lunedì 25 luglio 2011

Inquinamento doloso: condannata la Exxon Mobile




Il tribunale di Baltimora ha condannato la Exxon Mobile a risarcire miliardi di dollari ai cittadini di Jacksonville: l'impianto della multinazionale aveva sversato un additivo della benzina.
Si è concluso di recente presso il Tribunale di Baltimora (USA) un importante processo contro la Exxon Mobil, intentato dai cittadini di Jacksonville. La società era accusata di aver dolosamente rilasciato da un impianto di una stazione di servizio per oltre 34 giorni, benché ne fosse a conoscenza, circa 100.000 litri di MTBE, un additivo della benzina verde che ha sostituito il piombo come ottimizzatore di ottani, unitamente ad numerosi altri inquinanti. Particolarmente pericoloso si è rivelato il rilascio dell'MTBE, sostanza che favorisce l'ossidazione delle cisterne ed è particolarmente solubile in acqua; ne è conseguito pertanto un inquinamento gravissimo della falda acquifera ed il ricorso in Tribunale dei cittadini che hanno visto uscire un' acqua imbevibile dai rubinetti e che hanno quindi portato in Tribunale la società responsabile del danno. Il processo si è concluso con la condanna della Exxon e con l'accoglimento delle richieste di risarcimento per decine di miliardi di dollari. Nel corso per processo è stata ascoltata come testimone principale per 2 giorni consecutivi e per ben 19 ore la Dr.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro "Cesare Maltoni" dell'Istituto Ramazzini, unico Istituto al mondo ad avere svolto ricerche approfondite e a lungo sull'MTBE e proprio la sua deposizione è stata fondamentale per l'esito stesso del procedimento. La Dr.ssa Belpoggi ha infatti potuto testimoniare che L'MTBE aveva determinato nel loro sistema sperimentale un aumento statisticamente significativo di linfomi, leucemie e tumori al testicolo. La deposizione della Dr.ssa Belpoggi non si è però limitata a questo, in quanto gli avvocati della EXXON hanno cercato in tutti i modi di mettere in crisi la credibilità dell'Istituto e la sua integrità: operazione impossibile visto che la ricerca sull'MTBE si era avvalsa di contributi pubblici e l'Istituto si basa sul sostegno di 21.000 cittadini aderenti alla cooperativa sociale onlus Istituto Ramazzini. Questa è davvero una vicenda esemplare, che non solo ha reso giustizia in modo esemplare alle vittime di questo inquinamento, ma che soprattutto testimonia, ancora una volta, il valore della ricerca indipendente e la sua unicità per la salvaguardia della salute.

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