sabato 5 novembre 2011

Come prevenire e curare l'intossicazione da metalli pesanti



ALLUMINIO: l’alluminio (Al) è il minerale maggiormente presente nella crosta terrestre, ma non svolge alcuna funzione utile nel corpo umano.
Fin dai primi del 900 la medicina sospetta che l’aumento dell’alluminio nell’organismo possa essere correlato con svariate patologie, in particolare recenti studi hanno dimostrato che iniettando piccole quantità di alluminio nel cervello di ratti si ottiene una patologia del tutto simile alla demenza umana.
Recenti studi hanno evidenziato un probabile ruolo dell’accumulo di Al nella genesi della malattia di Alzheimer.
Altri sintomi riconducibili all’intossicazione cronica da Al sono estremamente aspecifici e comuni come: disturbi nell’apprendimento, confusione, disorientamento, perdita della memoria, coliche intestinali, mal di testa, bruciori di stomaco e coliti, avversione per la carne, anemia, carie, ipoparatiroidismo, disfunzioni renali, disfunzioni epatiche , malattie cutanee e proabilmente altri a tutt’oggi sconosciuti.
L’intossicazione cronica da Al sembra essere molto diffusa, anche se è difficilmente diagnosticabile dato che l’Al libero nel sangue è raramente dosabile. Un metodo a cui si ricorre è la mineralografia del capello. I risultati della mineralografia portano a supporre che fino all’80% della popolazione sia soggetta a un sovraccarico di Al.
Le fonti da cui l’Al può entrare nel nostro corpo sono estremamente varie e numerose; tra le maggiori ricordiamo le pentole di alluminio (maggiormente usate nelle mense e nei ristoranti), le lattine di bibite (anche una sola al giorno, porta all’intossicazione), i tetrapak del latte (anche di soia, di riso e di mandorle), nel mini-brik di succhi di frutta, nei tubetti di dentifricio (tranne quelli in plastica ovviamente), nella carta argentata, nelle carte argentate che contengono alimenti (burro, biscotti ed altro ancora), nei contenitori di medicinali (i famosi blister), negli antiacidi fisici, negli antitraspiranti, in alcuni deodoranti, nel lievito chimico per dolci (che contiene anche il piombo….), nei cosmetici (rossetti, phard, matite, ecc.), negli acquedotti (usato per rimuovere le impurità), nella farina bianca (lo usano per raffinarla) e nei formaggi non bio (durante la loro lavorazione).
Il meccanismo attraverso cui l’Al esplica la sua azione tossica sembra essere legato alla sua estrema reattività che lo porta ad essere implicato nei meccanismi di stress ossidativo a carico di vari organi e tessuti. Per motivi a tutt’oggi sconosciuti l’accumulo di Al avviene soltanto in una percentuale di individui, mentre circa il 20% della popolazione resta immune a tale fenomeno riuscendo, in qualche modo, ad allontanare l’Al dai tessuti.
La terapia dell’intossicazione da Al prevede l’utilizzo di farmaci chelanti (in grado di legare l’Al e renderlo inattivo e eliminabile) come la deferoxamina (farmaci usati nei centri antiveleni ospedalieri).
La prevenzione della tossicità cronica da Al può invece farsi forte di numerose evidenze:
1) Eliminare per quanto possibile le fonti di Al
2) Assunzione di Curcumina (assumere 1500 – 2500 mg al giorno di estratto secco standardizzato di curcumina al 95%)
3) Assunzione di L-carnitina
4) Assunzione di sostanze antiossidanti come il resveratrolo o la vitamina C o il glutatione ridotto (assumibile per via orale) che possono contrastare lo stress ossidativo
5) Assunzione di alimenti ricchi in fibre vegetali che permettono una riduzione dell’assorbimento dell’Al
6) Assunzione del medicinale omeopatico Alumina 30 CH
BARIO: Molto meno conosciuta e studiata è l’intossicazione da Bario. In letteratura medica sono riportati soltanto rari episodi di intossicazione acuta. Praticamente sconosciuta è l’intossicazione cronica. E’ comunque fondato pensare che lo stress ossidativo sia uno dei meccanismi che possono portare ad una eventuale tossicita` da accumulo cronico di Bario. Per questo motivo l’utilizzo di sostanze antiossidanti è da considerarsi fondamentale anche nella prevenzione dell’intossicazione da Bario.
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