giovedì 30 settembre 2010

Il bambino che ha ispirato IL RITORNO DI PINOCCHIO di Silvano Agosti - Salani Editore - 2010

mercoledì 29 settembre 2010

Siamo tutti coinvolti. Lester Brown a Woodstock 5 Stelle

martedì 28 settembre 2010

Il potere delle Big Pharma in EU: dal 1 aprile 2011 diventeranno illegali in EU le erbe per la salute


Nella sintesi e traduzione che seguono, si evidenzia la gravissima decisione europea contro la libertà di cura e le medicine erboristiche tradizionali.
UN PESSIMO PESCE D'APRILE 2011: 1° di aprile 2011 tutte le erbe medicinali praticamente diventeranno illegali nell’Unione Europea.
L’industria farmaceutica e quella agroalimentare hanno quasi completato il loro assalto su tutti gli aspetti della salute: dai cibi che mangiamo al modo col quale decidiamo di “curarci” quando stiamo male.
Nessun dubbio: questo loro arraffare ci deruberà di quel poco di salute che ci era rimasto. La European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD) è stata emanata il 31 marzo 2004 ed ha reso operative delle regole per l’uso dei prodotti erboristici che erano precedentemente commercializzati sul libero mercato.
Tale direttiva richiede che per tutte le preparazioni di erbe si debba passare attraverso le stesse procedure dei farmaci. Non importa se un’erba è stata liberamente utilizzata per millenni. I costi di queste - nuove - procedure sono ampiamente superiori a quelli affrontabili dalla maggior parte dei produttori - esclusa ovviamente le grandi industrie farmaceutica ed agroalimentare. Per avere un’idea, si parla di costi oscillanti fra i 100.000 ed i 150.000 € per erba; se poi si tratta di un composto, ogni erba deve essere trattata separatamente.
Non avrà importanza se un’erba è stata usata con sicurezza ed efficacia per migliaia di anni: dovrà essere trattata come fosse un nuovo farmaco di laboratorio. Ovviamente, le erbe NON sono farmaci di laboratorio, ma preparati ottenuti da fonti biologiche che non sono necessariamente purificate - perché la cosa potrebbe modificarne natura ed efficacia - così come avviene per gli alimenti.
Trattarle come prodotti di sintesi è distorcere la loro natura e la natura delle erbe medicinali. Ma questo ovviamente non fa alcuna differenza dentro le mura dell’Unione Europea controllata da BigPharma (la grande industria farmaceutica) un’Unione che ha inglobato il corporativismo nella sua costituzione.
Il dottor Robert Verkerk della Alliance for Natural Health, International (ANH), così descrive la questione relativa alla richiesta di procedure di tipo farmacologico per preparazioni di erbe:
«Ottenere una classica erba medicinale, se proveniente da una zona tradizionalmente nota per la sua coltivazione di erbe medicinali ma non-europea, dato il - nuovo - protocollo di registrazione europeo diventerà facile come infilare un cubo in un buco tondo. Questo sistema di regole ignora le tradizioni, e quindi non è stato adeguato a tenerne conto. Questi adeguamenti sono invece urgentemente necessari se la regolamentazione non è volta a discriminare le culture non-europee, violando così i diritti umani»
Per capire meglio quel che potrebbe succedere, è opportuno evidenziare che il sistema delle leggi sugli scambi commerciali è stato al centro di manovre, per consentire il controllo di BigPharma e dell’industria agroalimentare su tutti gli aspetti relativi ad alimenti e medicinali.
Se avete seguito quanto sta accadendo negli Stati Uniti in merito al latte fresco e alle affermazioni della FDA (Food and Drug Administration), per la quale degli alimenti diventano magicamente delle medicine nel momento in cui ne vengono semplicemente citati effetti sulla salute, avrete notato che nella questione è stata coinvolta la Federal Trade Commission (FTC = Commissione Federale sugli Scambi Commerciali).
Piuttosto di occuparsi degli alimenti e della medicina tradizionale dal punto di vista dei diritti umani, li hanno gestiti come questioni di commercio. Così, al centro della legislazione sugli alimenti e le erbe, anziché i bisogni e i desideri dei popoli, sono finite le ambizioni e avidità della grande industria.
Lo scopo di tutto questo è di rendere il mondo ben sicuro per i commerci dei colossi industriali. I bisogni e la salute della gente non sono assolutamente un fattore del quale tener conto.
Come combattere contro questo attacco alla nostra salute e benessere
L’affare non è concluso, perlomeno, non ancora. Se ci tieni a poter usare erbe medicinali, o se ci tieni a poter prendere vitamine ed altri integratori, per favore, agisci.
La ANH (Alliance for Natural Health, ndt) è attiva nel combattere queste violazioni, attualmente è in causa per cercare di fermare la direttiva THMPD. Speriamo ci riescano, ma la storia recente mostra che nessuna manovra legale riesce a fermare questi carri armati. Tuttavia non possiamo permetterci di starcene seduti ad attendere l’effetto dei nostri sforzi, dobbiamo considerare questo loro scenario come uno nel quale ognuno di noi possa giocare un ruolo.
Tocca a noi - ad ognuno di noi - agire. Se vivi in Europa, per favore, manda una lettera, un messaggio al tuo rappresentante al Parlamento Europeo. Vai a questa pagina per cercare il tuo rappresentante europeo e contattarlo. Poi spedisci una lettera che affermi, senza ombra di dubbio, che tu sostieni in modo forte le azioni dell’ANH, azioni miranti a sospendere l’entrata in vigore del THMPD e che ti auguri si sollevino anche a favore del diritto delle persone a scegliere trattamenti erboristici.
Pensa a cosa dirai ai tuoi figli e nipoti se ti chiederanno perché non lo hai fatto. Come potrai dire loro che era più importante seguire i finti reality in televisione piuttosto che scrivere quella semplice lettera?
È solo con la protesta attiva che possiamo fermare questa congiura contro la nostra salute. Se ce ne stiamo seduti apatici, vinceranno loro. È in gioco il nostro diritto di proteggere la nostra salute e quella dei nostri figli!. Fatti sentire, il momento della verità è ora!
Poi, una volta fatto, parla con tutti quelli che conosci. Dì loro che è il momento di agire, non c’è assolutamente tempo da perdere.
Fonte tratta dal sito .

