mercoledì 29 febbraio 2012

779 reazioni avverse e indesiderate legate al vaccino contro l'influenza suina tra il 2010 e il 2011



Nuovi dati dimostrano che il vaccino contro l’influenzasuina è in cima alla lista dei farmaci responsabili del maggior numero di sospetti effetti collaterali. Ammonta infatti a 779 il numero di reazioni avverse e indesiderate legate al vaccino tra il 2010 e il 2011.
La maggior parte di questi effetti risultano manifestarsi in maniera relativamente mite, come ad esempio gonfiore localizzato, problemi gastrointestinali e sintomi simil-influenzali. Tuttavia, le autorità sanitarie hanno identificato fino a 30 casi di giovani affetti da disturbo del sonno come parte di un'indagine su un possibile legame tra la condizione e il vaccino contro l'influenza suina, il Pandemrix.
Le autorità sanitarie insistono a dire che il vaccino è sicuro e che il rapporto rischio-beneficio rimane positivo. La Medicines Board Irlandese ha dichiarato che.....
"Il numero di segnalazioni ricevute non può essere utilizzato come base per determinare l'incidenza di una reazione. Nemmeno il numero totale di reazioni che avvengono ed il numero di pazienti che usano un farmaco devono essere considerate determinanti".
Nel complesso, i dati richiesti dimostrano che sono poco più di 6000 le segnalazioni di reazioni avverse da gennaio 2010 a dicembre 2011. Il farmaco anti-psicotico Clozapina, anche noto come Clozaril, è secondo nella speciale classifica circa gli effetti collaterali.
Comuni effetti avversi del farmaco includono vertigini, tachicardia, costipazione, produzione di saliva in eccesso e aumento di peso.
Il vaccino che protegge le ragazze contro il tumore della cervice uterina - il vaccino HPV - è considerato responsabile per il terzo maggior numero di reazioni (507), seguito dai vaccini utilizzati nell'infanzia (379).
L'Health Service Executive, nel frattempo, ha detto che sta lavorando per individuare eventuali potenziali casi di narcolessia come parte della ricerca clinica in corso ed ogni possibile collegamento. Dati preliminari provenienti da Finlandia e Svezia nel 2010 legano un aumento nella narcolessia tra i giovani che abbiano fatto uso del Pandemrix.
Dati svedesi stimano che il vaccino potrebbe causare tre casi di narcolessia ogni 100.000 vaccinazioni. Tuttavia, uno studio più recente ha suggerito che la narcolessia sia innescata da virus dell'influenza suina e non dal vaccino.
L'uso di Pandemrix non è più raccomandato in Irlanda e i medici sono stati invitati a restituire i medicinali rimanenti. Il vaccino contro l'influenza stagionale di quest'anno non prevede la presenza del Pandemrix.

Fonte tratta dal sito .

martedì 28 febbraio 2012

Animali ingozzati con gli antibiotici

Animali ingozzati con gli antibiotici per accelerarne la loro crescita, e spuntano batteri resistenti che finiscono nei nostri piatti. Provocano infezioni talvolta mortali che rappresentano un alto costo per il sistema sanitario. Ma il sovraconsumo di antibiotici rappresenta un guadagno di produttività per l'industria agroalimentare che, negli Stati Uniti, si rallegra della recente decisione dell'Agenzia dell'alimentazione di autorizzare il loro massiccio utilizzo nell'allevamento.
Il consumo di antibiotici prescritti dai medici non è nulla se paragonato alla quantità ingerita con l'alimentazione. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la metà degli antibiotici prodotti nel mondo è destinata agli animali. Una somma che si alza all’80% negli Stati Uniti! Un rapporto della Food and Drug Administration statunitense(FDA) stima che gli animali da allevamento consumano 13.000 tonnellate di antibiotici l’anno anno [1]. Questo sovraconsumo favorisce lo sviluppo di batteri resistenti che possono essere rintracciati nei cibi in caso di cottura insufficiente. Alcuni ricercatori hanno mostrato, peraltro, che gli antibiotici non sono presenti solamente nella carne, ma anche nei cereali o nei legumi coltivate nel terreno
Un studio pubblicato dalla rivista medica Clinical Infectious Diseases nel 2011 rivela che la metà della carne di bue, di pollo, di maiale e di tacchino venduta nei grandi magazzini degli Stati Uniti contiene germi resistenti agli antibiotici (lo stafilococco MRSA). Lo scorso agosto 16.000 tonnellate di tacchino contaminate dalla salmonella – resistente ai medicinali - sono state ritirate dal gigante agroalimentare Cargill. Bilancio: un morto e un centinaio di ricoveri.
La Francia detiene il record di resistenza agli antibiotici
Si sta sviluppando una resistenza agli antibiotici. "Ogni anno 100.000 americani muoiono in ospedale per un'infezione batterica, e non è che la punta dell'iceberg. Il 70% di queste infezioni è resistente ai trattamenti utilizzati abitualmente", ha affermato la deputata democratica Louise Slaughter [2], intervistata dal Guardian. La Francia detiene il record di resistenza agli antibiotici in Europa: il 50% per la penicillina e il 28% per la meticillina [3]. L'Unione Europea ha reagito nel 2006, vietando il consumo di antibiotici per aumentare la crescita degli animali. Negli allevamenti francesi vengono ancora consumate più di mille tonnellate di antibiotici ogni anno. Un studio dell'agenzia nazionale della medicina veterinaria ha valutato la presenza degli antibiotici in 67,7 mg per chilo di carne prodotta. Ha ricordato che gli "antibiotici recenti sono generalmente più attivi ed è sufficiente una somministrazione più ridotta". La Germania non fa eccezione, con i polli industriali ingozzati di “antibiotici”.
Malgrado questa inquietante constatazione, negli Stati Uniti l'agenzia per l'alimentazione (Food and Drug Administration) potrebbe operare un’inversione di marcia “preoccupante". Alla fine di dicembre, ha ritirato la promessa – che risale agli anni ’70 - di controllare l’utilizzo di due degli antibiotici più utilizzati: la penicillina e la tetraciclina. I produttori potranno continuare a somministrarla a piacimento ai loro animali. La FDA preferisce, invece, concentrare gli sforzi sulla "possibilità di riforma volontaria" da parte degli agricoltori. Questa decisione - pubblicata con discrezione nel registro federale (Gazzetta ufficiale) alla vigilia di Natale - "non deve essere interpretata come il segno che la FDA non ha alcuna preoccupazione sanitaria" sull'argomento, si è sentita obbligata di precisare. Un simpatico ";regalo di Natale dell’FDA alle fattorie industriali", hanno ironizzato alcuni commentatori.
Venti miliardi di dollari l’anno a carico del sistema sanitario
Questa sovradosaggio di antibiotici ha un suo costo: ogni anno l’MRSA (stafilococco resistente alla meticillina) è responsabile del decesso di 19.000 pazienti negli Stati Uniti, e provoca sette milioni di visite dal medico o nei pronto soccorso, ha stimato Maryn McKenna, giornalista specializzata in salute pubblica: "Ogni volta che una persona contrae l’MRSA, i costi sanitari sono moltiplicati per quattro. La resistenza agli antibiotici è un peso enorme per la salute pubblica nella nostra società." Un costo stimato in venti miliardi di dollari l’anno per il sistema sanitario statunitense.
Ma la lobby agroalimentare combatte anche la battaglia delle cifre: per la National Turkey Federation, gli antibiotici permettono di diminuire di un terzo il costo di produzione [4]. Gli antibiotici diminuiscono il tempo di crescita e sono necessari perché gli animali possono riuscire a vivere ammucchiati a migliaia nei porcili e nei pollai. Senza antibiotici, ci vorrebbero più infrastrutture agricole. E 175.000 tonnellate di cibo in più, un grosso danno per la produzione del tacchino negli Stati Uniti, affermano i professionisti del settore.
Sono gli argomenti che sembrano avere convinto la FDA a respingere ogni decisione per regolamentare il consumo di antibiotici. Probabilmente - in periodo elettorale -, per evitare un finanziamento massiccio da parte della lobby agroalimentare della campagna repubblicana. In gennaio, dopo aver subito una caterva di critiche, la FDA ha annunciato di voler limitare da aprile l'utilizzo di una categoria di antibiotici, le cefalosporine, per i bovini, i maiali e il pollame. Una buona iniziativa di comunicazione: i media hanno ripreso all’unisono questa decisione, sottolineando gli sforzi della FDA per "limitare l'uso degli antibiotici”. Ma si sono dimenticati di precisare che le cefalosporine rappresentano solo lo 0,5% degli antibiotici utilizzati nell'allevamento. I consumatori non hanno molto da rallegrarsi. E neppure potrà risolvere questo grave problema sanitario.

Note:
[1] Nel 2000 l'Istituto per la Salute animale, in rappresentanza dei produttori di medicinali veterinari, ha valutato il consumo di antibiotici nell'allevamento in 8.000 l’anno negli Stati Uniti.
[2] Autore di un testo di legge sulla resistenza agli antibiotici: “Preservation of Antibiotics for Medical Treatment Act”.
[3] Utilizzate rispettivamente contro il pneumococco e lo stafilococco dorato, i principali batteri all'origine degli infezioni nosocomiali. Fonte: Rapporto parlamentare, Ufficio parlamentare di valutazione delle politiche sanitarie, depositato il 22 giugno 2006.
[4] "Today at retail outlets here in the D.C. market, a conventionally raised turkey costs $1.29 per pound. A similar whole turkey that was produced without antibiotics costs $2.29 per pound. With the average consumer purchasing a 15 pound whole turkey, that would mean there would be $15 tacked on to their grocery bill", Michael Rybolt, National Turkey Federation, audizione alla sottocommissione per l'allevamento della Camera dei Rappresentanti.

