domenica 16 ottobre 2011

Mais bio: il Consiglio Superiore di Sanità smentisce Veronesi




Il consumo di mais biologico e convenzionale non è assolutamente un fattore di rischio di cancro: così il Css smentisce quanto asserito da Veronesi che fa propaganda invece per il mais ogm.
Il consumo di mais biologico e convenzionale "non è un fattore di rischio prevalenteper il tumore dell'esofago e la spina bifida". E' questa la conclusione cui è giunto il Consiglio superiore di sanità (Css), interrogato in merito dal ministro della Salute Ferruccio Fazio su richiesta di Mario Capanna, Presidente della Fondazione Diritti genetici. Il Parere del Css è reso noto dallo stresso Capanna, il quale sottolinea come il Css abbia "smentito" Umberto Veronesi e Roberto Defez che "avevano lanciato l' allarme sul potenziale cancerogeno del mais biologico e convenzionale, difendendo la maggior sicurezza del mais Ogm". I due scienziati, sottolinea Capanna, avevano infatti "più volte lanciato l'allarme delle fumonisine presenti nel mais come causa di tumori" e "il professor Veronesi ha parlato in più occasioni di 'polenta che puo' essere cancerogeno", mentre il professor Defez, prosegue Capanna, "spiegava che il mais è 'sempre piu' contaminato da fumonisine, tossine di funghi che possono provocare tumore all'esofago e malformazioni come la spina bifida". Nel parere del Css, invece, rileva il presidente della Fondazione Diritti genetici, "si legge che: 'Il consumo di mais non e' un fattore di rischio prevalente per tumore dell'esofago e spina bifida. Allo stato attuale delle conoscenze, il rischio derivante dal consumo di prodotti a base di mais contaminati con fumonisine non sembra essere, al momento, caratterizzato da elementi di preoccupazione per la salute del consumatore italiano". Nel rapporto, aggiunge Capanna, "si ricorda inoltre che 'la produzione nazionale di mais destinata all'uso alimentare si colloca intorno al 4-5 per cento e che da uno studio condotto dall'Istituto superiore di sanità emerge che l'esposizione della popolazione italiana alle fumonisine è pari ad una quantità compresa tra l'1,5% e il 12,5% del massimo consentito, dunque ben al di sotto del livello di guardia". Nel parere, infine, il Css auspica che "vengano condotti ulteriori studi a livello nazionale per verificare lo stato di esposizione della popolazione alle fumonisine, con particolare riguardo alle fasce sensibili".
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