sabato 25 settembre 2010

BASILEA III: come strozzare il credito porti al fallimento


Intrappolati nella Spirale di Basilea III. L’effetto di Strozzare il Credito ha come Risultato il Fallimento e Vengono Punite le Banche Locali per i Misfatti di Wall Street.
Il mercato azionario rimbalzò il 13 settembre dopo che furono annunciate le nuove norme bancarie chiamate Basilea III. Wall Street tirò un sospiro di sollievo. Le megabanche, sostenute da operazioni di salvataggio ad opera di generosi contribuenti, non avrebbero nessun problema ad adeguarsi ai nuovi requisiti di capitale, che erano inferiori a quanto ci si aspettava e che non sarebbero entrati interamente in vigore fino al 2019. Soltanto le banche commerciali locali, quelle che già a stento raggiungono i requisisti di capitale, sarebbero seriamente sfidate dalle nuove regole. Sfortunatamente, queste sono le banche che erogano la maggior parte dei prestiti a imprese locali, le quali a loro volta contribuiscono maggiormente nelle assunzioni e nella produzione dell’economia reale. I requisiti di capitale secondo Basilea III sono stati apparentemente progettati per prevenire il ripetersi del collasso bancario del 2008, ma le nuove regole non vanno al cuore del problema.
Perché Basilea III Non Centra lo Scopo
Due anni dopo il salvataggio del 2008, l’economia continua a lottare contro una scarsità di credito, il marchio di garanzia di recessioni e depressioni. Il Credito (o il Debito) viene emesso dalle banche ed è di fatto la fonte di tutto il denaro oggi in circolazione. Quando non c’è disponibilità di credito, c’è insufficienza di denaro per comperare la merce o pagare gli stipendi, così i lavoratori vengono lasciati a casa, le imprese chiudono, in una brutale spirale di debito e depressione.
Oggi, siamo ancora intrappolati in quella spirale, nonostante l’enorme “quantitative easing” (di fatto è la stampa di banconote) da parte della FED. Il denaro in circolazione ha continuato a diminuire nel 2010 a un tasso allarmante. Ambrose Evans-Pritchard, in un articolo sul Financial Times dal titolo “ La Circolazione di Denaro negli Stati Uniti Precipita al Ritmo del 1930 Quale Nuovo Stimolo agli Occhi di Obama”, citò il Professor Tim Congdon dell’Institute Monetary Research (Istituto di Ricerca Monetaria), che ammoniva:
“La caduta dell’M3 (la più ampia misurazione del denaro circolante) non ha precedenti dai tempi della Grande Depressione. La principale ragione è che i regolatori in giro per il mondo stanno facendo pressione alle banche affinché aumentino il rapporto tra patrimonio e attività e diminuiscano le attività di rischio ponderate. Questo è il motivo per il quale non c’è una vera ripresa negli Stati Uniti”.
In un documento chiamato “Politiche Monetarie Non Convezionali: Una Valutazione”, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) concordò con il Professor Congdon. Gli autori sostenevano: “La principale restrizione esogena (esterna) all’espansione del credito sono i requisiti minimi di capitale” ( Per “capitale si intende “ le attività di proprietà della banca meno le passività, come distinte dalle proprie “riserve”, il che si riferisce ai depositi, e possono essere presi a prestito dalla FED o da altre banche).
La Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) é “la banca centrale dei banchieri centrali”, ha sede a Basilea, in Svizzera: e il Suo Comitato di Basilea sulla Vigilanza Bancaria (BCBS) ha il compito di stabilire gli standard di capitale a livello mondiale. La BIS riconosce che la pressione sulle banche per adeguarsi ai requisiti di aumento di capitale porta a una stagnazione dell’attività economica portando a una stagnazione del credito. Inoltre, con le nuove norme bancarie chiamate Basilea III, il BCBS sta aumentando i requisiti di capitale. Secondo le nuove regole, la riserva obbligatoria nota come Tier 1 passerà dal 4 al 4.5% entro il 2013 e diventerà del 6% nel 2019. Alle banche verrà anche richiesto di tenere una riserva di emergenza del 2.5%.
Perché il BCBS Sta Aumentando i Requisiti di Capitale Dal Momento che i Requisiti Esistenti Stanno Già schiacciando il credito?
Preoccupazioni sugli effetti della stretta sul credito dovuti a Basilea III sono stati pubblicati sul Huffington Post il 13 settembre in un articolo scritto da Greg Keller e Frank Jordans:
“Banchieri e analisti sostengono che le nuove regole mondiali potrebbero significare una minor quantità di denaro disponibile da prestare a imprese e consumatori…
“Le casse di risparmio europee hanno avvertito che i nuovi requisiti di capitale potrebbero colpire la loro capacità di prestito penalizzando ingiustamente piccole istituzioni in parte a partecipazione statale.
“‘Vediamo il pericolo nel fatto che la capacità delle banche tedesche di concedere crediti potrebbe pesantemente essere diminuita’, dichiarò Karl-Heinz Boos, capo dell’Associazione delle Banche di Stato Tedesche (VÖB)”.
“Si sostiene che le banche francesi ‘erano tra quelle con la più alta capacità di adattarsi alle nuove regole,’ la federazione delle banche francesi tuttavia puntualizzò che tali regole erano ‘una forte restrizione che peserà inevitabilmente sul finanziamento dell’economia, in particolar modo sul volume e sul costo del credito’. ”
Juan Jose Toribio, precedente direttore esecutivo del FMI e ora preside della IESE Business School di Madrid, sostiene che le regole potrebbero danneggiare la fragile ripresa.
“Ci sono disposizioni e vincoli sui risultati delle banche che hanno senso solo in tempi di espansione monetaria e del credito”.
Per le banche commerciali di piccole dimensioni e le banche nazionalizzate (banche di proprietà dello Stato diffuse in Europa), gli effetti restrittivi sul credito di Basilea III sono un problema serio. Ma, secondo Keller e Jordans, “le banche di maggiori dimensioni sono state veloci ad approvare l’accordo e hanno insistito sul fatto che avrebbero raggiunto le riserve richieste per tempo”.
Queste banche più grandi non erano preoccupate, perché “le maggiori banche americane sono già allineate con gli standards di aumento capitale previsti da Basilea III, il che significa che i loro clienti non ne saranno direttamente colpiti.” I loro clienti, per certo, sono principalmente le grandi corporazioni. Dall’altra parte, “le piccole imprese che contano sul prendere a prestito dalle banche locali potrebbero essere le più colpite…. e tenteranno di mettere assieme più alti requisiti di capitale prestando a tassi più alti e a condizioni più rigide.”
Se le grandi banche che ci hanno portato all’attuale crisi del credito possono già conformarsi ai nuovi requisiti, a cosa serve precisamente Basilea III, se non a far crollare le banche concorrenti di minori dimensioni? Come osservò David Daven in un articolo del 13 settembre dal titolo ”Le Più Grandi Banche Sono Già in Linea con le Riforme di Basilea III”.
Punire le Banche Locali per i Misfatti di Wall Street
Ciò che fece precipitare la crisi del credito e il salvataggio delle banche del 2008 non fu dovuto dal fatto che i requisiti di capitale esistenti secondo Basilea II erano troppo bassi. Accadde che le banche trovarono un modo al di là delle regole per acquistare “contratti assicurativi” non regolamentati, conosciuti come credit default swaps (CDS). Le regole di Basilea II basavano i requisiti di capitale su quanto rischio vi era dichiarato nel bilancio di una banca alla voce prestiti e le banche potevano far apparire i loro bilanci meno rischiosi comperando i CDS.
Questa “assicurazione” si dimostrò, comunque, essere una frode quando AIG, il maggior venditore di CDS, fallì il 15 settembre 2008. Seguì così il salvataggio delle banche di Wall Street, colte in questo sistema di derivati.
Le banche locali più piccole non scatenarono la crisi né ricevettero denaro stanziato per il salvataggio. E ancora una volta saranno loro ad essere colpite da queste nuove regole e tale effetto potrebbe paralizzare il prestito locale. Aumentare i requisiti di capitale sulle piccole banche sembra così controproducente, tanto che osservatori sospettosi potrebbero chiedersi cos’altro ci sia dietro a ciò.
Il Professor Carroll Quigley, un insider educato dai banchieri internazionali, in “Tragedia e Speranza” nel 1966 descrisse il ruolo centrale della BIS nel grande piano dei suoi mentori:
“I poteri del capitalismo finanziario avevano un altro scopo di vasta portata, niente di meno che creare un sistema mondiale di controllo delle finanze nelle mani di privati capaci di dominare il sistema politico di ogni singolo paese e tutta l’economia mondiale.
Questo sistema doveva essere controllato in concerto dalle banche centrali secondo uno stile feudale, su accordi segreti ai quali sono giunti con frequenti incontri privati e conferenze. Il vertice del sistema doveva essere la BIS di Basilea, Svizzera, una banca privata, controllata e di proprietà dei banchieri centrali, i quali erano essi stessi le corporazioni private.”
La BIS é diventata ora il vertice del sistema come aveva previsto il Dr. Quigley, dettando le regole che rafforzano un impero internazionale bancario a discapito delle rivali di minori dimensioni e dei mercati in generale. I grandi banchieri mondiali sono un passo più vicini al dominio globale, manovrato dalla mano invisibile dei capitani alla BIS.
In un gioco al quale i banchieri hanno partecipato da secoli, la riduzione del credito nei ribassi del “ciclo del mercato” crea onde di fallimenti e pignoramenti, acconsentendo che le proprietà vengano strappate a prezzi svalutati da finanzieri che non solo avevano visto l’onda sopraggiungere ma, che addirittura hanno accelerato il suo infrangersi.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 24 settembre 2010

