domenica 31 luglio 2011

Vaccinazioni armate nel Malawi



Circa 131 bambini sono stati vaccinati a forza, sotto la minaccia delle armi, nel distretto di Nsanje nel Malawi dopo essere rientrati dalla loro fuga in Mozambico che, tra l'altro, è uno dei paesi africani, insieme a Kenya e Tanzania interessati da barbare sperimentazioni di nuovi vaccini sui bambini.
I genitori di questi bambini hanno cercato di nasconderli ai funzionari incaricati alle vaccinazioni.
Secondo il Dr. Medison Matchaya, Ufficiale del Distretto Sanitario di Nsanje, i medici hanno somministrato il vaccino contro il morbillo sotto scorta della Polizia.
Siamo stati avvisati che alcuni bambini che si erano nascosti in Mozambico sono tornati nel paese e abbiamo chiesto alla Polizia di scortare i funzionari della Sanità al fine di vaccinarli, e siamo riusciti a vaccinare circa 131 bambini ha affermato Matchaya in un'intervista apparsa sul Malawi Voice.
In un procedimento correlato, la Corte di Giustizia di 3° Grado del distretto di Michinji, ha condannato a due anni di reclusione e relativi lavori forzati un appartenente ad un gruppo religioso della zona che si era rifiutato di vaccinare i suoi tre figli contro il morbillo.
Questo padre si era barricato in casa dopo che un altro dei suoi figli era deceduto con ogni probabilità subito dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il morbillo; inoltre il proprio credo gli imponeva di non accettare alcun farmaco nel rispetto dell'appartenenza al gruppo religioso.
Da tutta questa storia emerge che nel Malawi non vi è rispetto per il credo religioso, non vi è rispetto dei diritti umani né tantomeno di quelli dei genitori.
Tralasciamo i principi del consenso informato di cui al Codice di Norimberga. Tralasciamo il fatto che è diritto di un genitore, anzi no, è responsabilità dei genitori proteggere i loro figli e tenerli al sicuro. Ignoriamo anche il fatto che tutti i farmaci, compresi i vaccini, possono causare rischi agli individui, in particolare nei paesi privi di servizi igienici adeguati e/o accesso agli alimenti.
Cosa succederà a questi tre orfani, mentre il loro papà osserverà la sua pena?...
Vogliamo provare ad immedesimarci in questa situazione oppure proseguiamo a starcene richiusi nella bambagia come gli eremiti?...
I bambini abbandonati fanno parte dei danni collaterali?...
I bambini abbandonati ora fanno parte del progetto di immunizzazione?...
Saranno autorizzati a morire di fame per le strade del Malawi?...
È questa una nuova pratica medica accettabile per garantire la "protezione del gregge"?...
E cosa vogliamo dire della pratica vaccinale svolta sotto la minaccia delle armi?...
C'è davvero qualcuno che crede che non possa succedere nei cosiddetti paesi "evoluti/industrializzati"?
Leggete un pò il Programma di Controllo della Pandemia. Tutto ciò che serve in un paese "evoluto/industrializzato" per istituire una vaccinazione forzata, anche sotto la minaccia delle armi, è la dichiarazione di un'emergenza sanitaria a discrezione dell'Autorità Sanitaria Nazionale, simile alla "pandemia bufala" dell'influenza suina dichiarata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2009, a tal punto da causare la sospensione di tutti i diritti personali e lasciare ai Governi l'autorità per forzare le vaccinazioni "nell'interesse della salute pubblica e della sicurezza", non importa poi che qualcuno [adulto, bambino, donna gravida che sia] ci rimette la propria vita, oppure riporta danni permanenti più o meno gravi.
Se voi credete veramente che non puù accadere in un qualunque stato o paese, basta fare una ricerca su Google per la preparazione alle "emergenze sanitarie". Controllate le regole/leggi già in vigore per la vostra posizione. Sarete voi a decidere se il vostro Governo ha oltrepassato i suoi limiti oppure no.
Se la tattica impiegata di recente in Malawi è autorizzata a tal punto da non sollevare proteste da parte dei "difensori" dei consumatori che si preoccupano sempre della nostra salute [recentemente, per esempio, Altroconsumo] e dei medici di tutto il mondo, forse potrebbe essere usata molto presto la stessa tattica nel nostro/vostro quartiere.

Fonte tratta dal sito .

venerdì 29 luglio 2011

NEW WORLD ORDER: REALTA’ O FANTASIA ?



Questo post vuole essere non una risposta, ma un’estensione della discussione, rispetto a questo interessante intervento da te postato nei commenti. Avrei voluto inserirlo negli stessi commenti, ma scrivi scrivi, mi è venuto fuori un mezzo papiro egiziano, perciò lo metto qui sulla home, così magari ci facciamo sopra un discorso a parte.Quello che dici merita riflessione, ma devo dire che vedo la situazione un po’ diversamente. Posso sbagliarmi, ovviamente, e sono pronto ad adattare la mia visione delle cose agli sviluppi futuri (come del resto ho già dovuto fare diverse volte negli ultimi anni), però vorrei spiegare il motivo per cui continuo ad adottare negli articoli termini che si riferiscono all’elite dominante con la sua denominazione geografico/nazionale.Il fatto è che a questa storia del “Nuovo Ordine Mondiale” e dell’estinzione delle nazionalità in un crogiuolo globale indistinto, negli ultimi tempi sono portato a credere sempre meno. Non dico che mi sembri del tutto inverosimile: dico che mi sembra altamente improbabile in questa e nella prossima fase storica. Un obiettivo del genere sarebbe già molto difficile da raggiungere per un Impero al massimo della sua forza e del suo fulgore. Gli Stati Uniti (che sono l’unico impero attualmente esistente), in questo momento sono tutt’altro che al loro massimo. Sono invece in palese difficoltà e stanno lottando non tanto per estendersi, quanto per non perdere le posizioni acquisite a scapito delle potenze emergenti. All’epoca dei due Bush, gli USA avevano creduto di poter controllare da vicino Cina e Russia acquisendo il controllo sul Medio Oriente. Non solo non ci sono riusciti, ma mentre ci provavano la Cina ha creato legami commerciali assai rilevanti con l’America Latina, sottraendo almeno in parte quest’ultima al rigido controllo statunitense che durava da quarant’anni. La Russia, mentre lo Zio Sam si impantanava in Iraq e Afghanistan, iniziava a stringere rapporti sempre più stretti con l’Europa Occidentale. La Cina, allo stesso tempo, iniziava una vasta penetrazione commerciale nel Mediterraneo, minacciando da vicino quello che è da 70 anni almeno il più importante protettorato americano. Perciò gli USA hanno dovuto fare precipitosamente marcia indietro e cambiare strategia. Niente più “guerra al terrorismo”, niente più spauracchio di Osama. Si sono accontentati di creare – con le famose “rivoluzioni colorate” – il caos in Medio Oriente, per renderne più difficile il controllo da parte delle potenze avverse. E si sono arroccati sulla difesa dello scacchiere mediterraneo, per impedire che i cinesi si prendessero pure quello. A rischio di essere troppo ottimista, secondo me, per gli USA, questa è una battaglia persa, almeno sul medio periodo. Infatti, tutto ciò che resta agli Stati Uniti è una poderosa macchina militare, la più imponente del mondo; la quale, certo, non va sottovalutata, ma è l’unica cosa che continua a tenerli in vita. Le altre potenze possiedono non solo apparati militari che, pur non essendo paragonabili a quello americano, vanno costantemente rafforzandosi; ma anche l’attrattiva degli affari, del commercio, del benessere a basso costo di produzione, che gli USA non sono più in grado di offrire alle loro colonie. Dunque la prospettiva che abbiamo davanti – azzardo qui una previsione, ben sapendo che le previsioni sono rischiose – non mi sembra quella di un “Nuovo Ordine Mondiale” centralizzato, ma l’esatto opposto. Ossia una fase di frazionamento geopolitico e conflitto, dapprima latente, poi conclamato, tra i vecchi dominatori arroccati in difesa e le potenze emergenti che, giorno dopo giorno, gli rosicchiano un po’ alla volta le zone di egemonia. Non è niente di nuovo, si tratta di un fenomeno ciclico (ascesa di una potenza localmente connotata – emergere di nuove potenze – conflitto – nuovo assetto geopolitico) che si è già verificato molte volte nel corso della storia. A questo conflitto tra potenze, va aggiunto poi – e forse è ancora più importante – il conflitto interno alle elite, particolarmente quella occidentale, la quale sembra in questo momento tutt’altro che compatta e univocamente indirizzata, come dimostrano i continui mutamenti di strategia americani, la volatilità delle posizioni verso ex-alleati di ferro come Israele, i pesci in faccia che iniziano a volare in seno a strutture un tempo granitiche come la NATO o lo stesso comando militare statunitense e molte altre cose. Vorrei che non ci lasciassimo ingannare dalla prospettiva limitata di cui possiamo usufruire standocene rinchiusi nella gabbia dell’Unione Europea. Il “Nuovo Ordine Occidentale” di cui parli nel tuo post esiste già ed è quello che gli Stati Uniti hanno creato imponendo agli Stati Europei l’unità artificiale del recinto UE e l’asfissia economica della zona Euro, le cui istituzioni politiche ed economiche si trovano direttamente o indirettamente sotto il controllo USA. Il fatto è che questo “Nuovo Ordine” euroamericano esiste, ma appare tutt’altro che duraturo, anzi va rapidamente sfaldandosi. Nonostante gli sforzi di Soros di indebolire l’Europa per meglio controllarla – anzi, forse addirittura a causa di essi – tenere l’Europa vincolata al programma USA si sta rivelando un’impresa sempre più titanica e le derive nazionaliste ed eurasiatiche vanno moltiplicandosi di giorno in giorno (in questo contesto credo debba inserirsi anche il recente, sanguinosissimo “avvertimento” alla Norvegia, la quale minacciava di diventare l’ariete con cui sfondare il “muro” politico/ideologico con cui gli USA tengono separato l’occidente dell’Eurasia dal suo oriente). In sostanza, ammesso anche che un progetto “globalista” (si fa per dire, perché, come giustamente dici, esso riguarda solo gli USA e le zone soggette alla loro influenza) esista davvero, esso è già stato attuato e mi pare che abbia ben poche possibilità di sopravvivenza nello scenario che vedo prospettarsi. Resterà in piedi, caracollando e minacciando di disintegrarsi ad ogni soffio di vento, solo fino a quando la superiorità militare statunitense riuscirà ad imporlo con gli strumenti del ricatto armato e delle periodiche stragi d’intelligence distribuite sul territorio coloniale. Ma la situazione internazionale va evolvendosi rapidamente e a osservarla dal mio punto di vista mi pare che l’unità forzata imposta dai dominanti abbia assai corto respiro. E in ogni caso, essa sta rafforzando, non indebolendo, il desiderio di un ritorno alle sovranità nazionali europee, nonostante la generosa propaganda “globalista” che gli USA stanno, questo sì, distribuendo a piene mani. E’ per questo che continuo a riferirmi ad USA, Israele e quant’altro con i loro tradizionali appellativi geografici. Non credo affatto – per ora - che queste entità abbiano intenzione di annullarsi in una sovraentità multicontinentale, né che volendolo avrebbero la forza per farlo, tantomeno demonizzando le proprie passate incarnazioni (per una nazione come Israele, che vive da millenni sempre nello stesso presente identitario, la cosa mi sembra inconcepibile anche sul piano culturale). Ripeto, quello che ho detto qui sopra non vuole essere una profezia (non ho la stoffa del veggente), ma una valutazione il meno possibile pindarica della situazione per come la vedo configurarsi in questo momento specifico. E’ possibilissimo che, vista la fluidità dello scenario, da qui a poco le posizioni mutino nuovamente ed in modo imprevedibile, nel qual caso occorrerà compiere nuove analisi e nuove osservazioni. Ma appunto, in questo momento eviterei di lanciarmi in previsioni sul futuro assetto del potere globale, visto che perfino l’assetto presente è spesso scarsamente decifrabile e connotato da scatti in avanti improvvisi, seguiti da ritirate precipitose. Procederei un passo alla volta, senza affezionarmi troppo agli antichi punti di riferimento politico/territoriali, ma anche evitando di sbarazzarmene quando non sia ancora ed inoppugnabilmente suonata la loro ora. A te (e agli altri lettori) la palla.