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lunedì 27 febbraio 2012

SCIE CHIMICHE E UMANITA' SINTETICA (PSICOTRONICA)

domenica 26 febbraio 2012

"La scienza del panico" (documentario)

Era da tempo che cercavo l’opportunità per rispondere in modo adeguato ad un servizio di Piero Angela sull’AIDS, che risale al 2009. Oggi è arrivata, nella forma di un documentario sullo stesso argomento realizzato da Isabel Otaduy e Patrizia Monzani. Consigliamo vivamente di vedere il servizio di Superquark, di soli 5 minuti, prima di passare al documentario. Il giorno e la notte. (M.M.). Isabel Otaduy - Diagnosticata come sieropositiva nel 1990, è venuta a conoscenza delle contraddizioni scientifiche che stanno dietro all’AIDS, ed ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a denunciare la frode globale che ruota intorno a questa malattia. Nel 2004 ha completamente abbandonato le cure medicinali ……che la stavano avvelenando, ha ripreso energia e vitalità, e si è lanciata in una serie di iniziative a favore dei malati di AIDS. Nel 2006 ha conosciuto Patrizia Monzani, ed insieme hanno deciso di fare questo documentario. Purtroppo i quasi 15 anni di assunzione di medicinali le hanno lasciato in eredità della complicazioni neurologiche che alla fine l’hanno sconfitta. Isabel è morta a Madrid nell’estate del 2009. Patrizia ha completato da sola il lavoro, che ha presentato nell’autunno dello stesso anno.Patrizia Monzani , nata in Italia nel 1976, è regista e montatrice. Ha studiato cinema a Bologna e Parigi. E’ specializzata in documentari e film d’animazione.Sito ufficiale: La ciencia del panico.Il sito di Patrizia Monzani.(Grazie a L.M. per la segnalazione)


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sabato 25 febbraio 2012

Come difendersi dalle scorrettezze di una banca


Vi chiediamo gentilmente di aiutarci a divulgare l'articolo sui fidi bancari che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi:

Banche, chiunque ha avuto un fido potrebbe chiedere rimborso: ma nessuno lo sa!

Riguardante il fatto che TUTTI - TUTTI - coloro che hanno avuto fidi bancari possono esigere dalle banche dei risarcimenti, in quanto le banche operano in modo ILLEGALE:

Innanzitutto, come illustrato nell'articolo in questione, nell'ambito dei fidi, le banche applicano un tasso d'interesse SUPERIORE a quanto stabilito dalle normative; inoltre danneggiano i correntisti con l'accredito tardivo di bonifici e assegni, e pretendono interessi sugli interessi, ovvero il cosiddetto "anatocismo".

"Purtroppo" mass media e politici - collusi, succubi e complici delle banche - non proferiscono parola su questo ambito, tuttavia chi si rivolge ad un buon avvocato (sono pochissimi quelli che trattano questo genere di cause) può ottenere un risarcimento: a patto che "il gioco valga la candela", nel senso che per importi ridottissimi, le spese da sostenere per le pratiche (ci vuole la trascrizione a video degli estratti conto, diversi "bolli" etc) rendono sconveniente l'azione legale: considerando che il risarcimento è di un importo pari a circa il 10-12% del fido all'anno, chi ha un fido di 1.000€ deve ottenere 100-120€ all'anno... quindi per importi risibili non conviene procedere: ma coloro che hanno avuto un fido di almeno 4-5000€ per qualche anno, - in Italia sono MILIONI le persone/aziende che hanno queste caratteristiche - possono procedere tranquillamente.

Di questo tipo di cause si occupa, dal 1987, l'associazione "FermiamoLeBanche" che tra l'altro offre ai propri assistiti condizioni favorevolissime, in quanto gli avvocati dell'associazione non esigono alcun pagamento (ad eccezione di poche "spese vive) prima di aver ottenuto un risarcimento...

Mi ha colpito molto il caso di un imprenditore, che illustro nel testo, che dopo aver venduto e consegnato alla banca i proventi della vendita del capannone della sua azienda e dei macchinari, avrebbe dovuto vendere la 1a casa per pagare 50.000€ di debito residuo alla propria banca: questo signore anziché corrispondere quella cifra alla banca, dopo aver fatto ricalcolare secondo i parametri di legge il proprio conto corrente, ha ottenuto dalla banca un rimborso nell'ordine di 150.000€ !!! Ovviamente il caso in questione era quello di un imprenditore che aveva un fido di un importo di una certa rilevanza, tuttavia casi come questo in Italia, ce ne sono molte migliaia, se non MILIONI.

Mobilitiamoci tutti per far conoscere questa verità nascosta ai cittadini italiani!

Per ottenere maggiori informazioni su questo ambito, è possibile contattare direttamente l'associazione FermiamoLeBanche, che dispone di un team di avvocati con grandissima esperienza in questo ambito, visto che affrontano questi casi da oltre 25 anni.

email: info@pas-fermiamolebanche.it
tel: +39 - 393/2039457

A questi recapiti vi rispondono i membri dell'associazione, che provvederanno a mettervi eventualmente in contatto con i legali: richieste di informazione sono (ovviamente) gratuite e senza impegno.

PS: il portavoce di nocensura.com, Alessandro Raffa, ha affrontato questo argomento anche nell'ambito di una intervista che ho rilasciato giovedì 23 Febbraio a Radio studio 54, disponibile qui.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 24 febbraio 2012

David Icke si rivolge ai protestanti di Wall Street e del Mondo (versione completa)

giovedì 23 febbraio 2012

GIARDINI URBANI: IL FUTURO ALIMENTARE?



È facile scherzarci su, ma, mentre sempre più fattorie vengono in centro città, il cibo locale assume un nuovo sapore.
Con le bici penny-farthing, i baffi a manubrio e un panciotto a quattro tasche, l'ascesa dell'agricoltura urbana potrebbe aver quasi raggiunto il feticismo di fine ‘800. Oggi si possono trovare allevamenti di galline sui tetti, capre nei cortili di San Francisco e cavolini di Bruxelles negli spazi abbandonati di Cleveland.
Ciò si adatta perfettamente alla tendenza atavistica ricercata dagli intellettuali anticonformisti è anche quello che la rende adatta a essere messa in ridicolo. (“Portlandia” ci ha fatto sopra qualche bella battuta.) Ma l'agricoltura di città potrà mai riuscire a fare il salto di qualità da passatempo prezioso a componente importante dei sistemi alimentari delle nostre città, non solo per i cercatori di novità e i consumatori locali impegnati, ma anche per le masse di persone in cerca di risparmio? "Non voglio dire una frase del tipo 'Questo è il futuro della coltivazione'”, ha detto il cofondatore di Gotham Greens, Viraj Puri, seduto di fronte al suo laptop a Greenpoint, Brooklyn, a qualche passo da centinaia di filari di lattuga "Probabilmente non sostituirà mai l'agricoltura convenzionale. Ma può avere un suo ruolo."
Se la serra in cui siamo seduti ci può dare una qualche indicazione, si può dire che non sembra assolutamente di essere nell’Ottocento.
Gotham Greens è una fattoria idroponica di 15.000 piedi quadrati sul tetto di un magazzino di Brooklyn. Ha avuto il suo primo raccolto a giugno, e si aspetta di produrre 100 tonnellate di cibo per anno. I raccolti (soprattutto la lattuga) crescono in file di tubazioni di plastica bianca, le radici vengono massaggiate da acqua riciclata, sotto i fari per la crescita e i ventilatori controllati da un sistema centrale computerizzato. Il sistema raccoglie i dati dai sensori lungo tutta la stanza e regola di conseguenza l'ambiente. Questa produzione viziata alla finirà sui menu dei ristoranti e sugli scaffali di negozi come Whole Foods.
Due anni fa Forbes predisse che, dal 2018, il 20 per cento del cibo consumato nelle città degli Stati Uniti sarebbe stato coltivato in luoghi come questo. Si può dire con certezza che non avverrà. Adesso la produzione urbana rappresenta una fetta minuscola del sistema alimentare. Ma ci sono vari scenari possibili che potrebbero rendere questo cibo più comune nelle cucine cittadine del futuro.
Molti di questi scenari stanno diventando più probabili ogni giorno che passa. Se i prezzi dell’energia dovessero salire, il viaggio medio di 1.500 miglia dei pompelmi per arrivare nei frigoriferi potrebbe farlo diventare un cibo più conveniente. Le siccità stanno divenendo più comuni, e l'agricoltura idroponica che non usa il suolo adopera una frazione dell'acqua rispetto all'agricoltura convenzionale e può essere facilmente impiantata negli ambienti urbani. E c'è sempre l’evento imprevisto del Cigno Nero: i "victory gardens” della Seconda Guerra Mondiale resero l’agricoltura urbana una realtà, anche se temporanea, per milioni di persone nei primi anni ’40.
Ma anche se questi scenari dovessero presentarsi, non avrebbe ancora più senso coltivare solo sulla terra più conveniente fuori dalla cerchia urbana, invece che nella confusione della città? Dipende di quale città si parla. L’impresario finanziario John Hantz ha trascorso gli ultimi anni riunendo progetti per un’enorme fattoria proprio a Detroit, non solo per far crescere il cibo, ma anche alzare il valore dei terreni. "Abbiamo bisogno di scarsità" a Detroit, ha detto alla rivista Fortune. Ossia, la Detroit spopolata ha troppa terra. Trasformare centinaia di acri intorno alla città in terreno per la coltivazione, questa è la sua teoria, renderebbe la terra più scarsa (e più verde), alzando il valore dei beni immobili. Toglierebbe anche le mani della città dalle proprietà dilapidate. È un schema abbastanza rustico, che alcuni sospettano sia nient’altro che presa violenta di terra da parte del settore immobiliare. Ma Hantz ora ha il pallino dell’interesse della città.
C'è un'altra ragione per coltivare cibo in città. Puri dice che lui e il suo partner hanno scelto Brooklyn per varie ragioni: aiuta a creare lavoro, rendere più verde la zona e cos’ si evita di fare la spola avanti e indietro per il paese. "Non abbiamo scelto Brooklyn perché era figo", insiste. Ma Brooklyn è figa, e se non lo fosse non verrebbe usata da aziende di tutti i settori, dalla salsa alla birra alle felpe ubique. E fino a che non avremmo oltrepassato il picco del petrolio o saremmo nel mezzo di una crisi idrica, per molte persone l’attrazione principale del comprare legumi coltivati in città sarà il fatto che sono vegetali che sono stati coltivati in città. Questo può valere se la città è Brooklyn, Seattle o Montreal. Questo è il motivo per cui l’imballaggio del Gotham Greens è corredato non meno di tre volte dalle varianti della scritta "New York City", quattro se si conta la stessa "Gotham".
Perché è un fatto che il consumo locale è qualcosa per cui le persone sono disposte a spendere di più, e non si trovano altri prodotti locali nella zona. Ma l’agricoltura che è così “locale” è qualcosa con cui altre persone non vogliono avere nulla a che fare. Nelle elezioni municipali di novembre a Vancouver, l'agricoltura urbana è diventata un terreno di scontro politico che è stato utilizzato dal partito di opposizione di centro-destra NPA, che ha messo in ridicolo i fondi pubblici destinati ai i campi di grano e ai polli. Il finanziamento era minimo (e una parte non era stato speso), ma non importava, l'agricoltura urbana è stata considerata uno modo strampalato di fare i liberali mentre si è sovvenzionati dalla città.
"Le stesse persone che si stavano opponendo ai campi di grano e ai polli erano contrarie anche alle piste ciclabili a Vancouver ", ha detto Peter Ladner, che quattro anni fa era a capo del NPA come candidato a sindaco. Da allora è diventato un sostenitore dell'agricoltura urbana, e dice che tutta la questione, anche per le piste ciclabili, sta diventando una battaglia culturale che è più vasta rispetto a quella delle sole fattorie urbane, ma riguarda la definizione di progresso. "Noi abbiamo una forte componente asiatica a Vancouver, e c'è un grande preoccupazione [per l'agricoltura urbana] fra gli immigranti che si stanno trasferendo qui da luoghi dove ci sono polli e maiali che girano per strada", dice. "Si sono spostati qui per migliorare le loro vite e avere un'esistenza urbana e sofisticata. E si chiedono, 'Perché stiamo ritornando a questo?' Per molte persone il progresso vuole dire trovare un bel prato liscio."
"Le persone che stanno idealizzando l'agricoltura urbana hanno una scelta, una scelta tra negozi i di generi alimentari e i mercati verdi, tra auto e biciclette", ha detto Richard Longworth, un membro di lungo corso al Chicago Council on Global Affairs. L'anno scorso Longworth scrisse un pezzo provocatorio per Good Magazine intitolato "Lasciamo perdere le fattorie urbane. Abbiamo bisogno di un Walmart", abbattendo l'idea che tali fattorie possano spronare l'economia come riescono a fare le aziende tradizionali. “Quello che io obietto è l'esagerazione sulla loro realtà e il potenziale", dice. “Ci sono molte persone in questo paese che semplicemente odiano le megafattorie, ma questi tizi stanno dando da mangiare al mondo intero. L'agricoltura per il consumo locale ci può fare niente."
Può essere vero. Ma l'agricoltura urbana può crearsi un percorso di successo sostenibile, creando un tipo nuovo di sottosistema all'interno del più grande sistema alimentare, uno che sia più grande delle boutique ma più piccolo di Big Agra. Una società chiamata BrightFarms sta cercando per prima di implementare un metodo del genere, uno che si collochi appena sopra i negozi che vendono la produzione in proprio. BrightFarms costruisce serre sui tetti dei supermercato e gestisce gratuitamente le attività di coltivazione. In cambio, il negozio sottostante firma un contratto a lungo termine per comprare il cibo che viene prodotto. BrightFarms stima che può raccogliere fino a 900.000 libbre di produzione per acro ogni anno. È una soluzione che sembra progettata per le città, luoghi con abbondanza di tetti ma poca terra.
La mancanza di spazio sul terreno è ciò che un giorno o l’altro potrebbe rendere le fattorie verticali una realtà economica. Ma per ora, le torri di grandi dimensioni che hanno filari di mais sono assolutamente fantascienza. Ciononostante, l'agricoltura di città sembra pronta per una fioritura che sia qualcosa di più di un capriccio. Se il 2011 è stato l'anno in cui le piste ciclabili sono diventate il manifesto di una Nuova Urbanistica, le fattorie urbane potrebbero esserlo per il 2012.

