domenica 31 gennaio 2010

E' confermato: il terremoto nello stato di Haiti è di origine artificiale





Osservate la risonanza H.A.A.R.P. (evidenziata in fuchsia) nei giorni precedenti, durante il sisma (12 gennaio 2010) e dopo il terremoto (artificiale) nello stato di Haiti. Abbiamo unito i sei grafici significativi (dal 9 al 14 gennaio 2010), così da rendere meglio l'idea di che cos'è H.A.A.R.P. e quanto sia reale il suo potere distruttivo. Consigliamo di salvare questo filmato, così da mostrarlo, di volta in volta, allo scettico di turno.

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Articoli correlati: H.A.A.R.P.: l'arma più distruttiva che sia mai stata inventataH.A.A.R.P.: finalmente una verità (articolo di Mauro Paoletti)



venerdì 29 gennaio 2010

Plastica addio: meglio l'acqua elastica


Gli scienziati giapponesi della JST hanno realizzato uno specialissimo materiale flessibile composto dal 95% di acqua. E' estremamente elastico e trasparente e potrebbe liberarci dalla dipendenza della plastica. E dal petrolio.Una simil-plastica con 95% di acqua - I ricercatori giapponesi della Japan Science and Technology Agency (JST) l'hanno subito ribattezzata " acqua elastica" proprio per la sua struttura. E' il materiale più ecologico e economico mai realizzato come sostitutivo della plastica. E' stata mostrata in esclusiva alla Tv nazionale nipponica NHK collegata in diretta con lo staff dell'Università di Tokyo.
Ecologica e con grande potenziale - Questa particolare plastica trasparente e gommosa ha il 95% di comune acqua e si ottiene aggiungendo una microscopica parte di argilla e altre sostanze organiche naturali. Il risultato finale sarà gelatinoso e si dimostra perfetto per determinate applicazioni come nella chirurgia per mantenere i tessuti connessi in modo saldo e anti-rigetto. Ma variando la composizione interna dell' acqua elastica si potranno ottenere simil-plastiche differenti. La rivista britannica Nature l'ha già promosso a pieni voti, speriamo non che questa innovazione non si perda nei prossimi mesi.
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giovedì 28 gennaio 2010

Scie chimiche, nanosensori e digitale terrestre


Come è noto, con le scie chimiche è anche distribuita la cosiddetta "polvere intelligente", in inglese smart dust: in particolar modo, la giornalista indipendente Carolyn Williams Palit ha dedicato approfonditi studi a questo argomento, come la Dottoressa Hildegarde Staninger. Ora, numerose persone si chiedono per quale motivo si sia deciso di introdurre il digitale terrestre per la trasmissione dei segnali televisivi, in sostituzione del sistema analogico. Molti ritengono che tale "innovazione" sia collegata ad interessi di tipo economico. Ciò non è del tutto errato, ma la vera ragione del digitale terrestre è un'altra: è necessario per i militari liberare le frequenze analogiche affinché esse siano adoperate per gli scopi più disparati e quasi sempre sinistri. Infatti i nanosensori diffusi con le chemtrails funzionano occupando una parte delle frequenze destinate originariamente al segnale cosiddetto analogico. Essi sono impiegati sui campi di battaglia, per le previsioni meteorologiche, ma soprattutto per il controllo della popolazione.
Il WiFi lavora su diverse frequenze a seconda della tipologia (serie 802.11) tra i 2,4 gigahertz (802.11bgn) e 5,2/5,4/5,8 gigahertz (802.11a ed altri standard). Non a caso, la banda UHF, che è l'acronimo di Ultra High Frequency, indica i segnali a radiofrequenza trasmessi nella banda che va da 300 MHz a 3,0 GHz. Come si vede, la frequenza impegnata dalle apparecchiature WiFi è inclusa nel range dei segnali televisivi in fase di dismissione.
Invisibili e pressoché indistruttibili, queste nanostrutture possono localizzare le persone, registrandone parametri come la temperatura corporea e sono assimiliabili ai microchips inseriti sottopelle ai cani. Naturalmente di questa pericolosa tecnologia vengono decantati i presunti vantaggi (il controllo della salute dei pazienti, la razionalizzazione degli inventari, la possibilità di rintracciare le persone scomparse...), sottacendo che assistiamo ad una nano-invasione con milioni di microscopiche strutture che rischiano di penetrare dappertutto, negli ambienti naturali ed artificiali, nell'acqua, negli alimenti, come negli stessi organismi... se non sono già penetrati in ogni dove.
Si comprende dunque la frenesia attorno al digitale terrestre, magnificato come sistema per ricevere centinaia di canali che trasmettono mirabolanti programmi: in realtà il DTV è parte di uno scellerato piano volto al controllo elettronico del pianeta. La banda analogica è uno dei "corridoi" su cui transitano i segnali emessi e ricevuti dalla smartdust il cui funzionamento è comparabile a quello dei R.F.I.D.




"I R.F.I.D. sono Dispositivi di identificazione di radio frequenze (Radio frequency identification devices). Un R.F.I.D. è un microchip con una micro-antenna incorporata. Il microchip contiene informazioni immagazzinate che possono essere trasmesse ad un lettore (scanner) e quindi ad un computer. Un R.F.I.D. può essere passivo, semi-passivo o attivo.Quelli attivi hanno sono dotati di batteria. In questo modo il dispositivo invia il segnale al lettore. Tali congegni possono ricevere ed archiviare dati ed essere letti ad una distanza maggiore rispetto a quelli passivi. Le batterie attuali nei dispositivi R.F.I.D. durano anche oltre cento anni. La banda “ultralarga” (Ultrawideband U.W.B.) rende il tag (etichetta–lettore) ricevibile in amplissime aree. I lettori possono trasmettere ai computers sia via telefono sia per mezzo della Rete. Si usano anche i satelliti. Qualunque cosa disponga di un tag (etichetta) R.F.I.D. può essere rintracciato da un lettore o da un computer.
I dispositivi R.F.I.D. semi passivi hanno una fonte interna di energia che permette loro di monitorare le condizioni ambientali, ma hanno bisogno energia R.F. dal lettore per rispondere.I dispositivi R.F.I.D. passivi non hanno un dispositivo di alimentazione, ma impiegano un segnale inviato da uno scanner che fornisce energia al circuito del microchip affinché trasmetta le informazioni immagazzinate. Sono adatti solo per monitorare aree non molto estese.L'aumento nell’uso dei microprocessori R.F.I.D. richiede una maggiore quota della banda U.B.F. Come conseguenza, per esempio, il governo degli Stati Uniti nel 2009 ha bloccato l’uso dello spettro U.B.F. della frequenza V.H.F. con il passaggio al digitale: la frequenza analogica U.B.F. è destinata ai microprocessori, quindi i militari non intendono sovraccaricare questa banda con segnali televisivi." (C. Bassi, Nuove tecnologie e digitale terrestre, 2010)
Come volevasi dimostrare.
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mercoledì 27 gennaio 2010