Fonte tratta dal sito .

giovedì 28 luglio 2011

Nelle stazioni di polizia statunitensi arriva MORIS



Un nuovo strumento appartenente alla famiglia delle tecnologie di riconoscimento facciale sta per essere lanciato in tutte le stazioni di polizia degli Stati Uniti questo autunno, ovviamente non tutti ne sono entusiasti. Il Mobile Offender Recognition and Identification System (MORIS) utilizza un iPhone potenziato per scattare immagini di volti, scannerizzare le impronte digitali, e analizzare anche l’iride, combinando poi questi dati con le banche dati della polizia in cerca di identità corrispondenti. Questo, comprensibilmente, ha portato molte persone a protestare per lo scempio delle libertà personali che questo nuovo “supporto” porterà.
Il dispositivo MORIS si aggancia sul retro di un iPhone, aggiungendo circa 2 centimetri allo spessore dello smartphone. Gli agenti di polizia armati con lo strumento sopracitato, potranno scattare una foto del volto di una persona a circa cinque metri di distanza, o avviare una scansione dell’iride da circa 15 cm di distanza, grazie alla modalità wireless trasmetterà i dati raccolti alla centrale, potendo ricercare in tutti i database della polizia per trovare corrispondenze. È inoltre possibile eseguire in remoto il confronto tra impronte digitali.
Una simile tecnologia biometrica venne utilizzata dai militari degli Stati Uniti in posti come l’Iraq e l’Afghanistan per confermare l’identità dei civili che entravano nelle zone militari sicure e per la ricerca dei ribelli noti ai posti di blocco. Comparire così di botto nelle strade degli Stati Uniti ha sollevato giustamente questioni riguardanti la privacy e i diritti costituzionali.
La tecnologia vive un po' in una zona franca rispetto alla legge. Viene generalmente ammessa quando si tratta di scattare una foto ad una persona in uno spazio pubblico, ma quando un agente di polizia lo fa – e soprattutto quando lui/lei analizza il tuo volto, impronte o l’iride con riferimenti incrociati con il database – potrebbe dare il via ad una ricerca, ecco quindi il bisogno di un mandato.
È un’altra di quelle situazioni in cui la tecnologia ha semplicemente superato la legge (si potrebbe pensare a Ben Franklin tra tutti quelli che vedevano arrivare, in futuro i software di riconoscimento facciale).
Come se non bastasse, la BI2 ha accordi con circa 40 agenzie a livello nazionale per fornire circa 1.000 dei dispositivi a partire da settembre. Dal punto di vista dell’applicazione della legge, gli ufficiali di polizia sembrano apprezzarlo. E’ una tecnologia che consente loro di andare a fondo in una situazione in fretta.
In un’intervista con il capo esecutivo della BI2 Sean Mullin, si afferma che le risposte dei gruppi sostenitori della privacy e delle libertà civili sono del tutto appropriato, ma che pensa che la tecnologia sia del tutto legale. Il riconoscimento facciale richiede un’immagine frontale del volto presa da vicino, dice – in altre parole, vi deve essere il consenso. Le scansioni dell’iride sono praticamente impossibili senza la collaborazione del soggetto, così come le scansioni delle impronte digitali. Inoltre, l’alternativa, quando un ufficiale di polizia non possa confermare l’identità di un sospetto è generalmente un viaggio nei bassifondi per scoprire qualcosa. MORIS semplifica questo processo.
Se queste belle parole basteranno a soddisfare la folla di chi vuole il rispetto dei propri diritti – e la legge – resta da vedere. Come questo tipo di tecnologia verrà considerata dalla legge ora creerà il precedente per quando questi dispositivi saranno più robusti – il raggio d’azione sarà più ampio, saranno più occultabili, e potenzialmente più da “Grande Fratello”.

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 27 luglio 2011

STOP EXPORT. VERSO LA GUERRA DELLE RISORSE ?



