mercoledì 30 giugno 2010
Scie Chimiche_Chemtrails: Corrado Penna
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martedì 29 giugno 2010
"Acqua: superato un milione di firme"
Un milione di firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua: un risultato storico per il nostro paese ad un mese dalla consegna delle firme in Cassazione. Cosa possono fare i Comuni?
La raccolta firme avviata lo scorso 24 aprile per promuovere tre referendum contro la privatizzazione dell’acqua stabilita dal decreto Ronchi, ha raggiunto e superato il milione. Un risultato mai raggiunto prima da nessuna campagna referendaria. L’obiettivo è quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011.
Manca ancora un mese alla consegna delle firme in Cassazione, e questo numero impressionante potrebbe diventare ancora più grande. L'obiettivo è oggi quello di portare almeno 25 milioni di italiani alle urne nella primavera 2011. Con questo entusiasmo, con questa partecipazione, con questa voglia di bene comune ce la possiamo fare, tutti insieme. Un milione di grazie ai tutti i cittadini che hanno firmato. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Proprio sabato, anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, in visita al Mercato della Terra del capoluogo lombardo, si è espressa sul referendum, commentando la presenza di un punto di raccolta firme: «Non c’è nessuna privatizzazione dell’acqua. L’acqua di Milano è dei milanesi. Questa è disinformazione». Il problema è che il decreto Ronchi, divenuto legge a fine 2009, dispone (o meglio impone) di cedere ai privati la gestione del servizio idrico integrato con l’istituzione di bandi di concorso entro il 31 dicembre 2011. Per non essere obbligati a introdurre il servizio privato il Comune deve dichiarare tale servizio privo di interesse economico. E per far ciò deve cambiare lo Statuto Comunale.
Alcuni comuni l’hanno già fatto: nella provincia di Torino, grazie a una legge di iniziativa popolare, sostenuta da diecimila firme, una serie di comuni hanno modificato il proprio statuto e dichiarato il servizio idrico privo di interesse economico. Così a Torino e provincia il servizio idrico è gestito dalla Società Metropolitane Acque Torino interamente pubblico, e potrà rimanere tale grazie alla modifica dello statuto.
A rendere ancor più grave, nel merito e nel metodo del percorso legislativo del decreto Ronchi, vi è il fatto che esso sia stato approvato ignorando la volontà popolare che nel 2007 si era espressa con una proposta di legge per l’acqua pubblica raccogliendo oltre 400.000 firme, oggi ancora in discussione in Parlamento. Nel frattempo cinque regioni hanno impugnato il decreto Ronchi di fronte alla Corte costituzionale, lamentando la violazione di proprie competenze esclusive.
Il decreto Ronchi colloca tutti i servizi pubblici essenziali locali (non solo l’acqua) sul mercato, sottoponendoli alle regole della concorrenza e del profitto, espropriando di fatto il soggetto pubblico e quindi i cittadini dei propri beni.
L’approvazione dei tre quesiti referendari rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000 che prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, a enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, un servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 28 giugno 2010
INTOCCABILI BANCHE
Da esso risulta che il totale di aiuti, in termini di iniezioni di capitale e di prestazione di garanzie, ammonta a 1.518,7 miliardi (di euro) per l’Europa ed a 2.593,2 miliardi (di dollari) oltreoceano. Nel dettaglio, è interessante notare come nel Vecchio Continente i più colpiti dalla crisi finanziaria siano state Germania e Gran Bretagna, con rispettivamente 362,5 e 792,5 miliardi di euro di aiuti erogati, con la seconda protagonista anche della nazionalizzazione di due banche, Northern Rock e The Bradford & Bingley. Considerando inoltre le ingenti sottoscrizioni di capitale azionario realizzate dal governo britannico a favore di Royal Bank of Scotland e Lloyds TSB Group (per un ammontare complessivo vicino ai 700 miliardi di euro), parlare di libero mercato nella patria di Adam Smith e David Ricardo, fondatori dell’economia politica, oggi appare davvero surreale.
Negli Stati Uniti, gli aiuti pubblici si sono invece concentrati su cinque grandi gruppi finanziari, i colossi del credito immobiliare Fanni Mae e Freddie Mac, Aig, Bank of America e Citigroup.
Ai primi due, posti in amministrazione controllata a partire da settembre 2008, sono stati concessi sostegni diretti pari a 200 miliardi e garanzie per ben 1.450 miliardi di dollari. Aig, ora denominato Aiu, può vantare quasi 70 miliardi di aiuti in qualità di sottoscrizione di capitale, mentre Bank of America e Citigroup rappresentano gli unici casi significativi di liquidità (47 miliardi) e garanzie (419) restituiti quasi integralmente al governo, rispettivamente a settembre e dicembre 2009.
Più che gli esborsi complessivi, a differenziare la situazione dell’Europa da quella statunitense è il numero di istituti finanziari e di credito coinvolti nei piani di salvataggio, dove nella prima ammontano a 115 (di cui 4 in Italia per “soli” 4,1 miliardi di euro) mentre negli Stati Uniti sono ben 1.095, dato che testimonia una crisi generalizzata e profonda di tutto il settore.
