoposto varie parti della ricerca sugli “Enviropig” alla FDA. Dicono di avere una sufficiente quantità di prove per affermare che gli “Enviropig” sono sicuri da mangiare, dato che le analisi chimiche hanno dimostrato che la composizione del tessuto dell’animale è la stessa di quella dei maiali Yorkshire, e che la proteina batterica introdotta non è stata trovata in alcun tessuto suino destinato all’alimentazione umana, come il prosciutto, la lombata, il cuore e la pelle.
Essi hanno anche dimostrato che la caratteristica modificata dall’ingegneria è passata con successo alla prole, che l’ingegneria genetica non nuoce ai maiali, e che gli “Enviropig” non danneggiano in alcun modo l’ambiente. Queste valutazioni sono tra quelle richieste dalle linee guida della FDA.Nessuno può dire per certo quando, o se, l’“Enviropig” verrà approvato, ma gli esperti dell’industria predicono che sarà uno dei primi animali transgenici permessi negli stati Uniti, forse nel 2009. La FDA ha intenzione di regolamentare gli animali geneticamente modificati nello stesso modo con cui regola i nuovi farmaci animali. I funzionari valuteranno ciascun nuovo animale su base individuale e continueranno a monitorarlo per la sicurezza anche una volta approvato. I prodotti che risulteranno non sicuri saranno ritirati dal mercato. Gli scienziati che sviluppano gli animali transgenici affermano che le linee guida proposte dalla FDA sono rigide, e che ciò dovrebbe aiutare i consumatori a prendere confidenza con i prodotti.
Essi puntano ad una regolazione di successo da parte del governo come quella per le piante geneticamente modificate, che sono sul mercato da più di un decennio, e sul fatto che la FDA lo scorso Gennaio ha dichiarato che la carne proveniente da animali clonati è sicura da mangiare. “Health Canada” , ad ogni modo, non ha approvato la vendita di carne proveniente da animali clonati.Ma i critici affermano che le linee guida proposte sono troppo indulgenti e che il processo di omologazione sarà troppo segreto. Sostengono inoltre che la FDA non possiede la competenza o le risorse necessarie per valutare correttamente la nuova tecnologia, specialmente per quanto riguarda la protezione dell’ambiente.“Ci sono delle questioni di sicurezza che non sono ben trattate”, afferma Gregory Jafe, il direttore del progetto di biotecnologia del “Center for Science in the Public Interest”, un gruppo di consumatori con sede a Washington, D.C. “Potrebbero non essere esperti di tutti gli animali o non avere l’autorità legale per affrontare certe questioni”. “Il loro statuto non dà loro alcun processo legale sull’ambiente”.
Un punto chiave degli animali transgenici è che essi sfuggiranno alla cattività, cresceranno con i loro simili e trasmetteranno le loro caratteristiche genetiche. I salmoni transgenici che crescono in fretta, ad esempio, potrebbero competere con i salmoni selvatici in quanto a cibo ed accoppiamento, arrivando a danneggiare i gruppi di pesci naturali.In mezzo al balletto di concetti scientifici, forse la questione più grande di tutte è se il consumatore vuole o meno animali geneticamente modificati nei supermercati. I sondaggi mostrano che la maggior parte dei Canadesi sono diffidenti rispetto agli animali geneticamente modificati. Questa diffidenza si riflette nella crescente abitudine che vede i consumatori alla ricerca di qualcosa di più naturale, di prodotto localmente o di prodotti non provenienti da fattorie industriali."Fino ad ora, i governi non hanno considerato nessuna questione etica, sociale e religiosa legata agli animali geneticamente modificati", dice Sarah Hartley, un professore aggiunto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Universtà Simon Fraser, coeditrice di un libro sulle percezioni della biotecnologia animale.
"Molte persone", afferma, "si preoccupano del benessere animale, dell’intensificazione dell’agricoltura industriale e della portata generale della biotecnologia nelle loro case oppure nei loro piatti della cena". “Per alcune religioni, prendere il gene di un maiale e metterlo in un pesce potrebbe essere problematico”.Invece di affrontare il dibattito etico, i regolatori hanno deciso di lasciare queste importanti questioni direttamente alla coscienza del consumatore al supermercato. Il problema con questa filosofia sta nel fatto che, afferma Hartley, gli Stati Uniti – e allo stesso modo il Canada - quando avranno redatto le loro linee guida, non esigeranno dalle compagnie un’etichetta che segnali sui cibi che sono frutto di animali modificati geneticamente.“È praticamente impossibile per il pubblico operare scelte di tale importanza senza etichette descrittive" afferma. "Vogliono sapere che carni, che latte e che formaggio proviene da animali geneticamente modificati e quali sono convenzionali. Questa potrebbe essere la domanda più grande e penso che sia totalmente giustificato porsela”.