Piccolo ma significativo esempio di come le notizie importanti non vengono date o, quando vengono date, sono nascoste in modo che non si vedano. Per esempio non mi risulta che alcun giornale italiano, per non parlare dei telegiornali, abbia dato rilievo alle cose che seguono. Recentemente il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio – uno dei tre membri della sacra autorità del Consenso Washingtoniano, insieme al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale – ha pubblicato un rapporto speciale il cui titolo tecnico è apparentemente anodino e concerne le restrizioni alle esportazioni. Da questo emerge che ben 30 nuove restrizioni sono sorte, in diversi paesi, che impediscono o limitano l’esportazione di determinate materie prime. E si tratta di materie prime in quasi tutti i casi cruciali: generi alimentari, carbone, minerali di ferro, terre rare.Le cifre dicono che tra ottobre 2010 e aprile 2011 i casi sono arrivati a 30 e si va da aumenti delle tasse di esportazione, fissazioni di prezzi fuori mercato, limitazioni di quote, veri e propri divieti completi. Protagonisti in questa svolta sono la Cina, l’India, il Vietnam l’Indonesia. Ma anche gli Stati Uniti praticano questi metodi avendo imposto restrizioni su una decina di materie prime che ritengono strategiche.
Il punto è proprio questo. Che queste limitazioni non rispondono a criteri economici di corto respiro e sono invece, in molti casi, frutto di considerazioni strategiche. La Cina, ad esempio, controlla circa il 97% delle esportazioni mondiali di terre rare (che sono un elenco di materie prime tutte variamente collegate alla produzione di raffinate tecnologie della comunicazione).
Ovvio che, trovandosi in una posizione quasi monopolistica, la Cina sia in condizione di imporre i suoi prezzi. Cosa che ha fatto tranquillamente fino all’anno scorso. Ma da due anni la Cina non sembra interessata a guadagnare, anche dilapidando le sue risorse preziose. Adesso se le vuole tenere.
Il perchè è presto detto, ma nemmeno uno dei pochissimi giornali del mondo che ha commentato la notizia, l’International Herald Tribune (IHT, 21 luglio), è stato capace di spiegarlo propriamente. In un breve articolo in pagine interne si è limitato a individuare l’egoismo dei paesi del terzo mondo. Ma con spiegazioni di questo tipo non si va lontano. Perchè oggi, improvvisamente?
È cominciata l’epoca della penuria. Per generi di consumo generale, come il petrolio, il “picco” è già stato raggiunto da almeno quattro anni (cioè se ne produce sempre meno e se ne produrrà sempre meno), ma nessuno lo dice per evitare il panico e il contingentamento. Delle terre rare nessuno parla perchè quasi nessuno sa cosa sono e a che cosa servono.
Ma i governanti di Pechino, come è bene non stancarsi di dire, guardano lontano. E cominciano a preferire di risparmiare piuttosto che guadagnare vendendo, perchè quando non ce ne sarà più sarà molto più difficile crescere.
Ecco il punto: è cominciata, in sordina per ora, la guerra delle risorse.
Basta capirlo per prevedere che alle piccole onde attuali seguiranno i marosi nei prossimi anni.
Il signor Patra, capo della società indiana “Terre Rare” – citato appunto da IHT – dice: «per molto tempo l’Occidente ha preso le risorse naturali a basso prezzo dall’Est. In futuro non sarà più così». Perentorio e soprattutto vero. A quelli che, ignorando i sintomi del problema, continuano a biascicare le giaculatorie della crescita, queste notizie bisognerebbe squadernargliele davanti al naso. Ma chi investirebbe se sapesse come stanno davvero le cose?

Fonte tratta dal sito .

martedì 26 luglio 2011

Ogm: la Bayer deve risarcire 750 milioni di dollari

L’azienda agro-chimica Bayer CropScience dovrà pagare circa 750 milioni di dollari di risarcimento per la contaminazione da riso OGM sperimentale. Se contaminazione c'è, è ovvio che ci sarà anche quando le coltivazioni non saranno più sperimentali!

L’accordo è stato raggiunto negli Stati Uniti e riguarderà almeno l’85% della superficie in acri coltivata con riso a grana lunga tra il 2006 e il 2010, dislocati in maggioranza nelle contee di Arkansas, California, Louisiana, Mississippi, Missouri e Texas. La vicenda risale all’Agosto del 2006, quando il Dipartimento Usa per l’agricoltura (USDA) denunciò la presenza, nel riso convenzionale a grani lunghi, dell’evento genetico LLRICE601, per la resistenza al Liberty Link, l’erbicida prodotto dalla stessa Bayer. La sperimentazione risaliva al 1998-2001 e la commercializzazione del particolare OGM come alimento e mangime non era stata autorizzata. L’allerta sanitaria causò pertanto il blocco delle importazioni, in particolare da parte dei compratori europei e giapponesi, e forti perdite sulle piazze finanziarie. Gli 11mila agricoltori rivoltisi al tribunale denunciarono, infatti, di essere stati danneggiati commercialmente dalla multinazionale e accusarono Bayer di negligenza, in quanto avevano saputo della contaminazione solo in seguito all’annuncio fatto dallo stesso USDA, incolpandola di essersi mobilitata in ritardo, quando ormai si era prossimi alla raccolta. Benché nel Novembre del 2006 la Food and Drug Administration (FDA) abbia dichiarato sicura la proteina transgenica presente nel riso della Bayer e deregolamentato il prodotto, le cause legali per le perdite commerciali subite dagli agricoltori tra il 2006 e il 2010 sono andate comunque avanti. In una prima fase dibattimentale, nell’aprile 2010, il tribunale federale di St. Louis, in Arkansas, ha infatti condannato la Bayer la pagamento di 125 milioni di dollari, ritenendola non solo negligente rispetto al proprio prodotto sperimentale ma anche omissiva, per non aver notificato l’avvenuta contaminazione in maniera da limitarne i danni. Con il recente accordo Bayer si propone di chiudere in via definitiva, con un tetto massimo di rimborso, i 300 casi aperti presso i tribunali federali e di stato.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 25 luglio 2011

Inquinamento doloso: condannata la Exxon Mobile




Il tribunale di Baltimora ha condannato la Exxon Mobile a risarcire miliardi di dollari ai cittadini di Jacksonville: l'impianto della multinazionale aveva sversato un additivo della benzina.
Si è concluso di recente presso il Tribunale di Baltimora (USA) un importante processo contro la Exxon Mobil, intentato dai cittadini di Jacksonville. La società era accusata di aver dolosamente rilasciato da un impianto di una stazione di servizio per oltre 34 giorni, benché ne fosse a conoscenza, circa 100.000 litri di MTBE, un additivo della benzina verde che ha sostituito il piombo come ottimizzatore di ottani, unitamente ad numerosi altri inquinanti. Particolarmente pericoloso si è rivelato il rilascio dell'MTBE, sostanza che favorisce l'ossidazione delle cisterne ed è particolarmente solubile in acqua; ne è conseguito pertanto un inquinamento gravissimo della falda acquifera ed il ricorso in Tribunale dei cittadini che hanno visto uscire un' acqua imbevibile dai rubinetti e che hanno quindi portato in Tribunale la società responsabile del danno. Il processo si è concluso con la condanna della Exxon e con l'accoglimento delle richieste di risarcimento per decine di miliardi di dollari. Nel corso per processo è stata ascoltata come testimone principale per 2 giorni consecutivi e per ben 19 ore la Dr.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" dell'Istituto Ramazzini, unico Istituto al mondo ad avere svolto ricerche approfondite e a lungo sull'MTBE e proprio la sua deposizione è stata fondamentale per l'esito stesso del procedimento. La Dr.ssa Belpoggi ha infatti potuto testimoniare che L'MTBE aveva determinato nel loro sistema sperimentale un aumento statisticamente significativo di linfomi, leucemie e tumori al testicolo. La deposizione della Dr.ssa Belpoggi non si è però limitata a questo, in quanto gli avvocati della EXXON hanno cercato in tutti i modi di mettere in crisi la credibilità dell'Istituto e la sua integrità: operazione impossibile visto che la ricerca sull'MTBE si era avvalsa di contributi pubblici e l'Istituto si basa sul sostegno di 21.000 cittadini aderenti alla cooperativa sociale onlus Istituto Ramazzini. Questa è davvero una vicenda esemplare, che non solo ha reso giustizia in modo esemplare alle vittime di questo inquinamento, ma che soprattutto testimonia, ancora una volta, il valore della ricerca indipendente e la sua unicità per la salvaguardia della salute.

Fonte tratta dal sito .

sabato 23 luglio 2011

Ha raggiunto i 4.200 chilometri quadrati la marea nera nella Baia cinese di Bohai



