giovedì 29 novembre 2012

ADDIO PETRO-DOLLARI, ARRIVANO GLI AGRO-DOLLARI ?


Se ci chiediamo quale valuta sia servita per l’acquisto delle materie prime o per rafforzare  i sistemi nel corso del secolo passato della storia umana, non possiamo che pensare ai petrodollari: non è sbagliato dire che niente ha plasmato il mondo moderno e si può definire valuta di riserva tanto come  i 2.300 miliardi dollari l’anno per l’esportazione di energia tutti targati dollari USA (anche se recentemente ci sono state alcune alternative impensabili in passato, come, ad esempio, la Turchia che ha cominciato a pagare in oro il petrolio dell'Iran e questo sta facendo mettere sotto esame lo status quo dei petrodollari).

Ma questo è il passato, e con i rapidi cambiamenti della moderna tecnologia e con l'efficienza dei sistemi di estrazione, che hanno portato all’energia rinnovabile e ai gas-shale, i giorni dei cosiddetti petrodollari potrebbero essere finiti.
 E allora quale nuovo regime commerciale potrebbe essere dominante nei prossimi decenni? Secondo qualcuno, per ora è solo una voce di corridoi, lo squilibrio più evidente che definirà il profilo del commercio globale nei prossimi anni, non sarà quello energetico ma quello alimentare, spinto  dai prezzi del cibo in costante aumento a causa di una offerta frammentata che risponde solo con ritardo ai segnali di una domanda sempre crescente. E in questo campo la Cina giocherà un ruolo dominante, ma non per la disponibilità di materie prime e/o per la sua supremazia nella manifattura, ma al contrario: per l’impennata del suo deficit di prodotti agricoli, e proprio da  questo deficit commerciale gli Stati Uniti, improvvisamente, trarranno un enorme vantaggio sia in termini di scambi commerciali che geopolitici.
Stanno arrivando: gli agro-dollari.
Ma prima vediamo qualche idea di Karim Bitar il CEO di Genus, su quello che sarà sicuramente il principale protagonista marginale su questa rivoluzione dell’ agro-dollaro. La Cina, il cui tentativo di ridefinirsi come una superpotenza orientata al consumo fallirà epicamente e violentemente, a meno che non trovi un modo economico ed efficiente per far mangiare a sufficienza tutta la massa della sua classe media, in continuo aumento.
 Segue un grafico che riporta i surplus e i deficit commerciali globali dei prodotti alimentari, del mercato cinese, europeo e USA.
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Karim Bitar sulla Cina:
Strutturalmente, la Cina ha un enorme svantaggio in quanto raccoglie il 20% della popolazione mondiale, ma solo il 7% dei terreni coltivabili. Esattamente il contrario del rapporto che esiste in Brasile. Questo obbliga un paese come la Cina ad incentivare l'adozione della tecnicizzazione. Diamo un'occhiata al loro mercato suino, che rappresenta il 50% della produzione e del consumo mondiale. In Cina, per la macellazione di circa 600 milioni di maiali l'anno - circa sei volte la domanda degli USA – si utilizza un allevamento di circa 50 milioni di animali. Negli USA se ne allevano circa 6 milioni, quindi il ritardo di produttività  tra i due paesi risulta enorme.

Proprio per i suoi svantaggi strutturali, la Cina è molto più focalizzata sull'aumento dell'efficienza. Per accelerare la tecnicizzazione, si sta assistendo ad una serie di incentivi statali a livello nazionale, provinciale e locale, con particolare attenzione alla necessità di muoversi verso una produzione di carne di maiale integrata come strumento chiave per ottimizzare l'economia totale, sia in termini di produzione, macellazione, trasformazione e anche di immissione nel  mercato.

Il governo cinese è importante come cliente per la sua chiarezza di visione sulla sicurezza alimentare. Ha visto la primavera araba, ed è consapevole delle forti implicazioni socio-politiche che possono causare i prezzi dei prodotti alimentari. Il prezzo della carne di maiale potrebbe incidere fino al 25% sui prezzi al consumo, e diventare un grosso problema. E' per queste pressioni, che la Cina è molto attenta alla crisi alimentare. E' un terreno che scotta.

Prendiamo  ... la produzione del latte in Cina e in India. La Cina sta cercando di limitare l’agricoltura di piccola-scala adottando un modello statunitense. Negli USA si tende ad avere grandi allevamenti, il 30% della produzione di latte proviene da mandrie di 2.000 e più capi e la prospettiva è di raggiungere il 60% entro i prossimi cinque anni. Oggi in Cina, ci sono già diverse centinaia di allevamenti da latte di oltre 1.000 capi. Invece in India, ce ne  saranno meno di 50. La dimensione media di ogni fattoria è di cinque capi, quindi è molto frammentata.
La realtà è che in un posto come la Cina, con le politiche del governo, le sovvenzioni e un approccio molto più focalizzato a diventare autosufficiente, c’è una maggiore capacità di rispondere rapidamente a una sfida alimentare.
Il problema per la Cina e in misura minore, per l'India, comunque lo si voglia definire, è che avranno sempre più bisogno di cibo, che si dovrà avere puntando su una maggiore efficienza, perché ormai un regime conservatore non può permettersi di mantenere uno status quo, tutto il resto può anche restare uguale.
E mentre la Cina resta molto vulnerabile per il suo deficit commerciale alimentare, i grandi vincitori potranno essere Brasile, Stati Uniti e Canada. Ma anche l'Africa.
L'unica domanda è come si adatterà la Cina nel nuovo mondo in cui si trova per la sua posizione di svantaggio nella bilancia commerciale, in particolare verso la sua principale nemesi: gli Stati Uniti.

Per chi è curioso di sapere come potrà apparire il mondo con gli Agro-dollari, seguono alcune recenti considerazioni di  Hugo GS 'Scott-Gall.

