domenica 20 febbraio 2011

"Da Cuba: Escozul, un nuovo preparato per il cancro"


Per onor di cronaca ThisIsCuba riporta questa notizia, ma precisa di mantenere l’assoluta neutralità e tenterà di approfondire questi contenuti e proclami, cercando di ottenere un’intervista da un esponente della casa distributrice.
Arriva da Cuba e si fa strada grazie a internet un nuovo preparato che vanta effetti curativi anti-cancro. Nuovo, datato? Vecchio ma nuovo nell’entusiasmo di un passaparola che non conosce rallentamenti. Siamo forse di fronte a un nuovo caso Di Bella? Il farmaco è un estratto di veleno dello scorpione blu, si chiama Escozul ed è prodotto dalla Labiofam, un’azienda con sede a L’Avana. L’azienda produttrice sostiene di avere iniziato la fase 3 di valutazione clinica, ha un registro di tutti i pazienti trattati finora, parecchie migliaia, ma non ha pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. La maggior parte dei pazienti trattati sono americani, con tumori ai polmoni, seno, colon o cervello. Sarebbero 25 mila i pazienti che hanno dimostrato un miglioramento – riporta i dati il settimanale Salute del Corriere della Sera – in termine di remissione del tumore, aumento della sopravvivenza, diminuzione del dolore e remissione del tumore.
Staremo a vedere, sperando non sia l’ennesima speculazione che si gioca sulla speranza di persone malate e facilmente soggette a rincorrere ciò che promette effetti positivi sullo stato di salute, anche se talora non supportato da dati scientifici concreti e statisticamente significativi.
Ricordo però, che prodotti in fase 3 di sperimentazione, che quindi non hanno ancora percorso completamente l’iter che ogni farmaco deve obbligatoriamente percorrere per essere approvato, non possono essere oggetti di lucro. Non possono essere venduti. Chiaro?
Possono essere testati su volontari consenzienti, è vero, ma gratuitamente. Ricordo anche che una molecola ancora nuova, perdipiù in fase di studio, amplifica potenzialmente i pericoli ed i rischi legati al manifestarsi di possibili effetti di tossicità.
Al momento sono 50000 i cubani che sono stati trattati con Escozul, laddove sono comunque disponibili le tradizionali misure di lotta terapeutica quali radiazioni, chirurgia, chemioterapia, terapie farmacologiche convenzionali già sperimentate ed approvate.
Diverse sono le versioni. Chi supporta e sostiene con fermezza il prodotto, chi mostra certezze, che è orientato verso l’ennesima speculazione.
Io dico solo che un metodo di valutazione deve basarsi su numeri e statistiche oggettivi e provati. Ed è un obbligo morale sostenere le proprie posizioni su questi elementi. Anche le parole del giornalista cubano Mar Marin, nell’espriemere la propria opinione su Escozul, sono di difficile interpretazione quando sostiene che il Dr. Bordier ha curato il 40% delle persone dopo della chemio e dopo essere ricorso ad interventi chirurgici. Non si capisce se intende dire che fallite queste ultime misure citate, con il solo Escozul il 40% avrebbe ottenuto risultati positivi o se l’Escozul fosse stato usato come complemento a tali cure convenzionali.
Fonte tratta dal sito .

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