Si allarga la marea nera nella Baia di Bohai, nord est della Cina. La fuoriuscita di petrolio dal giacimento di Penglai 19-3, ha ormai raggiunto i 4.200 chilometri quadrati di estensione, quattro volte la superficie della città di Roma
Un disastro ambientale taciuto per un mese e svelato da un privato cittadino sul suo microblog. I responsabili, il colosso petrolifero statunitense ConocoPhillips, e l'azienda statale China National Offshore Oil Corp, Cnooc, dovranno pagare un multa di 20 mila euro. In arrivo ci sono le cause intentate dagli ambientalisti e pescatori. Ma le carenze legislative rendono l'arrivo dei risarcimenti tutt'altro che scontato. Una macchia nera estesa 4.200 chilometri quadrati, quattro volte la superficie di Roma, taciuta per oltre un mese dalle compagnie, al corrente dei due incidenti: il primo datato 4 giugno, il secondo due settimane dopo.
In tutto sarebbero almeno 7.000 i barili di greggio riversatisi nelle acque, secondo le stime del professor Zhang Luoping dell'Accademia per l'ambiente oceanico di Xianmen. La sanzione stabilita dall'Amministrazione per gli oceani per questi casi è di 200mila yuan (20mila euro circa). Difficilmente paragonabile ai milioni di euro che dovette sborsare la British Petroleum per l'esplosione sulla piattaforma Deepwater Horizon, nel Golfo del Messico. Fu il più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti: in mare si riversarono 5 milioni di barili di greggio e per fermare la perdita ci vollero 106 giorni.
Diverso il caso cinese, sebbene i funzionari provinciali dello Shandong, al largo delle cui coste si estende la macchia nera, hanno promesso risarcimenti milionari, sui 20 milioni di euro ogni 10 chilometri quadrati. “Manca una giurisprudenza adeguata sull'argomento”, ha spiegato al 'Legal Daily' il professor Liu Jiayi, ricercatore al China Institute for Marine Affairs. Calcolare i danni ambientali è complicato e spesso i risarcimenti coprono soltanto le perdite dei pescatori. Diversa l'opinione di Gordon Chang su Forbes, secondo cui qualcuno pagherà e sarà la ConocoPhillips. La compagnia, ha argomentato, è straniera, in quanto tale senza difese. Una certezza confermata dalle parole di Zhao Hongshun direttore generale della Qin Islanf, uno stabilimento locale per la lavorazione del pesce che già nel 2008 subì ingenti perdite dopo una fuoriuscita di petrolio dalla Sinopec, uno dei tre giganti petroliferi statali.
Una crisi per la quale ancora attende i risarcimenti: “Pagheranno. Sono americani”, è convinto questa volta Zhao. A svelare la perdita di petrolio dal giacimento di Penglai 19-3 fu un privato cittadino che il 21 giugno diffuse la notizia sulla piattaforma di microblog Weibo, parlando di pesci morti e alghe in decomposizione. Poi di nuovo il silenzio fino ai primi articoli sulla stampa nazionale datati 6 luglio, apparsi sul Southern Weekend, sebbene l'entità del disastro fosse ancora ridimensionata: si parlò di 840 chilometri quadrati di mare inquinato.
Undici tra organizzazioni non governative e gruppi ambientalisti cinesi si sono già mobilitate per promuovere un’azione legale nei confronti della società statunitense che gestisce il giacimento e di quella cinese, che controlla il 51 per cento del ramo locale della ConocoPhillips. Il primo passo del governo è stato invece il blocco delle trivellazioni nell'area. Una scelta motivata anche da una terza fuoriuscita, di minori dimensioni, dal giacimento Suizhong 36-1, causata da un malfunzionamento nel sistema di controllo.
La memoria corre all'incidente dell'anno scorso nel porto di Dalian, quando l'esplosione di due oleodotti della China National Petroleum provocò la fuoriuscita di 12mila barili di greggio pari a un danno economico di oltre 200 milioni di yuan (31 milioni di euro). Un incidente catalogato “ad alto livello d'inquinamento” secondo la legge sulla tutela ambientale approvata a marzo dell'anno passato che affida l'inchiesta direttamente al governo. Soltanto nel 2008, riferì allora il quotidiano Global Times, furono registrate 109 fuoriuscite di greggio in Cina.
L'attenzione dei media statali fu allora molto alta, tutti ricordano le immagini dei soccorritori, delle navi e degli oltre 500 pescherecci impegnati nelle operazioni di bonifica costate la vita ad almeno un vigile del fuoco annegato. Tutto il contrario di oggi, quando sulla faccenda, almeno per un mese è calato il silenzio.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 22 luglio 2011

ECHELON: IL PROGETTO GLOBALE PER LE INTERCETTAZIONI



Mentre gli intercettatori sono in piena attività accanto allo Zio Sam e a John Bull, Rupert Murdoch, la forza morale dietro a Fox News, è solo un dilettante.
Questo perché il progetto per le intercettazioni globali gestito dagli Stati Uniti e dagli gnomi in Gran Bretagna è un qualcosa che fa i redattori di Rupert Murdoch al News of The World (TNTW) non si sarebbero mai azzardati a realizzare. Il Premier britannico David Cameron potrebbe aver fatto bene a negare di sapere che TNTW stesse intercettando i telefoni dei domestici della Corona o quelli delle vittime dell’11 settembre. Ma non può pretendere di non sapere che il suo paese è un partner in ECHELON, che, secondo il giornalista di Washington Bill Blum, è una “pervasiva rete di stazioni per le intercettazioni altamente automatizzata” che sta intercettando il mondo intero.
Blum ha scritto nel suo libro, "Rogue State" (Common Courage Press): "Come un gigantesco aspirapolvere spaziale, la National Security Agency (NSA) succhia tutto il possibile: telefonate da casa, dall’ufficio, dai cellulari, email, fax, telefax, trasmissioni satellitari, il traffico in fibra ottica, le trasmissioni radio, quelle vocali, le immagini di testo catturate dai satellite che orbitano continuamente sulla Terra e poi le ritrasmettono ai potentissimi computer".
Definendola la più grande invasione della privacy mai realizzata, Blum dice che il sistema di spionaggio illegale e continuato aspira forse miliardi di messaggi al giorno, tra cui quelli dei primi ministri, del Segretario Generale della Nazioni Unite, del Papa, della ambasciate, di Amnesty International, Christian Aid, delle multinazionali e "se Dio avesse un telefono, sarebbe monitorato".
Blum ha anche scritto che durante il conto alla rovescia per l’invasione in Iraq nel 2003, gli Stati Uniti hanno ascoltato le conversazioni del Segretario Generale delle N.U. Kofi Annan, dell’ispettore per gli armamenti della N.U. in Iraq "e di tutti i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU […] quando stavano deliberando sulle azioni da intraprendere in Iraq."
Lanciato negli anni ’70 per spiare le comunicazione dei satelliti sovietici, l’NSA e i suoi partner secondari in Canada, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda gestivano ECHELON, una rete invasiva di stazioni per le intercettazioni altamente automatizzata che copre l’intero pianeta a spese del contribuente statunitense.
Oggi, Ed Miliband, leader dell’opposizione Laburista, sta gettando fango sul premier Cameron per il fatto che, secondo il New York Times del 19 luglio, “i recenti scandali nella vita britannica sono stati provocati da una mancanza di credibilità tra le persone che sono nelle posizioni di comando”. In tutta la Gran Bretagna, ha detto Miliband, “c’è il desiderio di una nazione più dignitosa, responsabile e di sani principi”.
Quello che fa inorridire il pubblico britannico è la condotta dell’ex giornalista di TNTW Clive Goodman, che si dichiarò colpevole nel gennaio 2007 per aver intercettato le caselle vocali dei domestici della famiglia reale.
Scusatemi, ma come si può paragonare questo a ECHELON, un’organizzazione del governo USA, che spia il Segretario Generale dell’ONU o il Papa? O che arraffa, come ha fato, informazioni segrete su alcune trattative per poi passarle alle aziende da loro privilegiate?
Direi questo sul signor Murdoch: ha chiuso il suo più grande quotidiano; ha licenziato cinque redattori e giornalisti di firma per la loro parte negli scandali. È andato di fronte al pubblico e ha chiesto perdono. Al contrario, cosa hanno fatto i funzionari statunitensi per i crimini commessi con ECHELON? Niente, e non hanno alcuna intenzione altrimenti. Continuano a gestire ECHELON senza vergogna.
La TNTW di Rupert Murdoch stava solo tentando di fare in piccolo quello che i governi di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e nuova Zelanda stanno facendo a ben altro livello ogni giorno. ECHELON è un’operazione criminale che viola le leggi internazionali e la sua eliminazione potrebbe far diventare anche l’America too, “un paese dignitoso, responsabile e di sani principi.”

Fonte tratta dal sito .

