venerdì 29 giugno 2012

Creata negli Usa la zanzara GM in grado di combattere la malaria



Gli scenziati dell'università della California hanno dato vita ad una zanzara geneticamente modificata in grado di combattere la malaria.
"La zanzara killer delle zanzare", così è stata chiamata, sarà resistente alla malattia attraverso l'immissione di un gene che modifica l'insetto e lo rende dominante avendo il sopravvento sulla zanzara comune.
Secondo gli scienziati basterebbe creare delle colonie di zanzare geneticamente modificate e lasciarle libere nelle zone dove si trovano gli animali portatori della malaria perché quest'ultimi vengano sopraffatti completamente.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che siano più di 650.000 le persone morte di malaria nel 2010.
La zanzara modificata dagli studiosi, dopo vent'anni di sperimentazione, è la Anopheles stephensi, la più pericolosa e portatrice del ceppo più mortale della malaria.

Fonte tratta dal sito .

giovedì 28 giugno 2012

Micro robot nel cervello per curarlo



Superare gli automi metallici per materiali più "umani", è questa la sfida. Queste capsule, simili a lombrichi sono già state testate in Germania su oltre 50 pazienti in gastroscopia. In futuro si potranno inserire attraverso il foro praticato nel cranio, poi il medico con un joystick li guiderà all'asportazione di tumori, senza provocare danni
Mini-robot simili a lombrichi, capaci di entrare nel cervello senza creare traumi,rimuovendo per esempio tumori fino ad oggi preclusi ai bisturi. Micro-chip inseriti nella calotta cranica, provvisti di elettrodi che riescono a raccogliere i segnali cerebrali del soggetto e inviarli all’esterno. Oggi questi micro-chip sono già sperimentati per permettere a persone completamente immobili di scrivere senza mani al computer. Sono questi alcuni dei filoni di ricerca e sviluppo su cui si sono confrontati ieri gli oltre 500 scienziati riuniti per la prima giornata di BioRob 2012, il Congresso Mondiale che raduna ogni due anni i massimi esperti di bioingegneria al mondo e si celebra fino a domani nella capitale sotto l’egida dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Tra gli interventi attesi oggi, un gruppo di ricercatori americani del Massachusetts Institute of Technology (MIT) presenterà le soluzioni alle quali stanno lavorando per la creazione di “soft robot”. L’obiettivo è di superare la realtà di automi super-intelligenti ma pur sempre metallici e rigidi che si spostano nello spazio con movimenti inesorabili, per arrivare a creare robot con materiali morbidi e movimenti più “umani”, maggiormente capaci d’interagire con chi gli sta accanto e adeguarsi alle sue intenzioni. Un lavoro su materiali e sistemi di movimento, che un domani potrebbe per esempio portare alla creazione del “fisioterapista robot” in sostituzione delle più fredde piattaforme di riabilitazione, che pure oggi rappresentano soluzioni d’avanguardia nel recupero di pazienti colpiti da ictus. E ancora oggi si parlerà di capsule in grado di navigare all’interno dello stomaco di un paziente fornendo i medesimi risultati di una gastroscopia, ma risparmiandogli la sedazione e il passaggio dell’endoscopio attraverso esofago e tubo digerente.
Queste capsule, guidate con campi magnetici controllati dal medico attraverso un semplice joystick, sono già state testate in Germania su oltre 50 pazienti e promettono un’interessante alternativa alla tradizionale gastroscopia. Ma nella prima giornata di BioRob 2012, a farla da protagonista è stato ieri il “robot-lombrico”. Grande come una moneta da un quarto di dollaro, di forma vermiforme e dotato di grande flessibilità, Minir - questo il suo nome - consente di rimuovere i tumori nelle zone più profonde o comunque più delicate del cervello, riducendo ai minimi termini i rischi di lesione della parte sana della massa celebrale, e quindi il pericolo di danni motori, cognitivi e di linguaggio. A presentare i risultati di tre anni di sperimentazione del mini-robot è stato ieri Jean-Marc Simard, Neurochirurgo e Professore all’Università del Maryland. “Grazie a un minuscolo foro praticato sul cranio - spiega Simard - Minir può intervenire sulle profondi neoplasie del cervello senza danneggiare la parte sana. La sua elevata snodabilità e i supporti tubolari di cui è dotato gli agevolano notevolmente il movimento all’interno dell’organo”.
Dopo l’inserimento del robot-lombrico attraverso il foro praticato nel cranio, il soggetto malato viene introdotto all’interno di una risonanza magnetica, che in tempo reale fornisce al chirurgo la mappa completa del cervello e la posizione esatta del tumore. “A questo punto - spiega sempre il Professor Simard - il chirurgo monitorando il video manovra il mini-robot attraverso un joystick e procede all’asportazione del tumore”. Sembra di parlare di play-station ed è invece la realtà di una macchina ad alta precisione.
“Minir: nella fase di sperimentazione è arrivato a rimuovere il 95% di masse tumorali profonde e il restante 5% - mette in chiaro il Professore - è quel sottilissimo strato tumorale che in neurochirurgia è considerato inamovibile, pena il danneggiamento della parte sana della materia cerebrale”. Per la sperimentazione sull’uomo dovremo aspettare dai tre ai cinque anni, ma Simard assicura che il mini-lombrico robotizzato si è dimostrato molto efficace nell’asportazione del glioblastoma, una neoplasia che nella metà dei casi porta al decesso entro sei mesi. Minir potrà essere applicato anche per la rimozione di tumori alla corteccia eloquente, che comanda appunto il nostro linguaggio, e sulla quale le normali ecniche chirurgiche comportano gravi rischi di lesione.

Fonte tratta dal sito .

martedì 26 giugno 2012

In Italia ogni giorno chiudono i battenti 1.626 attività



Congelati anche i crediti che le imprese vantano con la Pubblica amministrazione: un tesoro da 70 miliardi
L'emergenza dei mancati pagamenti alle imprese assume connotazioni drammatiche, l'allarme è rosso: nei primi cinque mesi del 2012 sono cresciuti del 47 per cento. Il risultato? Le aziende non incassano più, le fatture da pagare restano chiuse nel cassetto. Il quadro è tratteggiato da un'indagine di Unimpresa che individua tre ragioni in particolare: il crollo dei consumi, la stretta ai prestiti bancari e i crediti della Pubblica amministrazione congelati. Gli effetti della cura Monti continuano a pesare anche sulle imprese, che schiacciate in un quadro recessivo e costrette a subire un'altissima pressione fiscale, giorno dopo giorno stanno morendo. Secondo quanto rivelato dalla Cgia di Mestre venerdì, nei primi tre mesi di quest'anno hanno chiuso i battenti 146.368 imprese, ovvero 1.626 imprese al giorno.
Quadro omogeneo - L'indagine di Unimpresa sui pagamenti ritardati è stata condotta incrociando i dati delle 130mial associate raccolti nelle 60 sedi sul territorio nazionale, con le informazioni prese da alcune basi dati pubbliche e private. Lo studio mette in evidenza un quadro omogeneo in tutta Italia, con una crescita delle percentuale dei mancati pagamenti poco più alta al Mezzogiorno (49,4%) rispetto al Centro-Nord (45,3%). Per quel che riguarda i settori economici, al vertice della graduatoria c'è l'edilizia, poi il commercio, quindi l'artigianato, la piccola industria e l'agricoltura.
Le tre ragioni
La nota diffusa da Unimpresa spiega che la spirale negativa si fonda su tre ragioni che hanno spinto il Paese in recessione.
Per primo, la crisi ha fatto crollare i consumi incidendo sui comportamenti delle famiglie, sempre più orientate a spese low cost in modo sistematico pur di arrivare a fine mese: si punta tutto su offerte speciali e prodotti scontati, con il risultato di un crollo del fatturato che parte dal piccolo commercio e dalla grande distribuzione e arriva a investire l'intera filiera produttiva.
La seconda ragione è il cosiddetto credit crunch, la crisi di liquidità innescata dalla stretta al credito da parte delle banche.
Il terzo fattore che contribuisce a bloccare i pagamenti tra imprese è il congelamento dei crediti che le aziende vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione: un tesoro da 70 miliardi di euro sui quali il governo di Monti non è riuscito a incidere.

"Sempre più vicini al baratro" - Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, spiega: "Siamo sempre più vicina al baratro. Dobbiamo constatare giorno dopo giorno che si stanno avverando tutte le nostre previsioni. E mentre il Paese affonda prendiamo atto che al Governo interessano di più le faccende internazionali.
È chiaro che la svolta passa anche per una ricetta unica dell'Unione europea, ma nel nostro Paese esistono malattie particolari che richiederebbero medicine ad hoc. E si tratta di misure urgenti, senza le quali - continua Longobardi - alla fine di quest'anno potremmo fare i conti con un quadro devastante. A nostro giudizio il ciclo economico può ripartire anche ricorrendo a importanti investimenti pubblici, da rilanciare in tempi rapidissimi".

Fonte tratta dal sito .

lunedì 25 giugno 2012

L'Italia farà la medesima fine della Grecia. È solo una questione di tempo



La popolazione greca urla sicura:”Non vogliamo aiuti dalla Troika”. A confermarlo è anche Monia Benini, autrice del libro “La guerra D’Europa” e conoscitrice della realtà ellenica. Intervistata nel pomeriggio da Sky tg24, Benini conferma ciò che diversi organi di stampa greci avevano già ribadito: il popolo ellenico non vuole alcun “aiuto” dalla Troika (BCE, FMI e Commissione europea). Nessun prestito che inesorabilmente si tramuterebbe in un debito futuro, l’ennesimo, che le presenti e future generazioni dovranno ripagare.
Il tutto senza contare che, realtà come Deutsche Bank, hanno praticamente scommesso sul fallimento della Grecia ed hanno quindi tutto l’interesse ad affossare l’economia dello Stato ellenico subito dopo essersi assicurate l’ennesima operazione di indebitamento.
In altri termini: i greci devono fallire ma, prima, devono accettare i prestiti europei per poter essere legati a doppio filo alla finanza speculativa.
AD ATENE I BAMBINI SVENGONO NELLE SCUOLE
La situazione nella sola Atene, dove abitano 5 milioni di persone, è drammatica: lo scorso inverno, come ricorda Benini, erano ben 20.000 i cittadini che dormivano per strada. Gli studenti svengono nelle scuole per troppa fame, gli ospedali chiudono e, gli ammalati, sono sempre più spesso costretti a comprare di tasca propria le medicine necessarie per curarsi. Molti genitori, inoltre, non mandano può a scuola i propri figli perché non hanno soldi per libri e mezzi di trasporto. Come ciliegina sulla torta, il dato sulla disoccupazione: più di un giovane (tra i 15 ed i 24 anni) è senza lavoro. Gli anziani senza pensione, i ragazzi senza futuro. E’ questa la Grecia di oggi e nulla di ciò che leggete è frutto di enfasi.
L’ITALIA SULLA STESSA STRADA MA CI VORRÀ PIÙ TEMPO
Certo se si guardano i dati demografici e soprattutto economici, si intuisce che per trascinare l’Italia nello stesso baratro greco ci vorranno più tempo e più fatica da parte dei "mercati". Di sicuro, però, il governicchio tecnico e sulla buona strada: già 9 milioni di persone hanno rinunciato alle cure sanitarie, i rimborsi per i libri scolastici stanno diventando tabù, la disoccupazione giovanile è al 50%, il divario tra Nord e Sud del paese cresce insieme alle tasse. Le università si svuotano perché non offrono più sbocchi professionali e ai 100 miliardi di risparmio previsti con i tagli e la svendita dei patrimoni pubblici, si allegano quei ridicoli 200.000 milioni di euro previsti per le manovre di “sviluppo”.
Ora, visto che l’economia italiana è di gran lunga più vasta e forte di quella greca, non ci si aspetta il crollo totale del Bel Paese nel giro di poco. Di sicuro, però, continuando con austerity, incremento delle tasse e taglio a tutto ciò che non serve per ripagare il maledetto debito, non ci vorrà poi tanto per ridurre gli italiani sul lastrico.
CI HANNO CONVINTI CHE È GIUSTO COSÌ, CHE MERITIAMO L'AUSTERITY
L’aspetto probabilmente più agghiacciante di tutta la terribile faccenda è che, alla fine, moltissime persone, convinte di essere “sveglie”, equilibrate nei giudizi e bene informate, si sono fatte convincere dalla propaganda della Troika: Greci, Italiani, Spagnoli e qualunque popolo colpito dalla speculazione finanziaria, meritano di subire ogni forma di purga economica e sociale. “Avete scialato negli scorsi anni? Avete osato godere di diritti per giovani, lavoratori e pensionati? Bene:ora pagate con gli interessi”. Si traduce così il messaggio arrogante ed odioso inviato giornalmente da un gruppo di ingordi obesi che hanno guadagnato più di quanto potranno spendere in 1000 vite grazie all'anoressia altrui.
Intanto si continuano ad iniettare capitali ingenti nelle banche che poi li utilizzano non per investimenti nell’economia reale ma per ulteriori giochi speculativi. Ci hanno convinti che è giusto così, che tutto sommato non possiamo più permetterci di sostenere disabili, studenti, ammalati e persone che vorrebbero avere una vita normale facendo onestamente il proprio lavoro. Ci hanno quasi abituato a questo regime nazi-finanziario che non ha più spazio, tempo e pietà per chi non produce denaro.
Ci hanno convinti che non c’è più spazio per il welfare perché ora la priorità è il pagamento del debito. E noi, da bravi gonzi, ce la siamo anche bevuta ed abbiamo rampognato chi osava, anche solo osava, porre delle domande e dei dubbi sulla legittimità non di tutto ma di almeno parte di tale infinito debito. La barzelletta che non fa ridere in effetti è proprio questa: un popolino confuso e sciatto che si è auto-convinto di essere colpevole e di dover stringere la cinghia perché, improvvisamente, “non ci sono più soldi”.
Ma voi avete idea della mole scandalosa di soldi che vengono gestiti da chi governa il mondo? Lo sapete che ci sarebbe denaro a sufficienza per dare a tutti una vita meno grama? Ah già: questo è mero complottismo populista. Meglio fidarsi degli squali della finanza. Loro hanno “studiato” e quindi sanno come funziona il meccanismo. Povera Italia; povero mondo.