Pesci deformi nel lago Athabasca, in Canada


Perché sono deformi, cosa succede ai pesci del fiume e del lago Athabasca, in Canada? Le foto – impressionanti – sono sul web, mentre i cadaveri sono stati mostrati da scienziati, pescatori ed ambientalisti nel corso di una conferenza stampa nei giorni scorsi all’Università dell’Alberta.
Qualche settimana fa, uno studio della stessa Università dell’Alberta ha confermato la presenza nel fiume e nel lago di sostanze tossiche come mercurio e arsenico, legate allo sfruttamento delle famose sabbie bituminose, che avviene a monte. Il Governo dell’Alberta negava che questo sfruttamento avesse un impatto ambientale.
L’importanza dei giacimenti non convenzionali di idrocarburi aumenta man mano che il petrolio diventa meno abbondante. Gli esperti prevedono un luminoso avvenire per sabbie bituminose e simili. E i pesci? Qui nella foto piccola c’è solo l’assaggio. Ora guardate e giudicate.
Ovunque è possibile imbattersi in animali deformi. Estremamente raro, ma capita. Il punto è che ultimamente nell’Athabasca capita spesso. Questo è solo un piccolo campionario di orrori: se seguite i link in fondo, ne trovate molti di più.
L’esemplare qui sopra ha due bocche, una sull’altra. L’immagine è stata pubblicata due anni fa da un blogger canadese (sotto trovate l’indicazione). D’ora in poi, invece, le foto vengono tutte dal sito Athabasca Fish, e si riferiscono a catture avvenute in questo 2010.
Le deformità possono riguardare pinne, coda (come nell’immagine sopra), scheletro e ogni altra parte del corpo.
I pesci presentano a volte colorazioni abnormi, oppure lesioni alla pelle (lo si nota anche nell’esemplare qui sopra), o ancora escrescenze tipo cisti.
I due pesci nella foto qui sopra appartengono alla medesima specie: una varietà di coregoni. Dovrebbero essere bianchi tutti e due. E senza escrescenze sul dorso.
Estrarre petrolio dalle sabbie bituminose è un lavoro di miniera più che di trivellazione. Le sabbie hanno una consistenza burrosa, bisogna pompare vapore nel giacimento per separare gli idrocarburi da tutto il resto e poi sono necessari numerosi passaggi di raffinazione.
Già da anni i residenti nella zona – e soprattutto i nativi – si lamentano che acqua e pesci hanno cambiato sapore. Sì, indubbiamente: questi pesci hanno qualcosa che non va.
Su Vancouver Sun i pesci deformi del lago e del fiume Athabasca
Su The Globe and Mail pesci deformi e acque inquinate nell’Athabasca
Per vedere molte altre immagini di pesci deformi su The Gazette clicca qui, su The Tyee clicca qui e su Athabasca Fish clicca qui.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 22 settembre 2010

La direzione dei campi della F.E.M.A. cerca collaboratori


La Guardia Nazionale di New York sta cercando specialisti in internamento, come guardie per la popolazione civile presso le sue “strutture di insediamento”.
I campi di concentramento nella Germania nazista venivano chiamati anch'essi “strutture di insediamento”.
È accettabile che una serie di governi criminali abbia creato un'infrastruttura genocida, come quella dei campi della F.E.M.A., in territorio statunitense per poi usarla contro il proprio popolo?
È accettabile che i media non segnalino la presenza di queste infrastrutture (campi di concentramento) oppure dei pericoli delle vaccinazioni di massa, proprio come i giornali non denunciarono l'esistenza dei campi di concentramento nel Terzo Reich? Il verdetto del processo di Norimberga per i criminali di guerra nazisti tedeschi era che nessuno stato di emergenza avrebbe potuto giustificare gravi violazioni dei diritti civili per opera di qualsiasi governo o organismo militare ed in nessuna circostanza. I funzionari del governo nazista tedesco ed i militari furono considerati colpevoli di crimini contro l'umanità: non importa quale fosse stato il loro rango.
Il Feldmaresciallo, Wilhelm Keitel, capo delle forze armate tedesche di Hitler, sostenne che i gerarchi non sapevano che cosa succedeva nei campi di concentramento, ma la sentenza del processo di Norimberga fu che avrebbero dovuto sapere, che avrebbero dovuto prendersi la briga di sapere: era loro dovere essere informati.
[…] Gli Stati Uniti d'America hanno bisogno di un secondo processo di Norimberga e questa volta per giudicare gli esponenti dell'esecutivo ed i militari, dai generali alle guardie dei campi, che lavorano per i banchieri, per l'O.M.S. e per l'O.N.U.?
I militari statunitensi si stanno preparando per sgomberare quaranta milioni di persone nella regione del Golfo Del Messico, area interessata dalla fuoriuscita del petrolio.
Questi cittadini potrebbero essere “ospitati” nei famigerati campi della F.E.M.A., costruiti in molti paesi e simili ai campi di concentramento o a prigioni con annessi inceneritori.
Questi spostamenti nei campi sembra che verranno "venduti" alla popolazione come sistemazione temporanea: si nutre un forte sospetto che la fuoriuscita del petrolio sia stata causata deliberatamente per instaurare la legge marziale e trovare così una scusa per rinchiudere le persone nei campi di prigionia della F.E.M.A.
Tutto ciò rientra nei piani del Gruppo Bilderberg per destabilizzare e distruggere gli Stati Uniti.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 20 settembre 2010

