Ricaricare l'auto elettrica direttamente presso la propria abitazione, il garage o nel parcheggio condominiale, adesso è possibile. Lo prevede un provvedimento dell'Autorità per l'energia che elimina i vincoli normativi che ostacolavano la predisposizione di eventuali punti di ricarica anche presso le utenze domestiche. Secondo una vecchia normativa, infatti, ai consumatori domestici era vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare.
Poiché le batterie dei veicoli elettrici devono essere ricaricate, la disponibilità di punti di ricarica è un fattore condizionante dello sviluppo virtuoso della mobilità elettrica, un settore che vede impegnati diversi grandi produttori e nel quale è atteso l'arrivo di diversi modelli. Sullo sviluppo del settore punta anche il Piano Cars21 della Commissione europea che ha recentemente presentato la sua strategia per incoraggiare la diffusione di veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico.
Con la modifica introdotta dall'Autorità (delibera ARG/elt 56/10) sarà ora possibile, nelle abitazioni private e loro pertinenze, o negli spazi condominiali (previo accordo dell'assemblea condominiale) richiedere al proprio fornitore di energia elettrica più punti di fornitura, ognuno con un contatore, destinati espressamente all'alimentazione di veicoli elettrici. Il provvedimento dell'Autorità si estende anche alle aree aziendali destinate a parcheggio di flotte di veicoli.
L'Autorità ha anche stabilito che ai punti di ricarica verrà applicata la stessa tariffa di trasporto già prevista per "altri usi", indipendentemente dal fatto che il richiedente sia un cliente domestico (famiglia) o non domestico (impresa). Per l'energia, il prezzo potrà variare a seconda dell'offerta che verrà selezionata fra quelle dei diversi venditori del mercato libero e potrà essere diversa da quella scelta per la fornitura domestica.
L'Autorità ha anche esteso la possibilità di richiedere una seconda fornitura per l'utilizzo delle pompe di calore nelle abitazioni, prima limitate alle utenze domestiche con potenza disponibile fino a 3,3 kW, oggi possibili anche per potenze superiori; l'eliminazione del vincolo della potenza disponibile contribuirà a promuovere una maggiore diffusione delle pompe di calore, per riscaldare o rinfrescare le abitazioni, permettendo sia un risparmio economico che il contenimento delle emissioni di gas serra.
Fonte tratta dal sito .
lunedì 31 maggio 2010
Auto elettriche: ammessa la ricarica in casa
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domenica 30 maggio 2010
Bill Gates finanzia le nanotecnologie dei vaccini celati
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venerdì 28 maggio 2010
Il petrolio che devasta la Nigeria
Dal petrolio però non è nata un'inarrestabile onda di sviluppo. Al contrario, le popolazioni del Delta del Niger hanno pagato il prezzo salato della distruzione del loro ambiente. Il suolo coperto di biitumi, i torrenti inquinati dal petrolio, l'aria resa pestilenziale dal gas flaring, ossia dalla combustione del gas nei pozzi di estrazione.
Le perdite di petrolio sono sottostimate, ma osservatori indipendenti stimano uno sverso di 15.000 tonnellate annue di idrocarburi del delicato sistema ecologico del Delta del Niger. L'impatto è pesante anche sulla salute umana, con una crescita di leucemie, bronchiti, asma e altre affezioni.
Environmental Rights Action (Friends of the Earth Nigeria) ha organizzato assieme al Ministero Federale dell'Ambiente degli Stati del Delta del Niger, una consultazione sulle politiche da adottare. La consultazione ha coinvolto associazioni, leader comunitari, scienziati, esperti dello sviluppo, e il suo risultato è un appello allo sviluppo di una "economia post-petrolifera in Nigeria".
Mentre miliardi di dollari vengono investiti in dubbie tecnologie volte a catturare la CO2 e a pomparla nel sottosuolo, dai nigeriani viene un suggerimento di buon senso: il sistema più sicuro, efficace e economico per catturare i gas serra, è lasciarli dove stanno: sottoterra.
Secondo le associazioni attive nella regione, non è vero che le emissioni di gas serra siano una necessità dello sviluppo. Al contrario, puntano su una crescita economica diffusa basato sullo sviluppo sostenibile. L'estrazione del petrolio, sostengono, “non ha avuto un impatto positivo per i cittadini, e in particolare per le genti del Delta del Niger, i cui livelli di vita sono stati minati dal costante inquinamento di fiumi e fattorie”. L'aspettativa di vita, nel Delta del Niger, non supera i 41 anni, proprio a causa del pervasivo inquinamento. Ma anche la convivenza civile è stata duramente messa alla prova dalla crescente corruzione legata al controllo dei pozzi petroliferi, e dai conflitti armati che ne sono seguiti, mentre la gente dei villaggi ha perduto perfino la terra da cui ricavava auto sostentamento.
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mercoledì 26 maggio 2010
LA NOTIZIA CHE I MASS-MEDIA HANNO CENSURATO
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.> d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet. La prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta". In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog. Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e *tutti i blog* che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una media company ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa media company, guarda caso, è Mediaset. Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di normalizzare con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa! Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Fonte tratta dal sito .
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martedì 25 maggio 2010
La commissione trilaterale vuole la guerra
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lunedì 24 maggio 2010
La Spirulina: un ottimo rimedio contro l'intossicazione da scie chimiche
Considerando tutti i veleni che quotidianamente ingeriamo o inaliamo, per via delle chemtrails e non solo (cibi industriali, dentifrici e chewing-gum contenenti fluoro, nanoparticelle degli inceneritori, acqua fluorizzata etc.), è opportuno consigliare qualche rimedio, come l'alga spirulina. Non si tratta di una panacea, ma almeno si può integrare la dieta con un alimento che, associato ad un regime alimentare e ad uno stile di vita naturali, per quanto oggi possibile, giova alla salute.
La Spirulina è una microalga blu-verde appartenente alla famiglia delle Cianophyceae (Divisione Cyanophyta; divisione di alghe unicellulari il cui colore glauco o bluastro è dovuto alla presenza di due pigmenti, la clorofilla e la ficocianina).[1] Come le piante, la Spirulina vive grazie alla fotosintesi. È lunga 0,3 mm e prende il nome dalla sua forma a spirale. Quest'alga è ritenuta l'alimento vegetale migliore, poiché ricco di proteine, amminoacidi, vitamine, acidi grassi essenziali, carboidrati di facile assunzione ed antiossidanti.
La Spirulina è un microrganismo antichissimo, originario dell'America centrale e noto da molti secoli per le sue proprietà. Gli Aztechi già ne conoscevano le caratteristiche e la usavano, estraendola dai laghi della valle di Anahuac, consumandola insieme con tortillas di mais.
Numerosi sono i benefici di quest'alga: infatti è un integratore dell'alimentazione, sviluppa un'attività antimicrobica ed antibatterica, grazie ai sulfolipidi che si trovano nella parete cellulare. Inoltre essa migliora il rendimento psico-fisico, rafforza il sistema immunitario ed è indicata nella dieta di vegetariani e di vegani, poiché contiene vitamina B12. Last, but not least, la Spirulina aiuta l'organismo ad eliminare i metalli che si accumulano a causa, in primo luogo, delle scie chimiche.
Sembra che il prodotto migliore sia quello proveniente dal Cile: il deserto di Atacama, il più arido ed inospitale del mondo, dove è coltivata la Spirulina, è un ecosistema quasi incontaminato, mentre la comunque ottima alga verde-azzurra Klamath nasce e prospera in un lago dell'Oregon (Stati Uniti) che, pur all'interno di un parco naturale, è sorvolato dagli aerei della morte (vedi fotografia) sicché non risulta del tutta priva di metalli come l'alluminio ed il bario, sebbene in quantità inferiori rispetto agli alimenti industriali.