Città italiane senza alberi



Le città italiane rischiano di ritrovarsi senza alberi con danni non solo alle specie ma al microclima. La colpa e' delle potature selvagge che stanno radendo al suolo le chiome urbane e di cui il nostro paese detiene la maglia nera in Europa. L'allarme e' della Lega italiana protezione uccelli (Lipu). Gli alberi assorbono CO2 e polveri sottili...
La Lega italiana protezione uccelli (Lipu) ha realizzato un dossier completo sull'argomento "potature urbane" confrontando quanto succede all'estero in citta' come Londra, Friburgo, Berna e altri centri in Francia, Olanda e Germania con la gestione del verde nelle nostre città italiane. Decine le fotografie che documentano ''i tagli radicali cui nel nostro Paese sono sottoposte le piante in città dove peraltro trovano rifugio ben 190 specie di uccelli, di cui 83 di grande interesse conservazionistico'', afferma la Lipu. Fatte salve le situazioni di pericolo per la circolazione dei mezzi e delle persone e quelle necessarie per la salute delle piante, gli alberi lungo i viali urbani sono molto utili per abbellire il paesaggio, creare ombra e rinfrescare l'aria. ''Eppure - sottolinea la Lipu - vengono tagliati in modo selvaggio, spesso in modo ingiustificato che, in questa stagione, soffrono le potature che ne sradicano rami e chiome riducendoli a brutti scheletri''.
''Nel quadro del microclima locale, ma anche in rapporto ai cambiamenti climatici su scala piu' ampia - spiega Marco Dinetti, autore del dossier e responsabile Ecologia Urbana Lipu - le aree verdi e la vegetazione nelle citta' svolgono un ruolo importante: producono ossigeno, rimuovono le sostanze inquinanti, comprese le pericolose polveri sottili PM10, schermano il rumore, oltre che aumentare il valore delle aree urbane e favorire il contatto tra le persone e la natura''.
Per quanto riguarda gli effetti positivi sull'ambiente, una pianta con un diametro di 25-30 centimetri assorbe ogni anno circa 30 chilogrammi di anidride carbonica (CO2), rilasciando una quantita' di ossigeno equivalente a quella necessaria per la vita di 10 persone. Inoltre, la presenza di 20 alberi e' in grado di annullare le emissioni annue di CO2 di un'automobile, mentre le fasce di vegetazione lungo le strade possono ridurre i rumori del 70-80%.
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lunedì 25 gennaio 2010

La Nuova Zelanda apre i suoi X-Files



Centinaia di pagine di documenti segreti riguardanti gli avvistamenti UFO della Nuova Zelanda saranno resi pubblici dai militari quest'anno. I files includono rapporti di avvistamenti UFO a partire dal 1979 -1984 e riferimenti per il famoso avvistamento avvenuto a Kaikoura nel dicembre 1978. I files detenuti dagli Archivi della Nuova Zelanda, dovevano essere pubblicati questo mese, ma le Forze della Difesa del Paese sta rimuovendo dai documenti le informazioni personali delle persone coinvolte, nel rispetto della legge della privacy. "Al momento stiamo lavorando per eseguire copie di questi files, togliendo i dati personali", questo lo riferisce un portavoce della Defence Force. "Una volta terminato questo lavoro, speriamo di essere in grado di rilasciare una copia di tutti i files rigurdanti gli UFO, alcuni di questi entro la fine di quest'anno" Le luci osservate nel cielo di Kaiikoura, nel dicembre 1978 furono riprese da un equipaggio di giornalisti australiano. Le luci furono registrate anche dai radar. Un ex impiegato della Divisione del Ministero dei Trasporti dell'Aviazione Civile si è detto interessato a visionare i files in questione del Governo.
L'uomo, che ha voluto rimanere anonimo,, ha detto che all'epoca lavorava presso il Christchurch International Airport. Disse di aver notato nel 1978 un insolito aereo dell'Air Force Americana con uno strano stemma girare attorno all'area interessata e ritiene che in merito a questa vicenda non è stato divulgato ancora tutto. "L'Air Force degli Stati Uniti non avrebbero fatto tutta quella strada per poi rimanere almeno 3 giorni, senza un buon motivo" ha affermato l'uomo. Lo scorso anno nel mese di agosto la stampa aveva fatto pressioni alle Defence Force per il rilascio dei documenti UFO facendo leva anche sul documento del FOI (Official Information Act). Le autorità dissero che la richiesta necessitava un notevole controllo per far si di non violare alcuna regola, ma si sarebbe adoperata per capire se tali informazioni potevano essere divulgate, ma non disponeva di personale atto a fare ciò". La stampa inoltre cercò di accedere agli Archivi Nazionali, ma erano in mano alla Defence Force. Il direttore del gruppo di ricerca UFOCUS NZ, Suzannne Hansen, si dice di essere dispiaciuta per il rilascio ritardato dei documenti, ma comprende le ragione della privacy.
"Da molti anni discutiamo con la New Zeland Defence Force ... E' frustrante dal punto di vista della ricerca, perchè vorremmo condividere queste segnalazioni con i ricercatori internazionali." La ricercatrice afferma che alcuni di questi avvistamenti potrebbero essere frutto di tecnologia aliena. "Ci sono casi sicuramente che non si possono riferire alla nostra tecnologia. E' stato scientificamente provato. La scettica Vicki Hyde ha detto che i files segreti non sono così interessanti come potrebbero apparire."I governi di tutto il mondo detengono questi tipi di files e non sono così eccitanti come si potrebbe sperare." "Il Governo è indispensabile per far sparire la falsa impressione che vi sia una notevole attività nello spazio. Non vi è probabilmente vita intelligente, ma se gli sciocchi credono che gli alieni vengono qui per giocare a nascondino è un'altra questione". La donna ha proseguito nell'affermare che gli avvistamenti potrebbero essere dovuti a cose banali come satelliti e stormi di uccelli.
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domenica 24 gennaio 2010

Ogm fuori dall'Italia


Imperterrito il Governo "tira dritto" nei suoi scempi quotidiani. Oggi tocca all'agricoltura. Se dove passava Attila non cresceva più l'erba, dove passa il governo Berlusconi non cresceranno più patate, piselli e pomodori autoctoni. Giovedì 28 gennaio ci sarà il via libera alla coesistenza tra colture tradizionali e Ogm. Saremo colonizzati dalle multinazionali, in prevalenza americane, che posseggono i brevetti sui semi. La coesistenza tra le normali coltivazioni e l'Ogm è impossibile. Il seme Ogm contamina ogni coltura attraverso l'aria, la terra, i corsi d'acqua.La UE, sotto la spinta delle multinazionali ha approvato da tempo la direttiva europea che autorizza i brevetti sulla materia vivente (98/44), e quindi la diffusione degli Ogm, nella totale disinformazione dei cittadini europei. Una materia per la quale sarebbe necessario un referendum. La UE ha poi ammesso, contraddicendo sé stessa, che la coesistenza con gli Ogm è impossibile e lasciato ai singoli Stati la decisione su come introdurre l'Ogm. L'Italia ha trasferito la decisione alle aree regionali che non hanno trovato una soluzione (del resto inesistente) bloccando di fatto il processo di diffusione dell'Ogm.Ora, senza discussioni pubbliche, senza darne informazione, come uno sparo nel buio, si è concluso un fantomatico accordo tra Regioni (attraverso quali rappresentanti?) e Governo per la diffusione dell'Ogm. Una decisione presa in totale spregio delle parti interessate, consumatori, agricoltori, distributori, ecc.) violando la Convenzione internazionale di AARHUS a cui l'Italia aderisce. Chi vuole l'Ogm e la distruzione dell'agricoltura italiana?