La storia dei cosmetici

domenica 19 settembre 2010

Foreste pluviali dell'Indonesia distrutte con certificazione


Il colosso cartario Asia Pulp and Paper (APP) ha annunciato la pubblicazione di un rapporto per controbattere alle critiche di parte ambientalista. “Una mera operazione di greenwashing”, è il commento delle associazioni ambientaliste, secondo cui il documento non contiene fatti, ma maldestra propaganda.
Secondo la APP, il documento “ 'Getting the Facts Down on Paper' confuta e respinge le accuse fittizie e fuorvianti fatte da alcune ONG. La certificazione da parte della Mazars offre a noi e al pubblico con prove concrete che la APP segue rigorosamente un percorso di sostenibilità pianificata e praticata”. “Alcune ONG” si riferisce a una lettera firmata da 40 associazioni ambientaliste europee che chiedono alle imprese di non acquistare carta dalla APP, in quanto attore dalla distruzione delle foreste pluviali dell'Indonesia.
Secondo il documento, dal 1996 ad oggi la APP avrebbe sfruttato solo foreste degradate o aree di basso valore, ma non vengono fornite definizioni certe per questi termini. La APP afferma inoltre che il carbonio netto emesso nella produzione delle propria carta è vicino allo zero dato che le piantagioni assorbono carbonio. Ma ha distrattamente dimenticato di includere le emissioni prodotte dagli ingenti volumi di legname utilizzato dalla APP per la produzione di pasta di carta, e soprattutto, le emissioni causate dal massiccio drenaggio della torba nelle piantagioni dell'impresa e dei suoi fornitori. Con una vera acrobazia contabile ha poi aggiunto il minimo sequestro di carbonio nelle piantagioni (ben inferiore alle emissioni da queste provocate) per dimostrare come la APP abbia un impatto vicino allo zero.
“Questo audit dimostra al pubblico, senza ombra di dubbio, l'assoluto impegno alla trasparenza e alla sostenibilità da parte della APP” ha dichiarato Aida Greenbury, della APP al Jakarta Post. Ma le associazioni ambientaliste fanno osservare come non ci sia molto da “certificare” nel documento della APP, dato che non fornisce informazioni o numeri sulle sue pratiche forestali dell'azienda, come ad esempio sulla conversione in piantagioni di foreste e torbiere, sulle conseguenti minacce per gli habitat della tigre e dell'orangutan, e sui conflitti con le comunità forestali. Il documento della APP si limita a negare i dati della Banca mondiale sulle emissioni indonesiani di carbonio e a presentare alcuni progetti di conservazione sponsorizzati dalla società, mentre distrugge massicciamente gli habitat forestali. Al pubblico non resta molto da vedere, se non una lettera di presentazione su una 'Relazione di garanzia' basata su documenti che non sono stati resi pubblici.
“Questo non è un audit è mero greenwashing - ha dichiarato Sergio Baffoni, di Terra! - La APP sta lanciando una aggressiva campagna di mercato per espandersi in Europa, e tenta di presentare il suo le proprie operazioni come sostenibili. Il fatto è che un ampliamento dei suoi mercati porterà inevitabilmente ad un'ulteriore conversione in piantagioni delle foreste tropicali e torbiere. Per questo motivo, le associazioni di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Malta, Finlandia, Svezia e Svizzera hanno richiesto all'editoria di evitare la APP e adottare una politica responsabile per gli acquisti di carta”.
“[Il rapporto] non vale la carta su cui è scritto. Si dilunga su ipotesi e congetture, ma mancano i fatti - ha aggiunto Bustar di Greenpeace - La realtà è che APP continua a distruggere le foreste pluviali di Sumatra, compreso l'habitat della tigre, e aree ricche di torba e quindi di carbonio”. Immagini satellitari documentano di ogni singolo ettaro che la APP ha distrutto in questi anni, spiega Aditya, del WWF: “La APP non può nascondersi: la devastazione delle foreste naturali del paese è chiara e chiunque la può vedere. La APP ha distrutto oltre un milione di ettari di foreste in Indonesia, dall'apertura della cartiera di Indah Kiat a Riau, Sumatra. Quindi la APP ha presentato piani per cancellare altri 100.000 ettari di foreste naturali tra il 2009 e il 2010. Cento mila ettari di oggi e un milione di ettari di ieri non possono essere nascosti facilmente. Queste aree sono visibili chiaramente nelle immagini satellitari, così come le foreste che c'erano prima della conversione in piantagioni”.
Le richieste di nuove concessioni, e le immagini satellitari dimostrano che la APP ha preso di mira aree ricche di biodiversità, tra cui habitat di specie minacciate come la tigre di Sumatra, l'elefante e l'orango, senza parlare dell'occupazione di terre delle comunità indigene. Dopo aver distrutto un milione di ettari di foreste, ora APP vanta di aver risparmiato 15.025 ettari di habitat della tigre nel santuario di Senepis, a Riau. Ma anche in quella zona, la maggior parte della foresta “risparmiata” era già stata posta sotto protezione dal governo.
In realtà, anche lo stesso ente di certificazione, Mazars, ha preso le distanze dalla propria 'relazione' per la APP La lettera di accompagnamento spiega che il "Consiglio di Amministrazione delle imprese [Sinar Mas / APP] sono responsabili sia per l'oggetto e criteri di valutazione. Di fatto, il documento non confuta nessuno dei rapporti pubblicati dalle associazioni ambientaliste in questi anni. E non c'è molto da “certificare” nel documento della APP, dato che non fornisce informazioni o numeri sulle sue pratiche forestali dell'azienda, come ad esempio sulla conversione in piantagioni di foreste e torbiere, sulle conseguenti minacce per gli habitat della tigre e dell'orangutan, e sui conflitti con le comunità forestali. Il documento della APP si limita a negare i dati della Banca mondiale sulle emissioni indonesiani di carbonio e a presentare alcuni progetti di conservazione sponsorizzati dalla società, mentre distrugge massicciamente gli habitat forestali.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 17 settembre 2010

Anche il salmone diventa ogm in Usa


”Il salmone OGM è sicuro da mangiare”, dice la FDA (Federal Drug Administration): “Genetically Modified Salmon Safe to Eat, FDA Report Says.”
Non c'è nulla di più strano?
Se la pensate come me, forse non siete consapevoli del fatto che circa 15 anni fa, è stata introdotta una nuova tecnologia nell'approvvigionamento del cibo. È l'ingegneria genetica, di cui non si parla poi molto sui media americani (USA ndt). Ma dal grano, al latte al pesce, gli USA hanno cominciato a manipolare il DNA del nostro cibo usando strumenti di ogni tipo e tra i più selvaggi nonché tecnologia, a cominciare dalla metà degli anni '90, nel tentativo di trarre più profitti per le aziende agricole. (drive profitability for agricultural companies).
Usando strumenti come “fucili genetici”, che sembra arrivino da film di fantascienza, gli scienziati iniziarono a manipolare il DNA del nostro cibo ed inserire cose come nuove proteine ed insetticidi nel tessuto genetico di circa il 90% della nostra soya, del 60% del nostro grano e persino in alcuni animali che mangiamo.
Non sono stati condotti studi a lungo termine per verificare le possibili implicazioni nel mangiare questo “tecno-cibo” con DNA modificato, quindi paesi molti sviluppati (come l'Europa, l'Australia, il Giappone ed altri) hanno applicato estrema precauzione ed anche non hanno consentito che questi ingredienti “biotech” entrassero nei loro approvvigionamenti o hanno insistito perchè venissero citati sulle etichette (insisted on labeling them) così che i consumatorei potessero fare una scelta informata nella gestione alimentare delle loro famiglie.
Ma qui negli USA abbiamo avuto un approccio diverso: abbiamo pensato semplicemente che questi cibi fossero sicuri e non li abbiamo etichettati. Ed ora, 15 anni più tardi, senza aver fatto ancora alcuno studio sulle conseguenze a lungo termine ed ancora senza intervento giuridico, (specialmente sul ruolo che questi cibi e le loro nuove proteine ed allergeni svolgono nell'aumento epidemico delle reazioni da allergie alimentari) gli USA stanno per introdurre il primo animale geneticamente modificato nella catena alimentare: il salmone, progettato per duplicare il suo peso a tempo di record.
Con l'inserimento di un gene "on switch" (insertion of an "on switch" gene) nel DNA del salmone, degli scienziati di una azienda che si chiama AquAdvantage (AquAdvantage) hanno manipolato e brevettato la struttura genetica del salmone e lo hanno artefatto con ingegneria genetica perché cresca al doppio della velocità. Il risultato è che gli allevatori di salmone potranno allevarlo più velocemente, aumentando profitti e capitalizzando sulla crescente domanda di pesce.
Ma nel mezzo della crescente crisi salutistica della nostra nazione, che farà alle nostre forme fisiche in dilatazione...mangiare con insaziabile appetito, questo salmone mutante? La risposta è: “semplicemente non lo sappiamo” (we simply don't know).
(...) i Centri per i controllo delle malattie (Centers for Disease Control) hanno riportato un aumento del 265% della ospedalizzazione causa reazioni allergiche al cibo, da quando è stato introdotto il cibo OGM, di cui in USA non è mai stata richiesta citazione sulla etichettatura.
Ora, io sono più che favorevole al pesce per la sua quantita di Omega 3 che portano benefici anti-infiammatori ed influiscono positivamente sulla sensibilità alla insulina, costituendo una parte importante in una alimentazione bilanciata... ma posto che il Dipartimento USA della Agricoltura (United States Department of Agriculture) al momento non ha delle linee guida per ciò che riguarda il biologico in relazione al cibo ittico e la corte è ancora assente in riferimento alle conseguenze a lungo termine sul nostro peso corporeo in espansione e sull'aumento dei bambini allergici causa alimentazione a salmone OGM che contiene un “quid” per rendere insaziabile l'appetito... tengo fuori dalla mia vita questo esperimento e non solo voglio sapere i dettagli sul tipo di salmone che mangia la mia famiglia e su come viene allevato, ma opto per altro tipo di pesce come il merluzzo e l'ippoglosso il cui DNA non è stato manipolato.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 16 settembre 2010

