domenica 26 dicembre 2010

Uomo di Denisova, nuovo parente di Sapiens e Neanderthal


La falange di una ragazzina vissuta circa 30-40.000 anni fa, e un dente (appartenuto a chissà chi), sono stati ritrovati in una caverna in Siberia. Niente di eccezionale, penserete voi, visti i resti di ominidi scoperti finora (meno di quanti possiate immaginare, comunque). Ma la faccenda si fa interessante quando si scopre che la ragazzina non era un esemplare di Sapiens, e nemmeno un Neanderthal, ma apparteneva a un gruppo di ominidi precedentemente sconosciuto, vissuto in Asia durante il Pleistocene.Il team di scienziati che ha effettuato la scoperta ha analizzato il DNA dei resti, confrontandolo con quello di esseri umani moderni e di Neanderthal, scoprendo che i Denisovani (così sono stati chiamati gli ominidi appartenenti a questo ramo estinto dell'albero evolutivo umano) erano imparentati con i Neanderthal, ma rappresentavano una specie del tutto differente.
La ricerca ha inoltre rivelato come i melanesiani contemporanei custodiscano nel loro patrimonio genetico alcune somiglianze con i Denisovani: il 4-6% del DNA di popolazioni della Nuova Guinea e dell'Isola di Bouganinville sarebbe di provenienza denisovana. I melanesiani, quindi, sarebbero presumibilmente degli ibridi dei Denisovani e degli antichi melanesiani."La storia ora si fa più complicata" spiega Richard Green, della University of California. "Invece della storia lineare che abbiamo usato per spiegare come gli esseri umani siano migrati dall'Africa e abbiano sostituito i Neanderthal, ora vediamo queste storie intrecciate, con più protagonisti e più interazioni di quanto potessimo pensare in precedenza".I Denisovani sarebbero stati non solo geneticamente, ma anche morfologicamente diversi dai Neanderthal e dai Sapiens. Il dente e la falange ritrovati nella caverna mostrano una struttura più simile ad ominidi come Homo habilis o erectus.La falange e il dente sono stati ritrovati nel 2008 da un team di scienziati russi nella Caverna Denisova, un sito archeologico siberiano. "[La falange] è un campione incredibilmente ben conservato, per cui fu un piacere lavorare con questi dati. Non sappiamo il perchè, ma è quasi un miracolo come si sia conservato bene il DNA". dice Green.Il fatto che i resti siano stati trovati in Siberia, e che ci siano delle tracce genetiche nel DNA di individui contemporanei, fa pensare che questo gruppo di ominidi si sia diffuso in buona parte dell'Asia. Non è ancora chiaro, tuttavia, perchè non siano state trovate in precedenza prove fossili dell'esistenza dei Denisovani. "Potrebbe essere che altri reperti siano stati classificati male" sostiene Green. "Ma ora, analizzando il DNA, possiamo dire con più certezza cosa sono. Sta diventando più facile a livello tecnico, ed è un metodo molto efficace per estrarre informazioni dai resti fossili".
A questo punto, emerge un quadro dell'evoluzione degli ominidi più complesso di quanto si è sempre pensato. Secondo Green, un antico gruppo di ominidi avrebbe lasciato l'Africa tra i 300.000 e i 400.000 anni fa, separandosi geneticamente in almeno due gruppi e diventando Neanderthal e Denisovani, "Questo studio ci fornisce alcuni dettagli, ma ci piacerebbe sapere molto di più sui Denisovani e sulle loro interazioni con le popolazioni umane. E fa pensare all'esistenza di altre popolazioni che devono ancora essere scoperte. C'è un quarto giocatore in questa storia?".
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