martedì 30 agosto 2011

LA BATTAGLIA DEL VENEZUELA PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE



Quando ho chiesto ad Alfredo, un produttore di latte e presidente della cooperativa di lavorazione del latte Prolesa nello stato di Tachira, cosa fosse la sovranità alimentare mi ha detto: “La sovranità alimentare non consiste solamente nella capacità di produrre abbastanza cibo per nutrirsi, ma anche capire dove si può esportare cibo all’estero.
“C’è una crisi alimentare globale e ogni giorno che passa sempre più persone patiscono a fame. Come campesinos venezuelani, dobbiamo comprendere che abbiamo un obbligo nei confronti dei popoli del mondo.”
Questo sentimento è condiviso da molti contadini che ho incontrato in una recente visita di tre giorni alle comunità rurali con una piccola delegazione del progetto Venezuela Food Sovereignt.Alfredo ci ha detto che stava portando il suo piccolo contributo alla causa della sovranità alimentare del Venezuela.
Grazie a Prolesa, i produttori di latte locali hanno un’altra possibilità di vendere il loro prodotto per evitare di essere alla mercé dei prezzi fissati dalle multinazionali assetate di profitto che spesso esportano per ottenere prezzi più alti.
I contadini del posto ora possono guadagnare di più dal loro latte e produrre beni di qualità a prezzi equilibrati per la comunità locale e le aree circostanti.
Nello sforzo di tenere i prezzi più bassi possibile, i membri di Prolesa lavorano anche con altri agricoltori, con i consigli comunali e con gli impiegati del Ministero dell’Agricoltura e del Territorio (MAT) per promuovere un mercato campesino.
Questo permette ai produttori di vendere direttamente al consumatore, tagliando il costo degli intermediari. I contadini venezuelani come Alfredo sono in una condizione più unica che rara, quella di poter contare sul sostegno del loro governo nella lotta per la sovranità alimentare.
L’obbiettivo della sovranità alimentare è tutelato dalla costituzione del Venezuela che fu adottata dopo il referendum del 1999.
Andando contro la prevalente ortodossia neoliberista, l’articolo 305 della costituzione stabilisce che la sicurezza alimentare può essere raggiunta “sviluppando e privilegiando la produzione agricola interna”.
La costituzione raccomanda che lo Stato “generi occupazione e garantisca alla popolazione contadina un adeguato tenore di vita”.
Considera i latifondi (vasti appezzamenti di proprietà di privati) “contrari agli interessi sociali”. La costituzione stabilisce la necessità di “trasformarli in unità economiche produttive”.
Quando il presidente Hugo Chavez fu eletto per la prima volta nel 1998 con una campagna elettorale a favore dei poveri, il Venezuela si stava incamminando nella direzione opposta.
I campesinos ci hanno detto che i governi prima di Chavez avevano trasformato li Venezuela in un “economia portuale”.
Mentre venivamo portati in giro nello stato di Yaracuay da Fray, un membro della cooperativa 3R e del Movimento dei Contadini Jirajara (MCJ) che ha preso il nome dai guerriglieri indigeni Jirajara che hanno combattuto i colonizzatori spagnoli, gli ho chiesto perché tutti quelli che avevamo incontrato ripetevano la stessa cosa.
“Chavez,” rispondevano.
“Chavez è come un maestro. Tutti lo vogliono far passare per un pazzo perché passa così tanto tempo a parlare alla televisione. Ma ogni volta che parla, ci dà una lezione di storia, di economia, di geografia e di politica.
“Tutto questo ha contribuito a innalzare la coscienza del popolo.”
Fray ha detto cha la crescita dell’industria petrolifera, avviata negli anni ’40, ha cambiato l’economia del Venezuela.
La classe capitalista parassitaria del Venezuela spostò le sue attenzioni dal settore agricolo che era orientato alle esportazioni per cercare il modo di ricevere una parte della rendita petrolifera.
E anche se la produzione agricola era in calo, i capitalisti importavano i prodotti dagli stessi porti da cui partivano le petroliere.
Questo ha avuto un effetto distorsivo sull’economia con effetti devastanti sui campesinos.
Le persone venivano sradicate dal sud rurale, lasciano le terre fertili disabitate per cercare lavoro nelle città costiere che si stavano espandendo nei pressi dei giacimenti petroliferi e dei porti.
I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE) ci mostrano una caduta nella popolazione impiegata in agricoltura, dal 68,6% del 1941 a solo il 12,3% nel 2001.
Le politiche neoliberiste degli anni ’90 hanno provocato una diminuzione delle terre coltivate da più di 2,3 milioni di ettari nel 1988 a circa 1,6 nel 1998 secondo i dati del precedente ministero dell’Agricoltura.
Il neoliberismo ha impoverito milioni di persone in tutto il Venezuela, ma le persone che vivevano nelle aree rurali sono state quelle colpite in modo più duro.
Non solo i lavoratori impiegati in agricoltura guadagnavano solo il 20-30% della media degli stipendi dei lavoratori degli altri settori, ma i dati del governo hanno descritto come tra il 1984 e il 1997 i loro redditi medi reali sono diminuiti del 73%, rispetto al 61% degli abitanti delle città.
Nel novembre del 2001 Chavez ha emesso un pacchetto di 49 decreti, tra cui una nuova legge sui terreni che aveva lo scopo di iniziare a mettere in pratica i principi della costituzione.
La legge consentiva l’esproprio delle terre inutilizzate dai latifondisti e la redistribuzione ai contadini per scopi produttivi, così come inteso dalla costituzione.
L’oligarchia dei grandi tenutari ha risposto cercando di far cadere il governo. La legge era, in larga parte, rinviata agli anni successivi proprio mentre il governo concentrava gli sforzi per combattere i tentativi di destabilizzazione delle opposizioni. Tra questi vanno segnalati un tentativo di colpo di Stato nell’aprile del 2002, una serrata dei padroni dell’industria petrolifera tra il dicembre del 2002 e il gennaio del 2003 e una proposta referendaria nell’agosto del 2004.
Il governo di Chavez è sopravvissuto, ma la destabilizzazione ha messo l’economia in crisi. La serrata ha provocato una contrazione dell’economia di circa il 25%.
I dati del governo mostrano che, dalla fine del 2003, il consumo di cibo pro capite era stato il più basso dagli anni ’60.
Nel mentre i latifondisti e gli imprenditori dell’agro-alimentare sabotavano la produzione e la distribuzione, saliva anche la dipendenza dalle importazioni. Nel 2003 hanno raggiunto quasi il 50% delle calorie consumate.
Comunque, i tentativi della destra di far cadere il governo sono stati sconfitti dalla mobilitazione di massa della maggioranza più povera. Il governo ne è uscito rafforzato.
Nel dicembre del 2003 Chavez ha avviato la sua “guerra al latifondo” con l’inaugurazione della Missione Zamora.
Lo scopo della missione era quello di colpire i latifondisti per favorire la redistribuzione del cibo e per fornire supporto tecnico e finanziario alle cooperative di agricoltori.
La debolezza del movimento dei campesinos e il fatto che le istituzioni statali supervisionavano la riforma delle terre ha comportato il fatto che la missione era inizialmente limitata a ridistribuire le terre inutilizzate che erano già in mano allo Stato.
Nel 2005 i dati del governo mostravano che, dei sei milioni di ettari identificati come latifondi, meno di 650.000 erano stati recuperati. Dall’altro lato, due milioni di ettari di proprietà statale erano stati redistribuiti dalla fine del 2004.
Nei tre anni successivi, 1,3 milioni di ettari di latifondi sono stati recuperati dal governo.
Anche il finanziamento all’agricoltura si è innalzato vertiginosamente. I fondi erano destinati per progetti agroindustriali, macchinari, per i sussidi ai produttori, per l’espansione delle infrastrutture nelle aree rurali e per il microcredito.
La terra coltivata è aumentata da 1,6 milioni di ettari nel 1998 a più di 2 milioni nel 2006. Comunque, la produzione agricola domestica non è stata in grado di mantenere il passo con l’incremento dei livelli di consumo provocato dal maggior potere d’acquisto dei poveri grazie alle politiche governative a loro favore.
Per compensare questa mancanza, il Venezuela ha incrementato le importazioni di cibo.
Nel 2004 fu istituita la Missione Mercal per contrastare il controllo del capitale sulla distribuzione degli alimenti e per ostacolare l’aumento dei prezzi. I punti vendita della catena alimentare sussidiata dallo Stato hanno velocemente raggiunto il 40% della distribuzione di generi alimentari.
Allo stesso tempo, stava prendendo campo il fenomeno delle cooperative. Il numero delle cooperative è salito da 10.000 nel 2003 a 74.200 alla metà del 2005. I dati del censimento dell’INE hanno registrato 121.000 persone che lavoravano nelle cooperative agricole, il 14% dei lavoratori del settore.
Leonardo, uno dei fondatori di Prolesa, ha detto che il rifiuto di Nestlè e di Leche Tachira di comprare il latte dai produttori locali nel corso della serrata è stato il catalizzatore della creazione delle cooperative.
“Portavano i veicoli nel mezzo della città e versavano il latte non lavorato nel mezzo della strada”, ci ha detto. “Questo mentre le madri non riuscivano a trovare il latte per i loro figli.”
Prolesa nacque nel 2004 con un prestito iniziale dal governo, con i risparmi dei membri della stessa cooperativa e l’impegno di alcuni caseifici del posto per venderle il latte.
Per assistere la creazione di cooperative, il governo ha fondato la Missione Vuelvan Caras.
Nella missione il 50% di scolarità offerta ai 650.000 partecipanti era fornita per l’addestramento agricolo con un’enfasi data alla cooperazione.
Anche se è stata una piccola operazione, Prolesa è vista come una minaccia dai caseifici. Dopo che si è formata, hanno iniziato a offrire agli agricoltori del posto prezzi più alti.
Più di 40 agricoltori locali hanno preferito continuare a rifornire Prolesa, anche se ciò ha significato guadagnare meno.
Le iniziative delle multinazionali per dividere la comunità non sono state capaci di distruggere i legami di solidarietà che erano stati creati in precedenza.
È forse questo il motivo per cui Prolesa, malgrado le difficoltà finanziarie e tecnologiche, è ancora in funzione come invece non sono riuscite a fare la maggior parte delle cooperative che si sono formate insieme a lei.
Spesso le cooperative venivano create solo per accedere ai prestiti. Il denaro veniva poi diviso tra i membri. In altri casi, le persone consideravano troppo impegnativo lavorare nelle cooperative e così tornavano alle proprie fattorie o si spostavano in città.
I dati dell’INE mostrano che il numero delle persone impiegate nelle attività agricole è calato dell’11% tra il 2005 e il 2008.
Ma questa non è stata la sola sfida che ha affrontato la campagna per la sovranità alimentare.
I programmi sociali del governo hanno contribuito in modo deciso a ridurre la povertà estrema nelle campagne, che è calata più del 20%. Il forte incremento nei finanziamenti non ha avuto simili riscontri nell’aumento della produzione, ma la produzione agricola è comunque salita del 18% tra il 2003 e il 2008.
Ma il maggiore incremento nel consumo ha aumentato la dipendenza del Venezuela dalle importazioni. Inoltre, l’incontro tra i prezzi e i controlli sulla moneta hanno agito come disincentivi per la produzione locale visto che l’importazione era più economica.
Questo tipo di pressioni ha visto un numero sempre maggiore di scaffali vuoti ai supermercati Mercal.
Nel corso del 2007 sono stati impiegate grosse somme per la produzione e la distribuzione per provocare carenze nell’offerta di cibo. Questo ha causato un aumento del sostegno governativo ed è stato un motivo della sconfitta del referendum sulle riforme costituzionali proposte da Chavez.
La caduta dei prezzi del petrolio e l’ascesa dei prezzi dei generi alimentari hanno forzato il governo a prendere misure più radicali, come ad esempio la nazionalizzazione delle compagnie di distribuzione che violano la legge e l’incremento delle pratiche di sequestro delle terre tenute improduttive dai grandi latifondisti
Tutto questo costituisce lo sfondo della nuova fase nella lotta per la sovranità alimentare nel Venezuela.