GlI Ogm vanno messi fuori legge, ecco alcuni motivi:- hanno promesso aumenti nei raccolti e riduzione dell’inquinamento chimico, promesse ribaltate (vedi rapporto nov. 09 di C. Benbrook: meno 10% nei raccolti e 4 volte più inquinamento da pesticidi)- sono un rischio per la salute umana e per l’ambiente- hanno privatizzato la materia vivente del pianeta, un “bene comune” prezioso quanto l’acqua- non migliorano la distribuzione di cibo nel mondo, ma sono una causa della fame nel mondo. I popoli dipendono da multinazionali votate al profitto, con la riscossione del diritto di brevetto (ad ogni ciclo riproduttivo della pianta) e con il controllo del mercato globale del cibo.Il Governo, in silenzio, vuol fare passare una legge che devasterà l'Italia nonostante siano contrari all'Ogm:- il ministro dell’Agricoltura Zaia- 41 Province e 2.446 Comuni e 16 Regioni- la Coldiretti (9.812 sezioni nelle 18 regioni e 568.000 agricoltori)- la Coop, la maggiore catena di distribuzione alimentare- aziende di prodotti alimentari, come Barilla, Amadori, Bovinmarche, Fileni- Gianni Alemanno, già Ministro dell’Agricoltura e oggi Sindaco di RomaE infine lo stesso Papa nel 2009 con il documento: “Instrumentum laboris” per il Sinodo dei Vescovi Africani : "La campagna di semina di Ogm pretende di assicurare la sicurezza alimentare … Questa tecnica rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm".Scrivete al ministro dell'Agricoltura Luca Zaia per fermare l'Ogm: scrivi.

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venerdì 22 gennaio 2010

Eugenio Benetazzo presenta: "Deltoro Holding S.p.A."

giovedì 21 gennaio 2010

ADHD SI, ADHD NO: IL FARMACO E’ ALLE PORTE?


Si discute sempre più frequentemente sui media di una nuova “epidemia”: la cosiddetta sindrome da iperattività e deficit di attenzione, siglata “ADHD”, ovvero bambini impulsivi, iper-agitati e cronicamente disattenti. Autorevoli luminari e specialisti sono pronti a giurare circa l’esistenza di questa nuova “malattia” dell’infanzia, e si stracciano le vesti se messi in discussione dagli “oscurantisti medioevali”, che poi sono tutti coloro che hanno un punto di vista differente dal loro. Altrettanto loro autorevoli colleghi storcono la bocca, e criticano severamente un approccio che finisce per banalizzare problematiche ben più complesse. Chi ha ragione? Ma – cosa ben più importante – cosa dovrebbe fare chi si trova al bivio, con un figlio forse malato di iperattività, o forse no? E soprattutto: come si dovrebbe regolare chi il problema l’ha già in casa? Perché è facile parlare, quando non si è toccati direttamente dal disagio. In questo balletto di cifre, dati e pareri, è necessario fare un po’ di chiarezza: quello che è certo, è che non esiste alcuna prova dell’esistenza dell’Adhd, alcun marcatore biologico e mai stato individuato, e per tante ricerche scientifiche che tentano di dimostrare l’esistenza della sindrome, altrettante la smentiscono. Ciò non deve portarci ad abbracciare la scriteriata tesi opposta, ovvero che non esistono disagi dell’infanzia o problemi comportamentali degni della massima attenzione. Il problema è: qual è la causa? Ed ancora: che tipo di risposta noi diamo a queste delicate problematiche? Per molti specialisti, l’Adhd è una “costellazione aspecifica di sintomi”, ovvero un insieme di campanelli d’allarme, che segnalano problemi ben più profondi. E’ chiaro a tutti a quali rischi esponga il persistere nel voler curare un sintomo trattandolo come una malattia a se stante: si finisce per sedarlo, il sintomo, lasciando sotto di esso inalterata la malattia.
Sono infatti ben un centinaio le vere patologie, spesso appunto trascurate, che generano iperattività: classificarle tutte quante sotto la generica voce “Adhd” è perlomeno ingenuo, ma molto di moda in questi ultimi anni. In questa direzione si è espresso il documento di consenso scientifico più sottoscritto in Italia su queste tematiche: ben duecentocinquanta mila addetti ai lavori del settore salute, direttamente o per il tramite delle rispettive associazioni di categoria, hanno dichiarato che la discussione è ancora aperta, che non esiste alcuna prova dell’esistenza di questa “nuova” malattia, e che lo psicofarmaco comunque non è mai di per se la soluzione, dal momento che si limita ad intervenire sui sintomi e non cura alcunché. Inoltre il prezzo da pagare in potenziali effetti collaterali appare alto, se è vero – come avvisa la Fodd and Drug Administration, massimo organismo di controllo sanitario americano – che questi psicofarmaci possono causare ai bambini crisi maniaco-depressive, ictus, ed anche complicazioni cardio-circolatorie fino alla morte improvvisa. “L’Adhd com’è definita oggi è più che altro una moda, le diagnosi sono inconsistenti e vaghe, e per come vengono perfezionate non si possono e non si devono fare”, dice Emilia Costa, 1^ cattedra di Psichiatria dell’Università di Roma “La Sapienza”, incalzata dal Professore di Pediatria William Carey, uno dei massimi esperti di sviluppo comportamentale del bambini in USA, che afferma: “I questionari che vengono utilizzati per diagnosticare questi disagi dell’infanzia sono altamente soggettivi ed impressionistici: nonostante il fatto che le scale di valutazione utilizzate non soddisfino i criteri psicometrici di base, i sostenitori di questo approccio pretendono che questi questionari forniscano una diagnosi accurata, ma così non è”.
Insomma, una storia che si spaccia per già scritta, mentre in realtà la comunità scientifica è in pieno fermento e la discussione incalza, con toni a volte anche accesi. Detto ciò, bisogna demonizzare in modo meramente ideologico gli screening preventivi ed l’uso di psicofarmaci? No, ma neanche spacciare false certezze, o ridurre a mero movimento d’opinione, indegna di ogni rilievo, quella corrente scientifica di pensiero che ritiene – forse non a torto – che l’ “ipersemplificazione” di problemi complessi sia essa stessa la vera malattia del nostro terzo millennio. Mentre discutiamo, il marketing del farmaco si fa sempre più aggressivo: ormai abbiamo una pillola per sedare ogni tipo di problema, e non possiamo nasconderci che l’infanzia rappresenta un nuovo e molto redditizio segmento di business per le multinazionali del farmaco, le quali finanziano circa l’80% della ricerca mondiale, e – se è vero che ci salvano la vita con molti prodotti utili – è altrettanto vero che tendono a non pubblicare mai le ricerche scientifiche con esito negativo, così da non nuocere al profilo commerciale dei propri brevetti. In questo scenario molto poco rassicurante, l’imperativo può essere uno solo: la prudenza ed il principio di precauzione. E’ necessario prestare la massima attenzione affinché la scuola non diventi l’anticamera dell’ASL, come sta succedendo in non poche città d’Italia, dove assistiamo ad una sempre più marcato tentativo di medicalizzazione del disagio. Riflettiamo piuttosto sul rapporto di noi adulti con i bambini: quasi sempre, per ogni bambino che lancia un allarme e manifesta il proprio disagio profondo, c’è un adulto che non vuole o non può ascoltarlo, e che trova maggiore serenità nella certezza di una diagnosi e nella soluzione “facile” di una pastiglia miracolosa, piuttosto che nel doversi mettere lui stesso in discussione.
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mercoledì 20 gennaio 2010

