domenica 18 settembre 2011

FAST AND FURIOUS, BOOMERANG DAL MESSICO



Mentre l’esercito statunitense viene mandato oltre oceano in cerca di mostri da distruggere, ignorando i buoni consigli dei Fondatori, più vicino a casa si sta preparando un’altra guerra, proprio al confine tra Stati Uniti e Messico. L’agente di polizia di confine Brian A. Terry, ucciso il 21 dicembre presso Rio Rico in Arizona è stato assassinato da uomini armati facenti parte di un cartello di droga, usando armi contrabbandate attraverso il confine USA – Messico con gli auspici del Bureau of Alcohol, Tabacco and Firearms (BATF). I cartelli, che avevano sparato a metà del Messico e terrorizzato l’altra metà, sembra abbiano avuto una grossa mano da quei geni di Washington, da quelle “forze dell’ordine” autorizzate coscientemente a contrabbandare attraverso il confine, verso il Messico, armi sofisticate. L’agente speciale del BATF, John Dodson, ha detto alla Commissione di Vigilanza:
“Non era questione di alcune armi che ci erano state sottratte, né di chiudere un occhio in modo che pesci piccoli potessero portarci fino a quelli molto più grandi. Era autorizzare carichi di armi che sapevamo essere destinate a criminali, questo era il piano. Questo era il mandato”.
“L’ATF si suppone sia il guardiano – il cane da pastore che ci protegge dai lupi che vogliono predarci – specialmente lungo il confine meridionale. Ma invece di incontrare il capobranco, gli abbiamo affilato i denti, aggiunto artigli, mentre tutto quello che facevamo era sedere pigramente e vedere, monitorare e notare come diventava un predatore più efficiente ed efficace”.
Questo va oltre il mero “blowback” – termine CIA per azioni che producono conseguenze indesiderate e spiacevoli. Perché è difficile capire esattamente quello che doveva essere, a meno che non fosse il desiderio di seminare il caos in Messico e creare una nuova minaccia ai cittadini statunitensi residenti lungo il confine.
Ho sentito la spiegazione ufficiale– questo era presumibilmente un piano per intrappolare qualche capo di qualche cartello di droga – ma suona falso quando ci si rende conto che questo “mandato” comprende il contrabbando di migliaia di armi, compresi fucili d’assalto. Abbastanza per equipaggiare un piccolo esercito.
Ora, gli eserciti esistono per un solo scopo: combattere ed uccidere. Forse i funzionari del governo avevano qualcuno in mente quando, dietro l’operazione “Fast and Furious”, immaginavano chi potessero essere i futuri obiettivi di questo esercito?
Di sicuro non si aspettavano che fosse l’agente Terry e naturalmente è per questo che la questione è diventata un grosso problema negli USA, dove almeno una commissione del Congresso, presieduta da Daryl Issa, sta scavando in questo scandalo in metastasi. Il direttore in carica del BATF è stato costretto a lasciare il posto, insieme al procuratore degli USA per l’Arizona e le dimissioni potrebbero non fermarsi qui; ci sono segnali del coinvolgimento di altre agenzie, come quella per la Sicurezza Nazionale. Si sapeva che era un argomento scottante, ma quello che vorrei sapere a questo punto è: che tipo di caos si aspettavano creasse l’operazione “Fast and Furious” in Messico – e a che scopo?
Il governo statunitense ha un primato terribile in America Latina e la storia è ben conosciuta: durante la guerra fredda, Washington ha armato e addestrato “squadre della morte” nel Sud e nel Centro America, i cui massacri ampiamente documentati rivoltano lo stomaco di ogni essere umano civilizzato. I contras, le bande di destra salvadoregne, come i nostri favoriti caudillos, ricevevano carichi di armi, così come ogni altra assistenza, dai loro mecenati americani. Come potrebbe essere diversa l’operazione “Fast and Furious”?
I governi non permettono a carichi così imponenti di armi di attraversare i loro confini verso clienti stranieri senza avere un qualche obiettivo di politica estera in mente – e, quando il tutto viene dai costruttori dell’impero che stanno a Washington, quale altro obiettivo potrebbe essere che non quello dell’espansione delle frontiere imperiali?
Spazzando via le versioni ufficiali e le scuse, quando si guarda a cosa l’operazione “Fast and Furious” ha effettivamente compiuto – l’armamento e il consolidamento di una forza militare che in questo momento combatte le forze armate messicane –, è difficile non concludere che siamo attivamente coinvolti nella destabilizzazione del governo messicano. È un semplice dato di fatto.
Si è scoperto che delle armi ha beneficiato il cartello di Sinaloa, guidato da un tizio conosciuto come “El Chapo”, un’altra indicazione che la spiegazione dell’ “intrappolamento” è una copertura e nemmeno molto credibile. Se l’idea era di intrappolare i signori della droga messicani con un’operazione sotto copertura, perché si sono concentrati sulla gang di Sinaloa escludendo tutte le altre?