Fonte tratta dal sito .

lunedì 29 agosto 2011

LA GRANDE TRUFFA MILIARDARIA DEI FARMACI



Questa è la prima delle due parti di un documento che esamina i metodi utilizzati dalle aziende farmaceutiche per controllare il mercato e la vita
La diarrea da rotavirus, insieme alle malattie causate dallo pneumococco come le meningiti e la polmonite, sono tra le principali cause di morte tra i bambini nei paesi in via di sviluppo. Si stimano circa 500.000 vittime l’anno.
L’85% di questi bambini, una percentuale sconvolgente, è costituita da africani e asiatici. Anche se sarebbero necessari miracoli della medicina, le anomalie di prezzo delle multinazionali farmaceutiche generano immensi profitti, spingendo in alto quelli dei dei medicinali salva-vita. L’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK), che ha sede in Gran Bretagna, ha recentemente proposto un accordo per somministrare alle nazioni povere 125 milioni di dosi del vaccino Rotavirus – il Rotarix - a 2,50 dollari la dose, solo il cinque per cento del prezzo dei mercati occidentali. Grazie al gruppo GAVI, l’agenzia di vaccini internazionali finanziata dai paesi sviluppati come il Regno Unito, si spera che GSK e la multinazionale farmaceutica Merck - che dominano il mercato del vaccino rotavirus - somministrino una linea sicura di medicine a basso costo a circa 40 paesi nei prossimi anni.
Ma è davvero uno “sconto”? E se lo è, chi pagherà il costo?
Il meccanismo finanziario che sovvenziona i vaccini si chiama Advance Market Commitment (AMC), una struttura creata dal G8, dalla Banca Mondiale e dalla Fondazione Gates per incentivare le multinazionali farmaceutiche a prendere in considerazione, nel lungo termine, i mercati dei paesi in via di sviluppo per i “bene comuni” farmaceutici, come i vaccini. Il Rotarix è partito bene: dal 2007 circa 50 milioni di bambini, con circa dieci milioni di dosi, hanno usufruito di questo farmaco. Nel 2009 la vendita globale di questo medicinale è arrivata a 440 milioni di dollari, un aumento del 50% rispetto al 2008, e il Rotateq della Merck ha realizzato vendite per un totale di 564 milioni di dollari.
Il direttore esecutivo di GSK, Andrew Witty, ha descritto la struttura dei prezzi “né una tattica, né un gesto filantropico isolato, ma fa parte di una strategia concordata per cambiare il nostro modello di vendita”, progettata per poter unire “il successo commerciale ai contributi per i sussidi nel lungo termine.”
Struttura dei prezzi e profitti
Compagnie farmaceutiche come GSK sostengono che i costi dell'innovazione, ossia della Ricerca e Sviluppo, e quelli per l’introduzione di un nuovo farmaco sul mercato oscillano tra i 1000 ed i 1700 milioni di dollari. L’AMC e il GAVI, che hanno raccolto 4,3 miliardi di dollari per finanziare l’acquisto di vaccini, sono stati introdotti con la premessa che bisogna compensare l’alto costo della R&S delle multinazionali finanziarie.
Nell’ultimo decennio l’industria farmaceutica negli Stati Uniti – della quale più della metà è composta da aziende con sede in Europa - è stata di gran lunga il settore più remunerativo dell’economia della nazione, grazie anche all’assenza di una struttura di prezzi imposti dal governo. “La libera attribuzione dei prezzi e la veloce approvazione assicurano un rapido accesso alle innovazioni grazie all’afflusso di capitali”, ha affermato Danile Vasella, ex capo di Novartis (con base in Svizzera), parlando dei vantaggi del fare affari negli Stati Uniti.
Le multinazionali farmaceutiche affermano che i consumatori statunitensi sono obbligati a finanziare la ricerca e lo sviluppo che sono necessari per mantenere costante l'innovazione in tutto il mondo. In Australia, Europa e Canada – i luoghi di provenienza di gran parte delle medicine “reimportate” negli USA, dove spesso le medicine vengono vendute alla metà del prezzo degli Stati Uniti - i governi si assicurano che le strutture dei prezzi facciano in modo che i medicinali brevettati siano accessibili.
Nonostante le multinazionali farmaceutiche ottengano notevoli profitti in questi paesi, circa il 50% degli introiti delle industrie farmaceutiche globali vengono generati negli USA. Nel 2006, ad esempio, la vendita globale di medicinali è arrivata a più di 640 miliardi di dollari, dei quali quasi 300 provenienti dagli Stati Uniti.
Il vero inganno machiavellico utilizzato dalla compagnie farmaceutiche consiste nell'affermare che l'alto prezzo di vendita del Botox (la pillola che vale un miliardo di dollari) sia dovuto all'innovazione. Dal 1996 al 2005 le grandi compagnie farmaceutiche hanno speso 739 miliardi di dollari in marketing e amministrazione: in questo caso i costi di “amministrazione” includono la contabilità, gli stipendi dei dirigenti (incluse le indennità, la vendita di azioni, etc) così come le spese per le risorse umane. Il marketing consiste in pubblicità diretta al consumatore, in programmi di vendita e in campioni gratuiti per i medici, oltre alla pubblicità sulle riviste del settore.
Un esame più minuzioso dei costi dei medicinali
Durante il periodo a cavallo tra il 1996 ed il 2005, le compagnie farmaceutiche hanno investito 288 miliardi di dollari in R&S e 43 miliardi in beni ed attrezzature, con un profitto di 558 miliardi di dollari. È possibile notare che la ricerca e sviluppo è al penultimo posto in termini di spesa. Ma la flessione in sé non è trasparente: le aziende non dettagliano le spese effettive per lo sviluppo di un singolo medicinale, sostenendo che le informazioni sono esclusive e comprendono segreti professionali e/o confidenziali.
Secondo l'Harvard Business Review, “il costo per l’approvazione di un nuovo medicinale è aumentato più dell’800% dal 1987, l'11% all’anno per quasi due decenni.” Le aziende farmaceutiche come Novartis e GSK si lamentano che le compagnie che producono farmaci generici – spesso in India - possono evitare di sostenere questi costi e così riescono a vendere i loro medicinali “copiati” a prezzi inferiori rispetto al prodotto originale, in una fascia che oscilla tra il 65% e il 99% in meno di quelli praticati dalle multinazionali.
Il “costo di 1000 milioni di dollari” deriva da uno studio del 2003 pubblicato nel Journal of Health Economics da Joe DiMasi e altri del Tufts Center for the Study of Drug Development. Gli autori e la loro organizzazione garantirono l’obbiettività della ricerca, nonostante il Tufts Center sia finanziato per il 65% dalle aziende farmaceutiche.
Anche se i risultati furono presentati dai media come corretti, già da tempo sono stati screditati dagli specialisti indipendenti.
Gli autori hanno analizzato dieci grandi aziende farmaceutiche (responsabili del 42% della spesa in R&S negli Stati Uniti, dove si svolge la gran parte di questo lavoro), esaminando i costi di R&S di 68 farmaci scelti a caso e hanno determinato il costo di sviluppo di ciascuno in 802 milioni di dollari (portato a un miliardo per l’inflazione).
Poiché i dati sono stati presentati in modo confidenziale dalle aziende farmaceutiche agli autori, non c'è stato modo di verificare la qualità delle informazioni, né tantomeno si è potuto valutare la manipolazione interna dei costi da parte delle aziende. I nomi delle imprese non sono stati menzionati, tanto meno i nomi dei farmaci, il genere di medicinale o il loro stato, se si trattasse di farmaci fondamentali, tra cui quelli per le cure sofisticate, o farmaci "generici", che sono una variante di prodotti già presenti sul mercato.
“Demistificare” i costi
Per iniziare, la cifra di 802 milioni di dollari non tenne conto della forma strana e poco chiara della contabilità analizzata, iniziando a partire dai “costi capitalizzati”. Secondo gli autori, i guadagni della R&S “devono essere capitalizzati a un tasso di sconto appropriato, pari al reddito del quale si privano gli investitori durante lo sviluppo del farmaco quando mettono capitali in questo settore piuttosto che altri ugualmente rischiosi del mercato finanziario.”
Come affermato da Marcia Angell, medico americano ed ex capo-redattore del New England Journal of Medicine oltre che docente alla Harvard Medical School: “I consulenti della Tufts li aggregarono semplicemente ai costi generali del settore. Questa manovra contabile ha quasi duplicato i 403 milioni di dollari in 802 milioni”.
Quindi, nel prendere in considerazione i costi aggiornati dai dati del PhTMA (2006), con un incremento della R&S che è arrivata a 1,32 miliardi di dollari, più di 650 milioni di dollari sono stati semplicemente considerati come “ricerca e sviluppo” dalle aziende farmaceutiche, con la pretesa di mitici profitti che sarebbero potuti generare investendo a Wall Street invece che nell'”innovazione", che viene usata per giustificare enormi guadagni provenienti dalla creazione di brevetti esclusivi.
Nella rivista BioSocieties, il sociologo Donald Light e l’economa Rebecca Warbuton “demistificano” i costi della R&S per i medicinali, analizzando anche la componente delle tasse all'interno di questi costi.
L’”Office of Technology Assessment” (OTA) ha affermato che “il costo netto di ogni dollaro speso nella ricerca deve essere ridotto dal totale delle imposte che vengono risparmiante con questa spesa”. Gli autori hanno utilizzato dati di fonti ufficiali come il Tax Policy Center (Centro di politica tributaria) per rilevare rivelare risparmi di imposta supplementari pari al 39%. Cumulativamente, i sussidi e dei contribuenti e i crediti hanno ridotto i costi complessivi da 403 a 201 milioni di dollari.
Segreto Fiscale
Del resto, come spiega l’articolo “Pianificazione Fiscale” di Ernst & Young, i costi di R&S generalmente vengono trasferiti in paesi che hanno alto peso fiscale per compensarne la spesa. Invece, i profitti generati dai brevetti spesso vengono “ricollocati” in paesi con una bassa imposizione fiscale. Le aziende farmaceutiche preferiscono generare i “costi” della R&S in paesi con un’alta fiscalità, come gli USA, per poter togliere i costi più alti dal reddito imponibile. Naturalmente, il costo della R&S non include le imposte “evitate”. Non sorprende che la maggior parte delle compagnie farmaceutiche abbia sede in paesi con basso livello impositivo e in cui vi sia il segreto fiscale, come il Delaware negli USA, dove i profitti si possono convertire in passività e in aziende di proprietà intellettuale.
In un articolo (stampato originariamente sulla rivista New Age e pubblicato online su Al–Jazeera) che scrissi con John Christensen, fondatore della Tax Justice Network ed ex consigliere economico del Jersey, uno dei massimi paradisi fiscali del Regno Unito, rivelammo come il segreto fiscale e la proprietà intellettuale (IP) vengano utilizzate dalle aziende farmaceutiche per trarne profitti, piuttosto che servire i bisogni delle persne deboli.
“Pfizer, Novartis, GlaxoSmithKline, cosi come più del 60% delle multinazionali nella lista di Fortune, mantengono le loro “sedi” nel Delaware, approfittando degli strumenti di opacità legale e finanziaria. A parte il segreto fiscale e la mancata divulgazione del beneficiario dei profitti, il Delaware permette che le società controllanti generino in due giorni holding che non producono nulla, che non realizzano attività economiche nello Stato e che, in genere, hanno un solo azionista, la compagnia madre. Tali soggetti permettono che la società madre paghi alla società appena creata un “onorario” per l’uso dell'IP, fungendo come un condotto che converte il reddito imponibile in passività non soggette a imposta. L’unico scopo di questa società è quello di possedere e gestire i profitti “ripuliti” generati dall’IP”.
Le enormi spese legali sostenute dagli specialisti per lo sviluppo dei brevetti, per il patrocinio legale, per la ricerca dei paradisi fiscali e per le questioni legate all’IP, costituiscono costi aggiuntivi che vengono inclusi nella R&S. Questa strategia di ottimizzazione tributaria somiglia a quella delle compagnie di “alta tecnologia” che basano sul capitale intangibile la maggior parte della loro ricchezza. Secondo la rivista Forbes, nel 1999 tre delle quattro persone più ricche al mondo hanno fatto la loro fortuna con i diritti di proprietà intellettuale. Devono la loro fortuna, come afferma Michael Perelman, a “Microsoft uno dei maggiori proprietari di diritti di proprietà intellettuali, qualcosa di molto appropriato per la denominata New Economy, e nella quale il Capitale DOS” ha soppiantato “Il Capitale” di Marx.
Profitti dalla cura dell'AIDS
La gestione dei diritti di proprietà intellettuale può essere certamente un’attività lucrativa. Il primo trattamento dell’HIV/AIDS , la zidovudina (AZT) venduta con il nome di marca Retrovir, venne fabbricato dalla compagnia Burrough Wellcome, inglobata successivamente a GSK. Nel 1983, dopo due anni di ricerche sull’AIDS, National Institutes of Health statunitense (NIH) e l‘Istituto Pasteur di Parigi identificarono per la prima volta la sua causa: il retrovirus HIV. Lo stesso anno, Samuel Broder, capo del National Cancer Institute (un ramo dell'NIH), creò un’equipe globale al fine di selezionare strumenti antivirali, tra cui la molecola AZT scoperta dalla Michigan Cancer Foundation, che venne poi acquisita da Burrough Wellcome.
L’equipe NIH-NCI di Broder, insieme agli eruditi dell’università Duke, scoprì l’effettiva capacità di azione dell’AZT contro il virus dell’AIDS e realizzò i primi saggi clinici nel 1985. Come spiega Marcia Angeli nel suo libro informativo “The truth about Drug Companies “(La verità sulle compagnie farmaceutiche), Burrough Wellcome brevettò immediatamente il medicinale e “realizzò le ricerche posteriori che gli diedero la possibilità di ricevere l’approvazione della Food and Drugs Administration (FDA) nel 1987”, dopo uno studio di soli pochi mesi. La società pagò più di 10.000 dollari l’anno ai pazienti per il trattamento medicinale e si auto-celebrò per aver scoperto il farmaco salvavita.
Dopo una lettera auto-elogiativa di questo tipo, il presidente esecutivo di Burrough Wellcome e i suoi colleghi del NCI e della Duke University risposero al New York Times dichiarando: “La società non ha sviluppato la tecnologia adeguata prima di somministrare la prima applicazione del medicinale, e non si è a conoscenza della capacità dell’AZT di sopprimere il virus vivo dell’AIDS nelle cellule umane, né tantomeno ha sviluppato la tecnologia per determinare quali dosi utilizzare al fine di ottenere tale effetto in un essere umano. Inoltre, non è stata la prima a somministrare AZT a un essere umano con l'AIDS, né a realizzare i primi studi clinici farmacologici in pazienti affetti da tale malattia. Tantomeno ha realizzato gli studi immunologici e virologici necessari per dedurre che il medicinale potesse funzionare e che, per questo, valesse la pena continuare con la ricerca. Tutto questo fu realizzato dal personale dell'NCI, in collaborazione con il personale della Duke University”.
Aggiunge poi: “Di certo, uno degli ostacoli dello sviluppo dell’AZT è stato che Burroughs Wellcome non lavorò con il virus vivo dell’AIDS, né tantomeno con pazienti affetti dall’AIDS”.
Tattiche assassine
Paradossalmente, il medicinale Reterovir venne classificato dalla compagnia come “medicinale orfano”, ossia un farmaco per il quale esiste un mercato di meno di 200.000 persone, e per tanto non era probabile che fosse economicamente redditizio. Tutto ciò aveva lo scopo di ottenere un credito di 50% dal governo per i costi delle sperimentazioni cliniche. Nel 2005, GSK fu accusata di aver spinto in alto in modo artificiale i suoi profitti a breve termine non incrementando la produzione per soddisfare la crescita drastica della domanda, causando di conseguenza "scarsità" del prodotto brevettato. Ciò fu visto come un ultimo tentativo di sfruttare il brevetto in scadenza nel settembre 2005. Poco dopo il governo degli Stati Uniti approvò versioni generiche del medicinale.
In Africa si conosce GSK – letteralmente. Per le sue tattiche assassine.
Quando il distributore ghanese, la Healthcare Ltd., importò una versione generica del medicinale (una combinazione di AZT e 3TC conosciuta come Combivir) da una compagnia farmaceutica indiana, la CIPLA, che la smerciava a un prezzo accessibile (9 centesimi di dollaro per pillola) invece del prezzo pattuito statunitense (10 dollari a pillola), GSK minacciò di portare in tribunale il distributore, costringendo quindi Healthcare Ltd a cessare le vendite. Senza dubbio, mentre GSK accusava CIPLA di violare il brevetto, non possedeva i “diritti” di Combivir nell’ufficio regionale per i brevetti dell’Africa Occidentale. L'AZT e altri trattamenti per l’AIDS hanno riscontrato grande successo nelle vendite di GlaxoSmithKline, generando 2,4 miliardi di dollari di profitti nei primi sei mesi del 1997, in particolare grazie alla vendita di AZT e 3TC. Nel 1998 ci si riferiva all’AIDS come una “crisi sanitaria su scala mondiale”, considerata da molti come “un’epidemia”.
Conseguentemente GSK guadagnò 1000 milioni di dollari con un brevetto, controllò un mercato e fu responsabile della vita e della morte di un miliardo di persone in tutto il mondo attraverso un qualcosa che non aveva inventato. I suoi ricercatori affermarono, comunque, che avvano intuito che il farmaco avrebbe funzionato. Questa affermazione fu sufficiente per negare agli scienziati del NCI, incluso Broder, di essere considerati gli inventori.
Ma è un esempio isolato?
La seconda parte verrà pubblicata prossimamente.
Fonte tratta dal sito .