Influenza "A": ecco il contratto "segreto" tra Ministero e Novartis


Alla fine eccolo, il contratto (vedi alegati in fondo all'articolo).
Persino la Corte dei Conti aveva lamentato il fatto che la scrittura privata tra il ministero della Salute e la multinazionale farmaceutica Novartis fosse di fatto coperta da segreto. Non solo, sempre la Corte dei Conti aveva parlato di condizioni troppo favorevoli a Novartis, fra i quali l'assenza di penali, l'acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite (vedi allegato).
Oggi possiamo leggere il contenuto di questo contratto, pur se con non pochi omissis.
La scrittura risale al 21 agosto 2009, ed è firmata dal direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e dall'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli.
Nel testo, si regolamenta l'acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa.
Tra i tanti punti dell'accordo, elenchiamo quelli che ci sembrano più salienti:
- art. 1: vengono definiti i cosiddetti "sforzi commercialmente ragionevoli" attorno ai quali ruota l'intero contratto; Novartis è sì obbligata a produrre e a rispettare il contratto ma solo fino a quando ciò sia "ragionevole". Se ci riesce, bene; altrimenti lo Stato paga ugualmente: vedi 3.1;
- art. 2.2 e 2.7: Il ministero riconosce di non acquisire alcun diritto sui marchi commerciali e Novartis non concede alcuna licenza sui diritti di proprietà intellettuale; il ministero non è altresì autorizzato ad apportare modifiche alla confezione né a oscurare marchi su di essa;
- art. 3.3: qualora il ministero si trovi nell'impossibilità a ritirare il prodotto Novartis potrà rivenderlo ad altri clienti o fatturare al ministero quanto non ritirato, con la possibilità di rivenderlo comunque dopo 90 giorni;
- art. 4.2, 4.3, 4.5: la responsabilità di Novartis è limitata al difetto di fabbricazione: escluso il danno di altro tipo derivante dalla semplice assunzione del vaccino;
- art. 4.6: il ministero è tenuto a indennizzare Novartis in conseguenza di danni provocati dal vaccino, salvo ove tali danni siano provocati da un difetto di fabbricazione;
- art. 5.2 e 5.5: il prezzo per ciascuna dose di vaccino è pari a 7 euro. Totale: 168 milioni di euro più iva. Il ministero dovrà pagare entro 60 giorni dall'emissione della fattura, su un conto corrente del Monte dei Paschi di Siena;
- art. 8.3: le cause di "forza maggiore" che limitano le responsabilità di Novartis vengono estese a situazioni che dovrebbero invece essere garantite da Novartis, come "epidemie e pandemie", "atti di qualsiasi autorità pubblica", "atti di enti sopranazionali (ivi compreso l'Oms");
- art. 9.3: nel caso in cui il vaccino non sia consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e/o di prove cliniche positive, il ministero riconosce forfettariamente a Novartis a titolo di partecipazione ai costi la cifra (al netto dell'Iva) di 24 milioni di euro;
art. 10.1: le parti si impegnano a mantenere assoluto riserbo sulle informazioni riservate.
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martedì 19 gennaio 2010

Il Polo nord magnetico terrestre in spostamento verso est


Il Polo Nord magnetico della terra è in movimento verso la Russia a quasi 40 miglia (64 chilometri) all’anno a causa di modifiche magnetiche nel nucleo del pianeta, secondo i risultati di una nuova ricerca. Il nucleo è troppo profondo per gli scienziati per rilevare direttamente il suo campo magnetico. Ma i ricercatori possono dedurre i movimenti del campo tramite la registrazione come campo magnetico terrestre in cambiamento in superficie e nello spazio.Ora,i dati appena analizzati suggeriscono che c’è una regione di magnetismo sulla superficie del centro, forse creata da un misterioso “flusso” del magnetismo derivante dal più profondo del nucleo, in rapido mutamento. “Ed è questa regione che potrebbe essere la responsabile dello spostamento del polo magnetico lontano dalla posizione naturale di lunga data in Canada settentrionale”,ha affermato Arnaud Chulliat, un geofisico all’Institut de physique du Globe de Paris in Francia.
Il Nord magnetico, che è il luogo dove effettivamente puntano gli aghi della bussola è vicino,ma non esattamente nello stesso luogo come il Polo Nord geografico.Attualmente,il Nord magnetico è vicino all’isola di Ellesmere del Canada.I Navigatori hanno utilizzato il Nord magnetico per secoli per orientare loro stessi… Anche se i sistemi di posizionamento globali hanno sostituito in larga misura tali tecniche tradizionali,molte persone ancora utilizzano le bussole per muoversi sott’ acqua, o dove non si è in grado di comunicare con i satelliti GPS.
Il Polo Nord magnetico si è spostato poco dal luogo scoperto dagli scienziati nel 1831. Quindi nel 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno. Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e nel 2007 gli scienziati hanno confermato che il Polo è ora al galoppo verso la Siberia a 34,37 miglia (55,60 chilometri) all’ anno. La terra ha un campo magnetico perché il nucleo è costituito da un centro di ferro solido circondato da filature di metallo liquido. In questo modo si crea un “Dinamo” che guida il nostro campo magnetico.Gli scienziati sospettano che,poiché il nucleo fuso è costantemente in movimento, i cambiamenti nel suo magnetismo potrebbero essere associati alla posizione di superficie del Nord magnetico. Sebbene la nuova ricerca sembra eseguire il backup di questa idea, Chulliat non è pronto a dire se il Nord magnetico attraverserà poi la Russia. “È troppo difficile da prevedere”, ha detto Chulliat.Ps..questa notizia potrebbe essere rilevante anche ai fini degli studi meteoclimatici,in quanto uno spostamento del polo magnetico rilevante e costante,potrebbe portare a sconvolgimenti del nostro pianeta,e anche l’attività solare potrebbe avere un ruolo…..
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lunedì 18 gennaio 2010

