giovedì 3 maggio 2012

Cannabis come farmaco: in Toscana diventa legale




Lenisce il dolore fungendo da palliativo ma presenta anche proprietà terapeutiche contro il glaucoma, la sclerosi multipla e la depressione. Casi concreti hanno dimostrato come ad esempio, in presenza di distrofia muscolare, l'utilizzo della marijuana ha consentito la riduzione di morfina del 50%.



E' il riscatto della cannabis. Additata da sempre come 'ponte' verso le droghe pesanti e sostanza nociva che genera dipendenza, da ieri è stata elevata al rango di farmaco a tutti gli effetti. Naturalmente sotto stretto controllo medico e in ambito di terapie ben precise. Almeno in Toscana. In sede di consiglio regionale è stata approvata una legge che si propone di facilitare l'accesso ai farmaci cannabinoidi, con grande gioia di alcune associazioni ma il parere contrario di Udc e Pdl, fatta eccezione del consigliere Marco Taradash, che ha dato invece tutto il suo appoggio. Si è astenuta la Lega.
Già da oggi dunque le Asl e le strutture ospedaliere convenzionate con la Regione si attiveranno per procurarsi queste sostanze da poter somministrare all'interno dei nosocomi ma anche da dare a chi dovrà effettuare questo tipo di terapia a casa. Si spera dunque in un'abbreviazione dei tempi nell'ottenere i preparati derivanti appunto dai farmaci cannabinoidi e soprattutto in un atteggiamento diverso da parte di medici e paramedici. Una battaglia che dal campo medico sconfina infatti in ambito etico, e troverà forse la cortina più spessa nei pregiudizi e nelle convinzioni che negli anni sono state costruite attorno al concetto di marijuana e alle sue proprietà .

"Un decreto del ministro della Salute del 2007 rende possibile l'utilizzo dei principi attivi della cannabis nella terapia, ma tali farmaci sono di difficile accesso per le procedure burocratiche richieste (anche 4 mesi di attesa) e perché è necessario acquistarli all'estero - ha ricordato il consigliere del Pd Brogi, nonché un sostenitore della prima ora dell'utilizzo di quest'erba in medicina-. Il provvedimento prevede la somministrazione dei farmaci cannabinoidi presso le strutture del servizio sanitario regionale, le Asl, le strutture private (che erogano prestazioni in regime ospedaliero). I farmaci sono acquisiti tramite le farmacie ospedaliere. E poi i trattamenti potranno essere continuati anche in sede domiciliare".
Ad oggi sono un centinaio i pazienti che in Italia fanno uso legalizzato di cannabis, come previsto da due decreti del '97. "Poi -conclude Brogi- esistono migliaia di malati che devono ricorrere al mercato nero oppure all'autoproduzione, generando problemi di sicurezza del farmaco".

Fonte tratta dal sito .

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