domenica 22 maggio 2011

La BAYER aumenta ancora la produzione di fosgene

Gas velenoso usato nella Prima Guerra Mondiale / Incidenti nelle fabbriche in Germania e negli Stati Uniti / Impedita la costruzione di una fabbrica a Taiwan


La BAYER vuole espandere significativamente la sua produzione di poliuretano. Il fosgene, sviluppato dalla BAYER durante la Prima Guerra Mondiale per essere usato come arma chimica, è considerato una delle sostanze più tossiche esistenti e viene usato nella produzione di poliuretano. La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, chiede da tempo alla Compagnia di passare alla produzione di materie plastiche evitando l'uso del fosgene, ma la BAYER insiste coi suoi metodi di produzione ad alto rischio.


Nel 1998 l'opposizione della popolazione locale, ha impedito la costruzione di una enorme fabbrica di poliuretano a Taiwan. Le proteste erano dirette principalmente contro il fosgene utilizzato nella produzione. Negli anni seguenti negli impianti della BAYER per la produzione di poliuretano, negli Stati Uniti, si sono verificate varie esplosioni. Le indagini che ne sono conseguite hanno evidenziato grosse negligenze nella gestione.
Adesso la BAYER intende aumentare significativamente la sua produzione di poliuretano. A Brunsbuettel in Germania, saranno prodotte oltre 400.000 tonnellate di schiuma rigida MDI (di-isocianato di difenilmetano), il doppio della capacità attuale. A Dormagen, in Germania, la produzione di schiuma flessibile, TDI, sarà aumentata di sei volte portandola a 300.000 tonnellate. La BASF, concorrente della BAYER ha ricevuto l'approvazione per la produzione di 400.000 tonnellate di MDI a Chongqing, in Cina.
Nel corso di queste espansioni, la produzione del letale fosgene, aumenterà di decine di migliaia di tonnellate all'anno. Il fosgene è mortale anche in piccolissime quantità. La sua inalazione causa problemi respiratori, edema polmonare e infine arresto cardiaco. L'utilizzo del fosgene per la produzione di materie plastiche è considerata una delle tecnologie più pericolose esistenti, seconda solo agli impianti nucleari.
La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) chiede da molti anni l'uso di tecnologie senza fosgene per la produzione di materie plastiche. La BAYER e la BASF non hanno mai dichiarato se siano stati studiati dei metodi alternativi o se questi non siano stati sviluppati per motivi di profitto o di mancanza di brevetti.
Philipp Mimkes del Direttivo della Coalizione, dice: "I pericoli devono essere ridotti al minimo in partenza. Il disastro di Fukujima dimostra che l'impensabile può accadere. La BAYER e la BASF dovrebbero concentrare i loro sforzi nello sviluppo di processi di produzione per poliuretano e policarbonato, che non utilizzino il fosgene pur rimanendo adatti alla produzione su larga scala. Altrimenti, con una durata prevista in 30/35 anni, questo pericolosissimo metodo di produzione continuerà ad essere una minaccia ancora per decenni".
Secondo l'Associazione tedesca per le Ispezioni Tecniche (TÜV) lo scenario ipotizzato, in caso di grave incidente, vedrebbe la popolazione di un'area di 1,7 chilometri quadrati esposta a una dose di fosgene tale da causare la morte di metà di essa. In un'area densamente popolata questo equivarrebbe a oltre 2.000 morti. Nella risultante "fascia B", un'area di 6,75 chilometri quadrati, oltre 15.000 persone sarebbero esposte a un livello tale da poter risultare mortale in singoli casi.
Il caso che i rischi, sia per il personale che per la popolazione locale, non siano di natura teorica, è sostenuto dal grave incidente avvenuto due anni fa nell'impianto della BAYER di Institute negli USA, dove il fosgene viene usato in grandi quantità. L'esplosione si è sentita nel raggio di 10 chilometri. La successiva inchiesta, condotta dal Congresso degli Stati Uniti, è giunta alla conclusione che solo per circostanze fortunate è stato evitato un disastro come quello di Bhopal in India.
Nel 2000, a seguito di una perdita in uno scambiatore di calore, ci fu una fuoriuscita di fosgene nell'impianto di Dormagen. L'incidente fu molto serio, con oltre 30 dipendenti costretti a ricorrere alle cure dei medici. Altri gravi incidenti sono avvenuti in impianti per la produzione di poliuretano, per esempio a Dormagen nel 1997 e nell'impianto di Baytown, negli USA, sia nel 2004 che nel 2006. Dopo queste esplosioni, gli ispettori statunitensi hanno verificato la violazione di numerose regole di sicurezza e hanno definito la gestione della BAYER MaterialScience, "grossolanamente negligente".
Le conclusioni di Philipp Mimkes sono che: "Considerati i rischi elevati e i frequenti incidenti, è imperativo dismettere gradualmente la produzione di fosgene per prevenire altri potenziali danni alla salute o morti".


Fonte tratta dal sito .


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