Fonte tratta dal sito .

domenica 24 giugno 2012

PANICO NEL NUOVO ORDINE MONDIALE



Rifletteteci: banche che salvano governi, i quali garantiscono e salvano banche in bancarotta, il tutto tenuto insieme con lo scotch dalla BCE che pompa miliardi di euro per tenere in piedi questo spettacolo di zombie. Lo stesso denaro circola per tutto il giorno in quello che non è altro che uno schema di Ponzi destinato inevitabilmente a crollare. Inoltre, i collaterali che la BCE accetta per i suoi prestiti stanno terminando. Ciò non cambierà fino al Grande Default. I contribuenti Europei pagheranno care queste distorsioni ed il procastinamento del giorno della resa dei conti; lo stesso vale per i contribuenti Americani. Soprattutto quando viene approvata una legge che va a “salvare” potenziali elettori in periodo elettorale. E’ accaduto con il settore agricolo che a quanto pare succhia regolarmente dalla tetta del governo federale. In questo panorama mondiale gli aggiustamenti verso un ritorno ad un’economia con fondamentali sani sono un miraggio. Fate le vostre scommesse.


Per la prima volta nella mia carriera, vedo l’establishment internazionale, a volte chiamata Nuovo Ordine Mondiale, di fronte ad una crisi così grande che la sua stessa sopravvivenza è a rischio. Per la prima volta, queste persone hanno paura.
Non ce ne sono molti di loro. Nel suo libro, Superclass, l’autore David Rothkopf stima che ci sono solo circa 6000 persone al vertice della piramide del potere mondiale. Sono per lo più maschi, ed almeno un terzo di loro ha frequentato le università Americane più prestigiose. La maggior parte degli altri ha frequentato università comparabili in Europa.
La crisi in Europa è chiaramente al di là di tutto ciò che questa generazione di leader dell’establishment abbia mai visto. L’ultima volta che l’establishment Europea ha affrontato una cosa del genere, si è finiti nella Seconda Guerra Mondiale.
Durante tutto il periodo del dopoguerra, gli Stati Uniti sono stati la forza dominante in Occidente. Il governo degli Stati Uniti con il Piano Marshall ha firmato gli assegni per tenere a galla i governi Europei, e ha finanziato la maggior parte della NATO, il sistema di difesa reciproca che è stata istituita per limitare l’espansione dell’Unione Sovietica.
Gli Stati Uniti non sono più in grado di salvare nessuno. Hanno un’enorme deficit commerciale, e hanno un deficit federale enorme. L’Europa si rende conto ora che, da un punto di vista economico, è da sola. Se ci sono soluzioni alla crisi economica Europea, queste soluzioni sono costrette ad essere generate all’interno della zona euro.
BANCHE A RISCHIO
Oggi, l’intero sistema bancario d’Europa è a rischio. Le banche sono fortemente indebitate, e hanno fatto enormi investimenti a bassi tassi di interesse in obbligazioni emesse da governi che sono tecnicamente insolventi. Non vi è alcuna possibilità che uno di questi titoli sarà mai ripagato. Non sono mai stati progettati per essere rimborsati. Sono stati progettati per mantenere i contribuenti di tutti i paesi Europei in schiavitù permanente nei confronti del sistema bancario.
Ora, in un completo rovesciamento di fortuna, le banche sono sempre più dipendenti dai governi. I governi sono ora i prestatori di quasi ultima istanza per le banche commerciali. La banca centrale, naturalmente, è il prestatore di ultima istanza. Ma ad oggi, la Banca Centrale Europea vuole essere neutrale. Non vuole intervenire per salvare la Grecia, la Spagna, o l’Italia.
I governi PIIGS che hanno dato gli IOU alle banche del nord Europa sono tecnicamente insolventi. Quando la Grecia andrà in default, cosa che avverrà, ci saranno enormi perdite subite da alcune banche del nord Europa. Quando la Spagna andrà in default, cosa che avverrà, queste perdite peggioreranno. Quando l’Italia andrà in default, cosa che avverrà, l’intero sistema bancario dell’Europa andrà in bancarotta.
Le uniche cose che oggi possono salvare il sistema bancario Europeo sono la Banca Centrale Europea, che ha il potere di creare denaro dal nulla, ed i contribuenti della Germania, i cui leader nazionali sono implacabili nel loro desiderio di espandere la potenza della zona euro su tutta l’Europa. Questi politici sono disposti a dare IOU a nome dei contribuenti Tedeschi al fine di estendere questo consolidamento.
UNA CATENA DI DEBITO
Il problema è che i governi del Nord Europa non hanno soldi per fungere da creditori per Grecia, Spagna o Italia. Stanno prendendo in prestito denaro a tassi che non si sono mai visti prima in tempo di pace in Europa. Ci si aspetta che questi governi intervengano e prestino denaro al governo Greco. Ma tutti i governi del nord Europa sono ora di fronte all’ulteriore responsabilità di essere i prestatori di quasi ultima istanza per le banche commerciali di grandi dimensioni all’interno dei propri confini.
Chi presterà ai governi del nord Europa abbastanza soldi per tirare fuori dai guai i governi Europei del sud? Quali creditori pensano che questa sia una buona idea oggi? Al tasso di interesse di oggi, non così tanti. Questo è il motivo per cui i tassi di interesse aumenteranno. Ma quando i tassi di interesse a lungo termine saliranno, ciò abbasserà il valore attuale di mercato di tutti i bond nei portfolio dei creditori.
Così, da un lato, gli investitori devono raccogliere denaro per prestarlo ai governi, ed i governi hanno bisogno del denaro per ricapitalizzare le banche dei propri confini. Questo porta al problema successivo: in modo che i prestatori possano prestare denaro ad un governo, devono emettere assegni dai loro conti bancari. Cosa succede se le loro banche si troverebbero ad andare sotto? Chi presterà il denaro ai governi?
In questa catena di fiat money, di credito e di debito, la Banca Centrale Europea è il prestatore di ultima istanza. E’ il prestatore di ultima istanza perché ha l’autorità legale per creare denaro dal nulla. Può acquistare IOU emessi dai governi, e può prestare denaro alle banche, in modo che le banche possano acquistare gli IOU dei governi.
I GIORNI DELLA RESA DEI CONTI
L’intero sistema politico che noi conosciamo come Unione Europea dipende da un sistema bancario a riserva frazionaria che si è sovraesteso, ed ora affronta il giorno della resa dei conti. In realtà, si trova ad affrontare due giorni della resa dei conti.
In primo luogo, c’è una resa dei conti nei paesi PIIGS, quando i depositanti ritirano fondi. Il secondo giorno della resa dei conti sta per essere imposto dai governi insolventi che hanno preso in prestito centinaia di miliardi di euro dalle banche.
L’arrivo di una corsa agli sportelli bancari minaccia la capacità del governo Greco di prendere in prestito denaro da chiunque. Il governo Greco dipende dal sistema bancario Greco per riscuotere le tasse. Se il sistema bancario Greco va a ramengo, il governo Greco va a ramengo.
In questo sistema, solo la Banca Centrale Europea ha l’autorità per salvare il sistema. Ogni altra fonte potenziale di euro dipende dalla solvibilità del sistema bancario Europeo. Ma questo è esattamente ciò che è a rischio oggi.
È per questo che tutto il sistema bancario a riserva frazionaria, in ultima analisi, deve poggiare sul monopolio concesso dal governo ad una banca centrale. La banca centrale, soprattutto, è il garante della solvibilità delle grandi banche. La banca centrale è l’agente economico dei proprietari delle grandi banche commerciali. Questi proprietari sono ora sull’orlo della bancarotta. Detengono quote in banche multinazionali i cui funzionari non avevano alcuna comprensione dei fondamenti dell’economia. Hanno firmato assegni ai PIIGS.
In questo scenario, l’unico modo per salvare il sistema rischia di distruggerlo. L’unico modo per salvare l’euro rischia di distruggerlo. Questo perché ci sono solo due modi per salvare le grandi banche commerciali. Il primo modo è con l’iperinflazione. Ciò consentirà alle banche di mantenere le porte aperte, ma i mutuatari saranno in grado di ripagare i prestiti con la vendita di una manciata di beni tangibili, in modo da raccogliere denaro sufficiente per pagare i prestiti con euro senza valore.
Il secondo modo per salvare le banche, che è quello che la Banca Centrale Europea sta tentando di fare, è quello di evitare l’iperinflazione, e di inflazionare la massa monetaria solo nella misura in cui le grandi banche possono essere salvate mediante la concessione di prestiti a basso tasso d’interesse. Esse a loro volta devono prestare i soldi, se riescono a trovare mutuatari solventi, e se i mutuatari sono disposti a prendere in prestito.
Se la Banca Centrale Europea adotta il secondo approccio, questo porterà ad una depressione. La banca ha inflazionato. Le banche commerciali hanno prestato denaro a governi insolventi. Questi governi andranno in default se c’è una recessione, ma rifiutandosi di ampliare l’offerta di moneta, la Banca Centrale Europea produrrà una recessione. Il boom favorito negli anni di Greenspan ha fatto saltare in aria le banche Europee, nello stesso modo in cui il boom negli Stati Uniti ha fatto saltare le banche Americane.
Non esiste un equivalente del FDIC nel sistema bancario Europeo. Non esiste un solo governo che abbia gli asset o l’autorità legale per prestare a qualunque altro governo. Non esiste un sistema fiscale comune, il che significa che tutti i governi possono avere grossi deficit. Ciò significa che i governi sono in costante competizione l’uno con l’altro per prendere in prestito denaro a sufficienza e finanziare i loro deficit.
Così, il sistema è teso fino al limite. I pochi finanziatori rimasti che hanno abbastanza soldi nelle loro banche per firmare assegni ai governi insolventi si rifiutano di firmare tali assegni. È per questo che la Spagna sta pagando oltre il 7% per attirare creditori che le diano fondi. I creditori che ci cascano finiranno come gli sciocchi che hanno prestato denaro al governo Greco prima del 2010. Vedranno crollare il valore dei loro investimenti se i tassi di interesse saliranno a doppia cifra in Spagna, cosa che accadrà a meno che la Banca Centrale Europea non intervenga e conceda prestiti di denaro fiat al governo della Spagna.
VERTICI NEL FINE SETTIMANA
Vi è ora almeno una riunione d’emergenza mensile nel weekend tra le autorità politiche, accompagnati dai loro burocrati dei ministeri delle finanze. Si riuniscono di Sabato per parlare di come si possa salvare il sistema. Rilasciano un comunicato stampa la Domenica. Il comunicato stampa è sempre a corto di dettagli. Nel giro di un mese, la crisi si inasprisce ancora una volta, e c’è un altro vertice il weekend.
