mercoledì 30 giugno 2010

Scie Chimiche_Chemtrails: Corrado Penna

martedì 29 giugno 2010

"Acqua: superato un milione di firme"

Un milione di firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua: un risultato storico per il nostro paese ad un mese dalla consegna delle firme in Cassazione. Cosa possono fare i Comuni?
La raccolta firme avviata lo scorso 24 aprile per promuovere tre referendum contro la privatizzazione dell’acqua stabilita dal decreto Ronchi, ha raggiunto e superato il milione. Un risultato mai raggiunto prima da nessuna campagna referendaria. L’obiettivo è quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011.
Manca ancora un mese alla consegna delle firme in Cassazione, e questo numero impressionante potrebbe diventare ancora più grande. L'obiettivo è oggi quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011. Con questo entusiasmo, con questa partecipazione, con questa voglia di bene comune ce la possiamo fare, tutti insieme. Un milione di grazie ai tutti i cittadini che hanno firmato. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Proprio sabato, anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, in visita al Mercato della Terra del capoluogo lombardo, si è espressa sul referendum, commentando la presenza di un punto di raccolta firme: «Non c’è nessuna privatizzazione dell’acqua. L’acqua di Milano è dei milanesi. Questa è disinformazione». Il problema è che il decreto Ronchi, divenuto legge a fine 2009, dispone (o meglio impone) di cedere ai privati la gestione del servizio idrico integrato con l’istituzione di bandi di concorso entro il 31 dicembre 2011. Per non essere obbligati a introdurre il servizio privato il Comune deve dichiarare tale servizio privo di interesse economico. E per far ciò deve cambiare lo Statuto Comunale.
Alcuni comuni l’hanno già fatto: nella provincia di Torino, grazie a una legge di iniziativa popolare, sostenuta da diecimila firme, una serie di comuni hanno modificato il proprio statuto e dichiarato il servizio idrico privo di interesse economico. Così a Torino e provincia il servizio idrico è gestito dalla Società Metropolitane Acque Torino interamente pubblico, e potrà rimanere tale grazie alla modifica dello statuto.
A rendere ancor più grave, nel merito e nel metodo del percorso legislativo del decreto Ronchi, vi è il fatto che esso sia stato approvato ignorando la volontà popolare che nel 2007 si era espressa con una proposta di legge per l’acqua pubblica raccogliendo oltre 400.000 firme, oggi ancora in discussione in Parlamento. Nel frattempo cinque regioni hanno impugnato il decreto Ronchi di fronte alla Corte costituzionale, lamentando la violazione di proprie competenze esclusive.
Il decreto Ronchi colloca tutti i servizi pubblici essenziali locali (non solo l’acqua) sul mercato, sottoponendoli alle regole della concorrenza e del profitto, espropriando di fatto il soggetto pubblico e quindi i cittadini dei propri beni.
L’approvazione dei tre quesiti referendari rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000 che prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, a enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, un servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
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lunedì 28 giugno 2010

INTOCCABILI BANCHE


Nel momento in cui Francia, Germania e Gran Bretagna annunciano l’intenzione di presentare al prossimo G20 di Toronto la proposta di una tassa basata sugli utili delle banche, da applicare con caratteristiche diverse a seconda delle condizioni economiche e dei sistemi fiscali di ciascun Paese, e l’Unione Europea esplora addirittura la possibilità di un’imposta “globale” sulle transazioni finanziarie, può essere utile fare il punto della situazione sugli interventi pubblici a favore delle banche e degli istituti finanziari durante gli scorsi due anni, in Europa e negli Stati Uniti, basandosi sull’ultimo dei rapporti semestrali elaborati da RS-Mediobanca (http://www.mbres.it/ita/download/rs_piani_di_stabilizzazione_finanziaria.pdf).
Da esso risulta che il totale di aiuti, in termini di iniezioni di capitale e di prestazione di garanzie, ammonta a 1.518,7 miliardi (di euro) per l’Europa ed a 2.593,2 miliardi (di dollari) oltreoceano. Nel dettaglio, è interessante notare come nel Vecchio Continente i più colpiti dalla crisi finanziaria siano state Germania e Gran Bretagna, con rispettivamente 362,5 e 792,5 miliardi di euro di aiuti erogati, con la seconda protagonista anche della nazionalizzazione di due banche, Northern Rock e The Bradford & Bingley. Considerando inoltre le ingenti sottoscrizioni di capitale azionario realizzate dal governo britannico a favore di Royal Bank of Scotland e Lloyds TSB Group (per un ammontare complessivo vicino ai 700 miliardi di euro), parlare di libero mercato nella patria di Adam Smith e David Ricardo, fondatori dell’economia politica, oggi appare davvero surreale.
Negli Stati Uniti, gli aiuti pubblici si sono invece concentrati su cinque grandi gruppi finanziari, i colossi del credito immobiliare Fanni Mae e Freddie Mac, Aig, Bank of America e Citigroup.
Ai primi due, posti in amministrazione controllata a partire da settembre 2008, sono stati concessi sostegni diretti pari a 200 miliardi e garanzie per ben 1.450 miliardi di dollari. Aig, ora denominato Aiu, può vantare quasi 70 miliardi di aiuti in qualità di sottoscrizione di capitale, mentre Bank of America e Citigroup rappresentano gli unici casi significativi di liquidità (47 miliardi) e garanzie (419) restituiti quasi integralmente al governo, rispettivamente a settembre e dicembre 2009.
Più che gli esborsi complessivi, a differenziare la situazione dell’Europa da quella statunitense è il numero di istituti finanziari e di credito coinvolti nei piani di salvataggio, dove nella prima ammontano a 115 (di cui 4 in Italia per “soli” 4,1 miliardi di euro) mentre negli Stati Uniti sono ben 1.095, dato che testimonia una crisi generalizzata e profonda di tutto il settore.
Nel frattempo, la Federal Reserve ha completato uno studio sui comportamenti di 28 tra le maggiori banche americane, concludendo che incentivi e bonus riconosciuti ai dirigenti rimangono ai livelli esorbitanti di prima e che i gestori delle operazioni speculative ad alto rischio continuano ad operare come sempre. Peccato che tale rapporto probabilmente non sarà reso pubblico prima dell’anno prossimo, mentre a fine 2009 la bolla dei prodotti finanziari derivati, dopo un ridimensionamento nelle fasi iniziali della crisi, è arrivata a 213 trilioni di dollari (615 trilioni a livello mondiale, con un aumento annuo del 12%). La paura di nuove insolvenze sta minando la fiducia tra le stesse banche che stentano persino a farsi credito tra loro, prova ne sia l’aumento costante e progressivo del LIBOR, il tasso di riferimento per i crediti a breve tra gli istituti di credito.
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domenica 27 giugno 2010

Mais ogm illegale in Friuli: si muove la giustizia

Comincia a muoversi la giustizia in Friuli Venezia Giulia, dopo che un'associazione di agricoltori, Futuragra, aveva provocatoriamente annunciato sul proprio sito web di avere seminato mais ogm illegalmente.
Infatti, un esposto alla Procura di Udine e una segnalazione alle forze dell'ordine sono stati presentati dall'assessore regionale alle Risorse agricole Claudio Violino, dopo il recapito all'Ersa di campioni di mais Ogm resistenti alla piralide. La busta conteneva una mappa con la presunta ubicazione del campo da cui i campioni sarebbero stati estratti, un'estensione stimabile tra tre e cinque ettari nel Comune di Fanna (Pordenone). "Qualora fosse dimostrato che i campioni provengono proprio da quel campo - ha detto Violino - il rischio è non solo quello di avere sul territorio regionale organismi geneticamente modificati ma anche quello di una contaminazione ad ampio raggio, che può danneggiare coltivatori ignari, dato che il mais sta per iniziare il periodo di fioritura. Non conosciamo la provenienza effettiva dei campioni - ha aggiunto - e che siamo stati piantati proprio in quel campo lo dovranno verificare le autorità inquirenti". Il direttore dell'Ersa Mirko Bellini, che ha disposto le analisi sui semi, ha dato la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti qualora volessero avvalersi delle competenze del laboratorio dell'Ente per futuri prelievi in loco. "Già a fine aprile - ha ricordato Violino - alcune persone avevano inacciato di seminare mais Ogm, con tanto di riprese via webcam della semina. A questo punto - ha concluso -gli organi deputati sono stati avvisati e spetta a loro decidere il da farsi". "L'inizio di una coltivazione di Ogm costituisce non solo un'azione fuori legge, ma comporterebbe pesanti conseguenze sull'agricoltura italiana": lo afferma Legambiente, che definisce l'atto "scellerato e avventato che esporrebbe a rischio contaminazione l'intera agricoltura italiana. Intraprendere la strada dei prodotti transgenici costituisce infatti una scelta irreversibile, rispetto alla quale sono necessarie valutazioni - conclude - che non lasciano nulla al caso". La Coldiretti di Udine chiede che "sia rispettata la legge e siano prese tutte le misure del caso per scongiurare il rischio concreto che coltivazioni vicine a Ogm siano contaminate e che altri agricoltori siano danneggiati". Lo ha affermato il presidente di Coldiretti di Udine, Rossanna Clocchiatti. "In Italia - spiega Clocchiatti - vale ancora il decreto 212/2001, erede della legge sementiera, che non è mai stato dichiarato incostituzionale. La norma prevede che chi semina Ogm senza l'autorizzazione interministeriale sia punito con la pena dell'arresto da sei mesi a tre anni o l'ammenda fino a 100 milioni di lire. Questa è la norma e chiediamo sia rispettata e subito estirpate e distrutte - conclude - le piante nate da sementi Ogm".
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sabato 26 giugno 2010