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mercoledì 22 febbraio 2012

Pechino – la bile degli orsi: per il dottore è come aprire un semplice rubinetto…(video shock)

Animals Asia Foundation: in Cina le cose stanno cambiando.

In Cina c’è chi considera come un rubinetto aperto, la bile da estrarre agli orsi. Anzi, il tutto è semplice come l’apertura di un rubinetto. Così si sarebbe espresso Fang Shuting portavoce dell’Associazione Cinese di Medicina Tradizionale. Lo stesso ha altresì chiesto di essere informato nel caso si venisse a sapere di condizioni irrispettose riservate agli orsi.
Di fatto una presa in giro che ha lasciato di stucco gli invitati alla conferenza stampa indetta ieri a Pechino (le dichiarazioni di Fang Shuting sono di qualche giorno prima) da Animals Asia. 14.000 orsi della luna, imprigionati e torturati fino a trenta anni di fila, con un catetere infilzato nell’addome. Con la bile prodotta dalla cistifellea viene preparato un medicinale del tutto identico al prodotto di sintesi che ormai da anni lo ha di fatto sostituito.
La drammatica attualità degli allevamenti degli orsi della luna è stata mostrata grazie alle tremende immagini catturate con l’ausilio di telecamere nascoste. Tre documentaristi indipendenti, Elsa Xiong, Tu Qiao e Chen Yuanzhong, hanno presentato il frutto del loro lavoro proprio nel corso della conferenza stampa di ieri. Quattro anni di indagini e poi il documento video, realizzato tra il 2009 ed il 2010. Il documento mostra gli orsi forzati a indossare il cosiddetto metal jacket, una pesante pettorina d’acciaio fissata al corpo degli animali e che, con l’ausilio di un catetere in lattice conficcato nella cistifellea, consente l’estrazione della bile. Nel filmato gli allevatori vengono ripresi mentre scaldano la bile in contenitori sporchi, frantumano i grumi di bile secca e incapsulano manualmente la polvere.
“Le fattorie della bile – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa Elsa Xiong – sono chiuse al pubblico, abbiamo quindi dovuto superare difficoltà inimmaginabili e correre numerosi rischi. Questi allevamenti sono estremamente crudeli. Ma la cosa più scioccante è che le fattorie della bile, e l’industria connessa, consentono di immettere legalmente nel mercato prodotti contaminati e pericolosi per la salute pubblica”.
Eppure, in Cina, si è potuto notare come, negli ultimi tempi, è avvenuta la crescita di un notevole movimento di opinione contro tali allevamenti.
“Le fattorie della bile – ha dichiarato Jill Robinson, Responsabile di di Animals Asia – chiuderanno solo se il cambiamento sarà d’ispirazione cinese, e non a causa delle pressioni internazionali. Infatti, le sollecitazioni provenienti dall’estero potrebbero in casi estremi diventare controproducenti e prolungare la sofferenza degli orsi“.
Già una grossa compagnia cinese, specializzata nei prodotti farmaceutici derivati dalla bile di orso, è stata contrastata proprio dalla popolazione locale.
Gli orsi, una volta che Animals Asia Foundation riesce ad adottarli, si presentano in condizioni pietose. Su 165 orsi, ben 163 (99%) hanno la cistifellea danneggiata irreparabilmente, 109 (66%) presentano polipi allo stesso organo. In 56, ovvero nel 34% dei casi, hanno ernie addominali, mentre 46 (28%) presentano ascessi interni. Calcoli biliari in 36 animali (22%) e 7 con la peritonite. In molti casi, poi, patologie multiple. Tutti i 165 animali sono stati accolti e curati da Animals Asia e si trovano attualmente liberati nella sua riserva naturale vicino a Chengdu.





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martedì 21 febbraio 2012

Inspiegabile moria di delfini lungo la costa situata a nord del Perù




Continua in modo inarrestabile a strage di delfini lungo il tratto di costa nel nord del Perù, almeno 264 esemplari sono stati rinvenuti senza vita nelle ultime settimane.
Le autorità stanno cercando di comprendere cosa stia uccidendo i poveri anmali, analisi su campioni rinveuti sono state effettuate.
“Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell’arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra”.
Questa è la profezia degli Hopi che sembra che si stia avverando l'uomo ha già fatto troppi danni su questo pianeta e non merita di abitarlo, l'egoismo e la cattiveria che imperversa nell'animo e nelle menti dei governanti porterà l'uomo all'autodistruzione...e quel giorno non è lontano.






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lunedì 20 febbraio 2012

CRACK IN VISTA ? SCOPERTI 6000 MILIARDI DI BOND USA FALSI


Tornando all’estate 2009, circolava una strana storia di due individui giapponesi arrestati nel tentativo di contrabbandare 134$ miliardi in bond americani dall’Italia alla Svizzera. La storia poi velocemente passò in secondo piano dopo che venne dichiarato che i bond era titoli al portatori fasulli. Da allora non si è più saputo niente.

Fino ad oggi, quando di punto in bianco salta fuori una nuova storia. Secondo Bloomberg, “I procuratori antimafia italiani hanno affermato di avere sequestrato la cifra record di 6$ trilioni di presunti bond americani, un ammontare pari quasi alla metà del debito pubblico americano.”



Da cui la storia diventa ancora più strana: “I bond sono stati trovati nascosti in un compartimenti improvvisati in tre cassette di sicurezza a Zurigo” affermano i pubblici ministeri della città di Potenza in una dichiarazione.

Aggiungono che le autorità italiane hanno arrestato otto persone coinvolte in quest’indagine denominata “Operazione Vulcanica”.

L’ambasciata americana a Roma ha esaminato i bond datati 1934, con un valore nominale di $1 miliardo a pezzo, hanno dichiarato in una nota ufficiale. Gli ufficiali dell’ambasciata non hanno commentato.

E ancora più strano: “Gli individui coinvolti stavano pianificando di comprare plutonio da fonti nigeriane, secondo quanto rilevato da intercettazioni telefoniche della polizia.”

E molto molto strano: “La frode costituisce una ‘severa minaccia’ alla stabilità finanziaria internazionale, dichiarano i procuratori.”

Bene, comunque non si capisce come 6$ trilioni in bombe chiaramente false possano costituire “una minaccia alla stabilità finanziaria.”

Inoltre da Bloomberg : “La forde finanziaria scoperta dai procuratori italiani a potenza comprende due assegni emessi dalla HSBC Holding Plc a Londra di 205.000 sterline ($ 325.000), assegni non coperti da fondi disponibili, hanno aggiunto i procuratori. Nell’indagine sono stati sequestrati anche $2 miliardi di bond fasulli a Roma.

Il portavoce di HSBC Patrick Humphris a Londra, contattato telefonicamente, rifiuta ogni commento.

In Italia sono state sequestrate obbligazioni americane in passato e ci sono stati almeno tre casi nel 2009. La polizia italiana ha sequestrato bond del Tesoro Americano con un valore di facciata di 116$ miliardi nell’agosto 2009 e di 134$ miliardi nel giugno dello stesso anno.

Il servizio segreto americano stima circa 100 casi all’anno su obbligazioni e altri strumenti fittizi.

Come promemoria il debito totale americano in circolazione è di oltre 10$ trilioni. Quindi se i presunti bond fasulli sono sufficienti per minacciare la stabilità finanziaria internazionale, cosa potrebbe succedere?