domenica 28 agosto 2011

16 trilioni di dollari regalati dalla Federal Reserve alle banche mondiali

Neanche un centesimo per la povera gente del pianeta, per i pochi (chiamiamoli privilegiati) rimane solo la strada dell'indebitamento... Il motto dell'economia globale: il ricco sempre più ricco; il povero sempre più povero.

Ben oltre il Pil degli Stati Uniti. Più di 16 trilioni di dollari. Ecco quanto la Federal Reserve avrebbe elargito in aiuti a grandi istituti finanziari e società, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, secondo uno studio del Government Accountability Office (GAO), l’agenzia di controllo contabile del Congresso americano.





Leggi qui il rapporto integrale Government Accountability Office (GAO) dal portale del senatore Bernie Sanders. Nel caso di cancellazione il rapporto può essere visionato cliccando qui.



L'anno scorso il Pil statunitense si è attestato a 14.500 miliardi di dollari. Della somma "regalata" alle banche di tutto il mondo, 3,08 miliardi sono andati a istituti in Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Belgio.



Inoltre, degli accordi di scambio di asset (swap) sono statti stretti con società finanziare britanniche, canadesi, brasiliane, giapponesi, sudcoreane, messicane, norvegesi, svizzere e di Singapore. Di questi accordi, 12 sono ancora in corso, essendo stati prolungati fino ad agosto del prossimo anno.



Dove sono ora Citigroup e Bofa/Merrill lo devono alle migliaia di miliardi di dollari versati dai contribuenti americani.



Di tutti i gruppi è Citi quello che ha ricevuto in prestito la somma più' alta: 2.500 miliardi di dollari. Al secondo posto Morgan Stanley con $2.040 miliardi, seguita da Merill Lynch ($1.900 miliardi) e Bank of America ($1.300 miliardi).



In alcuni casi i finanziamenti avvenivano in un contesto di chiaro conflitto di interesse, dove i vari responsabili detenevano investimenti, preoccupandosi dunque più degli interessi dei vari CEO di Wall Street, che di quelli delle famiglie americane.



"I risultati dello studio ci dicono che la Federal Reserve ha elargito più di $16.000 miliardi in aiuti ai più grandi istituti finanziari e alle più grandi società negli Stati Uniti e nel mondo", ha detto Bernie Sanders, senatore indipendente del Vermont. "Questo è un chiaro caso di socialismo per i ricchi e un amaro individualismo ‘siete in mano a voi stessi’ per tutti gli altri".



Tra le scoperte più interessanti il fatto che la Fed unilateralmente ha fornito trilioni di dollari in aiuti finanziari a banche straniere e società, dalla Corea del Sud alla Scozia, secondo il report del GAO. "Nessun istituto degli Stati Uniti dovrebbe avere l’autorità di salvare una banca straniera o una società senza l’approvazione del Congresso e del Presidente", ha aggiunto Sanders.



Si parla di conflitti di interesse. Aiuti mirati in punti specifici, per difendere i propri investimenti e quello di persone vicine. Ad esempio, il CEO di JP Morgan Chase ha partecipato al board dei direttori della Fed di New York quando la sua banca ricevette più di $390 miliardi in aiuti finanziari. Ancora, William Dudley, ora presidente della Fed di New York, ha avuto l’autorizzazione a mantenere il suo investimenti in AIG e General Electric; anche queste hanno ricevuto aiuti sotto la sua amministrazione.



Fonte tratta dal sito .

La Federal Reserve ammette di non possedere oro.




venerdì 26 agosto 2011

Dal 2013 tutti gli statunitensi saranno per legge dotati di microchip RFID



Microchip RFID obbligatorio: 10 anni fa si sapeva ma nessuno ha mai fatto nulla per evitarlo. È confermato, il Progetto di Legge sulla Salute di Obama renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani.
L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”.
Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip sottocutaneo.
In un documento ufficiale, vi è la prova che questi dispositivi fossero già previsti nel 2004. Questo documento della FDA (Food and Drug Administration), datato 10 Dicembre 2004 è intitolato Class II Special Guidance Document : Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information ( Documento di orientamento speciale di classe II : Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l'identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).
L’impianto di un microchip per i pazienti che contenga le informazioni sulla loro salute era quindi già allo studio nel 2004. Nel Progetto di Legge intitolato America's Affordable Health Choices Act of 2009 (Legge del 2009 sulle scelte di salute finanziariamente abbordabili dell’America), si può leggere nel paragrafo Subtitle C – National Medical Device Registre (Sottotitolo C – Registro nazionale dei Dispositivi Médici), che è prevista una scheda per ogni persona che ha o sarà munita di un dispositivo sottocutaneo: Il “Secretary” stabilirà un “registro nazionale dei dispositivi medici” (in quel paragrafo sono chiamati "registro") per facilitare l’analisi della loro sicurezza dopo la commercializzazione, con i dati di ogni dispositivo che è o è stato utilizzato su un paziente…”
Quindi tutte le persone che avranno ricevuto il microchip saranno schedati in un nuovo registro che ancora non esiste.
Con il pretesto di assicurare meglio l’assistenza sanitaria e preservare la salute dei cittadini, tutta la popolazione sarà marchiata con un microchip elettronico e schedata. L’inizio della marcatura obbligatoria per tutti è previsto a partire dal 2013.
Alla pagina 1006 del progetto, è fatta una precisazione sulla data di entrata in vigore del dispositivo: “ENTRATA IN VIGORE. Il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali, metterà in opera il registro in virtù dell’articolo 519 (g) della Legge Federale sul cibo, i farmaci e i prodotti cosmetici come da aggiunta nel paragrafo, non più tardi di 36 mesi dalla promulgazione della presente Legge, senza preoccuparsi se le regolamentazioni definitive per stabilire e utilizzare il Registro siano state promulgate o meno in quella data”.
Quindi 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore della Legge! Questo ci dà 3 anni. Il 2013 è l’anno in cui la marcatura obbligatoria dovrebbe incominciare. Da notare che entrerà in vigore anche se non sarà stata adottata nessuna regolamentazione sul suo utilizzo e che sia presente o meno un inquadramento ben definito sull’utilizzo del “registro”.
APPELLO DELLA REDAZIONE: cari cittadini del mondo, mi raccomando, continuate a dormire! Buon sonno a tutti!