Nel frattempo, la Federal Reserve ha completato uno studio sui comportamenti di 28 tra le maggiori banche americane, concludendo che incentivi e bonus riconosciuti ai dirigenti rimangono ai livelli esorbitanti di prima e che i gestori delle operazioni speculative ad alto rischio continuano ad operare come sempre. Peccato che tale rapporto probabilmente non sarà reso pubblico prima dell’anno prossimo, mentre a fine 2009 la bolla dei prodotti finanziari derivati, dopo un ridimensionamento nelle fasi iniziali della crisi, è arrivata a 213 trilioni di dollari (615 trilioni a livello mondiale, con un aumento annuo del 12%). La paura di nuove insolvenze sta minando la fiducia tra le stesse banche che stentano persino a farsi credito tra loro, prova ne sia l’aumento costante e progressivo del LIBOR, il tasso di riferimento per i crediti a breve tra gli istituti di credito.
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domenica 27 giugno 2010
Mais ogm illegale in Friuli: si muove la giustizia
Comincia a muoversi la giustizia in Friuli Venezia Giulia, dopo che un'associazione di agricoltori, Futuragra, aveva provocatoriamente annunciato sul proprio sito web di avere seminato mais ogm illegalmente.
Infatti, un esposto alla Procura di Udine e una segnalazione alle forze dell'ordine sono stati presentati dall'assessore regionale alle Risorse agricole Claudio Violino, dopo il recapito all'Ersa di campioni di mais Ogm resistenti alla piralide. La busta conteneva una mappa con la presunta ubicazione del campo da cui i campioni sarebbero stati estratti, un'estensione stimabile tra tre e cinque ettari nel Comune di Fanna (Pordenone). "Qualora fosse dimostrato che i campioni provengono proprio da quel campo - ha detto Violino - il rischio è non solo quello di avere sul territorio regionale organismi geneticamente modificati ma anche quello di una contaminazione ad ampio raggio, che può danneggiare coltivatori ignari, dato che il mais sta per iniziare il periodo di fioritura. Non conosciamo la provenienza effettiva dei campioni - ha aggiunto - e che siamo stati piantati proprio in quel campo lo dovranno verificare le autorità inquirenti". Il direttore dell'Ersa Mirko Bellini, che ha disposto le analisi sui semi, ha dato la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti qualora volessero avvalersi delle competenze del laboratorio dell'Ente per futuri prelievi in loco. "Già a fine aprile - ha ricordato Violino - alcune persone avevano inacciato di seminare mais Ogm, con tanto di riprese via webcam della semina. A questo punto - ha concluso -gli organi deputati sono stati avvisati e spetta a loro decidere il da farsi". "L'inizio di una coltivazione di Ogm costituisce non solo un'azione fuori legge, ma comporterebbe pesanti conseguenze sull'agricoltura italiana": lo afferma Legambiente, che definisce l'atto "scellerato e avventato che esporrebbe a rischio contaminazione l'intera agricoltura italiana. Intraprendere la strada dei prodotti transgenici costituisce infatti una scelta irreversibile, rispetto alla quale sono necessarie valutazioni - conclude - che non lasciano nulla al caso". La Coldiretti di Udine chiede che "sia rispettata la legge e siano prese tutte le misure del caso per scongiurare il rischio concreto che coltivazioni vicine a Ogm siano contaminate e che altri agricoltori siano danneggiati". Lo ha affermato il presidente di Coldiretti di Udine, Rossanna Clocchiatti. "In Italia - spiega Clocchiatti - vale ancora il decreto 212/2001, erede della legge sementiera, che non è mai stato dichiarato incostituzionale. La norma prevede che chi semina Ogm senza l'autorizzazione interministeriale sia punito con la pena dell'arresto da sei mesi a tre anni o l'ammenda fino a 100 milioni di lire. Questa è la norma e chiediamo sia rispettata e subito estirpate e distrutte - conclude - le piante nate da sementi Ogm".
Fonte tratta dal sito .
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sabato 26 giugno 2010
La morte della vegetazione
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giovedì 24 giugno 2010
La situazione del Golfo del Messico si aggrava e in Louisiana comincia a piovere petrolio
Si aggrava sempre di più la situazione del Golfo del Messico. L'ammiraglio Thad Allen, coordinatore delle operazioni, ha spiegato che in seguito ad una collisione di un robot sottomarino, con conseguente fuga di gas, i tecnici hanno dovuto rimuovere il "coperchio" che conteneva la fuoriuscita di petrolio, liberando di nuovo la falla che sparge greggio in mare.Sarebbe stato controllato il container superiore che dovrebbe essere rimesso al suo posto nelle prossime ore. Tuttavia la riattivazione del sistema di contenimento potrebbe richiedere un tempo molto più lungo.Il sistema era stato installato lo scorso 3 giugno ed era riuscito a catturare fino a oggi 16.600 barili di greggio al giorno.Ora, a causa di questo nuovo incidente, tutto il greggio va in mare.