giovedì 21 luglio 2011

In Argentina ci sono mezzo milioni di schiavi



Sono almeno cinquecentomila le persone ridotte in schiavitù, per sesso o per lavoro. Il governo corre ai ripari, ma la piaga resta
La Organizzazione non governativa argentina La Alameda ha lanciato una denuncia shock: cinquecentomila persone in Argentina sono ridotte in schiavitù. Due gli ambiti: sessuale e lavorativo. E si tratta perlopiù di immigrati irregolari senza documenti e di adolescenti. Ma la cifra potrebbe addirittura essere più cospicua.
Gustavo Vera, presidente della Ong, ha spiegato in una conferenza stampa a Buenos Aires, come la maggioranza dei lavoratori schiavi si trovino nel settore agricolo, in campi lontani dai centri urbani, e che l'Argentina conta ottomila bordelli illegali con sessantamila schiave del sesso, remunerate con somme denigranti.
Numeri che coincidono con i dati della Rete nazionale stop al traffico, alla tratta e allo sfruttamento sessuale commerciale di bambini, bambine e adolescenti (Ratt) che aggiunge come ogni anno spariscono circa 500 adolescenti poi schiavizzati.
Cifre incredibili che la Oficina de Rescate y Acompañamiento a Personas Damnificadas por el Delito de Trata e il Ministerio de Justicia y Derechos Humanos de la Nación hanno cercato di affrontare organizzando molti interventi. Ma evidentemente non sufficienti. Fra l'agosto 2008 e l'aprile scorso sono stati riscattate 2130 schiavi, di cui 303 minorenni, ma ne restano ancora troppi.
E c'è chi parla di cifre approssimate per difetto, facendo quindi intravedere uno scenario peggiore: è Viviana Caminos, coordinatrice nazionale della Ratt. “Le cifre dei minori scomparsi dovrebbero essere almeno moltiplicate per quattro per avvicinarci alla realtà", ha spiegato, sottolineando però la difficoltà di documentare tali tragedie, che dunque restano sottostimate. Attualmente si contano almeno 8500 desaparecidos in mano agli aguzzini, contro i quali lo Stato ha ingaggiato una guerra per ora persa. Fra la gente, infatti, è tanta la paura e molti i dubbi sulle forze di sicurezza.
Una situazione che ha spinto la presidente argentina, Cristina Fernández, a correre ai ripari, almeno per arginare lo sfruttamento sessuale. Il 5 luglio ha, infatti, promulgato un decreto che proibisce la pubblicazione di avvisi sulle offerte sessuali nei mass media, amplificando la Ley de Trata de Personas. “Così abbiamo fatto un passo importante non soltanto nella lotta contro la tratta delle persone, ma anche contro la discriminazione, perché l'offerta sessuale non solo veicola il delitto di tratta di persone, ma è anche frutto di una profonda discriminazione contro le donne", ha commentato la premier.
Non solo: dal 13 aprile scorso il Codice penale argentino prevede anche il delitto di sparizione forzata per mano di funzionari pubblici o individui che agiscono con l'assistenza o la protezione dello stato. “Si condanna, così, chi, agendo con l'autorizzazione, l'appoggio o la accondiscendenza dello Stato, in qualsiasi forma, priva uno o più persone della libertà", recita la normativa. Una sfida, quello di risolvere questa piaga, che per il governo è da tempo una delle più difficili. Nei primi mesi del 2011 sono state riscattate almeno 681 persone e sono già in atto i procedimenti penali per arrivare a sentenza definitiva ed esemplare contro i colpevoli.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 18 luglio 2011

JFK e gli Ufo: un documento indicherebbe in questo ambito le ragioni del suo assassinio



Da molti anni si specula su quale potrebbe esser stato il vero motivo per cui John F. Kennedy sia stato eliminato ma sin dalla Commissione Warren si comprese che tale segreto non sarebbe mai stato ufficialmente rivelato. Il ritiro dal Vietnam, la decisione di fare rientrare nel Tesoro l’emissione del dollaro e persino la volontà di rendere pubblica la questione degli Ufo. Questo documento per la prima volta collega la figura di JFK e l’MJ12 e sopratutto testimonia la volontà di questo gruppo di impedire al Presidente di interferire con i loro affari.Questa pagina scampata alle fiamme, assieme ad altre otto, sono state fatte pervenire a Timothy Cooper per mano di una certa “Salina” che si presume sia la segretaria di James Jesus Angleton, Direttore della CIA all’epoca dell’assassinio a Dallas. In realtà il frontespizio di questa serie di documenti non è firmato, ma Timothy Cooper ha ricevuto nel corso degli anni molti altri documenti da questa “Salina”, che ormai in pensione avrebbe sentito la necessità di render note queste informazioni. Timothy Cooper collabora con Robert Wood, che ha raccolto tutta questa serie di documenti dando poi vita a majesticdocuments.com [ ].Tornando al contenuto di questo momorandum, scritto o dettato dal Direttore della Cia, identificato con la sigla MJ-1, vi è sopratutto una frase che evidenzia le intenzioni del MJ-12 nei confronti di JFK. “…dovete sapere che LANCER ( nome in codice per JFK ) sta indagando sulle nostre attività e noi questo non lo possiamo permettere…“ Considerato del livello di segretezza ed il calibro dei personaggi coinvolti non è diffcile credere che un modo per impedire che JFK ficcasse il naso nei loro affari era proprio quello di farlo fuori.Ci sono ancora un paio di considerazioni da fare. Che JFK volesse mettere gli americani a conoscienza della questione ufo non è poi così sicuro. Sembra infatti che ciò che preoccupava il “governo ombra” non fosse questo ma bensì l’intenzione del presidente di collaborare con i Russi per la realizzazione di un programma spaziale congiunto. Nel memorandum che segue si può leggere infatti che Kennedy istruì proprio il direttore della Cia affinchè si facesse chiarezza tra i “conosciuti” e gli “sconosciuti” in modo che i Russi non fraintendessero eventuali minacce ma sopratutto che non credessero che dietro alla richiesta di collaborazione vi fosse il tentativo di rubare i loro segreti.Un altro elemento di notevole rilevanza che risalta in questo memo sta nel fatto che Kennedy ordina, al direttore della CIA, che una volta fatta chiarezza tra conosciuti e sconosciuti i dati raccolti vadano condivisi con la NASA dove “…gli sconosciuti sono un fattore. Questo aiuterà i direttori di missione della Nasa nei loro compiti difensivi.”Da cui possiamo dedurre almeno due fatti:Il primo che tutti, ad un certo livello, erano consapevoli dell’esistenza della presenza di questi “sconosciuti” che personalmente mi ricordano il soprannome “Babbo Natale” con cui gli astronauti descrivevano gli UFO che incontravano in orbita. Il secondo che se da loro è necessario difendersi devono essere necessariamente ostili. Quindi sembra trapelare uno scenario in cui vi siano gruppi di alieni, perchè di questo si parla, conosciuti e forse alleati mentre altri ancora sconosciuti e, quanto meno, non alleati. Un’ indiretta conferma dell’originalità di questi documenti si può ritrovare in un messaggio classificato mandato dal Presidente Eisenhower al suo direttore della CIA in cui si cita il programma Jehovah, menzionato anche su questa stessa pagina. Per inciso, il progetto Jehovah sarebbe un programma di retro-ingegneria su velivoli alieni portato avanti da Oppenheimer e Einstain.Per ulteriori approfondimenti e la consultazione di tutti i nove documenti vi rimando a :link .

Fonte tratta dal sito .

domenica 17 luglio 2011

L'UNGHERIA DISTRUGGE I CAMPI OGM!!



Circa 400 ettari di mais che sono stati riscontrati da sementi OGM sono stati distrutti dal segretario del deputato di Stato ungherese del Ministero per lo Sviluppo Rurale, ha detto Lajos Bognar, che ha anche detto che il polline non si è diffuso dal mais. A differenza di molti paesi EU, in Ungheria le sementi OGM sono vietateSin dall'inizio di questo anno, le autorità hanno fatto controlli su campi per individuare gli OGM, dopo l'entrata in vigore di una regolamentazione, a marzo, che richiede controlli OGM sulle sementi PRIMA che siano introdotte sul mercato.I controlli continueranno nonostante il fatto che i commercianti di sementi siano obbligati a dichiarare che i loro prodotti sono OGM free, ha detto Bognar.I controllori hanno trovato prodotti Pioneer e Monsanto tra le sementi piantate. Il libero movimento di scambi nella EU significa che le autorità non investigheranno su come le sementi sono arrivare in Ungheria, ma controlleranno dove si possono trovare le merci, ha detto Bognar.La radio pubblica regionale ha detto che due grandi aziende internazionali produttrici di sementi, sono coinvolte nella questione e le sementi OGM potrebbero essere state seminate in migliaia di ettari nel paese.I coltivatori locali lamentano che l'uso delle sementi OGM sia stato rivelato solo ora quando è troppo tardi seminare di nuovo e quando tutto il raccolto dell'anno è andato cosi perduto.Un altro problema è che l'azienda che ha distribuito le sementi nella regione di Baranya è in liquidazione, quindi se viene pagato un risarcimento dai produttori internazionali di semi, il denarto sarà pagato primariamente ai creditori della azienda e non ai contadini.

