martedì 23 novembre 2010

Arsenico nell'acqua del rubinetto: 128 comuni a rischio

Un documento di Bruxelles nega al ministero della Salute la deroga all'innalzamento dei limiti chiesti dall'Italia sulla concentrazione di arsenico nelle acque a uso alimentare.
A febbraio l’Italia – che ha recepito le direttive comunitarie in una legge sulle acque potabili in vigore dal 2001 - ha chiesto di innalzare i limiti consentiti di arsenico. Ma la Ue ha bocciato la domanda facendo esplodere un problema che, stando al documento ufficiale indirizzato al ministero della Salute, riguarda i rubinetti di circa 250 mila famiglie.
Ad essere coinvolte sono grandi capoluoghi e paesi di poche decine di anime: per restare al Lazio, gli «utenti interessati» a Latina sono 115.490, ad Aprilia 66.624, a Viterbo 62.441 e poi ancora 10 mila ad Albano e 18 mila a Sabaudia. In Toscana acque a rischio in località vacanziere come Piombino, Cecina, Porto Azzurro e Porto Ferraio, ma anche Foiano della Chiana, Montevarchi, Campo nell'Elba, Rio Marina, San Vincenzo. Problemi anche a Orvieto in Umbria, mentre a Solda di Fuori, in Alto Adige, sono «solo» 25 gli abitanti che potrebbero ritrovarsi senz’acqua.
ANCHE IN LOMBARDIA E TRENTINO - Acque non salubri vengono identificate nella tabella del documento Ue anche in Lombardia, nel Bresciano - a Bassano Bresciano e San Gervasio Bresciano - nel Pavese (Cava Manara Gambolò) e in provincia di Lecco (Introzzo, Sueglio). Poi nelle province di Mantova (Marcaria, Roncoferraro, Viadana), di Sondrio (Valdidentro e Valfurva) e di Varese (Maccagno, Sesto Calende, Dumenza). In Trentino, risultano non anorma le acque di Laste/Cantanghel, Canal San Bovo, Fierrozzo, Frassilongo.
Quanto alla Campania, l'inquinamento da arsenico è un problema di 14 paesi, nei comuni di Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, S. Anastasia, San Giorgio a Cremano, S. Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Volla.
L'arsenico in taluni casi però può provocare malattie, perfino l'insorgere del cancro.
Dopo il niet della Ue scatta ora una guerra contro il tempo per evitare che a casa di migliaia di famiglie i rubinetti possano restare chiusi a seguito di una possibile raffica di ordinanze.
Sono ordinanze richieste da Bruxelles, che potrebbero proibire l`uso potabile dell'acqua.
L'intimazione indirizzata il 28 ottobre al ministero della Salute dall'Ufficio Ambiente della Ue - prosegue il Corriere.it - apre un pesantissimo problema sanitario in 128 comuni dello Stivale divisi tra 5 regioni.
Fonte tratta dal sito .

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