[1] Ne sarà vietata la vendita, magari in modo graduale, quando entrerà in vigore il funesto Codex alimentarius?
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sabato 22 maggio 2010
I misteri di questo pianeta: Isola di Pasqua
In molti mappamondi e atlanti geografici non compare affatto: è l'Isola di Pasqua, Rapa Nui, appartenente al Cile. Eppure, questa isoletta insignificante di appena 162 kmq è uno dei luoghi più famosi del mondo in materia di misteri. Fu scoperta nel 1686, ma solo nel giorno di Pasqua del 1722, l'ammiraglio olandese Jacob Roggeveen, ebbe il coraggio di sfidare i bellicosi indigeni con un'esplorazione vera e propria; sull'isola c'erano enormi teste in pietra, i "MOAI", considerati dagli indigeni con grande disprezzo.
Attualmente ve ne sono circa 600. Più della metà, al momento della scoperta, erano stati rovesciati, altri giacevano incompiuti nelle cave. Si ritiene che un gran numero di MOAI siano stati gettati in mare o distrutti dagli indigeni e in tempi recenti altri siano stati rubati. Quel che oggi rimane in piedi della schiera di MOAI, nella loro posizione originaria, si erge con le spalle al mare e guarda verso l'interno dell'isola. Le sculture hanno una dimensione variabile e un'altezza da 90 cm fino ad 11 metri. Le più grandi, alte 20 metri, sono rimaste incompiute e giacciono nelle cave del vulcano Rano Kao, tuttora circondate dagli utensili necessari alla loro realizzazione. Riproducono quasi ossessivamente lo stesso modello (forse un antenato divinizzato) e originariamente erano dotati di un copricapo rosso. Degli scultori che, a quanto pare, abbandonarono in gran fretta il loro lavoro, non rimane alcuna traccia. L'isola stessa è un mistero impenetrabile: come hanno fatto gli indigeni a raggiungere un luogo così lontano con strumenti di navigazione tanto primitivi?La popolazione del luogo considerava l'isola "TE PITO TE HENUA" (l'ombelico del mondo) in quanto ritenevano di essere tutto ciò che restava al mondo in termini di sopravvissuti e di terre emerse, dopo il diluvio e la distruzione universale.
Sperduta nell'Oceano Pacifico, a 3700 chilometri dalla costa del Cile, l'Isola di Pasqua nasconde, nei suoi 400 chilometri quadrati di superficie, un grande numero di misteri e forse molti non sarebbero tali se, nel 1862, i trafficanti di schiavi peruviani non avessero deportato gran parte dei suoi già scarsissimi abitanti. Quando infatti si cominciò a studiare l'isola da un punto di vista antropologico e storico, la sua struttura sociale era completamente distrutta e l'origine della sua scrittura dimenticata insieme a quella degli affascinanti “MOAI”, i grandi volti di pietra. Tutte le informazioni che ora possediamo sull'isola giungono da una tradizione ormai confusa e contraddittoria. Secondo gli isolani superstiti, nell'isola abitavano due differenti razze: le “Orecchie Lunghe”, che provenivano dall'est, e le “Orecchie Corte”, che venivano dall'ovest.
Le Orecchie Corte erano sottoposte alle Orecchie Lunghe, finché, in una data situabile tra il 1680 e il 1774 (anche dopo la sua scoperta i visitatori dell'Isola di Pasqua furono pochissimi e non esistono notizie certe sulla cronologia degli avvenimenti), le Orecchie Corte si ribellarono, massacrarono le Orecchie Lunghe e abbatterono gran parte dei MOAI.
L’isola dei misteri
Chi erano le Orecchie Lunghe e le Orecchie Corte? Con ogni probabilità provenivano da aree diverse del Pacifico e appartenevano a ceppi etnici differenti; ma perché si erano rifugiati proprio in quella piccola isola e come mai erano rimasti così in pochi? Chi aveva edificato i MOAI, a che scopo e con che mezzi?La scultura dell'isola di Pasqua può essere divisa in tre periodi di cui il primo, forse, inizia intorno al 300 d.C. Allora l'architettura assomigliava a quella di TIAHUANACO ed era caratterizzata da statue di media grandezza e osservatori solari.
I “testoni” (secondo periodo) cominciarono ad apparire intorno al 1100; erano, e sono tuttora, appoggiati su piattaforme chiamate “AHUS”, spesso costruite con pietre ricavate abbattendo gli osservatori (il terzo periodo è associato con il culto di un dio uccello, rappresentato in diverse piccole sculture di legno e di pietra).Il MOAI più grande è alto venti metri e pesa circa 82 tonnellate: come poteva un popolo assai poco sviluppato tecnologicamente costruire simili colossi? Per quanto riguarda la scrittura (chiamata Rongo - Rongo, costituita da simboli e mai decifrata), perché presenta sconcertanti analogie con i segni che compaiono su certi antichi sigilli ritrovati a MOHENJO DARO, in Pakistan?Inutile dire che questi misteri hanno scatenato la fantasia di molti.
Per alcuni l'Isola di Pasqua avrebbe fatto parte del continente MU, e sarebbe stata collegata ad Asia e Americhe da immense GALLERIE. Dopo che MU si inabissò nelle acque del Pacifico, i sopravvissuti (appartenenti, appunto, a vari ceppi etnici) vi sarebbero rimasti isolati. E la loro scrittura sarebbe proprio la stessa usata nella valle dell'Indo, in quanto MU costituiva una specie di ponte sul Pacifico, come ATLANTIDE lo costituiva sull'Atlantico.
In realtà qualche enigma dell'isola di Pasqua è stato svelato: come si è ricordato nel congresso intitolato “Misteri risolti”, che si è svolto a Torino nel 1988, nel 1955 l'esploratore Thor Heyerdahl riuscì a mettere in piedi un MOAIin diciotto giorni, con l'aiuto di dodici nativi e, come unici strumenti, tronchi e pietre. È dimostrato, dunque (ma non è detto che sia successo realmente), che anche la modesta tecnologia locale avrebbe potuto realizzare quelle opera imponenti.
Segnale d’allarme
È recentissima, invece, la scoperta della causa della scarsità della popolazione dell'isola: studiando pollini fossili, alcuni ricercatori hanno rilevato che, secoli addietro, essa offriva tutti i necessari mezzi di sussistenza; successivamente l'eccessivo sfruttamento dei campi, l'uso indiscriminato del legno delle foreste, i numerosi incendi appiccati durante le guerre locali ne hanno distrutto completamente l'equilibro ecologico, riducendo alla fame i suoi abitanti. Un importante segnale d'allarme che viene da una piccola isola sperduta nel Pacifico...
Enigmi dell'ombelico del mondo
Il colore bianco della pelle e la barba degli abitanti originari è ancora più sconcertante, perché implica origini etniche geograficamente piuttosto distanti. Come hanno fatto a raggiungere via mare un luogo così lontano e ad acquisire l'abilità necessaria per fabbricare queste statue di pietra dura e di tale grandezza? Alcuni studiosi, fra cui Thor Heyerdahl, ritengono che gli isolani siano il risultato di una mescolanza di civiltà nordiche, peruviane e polinesiane che, in qualche modo, avvalendosi di zattere, sopravvissero al lungo viaggio e approdarono sull'isola. A questo punto, non riuscendo più a riparare le imbarcazioni a causa della mancanza di alberi sul luogo, vi si stabilirono.
In una prima fase le conoscenze di cui erano portatori dai luoghi d'origine, consentirono la costruzione dei MOAI, poi, debilitati dall'isolamento e dalla carenza di risorse sull'isola, regredirono, dimenticando anche il senso originario di quelle opere. Secondo un'altra teoria, l'isola fu disboscata successivamente proprio per la costruzione dei MOAI e per il sostentamento della popolazione, con una sorta di eco-disastro che portò alla desertificazione e alla decadenza culturale degli abitanti. Secondo una terza ipotesi, l'isola di Pasqua è un residuo emerso di Atlantide o di Mu o ancora di Lemuria (analoghi continenti che secondo le leggende antiche, si sono inabissati in tempi remoti) e i MOAI sono la rappresentazione dei suoi originari abitanti o della classe al potere.