Fonte tratta dal sito .

sabato 16 luglio 2011

Sperimentazioni clandestine sulla popolazione con la tecnologia Haarp globale



La ricercatrice e scienziata Lauren Moret ha prestato servizio presso laboratori statunitensi, incluso il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL), siti in aree nucleari segrete in cui si progettavano, e si progettano ancor oggi, armi e studi avanzati per il controllo delle masse.
In questo agghiacciante video la scienziata spiega:
Gli Stati Uniti hanno lavorato assieme alla Gran Bretagna al progetto “MK Ultra”, la parte inglese del progetto era chiamata “Tavistock”. Queste due nazioni hanno fatto sperimentazioni completamente illegali e hanno anche rapito persone e bambini usando anche il personale militare come cavie in questo progetto segreto di controllo mentale.
Per questo progetto la CIA disponeva di alcune sedi adibite a quartier generali, come la Stanford University. Questo era il nuovo progetto di Manhattan durante la guerra fredda che si chiamava e si chiama Haarp.
Si fecero esperimenti con una colonia di scimmie in una fattoria ubicata presso il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL). Qui si trovava l'antenna prototipo per il progetto Haarp nella trasmissione per il controllo mentale, da questa poi si trasmetteva ad una antenna più grande. Gli USA hanno la loro antenna più grande in Alaska
I Russi erano segreti partner durante la guerra fredda: erano finti nemici, non erano affatto nemici. I settimi trasmettitori in ordine di grandezza sono in Russia.
Questa tecnologia "MK Ultra" si trova in tutte le connessioni televisive, telefoniche, network, nelle antenne della polizia, ecc. Questo sistema si trova in tutti gli Stati Uniti. Quello che hanno fatto è di usare questa tecnologia come arma in ogni cosa che rende la nostra vita comoda: dall'elettricità, al telefono, alla televisione. Questa è un'arma da usare contro la cittadinanza, ma è una cosa di cui le persona non si possono accorgere.
Che esperimenti si conducevano in questi edifici alle tue spalle?
Mettevano bambini e adulti rapiti in gabbie come le scimmie e venivano drogati o gli si mettevano fili elettrici attraverso il cranio, che erano antenne vere e proprie. Ai malcapitati si causava perdita di memoria o si cancellava la personalità per riprogrammarla e creare robot assassini o robot che al momento che venivano provocati con un “segnale chiave” emettevano messaggi; erano anche messaggeri di informazioni segrete. Naturalmente queste persone erano totalmente inconsapevoli di quello che facevano. Anche la marina militare era molto coinvolta in questo progetto.
Oggi il nuovo progetto di Manhattan è diffuso attraverso spazio, aria, acqua, terra e consiste in un sistema elettromagnetico integrato molto potente che non solo può produrre un controllo mentale globale, ma può anche scatenare terremoti sotterranei.
Vede quelle nuvole che vengono dal mare? non sono vere nuvole, ma sono create dai militari. L'esercito genera scie chimiche con gli aerei per studiare l'effetto Haarp, queste vengono osservate dai satelliti per studiare la loro propagazione sulla superficie della terra. Queste scie contengono metalli, agenti chimici, cellule di plasma umano, virus, batteri, particelle radioattive. Queste cose vengono spruzzate non solo negli USA, ma in tutto il mondo, in ogni nazione. L'obiettivo principale per tutto questo sono i nostri bambini.
GUARDA IL VIDEO girato il 14 giugno 2009:Leuren Moret Discusses MKUltra, Tavistock, HAARP & Mind Control

Fonte tratta dal sito .

venerdì 15 luglio 2011

La NASA possiede la tecnologia per produrre nubi artificiali che provocano la pioggia

Molte aree del nostro pianeta sono aride. Il fenomeno delle carestie dovute alla siccità è ormai costante e tendenzialmente in continuo peggioramento.
Ogni giorno la mancanza di accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici uccide migliaia di persone.
I dati sono allarmanti: circa 1200 milioni di persone sulla Terra non dispongono di acqua e quella poca che c'è non è sicura. Entro il 2025 la popolazione mondiale dovrebbe aumentare da 6.400 a 8.400 milioni. Si calcola che a quel tempo 3400 milioni di persone vivranno in paesi dove l'acqua, non potabile, scarseggerà.
L'acqua è una questione fondamentale della salute globale. La poca acqua non potabile è oggi la principale causa di malattie e morte in tutto il mondo.
Eppure le tecnologie per risolvere, almeno in parte, il problema di penuria d'acqua esistono. In un mondo carente di acqua lascia veramente stupefatti sapere che la NASA possiede una macchina che genera "nuvoloni" capaci di produrre abbondanti piogge.





Fonte tratta dal sito .

giovedì 14 luglio 2011

Non è femmina, non è maschio: la capra ogm è transgender...



“Gli esperimenti OGM sulle capre della AgResearch hanno avuto una svolta stravagante: le gravidanze che sono andate a buon fine hanno prodotto per lo più dei piccoli transgender (= non sono femmine, non sono maschi… ndt) che lo staff della AgResearch chiama ‘goys’, secondo l’Associazione Soil & Health (Terra & Salute) della Nuova Zelanda.
Un manager della AgResearch di recente ha rivelato alla Soil & Health e alla GE Free NZ (NO OGM della Nuova Zelanda), durante un tour al suo sito-prova Ruakura con animali OGM, che la più parte delle capre prodotte con modificazione genetica, erano transgender. Sembra che circa il 75% fossero “goys” ed il resto femmine”.
Ma non è tutto!.. “Le femmine “goys”, femmine in corpi maschili sterili, saranno munte per fare degli accertamenti e vedere se nel latte ci sarà la proteina umana intenzionalmente modificata geneticamente”, ha detto il portavoce della Soil & Health – Organic NZ, Steffan Browning.
(…) AgResearch ha tenuto traccia dei piccoli OGM nati ed è risultato che fossero soggetti ad una serie di carenze e disturbi incluso artrite, fatiche respiratorie, deformità e ovaie perforate. (1)
“i 15 “goys” che abbiamo visto, avevano 4 vere sorelle, con una che è stata munta a 6 mesi a seguito dell’approvazione raggiunta dal comitato interno per l’etica” (2) (etica???.. che buontemponi sti’ scienziati…)
“Considerato che recenti resoconti hanno mostrato come gli scienziati della AgResearch intenzionalmente abbiano corrotto la ricerca di monitoraggio sui rischi microbici legati al trasferimento orizzontale del gene (HGT), questi risultati riproduttivi innaturali e le continue problematiche sulla salute degli animali, dovrebbero decretare la fine degli esperimenti della Ruakura OGM”, ha detto Mr Browning. (3)
“Un archivio dati sulla buona salute degli animali ed una reputazione sulla mancanza in loro di OGM, sono molto importanti per la immagine commerciale della Nuova Zelanda e sono sempre più richiesti dai consumatori. Esperimenti crudeli per un futuro allevamento OGM non sono ciò che vogliono i Neozelandesi né i preziosi consumatori oltremare”. (4)
“AgResearch è il crudele operatore finale di una partnership d’affari con uno sporco produttore di farmaci, Genzyme, che è stato indagato e multato dalla FDA Americana ( Food & Drug Administration) per scarse pratiche di produzione”. (5)
(…) La Soil & Health vuole che gli esperimenti crudeli ed innaturali sugli animali si chiudano immediatamente, che venga riaffermato il New Zealand Bioethics Council (Consiglio Bioetico della Nuova Zelanda) e che il governo faccia velocemente dei passi verso una produzione biologica, altamente sostenibile e desiderabile e esente da crudeltà su animali.
Fonte tratta dal sito .

martedì 12 luglio 2011

TzeTze, le notizie scelte dalla Rete

lunedì 11 luglio 2011

Forte terremoto nell'area di Fukushima



Forte terremoto Domenica 10 luglio 2011 nella stessa area del nord est del Giappone già colpita dal grave terremoto del marzo scorso, ma i funzionari dicono “nessun ulteriore danno lungo la costa o all’impianto nucleare già danneggiato di Fukushima".
La Japan Meteorological Agency ha posto allarme tsunami per la regione prima di mezzogiorno dopo aver inizialmente sollecitato i residenti a non stare lungo la costa.
Lo U.S. Geological Survey stima che la magnitudo sia di 7.0 e ha detto che è accaduto a circa 130 miglia dalla costa nord est del Giappone ad una profondità di 11 miglia, prima delle h.10 a.m. locali.
La Tokyo Electric Power ha detto che gli operai più vicini alla costa, dell’impianto nucleare dii Fukushima, sono stati evacuati su un territorio più in alto prima di ritornare al lavoro.
L’azienda ha aggiunto che “il sistema di raffreddamento non è stato interrotto dal terremoto”.
Il sisma dell’11 marzo che colpì la costa del nord est del Giappone era di magnetudo 9.0 e causò uno tsunami che provocò enormi danni lungo la costa e che vicino all’impianto di Fukushima misurò 14 metri.

Fonte tratta dal sito .

domenica 10 luglio 2011

Una famiglia di Termoli scopre che l'aglio diventa blu



“Aglio dal colore bluastro è quello che una famiglia di Termoli ha scoperto di aver usato in una pietanza.
L'ortaggio, acquistato in un discount, venti minuti dopo essere stato tagliato per insaporire un piatto estivo, ha cambiato colore diventando blu, come le note mozzarelle qualche tempo fa. La famiglia di Termoli, allarmata, ha deciso di consegnare l’aglio, che emanava oltre tutto un odore molto intenso, alle forze dell’ordine (idea molto saggia!). Se il vegetale in questione avesse potuto provocare danni alla salute, sarà reso noto prossimamente, al termine delle analisi che saranno compiute (come no!) sull’aglio blu”.
È questa l'ennesima cronaca riferita ad un alimento che, estratto dalla confezione, assume una colorazione bluastra: dopo più di un anno dai primi casi, il preoccupante fenomeno continua a ripetersi, ma ancora dalle istituzioni non è pervenuta alcuna risposta. Invano sono stati consegnati i campioni ai Carabinieri del nucleo antisofisticazioni, ai laboratori di analisi delle A.S.L., agli uffici di igiene.
In verità, il personale preposto alla "tutela" della salute conosce la causa della contaminazione, come la conosce chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la bio-ingegneria clandestina: è lo Pseudomonas syringae, uno dei tanti patogeni dispersi con le scie chimiche. Il microorganismo geneticamente modificato, a contatto con l'ossigeno, innesca una reazione chimica che provoca il fenomeno cromatico.
Mentre si attende un responso delle autorità "sanitarie", possiamo facilmente immaginare o che non arriverà mai o che sarà fornita una spiegazione tanto insultante quanto risibile. Vuoi vedere che affermeranno che si tratta di ortaggi e di latticini prodotti per i... puffi?