La morte della vegetazione


"Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro." (Piede di Corvo, esponente dei Nativi americani)
Alberi, arbusti ed ortaggi, secondo numerose testimonianze, sono sempre più spesso colpiti dalla clorosi, ossia dal progressivo ingiallimento degli organi verdi, in seguito a distruzione o mancata formazione della clorofilla. La clorosi può essere provocata da condizioni climatiche sfavorevoli, da attacchi di parassiti, da penuria o eccesso di elementi e composti chimici nel suolo. Tipica è la clorosi da ferro, dovuta ad un terreno molto calcareo che rende difficile l'assorbimento del ferro per opera della pianta.Vari fattori concorrono a danneggiare la vegetazione: le condizioni meteorologiche avverse, i funghi ed il cambiamento delle condizioni pedologiche sono tutti aspetti riconducibili alle scie chimiche o esacerbati dalle criminali attività di irrorazione. Si aggiunga che, come nota il biologo Michael Castle, le chemtrails hanno portato sull'orlo dell'estinzione il Rizobio (Rhizobium), genere di batteri aerobi che vivono in simbiosi con le radici delle Leguminose, in caratteristici tubercoli che la pianta forma come prima reazione all'aggressione batterica. I rizobi sono capaci di fissare l'azoto atmosferico, trasformandolo in sostanza organica che si accumula nei tubercoli stessi. Sullo sfruttamento di questo fenomeno, è basata la pratica economica del sovescio, l'interramento di piante erbacee, ricche di composti azotati (di solito trifoglio, fava, lupino, veccia) allo scopo di rendere fertile il terreno e per migliorarne le caratteristiche chimico-fisiche (PH, compattezza, permeabilità e popolazione della microflora utile).E' dunque compromesso il ciclo dell'azoto, inoltre i terreni sono resi improduttivi dal carbonato di calcio, un composto peculiare delle scie chimiche. Il carbonato di calcio (CaCO3) è un costituente del calcio, delle concrezioni calcaree, della pietra da calce, ma è ricavabile anche artificialmente ed usato in varie industrie. E' un sale pochissimo solubile in acqua, ma abbastanza solubile in presenza di biossido di carbonio in seguito alla formazione di bicarbonato. Questa reazione reversibile è molto importante nel ciclo geochimico del calcio. Essa dà luogo anche, nel caso di acqua ad elevata durezza temporanea, alla formazione di incrostazioni in tubi e caldaie.I suoli calcarei sono inadatti all'agricoltura: principale difetto dei terreni calcarei consiste nella ridotta fertilità a causa dell'immobilizzazione di alcuni elementi nutritivi. Tale difetto è lieve nei terreni moderatamente calcarei, mentre si manifesta in modo più intenso al di sopra di PH 8. Poche colture manifestano tutta la loro potenzialità produttiva in questo tipo di terreno.L'assottigliamento dell'humus, dilavato dalle piogge, fenomeno collegato al generale depauperamento floro-faunistico dell'ambiente boschivo, priva le piante di un fondamentale substrato nutritivo ed espone la vegetazione, sempre più vulnerabile, agli attacchi di parassiti ed ai capricci delle intemperie.La desertificazione e la crisi agricola sono dietro l'angolo.
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giovedì 24 giugno 2010

La situazione del Golfo del Messico si aggrava e in Louisiana comincia a piovere petrolio

Si aggrava sempre di più la situazione del Golfo del Messico. L'ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni, ha spiegato che in seguito ad una collisione di un robot sottomarino, con conseguente fuga di gas, i tecnici hanno dovuto rimuovere il "coperchio" che conteneva la fuoriuscita di petrolio, liberando di nuovo la falla che sparge greggio in mare.Sarebbe stato controllato il container superiore che dovrebbe essere rimesso al suo posto nelle prossime ore. Tuttavia la riattivazione del sistema di contenimento potrebbe richiedere un tempo molto più lungo.Il sistema era stato installato lo scorso 3 giugno ed era riuscito a catturare fino a oggi 16.600 barili di greggio al giorno.Ora, a causa di questo nuovo incidente, tutto il greggio va in mare.

Pare inoltre che ci siano state delle morti abbastanza strane: Un suicidio di un capitano di una nave motivato dalla perdita totale degli introiti causata dal disastro ambientale; anche un'altra persona sarebbe morta ma le autorità della Louisiana spiegano che il decesso non è direttamente legato alle operazioni di contenimento del greggio.
Una cosa è chiara: La BP non riesce proprio a controllare la situazione.
Intanto la chiazza nera si espande spinta dalle correnti sterminando interi ecosistemi sottomarini. Pare che in Louisiana le pioggie siano contaminate dal petrolio, come si può vedere in questo filmato.



E pensare che la maggior parte dei media non enfatizzano questo apocalittico disastro le cui conseguenze sono, secondo molti, inimmaginabili. Ci sono cose più importanti: i mondiali di calcio...




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mercoledì 23 giugno 2010

La democrazia degli schiavi

martedì 22 giugno 2010

Bilderberg 2010: dalla recente riunione di Vienna si evince che la crisi finanziaria sta per peggiorare

L'amministratore delegato della Deutsche Bank Josef Ackermann (del gruppo Bilderbergs), il presidente austriaco Heinz Fischer, il cancelliere austriaco Werner Faymann, il ministro delle Finanze greco Georgios Papandreou, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il finanziere degli Stati Uniti George Soros si sono incontrati a Vienna per una riunione dell'Institute of International Finance. La riunione si è tenuta a Vienna da mercoledì a venerdì della scorsa settimana.
Secondo i media locali alla riunione hanno presenziato pure: Andreas Treichl, capo di Erste Group; Walter Rothensteiner, capo di RZB; Stephen King (HSBC); Jiang Jianqing (ICB Cina); Urs Rohner (Credit Suisse); Federico Ghizzoni (UniCredit); Thomas Mirow (BERS); Jes Staley (JP Morgan) e Oswald Grübel (UBS).
Durante l'incontro, Soros ha avvertito che la crisi finanziaria sta per peggiorare. Nessuno meglio di lui dovrebbe saperlo, perché Soros è uno degli investitori finanziari che hanno creato la crisi con i loro CDS e altri strumenti di debito che succhiano soldi ai contribuenti, mandano in rovina l'euro, acquistano beni per un'inezia e introducono una nuova valuta mondiale che i banchieri controllano.
Nel 1930, il default di una banca austriaca aveva causato la doppia caduta della Grande Depressione. Poiché il Bilderberg / Globalisti sembrano seguire esattamente lo stesso piano di gioco, una banca qualsiasi o una banca austriaca vicina alla Hypo presto si dichiarerà così duramente colpita dalla crisi del debito di Grecia, Spagna, Ungheria, ecc. che richiederà “X” miliardi di sostegno dai soldi dei contribuenti, quindi il risultato sarà una seconda crisi alla Lehman. Dato che Soros ha molti legami finanziari così con l'Ungheria, il fallimento di una banca austriaca o bavarese causato dal debito ungherese sembra essere l'unica possibile conclusione.
Il miliardario George Soros ha detto Giovedì che siamo nella crisi finanziaria “atto secondo” visto che i problemi economici finanziari dell'Europa peggiorano e i governi sono spinti a tagliare la spesa per ridurre i deficit di bilancio. Una mossa che potrebbe spingere l'economia mondiale a tornare in recessione, Bloomberg report News. “Il crollo del sistema finanziario come sappiamo è reale e la crisi è ben lungi dall'essere finita,” è quanto asserito da Mr. Soros in una conferenza a Vienna. “La realtà è che siamo appena entrati nel secondo atto del dramma.”
Mr. Soros, 79, ha detto che l'attuale situazione dell'economia mondiale è “raccapricciante”, come nel 1930 con i governi sotto pressione per ridurre il loro deficit di bilancio nel momento in cui la ripresa economica è debole. La preoccupazione è che la crisi del debito sovrano dell'Europa possa diffondersi. Quest'anno questa depressione economica ha causato un crollo dell'euro contro il dollaro che il 7 giugno scorso ha spazzato via oltre 4.000 miliardi di dollari dai mercati azionari a livello mondiale.
Secondo le stime della Bank of America Corporation, le nazioni europee divorate dal debito sono costrette ad alzare quasi di 3 trilioni di Euro (2.400 miliardi dollari) entro i prossimi tre anni per riprendersi. Quando i mercati finanziari hanno iniziato a perdere la fiducia nella credibilità del debito sovrano, la Grecia e l'euro hanno avuto un ruolo centrale, ma gli effetti rischiano di farsi sentire in tutto il mondo”, ha concluso Soros.
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lunedì 21 giugno 2010

PICCO DELL' ACQUA ?



