mercoledì 6 aprile 2011

ALFALFA OGM - L’ERRORE PIÙ STUPIDO DELLA MONSANTO?

Non ho idea di come si manipolino i geni per ottenere alfalfa ogm o qualcos’altro, ma so un paio di cose su come si fa il fieno di alfalfa. Non sono in grado di dire se l’alfalfa ogm della Monsanto sia pericolosa per la salute o meno e non so nemmeno se qualcuno possa affermarlo con certezza. Tuttavia, buona parte degli scienziati, dopo numerose ricerche, hanno stabilito che l’alfalfa ogm è sicura come alimento sia per gli animali, sia per l’uomo. Devo supporre, che molte delle persone coinvolte interpretino come effettivamente attendibili gli esiti delle loro ricerche e che non vengano pagati dalla Monsanto per alterarne i risultati. Forse mi sbaglio anche su questo, ma nel lungo periodo, a chi ci si può affidare, se non alle conclusioni della scienza, che spesso, però, risultano incomplete? Credo che l’alfalfa ogm sia un errore grossolano per un altro motivo. Le erbacce rappresentano raramente un problema nel taglio dell’alfalfa per il fieno, e allora a chi conviene? La semenza di alfalfa è già abbastanza costosa di per sé. Se il prezzo della semenza dell’alfalfa ogm aumentasse in modo impressionante così come per il grano ogm, chi potrebbe volerla comprare? Se avessi un decimo di dollaro per ogni balla di alfalfa che produco, avrei già un bel gruzzolo in banca senza calcolare l’interesse. Prima che l’agricoltura si rivolgesse al granoturco, alla soia e alla rotazione utilizzata in Florida, nella regione in cui vivo le erbacce non costituivano un problema come ora. La rotazione all’epoca consisteva nell’alternanza di granoturco, avena/frumento, e due o più anni a maggese. Se si trattava di fieno di alfalfa, ciò significava che in quegli anni il taglio avveniva tre, a volte quattro volte, per ogni estate. Con quattro anni di taglio regolare in un campo di alfalfa la crescita di erbacce veniva efficacemente contrastata. A volte, nel corso del primo anno in cui il campo viene seminato ad alfalfa, le erbacce possono costituire un problema, ma, in condizioni normali, l’alfalfa riuscirà comunque a crescere bene. Il campo non sarà inizialmente rigoglioso, ma, dopo il primo taglio di fieno, l’alfalfa ricrescerà più velocemente delle erbacce. Dopo il secondo taglio, l’alfalfa si svilupperà nuovamente rigogliosa e le erbacce diminuiranno. Al momento del secondo taglio del secondo anno, le erbacce saranno praticamente sparite. Ho visto proprio il campo di mio cognato lungo la strada seguire questo processo negli ultimi quattro anni. L’alfalfa era così infestata di erbacce all’inizio, che ci vergognavamo ogni volta che un altro agricoltore capitava a vedere il disastro, ma ora è meravigliosa e sarà meglio lasciarla per altri due anni. E un’altra cosa: nel periodo in cui le erbacce creano problemi, effettuando tagli multipli nel corso dell’estate, esse raggiungono un buona condizione vegetativa, al momento del taglio, e possono essere utilizzate proficuamente anche come foraggio. E allora perché esiste l’alfalfa ogm? Posso supporre, che chi coltiva alfalfa a fini commerciali nelle regioni occidentali deve avere problemi con le erbacce, perché al momento di effettuare il raccolto l’alfalfa non ha subito tagli così frequenti. Ne deduco che, il denaro che viene risparmiato evitando di coltivare secondo la tradizione, viene utilizzato per comprare i nuovi semi ogm. Tuttavia, se le erbacce crescono immuni agli erbicidi, come già è successo, chi ci guadagna? Chi si dedica all’agricoltura biologica ha trovato il modo di risolvere il problema della contaminazione da parte di alfalfa ogm dei loro raccolti di fieno: sostituirla con trifoglio rosso o trifoglio bianco. Ho provato a farlo trent’anni fa, perché sul mio terreno ad alta componente argillosa l’alfalfa non cresceva così bene come il trifoglio rosso. Inoltre il trifoglio rosso non patisce il gelo come l’alfalfa ed è immune all’insetto curculione, che qui rappresenta un problema. Il trifoglio rosso ed alcuni trifogli bianchi sono più facili da seminare nel terreno gelato rispetto all’alfalfa, ragione per me sufficiente per sostituirla. Possiamo, inoltre, far crescere il trifoglio rosso nella metà orientale e più umida del paese, cosa che non vale per l’alfalfa. Se metà dei produttori di fieno abbandonassero l’alfalfa, sebbene questa pianta renda di più se si investe molto per fertilizzarla in modo consistente, chi la coltiva a fini commerciali ne soffrirebbe. Naturalmente suppongo che, se tutti scegliessero questa strada, la Monsanto si precipiterebbe in nostro soccorso con un trifoglio ogm. Chissà se un giorno il settore agricolo ridurrà tutto ciò che la natura offre ad ogm e ci pagherà per raccogliere i frutti del noce americano? Fonte tratta dal sito .

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