Secondo una variante di questa teoria, i MOAI rappresentano esseri di un altro mondo (extraterrestri) che portarono la civiltà al continente perduto prima del diluvio universale. Una civiltà ed un progresso tecnologico dei quali i pochi superstiti in tutto il mondo, fra cui gli isolani di Pasqua, hanno perduto quasi completamente la memoria, conservandone testimonianze sporadiche in manufatti ed edifici antichi di gran lunga più evoluti del livello di conoscenze attualmente in loro possesso. è indubbio che i MOAI ricordino molto l'arte Inca, sia nella struttura che nella lavorazione; è indubbio che gli isolani abbiano la pelle bianca e caratteristiche somatiche sia degli europei che dei polinesiani, sebbene siano sperduti nell'oceano Pacifico. è certo che per la costruzione e la posa in opera di queste grandi statue sia stata necessaria una forte motivazione religiosa ed una struttura sociale organizzata in grado di porre al lavoro molte persone. è altrettanto certo che occorreva possedere una buona perizia tecnica per tagliare la pietra nella cava, scolpirla secondo un preciso progetto, trasportarla nel luogo di posa, quindi issarla e orientarla nella posizione voluta. Qualcosa deve necessariamente essere accaduto nel passato della storia dell'isola ed in seguito a tale evento, gli isolani debbono aver perduto la loro memoria storico – culturale.
Questa originaria cultura dell'isola di Pasqua prevedeva anche la conoscenza della scrittura, anch'essa perduta e dimenticata, visto che gli indigeni non sono più in grado di decifrare le antiche iscrizioni rongo - rongo sulle tavolette sacre. Forse però, i sacerdoti locali sono ancora in grado di decifrarle, ma preferiscono custodirne il segreto, visto il divieto assoluto per gli stranieri di ingresso ad alcune grotte sacre ove sono impresse delle iscrizioni. Proprio su questa scrittura risiede il più affascinante dei misteri di Rapa Nui. I suoi geroglifici sono praticamente identici a quelli dell'antica città di Mohenjo-daro, nella lontanissima India. Come si può vedere nell'illustrazione in basso, la somiglianza è tale da escludere una semplice coincidenza e l'India si trova letteralmente dall'altra parte del mondo rispetto all'isola di Pasqua.
Per raggiungerla via mare occorre circumnavigare metà del Sud-America, passare sotto l'Africa, per poi risalire fino a destinazione: un'impresa navale assolutamente inconcepibile per una zattera o per una canoa! Si tratta di percorrere via mare mezzo mondo (raggiunta l'India vi è poi un discreto percorso da compiere via terra, lungo la valle del fiume Indo). Le due iscrizioni sono rimaste indecifrate, anche se nel 1996 uno studioso americano, Steven Fisher, ha annunciato sulla rivista «New Scientist» di aver decifrato 22 tavolette dell'Isola di Pasqua. Secondo Fisher si tratta di scritti sacri che descrivono la creazione del mondo attraverso una serie di miti di carattere marcatamente erotico. Peccato che il giornalista del noto quotidiano romano che ha citato la scoperta, tutto preso dal dichiarare svelati gli arcani, non si sia premurato né di descrivere qualcuno di questi testi, né di occuparsi delle inquietanti e importanti analogie con le iscrizioni indiane. Di fatto i misteri di Rapa Nui rimangono tuttora ostinatamente intatti. Gli isolani, nei loro rituali, danno una grande rilevanza al culto dell'uomo uccello. Un culto che si ripropone insistentemente in numerosi antichi miti delle popolazioni celtiche, nordafricane, arabiche e mediorientali. Le rare sculture in legno raffigurano i corpi degli antenati esposti per la scarnificazione rituale, una cerimonia funebre strettamente connessa al culto dell'uccello (l'avvoltoio in particolare) ricorrente nelle antiche civiltà mediorientali e nordafricane.
Incisioni sulla roccia raffigurano l'uomo - uccello che sorregge un uovo, a ricordo di quando gli uomini facevano a gara per raccogliere il primo uovo deposto su un isolotto prospiciente le spiagge di Rapa Nui; lo stesso uomo uccello che ritroviamo in Nord-Africa, nel medio oriente e nella cultura celtica. Semplici coincidenze cerimoniali o residui sparsi di un'antichissima cultura comune in tutto il mondo?Ormai sempre più studiosi sono inclini ad ipotizzare che nell'evoluzione dell'uomo ci sia stato un momento di apice scientifico e tecnologico, circa 10.000 anni prima di Cristo, a cui, in seguito ad una catastrofe mondiale, è sopraggiunto un imbarbarimento repentino dei pochi superstiti che hanno dovuto ricominciare tutto da capo. I sopravvissuti, nel corso dei secoli e dei millenni, hanno lentamente trasposto nel mito i ricordi del loro passato. Questa teoria spiegherebbe un certo patrimonio culturale e mitologico comune in tutto il mondo antico. Per citare un esempio, il mito mondiale di un continente sprofondato nel mare da cui giunsero gli antenati, connesso con quello, anch'esso mondiale, di un diluvio universale dal quale si salvarono pochi eletti.
Fonte tratta dal sito .
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venerdì 21 maggio 2010
Olanda: principale stabilimento della Monsanto fatto chiudere dagli attivisti
Una manifestazione del gruppo “Round Up Monsanto” svoltasi ieri in Olanda davanti allo stabilimento di Bergeschenhoek (Rotterdam), a partire dalle 6 del mattino, è riuscita a far chiudere, temporaneamente, la principale sede olandese della nota multinazionale, fino al 2008 sede dell’azienda sementiera De Ruiter Seeds. Thierry Boyer, capo della divisione europea per l’agricoltura della Monsanto, ha cercato di evitare, non adottando un’opposizione forte, altra pubblicità negativa per la sua azienda, da tempo oggetto di contestazione nel mondo intero.
L’iniziativa rientra in un’azione di resistenza globale alla Monsanto, come pure in un’azione globale contro i brevetti sulla materia vivente. La Monsanto e altre aziende biotech stanno, infatti, facendo pressione sul governo olandese per ottenere modifiche legislative che facilitino il loro controllo del mercato sementiero e dell’alimentazione.
“NO al monopolio sul cibo, NO all’agricoltura tossica”, “Vogliamo un mondo senza veleni e senza Ogm, un mondo senza Monsanto”: questi alcuni degli slogan esposti sugli striscioni.
L’organizzazione “Round Up Monsanto” (che potrebbe tradursi “aggiriamo la Monsanto”, con un gioco di parole, poiché il Roundup è il famoso erbicida prodotto dall’azienda, che ha dato il suo nome a tutti gli Ogm ”Roundup-ready”, ovvero modificati per resistere al Roundup) chiede nel comunicato diffuso ieri che
“la Monsanto si ritiri dal mercato delle sementi” e che
“si metta fine ai brevetti sulle sementi, e su tutti gli organismi viventi”.
Il comunicato prosegue affermando:
“L’azienda chimica Monsanto detiene il 23% del mercato mondiale delle sementi. Negli ultimi 5 anni essa ha acquistato, solo in Olanda, tre grandi società sementiere internazionali: De Ruiter Seeds, Western Seeds e Seminis. Risultato: essa domina il mercato mondiale delle sementi. Ma la Monsanto è anche leader nel mercato degli Ogm, in particolare con la soia, il mais, le barbabietole e il cotone. Essa detiene, inoltre, una grande parte del mercato dei pesticidi (legato alla vendita degli Ogm, ndt). “Gli agricoltori e i coltivatori vedono di continuo crescere la loro dipendenza da queste grandi società sementiere. I brevetti sulle sementi (sugli Ogm, nonché talvolta e, tendenzialmente, sempre più sulle piante non geneticamente modificate: vedi comunicato EQUIVITA 27/04/10, ndt) aggraveranno ulteriormente la situazione”, dice Flip Vonk, agricoltore biologico presente alla manifestazione.