Pare inoltre che ci siano state delle morti abbastanza strane: Un suicidio di un capitano di una nave motivato dalla perdita totale degli introiti causata dal disastro ambientale; anche un'altra persona sarebbe morta ma le autorità della Louisiana spiegano che il decesso non è direttamente legato alle operazioni di contenimento del greggio.
Una cosa è chiara: La BP non riesce proprio a controllare la situazione.
Intanto la chiazza nera si espande spinta dalle correnti sterminando interi ecosistemi sottomarini. Pare che in Louisiana le pioggie siano contaminate dal petrolio, come si può vedere in questo filmato.
E pensare che la maggior parte dei media non enfatizzano questo apocalittico disastro le cui conseguenze sono, secondo molti, inimmaginabili. Ci sono cose più importanti: i mondiali di calcio...
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 23 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
Bilderberg 2010: dalla recente riunione di Vienna si evince che la crisi finanziaria sta per peggiorare
L'amministratore delegato della Deutsche Bank Josef Ackermann (del gruppo Bilderbergs), il presidente austriaco Heinz Fischer, il cancelliere austriaco Werner Faymann, il ministro delle Finanze greco Georgios Papandreou, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il finanziere degli Stati Uniti George Soros si sono incontrati a Vienna per una riunione dell'Institute of International Finance. La riunione si è tenuta a Vienna da mercoledì a venerdì della scorsa settimana.
Secondo i media locali alla riunione hanno presenziato pure: Andreas Treichl, capo di Erste Group; Walter Rothensteiner, capo di RZB; Stephen King (HSBC); Jiang Jianqing (ICB Cina); Urs Rohner (Credit Suisse); Federico Ghizzoni (UniCredit); Thomas Mirow (BERS); Jes Staley (JP Morgan) e Oswald Grübel (UBS).
Durante l'incontro, Soros ha avvertito che la crisi finanziaria sta per peggiorare. Nessuno meglio di lui dovrebbe saperlo, perché Soros è uno degli investitori finanziari che hanno creato la crisi con i loro CDS e altri strumenti di debito che succhiano soldi ai contribuenti, mandano in rovina l'euro, acquistano beni per un'inezia e introducono una nuova valuta mondiale che i banchieri controllano.
Nel 1930, il default di una banca austriaca aveva causato la doppia caduta della Grande Depressione. Poiché il Bilderberg / Globalisti sembrano seguire esattamente lo stesso piano di gioco, una banca qualsiasi o una banca austriaca vicina alla Hypo presto si dichiarerà così duramente colpita dalla crisi del debito di Grecia, Spagna, Ungheria, ecc. che richiederà “X” miliardi di sostegno dai soldi dei contribuenti, quindi il risultato sarà una seconda crisi alla Lehman. Dato che Soros ha molti legami finanziari così con l'Ungheria, il fallimento di una banca austriaca o bavarese causato dal debito ungherese sembra essere l'unica possibile conclusione.
Il miliardario George Soros ha detto Giovedì che siamo nella crisi finanziaria “atto secondo” visto che i problemi economici finanziari dell'Europa peggiorano e i governi sono spinti a tagliare la spesa per ridurre i deficit di bilancio. Una mossa che potrebbe spingere l'economia mondiale a tornare in recessione, Bloomberg report News. “Il crollo del sistema finanziario come sappiamo è reale e la crisi è ben lungi dall'essere finita,” è quanto asserito da Mr. Soros in una conferenza a Vienna. “La realtà è che siamo appena entrati nel secondo atto del dramma.”
Mr. Soros, 79, ha detto che l'attuale situazione dell'economia mondiale è “raccapricciante”, come nel 1930 con i governi sotto pressione per ridurre il loro deficit di bilancio nel momento in cui la ripresa economica è debole. La preoccupazione è che la crisi del debito sovrano dell'Europa possa diffondersi. Quest'anno questa depressione economica ha causato un crollo dell'euro contro il dollaro che il 7 giugno scorso ha spazzato via oltre 4.000 miliardi di dollari dai mercati azionari a livello mondiale.
Secondo le stime della Bank of America Corporation, le nazioni europee divorate dal debito sono costrette ad alzare quasi di 3 trilioni di Euro (2.400 miliardi dollari) entro i prossimi tre anni per riprendersi. Quando i mercati finanziari hanno iniziato a perdere la fiducia nella credibilità del debito sovrano, la Grecia e l'euro hanno avuto un ruolo centrale, ma gli effetti rischiano di farsi sentire in tutto il mondo”, ha concluso Soros.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 21 giugno 2010
PICCO DELL' ACQUA ?

