lunedì 30 aprile 2012
Passaparola- La Grecia è in default - Beppe Scienza
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domenica 29 aprile 2012
La National Health Federation sostiene che le scie chimiche sono dannose
Chi di "noi" internauti non ha mai sentito parlare del fenomeno delle "scie chimiche"?Pochi o nessuno, al di là che ognuno di noi lettori ci si creda o meno le voci che corrono nel web fra sostenitori della loro esistenza e non sono davvero moltissime e spesso e volentieri si può correre il rischio di perdersi nei meandri della rete cercando di sbrogliare la matassa fra voci, dicerie e fatti riscontrabili.
Il 18 Aprile 2012 però accade un fatto di fondamentale importanza, è uscito un articolo ufficiale ed è la prima volta che, attraverso il Dottore e Professore Russel L.Blaylock, un ente ufficiale si pronuncia sulle attività chimiche e sulla Geoingegneria.
Lui appartiene alla National Health Federation ed è uno stimato ricercatore e biologo nel campo delle neuroscienze. Nel suo articolo Blaylock scrive cito testualmente: "Io prego che i piloti che stanno spargendo queste sostanze pericolose comprendano appieno che stanno distruggendo la vita e la salute anche delle loro famiglie. Questo vale anche per i nostri funzionari e politici. Una volta in cui piante, suolo e le falde saranno fortemente contaminati, non ci sarà alcun modo per invertire il danno che è stato causato. Provvedimenti devono essere presi ora per evitare un imminente disastro alla salute, di enormi proporzioni, che potrà accadere, se queste attività non saranno fermate immediatamente. Altrimenti vedremo un aumento esplosivo, dai tassi senza precedenti, delle malattie neurodegenerative che si conclamano negli adulti e negli anziani, così come dei disturbi nello sviluppo neurologico nei nostri bambini. Stiamo già assistendo ad un drammatico aumento di disturbi neurologici e sta accadendo ai giovani come mai in passato."Nel suo articolo il Professore parla specificatamente delle particelle dei composti di alluminio di dimensioni nanometriche, affermando come sia dimostrato scientificamente che tali particelle siano infinitamente più reattive e che inducano ad intense infiammazioni in uno svariato numero di tessuti. Il professore prosegue affermando quanto queste nanoparticelle di alluminio stiano aumentando le malattie neurodegenerative del cervello, tra cui cita demenza di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Lou Gehrig (S.L.A.) e di come queste malattie sia scientificamente correlate all'esposizione all'alluminio ambientale.
"… Vari studi hanno dimostrato che queste particelle passano lungo le reti neuronali olfattive, che collegano direttamente la zona del cervello…"
Fonte tratta dal sito.
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sabato 28 aprile 2012
BEPPE GRILLO PRESENTA LA LISTA A BUDRIO (BO) 26 APRILE 2012
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venerdì 27 aprile 2012
Bill Gates. "Danza con ... Monsanto, OGM, nucleare"
Cosa fare del suo denaro quando si è il secondo uomo più ricco del mondo ? Aiutare gli altri! Ma bisogna investire in società etiche. Yves Paccalet, ecologista, non si è lasciato ingannare dalla filantropia del padrone di Microsoft.
Pochi si sono lasciati ingannare, ma alcuni si … 
Bill Gâtes a Salt Lake City il 21 novembre 2011, Jim Urquhart/NBC/AP/SIPA.
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giovedì 26 aprile 2012
Negli Usa una malattia stermina 7 milioni di pipistrelli
Oltre 7 milioni di pipistrelli sono stati spazzati via da una malattia (WNS), denominata sindrome del naso bianco, che si sta rapidamente diffondendo in tutto il paese.Si tratta di una estinzione di massa di animali che non ha precedenti nella storia.La diffusione della malattia è scoppiata nel nord-est degli Stati Uniti.In Pennsylvania circa il 95% della popolazione di pipistrelli è stata decimata dall'infezione che si sta rapidamente diffondendo in tutto il paese.Sono stati recentemente scoperti casi in Missouri, Delaware e Alabama.
“È sicuramente un disastro senza precedenti per la fauna selvatica del Nord America, "ha detto il professor Dr. DeeAnn Reeder della Bucknell University.Reeder è uno dei massimi esperti del paese in materia di WNS, e uno dei ricercatori responsabili che ha identificato la causa della malattia nel 2011."Non possiamo fermare questa cosa che si sta diffondendo sempre di più in tutto il paese".
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 25 aprile 2012
Le autorità di Parigi autorizzano il chip rfid all'asilo in bimbi di tre anni
DOPO CANI E GATTI
Cassonetti della spazzatura, libri, bestiame, vestiti e passaporti, i chip Rfid (identificazione a radio frequenza) equipaggeranno i bambini di un asilo parigino. «La sperimentazione punta a incrementare la sicurezza dei piccoli – dice Patrick Givanovitch, a capo dell’azienda Lyberta -; installeremo in tutti i locali dei rilevatori e, grazie al chip inserito in una maglia, gli uomini del controllo video sapranno in ogni istante dove si trova un bambino, e soprattutto se è entrato o uscito dall’asilo. In caso di uscita imprevista, un sms partirà automaticamente per avvisare i genitori e la direzione dell’istituto».
PRO E CONTRO
L’idea di dotare di chip elettronici dei bambini di tre anni sembra rispondere alle esigenze del momento: ridurre i costi del personale di sorveglianza, placare la fame di sicurezza di genitori e cittadini in generale, in Francia già cavalcata con alterne fortune dal presidente Sarkozy. Ma è una buona idea? «Chiudere i bambini in una gabbia virtuale alimenterà le paura e il senso di essere perennemente in pericolo, rischio peraltro inesistente», ha detto al Parisien Dominique Ratia-Armengol, presidente dell’associazione francese degli psicologi infantili -. L’uso dei chip punta a ridurre la presenza degli educatori, che invece sono fondamentali per la crescita dei bambini». Se, nonostante le polemiche, il progetto parigino sarà confermato, sarà la prima volta che questa tecnologia viene utilizzata in Europa.