Dalla BBC:

Agenti americani confermano che i bond erano contraffatti

Anche precedentemente sono stati sequestri bond in almeno tre casi nel 2009
Ma questo è un caso diverso dai precedenti i titoli falsi hanno un valore pari quasi alla metà dell’intero debito USA

“Tutto è iniziato con delle indagini all’interno dei clan mafiosinell'area del Vulture-melfese,nel sud della Basilicata” ha dichiarato il Procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo.
Fonte tratta dal sito .

domenica 19 febbraio 2012

La Permacultura, la terra per la gente

venerdì 17 febbraio 2012

I ROTHSCHILD VOGLIONO LE BANCHE IRANIANE


È possibile che il conseguimento del controllo sulla Banca Centrale della Repubblica Islamica d'Iran sia uno dei motivi principali per cui l'Iran si trova ad essere oggetto di attenzioni minacciose da parte delle forze occidentali e israeliane? Dal momento che si percepisce una sempre maggiore tensione che suggerirebbe l'imminenza di una inconcepibile guerra con l'Iran, è opportuno esplorare il sistema bancario iraniano e confrontarlo con quelli statunitense, britannico e israeliano.

Alcuni ricercatori fanno notare che l'Iran è uno dei soli tre paesi rimasti al mondo la cui banca centrale non sia sotto il controllo dei Rothschild. Prima dell'11 settembre esistevano, a quanto pare, sette paesi con tale caratteristica: Afghanistan, Iraq, Sudan, Libia, Cuba, Corea del Nord e Iran. A partire dal 2003, tuttavia, Afghanistan e Iraq sono stati inghiottiti dalla piovra Rothschild; dal 2011 la stessa sorte è toccata a Sudan e Libia. In Libia una banca dei Rothschild è stata istituita a Bengasi mentre ancora imperversava la guerra.

L'Islam vieta l'addebito di interessi, il che costituisce un problema rilevante, nella prospettiva del sistema bancario dei Rothschild. Fino a pochi secoli fa, la pratica di disporre interessi sul credito era vietata anche nel mondo cristiano, e talora punita con la pena capitale. Era paragonata allo sfruttamento e alla schiavitù.

Da quando i Rothschild hanno rilevato la Banca d'Inghilterra attorno al 1815, il loro controllo ha cominciato ad espandersi sulle banche di tutto il mondo. Il loro metodo è quello di far accettare un prestito ingente a un politico corrotto di un dato paese: si tratta naturalmente di un prestito che quel paese non è in grado di ripagare, e che lo conduce all'indebitamento con la potenza bancaria dei Rothschild. L'esponente della classe dirigente che si rifiuta di accettare il prestito è spesso spodestato o ucciso. Se non ci si riesce, si può arrivare all'invasione, con successiva installazione di una banca usuraia dei Rothschild.

I Rothschild esercitano un'influenza considerevole sulle principali agenzie di stampa mondiali. La narrativa riprodotta in serie da queste ultime induce le masse a credere a racconti horror che parlano di criminali malvagi. I Rothschild controllano la Banca d'Inghilterra, la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca dei Regolamenti Internazionali. Posseggono anche la maggior parte dell'oro del mondo, così come il London Gold Exchange che fissa quotidianamente il prezzo dell'oro. Si dice che la famiglia possegga più della metà della ricchezza del pianeta, stimata dalla Credit Suisse in 231 trilioni di dollari, e che sia controllata da Evelyn Rothschild, attuale capo famiglia.

Ricercatori obiettivi sostengono che il motivo per cui l'Iran viene demonizzato non è legato a una presunta minaccia nucleare, così come non erano minacce i talebani, l'Iraq di Saddam Hussein, la Libia di Gheddafi.

Qual è, dunque, il vero motivo? I trilioni in gioco nel giro d'affari del petrolio o quelli dei profitti di guerra? Si tratta di portare a compimento la bancarotta degli Stati Uniti o di cominciare la Terza Guerra Mondiale? Si tratta di distruggere i nemici di Israele o di distruggere la Banca Centrale Iraniana, in modo che non si possa sfuggire al controllo finanziario dei Rothschild?

Il motivo vero potrebbe essere ognuno di quelli citati, o, peggio, potrebbero essere tutti insieme.

Fonte tratta dal sito .

giovedì 16 febbraio 2012

Cosa le è accaduto a Whitney Houston?



Crescendo durante il periodo d’oro di Whitney Houston, osservarne la caduta e ieri la prematura morte, è stato difficile. Dotata della voce probabilmente più potente che l’intero settore musicale abbia mai sentito e con una personalità fiera e decisa, Whitney era l’archetipo della diva pop. La sua canzone I Will Always Love You è la canzone perfetta per il giovane che vuole dimostrare il suo talento.
Purtroppo, il detto “Più brucia la candela, più velocemente si consuma” calza alla Huston fin troppo bene. La ragazza venne scoperta mentre cantava nel coro della chiesa e continuò la sua carriera diventando l’artista femminile più premiata di tutti i tempi, alla fine discese in un inferno di droghe, abusi e traumi. Dopo aver appreso della sua morte, mi sono subito ricordato una particolare intervista che mi ha particolarmente inquietato. Fu la lunga intervista che concesse a Oprah nel 2009, dove descrisse i suoi abusi di stupefacenti e il suo rapporto tumultuoso con Bobby Brown.Mentre le sue parole erano inquietanti, era il suo contegno che mi impressionava. La personalità da diva era sparita. Il fuoco nei suoi occhi non c’era più. Semplicemente non era la stessa persona che vidi durante gli anni ’90. Quando salì sul palco per cantare il suo nuovo singolo, la voce celeste che ci aspettavamo era sparita. Sembrava che la sua anima le fosse stata risucchiata.
Guardandola discutere con Oprah, continuavo a chiedermi: “Cosa diavolo è successo a Whitney?” La maggior parte delle persone avrebbe immediatamente risposto “droghe”. Avevo però la strana sensazione che ci fosse qualcosa in più. I suoi occhi tradivano un profondo trauma psicologico e persino spirituale. Marijuana e cocaina, le due droghe di cui ha ammesso l’utilizzo, non trasformano le persone in quel modo. Anche se si fosse fatta di crack o di qualsiasi altra droga, c’era qualcosa nei suoi occhi e sentì che Whitney stava tenendo nascosta la vera causa della sua rovina. Mi chiesi: era per caso sotto il controllo mentale? Erano coinvolti strani rituali, magia nera o altro? Che il suo contratto con “le forze invisibili” fosse scaduto?” Bobby Brown fu il suo handler? Questa parte dell’intervista di Oprah mi ha particolarmente colpito e, quando ho appreso della sua morte mi è subito venuta in mente:
Oprah: Pensavi che stesse succedendo qualcosa di particolare in quei giorni “tossici” in cui te ne stavi seduta per ore se non per giorni?
Whitney: C'erano delle volte in cui lui (Bobby Brown) distruggeva le cose, spaccava vetri in casa. Avevamo un ritratto gigante di me lui e nostro figlio. Ha ritagliato la mia testa dall’immagine. Cose del genere. E pensai: “Questo è veramente strano.” Immaginai che tagliarmi la testa in una foto del genere non fosse proprio normale. Questo fu un segno.
C’erano poi altre cose, iniziò a dipingere occhi nel mio letto. Solo occhi. Occhi malvagi che guardavano in ogni punto della stanza.
Oprah: Iniziò a dipingere sui muri?
Whitney: Già. Sui tappeti. Sulle pareti. Sulle ante dell’armadio. Se aprivo una porta, ci sarebbe stata sicuramente una foto. Allora le tenevo chiuse ma le immagini di occhi erano ovunque. Fu davvero strano. …
Fonte: oprah.com
Marijuana e cocaina possono far fare cose folli, ma questo tipo di comportamento è sintomatico di qualcosa di ben più profondo. Il ritaglio delle teste e gli occhi “malvagi” sono due ossessioni delle vittime del controllo mentale (e / o di persone spiritualmente disturbate).Qualunque sia il caso, qualcosa di terribile è successo a Whitney Houston negli anni successivi il suo successo. Ma che cosa? Qual è stato il ruolo di Bobby Brown? Difficile da dire. Nella stessa intervista di Oprah, Whitney descrisse i tentativi della madre di salvarla.
Whitney: Disse: “Non ne vale la pena.” “Se ti muovi, Bobby, [lo sceriffo] butterà giù. Non muoverti.” Bobby se ne stava li spaventato.
“Bene. Facciamolo. Non voglio lasciarti andare. Non ti voglio lasciare a Satana. Voglio la mia figlia indietro. Voglio che torni. Voglio vedere quel bagliore nei suoi occhi. Voglio vedere la bambina che ho cresciuto. Perchè non la ho allevata in questo modo. Quindi fai la tua scelta qui ed ora perché ho un’ingiunzione del tribunale che dice che te ne devi andare.“…
- Ibid.
Ora, il giorno prima “della notte più importante della musica”, Whitney è stata trovata morta in circostanze strane (apparentemente annegata nella vasca da bagno), all’età di 48 anni. Come al solito, le droghe vengono menzionate come causa della morte. Tuttavia, come nel caso di Michael Jackson, Amy Winehouse e tanti altri, l’indagine sarà probabilmente un lungo processo noioso, pieno di dichiarazioni vaghe e molte contraddizioni. Ci sono già segnalazioni di Whitney vista in condizioni poco sobrie alcune ore prima della morte.
“In primo luogo ha fatto visita a Brandy, Monica, e Clive Davis al pre grammy, in cui un giornalista del Los Angeles Times la descrive visibilmente gonfia, spettinata con abiti inguardabili e non proprio sobria “Secondo il Times, quando la Houston non stava gesticolando selvaggiamente per Brandy e Monica – che stavano preparando un duetto – girovagava per la lobby dell’hotel senza meta o nei terreni dello stesso. Secondo quanto riferito, gli ospiti avrebbero chiamato la sicurezza dell’hotel per i suoi strani comportamenti.
La Huston giovedì si era ridotta anche peggio. Quella sera, partecipò ad una festa presenziata da Kelly Price al Tru nightclub di Hollywood. Uscendo dal locale, sembrava ubriaca, e delle inquadrature alle gambe sembravano mostrare delle striature insanguinate sulle sue gambe, insieme a dei graffi sui polsi.“
Clicca qui per visionare l'intero reportage fotografico.
music.yahoo.com
Nonostante la sua morte, al quarto piano del Beverly Hilton Hotel, il tradizionale pre-Grammy show, con il suo glamour e sfarzo, ha avuto luogo nello stesso posto. Come si dice nel mondo dello spettacolo, “the show must go on”. Lo spettacolo andrà comunque avanti e sinceramente sono un po' reticente nel vedere il tributo che l’industria musicale le riserverà. Se Michael Jackson e Amy Winehouse sono esempi attendibili e coerenti, coloro che cadono dalla grazia dell’industria musicale non ottengono un tributo appropriato … ma una celebrazione del loro sacrificio.