Ogni volta che c’è un vertice, gli investitori che dispongono di denaro sufficiente per investire attendono con il fiato sospeso la Domenica pomeriggio per vedere se c’è una qualche soluzione. Non c’è mai una soluzione, così il mercato azionario scende il primo giorno o due dopo la riunione.
E’ ormai chiaro a tutti che non esiste una soluzione imminente. Non esiste un accordo politico, in particolare tra Germania e Francia, su chi firmerà gli assegni per salvare il prossimo governo PIIGS prima che si schianti sul muro di mattoni.
Ricordo quasi 40 anni fa, ascoltando un discorso di un giovane economista pallone gonfiato a Yale, venivamo informati che ci sarebbe stato un nuovo sistema monetario in Europa entro il 2000. Questa fu una previsione accurata. Venne fondato nel 1999. Il pallone gonfiato si trasferì a Harvard. E’ scomparso dalla vista pubblica. Ma era chiaro dal suo discorso che era convinto che questo nuovo sistema monetario avrebbe creato un ordine economico completamente nuovo in Europa. Accidenti, aveva ragione!
Il nuovo ordine economico in Europa si sta disintegrando. I politici, i burocrati, ed i portavoce dell’establishment stanno guardando con orrore a come il sistema che i loro predecessori avevano progetto per funzionare in modo permanente si sta disintegrando. Non per fare paragoni impropri, ma tutto ciò ricorda la promessa di Adolf Hitler sul Reich millenario. Durò 13 anni. Quest’anno, l’euro compie il suo 13° compleanno. Finora, non è stato un buon compleanno.
NIENTE FIREWALL
I leader dell’establishment Europeo non hanno mai avuto a che fare con una qualsiasi crisi come questa. Continuano a parlare della necessità di un firewall. Fintanto che dispongono di un firewall, nessuno è disposto a gridare “Al fuoco!” Eppure, il fuoco sta ora imperversando.
Che tipo di firewall può essere creato per impedire che un default di un governo diventi il default di un altro governo? Che firewall può esistere per una grande banca multinazionale che ha appena perso la metà del valore dei bond che aveva acquistato ad un tasso del 3%, ora che il tasso di interesse è del 7%? Ogni volta che il tasso di interesse raddoppia, il valore di mercato dei titoli diminuisce del 50%, come minimo.
Non vi è alcun firewall. Il sistema finanziario d’Europa è correlato attraverso l’euro. Ognuno utilizza la stessa valuta in 17 paesi. Tutti dipendono dalla stessa banca centrale, e tale banca non sta esercitando la leadership. Il capo della banca continua a dire che i governi devono farsi avanti ed assumersi le loro responsabilità. Ogni volta che dice questo, mi viene in mente quello che Ben Bernanke continua a dire al Congresso.
I capi delle due più grandi banche centrali del mondo continuano a lamentarsi che i politici devono assumersi la responsabilità di risolvere la crisi. Ma questo è esattamente ciò che i politici non vogliono fare. I politici hanno sempre capito che la banca centrale li avrebbe salvati dalla loro crisi, creando semplicemente nuovo denaro e comprando gli IOU del governo. Questa è sempre stata la giustificazione pubblica per il settore bancario centrale.
I politici sembrano ciechi alla vera ragione dell’esistenza della banca centrale, vale a dire, salvare le grandi banche commerciali sotto la sua giurisdizione. La Banca Centrale Europea si trova di fronte ad un problema enorme: ha sotto la sua giurisdizione le più grandi banche in ogni paese della zona euro, ad eccezione della Gran Bretagna. Deve intervenire per salvare qualsiasi grande banca che si trova sotto la sua giurisdizione, perché se così non fosse, ci sarebbe una corsa agli sportelli bancari in quella nazione.
UNA CORSA AGLI SPORTELLI BANCARI
I depositanti possono andare nelle banche e trasferire il denaro ad una banca al di fuori del paese. Di solito, questa si rivela essere una banca Tedesca. Giuridicamente, la banca ricevente si può rifiutare di prendere un deposito, ma quale banca oserebbe non accettare i depositi? Qualunque banca che non prenderebbe i depositi da qualsiasi altra banca lancerebbe un segnale ai media che l’altra banca è sulla soglia dell’insolvenza. Questa è l’ultima cosa che qualsiasi banca in nord Europa vuole fare rispetto a qualsiasi banca in Grecia, Spagna o Italia.
La Banca Centrale Europea è seduta su una polveriera. La miccia è già stata accesa. Tale miccia è collegata al sistema bancario Greco. Se il sistema bancario Greco esplode, e con questo intendo implode, ciò accenderà un’altra miccia. L’altra miccia conduce in Spagna. Potrei sbagliarmi. Ci possono essere due micce, uno che porta verso la Spagna e l’altra che porta all’Italia.
Non vi è alcun firewall. Il firewall sarebbe solo per le banche nel nord Europa che si rifiutano di prendere nuovi conti da parte di persone che stavano chiudendo i loro conti in Europa meridionale. Ma se non si fermano le corse agli sportelli bancari in Grecia, il governo Greco andrà in default per il proprio debito ed uscirà dalla zona euro. Non avrà altra scelta. Se le sue banche sono al collasso, come sarà in grado di finanziare il suo debito? Come sarà in grado di raccogliere le tasse?
Si può vedere cosa è in gioco qui. Una piccola corsa agli sportelli bancari è andata avanti per almeno un anno in Grecia, ed ora sta minacciando di sfociare in una vera e propria corsa. Le banche del nord Europa potrebbero rifiutarsi di prendere nuovi depositi in euro dai depositanti in Grecia. Ma tutte dovrebbero farlo in una sola volta. Se solo una o due grandi banche in Europa del nord si rifiutano di accettare nuovi conti dai Greci, questo invierà un messaggio a tutti gli altri Greci: “Fareste meglio a portare via i vostri soldi dalla vostra banca, velocemente, e portarli in una banca del nord Europa che non ha ancora chiuso nuovi depositi.” La corsa agli sportelli bancari si intensifica.
Poiché non tutte le banche sono sotto le stesse leggi bancarie, e poiché nessuna agenzia di regolamentazione può dire loro cosa fare, l’Europa ha un sistema in cui i depositanti nei paesi PIIGS sono in grado di creare enormi corse agl isportelli bancari nei confronti delle banche dei loro paesi.
Non vi è alcun firewall contro questo. Le corse agli sportelli sono iniziate in Grecia. Le banche al di fuori della zona euro possono rifiutarsi di accettare nuovi depositi, ma le banche all’interno della zona euro non possono farlo senza mettere in pericolo la sopravvivenza del sistema bancario. Inoltre, se non creano un firewall, le banche crollate di Grecia, Spagna, e Italia porteranno al fallimento i loro rispettivi governi, e ciò a sua volta porterà a perdite enormi per le banche del nord Europea.
Non si vede una discussione dettagliata di questo sulla stampa mainstream, per un buon motivo: la stampa mainstream ha paura di essere incolpata per aver innescato una corsa agli sportelli bancari Greci. Tutti tra le autorità sanno che è iniziata una corsa agli sportelli bancari Greci, ma questa non è una notizia da prima pagina. Non è certo una storia per gli spettacoli serali dei notiziari televisivi. Forse “The PBS News Hour” ospiterà due o tre esperti per discuterne, i quali offriranno punti di vista rivali, ma i network giornalistici non parleranno della corsa agli sportelli bancari Greci fino a quando non arriverà nella sua fase terminale.
Così, le persone che gestiscono il nuovo ordine Europeo staranno lì, inermi, completamente dipendenti da decisioni prese dai depositanti nelle banche Greche. In qualsiasi momento, un’ondata di paura potrebbe diffondersi in tutta la Grecia, e la maggior parte dei depositanti inizierà a fare la fila per ritirare i propri soldi. Se ritirano i loro soldi in moneta, ciò farà crollare la banca locale, che dovrà vendere asset per comprare la valuta della Banca Centrale Europea al fine di consegnarla al depositante. Questo tipo di corsa agli sportelli bancari è un male per una singola banca, ma di solito i depositanti spendono i soldi. Quando un depositante spende i soldi, l’attività che riceve i soldi li ri-deposita nella sua banca. Quindi, una corsa agli sportelli bancari per la valuta non è una minaccia enorme per il sistema bancario Greco nel suo complesso.
Il contrario, tuttavia, è una corsa agli sportelli bancari in forma di trasferimenti di denaro digitale fuori del paese. Tutte le banche Greche si trovano oggi ad affrontare questa minaccia. Una volta che gli euro lasciano il sistema bancario Greco, non sono ridepositati nel sistema bancario Greco.
Quello che stiamo vedendo è il collasso del sistema bancario Greco. A meno che non intervenga di nuovo la Banca Centrale Europea, entro la fine dell’anno, non ci sarà un sistema bancario Greco. Tutte le banche andranno in bancarotta.
Non c’è nulla che gli Eurocrati possono fare al riguardo. L’unica agenzia che ha il potere di fermare ciò è la Banca Centrale Europea, che può fare quello che vuole, in definitiva, il che significa prestare denaro alle banche Greche in base a qualsiasi garanzia vogliano presentare, in particolare IOU emessi dal governo Greco.
CONCLUSIONE
Angela Merkel può urlare, urlare, e trattenere il respiro fino a quando non diventa blu, ma alla fine non ha alcun potere sulla Banca Centrale Europea. In definitiva, nessun politico ha alcun potere su di essa. Nessun politico vuole veramente il potere su di essa. Perché no? Perché quel politico sarebbe di conseguenza responsabile della creazione del denaro che la Banca Centrale Europea stava per creare, ma che è stata ostacolata dal politico.
Per questo motivo la Banca Centrale Europea inflazionerà, inflazionerà e inflazionerà. Il capo della banca può fare tutti i commenti che vuole sulla responsabilità dei politici di intervenire per far andare avanti l’attuale sistema, ma lui è in definitiva lo spacciatore d’alcol del sistema. Lui è il tipo che ha il controllo della stampante. Egli è l’unica persona, insieme ai suoi colleghi, che è in grado di mantenere il sistema a galla.
Non vi è alcun firewall. C’è solo la capacità della Banca Centrale Europea di creare denaro attraverso prestiti alle banche commerciali o direttamente ai governi. Non importa che tipo di norme e regolamenti del 1999 sono in vigore che in teoria avrebbero dovuto impedire tutto ciò.
Nel bel mezzo di un incendio, nessuno al potere punterà il dito contro la Banca Centrale Europea quando interviene per salvare un governo che sta per andare in default per il suo debito. Il motivo è chiaro, o almeno mi è chiaro: nessun politico vuole essere responsabile della creazione del denaro che andrà a salvare le grandi banche del suo paese, ognuna delle quali sarà a rischio di insolvenza a causa del default di Grecia e Spagna, perché ciò produrrà un effetto domino per tutti i governi PIIGS.

