sabato 25 dicembre 2010

Il maca è il ginseng peruviano


Il maca ( Lepidium Meyenii ) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Brassicacee che cresce spontanea in Bolivia e Perù ad un'altitudine che va dai 3.000 ai 5.000 metri. Il maca, conosciuto anche col nome di ginseng peruviano, è l'unico vegetale commestibile che resiste a condizioni estreme; cresce infatti sotto la calotta glaciale delle ande con venti gelidi molto forti, temperature sotto lo zero ed una forte esposizione alla luce solare.
La pianta del maca non ha grandi dimensioni, presenta piccoli fiori di color grigio e cresce spontanea in terreni molto poveri ed a carattere roccioso; la parte destinata al consumo umano è rappresentata dalla radice. In tempi antichi il maca, o ginseng peruviano, era coltivato dalle popolazioni delle Ande per le sue proprietà nutritive ed energetiche, questa la sua composizione: acqua, proteine, ceneri, fibra alimentare e grassi. Questi invece i minerali presenti nella radice di maca: ferro, fosforo, calcio, zinco, potassio, sodio, iodio, cobalto e manganese.
Discreta la presenza di vitamine, in particolare troviamo: vitamina A, B1, B2, B12, C, D ed E. Per quanto riguarda gli aminoacidi essenziali citiamo: lisina, valina, leucina, fenilalalina, tronina, metinina e isoleucina.
Proprietà curative e benefici del maca
Grazie alle sue proprietà energetiche il maca si è rivelato essere un alimento particolarmente utile in caso di problemi di stanchezza cronica e depressione; inoltre rappresenta un valido aiuto anche per chi svolge attività che richiedono un'attività intellettuale molto impegnativa, come ad esempio studenti e scienziati.
Sebbene il maca non contenga sostanze eccitanti come può essere la caffeina, è comunque in possesso di proprietà in grado di apportare benefici al sistema nervoso incrementando la capacità di concentrazione e la memoria. Grazie alla presenza di vitamine con proprietà antiossidanti ( vitamina A, C ed E ), del fosforo, dei flavonoidi, la radice di maca aiuta a ridurre il processo di invecchiamento delle cellule del nostro organismo; recenti studi scientifici condotti sugli animali hanno dimostrato che la regolare assunzione di radice di maca è in grado di abbassare la percentuale di insorgenza di tumore al seno.
La radice di maca, grazie al suo contenuto di calcio e sali minerali in genere è in grado di aumentare la densità delle ossa; la sua assunzione viene quindi consigliata durante il periodo della crescita, della gravidanza e dell'allattamento. Non solo. La sua assunzione risulta utile per accelerare la guarigione dalle fratture ossee.
Un'altra caratteristica molto “apprezzata” della radice di maca riguarda le sue proprietà afrodisiache che paiono anche essere un ottimo rimedio nei confronti dell'impotenza maschile; da molti secoli infatti questa particolare radice viene utilizzata per aumentare e potenziare le capacità riproduttive degli uomini ma anche degli animali.
Ma le proprietà del ginseng peruviano non si esauriscono qui: grazie al suo contenuto di steroli il maca rappresenta una valida alternativa naturale agli anabolizzanti per culturisti e frequentatori di palestre; è stata confermata la sua capacità di aumentare la forza e la massa muscolare.
Il maca era utilizzato già da oltre 2.000 anni dalla popolazione Inca per il nutrimento delle famiglie nobili e dei soldati; queste affermazioni sono rese possibili dai numerosi ritrovamenti archeologici che testimoniano quanto sopra. Oggi le popolazioni delle Ande consumano la radice fresca, essiccata o sottoforma di bevande; dalla sua radice si ottiene una farina che viene utilizzata per la preparazione di minestre, mentre dalla sue foglie si ottiene un ottimo tè. La radice secca di maca si conserva molto a lungo e lo stesso vale per le sue proprietà che restano pressoché inalterate.
Oggi il maca sta cominciando a diffondersi un po' in tutte le parti del mondo dove viene venduto per le sue proprietà energetiche, afrodisiache, per aumentare la fertilità e come valido aiuto per i problemi alle vie respiratorie.

Fonte tratta dal sito .

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