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 15 febbraio 2012

LA SANITÀ DEL LIBERO MERCATO: UN RACCONTO PERSONALE


Quando recentemente mi sono recato all’ospedale Alta Bates per un intervento chirurgico, ho scoperto che le procedure legali hanno la precedenza su quelle mediche. Ho dovuto firmare dichiarazioni intimidatorie su: assistenza finanziaria, assicurazione, responsabilità del paziente, consenso alla cura, uso di tecnologie elettroniche e simili.

Uno di questi documenti mi vincolava così: “Il medico dell’ospedale è con questo autorizzato, a sua discrezione, a disporre di ogni membro, organo o altro tessuto rimosso dalla sua persona durante la procedura.” Ogni membro? Ogni organo?

Il giorno successivo sono ritornato per l’operazione. Al suono della musica di Frank Sinatra il chirurgo ha cominciato a sezionare diversi strati del mio addome allo scopo di trattenere i miei intestini con una rete permanente. Successivamente ho trascorso due ore nella sala post-operatoria. “Mi sento come se avessi partecipato ad un combattimento con i coltelli”, dissi a una infermiera, che mi spiegò: “Si chiama chirurgia”.

Quindi, ancora imbottito di anestetici e medicamenti, sono stato portato fuori in strada. In strada? Si, poche ore dopo l’intervento mi hanno mandato a casa. Nei paesi che hanno un servizio sanitario pubblico (mi sono detto), ci sarebbe stato in attesa un mezzo dotato di personale specializzato per aiutare il paziente a raggiungere il proprio domicilio.

Niente di tutto questo nell’America del libero mercato. L’accordo pre-operatorio specifica in neretto che si deve avere “un conoscente adulto e responsabile” (in contrapposizione a un estraneo adolescente e irresponsabile) incaricato di riaccompagnarvi a casa con un veicolo privato. Continuavo a pensare, cosa accade a quegli sfortunati che non hanno nessuno per impacchettarli via? Deperiscono all’infinito per le vie d’accesso all’ospedale finché il cattivo tempo non li fa fuori?

Non è consentito chiamare un taxi. Se un taxi dovesse causare qualche danno, si potrebbe ritenere l’ospedale legalmente responsabile. Ripeto, è una faccenda di responsabilità e di avvocati, non di salute e dottori.

Uno dei due amici che mi ha condotto fino a casa se n’è poi andato in farmacia per comprare i potenti antibiotici che dovevo prendere ogni quattro ore per due giorni. A me non piace come gli antibiotici distruggano i “batteri buoni” che il nostro corpo produce e come contribuiscano a creare pericolosi ceppi di batteri super-resistenti. Continuavo a pensare a una scoperta recente: fare eccessivo affidamento sui farmaci uccide più americani di tutte le droghe messe insieme.

E allora, perché devo prendere gli antibiotici? Perché, come tutti continuavano a dirmi, gli ospedali sono luoghi davvero pericolosi, infettati da stafilococchi e super-batteri. È una questione di autoprotezione.

Due giorni dopo l’intervento, ho notato un’area di colore rosso scuro nel basso ventre che segnalava un’emorragia interna. Teoricamente, avrei dovuto ricevere una telefonata di controllo da parte di un infermiere che si accertasse del mio decorso. Ma la telefonata non sarebbe mai arrivata, perché lo staff stava preparando uno sciopero. “Non abbiamo alcun contratto”, mi aveva detto uno di loro mentre mi trovavo nella sala post-operatoria. Così ora le infermiere sono in sciopero, e io da solo a fare congetture sulla mia emorragia interna. Che spasso.

Fortunatamente, non è andata così. Una infermiera mi ha chiamato nonostante lo sciopero. Sì, mi ha detto, si è trattato di un’emorragia interna, ma bisognava aspettarselo. Il mio chirurgo ha richiamato quello stesso giorno per confermarmelo. La morte non stava ancora bussando alla porta.

Alcuni giorni più tardi, si è verificato un esteso sciopero degli infermieri da una costa all’altra. Tra l’altro, gli infermieri lamentavano “una mancanza di rispetto da parte della cultura ospedaliera corporativa che richiede sacrifici ai pazienti e a quelli che si prendono cura di loro, ma che paga i dirigenti milioni di dollari” (New York Times, 16 Dicembre 2011). Era citato anche uno spietato negoziatore dell’amministrazione: “I soldi li abbiamo. Quello che proprio ci manca è la volontà di darveli.” (ibid.)

Come per gli altri medici, sia il chirurgo che il mio medico di base (GP, General Practitioner) rappresentano le vittime e non i perpetratori dell’attuale sistema corporativo sanitario. Il mio GP mi ha spiegato che farsi pagare dalle compagnie assicurative, per i servizi ipoteticamente coperti, è una battaglia senza fine. Sentendosi sempre più come un addetto al recupero crediti piuttosto che un medico, il GP ha capito che era meglio non prendere più parte alle infinite discussioni telefoniche con le compagnie assicurative.

In America ci sono 1.500 compagnie assicurative sanitarie, tutte freneticamente consacrate a massimizzare i profitti, aumentando i premi e bloccando i pagamenti. L’industria sanitaria è nel suo complesso l’affare più grosso e più redditizio della nazione, per un ammontare di circa un trilione di dollari.

Insieme alle smisurate compagnie assicurative e farmaceutiche, coloro che ne traggono il più elevato vantaggio sono le Health Maintenance Organizations (HMOs, Organizzazioni per la Salvaguardia della Salute Pubblica, ndt] rinomate per pretendere pagamenti esorbitanti a fronte di medici sottopagati e obbligati a trascorrere sempre meno tempo con ogni paziente, e qualche volta persino a negare le cure necessarie.

Io non ho un’assicurazione privata. E la mia Medicare [Assistenza Statale Medica per soggetti di età superiore ai 65 anni, ndt] almeno finora funziona. Come molti altri dottori, il mio GP non accetta più Medicare. Da diversi anni ormai, i pagamenti di Medicare ai medici generici sono rimasti relativamente invariati, mentre i costi della gestione amministrativa (staff, spazi, assicurazione) sono aumentati progressivamente. Così, i pazienti del mio GP ora devono pagare per intero ogni visita, una cosa non sempre semplice da realizzare.

Il nostro sistema sanitario riflette le nostre classi sociali. Alla base della piramide ci sono i poverissimi. Molti di loro soffrono per lunghe ore nelle sale del pronto soccorso per poi essere semplicemente allontanati con una prescrizione inutile o dannosa. Nessuna meraviglia se “tra le nazioni industrializzate, gli Stati Uniti registrano il più alto numero di morti evitabili tra i pazienti in cura“ (Healthcare-NOW!, 1° dicembre 2011).

Troppo spesso i più poveri non ricevono cura alcuna. Semplicemente muoiono di una qualche malattia per la quale non possono permettersi una terapia. Un mio conoscente mi ha raccontato di come sua madre sia morta di AIDS perché non poteva permettersi i trattamenti che avrebbero potuto mantenerla in vita.

Una volta, a Houston, ho fatto conversazione con l’autista di una limousine, un giovane afroamericano, che mi spiegava di come entrambi i suoi genitori fossero morti di tumore senza mai avere ricevuto alcuna cura. “Sono semplicemente morti”, mi disse con un dolore nella voce che riesco ancora a ricordare.

Nella piramide sociale, proprio al di sopra della classe dei poveri, si trova l’assediata classe media che assiste all’estinguersi della copertura sanitaria mentre paga ingenti somme alle compagnie assicurative orientate al profitto. Io ho potuto effettuare l’intervento chirurgico all’Alta Bates soltanto perché sono abbastanza vecchio per avere la Medicare e ho a disposizione un reddito sufficiente per contribuire al cofinanziamento.

Per la mia operazione ambulatoriale, l’ospedale ha addebitato a Medicare 19.466 dollari. Di questi, Medicare ha pagato 2.527 dollari, mentre a me è stato presentato un conto di 644 dollari. Poi l’ospedale ammortizzerà il disavanzo risparmiando notevoli somme sulle tasse da versare (equivalenti a un tributo indiretto da parte di tutti i contribuenti). Se non avessi avuto la copertura Medicare, avrei dovuto versare l’intera somma di 19.466 dollari.

Sono stato informato dall’ospedale che la spesa di 19.466 dollari copre solo i costi dell’ospedale per l’attrezzatura, i tecnici, le forniture e la sala. Così, oltre ai 644 dollari, dovrò pagare per ogni medico, assistente e anestesista che ha fornito servizi addizionali. Sto aspettando l’altra tegola sulla testa.

Quanto guadagna il mio chirurgo? Non molto, tra i 400 e i 500 dollari in tutto, incluse le visite prima e dopo l’intervento e l’operazione stessa, un lavoro di estrema precisione che richiede competenze del più alto livello. Anche lui deve sostenere l’onere di un’assicurazione, di un ufficio, di un assistente e di un crescente carico burocratico.

Il mio chirurgo mi sottolineò: “Se domanda alle persone quanto prendo per un’operazione come la sua, le risponderanno dai 4.000 ai 5.000 dollari, sbagliandosi in eccesso solo di uno zero.” Mi fece poi notare che in un recente discorso il Presidente Obama aveva criticato un chirurgo per avere guadagnato 30.000 dollari nella sostituzione di una rotula. “Al chirurgo spetta una frazione minima di quella somma”, mi spiegò il dottore.

A peggiorare le cose, la notizia che circola su un taglio del 27% ai rimborsi dell’assistenza Medicare per i medici generici. Se questo accadrà, sarà sempre più difficile trovare un chirurgo che accetti Medicare. E ancora peggio, le compagnie private di assicurazione parteciperanno alla spremitura dei medici per ottenere ulteriori profitti.

Ho potuto far fronte al mio pagamento (644 dollari), non soltanto perché la mia operazione è coperta in maniera consistente da Medicare, ma perché è stata eseguita in day hospital. Non so come me la sarei cavata se avessi dovuto sottopormi a un trattamento prolungato ed estremamente costoso.

E tanti saluti alla vita della classe media. All’estremo più alto della piramide si colloca l’1% di quelli che non devono preoccuparsi di nulla di tutto ciò, i super ricchi che hanno denaro abbastanza per qualunque tipo di trattamento all’avanguardia nelle case di cura più raffinate del mondo con suite di lusso e menu ricercati.

Tra i privilegiati del settore sanitario ci sono i membri del Congresso e il presidente degli Stati Uniti. Non pagano nulla. Sono curati con trattamenti del più alto livello. Gradiscono, come dire, il sistema sanitario pubblico. Nessun legislatore conservatore è rimasto fedele ai propri principi di libero mercato, rifiutandosi di accettare questa cura medica finanziata col denaro pubblico.