Fonte tratta dal sito .

giovedì 25 agosto 2011

IL CANCRO, ANCORA UN MISTERO PER LA SCIENZA MEDICA



Ci sono molte persone che fanno un sacco di soldi, insistendo nel complicare l’argomento tumori. Gli scienziati medici continuano a esplorare le ultime ricerche della fisiologia cellulare nei loro tentativi davvero frustrati di comprendere il cancro. E tanto più studiano, tanto più il quadro diventa più complesso come dimostra un recente articolo pubblicato sul New York Times. È davvero tanto difficile per queste personalità complesse riassumere il cancro in termini semplici - la decomposizione di un tessuto - che ci porteranno rapidamente alla morte se la cosa non verrà risolta.
La ricerca si sta sempre più concentrando sul fatto che un tumore non è una massa omogenea di cellule cancerose.
George Johnson, The New York Times
Nell’ultimo decennio la ricerca sui tumori è stata guidata da una visione comune sul come una singola cellula, in competizione con quelle vicine, si evolva in un tumore maligno. Come gli struzzi con la testa piantata in terra sono rimasti ossessionati dalla loro “visione comune” indipendentemente dalle prove ottenute.
Questi scienziati che vanno per la maggiore ammettono che “nuove teorie stanno venendo alla luce che potranno cambiare il modo in cui trattiamo la malattia.” “Stanno andando sempre più a fondo sugli aspetti del DNA […] e hanno bisogno di sempre più fondi, non trovando mai niente che faccia una vera differenza”, scrive Claudia French, RN.
Quello che si dimenticano di citare è che la scienza medica ha già accumulato un corpo di informazioni vitali che non si basano su teorie ma che invece poggiano su dati solidi. Basta guardare alla ricerca su come i metalli pesanti come il mercurio, le radiazioni dei test medici e le procedure mediche, e persino sostanze chimiche come il fluoro messo nell’acqua potabile possono causare tumori, e ci vorranno mesi se non anni per riuscire per accettarlo.
La vitamina C può aiutare a limitare la crescita di cellule cancerose, secondo gli scienziati neozelandesi che parlano di una ricerca fondamentale che può fornire la prima prova reale del collegamento tra la vitamina e i tumori.
Prof.ssa Margreet Vissers, del gruppo di ricerca sui radicali liberi della University of Otago
Questa ricerca sulla vitamina C fu pubblicata su Cancer Research nel 2010. Lo stesso si può dire per il magnesio, il selenio, il bicarbonato e lo zinco! Gli oncologi non lo hanno mai messo in primo piano così come la conoscenza della nutrizione e del suo ruolo nella salute e nella malattia.
L’articolo a cui mi riferisco inizia, nel primo paragrafo, con un video che descrive un tumore per finire scioccamente col dire: “Cercare di sconfiggere il cancro potrebbe essere molto più complesso di quanto avessimo immaginato”. Aspettare la scienza medica più in voga per poter comprendere i tumori avrà effetti mortali per chiunque dovrà aver a che fare con questa patologia.
Come lo staff editoriale sulla medicina del Times abbia potuto pubblicarlo va oltre le mie possibilità di comprensione e sentir riportare che “comprendere come il cancro inizi con una singola cella e poi cresca in un tumore è fondamentale per poter un giorno prevenire la malattia” è ridicolo. Quando poi ti rendi conto che l’articolo non menziona una sola parola sulle deficienze nutrizionali o sulle esposizione sempre più diffuse ai metalli pesanti, alle sostanze chimiche tossiche o alle radiazione, possiamo ben capire che ci sono persone che davvero non voglio comprendere il cancro e come potrebbe essere prevenuto o curato.
Il “paradigma regnante, una specie di teoria del Big Bang” per la materia dei tumori, è esattamente quello che dicono, una teoria e un sistema di credenze ben scelte e coltivate che già sappiamo essere pieno di lacune. I medici e i dentisti e chiunque conosciamo appoggerà questa teoria del Big Bang con un fervore fanatico. È davvero divertente far parte di questa folla, e chi vuole davvero avere a che fare con questa classe medica? Dobbiamo avere un po’ di comprensione per i dottori che hanno troppa paura di perdere il passo cadenzato della marcia, ma possiamo solo fare qualcosa per risparmiargli le conseguenze dei danni provocati alle persone.
Sappiamo che il cancro è in gran parte causato da veleni e da deficienze nutrizionali. Non ci sono dubbi a riguardo nella letteratura scientifica, e allora perché questi fattori non vengono citati neppure frettolosamente nell’articolo del New York Times? Perché non c’è alcuna menzione della componente emotiva, dei grandi conflitti e degli shock che spesso sconvolgono la nostra mente, il nostro sistema endocrino e quindi la capacità del nostra sistema immunitario di respingere le cellule tumorali? Alcuni ritengono giustamente che la risposta al cancro è data da un forte sistema immunitario. Tutto quello che diminuisce o disturba il sistema immunitario aumenterà le possibilità di contrarre tumori.
Negli ultimi trenta anni sono state riscontrate sempre più evidenze dei complessi collegamenti tra il sistema immunitario, il sistema nervoso centrale e il sistema endocrino da un lato, e i fenomeni fisiologici […] dall’altro.
Van Gent, et al. [2]
Il saggio del Times riporta: “Tutti questi processi sono così strettamente intrecciati che è difficile dire dove finisca uno e dove inizi l’altro. Con una tale complessità di meccanismi interni, i tumori maligni sono ora paragonati a organi rinnegati che germogliano nel corpo.” Hanno ragione nel dire che tutti i processi e i fattori causali coinvolti nel cancro siano intrecciati. Ma si tratta di una forma deliberata di terrorismo scientifico che lascia fuori dai “processi” i processi fondamentali dei veleni, della malnutrizione e dello stato emotivo indebolito provocato da conflitti interni insostenibili e dalla depressione.
Lo stress cronico può intensificare l’infiammazione e aumentare il rischio di sviluppo delle infezioni al sistema nervoso centrale, come la sclerosi multipla (MS) e altre patologia infiammatorie.[3] American Psychological Association
Datogli il tempo necessario, il cancro si svilupperà ovunque ci sia una proliferazione di cellule danneggiate. Quando le cellule sono danneggiate, quando la permeabilità della loro parete cellulare si modifica, quando le tossine e i radicali liberi aumentano, quando il mitocondrio perde funzionalità nei termini di produzione di energia ATP, quando il pH diventa sempre più acido e quando i nutrienti essenziali sono assenti, le cellule alla fine declinano verso una condizione cancerosa. Possiamo notare che, quando una persona ha un tumore, è letteralmente marcia al suo interno e muore per la perdita di funzionalità, per l’assembramento di forze infettive e perde forza per la malnutrizione mentre il cancro ci divora dall’interno.
Le variazioni generiche, che possono predisporre al contrarre tumori, possono interagire con le contaminazioni ambientali e produrre un effetto rafforzato.
Uno qualsiasi di questi aspetti - che sia il DNA, il pH che diventa acido, la malnutrizione cellulare, le disfunzioni del mitocondrio e la tossicità cellulare – inviterà apertamente i microbi ad attaccare queste cellule indebolite. Le cellule malate non aiutano, ma comunicano all’ambiente che stanno decadendo, marcendo e che sono sulla strada della morte.
La maggioranza dei pazienti col cancro in questo paese muoiano per la chemioterapia, che non cure i tumori alla mammella, al colon e ai polmoni. Questo è stato documentato da più di un decennio e ciò malgrado i dottori continuano a utilizzare la chemioterapia per combattere queste patologie.
Dr. Allen Levi, The Healing of Cancer, 1990La causa germinale del cancro
A nessuno piace concentrarsi molto sulla causa germinale – o sulle componenti – del cancro a causa delle profonde controversie esistenti nei settori della microbiologia e dell’oncologia. A suo merito va detto che il saggio del Times dà credito ai microbi e al ruolo che rivestono nella formazione dei tumori dicendo, “Ogni microbo ha il suo insieme di geni, che possono interagire con quelli presenti nel corpo umano scambiando segnali molecolari, scambiando informazioni con le cellule in un altro contesto, i micro-organismi nella bocca, sulla pelle, nel sistema respiratorio, nel tratto urogenitale e nel sistema digestivo.” “Le segnalazioni realizzate da questi microbi sono incredibilmente complesse”, ha detto il dottor Nicholson in un’intervista concessa all’Imperial College. “Si inviano l’un l’altro segnali metabolici, e rilasciano sostanze chimiche continuamente da stimolare i nostri processi biologici.”
Il cancro, che si è sempre ritenuto che sia causato da mutazioni genetiche delle cellule, potrebbe in realtà essere causato da infezioni da virus, batteri, lieviti, muffe e parassiti fungini. “Io credo che, per difetto, una quota che va dal 15 al 20 per cento di tutti i tumori è causata dalle infezioni; comunque il numero potrebbe essere più alto, forse il doppio”, ha detto il dottor. Andrew Dannenberg, direttore del Cancer Center al New York-Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center. Il dottor Dannenberg ha fatto queste affermazioni in un discorso tenuto nel dicembre 2007 alla conferenza annuale internazionale dell’American Association for Cancer Research.[4]
La teoria germinale del cancro è davvero legittima, anche se le autorità mediche continuano a crocifiggere il dottor Tullio Simoncini per la sua attenzione rivolta ai funghi e ai lieviti come aspetto chiave del paradigma tumorale. Già da molto prima che Simoncini fosse nato, ci sono stati ricercatori che hanno collegato i funghi al cancro. Il fungo è un microbo, e molti scienziati ritengono che i virus, i funghi e i batteri sono tutti livelli differenzi di un ciclo biologico dei microbi. Né il dottor Dannenberg né il dottor Simoncini sono degli eretici in medicina, ma molti argomenti nella nostra civilizzazione contemporanea sono davvero dei tabù.
Un testo medico usato per insegnare agli studenti in medicina al Johns Hopkins nel 1957, Clinical and Immunologic Aspects of Fungous Diseases, riportava che molte condizioni fungine sembrano identiche a quelle tumorali!
-- Doug A. Kaufmann, The Germ That Causes Cancer
Un numero vasto e significativo di ricercatori indipendenti sul cancro, di scienziati, di microbiologi e di medici professionisti negli ultimi 100 anni hanno portato prove straordinarie a sostegno del collegamento tra cancro e funghi e tra il cancro e i microbi in generale. I microbi vengono sempre riscontrati nelle cellule tumorali. Non c’è niente di nuovo o di inusuale in questo, ma non cercare di parlare a uno struzzo – voglio dire il tuo oncologo – se non vuole sentirne parlare.
“Anche se i batteria possono essere identificati nei tumori, ci sono ovviamente altri fattori ben conosciuti che possono indurre il cancro, come la luce solare nei tumori alla pelle, il fumo nei tumori al polmone, i tumori provocati dalle radiazioni, eccetera. Ma in ogni caso potrebbe avvenire che questi batteri onnipresenti inducano un cambiamento cellulare verso il cancro. La dimostrazione che questi microbi sono presenti all’interno delle cellule e persino nei nuclei (come evidenziato da Irene Diller) indica che questi agenti potrebbe aver accesso al materiale generico delle cellule, e quindi portare la cellula verso uno stato canceroso”, scrive il dottor Alan Cantwell che ribadisce come il Cancro è un’infezione causata da un batterio simile a quello della tubercolosi.
Secondo la Mayo Clinic, la patologia tumorale si riferisce a un vasto numero di malattie caratterizzate da uno sviluppo anormale di cellule che si dividono in modo incontrollato e che hanno la capacità di infiltrarsi e di distruggere il tessuto normale. Questo è un fatto che viene messo in discussione dalle varie teorie.
I metalli pesanti ingorgano i siti recettori, rompono e modificano i legami sulfurei in importanti enzimi come l’insulina, e in qualsiasi altro contesto che ha a che fare con la salute della vita biologica.
I metalli pesanti creano contaminazioni ambientali sia all’interno che all’esterno delle cellule. Questi ambienti attraggono ogni sorta di agenti patogeni, virus, batteri e funghi. Molti tumori sono causati da infezioni, che sono a loro volta provocate da contaminazione di metalli pesanti.
Secondo le osservazioni prodotte dal dottor Yoshiaki Omura, un ricercatore internazionalmente riconosciuto , tutte le cellule cancerose presentano mercurio.
I vapori di mercurio presenti nella bocca che vengono diffusi in tutto il corpo, aumentati dall’uso di antibiotici, dalle malattie periodontali, da un’igiene orale scorretta, dai lieviti, dalla proliferazione fungina e dal calo delle difese immunitarie si coalizzano e si rinforzano a vicenda in una spirale in un vortice che porta alle patologie croniche e al cancro. Ogni anno vengono usate circa 40 tonnellate di mercurio per preparare le amalgama di mercurio per le cure dentali. Gli studi scientifici hanno evidenziato che l’amalgama è la fonte di più di due terzi del mercurio presente nella popolazione umana. Tutti i giorni ogni amalgama rilascia circa 10 microgrammi di mercurio nel corpo. Questo mercurio si accumula nel corpo o viene espulso con le urine e le feci nei sistemi fognari.
È stato dimostrato che il mercurio usato nelle amalgama è neurotossico,, embriotossico, mutageno, teratogeno, immunotossico e clastogeno. È in grado di provocare disfunzioni immunitarie e malattie autoimmuni. -- Dottor Robert Gammal
È davvero difficile capire come l’articolo del New York Times abbia mancato di menzionare uno qualsiasi di questi importanti fattori che riguardano il cancro. Abbiamo tutte le ragioni per non aver fiducia del settore oncologico e della scienza medica stessa. Entrambe hanno dimostrato abbondantemente un’ignoranza criminale riguardo il cancro, cosa lo provoca, come prevenirlo e cosa fare quando lo si contrae.
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Note:
[1] Lo studio ha scoperto che i tumori sono meno capaci di accumulare la vitamina C rispetto ai tessuti normali e che questo è collegato alla possibilità di sopravvivenza e di crescita del tumore: "I tumori con bassi livelli di vitamina C avevano maggiori quantità di una proteina chiamata HIF-1 che gli consenti di prosperare in condizioni di stress. Queste conclusioni sono significative, dato che mostrano, per la prima volta, una diretta relazione tra l’HIF-1 e i livelli di vitamina C nei tumori e suggerisce che sarebbe positivo per le persone che hanno cellule tumorali di assumere più vitamina C. questo potrebbe aiutare a limitare il tasso di crescita dei tumori, aumentando le risposte alla chemioterapia e potrebbe prevenire la formazione di tumori solidi."