Problemi e smania di soluzioni
Quali impatti potenziali potrebbe avere un riposizionamento del prezzo del cibo sull’economia mondiale? Perché dovrebbe cambiare  il prezzo del cibo?
La domanda alimentare è destinata a crescere più rapidamente di quanto l'offerta sia in grado di assorbire. I motivi che spingono la domanda sono ben noti, la crescita della popolazione, l'urbanizzazione e la modifica delle dimensioni della classe media e dei suoi gusti. In termini di evoluzione economica, l'aumento dei prezzi alimentari viene dopo l'impennata dei prezzi dell'energia, in quanto l’industrializzazione sfocia in una crescita dei consumi (i paesi ad alto reddito consumano circa il 30% di calorie più delle nazioni a basso reddito, ma la differenza di valore è circa otto volte).
Qui, siamo profondamente interessati a capire come l'offerta sarà  in grado di rispondere, come e dove troverà le soluzioni e chi le fornirà.  Si sta seguendo un processo analogo a quello dell'industria energetica: l'industria energetica ha investito molto in termini di efficienza, innovazione, con cluster di eccellenza. Con nuovi capitali ha creato nuove soluzioni, le più evidenti sono le energie rinnovabili e i gas-shale.
La domanda principale adesso è:  sarà lo stesso anche per il cibo?
E' difficile sostenere che esistono condizioni simili a quelle del comparto energetico anche nella catena dell’approvvigionamento alimentare, dove c'è una  frammentazione enorme, una mancanza di coordinamento, carenza di capitali per sviluppare le infrastrutture e solo qualche tentativo isolato di innovazione.  Quindi ci sono forti possibilità che l'allineamento dell'offerta alla domanda del settore alimentare possa essere molto più lento di quello che normalmente avviene in altri settori. Ma le cose stanno cambiando. Oltre che guardare dove si trovino i fattori innovativi nella catena di approvvigionamento e dove si trovino alti rendimenti (ad esempio semi, enzimi, ecc), bisogna pensare agli impatti economici macro e micro che può causare un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, e realisticamente anche a quelli geo-politici.
Una cura dimagrante
Può succedere anche nella catena alimentare una distruzione di domanda causata da prezzi troppo alti, come successe con l'energia? Ci sono notevoli differenze tra le due realtà che fanno sembrare la soluzione più complicata. Il consumo di cibo è molto frammentato ed è anche meno sostituibile.
Free Image Hosting at www.ImageShack.usCambiare le abitudini alimentari è molto più difficile che cambiare una fonte energetica. E, in ultima analisi, la spesa per il cibo lascia meno spazio ad una scelta personale, vale a dire,  il consumatore non può posticipare volontariamente il suo consumo, e non può nemmeno ridurlo cambiando in processo. Ciò significa che l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, in particolare nelle economie dove il cibo costituisce la parte più rilevante della spesa delle famiglie, produrrà un minore consumo di altri beni e di servizi terziari oltre a ridurre la disponibilità ad ottenere prestiti (con conseguenti effetti negativi sui prezzi di prodotti di altre attività). Quando ci fu l'impennata dei prezzi del petrolio alla fine del 1970, i consumatori americani arrivarono a spendere il  9% del loro reddito in energia, rispetto ad una media del 7% del decennio precedente.  Tuttavia, la percentuale di risparmio totale aumentò del 2%, come effetto dell’incertezza e di  una eccessiva attenzione nell'acquisto di altri beni. Anche nel 2007-09 si è visto un fenomeno simile.
Ma basta uno sguardo superficiale alla storia del passato per capire che l'aumento del prezzo del cibo può diventare una polveriera (come anche una disoccupazione giovanile troppo alta), e forse si sottovaluta quello che potrà essere l'impatto economico dei prezzi alimentari su tutto l’Occidente:  la spesa per comprare cibo può sembrare un fenomeno gestibile perché oggi non è altissima in proporzione al totale del reddito personale, ma solo fino a quando si disporrà di un paraurti (cioè, finché la gente disporrà di un minimo di risparmi personali) è dopo che arriveranno i problemi.
In percentuale la spesa alimentare incide sui consumi delle famiglie solo del 14% negli Stati Uniti, contro il 20% per la maggior parte delle grandi nazioni europee e del Giappone. Ma sale al 40% in Cina e al 45% in India. Naturalmente, con l'aumento dei salari, la percentuale della spesa per il cibo sul totale dei consumi diminuisce, ma questo avviene solo fino a quando il salario basta a coprire tutti i consumi .
 Attualmente, in India e Cina si consumano circa 2.300 e 2.900 calorie pro capite al giorno, rispetto a una media di circa 3.400. Se nei due paesi si mangiasse come in Occidente, la produzione alimentare dovrebbe aumentare del 12%. E se tutto il resto del mondo raggiungesse questo livello allora si salirebbe al 50%.
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La sfida per le uova d’oro dell’ Africa
In termini di proprietà delle risorse, il cibo, come per l'energia, può essere suddiviso in chi ce l’ha e chi non ce l’ha.
Ci sono paesi che hanno avuto successo senza avere risorse ma è del tutto evidente che le cose sono più facili se si dispone di un terreno fertile, buon clima e acqua. Ma questo, naturalmente, è solo la metà dell’opera, perché serve anche organizzazione, capitale, educazione e collaborazione per  avere successo.
Prendiamo l’Africa. Dispone del 60% delle terre incolte del mondo, una demografia invidiabile e molta acqua (anche se distribuita uniformemente). Portarvi infrastrutture di base, sistemare i terreni agricoli, usare un minimo di fertilizzanti e proteggere le colture potrebbe fare miracoli per la produzione agricola.
Ma è più facile a dirsi che a farsi. Diverse economie africane anche bisogno di un migliore accesso alle informazioni, all'istruzione,  di revisione dei diritti di proprietà e di accesso a mercati e capitali. In altre parole, ci vogliono istituzioni più efficienti. Se l'Africa sarà pronta nei prossimi decenni, l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari cambierà l'economia e gli investimenti in questa regione.
La prossima sfida per l'Africa sarà sul cibo (oggi sarà ricercata per le più importanti materie alimentari, come lo fu per le colonie imperiali alla fine del 19° secolo). Il consumo di fertilizzanti ha un impatto incrementale basso sui rendimenti di raccolti ad alta produttività, ma in Africa (come in molte economie in via di sviluppo in altri paesi) i raccolti sono ancora poco produttivi. Attualmente, l'Africa rappresenta solo il 3% del commercio agricolo mondiale, con il Sud Africa e la Costa d'Avorio che insieme rappresentano un terzo delle esportazioni dell'intero continente. Ma se il mondo vuole nutrirsi avrà bisogno che l'Africa emerga come potenza agricola.
La Cina ha portato il suo livello produttivo ad un livello più alto dopo aver iniziato un processo di industrializzazione che tende alla autosufficienza. Il consumo energetico delle macchine agricole è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni, mentre il numero dei trattori per famiglia è triplicato, facendo aumentare la produzione per ettaro di oltre il 20%.
Malgrado tutto questo negli ultimi 10 anni la Cina è passata da un surplus a un deficit di carne, verdure e cereali. Questo rapido cambiamento non permette di soddisfare molti altri bisogni e poi esiste anche una carenza di fonti idriche che potrebbero rivelarsi un ulteriore ostacolo, soprattutto nelle aree più remote.

Il potere della pampa
Con significativi surplus di soia, mais, carne e semi oleosi, il Brasile e l’ Argentina guidano il continente latino-americano nel commercio alimentare. Le attuali eccedenze arrivano a livelli che superano da tre a sei volte quello che erano nel 2000, mentre nel decennio precedente l'avanzo produttivo era solo del 30%. Un grosso ostacolo all'aumento delle esportazioni sono le infrastrutture. I prodotti alimentari raggiungono  i porti da luoghi molto lontani, e poi il viaggio per nave verso i mercati è sempre molto lungo. Quaranta giorni sono forse accettabili per minerali come il ferro per raggiungere la Cina su una nave in arrivo dal Brasile, ma per prodotti alimentari deperibili non ci sono le condizioni. E, di conseguenza, le infrastrutture da potenziare dovranno permettere ai fornitori di trovare le soluzioni per  conservare i prodotti, confezionarli, refrigerarli e rispondere alla domanda per tempo.
Ma gran parte del successo agricolo delle economie LatAm non hanno beneficiato solo di buone condizioni, ma hanno anche adottato innovazioni agricole, infatti più di un terzo dei raccolti piantati nella regione sono prodotti da semi geneticamente modificati, rispetto al 45% negli Stati Uniti e circa il 12% in Asia.  Qui le colture geneticamente modificate non sono nuove e forniscono soluzioni ad alcune delle limitazioni più frequenti sulle rese agricole (resistenza alle sfide ambientali, tra cui la siccità e un miglior assorbimento delle sostanze nutritive del suolo, fertilizzanti e acqua) o sono arricchite con un valore aggiunto, migliorando la composizione nutritiva o la durata della conservazione del raccolto. E mentre l'adozione di colture e dei semi geneticamente modificati è tutt'altro che benvoluta, soprattutto in Europa, è certamente una parte fondamentale della soluzione in termini economi ci per affrontare una carenza alimentare molto grave.