Le piante Ogm vengono coltivate in monocolture di grande estensione, con impiego esorbitante di fertilizzanti e pesticidi.
La Monsanto promuove un modello di agricoltura basata sulla chimica dagli effetti devastanti.
Infatti il sistema agricolo attuale (basato sull’importazione ed esportazione massiccia, interamente dipendente dal consumo di energia fossile) è responsabile di un quarto fino a un terzo di tutte le emissioni di gas serra del pianeta. Più dell’80% degli Ogm coltivati sono resistenti ai pesticidi (dei quali determinano dunque un consumo assai maggiore, ndt) mentre il residuo 20% produce una tossina all’interno della pianta stessa.Questa forma di produzione alimentare è assai dannosa per l’uomo, la natura e il clima. L’ingegneria genetica non recherà soluzioni per i cambiamenti climatici.
L’ingegneria genetica viene spesso presentata come soluzione ai problemi alimentari globali, ma nonostante 15 anni di coltivazioni, la fame nel 2009 ha raggiunto livelli record nel pianeta. Gli Ogm non hanno aumentato i raccolti. Dice Miranda de Boer di “Round Up Monsanto”: “Abbiamo bisogno di cambiare tutto … il problema della fame richiede soluzioni del tutto diverse. Dobbiamo abbandonare l’agricoltura chimica intensiva e produrre localmente, senza pesticidi e senza Ogm.”
Fonte tratta dal sito .
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giovedì 20 maggio 2010
La SOIA OGM è correlata alla sterilità e mortalità delle cavie
La ricerca è stata messa in piedi da Surov e colleghi per verificare se la Soia Geneticamente Modificata prodotta dalla Monsanto - soia che cresce sul 91% dei campi di soia USA - causi problemi di crescita e riproduzione. Quello che ha scoperto potrebbe spazzare via un'industria che fattura molti miliardi di dollari.
Dopo aver nutrito per due anni dei criceti che si sono sviluppati nell'arco di tre generazioni, quelli con una dieta OGM - e particolarmente il gruppo con la dieta con massima quantità di soia OGM - hanno mostrato effetti devastanti. Alla volta della terza generazione, la maggioranza dei criceti nutriti con soia OGM ha perso la capacità di riprodursi, ha mostrato una crescita più lenta ed un più alto tasso di mortalità fra i piccoli nati.
Se questo non bastasse a sconvolgervi, alcuni criceti della terza generazione hanno mostrato anche peli che crescevano all'interno della bocca - fenomeno visto raramente - e decisamente più diffuso fra i criceti nutriti con dieta contenente soia OGM.
Ha usato criceti Campbell, che hanno un tasso di riproduzione alto, e li ha divisi in 4 gruppi: tutti con una dieta normale, ma un gruppo non riceveva nessun tipo di soia, uno riceveva soia non-OGM, un terzo riceveva soia OGM, ed un quarto alti contenuti di soia OGM. Ogni gruppo era composto da 5 coppie di criceti, ognuno ha prodotto 7-8 piccoli, per un totale di 140 animali.
Surov ha dichiarato a The Voice of Russia:
“All'inizio, tutto procedeva normalmente, ma abbiamo notato alcuni effetti abbastanza preoccupanti quando abbiamo selezionato - fra i piccoli - le nuove coppie, ed abbiamo proseguito nell'alimentazione che avevano ricevuto prima: queste coppie mostrarono una crescita a velocità più lenta e una maturità sessuale più tardiva”.
Da ogni gruppo Surov selezionò delle nuove coppie, che generarono altre 39 piccoli criceti: dal gruppo di controllo nacquero 52 piccoli e 78 dal gruppo con dieta priva di soia OGM.
Dice Surov: “Questi numeri bassi in F2 [ la terza generazione ], mostrano che molti animali erano diventati sterili”.
Nella ricerca sono incluse misurazioni degli apparati degli animali della terza generazione: inclusi testicoli, milza, utero, ecc; e se il gruppo di ricercatori raccoglierà fondi sufficienti, potrà analizzare i livelli ormonali nei campioni di sangue raccolti.
“Alcune di queste tasche contenevano solo un pelo, mentre altre degli spessi ciuffi di peli colorati e privi di pigmento, tanto lunghi da raggiungere la parte dei denti deputata alla masticazione. A volte, la fila dei denti era circondata da una sorta di spazzolino uniforme di peli su entrambi i lati. I peli crescevano verticalmente e terminavano con punte affilate, spesso coperte da un grumo di muco.”
(Le foto di questi ciuffi di peli sono disgustose. Fidatevi o guardate voi stessi.)
A conclusione della ricerca, gli autori suggeriscono che una tale sorprendente anomalia possa essere dovuta alla dieta somministrata ai criceti cresciuti in laboratorio. Scrivono infatti: “Questa patologia potrebbe essere stata amplificata da elementi del cibo che sono assenti nel cibo naturale, elementi quali gli ingredienti OGM (soia o mais) o contaminanti (pesticidi, micotossine, metalli pesanti, ecc.)”
Non c'è dubbio che il numero di criceti con peli nella bocca era molto più elevato nella terza generazione allevata con soia OGM che non in nessun altro caso studiato in precedenza da Surov.
Ha inoltre detto che oltre agli OGM, potrebbero esserci dei contaminanti, o alti residui di erbicidi, quali il Roundup, che in effetti è molto più presente nei semi di soia OGM; essi sono infatti chiamati “Pronti per il Roundup”: dei geni batterici vengono forzati nel loro DNA in modo che le piante possano tollerare il Roundup, l'erbicida prodotto dalla Monsanto. Ne consegue che la soia OGM porta sempre con sé la doppia minaccia costituita da un contenuto maggiore di erbicida e da tutti gli effetti collaterali dovuti all'ingegneria genetica.
Coincidenza significativa: dopo gli esperimenti di alimentazione della Ermakova, il suo laboratorio di ricerca iniziò a nutrire tutti i ratti della struttura - un tipo di ratto commerciale - usando soia OGM. Nell'arco di due mesi, la mortalità infantile in tutta la struttura salì al 55%.
Quando la Emakova nutrì i ratti maschi con soia OGM, i loro testicoli cambiarono di colore dal loro rosa abituale ad un blu scuro! Anche degli studiosi italiani hanno trovato analoghi cambiamenti nei testicoli dei topi (PDF), cambiamenti che riguardavano danni alle cellule spermatiche giovani. Inoltre, il DNA degli embrioni provenienti da genitori nutriti con soia OGM, funzionava in modo diverso.
Uno studio condotto dal governo austriaco e pubblicato nel novembre 2008 ha mostrato che quanto più mais OGM veniva dato ai topi, tanto meno prole questi avevano (PDF), e tanto più piccoli erano.
Jerry Rosman - agricoltore dello Iowa - ha avuto a sua volta problemi con i maiali e con le mucche, che hanno incominciato a diventare sterili. Alcune delle sue scrofe avevano anche incominciato a mostrare false gravidanze partorendo sacche piene d'acqua. Dopo mesi di indagini e verifiche, finalmente individuò la causa nel grano OGM dell'alimentazione.
Quando i quotidiani, le riviste o la Tv, raccontano i problemi avuti da Jerry, egli riceve telefonate da un numero sempre maggiore di agricoltori che si lamentano analoghi problemi di sterilità, in relazione al grano OGM.