Detersivo in polvere alle Rose


L’ingrediente fondamentale qua è il bicarbonato. Con una semplice ricerca in Rete potete trovare tutte le sue proprietà,davvero numerose.
A noi basti sapere, in sintesi, che il bicarbonato è:
-solubile in acqua
-non solubile nell’alcool
-delicatamente abrasivo
-antimicotico (impedisce la formazione dei funghi)
-assorbe gli odori
Il bicarbonato rende l’ambiente debolmente alcalino (porta cioè le soluzioni in cui è disciolto ad un pH compreso tra 7 e 14), e rende quindi impossibile la sopravvivenza di batteri che vivono in ambiente neutro o debolmente acido. Più la vostra soluzione sarà satura di bicarbonato, più il suo potere igienizzante sarà maggiore.
Questo per quanto riguarda la chimica e il mio vecchio professore di Chimica Organica..
Tutto questo ci fa intuire che, per pulire ed igienizzare le superfici della cucina e del bagno possiamo utilizzare semplicemente del bicarbonato sciolto in acqua. Ma, se volete qualcosa di meravigliosamente profumato…fate così:
Detersivo della Fata delle Rose
una tazza di bicarbonato
petali di rosa essiccati e sbriciolati-meglio con le mani, perchè rimangono profumate ed è una sensazione stupenda
4 o 5 gocce di olio essenziale di tea tree
una decina di gocce di olio essenziale di mandarino
4 o 5 gocce di olio essenziale di arancia dolce o amara
Mescolate tutto, con cautela per far amalgamare l’olio essenziale. Chiudetelo in un barattolo di vetro, e utilizzatelo su un panno umido per pulire lavandini, ripiani, mensole, scrigni segreti.
La rosa e il mandarino conferiscono vibrazioni collegate all’amore e all’energia solare. Utilizzate questo detergente visualizzando amore, amore che entra nella vostra vita, insieme al sole di primavera.
Aggiungo un piccolo EDIT a questo articolo: dopo una gradita consultazione con Fabrizio Zago, vorrei precisare alcune cose riguardo all’uso del bicarbonato, che ho espresso in maniera imprecisa poco sopra:
Il bicarbonato fornisce spontaneamente un pH appena superiore a 7 e quindi “tampona” l’acqua a quel valore di pH lì,cioè neutro. L’ indicazione “tra 7 e 14” può essere fuorviante se scritta come ho scritto sopra, perché a quel punto ci si potrebbe aspettare anche un possibile pH “estremo”. Sono estremi i pH superiori a 11,5 ed inferiori a 2.
Per quanto riguarda la disinfezione, ricordatevi che esistono batteri che comunque sopravvivono anche in ambiente basico, i cosiddetti basofili.
Per ottenere una protezione completa dalla proliferazione batterica e micotica dobbiamo avere una soluzione con pH superiore a 11.
Questo detersivo, dunque, può essere utilizzato su lavello, superfici varie, anche nel bagno, ma non può sostituire i prodotti per la disinfezione totale.
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mercoledì 15 settembre 2010

Abitare Green, nasce nelle Marche il complesso Casa Solare


Zero emissioni e zero bollette per la vostra casa? Non è un'utopia. Un complesso residenziale di questo genere è stato realizzato a Collina di Santa Maria Nuova (An) da Energy Resources.Grazie all’impiego di fonti rinnovabili, i primi dodici appartamenti di "Casa Solare" realizzano l’ideale dell’abitare ecologico e confortevole, rivoluzionando l’idea di casa tradizionale: energia elettrica prodotta con il fotovoltaico, riscaldamento e raffrescamento con il geotermico, impianti radianti a pavimento, colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Un sistema amico non solo dell’ambiente, ma anche del risparmio: niente bolletta del gas (il geotermico utilizza la temperatura del terreno come fonte di calore) e bolletta dell’energia elettrica annullata grazie al sistema di rimborsi e incentivi statali.“Abbiamo realizzato un vero e proprio quartiere green – commenta Enrico Cappanera, amministratore delegato di Energy Resources, azienda di primo piano nel settore delle rinnovabili – che eviterà ogni anno l’immissione in atmosfera di 34 tonnellate di CO2. Casa Solare è la casa del futuro (al costo di una casa tradizionale), è la prova tangibile che si può vivere in armonia con l’ambiente, aumentando il confort, il risparmio e la sicurezza”. Oltre ad essere energeticamente autonoma e a non avere impianti a gas, Casa Solare è infatti realizzata in bioedilizia classe A, secondo criteri antisismici e con materiali ignifughi, ed è doppiamente intelligente grazie alla domotica, che regola il miglior utilizzo di energia.Nel complesso sono impiegate numerose innovazioni, quali: la sonda geotermica a spirale, che abbattendo i costi di installazione ha reso più accessibile il geotermico, e la cappa d’aspirazione per la cucina che recupera il calore del piano cottura producendo nuova energia termica (brevetti Energy Resources); gli infissi con triplo vetro e intercapedine riempita con gas inerte argon, che consentono un isolamento acustico e termico pressoché totale.La vita in una “Casa Solare” raggiunge una qualità decisamente migliore. Oltre al risparmio nei consumi e al confort dato da materiali di costruzione naturali come il legno e da temperature più omogenee, ulteriori dettagli facilitano la quotidianità: in cucina, l’acqua arriva ad ebollizione in metà tempo grazie al fornello ad induzione, dal rubinetto si beve in tranquillità grazie al kit di depurazione; per lavare l’auto o irrigare il verde si sfrutta l’acqua piovana grazie all’impianto di recupero; fuori casa, con il telefono cellulare si può accendere l’impianto di riscaldamento/raffrescamento e trovare così le stanze già climatizzate. Risparmio e rispetto dell’ambiente continuano quando si esce di casa: con l’auto o lo scooter elettrici non si passa al distributore di carburante, ma si ricarica alla colonnina sotto casa, utilizzando l’energia elettrica ottenuta dal sole a costo zero.
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martedì 14 settembre 2010

A Parigi bambini di tre anni all'asilo con il chip Rfid


Dopo cani e gatti, cassonetti della spazzatura, libri, bestiame, vestiti e passaporti, i chip Rfid (identificazione a radio frequenza) equipaggeranno i bambini di un asilo parigino. «La sperimentazione punta a incrementare la sicurezza dei piccoli – dice Patrick Givanovitch, a capo dell’azienda Lyberta -; installeremo in tutti i locali dei rilevatori e, grazie al chip inserito in una maglia, gli uomini del controllo video sapranno in ogni istante dove si trova un bambino, e soprattutto se è entrato o uscito dall’asilo. In caso di uscita imprevista, un sms partirà automaticamente per avvisare i genitori e la direzione dell’istituto».
PRO E CONTRO - L’idea di dotare di chip elettronici dei bambini di tre anni sembra rispondere alle esigenze del momento: ridurre i costi del personale di sorveglianza, placare la fame di sicurezza di genitori e cittadini in generale, in Francia già cavalcata con alterne fortune dal presidente Sarkozy. Ma è una buona idea? «Chiudere i bambini in una gabbia virtuale alimenterà le paura e il senso di essere perennemente in pericolo, rischio peraltro inesistente», ha detto al Parisien Dominique Ratia-Armengol, presidente dell’associazione francese degli psicologi infantili -. L’uso dei chip punta a ridurre la presenza degli educatori, che invece sono fondamentali per la crescita dei bambini». Se, nonostante le polemiche, il progetto parigino sarà confermato, sarà la prima volta che questa tecnologia viene utilizzata in Europa.
DEBUTTO NEGLI STATI UNITI - Negli Stati Uniti il sistema ha fatto il suo debutto qualche settimana fa in una scuola materna di Richmond, California: il chip è inserito in una casacca da allenamento di basket portata da ogni bambino, il costo annuale è di 50 mila dollari ma si stima un risparmio di 3000 ore di lavoro dei dipendenti della scuola, che per adesso sono soddisfatti: «Non devo più passare il mio tempo a riempire il registro con gli orari di ingresso e di uscita di ogni bambino – ha commentato a fine agosto l’insegnante Simone Beauford -.
Io sono favorevole, meno burocrazia e più insegnamento». I militanti che si battono per la tutela delle libertà civili sono invece molto preoccupati. «Non ci sono garanzie sulla reale sicurezza di questa tecnologia, i dati sui movimenti dei bambini possono essere letti dagli insegnanti ma anche da chiunque altro a distanza di centinaia di metri – ha dichiarato Nicole Ozer, docente alla Aclu della Northern California -. L’ossessione di risparmiare sui costi e di aumentare la sicurezza potrebbe invece ridurla».