L’ultimo mango a Parigi?
La situazione del surplus/deficit europeo è abbastanza interessante. Diciassette dei ventisette  paesi dell'UE sono in deficit nella bilancia commerciale alimentare, e la UE nel complesso ha registrato solo un lieve surplus nel 2010, per la seconda volta negli ultimi 50 anni. Nel dettaglio, il Regno Unito è il più grande importatore, seguono Germania e Italia, mentre i Paesi Bassi e la Francia guidano le esportazioni grazie alle loro enormi industrie di trasformazione. Se il futuro dell'Europa prevede un relativo declino economico, un ridotto potere d'acquisto, mentre le risorse alimentari stanno diventando più rare è una prospettiva poco attraente.
Pertanto, si avrà bisogno di molte soluzioni innovative o di cambiare la tipologia delle importazioni. E' importante notare che un surplus o un deficit complessivo, non rendono chiaro che possono esistere dei  reali e gravi squilibri in tante singole categorie: l'Europa è un importatore di carne, frutta,  verdura e mais, ma le esportazioni si basano solo sull'alcol e particolarmente sul vino. Il Giappone è il paese che avrà maggiori problemi a causa di un deficit in ogni singolo alimento.
Concludiamo il nostro giro del mondo in Nord America.
Una produzione su larga scala, l'accesso ai mercati, una ricerca effettuata in casa e una regolamentazione favorevole permetteranno  agli Stati Uniti (e al Canada) di continuare a dominare alcune delle maggiori risorse agricole come soia, mais, foraggi, grano e semi oleosi. Sommiamo a questa autosufficienza anche alla potenziale autosufficienza energetica prevista nel medio termine e alla relativamente buona demografia (meglio della Cina), e viene da pensare che il futuro,per gli Stati Uniti, potrà essere più roseo che nel resto del mondo occidentale o in Asia.
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Gli Agro-dollari crescono
Prima di concludere, è necessario dedicare qualche riga alle conseguenze geo-politiche e macro economiche di un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. E' probabile che tutti i paesi metteranno in atto delle strategie per garantirsi l'approvvigionamento di cibo, con misure protezionistiche (ad esempio, alte tasse sulle esportazioni) o stringendo accordi bilaterali per stabilizzare un approvvigionamento alimentare sicuro.
Questo potrebbe ovviamente andare contro il sistema di regole messo in piedi dal WTO e contemporaneamente potrebbe far nascere una nuova moneta di scambio: gli agro-dollari.
Come avvenne con i petrodollari che apparvero nel 1970. Anche se potrebbe sembrare esagerato (il valore delle esportazioni di energia del mondo è US $ 2,3 trilioni rispetto ai US $ 1,08 trilioni dell'agricoltura) è importante pensare alle conseguenze. I grandi esportatori, soprattutto quelli che vogliono aumentare la loro produzione, potrebbero creare un surplus sostenibile da reinvestire nelle loro economie (o farlo assorbire ad una piccola parte della società). Allo stesso modo, il fatto di essere un importatore al netto farà scattare una tassa sul consumo effettivo: se oggi il prezzo del petrolio fosse a 25 dollari al barile le entrate fiscali farebbero un salto notevole.
Come abbiamo detto, ci si aspetta che qualcuno farà  grandi guadagni con un aumento significativo dei prezzi degli alimenti, in termini reali dovrebbero essere Brasile, Stati Uniti e Canada, mentre Giappone, Corea del Sud e Regno Unito si troverebbero davanti importanti sfide. Il grafico in alto è interessante: mostra come il surplus della Cina si sia rapidamente trasformato in deficit.
Cosa succederà se la classe media cinese dovesse crescere molto, come ci si aspetta?
Questo è il punto debole, il valore che abbiamo dato al cibo fino ad oggi è destinato a cambiare. Il modo in cui il sistema alimentare si muove in tutto il mondo è destinato a cambiare, e anche il flusso monetario e la sua distribuzione probabilmente potrebbe esserne influenzato.
Fonte tratta dal sito .
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martedì 27 novembre 2012

Ecco alcuni crimini della Bayer





L'ape Maia grida vendetta


Un’inchiesta che non ti aspetti, anni di silenzio durante i quali il PM Raffaele Guariniello della Procura di Torino ha studiato il fenomeno della moria di API ed ha appena concluso l’indagine incriminando la Bayer e la Syngenta rispettivamente produttori e distributori di potenti pesticidi a base di clothianidina. I principi attivi di questi pesticidi mandano in tilt il sistema nervoso dei preziosi insetti. Le api non riescono così a fare ritorno agli alveari e vanno incontro a morte certa.


L’accusa è danni al patrimonio zootecnico nazionale. Negli anni duemila metà delle api sono scomparse e già in altri paesi la Bayer potentissima multinazionale tedesca, leader in più settori (salute, agricoltura, polimeri, chimica) con vendite stimate oltre i 30 miliardi di dollari è stata chiamata in causa.”Secondo il Centro di ricerca sulle piante coltivate, 29 su 30 api esaminate erano morte dopo essere entrate in contatto con la sostanza incriminata, che insieme all’imidaclopride viene usata nella coltivazione della rapa, della barbabietola da zucchero e del mais(aggiungo i vigneti e agrumeti). I due insetticidi vengono esportati in 120 paesi, con il risultato che la Svizzera si è ritrovata con il 25% di api in meno, e l’Italia, la Germania e la Francia con metà delle api morte; in Francia, dove l’imidaclopride è vietata dal 1999 e l’approvazione della clothianidina è stata appena respinta, in dieci anni sono morte 90 miliardi di api, con un calo della produzione di miele attorno al 60%). 


Il fenomeno si è registrato anche negli Stati Uniti con proporzioni ancora più catastrofiche: 60-70% di api morte.”E proprio negli Stati Uniti si palesa la capacità corruttiva del gruppo grazie ad una nota interna[4] dell’EPA, resa pubblica da WikiLeaks, la quale conferma che l’Agenzia Ambientale statunitense EPA, ha ignorato gli avvertimenti dei suoi stessi scienziati, in aperta collusione con la Bayer, per autorizzare illegalmente la clothianidina, l’insetticida che ha consentito così al colosso della chimica di realizzare un business di 183 milioni di € (circa 262 milioni di $) nel solo 2009...