Fonte tratta dal sito .

venerdì 22 giugno 2012

Il deserto avanza, pure in Europa

E’ ormai il momento di un nuovo contratto di equità tra gli esseri umani, e tra essi e la natura. Non sarà facile, ma è necessario
Il groviglio con filo spinato fatto di debito e euro barcollante, di feroce aggressione dei mercanti di danaro e derivati che propagano la loro dittatura, assieme al cumulo di lacrime e sangue imposto ai popoli da governi imbelli o complici, rischia di strangolare qualunque altra dimensione del vivere civile e sociale. Per esempio l'ambiente, il rapporto uomo natura. Con quella cosa da niente che si chiama cambiamento climatico e/o riscaldamento globale, di cui si discuteva a Durban, con poco successo di pubblico e di critica, in verità. E dire che qualcuno parla addirittura di possibile "olocausto climatico".
Ora non è certo che il mutamento del clima sia globale e permanente, però indizi pesanti di cambiamento si vedono e toccano con mano. Non nel deserto del Sahel, ma nella ben più vicina Romagna, nonché nelle Marche e in Toscana, attanagliate dalla siccità. Ecco un titolo comparso sulla stampa locale il 27 novembre: Siccità in Romagna. Ecco l'ordinanza, da domani acqua razionata, multe salatissime per chi non la rispetta. Il bacino della diga di Ridracoli è quasi a secco, e rischia di rimanere completamente senz'acqua. L'ordinanza riguarda le province di Ravenna, Forlì - Cesena e Rimini. In seguito all'avviso diramato dalla Protezione civile regionale, le autorità locali hanno imposto a tutti gli utenti di limitare il consumo dell'acqua delle rete idrica agli stretti bisogni igienico-sanitari e domestici. Fino al 31 maggio dalle 8 alle 21 di tutti i giorni è vietato il lavaggio di cortili, piazzali, veicoli, innaffiamento giardini, orti e prati. Senza limite di orario, quindi per tutte le 24 ore, non si potranno riempire piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto continuo (il funzionamento di fontane pubbliche o private è consentito solo se dotate di apparecchiature per il ricircolo dell'acqua).
È escluso dalle limitazioni il consumo di acqua oggetto di contratti di somministrazione per attività imprenditoriali. Per i trasgressori le sanzioni andranno da 25 a 500 euro. È vero che la situazione di emergenza dipende da questo autunno straordinariamente caldo e sereno, senza piogge consistenti. Talmente caldo e sereno che la stagione turistica estiva sulla costa, da Rimini e Riccione fino a Milano Marittima e Porto Garibaldi, praticamente non è ancora finita, con un consumo d'acqua in queste zone del tutto anomalo e imprevisto. Però è anche vero che da tempo in Emilia Romagna (E-R) erano evidenti, e segnalati, problemi di approvvigionamento idrico, in particolare per le acque di falda con fenomeni di subsidenza diffusi, mentre cresce giorno dopo giorno la pressione sulle risorse superficiali.
Insomma il sistema del consumo si sviluppa in modo eccessivo, non sostenibile, rispetto alle risorse attuali. E con la mancanza di precipitazioni atmosferiche di questo ultimo periodo, i nodi sono arrivati al pettine, ovvero la siccità si presenta non come fenomeno eccezionale una tantum, ma come componente tendenzialmente strutturale, organica al territorio, così come oggi si configura, e alle sue attività. Se si osserva la mappa delle portate idriche dei fiumi in E - R, disegnata dall' ARPA (Agenzia Regionale per l'Ambiente), si vede come quasi dappertutto siano segnate in rosso, cioè sotto il livello di guardia, la portata media calcolata sulle serie storiche. Ma non è un fenomeno che affligge solo le regioni del centro Italia.
La siccità sta installandosi anche in Francia. Il bilancio idrogeologico del 2011 è deficitario del 10% in media, con dei picchi oltre il 25% in alcune regioni come la Charente, o la Dordogna. Il 2011 è al momento uno dei dieci anni più secchi degli ultimi cinquanta, e settantotto dipartimenti, le nostre province, sono stati obbligati a prendere delle misure di restrizione del consumo d'acqua. Nel contempo se si va oggi in giro per le campagne attorno a Bologna, si incontrano fenomeni del tutto fuori stagione quali la fioritura dei fichi fioroni, in Dicembre!, e le gemme che buttano le viti, eventi al solito primaverili.
Ma torniamo al riscaldamento globale. Qualcuno ha valutato cosa accadrebbe se ci fosse un aumento della temperatura di 2 (due) gradi Celsius. Sarebbe un "disastro" racconta James Hansen in una conferenza tenuta il 7 Dicembre al congresso de l'American Geophysical Union (AGU)- San Francisco.
Il serissimo direttore del Goddard Institute per gli Studi Spaziali (GISS), principale laboratorio sul clima della NASA, uomo del tutto alieno da utopie ecologiste, ha presentato una ricostruzione dell'evoluzione della temperatura nel corso degli ultimi 5 (cinque) milioni di anni, sostenendo che oggi la temperatura media sul pianeta è ormai prossima a quella di due periodi, il primo circa 400.000 (quattrocentomila) anni fa, il secondo 130.000 (centotrentamila), quando "noi sappiamo che il livello dei mari era tra i 4 (quattro) e 6 (sei) metri più alto di quello attuale". Ovvero Rimini ma anche Deauville o New York, per non dire di Venezia, finirebbero sott'acqua, e la pianura padana ormai desertica pure. "Se il tasso di CO2 nell'atmosfera dovesse raddoppiare, la temperatura aumenterebbe di circa 3 (tre) gradi Celsius, e questo farebbe sì che la criosfera, ovvero l'attuale sistema di ghiacci marini e di ghiacciai continentali si scioglierebbe(..)"
L'aumento della temperatura non produce una rapida crescita del livello degli oceani, ma piuttosto il sistema va lentamente a un nuovo stato di equilibrio, con un aumento dei livelli delle acque tra 1 (uno) e 2,5 (due virgola cinque) metri in un secolo. Per conservare un clima come quello che permise lo sviluppo della civiltà umana quale noi la conosciamo, Hansen calcola che "sia necessario mantenere la concentrazione di CO2 atmosferica sotto le 350 ( trecentocinquanta) parti su un milione (ppm)". Concentrazione che era nel XIX secolo di 270 (duecentosettanta) ppm, e oggi si stima sia di 390 (trecentonovanta) ppm. Insomma siamo al limite di soglia, oltre il disastro s'avvicina, micidiale. Inoltre nei suoi lavori con Makiko Sato (GISS), Hansen calcola che l'aumento di 1 (un) grado oggi ci porterebbe al periodo più caldo del pianeta negli ultimi 3 (tre) milioni di anni.
Ma ai rappresentanti delle nazioni riuniti a Durban le rigorose cifre di Hansen sembrano non aver fatto, è proprio il caso di dirlo, né caldo né freddo, tantomeno le osservazioni empiriche dei contadini emiliani che vedono fiorire le gemme in Dicembre, mentre fiumi e canali si seccano e di pioggia non si vede traccia. Tanto può l'avidità in nome del mercato, dell'accumulazione di denaro e della produzione sconsiderata - cioè figlia solo del valore di scambio e quasi senza attenzione alcuna al valore d'uso - di merci.
Come le cellule cancerogene che si moltiplicano a dismisura fino a uccidere il corpo che fornisce loro nutrimento e sangue, morendo con lui. Senza eccessivo pessimismo, tutto lascia intendere che il tempo stia esaurendosi per assumere rimedi efficaci. Se i popoli rimarranno inerti, la crisi climatica moltiplicherà la crisi economica, con una democrazia sempre più flebile e stentata, su un pianeta sempre più inabitabile e inospitale. È ormai il momento di un nuovo contratto di equità tra gli esseri umani, e tra essi e la natura. Non sarà facile, ma è necessario.

Fonte tratta dal sito .

giovedì 21 giugno 2012

La Deutsche Bank chiede all'Ue un epocale piano di dismissione

Un piano di dismissione gigantesco, proporzionale a quello che coinvolse la ex Germania dell’Est dopo la riunificazione del 1990. E’ questa la richiesta che la Deutsche Bank ha fatto all’Europa, e in particolare al governo tedesco, in suo rapporto di qualche mese fa e che ora abbiamo potuto leggere. Il documento è del 20 ottobre 2011 e si intitola “Guadagni, concorrenza, crescita” ed è firmato da Dieter Bräuninger, economista della banca tedesca dal 1987 e attualmente Senior Economist al dipartimento Deutsche Bank Researc.
Un testo importante perché aiuta a capire meglio cosa sono “i mercati finanziari”, chi è che ogni giorno boccia o promuove determinate politiche di questo o quel governo. La richiesta che è rivolta direttamente alla cosiddetta Troika, Commissione europea, Bce e Fmi è quella della privatizzazione massiccia e profonda del sistema di welfare sociale e di servizi pubblici per un valore di centinaia di miliardi di euro per i seguenti paesi: Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Il rapporto stretto con gli “attacchi” dei mercati internazionali si vede a occhio nudo.
Gli autori del rapporto hanno come modello di riferimento per questo piano di privatizzazione il vecchio Treuhandanstalt tedesco (l’Istituto di Gestione fiduciaria che, tra il 1990 e il 1994 garanti la dismissione di cira 8000 aziende dell’ex Ddr soprattutto a vantaggio delle imprese dell’Ovest). Stiamo parlando di un valore patrimoniale di 600 miliardi di marchi tedeschi del 1990 secondo le stime ufficiali, circa 307 miliardi di euro attuali. Nonostante quell’agenzia abbia terminato il suo lavoro con una perdita di 256 miliardi di marchi, lo schema viene riproposto nel documento Deutsche Bank – e a giudicare dalle intenzioni, anche dai progetti governativi: “La situazione difficile sui mercati finanziari non è un ostacolo – scrive il rapporto. Una modalità consisterebbe nel trasferire gli attivi a un’agenzia incaricata esplicitamente di privatizzazione. Questa potrebbe in seguito, a seconda della congiuntura dei mercati, scaglionare la vendita nel tempo”. Si mette tutto in un fondo comune, dunque, senza fare di questa o quella privatizzazione l’emblema del progetto, in modo da non sapere più cosa e quando viene venduto, aggirando eventuali opposizioni.
Il capitolo che riguarda l’Italia è molto dettagliato, al pari di quelli degli altri stati. Dopo aver fatto una breve disamina della situazione pregressa – dall’Iri alle privatizzazioni di Telecom e delle altre grandi aziende - il documento ammette che “lo stato nel suo complesso nel corso dell’ultimo decennio si è ritirato in modo significativo” da diversi settori. Però esistono ancora “potenziali entrate derivanti dalla vendita di partecipazioni in grandi aziende”. Almeno 70-80 miliardi. Ma “particolare attenzione meritano gli edifici pubblici, terreni e fabbricati. Il loro valore è stimato dalla Cassa Depositi e Prestiti per un totale di 421 miliardi”. E, si aggiunge, “la loro vendita potrebbe essere effettuata relativamente con poco sforzo”.
“Secondo i dati ufficiali, è di proprietà dello Stato (comprese le regioni, i comuni) un patrimonio complessivo di 571 miliardi, ossia quasi il 37% del Pil”. Quindi, non si tratta di vendere solo qualche quota di Eni o Enel ma interi pezzi del patrimonio pubblico “in particolare l’approvvigionamento di acqua”, misura che appare “utile” soprattutto per via delle “enormi perdite, fino al 30%, dell’acqua distribuita”.
In effetti il testo dedica molto spazio ai servizi pubblici, non solo l’acqua pubblica: “A differenza delle telecomunicazioni, certe parti del settore energetico e dei trasporti (innanzitutto ferroviari) sono ancora suscettibili di privatizzazioni radicali e di una deregolamentazione, da condurre nell’insieme dell’Europa”. E nel testo non c’è alcun imbarazzo a scrivere che “in principio, la privatizzazione di servizi pubblici di interesse generale presenta dei vantaggi, come ad esempio l’approvvigionamento d’acqua, la gestione delle fognature, l’assistenza sanitaria e le attività non statali dell’amministrazione pubblica”.
Oltre all’Italia, come detto, il rapporto si occupa di altri paesi. La Francia, ad esempio dovrebbe avere circa 88 miliardi di euro di beni capitalizzabili sul mercato, il 4,6% del Pil ma, spiega la Deutsche Bank, “l’intervento statale nell’economia va oltre queste cifre”. Ci sono le infrastrutture, le centrali idroelettriche a partire dall’Edf che è di proprietà statale e ampi spazi del settore bancario. Per quanto riguarda la Spagna, l’accento è posto sulla vendita di aeroporti, sui servizi di navigazione, i cantieri navali, le Poste, le ferrovie. Infine, per quanto riguarda la Grecia, si ricorda che gli impegni presi dal paese nei confronti della Troika riguardano il 22% del Pil, circa 50 miliardi di euro di privatizzazioni. Ma, si sottolinea, “lo Stato controlla il 70% del Paese”, quindi c’è ancora molto da fare.
Fonte tratta dal sito .

