martedì 29 marzo 2011

Greenpeace: Fukushima come Chernobyl

L'organizzazione ambientalista Greenpeace ha proposto di equiparare l'incidente di Fukushima a quello di Cernobyl, innalzandolo al livello 7 della scala internazionale Ines (International Nuclear Event Scale), ma le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) e quelle di alcuni esperti sono più caute. Tanto che ieri l'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale (Nisa) aveva ipotizzato un innalzamento dall'attuale livello 5 al 6 della scala Ines. La proposta di Greenpeace è basata soprattutto sullo studio dell'Istituto centrale austriaco di Meteorologia e geodinamica (Zamg), che ha ricostruito lo spostamento dei materiali radioattivi liberati dall'incidente di Fukushima fino al loro arrivo sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Il valore finale rilevato in California, combinato con il tasso di dispersione dovuto a venti e precipitazioni, ha prodotto una stima della radioattività liberata attorno alla centrale di Fukushima nei primi giorni dall'incidente. Secondo l'istituto austriaco il livello di iodio 131 rilasciato a Fukushima 1 è pari al 73% di quello liberato a Chernobyl e il rilascio del cesio 137 S pari a circa il 60% rispetto ai livelli di questa stessa sostanza misurati a Chernobyl. Le misure, acquisite per mezzo di una rete internazionale di rilevatori destinati a individuare test clandestini di bombe nucleari, riguardano comunque solo iodio e cesio perchè sono questi gli unici radionuclidi misurati a Fukushima. Molto più numerosi sono stati invece i materiali radioattivi liberati a Chernobyl. L'Aiea non riferisce, al momento, alcuna stima relativa ai giorni immediatamente successivi l'incidente di Fukushima, ma i valori misurati nei giorni successivi sono notevolmente inferiori rispetto a quelli misurati a Chernobyl. "Non è possibile dire che la contaminazione avvenuta a Fukushima sia massiva come lo è stata quella di Chermobyl", ha rilevato l'esperto dell'Enea, Eugenio Santoro. "Nell'incidente di Chernobyl - ha spiegato - un'esplosione che ha scagliato i materiali radioattivi direttamente nell'alta atmosfera, dove sono stati trasportati insieme alle masse d'aria. Nel caso di Fukushima i radionuclidi non hanno mai raggiunto l'alta atmosfera, la diffusione è stata più limitata e con una dispersione di materiale radioattivo a livello locale". Fonte tratta dal sito .

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