Le tante Guantanamo che non chiudono

Esplode, non esplode, esplode. Lo scandalo della prigione segreta della Cia in Lituania si arricchisce di nuovi particolari, sempre più attendibili. La notizia arriva con oltre due anni di ritardo rispetto alle rivelazioni della americana Abc che avevano permesso di individuarne almeno due, in Polonia e in Romania,
spingendo il Parlamento Europeo a formare una commissione speciale d'indagine sulle extraordinary renditions di presunti terroristi, cioè prelevamenti illegali di prigionieri con destinazione finale Guantanamo.
Molti aeroporti europei, tra cui quello di Roma e di Aviano, erano serviti come tappa, tra il 2002 e il 2005. L'Italia aveva “aiutato” anche il rapimento a Milano di Abu Omar. Altri paesi europei hanno fatto di più, cioè hanno concesso alla Cia di ospitare prigioni. Altri hanno fatto atterrare gli aerei segreti.
In Lituania pare che la prigione fosse nei pressi della cittadina di Rudnikaj, in una base ex sovietica, a 40 chilometri da Vilnius. Secondo la Abc, che ha avuto le informazioni da una fonte qualificata degli stessi servizi segreti Usa, in quella prigione sono passati almeno otto prigionieri.
Ovviamente il governo lituano smentisce . Anche ieri lo ha fatto. Ma è stato messo in difficoltà dell'ex presidente Rolandas Paksas il quale ha dichiarato, papale papale, che l'impeachment cui fu costretto nel 2004 fu l'effetto del suo perentorio rifiuto di ospitare prigioni segrete per conto terzi.“Quando ero presidente – ha dichiarato - seppi che c'era gente che voleva portare sospetti terroristi in Lituania. Io credo che il mio disaccordo sostanziale sia stata la causa scatenante di una campagna contro di me e del mio successivo impeachment”.
Dunque le pressioni ci furono e, con alto grado di probabilità, l'operazione venne realizzata suo malgrado, tra il 2004 e il 2005 (come afferma la Abc).La domanda che si pone è come mai la faccenda emerge adesso. Chi muove queste gole profonde e perché? Dice il vero Abc quando fa risalire l'indiscrezione a una fonte Cia? O c'è qualche mano europea che, come minimo, aiuta?
In questo, come in altri casi, si vede in trasparenza l'esistenza di almeno due Europe. Come ai tempi della guerra irachena ci furono la Germania di Schroeder e la Francia di Chirac che non accettarono il gioco della Washington di Bush, così adesso non tutte le capitali europee sono sdraiate dietro a un Obama sempre più incerto e ondivago.
La rinuncia ai missili in Polonia e al radar in Cechia non è piaciuta ai neocon europei. Guantanamo non piace ai liberal americani che hanno votato Obama. La Cia che ha torturato i prigionieri della guerra al terrore non si sente sicura dell'impunità che, pure, Obama le ha garantito.
E la crisi economica che ha colpito l'est Europa, in primo luogo i tre stati baltici, rimescola molti mazzi di carte. Poltrone bruciano ad alta intensità. Chi si deve alzare cerca nuove alleanze. E la vicenda delle extraordinary renditions non è conclusa. Inchieste sono ancora aperte in Germania, in Spagna, in Portogallo. In Italia il processo di Milano per il rapimento di Abu Omar non ha potuto superare il segreto di stato, e non avrà dietro le sbarre gli agenti della Cia che realizzarono l'operazione.
Guantanamo non si chiude e, anzi, si scopre che altre prigioni segrete sono ancora aperte. Per esempio nella base afghana di Bahgram. A Vilnius, piccola capitale che porta nel suo seno un grande segreto, qualcuno ha aperto una smagliatura che potrebbe compromettere la tenuta della tela. Se qualcuno – ma è davvero improbabile - dovesse pagare un prezzo, l'onda della risacca finirebbe per arrivare lontano.
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sabato 16 gennaio 2010

Consiglio d'Europa: la pandemia? Una farsa inscenata per avvantaggiare Big Pharma



Londra, 11 gen. - L"influenza A", le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realtà era una "falsa pandemia", orchestrata dalle case farmaceutiche, pronte ad introitare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l'accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d'Europa.Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia. Pesante il j'accuse di Wodarg, ex membro dell'S.P.D., medico ed epidemiologo, secondo cui le multinazionali del farmaco hanno accumulato "enormi guadagni" senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo prosciugavano i magri bilanci sanitari, spendendo milioni nell'acquisto di vaccini contro un'infezione che in realtà era poco aggressiva.Wodarg ha fatto approvare una risoluzione nel Consiglio d'Europa che chiede un'inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche e sulla questione il Consiglio d'Europa terrà un dibattito a fine mese.
La denuncia, riportata con grande evidenza dal "Daily Mail", arriva qualche giorno dopo quella secondo cui i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino, ordinate all'apice della crisi. Il "Daily Mail" ricorda che in Gran Bretagna il Ministero della salute aveva previsto 65.000 decessi, creato una linea-verde ed un sito per dare consigli, sospeso la regola che vieta di vendere anti-virali senza prescrizione medica; furono allertati gli obitori e persino l'esercito, che doveva essere pronto ad entrare in campo, qualora si fossero verificati tumulti tra la popolazione a caccia dei farmaci.
Secondo Wodarg, il caso dell'influenza A è stato "uno dei più grandi scandali sanitari" del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare "i propri uomini" negli "ingranaggi" dell'O.M.S. e di altre influenti organizzazioni ed in tal modo potrebbero aver persino convinto l'O.N.U. ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi portò, nel giugno scorso, alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo. "Per promuovere i loro farmaci brevettati ed i vaccini contro l'influenza, le case farmaceutiche hanno condizionato scienziati ed organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e così allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziarie per strategie di vaccinazione inefficaci ed hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati".
Wodarg non fa alcun nome esplicito di persone in conflitto di interessi, ma lo scorso anno il "Daily Mail" aveva rivelato che Sir Roy Anderson, uno scienziato consulente del governo britannico sull'influenza A, fa parte del consiglio d'amministrazione della GlaxoSmithKline. L'azienda farmaceutica, che produce antinfluenzali e vaccini, ha immediatamente replicato alle accuse, definendole "sbagliate ed infondate".
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giovedì 14 gennaio 2010