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domenica 12 settembre 2010

Cibo Spa

venerdì 10 settembre 2010

Alex Jones - Bioingegneria nei Vaccini, Acqua e Cibo - Sub ITA

giovedì 9 settembre 2010

"Oggi il solare costa meno del nucleare"

Secondo uno studio dell’Università della North Carolina, già oggi il KWh prodotto dal fotovoltaico è più economico di quello ottenuto da fonte nucleare. La notizia è stata diffusa tramite un articolo pubblicato il 26 luglio scorso sul New York Times.
Luglio 2010 verrà ricordato per i sorpassi storici, veri o presunti, nel settore dell’energia: dopo quello della Cina sugli Stati Uniti nel consumo complessivo di energia (smentito, però, dalla Cina), è arrivato anche il sorpasso del fotovoltaico sul nucleare; secondo uno studio dell’Università della North Carolina, infatti, già oggi il KWh prodotto dal fotovoltaico è più economico di quello ottenuto da fonte nucleare.
La notizia è stata diffusa tramite un articolo pubblicato il 26 luglio scorso sul New York Times, che ha riportato i risultati di uno studio di John Blackburn, docente di economia della prestigiosa Duke University.
Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn, che sostiene che "il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare. Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora, senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici ed il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse".
Secondo questa ricerca, negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato dai 3 miliardi di dollari nel 2002 ai dieci nel 2010; in un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano insieme possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina, senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti.
Mark Cooper, analista economico dell'Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell'Università del Vermont, spiega che "i costi dell'energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurranno ulteriormente nei prossimi dieci anni, mentre, al contrario, i nuovi problemi e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari pianificate negli Stati Uniti".
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mercoledì 8 settembre 2010

Nucleare in Italia? Nel 2020 mancherà l'uranio...


Nucleare sì, ma con cosa? Il progetto di un ritorno italiano al nucleare fa acqua da tutte le parti. Si scontra adesso contro il parere di studi internazionali che prevedono un grave deficit di uranio nel 2020.
Dicono che il nucleare si farà e che sarà pronto nel 2020. Giusto per trovarsi di fronte alla sorpresa: la carenza di uranio. Nei prossimi anni, infatti, ci potrebbe essere una carenza della materia prima necessaria a far funzionare i reattori che potrebbe toccare quota 44mila tonnellate. Lo afferma un'analisi del gruppo finanziario RBC Capital Markets. "La nostra previsione è di deficit molto significativi, a partire dal 2012-2013, che cresceranno fino al 2020 fino a 100 milioni di libbre (44mila tonnellate) - ha affermato Adam Schatzker, uno degli analisti della compagnia - ; questo si tradurrà in un forte aumento dei prezzi del minerale a partire da fine 2011 - inizio 2012 al massimo, e ci saranno riflessi positivi sulle quotazioni delle compagnie legate all'estrazione".
A determinare la carenza, spiega l'analista, sarà il boom dell'atomo nel mondo, specie in Cina e India, unito alla fine nel 2013 delle operazioni di smantellamento dell'arsenale nucleare da parte della Russia, che garantisce attualmente 20mila tonnellate all'anno.
Intanto proprio la Russia, che forse conosce da tempo la questione, non esclude l'ipotesi di aprire in Iran un impianto per produrre combustibile destinato a centrali nucleari. L'ha sostenuto una fonte vicina alle trattative tra Mosca e Teheran, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax.
“Per prima cosa dobbiamo finire l'avvio dell'impianto nucleare di Bushehr, che sarà rifornito da combustibile russo. Per il futuro, la creazione di una struttura in Iran per produrre il combustibile è possibile", ha affermato. L'arricchimento dell'uranio, comunque, avrà luogo sempre in Russia, ha precisato la fonte. Il capo dell'Agenzia per l'energia atomica iraniana Ali Akhbar Salehi aveva dichiarato che l'Iran ha offerto alla Russia di costituire un consorzio per la fornitura del combustibile nucleare per la centrale di Bushehr e per le altre centrali che eventualmente verranno costruite in Iran.
Alla stessa conclusione arrivano altri studiosi. Le riserve di uranio nel mondo potrebbero essere finite entro il 2050, afferma Yogi Goswami in un'intervista al quotidiano Decchan Cronichle. Goswami, condirettore del Clean Energy Research Centre dell'Università della Florida, ha rilevato che le centrali nel mondo consumano 67mila tonnellate di uranio l'anno: la disponibilità di combustibile nucleare è sufficiente per 42 anni, ma la domanda crescente che ci sarà nei prossimi anni, però, potrebbe far anticipare la carenza del combustibile. "Entro il 2050 - dice Goswami - le riserve conosciute e quelle ancora da scoprire potrebbero essere finite".
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martedì 7 settembre 2010

Coca Cola e Facebook: Promozione RFID

Ecco come i due colossi aziendali Coca Cola e Facebook pubblicizzano l'utilizzo di chip RFID destinati allo "intrattenimento" dei teenager.


lunedì 6 settembre 2010

Arsenico e petrolio nel riso


Il test del numero di settembre del magazin tedesco Oekotest ha messo alla prova la qualità del riso, sia biologico che convenzionale: nessun campione ottiene la sufficienza. Preoccupano le contaminazioni di arsenico. Idrocarburi nelle confezioni di solo cartone.
Sul riso c'è poco da ridere. Alimento primario per la maggior parte della popolazione mondiale, simbolo di frugalità e salute per vegetariani e macrobiotici di tutto il mondo. Ebbene il riso sottoposto all'esame di laboratorio da parte della celebre rivista tedesca di comparazione prodotti ha messo in luce un dato allarmante: tutti i prodotti sono contaminati dall'arsenico e in molti riportano tracce di oli minerali. Persino nei chicchi da produzione biologica.
Secondo gli esperti di laboratorio la pianta del riso è capace infatti di assorbire notevoli quantità di arsenico dal terreno. Se le acque freatiche sono contaminate da questo semimetallo il contenuto, che finisce nei chicchi, si potenzia ulteriormente. I livelli alti di contaminazione sono però dovute anche all'utilizzo di pesticidi che contengono questo elemento chimico.
A differenza delle quantità contenute in molluschi, carne e pesce, il riso contiene percentuali elevate di arsenico anorganico, nella forma cioè ritenuta più pericolosa.
Il contenuto di arsenico varia in funzione delle regioni agricole. Gli studiosi dell'Università Scozzese di Aberdeen hanno riscontrato maggiori percentuali nel riso proveniente dal Bangladesh e dalla Cina e minori concentrazioni nelle colture indiane ed egiziane. Nei prodotti made in Italy, testati dalla rivista, è comunque sempre presente.
L'Arsenico è stato incluso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come agente cancerogeno nella categoria 1. Questo significa che esistono sufficienti prove di una connessione tra l'assunzione della sostanza e l'insorgenza di tumori, in particolare della pelle, dei polmoni e alla vescica.
L'Unione Europea purtroppo non pone alcuna soglia limite per questa sostanza negli alimenti. Sorprendentemente è la Cina l'unico Paese ad aver fissato una quantità massima consentita di arsenico nel riso nella misura di 150 microgrammi per kg.
Gli esperti consultati dalla rivista tedesca sostengono che la quantità limite dovrebbe però essere inferiore, intorno ai 150 microgrammi per kg. Nel test, che ha confrontato 19 differenti marche di riso parboiled (a chicco lungo) tutti i prodotti sono risultati contaminati, in un range variabile tra i 49 e i 143 microgrammi. Anche due prodotti biologici (Rapunzel e Davert) sono risultati fortemente contaminati dalla sostanza.
L'altro valore sballato, che ha creato allarme, è la presenza di oli minerali derivati dal petrolio, nelle confezioni di cartone senza l'involucro interno in nylon. La causa molto probabilmente è da rintracciare nei colori di stampa utilizzati per la confezione. Durante la cottura gli idrocarburi contenuti vengono dispersi, ma non completamente. Nel prodotto maggiormente contaminato gli esperti calcolano che l'assunzione corrisponda a 1,7 mg per kg, inclusa una percentuale di idrocarburi aromatici.
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sabato 4 settembre 2010