A dispetto delle questioni etiche, Ronald Stotish, CEO (Chief Executive Officer) e presidente della “Aqua Bounty Technologies”, con sede a Waltham, Massachusetts, ha fiducia negli animali geneticamente modificati e pensa che essi potrebbero saltare dal laboratorio alla fattoria – e presto.“Così sarà il futuro” dice. “Questa tecnologia possiede la capacità di produrre cambiamenti benefici nell'agricoltura da produzione”. Aqua Bounty Technologies ha speso più di 10 anni per sviluppare un salmone che può crescere fino alla misura pronta per la vendita nella metà del tempo rispetto ai salmoni da allevamento. Il loro salmone “AquaAdvantage” è un salmone atlantico che è stato creato prendendo il gene della crescita accelerata da un salmone “Chinook”. Questo gene extra permette ai salmoni “AquaAdvantage” di crescere durante tutto l’anno, a differenza dei salmoni normali che crescono solo durante i mesi climaticamente più caldi.
Stotish afferma che il salmone modificato potrebbe rendere l’allevamento del pesce più efficiente, una benedizione per i produttori e per i consumatori, che potrebbero continuare a comprare salmone a prezzo modico. “È un’opportunità che dobbiamo cogliere se vogliamo mantenere l’odierno stile di vita”, afferma.Anche se i maiali della settima generazione di “Enviropigs” spingono nel loro recinto – sani e lontani ancora pochi mesi dall’essere dichiarati sicuri per essere mangiati – Forsberg sa che gli animali non sono ancora usciti dallo stabilimento per la ricerca. Sarà compito del consumatore sbloccare la porta della stalla.“La questione maggiore era ‘Possiamo farlo?’", afferma con le braccia conserte e un sorriso beffardo in viso. “Ora, la questione è ‘Se noi lo produciamo, lo mangeranno?'”.
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lunedì 14 settembre 2009

Scoperto maxi-topo da 82 cm ed anche una rana con le zanne


RATTI grossi come cani, pesci che grugniscono e rane con le zanne: sembrano esseri viventi di un mondo alieno. E in qualche modo lo sono, visto che sono stati scoperti in un "vulcano perduto" nel cuore della foresta della Papua Nuova Guinea, sulle Southen Highlands, una remota regione del Paese.Le nuove creature, alcune delle quali totalmente sconosciute, sono state portate alla luce da una spedizione scientifica che ha realizzato un documentario per la BBC. Il ratto appena scoperto è lungo 82 cm e pesa circa un chilogrammo e mezzo e non ha mostrato alcuna paura nei confronti degli uomini che lo hanno avvicinato. Sembra sia vegetariano. Insieme alle altre esotiche creature, il ratto vive all'interno del Monte Bosavi, a circa 1.000 m di quota e sembra che non esista in nessuna altro luogo della Terra.
Possiede una folta pelliccia bruno argentea che gli permette di sopravvivere in un ambiente estremamente umido e freddo, quali sono le condizioni presenti nel cratere del vulcano, che non erutta più da almeno 200.000 anni. Al momento è stato chiamato "Bosavi lanoso", anche se non gli è ancora stato riconosiuto un nome scientifico. "E' senza dubbio uno dei più grossi ratti che vivono sul pianeta e nonostante le sue dimensioni appartiene alla famiglia di quelli che vivono nelle fognature delle città", ha spiegato Kristofer Helgen dello Smithsonian National Museum of Natural History che ha seguito la ricerca sul campo. Il ratto Bovasi però, ha la sua dimora nelle cavità degli alberi o forse sottoterra.La scoperta è avvenuta per caso, in quanto il ratto è entrato nell'inquadratura di una telecamera all'infrarosso, sistemata all'interno del vulcano proprio per scoprire l'esistenza di esseri viventi. Il cameraman Gordon Buchnan si è subito accorto di essere in presenza di un essere quantomeno poco conosciuto dalla comunità scientifica, ma non appena è giunto sul posto Helgen ci si è resi conto dell'importanza della scoperta.
E' la prima volta che una spedizione scientifica entra nel cuore del cratere. Sembra che al suo interno siano arrivate pochissime persone. A difendere il cratere, tra l'altro, vi sono pareti alte circa 1.000 metri non semplici da salire.La spedizione ha messo rivelato l'esistente anche di altri roditori, che rispetto a loro simili che vivono in altre regioni della Terra, hanno mostrato tutti di avere maggiori dimensioni. Inoltre sono state portate alla luce una quarantina di nuove specie di animali che attendono ora una verifica ufficiale. Tra di esse un marsupiale, chiamato Bosavi Silky Cuscus, un gecko del tutto sconosciuto, una rana con piccole zanne e un pesce, chiamato Henamo Grunter, che emette una sorta di grugnito da una piccola vescica. I ricercatori hanno anche trovato un rarissimo bruco e vari insetti che attendono di essere classificati con precisione. "Nel cuore di quel "vulcano perduto" - ha detto Helgen- vive realmente una comunità che è ancora tutta da scoprire".