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 24 agosto 2011

Segreti Maya verranno rivelati nel 2012 dal Governo Messicano



Il governo messicano sta rilasciando segreti riguardanti la fine del calendario Maya per produrre un documentario. "Rivelazioni Maya sul 2012 e Oltre", come appreso da TheWrap. L'informazione, protetta per 80 anni, dovrebbe rivelare le credenze Maya sulle catastrofi future e saggezza, informazioni "sconvolgenti", come ha detto a TheWrap, il produttore Raul Julia-Levy, figlio dell'attore Raul Julia. La fine del calendario Maya nel dicembre 2012 ha fatto nascere teorie e speculazioni sulla fine del mondo. L'accordo permetterà a Julia-Levy di filmare in luoghi mai visti prima. "I Maya usavano costruire una piramide dopo l'altra", ha detto a TheWrap il ministro del turismo per lo stato messicano di Campeche, Luis Augusto Garcia Rosado. "Nel sito di Calakmul, i lavoratori dell'INAH (Istituto Nazionale di Antropologia e Storia) hanno scoperto stanze dentro la piramide mai viste o esplorate prima."Permetteremo di girare il documentario nel loro interno, per mostrare cosa è stato scoperto nella piramide." Julia-Levy ha detto che sapeva dell'informazione Maya segreta grazie all'ex-presidente messicano Vicente Fox, amico della sua famiglia e che sono serviti 4 anni di telefonate per avere il permesso dal presidente attuale Felipe Calderon. "Questo è molto importante per l'umanità, non solo per il Messico", ha detto Julia-Levy. "Questa informazione è stata protetta per 80 anni e ora è importante che le persone capiscano le serie di eventi che arrivano e le conseguenze per tutti noi." Il documentario in inglese sarà diretto da Juan Carlos Ruflo e le riprese inizieranno più avanti quest'anno. Elbert dice che i produttori stanno parlando agli investitori e aspettando che il governo permetta di visitare il materiale e il sito.Una grande condizione del governo messicano è stata che il film ottenga un primo rilascio nelle sale, pianificato per il prossimo autunno, ha detto Ed Elbert co-produttore assieme a Julia-Levy e Sheila M.McCarthy e il produttore esecutivo Eduardo Vertiz. "Dev'essere rilasciato prima della fine del calendario Maya, il 21 Dicembre 2012", ha detto Julia-Levy. Questa è la data in cui il calendario Maya (quando per alcuni avverrà un cataclisma globale) arriva alla fine di un ciclo di 5126 anni e riparte per il seguente. Julia-Levy ha ricevuto ordine di non parlare delle possibilità più mistiche e incredibili mentre il Messico si prepara al lancio del 2012 Mayan World Program. Ad un certo punto, Rosado è stato citato in un comunicato stampa dove parla di contatto tra i Maya e gli extraterrestri. Tale dichiarazione è stata ripresa e ora Rosado dipinge questo lavoro come un più semplice documentario archeologico. "Al momento parlare dei Maya è una grande cosa", ha detto Rosado. "Abbiamo contato oltre 3 milioni di siti web che parlano della fine del calendario Maya e siamo stati contattati da molti produttori che vogliono filmare i nostri siti".Il progetto è in qualche modo simile ad un romanzo che Julia-Levy stava scrivendo, intitolato "Chronicles of the Mayan Tunnel" e "Secrets of the Mayan Time Machine." Lui e il coproduttore Elbert stavano anche lavorando per un film 3D da quel romanzo, con lui stesso e Wesley Snipes, disse nell'estate 2010. Diversi rapporti di quel periodo dicevano che il romanzo era stato scritto con l'aiuto di "informazione segreta" mai prima rilasciata dal governo Messicano. Però nelle loro conversazioni con TheWrap, Julia-Levy ed Elbert hanno definito quel progetto come un film in stile "Harry Potter" senza collegamenti con il corrente documentario. Quel film è stato messo da parte, perchè Snipes ha dei problemi legali per evasione fiscale. "Abbiamo fermato il film", ha detto Elbert." "Finanziariamente, questo documentario può essere di rilievo inferiore, ma è basato sul rilascio di nuova importante conoscenza dei Maya". Alla domanda sulla presenza di alieni, elementi mistici o scenari apocalittici nel documentario, Julia-Levy non ha voluto commentare. "Non ho il permesso per parlarne", ha detto. "Tutto uscirà in tempo, ma non posso commentare su alieni o 2012, posso dire che il governo messicano si prepara a dire all'umanità e al mondo, cose critiche per noi, del modo in cui viviamo e gestiamo il pianeta".

Fonte tratta dal sito .

martedì 23 agosto 2011

ll colossale inganno del debito pubblico

Se volessero davvero risanare il “debito pubblico” la strada da seguire esiste già e l'hanno messa in pratica paesi come l'Argentina 10 anni fa, l'Equador, qualche anno fa e l'Islanda un anno fa (clicca qui).
In realtà hanno ben altro in mente, ossia, continuare in questo sistema in cui una ristretta cerchia di persone "pontifica" che il resto dell'umanità deve fare sacrifici, deve lavorare duramente, deve obbedire alle leggi sempre più oppressive, etc, etc.
L'unica ricetta efficace per risolvere una volta per tutte il "problema" del debito pubblico è svegliarci dall'incubo in cui crediamo di vivere e:
1 - Nazionalizzazione del 94,3% del capitale della Banca d'Italia, senza redenzione delle quote (il 5,7% è già statale.
2 - Emissione straordinaria di Nuove Lire, in sostituzione degli Euro in ragione di 2 a 1 (2 Nuove Lire per 1 Euro).
3 - Lancio di un programma di lavori pubblici locali, definiti dai cittadini attraverso consultazioni dirette, finanziati direttamente dallo stato in Nuove Lire, senza nessun tipo di indebitamento.
4 - Azzeramento del debito con default dei titoli detenuti da investitori esteri e conversione di titoli in euro detenuti da cittadini italiani con titoli denominati in Nuove Lire di valore nominale doppio.
5 - Default dei titoli di stato detenuto dalle banche nazionali. Nazionalizzazione senza redenzione delle quote per quelle banche che dichiarassero fallimento a seguito del default dei titoli di stato posseduti.
Non esiste altra soluzione, i nostri dipendenti al governo lo sanno benissimo e faranno di tutto per NON fare queste riforme e solo e soltanto se saranno costretti le faranno, controvoglia...
La Banca d'Italia NON è di noi italiani perché le sue azioni sono possedute da un cartello di banche private, assicurazioni e finanziarie. Solo il 5% appartiene all'INPS è lo 0,7% all'INAIL
Ma la cosa che sorprende di più è che se andiamo ad analizzare chi sono realmente i soci azionisti delle prime banche italiane, scopriamo che non sono nemmeno italiani, ma sono altre aziende, finanziarie, assicurazioni, etc, etc, di tutto il mondo. Ergo, la Banca d'Italia, non è degli italiani, ma NON è nemmeno di proprietà di banche italiane. I reali proprietari di Banca d'Italia SpA, sono entità impossibili da individuare con sicurezza, ma sono gli stessi che con il medesimo sistema, possiedono le altre banche nazionali...
Sono i veri depositari della nostra Sovranità (clicca qui), sono coloro che decidono quanto vale o non vale il tuo lavoro, il mio e quello di altri 7 miliardi di persone. Se finora avevi pensato di essere libero, rifletti sul fatto che il “valore” del tuo lavoro non lo decidi tu, non lo decide la comunità in cui vivi, non lo decide il governo italiano, i sindacati o l'Europa. No, lo decidono “loro”, che si sono arrogati il diritto di battere moneta in esclusiva e noi glielo permettiamo ogni volta che scambiamo un foglietto colorato con su scritto “BCE ECB EZB EKT EKP”.
Pubblicità ingannevole
Sai cosa significa realmente il concetto di "pubblicità ingannevole?" Secondo me pensi di saperlo, ma non è così, purtroppo...
“Pubblicità ingannevole” significa inculcare in modo profondissimo credenze false al solo scopo di indurci a fare azioni che non faremmo mai, se fossimo correttamente informati. In questo modo, nel tempo, si instaurano delle “reazioni automatiche” alle quali non facciamo più caso, anzi le consideriamo del tutto “normali”.
Vuoi un esempio? Bene, lo hai voluto tu, ricordalo...
Leggi cosa c'è scritto su ognuno dei foglietti colorati che hai in nel portafoglio, vicino alla bandierina europea: “BCE ECB EZB EKT EKP” e NON c'è scritto “Comunità Europea”, o cose simili. No, c'è l'acronimo di una azienda privata, di proprietà di privati, attraverso le banche centrali nazionali che sono possedute da banche private, che fanno ESCLUSIVAMENTE gli interessi dei propri azionisti.
E noi, che siamo convinti che quei foglietti siano “denaro”, siano “ricchezza”, facciamo pubblicità inconsapevole ad una azienda che ha come UNICO SCOPO la massimizzazione dei propri profitti a nostro danno... Hai capito adesso perché dobbiamo lavorare sempre di più per guadagnare sempre di meno? Perché stiamo regalando la NOSTRA VERA RICCHEZZA ad un ristretto gruppo di banchieri!
Torniamo Sovrani nell'emissione del mezzo di scambio economico!
Riprendiamoci la nostra vera Ricchezza e saremo di nuovo Sovrani!
Fonte tratta dal sito .

lunedì 22 agosto 2011

Controllo mentale Monarch: le sue origini e le tecniche di manipolazione



Attenzione questo articolo contiene elementi forti che potrebbero fungere da attiviatori per i sopravvissuti della programmazione Monarch

La programmazione Monarch è un metodo per il controllo mentale utilizzato da numerose organizzazioni per scopi segreti. Si tratta della prosecuzione del progetto MK-ULTRA, un programma di controllo mentale sviluppato dalla CIA, e testato su militari e civili. I metodi sono incredibilmente sadici (lo scopo principale è quello di traumatizzare la vittima), ed i risultati sono raccapriccianti: la creazione di una schiavo mentalmente controllato, che può essere attivato in qualsiasi momento per eseguire qualsiasi azione richiesta dal gestore (handler). Mentre i mass media ignorano il problema, oltre 2 milioni di americani hanno subito gli orrori di questa programmazione. Questo articolo esamina le origini della programmazione Monarch, alcuni dei suoi metodi e il simbolismo.
La programmazione Monarch è una tecnica di controllo mentale che comprende elementi del Satanic Ritual Abuse (SRA) e del disturbo di personalità multipla (MPD). Si utilizza una combinazione di psicologia, neuroscienze e rituali occulti per creare all’interno degli schiavi un alter ego che può essere attivato ??e programmato dai gestori. Gli schiavi della programmazione Monarch vengono utilizzati da varie organizzazioni collegate con l’élite mondiale in settori come: l’esercito, la schiavitù sessuale e l’industria dell’intrattenimento. In questo articolo daremo un occhio alle origini della programmazione Monarch, alle sue tecniche e al suo simbolismo.