Nel 1956, il geologo della Shell Oil Marion King Hubbert presentò un documento all’American Petroleum Institute in cui sosteneva che il tasso della produzione petrolifera degli Stati Uniti avrebbe raggiunto il suo massimo storico tra il 1965 ed il 1970. Sebbene ampiamente derisa all’epoca, la predizione di Hubbert si è rivelata corretta: la produzione petrolifera americana ha raggiunto il suo picco nel 1970, con approssimativamente 9.6 milioni di barili di petrolio al giorno. Oggi gli Stati Uniti producono solo circa 5.3 milioni di barili al giorno, con un crollo dei circa il 40%, anche se il consumo è continuato a crescere. Per soddisfare la domanda, gli Stati Uniti sono stati costretti ad importare sempre più ingenti quantità di greggio dall’estero, con profonde conseguenze per la politica estera, la sicurezza internazionale e la sostenibilità.Oggi, un numero crescente di scienziati sostiene che il picco del petrolio globale sia stato raggiunto – una discussione che sembrerebbe essere sostenuta dalle sempre più eroiche misure adottate dalle compagnie petrolifere (come la super trivellazione in alto mare nel Golfo del Messico) per tenersi al passo con la domanda internazionale. Vista la dipendenza del mondo dal petrolio, un declino nella produzione globale ha enormi implicazioni.Fino a poco tempo fa, le tecniche del modello di Hubbert venivano applicate solo al petrolio e ad altre risorse non rinnovabili. Ma negli ultimi anni, i ricercatori delle altre risorse hanno iniziano a studiare l’eventualità che anche il consumo di alcune risorse rinnovabili segua il modello di Hubbert.Quindi, quanto è funzionale il concetto di “picco dell’acqua”?Un rinomato esperto dell’acqua del Pacific Institute, il Dr. Peter Gleick, ha discusso del problema presso il Columbia Water Center lo scorso febbraio.




The World's Water Crisis- Peak Water and Moving to a Sustainable World from Earth Institute on Vimeo.

ome spiega il Dr. Gleick, ci sono differenze sostanziali tra l’acqua fresca ed il greggio. Quasi tutti gli usi che si fanno del petrolio, afferma, sono “consuntivi” – cioè, una volta che l’energia viene estratta ed usata, la sua qualità viene degradata ed effettivamente persa per sempre. L’acqua, d’altro canto, non viene mai veramente persa a causa del ciclo idrologico. Perciò, non è letteralmente possibile raggiungere il “picco dell’acqua” globale. Ma nella misura in cui l’acqua viene estratta da una particolare riserva più velocemente del reintegramento naturale, un potenziale picco dell’acqua regionale è davvero reale. Molte falde acquifere e anche alcune riserve di acqua di superficie, come laghi e ghiacciai, possono essere considerati come non rinnovabili – e quindi soggetti al picco ed la declino – poiché possono essere esaurite più velocemente rispetto al tasso di ricambio naturale. Gleick introduce inoltre il concetto del picco “ecologico” dell’acqua – il punto oltre il quale l’alimentazione dell’acqua piovana venga esaurita al punto da causare un danno irreversibile all’ecosistema locale che dipende da essa. La storia della desertificazione causata dall’uomo testimonia il reale pericolo dell’uso irresponsabile dell’acqua regionale. Infine, nei circoli del picco del petrolio, i ricercatori parlano spesso non tanto della “fine del petrolio” quanto della “fine del petrolio economico e di facile accessibilità”. Vista da questa prospettiva, la situazione idrica globale è davvero analoga a quella del petrolio.La fine del petrolio economico e facile è arrivata. Ed anche quella dell’acqua. Ora, cosa vogliamo fare in merito?
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domenica 20 giugno 2010

Le ruspe spianano il suolo argentino per fare spazio alla monocoltura della soia


Le ruspe avanzano in tutta l'Argentina del nord-ovest: dal Chaco, alle foreste dello Yungas alle Ande, gli alberi vengono abbattuti il suolo spianato per fare spazio alla monocoltura della soia.
Soia e zucchero sono i principali fattori della deforestazione. Entrambi i settori, sviluppati per rispondere alla crescente domanda da parte dell'industria alimentare, vedono ora una nuova ondata di espansione legata allo sviluppo del biodiesel.
Un nuovo rapporto pubblicato dall'associazione argentina CAPOMA assieme alla paraguayana BASE Investigaciones Sociales, descrive i casi dlle comunità indigene Wichí nella valle dei fiumi Itiyuro River Basin e Misión Chaqueña, delle famiglie creole della valle del Dorado, e delle famiglie di indios Guaraní di El Talar.
Il nuovo piano regionale assegna territori immensi alle imprese dell'agribusiness, ai danni delle comunità locali e dei popoli nativi.
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venerdì 18 giugno 2010

L'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DELLA BASE USA DI NISCEMI


È una delle installazioni militari meno note in Italia ma è certamente tra quelle più pericolose dal punto di vista ambientale. Operativa dal 1991, la Naval Radio Transmitter Facility – NRTF di Niscemi (Caltanissetta) assicura le telecomunicazioni della Marina militare degli Stati Uniti d’America a livello planetario; inoltre, è destinata ad ospitare uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di trasmissioni satellitari delle forze armate USA. La NRTF sorge a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi, a stretto ridosso del perimetro della riserva naturale “Sughereta”, sito d’importanza comunitaria SIC. Ospita una quarantina di antenne e ponti radio che emettono, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, onde elettromagnetiche che coprono tutto lo spettro compreso tra le HF, le VHF e le UHF (le alte, altissime ed ultra frequenze per le comunicazioni radio di superficie) e le ELF, le VLF e le LF (le frequenze estremamente basse e bassissime, in grado di penetrare in profondità le acque degli oceani e contribuire alle comunicazioni con i sottomarini a capacità e propulsione nucleare). Un cocktail micidiale che sovrespone gli abitanti e la variegata fauna e flora locale all’inquinamento elettromagnetico di cui solo negli ultimi mesi è stato possibile conoscerne i gravissimi ed insostenibili livelli.

Nel corso del convegno sui “rischi MUOS”, promosso dalle associazioni che si oppongono al nuovo programma militare-satellitare, il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, ha presentato gli ultimi dati sulle emissioni rilevate dall’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «Nel periodo compreso tra il 22 marzo e il 19 aprile 2010, la centralina posta in un’abitazione privata di contrada Ulmo, nei pressi della Stazione USA, ha registrato l’emissione, costante, di valori leggermente superiori ai 6 V/m (volt per metro), il limite di attenzione fissato dalle normative italiane per l’esposizione ai campi elettromagnetici», ha dichiarato Di Martino.«Si tratta di valori estremamente preoccupanti, anche perché ci troviamo all’interno di un territorio già colpito da complesse emergenze ambientali. Abbiamo chiesto all’ufficio legale del Comune di Niscemi di verificare se esistono le condizioni per procedere in sede giudiziaria contro la Marina militare degli Stati Uniti. Intanto abbiamo inviato una diffida perché i responsabili della base intervengano per bloccare l’inquinamento elettromagnetico».I nuovi rilievi dell’ARPA sono ancora più allarmanti di quanto verificato nella precedente attività di monitoraggio (tra il dicembre 2008 e il marzo 2009), quando in contrada Ulmo la centralina aveva registrato una «media di esposizione di circa 6 V/m», con «picchi settimanali di superamento» del valore soglia, probabilmente dovuti all’intensificarsi delle attività di teletrasmissione. Già allora, però, le misurazioni avevano lasciato fortemente perplesso il Comitato No Muos che aveva denunciato come al tempo erano in funzione appena il 50% circa delle antenne della base di Niscemi.«Non si è poi tenuto conto che una delle caratteristiche delle trasmissioni militari è la non continuità delle emissioni, nonché la variabilità della potenza con cui esse vengono irradiate», aggiungevano gli esponenti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. «Va poi ricordato che gli esperti in tema d’inquinamento elettromagnetico stimano in un 10-15% l’incertezza relativa delle misurazioni delle frequenze. Ciò significa che le abitazioni a ridosso della base di Niscemi potrebbero già essere sottoposte costantemente ad emissioni con valori che superano i 7 V/m. E numerosi ricercatori di fama internazionale chiedono da tempo di ridurre sensibilmente i cosiddetti “limiti di attenzione” previsti dalle normative, dato che i 3-4 V/m sono già considerati ad altissimo rischio per la salute umana».Ad accrescere i timori delle organizzazioni no-war i risultati di uno studio di Massimo Coraddu (ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - INFN di Cagliari) sulle emissioni della Stazione di Niscemi e sulle rilevazioni realizzate dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «La strumentazione e la procedura utilizzate dall’ARPA per la misurazione dell’elettromagnetismo non sono del tutto adeguate al rilievo del tipo di emissioni dovute alla NRTF, il che può aver portato a una sistematica sottostima del campo rilevato», afferma il dottor Coraddu.

