martedì 31 agosto 2010

COLTURE GENETICAMENTE MODIFICATE: LA CATASTROFE OGM NEGLI USA


Di recente, i potentati non eletti della Commissione Europea, noti per essersi sempre opposti alla diffusione di organismi geneticamente modificati (OGM) nell'agricoltura dell'UE, hanno dimostrato un cambiamento di direzione. Ad approvare l'adozione degli OGM, al fianco del presidente della commissione europea, ci sarà il nuovo Commissario all'Ambiente, il revisore contabile maltese John Dalli. L'ex Commissario all'Ambiente, il greco Staros Dimas, era, invece, un feroce oppositore degli OGM. Anche il governo cinese ha comunicato che potrebbe approvare una varietà di riso OGM. Prima che le cose si evolvano troppo, farebbero bene a osservare più attentamente ciò che succede negli USA, dove le colture geneticamente modificate sono tutt'altro che positive, anzi. Ciò che viene meticolosamente nascosto da Monsanto e da altre aziende operanti nell'agribusiness, che pubblicizzano colture modificate geneticamente come alternativa a quelle convenzionali, è il fatto che in tutto il mondo, fino ad oggi, le colture OGM sono state utilizzate e brevettate solo per due motivi, il primo dei quali è la tolleranza ai velenosissimi erbicidi chimici al glifosate, che Monsanto e altri costringono gli agricoltori a comprare, come condizione per poter utilizzare i loro semi OGM. La seconda ragione è la resistenza a dei particolari insetti. Contrariamente ai miti promossi dai giganti dell'agribusiness per soddisfare i loro interessi, non esiste un seme OGM in grado di assicurare un raccolto più ricco o che richieda meno erbicidi chimici tossici. Questo semplicemente perché non porterebbe alcun profitto.
Il disastro delle super erbacce
Come ha notato l'illustre biologa e oppositrice agli OGM, la Dott. ssa Mae-Wan Ho, dell' Institute of Science di Londra, le aziende come Monsanto rendono i semi immuni agli erbicidi, grazie a un gene non sensibile al glifosate, che codifica l'enzima colpito dall'erbicida. L'enzima deriva da un batterio del suolo, l'Agrobacterium tumefaciens. L'immunità agli insetti è dovuta a una o più tossine derivanti dal batterio del suolo BT (Bacillus thuringiensis). Gli Stati Uniti hanno iniziato la coltivazione su larga scala di piante geneticamente modificate, soprattutto soia, grano e cotone, intorno al 1997. Oggi, le colture genericamente modificate occupano tra l'85% e il 91% delle aree coltivate con le tre colture principali degli USA, che sono appunto la soia, il grano e il cotone, per un totale di circa 70 milioni di ettari.Secondo la Ho, la bomba a orologeria ecologica portata dagli OGM è in procinto di esplodere. Dopo anni di impiego costante di erbicidi al glifosate brevettati, come il famoso Roundup, prodotto da Monsanto, si sono sviluppate nuove 'super erbacce' resistenti agli erbicidi; è la risposta della natura ai tentativi dell'uomo di violare le sue leggi. Queste super erbacce hanno bisogno di ancora più erbicidi. ABC, uno dei maggiori canali televisivi degli USA, recentemente ha realizzato un documentario sulle ‘super erbacce’ nella rubrica “Super weeds that can’t be killed” (“Erbacce che non possono essere uccise”, ndt) [1].Sono stati intervistati agricoltori e scienziati dell’Arkansas, che hanno parlato di campi invasi da erbacce immuni persino al glifosate. Un agricoltore ha raccontato di aver speso almeno 400.000 euro in soli tre mesi nel tentativo fallito di eliminarle. Queste erbacce sono così resistenti che nemmeno le mietitrebbie riescono a eliminarle, e se si cerca di estirparle manualmente, gli attrezzi si rompono. Almeno 400.000 ettari di coltivazioni di soia e cotone dell’Arkansas sono stati infestati da questa peste biologica. Informazioni dettagliate sulla situazione in altre zone non sono disponibili, ma si suppone che le cose siano più o meno simili. Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, favorevole agli OGM e all’agribusiness, ha mentito sull’effettivo stato delle coltivazioni statunitensi, per nascondere la triste realtà e prevenire l’esplodere di una rivolta contro gli OGM, nel paese che costituisce il principale mercato per questi prodotti.
Una varietà di erbaccia, la Amaranthus palmeri, può crescere fino a raggiungere un’altezza di 2,4 metri, resistendo al caldo opprimente e a lunghe siccità e producendo migliaia di semi con delle radici che rubano i nutrienti alle alter colture. Se lasciata incontrollata, può impossessarsi di un intero terreno in solo un anno. Alcuni agricoltori sono stati costretti ad abbandonare le loro terre. Fino ad oggi, invasioni di Amaranthus palmeri, sono state identificate non solo in Arkansas, ma anche in Georgia, Carolina del Sud, Carolina del Nord, Tennessee, Kentucky, Nuovo Messico, Mississippi e, più recentemente, in Alabama e nel Missouri, tutti paesi in cui si fa uso di colture OGM. Gli scienziati della University of Georgia stimano che due sole piante di Amaranthus palmeri, in 6 metri di filari di cotone, sono in grado di ridurre il raccolto di almeno il 23%. Una sola erbaccia può produrre 450.000 semi.
La celata tossicità del Roundup
Il glifosate è il più usato erbicida negli USA e nel mondo. Brevettato e venduto da Monsanto fin dagli anni Settanta con il nome Roundup, è un componente obbligatorio dei semi OGM dell'azienda. Per averne la prova, basta andare in qualsiasi negozio di giardinaggio, richiederlo e leggere attentamente l’etichetta. Come ho spiegato nel mio libro “Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation” (“Semi di distruzione: il programma segreto della manipolazione gentica”, ndt), le colture OGM e i semi artificiali sono stati create negli anni Settanta, con il generoso supporto finanziario della Fondazione Rockefeller, sostenitrice dell’eugenetica, come le aziende chimiche Monsanto Chemicals, DuPont e Dow Chemicals. Tutte e tre sono state coinvolte nello scandalo dell’altamente tossico Agente Arancio, usato in Vietnam negli anni Settanta come la diossina, la cui pericolosità è stata tenuta nascosta ai dipendenti, ai civili e ai militari. I semi OGM da loro brevettati erano considerati un metodo intelligente per aumentare le vendite dei loro composti chimici per l’agricoltura, come il Roundup. I coltivatori devono firmare un contratto con Monsanto, in cui accettano di utilizzare solo il pesticida Roundup. Quindi, i coltivatori sono costretti a comprare i semi e il glifosate velenoso dell’azienda.All’università francese di Caen, un’equipe guidata dal biologo molecolare Gilles-Eric Seralini ha condotto uno studio che ha dimostrato che il Roundup contiene uno specifico ingrediente inerte, il surfactante poliossietilene, che per l’embrione umano, la placenta e le cellule ombelicali è più mortale dello stesso glifosate. Monsanto si rifiuta di fornire i dettagli sui contenuti del Roundup diversi dal glifosate, in quanto 'protetti da brevetto' .
Lo studio di Seralini ha scoperto che gli ingredienti del Roundup amplificavano i loro effetti tossici sulle cellule umane, anche in dosi minori di quelle utilizzate nelle aziende agricole e nei prati! L’equipe francese ha analizzato il Roundup a diversi gradi di concentrazione, dalle dose solitamente usate in agricoltura o nei campi, a dosi 100.000 volte più diluite rispetto al prodotto che troviamo nei negozi. I ricercatori hanno identificato un pericolo per le cellule in tutti i casi. In un opuscolo dell’Istituto di Biotecnologia, volto a promuovere le colture OGM negli USA, in quanto “distruttrici delle erbacce”, il glifosate e il Roundup vengono pubblicizzati come “meno nocivi del sale da cucina”. In tredici anni, negli Stati Uniti, si è avuto un aumento nell’utilizzo di pesticidi di 144.000 tonnellate, mentre avrebbe dovuto diminuire, secondo quanto avevano promesso i “quattro cavalieri dell’apocalisse OGM”. Notevole è l’aumento delle malattie causate da queste sostanze.Nonostante ciò, dopo l’immissione in commercio dei semi OGM di Monsanto negli USA, tra il 1994 e il 2005 si è registrato un aumento superiore al 1500% nell'utilizzo del glifosate. Negli USA circa 45.000 tonnellate di glifosate vengono usate in prati e aziende agricole ogni anno, e negli ultimi 13 anni, è stato impiegato in più di 400.000 ettari di terreno. Intervistato, il manager sviluppo tecnico di Monsanto, Rick Cole, ha detto che i problemi sono gestibili, consigliando agli agricoltori di alternare le colture e di utilizzare i diversi erbicidi prodotti da Monsanto. L’azienda incoraggia a mischiare il glifosate con altri erbicidi, come il 2,4-D, vietato in Svezia, Danimarca e Norvegia, perché collegato al cancro e a altri danni al sistema riproduttivo e neurologico. Il 2,4-D è un componente dell’Agente Arancio, prodotto da Monsanto e usato in Vietnam negli anni Sessanta.
Gli agricoltori statunitensi guardano al biologico
Gli agricoltori degli USA stanno mostrando sempre più interesse nelle colture tradizionali, che non prevedono l’uso di OGM. Secondo una relazione del Dipartimento dell’Agricoltura, le vendite di prodotti alimentari biologici sono passate dai 3,6 miliardi di dollari del 1997 ai 21 miliardi di dollari del 2008 . Il mercato è talmente attivo che le aziende agricole si sono rimboccate le maniche per rispondere alla rapida crescita della domanda, e addirittura spesso si sono verificate delle periodiche mancanze di prodotti biologici. La nuova coalizione di governo Conservativo-Liberale del Regno Unito ha intenzione di rimuovere il divieto di usare gli OGM nel paese. John Beddington, consigliere scientifico del Governo britannico, in un recente articolo ha detto: “I prossimi dieci anni vedranno lo sviluppo di composti con nuove caratteristiche, come ad esempio la tolleranza alle siccità. Dalla metà del secolo ci saranno possibilità molto più radicali legate alle caratteristiche poligeniche”. Ha poi continuato assicurando: “la clonazione degli animali permetterà l’immunità alle malattie”. Penso che si possa anche evitare di commentare.Un recente studio dell'Università di Stato dello Iowa e del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, in cui è registrata la produttività delle aziende agricole durante i tre anni di transizione necessari per passare dalla produzione convenzionale a quella organica certificata, ha dimostrato i maggiori vantaggi derivanti dall'agricoltura biologica, rispetto alle colture OGM o a quelle non OGM convenzionali. L'esperimento è durato quattro anni, i primi tre di transizione e il quarto di sola agricoltura biologica, e si è visto che malgrado all'inizio la produttività è crollata, al terzo anno essa si è equiparata a quella delle colture tradizionali, mentre a partire dal quarto anno ha iniziato a crescere, sia per la coltivazione della soia, sia per quella del grano.Ultimamente è stato pubblicato anche uno studio del'International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development (IAASTD), risultato di tre anni di deliberazioni di 400 scienziati e rappresentanti di organizzazioni non governative, provenienti da 110 paesi di tutto il mondo. Si è giunti alla conclusione che l'agricoltura bioloica su bassa scala è la soluzione migliore per la lotta alla fame, alle differenze sociali e ai disastri ambientali . Come dice la Dott. ssa Ho, è necessario cambiare il modo di praticare l'agricoltura, prima che la catastrofe si diffonda in Germania, in Europa e nel resto del mondo .
Fonte tratta dal sito .