martedì 19 giugno 2012

Euro, Banca d'Italia, sovranità nazionale



Ho visto questo grafico qui
http://www.italianscream.com/?p=606&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+ItalianScream+%28Italian+Scream%29
e ho controllato che effetivamente proviene da un documento ufficiale della banca d'Italia.
Provate voi a controllare: http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/pimsmc/pimsmc12/sb29_12/suppl_29_12.pdf
Non sono un economista e non conosco il significato tecnico di quei termini ma ... il grafico sembra alquanto chiaro.
Nel frattempo il telegraph (quotidiano britannico) nella sua edizione on line afferma che la banca inglese si sta preparando per il collasso dell'euro: http://www.telegraph.co.uk/finance/financialcrisis/9296628/Bank-of-England-prepares-plans-for-euro-collapse.htmlPoi ho letto qui: http://www.iljester.it/ecco-il-piano-segreto-per-salvare-leuropa-ultimo-atto-di-una-farsa-per-cancellare-le-sovranita-nazionali.html
La Banca centrale europea (Bce) e la Ue stanno mettendo a punto un superpiano per la creazione di una “nuova Europa”.
La bozza di questo piano dovrà essere realizzata nientemeno che da Mario Draghi assieme al presidente della Comissione Europea, Jose’ Manuel Barroso, al presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy.
Trovate la notizia sulla stampa nazionale, vedi ad esempio questo link: http://www.unita.it/mondo/superpiano-della-ue-e-bce-br-per-salvare-l-eurozona-1.417319
Si legge ancora nel succitato articolo:
Nessuno dei quali – ricordo ai miei lettori – è stato eletto da un qualsiasi organismo politico popolare. Eppure sono coloro i quali decideranno il futuro dell’Europa e dei suoi popoli.
Ma andiamo oltre. Secondo le indiscrezioni – leggete bene! - quattro sarebbero le aree principali del progetto: riforme strutturali comuni, politica di bilancio integrata, unione bancaria e unione politica. Già, unione politica e unione bancaria. Non vi suona strano questo progetto, alla luce della grave crisi speculativa e della pressione psicologica a cui sono stati sottoposti gli europei in questi ultimi due anni?
Tutto ciò va letto assieme all'esternazione di Monti che già al suo insediarsi come premier parlava di abbandonare la sovranità nazionale e all'articolo di Enzo di Frenna sul rapporto tra Draghi, Monti e la banca Goldman Sachs:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/11/goldman-sachs-lato-ombra-draghi-monti/169987/
Però che ce ne facciamo di tutti questi siti internet che denunciano il male minore e lasciano in ombra il MALE PEGGIORE? E come mai Lidia Undiemi, che prima avevamo sostenuto plaudendo al suo coraggio, adesso depenna dai suoi contaqtti sui social network tutti quelli che le ricordano troppo insistentemente la questione delle scie chimiche?
Non basta parlare di sovranià nazionale e sovranità monetaria, informati:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/le-scie-chimiche-degli-aerei-un.html
http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/05/le-prove-delle-scie-chimiche-una.html
Almeno l'avvocato Paola Musu parla di emissione di moneta e sovranita' monetaria e propone come soluzione la sovranita' monetaria. (vedi http://www.youtube.com/watch?v=R_3hvDqwPRo) e denuncia la complicita' degli organi, delle istituzioni e dei media tradizionali che non si attivano di fronte a tante denunce e segnalazioni (tra quella dell'avvocato Paola Musu) ... chissà se costei sa delle scie chimiche? o se anche lei ...
Anche se non c'entra niente col resto dell'articolo segnalo un aggiornamento del precedente: http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/06/fra-crisi-economica-euro-intrighi-venti.html
Aggiornamento: leggendo l'articolo http://corvide.blogspot.it/2010/08/levento-parte-iv-la-fine-del-mondo.html mi viene più di un sospetto su quel sito che non menziona le scie chimiche (se non di sfuggita in un singolo articolo vuoto di contenuti) e poi sembra fare l'occhiolino a certi discorsi un po' troppo new age.
Insomma la prudenza non è mai troppa.

Fonte tratta dal sito .

lunedì 18 giugno 2012

Venti di guerra climatica



Le correnti umide provenienti dal Nord Atlantico sono costantemente tenute sotto controllo dalla dispersione di materiali igroscopici sulle zone di confine del Continente europeo.
A farne le spese, in questo contesto, sono soprattutto Spagna, Francia, Belgio, Gran Bretagna, Germania, Austria e Svizzera.
Il denso strato di particolato che si è quindi formato a ridosso delle Alpi funge da barriera ed impedisce (eliminandoli) l'afflusso di importanti fronti imbriferi, cosicché sul territorio italiano ed in special modo nel Nord e Centro, vige una condizione di precaria stabilità, caratterizzata da discrete attività clandestine di geoingegneria, volte a mantenere comunque elettroconduttiva la nostra atmosfera.
Saranno possibili quindi temporali isolati, anche di forte intensità, mentre il cielo, soprattutto nel pomeriggio, apparirà opaco, quasi bianco e privo di nuvolosità naturale di rilievo. Al fine di ottenere l'assenza di precipitazioni nelle aree di particolare interesse militare (in vista di in prossimo conflitto con il suo focolaio in Siria?), le piogge verranno stimolate in altre.
Di conseguenza non si possono escludere fenomeni violenti, con grandine e forte vento da inversione termica indotta. Le cosiddette “velature” saranno in particolar modo presenti tra Centro e Nord Italia; gli strati artificiali aviodispersi si sposteranno gradualmente da Sud-Ovest a Nord-Est, interessando Sardegna, Toscana, Emilia Romagnia, Lazio, Marche, Basilicata.
Situazione a sé stante per la Liguria Occidentale, funestata da una più importante attività di aerosol clandestini al fine di bloccare le residue perturbazioni provenienti dalla vicina Francia. Temperature in rialzo.

Articolo originale commentato dai lettori dove si può proporre un proprio commento.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.

Fonte tratta dal sito .

sabato 16 giugno 2012

Monsanto presenta Roundup: efficace disserbante che distrugge anche il tuo dna




Miliioni di once di Roundup usate ogni anno sui giardini d'America, sulle siepi e molto intensamente anche nelle fattorie con coltivazione OGM ... "raccolti pronti col Roundup".
Anche se poco dopo averlo sparso sul suolo ci si può anche dimenticare di lui, non averne più il ricordo nemmeno quando si mangiano le patatine o il cibo già pronto che lo contiene, dal grano e soia che vi sono presenti... il pesticida non scompare magicamente.
Nuovi studio mostrano che il glifosato, l'ingrediente attivo nell'erbicida Roundup della Monsanto, contamina ogni cosa: dal cibo, all'aria, alle falde acquifere e gli esseri umani.
Non ultimo: È STATO TROVATO DEL GLIFOSATO NELLE URINE UMANE. Nella rivista tedesca ITHACA, una ricerca ha rivelato che esistono significative concentrazioni di glifosato nei campioni di urine di abitanti di città. I partecipanti allo studio avevano concentrazioni di glifosato da 5 a 20 vole oltre i limiti per quel che riguarda l'acqua potabile!
La sostanza chimica non è usata solo nella produzione di cibo ma viene anche spesso spruzzata lungo i binari della ferrovia, ai cigli delle strade e nelle pavimentazioni urbane. Il glifosato è uno dei veleni più sottovalutati nel mondo. Una ricerca pubblicata nel 2010, ha mostrato che la sostanza chimica, che agisce inibendo l'enzima sintesi EPSP, necessario alle piante per crescere, causa malformazioni allla nascita negli embrioni di rane e polli in livelli inferiori che se usato in agricoltura e giardinaggio. Sconvolgente, ma la quantità di glifosato residuo a cui possiamo essere sottoposti con i cibi che lo contengono, è decismente alta, ovvero è vicina al limite residuo massimo consentito.
Senza contare che, quando applicato ai raccolti, il glifosato diventa sistemico in tutta la pianta, ovvero non può essere eliminato da essa. Una volta che mangiate questo grano, il glifosato finisce nel nostro corpo e tratto gastrointestinale, dove può decimare i batteri benefici, cosa che può mandare il tilt la salute; l'80 percento del sistema immunitario risiede in quegli organi.
Quale il seguito delle affermazioni della Monsanto sul fatto che il Roundup sia biodegradabile e "Environmentally Friendly" (non danneggi l'ambiente)?
È evidente che la sostanza chimica persite nell'ambiente a livelli allarmanti, nonostante la Monsanto affermi il contrario.
Uno studio recente ha utilizzato una analisi immunologica di una particella magnetica per testare la presenza di glifosato in circa 140 campioni di acqua freatica provenienti dalla Catalogna, Spagna; dall'indagine risulta che il glifosato è presente oltre il limite di quantificazione nel 41 per cento dei campioni. Dato che l'acqua freatica è usata come fonte per l'acqua potabile, tale contaminazione costituisce un rischio per animali, piante ed umani.
Oltre alle potenziali implicazioni per la salute animale ed umana, la sostanza chimica è anche collegata ad un numero di devastanti conseguenze ambientali, inclusa la sindrome di morte improvvisa (Sudden Death Syndrome SDS), incluso una seria malattia vegetale e la creazione di supererbacce (superweeds).
Evitare OGM significa frenare l'uso di glifosato. È importante evitare l'uso del roundup nei giardini di casa e nelle aiuole ma su più ampia scala, il modo migliore per combattere contro questa sostanza chimica è boicottare i raccolti OGM, che sono stati sviluppati per l'uso di questa sostanza. OVVERO NON ACQUISTARE PRODOTTI OGM.




CILIEGINA SULLA TORTA PER I TUTTI IFANS DI IERI ED OGGI DEL "PRESIDENT OBAMA"...ieri bandiva ogm, oggi...








Fonte tratta dal sito .

giovedì 14 giugno 2012

Terremoti artificiali studiati in URSS 40 anni fa - alcune notizie recenti sul terremoto in Emilia e sulle scosse in Sicilia