Nel 1956, il geologo della Shell Oil Marion King Hubbert presentò un documento all’American Petroleum Institute in cui sosteneva che il tasso della produzione petrolifera degli Stati Uniti avrebbe raggiunto il suo massimo storico tra il 1965 ed il 1970. Sebbene ampiamente derisa all’epoca, la predizione di Hubbert si è rivelata corretta: la produzione petrolifera americana ha raggiunto il suo picco nel 1970, con approssimativamente 9.6 milioni di barili di petrolio al giorno. Oggi gli Stati Uniti producono solo circa 5.3 milioni di barili al giorno, con un crollo dei circa il 40%, anche se il consumo è continuato a crescere. Per soddisfare la domanda, gli Stati Uniti sono stati costretti ad importare sempre più ingenti quantità di greggio dall’estero, con profonde conseguenze per la politica estera, la sicurezza internazionale e la sostenibilità.Oggi, un numero crescente di scienziati sostiene che il picco del petrolio globale sia stato raggiunto – una discussione che sembrerebbe essere sostenuta dalle sempre più eroiche misure adottate dalle compagnie petrolifere (come la super trivellazione in alto mare nel Golfo del Messico) per tenersi al passo con la domanda internazionale. Vista la dipendenza del mondo dal petrolio, un declino nella produzione globale ha enormi implicazioni.Fino a poco tempo fa, le tecniche del modello di Hubbert venivano applicate solo al petrolio e ad altre risorse non rinnovabili. Ma negli ultimi anni, i ricercatori delle altre risorse hanno iniziano a studiare l’eventualità che anche il consumo di alcune risorse rinnovabili segua il modello di Hubbert.Quindi, quanto è funzionale il concetto di “picco dell’acqua”?Un rinomato esperto dell’acqua del Pacific Institute, il Dr. Peter Gleick, ha discusso del problema presso il Columbia Water Center lo scorso febbraio.
The World's Water Crisis- Peak Water and Moving to a Sustainable World from Earth Institute on Vimeo.
ome spiega il Dr. Gleick, ci sono differenze sostanziali tra l’acqua fresca ed il greggio. Quasi tutti gli usi che si fanno del petrolio, afferma, sono “consuntivi” – cioè, una volta che l’energia viene estratta ed usata, la sua qualità viene degradata ed effettivamente persa per sempre. L’acqua, d’altro canto, non viene mai veramente persa a causa del ciclo idrologico. Perciò, non è letteralmente possibile raggiungere il “picco dell’acqua” globale. Ma nella misura in cui l’acqua viene estratta da una particolare riserva più velocemente del reintegramento naturale, un potenziale picco dell’acqua regionale è davvero reale. Molte falde acquifere e anche alcune riserve di acqua di superficie, come laghi e ghiacciai, possono essere considerati come non rinnovabili – e quindi soggetti al picco ed la declino – poiché possono essere esaurite più velocemente rispetto al tasso di ricambio naturale. Gleick introduce inoltre il concetto del picco “ecologico” dell’acqua – il punto oltre il quale l’alimentazione dell’acqua piovana venga esaurita al punto da causare un danno irreversibile all’ecosistema locale che dipende da essa. La storia della desertificazione causata dall’uomo testimonia il reale pericolo dell’uso irresponsabile dell’acqua regionale. Infine, nei circoli del picco del petrolio, i ricercatori parlano spesso non tanto della “fine del petrolio” quanto della “fine del petrolio economico e di facile accessibilità”. Vista da questa prospettiva, la situazione idrica globale è davvero analoga a quella del petrolio.La fine del petrolio economico e facile è arrivata. Ed anche quella dell’acqua. Ora, cosa vogliamo fare in merito?Fonte tratta dal sito .
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domenica 20 giugno 2010
Le ruspe spianano il suolo argentino per fare spazio alla monocoltura della soia
Soia e zucchero sono i principali fattori della deforestazione. Entrambi i settori, sviluppati per rispondere alla crescente domanda da parte dell'industria alimentare, vedono ora una nuova ondata di espansione legata allo sviluppo del biodiesel.
Un nuovo rapporto pubblicato dall'associazione argentina CAPOMA assieme alla paraguayana BASE Investigaciones Sociales, descrive i casi dlle comunità indigene Wichí nella valle dei fiumi Itiyuro River Basin e Misión Chaqueña, delle famiglie creole della valle del Dorado, e delle famiglie di indios Guaraní di El Talar.
Il nuovo piano regionale assegna territori immensi alle imprese dell'agribusiness, ai danni delle comunità locali e dei popoli nativi.
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venerdì 18 giugno 2010
L'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DELLA BASE USA DI NISCEMI
È una delle installazioni militari meno note in Italia ma è certamente tra quelle più pericolose dal punto di vista ambientale. Operativa dal 1991, la Naval Radio Transmitter Facility – NRTF di Niscemi (Caltanissetta) assicura le telecomunicazioni della Marina militare degli Stati Uniti d’America a livello planetario; inoltre, è destinata ad ospitare uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di trasmissioni satellitari delle forze armate USA. La NRTF sorge a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi, a stretto ridosso del perimetro della riserva naturale “Sughereta”, sito d’importanza comunitaria SIC. Ospita una quarantina di antenne e ponti radio che emettono, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, onde elettromagnetiche che coprono tutto lo spettro compreso tra le HF, le VHF e le UHF (le alte, altissime ed ultra frequenze per le comunicazioni radio di superficie) e le ELF, le VLF e le LF (le frequenze estremamente basse e bassissime, in grado di penetrare in profondità le acque degli oceani e contribuire alle comunicazioni con i sottomarini a capacità e propulsione nucleare). Un cocktail micidiale che sovrespone gli abitanti e la variegata fauna e flora locale all’inquinamento elettromagnetico di cui solo negli ultimi mesi è stato possibile conoscerne i gravissimi ed insostenibili livelli.