sabato 28 agosto 2010

LA FARFALLA POSATA

La metafora dell'ambiguità dell'esistenza: della sua connotazione dolorosa, tormentata, combattuta. Dei suoi dilemmi e dei suoi dubbi laceranti, radicali; contraddizioni intrinseche alla natura umana. La raccolta di Daniele Perdisa, complessa e problematica nelle tematiche esistenziali che solleva, canta emozioni contrastanti. Nei versi ricercati e suggestivi, che denotano una grande consapevolezza e padronanza del mezzo poetico, egli sublima artisticamente bagliori subitanei di ispirazione e interrogativi profondi, ancestrali, al contempo appassionati e sofferti. L'autore trasfigura illusioni eteree, avvolte nell'aura ovattata della rielaborazione lirica ma estremamente volubili, effimere e caduche, capaci di adombrarsi improvvisamente trasformandosi in incubi inquietanti e angosciosi. Nel ripercorrere le tappe della sua giovane esistenza Daniele dipinge immagini potenti, fortemente espressive: diapositive, flashback rievocati da un passato più o meno lontano; brividi e memorie ingiallite dagli anni o, al contrario, emozioni "fresche" e pulsanti estremamente vicine nel tempo. In una miscellanea così poliedrica, zibaldone tumultuoso e anarchico di pensieri liberi e discettazioni introspettive, risulta praticamente impossibile isolare un vero e proprio "leitmotiv" in grado di incarnare l'anima di una silloge cangiante e multisfaccettata. Al contrario, il gusto per la variazione del tema, per la molteplicità dei contenuti e per una poetica a tutti gli effetti "universale" costituisce la vera cifra distintiva dell'opera. Tra l'altro, non mancano riflessioni solipsistiche e spirituali non prive di velleità filosofiche.
(dalla prefazione)
Daniele Perdisa è nato il 25 agosto del 1982 a Lugo (RA). Terminata la scuola dell'obbligo ha iniziato l'esperienza lavorativa da operaio, che prosegue tuttora. Attualmente vive a Forlì. È al suo esordio da scrittore.

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Buona lettura a tutti.......e spero possa trasmettervi tanta serenita e emozioni allo stesso tempo....ciao lele.......tanti auguri.....in bocca al lupo.........

venerdì 27 agosto 2010

Broccoli e banane aiutano a combattere alcune infezioni intestinali


Gli estratti di broccoli e banana possono aiutare a combattere alcune infezioni all'intestino. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista Gut, che proseguirà testando estratti di questi vegetali su pazienti affetti dal morbo di Crohn, una patologia che colpisce l'apparato digerente.
I ricercatori dell'Università di Liverpool hanno studiato su colture cellulari di malati del morbo di Crohn, provocato da infezioni intestinali croniche, come le fibre vegetali influenzano il passaggio di alcuni batteri nelle cellule dell'intestino, verificando che broccoli e banane hanno i migliori effetti nel proteggere dai microrganismi pericolosi, mentre un additivo tipico del cibo precotto ha l'effetto contrario.
“Lo studio dimostra che l'alimentazione ha un ruolo grandissimo nel regolare il movimento dei batteri nell'intestino - ha spiegato Barry Campbell, uno degli autori - e almeno dai test in laboratorio sembra poter aiutare anche i pazienti affetti dal morbo”.
Lo studio proseguirà sperimentando su alcuni pazienti affetti dalla malattia di Crohn alcuni estratti della banana, per verificare se i benefici si ottengono anche 'in vivo'.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 26 agosto 2010