Si legge nell'archivio storico del Corriere della Sera: l'URSS progettava terremoti artificiali (sin dal 1976)http://archiviostorico.corriere.it/1993/gennaio/20/URSS_preparava_terremoti_artificiali_co_0_9301201926.shtml
Da questo articolo traggo alcune righe:
E' possibile provocare un terremoto, un' alta marea, un' inondazione? O, visto da un' altra prospettiva, e' possibile evitarli, diluirne la potenza, addirittura prevenirli? Non sono solo quesiti da ciarlatani. La scienza sovietica ci ha provato per vent' anni. E con risultati per nulla trascurabili. (...) L' edizione 1976 dell' Enciclopedia Militare Sovietica, alla voce "Guerra geofisica", spiegava: "Creazione di terremoti artificiali, provocazione di alte maree, inondazioni e tempeste magnetiche". Le convenzioni internazionali proibivano ogni esperimento del genere. (...)
Per due volte, nel 1976 e nel 1984, la citta' di Gasli, in Azerbaigian, fu colpita da scosse pari a nove gradi della scala Richter. Ikram Kierimov, scienziato e accademico azero, non ha dubbi, "furono artificiali": i terremoti avvennero entrambi dopo esplosioni atomiche nel poligono di Semipalatinsk. Fino ad allora, su ogni carta sismica l' area veniva definita come potenzialmente soggetta a scosse massime di 4 gradi. Di piu' , spiega Kierimov, secondo le teorie piu' accettate, dopo il primo terremoto non avrebbe dovuto verificarsi nulla per almeno qualche secolo!
L'articolo trova conferme sulla stampa francese, e dato che sono passati 40 anni c'è da sospettare che la ricerca abbia fatto passi da gigante e che adesso sappiano utilizzare anche altri mezzi per scatenare sismi artificiali. Intanto mentre i giornali ed i telegiornali ripetono continuamente che le trivellazioni non possono causare terremoti c'è una richiesta di sequestro preventivo di alcuni pozzi da parte della Procura della Repubblica: http://amministrazioneambiente.it/archivio/files/Rifiuti%20Sostanze%20Nocive%20Elettrosmog/Giurisprudenza/Procura%20Repubblica%20RO%20RG%20%20482_01%20%28321%29.htmlA parte la battuta sul "complottismo" tipicamente insito nella magistratura italiana io temo che se la storia va in tribunale è per due possibili motivi:a) dopo anni di indagini lunghe e affannose tutto verrà insabbiato e nessun colpevole verrà colpito (il processo Montedison-Porto Marghera è un classico esempio)b) se il terremoto fosse stato con-causato da HAARP ed altri riscaldatori ionosferici, per quanto le trivellazioni abbiano la loro colpa, parlare solo di fracking e pozzi di re-inieizione potrebbe servire a sviare l'opinione pubblica dal progetto criminale delle élite che fanno scoppiare prima la bomba a Brindisi e poi il terremoto in Emilia (dubito fortemente che quella vicinanza di date sia casuale.Così la pensa anche il giornalista d'inchiesta Gianni Lannes di cui vi invito a leggere gli articoli qui sotto linkati: infatti di recente la terra ha tremato anche in Sicilia, guarda caso subito dopo un'esercitazione militare in grande stile nel mare Ionio. Anche per il terremoto al largo di Ravenna egli sospetta attività di guerra ambientale.
Il geologo professor Ortolani afferma che le trivellazioni possono scatenare terremoti di lievi magnitudine, ma su eventuali ripercussioni più forti si mostra la momento prudente, e afferma che dovremmo studiare più a fondo la questione (da notare che però non esclude del tutto la possibilità):
http://www.giornaledelcilento.it/it/29-05-2012-terremoto_in_emilia_laquo_la_terra_trema_ancora_raquo_l_analisi_del_geologo_ortolani-12741.html
Si deve inoltre fare chiarezza sull’incidenza che possono avere le “reiniezioni” di fluidi in pressione nelle rocce serbatoio ad alcuni chilometri di profondità in corrispondenza di faglie attive: equivale al ruolo che può avere una mosca che si appoggi su un edificio pericolante oppure all’impatto che può derivare da un elicottero che atterri sullo stesso edificio pericolante?
E mentre si osservano strane morìe di pesci nella zona del terremoto (http://www.meteoweb.eu/2012/06/misteriosa-moria-di-pesci-nelle-zone-terremotate-dellemilia-romagna-le-foto/138214/), e l'erba che diventa gialla ai margini delle zone asfaltate (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-26a88883-9d4c-4b2a-a9e5-c0b08d54ee72-tg2.html) la professoressa Dorsogna trova anche lei le prove che in Italia è stata utilizzata la tecnica del fracking http://dorsogna.blogspot.it/2011/06/quelli-di-rivara-hanno-gia-fatto.html
Da notare come nei commenti a tale articolo si presenti un geologo che nega tutto, e che per cercare di districarsi dalle mie precisazioni non sa fare di meglio che arrampicarsi sugli specchi, usare paroloni tecnici, aggirare le mie osservazioni, e poi finire con l'accennare alle scie chimiche (la pseudo logica sarebbe "chi dice queste cose parla anche di scie chimiche e quindi non è serio, la vera logica è che chi nasconde le scie chimiche nasconde anche il carattere artificiale dei terremoti ... gatta ci cova). Del resto se una gran parte dei lavoratori dell'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia sono precari (400 su 1000) questo vorrà dire che sono anche facilmente "condizionabili"?In seguito la professoressa Dorsogna ha scovato progetti per realizzare il fracking anche in Sardegna e in Toscana: http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/il-fracking-anche-in-sardegna.html http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/altro-fracking-previsto-per-siena-e.html
Su un altro fronte arriva la conferma dei sospetti avanzati molti italiani sulle raccolte di fondi istituzionali puppblicizzate da tutti i mass media: http://www.articolotre.com/2012/06/i-soldi-degli-sms-ai-terremotati-finiscono-in-fondi-per-concedere-prestiti/90651
I soldi degli Sms per terremotati (non è chiaro se tutti o in parte) sono arrivati dati ad un consorzio finanziario internazionale (Etimos) che si occupa di microcredito il quale concede prestiti a tassi agevolati ai terremotati (da soldi da regalare ai terremotati sono diventati soldi da prestare ad essi con gli interessi). Vedi anche questo video che spiega la questione in modo alquanto chiaro.
Fonte tratta dal sito .

martedì 12 giugno 2012

La strage ignorata dei Mapuche in Cile

lunedì 11 giugno 2012

La NATO divulga il Rapporto sulle Operazioni urbane per l'anno 2020



Quello che segue è il "Rapporto Nato Operazioni Urbane 2020". Si tratta di un documento che immagina la situazione politico-economica mondiale,ipotizzando alcune cose davvero interessanti: esercito nelle strade,stati militarizzati,sommosse placate dall'esercito,guerra combattuta nelle città,uso di armi non convenzionali..Ora se un documento del genere l'avesse partorito un qualunque sito internet complottista,il lettore sarebbe autorizzato a farsi anche due risate,ma giacchè invece è frutto dell'Onu,braccio armato dell'elitè e del Nuovo Ordine,inviteri il caro lettore di Free Italy a leggere il resoconto scritto dal sito Ecolsity e a visionare i documenti originali linkati più in basso.
E ricordate: questo che viviamo non è un complotto, ma un piano studiato a tavolino.
Rapporto Urban Operations in the Year 2020 (sintesi commentata in italiano)
originale sul sito N.A.T.O.
http://www.rta.nato.int/pubs/rdp.asp?RDP=RTO-TR-071
Documentazione ufficiale in formato pdf dal sito N.A.T.O.
Urban Operations in the Year 2020 (TR-071-$$ALL.pdf)
Urban Operations in the Year 2020 TR-071-$$TOC.pdf
Redatto dalla RTO (Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030).
La RTO, l’Organizzazione per la Ricerca e la Tecnologia della NATO è il centro di convergenza delle attività di ricerche/tecnologiche (R&T) per la difesa in seno della NATO. L’Operazione Terrestre o Operazione Urbana (UO-2020) all’orizzonte dell’anno 2020 è uno studio che esamina la natura probabile dei campi di battaglia, i tipi di forze terrestri le loro caratteristiche e capacità.
Lo studio ipotizza l’andamento della popolazione mondiale entro l’anno 2020. Entro questa data il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane. Il numero delle persone nel mondo supererà i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali.
La necessità di una presenza (militare) massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica, spesso su periodi di tempo prolungati, resterà una caratteristica unica e persistente delle Operazioni Urbane. Questa necessità entrerà nel conflitto attraverso la domanda pressante da parte del mondo politico e del grande pubblico per azioni rapide, decisive e chirurgiche…
Ricapitolando:

- le guerre future saranno all’interno delle città;

- avremo eserciti lungo le strade (NATO o forze militari preposte);

- dal punto di vista psicologico sarà normalissimo avere militari armati in città;

- politici e cittadini richiederanno l’intervento dell’esercito;

- le forze militari utilizzeranno ogni sorta di arma (letale e “non-letale” ad alta energia);

- sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito…- stiamo andando verso la costituzione di uno “Stato militarizzato”.
L'esercito a pattugliare le strade delle grandi città.Ma solo per pochi mesi? Manovra propagandistica del governo Berlusconi o naturale conseguenza di piani decisi da oltre dieci anni da alcuni paesi della NATO? Questa affermazione non è l'ennesimo tentativo maldestro di voler accollare a carico dell'Alleanza militare occidentale oscuri disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del Pentagono e riguardanti l'uso degli eserciti nelle megalopoli del futuro.
Si tratta del lavoro di esperti NATO UO 2020 nel gruppo di studio SAS 30 Urban Operation in the year 2020 , al quale partecipano dal 1998 esperti di sette Nazioni della NATO ( Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d'America ) e che ha gettato le basi per l'evoluzione dell'impiego dello strumento militare nello scenario più probabile del prossimo futuro.
Lo studio NATO U.O. (Urban Operations) 2020.Questo studio, ultimato negli ultimi mesi del 2002 e reso pubblico nei primi mesi del 2003, prima della guerra in Iraq, rende esplicito come in maniera omogenea il nocciolo duro del militarismo mondiale ritiene più che probabile le città del futuro come campo della Battaglia Finale, quella per la sopravvivenza del sistema capitalista e che il ruolo dello strumento militare avrà un carattere dominante anche in quelle che sembrerebbero essere normali operazioni di polizia urbana.
È l'ambiente urbanizzato che si qualifica come il contesto nel quale l'Umanità del ventunesimo secolo condurrà una difficile vita: le sterminate megalopoli abitate da decine, se non centinaia, di milioni di esseri umani concentreranno nel loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista allo stadio supremo.
Differenze di classe e azzeramento dei servizi sociali capaci di attutire il senso diffuso di ingiustizia, degradamento delle complesse regole di interazione tra diversi strati della popolazione, scarsità di cibo e di lavoro genereranno forti conflitti tra diversi strati sociali, coinvolgendo il sistema statale locale e/o organismi e attività multinazionali.In questo contesto che le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle "ostili" o semplicemente "complici" dei nemici da colpire e neutralizzare senza il rischio di forti perdite o addirittura ritirate catastrofiche da banlieus in fiamme. Rischi di effetto domino su scala mondiale con scene di folle tumultuanti, affamate e disperate che assaltano centri commerciali, quartieri dell'alta borghesia e centri di potere provocherebbe il panico nell'intero sistema capitalistico. L'invio dell'esercito condotto con armi tradizionali e all'ultimo momento potrebbe essere addirittura controproducente scatenando ancor più le folle e i partiti di opposizione.
Per questo motivo nello studio UO2020 si consiglia così di iniziare gradatamente in base alle necessità ad utilizzare l'esercito in funzione di ordine pubblico man mano che la crisi mondiale quella che è ipotizzata per il 2020, si avvicina.
Piccoli interventi crescono.Nel frattempo ogni paese aderente a questo gruppo compresa l'Italia deve finalizzare reparti appositi che si specializzino per condurre le operazioni di contenimento delle folle e di controllo del territorio compresi i rastrellamenti a caccia di sovversivi ed agitatori nei quartieri.
Il ruolo italiano nella costituzione dell'esercito internazionale antisommossaL'Italia in questo campo ha proposto la possibilità di sviluppare nuove specializzazioni e di preparare personale addestrato a muoversi e combattere negli ambienti urbani ove occorre isolare quartieri, edifici, abitazioni, ma anche padroneggiare gli impianti di comunicazioni e distribuzione dell'energia e dell'acqua. In effetti l'Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno di migliori fornitori di personale addestrato ad operazioni antisommossa a partire dai reparti dei Carabinieri che sono inquadrati, principalmente nell'area balcanica nelle MSU.
Da quando l'Italia si è impegnata a fornire personale nelle guerre umanitarie, aree militari sono state attrezzate per ricostruire ambienti urbani e rurali dove si addestrano carabinieri, parà, assaltatori e bersaglieri che vanno ad operare all'estero, mentre gli stessi reparti di polizia militare sono addestrati realmente, nell'ambiente metropolitano, con l'impiego di ordine pubblico quotidiano sul territorio nazionale e sono gli stessi che presto grazie al nuovo decreto sulla sicurezza del governo berlusconi vedremo operare nelle grandi città e a guardia di siti di rilevanza nazionale: discariche centrali nucleari in costruzione, termovalorizzatori ecc.
Addestramenti sul territorio nazionale sono stati condotti da tempo come per esempio quello del 28 febbraio 2003 che si concludeva presso il Centro di Addestramento alle CRO (Crises Response Operation/Operazioni di risposta alle crisi) di Cesano con la certificazione del 2° Corso per Istruttori della Forza Armata di "Controllo della folla".
Corso svolto alle porte della capitale dal 17 al 28 febbraio condotto da istruttori della 2a Brigata mobile dei Carabinieri a cui hanno preso parte 7 Ufficiali, 19 Sottufficiali e 3 Vfb. E in cui a far da comparse nel ruolo dei sovversivi tumultuanti c'erano 50 Volontari in Ferma annuale del 7° Reggimento Bersaglieri. La ricerca ossessiva di sistemi di controllo della popolazione ha nello studio NATO UO2020 alcune parziali risposte di natura tecnologica.
Il Reparto Logistico - Progetto tecnologie avanzate.

