martedì 15 febbraio 2011

In Emilia Romagna si incenerisce di più

Da una nota diffusa dalla Regione Emilia Romagna risulta che la percentuale di rifiuti indifferenziati inceneriti è passata dal 33% del 2008 al 42% nel 2009. Laddove sorgono gli inceneritori, non ci si libera più dei rifiuti!

Ciò nonostante la nota dichiara che “... gli obiettivi fondamentali perseguiti sono in linea con quanto previsto anche dall’Europa, che ci chiede... di ridurre progressivamente anche l’incenerimento sia pure con recupero di energia”. Il quadro regionale della gestione dei rifiuti urbani nel 2009 è il seguente: produzione di 2 milioni e 988 mila tonnellate (-0,9% rispetto al 2008), con produzione pro capite regionale di 682 Kg (-1,8% rispetto al 2008) e 571 Kg nella Provincia di Bologna, il valore più basso. La raccolta differenziata (1 milione 400 mila tonnellate) è stata pari al 47,4% dei rifiuti urbani (+2% rispetto al 2008), con il valore più elevato (45%) nelle Province di Parma e Reggio Emilia e il più basso (39%) in quella di Bologna; elevata è la differenza tra i diversi Comuni, dal 65% al 35%. La quantità pro capite regionale della differenziata è risultata di 323 Kg (media nazionale 165 Kg/pro capite). Il 78% della differenziata è stata oggetto di recupero e il 22% di smaltimenti finale; non risulta precisato: a) quale quota del 78% sia stata destinata all’incenerimento per recupero energetico; b) come sia stato smaltito il residuo 22% che potrebbe essersi aggiunto alla parte incenerita (ignota) del 78% oggetto di recupero. I dati forniti sui diversi sistemi di smaltimento finale della indifferenziata (1 milione e 600 mila tonnellate) sono i seguenti: 46% in discarica (56% nel 2008), 42% incenerimento (33% nel 2008), 9% biostabilizzazione (8% nel 2008), 2% CDR e 1% recupero materiali (invariati rispetto al 2008).
Intanto in Emilia ci sono province, come Modena, che raddoppiano l'inceneritore arrivando a bruciare 240mila tonnellate di rifiuti, compresi quelli speciali, soggetti alle leggi del libero mercato e per i quali i gestori, come per esempio Hera, si fanno pagare un sacco di soldi. Inoltre le multiutility che gestiscono gli inceneritori sono spa quotate in borsa e devono distribuire dividendi agli azionisti: per questo devono PRODURRE GUADAGNO. E il guadagno non si produce se i rifiuti diminuiscono, ma solo se aumentano. Chi ancora crede che incenerire sia la scelta giusta per liberarsi dei rifiuti, RIFLETTA!
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