Il potere della Bayer è immenso più di una nazione





“Essa opera in quattro distinti settori: salute, agricoltura, polimeri (plastiche, gomma sintetica) e chimica. Ha recentemente acquisito Aventis CropScience, la controversa industria di scienza dei raccolti, facendone una azienda cardine nello sviluppo, commercializzazione e vendita di organismi geneticamente modificati.Nella la sua massiccia partecipazione per oltre 125 anni in questi quattro settori chiave, la Bayer ha accumulato una notevole storia di crimini multinazionali, che vanno dalla fabbricazione di sostanze mediche controverse (eroina, Ciproxin, Baycol), allo sviluppo di veleni e agenti chimici per uso bellico (Chlorine gas, Zyklon B e VX), all’utilizzo del lavoro forzato durante la seconda guerra mondiale, a numerosi casi di avvelenamenti, effetti collaterali e inquinamento ambientale, collegati ai suoi prodotti chimici e farmaceutici. Nel dicembre 2001 Multinational Monitor ha classificato la Bayer tra le prime dieci peggiori compagnie dell’anno.Non c’è paese al mondo in cui la Bayer non sia presente.

Le vecchie aziende sussidiarie della IG FARBEN, BASF, Bayer e HOECHST dominano tra le industrie chimiche europee e tedesche e hanno un fatturato annuo complessivo di 90 miliardi di Euro. Nessun governo, uomo politico o istituzione può sfuggire all’influenza di un blocco tanto potente. Le critiche alla Bayer valgono in generale per le compagnie multinazionali e in particolare per quelle del settore chimico.”In Italia nonostante si vada di rinvio in rinvio l’impiego dei neonicotinoidi per la concia delle sementi e attualmente proibito sino a fine anno. 


Intervistata nel merito il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini ha dichiarato: “Auspico che entro quella data vengano prodotti dati scientifici condivisi con le Regioni e con le Associazioni dei produttori per arrivare ad una valutazione congiunta che porti ad una posizione definitiva sulla questione che tuteli tutte le produzioni agricole”.Non capendo quali altri dati occorrano rimane il fatto che ancora oggi sono in commercio 43 formulati la cui composizione è basata sul principio attivo imidacloprid il cui impiego non corretto è spesso alla base dei fenomeni di morte delle api e di costante inquinamento, a dosi sub letali, degli alveari.




La Bayer è inoltre accusata delle seguenti vicende non ancora del tutto chiarite





Di aver finanziato indirettamente la guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo partecipando al commercio para-legale di columbite-tantalite, un minerale per l’estrazione del tantalio, chiamato colloquialmente coltan infanticidio, l’insetticida Folidol finì “accidentalmente” nel latte dei bambini in una scuola sulle Ande a AUCCAMARCA Perù causando 25 morti.

Per Greenpeace vi furono carenze di informazione da parte di Bayer contaminazione da riso OGM sperimentale per la quale è stata condannata al pagamento di 750 milioni di dollari sversamento di sostanze tossiche quale l’Acido Diluito nel mare del Nord omicidio, attentato alla salute pubblica e falsificazione di documenti a seguito dell’avvelenamento di olio da tavola per colpa del pesticida Nemancur 10 che causò circa 650 i morti e 25.000 ammalati.9460 decessi e decina di migliaia di intossicati per il Parathion, un composto organofosforato messo a punto dal dr. Schrader. 


Questo pesticida della Bayer è riconosciuto ufficialmente come la causa di 9.460 decessi tra il 1953 e il 1969: Governo giapponese, ministero della Sanità e del Benessere, Avvelenamento da organofosforati 1954-1970, Tokyo 1971, in Greunke y Heimbrecht, op. cit., p. 91. 


Produzione di Gas da guerra dal 1915 dapprima in seno al trust IG Farben,che produrrà il famoso gas Zyklon B nei campi di sterminio,poi, in seguito allo smantellamento dovuto alla sconfitta, nuovamente in modo indipendente fino ai nostri giorni e alla sua nota entrata nel mercato dell’ambiente. 


Avvelenamento per virus HIV e Epatite C dopo l’uso di prodotti a base di plasma sanguigno in 22 paesi del mondo inclusa l’Italia. 


Recentemente la Bayer è stata condannata nel merito con un accordo di indennizzi vincolato al segreto.

Quando leggi Bayer sulle medicine pensa a tutto questo...
Fonte tratta dal sito .

lunedì 26 novembre 2012

LA GRECIA UCCIDE I SUOI PAZIENTI DI ALZHEIMER E PATOLOGIE CRONICHE AI RENI



La salute in Grecia è malata. Malata come le menti di coloro che prendono certe decisioni e costringono migliaia di persone ad una morte dolorosa, dal momento che li privano delle medicine per guarirli. Chiamatelo “Terzo Pacchetto d'Austerità”, chiamatelo “un paese in bancarotta”, chiamatelo come volete, ma il fatto è questo: i ministri ben pagati di questo governo insieme ai ben pagati deputati ed altri funzionari dello Stato che guadagnano diverse migliaia di euro al mese, lasceranno i bisognosi ed i malati senza le medicine essenziali e l'assistenza sanitaria di base.



La scorsa settimana il vice-ministro della 'sanità' Salmas ed il ministro del lavoro Vroutsis hanno deciso, indipendentemente dal “pacchetto di austerità”, di imporre una tassa del 10-25% sull'acquisto dei medicinali prescritti ai malati cronici delle seguenti categorie: insufficienza renale, epilessia, Alzheimer, demenza, vasculite di Burger, malattia di Charcot-Marie-Tooth, Parkinson, diversi tipi di diabete, malattia di Wilson ed altre patologie croniche (Qui, la lista completa in greco http://iatropedia.com/articles/read/3057).

Contributo dello zero per cento per il cancro, l'HIV ed altre malattie croniche, anche se solo per le medicine direttamente collegate alle loro patologie.

I pazienti dovranno pagare un 10% di tasse per le medicine direttamente collegate alle loro malattie ed un 25% per quelle non direttamente collegate e indipendentemente dal fatto che la malattia secondaria, come problemi cardiovascolari, diabeti, ipertensione, sono causate dalla malattia primaria.

Ora non è chiaro: chi deciderà se il collasso dei reni è collegato al diabete o viceversa, o se le medicine per l'Alzheimer richiederanno una tassa del 10% mentre i rimedi vascolari ne richiederanno una del 25%?

Senza nessuna esenzione per i redditi bassi, i pazienti cronici delle categorie menzionate, alcuni dei quali hanno bisogno di cure che valgono diverse centinaia di euro ogni mese, dovranno sborsare anche più di 100 euro. Anche se le loro pensioni sono inferiori ai 500-600 euro.

Patologie renali

Per esempio un paziente in emodialisi ha bisogno di medicine per un valore di circa 500 euro al mese. Se dovesse pagare un contributo avendo un reddito basso, il paziente e la sua famiglia sarebbero posti di fronte ad un dilemma: comprare le medicine o morire di fame. Questo dove la maggior parte delle famiglie medie hanno un solo membro che lavora e che guadagna.

Solo i malati terminali in dialisi verranno esentati dalla tassa.