Nello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano è il Reparto Logistico- Progetto tecnologie avanzate che sta curando l'applicazione di quanto appreso nel Gruppo di lavoro NATO Urban operations 2020. Lo Scenario URBAN WARFARE coniugato alla lotta al terrorismo globale, ovvero a tutto ciò che potrebbe essere pericoloso all'Impero Globale è affrontato su tutti i suoi aspetti, fuorchè le motivazioni che potrebbero essere le radici di forme di contestazione "estreme" , quale anche quella del passaggio dalla opposizione politica a quella armata.
I ROBOCOP imperiali.

Il futuro soldato che l'Esercito Italiano impiegherà per le operazioni urbane sarà dotato oltre che da armi convenzionali ultratecnologiche, come già spiegato nel paragrafo "il sistema soldato", anche di sistemi d'arma bivalenti letali /non letali. È un esigenza che nasce dalle numerose operazioni di "guerra umanitaria" nelle quali il nostro esercito da oltre un decennio è pienamente coinvolto con le operazioni all'estero, ma anche dall'esperienza di operazioni di polizia ed ordine pubblico interno nelle quali esso si è trovato a collaborare con altre forze di polizia ( es. Vespri siciliani) o operare autonomamente (operazioni antimmigrazioni controllo coste del Salento)od infine in occasione di summit internazionali (es. Genova 2001 o Pratica di Mare 2003).
Il programma armi non letali.

Nel programma "non lethal weapons" redatto dallo Stato Maggiore Esercito sono previste le forniture ai reparti di una nuova famiglia di bombolette spray al peperoncino di diverse dimensioni e portata, tali da essere utilizzate efficacemente contro gruppi composti da numerose persone o contro singoli. Queste bombolette diventeranno così una dotazione base montata sui mezzi dell'esercito, blindati, carri armati, jeep ma anche come "arma da fianco" per ogni singolo soldato impiegato in "operazioni umanitarie". Con queste specifiche l'esercito italiano sta finanziando piani di ricerca e sviluppo in collaborazione con le industrie interessate sia italiane che estere.
Per le operazioni antisommossa e di controllo urbano lo stato maggiore dell'esercito italiano sta definendo un programma di sviluppo di armi letali/non letali, in particolare fucili automatici dotati di puntamento ottico, che farebbero uso di “proiettili ad alta deformabilità e ad energia cinetica costante”.
A causa di problemi di bilancio solo poche risorse finanziarie sono state potute esser destinate a questi avveniristici progetti, ma ora che con il plauso del parlamento e dell'opinione pubblica spaventata da clandestini e microcriminalità, vedremo i blindati dell'esercito aggirarsi per i nostri quartieri, le richieste di migliori e più consone dotazioni si faranno pressanti.
Negli Stati Uniti d'America sono già in azione reparti militari speciali con armi sofisticate antisommossa, come i blindati dotati di raggi a microonde. In tutti i paesi occidentali le leggi sono state modificate in modo che i governi possano emanare leggi speciali senza l'approvazione del parlamento.

domenica 10 giugno 2012

Bilderberg 2012: le principali tematiche del meeting





Imperativo n. 1 del gruppo para-segreto: preservare il sistema bancario. La Spagna sarà sacrificata: "deve immediatamente lasciare l'euro". Germania: ha paura per la sua carenza di risorse. Un membro Usa: "è giunto il momento di lanciare l'allarme". La Russia fa paura. Teorie cospirazioniste? No, realtà cospirazionista. AUDIO: intervista con Daniel Estulin
Durante i tre giorni del meeting di Bilderberg in Virginia, negli Stati Uniti, i banchieri europei, i funzionari del governo americano e i money manager internazionali hanno discusso sulla possibilità di chiudere le porte in faccia all'approccio improntato alla cautela della Germania e di allargare il credito ai paesi europei più indebitati.
ASCOLTA LA RICOSTRUZIONE AUDIO DI DANIEL ESTULIN, ESPERTO DEL BILDERBERG.
Sul piano geopolitico, secondo quanto riportato sul suo blog dallo spagnolo Daniel Estulin, esperto delle riunioni che si tengono ormai da decenni e autore del libro "Il Club Bilderberg", particolari preoccupazioni desta la Russia e il fatto che Vladimir Putin insiste nel voler mantenere "intatto lo stato di sovranità".
Un altro problema riguarda la belligeranza del paese in merito a:
1) le basi Usa che circondano la Russia
2) gli impianti di difesa missilistica americana che sono rivolti contro Mosca.
La Russia non è più la temuta superpotenza militare di un tempo, ma è in possesso di armi nucleari e strategiche non indifferenti che potrà utilizzare come deterrente insieme al suo status di potenza energetica. È arcinoto che la Russia è una terra ricca di petrolio e gas naturale, materie prime che contano per due terzi delle esportazioni della nazione.
A proposito di risorse, un membro tedesco ha fatto notare che quelle della Germania sono limitate, mentre un altro connazionale ha sottolineato che "sarebbe impossibile in questo clima economico e politico cercare di convincere i tedeschi a supportare la Spagna, un paese messo in ginocchio da corruzione e inefficienza".
Il messaggio chiave dell'incontro: qualsiasi cosa accada, l'imperativo è preservare il sistema bancario. La vicepresidente spagnola ha dovuto fare un bagno di umiltà, quando ha provato a convincere i potenti colleghi tedeschi a cedere sulla questione degli Eurobond, facendo leva sulla "responsabilità" comune. La risposta è stata eloquente: "Vedi di andartene!". Questa la replica della potente elite di Bilderberg alle pretese di Soraya.
La conclusione non poteva essere più spaventosa per l'immediato futuro della Spagna. Madrid sarà sacrificata sull'altare dell'alta finanza. "Perché dovremmo salvarti se la Spagna ha mentito sul debito e sui suoi problemi finanziari?", ha chiesto uno dei membri tedeschi alla vicepresidente spagnola. "Il vostro sistema bancario fa schifo. Avete un patrimonio che potrebbe interessare a qualcuno?". La risposta ha risuonato per tutta la sala, "No". Uno dei membri americani ha dichiarato che "è giunto il momento di premere il bottone di allarme".
Il senso di panico è aumentato durante il week end, man mano che le discussioni si facevano più tese. A differenza dei cittadini spagnoli, Bilderberg ha accesso all'elenco completo dei depositi bancari che sono "volati via" dalla Spagna e che si crede possano raddoppiare la cifra già annunciata di 66,2 miliardi di euro a marzo.
"Marzo è un'eternità in termini finanziari", ha fatto notare uno dei membri di Bilderberg. Ma i numeri parlano da soli. Il debito delle istituzioni finanziarie spagnole è il 109% del Prodotto Interno Lordo, il doppio di Francia e Germania e il triplo di quello degli Stati Uniti. i prestiti insoluti nel settore delle costruzioni sono il 40% del Prodotto Interno Lordo e non il 20%, come Rajoy ha voluto far credere al resto del mondo.
Un altro membro di Bilderberg ha dichiarato che "il problema della Spagna è che il suo settore delle costruzioni è come un gorilla di 800 chili in un negozio di souvenir giapponese", grande come tutto il settore manifatturiero. Al contrario, in Germania, le costruzioni rappresentano solo il 20% dell'industria manifatturiera.
Un altro membro ancora ha puntato il dito sul fatto che, un anno fa, il Prodotto Interno Lordo era sceso da 8 trilioni di dollari a 6.1 trilioni. Un trilione di questo calo era da attribuire al collasso di Lehman Brothers, all'acquisto di Bear Stearns da parte di JPMorgan Chase e alla fusione Bank of America-Merrill Lynch.
In conclusione, il sistema bancario spagnolo sta morendo. La principale banca del Paese, il Banco Santander, ha un debito di oltre 800 miliardi di euro. Bilderberg ovviamente lo sa. Le metastasi hanno infettato tutto il sistema. I "Signori dell'Ombra" hanno parlato e il copione è già stato scritto. Non resta che restare a guardare quanto tempo impiegheranno gli attori a fare la loro parte.
C'è un'unica soluzione. La Spagna deve immediatamente lasciare l'euro e tornare ad essere una nazione indipendente.



Fonte tratta dal sito .


venerdì 8 giugno 2012

Bilderberg 2012: la distruzione economica dell'Italia è stata pianificata



Le associazioni massoniche: il trait d'union tra le lobby dell'alta finanza che gestiscono le multinazionali - che hanno in mano l'economia globale - ed i governi del mondo. La rete del potere mondiale. Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. Il golpe italiano, chi c'è dietro e quali sono i loro obiettivi.
Che il nominato premier Mario Monti sia parte integrante dei gruppi di potere che cercano di controllare - o forse, che controllano - il mondo, lo sappiamo bene. Fa parte dell'Aspen Institute, ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg, e ha ricoperto addirittura il ruolo di "Presidente europeo" della Commissione Trilaterale, estensione del super magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famiglia Rothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo.
Monti ha ricoperto importanti incarichi (è stato advisor) per la superbanca d'affari USA Goldman Sachs, definita "il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare" con una capacità d'investimento di 12.000 miliardi di euro all'anno (il debito pubblico che sta mettendo in ginocchio l'Italia ammonta a poco meno di 2.000 mld di euro) e un valore di oltre un trilione, ovvero un miliardo di miliardi. (1.000.000.000.000.000.000) una banca Goldman Sachs, responsabile di aver mandato sul lastrico svariate decine - se non centinaia - di migliaia di famiglie americane e di altre parti del mondo, in particolare nei paesi poveri che più si prestano alle speculazioni, visto che pur di ingrassare il proprio business, i dirigenti Goldman Sachs non si fanno alcuna remora a speculare sulle carestie, derrate alimentari, sulla povertà della povera gente. Generare profitto: si occupano di questo, all'interno della "super banca", ben 30.000 dipendenti che percepiscono una media di 700.000 dollari all'anno, che grazie ai "premi" riconosciuti a chi è stato particolarmente produttivo possono superare - anche di molto - il milione di dollari. I dirigenti di spicco, ovviamente prendono molto di più, anche oltre 10 volte tanto.
Oltre a Goldman Sachs ci sono altre banche molto influenti, legate anch'esse alle associazioni massoniche sopracitate, una di queste è Morgan Stanley, dove - guardacaso - lavora "Monti jr", il figlio di Mario Monti, alla quale il Ministero del Tesoro italiano a Gennaio 2012 ha elargito in gran silenzio, 2 miliardi e 567 milioni di euro per un affare (per la banca, non per il governo) di "derivati". Soldi che il governo - visto i tempi difficili, almeno per i cittadini - avrebbe potuto rimborsare in comode rate, e magari girare una parte agli imprenditori italiani che hanno fornito merci e servizi allo stato, a cui l'erario deve un totale di 70 miliardi di euro. Un'altra banca d'affari molto influente è JP Morgan.
Le associazioni di stampo massonico citate sopra (Aspen Institute, ma ancor di più gruppo Bilderberg Commissione Trilaterale ma anche altre club di Roma, ilCFR) e le lobby dell'alta finanza, le "super banche" d'affari(Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan) sono legate a doppio filo, in quanto gli uomini che ne fanno parte sono gli stessi: i dirigenti di punta delle lobby dell'alta finanza e i loro uomini di fiducia (uno di questi, evidentemente, Mario Monti) sono tutti membri delle associazioni massoniche, nel cui ambito interagiscono con i politici più importanti, e quindi i governi del mondo. Da molti anni a questa parte tutti i presidenti degli Stati Uniti che si sono avvicendati sono stati - tutti - membri del Bilderberg, o legati a doppio filo ad esso, così come gli uomini di Goldman Sachs(ufficialmente "ex")ricoprono ruoli chiave all'interno del governo americano, come il Ministero delle finanze.
Queste banche d'affari, vere e proprie lobby dell'alta finanza, sono proprietarie/azioniste legate a doppio filo alle 147 multinazionali che controllano, condizionano e gestiscono a loro uso e consumo l'economia globale: hanno in mano i mezzi d'informazione più autorevoli, mediante i quali "costruiscono" l'immagine dei politici che i cittadini di tutto il mondo eleggeranno. Laddove sorgano organi di informazione di cui non sono direttamente proprietari, possono sempre "addomesticarli" mediante cospicui contratti pubblicitari. Il vero editore dei giornali infatti sono le agenzie pubblicitarie, che consentono a un determinato organo di ricevere ottimi introiti ed espandersi, ma possono affondarlo se decidono di boicottarlo in quanto contrasta i loro interessi. Le grandi campagne pubblicitarie non vengono gestite direttamente dalle aziende: queste si affidano ad agenzie, che stabiliscono come e dove investire: e la maggior parte - in termini di valore economico - dei contratti pubblicitari è gestito da poche agenzie, riconducibili in un modo o nell'altro, alle associazioni di stampo massonico e/o alle lobby dell'alta finanza sopracitate.
Nel panorama dell'alta finanza, dei mercati finanziari, dell'economia delle nazioni, dell'industria e del commercio, rivestono un ruolo importantissimo, fondamentale leagenzie di rating, deputate a stabilire, mediante una classificazione definita"rating" quanto siano "affidabili" governi e imprese. Leagenzie di rating principali sono tre, soprannominate "le tre sorelle Standard & Poor's, Moody's e Fitch Ratings. Quando le agenzie di rating "declassano" una nazione, (o un'impresa) questa viene ritenuta meno affidabile; investire su di essa (cioè concedere credito a una determinata nazione, mediante titoli obbligazionari, o ad un'impresa) viene considerato più rischioso, pertanto aumentano i tassi di interesse che questa deve corrispondere. Questo è un potere immenso, in quanto un abbassamento eccessivo del rating può significare tassi di interessi talmente elevati da determinare la bancarotta, sia per le imprese che per le nazioni, che sono costrette ad aumentare la pressione fiscale per pagare gli interessi necessari per avere liquidità.
Da notare come leagenzie di rating siano aziende private, e guarda caso legate a doppio filo alle lobby dell'alta finanza che le gestiscono a proprio uso e consumo, visto che in molti caso hanno favorito (inconsapevolmente?) alcune società, attribuendo loro un rating positivo anche in assenza dei presupposti per farlo: è il caso della Lehman brothers, che poco prima di dichiarare bancarotta era ritenuta assolutamente affidabile (classificata A2) fattore che ha spinto numerosi investitori a investire forti somme, mentre in altri casi, alcune società (e nazioni) hanno ricevuto un rating eccessivamente penalizzante, mettendole in difficoltà poiché per avere "accesso al credito" erano costrette a corrispondere tassi di interesse elevatissimi. Per maggiori informazioni, leggi "agenzie di rating, ecco chi controlla le tre sorelle".
Ora viene il "bello"... La procura ha accertato che una di queste agenzie di rating, Moody's, remava contro l'Italia.E guarda caso, MONTI ERA UN COLLABORATORE DI MOODY'S, prima di essere NOMINATO premier!
L'agenzia di rating “Standard & Poor’s" mirava a destabilizzare l'Italia La procura chiude le indagini sull'agenzia di rating. Cinque le persone coinvolte con l'accusa di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata. "Fornivano intenzionalmente ai mercati un'informazione falsa in merito all'affidabilità creditizia italiana, in modo da disincentivare l'acquisto di Btp e deprezzarne il valore" Leggi tutto