ORIGINI
Durante il corso della storia, sono stati registrati molteplici resoconti che descrivevano rituali e pratiche simili al controllo mentale. Uno dei primi scritti che si riferisce all’uso dell’occultismo per manipolare la mente, può essere trovato nel Libro dei Morti egiziano. Si tratta di una raccolta di rituali, molto studiato dalle società segrete di oggi, che descrive i metodi di tortura e di intimidazione (per creare un trauma), l’uso di pozioni (farmaci) e il “lancio” di incantesimi (ipnotismo), che si traduce nel totale asservimento dell’iniziato. Altri eventi attribuiti alla magia nera, alla stregoneria e alla possessione demoniaca (dove la vittima è animata da una forza esterna) sono anche essi antenati della programmazione Monarch.
Tuttavia è durante il 20 ° secolo che il controllo mentale diviene una scienza in senso moderno del termine, dove migliaia di soggetti sono stati sistematicamente osservati, documentati e sperimentati.
Uno dei primi studi sulla metodica del controllo mentale basato sul trauma sono state condotte da Josef Mengele, medico che lavorava in campi di concentramento nazisti. Inizialmente acquisì notorietà per essere stato uno dei medici delle SS che curò la selezione dei prigionieri in arrivo, determinando chi doveva essere ucciso e che sarebbe diventato un operaio per i lavori forzati. Tuttavia, egli è noto soprattutto per aver condotto degli esperimenti macabri sugli esseri umani all’interno dei campi di concentramento. Mengele conduceva esperimenti pure sui bambini, motivo per il quale venne chiamato “L’angelo della Morte”.

Joseph Mengele, 1935
Mengele non gode di stima per i suoi sordidi esperimenti sui prigionieri dei campi di concentramento, in particolare sui gemelli. Una parte del suo lavoro, menzionata raramente, è la ricerca sul controllo della mente. Gran parte di essa è stata confiscata dagli Alleati ed è ancora classificata ai nostri giorni.
“DR. GREEN (Dr. Joseph Mengele): Il miglior programmatore, si potrebbe forse conferire lui il titolo di padre della programmazione Monarch, un ex-medico del campo di concentramento nazista. Migliaia di schiavi Monarch controllati mentalmente negli Stati Uniti avevano il “Dr. Green” come loro programmatore capo”. 1
“Il Dr. Joseph Mengele, conosciuto ad Auschwitz, fu il principale promotore del Progetto Monarch, basato sul trauma, e dei programmi MkUltra della CIA. Mengele e circa 5, 000 altri nazisti di alto rango sono stati segretamente trasferiti negli Stati Uniti e nel Sud America all’indomani della seconda guerra mondiale in una Operazione progettata dalla Paperclip. I nazisti hanno continuato la loro opera nello sviluppo di tecnologie di controllo mentale e missilistica in segreto nelle basi sotterranee militari. L’unica cosa che c’è stata detta era che il lavoro di progettazione missilistica era portato avanti in collaborazione con l’ex celebrità nazista Warner Von Braun. Gli assassini, i torturatori, i mutilatori che hanno spezzato migliaia di vite sono stati discretamente tenuti da parte, occupando comunque le basi sotterranee militari degli Stati Uniti che a poco a poco sono diventate la dimora di migliaia e migliaia di bambini americani rapiti dalle strade (circa un milione l’anno) e messi in gabbie di ferro impilate dal pavimento al soffitto come parte della “rieducazione”. Questi bambini sarebbero stati utilizzati per affinare e perfezionare ulteriormente le tecnologie sul controllo mentale di Mengele. Alcuni bambini selezionati (almeno quelli che sopravvivevano alla ‘rieducazione’), sarebbero diventati gli schiavi controllati mentalmente del futuro che sarebbero poi stati utilizzati in migliaia di lavori diversi che vanno dalla schiavitù sessuale agli omicidi. Una parte consistente di questi bambini, che erano considerati materiali di consumo, sono stati abbattuti intenzionalmente di fronte (e da) altri bambini, al fine di traumatizzare il tirocinante selezionato in totale rispetto e sottomissione. 2
Le ricerche di Mengele servirono come base per l’illegale e segreto programma di ricerca CIA chiamato MK-ULTRA.

MK-ULTRA

Documento sull’Mk-Ultra declassificato
Il progetto MK-ULTRA è andato avanti dagli inizi degli anni 50 fino alla fine degli anni 60, utilizzando i cittadini americani e canadesi come soggetti di prova. Le prove pubblicate sul Progetto MK-ULTRA indicano l’utilizzo di metodologie che miravano a manipolare i singoli stati mentali e alterare le funzioni cerebrali, compresa la somministrazione di farmaci surrettizia e di altre sostanze chimiche, la deprivazione sensoriale, l’isolamento e abusi verbali e sessuali.

Foto declassificata di una giovane vittima dell’MK-Ultra (1961). Bambina di 8 – 10 anni sottoposta a 6 mesi di LSD, elettroshock, privazione sensoriale. Circa ogni 60 minuti la memoria le veniva cancellata ed ora il suo cervello è come quello di un neonato.
Anche se gli obiettivi ammessi dei progetti erano quelli di sviluppare metodi di tortura e interrogatorio da usare contro i nemici del paese, alcuni storici hanno affermato che il progetto mirò a creare il “candidato della Manciuria”, programmato per compiere atti diversi, quali omicidi e altre missioni segrete.
L’MK-ULTRA venne portato davanti alla luce dei riflettori da varie commissioni nel 1970, compresa quella della Rockefeller del 1975. Anche se si sostiene che la CIA abbia interrotto tali esperimenti, dopo l’intervento di queste commissioni, alcuni whistle-blowers affermano che il progetto ha assunto un basso profilo e il programma Monarch sia diventato il suo successore “classificato”.
L’affermazione più incriminate finora fatta da un funzionario del governo per quanto riguarda la possibile esistenza di un progetto MONARCH venne estratta da Anton Chaitkin, uno scrittore per il Taurillon. Quando venne chiesto direttamente all’ex direttore della CIA William Colby: “Cosa ne pensa del progetto Monarch?”, rispose con rabbia e con ambiguità, “Ci siamo fermati tra la fine del 1960 e i primi anni del 1970". 3
PROGRAMMAZIONE MONARCH
Anche se non c’è mai stata alcuna ammissione ufficiale dell’esistenza della programmazione Monarch, eminenti ricercatori hanno documentato l’uso sistematico del trauma in soggetti per scopi di controllo mentale. Alcuni sopravvissuti, con l’aiuto di terapisti dedicati, sono stati in grado di “deprogrammare” se stessi per andare poi a registrare e divulgare i dettagli raccapriccianti delle loro traversie.
Gli schiavi Monarch sono principalmente utilizzati dalle organizzazioni per effettuare operazioni mediante capri espiatori addestrati a svolgere compiti specifici, che non contestino gli ordini, che non ricordino le loro azioni e che, se scoperti, si suicidino automaticamente. Sono il capro espiatorio perfetto per gli omicidi di alto profilo (vedi Sirhan Sirhan), candidate ideali per la prostituzione, per la schiavitù sessuale e della pornografia snuff. Sono anche perfette marionette per l’industria dell’intrattenimento che fa di loro delle star.
“Quello che posso dire è che oggi la programmazione rituale basata sull’abuso è molto diffusa, è sistematica, si organizza attraverso le conoscenze esoteriche che non sono scritte, o pubblicate su qualsiasi libro o dette in un talk show, ma che vediamo costantemente aggirarsi in tutto il paese.
La gente dice: “A quale scopo?” La mia ipotesi migliore è quella che vogliono un esercito di candidati della Manciuria, decine di migliaia di robot mentali che si prostituiranno, agiranno nella pornografia infantile, nel contrabbando della droga, nel contrabbando internazionale di armi, faranno snuff-film, ogni sorta di cosa che porti un forte guadagno economico, ci tenteranno insomma, alla fine i megalomani al vertice della piramide penseranno di aver creato un ordine satanico che comanderà il mondo”. 4
I programmatori Monarch causano traumi intensi ai soggetti, attraverso l’uso di elettroshock, torture, abusi sessuali e giochi mentali, al fine di costringerli a dissociarsi dalla realtà – una risposta naturale in alcune persone, quando si trovano a sopportare un dolore insopportabile. La capacità del soggetto di dissociarsi è un requisito importante ed è, più facilmente riscontrabile nei bambini che provengono da famiglie che hanno subito abusi anche nelle generazioni precedenti. La dissociazione mentale permette ai gestori di creare diversi alter ego in compartimenti a tenuta stagna nella psiche del soggetto, che possono essere quindi programmati e attivati a piacimento.
“La programmazione basata sul trauma può essere definita come la tortura sistematica che blocca la capacità di elaborazione cosciente della vittima (attraverso il dolore, il terrore, la droga, l’illusione, la privazione sensoriale o l’eccesso di stimolazione sensoriale, la diminuzione dell’ossigeno, il freddo, il caldo, la stimolazione cerebrale e, spesso, con esperienze di pre-morte), e che impiega poi suggerimenti e / o condizionamenti classici e operanti (in coerenza con i principi consolidati della modificazione comportamentale) per impiantare i pensieri, le direttive e le percezioni nella mente inconscia, nelle nuove identità, che forzano la vittima a fare, sentire, pensare o percepire le cose, agli scopi del programmatore. L’obiettivo è che la vittima segua le direttive senza consapevolezza, compresi gli atti che sono in palese violazione con la morale o i principi del soggetto.
L’installazione della programmazione per il controllo mentale si basa sulla capacità della vittima di dissociarsi, che consente la creazione di nuovi personaggi indipendenti l’un l’altro che sono i veicoli con cui la programmazione si attua in maniera segreta. I bambini dissociati sono i primi “candidati” per questo genere di programmazione“. 5
Il controllo mentale Monarch è segretamente utilizzato da vari gruppi e organizzazioni per vari scopi. Secondo Fritz Springmeier, questi gruppi sono conosciuti come il “Network” e formano la struttura portante del Nuovo Ordine Mondiale.
ORIGINI DEL NOME
Il controllo mentale Monarch è chiamato in questo modo in riferimento alla farfalla Monarca – un insetto che comincia la sua vita come un verme (che rappresenta il potenziale non sviluppato) e, dopo un periodo nel bozzolo (programmazione) rinasce come splendida farfalla (lo schiavo Monarch). Alcune caratteristiche specifiche per la farfalla monarca, sono applicabili anche al controllo mentale.
“Uno dei motivi principali per cui la programmazione Monarch ha assunto questo nome fù la farfalla monarca. La farfalla monarca impara dove è nata (radici) e passa questa conoscenza genetica ai suoi discendenti (di generazione in generazione). Questo è stato uno degli animali che ha fatto tacere gli scienziati, rendendo scientifico il fatto che il sapere possa essere trasmesso geneticamente. Il programma Monarch si basa sugli obiettivi Nazisti/Illuminati di creare una razza superiore, in parte attraverso la genetica. Se la conoscenza può essere trasmessa geneticamente (ed è così), allora è importante che vengano trovati i corretti genitori che possano passare la corretta conoscenza a quelle vittime selezionate per il controllo mentale Monarch“. 6
“Quando una persona sta subendo traumi indotti da elettroshock, è provato che essa subisce una sensazione di leggera vertigine, come se si sentisse sospeso o fluttuante come una farfalla. Vi è anche una rappresentazione simbolica relativa alla trasformazione o alla metamorfosi di questo bell’insetto: da un bruco in un bozzolo (dormienza, inattività), ad una farfalla (nuova creazione), che ritorna al suo punto di origine. Tale è il modello migratorio che rende questa specie unica". 7
METODO
La vittima viene chiamata “schiavo” da parte del programmatore / gestore, che a sua volta è percepito come un “maestro” o “Dio”. Circa il 75% è di sesso femminile, in quanto in possesso di una maggiore tolleranza al dolore e perché tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Gli Handler della programmazione Monarch cercano di dividere in comparti la psiche del soggetto, creando personalità multiple usando il condizionamento basato sul trauma.
Di seguito è riportato un elenco parziale di queste forme di tortura:
1. Abuso sessuale e tortura
2. Confinamento in box, gabbie, bare, ecc, o sepoltura (spesso con una piccola apertura o un tubo d’aria per l’ossigeno)
3. Contenzione con corde, catene, polsini, ecc
4. Provocando la sensazione di annegamento
5. Caldi o freddi estremi, immersione nell’acqua ghiacciata o in prodotti chimici corrosivi/acidi
6. Scarnificazione (alle vittime destinate a sopravvivere venivano staccati solo le parti superiori dello strato epidermico)
7. Girare su se stessi
8. Luce Accecante
9. Scosse elettriche
10. Ingestione forzata di fluidi corporei, come sangue, urina, feci, carne, ecc
11. Essere appesi in posizioni scomode e dolorose
12. La fame e la sete
13. La privazione del sonno
14 Compressione forzata con pesi e oggetti
15. Privazione sensoriale
16. Allucinogeni, per creare confusione e amnesia, somministrate per iniezione o per via endovenosa
17. Ingestione o iniezione di sostanze chimiche tossiche per creare dolore o malattia, compresi agenti chemioterapici
18. Stiramento degli arti o dislocamento degli stessi
19. Posizionamento di serpenti, ragni, vermi, ratti e altri animali per indurre paura e disgusto sul corpo
20. Esperienze vicine al pre morte, come l’asfissia da soffocamento o annegamento, con immediata rianimazione
22. Si è costretti ad essere esecutori o testimoni di abusi, della tortura e il sacrificio di persone e animali.
23. Partecipazione coatta nella pedopornografia e nella prostituzione
24. Stuprare una donna per metterla incinta, viene quindi fatta abortire e il feto viene utilizzato a scopo rituale, o se la gravidanza non viene interrotta, il bambino viene rapito per essere una vittima sacrificale o diventare uno schiavo.
25. Abusi che vanno a colpire anche la spiritualità delle vittime facendole sentire possedute, molestate, e completamente controllate da spiriti o demoni
26. Profanazione delle credenze giudaico-cristiana e delle forme di culto; dedizione a Satana o ad altre divinità
27. Abusi e illusioni vengono perpetrati in modo da convincere le vittime che Dio è il male, come ad esempio convincere una bambina che è stato Dio a violentarla.
28. La chirurgia usata come forma di tortura, di sperimentazione, o che causa una variata percezione delle cose.
29. Danni o minacce ai familiari, agli amici, alle persone care, agli animali domestici, e alle altre vittime, per forzare il rispetto
30. L’uso della illusione e della realtà virtuale per confondere e rendere l’intera vicenda unw cosa poco credibile. 8
“La base per il successo della programmazione Monarch è che possono essere create differenti personalità o parti di personalità, che non si conoscono tra loro, ma che possono prendere il controllo del corpo in momenti diversi. Le pareti di amnesia costruite grazie ai traumi, formano uno scudo protettivo di segretezza che protegge i colpevoli dall’essere scoperti, e impedisce alla personalità principale di sapere quando il sistema di cambio personalità è attivo. Lo scudo del segreto permette ai membri del culto di vivere e di lavorare assieme agli altri e di rimanere totalmente inosservati. La personalità dominante potrebbe essere un buonissimo cristiano, ma la personalità che si nasce sotto di essa potrebbe essere più satanica di quella di Mr. Hyde (Guardatevi BTK Bind Torture Kill). Si cerca di fare molto sotto il profilo del mantenimento della segretezza della agenzia di intelligence o del gruppo occulto che sta controllando lo schiavo. Il tasso di successo di questo tipo di programmazione è alto, ma quando fallisce, i fallimenti vengono eliminati attraverso la morte. Ogni trauma e tortura serve a uno scopo. Una grande quantità di sperimentazioni e ricerca furono condotti per sapere cosa poteva essere fatto e cosa no. Vennero elaborati grafici con i dati statistici su quanto si potesse torturare un corpo di un dato peso e di una data età senza che tale individuo morisse". 9
“A causa del grave trauma indotto dalla terapia elettroconvulsiva, dagli abusi sessuali e da altri metodi, la mente si divide in personaggi differenti dal principale. Precedentemente indicato come Disturbo di Personalità Multipla, è attualmente riconosciuto come Disturbo dissociativo di identità ed è la base per la programmazione Monarch. Il condizionamento della mente della vittima viene ulteriormente rafforzato attraverso l’ipnosi, la coercizione a doppio legame, inversioni tra piacere e dolore, privazioni di cibo, acqua, sonno e sensoriale, insieme a vari farmaci che modificano alcune funzioni cerebrali “. 10
La dissociazione viene quindi ottenuta traumatizzando il soggetto, utilizzando l’abuso sistematico e rituali occulti terrificanti. Una volta che la scissione della personalità di base si verifica, un “mondo interno” può essere creato e nuovi alterego possono essere programmati utilizzando strumenti quali la musica, i film (soprattutto le produzioni Disney) e le fiabe. Questi ausili visivi e audio rafforzano il processo di programmazione con immagini, simboli, significati e concetti. Gli alterego appena creati possono essere attivati con le parole di attivazione o con dei simboli con cui è stata programmata la psiche del soggetto dal gestore. Alcune delle immagini più comuni interne viste dagli schiavi del controllo mentale sono gli alberi, l’Albero Cabalistico della Vita, loop infiniti, antichi simboli e lettere, ragnatele, specchi, vetri rotti, maschere, castelli, labirinti, demoni, farfalle, clessidre, orologi e robot. Questi simboli sono comunemente inseriti nei film della cultura popolare e nei video per due motivi: per desensibilizzare la maggioranza della popolazione, utilizzando i messaggi subliminali e la programmazione neuro-linguistica e di costruire deliberatamente specifici trigger e chiavi per la programmazione di base per i bambini “monarch” altamente impressionabili. 11 Alcuni dei film utilizzati per la programmazione Monarch includono Il mago di Oz, Alice nel paese delle meraviglie, Pinocchio e la Bella Addormentata.