La democrazia dell'acqua e l'economia dei cowboy

La battaglia dell'acqua continua e Vandana Shiva è intervenuta su La Repubblica con una critica alla global economy che trasforma questo bene prezioso in una proprietà privata.
Ci troviamo di fronte a una crisi idrica globale, che minaccia di peggiorare nei prossimi decenni; e man mano che la crisi si aggrava proseguono gli sforzi per ridefinire il concetto di diritti idrici. Un passo storico è avvenuto il 28 luglio, quando le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione che recita così: "L'acqua è una risorsa limitata e un bene pubblico fondamentale per la vita e la salute. Il diritto a disporre di acqua è indispensabile per condurre una vita dignitosa. È un prerequisito per la realizzazione di altri diritti dell'uomo".Ma l'economia globalizzata trasforma sempre di più la definizione dell'acqua da proprietà comune a bene privato, da estrarre e rintracciare senza limiti. L'ordine economico globale esige la rimozione di tutti i vincoli, la deregolamentazione dell'uso dell'acqua e la creazione di mercati dell'acqua. I fautori del libero scambio delle risorse idriche considerano i diritti di proprietà privata l'unica alternativa alla proprietà pubblica, e il libero mercato l'unico sostituto della regolamentazione burocratica delle risorse idriche.L'acqua deve rimanere, più di qualsiasi altra risorsa, un bene pubblico e dev'essere gestita dalla collettività. Nella maggior parte delle società l'acqua era ed è un bene che non può essere posseduto da privati. Testi antichi come le Istituzioni di Giustiniano dimostrano che l'acqua e altre risorse naturali sono beni pubblici: "Per legge di natura queste cose sono comuni all'umanità:
l'aria, l'acqua corrente, il mare e di conseguenza la riva del mare...".L'arrivo delle moderne tecnologie di estrazione dell'acqua ha accresciuto il ruolo dello Stato nella gestione delle risorse idriche. Soppiantando i metodi di autogestione, queste tecnologie hanno inflitto un duro colpo alle strutture democratiche per la gestione delle risorse idriche, che giocano un ruolo sempre meno importante nella conservazione. La globalizzazione e la privatizzazione delle risorse idriche stanno erodendo i diritti della popolazione e la proprietà collettiva si sta trasformando in proprietà delle grandi aziende. Le comunità di persone reali, con bisogni reali, vengono messe da parte nella corsa alla privatizzazione.La spinta a privatizzare le risorse idriche comuni nasce da quella che io chiamo "l'economia del cowboy": se arrivi per primo in un posto hai il diritto assoluto di stuprare, saccheggiare, inquinare. Non hai nessun dovere verso i tuoi vicini, verso quelli che sono venuti prima di te, verso gli abitanti del luogo o quelli che sono venuti dopo di te. È interessante osservare che gli attuali tentativi di privatizzazione e queste leggi da far west sulle risorse idriche sono visti come un modello dal Cato Institute, un istituto di ricerca della destra americana: "Dalla frontiera occidentale, in particolare dai giacimenti minerari, sono nate la dottrina dell'appropriazione preventiva e le basi della commercializzazione dell'acqua. Questo sistema ha offerto gli ingredienti fondamentali per un mercato efficiente dell'acqua, dove i diritti di proprietà sono ben definiti, rispettati e trasferibili". (T. Anderson e P. Snyder).La tendenza attuale a estendere l'economia del cowboy a livello globale è la ricetta ideale per distruggere le scarse risorse idriche mondiali e per escludere i poveri dal diritto all'acqua. Dal momento che l'acqua cade sulla terra in modo disomogeneo, dal momento che ogni essere vivente ha bisogno dell'acqua, la gestione decentralizzata e la proprietà democratica sono gli unici sistemi efficienti, sostenibili ed equi per il sostentamento di tutti.Un elemento fondamentale della filosofia indiana, essenziale per la giustizia sociale, è l'uso accorto e morigerato delle risorse. Secondo un antico testo indiano, le Ishopanishad: "Un uomo egoista nell'usare le risorse della natura per soddisfare i propri bisogni crescenti non è nient'altro che un ladro, perché usare le risorse al di là del proprio bisogno vuol dire usare risorse a cui altri hanno diritto". E come disse con straordinaria concisione il Mahatma Gandhi: "La terra offre abbastanza per i bisogni di ciascuno, ma non per l'avidità di ciascuno".Oltre lo Stato e oltre il mercato c'è la forza della partecipazione collettiva. Oltre le burocrazie e oltre il potere delle aziende c'è la promessa della democrazia idrica.
Fonte tratta dal sito .

martedì 24 agosto 2010

Quasi tutti i nuovi farmaci sono inefficaci e altamente tossici


La stragrande maggioranza dei nuovi farmaci, l'85%, ha una scarsa efficacia a fronte di rischi di gravi danni a causa della loro tossicità o dell'uso improprio.
È l'allarme lanciato da uno studio Usa condotto presso l'Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey e presentato ieri al meeting annuale della American Sociological Association di Atlanta, in Georgia. L'autore della ricerca, Donald Light, professore di Medicina comparativa, lancia un durissimo 'j'accuse' all'industria del farmaco: “A volte - ha detto al quotidiano 'Independent' - le aziende farmaceutiche nascondono o minimizzano informazioni sui gravi effetti collaterali dei nuovi farmaci e sovrastimano i benefici dei farmaci stessi”.
Inoltre, attacca l'esperto, “spendono il doppio o addirittura il triplo in marketing rispetto alla ricerca, per convincere i medici a prescrivere questi nuovi farmaci. In questo modo i medici ricevono informazioni fuorvianti e non informano i pazienti sui rischi di un nuovo farmaco”.
Lo studio comprende dati di studi indipendenti che indicano che l'85 per cento dei nuovi farmaci forniscono pochi, se non nulli, ulteriori vantaggi. Light accusa esplicitamente le aziende di “bombardare le persone di farmaci che sono stati sottoposti a pochi, incompleti e parziali test clinici”.
I dati parlano chiaro: uno studio su 111 domande di approvazione ha riscontrato che nel 42 per cento dei casi mancavano dei dati estratti da studi randomizzati in modo adeguato, il 40 per cento erano supportati da un errato dosaggio e il 49% sollevava preoccupazioni circa gravi effetti collaterali.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 23 agosto 2010

GEOINGEGNERIA ATMOSFERICA: MANIPOLAZIONI CLIMATICHE,SCIE DI CONDENSAZIONE E SCIE CHIMICHE


Durante un simposio internazionale, che si è tenuto dal 28 al 29 maggio 2010 a Gand, in Belgio, gli scienziati hanno affermato che “la manipolazione del clima tramite la trasformazione dei cirri non è né un falso allarme, né una teoria cospirazionista”. Si tratta di un problema reale, che persiste da circa sessanta anni. Malgrado le modifiche ambientali ‘ostili’ siano state bandite dalla Convenzione delle Nazioni Unite nel 1978, oggi il loro impiego ‘benigno’ viene accolto con entusiasmo, perché considerato una fonte di salvezza contro i cambiamenti climatici e la scarsità di acqua e cibo. Il complesso militare-industriale potrebbe trarre beneficio dal controllo del clima.Secondo quanto affermato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale nel 2007, “negli ultimi anni è calato il supporto alle ricerche sulle modifiche climatiche, e si è manifestata la tendenza a agire in maniera diretta, attraverso progetti concreti”. L’unico complotto riguardante la geoingegneria è che gran parte dei governi e delle industrie si rifiutano di ammettere pubblicamente ciò che è evidente a tutti. La valutazione della ricerca può essere fatta da chiunque ne abbia interesse e sia in grado di destreggiarsi nei meandri delle riviste scientifiche. Quindi, mentre da un lato si inizia a parlare maggiormente del tema, dall’altro si sente la mancanza di chiarezza pubblica. In fondo, viene presentata una breve lista di episodi di cloud seeding (inseminazione delle nuvole), a partire dal 1915.[Nel 1915, il ‘fabbricante di pioggia’ Charles Hatfield, cercando di provocare un temporale, distrusse gran parte della città di San Diego.]

Nominate in modi diversi (geoingegneria atmosferica, manipolazioni climatiche, gestione della radiazione solare, cuscinetti chimici, inseminazione delle nuvole, moltiplicazione della forza climatica), le irrorazioni aeree tossiche sono normalmente note come scie di condensazione. Si tratta di una delle diverse tecniche di modifica climatica, pratica largamente diffusa e generosamente finanziataIl simposio è stato ospitato dal gruppo Belfort, che negli ultimi sette anni ha lavorato per accrescere la consapevolezza sulle irrorazioni aeree tossiche, e ha visto la partecipazione di gruppi di sensibilizzazione sulle scie di condensazione provenienti da Grecia, Germania, Olanda, Francia e Stati Uniti. Il 29 maggio, il gruppo Belfort ha pubblicato cinque video [1], e nello stesso giorno il regista Michael Murphy (“Environmental Deception and What in the world are they spraying”) [2] e l’ingegnere aerospaziale Coen Vermeeren [3] hanno fatto la presentazione più drammatica.Il Dott. Vermeeren, della University of Technology di Delft [4], ha presentato una relazione scientifica di 300 pagine intitolata “CASE ORANGE: Contrail Science, Its Impact on Climate and Weather Manipulation Programs Conducted by the United States and Its Allies” [“Caso Orange: la scienza delle scie di condensazione, l’ impatto sul clima e programmi di manipolazione climatica degli Stati Uniti e dei loro alleati”, ndt] [5].La relazione, preparata per il gruppo Belfort da un gruppo di scienziati, è stata presentata in maniera anonima. È stata inviata alle ambasciate, alle agenzie stampa e ai gruppi di interesse di tutto il mondo, affinché si stimolasse il dibattito pubblico.Nel documento si parla dell'HAARP, ovvero “High Frequency Active Auroral Research Program” [“Programma di ricerca sulle radiazioni aurorali attive ad alta frequenza”, ndt] [6], un impianto militare per la ricerca sulla manipolazione ionosferica, elettromagnetica, sui campi elettrostatici e su altri sistemi in grado di modificare l'ambiente.Per ragioni di tempistica, le conseguenze che l'inseminazione delle nuvole avranno sull'ambiente e sulla nostra salute non vengono considerate. Il rapporto Case Orange, invece, ne parla, come anche gran parte degli oratori al simposio di Belfort. Delle ricerche poco approfondite rivelano che è in corso un dibattito tra i ricercatori per quanto riguarda la tossicità delle scie chimiche, ma non si sa se si tratta di un rapporto 50-50 o 99-1.