Alcuni studiosi del Baylor College of Medicine hanno scoperto casualmente che dei topi allevati in giacigli di pannocchie di grano “non si riproducevano né mostravano un comportamento riproduttivo”. Analisi condotte sulle granaglie rivelarono due componenti che bloccavano il ciclo sessuale femminile: avevano concentrazioni di ca. duecento volte inferiori ai classici fitoestrogeni. Una componente riduceva anche il comportamento sessuale maschile ed entrambe le sostanze contribuivano alla crescita di cellule tumorali del cancro del seno e della prostata, in cellule coltivate.
I ricercatori hanno anche scoperto che il tasso di tali sostanze varia a seconda del tipo di granaglia OGM. Le pannocchie triturate usate alla Baylor con molta probabilità provenivano dall'Iowa centrale, vicino alla fattoria di Jerry Rosman - e di altri che si lamentano del bestiame diventato sterile.
Ad Haryana - India - una squadra di veterinari che stanno facendo indagini riferisce che i bisonti che consumano semi di cotone OGM soffrono di infertilità, di frequenti aborti, parti prematuri e prolassi uterini. Molti bisonti giovani ed adulti sono poi morti misteriosamente.
Gli scienziati che hanno fatto scoperte avverse sugli OGM, vengono regolarmente presi di mira. ridicolizzati, privati di finanziamenti, ed anche licenziati. Quando la Ermakova riferì dell'alto tasso di mortalità infantile nella prole di animali nutriti con soia OGM, per fare solo un esempio, invitò la comunità scientifica a replicare e verificare i suoi risultati preliminari. Cercò anche ulteriori finanziamenti per analizzare degli organi che erano stati conservati. Invece, fu attaccata e calunniata, furono rubati dei campioni dal suo laboratorio, furono bruciate carte sulla sua scrivania; ha anche detto che il suo capo – pressato a sua volta dal suo capo - le disse di fermarsi dal continuare con qualsiasi altra ricerca sugli OGM. Nessuno - fin'ora - ha replicato i semplici ed economici studi condotti dalla Ermakova.
Nel tentativo di offrirle solidarietà, una delle sue colleghe le suggerì che, forse, la soia OGM avrebbe potuto risolvere il problema della sovrappopolazione. ( !? )
Surov riferisce che, fin'ora, non ha subito nessuna forma di pressione.
Senza prove dettagliate, nessuno può individuare con esattezza che cosa stia causando queste traversie riproduttive nei criceti, nei ratti e nei topi italiani ed austriaci, nel bestiame di India ed America; possiamo solo speculare sulla relazione fra l'introduzione dei cibi geneticamente modificati, avvenuta nel 1996 ed il corrispondente manifestarsi di nascite di bambini sottopeso, di sterilità e di altri problemi nella popolazione USA.
Molti scienziati, medici e cittadini partecipi, tuttavia, non pensano che la gente debba costituire l'animale da laboratorio per un gigantesco ed incontrollato esperimento dell'industria delle biotecnologie.
Dice Alexey Surov: “Non abbiamo nessuno diritto ad usare gli OGM fino a che non ne avremo compreso i possibili effetti negativi, non solo per noi stessi, ma anche per le future generazioni. Abbiamo assolutamente bisogno di ricerche pienamente dettagliate che chiariscano questi dubbi. Qualsiasi tipo di contaminazione deve essere testata prima di essere consumata e gli OGM ne costituiscono solo una parte”.
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martedì 18 maggio 2010
In arrivo in Europa il bancomat biometrico: basta appoggiare un dito sul lettore
È la Polonia il primo Stato europeo a installare dei bancomat che, oltre al normale metodo di identificazione degli utenti tramite tessera e codice Pin, si affida al riconoscimento biometrico.
L'iniziativa è stata presa dalla banca BPS SA, che ne ha già installato un esemplare a Varsavia e prevede di piazzarne altri tre e quattro entro la fine dell'anno.
La biometria non sostituisce completamente l'identificazione tradizionale; gli utenti devono comunque inserire la propria tessera, ma poi possono scegliere: inserire il solito Pin a quattro cifre oppure appoggiare un dito sull'apposito lettore.
Questo non si affiderà al riconoscimento dell'impronta digitale, ma confronterà lo schema delle vene con l'immagine in memoria, identificando così il possessore del dito e consentendogli di operare sul suo conto.
La tecnologia alla base di questo sistema è stata sviluppata dalla giapponese Hitachi. Secondo il vicepresidente della BPS, Krzysztof Jagielski, il riconoscimento biometrico “renderà sicuri i pagamenti delle pensioni alla fine del mese e proteggerà dalle frodi come lo skimming o il furto delle informazioni delle carte di credito”.
Prossimamente la BPS ha intenzione di installare altri 200 bancomat biometrici in tutta la Polonia, anche se non ha rivelato con quale tempistica intenda procedere.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 17 maggio 2010
VIDEO: Il discorso tipico dello schiavo - S. Agosti
Tutti noi viviamo in una società assurda dove le persone accettano che la propria vita venga portata via nei posti di lavoro (gulag) sei giorni su sette, per otto ore al giorno.
Le persone sono felici di andare a lavorare per tutta la vita; sono felicissime di gettare la propria vita in cambio di 'pezzettini di carta' chiamati banconote. Le persone si fanno rubare la vita in cambio di benessere. Ma siamo sicuri che quello che ci danno in cambio della nostra vita è benessere?
Fonte tratta dal sito .
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sabato 15 maggio 2010
Il saggio di Johannes Fiebag: “i cervelli alieni”
”Nell'agosto del 1971 - scrive Johannes Fiebag - John Hodges ed il suo amico Peter Rodriguez stanno tornando in auto da una visita ad un amico comune che abita a Daple Grey Lane, presso Los Angeles. Ad un certo punto scorgono ai bordi della strada due silhouettes che, a mano a mano che si avvicinano, si rivelano essere due “cervelli viventi”. Hodges, che era alla guida dell'automobile, preso dalla paura, li supera a grande velocità, ansioso di riportare a casa l'amico. Quando a sua volta ritorna a casa, si accorge di aver impiegato ben due ore più del solito a percorrere il tragitto.
In seguito si fa ipnotizzare e, sotto ipnosi, rivela di aver incontrato i “cervelli viventi” anche al ritorno e che essi lo hanno condotto a bordo di un U.F.O. atterrato lì vicino, dove lo attendevano i componenti dell'equipaggio, umanoidi che lo hanno sottoposto a visita medica. Gli furono trasmesse anche visioni dell'imminente fine del mondo che avverrebbe a causa di una terza guerra mondiale.”
Altri testi aggiungono interessanti particolari circa l'esperienza vissuta da Hodges: gli encefali viventi, di colore blue, erano circondati da una lugubre nebbiolina. Inoltre mentre il viaggio fino a casa avrebbe richiesto venti minuti, Hodges, partito da Daple Lane Gray alle due di notte rincasò alle 4:30. Gli umanoidi erano degli esseri dalla pelle grigia ed alti sette piedi, con estremità palmate. Gli ufonauti spiegarono a Hodges che i cervelli erano dispositivi di traduzione (?) che consentivano di comunicare con gli uomini. Hodges si convinse che gli alieni gli avevano inserito un impianto per mantenersi in contatto con lui. Egli ritenne che migliaia di altre persone avessero innesti simili.
Il vissuto di Hodges presenta dei tratti che anticipano resoconti posteriori: la presenza dei Grigi, le visioni apocalittiche olografiche, i microprocessori cerebrali.È un repertorio di situazioni non di rado inquietanti e che sfidano modelli interpretativi consueti. Circa i “cervelli viventi”, Roberto Malini annota: “Si tratta di una particolare tipologia di alieni osservati in rare occasioni e sempre da soggetti fortemente emotivi”. Non so quanto c'entri l'emotività nell'incontro con gli Altri...