«Sono state utilizzate centraline per la rilevazione in continuo con due modalità di funzionamento, Wide Band (con banda passante 100 KHz-3 GHz) e Low Band (con banda 100 KHz-860 MHz), ma non è stato specificato quale delle due modalità sia stata effettivamente utilizzata. Confrontando poi le caratteristiche dello strumento di misura con le caratteristiche delle emissioni delle antenne ci si accorge immediatamente che la centralina non era in grado di rilevare le emissioni VLF e LF di bassissima frequenza della grande antenna radiatore verticale della base USA, operante tra i 3 e i 300 KHz e una lunghezza d’onda da 1 a 100 Km. Si tratta cioè di frequenze in gran parte o del tutto al di sotto della soglia inferiore rilevabile dalle sonde utilizzate da ARPA Sicilia».Nella stazione NRTF di Niscemi, secondo il Submarine Communication Master Plan prodotto nel dicembre 1995 dalla Marina USA, è presente infatti un dispositivo VERDIN (VLF Digital Information Network) per le comunicazioni con i sommergibili in immersione che utilizza frequenze tra i 14 e i 60 KHz in versione US Navy e tra i 14 e i 150 KHz in versione NATO.Nel suo studio, Massimo Coraddu pone l’attenzione pure sul costruendo centro MUOS che sarà dotato di due trasmettitori UHF della potenza di 105 W e tre grandi parabole che opereranno nella banda Ka delle microonde (18-40 GHz). «La valutazione di impatto ambientale del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari, presentata dalla US Navy, risulta gravemente carente e inadeguata sotto molteplici aspetti e non consente in alcun modo di valutare la gravità dei problemi e dei rischi legati alla sua installazione», spiega il ricercatore dell’INFN.«Non vengono rese note le principali caratteristiche dei trasmettitori e delle antenne utilizzate (frequenze, caratteristiche del segnale, etc.) e neppure viene spiegata la metodologia di calcolo. I risultati sono tra loro incoerenti e contraddittori: come distanza di sicurezza per l’emissione di microonde dalle parabole, vengono presentati due differenti valori, entrambi spaventosamente alti, 38,9 Km alla tabella 6.5 e 135,7 Km alla tabella 6.7. Gravi le omissioni per ciò che riguarda i rischi dell’impianto. La valutazione delle distanze di sicurezza e del livello di campo è stata realizzata verificando, una alla volta, l’emissione delle singole antenne, e non, come prescrive la normativa, l’emissione simultanea di tutti gli apparecchi, al massimo livello di potenza. Non viene neppure esaminato quello che probabilmente è il peggiore dei rischi possibili: un incidente o un errore di puntamento che porti all’esposizione accidentale al fascio di microonde, pericolosissimo e potenzialmente letale, anche per brevi esposizioni, a distanze inferiori a circa 1 Km».Massimo Coraddu lamenta inoltre come sia stata omessa ogni considerazione riguardo l’impatto delle emissioni sull’ambiente naturale circostante, «quando è ben noto come le microonde risultano nocive per molteplici specie, come le api, fortemente disturbate anche da bassi livelli di campo, o gli uccelli che potrebbero essere feriti o uccisi in volo se attraversano accidentalmente il fascio emesso».In assenza di studi scientifici specifici sul rischio elettromagnetico del MUOS, si potrà attingere solo a quanto già accertato per le onde generate dagli impianti della telefonia cellulare che operano tra i 900 Mhz e i 2 GHz, lo stesso range del nuovo sistema satellitare delle forze armate USA. È il sistema nervoso centrale, in particolare, ad essere colpito dall’esposizione alle microonde. Come rilevato nel febbraio 2006 dalla Commissione Internazionale per la Sicurezza ElettroMagnetica - ICEMS (tra i componenti, scienziati, ricercatori ed oncologi di Italia, Stati Uniti, Russia, Cina, Brasile, Svezia e Canada), «è stata accumulata evidenza epidemiologica che indica un aumentato rischio di tumori al cervello per l’uso prolungato di telefoni mobili».

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lunedì 14 giugno 2010

Cerchi nel Grano in Italia - 2010

sabato 12 giugno 2010

Allerta: il fluoro nei dentifrici, chewing gum e altri prodotti... è tossico!!!!


Decisamente numerosi sono gli studi sugli effetti negativi del fluoro sulla salute dell'uomo.
Nonostante tutto, molti pediatri e dentisti consigliano ancora in modo automatico e sistematico la fluoroprofilassi (compressine o gocce) per i bambini di pochi mesi. L'integrazione di fluoro non è solo inutile, ma può essere addirittura dannosa.
Vediamo perché.
Le industrie del farmaco sono notoriamente molto abili nel manipolare, se non nell'influenzare, gli studi scientifici. Inoltre, non c'è migliore guadagno di quello che si ricava da farmaci prescritti in modo sistematico ad intere fasce della popolazione.......vedi le vaccinazioni, le terapie ormonali per la menopausa, solo per citarne alcune.
Contrariamente a quello che si credeva un tempo, il fluoro è efficace solo se applicato localmente e non quando assunto internamente.
Assorbito per bocca, il fluoro entra nel dente attraverso il sangue e altera la struttura del dente stesso. Questo può causare fluorosi dentale. Invece, applicato localmente sul dente si lega allo smalto dei denti e li protegge dalle carie. Soprattutto nei bambini piccoli, i rischi dell'assunzione di fluoro superano di gran lunga i benefici.
Le industrie del farmaco e quelle produttrici di dentifrici hanno a lungo sottaciuto e sottovalutato gli effetti tossici dei prodotti a base di fluoro. La fluorosi dentaria è in aumento soprattutto tra la popolazione che fa uso sistematico di integratori a base di fluoro. Si presenta sotto forma di uno scolorimento intrinseco dello smalto dei denti: i denti appaiono screziati, macchiati, puntinati, decolorati e a volte anche bucherellati. Lo smalto saturato di fluoro è più vulnerabile all'attrito e all'erosione. I danni aumentano nel tempo.
Non esiste un dosaggio sicuro di fluoro. I danni da fluoro non si manifestano solo a livello dei denti, ma anche delle ossa e di altri tessuti umani. Il fluoro ha effetti negativi anche sul sistema nervoso centrale e determina alterazioni comportamentali e deficit cognitivi.
Studi scientifici dimostrerebbero che il fluoro può essere neurotossico anche per il feto a dosaggio considerati sicuri per la madre.
Dopo la nascita, il bambino può manifestare un ridotto quoziente intellettivo e alterazioni comportamentali.
FLUORO:
I fluoruri di sodio somministrati ai bambini con le “pastiglie al Fluoro”, per, dicono i pediatri, combattere la carie dei denti, non solo fanno in modo che il sistema immunitario si comporti come se fosse il sistema immunitario di una vecchia persona, ma cagiona anche dei danni autoimmuni in tutto il corpo ed accelera il processo di invecchiamento del corpo.
La bassa concentrazione in cui i fluoruri di sodio esercitano il loro effetto deleterio mostra chiaramente che in realtà non esiste una concentrazione di fluoruro di sodio che non sia dannosa.
Lo stesso problema si riscontra nell’acqua potabile “fluorata” per, dicono i “tromboni del potere sanitario”, combattere la carie dei denti. ....
Il FLUORURO:
Il fluoruro è stato l'elemento chimico chiave per la costruzione della bomba atomica. Si, stiamo parlando di un derivato del fluoro contenuto nel dentifricio che usiamo tutte le mattine o nelle gomme da masticare vendute a coloro che non hanno neanche il tempo di lavarsi i denti.
Dopo circa 50 anni (periodo in cui è stata scoperta la bomba atomica) che gli americani hanno cominciato ad aggiungere fluoruro alle loro sorgenti idriche per ridurre le carie dentali, sono stati resi pubblici dei documenti che mettono seriamente in discussione la sicurezza del fluoro e la buonafede del governo americano.
Diversi scienziati legati al progetto della bomba A condussero degli studi sui fluoruri concludendo che il fluoro provoca seri danni al sistema nervoso centrale e al nostro organismo in generale.
Molti di questi rapporti furono classificati segreti per “ragioni di sicurezza nazionale” e molti altri sparirono dagli archivi statali. Il conflitto di interessi è chiaro: se si fosse reso pubblico che l'esposizione al fluoro è dannosa, il progetto della bomba A, i suoi fornitori e tutte quelle istituzioni ad esso legate, sarebbero state annientate da uno scandalo dalle immense proporzioni e dalle relative cause intentate per danni alla salute pubblica.
Così tutto fu messo a tacere, ma nonostante ciò gli studi sugli effetti del fluoro dovevano continuare, anzi servivano cavie umane. Esiste forse un modo migliore che metterlo nelle tubature dell'acqua con la scusa della salute dentale dei nostri figli? Ed ecco subito organizzati convegni, pubblicità e associazioni di medici e dentisti preposte a pubblicizzare e a rassicurare la gente sull'utilizzo del fluoro e dei suoi “effetti benefici”.
Il risultato fu dei migliori: la gente accettò l'utilizzo del fluoro come salvaguardia della propria salute dentale, furono smentite tutte le implicazioni del fluoro con diverse malattie che colpirono operai e persone che abitavano nei pressi delle fabbriche che producevano questo materiale di scarto altamente tossico e inoltre, a loro insaputa, diventarono tutti potenziali cavie da laboratorio su cui studiare gli effetti dell'ormai beneamato fluoro.
Molti sono gli studi e le argomentazioni che attestano la pericolosità del fluoro e grazie a Joel Griffiths e Chris Bryson un medico scrittore e un giornalista indipendente si sta facendo luce su questa sconcertante situazione.
Uno degli effetti più evidenti dei fluoruri sul nostro organismo è quello sul sistema nervoso centrale. Diversi studi mostrano come ripetute dosi di quantità infinitesimali di fluoro possono ridurre nel tempo ogni forza individuale di resistere alla dominazione, con l'avvelenamento e la narcosi di una certa area del cervello, rendendo così l'individuo sottomesso alla volontà di quelli che desiderano governarlo.
Sono molte le evidenze storiche che mostrano accordi tra il governo americano e il regime di Hitler per il finanziamento del progetto della fluorizzazione delle acque dei paesi conquistati per renderli docili al controllo e alla dittatura.
I fluoruri sono dei materiali di scarto di molte industrie chimiche e la loro sicura distruzione ha dei costi così elevati che hanno costretto i “poveri industriali ad industriarsi per trovare una soluzione alternativa e più economica!”……
E così, una sostanza tossica di scarto è stata trasformata in una fonte di immensi guadagni.
Tratto dal sito MedNat
I danni accertati dall’ingestione del fluoro sono:
Rischi al cervello (NRC National Research Council), 1 ppm, ossia una parte per milione di fluoro può produrre nei bambini deficienze di apprendimento e difficoltà di concentrazione.
Rischi per la ghiandola tiroidea, il fluoro agisce come smembratore endocrino, sempre secondo NRC 0.01 - 0.03 mg di fluoro per Kg al giorno possono ridurre le funzioni della tiroide in soggetti con basso tasso di iodio, questa riduzione può portare ad un calo dell’acutezza mentale, depressione e aumento di peso corporeo.
Rischio per le ossa, il fluoro riduce la resistenza delle ossa ed espone a fratture, per ora non ci sono dati sul quantitativo di fluoro oltre il quale aumentano i rischi per le ossa, l’unico dato disponibile parla di 1.5 ppm.
Rischio di cancro alle ossa, studi su animali ed umani, inclusi gli ultimi studi dell’università di Harvard hanno stabilito con certezza il collegamento tra fluoro e osteosarcoma (cancro delle ossa) in uomini al di sotto di 20 anni. A questo proposito è disponibile una dettagliata relazione redatta dal National Toxicology Program che ha seguito gli adolescenti monitorati, va detto che purtroppo più della meta di questi soggetti sono deceduti dopo alcuni anni dalla diagnosi dell’osteosarcoma.
Rischi per pazienti sofferenti ai reni, pazienti sofferenti di patologie che coinvolgono i reni hanno manifestato un’alta sensibilità alla tossicità del fluoro, questa sensibilità è dovuta all’incapacità di questi soggetti ad eliminare dal corpo il fluoro assunto. Come risultato si ha una elevata presenza di fluoro nelle ossa ed un aggravamento o insorgenza di un disturbo conosciuto col nome di osteodistrofia renale.
Il consiglio è di evitare il più possibile l’assunzione di fluoro, leggete le etichette dell’acqua in bottiglia se ancora ne fate uso, cercate dentifrici senza fluoro per i vostri bimbi, altre fonti di assunzione di fluoro sono:
chewingum medicinali fertilizzanti bevande gassate (coca cola - pepsi etc…) te in bottiglia o lattina gatorade bastoncini di pesce (meccanicamente disossati) bastoncini di pollo (meccanicamente disossati) alcuni vini alcune birre cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon alcuni sali da cucina fluorati alcuni tipi di anestetici (Enflurane, Isoflurane & Sevoflurane) sigarette.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 10 giugno 2010