L'articolo segue a questo link.

domenica 22 agosto 2010

Barriere coralline

sabato 21 agosto 2010

La bancarotta della Terra

giovedì 19 agosto 2010

HIV causa L'AIDS? La Tesi di laurea di un medico italiano



mercoledì 18 agosto 2010

Il signoraggio bancario è una realtà. Ecco le prove


ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00932
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16 Seduta di annuncio: 48 del 05/08/2008
Firmatari
Primo firmatario: MECACCI MATTEO Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO Data firma: 05/08/2008
Destinatari
Ministero destinatario: * MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 05/08/2008
Stato iter: CONCLUSO il 05/07/2010
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 05/07/2010:
COSENTINO NICOLA SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE
Fasi iter:
SOLLECITO IL 05/03/2009 SOLLECITO IL 03/04/2009 SOLLECITO IL 29/04/2009 SOLLECITO IL 09/07/2009 SOLLECITO IL 08/10/2009 SOLLECITO IL 08/02/2010 SOLLECITO IL 03/03/2010 SOLLECITO IL 23/03/2010 SOLLECITO IL 12/04/2010 RISPOSTA PUBBLICATA IL 05/07/2010 CONCLUSO IL 05/07/2010
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-00932 presentata da MATTEO MECACCI martedì 5 agosto 2008, seduta n.048
MECACCI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
nell'autunno del 2002 il ministro interrogato propose di sostituire le monete da uno e due euro con banconote dello stesso taglio, per combattere l'inflazione o, più precisamente, per attribuire il corretto valore di scambio alle monete in questione;
la risposta dell'ex governatore della BCE (Banca Centrale Europea) Duisenberg arrivò, pubblicamente, in ottobre, riportata da numerose testate giornalistiche, del seguente tenore: «Ne abbiamo parlato e in linea di principio non abbiamo nulla in contrario. Mi auguro che il Ministro Tremonti sia consapevole che così perderebbe i proventi del diritto di signoraggio sulle monete»;
sono trascorsi quasi sei anni dalla proposta del ministro interrogato ma, nel frattempo, numerosi quesiti sulle procedure relative alla emissione della moneta hanno fortemente interessato numerosissimi utenti della rete internet, ed anche quest'Aula parlamentare, senza che la questione abbia trovato analoga attenzione sui media di massa;
l'ex Governatore della BCE, Duisenberg, si riferì esplicitamente alla perdita dei diritti di signoraggio;
storicamente, questi diritti, sono stati iscritti nei bilanci della Banca d'Italia prima della volontaria devoluzione della prerogativa sovrana alla BCE;
in seguito alla sottoscrizione del trattato di Maastricht, attualmente essi sono riportati sotto la voce «proventi da signoraggio» del bilancio della BCE;
dalla lettura dei suddetti bilanci si deduce che i diritti di signoraggio rappresentano gli interessi sui titoli del debito pubblico che ogni anno la BCE riscuote, poiché gli stessi sono detenuti nel suo patrimonio;
buona parte di questi interessi tornano alle Banche centrali dei Paesi dell'Unione Europea che detengono quote proprietarie della BCE stessa -:
se al ministro risulti - poiché il diritto di signoraggio relativo all'emissione di monete metalliche è distinto da quello relativo all'emissione di cartamoneta a causa della inesistenza di un nesso tra l'emissione di moneta e l'interesse proveniente dal possesso di titoli del debito pubblico, essendo le monete in proprietà del Ministero dell'economia e delle finanze e non utilizzate per acquistare alcun titolo del debito pubblico - a quale particolare genere di signoraggio l'ex Governatore della BCE, Duisenberg, si riferisse;
se al ministro risulti se il Governatore si riferisse, specificatamente, al signoraggio sull'intero valore nominale delle monete, dedotti i costi di produzione;
a chi si trasferirebbero i diritti di signoraggio, in seguito alla eventuale ed ipotizzata trasformazione delle monete da uno e due euro in banconote dello stesso valore nominale;
se, poiché il signoraggio sulle monete metalliche prodotte dallo Stato è attribuito allo Stato emittente, il signoraggio sulle banconote prodotte dalla BCE sia attribuito alla stessa BCE;
se esistano atti o fatti giuridici che trasferiscano il diritto di signoraggio, astrattamente inseribile nel bilancio dello Stato come utile, concorrendo alla diminuzione del debito pubblico, ad altri soggetti giuridici.(4-00932)
Atto Camera
Risposta scritta pubblicata lunedì 5 luglio 2010 nell'allegato B della seduta n. 347 All'Interrogazione 4-00932 presentata da MATTEO MECACCI
Risposta. - Si risponde all'interrogazione in esame, con la quale vengono posti quesiti in ordine al diritto di signoraggio sulle monete metalliche.
Al riguardo, sentita la segreteria del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, si fa presente che, ai sensi dell'articolo 106, comma 1, del Trattato CE e dell'articolo 16 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (Sebc), il consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità da parte della Bce e delle Banche centrali nazionali (Bcn).
Con decisione ECB/2001/15, il Consiglio direttivo, dando concreta attuazione a tali disposizioni, ha stabilito un preciso schema di ripartizione delle banconote in euro emesse dall'Eurosistema in base al quale alla Bce è attribuita, in via convenzionale, una quota fissa dell'8 per cento della circolazione, mentre il restante 92 per cento viene ripartito fra le Bcn, in proporzione alle rispettive quote di partecipazione al capitale della Bce (capital key).
In contropartita della quota di circolazione ad essa assegnata, la Banca centrale europea iscrive nel proprio bilancio un credito di pari importo verso le Banche centrali nazionali, remunerato al tasso marginale delle operazioni di rifinanziamento principale. Tale remunerazione costituisce il reddito da signoraggio della Bce; quest'ultimo (decisione ECB/2005/11) è ridistribuito alle Bcn in proporzione al rispettivo capital key, a meno che il Consiglio direttivo decida di trattenere il relativo ammontare (in tutto o in parte) a causa di:
a) una perdita d'esercizio della Banca centrale europea o un utile netto inferiore all'importo del signoraggio;
b) una assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso di interesse e di prezzo sull'oro.
Il reddito da signoraggio percepito dalle Banche centrali nazionali sul restante 92 per cento delle banconote in circolazione contribuisce alla formazione del reddito monetario, disciplinato dall'articolo 32 dello statuto del Sebc che prevede, ai fini della relativa ripartizione tra le Bcn, un processo di accentramento e successiva redistribuzione in base al capital key. In coerenza con gli indirizzi contenuti nell'articolo 32, la Bce ha adottato la decisione ECB/2001/16 (successivamente modificata dalle decisioni ECB/2003/22, ECB/2006/7 e ECB/2007/15), con la quale ha definito in dettaglio la metodologia per il calcolo e la redistribuzione del reddito monetario.
Con specifico riferimento ai quesiti sulle monete metalliche, si precisa che l'articolo 106, comma 2, del Trattato CE, attribuisce agli Stati membri, previa autorizzazione da parte della Bce, il potere di coniare monete; conseguentemente i benefici economici derivanti da tale funzione restano diretto appannaggio degli Stati stessi.
Pertanto, nell'eventuale ipotesi di sostituzione delle monete da uno e due euro, le nuove banconote di pari taglio entrerebbero a far parte della circolazione e sarebbero oggetto del citato meccanismo di redistribuzione tra la Bce e le Bcn. Di conseguenza i relativi benefici economici, in termini di signoraggio, passerebbero dagli Stati membri all'Eurosistema.
Il Sottosegretario di Stato per l'economia e per le finanze: Nicola Cosentino.
Classificazione EUROVOC: CONCETTUALE:
Banca centrale europea, emissione di valori, emissione monetaria, euro, Istituto monetario europeo, moneta.
Fonte tratta dal sito .