Il film Il mago di Oz è utilizzato dai gestori del programma Monarch per i loro schiavi. Simboli e significati nel film diventano attivatori nella mente della vittima che consentono un facile accesso alla mente dello schiavo da parte del gestore. Nella cultura popolare, velati riferimenti alla programmazione Monarch usano spesso analogie con Il mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie.
In ogni caso, allo schiavo viene fornita una particolare interpretazione della trama del film, al fine di migliorare la programmazione. Ad esempio, ad uno schiavo che guarda Il mago di Oz viene insegnato che “Somewhere Over The Rainbow”è il “luogo felice” dove le vittime del controllo Monarch devono andare per sfuggire al dolore insopportabile che gli affligge. Utilizzando il film, i programmatori incoraggiano gli schiavi ad andare “oltre all’arcobaleno” dissociandosi, separando in modo efficace le loro menti dai loro corpi.
“Come accennato prima, l’ipnotizzatore troverà più facile ipnotizzare i bambini se ci sa fare con loro. Un metodo che è efficace è quello di dire ai bambini piccoli, “Immagina di guardare il tuo programma tv preferito”. Questo è il motivo per cui i film della Disney e gli altri show per i piccoli sono così importanti per i programmatori. Essi sono lo strumento ipnotico ideale per ottenere la dissociazione mentale del bambino. I programmatori hanno utilizzato i film fin dall’inizio per far imparare ai piccoli gli script ipnotici. I bambini hanno bisogno di sentirsi parte del processo ipnotico. Se l’ipnotista permette al bambino di costruirsi il suo immaginario personale, le suggestioni ipnotiche saranno più forti. Piuttosto di dire il colore del cane, il programmatore può chiederlo direttamente al bambino. E’ proprio in questo aspetto che i libri e i film proiettati assistono il bambino nel focalizzare la giusta direzione da intraprendere con la sua psiche. Se l’ipnotista parla con il bambino, dovrà prendere delle precauzioni extra per non cambiare il tono della voce e avere transizioni morbide. La maggior parte dei film della Disney sono utilizzati ai fini della programmazione. Alcuni di essi sono progettati specificatamente per il controllo della mente“. 12
LIVELLI DELLA PROGRAMMAZIONE MONARCH
I livelli di programmazione Monarch identificano le “funzioni” dello schiavo e prendono il nome dalla elettroencefalografia (EEG) delle onde cerebrali ad essi associate.

Tipi di onde cerebrali

Monitoraggio delle onde cerebrali attraverso il cuoio capelluto
Considerata come la programmazione “generale” o regolare, quella ALPHA si situa all’interno delle dinamiche di base del controllo della personalità. È caratterizzata da una ritenzione mnemonica estremamente pronunciata, insieme ad un sostanziale incremento della forza fisica e visiva. La programmazione alpha si realizza attraverso la deliberata suddivisione della personalità delle vittime, in sostanza, provoca una divisione sinistra-destra del cervello, consentendo una riunione programmata dell’emisfero sinistro e destro attraverso la stimolazione neuronale.
La BETA rappresenta la programmazione “sessuale” (schiavi sessuali). Questa programmazione elimina le convinzioni morali apprese e stimola l’istinto sessuale primitivo, privo di inibizioni. Alterego “Gatte” possono crearsi a questo livello. Conosciuta come la programmazione Sex-Kitten, è la più visibile delle programmazioni sulle celebrità femminili, sulle modelle, sulle attrici e sulle cantanti che sono state sottoposte a questo tipo di programmazione. Nella cultura popolare, i vestiti con stampe feline spesso denotano la programmazione sex-kitten.
La DELTA è nota come programmazione “killer” ed è stata originariamente sviluppata per l’addestramento degli agenti speciali o dei soldati d’elite (cioè la Delta Force, il First Earth Battalion, il Mossad, ecc) nelle operazioni di infiltrazione. L’ottima risposta adrenalinica e l’aggressività controllata sono evidenti. I soggetti sono privi di paura e sono molto sistematici nello svolgimento delle loro assegnazioni. Istruzioni come il suicidio sono stratificate in a questo livello.
THETA. Viene considerata una programmazione psichica. I bloodliners (cioè coloro che discendono da famiglie di tradizione satanista) hanno una propensione psichica, sconosciuta a chi non appartiene alle loro casate, utilizzando la telepatia. Tuttavia, dati i limiti intrinseci di questo tipo di controllo mentale vennero introdotti svariati sistemi elettronici, come impianti cerebrali che sfruttano le tecnologie laser ed elettromagnetiche. È noto che essi vengono utilizzati in abbinamento a super computer e a satelliti di geolocazione. 13
CONCLUDENDO
È difficile rimanere obiettivi descrivendo gli orrori subiti dagli schiavi Monarch. L’estrema violenza, l’abuso sessuale, la tortura mentale e i giochi sadici inflitti alle vittime da “rinomati scienziati” e da funzionari di alto livello dimostrano l’esistenza di un vero e proprio “lato oscuro” del potere. Nonostante le rivelazioni, i documenti e i whistle blowers, la grande maggioranza della popolazione ignora, respinge o evita il problema del tutto. Oltre due milioni di americani sono stati programmati dal condizionamento basato sul trauma dal 1947 e la CIA ha ammesso pubblicamente i propri progetti sul controllo mentale nel 1970. Film come The Manchurian Candidate fanno riferimento direttamente al soggetto della discussione che sto portando avanti, raffigurando le tecniche di tortura, come l’elettroshock, l’uso di parole “attivatrici” e l’implementazione del microchip nelle nostre vite. Diversi personaggi pubblici che vediamo nei nostri schermi tv e nei film sono schiavi del controllo mentale. Personaggi famosi, da Candy Jones, a Celia Imrie a Sirhan Sirhan sono uscite allo scoperto e hanno raccontato le loro esperienze di vittime del controllo mentale … ma ancora il pubblico rivendica l’idea che “sia tutto una finzione”.
La ricerca e i fondi investiti nel progetto Monarch non vennero spesi solo per le vittime del controllo Monarch. Molte delle tecniche della programmazione messe a punto in questi esperimenti vengono applicati su una scala mondiale attraverso i mass media. I video musicali, le notizie dei media ufficiali, i film, le pubblicità e i programmi televisivi sono concepiti utilizzando i dati più avanzati sul comportamento umano a disposizione. Molti di questi provengono dalla programmazione Monarch.