“Ciò è inaccettabile, poiché i pazienti sotto dialisi hanno molti altri problemi gravi di salute, compresi quelli cardiovascolari, glicemia, ipertensione, etc.”, dichiara Gregory Leontopoulos, segretario generale della Federazione Panellenica dei Malati Renali.

Come menzionato, un paziente sotto emodialisi potrebbe aver bisogno di più di 500 euro al mese per comprare le medicine, a seconda della sua condizione di salute. “Non tutti hanno la possibilità di pagare una tale somma di denaro ogni mese per fronteggiare un problema di salute grave”, ha detto Leontopoulos ed ha avvertito: “Se non cambiamo la decisione, ne piangeremo le vittime”.

Malati d'Alzheimer

La notizia sulla tassa per l'acquisto di medicinali per i pazienti assicurati ha diffuso l'orrore tra i gruppi di malati cronici, specialmente tra coloro che sono costretti ad un trattamento quotidiano, come gli affetti da demenza o da Alzheimer. Il presidente dell'Associazione Greca per l'Alzheimer, Magda Tsolaki, ha scritto un drammatico appello al ministro della Salute sottolineando la necessità dell'esenzione di questi pazienti dalla tassa.

Qui sotto alcuni passi dalla lettera:

“I pazienti affetti da Alzheimer sono per lo più anziani e pensionati. Sebbene abbiano un'invalidità del 100%, non ricevono alcun beneficio o sussidio dalla previdenza sociale.

La media delle entrate mensili di questi pazienti non supera i 785 euro, mentre il minimo delle pensioni dell'OGA - Istituto di Assicurazione Sociale e l'IKA – Istituto di Previdenza Sociale non superano, rispettivamente, i 350 ed i 470 euro. Circa 400.000 pensionati ricevono tra i 600 ed i 1000 euro mensili.

Le malattie croniche generative causano il declino progressivo della memoria e di tutte le funzioni associate come farsi il bagno, mangiare, vestirsi e è accompagnato da cambiamenti comportamentali notevoli.

Sottolineando l'alto impatto economico per i pazienti e le loro famiglie, Tsolaki richiede l'esenzione dalla tassa dichiarando che senza risorse disponibili i pazienti verrebbero deprivati delle medicine con la conseguenza di un deterioramento più rapido della loro situazione clinica ed un escalation dei disturbi comportamentali che costringeranno le famiglie e per chi si prende cura di loto a mandare questi pazienti in istituti statali, aumentando i costi del sistema di assistenza sanitaria nazionale”.


I trucchi per i tagli all'assistenza sanitaria

I trucchi usati da coloro responsabili dei tagli all'assistenza sanitaria per le malattie croniche non hanno limiti. Hanno tolto la fisioterapia per i pazienti con sclerosi multipla, trauma cranico, neuropatia, malattie del sistema nervoso centrale, se il paziente è già stato trattato in una clinica, in un centro ospedaliero o in qualsiasi altro programma di riabilitazione. Allo stesso tempo, il paziente assicurato dovrà usufruire del trattamento fisioterapico entro tre mesi dalla prescrizione del medico.

Ricovero a soli 25 euro!

Il nuovo pacchetto di austerità prevede tagli per 1.1 miliardi di euro alla sanità greca, oltre ai salari dei dottori, per poter finanziare l'organizzazione nazionale di assistenza sanitaria (EOPYY), la scandalosa organizzazione di nuova costituzione che ha unificato i fondi assicurativi e che è fallita prima di compiere i suoi due primi anni di vita.

Con il nuovo pacchetto di austerità, i pazienti assicurati dovranno pagare 25 euro per essere ammessi in ospedale per operazioni chirurgiche o controlli medici e pagheranno 1 euro per ogni prescrizione a partire dal 1° gennaio 2014.
Se saranno ancora vivi...

Una legge sull'eutanasia in Grecia ?

Ministro Vroutsis? Ministro Salmas? Chi sono questi ministri, i passanti della politica? Chi li ha votati? Quanti voti hanno ricevuto nelle elezioni di giugno per autorizzarli a governare il destino di migliaia di malati e bisognosi?

Un'amica mi stava raccontando del continuo aumento dei costi che deve affrontare per i suoi genitori malati, entrambi ultra-ottantenni. Devono chiamare un dottore almeno una volta al mese (60-80 euro). Ogni due mesi uno dei due deve fare le analisi del sangue (80 euro). I pannoloni costano 50 euro. Poi ci sono le tasse per le prescrizioni mediche (almeno 20 euro). Con la nuova regolamentazione, dovrà pagare altri 40-70 euro per le medicine prescritte. Oltre alle spese mediche, dovrà spendere circa 150-200 euro al mese per comprare da mangiare e pagare le bollette. Una delle pensioni dell'anziana coppia malata serve a pagare un badante (400 euro). Deve anche pagare i loro conti e le tasse sulla proprietà di emergenza perché vivono in una casa di 70 mq.

Questa amica ha perso il lavoro due anni fa, usa i suoi risparmi per assistere i genitori. Da parte loro, hanno perso un'entrata di 4.320 euro dopo il dimezzamento dei bonus natalizi/pasquali, quando il sussidio della previdenza sociale è stato eliminato con un click ed hanno dovuto pagare un contributo di 30 auro al mense alla EOPYY. Con il nuovo pacchetto di austerità perderanno almeno altri 1.200 euro all'anno mentre i bonus natalizi rimanenti scompariranno. I pensionati IKA prendono in tutto 1.090 euro.


Forse Salmas, Vroutsis & Co. dovrebbero considerare di far passare anche una legge sull'eutanasia, dal momento che i malati cronici e le loro famiglie non saranno in grado di sopportare l'ulteriore onere finanziario.
Fonte tratta dal sito .