martedì 17 agosto 2010

Gli Ogm fuori controllo negli Usa

Un cereale geneticamente modificato si è diffuso al di fuori dei campi coltivati e sta prosperando spontaneamente per la prima volta negli Stati Uniti. Si tratta della canola (una varietà di colza) transgenica che sta crescendo liberamente nel Nord Dakota: l’allarme è stato lanciato dai ricercatori alla conferenza dell’Ecological Society of America a Pittsburgh in Pennsylvania ai primi di agosto.
Gli scienziati affermano anche che questa diffusione è dovuta alla mancanza di controlli e monitoraggi adeguati sulle coltivazioni Ogm negli Stati Uniti. Gli agricoltori hanno aumentato l’utilizzo di cereali Ogm già a partire degli anni ’90. Negli ultimi anni, circa metà dei cereali transgenici di tutto il mondo è stato coltivato su terreno americano. Il Brasile, secondo della lista, copre il 16%. Ora gli Ogm hanno superato tutti i confini dei campi coltivati e si teme che quanto constatato negli Usa stia succedendo anche in Canada, in Inghilterra e in Giappone. “ La dimensione di questa diffusione è spontanea non ha precedenti – ha detto Cynthia Sagers dell’università dell’Arkansas di Fayetteville, che ha lasciato il team di ricerca sulla canola. Sono state trovate due varietà di canola trasngenica cresciuta spontaneamente: una modificata per resistere all’erbicida della Monsanto, Roundup (glifosato), e una resistente all’erbicida Liberty, della Bayer. La cosa più grave e allarmante è che tali varietà Ogm non sono state trovate solo vicino ai campi coltivati, ma dovunque, vicino alle strade, vicino ai distributori di carburante, ai supermercati, spesso a chilometri di distanza dalle coltivazioni.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 16 agosto 2010

113 basi Usa e 90 bombe atomi costano al contribuente italiano Mezzo miliardo di dollari all’anno

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, durante il suo intervento alla conferenza per la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare in corso al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York, ha chiesto lo smantellamento delle armi nucleari americane in Europa e in particolare in Italia. Dal momento che “l’utilizzo di armi nucleari da parte degli Usa ha scatenato una corsa al nucleare”, gli Stati Uniti “usano la minaccia nucleare contro altri Paesi, compreso l’Iran”.
Una richiesta che “mette il dito nella piaga” costituita dalla paradossale situazione esistente ancora oggi, a oltre 60 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, in stati come Italia, Germania e Giappone, deprivati della propria sovranità e ridotti al ruolo di colonie degli Stati Uniti. Colonie deputate a ospitare basi militari di varia natura ed armamenti di ogni tipo fra cui una considerevole quantità di testate nucleari.
Basti pensare che gli Usa mantengono nel mondo circa 850 basi, 500 delle quali in Europa e 113 in Italia, escludendo quelle segrete di cui non è nota l’ubicazione. Proprio in Europa sono allocate 480 bombe nucleari, di cui 90 sul suolo italiano. L’Italia versa ogni anno nelle casse statunitensi una cifra nell’ordine del mezzo miliardo di dollari, per coprire il 41% dei costi delle basi Usa e delle truppe americane presenti nel nostro paese.
Posti di fronte alla richiesta di Ahmadinejad e incapaci di produrre una qualsiasi riflessione di un qualche spessore, i componenti della delegazione italiana e delle altre delegazioni europee hanno scelto la via della fuga (che sempre si confà ai pavidi e agli impostori) abbandonando l’aula in segno di protesta.
Protesta per cosa? Solamente per qualcuno che ha avuto il coraggio di dire la verità, quella verità che da 65 anni una classe politica servile al proprio padrone a stelle e strisce continua a sottacere a tutti gli italiani.
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domenica 15 agosto 2010

Internet sarà sempre più un mezzo di controllo


...Ricordate quando scrissi che Obama avrebbe avuto il potere di spegnere internet?
Ora arriva un’altra notizia, molto inquietante. Mentre noi italiani ci interroghiamo sul decreto intercettazioni, Obama pare intenzionato a dare all’Fbi il potere di intercettare Email e siti visitati di qualunque utente senza dover chiedere il permesso del giudice. Ufficialmente la norma riguarda sospetti terroristi, ma, giustamente, molte associazioni civili temono che questo potere venga usato indiscriminatamente, al punto che persino il New York Times ha criticato Obama, accusandolo di comportarsi come Bush.
E non è tutto. L’altro giorno il Wall Street Journal ha pubblicato un’inchiesta molto interessante e altrettanto inquietante, sulle società che, partendo da un semplice clic da un sul web società in grado di dire preferenze, gusti, residenza e stato sociale della persona di fronte al monitor. Come rileva Luca Salvioli, “l’anonimato su Internet è soltanto nel nome“.
Come funziona? Semplice. Poniamo che la compagnia X stipuli un contratto con una di queste società (il Wall Street Journal cita la Capital One), ogni volta che un utente va sul sito della compagnia x, Capital One “fa una scansione immediata delle informazioni che passano dal computer alla pagine web: migliaia di righe di codice contenenti informazioni personali. Per alcuni clienti, non Capital One, è in grado di dire anche la storia di navigazione dell’utente“.
Spaventati? Io sì. Sebbene sia un fan della Rete, inizio a temere che Internet, da foro della libertà si stia trasformando in un Grande Fratello. Nell’indifferenza di tutti o quasi.

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sabato 14 agosto 2010

ALTERNATIVE AI DETERSIVI i rimedi della nonna

venerdì 13 agosto 2010

La misteriosa Piramide di Astana


Non parliamo qui di nuove scoperte archeologiche ma torniamo sulla modernissima Piramide di Astana perché è il monumento moderno più “sfacciato” che ci sia.
Esso infatti, oltre che essere costituito da un involucro piramidale, simbolo accettato di conoscenze misteriche ed esoteriche, indica grazie alla sua nitida distribuzione interna, la linea guida per la città futura e la società degli uomini che la abiteranno. Alla base della Piramide infatti (il progetto è dell’Architetto inglese Sir Norman Foster) è presente una sala per rappresentazioni teatrali e concerti.
Il significato di questa sala è che alle masse popolari viene elargita una rappresentazione della realtà, uno scenario ricco di luoghi e simboli entro il quale poter vivere la propria vita spirituale e non, organizzato in tal modo che tutti gli aspetti della vita di una persona considerata “normale” possano essere rappresentati e quindi gestiti con particolare riferimento al mondo emozionale. Gestendo questa Architettura simbolicamente, e realmente come in questo caso, il potere assoluto si appropria della sfera intima dei suoi sottoposti che in cambio, ricevono un “luogo” in apparenza comodo ed esaustivo in cui pascere, vivere e morire.

Il gioco del calcio nella società contemporanea ad esempio (e qui ci attireremo le antipatie di molti) è un valido strumento di dirottamento dell’animosità popolare dalle piazze e da motivazioni quantomeno accettabili (come forse avveniva negli anni settanta) a teatrini di violenza e fenomeni di machismo collettivo del tutto pilotati quanto sterili ed in più confinati in luoghi predisposti e controllati. Vediamo stati in fallimento che non rinunciano però alla costruzione di enormi stadi costosissimi pur di effettuare questo controllo diretto della popolazione.
All’ingresso degli stadi, così come nei foyer dei teatri, un senso di estraneamento ed irrealtà ci assale, che sia questa la premessa per una buona programmazione mentale?
Nel piramidone di Astana (parola dal facile anagramma! Non abbiamo trovato infatti nessuna spiegazione sulla formazione del nome “astana” e quindi la consideriamo di etimologia quanto meno incerta) al secondo livello c’è la sala delle religioni.
Gli esponenti di tutte le religioni possono incontrarsi attorno ad un tavolone rotondo, proprio sopra i loro fedeli.
Che cosa si devono comunicare le religioni diverse così tanto frequentemente? A che scopo è stato costruito questo spazio?