Fonte tratta dal sito .

venerdì 8 luglio 2011

L'islanda, la crisi, la rivoluzione censurata, i banchieri, la sovranità monetaria ...

Fate il paragone con quanto accade in Grecia di questi tempi ...
Link originale: Storie di ordinaria rivoluzione: nessuna notizia dall'Islanda?
Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d'oggi?Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall'altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all'unanimità di dichiarare l'insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l'Olanda, forti dell'inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un'assemblea popolare per riscrivere l'intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l'Islanda verso il recente collasso economico.Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un'altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai "concittadini" islandesi?Ecco brevemente la cronologia dei fatti:2008 - A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.

2009 - A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo - la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) - costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%.

2010 - I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.

2011 - A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell'esecutivo. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l'Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l'attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle "linee guida" prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all'approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.
*****************
Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche? Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?SINCERAMENTE NO.I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l'Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.Siamo davvero sicuri che non ci sia "censura" o manipolazione nei mass-media?

Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i "nostalgici" potranno usare il telefono, gli "appassionati" potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso. I più "tecnologicamente avanzati" potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all'articolo, lanciare una salvifica catena di Sant'Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I "guru del web" si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.L'importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell'informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d'affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 7 luglio 2011

Gli scienziati trovano un microchip nel teschio di Napoleone



PARIGI – Durante le analisi dei resti mortali di Napoleone Bonaparte gli scienziati sono rimasti sconcertati dal ritrovamento di un microchip lungo poco più di un centimetro incastonato nel cranio.
L’unica ipotesi presa in considerazione fino ad ora è che si tratti di un impianto alieno. Che l’imperatore francese fosse stato rapito e successivamente controllato dagli alieni?
“Le possibili ramificazioni della scoperta sono al momento troppo ampie per essere comprese”, dichiara il dottor Andre Dubois al giornale medico francese.
“Fino ad ora i casi confermati di rapimenti da parte di alieni hanno come protagonisti persone comuni, che non hanno giocato un ruolo determinante negli eventi mondiali. Invece ora si può ipotizzare che gli extraterrestri abbiano agito nel passato per influenzare la storia del mondo. E probabilmente stanno continuando a farlo!”
Dubois ha fatto la sua eccezionale scoperta durante lo studio dello scheletro riesumato di Napoleone per conto del governo francese con tanto di finanziamento di 100.000 euro.
“Volevo scoprire se fosse stato un disturbo dell’ipofisi a determinarne la bassa statura.”, racconta lo scienziato che invece ha trovato qualcosa di molto più sorprendente: “Andando a esaminare la parte interna del teschio la mia mano ha sfiorato una piccola protuberanza. Ho osservato l’area con la lente di ingrandimento e sono rimasto senza parole nel trovare un oggetto che risulta essere un microchip super avanzato”.
Basandosi sulla crescita dell’osso attorno al microchip gli esperti credono che sia stato impiantato quando Bonaparte era giovane.
“Napoleone è scomparso in un periodo di alcuni giorni nel Luglio del 1794, quando aveva 25 anni. Più tardi dichiarò di essere stato tenuto prigioniero durante il termidoro, il colpo di stato ad opera di Robespierre, ma non esiste un documento che attesti questa reclusione. Ne deduco che sia stato il momento in cui il rapimento ha avuto luogo”.
Da quel momento Napoleone iniziò la sua rapida ascesa. Già solo un anno più tardi era a capo dell’esercito francese alla conquista dell’Italia.
In modo a dir poco miracoloso fu in grado di trasformare delle truppe denutrite e disorganizzate in un una macchina da guerra in grado di travolgere gli italiani.
Nel 1804, dopo una sequenza di vittorie travolgente, il basso generale incoronò sé stesso imperatore di Francia e ingrandì ancora di più il suo impero includendo Germania e Austria, come anche la Svizzera, la Danimarca e la già citata Italia.
“Napoleone utilizzava strategie militari che erano avanti di un secolo rispetto ai suoi avversari”, continua Dubois, “Magari l’impianto ha accresciuto le sue abilità in qualche modo.”.
L’impianto potrebbe anche spiegare l’abitudine di Napoleone di tenere una mano sul cuore, “È possibile che il dispositivo alterasse i segnali elettrici da l cervello al cuore”.
Al momento della disfatta di Waterloo nel 1815 ad opera degli inglesi l’Europa aveva cambiato volto a causa delle sue conquiste. “Cosa sarebbe stato senza l’intervento degli alieni rimarrà per sempre un mistero, quindi non possiamo dire se abbiano aiutato l’umanità o se l’hanno resa più debole” conclude il dottor Dubois.
NOTA DELLA REDAZIONE: questo articolo ha destato molto scalpore e molti non hanno esitato a fare contestazioni: c'è chi ha addirittura detto che il dottor Andre DUBOIS manco esiste. Tutti i lettori possono contattare l'autore di questa ricerca, il dottor Andre DUBOIS, cliccando qui.

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 6 luglio 2011

Un grosso incendio costringe alla chiusura il laboratorio nucleare di Los Alamos




Il fuoco sprigiona da una discarica distante alcune miglia dal Laboratorio Nazionale di Los Alamos, dove ci sono 20.000 barili di scarti contaminati di plutonio, incluso abbigliamento ed equipaggiamento, cosi dicono i responsabili antincendio.
I funzionari del Laboratorio governativo hanno detto che gli scarti immagazzinati contengono materiale a bassa radioattività e rimangono a distanza sicura dagli incendi in un'area priva di alberi ed altra vegetazione.
Carl Beard, direttore delle operazioni del Laboratorio, ha detto che non c'è stata emissione nell'ambiente di radioattività o materiali pericolosi e che non c'è minaccia immediata per la popolazione, "anche in queste condizioni estreme".
Creato durante la Seconda Guerra Mondiale come parte del progetto top-secret Manhattan, per costruire la prima bomba atomica, il laboratorio rimane una struttura leader nella produzione di armi nucleari in USA.
Le autorità hanno sospeso l'attività di routine di smaltimento degli scarti, trasportati verso una discarica permanente e sotterranea nel New Mexico meridionale, cosi ha detto Douglas Tucker, capo dell'antincendio della contea di Los Alamos.
"A causa del fuoco non stiamo trasportando barili. È più sicuro stiano dove sono", ha detto.
Il fuoco, che si pensa sia divampato domenica a causa di una linea di corrente caduta, ha consumato circa 61000 acri (25000 ettari) di bosco fitto di pini nella National Forest di Santa Fe, che circonda per tre lati il complesso del Laboratorio e la città adiacente di Los Alamos.
Tucker ha detto di temere che l'incendio cosiddetto di Las Conchas, alimentato da alti e rapidi venti in continuo cambiamento, possa presto raddoppiare o triplicare di dimensioni.
"Credo seriamente che potrebbe raggiungere 100000 acri (40.000 ettari)" ha detto Tucker ai cronisti in una conferenza stampa di martedi. "Tutto intorno al laboratorio abbiamo fuoco. Ed è molto vicino."
(...) John Witham, un portavoce del gruppo antinucleare Nuclear Watch New Mexico, ha detto che è l'unico luogo nel paese che produce "plutonium pits" trasportate nel nucleo delle bombe atomiche.
Nelle cave di cemento e acciaio nelle fondamenta di un edificio vicino al centro del complesso, sono immagazzinate 3 tonnellate metriche di plutonio altamente radioattivo idoneo per le armi. Intorno al basamento c'è un sistema di contenimento d'aria, cosi ha detto Witham.
Il Nuclear Watch New Mexico (Osservatore Nucleare del N.M) ha detto sul suo sito che la sua preoccupazione maggiore sono i 20.000 barili sigillati, di 200-litri, di scorie al plutonio, che sono immagazzinate in un angolo del complesso, alcune impilate all'aperto sull'asfalto, altre in tende, altre sepolte sottoterra. I Vigili del Fuoco hanno detto che useranno la schiuma ritardante (respingente il fuoco) per spegnere le fiamme se l'incendio raggiungesse l'area.
Clicca qui per leggere l'articolo: «USA: EVACUAZIONE OBBLIGATORIA A LOS ALAMOS. CENTRALE NUCLEARE IN PERICOLO»


Fonte tratta dal sito .

martedì 5 luglio 2011

Radiazioni in Giappone: il prof. Kosako denuncia i rischi per riso, fauna ittica e.. bambini





Un'intervista pubblicata dal Wall Street Journal rilasciata dal professor Toshiso Kosako dell'Università di Tokyo ha gettato nuove ombre sul prossimo futuro dell' economia giapponese legate alla situazione della contaminazione radioattiva, paventando da una parte rischi maggiori in campo alimentare e denunciando dall'altra la reticenza colpevole del governo. Kosako è uno dei maggiori esperti nipponici sulla sicurezza in campo nucleare e il suo nome salì alla ribalta quando lo scorso aprile, in segno di protesta contro la politica intrapresa, si dimise dal suo incarico presso il consiglio nucleare dell'esecutivo guidato dal premier Naoto Kan. Ora, a distanza di due mesi, ha deciso di parlare con i media portando le sue ragioni, già in parte denunciate nel corso della drammatica conferenza stampa (vedi video) in cui si presentò dimissionario, che attengono in particolare la sua preoccupazione rispetto ad alcuni temi precisi.