Nel corso del convegno sui “rischi MUOS”, promosso dalle associazioni che si oppongono al nuovo programma militare-satellitare, il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, ha presentato gli ultimi dati sulle emissioni rilevate dall’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «Nel periodo compreso tra il 22 marzo e il 19 aprile 2010, la centralina posta in un’abitazione privata di contrada Ulmo, nei pressi della Stazione USA, ha registrato l’emissione, costante, di valori leggermente superiori ai 6 V/m (volt per metro), il limite di attenzione fissato dalle normative italiane per l’esposizione ai campi elettromagnetici», ha dichiarato Di Martino.«Si tratta di valori estremamente preoccupanti, anche perché ci troviamo all’interno di un territorio già colpito da complesse emergenze ambientali. Abbiamo chiesto all’ufficio legale del Comune di Niscemi di verificare se esistono le condizioni per procedere in sede giudiziaria contro la Marina militare degli Stati Uniti. Intanto abbiamo inviato una diffida perché i responsabili della base intervengano per bloccare l’inquinamento elettromagnetico».I nuovi rilievi dell’ARPA sono ancora più allarmanti di quanto verificato nella precedente attività di monitoraggio (tra il dicembre 2008 e il marzo 2009), quando in contrada Ulmo la centralina aveva registrato una «media di esposizione di circa 6 V/m», con «picchi settimanali di superamento» del valore soglia, probabilmente dovuti all’intensificarsi delle attività di teletrasmissione. Già allora, però, le misurazioni avevano lasciato fortemente perplesso il Comitato No Muos che aveva denunciato come al tempo erano in funzione appena il 50% circa delle antenne della base di Niscemi.«Non si è poi tenuto conto che una delle caratteristiche delle trasmissioni militari è la non continuità delle emissioni, nonché la variabilità della potenza con cui esse vengono irradiate», aggiungevano gli esponenti della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella. «Va poi ricordato che gli esperti in tema d’inquinamento elettromagnetico stimano in un 10-15% l’incertezza relativa delle misurazioni delle frequenze. Ciò significa che le abitazioni a ridosso della base di Niscemi potrebbero già essere sottoposte costantemente ad emissioni con valori che superano i 7 V/m. E numerosi ricercatori di fama internazionale chiedono da tempo di ridurre sensibilmente i cosiddetti “limiti di attenzione” previsti dalle normative, dato che i 3-4 V/m sono già considerati ad altissimo rischio per la salute umana».Ad accrescere i timori delle organizzazioni no-war i risultati di uno studio di Massimo Coraddu (ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - INFN di Cagliari) sulle emissioni della Stazione di Niscemi e sulle rilevazioni realizzate dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. «La strumentazione e la procedura utilizzate dall’ARPA per la misurazione dell’elettromagnetismo non sono del tutto adeguate al rilievo del tipo di emissioni dovute alla NRTF, il che può aver portato a una sistematica sottostima del campo rilevato», afferma il dottor Coraddu.
«Sono state utilizzate centraline per la rilevazione in continuo con due modalità di funzionamento, Wide Band (con banda passante 100 KHz-3 GHz) e Low Band (con banda 100 KHz-860 MHz), ma non è stato specificato quale delle due modalità sia stata effettivamente utilizzata. Confrontando poi le caratteristiche dello strumento di misura con le caratteristiche delle emissioni delle antenne ci si accorge immediatamente che la centralina non era in grado di rilevare le emissioni VLF e LF di bassissima frequenza della grande antenna radiatore verticale della base USA, operante tra i 3 e i 300 KHz e una lunghezza d’onda da 1 a 100 Km. Si tratta cioè di frequenze in gran parte o del tutto al di sotto della soglia inferiore rilevabile dalle sonde utilizzate da ARPA Sicilia».Nella stazione NRTF di Niscemi, secondo il Submarine Communication Master Plan prodotto nel dicembre 1995 dalla Marina USA, è presente infatti un dispositivo VERDIN (VLF Digital Information Network) per le comunicazioni con i sommergibili in immersione che utilizza frequenze tra i 14 e i 60 KHz in versione US Navy e tra i 14 e i 150 KHz in versione NATO.Nel suo studio, Massimo Coraddu pone l’attenzione pure sul costruendo centro MUOS che sarà dotato di due trasmettitori UHF della potenza di 105 W e tre grandi parabole che opereranno nella banda Ka delle microonde (18-40 GHz). «La valutazione di impatto ambientale del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari, presentata dalla US Navy, risulta gravemente carente e inadeguata sotto molteplici aspetti e non consente in alcun modo di valutare la gravità dei problemi e dei rischi legati alla sua installazione», spiega il ricercatore dell’INFN.