Attacco a Internet

L'attacco a Internet è ormai spudorato. Il Governo, quindi il proprietario di Mediaset, ha deciso che il diritto di informazione in Rete deve essere sanzionato. Che il copyright sia usato per chiudere siti e eliminare video da YouTube. Che la ripresa in diretta con una web cam fatta da un cittadino in streaming sia valutata al pari di una diretta televisiva. Che i siti che fanno informazione su Internet debbano provvedere a rettifiche equiparabili ai telegiornali nazionali. Tutto questo è merda che va restituita al mittente. La Rete deve fare opera di disobbedienza civile, a partire da questo blog, di fronte a una legge confezionata per Mediaset e per la RAI.Berlusconi paga solo l'uno per cento dei ricavi per tre concessioni televisive nazionali, è ricco grazie a D'Alema che gli confezionò una legge su misura nel 1999 quando era presidente del Consiglio. Provate a dare un vostro bene, un appartamento ad esempio, in concessione a qualcuno e pretendere solo l'uno per cento dell'affitto. Questo ha fatto il Pdmenoelle. Propongo almeno il 30% per mantenere le concessioni a Mediaset e una sola rete e, insieme, le dimissioni immediate di Berlusconi. Un concessionario dello Stato non può avere, infatti, ruoli di Governo. Violante ricordò in Parlamento che i dirigenti del Pdmenoelle garantirono (in privato) a Berlusconi che le sue televisioni non sarebbero mai state toccate. Inoltre, il Pdmenoelle, nell'ultimo governo Prodi, seguì i consigli di Arcore e fece nominare Paolo Gentiloni come ministro delle Telecomunicazioni al posto di Antonio Di Pietro. Quel Gentiloni, "sorpreso" da questa legge, che come ministro, non mosse un dito per fare applicare le sentenze a favore di Europa 7 e spostare Rete4 sul satellite. Il Garante delle Comunicazioni dovrà far rispettare la legge su Internet, la "loro" legge, quella di chi ha il controllo dell'informazione e usa un Minzolini per disonorare la RAI e avvilire gli italiani in ascolto con la celebrazione del ladro Bottino Craxi. Clito Minzolini venga in Rete, in diretta, a raccontare le sue balle e capirà come la pensano gli italiani, legga i commenti, ascolti le chat e prenoti l'elicottero.Dobbiamo portarci avanti con il lavoro. Eliminare i rifiuti tossici nocivi dalla Rete. Cancellate, non pubblicate più nessun programma Mediaset. Inizio io, da oggi, rendiamo la Rete un luogo migliore. Denunciate Mediaset e la RAI ogni volta che utilizzano, nei loro programmi infarciti di pubblicità, un vostro video o un vostro articolo pubblicati in Rete . Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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mercoledì 13 gennaio 2010

Quasi pronta la "Coca Colla" dalla Bolivia. La bevanda alla coca



I suoi ideatori sperano di lanciarla sul mercato già fra quattro mesi e assicurano che in poco tempo potrebbe diventare il “soft drink” più venduto in Bolivia. È “Coca Colla”, una bevanda ottenuta dalle foglie di coca che riprende il termine “collas”, soprannome delle popolazioni che vivono a ridosso delle Ande.
Il prodotto, fortemente sostenuto dai coltivatori della provincia di Chapare, è stato presentato la settimana scorsa al governo di Evo Morales. Quest'ultimo, primo presidente indigeno del paese, appena rieletto per un secondo mandato elettorale e famoso per essere un abituale masticatore di foglie di coca, come peraltro buona parte della popolazione, (più volte il presidente durante le riunioni dell'Onu si è mostrato con una foglia di coca in mano), potrebbe appoggiare l'iniziativa visto che da anni si batte per la legalizzazione a livello internazionale della “pianta sacra” boliviana.
ANALOGIE CON LA COCA COLA - La bevanda, secondo quanto ha riferito l'associazione dei coltivatori di coca, sarà scura e avrà un'etichetta rossa molto simile a quella della Coca Cola. Il viceministro Victor Hugo Vasquez ha definito l'iniziativa “di estremo interesse” perché segue “la politica d'industrializzazione della coca” portata avanti dal governo. Infatti in Bolivia da tempo sono commercializzati numerosi beni a base di coca come dentifrici, liquori, farine alimentari e diversi prodotti da masticare. La Bolivia è anche il terzo produttore di coca al mondo dopo la Colombia e il Perù. Nel 2008, proprio il governo di Evo Morales, ha aumentato del 6% i terreni boliviani nei quali può essere coltivata la “pianta sacra”. La foglia di coca, che gli abitanti delle Ande masticano da millenni per alleviare la fame e il “mal d'altitudine”, è stata definita nella nuova costituzione del paese andino “patrimonio culturale della Bolivia” e “fattore di coesione sociale”.
OPPOSIZIONE - I più fieri avversari di “Coca Colla” saranno sicuramente gli Usa. Non solo perché il nome e alcune caratteristiche della nuova bevanda ricordano la Coca Cola, ma anche perché da anni ormai le autorità statunitensi criticano severamente la politica del governo Morales sul tema della droga. Gli Usa affermano che buona parte dei 12mila ettari di suolo legalizzati per la coltivazione della foglia di coca sono in mano a narcotrafficanti che producono cocaina, il più famoso derivato della “pianta sacra”, che poi è commercializzata in diversi paesi internazionali. Da parte sua il governo guidato da Evo Morales, cifre alla mano, risponde che da quando gli agenti antidroga americani sono stati espulsi dal paese andino, la lotta contro il narcotraffico ha ottenuto importanti successi. Solo nel 2009 - dichiarano fonti governative - sono state sequestrate 26 tonnellate di droga.
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martedì 12 gennaio 2010