I CONSIGLI DELLA CIA


Come manipolare l'opinione pubblica europea per creare consenso alla guerra in Afghanistan: ecco le linee guida della CIA, in un documento top-secret pubblicato su Wikileaks.org, il sito canaglia per eccellenza. Dopo la caduta del governo olandese sul rinnovo della missione militare in Afghanistan, l'intelligence americana ha preparato un manuale per evitare che il pericolo si ripeta in Francia e Germania. Un utile compendio per capire cosa c'è sotto le notizie che dal fronte afghano arrivano sui nostri teleschermi.La guerra in Afghanistan dura ormai da oltre otto anni: ha superato la durata del Vietnam e della Corea, diventando la più lunga guerra che gli Stati Uniti abbiano mai intrapreso. La drammatica escalation annunciata recentemente da Barack Obama richiede un notevole sforzo anche da parte degli altri alleati della coalizione internazionale. La crescente insofferenza dell'opinione pubblica nei confronti della guerra potrebbe mettere in forse il contributo di alcuni Paesi europei all'occupazione americana. Un problema che gli USA non possono permettersi di affrontare proprio ora.Ecco che, come ai tempi della strategia della tensione, entra in campo la CIA per manipolare l'opinione pubblica in favore della guerra. Quando si tratta di guerra, il silenzio è d'oro: secondo la CIA la migliore strategia è che della guerra non se ne parli affatto, lasciando i governi liberi di fare i loro sporchi affari. “Il silenzio sulla missione in Afghanistan,” leggiamo dal dossier, “ha permesso ai leader di Francia e Germania di ignorare l'opposizione popolare e aumentare il loro contributo alla missione ISAF. Berlino e Parigi mantengono il terzo e quarto contingente militare (il secondo è quello britannico, ndr), nonostante l'opposizione dell'80% degli intervistati nel sondaggio dell'autunno 2009. Ma le morti tra i militari potrebbero rafforzare l'opposizione.”Gli spioni notano con preoccupazione che dopo la caduta del governo olandese sul rinnovo del contingente militare in Afghanistan “i leader in altri Paesi potrebbero citare questo precedente per ascoltare i propri elettori” e ritirare le proprie truppe. Il rimedio è “cucire su misura il messaggio” per convincere l'opinione pubblica nei vari Paesi europei che “la guerra in Afghanistan coincide con i propri interessi interni.”Dopo una dettagliata analisi basata sui sondaggi, il dossier della CIA propone due specifiche strategie per Francia e Germania. Dato che “i francesi si preoccupano di civili e profughi, sottolineare che gli afghani appoggiano largamente la missione” è la tattica vincente. Allo stesso tempo, “la prospettiva che il ritorno dei Talebani cancelli il progresso compiuto nell'educazione femminile provocherà indignazione in Francia e darà un motivo agli elettori per appoggiare la giusta causa, nonostante le perdite umane.” Un episodio in particolare dimostra la bontà di quest'ipotesi: “La controversia mediatica generata dalla decisione di Parigi di espellere 12 rifugiati afghani suggerisce che le storie di profughi afghani fanno presa sul pubblico francese.”In Germania la situazione è completamente diversa. Secondo i sondaggi, “gli oppositori in Germania temono che la guerra non sia un problema tedesco, sia uno spreco di risorse e sia sbagliata per principio.” Dunque la propaganda deve fare perno su argomenti diversi da quelli francesi. “Messaggi che illustrino il fatto che una sconfitta in Afghanistan aumenterebbe l'esposizione della Germania al terrorismo, all'oppio e all'arrivo di profughi, potrebbero aiutare a convincere gli scettici. Insistere sull'aspetto umanitario della guerra allevierebbe la contrarietà dei tedeschi ad ogni tipo di guerra, come per gli interventi militari nei Balcani negli anni '90.”Ma la CIA ha un asso nella manica: Barack Obama. Secondo i sondaggi, tre francesi e tedeschi su quattro credono che il Presidente americano sia in grado di risolvere la crisi afghana. Gli agenti segreti mostrano come una richiesta diretta di aiuto da parte di Obama e una critica esplicita degli alleati che non lo seguono aumenti di molto l'appoggio popolare all'invio di nuove truppe. Se i leader dei due Paesi propongono un aumento del contingente militare, possono aumentare fino al 15% il consenso ricordando ogni volta che la richiesta proviene da Obama in persona.Infine, la CIA ricorda che le donne afghane sono lo strumento più potente per aumentare il consenso alla guerra. “Opportunità televisive in cui donne afghane condividano le loro storie con donne francesi, tedesche o di altri Paesi europei possono rovesciare lo scetticismo delle donne verso la missione militare”; donne che sono contrarie alla guerra in maniera nettamente superiore agli uomini.Se vedrete in televisione storie di donne liberate dal burqa (nonostante il burqa sia sempre imposto alla totalità delle donne afghane), di campi di papaveri dati a fuoco (nonostante la produzione di oppio sia triplicata dall'invasione americana del 2001), di profughi che finalmente tornano a casa (nonostante la guerra abbia causato milioni di rifugiati), pensate a quanto manca al prossimo voto per il rinnovo della missione militare in Parlamento.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 9 giugno 2010