«Non vengono rese note le principali caratteristiche dei trasmettitori e delle antenne utilizzate (frequenze, caratteristiche del segnale, etc.) e neppure viene spiegata la metodologia di calcolo. I risultati sono tra loro incoerenti e contraddittori: come distanza di sicurezza per l’emissione di microonde dalle parabole, vengono presentati due differenti valori, entrambi spaventosamente alti, 38,9 Km alla tabella 6.5 e 135,7 Km alla tabella 6.7. Gravi le omissioni per ciò che riguarda i rischi dell’impianto. La valutazione delle distanze di sicurezza e del livello di campo è stata realizzata verificando, una alla volta, l’emissione delle singole antenne, e non, come prescrive la normativa, l’emissione simultanea di tutti gli apparecchi, al massimo livello di potenza. Non viene neppure esaminato quello che probabilmente è il peggiore dei rischi possibili: un incidente o un errore di puntamento che porti all’esposizione accidentale al fascio di microonde, pericolosissimo e potenzialmente letale, anche per brevi esposizioni, a distanze inferiori a circa 1 Km».Massimo Coraddu lamenta inoltre come sia stata omessa ogni considerazione riguardo l’impatto delle emissioni sull’ambiente naturale circostante, «quando è ben noto come le microonde risultano nocive per molteplici specie, come le api, fortemente disturbate anche da bassi livelli di campo, o gli uccelli che potrebbero essere feriti o uccisi in volo se attraversano accidentalmente il fascio emesso».In assenza di studi scientifici specifici sul rischio elettromagnetico del MUOS, si potrà attingere solo a quanto già accertato per le onde generate dagli impianti della telefonia cellulare che operano tra i 900 Mhz e i 2 GHz, lo stesso range del nuovo sistema satellitare delle forze armate USA. È il sistema nervoso centrale, in particolare, ad essere colpito dall’esposizione alle microonde. Come rilevato nel febbraio 2006 dalla Commissione Internazionale per la Sicurezza ElettroMagnetica - ICEMS (tra i componenti, scienziati, ricercatori ed oncologi di Italia, Stati Uniti, Russia, Cina, Brasile, Svezia e Canada), «è stata accumulata evidenza epidemiologica che indica un aumentato rischio di tumori al cervello per l’uso prolungato di telefoni mobili».
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 14 giugno 2010
sabato 12 giugno 2010
Allerta: il fluoro nei dentifrici, chewing gum e altri prodotti... è tossico!!!!
Nonostante tutto, molti pediatri e dentisti consigliano ancora in modo automatico e sistematico la fluoroprofilassi (compressine o gocce) per i bambini di pochi mesi. L'integrazione di fluoro non è solo inutile, ma può essere addirittura dannosa.
Vediamo perché.
Le industrie del farmaco sono notoriamente molto abili nel manipolare, se non nell'influenzare, gli studi scientifici. Inoltre, non c'è migliore guadagno di quello che si ricava da farmaci prescritti in modo sistematico ad intere fasce della popolazione.......vedi le vaccinazioni, le terapie ormonali per la menopausa, solo per citarne alcune.
Contrariamente a quello che si credeva un tempo, il fluoro è efficace solo se applicato localmente e non quando assunto internamente.
Assorbito per bocca, il fluoro entra nel dente attraverso il sangue e altera la struttura del dente stesso. Questo può causare fluorosi dentale. Invece, applicato localmente sul dente si lega allo smalto dei denti e li protegge dalle carie. Soprattutto nei bambini piccoli, i rischi dell'assunzione di fluoro superano di gran lunga i benefici.
Le industrie del farmaco e quelle produttrici di dentifrici hanno a lungo sottaciuto e sottovalutato gli effetti tossici dei prodotti a base di fluoro. La fluorosi dentaria è in aumento soprattutto tra la popolazione che fa uso sistematico di integratori a base di fluoro. Si presenta sotto forma di uno scolorimento intrinseco dello smalto dei denti: i denti appaiono screziati, macchiati, puntinati, decolorati e a volte anche bucherellati. Lo smalto saturato di fluoro è più vulnerabile all'attrito e all'erosione. I danni aumentano nel tempo.
Non esiste un dosaggio sicuro di fluoro. I danni da fluoro non si manifestano solo a livello dei denti, ma anche delle ossa e di altri tessuti umani. Il fluoro ha effetti negativi anche sul sistema nervoso centrale e determina alterazioni comportamentali e deficit cognitivi.
Studi scientifici dimostrerebbero che il fluoro può essere neurotossico anche per il feto a dosaggio considerati sicuri per la madre.
Dopo la nascita, il bambino può manifestare un ridotto quoziente intellettivo e alterazioni comportamentali.
I fluoruri di sodio somministrati ai bambini con le “pastiglie al Fluoro”, per, dicono i pediatri, combattere la carie dei denti, non solo fanno in modo che il sistema immunitario si comporti come se fosse il sistema immunitario di una vecchia persona, ma cagiona anche dei danni autoimmuni in tutto il corpo ed accelera il processo di invecchiamento del corpo.