domenica 25 novembre 2012

Tecnologia Keshe: la fantascienza diviene realtà


RILASCIATE UFFICIALMENTE ALL’ITALIA LE TECNOLOGIE KESHE

Rendiamo nuovamente pubblico, con alcune necessarie precisazioni, un post che avevamo pubblicato nella tarda serata dello scorso venerdì 26 ottobre, in seguito ad un concitato avvicendarsi di informazioni e poi ritirato in attesa degli opportuni chiarimenti e conferme.
In un primo momento infatti sembrava che il rilascio delle tecnologie Keshe dovesse svolgersi in contemporanea in quello stesso giorno anche per molte altre nazioni del mondo, mentre così è stato al momento per l’Italia, alla cui ambasciata di Bruxelles, alle ore 16,00 sono stati fatti avere i “Blue Prints” ossia i disegni e le istruzioni esecutive integrali della tecnologia Keshe. Di questa notizia abbiamo avuto conferma diretta da fonte diplomatica.
Nessun pagamento è stato richiesto in cambio del rilascio delle tecnologie.
La Fondazione Keshe, il cui titolare e custode è l’ingegnere di origine iraniana Mehran T. Keshe – il sito è raggiungibile a questo link, ha pubblicato sul suo forum la notizia con ampia evidenza.
Iconicon Post segue da vicino ormai da mesi le vicende relative a questa realtà, siamo stati tra i primissimi in Italia, nei canali di informazione alternativa a darne notizia, nel totale silenzio della stampa ufficiale. Siamo stati tra i primi a credere in questa possibilità dandovi adeguato spazio ed impegnandoci nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica con appelli alla partecipazione, prontamente raccolti dai nostri lettori.
Siamo stati il primo mezzo di informazione italiano a pubblicare recentemente una eccezionale intervista esclusiva – raggiungibile a questo link – che l’ing. Keshe ha concesso ad una mission di quattro persone approntata in collaborazione con il forum di Tempo di Cambiare di Italo Cillo, che parimenti ha trattato in più occasioni questo tema.
A questo punto i files consegnati all’ambasciata seguiranno l’iter di verifica tecnica per poter effettuare una valutazione in merito e procedere ad una decisione a riguardo.
Ci troviamo infatti ad uno snodo delicatissimo di questa vicenda, per cui da una parte, come sostiene lo stesso Keshe nell’intervista citata, non è stato possibile fino a questo momento mostrare pubblicamente le tecnologie, studiate per il programma di esplorazione spaziale, per una serie di vincoli incrociati posti dai poteri forti, dall’altra parte le fantascientifiche opportunità che tali tecnologie promettono consentirebbero alle nazioni del mondo di superare i principali problemi da cui attualmente sono afflitte come non mai.
A questo punto l’impegno di ciascuno di noi è fare la propria parte affinché la verità emerga nella sua piena evidenza: che si creino le condizioni perché una piena e libera dimostrazione delle tecnologie possa avvenire, la popolazione possa rendersi conto del salto evolutivo che esse promettono e la via dell’implementazione possa essere imboccata.
Per il pubblico ciò significa accostarsi a mente aperta a questo tema per capire di che cosa si tratta e, una volta verificate con la massima chiarezza la consistenza e fattibilità di tale complesso di tecnologie, reclamarne dal proprio governo la pronta implementazione a comune vantaggio di tutti i cittadini, e così come più volte sottolineato dalla Fondazione Keshe, ciò avvenga nel quadro di un programma in cui tutte le nazioni del mondo possano muoversi verso un futuro di pace, cooperazione ed abbondanza. Per ogni singolo abitante del pianeta.
Riproponiamo quindi il video di presentazione generale della Fondazione Keshe e delle relative tecnologie, video di cui abbiamo a suo tempo curato la versione doppiata in italiano, perché chi non ne sa ancora nulla possa farsene una propria idea.
Prossimamente da queste pagine di prima linea diffonderemo approfondimenti e notizie ulteriori.
Che la pace e il vero progresso possano giungere ad ogni anima della terra.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 23 novembre 2012

Israele verso la catastrofe - Moni Ovadia

giovedì 22 novembre 2012

GOLDMAN SACHS: Il Senatore Carl Levin Interroga l'Amministratore Delegato (CEO) Riguardo Le Truffe ai Clienti

Washington – Alla conclusione di un’indagine bipartisan, i senatori Carl Levin e Tom Coburn del Sub-comitato Investigativo del Senato rilasciano un rapporto conclusivo di 635 pagine in merito all’ inchiesta riguardo la crisi finanziaria. Il rapporto indica conflitti d’interesse, assunzione di rischi irresponsabili ed omissione di controllo regolamentativa quali i principali fattori che hanno spinto gli USA verso la piu’ profonda recessione dalla grande depressione.
Sen. Levin: “L’operatore di Goldman lo ha definito immondizia. Non al cliente ovvio. Ma all’interno, il CDO (Credit Default Option) e’ imploso entro due anni. I vostri clienti ci hanno rimesso, Goldman ha fatto profitti.
Ora, mi sembra ci sia un conflitto talmente fondamentale quando Goldman vende titoli finanziari che i suoi stessi dipendenti considerano cattivi titoli; descritti nel modo in cui gli stessi titoli vengono definiti in queste email, nel modo in cui i vostri stessi operatori li consideravano. Andare a vendere questi stessi titoli alla gente e poi scommettere contro gli stessi, mi risulta essere un conflitto d’interessi talmente fondamentale nonche’ fonte di gravi problemi etici.
Vorrei chiederle infatti se Goldman ritiene di aver trattato quei clienti adeguatamente.
Come lei ha detto, se i clienti credono che non meritiamo la loro fiducia noi non sopravviviamo. Queste sono le parole che risuonano nel suo discorso di apertura.
Data tale enfasi: operare vendite in maniera tanto aggressiva; come avete fatto, avendo appunto voi fatto tale scelta strategica; ma poi in questi esempi specifici, scommettere esattamente contro quegli stessi titoli che vendete ai clienti e, all’interno, i vostri stessi operatori sostengono che questi sono titoli spazzatura. Come pensate di meritare la fiducia dei vostri clienti e che non c’e’ un inerente conflitto in tutto questo?
Lloyd Blankfein (CEO GS): Senatore, ci sono molti aspetti nella sua domanda e sono certo che spenderemo molto tempo riguardo i vari aspetti.
La fiducia dei nostri clienti non e’ solo importante per noi, e’ essenziale. E’ il motivo per cui siamo un’impresa di successo e lo siamo stati per centoquarant’anni. Siamo una delle imprese piu’ grandi in termini di franchising per conto dei nostri clienti, nel market-making, proprio in questo tipo di attivita’ di cui stiamo parlando e la nostra clientela e’ di forte prevalenza per noi. I nostri clienti conoscono la nostra attivita’ e comprendono cosa s’intende per market-making…
Sen. Levin: Lei pensa che comprendano che voi pensate che un titolo sia immondizia quando glielo vendete e poi ci scommettete contro? Pensa che lo capiscano o lo sappiano?
Lloyd Blankfein: Mah, ripeto, non so chi siano questi e io… e…
Sen. Levin: Ne abbiamo parlato oggi.
Lloyd Blankfein: No, no lo so, lo so senatore e abbiamo… c’erano alcune email, che sono state rilevate e alcuni hanno pensato alcune cose… ma le dico…
Sen. Levin: Le ho solo fatto una domanda.
Lei pensa che se la sua gente pensa che qualcosa sia immondezza e la va’ a vendere e poi la sua azienda ci scommette contro, lei pensa che tali attivita’ meritano la vostra fiducia?  
Lloyd Blankfein: Senatore vorrei chiarire una cosa. Quando lei dice: noi vendiamo un titolo e poi i nostri clienti ci scommettono contro….
Sen. Levin: No, no! Voi ci scommettete contro!
Lloyd Blankfein: Noi ci scommettiamo contro. Noi siamo Principals. L’azione di vendere un titolo e’ cio’ che ci da’ la posizione opposta a quella che ha il cliente. Se il cliente chiede a noi un’offerta e noi compriamo un titolo da loro, il minuto dopo noi lo possediamo e loro no. Se vogliono comprare da noi, il minuto dopo loro lo possiedono e noi no. Possiamo coprire quel rischio ma la natura delle attivita’ del Principal nel market-making e’ che noi siamo la controparte di quello che i nostri clienti vogliono fare…
Sen. Levin: quando vendete qualcosa ai vostri clienti, presumibilmente voi glielo date. Non e’ piu’ nel vostro inventario...
Lloyd Blankfein: Non necessariamente…
Sen. Levin: non necessariamente ma hanno almeno il diritto di credere che voi volete che quel titolo avra’ successo per loro. Questa e’ l’aspettativa che sono certo i clienti abbiano il diritto di avere. Insomma: esempio dopo esempio; non e’ ovviamente solo il fatto che avete venduto qualcosa, il che vuol dire che qualcuno compra e qualcuno vende; non e’ questo cio’ di cui stiamo parlando. Stiamo parlando di: scommettere contro proprio quel prodotto che state vendendo. Scommetterci contro, vendendo lo stesso senza informare quello stesso cliente. Lei pensa che le persone comprerebbero titoli finanziari da voi, se diceste loro: sai cosa? Vogliamo che tu sappia, noi ti vendiamo questo ma ci assicuriamo contro il fallimento dello stesso. Noi lo vendiamo questo titolo; ci posizioniamo in short, lo togliamo dal nostro inventario ma scommettiamo esattamente contro quello che ti stiamo vendendo. E’ una cosa totalmente diversa dal vendere un titolo e non avere piu’ interesse per lo stesso!
La mia domanda e’: non c’e’ un conflitto quando voi vendete una cosa a qualcuno e siete determinati a scommettere che quel qualcosa non funzionera’ e non lo dite alla persona a cui lo state vendendo. Non vede il problema?!
Lloyd Blankfein: nel contesto del market-making questo non e’ un conflitto. Quello che i clienti comprano e’ un’esposizione, un rischio. Quello che noi gli vendiamo deve dar loro il rischio che loro vogliono. Non si rivolgono a noi affinche’ noi rappresentiamo le nostre opinioni. Probabilmente a loro non interessa affatto. Non dovrebbe nemmeno interessare loro. Facciamo anche altre cose siamo consulenti, gestiamo i loro soldi, sono parte dell’attivita’ e siamo fiduciari
Sen. Levin: ecco, questa e’ la parte che confonde la gente giusto?
Lloyd Blankfein: lo so…
Sen Levin: loro pensano che siete fiduciari ma…
Lloyd Blankfein: non nel contesto del market-making…
Sen Levin: si ma voi non gli dite che, non solo non siete fiduciari; scommettete esattamente contro lo stesso titolo che gli state vendendo. Non glielo dite, il che è ancora peggio. E’ peggio che non essere fiduciari. Significa avere un conflitto d’interessi.
Lloyd Blankfein: Io non credo che ai nostri clienti interessi o che gli debba interessare…
Sen Levin: che scommettete contro lo stesso titolo che gli vendete?? Non gli interessa??? 
Lloyd Blankfein: Lei dice scommettere contro…
Sen Levin: Si voi scommettete, voi andate in short sullo stesso titolo, mantenete la posizione short (vendita) sullo stesso titolo; l’ho letta e riletta; vendete i titoli – molti dei quali descrivete immondizia, come hanno scritto i vostri operatori internamente, mettiamo cio’ in attesa per il momento, ci torneremo, questo peggiora le cose – ma c’e’ un inerente conflitto quando non informate il vostro cliente che… questo titolo che acquistate da noi ha ovviamente gia’ una vendita dall’altra parte e noi siamo quelli che manteniamo la posizione di vendita, scommettiamo sul fallimento di questo stesso titolo. E lei non pensa che questo sia rilevante per un cliente???
Lloyd Blankfein: beh, so che questi… che sa’… che viviamo in contesti diversi… l’aspetto professionale… che noi…
Sen Levin: iniziamo dal contesto UMANO
Lloyd Blankfein: In un contesto umano.
I mercati funzionano sulla trasparenza, rispetto a quello che il prodotto rappresenta. Non porta  rappresentanza. Quale posizione ha il venditore. Pensi semplicemente a….. 
Fonte tratta dal sito .