Ricapitolando:
Monti è legato a praticamente tutte le associazioni di stampo massonico e alle principali lobby dell'alta finanza, che controllano anche le agenzie di rating.
Le agenzie di rating hanno manovrato CONTRO l'Italia, fornendo informazioni FALSE ai mercati sulla nostra attendibilità.
Monti lavorava ANCHE per una delle più importanti agenzie di rating, Moody's.
Grazie alla manipolazione delle agenzie di rating lo spread è salito a livelli vertiginosi = tassi elevatissimi per avere liquidità = tasse e aumento debito pubblico - e la situazione che tutti conosciamo.
Per "risolvere" i problemi che hanno deliberatamente provocato, hanno imposto la nomina di Monti, che lavorava per le agenzie di rating che ci hanno penalizzato (lavorava anche per i poteri dell'alta finanza che controllano le agenzie di rating)
E tutt'oggi l'Italia è costretta a pagare interessi altissimi (lo spread) per avere liquidità, un vero e proprio COMPLOTTO ordito a danno dell'Italia, che ha affidato il governo a un collaboratore della stessa agenzia di rating che stava remando contro di lei!
Le conclusioni:
Questa lunga - necessaria - premessa mi auguro che sia stata sufficientemente chiara, per cercare di decifrare la situazione, e sopratutto chi c'è dietro a tutto questo. L'Italia è vittima di un complotto, un feroce complotto, e i nostri politici anziché difendere i nostri interessi, si sono piegati a compromessi con questi poteri forti. Il fatto che Enrico Letta, vice-presidente del PD abbia partecipato al meeting Bilderberg di quest'anno, è piuttosto eloquente. Lo stesso Berlusconi, che inizialmente - nei giorni di Novembre, immediatamente precedenti alle sue dimissioni, quando "l'attacco" all'Italia era nell'apice - sembrava intenzionato a opporre resistenza, dopo che "i mercati" (controllati ad uso e consumo dei poteri descritti sopra) hanno fatto perdere 10 punti percentuali alla sua Mediaset in un solo giorno, ha dichiarato la "resa incondizionata", piegandosi a sostenere Monti - in cambio sicuramente di accordi personali - anche se questo gli è costato la PERDITA DI TUTTO IL CONSENSO che (incredibilmente) aveva mantenuto fino a quel momento Tra l'altro, Mario Monti, presentato da tutti i politici e dai media come il "salvatore della patria" già in passato aveva fatto grossi danni all'economia italiana: danni che però, hanno rappresentato un beneficio per le lobby dell'alta finanza di cui Monti è emissario.
Ormai siamo un giocattolino in mano agli speculatori, incentivati anche dalle direttive dell'Unione Europea, che si stanno arricchendo sempre di più alle nostre spalle, con la complicità di quei politici che gli hanno steso un tappeto rosso, e cercano di farci sopportare tutto questo seminando paura (lo spettro di conseguenze economiche ancora più terribili), con discorsi fuorvianti ("è necessario" - "salva Italia" etc) e le solite promesse da marinaio di "ripresa" (ripresa che non ci sarà mai, ma sarà sempre peggio, almeno per noi cittadini... le grandi aziende hanno delocalizzato o stanno delocalizzando: non c'è lavoro, non c'è soldi.. QUALE RIPRESA PUO' ESSERCI?).
I poteri forti dell'alta finanza mirano innanzitutto alla nostra riserva aurea: alla quale punteranno "se non molto presto, abbastanza presto" - come ha dichiarato Nigel Farage in occasione dell'ultima intervista che gli ho fatto - ma anche AI BENI PUBBLICI ITALIANI: ad iniziare dalle percentuali di proprietà delle aziende che lo stato possiede ancora, fino al patrimonio immobiliare che l'Italia sarà COSTRETTA A VENDERE - anzi: a Svendere - per ripianare il debito pubblico. Nel frattempo, Monti ha varato - sta varando - varerà - altre leggi che favoriscono tutti i poteri forti citati in precedenza, da quelli economico-bancari alle multinazionali, proprietari della "grande impresa" e della "grande distribuzione", facendo chiudere i negozi dei cittadini, grazie all'oppressione fiscale e al calo dei consumi, che saranno soppiantati da centri commerciali o catene di negozi legate alle grandi aziende, che a capo hanno sempre gli stessi proprietari: le lobby dell'alta finanza. Si venderà la nostra sovranità e i nostri beni, con un occhio di riguardo per le caste: ormai credo che tutti si siano resi conto che Monti sta purgando solo i cittadini del ceto medio-basso: questo perché avere i potenti contro potrebbe nuocere al suo disegno, per esempio difficilmente i notai potranno dare contro a Monti, visto che ha abolito la "tariffa massima" e potranno guadagnare di più. Avere contro loro, non sarebbe stato semplice come avere contro gli operai della FIOM che si sono visti eliminare l'articolo 18... ci farà aderire alla fregatura colossale rappresentata dal MES, che è una DITTATURA ECONOMICA spacciata per fondo di stabilità - le manovre finanziare "salva Italia" in realtà, sono servite esclusivamente a rastrellare i soldi necessari per aderire ad esso...
Quello a cui stiamo assistendo oggi è la naturale prosecuzione del processo che è iniziato nel 1992, a bordo del Panfilo Britannia, come illustra l'articolo DOSSIER: Ecco quando è iniziata la crisi dell'Italia; era il 1992 sul panfilo Britannia
Si sta verificando TUTTO quello che aveva previsto il movimento "No Global", che è stato distrutto a Genova nel 2001: movimento composto da centinaia di movimenti di ogni estrazione politica e sociale perché non era composto solo dalla 'sinistra radicale' come pensano molti: al Genoa Social Forum avevano aderito Acli, WWF, Rete Lilliput, associazioni studentesche e altro ma all'opinione pubblica è stato dipinto in modo fuorviante, come se fosse composto solo da "punkabbestia" e scalmanati dei centri sociali più aggressivi. Movimento che faceva discorsi giusti, stava crescendo troppo rapidamente e per i potenti del mondo era troppo pericoloso. Con la sospensione dei diritti democratici alla quale il mondo ha assistito in quei giorni, è stato spazzato via. Purtroppo ormai di quel Movimento se ne parla quasi esclusivamente in chiave "violenze delle forze dell'ordine" al G8 di Genova, che innegabilmente ci sono state: i fatti della "Diaz" e di "Bolzaneto" sono emersi in tutta la loro gravità, dopotutto era inevitabile che accadesse. Anzi doveva venire fuori, perché se le violenze fossero state tenute nascoste e non fosse stato seminato il terrore, al G8 successivo probabilmente a manifestare ci sarebbero state molte più associazioni e persone: invece quel "Movimento" è finito li, a Genova, affogato nel sangue di Carlo Giuliani e di migliaia di persone pestate senza motivo. Le forze dell'ordine, "caricate" con la strategia del terrore di chi aveva messo in guardia gli agenti da minacce di ogni tipo, preparandoli come se fossero dovuti andare in guerra, sono stati esecutori materiali di quella che era una volontà che andava ben oltre, probabilmente, del governo italiano. Quel movimento doveva essere fermato. Personalmente nel 2001 avevo 20 anni, non ho partecipato alle manifestazioni e non ero un simpatizzante "no global". Il fatto che oggi stia accadendo praticamente tutto quello che avevano previsto l'ho appreso pochi anni fa, approfondendo, leggendo ciò che sosteneva quel movimento.
Il mondo è succube di una minoranza, un'élite composta da poche centinaia di potenti che dopo essersi appropriati del governo USA (1) stanno estendendo il loro dominio a tutte le altre nazioni del mondo, ad iniziare dalle nazioni europee e quelle che hanno in mano le materie prime. Laddove non possono conquistare il potere con le armi politico-economiche, lo fanno con le armi. Hanno in mano le redini dell'economia, dei mercati finanziari, industriali e del commercio: e stanno rastrellando a se tutte le ricchezze del mondo. Ma quello che vogliono non sono i soldi, ne hanno fin troppi. Quello che vogliono, è il POTERE: che senza dubbio è detenuto da chi è proprietario di tutto. E chissà che quei "complottisti", che sostengono che l'élite vuole instaurare un "governo mondiale", con una moneta mondiale - il tutto ovviamente gestito da loro - non abbiano ragione...
(1) J.F. Kennedy parlò di questi "poteri oscuri" che intendeva sconfiggere: ma purtroppo non c'è riuscito, ed è stato eliminato. E il suo successore annullò immediatamente l' "ordine esecutivo 11110" con il quale Kennedy consentiva al Ministero del Tesoro USA di stampare moneta senza il controllo della FED, la banca centrale USA - privata - che dal 1913 gestisce il Dollaro, dominando quindi l'economia statunitense.

Fonte tratta dal sito .