IO, ECONOMISTA FINALMENTE VI RACCONTO LA MIA VITA A IMPATTO ZERO


Da molto tempo ormai non uso più l' automobile, mi muovo soltanto in bicicletta. Quando vengo in Italia, cosa che mi capita spesso, non prendo mai l' aereo, solo il treno. Anche se sono stato a lungo un amante della carne, ora ne mangio pochissima, mi diverto a scoprire altri sapori, perché gli allevamenti intensivi di bestiame sono tra le prime cause dell' inquinamento atmosferico. Un chilo di carne equivale a sei litri di petrolio. Preferisco comprare quel che mi serve nelle piccole botteghe e cerco di usare ogni cosa sino a consumarla del tutto. Piuttosto che buttare, riparo, anche se oggigiorno costa meno comprare un oggetto nuovo fabbricato in Cina. Ma preferisco appunto allungare la vita delle cose, o riciclare, combattendo così la filosofia dell' usa-e-getta, l' obsolescenza programmata dei beni.. Non possiedo un cellulare, e sto bene così. Pratico quello che il mio maestro Ivan Illich chiamava "tecnodigiuno".Nella foto: Serge LatoucheNon guardo mai la televisione e ho soltanto un computer che mi permette di consultare ogni tanto le email. Non mi collego ogni giorno alla posta elettronica, faccio delle lunghe pause anche in questo. Spesso scrivo lettere a mano perché è un modo di dimostrare a me stesso che non ho bisogno di una protesi elettronica per comunicare con gli altri. L' importante è resistere alla "tecno-dipendenza". Si può usare la tecnologia ma bisogna evitare di esserne schiavi. Benché faccia tutte queste rinunce rispetto allo stile di vita moderno, non sono da compatire. Invertire la corsa all' eccesso è la cosa più allegra che ci sia. La mia unica regola è la gioia di vivere. E' possibile immaginare una società ecologica felice, dove ognuno di noi riesce a porsi dei limiti, senza soffrirne perché non si sono create delle dipendenze. E' ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito. Se non vi sarà un' inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un' altra logica: quella di una "società di decrescita". Io parlo di decrescita felice, perché sono convinto che si tratta di piccoli aggiustamenti che ognuno di noi può fare senza soffrirne. Da giovane ero un economista esperto di sviluppo. Negli anni Sessanta sono stato in Congo e poi nel Laos per attuare programmi di sviluppo economico. E' così che è incominciata la mia riflessione critica su questo modello di crescita continua. Pensavo essere al servizio di una scienza, in realtà si trattava di una religione. Gli economisti come me allora sono dei missionari che vogliono convertire e distruggere popoli che vivevano diversamente. Quando ho iniziato a non seguire più questa dottrina assoluta, in vigore ormai da decenni, ero molto isolato. In Occidente nessuno ha avuto il coraggio di parlare di decrescita fino al 1989, dopo il crollo del Muro. Quando siamo entrati in un mondo globale, senza più differenze tra primo, secondo o terzo mondo, lentamente c' è stata una presa di coscienza. Oggi non si tratta di trovare un nuovo modello economico ma di uscire dal governo dell' economia per riscoprire i valori sociali e dare la priorità alla politica. Ognuno di noi può fare qualcosa intorno a quelle che io chiamo le otto ' R' . Ovvero rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare. Rivalutare significa per esempio creare un diverso immaginario collettivo, fatto dell' amore per la verità, di un senso della giustizia e della responsabilità, del dovere di solidarietà. Rilocalizzare vuol dire produrre a livello locale i prodotti necessari a soddisfare i bisogni della popolazione. Riutilizzare e riciclare è anche l' unico modo di evitare di essere sommersi dai rifiuti infiniti che stanno distruggendo la Terra. Le otto ' R' sono cambiamenti interdipendenti, che insieme possono far nascere una nuova società ecologica. Una società nella quale ci sentiremo di nuovo cittadini, e non più solo semplici consumatori.
Fonte tratta dal sito .

martedì 8 giugno 2010

Chi c'è dietro il nucleare?


Oltre la metà di tutti i finanziamenti all'energia nucleare in Europa arriva da un gruppo di soli dieci istituti finanziari. Per l'Italia, in testa BNL seguita da UniCredit e Intesa Sanpaolo. È questo il risultato della ricerca pubblicata oggi su www.nuclearbanks.org, commissionata dalla coalizione Banktrack di cui facciamo parte.
Secondo la ricerca - realizzata dall'istituto indipendente Profundo - al primo posto della classifica delle banche nucleari c'è BNP Paribas, banca francese presente in Italia attraverso BNL (Banca Nazionale del Lavoro).
A seguire, nei primi dieci posti, Barclays (UK), Citi (US), Société Générale (Francia), Crédit Agricole/Calyon (Francia), Royal Bank of Scotland (Regno Unito), Deutsche Bank (Germania), HSBC (UK / Hong Kong), JP Morgan (Stati Uniti) e Bank of China.
Su un totale di 175 miliardi di euro in finanziamenti a progetti nucleari tra il 2000 e il 2009, queste dieci banche hanno finanziato con ben 92 miliardi di euro l'industria nucleare.
Le banche che finanziano progetti nucleari rischiano di rimetterci soldi e reputazione. Per questo chiediamo alle banche di spostare i loro investimenti da una fonte sporca e pericolosa come il nucleare verso progetti di efficienza e fonti rinnovabili.
Oltre BNL, tra le banche italiane, Unicredit e Intesa Sanpaolo occupano rispettivamente la 23ma e la 28ma posizione nella classifica ma non sono ancora disponibili informazioni ufficiali su quali banche finanzierebbero il ritorno del nucleare in Italia voluto dal governo Berlusconi.
Siamo pronti a rendere pubbliche le future decisioni di investimento delle banche nel nucleare in Italia. È bene che ne siano consapevoli quegli istituti che stanno pensando di investire in questa fonte di energia dannosa per l'ambiente, per l'Italia e per i suoi cittadini.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 7 giugno 2010