DEBUTTO NEGLI STATI UNITI
Negli Stati Uniti il sistema ha fatto il suo debutto qualche
settimana fa in una scuola materna di Richmond, California: il chip è inserito
in una casacca da allenamento di basket portata da ogni bambino, il costo
annuale è di 50 mila dollari ma si stima un risparmio di 3000 ore di lavoro dei
dipendenti della scuola, che per adesso sono soddisfatti: «Non devo più passare
il mio tempo a riempire il registro con gli orari di ingresso e di uscita di
ogni bambino – ha commentato a fine agosto l’insegnante Simone Beauford -.Io
sono favorevole, meno burocrazia e più insegnamento».I militanti che si battono per la tutela delle libertà civili sono invece molto preoccupati. «Non ci sono garanzie sulla reale sicurezza di questa tecnologia, i dati sui movimenti dei bambini possono essere letti dagli insegnanti ma anche da chiunque altro a distanza di centinaia di metri – ha dichiarato Nicole Ozer, docente alla Aclu della Northern California -. L’ossessione di risparmiare sui costi e di aumentare la sicurezza potrebbe invece ridurla».
Fonte tratta dal sito .
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martedì 24 aprile 2012
POLITICI ALLA SBARRA IN ISLANDA E UNGHERIA
Non che sia l’unico, intendiamoci. Ma in ogni caso non stiamo parlando di un capro espiatorio, perché gli islandesi hanno saputo sollevarsi dal pantano di cui, come tutti i beoti votanti democratici occidentali, erano stati essi stessi corresponsabili.
Proprio dal 2009 è cominciata quella silenziosa, silenziata, pacifica ma determinata e agguerrita “rivoluzione” che, tramite referendum, cambi di governo e un’assemblea di rifondazione costituzionale, ha ridato ai 300 mila isolani la sovranità economica e la libertà politica, ripudiando il debito con le banche estere, nazionalizzando quelle di casa propria e uscendo dal meccanismo usuraio del Fmi.
La gente d’Islanda, insomma, si è riscattata. E ora, giustamente, chiede giustizia a chi l’ha governata vendendo il paese alla finanza. La tesi accusatoria è che l’ex premier non ha esercitato nessun controllo sui banksters che saccheggiavano la ricchezza nazionale, nascondendo la verità all’opinione pubblica. La pena è tutto sommato molto inferiore a quella che, personalmente, mi sentirei di dover infliggere a un politico corrotto di tal fatta: appena due anni di gattabuia. Ma importante, nel contesto internazionale di perdonismo minimizzante e assolutorio verso chi questa crisi l’ha provocata e ci ha mangiato, è la valenza simbolica del processo. Fra parentesi, ridicola la difesa di Haarde: «Nessuno di noi a quel tempo capiva che c´era qualcosa di sospetto nel sistema bancario, come è diventato chiaro adesso», ha detto al giudice. Meglio passare da cretini che da criminali, vero? Questi politicanti con la faccia come il culo…
È interessante notare che nell’orbe terracqueo esiste un altro Stato con un governo deciso a fargliela vedere ai predecessori complici dell’usurocrazia bancaria. È la tanto vituperata Ungheria, in cui l’anno scorso il premier locale, Viktor Orbán, ha presentato un disegno di legge per trascinare sul banco degli imputati i tre leader socialisti, Peter Medgyessy, Ferenc Gyurcsany e Gordon Bajnai, che dal 2002 al 2010 hanno portato il debito pubblico dal 53 all’80% del Pil, mentendo sapendo di mentire sulla situazione dei conti. Nell’Europa beneducata e manovrata a bacchetta dalla troika Ue-Bce-Fmi, Orbán viene dipinto come un pericoloso despota fascista (è invece un nazional-conservatore: discutibile finché si vuole, ma trattasi di destra nazionalista vecchio stampo, e perciò non allineata al pensiero unico global ed eurocratico come invece sono le destre liberal-liberiste stile Sarkozy, Berlusconi e compagnia).
Budapest, in realtà, sia pur “da destra”, sta seguendo lo stesso schema di liberazione che Rejkyavik sta conducendo “da sinistra”: riconquistare l’autodeterminazione e chiedere il conto ai responsabili della rovina. Il solito Corriere della Sera, quando nello scorso agosto uscì la notizia della proposta di legge, commentò con Giorgio Pressburger che il diritto non può essere retroattivo, e condì il tutto con un prevedibile, stantìo spauracchio del ritorno all’eterno fascismo. Oh bella: adesso non si può introdurre un nuovo reato se questo inguaia i servetti del sistema bancario mondiale? Cos’è, lesa maestà finanziaria? E gli islandesi cosa sono, tutti fascisti anche loro? Come sempre penosi, gli avvocati difensori dell’associazione a delinquere altrimenti nota come speculazione.
Fonte tratta dal sito .
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lunedì 23 aprile 2012
Beppe Grillo intervistato da Domenico Iannacone per "Robinson" e Livia Turco perde le staffe.
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domenica 22 aprile 2012
Negli Usa la carne macinata viene trattata con una poltiglia rosa tossica
"Melma rosa" ovvero Pink slime è il nome,
forse non dato a caso, della schifosa poltiglia rosa, che negli Stati Uniti,
viene venduta mischiata nella carne macinata.
Questo diabolico composto di scarti della carne proveniente da altri processi
produttivi è confezionato principalmente dalla Beef Product Inc.
(Bpi).
Questa miscela rosa, che fa aumentare la carne macinata di volume, la si può
trovare, ad insaputa di tutti i consumatori, nel 70 per cento della
carne macinata venduta in tutti gli Stati Uniti. È bene precisare che
per carne macinata non si intende solamente il macinato classico ma tutti i
prodotti contenenti il macinato come: kebab, hamburger, salsicce, salami,
ripieni per le paste, cotolette, ecc.
