domenica 26 agosto 2012

Unicredit accusata di fare affari con l'Iran


Unicredit sarebbe stata inclusa in una lunga lista di banche internazionali messe sotto inchiesta dalle autorità americane per aver rotto le sanzioni con l'Iran. Lo riporta il Financial Times citando persone vicine all'inchiesta.
L'istituto di credito, in documenti resi pubblici della stessa banca, ha ammesso di stare collaborando con le autorità Usa per possibile violazione di sanzioni che proibiscono di fare affari con alcuni Paesi. Ma il Financial Times, citando persone a conoscenza del caso, ha appreso che il Paese in questione sarebbe l'Iran, che Stati Uniti e Unione Europea hanno messo sotto sanzioni.
NEL MIRINO UNA SUSSIDIARIA TEDESCA. L'inchiesta si impernierebbe su una sussidiaria tedesca, HypoVereinsbank, che la banca italiana ha acquistato nel 2005. In un comunicato pubblicato il 25 agosto Unicredit ha ammesso di essere sotto inchiesta del District Attorney's Office della contea di New York, del Ministero del Tesoro e del Dipartimento della Giustizia. L'inchiesta è l'ultima condotta negli Usa su istituti di credito europei e giapponesi sospettati di aver condotto transazioni illegali in dollari con l'Iran e altri paesi. Meno di una settimana fa tra le banche nel mirino è finita Royal Bank of Scotland dopo che Standard Chartered ha accettato di pagare una multa id 340 milioni di dollari al Department of Financial Services di New York per chiudere accuse di avere rotto le sanzioni bancarie Usa contro l'Iran.
COLLABORAZIONE NON NUOVA. La collaborazione di HypoVereinsbank con le autorità statunitensi riguardo l'inchiesta sulla rottura delle sanzioni con l'Iran è «una questione non nuova», come documentano sia la relazione finanziaria annuale consolidata 2011 che la semestrale 2012. Lo hanno sottolineato fonti Unicredit, spiegando che in esse è scritto che una società del gruppo (HVB) sta rispondendo a un'indagine in corso delle autorità Usa. Inoltre la controllata sta pienamente collaborando ed effettuando le revisioni interne delle operazioni effettuate.
Sia nella relazione finanziaria annuale consolidata 2011 (pagina 426) che in quella semestrale 2012 (pagina 230) - ricordano le fonti - è scritto che una società del gruppo (HVB) sta rispondendo a un'indagine in corso delle autorità Usa sull'antiriciclaggio, contrasto ai finanziamenti al terrorismo e all'attribuzione di sanzioni economiche per garantire il rispetto delle norme. Il Gruppo - insistono le fonti - ha reso noto dell'apertura di un'inchiesta da parte delle autorità degli Stati Uniti in materia di sanzioni già nel suo bilancio di esercizio 2011 e nel più recente prospetto di aumento di capitale. «Quindi la questione non è nuova», è stato ribadito. HypoVereinsbank (HVB), è stato ancora ricordato, ha collaborato con le indagini da parte dell'Ufficio di New York County District Attorney, il Dipartimento di Giustizia americano e l'Ufficio del Dipartimento del Tesoro Usa di Controllo degli Attivi stranieri. HVB di propria iniziativa sta conducendo una revisione più ampia della sua conformità storica con sanzioni economiche: l'inchiesta e la revisione sono in corso e sarebbe inopportuno fare ulteriori commenti in questo momento, hanno affermato le fonti. HVB è entrato nel Gruppo Unicredit nel 2005 e ora opera come Unicredit Bank AG.
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