NWO: DALLA PADELLA ALLA BRACE


L'attacco finanziario alla Grecia, si è rivelato fin dall’inizio un attacco contro l'Europa, o meglio contro gli europei, portato da tutta una serie di potentati finanziari che aspirano ad ottenere un controllo sempre maggiore sull’intera area, di fatto sostituendosi ai vari governi nazionali, ormai in avanzata fase di smantellamento. Tra le promesse ventilate e regolarmente disattese e l’insieme dei “sacrifici” imposti, tutto lascia pensare che questa crisi non sia un effetto collaterale di politiche economiche sbagliate, ma un mezzo molto ben studiato per il raggiungimento di altri obiettivi.Al di là di quello che vogliono farci credere i leader politici, attraverso i media e le testimonianze di esperti ed economisti compiacenti, la crisi, come evento straordinario o calamità naturale del mondo finanziario non esiste. La situazione di estrema difficoltà in cui oggi tutti ci troviamo, altro non è se non una mistificazione creata con cura, una cospirazione ordita contro i governi nazionali europei, con lo scopo di tenerli a freno, controllarli e far accettare loro un Governo Economico sovranazionale.Anche la rivendicazione del diritto di veto sui bilanci dei paesi membri di cui la Commissione di Bruxelles vuole insistentemente appropriarsi, dimostra ancora una volta come la sovranità dei popoli e delle nazioni sia messa seriamente in discussione e come la strada perseguita sia quella di una politica autoritaria lontana da qualunque concetto di democrazia e libertà.La crisi finanziaria ha permesso a banche ed istituzioni finanziarie di ripianare i loro buchi di bilancio attraverso il denaro pubblico dei contribuenti ed ora queste stesse istituzioni minacciano di distruggere gli Stati che hanno contribuito al loro risanamento.Chi può credere ancora che tutte queste manipolazioni per la destabilizzazione degli stati non obbediscano ad un programma nascosto?Nel mese di marzo, rapidamente ha preso piede l'idea per la creazione di un Fondo Monetario Europeo " finalizzato a sostenere i paesi della zona euro e ad “aiutare” in futuro, stati come la Grecia in gravi difficoltà finanziarie".Dopo soli 2 mesi il "futuro" è già qui, in quanto alla Grecia si sono aggiunti come pedine di un pericoloso domino, anche la Spagna, il Portogallo, l'Italia ed ultima in ordine di tempo l’Ungheria, pur essendo essa al di fuori della “zona euro”.E sappiamo bene che nel linguaggio "tecnocratico" di Bruxelles il verbo "aiutare”, allorquando trattasi di paesi in crisi, come la Grecia, viene declinato in un vero e proprio vortice di misure drastiche, tagli dello stato sociale e del potere di acquisto delle famiglie, che producono come unica risultante la progressiva perdita della sovranità fiscale ed economica da parte dello stato che è oggetto dei soccorsi.Siamo lanciati in una corsa verso un sistema autoritario e antisociale.Il “salvataggio” della Grecia e più in generale degli stati europei, ha come unico scopo quello di unificare i bilanci dei paesi membri dell'UE, per disporre delle loro risorse e di fatto porre fine alla loro sovranità economica. Le disposizioni del trattato di Lisbona, che è entrato in vigore il 1° dicembre, offrono un ampio margine di manovra in questo senso, dimostrando come si sia spento l'ultimo anelito di una qualche forma d’indipendenza e sovranità degli stati europei.L'Europa si è gettata nelle braccia del FMI, un'entità "globalista" che fin'ora si era in prevalenza occupata delle vacillanti economie del Terzo Mondo, e nonostante siano sotto gli occhi di tutti le devastanti conseguenze dei suoi piani di "adeguamento strutturale", i nostri burocrati hanno ritenuto giusto dare carta bianca a siffatta organizzazione.L'indebitamento indotto da questo salvataggio è una falsa soluzione imposta dall'esterno per legarci ancora di più al governo del "Mercato" e alla sua dittatura. Non è difficile leggere i secondi fini che si celano dietro questa operazione, completamente disancorati da qualsiasi aspirazione di benessere per i popoli europei. Sembra che il rischio di un collasso sistemico sia il cuore del gioco che stanno giocando e occorre iniziare a domandarsi il perché.Il caos monetario e l’integrazione fra entrambe le economie dei paesi che sorgono sulle sponde opposte dell’atlantico, rappresentano un vantaggio per tutti coloro che prosperano nel mondo oscuro del mercato azionario, anticipando il panico e la conseguente euforia per sfruttare in pieno ogni aspetto dell’intera operazione.Giova ricordare che nell'economia di mercato come in natura: l'ordine nasce dal caos. Tutte le disastrose manovre destabilizzanti e non casuali a cui abbiamo assistito negli ultimi 2 anni non portano al disordine, bensì ad un ordine superiore, ed è questa l'interpretazione della crisi più corretta. Possiamo quindi aspettarci dopo il caos europeo di questi mesi, un Nuovo Ordine regionale con una nuova Europa guidata dagli Stati Uniti (o più avanti unificata ad essi), dalla BCE che forse sarà solo una filiale europea della Federal Reserve, sotto il controllo del FMI o con l'istituzione di un nuovo potere mondiale. La situazione attuale, se osservata in prospettiva, si caratterizza per due tratti fondamentali che emergono, sia pure ancora in fase embrionale, in maniera abbastanza adamantina. La volontà di creare un’entità transnazionale, basata su un ristretto numero di soggetti, che sostituisca di fatto i governi nazionali e sia in grado di fare incetta delle risorse economiche e finanziarie esistenti. E l’intenzione di deprivare progressivamente il cittadino dei diritti, dei servizi sociali e delle disponibilità economiche di cui ha goduto negli ultimi decenni.Questa operazione comporterà per forza di cose un mutamento radicale della società così come siamo abituati ad intenderla e determinerà di fatto la fine della visione del cittadino in qualità di consumatore dal quale suggere ricchezza. La popolazione, deprivata delle proprie risorse finanziarie, senza più tutele e ammortizzatori si troverà giocoforza estromessa dal bazar del consumo, avulsa dal contesto in cui era abituata a vivere. I grandi poteri economici e finanziari, consci dell’impossibilità di perpetuare il “mito” della crescita infinita, continuando a produrre sempre maggiori profitti sull’asse produzione/consumo, salteranno a piè pari una parte dell’operazione, raccogliendo la ricchezza direttamente alla fonte, limitandosi ad “usare” il cittadino in qualità di servitore, costretto a “prostituirsi” di fronte a qualsiasi richiesta, a causa delle sue scarse disponibilità finanziarie, dettate dalla quasi assoluta mancanza di opportunità occupazionali.E’ questo il futuro che attende l’Italia e L’Europa intera? E’ possibile eliminare i diritti e la capacità di reddito d’intere popolazioni, senza che chi muove i fili venga travolto dalla rabbia popolare? Sono prevedibili le reazioni di cittadini educati al consumo attraverso oltre mezzo secolo di orientamento del pensiero, posti di fronte all’impossibilità di consumare e vivere la vita così come sono stati abituati a concepirla? Può la repressione militare costituire un baluardo sufficiente a prevenire l’eventuale esplosione del caos e della violenza?Si tratta naturalmente di domande retoriche alle quali oggi nessuno di noi può dare una risposta. Le uniche risposte possibili, sono quelle volte a tentare di evitare di sprofondare nel baratro che si sta aprendo dinanzi ai nostri piedi. Risposte che pongono l’accento su quanto sia necessario e urgente riorientare la costruzione europea. Rimettendo in discussione i trattati finora sottoscritti e soprattutto ripensando in profondità il ruolo della moneta unica e delle istituzioni private come la BCE.Solo con una rinascita sociale e una democratizzazione dell'UE possiamo evitare l'implosione dell'Europa, recuperando ai popoli quel ruolo centrale che li affranca dall’essere tubo digerente della macchina del consumo, senza renderli supini servitori di un’elite di potere finanziario ed economico. Solo la conoscenza e la consapevolezza della realtà possono produrre una reazione apprezzabile che ci permetta di cambiare strada in tempo utile, sempre che di tempo utile ce ne sia ancora.
Fonte tratta dal sito .

domenica 6 giugno 2010

AIUTI UE: SPIRO LATSIS E L'IMPERO BRITANNICO ESTESO


Una grossa fetta dei 145 miliardi di euro di soldi dei contribuenti promessi dall'UE alla Grecia andrà alle banche di proprietà del miliardario greco Spiro Latsis (il greco più ricco al mondo), rampollo di una delle più grosse famiglie di armatori e proprietari di banche.A quanto risulta, le banche che appartengono alla holding di Latsis, la European Financial Group EFG SA, detengono 12 miliardi di euro di BOT greci. Alla fine dell'anno scorso il gruppo ha spostato la sede ufficiale dalla Svizzera al Lussemburgo, un paese dell'Eurozona. Con questa mossa, la EFG Eurobank, la filiale greca che possiede i 12 miliardi di titoli dello stato greco, è stata riclassificata diventando una banca "greca", dunque idonea a beneficiare dei fondi UE e della Banca Centrale Europea.Il caso è stato denunciato nel magazine politico del primo canale della televisione tedesca, ARD, il 21 maggio. L'esposizione totale del gruppo di Latsis è però ben maggiore dei 12 miliardi denunciati da ARD. Una fonte alla Banca per i Regolamenti Internazionali di Basilea ha confermato che le banche del gruppo EFG detengono oltre 60 miliardi di Euro di debito greco (sia pubblico che privato) dal settembre 2009, il che significa che questa cifra potrebbe essere più alta nel frattempo.A rendere ancor più fosco lo scandalo, è stato rivelato che Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, ha trascorso svariate vacanze con la sua famiglia sullo yacht di Latsis, l'Alexandros. Lo staff di Barroso nega ogni conflitto di interessi, ma il Presidente della Commissione UE ha esercitato fortissime pressioni sulla Germania affinché concedesse gli aiuti.Mentre i media definiscono questo uno scandalo "greco", in realtà esso è uno scandalo dell'Impero britannico, in quanto l'impero finanziario e navale dei Latsis fa parte dell'Impero britannico esteso. Un altro ospite regolare sullo yacht Alexandros è il principe Carlo. Non sorprende, in quanto suo padre, il principe Filippo d'Edimburgo, è un membro della famiglia reale greca, messa al trono nel XIX secolo dall'Impero britannico. Filippo è cugino del deposto re di Grecia, Costantino, che ora vive a Londra ed è il padrino del nipote di Filippo, il principe William. Una volta deposto, e quando gli furono negati i soldi dei contribuenti greci, Costantino, in cambio di poco lavoro, ricevette un generoso salario dalla famiglia Latsis.John Latsis, padre di Spiro Latsis, era vicino alla famiglia reale saudita ed ha costruito alcune delle raffinerie di petrolio del paese ed altri progetti edili, mentre si occupava delle spedizioni del petrolio saudita. Ha fatto una fortuna grazie allo spot market del petrolio creato dall'oligarchia anglo-olandese. Suo figlio, Spiro, ha studiato alla London School of Economics nello stesso periodo in cui era iscritto anche l'attuale Primo ministro greco George Papandreou.Stando ad un articolo della stampa finanziaria, il "boss dietro l'impero finanziario dei Latsis" è il banchiere svizzero Jean Pierre Cuoni che, tra il 1990 ed il 1994, è stato amministratore delegato della Coutts and Co. Private and Commercial Banking, la stessa Coutts che per generazioni funse da banca privata della famiglia reale britannica. Nel 1969 fu acquisita dalla banca commerciale britannica NatWest, assorbita a sua volta dalla Royal Bank of Scotland. Nel 1995 Cuoni, insieme ad altri tre dirigenti della Coutts, decise di creare una nuova banca specificamente modellata sul vecchio modello di banca privata per rispondere alle esigenze di tutti i "clienti ultra ricchi" e chiese aiuto a Spiro. Fu deciso di usare la Banque des Dépots di Latsis a Ginevra, insieme alla filiale svizzera della Royal Bank of Scotland, appartenente al Gruppo Inter-Alpha, per costituire lo European Financial Group. Il gruppo include il braccio bancario privato costituito dalla EFG International di Zurigo, con un capitale di 90 miliardi di franchi svizzeri, la EFG Eurobank Egasias SA di Atene, e la EFG Bank European Financial Group SA di Ginevra. I tre sottogruppi vengono gestiti dal quartier generale al Lussemburgo denominato European Financial Group EFG SA.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 3 giugno 2010