Del Pink slime ne ha parlato, all'inizio dello scorso mese di marzo 2012, la
catena televisiva ABC News. Questo composto rosa – ha spiegato ABC News – è
contenuto in tutte le carni e la legge statunitense consente di scrivere sulle
confezioni “100% carne”. In pratica anche se una confezione contiene l'80% di
pura carne bovina la legge statunitense permette alla grande distribuzione di
scrivere “100% carne”! Bisognerebbe scrivere la verità, ovvero: “80% carne
bovina”, 20% di composto fatto da: tendini, cartilagini e altri tessuti
animali.
La poltiglia rosa fatta di tessuti animali di scarto viene triturata e il
grasso viene separato mediante delle presse con una pressione che raggiunge le
200 atmosfere. Dopo questo processo di trasformazione questa schifezza viene
disinfettata con ammoniaca e poi aromatizzata con prodotti artificiali. Infine
le confezioni ottenute vengono messe nei congelatori. La "Melma rosa" viene poi
venduta all'ingrosso ai grandi produttori di carne che, a loro volta, possono
così utilizzarla come additivo con lo scopo di far incrementare il peso e il
volume dei prodotti lavorati destinati ai supermercati, ristoranti e fast food
come Burger King, McDonald's, ecc.
È evidente che per il ministero
dell'Agricoltura statunitense tutto è regolare visto che già nel 2001 il
Pink slime è stato dichiarato commestibile per i consumatori statunitensi. In
un'intervista su grist.org Tom Laskawy asserisce che il Pink slime contiene, oltre
all'ammoniaca, anche una lunga lista di sostanze chimiche non etichettate
impiegate nella lavorazione industriale di tutte le carni. Nell'elenco redatto dal ministero dell'Agricoltura statunitense si
può trovare ad esempio: un prodotto utilizzato per la pulizia delle piscine,
l'ipoclorito di calcio; un
prodotto germicida, Dibromodimetilidantoinae e cloro, l'acido ipobromoso.
Nessun additivo chimico viene citato nelle etichette!
Attenzione quindi, cari consumatori, a quello che vi offre la grande
distribuzione. In tutti i casi una cosa è certa: meglio non consumare
carne!
Fonte tratta dal sito .
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sabato 21 aprile 2012
L’Olanda proporrà un referendum per tornare al fiorino
Anche i primi della classe, qualche volta, perdono la pazienza.
Troppi i soldi buttati in quel pozzo senza fondo che rischia di
diventare la Grecia. L’Olanda non ci sta più. È pronta a dire addio alla
moneta unica e ai suoi guai.
Proporrà un referendum per tornare all’età del fiorino. E dopo
l’autunno caldo delle politiche 2013 anche la Germania potrebbe
seguirla, dicono gli esperti di mercato interpellati da Panorama.it.
D’altra parte dalle sue colonne il Der Spiegel sbandiera un terzo piano
di aiuti per Atene. Meglio quindi prendere contromisure.
È stato il leader di estrema destra olandese, Geert Wilders,
che tiene sotto scacco il governo di Mark Rutte, a rompere gli indugi:
proporrà un referendum. Obiettivo: reintrodurre il fiorino. Secondo uno
studio commissionato alla società britannica Lombard Street Research, la
moneta unica avrebbe significato un guadagno di circa 800 euro annui in
più per gli olandesi, se l’economia europea fosse stata solida.
Con la crisi quel guadagno si è trasformato in una perdita di 2.700
euro. Così dire addio al sogno dorato dell’euro non è più un tabù. E non
lo sarà neanche per Berlino dopo le elezioni 2013, anticipano gli
analisti. Difficile trovare rimpianti d’altra parte anche perché il
salvataggio di Grecia, Irlanda e Portogallo è costato solo ad Amsterdam
127 miliardi. E potrebbe non essere finita qui.
Atene potrebbe avere bisogno di un terzo piano di aiuti da 50
miliardi di euro nel 2015, ha scritto il settimanale Der Spiegel. È
stato l’ultimo rapporto compilato dalla troika Ue-Bce-Fmi, riportato dal
giornale, a tracciare un quadro netto. Non c’è nessuna certezza che la
Grecia torni a rifinanziarsi sui mercati fra qualche anno. Anzi, tra il
2015 e il 2020 potrebbe avere bisogno di un nuovo assegno. Si tratta di
una analisi amara volutamente rimossa dal rapporto finale consegnato ai
ministri delle Finanze dell’Eurozona, per volontà del governo tedesco.
Evidentemente visto da Amsterdam il tempo dei ricatti però è finito. Meglio chiamarsi fuori, prima che sia troppo tardi.
Fonte tratta dal sito .
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venerdì 20 aprile 2012
In un documento del 1991 Sachs spiega le allucinanti strategie dell'Onu
Il documento è facilmente reperibile, ho messo il link e voi stessi potete constatare che il prigioniero vi riporta sempre dati confrontabili e riscontrabili. In un documento redatto nel 1991 il professor Sachs (qui il medesimo documento all'indirizzo web dell'Unesco) rintracciabile tra i vari documenti dell'unesco, presenta le strategie da qui al 2041 (parliamo di una revisione del 1991-2011 ci rimangono altri venti anni).
Ora come potrete notare dal documento, molte delle cose predette dal professore si sono avverate in modo abbastanza inquietante e le possiamo riscontrare nella vita di tutti i giorni mentre molte devono ancora avverarsi e ho paura che purtroppo si avvereranno molto presto. Questo documento chiamato: i prossimi quarant'anni: strategie di transizione per il green path virtuoso per il Nord/sud/est/globale (da notare il GLOBALE) spiega in modo bizzarro e abbastanza inquietante le strategie del Nuovo Ordine mondiale per tutti noi.
Ci sarebbe molto da dire su questo documento UNESCO ma prendo due piccole parti del documento che secondo me sono molto interessanti che riguardano la creazione di un governo sovranazionale (leggi dittatura) e una forzosa sterilizzazione della popolazione per difendere la Spaceship Earth (così la chiama Sachs).