Innanzitutto il problema della contaminazione degli alimenti; già in questi giorni sono uscite notizie riguardanti tè o alcune verdure radioattive, ma cosa succederà quando in autunno comincerà la stagione del raccolto del riso? Il rischio di un calo dell'offerta per la presenza di una certa quantità di riso contaminata è concreto e potrebbe implicare un incremento notevole del prezzo di quello che costituisce la base dell'alimentazione dei giapponesi. In secondo luogo c'è la questione della scarsa attenzione rivolta allo stato del mare e della sua fauna, anch'essa ampiamente utilizzata nella cucina locale, così come le alghe: il governo, denuncia il sessantunenne professore, ha rilasciato solo informazioni sommarie su quella che è la situazione del mare nei pressi della centrale di Fukushima Daiichi, ma poco ha fatto quanto ad un monitoraggio più esteso e all'adozione di misure ad hoc per far fronte alla contaminazione di diversi tipi di frutti di mare, dalle alghe ai crostacei ai pesci.

Infine la questione forse più spinosa, quella che ha portato il professor Kosako a rassegnare le sue dimissione circa quaranta giorni dopo il conferimento dell'incarico, il 29 aprile scorso, è quella delle modifiche in rialzo ai limiti delle dosi annue di radioattività ammissibli per i lavoratori della della centrale di Fukushima e soprattutto per i bambini delle scuole presenti all'interno della prefettura omonima. Mantenere dei limiti più bassi avrebbe implicato la chiusura e la costosa bonifica di molti complessi scolastici che così invece sono rimasti operativi; è bastato portare il limite a 20 millisieverts/anno e il governo Kan, dice Kosako, ha dato ai bambini giapponesi l'esposizione radioattiva esterna a norma di legge.

Fonte tratta dal sito

lunedì 4 luglio 2011

Nebbia in Val Susa - Beppe Grillo

domenica 3 luglio 2011

Bavaglio alla Rete - Firmate numerosi la petizione

Il 6 Luglio entrerà in vigore l'ennesimo provvedimento che mira a sgretolare la libertà della Rete. L'Agcom, cioè un organo politico, potrà decidere senza processo l'oscuramento di siti web, accusati di violare il diritto d'autore. L'unica possibilità è ribellarsi, seguendo l'esempio degli spagnoli



firma la petizione
http://sitononraggiungibile.e-policy.it/it/
https://secure.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?r=act

Fonte tratta dal sito .

sabato 2 luglio 2011

Val di Susa: la realizzazione della TAV ha due scopi sicuri, quello di avvelenare la popolazione e quello di fare indebitare gli Italiani

In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità. Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7. Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo: i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l'ha messa? Voi!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera.45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l'acqua minerale di lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?A proposito ... non passeranno dalla Val di Susa le merci. Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto. Per chi vuole saperne di più: http://www.notav.eu
Nel messaggio precedente si fa cenno ad una problematica che viene quasi sempre celata dai mass media e dai telegiornali in particolare, ovvero il fatto che i lavori per la realizzazione della famigerata TAV comporteranno un forte avvelenamento da fibre di amianto. Mentre per legge è vietato rimuovere l’amianto dai fabbricati senza ricorrere ad opportune misure di sicurezza e particolari cautele nello smaltimento, quando è lo stato che deve compiere lavori che causano il rilascio di amianto nell’ambiente tutte le cautele e le norme di legge vanno a farsi benedire. La situazione sembrerebbe paradossale se non si fosse a conoscenza delle attività clandestine dell’aeronautica incivile, ovvero del rilascio intenzionale di sostanze chimiche velenose nell’atmosfera. Possiamo davvero credere che il folle progetto della TAV si realizzi solo per tutelare gli interessi economici di alcune lobby? Forse, ma quale governo con un minimo di senno proseguirebbe testardamente a difendere un progetto che dissangua le casse dello stato in un simile momento di crisi, ottenendo per di più il risultato di inimicarsi gli abitati di una valle intera?Chi non è a conoscenza della questione del signoraggio forse non riesce a capire bene ciò che sta succedendo, e che dovrebbe essere palese dopo quanto sta avvenendo in Grecia (NB: Italia, Spagna e Portogallo sembrano prossime a seguire le orme della Grecia): per il sistema finanziario e bancario internazionale ogni indebitamento altrui è un credito su cui vantare proficui interessi, ed in caso di insolvenza si possono aggiungere dei ricatti tali da costringere un intero paese a svendere il proprio patrimonio con le privatizzazioni e ad obbedire a rigidi diktat che portano l’intera economia di un paese ad obbedire alle regole volute dalle persone più ricche e potenti del mondo. Insomma è possibile così ristrutturare l’economia in funzione degli interessi di pochi che divengono sempre più palesemente i veri detentori del potere tramite le loro strutture quali la BCE (banca centrale europea, BANCA PRIVATA) o il FMI (fondo monetario internazionale, organismo sostanzialmente costituito da persone influenti nel campo della finanza che non ha niente di democratico o di rappresentativo). Ciò dovrebbe far capire ancora di più che la presente crisi finanziaria è stata artificialmente creata.Insomma avvelenare la gente (per indebolirla psico-fisicamente e sfoltire la popolazione) e indebitarla sembrano essere i reali obiettivi di chi governa questo pianeta. Il progetto finale sembra quello del Nuovo Ordine Mondiale.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 1 luglio 2011

Hanno sterminato i tonni e ora tocca ai delfini, pieni di mercurio

Non contenti per aver decimato i tonni esistenti nel pianeta (tanto che il tonno rosso si è praticamente estinto) e nel depredare il mare uccidendo ogni anno migliaia di balene, da qualche tempo i giapponesi hanno intensificato la pesca ai delfini.
La carne di delfino viene utilizzata a scopi alimentari umani, per la preparazione di numerosi piatti, nonostante l'agenzia investigativa per l'ambiente (Enviromental Investigation Agency) e numerose ricerche scientifiche abbiano dimostrato che questa, soprattutto in Giappone, è pericolosamente ricca di tossine quali: mercurio ed altri metalli pesanti, DDT e altri pericolosi contaminanti.
I delfini sono predatori all'apice della piramide alimentare e tendono ad accumulare grandi quantità di inquinanti come il mercurio, mentre ciò accade in misura minore nelle balene che sono dei filtratori. Studi recenti hanno dimostrato che in alcuni campioni di carne di delfino in vendita sul mercato giapponese, il contenuto di mercurio era mediamente 900 volte al di sopra del limite massimo consentito dalla legge vigente in materia. Quindi la carne di questi cetacei pescati in queste baie sono fortemente contaminate dal mercurio e sono causa del morbo di Minamata, patologia che prende il nome dalla sfortunata città giapponese venuta alla ribalta per le migliaia di cittadini morti o ancora sofferenti per danni cerebrali degenerativi o per anomalie genetiche del feto causate dall'intossicazione da mercurio.
È vero che cresce il numero degli abitanti del nostro pianeta e che questi si devono nutrire, ma non è possibile che le risorse ittiche vengano così selvaggiamente abusate. Le risorse del mare vanno protette e semmai regolamentate, tenendo conto però che il piano di conservazione dell’ l'ICCAT (commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici) è miseramente fallito. È tempo che si intervenga con decisione e fermezza contro questi “cacciatori spietati” spiegando loro che stanno distruggendo le risorse del mare e quindi il nostro pianeta.
E anche nel nostro paese dovremmo imparare a conoscere e gestire meglio la pesca delle oltre 400 specie di pesce commestibili che popolano il mar mediterraneo invece di concentrare, per moda, comodità e ignoranza, le nostre attenzioni su una decina/quindicina di pesci con tutti i problemi che ne derivano.


Fonte tratta dal sito .