La bassa concentrazione in cui i fluoruri di sodio esercitano il loro effetto deleterio mostra chiaramente che in realtà non esiste una concentrazione di fluoruro di sodio che non sia dannosa.
Lo stesso problema si riscontra nell’acqua potabile “fluorata” per, dicono i “tromboni del potere sanitario”, combattere la carie dei denti. ....
Il fluoruro è stato l'elemento chimico chiave per la costruzione della bomba atomica. Si, stiamo parlando di un derivato del fluoro contenuto nel dentifricio che usiamo tutte le mattine o nelle gomme da masticare vendute a coloro che non hanno neanche il tempo di lavarsi i denti.
Dopo circa 50 anni (periodo in cui è stata scoperta la bomba atomica) che gli americani hanno cominciato ad aggiungere fluoruro alle loro sorgenti idriche per ridurre le carie dentali, sono stati resi pubblici dei documenti che mettono seriamente in discussione la sicurezza del fluoro e la buonafede del governo americano.
Diversi scienziati legati al progetto della bomba A condussero degli studi sui fluoruri concludendo che il fluoro provoca seri danni al sistema nervoso centrale e al nostro organismo in generale.
Molti di questi rapporti furono classificati segreti per “ragioni di sicurezza nazionale” e molti altri sparirono dagli archivi statali. Il conflitto di interessi è chiaro: se si fosse reso pubblico che l'esposizione al fluoro è dannosa, il progetto della bomba A, i suoi fornitori e tutte quelle istituzioni ad esso legate, sarebbero state annientate da uno scandalo dalle immense proporzioni e dalle relative cause intentate per danni alla salute pubblica.
Così tutto fu messo a tacere, ma nonostante ciò gli studi sugli effetti del fluoro dovevano continuare, anzi servivano cavie umane. Esiste forse un modo migliore che metterlo nelle tubature dell'acqua con la scusa della salute dentale dei nostri figli? Ed ecco subito organizzati convegni, pubblicità e associazioni di medici e dentisti preposte a pubblicizzare e a rassicurare la gente sull'utilizzo del fluoro e dei suoi “effetti benefici”.
Il risultato fu dei migliori: la gente accettò l'utilizzo del fluoro come salvaguardia della propria salute dentale, furono smentite tutte le implicazioni del fluoro con diverse malattie che colpirono operai e persone che abitavano nei pressi delle fabbriche che producevano questo materiale di scarto altamente tossico e inoltre, a loro insaputa, diventarono tutti potenziali cavie da laboratorio su cui studiare gli effetti dell'ormai beneamato fluoro.
Molti sono gli studi e le argomentazioni che attestano la pericolosità del fluoro e grazie a Joel Griffiths e Chris Bryson un medico scrittore e un giornalista indipendente si sta facendo luce su questa sconcertante situazione.
Uno degli effetti più evidenti dei fluoruri sul nostro organismo è quello sul sistema nervoso centrale. Diversi studi mostrano come ripetute dosi di quantità infinitesimali di fluoro possono ridurre nel tempo ogni forza individuale di resistere alla dominazione, con l'avvelenamento e la narcosi di una certa area del cervello, rendendo così l'individuo sottomesso alla volontà di quelli che desiderano governarlo.
Sono molte le evidenze storiche che mostrano accordi tra il governo americano e il regime di Hitler per il finanziamento del progetto della fluorizzazione delle acque dei paesi conquistati per renderli docili al controllo e alla dittatura.
I fluoruri sono dei materiali di scarto di molte industrie chimiche e la loro sicura distruzione ha dei costi così elevati che hanno costretto i “poveri industriali ad industriarsi per trovare una soluzione alternativa e più economica!”……
E così, una sostanza tossica di scarto è stata trasformata in una fonte di immensi guadagni.
Tratto dal sito MedNat
I danni accertati dall’ingestione del fluoro sono:
Rischi al cervello (NRC National Research Council), 1 ppm, ossia una parte per milione di fluoro può produrre nei bambini deficienze di apprendimento e difficoltà di concentrazione.
Rischi per la ghiandola tiroidea, il fluoro agisce come smembratore endocrino, sempre secondo NRC 0.01 - 0.03 mg di fluoro per Kg al giorno possono ridurre le funzioni della tiroide in soggetti con basso tasso di iodio, questa riduzione può portare ad un calo dell’acutezza mentale, depressione e aumento di peso corporeo.
Rischio per le ossa, il fluoro riduce la resistenza delle ossa ed espone a fratture, per ora non ci sono dati sul quantitativo di fluoro oltre il quale aumentano i rischi per le ossa, l’unico dato disponibile parla di 1.5 ppm.
Rischio di cancro alle ossa, studi su animali ed umani, inclusi gli ultimi studi dell’università di Harvard hanno stabilito con certezza il collegamento tra fluoro e osteosarcoma (cancro delle ossa) in uomini al di sotto di 20 anni. A questo proposito è disponibile una dettagliata relazione redatta dal National Toxicology Program che ha seguito gli adolescenti monitorati, va detto che purtroppo più della meta di questi soggetti sono deceduti dopo alcuni anni dalla diagnosi dell’osteosarcoma.