John Mackey, Amministratore Delegato di Whole Foods, ha allegramente annunciato che le spesa sanitaria non è tra i diritti umani; dovrebbe essere “regolata dal mercato proprio come per il cibo e l’alloggio”. Nessuno ha un’opinione di John Mackey più alta della mia, ritenendolo una sanguisuga antisindacale mossa dall’avidità. Nonostante ciò, gli accorderò il merito per avere ammesso candidamente la sua dedizione maniacale al profitto disumanizzato.

Il sistema sanitario degli Stati Uniti costa molte volte di più rispetto a quanto si spenda per i sistemi di assistenza pubblica, ma è tanto più scadente in termini di qualità della cura e trattamento. Che è poi il modo in cui intendeva essere. L’obbiettivo di ogni servizio a libero mercato – che si tratti di forniture, alloggio, trasporti, educazione o sanità – non è quello di massimizzare la prestazione, ma di massimizzare i profitti, spesso a discapito delle prestazioni.

Se i profitti sono alti, allora il sistema funziona bene, per l’1%. Ma per il restante 99%, la brama di profitto è essa stessa il cuore del problema.

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Michael Parenti ha preso il Dottorato di Ricerca in scienze politiche alla Yale University. Ha insegnato in molti college e università, negli Stati Uniti e all’estero. È autore di ventitre libri.

Fonte tratta dal sito .

martedì 14 febbraio 2012

Il Signor Rossi e i rifiuti zero - Raphael Rossi

lunedì 13 febbraio 2012

Il grande freddo creato da H.A.A.R.P.


Il grande gelo.

Quali sono le reali cause?

Per quale motivo i media di regime parlano di correnti fredde dalla Siberia e cioè dal lato opposto del globo?

Forse non vogliono dover parlare di questa anomalia?

Top secret?

Sicuramente, così come spiega il Dottor Broocks Ednew, sono i riscaldatori ionosferici la causa dello smembramento e conseguente biforcazione delle Jet Streams.

Leggiamo che cosa dice Ednew:

"H.A.A.R.P. viene sfruttato per le mutazioni atmosferiche. I rapporti dell'esercito lo dimostrano, il Pentagono lo ammette nei documenti ufficiali, eppure smentisce il suo reale utilizzo all'opinione pubblica".

Il Dottor Broocks Ednew studia i raggi E.L.F. da oltre trent'anni ed è convinto che gli effetti di H.A.A.R.P. sulla ionosfera influiscano sui cambiamenti climatici.

Broocks Ednew: "H.A.A.R.P. non influisce sulle correnti a getto direttamente, ma in modo indiretto. Se la ionosfera si espande nello spazio, la stratosfera sottostante ad essa deve modificarsi per colmare quel vuoto e modificandosi devia il corso delle correnti a getto di migliaia di chilometri, alterando gli spostamenti dell'acqua nell'atmosfera".

H.A.A.R.P. è solo uno dei numerosi trasmettitori di onde E.L.F. installati in tutto il mondo. Solo gli Stati Uniti ne contano tre: uno a Gakona ed uno vicino a Fairbanks, in Alaska ed un altro ad Arecibo, in Puerto Rico. La Russia ne ha installato uno a Vasir Surks, nei pressi di Nižni Novgorod e l'Unione Europea nei dintorni di Tromso, in Norvegia.

Sfruttando un'azione congiunta questi trasmettitori sono potenzialmente in grado di alterare il clima di qualunque area del pianeta, modificando radicalmente la traiettoria delle correnti a getto ed innescando temporali catastrofici o tremende siccità. Il riscaldamento dell'atmosfera potrebbe persino cambiare l'epicentro degli uragani e creare delle cupole di alta pressione in grado di deviarne il corso.

Il governo statunitense è fermo sulle sue posizioni e ribadisce che H.A.A.R.P. è semplicemente una struttura per la ricerca meteorologica, ma è forse un caso che dalla sua attivazione gli esperti abbiano registrato bizzare anomalie climatiche, tra cui massicce inondazioni, uragani e terremoti?

Fonte tratta dal sito .

domenica 12 febbraio 2012

Pare che i soldi del Vaticano siano stati trasferiti in Germania



Lo Ior, Istituto per le opere di religione, in sostanza la banca del Vaticano, da circa un anno, ossia da quando Bankitalia ha imposto agli istituti di credito di considerarlo alla stregua di una banca extracomunitaria, non è più cliente di banche italiane ed ha trasferito gran parte delle proprie attività finanziarie in Germania.
Il progressivo azzeramento dell'operatività (nove gli istituti di credito italiani con i quali lo Ior era in rapporti, tra i quali Unicredit e Intesa), è emerso dall'esame dei rapporti finanziari acquisiti dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta su presunte attività di riciclaggio legate ad operazioni avviate dalla banca vaticana. Inchiesta scaturita dal maxisequestro di 23 milioni di euro (settembre 2010) dello Ior ritenuti dalla procura oggetto di una movimentazione caratterizzata da omissioni punite dalle norme antiriciclaggio.
Nella vicenda sono indagati il presidente Ettore Gotti Tedeschi e il direttore generale Paolo Cipriani. Il denaro è stato dissequestrato nel giugno dello scorso anno dal tribunale del riesame alla luce dei «rilevanti mutamenti sul piano normativo ed istituzionale» dello Ior in materia di antiriciclaggio. Tra queste l'istituzione dell'Autorità di informazione finanziaria (Aif) del Vaticano, con compiti di prevenzione e contrasto del riciclaggio e di scambio «a condizione di reciprocità» di informazioni in materia di operazioni sospette.
Ma, quest'ultimo, con riferimento alle attività della magistratura romana, solo in un'occasione ha risposto alle domande degli inquirenti, in particolare del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Rocco Fava, titolari di alcuni procedimenti.
In uno di questi, come riferito oggi da «L'Unità», ci sono quattro sacerdoti indagati per riciclaggio per alcune centinaia di migliaia di euro: si tratta di Salvatore Palumbo, Orazio Bonaccorsi ed Evaldo Biasini (il nomi nativo di quest'ultimo appare nelle indagini sul G8) nonché monsignor Emilio Messina.
VATICANO: "NON OSTACOLIAMO INDAGINI" La Santa Sede respinge come «non corrispondente a verità» la «insinuazione» fatta nella trasmissione Gli intoccabili sullo Ior, su La7, che «le normative vaticane non consentirebbero le indagini o i procedimenti penali relativi a periodi precedenti» l'entrata in vigore della legge antiriciclaggio. «Si precisa che la rogatoria del 2002 non risulta pervenuta in Vaticano», si legge in una dichiarazione della sala stampa vaticana, che smentisce l'affermazione fatta dal magistrato Luca Tescaroli nel programma Gli intoccabili secondo cui il Vaticano non avrebbe dato risposta alle rogatorie sul caso Banco Ambrosiano-Calvi.
«Anche all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, dopo una prima ricerca effettuata negli Archivi, la richiesta di rogatoria internazionale presentata dal Tribunale di Roma nel 2002 non risulta mai pervenuta», si legge nella dichiarazione della sala stampa vaticana. «Alle altre due - viene spiegato - è stato fornito regolare riscontro, indirizzato all'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede».
Come inoltre affermato nella dichiarazione di ieri in risposta a un articolo dell'Unità, «la Santa Sede e le autorità del Vaticano hanno doverosamente cooperato con la magistratura e le altre autorità italiane e ciò risulta dalla documentazione accessibile agli ufficiali sia della Santa Sede sia della Repubblica Italiana». La sala stampa vaticana ha diffuso una lunga dichiarazione in cui parla di «affermazioni infondate» e di «informazioni false» sull'Istituto per le Opere di religione (Ior) e l'Autorità di Informazione finanziaria (Aif) diffuse ieri nella puntata de «Gli intoccabili».
«L'affermazione che lo Ior è una banca non corrisponde a verità; lo Ior è una Fondazione di diritto sia civile che canonico regolata da un proprio statuto; non mantiene riserve e non concede prestiti come una banca», viene spiegato. «Tanto meno è una 'banca off-shorè - prosegue la nota -. Di fatto, nella citata trasmissione viene usato tale termine non per illustrare il vero carattere e la funzione dello Ior, ma per creare un'impressione di illegalità. Lo Ior si trova all'interno di una giurisdizione sovrana e opera in un quadro normativo e regolamentare, che comprende anche la legge antiriciclaggio vaticana». Quest'ultima, la Legge CXXVII, «è stata adottata proprio per essere in linea con gli standard internazionali».
Smentendo poi «l'insinuazione che le normative vaticane non consentirebbero le indagini o i procedimenti penali relativi a periodi precedenti all'entrata in vigore della Legge CXXVII (1 aprile 2011)», la nota fa riferimento al «memo esclusivo» presentato durante il programma e spiega che «tale documento è senza alcun valore ufficiale e rappresenta unicamente le valutazioni di chi l'ha scritto». «Per di più - aggiunge -, ivi non si afferma l'impossibilità di indagini o procedimenti penali per periodi precedenti al 1/o aprile 2011; non emerge la resistenza dello Ior a collaborare in caso di indagini o di procedimenti penali su fatti precedenti al 1/o aprile 2011». Per quanto riguarda poi la cooperazione tra lo Ior e l'Aif, «lo Ior ha cooperato nel fornire informazioni su transazioni avvenute anche prima di tale data».
Le affermazioni fatte durante la trasmissione «non corrispondono quindi a verità: secondo la normativa vaticana in materia di antiriciclaggio l'Autorità giudiziaria vaticana ha il potere di indagare anche transazioni sospette avvenute in periodi precedenti al 1/o aprile 2011, e ciò anche nel quadro della cooperazione internazionale con i giudici di altri Stati, inclusa l'Italia». La dichiarazione sottolinea inoltre che «i rapporti dello Ior con banche non italiane sono sempre stati attivi e, a differenza di quanto è stato affermato, è stata ridotta solo limitatamente l'attività con le banche italiane». Lo Ior, «così come fanno anche gli enti finanziari italiani, si avvale dei servizi di banche estere (italiane e non) quando essi sono più efficienti e a minor costo.
Tutti i movimenti in contanti, poi, sono certificati con documenti doganali. Come prassi, tutti i movimenti di denaro sono regolarmente tracciati ed archiviati». Per quanto riguarda la norma che regola il movimento di denaro contante, «è importante precisare - dice la nota della Santa Sede - che lo Ior controlla e controllava anche i movimenti frazionati (cosiddette step transactions) per un totale di 15.000 euro nei dieci giorni consecutivi». Per di più, le normative aggiornate stabiliscono che «i soggetti sottoposti agli obblighi della medesima Legge (tra i quali lo Ior) devono eseguire 'gli obblighi di adeguata verifica: quando eseguono transazioni occasionali il cui importo sia pari o superiore ad euro 15.000, indipendentemente dal fatto che siano effettuate con una transazione unica o con più transazioni collegatè». Aggiungendo a questo la smentita al fatto che il Vaticano non abbia risposto alle rogatorie della magistratura sul Caso Calvi, la nota conclude che la presentazione compiuta nella trasmissione «risulta parziale e non contribuisce ad avere un quadro obiettivo della realtà descritta».
CAMUSO: SMENTITA MI OFFENDE «La smentita della Santa Sede offende ingiustamente la mia reputazione e afferma una serie di falsità». Lo ha detto Angela Camuso replicando alla nota diffusa ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede volta a confutare quanto scritto dalla stessa giornalista su l'Unità nell'articolo intitolato: «Riciclaggio, quattro preti indagati I silenzi del Vaticano sui controlli». «In particolare - è detto in una nota - non è vero che l'articolo suddetto ha 'riciclato', come sostiene la Santa Sede, notizie già pubblicate dalla stessa Unità. Infatti, né l'Unità né altri organi di stampa, fino a ieri, avevano mai dato la notizia - che peraltro la Santa Sede non smentisce, essendo vera - dell'iscrizione sul registro degli indagati di monsignor Messina, del reverendo Buonaccorsi e di don Palumbo. Quanto al significato della parola incriminazione, considerata dalla Santa Sede diffamatoria, nei riguardi del direttore generale dello Ior Cipriani e del suo presidente Gotti Tedeschi, da tempo indagati per il reato di violazione delle norme antiriciclaggio, faccio riferimento a numerosi autorevoli dizionari che così definiscono l'azione di incriminare: mettere sotto accusa».
«Infine - conclude la nota - seppure il Vaticano sostiene di aver avuto un atteggiamento di collaborazione con i magistrati italiani, ribadisco che la Procura di Roma è ancora in attesa, da oltre sei mesi, di una risposta dalla Santa Sede in merito ad alcuni conti Ior oggetto dell'inchiesta. E d'altra parte, al di là delle dichiarazioni ufficiali, quale sia la reale posizione del Vaticano in merito si evince molto chiaramente dall'intervista esclusiva a un alto prelato che ho realizzato per la trasmissione Gli Intoccabili andata in onda ieri sera su La 7».