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domenica 13 settembre 2009

Scie chimiche e vaccini: esiste un nesso?


Ci domandiamo se esista una correlazione tra le scie chimiche ed i vaccini prodotti ufficialmente per immunizzare la popolazione dall'influenza A H1N1, il cui virus è stato creato in laboratori militari statunitensi. Ora, si potrebbe pensare che il vaccino, contenente numerosi veleni, annoveri tra i suoi ingredienti pure un marcatore genetico, una sequenza di D.N.A. usata per analisi comparative negli studi di genetica della popolazione.I marcatori genetici sono formati da una sequenza S.T.S. (Sequence tagged site), una breve serie nucleotidica distribuita nel genoma. La conoscenza della loro successione permette di sfruttarli a scopi diagnostici e di ricerca, ma consente pure di preparare sonde specifiche. Le sonde sono frammenti di acidi nucleici resi visibili grazie ad una marcatura radioattiva, fluorescente o enzimatica. Il frammento è impiegato nelle tecniche di ibridazione molecolare, ossia per la formazione di una molecola di acido nucleico a doppio filamento, a partire da due molecole complementari di D.N.A. o R.N.A. a singolo filamento, mediante legami ad idrogeno tra i nucleotidi appaiati.
In parole più semplici, i marcatori genetici servono ad individuare gruppi specifici all'interno della popolazione umana. Senza dubbio la vaccinazione di massa è un espediente escogitato dal governo occulto mondiale per falcidiare intere generazioni, il cui sistema immunitario è stato già fiaccato con decenni di scie chimiche, di alimentazione industriale, di radiazioni nucleari, di farmaci, di fluoro nei dentifrici etc.
Tuttavia non si può escludere che la vaccinazione sia finalizzata a scopi riconducibili all'ingegneria genetica. Gli avvelenatori intendono forse individuare precisi gruppi, per poi indurre o catalizzare mutazioni genetiche sfavorevoli che, come è noto, sono dovute ad agenti fisici o chimici. Si potrebbe ipotizzare pure un collegamento tra quel 15 per cento circa di umanità che non sarebbe, stando ad alcuni ricercatori, facilmente manipolabile, ed i soggetti con RH negativo, la cui percentuale è appunto del 15 per cento. Sono costoro il bersaglio dei markers? [1]
E' anche congetturabile che una frequenza elettromagnetica ad hoc sia in grado di innescare la mutazione o qualche fenomeno simile, come dimostrato dall’ex militare francese Marc Filterman, nel suo libro, Les armes de l’ombre. Filterman annota: "Immaginiamo che un genetista scopra che un marcatore si trasforma in una tossina, non appena è esposto ad una particolare emissione elettromagnetica. Il paese che è all'origine di questa invenzione decide di integrare in gran segreto questo marcatore all'interno di alcune materie prime, come la farina ed il latte. Poi queste materie vengono esportate all'estero. Il paese esportatore dovrà solo in seguito attivare il marcatore per trasformare il cibo in veleno. Occorre quindi esporlo ad un campo elettromagnetico. Ciò non è difficile, se i chimici sono riusciti a realizzare un marcatore idoneo. I modi di attivazione per trasformarlo in tossina sono molteplici. Si possono usare antenne radio della potenza di un megawatt che possono, al momento necessario, emettere una modulazione specifica di bassa frequenza innescante il processo di trasformazione del marcatore. Si può impiegare un aereo radar o un A.W.A.C.S. in grado di generare un'onda di attivazione in un'area dal raggio da 200 a 500 km. In questo modo si può contaminare solo il settore sorvolato".
Non si tratterebbe quindi "solo" di sfoltire la popolazione mondiale per mezzo dei vaccini, ma anche di isolarne determinati settori per trasformarne i componenti in "individui geneticamente modificati", deboli e proni alla volontà dei potenti.Naturalmente sono supposizioni suffragate solo da qualche piccolo e frammentario indizio. Mancano le prove e soltanto gli eventi futuri confermeranno o smentiranno queste ipotesi. Certo, gli aspetti biologici e genetici della questione “chemtrails” non sembrano essere meno importanti dei fattori chimici ed elettromagnetici.
[1] La giornalista Amy Worthington ricorda che le scie includono componenti biologiche: da alcuni studi emerge che sono diffusi anche marcatori biologici.