Ecco la prima parte inquietante nel documento leggiamo:
Al fine di "stabilizzare" la popolazione della parte sud del globo, oltre ovviamente le guerre o le epidemie o la mera campagna per il controllo delle nascite e la distribuzione di contraccettivi è stato provato che sono state chiaramente inefficienti. Le politiche sulla popolazione non sono un sostituto alla politica ma una parte del pacchetto sviluppo che inizia dalle condizioni economiche sociali nei paesi per essere DAVVERO EFFICIENTI, bisogna applicare dei metodi DEMOCRATICI PER FORZARE le politiche sulla popolazione che richiede una serie di misure (interrelated? si legge male) collegate tra loro sono ancora molto indietro.
Capito? Eh si, le misure epidemiche e di guerra, non sono bastate! Che vuol dire? Vi lascio giudicare cosa intendesse Sachs in questo passaggio... Non so a voi ma non sembra che il professore qui dica che le "altre" politiche di stabilizzazione della popolazione tra cui GUERRE e EPIDEMIE non sono servite? Inquietante! Alla fine propone "democraticamente" di obbligare la popolazione ad essere in pratica sterilizzata e alla faccia della democrazia!
Un altro passaggio interessante lo abbiamo più avanti nella lettura di questo "istruttivo" documento dei signori del regime globale.
Leggiamo:
Un altro cambiamento istituzionale a livello delle nazioni unite dovrebbe prendere forma creando una autorità di alto livello morale per dare a tutti gli attori (si indica le nazioni) la possibilità di potersi appellare quando i diritti fondamentali venissero meno. Un macchinoso ed esclusivo gruppo intergovernativo non può giocare questo ruolo.
Chiaro no? Eccolo che di nuovo dal fumo sulfureo dell'Onu riappare per l'ennesima volta il concetto di NWO! Non poteva nemmeno qui mancare un appello alla costruzione di un organismo dittatoriale che dica a tutti cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare, oltre a dire chi deve rientrare nelle cosiddette "politiche di popolazione" e chi no. Altro documento che prova quello che il prigioniero e tanti altri denunciano ovvero che l'Onu sia voluto e gestito dagli Illuminati/Nwo.
Una nota interessante: nella relazione si cita un libro di Giorgio Ruffolo: potenza e potere che spero poter leggere per approfondire per comprendere meglio determinati meccanismi inerenti alla documentazione del professor Sachs all'Unesco.
Sempre All'Erta...
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mercoledì 18 aprile 2012
FISCAL COMPACT. L’ITALIA NON E’ PIU’ SOVRANA
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lunedì 16 aprile 2012
In Italia Federcontribuenti denuncia Equitalia per istigazione al suicidio
Il presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, spiega che la denuncia propone di accertare "se chi si è preposto ad evitare questa mattanza sociale non lo fa", aggiungendo che "lo Stato non può fare stalking. È una persecuzione assoluta verso chi non può pagare, non verso chi non vuole pagare". Lo Stato sotto accusa sia di "persecuzione" che di "omissione di soccorso", insomma.
Nell'esposto è stata presentata anche una serie di proposte a favore dei lavoratori e imprenditori schiacciati dalla crisi e dai debiti, tra cui una riforma del sistema di riscossione con piani di rientro dal debito "compatibili con le reali possibilità del debitore".
Un'altra proposta è quella che una percentuale del valore degli appalti pubblici venga accantonata presso la Cassa Depositi e Prestiti e usata come fondo di garanzia per i mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione.
Alla presentazione dell'esposto era presente anche il senatore di Italia dei Valori Stafano Pedica. “Equitalia non distingue l'evasore dal moroso - ha detto Pedica - tante persone, tanti imprenditori, si uccidono perché si sentono abbandonati dallo Stato. Presenterò un'interrogazione parlamentare per chiedere che le piccole e medie imprese siano tutelate. Il primo responsabile di questa situazione è il governo che le vessa".
Pedica inoltre ha ipotizzato una raccolta firme per l'abolizione di Equitalia, ente che definisce “inutile e dannoso”. Il senatore di Italia dei Valori auspica un ritorno del servizio di riscossione delle imposte all'Agenzia delle Entrate.
Secondo Federcontribuenti il numero dei suicidi avvenuti nel 2012 potrebbe essere ancora più tragico rispetto ai 18 figuranti ufficialmente nelle statistiche dell'associazione, poiché numerosi suicidi non vengono denunciati o non ne viene data notizia sulla stampa.
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sabato 14 aprile 2012
In Italia distraggono le masse per celare la modifica dell’art.81 della costituzione
Fra qualche giorno in Senato dovrà essere votata la modifica dell’art. 81 Cost. che introdurrà il cosiddetto pareggio di bilancio, e cioè l’obbligo per lo Stato di pareggiare costi e ricavi.
Una norma importante, ma che nasconde un terribile effetto: la consegna definitiva del nostro paese nelle mani delle oligarchie bancarie e finanziarie, perché con il pareggio di bilancio lo Stato non sarà più in grado di controllare e indirizzare l’economia nazionale attraverso le politiche anticicliche 1. La conseguenza è evidente: la nostra politica economica sarà gestita dal cosiddetto Fondo Internazionale Salvastati, dalla BCE e dalle oligarchie dei poteri finanziari mondiali che controllano i flussi di credito agli Stati tramite l’acquisto di titoli del debito pubblico (debito sovrano).
Ma andiamo indietro e torniamo al Governo Berlusconi. All’epoca c’erano parecchie resistenze per l’approvazione della norma che l’UE ci chiedeva proprio in ragione della crisi finanziaria. Già da questo dato è possibile una prima lettura del mostruoso provvedimento che sta per essere approvato. Berlusconi e il suo governo tentennavano, ma i poteri finanziari non intendevano aspettare. Ecco dunque la mossa regina: esautorare Berlusconi e sostituirlo con Monti, il quale il 2 marzo 2012 firma con gli altri paesi europei il cosiddetto Fiscal Compact, un trattato UE attraverso il quale si impongono regole più rigide nel rapporto tra deficit e PIL. In altre parole, il deficit non dovrà superare in alcun modo il 3% del PIL.
