lunedì 3 dicembre 2012

I CORPI UMANI COME FERTILIZZANTE ?



Pensavo di aver avuto un'idea originale, ma poi ho scoperto che migliaia di persone già ci avevano pensato. Pensavo ai cimiteri come a luoghi dove far crescere dei giardini, dove quello che resta dopo la morte crea nuova vita e rende la morte stessa un po' meno ripugnante. Questo è quello che pensavo quando ebbi questa "nuova idea" ma poi ho visto che esiste un nuovo movimento: Avete sentito parlare di "funerali verdi"?

C'è un sacco di gente che vuol essere sepolta senza fluidi tossici di imbalsamazione come la formaldeide, in un sudario o in una scatola di cartone o in un’economica bara di legno immediatamente biodegradabile.
Visto che i nostri corpi si decomporranno perché non farli tornare alla natura come humus naturale per arricchire il suolo?

Così ho provato a divertirmi immaginando bizzarre visioni di cimiteri trasformati in giardini e frutteti di piante lussureggianti fertilizzate da tutto quell’azoto, fosforo, potassio, microelementi e sostanze organiche di cui si compongono i resti umani. La cultura dell'uomo riuscirà ad evolversi tanto da raggiungere immortalità, lasciando che i resti dei nostri corpi rientrino nella catena alimentare per contribuire alla salute dell'ambiente anche con la morte?

Vedo su Google che ogni anno stiamo seppellendo 90.000 tonnellate di acciaio, 14.000 tonnellate di lastre di acciaio, 2700 tonnellate di cofanetti di rame e di bronzo, 1.636.000 tonnellate di cemento armato, e circa 3.000.000 di litri di fluido per l’imbalsamazione, la maggior parte sono formaldeide che distrugge la vita microbiologica nel terreno. I numeri sono abbastanza approssimativi ma rendono l'idea.

La sepoltura verde non è un'idea nuova. La legge ebraica proibisce l’imbalsamazione e mi sembra che la legge islamica incoraggi la sepoltura dei corpi in un semplice sudario. Sembra essere piuttosto un problema della cultura occidentale che vuol fare un grande spettacolo per cercare di rallentare la decomposizione dei resti umani. L’Inghilterra richiede per legge che le sepolture avvengano dentro le bare, per esempio. Negli Stati Uniti, ci sono molte norme per una cosa e poche per un’altra ma, considerando la passione per scrivere regole su tutto, quelli che vogliono la “ sepoltura verde” stanno lavorando riscrivere le leggi.

La mia immaginazione vola verso un tempo in cui la razza umana avrà l'illuminazione e i cimiteri diventeranno rigogliosi giardini di frutta, cereali, ortaggi e alberi che daranno legno per le costruzioni (di bare?) Con un mercatino agricolo all'ingresso del cimitero per vendere i prodotti e magari le lapidi a forma di panche (c'è un cimitero a Washington DC, dove questo è già vero) dove i visitatori potranno riposarsi dopo aver curato il giardino cimitero, o aver potato i loro alberi di famiglia o semplicemente per rilassarsi mangiandosi qualche frutto fresco e chiacchierando rispettosamente.

In questo modo potrebbero ricordare i loro cari vedendo come crescono bene le loro piante e in questo modo i loro cari defunti potrebbero essere un po' più vicini all'immortalità. I guardiani dei cimiteri potrebbero anche riposare in questi posti idilliaci e raccontare delle cose gradevoli sui vivi, anche su quelli che hanno idee politiche differenti dalle loro.

I cimiteri potrebbero diventare vere riserve naturali, come già avviene in alcuni di essi.
Dei fiori rari della prateria a volte compaiono nei cimiteri del Midwest. Un paio di inverni fa, nel cimitero in fondo alla nostra strada arrivò una insolita visita di uno stormo di (uccelli) crocieri rossi, che mangiavano i semi della cicuta, i quali non sono originari di qui ma si trovano solitamente nelle foreste arboree del crocieri, nel lontano nord. Quell’anno a nord c’era carenza di cibo per i crocieri nel lontano nord e gli uccelli trovarono vita nel nostro santuario per i morti.

Mi chiedo se qualcuno ha calcolato quanto varrebbe il fertilizzante di tutte le salme che rinchiudiamo in casse di cemento e metallo ogni anno, o sempre più raramente in bare di legno resistenti all'umidità e prodotte con alberi già in via di estinzione.
Fonte tratta dal sito .

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