Blue Beam Project ,HAARP E MANIPOLAZIONE MENTALE

lunedì 11 gennaio 2010

C'era una volta l'industria pesante



Essen è stata dichiarata capitale europea della cultura 2010. La cittadina nella Valle della Ruhr e' stata la capitale tedesca della produzione di acciaio e carbone. Le fabbriche della zona sono state riconverite in poli culturali e musei..
La cittadina nella Valle della Ruhr e' stata la capitale tedesca della produzione di acciaio e carbone. Quando l'industria siderurgica e' andata scemando, le fabbriche della zona sono state riconverite in poli culturali e musei.
L'industrializzazione aveva stravolto il paesaggio della Ruhr, trasformando un territorio agricolo con tanti piccoli paesi e cittadine in un polo industriale affumicato di nero. All'inizio del 1800 Essen era una cittadina di 3500 abitanti, con le nuove tecnologie per l'estrazione del carbone è diventata progressivamente una città di 500.000 abitanti.
La cittadina rappresenta oggi un valido esempio di riconversione industriale ben riuscita. In particolare il “Complesso industriale e minerario Zollverein” appartiene ai capolavori dell’architettura industriale: dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, oggi viene utilizzato con finalità culturali.
Nelle vecchie fabbriche oggi sorgono caffè, teatri, gallerie, installazioni, che sostituiscono il fumo delle ciminiere.
Il bacino industriale della Ruhr è stato l’oggetto di un ciclopico lavoro di recupero, avviato negli anni tra il 1989 ed 1999 dal governo regionale (Land) della Renania-Westfalia, in collaborazione con un organo d’intervento d’eccezione: l’IBA Emscher Park.
Alla fine degli anni Ottanta, la regione dell’Emscher si presentava in uno stato di massimo degrado sotto molti aspetti. I nuclei urbani non crescevano attorno alla cattedrale o al municipio, ma attorno agli stabilimenti siderurgici ed alle miniere. Il paesaggio che ne rimaneva era fittamente cosparso di colline di scorie industriali, tracciati ferroviari, fabbriche dismesse, strade senza uscita, il tutto corredato da uno sviluppo urbanistico generale assai disordinato e frammentario. Una delle più pesanti eredità lasciate in “dote” al territorio della valle dell’Emscher era costituita dallo stato di avanzato e diffuso inquinamento.

Prima dei grandi stravolgimenti, il corso del fiume Emscher, costituiva la struttura naturale portante dell’intera regione. I numerosi corsi d’acqua che affluivano in esso, collaboravano a formare il ricco assetto idrologico del bacino fluviale. Il successivo destino del fiume Emscher, divenne tristemente noto in tutto il mondo, a causa della gravità del livello d’inquinamento raggiunto: il suo corso naturale, infatti, era stato trasformato in un lungo scarico pubblico a cielo aperto.
L’avvio del programma di lavoro, fu varato dal governo del Land, invitando le diverse parti sociali a presentare progetti, idee ed opinioni riguardanti l’area. I progetti raccolti in questa prima fase furono più di 350. Molti di questi progetti (più di settanta) sono stati inseriti nel calendario delle iniziative intraprese dall’IBA, la quale – unitamente ad altri programmi d’intervento – ha varato, sotto il proprio patrocinio, l’impressionante numero di 120 progetti.
L’obiettivo principale e la linea guida dell’intera iniziativa è stata la realizzazione del grande Parco Paesaggistico dell’Emscher.
L’intera operazione è stata suddivisa in sette settori principali d’intervento, o progetti guida. Essi coprono un’ampia gamma di problematiche che, partendo dalla riqualificazione ecologica del bacino del fiume Emscher, arrivano ad affrontare la questione delle nuove forme dell’abitare, del lavoro nel parco, della ricreazione lungo il fiume, dell’archeologia industriale nonché delle questioni relative agli aspetti sociali e culturali del tempo libero.
La caratteristica che più connota il progetto e che fa di esso un “evento storico” di particolare importanza, è rappresentata dall’eccezionale ruolo strategico giocato dal “paesaggio”. La trasformazione della sua immagine, è stato il mezzo per agire sull’immaginario, sulle aspettative ed sui desideri dell’intera popolazione dell’Emscher ed alimentare in essa la volontà di inserirsi nel processo di rinnovo della loro regione. Più di due miliardi di euro sono stati spesi per intessere la trama di questo nuovo paesaggio: un paesaggio che si sta ormai delineando con chiarezza, ma che è ancora in piena metamorfosi di cui la popolazione e le istituzioni hanno finito per sentirsi pienamente partecipi e responsabili.
Forse anche per le nostre città degradate c'è speranza...
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domenica 10 gennaio 2010

GIORDANO BRUNO, PERCHE' NOMINARLO INVANO?

venerdì 8 gennaio 2010

Reggio Emilia - Schifani rifiuta la Web cam

giovedì 7 gennaio 2010

V per vendetta -Come si crea la paura


Chi non ha paura di morire muore una volta sola. Chi invece ha paura di vivere è morto in partenza. E allora perché avere paura? Cos'è la paura? Un intenso turbamento? Preoccupazione per il futuro?Inquietudine per un pericolo? Timore che i dossier Telecom/Sismi sullo spionaggio riguardino politici eccellenti dell'opposizione? Terrore che l'agenda rossa di Borsellino emerga dal passato e inchiodi i padri della seconda repubblica? La paura è un investimento. Nulla rende più della paura. E' il miglior titolo di Borsa.La paura è un paradosso. I mafiosi dovrebbero avere paura dello Stato, ma sono i giudici a essere sotto scorta. I politici predicano sicurezza per i cittadini, ma sono loro a girare con le guardie del corpo. In Italia abbiamo novanta testate nucleari americane a Ghedi Torre e ad Aviano, ma nessuno si preoccupa. La paura è un business elettorale, chi impaurisce la popolazione e diventa difensore della massa degli impauriti vince le elezioni. "Sono il lupo cattivo" diceva Jack Nicholson con un'ascia in mano in "Shining". In una classifica nazionale dei fobici, i politici italiani sono, senza alcuna discussione, al primo posto. Chi ha più paura di loro? Chi ha veramente paura della mafia, della camorra, della 'ndrangheta che non possono essere prese per il culo come gli elettori. Per ogni paura c'è il lodo su misura, prima il Lodo Alfano e poi il Lodo Graviano di inizio anno. Il terrorismo islamico se volesse farebbe saltare San Pietro e la Torre di Pisa. Con la paura del feroce Saladino ci hanno fracassato le palle per 10 anni, introdotto leggi sulla sicurezza con l'unico obiettivo di controllarci meglio. Eppure, in un decennio, dalle Due Torri, il terrorismo islamico in Italia non ha fatto una sola vittima. Non è stata Al Qaeda a uccidere a Messina, all'Aquila, a Viareggio, ma l'Antistato. Un islamico, Abu Omar, è invece stato rapito in questo Paese, grazie all'Antistato, e consegnato all'Egitto perché fosse torturato con comodo.Quando la paura diminuisce (può succedere) allora arrivano le bombe o le bombette, come quella all'università Bocconi a dicembre. I bombaroli e i servizi segreti hanno creato per un ventennio quel giusto clima di paura per il Potere. Senza quella paura non avremmo avuto Craxi, Andreotti, Cossiga e forse, chissà, CIA permettendo, Berlinguer sarebbe diventato presidente del Consiglio.Nel 2010 ci sarà la paura della Rete, dei blog, di Facebook. Ci spaventeranno i temibili guerriglieri afgani e iraqeni. Tremeremo come foglie per il clima d'odio causato da terroristi mediatici, ma anche per l'influenza cavallina (quella aviaria e suina se le sono già giocate). Ogni paura ha il suo Cavaliere Bianco, noi abbiamo avuto solo un Cavaliere Sporco che più Sporco non si può. La conoscenza è il miglior antidoto alla paura. Ognuno conta uno e ognuno può informare molti. "Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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martedì 5 gennaio 2010

Menzogne sugli inceneritori e la gente muore

Le affermazioni dell'oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime. Fa riferimento a falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute. Per occultare le nuove fabbriche di tumori. Credo che sia opportuno che un magistrato (sicuramente almeno uno leggerà il blog) proceda di ufficio per accertare la verità. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

"Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.

Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento.E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente.In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.

Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa? Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici. Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare. Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale.Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi." Patrizia Gentilini .

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sabato 2 gennaio 2010

Due ricercatori attribuiscono la spirale norvegese a H.A.A.R.P., arma di distruzione di massa (articolo di Alfred Lambremont Webre)



A seguito della ridda di interpretazioni sul vortice azzurro apparso il 9 dicembre 2009 in Norvegia, alla vigilia del discorso di accettazione del premio Nobel per opera di Barack Obama, due ricercatori hanno, in modo indipendente, ipotizzato che la causa della spirale sia H.A.A.R.P., un'arma spaziale di distruzione di massa: infatti un'installazione di tipo H.A.A.R.P. è ubicata a Tromso, vicino al luogo in cui è stato scorto il vortice luminoso.
Secondo uno dei ricercatori, David Wilcock, che si basa su fonti riservate, la luce norvegese è parte del progetto Blue Beam. Uno degli scopi presunti del progetto Blue Beam è il condizionamento psicologico di massa nell'ambito di un piano finalizzato alla creazione di un Nuovo ordine mondiale.Se questa analisi è corretta, la luce norvegese potrebbe essere stata un effetto indotto con H.A.A.R.P. per tentare di creare un'aura extraterrestre o "trascendente" intorno al discorso di accettazione per opera di Barack Obama, insignito del premio Nobel, in vista appunto dell’assegnazione di tale riconoscimento ad Oslo previsto per il giorno seguente, il 10 dicembre.
Secondo Wilcock, la spirale di luce è simile ad altre, come a quella apparsa in Russia nel 2006 e ad un’altra scorta in Cina, nell'aprile 2009: esse possono essere attribuite alla tecnologia H.A.A.R.P. [...]Il ricercatore Richard Hoagland osserva che "oltre la collina di Tromso (dove è stata scorta la luce a spirale), si trova un impianto norvegese basato su tecnologia H.A.A.R.P.: è l'impianto di Ramfjordmoen E.I.S.C.A.T. appositamente progettato per trasmettere potenti fasci di energia a microonde nello spazio. La struttura è ufficialmente gestita da Norvegia, Svezia, Finlandia, Giappone, Cina, Regno Unito e Germania."Anche se Hoagland, nella sua analisi, congettura che la luce norvegese potrebbe essere stata un monito a Barack Obama da parte di chi usa H.A.A.R.P., lo scenario più probabile è che Obama ora sia in piena sintonia con i militari che usano H.A.A.R.P. per la creazione del Nuovo ordine globale.
H.A.A.R.P. è un sistema di armi esotiche che si riferisce alla militarizzazione dello spazio, con l'impiego di "onde scalari": è una tecnologia messa a punto dallo scienziato serbo Nikola Tesla agli inizi del XX secolo. Due o più onde di frequenza longitudinale ed ultrabassa sono dirette verso un punto di intersezione, sicché i fasci interagiscono in modo molto univoco, "picchiando" in una zona di illimitata energia che circonda il pianeta (la ionosfera? N.d.r.).H.A.A.R.P., in quanto sistema d'arma, ha tre componenti principali:
- una componente basata sullo spazio atta trasformare la ionosfera in un 'arma;
- una componente correlata agli aerei: H.A.A.R.P. usa le chemtrails come un riflettore di frequenza dalla terra e da basi spaziali contro la popolazione;
- una componente che si serve di stazioni a terra situate in Alaska, Puerto Rico, Groenlandia, Norvegia, Australia, Russia etc.
H.A.A.R.P. ha numerose applicazioni militari e strategiche:
• S.D.I. (Iniziativa di difesa strategica) come arma che impiega frequenze radio; questo sistema è noto come “scudo stellare”.
• Guerra ambientale per manipolare il tempo e scatenare terremoti.• Energia scalare per colpire obiettivi sulla terra: città, siti industriali, edifici, persone.
• E.L.F. arma elettromagnetica con l'uso di onde estremamente basse (E.L.F.) per influire sull'umore della popolazione e per minare lo stato di salute delle persone.
• Armi biologiche contro le popolazioni (rafforzate con le scie chimiche).
• Guerra psicologica con l'uso di onde elettromagnetiche, il tutto integrato nel progetto Blue Beam.
H.A.A.R.P. è un'arma di distruzione di massa. Il numero delle vittime causate da due recenti attentati probabilmente perpetrati con sistemi H.A.A.R.P. è paragonabile al numero delle vittime di Hiroshima. In Myanmar il ciclone artificiale mieté 78.000 morti il 3 maggio 2008. I dispersi furono 56.000. Il bilancio delle vittime del 29 maggio 2008 in Cina, a seguito del terremoto artificiale fu di almeno 68.000 vittime. [...]
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venerdì 1 gennaio 2010

Farmaceutica regala una vacanza a chi si offre come cavia per testare nuovi vaccini

L'azienda farmaceutica statunitense Intercell, specializzata nella produzione di vaccini, è alla ricerca di 900 volontari per testare il suo nuovo rimedio contro una comune malattia da vacanza, la diarrea del viaggiatore. E come ricompensa, offre viaggi in Messico o in Guatemala, compresi di volo e alloggio, fino a un valore di 1.600 euro.
La notizia è riportata dal quotidiano Indipendent. I volontari, che devono essere solitamente soggetti a diarree del viaggiatore, saranno pagati per viaggiare in Messico o in Guatemala. Lì dovranno assumere il nuovo medicinale per vedere come reagiscono.
“I volontari potranno alloggiare in hotel a tre stelle, e mangiare dove vogliono. L'unica condizione è che non si allontanino a più di tre ore di viaggio dalle cliniche apposite, dove dovranno consegnare campioni di sangue e feci”, ha spiegato Thomas Lingelbach, chief executive della Intercell.
“In questo modo - ha continuato - la nostra compagnia vuole ottenere una licenza globale per il nuovo prodotto, mostrando che è efficace contro i batteri intestinali di diverse zone geografiche. Non ci sono pericoli di reazioni indesiderate o altri pericolosi effetti collaterali il vaccino è stato già testato sugli esseri umani in uno studio precedente dai risultati incoraggianti: una riduzione del 75 per cento dell'incidenza della diarrea”.
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