Ma il Fiscal Compact comporterà anche un impegno per gli Stati membri ad abbattere l’attuale debito pubblico per ridurlo fino a raggiungere il 3% del PIL. E siccome lo Stato italiano ha un deficit stratosferico, questo impegno comporterà per il nostro paese manovre pesantissime per i prossimi anni e una previsione di crescita che è pari a zero, poiché lo Stato a questo punto non avrà più sovranità di politica economica, non potendo sforare i limiti imposti dal Fiscal Compact, pena l’applicazione di forti sanzioni.
Le opinioni degli economisti e degli osservatori politici sul punto peraltro si sprecano, e c’è chi ritiene che il Fiscal Compact determina la nostra fine come nazione e come Stato sovrano. Il che pare essere vero al di là dell’evidente pregio di una politica che tenga sotto controllo gli eccessi della spesa pubblica. Del resto, è sufficiente vedere come è stata gestita la questione. In sordina. La Camera ha già approvato la modifica dell’art. 81 Cost. con una maggioranza bulgara che scongiura già in prima battuta il referendum costituzionale. Se la norma verrà approvata nella stessa maggioranza al Senato, i cittadini non verranno consultati in merito alla consegna della sovranità politico-economica a soggetti estranei ai meccanismi democratici. In altre parole, i cittadini si ritroveranno a essere governati dalle oligarchie finanziarie e i nostri politici saranno il paravento democratico attraverso il quale queste oligarchie decideranno i nostri destini.

Nessun organo di informazione ne ha parlato. Mentre tutti si spendono nel parlare di Renzo Bossi e dello scandalo leghista, che guarda caso capita proprio a fagiolo in un contesto politico dove si sta per approvare una modifica costituzionale più che importante e che ridisegnerà gli assetti e i rapporti all’interno dell’Unione Europea a favore netto di banche e finanza e del potere politico della Germania. Non a caso, sia Gran Bretagna, sia Repubblica Ceca non hanno aderito al trattato, mentre il nostro paese, prostituto dell’UE, è il primo che si è calato le braghe e ha accettato questi vincoli di bilancio suicidi che non permetteranno politiche di finanza congiunturale.
Del resto potevamo farci ben poco con la classe politica mediocre che ci ritroviamo. Siamo stati avvisati con un metodo finanziario-mafioso. Proprio ieri, alla riapertura dei mercati finanziari, lo spread (il rapporto tra BTP e Bund tedeschi) è risalito a quota 400 e la borsa di Milano ha perso 5 punti percentuali. Un vero crollo in vista della votazione della modifica costituzionale. Come a dire: votate a maggioranza dei 2/3 e approvate il Fiscal Compact, o questo è quello che vi aspetta, puttane italiane… Il default.
1. Durante le fasi recessive, le politiche anticicliche permettono maggiori investimenti pubblici per permettere una ripresa della economia. ?
Fonte tratta dal sito .
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giovedì 12 aprile 2012
New York diventa una metropoli ecosostenibile

Di quanto New York punti a essere una metropoli sostenibile lo avevo già scritto. Michael Bloomberg sindaco che crede nella green economy annuncia perciò che un altro tassello del Green Infrastructure Grant Program prende vita: The Brooklyn Navy Yard.
In sostanza su un tetto di 40mila metri quadri sarà installata una fattoria urbana per il recupero e riuso nelle colture di 40mila galloni di acqua piovana. Investimenti per oltre mezzo milione di dollari e lavoro per oltre 1000 persone.
Ma come dicevo il progetto rientra in uno scenario più ampio di cui leggo sul Notiziario settimanale AIAB che scrive:
Il Comune di New York ha finanziato 15 progetti per la realizzazione di infrastrutture verdi che riducano il sovraccarica di acqua nelle fogne di New York e che, quindi, migliorino la qualità delle acque del porto della Grande Mela e del fiume Hudson.
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 11 aprile 2012
Beppe Grillo a Lecce 9-4-2012(versione integrale)amministrative M5stelle
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martedì 10 aprile 2012
VERSO LA DITTATURA DELL'IMPEROCRAZIA FINAZIARIA Lidia Undiemi.
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lunedì 9 aprile 2012
Gianni Lannes: la guerra ambientale è in atto
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domenica 8 aprile 2012
DA BERLINO UN APPELLO DEL DR RATH: CONTRO IL NUOVO ORDINE MONDIALE COSTRUIRE UN NUOVO SISTEMA SANITARIO
In occasione della conferenza tenutasi il 13 marzo 2012 a Berlino, il Dr. Matthias Rath lancia un appello al popolo della Germania e dell'Europa invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità. Il "nuovo ordine mondiale" ha ucciso centinaia di milioni di persone per il dominio mondiale. Si tratta di un invito a costruire un'Europa democratica fatta per il popolo e dal popolo e a sviluppare un nuovo sistema sanitario focalizzato sulla prevenzione e sull'eradicazione delle malattie in tutto il mondo, e non all'arricchimento di pochi con i miliardi di dollari intascati dalle industrie farmaceutiche che invece di combattere i virus, li inventano. I risultati di ricerche scientifiche sui rimedi naturali hanno già dimostrato che l'applicazione di queste soluzioni ridurrà la frequenza di molte malattie largamente diffuse ad una frazione minima del loro livello attuale. Ma questo splendido "mondo senza malattie" non ci sarà consegnato su un vassoio d'argento, poiché ciascuno di questi mali è un mercato multi-miliardario per l'industria farmaceutica. Se vogliamo creare questo mondo per noi e per i nostri figli, dobbiamo agire, ora!
Fonte tratta dal sito .
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sabato 7 aprile 2012
Negli Usa i privati controllano il dispiegamento e l'utilizzo delle armi nucleari
In un libro da poco pubblicato, secondo il professor Michel Chossudovsky le società statunitensi che ottengono milioni di dollari dalla fabbricazione delle armi nucleari, hanno “assoluta voce in capitolo” per quanto riguarda il loro “utilizzo e dispiegamento.”
Oltretutto, egli sostiene che se le armi nucleari sono incorporate in armi convenzionali, la decisione di utilizzare quelle nucleari potrebbe essere presa dai generali sul campo di battaglia.