Fonte tratta dal sito .

sabato 11 febbraio 2012

In Nuova Zelanda muoiono misteriosamente oltre 600 uccelli



In Nuova Zelanda il Christchurch City Council sta indagando sulla morte di oltre 600 uccelli, trovati lungo le rive degli stagni di ossidazione presso lo stabilimento del trattamento delle acque reflue della città.
Si sta lavorando con il National Institute of Water & Atmospheric Research and Fish & Game per determinare come sono morti.
Gli uccelli morti sono stati trovati anche in altre zone umide nella parte orientale della città.
Una diagnosi iniziale indica che gli uccelli siano morti per botulismo o aviaria, un fenomeno naturale.
Speriamo che l'esito delle analisi dia una spiegazione plausibile a questa ennesima strage di animali, e che non sia un segno precursore di qualche catastrofe imminente.
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venerdì 10 febbraio 2012

12 paralleli fra Pearl Harbor e l'11 settembre

giovedì 9 febbraio 2012

Il mistero del Lago Vostok: i russi alla caccia del dna di Hitler



Secondo una vecchia leggenda russa, il corpo del Führer sarebbe stato trasportato in una base segreta nell’Antartide. Ora, rivela il quotidiano Ria Novosti, sono iniziate le ricerche per recuperare il dna di Hitler


Secondo i russi i resti del leader nazista, morto suicida il 30 aprile del 45’, sono stati portati in un bunker segreto nell’Antartide con il sottomarino U-977, dove erano in corso esperimenti sulla clonazione. Una base, sempre secondo la leggenda, costruita negli anni trenta dai nazisti nel lago di Vostok. Due sono le versioni sull’arrivo del dna (o del corpo) di Hitler. Secondo gli archivi navali tedeschi nel 1945, mesi dopo la resa agli Alleati, un sottomarino nazista, l’U-53, partì da Kiev per raggiungere il polo sud. Qui i membri dell’equipaggio avrebbero costruito una grotta, una base, dove depositare le reliquie dell'uomo del Terzo Reich. L’altra versione parla invece dell’U-977, che avrebbe trasportato al Polo sud campioni di dna di Hitler e della Brau, per una futura clonazione. A confermare queste ipotesi le dichiarazioni di Karl Doenitz, grande ammiraglio dell’esercito nazista, che nel 1943 si vantava di aver creato “una fortezza inespugnabile per il Führer all’altro capo del mondo”. Ora un team scientifico russo si prepara ad analizzare il lago, per capire se la storia è reale, dopo dieci anni di operazioni di scavo che ne hanno preparato l’arrivo. I primi campioni raccolti al lago di Vostok sono in viaggio verso Mosca, dove li attende l’Accademia delle Scienze russe. “Nessuno sa cosa troveremo – ha detto Nina Zaitseva, capo specialista della Divisione scienze Terrestri – nessun virus sconosciuto, perché a quelle temperature non sarebbe sopravvissuto”.
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mercoledì 8 febbraio 2012

La guerra scontro di civiltà in arrivo, per preparare una nuova civiltà postindustriale e globale


(…) Ha un senso che il collasso della Civiltà Occidentale stia iniziando nella sua antica culla:la Grecia. Questa grande nazione è caduta nelle mani dei banksters, che sono dietro il dispotico Nuovo Ordine Mondiale.

Nell’articolo “Art Cashin: Beware The Ides Of March–Or Maybe A Few Days Later,” il giornalista Gus Lubin dice che gli investitori globali si attendono che in Grecia avvenga un default strutturato, il 20 marzo 2012.

Alcuni credono che un default Greco e un crollo della economia globale siano un buon e benefico sviluppo per il pianeta, lo dicono soprattutto i radicali della decrescita nell’élite e i circoli new age che amano la versione che considera il pianeta sotto attacco da parte della industrializzazione moderna e dello sviluppo.

A loro non importa vedere affondare nazioni come la Grecia. Giustificano la loro guerra economica dicendo che la distruzione delle economie delle nazioni viene fatta per il bene dell’ambiente.

Ma la vera ragione per mandare in bancarotta nazioni come la Grecia e l’America, è di consolidare il potere politico e creare uno stato di polizia autoritario e globale. Le nazioni che non sono nella sfera dei “Banksters” per quanto riguarda l’influenza politica ed economica, come la Libia per esempio, vengono sovvertite e bombardate e le nazioni che sono come l’America vengono bruciate fino al punto del collasso.

Le élites occidentali della “decrescita” vogliono che una terza Guerra mondiale scoppi in Medio Oriente, con Israele e le forze Occidentali da un lato e l’Iran e le forze dell’Islam dall’altro. Credono che l’economia mondiale sia una minaccia all’ambiente globale e che creare uno “scontro divino di civiltà” sia una soluzione a questo mega problema, poiché ciò porterà ad una catastrofica Guerra mondiale e alla distruzione della economica mondiale.

Questo “scontro di civiltà” è stato messo in piedi tra l’Occidente e l’Islam in modo tale che alla fine entrambe le civiltà saranno distrutte in un’epica battaglia ed apriranno così la strada perché una nuova globale civiltà post-industriale emerga dalle ombre e dalle rovine.

Ma perché ci sia un “Mitico scontro di Civiltà”, i globalisti di Washington devono prima creare l’islamico Ummah, con fondamentalisti islamici al potere in tutto il Medio Oriente, l’Asia Centrale, il Nord Africa, dall’Egitto all’Iran, dalla Libia all’Afghanitan.

Il processo di islamizzazione non è spontaneo, ma generato dalle Intelligence (servizi segreti ndt) americane e britanniche. Il loro scopo è di mettere al comando in società musulmane, dei ritardati culturali e ladri teocratici affamati di potere, piuttosto che consentire che democrazie nazionali e secolari si sviluppino e modernizzino il mondo islamico.

Ogni leader musulmano prominente nel Medio Oriente, che sia contro le forze del fondamentalismo islamico e che abbia il potere di spostare le percezioni popolari che l’Occidente ha sull’Oriente, viene spinto fuori dal gioco dalla CIA e MI6 .

(…) Quel che occupa le menti della élite degli Illuminati in America, Inghilterra, Israele e Iran è di creare una dittatura globale che emerga dai fuochi del grande scontro tra i due mondi, non la sopravvivenza dei paesi che governano.

(…) Quando il tempo dello Scià giunse alla fine, nel 1979, i manipolatori della CIA e MI6 introdussero gli stessi fondamentalisti islamici perché governassero l’Iran per loro, mentre davanti al mondo facevano finta che fossero antagonisti e rivali ideologici. L’ascesa di Khomeini al potere come supremo Leader dell’Iran, assicurò il successo della agenda degli Illuminati/Globalisti.

I maghi dell’élite dell’Occidente, hanno una lunga visione della storia. Sapevano che l’Unione Sovietica sarebbe crollata un giorno, cosi fecero i preparativi per quell’evento, nel terreno ideologico e geopolitico. Non a caso, dopo il crollo della Unione Sovietica, il fondamentalismo islamico rappresentato dall’Iran, e il terrorismo internazionale rappresentato da vari gruppi islamici arrivò a sostituire l’Unione Sovietica in qualità di “nemico”.

Il 3 febbraio 2012, il Washington’s Blog wha scritto in un titolo: “Meno di un quinto di tutti gli americani è in favore di una azione militare contro l’Iran” Meno della metà degli Israeliani vuole attaccare l’Iran, e il 65% vuole che tutto il Medio Oriente, inclusa Israele, sia una zona denuclearizzata”.

I popoli d’America, Israele e Iran non ne possono più e sono stanchi delle guerre. Senza attacchi false flag come quello del 9/11 e canti ritualistici come “Morte all’America”, la febbre della guerra non esisterebbe.

Allo stato attuale di come vanno le cose nel mondo, i medici totalitari dello Stato di Guerra Totale, hanno prima diffuso la febbre della guerra attraverso la società e poi hanno venduto la medicina. È una pratica barbarica, malvagia e psicopatica.

(…) La guerra significa caos e il caos porta al controllo.(…) Come i guardiani totalitari del destino dell’Iran, i Mullahs, hanno impregnato l’Iran di un senso di missione storica e di “grande scopo”. Non hanno fatto questo per il bene dell’Iran, ma per il bene dei loro maestri globalisti e massonici. I Mullahs del vertice non hanno interesse nel preservare la sicurezza e la sopravvivenza dell’Iran, piuttosto nell’adempiere ai desideri degli uomini che li hanno messi in primo luogo al potere.