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giovedì 13 maggio 2010
Ad Haiti è arrivato un nuovo terremoto: è quello OGM della Monsanto
Gli Haitiani sanno che la Monsanto fece l' “Agente Arancione”, il defoliante che fu spruzzato sul Vietnam dagli aerei USA durante il tempo di guerra, avvelenando sia i soldati USA che i civili vietnamiti?
Gli Haitiani sanno che queste sementi OGM sono state dichiarate pericolose da molti Paesi?
Un ex impiegata della Monsanto, Linda Fischer, è appena stata nominata capo dell'Ufficio USA per la Protezione Ambientale (US Environmental Protection Agency (EPA), che monitorizza questioni ambientali. È come dare al gatto il compito di prendesi cura della salute del topo.
Monsanto ha già iniziato a distribuire le sementi di mais OGM a Gonaïves, Kenscoff, Pétionville, Cabaret, Arcahaie, Croix-des-Bouquets e Mirebalais. Presto ad Haiti ci saranno solo sementi Monsanto. Quindi addio alla indipendenza dei contadini. La Monsanto ha recentemente investito 550 milioni di dollari in Brasile per produrre l'erbicida Roundup nello stato nord-est di Bahia. Ma sembra che lo Stato si stia rivoltando contro l'azienda.
Il rappresentante Monsanto ad Haiti es Jean- Robert Estimé, che è stato Ministro degli Esteri sotto la dittatura della famiglia Duvalier, che è durata 29anni”.
Fr. Jean-Yves Urfie, è membro del'Ordine del Santo Spirito ed è un ex insegnante di chimica al Collège Saint Martial, Port-au-Prince.
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mercoledì 12 maggio 2010
LANCIATO IL PROGETTO "BRAIN WAVES"
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martedì 11 maggio 2010
Un fiume di acqua freddissima scorre sotto i mari nella zona dell’Antartide
Un fiume di acqua freddissima, che sfiora la temperatura di 0,2 gradi, scorre nella zona dell’Antartide, sotto i mari già freddi, per poi spingersi verso il nord, alla velocità di 20 centimetri al secondo: è l’ultima scoperta di un pool di scienziati giapponesi e australiani, guidati dal ricercatore Yasushi Fukamachi dell'Universita di Hokkaido.
UN FORTE IMPATTO - Secondo lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, la portata di questo potente getto d’acqua è di 12 milioni di metri cubi al secondo. Una massa d’acqua tale da poter esercitare addirittura un forte impatto sul clima. In questo modo agisce, per esempio, la corrente del Golfo, che portando l’acqua calda verso le coste atlantiche dell’Europa mitiga i climi delle nazioni che si affacciano sull’Oceano.
La corrente antartica si muove in senso orario, attraversando il Mare di Weddel, la Baia di Prydz, la Terra di Adelie e il Mare di Ross. Secondo Steve Rintointoul, dell’Antarctic Climate and Ecosystems Cooperative Research Center di Hobart, si potrebbe trattare della corrente sottomarina più fredda e profonda mai individuata: «Una valanga d’acqua salatissima e ricca d’ossigeno che scende in profondità nell’area antartica e si indirizza verso nord, intorno al Kerguelen Plateau, nell’Oceano Indiano meridionale».
CIRCOLAZIONE CAPOVOLTA – Il gelido fiume d’acqua in questione è la più poderosa corrente antartica mai individuata e potrebbe far parte di un sistema di flussi d’acqua che riguarda tutti gli Oceani e che è stato denominato sistema di circolazione capovolta, meglio noto come overturning: l’acqua fredda spostandosi e riscaldandosi tende a salire verso la superficie e nella risalita trascina con sé una grande quantità di sostanze nutritive, favorendo la produttività biologica.
I ricercatori si sono serviti di apparecchiature molto sofisticate e hanno monitorato le acque per due anni a una profondità di circa quattro chilometri e mezzo, osservandone in particolare la salinità e la temperatura, che sono gli indicatori della densità.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 10 maggio 2010
Nulla si crea, nulla si distrugge. Il centro di riciclo di Vedelago.
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sabato 8 maggio 2010
Controllo della mente e dell'umore
Proponiamo la traduzione di un articolo tratto dal sito ellenico enouranois, dedicato a scie chimiche, H.A.A.R.P. e temi correlati. È un portale ricco di risorse e bilingue, in greco ed in inglese.
Nel mondo occidentale il controllo della popolazione fu inaugurato con la mind war, una guerra interna contro la cultura e la società. Così cominciò l'istupidimento del lavoratore statunitense, con l'intrattenimento, gli sport ed i media che furono gli strumenti dell'operazione. I vaccini, i dolcificanti artificiali, il fluoro nei dentifrici aiutarono molto: le scie chimiche sono la classica ciliegina sulla torta. Il controllo non ha una valenza meramente numerica. Il controllo implica il condizionamento di ciò che si sente e pensa. Riguarda il luogo in cui vivi, la salute, la diffusione di malattie, la procreazione. Controllo significa creare una matrix in cui non sono lasciate variabili al libero arbitrio ed alla natura. La matrix è qualcosa in cui qualcos'altro origina e si sviluppa.
E.L.F.
Il cervello umano usa e registra le E.L.F. (onde a bassissima frequenza) cui risponde. Frequenze intorno ai 10,8 hz causano insofferenza, quelle intorno ai 6,6 hz depressione. Con l'atmosfera resa conduttiva dai metalli ionizzati, le frequenze per così dire, sono portate tra noi. Consideriamo la ionosfera come un trampolino: la macchina per le frequenze nota come H.A.A.R.P. le spinge verso l'alto, poi le onde sono deflesse dalla ionosfera sulla terra. La nostra aria elettroconduttiva tiene queste frequenze, mentre il sistema G.W.E.N. (Ground Wave Emergency Network, rete ufficialmente installata per garantire le comunicazioni in caso di emergenza), riceve e dissemina queste frequenze a livello del suolo. È stato anche ipotizzato che il sistema televisivo ad alta definizione, le cui apparecchiature sono installate nelle abitazioni, convoglierà onde elettromagnetiche in modo molto preciso e circoscritto per influire sull'umore e sulla mente.[...] Molte persone riportano disturbi collegati alle chemtrails, nei giorni di pesante irrorazione: problemi respiratori, allergie, riniti, forme influenzali, cefalee, improvvisi sbalzi di umore. La parola “stress” è relativamente nuova... cento anni fa molte persone conducevano vite più dure di quelle attuali, eppure non erano “stressate”.[...]
La chimica dell'organismo umano
Siamo diventati cavie da laboratorio il cui equilibrio biochimico è stato alterato. Con l'atmosfera elettro-conduttiva, ormai stiamo ricevendo questa corrente. Le irrorazioni chimiche, che datano da almeno due decenni e che si sono intensificate nel 1998, hanno saturato l'aria di polimeri, nanoparticelle metalliche ed elementi biologici (inclusi cellule sanguigne e funghi) che sono penetrati nei nostri organismi. Come il suolo, le piante e gli animali, coesistiamo con questi elementi nocivi. Siamo stati impercettibilmente trasferiti dalla nostra vera natura in una matrix ingegnerizzata dove tutte le nostre funzioni possono essere dirette ed osservate. Che tu te ne accorga o no, è quanto sta avvenendo. Per citare Carnicom: “La saturazione è completa. Si tratta ora solo di mantenere e concentrare”.
