lunedì 2 gennaio 2012

Gli hacker informatici creano l'Hackerspace Global Grid per bypassare la censura


Gli hacker informatici hanno intenzione di portare internet oltre la portata della censura: come fare? Portando i propri satelliti di comunicazione in orbita. Per quanto impegnativo possa sembrare, esiste già un progetto concreto.

IL PROGETTO - Lo schema è stato tracciato al Chaos Communication Congress di Berlino. Gli organizzatori del progetto Hackerspace Global Grid si impegnano a sviluppare una rete di stazioni a terra per rintracciare e comunicare con i satelliti. Sul lungo termine, questi hacker sperano di contribuire a portare un astronauta “amatoriale” sulla Luna.

Gli appassionati hanno già messo un paio di piccoli satelliti in orbita – di solito solo per brevi periodi di tempo -, ma il monitoraggio dei dispositivi si è dimostrato difficile per i progetti a budget molto contenuto. L’hacker attivista Nick Farr chiama a sé gli appassionati, perché possano contribuire al progetto a partire dal mese di agosto. A motivare il progetto, secondo Farr, è la minaccia crescente di censura su Internet. “Il primo obiettivo è ottenere un web non censurabile nello spazio. Portiamo internet fuori dal controllo delle entità terrestri”.

I PERICOLI - Ferr ha citato la proposta di legge negli Stati Uniti per bloccare le pirateria online, chiamata (Sopa), come un esempio del tipo di minaccia verso la libertà del web. Se approvato, l’atto permetterebbe di bloccare alcuni siti per motivi di copyright. Mentre le missioni spaziali del passato sono state quasi tutte appannaggio di agenzie nazionali e grandi aziende, gli appassionati dilettanti hanno iniziato a muoversi negli ultimi anni, inviando un paio di carichi in orbita. Questi carichi sono stati per lo più inviati utilizzando appositi palloni e sono difficili da individuare con precisione da terra. Secondo Armin Bauer, un appassionato 26enne di Stoccarda che sta lavorando al progetto Hackerspace Global Grid, ciò avviene in gran parte a causa della mancanza di fondi.

LE DIFFERENZE - “I professionisti in grado di monitorare i satelliti da stazioni terresti, ma di solito non ce n’è bisogno perché, pagando un’enorme cifra [per l'invio del satellite tramite un razzo], vengono messi in un posto preciso”, ha affermato Bauer. Nel lungo periodo, un più ampio progetto aerospaziale degli hacker mira a portare un astronauta amatoriale sulla Luna, almeno entro i prossimi 23 anni. “È un progetto molto ambizioso, così ci siamo detti di provare qualcosa di più piccolo prima”, ha aggiunto Bauer.

LA RETE A TERRA - La conferenza di Berlino è stata l’ultima riunione tenuta dal Chaos Computer Club, un vecchio gruppo di hacker tedeschi che si è dimostrato influente non solo per coloro che sono interessati a migliorare la sicurezza dei computer, ma anche per chi ama armeggiare con hardware e software. Quando il signor Farr ha chiesto contributi al progetto Hackerspace, Bauer e altri hanno deciso di concentrarsi sulle infrastrutture di comunicazione. Lui e i suoi compagni di squadra stanno lavorando su una parte del progetto insieme con Constellation, un’iniziativa tedesca di ricerca aerospaziale che consiste principalmente nell’interconnessione tra progetti degli studenti. Grazie allo spirito open-source di Hackerspace, Bauer e alcuni amici hanno avuto l’idea di una rete distribuita da stazioni a terra di costo contenuto, acquistabili o realizzabili da privati. Utilizzate tutte insieme a costituire una rete globale, queste stazioni sarebbero in grado di individuare i satelliti in un dato momento, ma anche di rendere più facile e più affidabile l’invio di dati a terra da parte di satelliti dal movimento veloce. Una sorta di sistema GPS al contrario. I primi prototipi arriveranno nel 2012.

LE COMPLICAZIONI - Gli esperti sostengono che progetto satellitare sia fattibile, ma potrebbe essere ostacolato da limitazioni tecniche. I satelliti bassi nell’orbita terrestre, come quelli lanciati sino ad ora dai dilettanti, non rimangono fermi, ma orbitano in genere ogni 90 minuti”, spiega il professor Alan Woodward del dipartimento informatico presso l’Università del Surrey. “Questo non vuol dire che non possano essere utilizzati per le comunicazioni, ma ovviamente solo per i periodi relativamente brevi in cui sono in vista. È difficile capire come tali satelliti possano essere utilizzati come griglia vitale di un sistema di comunicazione diversa”. Questo problema potrebbe essere superato se gli hacker riuscissero a mettere i propri satelliti in orbita geostazionaria sopra l’equatore. Questo permetterebbe loro di ottenere un movimento corrispondente a quello della Terra e sembrano immobili, visti da quaggiù. A questo punto si pone un nuovo ostacolo: “Ciò significa che sono così lontani dalla terra che si verificherà un ritardo apprezzabile su qualsiasi segnale, il che potrebbe interferire con determinate applicazioni Internet”, ha spiegato il prof Woodward. Sussiste poi il problema legale: nessuno ha legislazione sullo spazio, ma i Paesi su cui i satelliti “galleggiano” potrebbero cambiare la situazione legale e spegnerli.

NECESSITÀ DI SCOPRIRE - Sono tanti gli ostacoli da superare, anche a livello pratico. È necessario lo sviluppo di nuova elettronica che possa sopravvivere nello spazio e la creazione di sistemi di lancio adeguati. Secondo quanto Farr ha dichiarato alla BBC, è tutta questione di conoscenza. Molti partecipanti al progetto sono frustrati all’idea che nessuno abbia superato l’orbita terrestre dopo la missione dell’Apollo 17 nel 1972. In ogni caso, gli hacker credono che la comunicazione sia un diritto umano inalienabile e non censurabile.

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