Fonte tratta dal sito .

sabato 20 agosto 2011

QUANTO A CRIMINI DEUTSCHE BANK NON SI FA MANCARE NULLA





Nella Storia vi sono spesso corsi e ricorsi, che hanno però la brutta abitudine di presentarsi in ordine sparso, senza quella linearità che consentirebbe di prevedere e di regolarsi di conseguenza. Ci si aspettava infatti un 25 luglio del berlusconismo, invece ci è arrivato tra capo e collo direttamente un altro 8 settembre, cioè un collasso istituzionale che ha consegnato la sostanza e la forma della funzione di governo a poteri stranieri. Appena tre settimane fa la multinazionale Deutsche Bank si disfaceva di sette miliardi di euro di titoli del debito pubblico italiano, innescando una spirale internazionale di vendite. Oggi la stabilità del debito italiano dipende dagli acquisti di titoli da parte della Banca Centrale Europea, che detiene già ventidue miliardi di BTP. In una situazione analoga si trovano Paesi come la Spagna, il Portogallo, la Grecia e l'Irlanda, anch'essi messi in ginocchio dalle vendite di titoli dei rispettivi debiti da parte di Deutsche Bank, ed ora anch'essi sotto la tutela pelosa della BCE.Il debito pubblico fu un'invenzione britannica di qualche secolo fa, motivata ufficialmente con l'opportunità per lo Stato di prendere a prestito il denaro che gli occorreva, piuttosto che procurarselo con altre tasse. In realtà il debito pubblico fu creato perché serviva alle banche per potere investire una parte considerevole dei loro liquidi in titoli di Stato; titoli che permettessero alle banche sia di lucrare interessi sicuri, sia di servire da garanzia patrimoniale in caso di necessità. Negli ultimi anni il debito pubblico degli Stati si è gonfiato a dismisura, poiché i governi avevano bisogno di fondi per soccorrere le banche entrate in crisi per lo scoppio della "bolla" (leggi: truffa legalizzata) dei titoli derivati. Le banche ingrate possono oggi ricattare i governi che si sono tanto indebitati a causa loro, e pensano di cogliere l'occasione per sostituire la cartaccia dei titoli con i patrimoni immobiliari pubblici. Oggi in Europa il Paese che si è più indebitato per salvare le banche è proprio la Germania, ed i guai arriveranno anche lì; ma le multinazionali come la Deutsche Bank cominciano prendendo di mira i Paesi più deboli, usando il governo tedesco come castigamatti.Ecco perché si insiste tanto sulla privatizzazione dei beni demaniali, ed anche sulla "liberalizzazione" dei servizi pubblici locali, dato che ogni azienda municipalizzata dispone di un notevole patrimonio in edifici e terreni. Il significato, neppure tanto recondito, del chimerico vincolo di pareggio di bilancio imposto dal duo Merkel-Sarkozy, sul piano pratico consiste appunto nel costringere gli Stati a cedere i propri patrimoni immobiliari alle multinazionali creditrici. In Italia, come altrove, l'opinione pubblica però è stata convinta dai media che il debito pubblico serva a pagare gli stipendi e le pensioni degli statali, perciò risulta agevole agli stessi media lanciare ora un’offensiva ulteriore di psicoguerra nel senso del "colpanostrismo": ben ci sta, perché non abbiamo saputo autogovernarci, abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi, perciò adesso ben venga la tutela e la guida tedesca. In realtà in Germania la Deutsche Bank fa molta più paura che in Italia. Inchieste giornalistiche della emittente tedesca pubblica Ard TV hanno documentato che il governo Merkel prende ordini direttamente da questa multinazionale del credito. Si è scoperto che il ministro delle Finanze tedesco, Schauble, ha gestito la crisi finanziaria greca in base ai documenti-direttiva elaborati negli uffici della Deutsche Bank, e ciò mentre la stragrande maggioranza dei media e dei commentatori ufficiali ci raccontava invece che la Merkel risultava condizionata dal timore dei risultati delle elezioni amministrative in Assia o in Westfalia.Il servilismo e la piaggeria del cancelliere Merkel nei confronti della Deutsche Bank hanno assunto anche aspetti grotteschi. Ard TV ha infatti rivelato che nel 2008, in occasione del sessantesimo compleanno dell'amministratore delegato di Deutsche Bank, lo svizzero Josef Ackermann, a questi è stata organizzata una festa, a spese dei contribuenti, nella sede della cancelleria. In Germania vi sono stati i prevedibili commenti indignati per il fatto che un ricco banchiere abbia caricato la sua festa di compleanno sulla spesa pubblica (catalogandola magari come "spesa sociale"); ma si sa che i ricchi non rubano per bisogno: lo fanno per passione.Un ex economista del Fondo Monetario Internazionale, Simon Johnson, in un'intervista ha anche accusato Ackermann di essere "il banchiere più pericoloso del mondo", poiché la sua pretesa di ottenere un rendimento del capitale di almeno il 25% è talmente rischiosa che può reggersi soltanto a spese dei contribuenti se le cose dovessero andar male. Ma ciò dimostra solo che Ackermann ha capito come funziona davvero il capitalismo: è il contribuente la vera gallina dalle uova d'oro, e sono sempre i poveri a dover versare l'elemosina ai ricchi.Sebbene le notizie sulla Merkel/Ackermann connection siano state diffuse in Germania da un'emittente pubblica, in Italia i fatti in oggetto sono rimasti confinati nei notiziari di agenzia di stampa o nelle pagine interne dei quotidiani. Ciò vuol dire che i nostri telegiornali e quotidiani hanno ricevuto una consegna precisa a proposito del nascondere o minimizzare le informazioni circa l'effettivo potere di Deutsche Bank in Germania.Tre giorni prima della ridicola esibizione insieme con Sarkozy sulla proposta di "governo europeo", il cancelliere Merkel ha avuto la suprema faccia tosta di andare a commemorare le vittime del Muro di Berlino, edificato proprio cinquanta anni fa. Il numero delle vittime del Muro rimane incerto: la versione ufficiale dice 100-200 "forse più". Quando si dice la precisione teutonica!Dalle migliaia di presunte vittime del Muro di cui si parlava sino a qualche decennio fa, si è scesi alle circa novecento ipotizzate nel 1999 ed, attualmente, al numero di centoventicinque. Senza che sia mai nato un "negazionismo" a riguardo, il procedere degli accertamenti rimette però in discussione continuamente singoli casi, poiché, anche dalle lapidi commemorative, alcune persone risulterebbero morte più volte in date diverse. Anche la cifra di centoventicinque riporterebbe comunque il computo dei caduti più vicino a quello compatibile con ventotto anni di attività di infiltrazione e spionaggio in un'area di confine bellico, e molto meno alla statistica delle vittime per tentativi di fuga da un campo di concentramento. Ma sarebbe davvero ingeneroso sospettare che dalla Germania Ovest siano mai potute partire operazioni di attacco e sabotaggio contro la DDR, poiché è noto a tutti che queste brutte cose la NATO non le farebbe mai. La Merkel avrebbe però potuto parlare un po' anche delle vittime della caduta del Muro di Berlino, perché ce n'è almeno una che dovrebbe interessarle. Nel 1989, appena tre settimane dopo la caduta del Muro, fu assassinato in un attentato l'allora presidente della Deutsche Bank, Alfred Herrhausen, che era stato colui che aveva condotto con Gorbaciov la compravendita della Germania orientale. L'ipertecnologico attentato contro Herrhausen fu dapprima attribuito alla RAF, una pista che negli anni si è estinta per mancanza di indizi; si passò poi ad accusare la polizia segreta orientale, la Stasi, anche in questo caso senza indizi, per prendersela infine con i soliti ignoti.Su Herrhausen è fiorita tutta una letteratura, che ha ipotizzato che si trattasse di un banchiere umanitario, eliminato per la sua compassione nei confronti dei Paesi poveri e oppressi dal debito, e per le masse dei Paesi dell'Est da condurre per mano e senza traumi allo sviluppo capitalistico. Di chiacchiere umanitarie effettivamente Herrhausen ne ha fatte tante, ma con le dichiarazioni astratte e fumose anche un usciere del Fondo Monetario Internazionale come Giulio Tremonti è riuscito a spacciarsi per un avversario della finanza globale.In realtà può capitare che il boss dei boss venga eliminato dalla sua stessa cosca mafiosa proprio nel momento in cui le sue vittorie hanno permesso di conquistare nuovi territori da spartirsi. A Strauss Kahn, conquistatore della Grecia, è andata molto meglio, visto che la sua reputazione di satiro ha consentito agli avversari interni al Fondo Monetario Internazionale di eliminarlo con uno scandalo incruento. Nel 1961 il governo tedesco aveva battezzato la sua nuova creatura architettonica come "Muro di Resistenza Antifascista", ed in effetti gli eventi successivi hanno messo in evidenza che qualcosa da cui difendersi c'era, eccome. Ma i governanti della DDR di allora non potevano immaginare che il Muro sarebbe stato comprato dalla Deutsche Bank; anzi, neppure comprato, poiché il prezzo pattuito con Gorbaciov non gli fu mai versato, cosa che ha fatto anche pensare ad alcuni che Herrhausen sia stato ucciso poiché avrebbe voluto derogare dalla sua etica truffaldina di banchiere, pagando a Gorbaciov quanto promesso.Visto che la Deutsche Bank è riuscita a truffare Gorbaciov, non sarà una sorpresa scoprire che tra le sue vittime c'era anche il sindaco di Milano, Moratti, oltre ad altri Comuni italiani, tra cui quello di Firenze. L'oggetto della frode erano i soliti titoli derivati, ed insieme con la Deutsche Bank risulta indagata anche quell'altra associazione di beneficenza che è la Jp Morgan, la più grande banca del mondo. Le inchieste giudiziarie hanno potuto rintracciare tutti i termini della frode, anche perché oggi gli affari viaggiano sull'informatica, nei telefonini e nei computer, lasciandosi dietro tracce precise del proprio passaggio, anche più vistose delle briciole di Pollicino. I crimini finanziari rischiano perciò di diventare un libro aperto, il che spiegherebbe molte cose a proposito di leggi anti-intercettazioni, di "processi lunghi" e "processi brevi". Con le sue aggressioni verbali Berlusconi ha indirettamente alimentato un alone positivo ed eroico attorno alla magistratura; in realtà nella vicenda di Berlusconi risultano molto più numerosi i magistrati corrotti o arruolati nella sua corte che quelli che gli hanno dato realmente la caccia. Il punto è che anche pochi magistrati intenzionati a fare il loro lavoro, oggi hanno a disposizione molte più possibilità di reperire prove. Forse questa circostanza dovrebbe far sospettare che certi provvedimenti non siano esclusivamente leggi ad personam pro Berlusconi, ma anche regalini per multinazionali come Deutsche Bank e Jp Morgan. Queste due multinazionali del credito, dopo aver turlupinato i Comuni italiani, ora si candidano pure a rilevarne i patrimoni immobiliari.Attualmente è persino difficile trovare vicende di corruzione in cui Deutsche Bank non risulti in qualche modo implicata. Persino nello scandalo della sanità in Abruzzo, che ha travolto il governatore Ottaviano Del Turco, la Deutsche Bank non poteva mancare. Anzi, dobbiamo ad un volo a Londra di Ottaviano del Turco nel 2006, per incontrarvi i vertici di Deutsche Bank, il fatto di poter sapere che i vertici decisionali della stessa Deutsche Bank non operano neppure più in Germania, ma appunto a Londra.Su una cosa il primo ministro David Cameron pare abbia davvero ragione: Londra pullula di criminali. Ma poi invece di mandare la polizia a stanare i criminali nella City, Cameron la spedisce nelle periferie a pestare la povera gente. Nulla di strano, poiché lo scorso anno Cameron fu il candidato premier sponsorizzato ufficialmente da Deutsche Bank, in termini persino imbarazzanti per la sfacciataggine di tale appoggio.


Fonte tratta dal sito .