mercoledì 21 novembre 2012

CRISI ECONOMICA 2012 - DAVID ICKE

martedì 20 novembre 2012

ISLANDA sconfigge economia globale e NWO !! Percio' nessuno lo deve sapere.

lunedì 19 novembre 2012

I GURU DELLA FINANZA PREVEDONO UNA GUERRA A BREVE

Kyle Bass, Larry Edelson, Jim Rogers e Marc Faber pronosticano una guerra estesa

«Trilioni di dollari di debiti saranno ristrutturati e milioni di risparmiatori finanziariamente prudenti perderanno una percentuale rilevante del loro potere d'acquisto reale esattamente al momento sbagliato nella loro vita. Ancora una volta, il mondo non finirà, ma il tessuto sociale delle nazioni dilapidatrici sarà sfilacciato e in alcuni casi strappato. Purtroppo, guardando indietro nella storia economica, troppo spesso la guerra è la manifestazione di una semplice entropia economica sostenuta fino alla sua logica conclusione. Noi crediamo che la guerra sia un’inevitabile conseguenza della attuale situazione economica mondiale».

Larry Edelson ha scritto una e-mail agli abbonati dal titolo «Quel che i ‘Cicli di guerra’ ci dicono per il 2013», in cui si afferma:
«Sin dagli anni ottanta, ho studiato i cosiddetti "cicli di guerra": i ritmi naturali che predispongono le società a discendere nel caos, nell’odio, in una guerra civile o perfino internazionale.
Non sono certo la prima persona ad esaminare questi modelli tanto peculiari nella storia. Ci sono stati molti prima di me, in particolare, Raymond Wheeler, che ha pubblicato la cronistoria di guerra più autorevole di sempre, che documenta a forza di dati un periodo lungo 2.600 anni.
Tuttavia, ci sono pochissime persone che siano disposte perfino a discutere la questione in questo momento. E sulla base di quel che vedo, le implicazioni potrebbero essere assolutamente enormi nel 2013.»
L’ex analista tecnico della Goldman Sachs Charles Nenner – che ha lanciato alcuni grandi avvertimenti molto accurati, e ha fra i suoi clienti i più importanti fra hedge funds, banche, agenzie di brokeraggio e grandi possidenti plurimilionari – afferma che ci sarà «una grande guerra che comincerà a cavallo fra 2012 e 2013» che porterà l’indice Dow a 5.000 punti.
Perché questi guru economici stanno prevedendo guerra?
Per prima cosa, molte personalità influenti credono erroneamente che la guerra faccia bene all'economia. Per di più, già Jim Rogers (co-fondatore del Quantum Fund con George Soros, NdT) sosteneva:
«Se si trasforma in una guerra commerciale, è la cosa più importante del 2011», e aggiungeva: «Le guerre commerciali portano sempre a guerre. Nessuno vince le guerre commerciali, tranne il generale che finisce per combattere le guerre fisiche quando accadono. Questo è molto pericoloso».
Rogers inoltre spiega:
«Il proseguimento dei salvataggi in Europa potrebbe in ultima analisi innescare un'altra guerra mondiale […] Aggiungi il debito, la situazione peggiora, e alla fine semplicemente crolla. A quel punto ciascuno va a cercare capri espiatori. I politici danno la colpa agli stranieri, e ci troviamo nella seconda guerra mondiale o in una qualunque guerra mondiale».