L’Iran, come Israele, nella sua mente nazionale è stato scelto per essere una nazione di sacrificio di Guerra e con l’odio come un piercing nel cuore, come un tattoo spiritual. Non c’è una cultura politica autentica e libera in Iran ed Israele, perché i loro governanti sono fautori di mito totalitario e criminali sociopatici, che non separano i confine tra società e stato.

“La cultura per il nuovo stato moderno totalitario, scrisse lo storico Georg G. Iggers nel suo libro del 1958, The Cult of Authority, “è una questione di controllo politico. I governi nelle civiltà d’Occidente hanno sempre sovvenzionato l’apprendimento di arti e scienze e gli stati autoritari hanno spesso proscritto idee religiose o politiche eterodosse. Ma il concetto di arti e scienze, come mezzi per lo stato, soggetto a stretta guida politica, è un prodotto del nostro secolo.”
(Iggers, The Cult of Authority. Martinus Nijhoff: The Hague, Netherlands. 1958. pg. 158).

L’Iran e Israele sono ampie fabbriche mitiche e totalitarie, che producono martiri con il lavaggio del cervello e combattenti per una Guerra cosmica e divina. Non sono paesi con un futuro, ma tombe in divenire.

(…) ma non è solo l’Iran che è stato dirottato e tradito da totalitari e malvagi fautori di un mito totalitario. Anche l’America e Israele lo sono state. I popoli e i soldati d’America, d’Israele, Iran ed altre nazioni che sono considerati per partecipare in questa Guerra mondiale inscenata, sono vittime del controllo mentale di massa ed agnelli sacrificali.

George Washington la disse giusta: “Se la libertà di parole viene portata via, possiamo essere guidati in silenzio e muti, come pecore verso il macello”

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martedì 7 febbraio 2012

Alluminio negli alimenti: gli effetti sulla nostra salute


Negli ultimi trenta anni si è visto un aumento costante di alluminio presente nella nostra dieta ed anche nell’ambiente. Molti cibi spazzatura, caramelle colorate, agenti lievitanti, aspirina tamponata contengono additivi a base di alluminio. E’ un comune additivo alimentare e si trova in alimenti come il formaggio fuso, sale da cucina, sottaceti, farina bianca, preparati per pasta, miscele di torte, panna non casearia, vaniglia in polvere e alcuni ciambelle e cialde ed alcuni tipi di latte per neonati.

L’alluminio è dannoso a tutte le forme di vita. Danneggia tutti i tipi di tessuto. L'alluminio è un veleno protoplasmatico e una neurotossina perniciosa e persistente. Nessun sistema vivente utilizza l'alluminio per i processi biochimici. Ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e ossa. È in condizioni normali molto meno tossico del mercurio, arsenico, piombo o cadmio, ma è molto più comune nel nostro ambiente, e sembra anche essere più persistente rispetto alla maggior parte degli altri veleni metallici.

Il pericolo è quello che si manifesta solo nei periodi di tempo lunghi. È quindi prudente evitarne il consumo. Evitarlo è attualmente il miglior modo per proteggerci dai gravi danni a lungo termine che possono derivare dalla ingestione. Le donne in gravidanza e in allattamento, i giovani e gli anziani sono a rischio.

Il modo più efficace per preservare la nostra acutezza mentale negli anni sembra essere quello di eliminare le fonti di alluminio dalla dieta.

Si possono adottare misure per minimizzarne gli effetti. La risposta più efficace è:

  • Evitarlo
  • Bloccarne la sua assunzione con integratori (calcio, magnesio, ferro)
  • Mangiare alimenti che aiutano ad eliminarlo dal corpo umano. Frutta, verdura ed alcune alghe.

Materiali di consumo in alluminio contaminati sono ormai molto comuni. Essere consapevoli delle fonti è il primo passo per l'eliminazione. La rimozione di alluminio dalla nostra dieta può essere abbastanza facile se viene assunto un approccio graduale.

Il sintomo principale di avvelenamento da alluminio, è la perdita della funzione intellettuale, smemoratezza, mancanza di concentrazione, e in casi estremi, la demenza conclamata. È anche noto per provocare rammollimento osseo e perdita di massa ossea, danneggiamento del rene e altri danni ai tessuti molli, in dosi elevate può causare arresto cardiaco.

Molti che hanno assunto una dieta a basso contenuto di alluminio hanno segnalato una riduzione della irritabilità e di mal di testa e significativi miglioramenti nella memoria e capacità di concentrazione. I genitori hanno riportato miglioramenti nei bambini affetti da problemi comportamentali.

Succo d'arancia in contenitori di alluminio trattato non è consigliato; Judie Walton, un ricercatore australiano ha scoperto che l'assorbimento da parte cervello potrebbe aumentare di dieci volte data la presenza di acidi di frutta. I composti di alluminio possono essere tossici come il piombo in determinate condizioni.

Le fibre nervose aggrovigliate nel cervello di persone affette dal morbo di Alzheimer contengono una quantità insolitamente elevate di alluminio.

L’ebollizione dell’acqua in pentole di alluminio produce tossine idro-ossidi, la pancetta fritta nella padella rilascia nitrati e la carne bollita cloruri.

Additivi da evitare

Questi sono solo alcuni degli additivi usati nei prodotti alimentari. Da evitare:

E173, E520, E521, E523 E541, E544, E545, E546, E554, E555 E556, E559.

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sabato 4 febbraio 2012

Sempre più nazioni vorrebbe chiudere internet alla massa



Sta accadendo in Iran, ma gli USA sono a due passi da ciò
Ho sentito parlare per la prima volta del concetto di Internet nazionale più di un decennio fa, durante una visita alla sede della Internet Corporation for Assigned Names e Numbers (Icann) dove si parlava delle minacce a Internet. Era evidente allora, ed è evidente oggi che la maggior parte dei paesi, compresi gli Stati Uniti, avrebbero alla fine spento il “World Wide” Web per utilizzare invece le tecnologie che la comunità Internet ha sviluppato per proteggersi da esso. Ciò risolverebbe gli infiniti problemi politici che il Web provoca in quasi tutti i paesi. Di nuovo, mi trovo qui ad includere gli Stati Uniti in questo movimento, dato che noi, come paese, stiamo ovviamente cercando di limitare e di controllare Internet.
Tutto quello che dovete fare è guardare lo scandaloso sostegno del Congresso alla onerosa legge denominata Stop Online Piracy Act (Sopa). John Dvorak Come recentemente riferito, in Iran si sta apertamente parlando di un Internet nazionale senza possibilità di accesso al mondo esterno. Il regime sta talmente perdendo la testa sul fatto che la gente possa effettivamente utilizzare Internet per scoprire la verità sulla propria situazione, che sta imponendo l’obbligo a tutti gli Internet café di installare telecamere di sicurezza entro i prossimi 15 giorni, al fine di identificare tutti gli utenti. Secondo il “Wall Street Journal”, la maggior parte degli iraniani già pensano che i loro computer di casa siano controllati.
La Bielorussia è un altro paese che si preoccupa fortemente della libera circolazione delle informazioni e che sta adottando l’idea di un Internet nazionale. Molti paesi, tra cui la Cina e l’Arabia Saudita, hanno filtri massicci che utilizzano per bloccare i siti indesiderati. Anche quelli avanzati come la Corea del Sud lo fanno. Come faccio a saperlo? Il mio stesso blog è bloccato da molti degli Isp della Corea del Sud, senza alcuna ragione. È incredibile quanti siti siano già stati bloccati in tutte le parti del mondo. Sarà repressione in Bielorussia sicuramente più facile impostare un controllo governativo e dare avvio a degli Internet nazionali. È troppo evidente.
Naturalmente, ci saranno dei modi per navigare dentro e fuori le reti Internet nazionali, ma questi saranno appannaggio di funzionari del governo e di qualche hacker solitario che alla fine magari sarà anche arrestato. E, sì, succederà qui. Perché no? Chi mai se ne lamenterà? Sarete ancora in grado di comprare roba su Amazon e fare shopping online presso B&H. Potrete comunque leggere il “New York Times”. Alcuni operatori esteri, come il “Times” di Londra potrebbero essere autorizzati ad operare anche qui. La differenza sarà di certo minima. Quello che vi mancherà sarà qualche blog straniero, forse, ed altri siti apparentemente insignificanti. O così sembreranno. Nel caso, i siti di opposizione al governo
La succitata “Sopa” elimina il diritto al giusto processo nei casi di cancellazione di un sito. In futuro, tutti i siti saranno soggetti ad ordine di rimozione immediata. Potete contarci. Si può solo stare a guardare mentre questa tendenza prende piede con ben poca resistenza. Nessuno, soprattutto negli Stati Uniti, vuole affrontare le implicazioni politiche di tutto ciò. Abbiamo solo un’estrema fiducia nei nostri politici. Li votiamo per fare delle cose in base alle loro promesse elettorali e subito dopo li perdoniamo per Obama non aver dato seguito alle promesse fatte. Questo non fa altro che incoraggiare e attrarre l’inganno.
Provate a guardare ai prossimi anni come se l’idea di un internet nazionale che si sviluppa come strumento di soppressione dell’opposizione fosse invece presentata come una grande idea in fase di realizzazione. Sì, tutto questo vi sarà venduto come una grande nuova idea! Sarà la maniera per poterci proteggere da siti “alieni” che reclutano terroristi e produttori di bombe fatte in casa. Si potrà impedire ai siti pirata offshore di rovinare i nostri film e l’industria discografica. Si impedirà al circuito internazionale della pedopornografia di farsi strada nella nostra nazione. Si eviterà che al-Qa’ida dal Pakistan comunichi facilmente con le sue cellule terroristiche negli Stati Uniti, per evitare altri probabili 11 Settembre. È un evidente successo.
Porterà anche altri vantaggi. Proteggerà la nazione dallo spionaggio cinese. Potrebbe prevenire la guerra cibernetica che tanto ci preoccupa. Se si tratta di un sistema chiuso, poi, ogni attacco dovrebbe avvenire dall’interno ed è quindi più facile da intercettare. Vi assicuro, potrei stare spiegarvi per dei giorni il motivo per cui questa è una grande idea. Vi posso anche assicurare che ci vorrà il minimo sforzo per convincere il Congresso e l’opinione pubblica della genialità di un Internet nazionale negli Stati Uniti. Poi, immaginate un po’ che cosa succederà dopo. Il controllo totale da parte del governo.
Questo di certo non vi piacerà, ma sarà troppo tardi. Probabilmente è già ora troppo tardi. Stiamo a guardare come si evolve la situazione. Nel frattempo, godetevi la vostra “Età dell’Oro” digitale.

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