Chossudovsky, direttore del CRG (Centro di Ricerca sulla Globalizzazione) di Montreal scrive che il 6 agosto 2003, anniversario dell’attacco ad Hiroshima (6 agosto 1945), presso il quartier generale del Comando Strategico USA nella base aerea di Offutt in Nebraska, si è tenuto un incontro segreto che ha riunito più di 150 “alti dirigenti della produzione nucleare e del sistema militare-industriale.
“Questa commistione di appaltatori della difesa, scienziati e strateghi politici non era intenzionata a commemorare Hiroshima.” In base a una stesura del programma trapelata, la seduta segreta comprendeva discussioni su “mini-bombe nucleari”, bombe “bunker-buster” (penetranti) con testate nucleari “per un possibile utilizzo contro stati-canaglia,” scrive Chossudovsky nel suo nuovo libro.
“L’incontro era diretto a preparare il terreno alla creazione di armi nucleari “più piccole”, “più sicure” e “meglio utilizzabili”, per essere utilizzate “nei teatri di guerra nucleare” dell’America del 21° secolo, afferma Chossudovsky. Non era presente alcun membro del Congresso in rappresentanza dei cittadini.
Appena una settimana prima di questa riunione, il NNSA (ente federale per la sicurezza nucleare, sotto la direzione del Ministero per l’Energia, N.d.T.) aveva sciolto il comitato consultivo con “controllo indipendente” sull’arsenale nucleare USA, tra cui il collaudo e/o utilizzo dei nuovi ordigni nucleari.
L’industria nucleare – che produce sia ordigni nucleari che i suoi sistemi missilistici – come scrive Chossudovsky è controllata da un pugno di appaltatori della difesa guidato da Lockheed Martin, General Dynamics, BAE Systems Inc, Northrop Grumman, Raytheon, e Boeing. Le vendite nel 2010 di questi sei più grandi fornitori della difesa americana (compreso il gruppo americano-britannico BAE Systems INC), erano dell’ordine di 242,6 miliardi di dollari, con utili contabilizzati per 16,4 miliardi.
Nel frattempo “il Pentagono aveva lanciato una grande campagna di propaganda e di pubbliche relazioni allo scopo di sostenere l’utilizzo delle armi nucleari per la “difesa della patria americana,” scrive Chossudovsky. Egli fa notare che:
“In una logica del tutto perversa, le armi nucleari sono mostrate come un mezzo per costruire la pace e prevenire ‘danni collaterali’. Il Pentagono aveva lasciato intendere che le ‘mini-bombe nucleari,’ con una potenza di 5.000 tonnellate equivalenti, fossero innocue per i civili, dato che le esplosioni ‘si sarebbero verificate sottoterra.’ Tuttavia, ciascuna di queste ‘mini-bombe’ costituisce – in termini di esplosione e potenziale fallout radioattivo – da un terzo a sei volte la bomba atomica lanciata nel 1945 su Hiroshima”.
Come afferma Chossudovsky, nel 2003, sulla base dell’idea distorta che “le mini-bombe nucleari non sono pericolose per i civili,” il congresso americano diede il “via libera” all’utilizzo delle armi nucleari tattiche al fianco di quelle convenzionali nei “teatri di guerra convenzionale” (come il Medio Oriente e l’Asia Centrale).
Questa nuova dottrina nucleare, prosegue Chossudovsky, non soltanto sconvolge la realtà negando i raccapriccianti effetti delle armi nucleari, ma afferma anche “senza mezzi termini che le armi nucleari sono ‘sicure’ e che il loro impiego nei campi di battaglia garantirà ‘minimi effetti collaterali’ riducendo la probabilità di escalation.” Chossudovsky osserva che “il problema del fallout radioattivo non è neanche preso in considerazione per quanto concerne le arme nucleari tattiche. E non lo è nemmeno la questione dell’ ‘inverno nucleare’.”
Per giustificare interventi militari preventivi , la Dottrina della Sicurezza Nazionale (NSD) esige l’invenzione di un terrorista, o la minaccia di un “nemico esterno,” scrive l’autore. Inoltre, la dottrina ha bisogno di legare la suddetta minaccia terroristica al “patrocinio statale” dei cosiddetti stati-canaglia. In questo caso la GWOT (lotta al terrorismo globale) diretta contro Al-Qaida si accorda proprio come elemento costitutivo di base della campagna GWOT del Pentagono.
Con l’ultima dottrina nucleare, il Pentagono abbandona la linea del combattere per “autodifesa” in favore di un “intervento preventivo.” Questa guerra, scrive Chossudovsky, consentirebbe l’utilizzo di armi nucleari contro un “nemico-canaglia” che si presume abbia l’intenzione di sviluppare armi di distruzione di massa in qualche indefinito momento futuro.
L’autore chiarisce che “le bombe nucleari dovrebbero servire a prevenire un inesistente programma di armi di distruzione di massa (ad esempio con l’Iran) prima della sua creazione. “Questa contorta formulazione va ben oltre i presupposti della Nuclear Posture Review del 2001 (esame per determinare il ruolo delle armi nucleari, N.d.T.) e il Decreto Presidenziale per la Sicurezza Nazionale (NPSD) n° 17, i quali affermano che gli Stati Uniti possono reagire con armi nucleari in caso di attacco con armi di distruzione di massa”.
E con l’integrazione sul campo di battaglia di armamenti convenzionali con quelli nucleari, “c’è il rischio che armi nucleari tattiche possano essere usate senza richiedere … l’approvazione presidenziale,” scrive Chossudovsky. Egli sostiene che “i comandanti in battaglia avrebbero la responsabilità di ‘Operazioni in Teatro Nucleare,’ con un’autorizzazione non solo per attuare, ma anche per elaborare decisioni di comando attinenti armi nucleari.”