A noi sembra del tutto inutile a meno che il suo scopo ultimo ed occulto non sia altro…e preferiamo lasciarlo alla fantasia dei lettori. All’ultimo entusiasmante (si fa per dire) livello c’è il tavolino degli eletti. Sotto il sole accecante di un enorme lucernario (ogni religione vuole i suoi sacrifici!) i veri pa-droni del luogo si incontrano sotto i potenti raggi del loro dio sole e qui lo scopo dei loro incontri è più comprensibile: al di fuori di ogni protocollo, decidono le sorti di questo bel mondo artificiale. Il tutto è confezionato con abbondanza di simboli e aggeggi vari in cui predomina il cattivo gusto: l’impressione generale infatti che colpisce l’osservatore è quella di un insieme ridondante e seguace di una estetica tanto confusa e cristallizzata quanto poco piacevole e superata.
Costruita nelle steppe euro-asiatiche dalle condizioni climatiche impossibili, (si va dai -40° ai +40°!) Astana è la concreta presenza nel mondo di una governance occulta che decide così di palesarsi…ma forse, era meglio se rimaneva nascosta! Abbiamo bisogno di queste rappresentazioni? Che cosa indicano in verità? Indicano che il mondo con cui interagiamo è un insieme di accadimenti pilotati dall’alto dei quali è inutile cercare di coglierne il significato perché così facendo potremmo fare il loro gioco.
Cerchiamo di ignorare tanto nefasto scintillio ed occupiamoci del nostro mondo interiore, prima che invadano anche quello (se non è già accaduto...). Ai cittadini di Astana, va il nostro appoggio ma non cadiamo nell’errore di considerarci immuni da tale processo di piramidizzazione del mondo: ogni luogo vede la crescita di tali manufatti sia fisici che “legali” o programmatici. Nessuno si senta escluso così come nessuno si senta solo ma l’opera di estraneamento degli animi non durerà per chi è arrivato a comprenderla.

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giovedì 12 agosto 2010

VIDEO: Jane Bürgermeister: APPELLO PRIMA DEL PROCESSO

mercoledì 11 agosto 2010

Anche in Italia nasce una postazione H.A.A.R.P.


Tenta di superare il lungo empasse il movimento di cittadini e associazioni che si battono contro l’installazione a Niscemi (Caltanissetta) del terminale terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS delle forze armate USA.

Sabato 12 giugno, alle ore 18, il Comitato NO MUOS di Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, ha indetto il convegno regionale dal titolo “Il MUOS e le onde elettromagnetiche: convivenza pacifica o conflitto” a cui sono state invitate le forze politiche, sociali e le istituzioni impegnate contro quello che è stato definito a ragione “l’EcoMuostro di Niscemi”. All’evento che vede il patrocinio del Comune di Niscemi, interverranno, tra gli altri, l’avvocato Giovanni Di Martino (sindaco di Niscemi), il dottor Massimo Corraddu (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esperto sugli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche), il professore Rosario Mascara (Comitato delle Associazioni Ambientaliste).
Il terminale di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema MUOS consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono infatti le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorgerà all’interno della Riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia.

I tecnici chiamati dal Comune di Niscemi ad analizzare lo studio per la valutazione d’incidenza ambientale presentata nel 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dell’installazione del MUOS hanno evidenziato un impressionante numero di lacune ed omissioni del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle più importanti riserve ecologiche siciliane. Per tutto questo, qualche mese fa l’amministrazione comunale ha disposto l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione ambientale rilasciata nel settembre 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde e, congiuntamente ad altri enti locali, ha richiesto alla Regione Siciliana di porre il veto al MUOS in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. La risposta del presidente Raffaele Lombardo non si è fatta attendere. Dopo aver inviato a destra e manca comunicati di fuoco contro il programma satellitare, Lombardo si è fatto convincere dal ministro La Russa e dai generali del Pentagono sull’assoluta innocuità degli impianti MUOS. Successivamente ha avviato il pressing su sindaci e presidenti provinciali invocandone la conversione e il sostegno al megaprogetto militare a cui il Pentagono ha destinato 43 milioni di dollari (13 per la predisposizione dell’area riservata alla stazione terrestre e 30 per gli shelter e le attrezzature tecnologiche del sistema satellitare). Il governatore della Sicilia ha pure offerto contropartite e compensazioni per rendere più “digeribili” le microonde del MUOS: la possibile rimozione a medio termine delle 41 antenne già esistenti nella base dell’US Navy di Niscemi, utilizzate per le telecomunicazioni con i sottomarini nucleari; interventi finanziari per «valorizzare il richiamo del patrimonio naturalistico locale»; l’attivazione all’interno dell’ospedale Basarocco di Niscemi di un “centro di monitoraggio permanente” sui rischi alla salute delle emissioni elettromagnetiche. Sino ad oggi la monetizzazione del rischio ambientale e militare è stata fermamente respinta dalle amministrazioni e dai cittadini. Ma le lobby pro-MUOS non demordono e promettono dure offensive contro i recalcitranti oppositori.

Un grande aiuto all’implementazione del programma militare potrebbe arrivare dal Decreto di riperimetrazione della Riserva “Sughereta”, approvato il 30 dicembre 2009 dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, che ha ridotto sia la superficie della riserva, che l’estensione delle aree classificate “zona A”, quelle cioè dove è vietato realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete, ecc.. Con la nuova classificazione il territorio protetto è stato profondamente e pericolosamente frammentato.
Contro il decreto che vede la firma del Dirigente generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi (avvocata di origini niscemesi), è stato presentato ricorso al TAR dal Comune di Niscemi, che si è visto stravolgere la regolamentazione di 32 particelle di terreno, tutte censite come bosco comunale. Nello specifico, 24 particelle, precedentemente ricadenti nella “zona A”, adesso si trovano completamente fuori dal perimetro della riserva, mentre altre 8 particelle, per una superficie complessiva di 28 ettari, sono state declassate dalla “zona A” alla “zona B” di pre-riserva. Va tuttavia rilevato che la riperimetrazione dell’area protetta era stata richiesta dallo stesso Comune, fattosi portatore delle istanze di alcuni proprietari di terreni all’interno della riserva, i quali lamentavano «un’eccessiva penalizzazione dei vincoli che impediscono l’incremento delle colture». Una scelta fortemente censurata da molti “No MUOS”, sia perché sul tema non risultano essere stati mai informati e/o consultati tecnici ed esperti in gestione ambientale né le organizzazioni ambientaliste locali e regionali; sia per l’inopportunità dei tempi prescelti per promuovere l’iter per ridisegnare il perimetro della riserva, data la spada di Damocle rappresentata dai paventati lavori di realizzazione delle infrastrutture MUOS.
Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella presenterà le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma MUOS e le cosiddette “guerre climatiche ed ambientali”. «Crediamo che sino ad oggi non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il MUOS e il cosiddetto “HAARP - High Frequency Active Auroral Research Program”, il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che dal 1994 l’US Air Force e la US Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo», affermano i rappresentanti della Campagna. «In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in “banda bassa” (da 2,8 a 7 MegaHerz) e “banda alta” (da 7 fino 10 MegaHerz), cioè lo stesso range delle frequenze del MUOS. Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che con il programma HAARP, gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza».

Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne HAARP possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricità che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo è possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici. Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, «è forte il sospetto che il sistema di antenne del MUOS possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema HAARP dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso l’uso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche è responsabile di alcuni disastri recenti. Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccità, uragani, inondazioni, ecc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera».