Una spiegazione più plausibile, dato quel che sappiamo ora, è che il BATF e altre agenzie governative USA incaricate di proteggere i nostri confini si siano strette in un’alleanza con il cartello di Sinaloa per coltivarli – ed usarli. Vi ricorderete di come la CIA ha fatto buon uso dei nostri capimafia, che odiavano Castro perché li aveva sbattuti fuori da Cuba ed erano profondamente coinvolti nei numerosi complotti per farlo fuori. È una cosa naturale per i governi di reclutare criminali per fargli fare il loro sporco lavoro, dal momento che entrambi sono parassiti che vivono degli sforzi produttivi degli altri. Il loro principio operativo principale - la forza dà ragione – è praticamente identico. La loro finalità principale – mantenere il monopolio nell’uso della forza in una data area geografica – è pure lo stesso.
La sola differenza è che i criminali non hanno una logica ideologica, come “il bene comune” o “la guerra al terrorismo” per giustificare le loro azioni. Vi sono dentro per il bottino e per la brama di dominazione.
Grattate via tutte le balle sulla “democrazia” e sull’”intervento umanitario” e chiedetevi: qual è la differenza dagli obiettivi principali della politica estera americana?
Questa somiglianza sinistra è più che sufficiente, mi sembra, per garantire un ottimo rapporto di lavoro tra il governo USA e la mafia messicana ed è precisamente quello che esce fuori in questo scandalo del “Fast and Furious”. Ma la domanda rimane: cosa, esattamente, il governo americano aveva in mente quando ha armato quello che equivale a un reggimento di killer professionisti?
Il governo messicano è a malapena riuscito a mantenere l’ordine, mentre i cartelli si aggiravano come furie per il paese, massacrando a migliaia e sottomettendo intere province: cadaveri che continuavano a venire fuori e sembra che difficilmente possa passare giorno senza una qualche spettacolare dimostrazione di violenza in una qualche grande città messicana. L’intera forza di polizia è assente, non per slealtà ma solo per paura, la paura che il governo stia perdendo la sua presa e che i cartelli di droga stiano prendendo il sopravvento.
In questo contesto, mettere migliaia di armi in mano a dei criminali altamente organizzati è inconcepibile – a meno che il piano sia far cadere il governo messicano e creare il caos. Quei geni a Washington hanno deciso che, dato che il governo messicano è alla fine in ogni caso, è meglio accelerare il processo? Se così fosse, perché non crearsi nuovi amici tra i nuovi governanti? “El Chapo” potrebbe tornare utile, un giorno.
Per anni le nostre élite hanno cercato di forgiare legami tra le tre nazioni che compongono il Nord America: “zone di libero scambio” che non sono libere, coordinamento di agenzie militari e delle forze dell’ordine, ecc…Alcuni hanno anche proposto un qualcosa di folle come una ”Unione Nordamericana”, presumibilmente con una sua moneta corrente – l’”Amero” – sebbene funzionari (e i media allineati) lo neghino, sostenendo che si tratta di voci messe in giro dagli odiati “cospirazionisti”. Di fronte a questa cospirazione criminale portata avanti con la collaborazione di diverse agenzie governative, comunque, ci si dovrebbe chiedere quali siano le vere intenzioni dell’operazione Fast and Furious.
Con il Messico in balia delle gang della droga armate dagli americani e il governo centrale di Mexico City in procinto di perdere il controllo, l’introduzione di truppe statunitensi per “mantenere l’ordine” è interamente nel regno delle possibilità. In quel caso, l’ Unione Nordamericana diverrebbe realtà, nei fatti se non nel senso formale – e quest’ultimo può essere messo in piedi abbastanza velocemente.
Chiamatemi “cospirazionista” se vi fa sentire meglio, ma quando si tratta degli schemi rompicapo dei nostri saggi governanti mi sembra non ci sia nessun limite alla loro abilità di seminare tragedie e terrore ovunque agiscono. Lo hanno fatto in Iraq, lo stanno facendo in Afghanistan e lo hanno fatto per decenni in tutto il mondo – perché il Messico dovrebbe esserne immune?
NOTE A MARGINE:
Vedo che alla fine stiamo andando da qualche parte con la nostra raccolta fondi e credo di dover ringraziare per questo l'FBI, così li ringrazio:
Grazie, ragazzi per quell’incredibile stupido memo che dichiarava che noi di Antiwar.com siamo agenti di una potenza straniera e una minaccia per la Sicurezza Nazionale (maiuscolo nell’originale). Dimostrando un principio su cui abbiamo a lungo insistito qui nel nostro piccolo nido di spie – cioè che la frase “lavoro di governo” è un ossimoro – avete alimentato i nostri sostenitori e aumentato i contributi al sito – rispondendo alla domanda posta nel vostro memo, che era “come fa Antiwar.com a racimolare fondi – chi sono i suoi donatori?”. La risposta dovrebbe ora essere ovvia, anche al mangiatasse Epsilon – Minus Semi–Morons (ndt: personaggio del “Mondo Nuovo” di Aldous Huxley) al quartier generale dell’FBI.
Ancora non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo – e se non lo raggiungiamo dovremo iniziare a fare tagli, molti dei quali i nostri abituali noteranno immediatamente. Perciò per favore portateci oltre questo ultimo ostacolo. Abbiamo bisogno di 30.000 dollari di fondi da parte di generosi donatori e abbiamo bisogno di raggiungere tale cifra entro il prossimo venerdì, prima che il resto del paese si fermi per la festività del Labor Day, lasciando il nostro staff infaticabile a contemplare un futuro incerto. La tua donazione deducibile dalle tasse è necessaria oggi stesso.
Fonte tratta dal sito .

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