Inoltre, come dice Chossudovsky,dato che queste armi nucleari tattiche “più piccole” sono state riclassificate dal Pentagono come “sicure per la popolazione civile circostante,” in tal modo presumibilmente “riducendo al minimo il rischio di danni collaterali,” non ci sono limitazioni prioritarie e automatiche per impedirne l’utilizzo. Egli conclude dicendo che le armi nucleari tattiche accumulate sono ora ritenute parte integrante dell’arsenale sul campo di battaglia, “parte della cassetta degli attrezzi,” per così dire, utilizzata nei teatri di guerra convenzionale.
Fonte tratta dal sito .
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Etichette: nucleare
venerdì 6 aprile 2012
Quanti si drovranno ancora suicidare prima di mettere sotto inchiesta le banche?
Recentemente nel nostro Paese stanno avvenendo fatti drammatici di gente che, colta dalla disperazione e dallo sconforto, si toglie la vita. Tanti suicidi, dei quali molti imprenditori medio-piccoli che di fronte alla crisi hanno pensato di farla finita, spinti a ciò da problematiche finanziarie, fiscali, dalla stretta creditizia ed a volte da discutibili indebitamenti bancari.
La disperazione ha portato e porterà alla luce dei risvolti che in molti sino ad oggi hanno fatto finta di non vedere, e voglio cercare di ragionare analizzando fatti concreti per capire se quanto è avvenuto e sta avvenendo è figlio di casualità, di anomalie di un sistema che funziona, o invece il freddo risultato di un sistema che punta a trasferire ricchezza dai tanti cittadini, ai pochi, gestori del potere.
Prendo lo spunto, per un utile confronto, della recente inchiesta della Guardia di Finanza sull’aumento dei costi del carburante, per verificare se dietro vi sia una normale crescita dei costi industriali oppure una pura speculazione che porta all’arricchimento delle compagnie petrolifere. È semplice capire che il controllo della filiera del prezzo porterà a fare chiarezza in un settore nel quale pochi centesimi al litro di differenza vogliono dire miliardi di euro di ricchezza trasferiti a favore delle grandi lobby di potere.
Io mi occupo di banche ed il mercato creditizio, a differenza di quello merceologico, è vincolato e tutelato da norme molto severe; il fine pubblico del mercato creditizio non può sfuggire a nessuno, nemmeno a chi è colto da interessate amnesie come il Presidente dell’Abi, il quale ha affermato che le banche sono imprese private senza alcun interesse pubblico: evidentemente distratto dai problemi della sua banca, dice cose fuori luogo.
Le principali accuse che vengono rivolte al sistema bancario sono legate all’altissimo costo dei servizi stessi; i tassi di interesse o meglio il costo del denaro con le varie commissioni, spese e le miriadi di costi occulti, fanno sì che il credito raggiunga livelli inimmaginabili, che vanno molto oltre quanto consentito dalla legge stessa.
Di fronte a queste accuse, o meglio di fronte al fine pubblico del mercato creditizio affermato dall’art. 47 della Costituzione e ribadito dal quadro normativo, che prevede delle aggravanti di reato se commesso nel contesto dell’attività bancaria a danno delle imprese, qualcuno si è mai preso la briga di controllare la fondatezza o meno delle innumerevoli denunce, legali e non, nei confronti del sistema bancario? Si vuole verificare se le banche operano nella legalità o no ?
Ciò è fondamentale.
Ricordo a me stesso che il costo del denaro ha dei tetti fissati dalla legge (legge 108/96) oltre il quale si opera nell’illegalità.
Ragioniamo su dei dati concreti: nel 1997 le banche, rispetto al costo di approvvigionamento del denaro (tasso euribor a tre mesi) potevano guadagnare “solo” il 280% prima di oltrepassare il tasso di usura, nel 2005 tale delta era arrivato al 644%, nel 2011 al 1.032% e, dopo il penultimo regalo fatto alle banche con l’innalzamento dei tassi soglia, siamo al 1.241%. Questo è avvenuto a causa dei vari governi e parlamenti che, non certo nell’interesse dei cittadini, hanno provveduto ad innalzare il livello dei tassi soglia per consentire alle banche di speculare ancor di più (è come innalzare per legge i livelli di tolleranza di una sostanza tossica ben sapendo che è gravemente nociva).
Ma anche se si è alzata in maniera incredibile la soglia dell’usura, e conseguentemente anche i margini di guadagno “legalizzati”, ciò non è mai stato sufficiente alla voracità del “sistema banche” in quanto hanno operato ed operano tutt’ora con sistemi che, pensando di aggirare leggi chiarissime, nascondono in maniera artificiosa i reali costi applicati alla clientela.
In questi anni grazie alla distrazioni di tutti, organi di vigilanza in primis, le banche hanno operato in un mondo privo di controlli, violando repentinamente la legge ed applicando con metodo voci nascoste come commissioni e spese, le quali venivano illegalmente conteggiate al di fuori del costo del denaro. Se si va a fare “una fotografia” di quanto realmente costa il credito con una banale operazione di matematica ci si accorge che un prestito di 10 mila euro può arrivare a costare per un anno oltre 2.500/3.000 euro, ovvero un costo del 25/30% che però, grazie a delle formule di calcolo utilizzate dalle banche, costruite ad hoc, che escludono delle voci, quindi modificando di fatto la formula prevista dalla legge, diventa magicamente un “solo 10/12%”.
Qualcuno diceva che la matematica non è un’opinione, ma per le banche evidentemente lo è.
Ma torniamo alla domanda iniziale: tutto ciò è legale? È consentito?
Secondo un’indagine della CGIA di Mestre il sistema delle imprese italiane paga per servizi bancari circa 4 miliardi euro in più rispetto alle omologhe tedesche e francesi. Tutti gli indicatori dei costi dei servizi bancari mettono l’Italia al primo posto in Europa; di recente un dato pubblicato da Banca d’Italia afferma che, rispetto alla precedente rilevazione, le banche hanno incrementato il margine di interessi dallo 0,31% di ottobre allo 0,69% di febbraio. Banca d’Italia, a commento di ciò, afferma che “allo sportello c’è un problema di trasparenza nei rapporti tra banca e clientela” ma cosa significa trasparenza in questo contesto, se non rispetto della legge che, al contrario, è permanentemente violata? Tutto ciò è legale?