Le scie chimiche sono parte di un un sistema d'arma integrato. Sebbene il programma si riferisca apparentemente ad un disastroso intervento di modificazione meteorologica (che non è stato ufficialmente ancora ammesso), gli aerosol contengono parassiti che sono il risultato della bio-ingegneria. Secondo stimati ricercatori, ormai siamo tutti virtualmente contaminati. Forse “seminati” è la parola più adatta, se si pensa al Morgellons. La miscela di parassiti biotecnologici, patogeni, metalli, nano-robot è stata concepita per creare un substrato adatto all'informazione. Qualcuno ha forse intenzione di inserire dei microchips? Non pensare all'indignazione per i microchips R.F.I.D. (radio frequency identification). Siamo stati già inseriti in una Rete. È già accaduto.
Fonte tratta dal sito .
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venerdì 7 maggio 2010
Primo Cerchio nel Grano in Inghilterra del 2010
Ecco il primo crop circle del 2010. E' in un campo di colza e misura approssimativamente 180 piedi di diametro. E' un cerchio che contiene sei archi con un piccolo cerchio circondato da uno piu grande. Una forma a losanga si trova vicino al sesto arco con sette cerchi nell'arco sottostante. Si trova sotto l'antica Hill Fort Old Sarum nello Hampshire. Purtroppo per il fatto che siamo nello Spazio Aereo militare di Boscombe è anche sotto la zona di volo a bassa quota per elicotteri, le immagini sono state scattate da 2000 piedi, il raccolto non è in piena fioritura e quindi l'impronta è scarsa.
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giovedì 6 maggio 2010
La Georgia acquista 400mila vaccini contro H1N1
Su raccomandazione dell'Organizzazione mondiale della saanità (World Health Organization), la Georgia ha acquistato all'incirca 400mila dosi di vaccino contro l'influenza H1N1.
Il Centro Nazionale di prevenzione per il controllo delle malattie prevede che le vaccinazioni potranno iniziare con il diffondersi della cosiddetta "influenza suina", la cui comparsa è prevista a partire dal prossimo autunno per tutto il corso del periodo invernale.
Questa vaccinazione non sarà coatta bensì volontaria, puntualizzano le autorità rassicurando che Le scorte di vaccino sono sufficienti per le necessità del paese.
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mercoledì 5 maggio 2010
RAPPORTO RUSSO RIVELA CHE PIU' DI DUE MILIONI DI PERSONE
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martedì 4 maggio 2010
Ogm, anche McDonald's dice no
In Germania anche i "cattivi" rifiutano gli ogm. Burger King, McDonald’s, le principali catene di fast food alzano la bandiera no-ogm, invitando la Commissione Europea a fermare le colture transgeniche.
In Germania anche i giganti del fast-food tengono la schiena dritta. Burger King, McDonald’s, Lorenz Snack-World e Nordsee si schierano contro le patate gm. Der Spiegel di questa settimana riporta il messaggio delle maggiori catene di fast food che invitano la Commissione Europea a rinunciare alla legalizzazione di colture di patate transgeniche. Secondo il settimanale tedesco, anche i giganti della ristorazione veloce hanno paura di un danno d’immagine, soprattutto vorrebbero evitare il rischio di un aumento dei costi delle forniture della materia prima.
Sempre a riguardo delle patate in Austria il Ministro della Salute, il Ministro per la Tutela del Consumatore e i Governi dei Lander hanno approvato una legge che blocca la coltivazione della famosa patata Amflora della Basf, proprio prima della semina. Il tubero transgenico aveva ricevuto il via libera dal Commissario europeo alla Salute e Politica dei consumatori John Dalli.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 3 maggio 2010
La nube di Eyjafjallajökull che ha obnubilato la verità
Eyjafjallajökull è un ghiacciaio dell'Islanda. Con un'area di 100 km quadrati, è il quinto per estensione dei ghiacciai islandesi. È ubicato nella parte meridionale dell'isola. Il nome significa “Ghiacciaio dei monti delle isole”. Il ghiacciaio ricopre il vulcano Eyjafjöll. In località Fimmvörðuháls, la notte del 20 marzo 2010 si è aperto un cratere vulcanico. Prima del 2010, l'ultima eruzione avvenne dal 1821 al 1823 e causò un'inondazione dovuta allo scioglimento dei ghiacci che provocò notevoli danni.
Il 20 marzo 2010, dopo 187 anni, si è verificata una nuova eruzione dell'Eyjafjallajökull che ha causato l'evacuazione di circa 600 persone. Il 15 aprile la presenza di una nube di ceneri vulcaniche emessa dal vulcano ha portato alla (strumentale) chiusura degli spazi aerei e di vari aeroporti di alcuni paesi dell'Europa centro-settentrionale: Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Belgio, Francia, Germania , Svizzera, Svezia, Polonia, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Romania, Spagna ed Italia. Campioni di cenere vulcanica, raccolti nelle vicinanze dell'eruzione, hanno mostrato una concentrazione di fluoruri solubili in acqua pari a 104 milligrammi per chilogrammo di cenere. L'agricoltura è molto importante in questa regione dell'Islanda e gli allevatori residenti nelle vicinanze del vulcano sono stati avvisati di non usare le acque dei pozzi e dei fiumi, per via dell'elevata concentrazione di fluoruri che può determinare gravi problemi ai reni ed al fegato del bestiame.
Il 14 aprile 2010, dopo una breve pausa, è ripresa l'eruzione da Eyjafjallajökull, questa volta dal centro del ghiacciaio, con un'inondazione che ha costretto gli abitanti a sgomberare la zona.
Diversamente dalla prima eruzione, la seconda è avvenuta sotto i ghiacci. L'acqua fredda del ghiacciaio miscelata alla lava ha creato delle piccole particelle di ghiaccio che, miscelate alla cenere, si sono innalzate a formare una nube di vapore e fumo, trasportata poi, stando alle fonti ufficiali, a grande distanza. Ciò, assieme alle dimensioni dell'eruzione, stimata venti volte maggiore di quella del 20 marzo ha generato una nube di particelle di silicio, molto pericolose per la navigazione aerea.
Le ceneri vulcaniche sono un pericolo notevole per i collegamenti aerei. A seguito della seconda eruzione, è stato deciso un blocco del traffico aereo a causa della nube di cenere che si è diffusa nell'atmosfera. Sono stati cancellati voli con provvedimenti che hanno interessato milioni di viaggiatori. Il 17 aprile, con la dichiarata diffusione della nube in Italia, l'E.N.A.C. ha provveduto a chiudere alcuni scali nel nord del paese. La I.A.T.A. ha stimato una perdita di circa 200 milioni di dollari al giorno per le compagnie di trasporto aereo.
Le eruzioni vulcaniche di grandi dimensioni sono note, perché producono cambiamenti nell'atmosfera. Gli aerosol di solfati che raggiungono la stratosfera, catalizzano la produzione di monossido di cloro (ClO), che distrugge l'ozono (O3). Nella troposfera superiore, gli stessi aerosol diventano nuclei di cirri che aumentano l'albedo della Terra e quindi alterano il suo equilibrio di radiazioni. Diverse eruzioni nel corso del secolo passato hanno causato, stando ad alcuni studi, un calo della temperatura media sulla superficie terrestre fino a mezzo grado (scala Celsius) per periodi da uno a tre anni. Altri scienziati affermano, invece, (ipotesi assai più probabile) che l’accumulo di ceneri vulcaniche porta ad un innalzamento dei valori termici.
Questa è, in sintesi, la ricostruzione degli eventi, basata sulle fonti dei media mainstream, ma gli accadimenti sono da esaminare nei loro risvolti non ufficiali. Alcuni aspetti, infatti, meritano un approfondimento. In primo luogo, il fenomeno vulcanico è stato concomitante con un'esercitazione militare (operazione Brilliant) condotta dalla N.A.T.O. per simulare la risposta ad un attacco nucleare sferrato dall'Iran. Qualcuno ha ipotizzato che l’interruzione dei voli civili sia da collegare alla necessità di rafforzare ed implementare l’operazione “scie chimiche”, per mezzo di una pausa tecnica.