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martedì 10 agosto 2010

BEPPE GRILLO SPIEGA COME FANNO LE PATATINE PAI

lunedì 9 agosto 2010

Menphis75 - Chiudere il conto

domenica 8 agosto 2010

Un tunnel inesplorato sotto il Tempio di Quetzalcoatl


Il Tempio di Quetzalcoatl, noto anche come la Piramide del Serpente con le piume .
12 metri sotto il Tempio di Quetzalcoatl (Teotihuacan, Messico), gli archeologi hanno scoperto un antico tunnel che porta a un sistema di gallerie.
La speranza è che queste gallerie siano le tombe dei sovrani di Teotihuacan. “A lungo gli archeologi locali e stranieri hanno cercato di localizzare le tombe dei sovrani dell’antica città, ma la ricerca è stata infruttuosa”, dice il direttore del progetto Sergio Chaves Gomez. “Ecco perchè ogni giorno aumentano le nostre speranze, in quanto ci sono molte possibilità che essi si trovino all’interno di una grande tomba”.Al tunnel vi si accede tramite un condotto verticale largo quasi 5 x 5 metri e profondo 14. Al termine di questo si entra in un corridoio orizzontale lungo circa 100 metri che si estende verso il tempio e porta a una serie di gallerie tagliate nella roccia – forse, delle tombe.Attualmente mancano ancora due metri da scavare prima di raggiungere il pavimento del tunnel. L’ingresso in quel corridoio potrebbe avvenire fra due mesi, quando il condotto verticale sarà completamente scavato.Inoltre, finora sono quasi 60000 i frammenti di manufatti ad essere stati recuperati.Per la verità, l’esistenza del tunnel era già stata intuita nel 2003 da Sergio Gomez e Julie Gazzola, ma ci sono voluti anni per pianificare l’esplorazione e raccogliere i fondi, prima che lo scorso anno potessero cominciare finalmente i lavori.Nel frattempo, i rilevamenti col georadar e coi laser a scansione (o laser scanner) avevano generato immagini 3D che delineavano la lunghezza del tunnel e anche la presenza delle camere tagliate nella roccia.Non si sa quando e perchè il tunnel sia stato chiuso, tuttavia “diverse indicazioni suggeriscono che l’accesso al passaggio sotterraneo venne chiuso tra il 200 e il 250 d.C., probabilmente dopo avervi depositato qualcosa dentro”, dice Gomez.La città di Teotihuacan si estendeva per oltre 83 km² e al suo apice, verso l’inizio del 1′ millennio d.C., ospitava quasi 250000 persone. Contiene anche alcune delle più grandi piramidi pre-colombiane del Nuovo Mondo.
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sabato 7 agosto 2010

Dopo 30 anni spunta il filmato a colori di Hiroshima dopo la bomba atomica


Il Pentagono ha deciso di rendere pubblico il filmato della città di Hiroshima dopo lo scoppio della bomba atomica del 6 agosto del 1945 nel corso della seconda guerra mondiale.
migliaia di persone spazzate via per il volere di un gruppo di criminali guerrafondai assetati di sangue.
Oggi le cose sono cambiate?
Non sono per nulla mutate! Gli Stati Uniti, con la complicità di altre nazioni, hanno solo mutato le modalità di genocidio. Si stanno ancora divertendo ad ammazzare migliaia di persone per mezzo della guerra climatica, delle scie chimiche e altre lugubri manipolazioni.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
C'è però un problema che questi signori stanno sottovalutando. Gli Stati Uniti e le nazioni complici devono sapere che ogni cosa nell'Universo ha un inizio e una fine.
Anche la loro esistenza avrà una fine: verranno cancellati in pochi secondi! Come le vite di Hiroshima. I tempi sono vicinissimi a questo...




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martedì 3 agosto 2010

Rifiuti: il "porta a porta" tutela la salute

L'oncologa Patrizia Gentilini, membro dell'associazione Medici per l'Ambiente, ha scritto una lettera dove si spiegano i benefici della raccolta dei rifiuti "porta a porta", metodo avviato anche nella città dove risiede, Forlì.
Gentile Direttore (la lettere è stata pubblicata sul quotidiano Il Resto del Carlino, nda),
vedo che sono frequentemente pubblicate lettere che esprimono riserve e timori circa la raccolta porta a porta dei rifiuti, specie per quanto attiene un eventale aumento delle tariffe. Per una volta, come medico talvolta definito "allarmista", mi sia consentito di intervenire per portare viceversa buone notizie, rassicurare tutti e far dormire sonni tranquilli ai nostri concittadini. Con tutta l'esperienza che ho maturato in questi anni posso davvero affermare, senza timore di smentite, che se c'è una cosa di cui non ci si deve preoccupare è proprio la raccolta domiciliare.
Anzi, vorrei avere una "finestrina cardiaca" attraverso cui tutti potessero sbirciare e vedere quanta gioia ci sia nel mio cuore da quando ho saputo che anche nella nostra città si adotterà la raccolta "porta a porta".
Eh sì, cari concittadini, se vogliamo guarire dalla "malattia rifiuti", il primo passo è proprio questo: iniziare con una buona differenziazione dei rifiuti alla fonte! Se posso fare un paragone sarebbe come essere a letto con la febbre e tenere la finestra spalancata: per quanti antibiotici prendiamo il freddo che entra non ci permette di guarire e così, perifrasando, fare la raccolta domiciliare è come chiudere la finestra, il primo passo verso la guarigione dalla "malattia rifiuti"!
Perche sono tanta fiduciosa? Semplice, perchè la raccolta domiciliare non è una "balzana" idea del nostro Sindaco, ma quanto praticato già da anni da milioni di cittadini nel nostro Paese e che ha dimostrato di comportare i maggiori vantaggi sia in termine di riduzione di rifiuti (mediamente -20%), aumento della raccolta differenziata (fino al 70-80%) e, soprattutto, a regime, diminuzione delle tariffe (-15%). Ricordo che già nel 2006 una ricerca su oltre 13 milioni di cittadini fatta dall'Ecoistituto di Faenza dimostrava quanto vi sto dicendo.
Già oggi un cittadino che vive in un appartamento di 80 metri quadri in Provincia di Treviso, ove si fa il porta a porta, paga per la Tarsu 90 euro l'anno rispetto ai 120 euro circa che si pagano da noi, vi pare poco? Questo non succede solo in Veneto, ma anche in provincie del Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Piemonte, Campania.... Ad Ancona, proprio in questi giorni, è in atto in Consiglio Comunale un ripensamento dell'intero ciclo dei rifiuti e si stima una diminuzione del 30% delle tariffe adottando la raccolta domiciliare spinta finalizzata al riciclo totale della materia.
La raccolta domiciliare certamente comporta un cambiamento di abitudini ed un maggior numero di addetti, richiede quindi una adeguata informazione, la collaborazione di tutti ed un aumento degli occupati. Maggiori occupati (cosa non disprezzabile coi tempi che corrono) significa maggiori costi, ma sia chiaro: questi maggiori costi sono ampiamente compensati dai minori costi di smaltimento del residuo, dai minori investimenti e dal maggior guadagno che proviene dalla vendita dei materiali ben differenziati alla fonte ed è qui che vogliamo si vada a parare: la raccolta porta a porta deve essere finalizzata al riciclo e non all'incenerimento!
E non si dica che non esiste mercato per il riciclo in periodo di esaurimento di risorse come l'attuale: il 10 Novembre 2009 Assopannelli ha denunciato la carenza di legno di riciclo per la costruzione di pannelli truciolari, legno che insieme a tante altre nobili materie quali carta e plastiche viene totalmente sprecato nelle voraci fauci degli inceneritori!
Infine, e mi stupisce davvero che mai questo venga messo sul "piatto della bilancia", perchè nessuno affronta il problema dei "costi esternalizzati", ossia i costi in termini di danni alla salute ed all'ambiente che provengono dalle attività industriali/energetiche/produttive, ecc? Questi costi, riconosciuti e valutati (oltretutto parzialmente) dall'UE, variano, per l'incenerimento di una tonnellata di rifiuti da 4.5 a 21 Euro, a seconda dell'efficenza energetica raggiunta dall'impianto.
Allora, se mettiamo sul piatto della bilancia la riduzione del 20% della TARSU che si ottiene col porta a porta, l'assenza di costi esternalizzati, i nuovi posti di lavoro che si creano, da che parte pende la bilancia?
A me pare che penda tutta da una sola parte e che i motivi per dire sì al porta a porta - "senza se e senza ma" - siano indiscutibili.
O forse a qualcuno non interessa farci guarire dalla "malattia rifiuti"?
Patrizia Gentilini
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lunedì 2 agosto 2010