Questi sono fatti, come quelli evidenziati in una lettera che l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato invia il 16.04.10 a Banca d’Italia, nella persona del direttore centrale, con la quale si comunica la rilevazione, in determinate aree del Paese tra le quali la Regione Calabria, di tassi superiori al 20%. Si tratta brutalmente della constatazione di un reato in quanto il tasso soglia del periodo era intorno al 13%, ma pur davanti a tale rilevazione, chi ha fatto qualcosa? Siccome siamo in presenza di un reato chi ha provveduto, visti gli obblighi, a segnalare ciò alle autorità competenti e che cosa ha fatto Banca d’Italia a seguito di tale forte comunicazione?
Ribadisco la mia domanda iniziale: siamo sicuri che tutto ciò sia legale?
Certamente io con documenti alla mano sono in condizione di rispondere, ma mi voglio limitare solo a richiamare alcuni fatti:
a) il nucleo della Polizia tributaria di Matera con una nota del 24/04/09 afferma che i software delle banche sono manipolati.
b) L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato con diverse indagini (IC36, IC45) attesta che il mercato creditizio in Italia è controllato da un cartello che priva il mercato dalla libera concorrenza.
c) Banca d’Italia richiama le banche in diverse occasioni e con note pubbliche ad essere oneste e “rispettare la legge”.
d) Vi sono verbali di assemblee di importanti banche in cui i soci parlano di bilanci falsi e di usura.
e) Vi è un dipartimento riservato all’interno dell’Abi, il Dipo (dipartimento perdite operative), che analizza le perdite delle banche il quale, dall’analisi dei dati trasmessi dai diversi istituti di credito, evidenzia che la fonte principale di perdite operative, pari ad 1,44 miliardi di euro, è dovuta ai comportamenti messi in atto con “un intento di frodare, aggirare la regolamentazione o infrangere la legge o le policy aziendali” a danno dei clienti ed a vantaggio della banca.
Questi fatti, insieme alle centinaia di migliaia di denunce presentate nelle Procure italiane, non sono forse sufficienti ad avviare una seria indagine per accertare se il comportamento delle banche è rispettoso delle leggi, peraltro molto chiare?
Si può verificare, nel nome dell’eguaglianza di fronte alla legge, se le banche sono un’associazione a delinquere oppure un’organizzazione seria che opera nel rispetto delle leggi, come tutti ci auguriamo?
Quanta gente deve ancora morire prima di arrivare a conoscere la verità?
Purtroppo oggi il potere bancario, come confermato dagli scandali quotidiani che ormai da tempo si susseguono, è il soggetto che detiene e gestisce la governance del paese ed è intoccabile al punto che, di fronte alle violazioni che stanno emergendo nei tribunali, le lobby bancarie stanno provvedendo a far modificare le leggi e rendere impuniti i loro reati. Capisco quindi che difficilmente agli organi preposti, magistrati e vigilanza, gli verrà consentito di indagare su tali fatti, ma ciò è corretto?
Forse una verità prima è meglio delle rivoluzioni degli “indignados” poi; si risparmiano morti e disperati.
Fonte tratta dal sito .
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Etichette: economia
mercoledì 4 aprile 2012
Video: Un giovane e un operaio lanciano un messaggio a Mario Monti e ai suoi collaboratori
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martedì 3 aprile 2012
Pressione fiscale: l'Italia conquista il record mondiale con il 54,5% che in realtà supera il 75%

"Se nel 2012 la pressione fiscale ufficiale è prevista al 45%, quella reale, sempre che sia confermato l’ulteriore aumento dell’Iva previsto per il prossimo autunno, dovrebbe toccare il 54,5%. Un record che, purtroppo, non ha eguali al mondo": la CGIA di Mestre è giunta a questa conclusione tenendo conto dell'ulteriore aumento dell'Iva che pare nei programmi di governo.
Dopo le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, sul carico fiscale record che peserà quest’anno sui contribuenti italiani, il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha voluto puntualizzare che, come riportato più sopra, una cosa è la pressione fiscale ufficiale e un’altra cosa è quella "reale".
La CGIA di Mestre, che da anni fa un monitoraggio molto puntuale sull’andamento della pressione fiscale "reale", è giunta a questo risultato ricordando che il nostro Pil nazionale, include anche la cifra imputabile all’economia sommersa prodotta dalle attività irregolari che, non essendo conosciute al fisco, non pagano né tasse né contributi. Secondo l’Istat, l’economia in nero si aggirerebbe tra i 255 e i 275 mld di € l’anno. Ricordando che la pressione fiscale ufficiale è data dal rapporto tra le entrate fiscali/contributive ed il Pil prodotto in un anno, nel 2012 la pressione fiscale ufficiale dovrebbe attestarsi sul 45%.
Tuttavia, se si "storna" dalla ricchezza prodotta la quota addebitabile al sommerso economico che non produce nessun gettito per l’Erario, il Pil diminuisce (quindi si "contrae" il denominatore) e, pertanto, aumenta il risultato che emerge dal rapporto", si legge nel comunicato.
Di conseguenza la pressione fiscale "reale" che grava su coloro che pagano correttamente le tasse è molto superiore a quella ufficiale che viene calcolata dall’Istat che, è bene sottolinearlo, rispetta fedelmente le disposizioni metodologiche previste dall’Eurostat.
Ebbene, se nel 2011 la pressione fiscale "reale" che pesa sui contribuenti italiani ha sfiorato una ipotesi massima del 52%, con gli effetti delle manovre estive di Berlusconi e gli interventi del Governo Monti, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013 farà impennare il carico fiscale sui contribuenti onesti sino ad una ipotesi massima del 54,5%.
Fonte tratta dal sito .
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domenica 1 aprile 2012
LA SCIENZA DEL PANICO: QUELLO CHE NON TI HANNO MAI DETTO SULL' AIDS
Pubblicato da Cris a 11:40 1 commenti
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