Codex Gigas, la Bibbia del Diavolo




Il Codex Gigas è il manoscritto più grande al mondo risalente al medioevo. Si presume sia stato scritto da un monaco benedettino del monastero di Podlažice, nell'attuale Repubblica Ceca. Durante la Guerra del Trent'anni, il Codex Gigas è stato rubato dall'esercito svedese, e si trova ora nella National Library of Sweden a Stoccolma.Conosciuto come "la Bibbia del Diavolo" per la raffigurazione del Maligno che appare in una delle sue pagine, il Codex Gigas è un manoscritto avvolto nel mistero, fin dalla sua creazione. Secondo la leggenda, un monaco benedettino (Ermanno il Recluso, "Hermanus monachus inclusus") fu condannato ad essere murato vivo dopo aver rotto i suoi voti monastici. Allo scopo di evitare questa terribile punizione, promise di creare in una singola notte un libro, il Codex Gigas, che avrebbe dato gloria eterna al monastero, raccogliendo tutto lo scibile umano. Verso la mezzanotte, rendendosi conto di non poter compiere un'impresa del genere, si mise a pregare. Ma non pregò Dio: rivolse le sue preghiere a Satana, chiedendogli di aiutarlo nel finire il libro in cambio della sua anima. Pare che il Diavolo abbia risposto e che abbia aiutato il monaco a finire l'opera; come riconoscimento dell'aiuto, il monaco dipinse l'immagine di Satana in una pagina del Codex Gigas.Nonostante questa storia che lega la creazione del Codex Gigas al demonio, l' Inquisizione non proibì la lettura del libro, tant'è che molti accademici ebbero accesso all'opera per poterla studiare. I moderni studi di linguistica suggeriscono che il monaco fosse in isolamento totale, probabilmente auto-imposto, e che abbia impiegato almeno 20 anni per completare il lavoro. "inclusus" infatti è un termine che non denota una rinchiusione forzata, ma un isolamento per motivi religiosi, o una forma di penitenza volontaria.Sembra che la stesura dell'opera sia iniziata tra il 1204 ed il 1230. Per la datazione ci si è basati sulla canonizzazione di San Procopio, santo boemo canonizzato nel 1204 e riportato nel Codex Gigas, il che ci dice che il manoscritto non possa essere stato realizzato prima di quella data. Per rendere la datazione ancora più precisa, l'analisi della necrologia ha mostrato come appaia la morte del vescovo Andrea di Praga (1223) ma non quella di re Ottokar I (1230), il che fa pensare che il Codex Gigas sia stato terminato tra il 1224 ed il 1230. Ci sono comunque molte incertezze sulla sua origine. Sembra infatti poco probabile che possa essere stato scritto nel monastero di Podlažice, al tempo troppo piccolo e troppo povero per potersi permettere la creazione di un'opera così imponente, e che richiedeva un dispendio enorme di risorse.Il Codex Gigas è contenuto in una custodia di legno ricoperta di pelle, con alcuni ornamenti in metallo. Il nome "Gigas" (gigante) è ben meritato: 92 centimetri di lunghezza, 50 di larghezza e 22 di spessore, misure che lo rendono il manoscritto più voluminoso del medioevo. E di sicuro anche il più pesante: 75 kg di manoscritto. Inizialmente conteneva 320 pagine di vello (pelle di asino), ma otto di queste sono state rimosse: non si sa da chi e nemmeno il motivo di questa rimozione, ma sembra che queste pagine contenessero le regole del monastero.Il Codex Gigas sparì dalla circolazione attorno al XIV° secolo, dopo la distruzione del monastero di Podlažice. Fece poi la sua comparsa nel monastero cistercense di Sedlec, e successivamente in quello benedettino di Brevnov. Dal 1477 al 1593 fu custodito nella libreria di un monastero di Broumov, fino a quando non venne trasferito a Praga nel 1594 per entrare a far parte della collezione di Rodolfo II. Alla fine della Guerra dei Trent'anni, nel 1648, tutta la collezione di Rodolfo II venne rubata dall'esercito svedese: da allora il manoscritto si trova nella Biblioteca Reale di Svezia a Stoccolma. Nel settembre 2007, dopo 359 anni, il Codex Gigas è stato riportato a Praga in prestito fino a gennaio 2008.Ma cosa contiene la Bibbia del Diavolo? Cosa rende il Codex Gigas così particolare, a parte le sue dimensioni ciclopiche? Il libro è un record non solo per dimensioni, ma anche per la quantità di nomi con i quali è noto: Codex Giganteus (il Libro Gigante), Gigas librorum (il Gigante dei Libri), Fans Bibel (la Bibbia del Diavolo), Hin Håles Bibel (La Bibbia di Old Nick) and Svartboken (Il Libro Nero) Secondariamente, c'è un'immagine di Satana che riempie una pagina intera, che la leggenda narra sia il tributo del monaco nei confronti del Diavolo per l'aiuto ricevuto. La leggenda tuttavia somiglia molto a quella di Teofilo il Penitente, il che lascia pensare che sia soltanto un'invenzione pura e semplice per giustificare l'origine del manoscritto.
Il contenuto del libro è principalmente composto da:* Una trascrizione completa della Bibbia* Due lavori di natura storica di Flavius Josephus, vissuto nel primo secolo d.C., "The Antiquities" e "The Jewish War".* La Encyclopaedia di Isidoro, vissuto in Spagna nel VI° secolo, un trattato contenente medicamenti, formule magiche, incantesimi.* Cronache di Bohemia, una storia della Bohemia.* Altri testi brevi, come:o La città dei Cielio Esorcismo degli spiriti malvagio Un calendario con la lista di santiTra gli incantesimi ci sono quelli di esorcismo, di protezione contro il demonio, o di cura di diverse malattie la cui origine si sospettava fosse innaturale e malvagia. Ci sono incantesimi contro la febbre, contro alcune malattie, ed addirittura due formule magiche per catturare ladri. Ci sono poi diverse leggende riguardanti il Codex Gigas. Una di queste è quella che riguarda il portinaio della National Library che, addormentatosi nella sala della Bibbia del Diavolo, ha raccontato terrificato la mattina seguente di aver assistito ad una danza di libri, che volteggiavano per aria. Altre leggende riguardano invece la mala sorte che il libro sembra portarsi dietro ovunque vada: si parla di maledizioni, o della presenza stessa di Satana all'interno del manoscritto.
Codex Gigas: National Library of Sweden.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 2 giugno 2010

Centinaia di campi di concentramento statunitensi


Negli U.S.A. sono stati costruiti centinaia di campi di Concentramento, in zone poco abitate di ciascuno stato. Questi campi sono composti da recinti metallici elettrificati, torrette di controllo, linea ferroviaria interna, varchi controllati, ampi capannoni, grande parcheggio antistante. Cosa assai inquietante... ogni campo ha in dotazione migliaia di bare di plastica impilate, capaci di contenere da uno a tre corpi ciascuna.




Esistono in proposito centinaia di testimonianze, fotografie, video ed interpellanze di coraggiosi rappresentanti della popolazione che guardano sbigottiti ed increduli il recinto della legge marziale che si stringe intorno a loro.



Esistono dei siti Web in cui, alcuni cittadini statunitensi raccontano la loro esperienza di come hanno lasciato il paese per altre mete nel mondo, considerate più sicure degli U.S.A..
Secondo la giornalista austriaca Jane Burgermeister, l’inquinamento prodotto dalla falla “casuale” della piattaforma della B.P. nel Golfo del Messico, potrebbe innescare una crisi che, assieme ad altri fattori quali, ad esempio, una recrudescenza dell'influenza suina ed un nuovo crack finanziario, potrebbero portare all’instaurazione della legge marziale.
Le leggi attuali statunitensi consentono già ad Obama ed ai governatori degli stati di imporla senza particolari vincoli giuridici. La strategia dei disastri combinati continua.
Fonte tratta dal sito .