I SUPERMERCATI E LA CRISI DEI GENERI ALIMENTARI MONDIALE


La crisi dei generi alimentari ha lasciato senza cibo milioni di persone nel mondo. Agli 850 milioni di persone che soffrono la fame, la Banca Mondiale ne ha aggiunti altri 100 in seguito alla crisi attuale. Questo “tsunami” della carestia non ha nulla di naturale, al contrario, è il risultato delle politiche neoliberali imposte da decenni dalle istituzioni internazionali. Oggi il problema non è la mancanza di generi alimentari in quantità sufficiente, bensì l’impossibilità di avere accesso a tali generi alimentari per via dei prezzi troppo alti.Questa crisi dei generi alimentari lascia dietro di sé una lunga lista di vincitori e perdenti. Tra i più colpiti troviamo le donne, i bambini, i contadini espulsi dalle loro terre, i poveri d’ambiente urbano…In definitiva, le persone che costituiscono la massa degli oppressi del sistema capitalista. Tra i vincitori troviamo le multinazionali dell’industria agroalimentare che controllano dall’inizio alla fine tutta la catena di produzione, di trasformazione e commercializzazione dei generi alimentari. Quindi, se la crisi alimentare colpisce principalmente i paesi del Sud, le multinazionali assistono a una forte crescita dei loro introiti.
Monopoli
La catena agroalimentare è controllata in ogni sua fase (semenze, fertilizzanti, trasformazione, distribuzione, ecc) dalle multinazionali che accumulano introiti elevati grazie a un modello agro-industriale liberalizzato e senza regole. Un sistema che conta, con il sostegno esplicito delle élite politiche e delle istituzioni internazionali che mettono i profitti di queste imprese al di sopra della soddisfazione dei bisogni alimentari delle persone e del rispetto dell’ambiente. La grande distribuzione si caratterizza per un alto livello di concentrazione capitalista, come in altri settori. In Europa, tra il 1987 e il 2005, la porzione di mercato delle 10 maggiori multinazionali di distribuzione, rappresentava il 45% del totale e si prevede che raggiungerà il 75% nei prossimi 10-15 anni. In paesi come la Svezia, tre catene di supermercati controllano circa il 91% del mercato e in Danimarca, Belgio, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Argentina, un pugno d’imprese domina tra il quarantacinque e il 60% del mercato.Le megafusioni sono all’ordine del giorno in questo settore. In questo modo, le grandi multinazionali installate nei paesi occidentali, assorbono le catene più piccole in tutto il pianeta, assicurandosi un’espansione su scala mondiale, in particolar modo nei paesi del Sud.Questa concentrazione monopolistica permette di garantire un controllo importante di quello che consumiamo, dei loro prezzi, della provenienza e del modo in cui i prodotti sono elaborati, con quali ingredienti ecc. Nel 2006, la seconda maggior impresa mondiale per volume di vendite, è stata Wal-Mart e tra i top 50 mondiali di queste aziende, figura anche Carrefour, Tesco, Kroger, Royal Ahold e Costco. La nostra alimentazione dipende ogni giorno di più dagli interessi di queste grandi catene di vendita al dettaglio e il loro potere si mette in evidenza drammaticamente nelle situazioni di crisi.Di fatto, nell’aprile 2008, di fronte alla crisi alimentare mondiale, le due più grandi catene di supermercati degli Stati Uniti, Sam’s Club (proprietà di Wal-Mart) e Costco, hanno scelto di razionare la vendita di riso nelle loro aziende per gonfiare i prezzi. Da Sam’s Club è stata limitata la vendita di riso a tre varietà (basmati, gelsomino/”jasmin” e grano lungo) come pure la vendita di sacchi di riso da 9 kg a 4 kg per cliente. Da Costco, la vendita di farina e di riso è stata limitata. In Gran Bretagna, Tilda (principale importatore di riso basmati a livello mondiale) ha anch’esso stabilito delle restrizioni di vendita. Con queste misure è stata messa in evidenza la capacità delle grandi catene di distribuzione di influenzare l’acquisto e la vendita di determinati prodotti, di limitare la loro distribuzione al fine di influenzare la formazione dei prezzi. Un fatto che non si era più verificato negli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale quando erano state imposte restrizioni sul petrolio, sulla gomma e sulle lampadine, ma non sui generi alimentari. Cambiamenti di abitudini
Un’altra dinamica che è stata messa in rilievo con la crisi alimentare è stata quella del cambiamento di abitudini all’atto dell’acquisto. Di fronte alla necessità dei clienti di stringere la cintura e di andare nei negozi con i prezzi più bassi, le catene di discount sono state vincenti. In Italia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo e Francia, questi supermercati hanno visto aumentare le vendite dal 9% al 13% nel primo trimestre del 2008, rispetto all’anno precedente. Un altro fattore che indica il cambiamento delle tendenze è l’aumento delle vendite degli elettrodomestici che ammontano, secondo le cifre del primo trimestre del 2008, in Gran Bretagna, al 43,7% del volume totale delle vendite, al 32,8% in Spagna, 31,6% in Germania e in Portogallo e al 30% circa, in Francia. Sono appunto questi elettrodomestici che offrono i maggiori introiti alle grandi catene di distribuzione e che permettono una più vasta fidelizzazione della clientela.Tuttavia, al di là del ruolo che può avere la grande distribuzione in una situazione di crisi (con la restrizione della vendita di certi prodotti, i cambiamenti di abitudini d’acquisto, ecc), questo modello di distribuzione esercita a livello strutturale un controllo stretto che ha un impatto negativo sulle varie figure partecipano alla catena di distribuzione alimentare: contadini, fornitori, consumatori, lavoratori, ecc. Di fatto, l’apparizione dei supermercati, centri commerciali, catene discount, express, ecc, nel corso del XX secolo, ha contribuito alla commercializzazione delle nostre abitudini alimentari e alla sottomissione dell’agricoltura e dell’alimentazione alla logica del capitale e del mercato.
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domenica 1 agosto 2010

Il Botswana nega ai Boscimani il diritto all’acqua


I Boscimani restano a secco. La Corte del Botswana, con la sentenza emessa il 21 luglio scorso, nega agli indigeni il diritto all’acqua: non possono accedere al pozzo presente nelle loro terre né scavarne uno nuovo all’interno della Central Kalahari Game Reserve (Ckgr), una delle regioni più aride del mondo e da sempre la loro casa. Una vera e propria condanna a morire di sete - denuncia Survival International - nell’intento di costringere gli indigeni ad abbandonare le loro terre, sulle quali sono in gioco interessi minerari e turistici.
I Boscimani sopravvivono senz’acqua dal 2002, quando il governo sigillò il pozzo per indurli a lasciare il territorio. Nel 2006 l’Alta Corte ha definito incostituzionali gli sfratti del governo e da allora a centinaia sono ritornati nella riserva. Le istituzioni, però, hanno continuato a proibire la riapertura del pozzo. Ciò ha costretto i nativi ad affrontare “condizioni di vita dure e pericolose”, come le ha definite James Anaya, alto Commissario per i diritti indigeni dell’Onu: per procurarsi l’acqua fresca devono percorrere un cammino di oltre 480 chilometri e, da quando il pozzo è stato chiuso, almeno un membro della comunità è morto per disidratazione. Questo anche perché non è possibile portare acqua dall’esterno a parenti e amici assetati che vivono nella riserva. “Tutto questo mentre viene autorizzata l’apertura di un complesso turistico di lusso della Wilderness Safaris dotato di bar e piscina, e lo scavo di nuovi pozzi per abbeverare gli animali selvatici”, denuncia Survival International: “La Gem Diamonds ha addirittura ottenuto il nullaosta per aprire una miniera di diamanti nella riserva, ma solo a condizione che non sia fornita acqua ai nativi”.
Quello dei Boscimani non è l’unico caso di popoli indigeni che vedono minacciata la propria sopravvivenza a causa degli accordi commerciali tra i governi e le multinazionali straniere. È il caso dei Nama, popolo stanziale della Provincia del Capo in Sud Africa (I diamanti? Sono dei Nama) e anche di alcuni indigeni del Cauca che, come per esempio i Nasa, sono impegnati in una lotta quotidiana per difendere il diritto alla gestione del proprio territorio (Piani di autogoverno per gli indigeni).
I Boscimani sono tornati in tribunale il 9 giugno scorso, decisi a farsi riconoscere la possibilità di ripristinare e utilizzare il pozzo d’acqua della riserva. “L’Alta Corte ha stabilito che abbiamo il diritto di vivere sulla terra dei nostri antenati”, dichiarava Jumanda Gakelebone, un boscimane della Ckgr, all’apertura del nuovo processo:“Certamente questo significa anche che abbiamo il diritto di bere la nostra acqua. È assurdo vedere gli animali e i turisti che visitano le nostre terre bere finché vogliono, mentre noi moriamo di sete”. Ma la sentenza emessa infligge un nuovo duro colpo alla comunità indigena. “Negli ultimi anni, il Botswana è diventato uno dei luoghi più ostili del mondo per i popoli indigeni” ha dichiarato Stephen Corry, direttore generale di Survival, che manda un monito a chi si reca in vacanza in questa zona. “Gli stranieri dovrebbero chiedersi seriamente se possono accettare di sostenere questo regime visitando il paese e acquistando gioielli nei suoi negozi”. (r.p.)

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