mercoledì 30 marzo 2011

Giappone: è stato trovato plutonio in campioni di terreno


È stato trovato del plutonio in 5 campioni presi dal terreno di Fukushima, che può provenire dal reattore nr. 3 alimentato a MOX che contiene dal 3% al 6% di plutonio, ma il plutonio è anche un prodotto di scarto generato in altri reattori. Fukushima contiene 2.500 tonnellate di uranio e plutonio, che includono 3.450 barre di combustibile bruciato del reattore (burned out fuel rods). Ovvero 20 volte in più la quantità di Chernobyl. I cinghiali cacciati in Baviera (Germania) sono sempre soggetti a controlli per radiaizoni. Uno su 5 contiene più di 1.000 Bq per kg (becquerel= unità di misura radiazioni ndt). Questi animali NON SONO più adatti per il consumo umano e vengono distrutti; si suppone che al di sotto dei 500 Bq ci sia sicurezza. Questa è la situazione ad ora: 25 anni dopo Chernobyl. Gli umani ripetono le stesse storie. In Giappone i vegetali riportano letture oltre di 82.000 Bq e 54.000 Bq. Non ci sono informazioni affidabili di campioni raccolti in Giappone. Una zona di esclusione di 50 miglia (80km) richiederebbe l'evacuazione di 2 milioni di persone. Non c'è né la capacità amministrativa né la volontà politica per farlo. In ogni caso sarebbe troppo poco e troppo tardi. Le lezioni apprese da Chernobyl indicano che sarebbe molto più appropriata una zona di esclusione di 500 miglia (800km) se la salute della popolazione fosse la preoccupazione principale. Significa che questo richiede l'evacuazione del Giappone... In Francia l'IRSN (Nuclear Safety Agency: Ente per la Sicurezza Nucleare) è tristemente famoso per la sua volontà ed abilità ad occultare gli incidenti. A sorpresa l'Ente ha sostenuto già martedi scorso la necessità di una vasta ed estesa zona di esclusione: hanno sentito l'importanza di salvare la reputazione della industria nucleare. I loro scienziati hanno predetto che il 10% dello scarico di Chernobyl era già avvenuto e che sarebbe comunque aumentato continuamente. Le barre di combustibile del reattore sono scoperte e rilasciano le loro radiazioni nell'aria, le vasche sono piene di crepe e non possono essere riempite e si trovano ai piani superiori. Tonnellate di sale (dall'acqua del mare...ndt) rendono impossibile un ulteriore raffreddamento. Sta procedendo il meltdown (la fusione) nel reattore 3. La IAEA (International Atomic Energy Agency: Ente Internazionale per l'Energia Atomica) ha avuto da dire contro l'IRSN e non ci sono ulteriori affermazioni che emergono dall'IRSN. La IAEA ha affermato che la pressione dai reattori 1, 2 e 3 era già stata rilasciata attraverso delle valvole, quando il surriscaldamento minacciava esplosioni. Va notato che queste valvole in altri Paesi come USA e Francia ed altri hanno filtri per le particelle, ma non li hanno in Giapppone. Gli USA impararono da Three Mile Island. Ci vollero 6 anni prima che potessero aprire il reattore e vedere lo stato delle sue barre di combustibile fuse. Di conseguenza installarono un sistema che misura la radioattività rilasciata durante gli incidenti e indica la condizione delle barre. Ma un simile sistema non esiste in Giappone. Questo spiega l'affermazione giapponese: “ora non lo sappiamo e non lo sapremo per lungo tempo”. Clicca qui per visionare le foto ad alta risoluzione del disastro in Giappone dal portale della CNN (ATTENZIONE: la visione di queste foto è sconsigliata a persone sensibili).

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