mercoledì 18 gennaio 2012

Neve chimica in Val Padana, nuove conferme


Parla il ricercatore del Cnr Levizzani: "Non è per nulla una neve tradizionale."


Come riportato in un precedente articolo, quella che in questi giorni è sembrata una lieve nevicata al nord, in realtà era un preoccupante miscuglio di sostanze chimiche, reazione dovuta all'intensa nebbia associata a temperature ben al di sotto dello zero.

Nuove conferme sono giunte in queste ore. In un'intervista a Leggo, Vincenzo Levizzani, dell'Istituto per le scienze atmosferiche e del clima del Cnr, afferma: «Non è per nulla una neve tradizionale. A memoria credo siano anni e anni che non accade». «La condensazione del vapore in atmosfera non si forma mai naturalmente - prosegue il ricercatore - serve un substrato che permetta di enucleare i cristalli di ghiaccio e di farli precipitare. Ma per catalizzare questo fenomeno non basterebbero sostanze qualsiasi, ma quelle presenti nelle aree inquinate di una grande metropoli come il solfuro di rame, l'ossido di rame, gli ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e i silicati hanno quest'effetto. Queste particelle - conclude - hanno una struttura simile a quella dei cristalli di ghiaccio esagonali e quindi funzionano bene da inneschi dei fiocchi di neve».
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