Rischi per pazienti sofferenti ai reni, pazienti sofferenti di patologie che coinvolgono i reni hanno manifestato un’alta sensibilità alla tossicità del fluoro, questa sensibilità è dovuta all’incapacità di questi soggetti ad eliminare dal corpo il fluoro assunto. Come risultato si ha una elevata presenza di fluoro nelle ossa ed un aggravamento o insorgenza di un disturbo conosciuto col nome di osteodistrofia renale.
Il consiglio è di evitare il più possibile l’assunzione di fluoro, leggete le etichette dell’acqua in bottiglia se ancora ne fate uso, cercate dentifrici senza fluoro per i vostri bimbi, altre fonti di assunzione di fluoro sono:
chewingum medicinali fertilizzanti bevande gassate (coca cola - pepsi etc…) te in bottiglia o lattina gatorade bastoncini di pesce (meccanicamente disossati) bastoncini di pollo (meccanicamente disossati) alcuni vini alcune birre cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon alcuni sali da cucina fluorati alcuni tipi di anestetici (Enflurane, Isoflurane & Sevoflurane) sigarette.
Pubblicato da Cris a 21:38 1 commenti
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giovedì 10 giugno 2010
I CONSIGLI DELLA CIA
Pubblicato da Cris a 16:37 0 commenti
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mercoledì 9 giugno 2010
IO, ECONOMISTA FINALMENTE VI RACCONTO LA MIA VITA A IMPATTO ZERO
Pubblicato da Cris a 13:20 0 commenti
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martedì 8 giugno 2010
Chi c'è dietro il nucleare?
Secondo la ricerca - realizzata dall'istituto indipendente Profundo - al primo posto della classifica delle banche nucleari c'è BNP Paribas, banca francese presente in Italia attraverso BNL (Banca Nazionale del Lavoro).
A seguire, nei primi dieci posti, Barclays (UK), Citi (US), Société Générale (Francia), Crédit Agricole/Calyon (Francia), Royal Bank of Scotland (Regno Unito), Deutsche Bank (Germania), HSBC (UK / Hong Kong), JP Morgan (Stati Uniti) e Bank of China.
Su un totale di 175 miliardi di euro in finanziamenti a progetti nucleari tra il 2000 e il 2009, queste dieci banche hanno finanziato con ben 92 miliardi di euro l'industria nucleare.
Le banche che finanziano progetti nucleari rischiano di rimetterci soldi e reputazione. Per questo chiediamo alle banche di spostare i loro investimenti da una fonte sporca e pericolosa come il nucleare verso progetti di efficienza e fonti rinnovabili.
Oltre BNL, tra le banche italiane, Unicredit e Intesa Sanpaolo occupano rispettivamente la 23ma e la 28ma posizione nella classifica ma non sono ancora disponibili informazioni ufficiali su quali banche finanzierebbero il ritorno del nucleare in Italia voluto dal governo Berlusconi.
Siamo pronti a rendere pubbliche le future decisioni di investimento delle banche nel nucleare in Italia. È bene che ne siano consapevoli quegli istituti che stanno pensando di investire in questa fonte di energia dannosa per l'ambiente, per l'Italia e per i suoi cittadini.
Pubblicato da Cris a 20:27 0 commenti
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lunedì 7 giugno 2010
NWO: DALLA PADELLA ALLA BRACE
Pubblicato da Cris a 22:46 1 commenti
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domenica 6 giugno 2010
AIUTI UE: SPIRO LATSIS E L'IMPERO BRITANNICO ESTESO
Pubblicato da Cris a 08:37 0 commenti
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giovedì 3 giugno 2010
Codex Gigas, la Bibbia del Diavolo

Pubblicato da Cris a 17:46 0 commenti
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mercoledì 2 giugno 2010
Centinaia di campi di concentramento statunitensi
Esistono in proposito centinaia di testimonianze, fotografie, video ed interpellanze di coraggiosi rappresentanti della popolazione che guardano sbigottiti ed increduli il recinto della legge marziale che si stringe intorno a loro.
Esistono dei siti Web in cui, alcuni cittadini statunitensi raccontano la loro esperienza di come hanno lasciato il paese per altre mete nel mondo, considerate più sicure degli U.S.A..
Secondo la giornalista austriaca Jane Burgermeister, l’inquinamento prodotto dalla falla “casuale” della piattaforma della B.P. nel Golfo del Messico, potrebbe innescare una crisi che, assieme ad altri fattori quali, ad esempio, una recrudescenza dell'influenza suina ed un nuovo crack finanziario, potrebbero portare all’instaurazione della legge marziale.
Le leggi attuali statunitensi consentono già ad Obama ed ai governatori degli stati di imporla senza particolari vincoli giuridici. La strategia dei disastri combinati continua.
Fonte tratta dal sito .
Pubblicato da Cris a 09:15 0 commenti
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