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sabato 12 settembre 2009

2012, gli Ufo, i Maya e le paure della Rete. Sono alieni gli “Angeli” dell’Era dell’Acquario?


Migliaia di avvistamenti in tutto il mondo, segnalazioni stupite, allarmate, divertite. Ma anche astronomi che sono costretti a fare i conti con imbarazzanti oggetti non identificati. E’ capitato qualche giorno fa a Pechino, ma la storia va avanti da tempo. Gli Ufo in questa coda di estate stanno tenendo banco tra gli appassionati e gli scienziati che non possono più negare una presenza ingombrante. E la rete? Come si comporta il popolo di Internet rispetto a questi fenomeni? Ci siamo “fatti un giro” e tra rumors e tam tam è venuta fuori una strana ipotesi. Eccola.
Da molto tempo si parla dell’avvento di una nuova era. L’era dell’Acquario. Secondo alcune teorie, l’evoluzione dell’uomo e della Terra, è regolata da un ciclo astronomico chiamato “Processione degli equinozi”. Tale ciclo si basa sul movimento del sole rispetto alle classiche costellazioni zodiacali che gli astrologi identificano in dodici.Questi studiosi collocano, nel fantomatico anno 2012, la fine dell’era dei Pesci e l’inizio dell’era dell’Acquario. Questo traguardo ipotetico che l’umanità taglierà probabilmente nella sua folle corsa verso il futuro, segnerà la nascita una nuova epoca, caratterizzata da trasformazioni e da cambiamenti sociali senza precedenti.Alcuni, i Catastrofisti (ipotesi Maya), immaginano una rinascita dell’umanità dopo l’avvento di sconvolgimenti climatici ed fisici (una nuova glaciazione, l’impatto di un asteroide, asse di rotazione terrestre bloccato ecc.ecc.), mentre altri propendono ad un sviluppo meno traumatico sicuramente più spirituale, grazie a nuove scoperte tecnologiche ( energia pulita, cure delle malattie più devastanti per l’umanità) o alla fine di tutte le guerre e alla dissoluzione di tutte le ambivalenze che hanno segnato l’era dei Pesci (corpo e anima, bene e il male, Dio e uomo, ecc.ecc).
La nascita di un nuovo Mondo, secondo alcuni studiosi, attirerebbe quindi l’attenzione di altri esseri superiori che abitano il nostro universo. Questi esseri, che già da tempo, solcano i nostri cieli e abitano sotto forma umanoide (Rettiliani, Nordici, I Grigi) nelle nostre città, avrebbero come scopo sia di sorvegliare questa grande transizione e sia di fornire aiuti per una evoluzione quantomeno indolore. E’ per questo che le visite di questi amici UFO potrebbero essere più frequenti in futuro. Già da secoli, molti alieni si sono insediati sulla terra come esseri umani superiori allo scopo di guidarci ad superare tutte le nostre paure e il nostro insanabile desiderio di autodistruzione.I grandi del passato, i geni come forse Leonardo, Einstein, Nikola Tesla, e altri meno famosi, hanno avuto il compito di guidarci come i pastori con il proprio gregge. E’ possibile ipotizzare la presenza di extraterrestri che hanno come unico scopo, quello di farci progredire nella nostra scala evolutiva fino al 2012? E gli alieni possono essere considerati gli angeli custodi dell’umanità?Questa potrebbe essere la nuova teoria finale. Non esistono extraterrestri malvagi alla Mars Attack. Esistono esseri superiori a noi nella scala evolutiva, che guidati da un amore straordinario verso la vita, possono traghettare l’umanità nell’era definitiva dell’acquario.
Non esisterà una legge della giungla, l’espressione “pesce grande mangia pesce piccolo”, la legge darwiniana perderà di validità perché l’ universo è grande abbastanza per tutti gli esseri viventi ed ha risorse inesauribili a disposizione per uno sviluppo pacifico. L’uomo, in questa era, dovrà abbandonare il suo limitato orizzonte terrestre e innalzare il suo sguardo verso lo spazio, verso la conoscenza di nuovi mondi e di nuove realtà evolutive.Parafrasando l’incipit del telefilm fantascientifico più famoso, Star Trek: “Alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima”, l’umanità dovrà probabilmente prendere coscienza della sua singolarità rispetto all’ universo accettando le propri differenze sulla terra ed forse comincerà a dialogare pacificamente con altre forme di vita che ci osservano già da tempo.Non è possibile sapere in anticipo cosa succederà dopo, ma almeno illudiamoci che l’umanità riesca a sopravvivere a se stessa e che gli alieni siano come Mork o come E.T., simpatici e disponibili e che film come “Ultimatum alla terra” o “Visitor” non debbano mai avverarsi.
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