Il tè in bottiglia non fa bene alla salute

Il tè in bottiglia non è 'sano' quanto quello naturale. Secondo un gruppo di ricercatori della società biotecnologica WellGen, il tè confezionato non contiene la quantità di polifenoli, le sostanze antiossidanti associate a diversi benefici sulla salute che tantopubblicizzano i produttori.
I risultati della ricerca sono stati presentati al convegno nazionale dell'American Chemical Society a Boston (Massachusetts, Usa). "I consumatori capiscono molto bene che il consumo di tè e di altri prodotti hanno benefici per la salute", ha detto Li Shiming, autore dello studio, "tuttavia esiste un ampio divario tra la percezione dei benefici del consumo di tè e la quantità di nutrienti sani, come i polifenoli, che si trovano nel prodotto confezionato. La nostra analisi ha determinato che in questo caso il contenuto di polifenoli è estremamente basso". In un rapporto del 2006 del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti è emerso che il tè verde istantaneo contiene una quantità trascurabile di EGC (epigallo catechina), la sostanza attiva principale di questa pianta. Il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo dopo l'acqua. L'impossibilità di preparare questa bevanda in certe situazioni ha portato alla proliferazione di prodotti imbottigliati che tendono a essere più attraenti per i consumatori, con sapori e gusti diversi, meno amari rispetto all'infusione pura e semplice. Lo studio coordinato da Li ha avvertito che il contenuto di polifenoli del tè imbottigliato e già pronto non supera i 10 milligrammi, mentre una tazza tradizionale di tè ne contiene dai 50 ai 150. Questo perchè i polifenoli, nonostante tutti i benefici, hanno due grossi svantaggi: sono amari e astringenti. I produttori spesso scelgono di ridurne il contenuto per ottenere un sapore piacevole al palato. E per far questo, ha spiegato Li, "il modo più semplice è quello di aggiungere meno di tè", e quindi diminuire la presenza delle sostanze che rendono la bevanda benefica per la salute.
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venerdì 3 settembre 2010

Vogliono brevettare tutto, anche gli animali


CONTINUANO LE RICHIESTE DI BREVETTI MA SI TRATTA DEL MAIALE, DEI BROCCOLI, DEL NORMALE SISTEMA DI COLTIVARE E RACCOGLIERE LE CAROTE COSI COME I CONTADINI FANNO DA SEMPRE. ALLORA, SE MANGIO QUELLA PANCETTA, DIVENTO ANCH'IO PROPRIETA MONSANTO? si chiede un blogger americano.
La Monsanto non vuole brevettare solo il mangime, ma anche il maiale che l'ha mangiato.
La battaglia decisiva in corso è quella del broccolo. La corte d'appello dell'ufficio europeo dei brevetti dovrà decidere, in via definitiva, se revocare o confermare il brevetto che lo stesso ufficio ha già concesso ad una società inglese. Ma il problema è che QUI DI GENETICAMENTE MODIFICATO NON C'E NULLA: I BROCCOLI SONO NORMALISSIMI BROCCOLI.
Il metodo brevettato prevede solo l'incrocio fra broccoli domestici e broccoli selvatici e l'individuazione - attraverso screening genetico - di quelle piante che, dopo l'incrocio, risultano avere una elevata presenza di determinati elementi.
Ruth Tippe di No patents on seeds tiene uno schedario delle richieste presentate all'ufficio europeo dei brevetti di Monsanto. Ce ne sono attualmente 500 pendenti che riguardano in realtà metodi di allevamento e coltivazione assolutamente convenzionali.
In una richiesta presentata da Seminis (una controllata Monsanto) si sollecita il brevetto di metodi di produzione delle carote fra cui:
a) coltivare la pianta fino a maturazione, b) raccogliere le carote dalla pianta.
Secondo i registri di Ruth Tippe questo assalto all'agricoltura tradizionale ha subito una brusca accelerazione negli ultimi anni. Fino al 2005, solo il 5% delle richieste di brevetto nel campo della coltivazione, riguarda metodi convenzionali, di uso normale delle campagne.
PURTROPPO NELLE DIRETTIVE EUROPEE, con una serie di colpi di mano, le multinazionali hanno ottenuto che il brevetto su un processo di produzione di piante o animali si estenda automaticamente anche alle piante e agli animali ottenuti con quel processo e alla loro discendenza.
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giovedì 2 settembre 2010

Nimesulide: evitare i rischi per il fegato

E' molto più tossico del previsto Il farmaco antinfiammatorio nimesulide (molto conosciuto con il nome commerciale di Aulin, Mesulid, Sulidamor, tra i tanti) non deve essere mai la prima scelta per il trattamento del dolore acuto, deve essere usato per il minor tempo possibile, e mai prescritta in caso di febbre o sintomi influenzali. Queste sono le nuove restrizioni d’uso stabilite dall’Emea, l’Agenzia europea dei medicinali, per limitare i potenziali danni per il fegato che l’uso della nimesulide può comportare.La sicurezza è periodicamente rivalutataDopo i casi di gravi disturbi per il fegato (insufficienza epatica), alcuni mortali, che avevano portato nel maggio 2007 al ritiro della nimesulide in Irlanda, l’Emea ha aperto una valutazione della sua sicurezza, che porta periodicamente a delle nuove raccomandazioni.
Sottolineamo che l’Italia è il maggior consumatore di nimesulide: assorbe da solo il 60 per cento del consumo mondiale di questo principio attivo, che invece è già stato ritirato dal mercato in Finlandia e Spagna.Nuove controindicazioni e precauzioniLa nimesulide è indicata per il trattamento del dolore acuto, dei sintomi dell’osteoartrite dolorosa e della dismenorrea primaria (disturbo legato alle mestruazioni).Dal febbraio 2010, i medici dovranno prescriverla solo come trattamento di seconda linea, vale a dire se gli altri comuni antidolorifici non hanno funzionato, dopo un’attenta valutazione del paziente.Il trattamento non dovrà durare più di 15 giorni, e non dovrà essere prescritto a persone con problemi di alcolismo, a pazienti tossicodipendenti.Importante avvisare subito il medico nel caso insorgano segni di sofferenza epatica (del fegato), come spossatezza, anoressia, nausea, vomito, ittero.In caso di febbre o influenza, meglio paracetamolo, ibuprofene o un’aspirinaLa nimesulide non deve essere utilizzata in caso di febbre o sintomi influenzali. Nel caso, meglio prendere antinfiammatori o antidolorifici come il paracetamolo, l’ibuprofene, il naproxene o l’acido acetilsalicilico (noto come aspirina, quest’ultimo va assunto solo dai 16 anni in su).
Solo con ricetta medicaRicordiamo che la nimesulide richiede una ricetta medica non ripetibile (che il farmacista ritirerà al momento dell’acquisto), proprio perché i suoi effetti collaterali, e in particolare quelli al fegato, sono più pesanti di quelli degli altri antinfiammatori.Quindi assumetela solo su espressa prescrizione del medico, subito dopo i pasti perché come altri antinfiammatori ha un’azione irritante sulle pareti dello stomaco, evitando il consumo di alcolici e rispettando le dosi consigliate. È sconsigliato a bambini, donne in gravidanza e allattamento e persone con problemi al fegato.
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mercoledì 1 settembre 2010