In questo lasso di tempo gli aerei chimici hanno continuato a volare, soprattutto nelle ore notturne: ciò è dimostrato dalle mappe satellitari in cui sono rimaste immortalate le chemtrails ed è anche testimoniato da fotografie, riprese video di numerosi attivisti del Nord Europa. Non era stato strombazzato dai vari “giornalisti” che i voli erano stati cancellati in tutta l'Europa settentrionale? I velivoli fotografati e filmati erano dunque aerei militari impegnati nelle operazioni di aerosol clandestino a bassa quota. Questo è un fatto incontrovertibile. È evidente che l'eruzione è stata enfatizzata e che il blocco del traffico aereo non è stato motivato da esigenze di sicurezza, ma da ragioni di tipo strategico. Infatti, è vero che le microparticelle di silicio possono danneggiare i motori degli aerei, ma tonnellate di silicio vengono ogni giorno disperse nell'atmosfera dagli aerei chimici e nessun ente si è mai preoccupato per la sicurezza. Gli incidenti aerei, il cui numero è aumentato in questi ultimi anni, sono imputabili anche alle attività di aerosol: ne è una funesta testimonianza il sinistro occorso al volo Alaska 261.
Scrive l'acuto Michael Castle a tale proposito: “È necessaria un'altra osservazione circa il particolato Welsbach: si tratta di una mistura molto abrasiva, poiché contiene ossido di alluminio e silicio. Questi composti nella scala di Mohs, che misura la durezza, sono secondi solo al diamante. La polvere Welsbach, le cui dimensioni si aggirano intorno al micron ed anche meno, tende a depositarsi su qualsiasi superficie ed anche sugli apparati di un aereo che si trovi a volare attraverso questa “sabbia”. I meccanismi lubrificati, usati negli stabilizzatori orizzontali e verticali, negli alettoni, nei flaps, nei sistemi di atterraggio possono essere danneggiati dai metalli abrasivi dispersi con le chemtrails. Il jack-screw (vite di alzata) coperto del materiale Welsbach può causare una graduale “fresatura” del metallo della vite di alzata e provocare un'avaria, determinando una configurazione incontrollabile dei parametri relativi all'assetto di volo. Riteniamo che il volo Alaska 261 incappò in circostanze imprevedibili. Quel volo attraversava ogni giorno aree pesantemente irrorate, come la costa occidentale degli Stati Uniti o la regione sopra Dallas, in Texas.
Altri aerei sia civili sia militari hanno subito malfunzionamenti che sono stati attribuiti ad una componentistica di scarsa qualità. Queste conclusioni potrebbero non essere lontane dal vero, ma si potrebbe vedere nelle chemtrails la causa di alcuni incidenti aerei?"
Senza escludere che il governo segreto mondiale abbia strumentalizzato l'eruzione per saggiare le reazioni dei cittadini di fronte a gravi ed inattese difficoltà negli spostamenti, crediamo che il pretesto della nube di cenere vulcanica sia stato usato soprattutto per “giochi di guerra”, naturalmente all'insaputa dell’opinione pubblica che si balocca con le versioni ufficiali (e false) propalate da telegiornali e quotidiani. Ne è la prova il fatto che nessun organo di informazione ha anche solo accennato all'esercitazione congiunta delle forze N.A.T.O.
D'altronde, il problema costituito dalla nube è stato ingigantito ad arte: essa si è espansa sopra l'Islanda e nelle aree limitrofe, mentre al di fuori di questa zona, tutto sommato non amplissima, non se ne è vista neanche l'ombra. Alcuni elicotteri hanno tranquillamente sorvolato il vulcano, senza incorrere in alcun pericolo.
La manifestazione geologica è occorsa, dopo essere stata preceduta da numerosi articoli ed interventi sulla diabolica geoingegneria, un insieme di progetti ed attività basate sulla dispersione di vari composti chimici, in primis il biossido di zolfo (SO2), ufficialmente per contrastare il global warming. Il biossido di zolfo si sprigiona proprio con le eruzioni vulcaniche.
Infine non si può escludere che l'eruzione sia stata causata o per lo meno propiziata con l'impiego di armi ad hoc. D'altra parte una delle Illuminati cards raffigura proprio un evento vulcanico distruttivo…
Nota: altri addentellati meritano di essere esaminati circa l'eruzione vulcanica: ne daremo conto, appena possibile. Intanto, rimandiamo agli ottimi articoli sul tema pubblicati da Corrado Penna. Queste inchieste si possono leggere qui, qui e qui.
Appendice: trascrizione del testo di un "profetico" servizio giornalistico mandato in onda dal TG2 nel mese di febbraio 2010.
Eruzioni vulcaniche controllate per combattere il riscaldamento globale. Proposta bizzarra, ma lanciata da serissimi scienziati (sic) su un'importante rivista. La proposta scaturisce dalla constatazione degli effetti in parte benefici, per quanto strano possa sembrare, di un immane disastro che colpì nei primi mesi del 1991 l'isola Luzon nelle Filippine.
Il vulcano Pinatubo dette vita piuttosto lentamente, il che permise di evacuare la popolazione, ad una gigantesca eruzione. La massa di polveri a base di zolfo emesse dal Pinatubo creò per molti mesi una sorta di ombrello che, filtrando i raggi del sole, fece abbassare la temperatura del pianeta di quasi mezzo grado centigrado.
Tre scienziati nordamericani ci hanno ragionato ed adesso con un articolo sull'autorevole (sic) rivista "Nature" propongono di provocare artificialmente delle eruzioni vulcaniche per raggiungere lo stesso obiettivo: creare un ombrello di polveri che riduca temporaneamente, ma velocemente, la febbre del pianeta. In questo modo, dicono, si potrebbe guadagnare tempo per realizzare una riduzione a lungo termine dell'effetto serra.
I critici obiettano che l'operazione sarebbe costosa e soprattutto ad altissimo rischio, ma i tre insistono: bisogna lavorarci, poiché la situazione è troppo grave per ignorare questa possibilità.
Staremo a vedere: se c'è una cosa che non manca in Italia, sono proprio i vulcani.
Fonte tratta dal sito .
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sabato 1 maggio 2010
I pensieri negativi ledono il cervello
La personalità potrebbe influenzare le dimensioni del cervello. Lo suggerisce uno studio della Washington University di St. Louis, secondo cui i 'neurotici', cioè le persone più inclini ai pensieri negativi, con l'età subiscono una riduzione dell'area cerebrale legata alle emozioni.
I ricercatori hanno esaminato le risonanze del cervello di 79 volontari tra i 44 e gli 88 anni, investigando anche sulle attitudini mentali e gli stili di vita. Ebbene, gli scienziati hanno trovato in coloro che mostravano un maggiore neroticismo volumi più piccoli nella materia grigia del lobo frontale e mediale rispetto a quelli più coscienziosi ed estroversi. La stessa relazione è stata trovata nella corteccia orbitofrontale.
“È la prima volta che si trova un influsso della personalità nel cervello”, ha spiegato Denise Head, prima autrice dello studio pubblicato da 'Neurobiology in Aging', “i nostri dati suggeriscono che c'è un legame molto stretto, soprattutto con le aree associate ai processi emozionali e sociali, anche se è ancora presto per dire se è la personalità che influenza le dimensioni cerebrali o il contrario”.
Secondo gli esperti una prima applicazione di questa scoperta potrebbe essere nella diagnosi dell'Alzheimer. In chi è affetto da questa patologia si notano cambiamenti di comportamento che potrebbero essere usati come indizio: “Noi abbiamo esaminato persone sane - ha spiegato ancora l'autrice - per ottenere una base prima di studiare le patologie, e ora cercheremo di capire se da modifiche della personalità si può risalire a patologie”.
Fonte tratta dal sito .
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