E’ illegale raccogliere l’acqua piovana: Il Governo statunitense ha privatizzato l’acqua

Nella trasformazione della nazione da terra di libertà a terra di schiavitù, molte delle libertà di cui godiamo qui negli Stati Uniti si stanno velocemente sgretolando, ma quello che voglio condividere con voi sferra un assalto alle nostre libertà a un livello completamente diverso.
Probabilmente non ti interessa nulla ma molti stati occidentali, inclusi Utah, Washington e Colorado hanno vietato alle persone di raccogliere l'acqua piovana nelle loro stesse proprietà, perché ufficialmente "appartiene a qualcun altro".
Anche se questo sembra bizzarro le leggi che limitano i privati nel raccogliere l'acqua nelle loro case e terre sono state oggetto di discussione per molto tempo negli stati occidentali. Ma solo recentemente, a causa degli aumenti di siccità e interessi nei metodi di conservazione dell'acqua, le persone hanno incominciato a sbattere le proprie teste contro l'inasprimento delle leggi che riguardano la pratica della raccolta dell'acqua piovana per utilizzo personale.
Guardate questo video girato a Salt Lake City (Utah) riguardante questo tema.
In Utah è illegale raccogliere l'acqua piovana senza una concessione valida e Mark Miller della Mark Miller Toyota lo ha imparato a sue spese.
Dopo aver costruito nella sua concessione un grande sistema per il collezionamento dell'acqua da utilizzare per lavare le macchine, Miller scoprì che il suo progetto era "un'illegale raccolta di acqua piovana". Anche se collezionare acqua piovana ha un logico senso di conservazione, visto che nello Utah la pioggia è scarsa, questa viene considerata una violazione dei diritti sull'acqua che apparentemente sono esclusivi di enti governativi dello Utah.
"Lo Utah è il secondo stato più secco della nazione.
Probabilmente le nostre leggi dipendono da questo" dice Miller in risposta al ridicolo divieto statale di collezionare l'acqua piovana.
Gli ufficiali di Salt Lake City hanno lavorato per trovare un compromesso con Miller e adesso gli stanno permettendo di usare la "loro" acqua piovana, ma il fatto che persone come Miller attualmente non posseggano l'acqua piovana che cade sulle loro proprietà è un indicatore di quanta poca libertà si possiede negli Stati Uniti.
(Il libero accesso all'acqua che cade sulla tua proprietà ci sembra essere un diritto fondamentale, non sei d’accordo?)
VIETARE LA RACCOLTA DELL'ACQUA PIOVANA NEGLI ALTRI STATI
Lo Utah non è l'unico stato con il divieto di collezionare l'acqua piovana. Anche il Colorado e Washington hanno delle limitazioni sulla raccolta d'acqua che ne frenano il libero utilizzo, ma queste variano molto di stato in stato e i legislatori hanno deliberato alcune leggi che favoriscono queste restrizioni.
In Colorado sono recentemente passate due nuove leggi che avallano l'utilizzo di alcuni piccoli sistemi di raccolta d'acqua piovana come quelli che le persone possono installare nelle loro proprietà.
Prima del passaggio di queste due leggi, Douglas County (Colorado) ha condotto uno studio su come l'acqua piovana possa influenzare le falde acquifere. Lo studio dimostra come lasciando le persone libere di raccogliere l'acqua piovana nelle loro proprietà possa ridurre la domanda dell'acqua, facilitandone e aumentandone la conservazione.
Personalmente, penso che lo studio non fosse nemmeno necessario per arrivare alle sue ovvie conclusioni. Non bisogna di certo essere uno scienziato per comprendere che utilizzare l'acqua piovana invece che quella di rubinetto è un modo intelligente e utile di conservare questa importante risorsa, specialmente nelle aree come questa dove la siccità è un problema.
Inoltre lo studio ha rivelato che soltanto il 3% delle precipitazioni di Douglas County sono finite nei contenitori dei "raccoglitori di piogge".
Il rimanente 97% è evaporata o finita nel terreno ad utilizzo delle piante.
Questo fa capire il perché i legislatori non possono argomentare che raccogliere l'acqua piovana È dannoso per le nostre risorse e per il ciclo naturale dell'acqua stessa. L'impatto finale è così limitato che ogni proprietario potrebbe virtualmente raccogliere molti barili di acqua piovana senza che questo non faccia effetto sull'ammontare d'acqua che finisce nel suo normale flusso e nei fiumi.
E' TUTTA UNA QUESTIONE DI CONTROLLO
Più tempo le persone rimangono inconsapevoli e non informate su questi temi importanti e più i governi continueranno a strapparci le libertà di cui godiamo.
Il solo motivo per il quale le restrizioni sull'acqua stanno cominciando a cambiare in meglio è perché le persone hanno cominciato a comprendere la situazione e hanno lavorato per cambiare la legge.
Anche se le leggi restrittive sul collezionamento dell'acqua sono presenti, in alcuni casi da più di 100 anni, le cose stanno cambiando grazie all'impegno di quei cittadini che hanno deciso che "abbastanza è abbastanza".
Anche perché se non possiamo neanche liberamente raccogliere l'acqua che ci cade intorno, allora cosa, esattamente, siamo liberi di fare?
Il tema delle acque piovane sottolinea un serio problema dell'America di oggi: la diminuzione delle libertà e l'incremento del controllo governativo.
Oggi, siamo stati radicalmente riprogrammati a pensare che abbiamo bisogno di un permesso per esercitare anche i diritti fondamentali, quando nei fatti il potere del governo dovrebbe provenire da noi! La repubblica americana e' stata disegnata in maniera che il governo possa servire la gente e per proteggere e mantenere la libertà. Ma progressivamente, il nostro governo sta privando le persone del diritto all'utilizzo del "senso comune" e di azioni come la raccolta dell'acqua piovana o il comprare latte intero dal contadino della porta accanto.
Oggi, viviamo sotto un governo che sta lentamente privandoci delle nostre libertà, solo per garantirci e restituirci alcune di queste libertà in modo limitato e occasionale con l'aggiunta pretesa che ci stanno facendo un benevolo favore.
COMBATTERE CONTRO LA SCHIAVIZZAZIONE
Fino a quando le persone crederanno che i loro diritti derivano dal governo (e da nient'altro), resteranno sempre schiavizzate e i diritti e le libertà che oggi pensiamo di possedere ancora verranno velocemente sgretolate da un sistema di egemonia burocratica che cerca solamente di espandere il suo controllo.
Lo stesso argomento che viene utilizzato per limitare la raccolta dell'acqua piovana, potrebbe essere utilizzato per dichiarare che TU NON HAI IL DIRITTO ALL'ARIA CHE STAI RESPIRANDO. Dopotutto, i governi potrebbero anche dichiarare che quell'aria è l'aria "di qualcun altro" in modo da addossarti una "tassa sull'aria" o "questua sull'aria" e di chiederti di pagare ogni respiro che permette di mantenerti vivo.
Pensi che questo non potrebbe succedere? (ricordati che non conoscevi neanche la questione "pioggia", ndr)
In linea con l'ufficio brevetti degli Stati Uniti, le corporazioni e le università già posseggono il 20% del tuo codice genetico. Il tuo corpo, dichiarano, è parzialmente proprietà di qualcun altro.
Quindi, se posseggono la tua terra, l'acqua e il tuo corpo, quanto ci metteranno a reclamare la tua aria, la tua mente e anche la tua anima?
A meno che non ci ribelliamo a questa tirannia, questa scenderà su di noi, lentamente, giorno dopo giorno fino a che non ci ritroveremo totalmente schiavizzati da un mondo di collusioni corporative/governative dove tutto ciò che ha un valore è posseduto da gigantesche corporazioni che vengono sostenute ed aiutate dalle leggi locali.
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