E Marc Faber afferma che il governo americano inizierà nuove guerre in risposta alla crisi economica:
« "La prossima cosa che il governo farà per distrarre l'attenzione della gente sulle cattive condizioni economiche consisterà nel fatto che inizieremo una guerra da qualche parte."
- "Se l'economia globale non recupera, di solito la gente va in guerra".»
Faber ritiene che anche gli Stati Uniti, la Cina e la Russia potrebbero andare in guerra per il petrolio mediorientale.
Fonte tratta dal sito .

domenica 18 novembre 2012

Realtà e Illusione - Viviamo in un Mondo Virtuale?


"La realtà è una illusione molto persistente."
A. Einstein


Fin dalla antichità esiste una frangia culturale trasversale - spaziante dalla fisica alla spiritualità, passando per la matematica e la filosofia - convinta che la realtà in cui viviamo sia solo una illusione. Teorie affascinanti ma non dimostrabili, che per lungo tempo hanno occupato una angusta nicchia nello immaginario collettivo occidentale, fino al giorno in cui alcuni scienziati le hanno esaminate sotto una nuova luce, quella della fisica quantistica.

Secondo alcune stupefacenti sperimentazioni - infatti - ciò che percepiamo come materiale, tangibilmente reale - comprese le nostre stesse persone - potrebbe essere il frutto illusorio della interazione della 'coscienza' con una infinita serie di impulsi lumino-elettrici-informatici i quali si manifesterebbero in un ambiente ignoto, forse neutro come il programma 'struttura' del film Matrix, o forse no. Un ambiente che - in ultima analisi - potrebbe esistere solo nella stessa coscienza oppure coincidere con essa (v. post correlati).

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero?, dice Morpheus in Matrix. E se da un sogno così non dovessi più svegliarti? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? E ancora: Che vuol dire reale? Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel 'reale' sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello.

"Nello Zen c'è un koan particolare: se in mezzo alla foresta un albero crolla e non c'è nessun essere vivente lì presente, l'albero emette un suono quando cade a terra?
Saremmo tentati di dire di sì, ma la risposta è no. E' no perché non è l'albero ad emettere un suono, ma il nostro sistema uditivo che traduce quell'evento in 'suono'.

Allo stesso modo, se in una stanza buia si accende una lampadina e non c'è però nessuno, quella lampadina emette luce? Lo scienziato classico direbbe di sì ma il fisico quantistico osserverebbe che l'evento dipende dall'osservatore, e che la luce è una percezione del sistema nervoso, e non una proprietà intrinseca della lampadina." (link)

Diverse teorie matematiche, fisiche, filosofiche, spirituali non fanno che ammonire sulla illusorietà e parzialità delle percezioni sensoriali, in taluni casi portando alla luce frammenti di ciò che appare come una ristretta profondità di campo, ed un substrato deterministico celato dietro la apparente caoticità del cosmo e dei suoi processi. Pensatori di ogni epoca hanno notato delle incongruenze nel 'codice della realtà', elementi che se considerati nel loro complesso non possono che alimentare qualche legittimo dubbio circa la reale essenza e 'consistenza' del mondo che ci circonda.

Diamo un'occhiata a qualcuna di queste visioni.

Informatica
Nel 2003 il filosofo transumanista di Oxford Nick Bostrom avanzò la ipotesi che il nostro universo sia in realtà una simulazione programmata al computer. Bostrom addusse elementi unicamente speculativi a sostegno della sua tesi, tuttavia da qualche tempo un team di fisici tedeschi ha dichiarato di essersi messo alla ricerca della prova di quanto ipotizzato da Bostrom; secondo costoro, infatti, per provare la artificiosità della nostra realtà basterebbe individuare quella che definiscono 'firma cosmologica.'

Secondo il fisico Silas Beane, che lavora con il proprio team presso l'Università di Bonn, per quanto potente e realistica sia, una simulazione del cosmo dovrebbe essere comunque subordinata ad alcuni precisi vincoli strutturali. Una volta inividuati tali vincoli, il gioco sarebbe fatto.
Quindi, come starebbe procedendo il team di Beane? Facile: programmando a propria volta una simulazione dell'universo e poi studiandola. A tal fine, hanno creato una versione dell'universo in femto-scala (che è ancora più piccola della nano-scala). Per il momento lo studio è allo stadio iniziale, ed i ricercatori stanno concentrandosi nel ricreare modelli accurati di processi cosmologici, attraverso cui iniziare a farsi una idea dei vincoli strutturali insiti in tali simulazioni. Fonte

I Sims e Fiebag.
All'incirca 12 anni fa uscì il videogioco The Sims, che diventò il prodotto più venduto di tutti i tempi sul mercato videoludico. Durante la promozione l'ideatore Will Wright descrisse la propria creatura come un 'simulatore di vita.' Il gioco si basava sul controllo dei Sim - persone virtuali viventi in una simulazione del mondo reale - che il giocatore doveva guidare intervenendo nelle loro vicende come una sorta di deus ex machina, in modo tale da farle progredire nelle loro attività professionali e assicurare loro un'adeguata vita sociale. 
Il videogioco simulava l'ambiente di vita di un omino all'interno di una comunità di omini virtuali, ambiente che in linea di massima rispecchiava quello di un qualsiasi reale individuo medio occidentale moderno. Quindi casa, ufficio, palestra, cinema, ecc. Il sim viveva la propria vita virtuale in modo pressoché autonomo grazie ad alcune semplici routine che ne simulavano l'intelligenza (ricordate gli animaletti Tamagotchi?). Dunque, sebbene in forma assai grezza ed elementare, l'omino era in possesso di una parvenza di coscienza dei propri simili, della realtà e del tempo entro il quale si svolgeva la propria esistenza virtuale, elementi apparentemente esterni alla sua persona virtuale, ma in realtà niente affatto distinti e separati in quanto espressioni, proprio come l'omino, di una simulazione al computer, un insieme di righe di programmazione. Elementi dunque, che potevano considerarsi una sola cosa, un Tutto Uno con lo omino virtuale.

Ciò premesso, cosa accadrebbe se un giorno i coseguimenti scientifici in campo informatico e biotecnologico consentissero di allestire dei software progettati sulla falsariga del gioco dei Sims, ma immensamente più avanzati dal punto di vista simulativo e della intelligenza artificiale? Semplicemente, succederebbe che il 'giocatore-demiurgo' vivente in un simile remoto futuro sarebbe in grado di creare immensi universi virtuali ambientati in un punto qualsiasi nel tempo e nello spazio (ad esempio il Sistema Solare nel XXI secolo d.C.) popolati da innumerevoli 'omini' dotati di sprazzi di autocoscienza, un 'limitato' apparato sensoriale ed una intelligenza artificiale abbastanza sviluppata da restituire la impressione di una reale intelligenza biologica.

Conclusioni cui è giunto il filosofo e fisico tedesco Johannes Fiebag, recentemente scomparso. "Fiebag era convinto che la realtà sia un'illusione e che 'ciò che percepiamo con i nostri sensi sia solo una copia, una riproduzione della realtà.' (...) Lo studioso ipotizzò che un giorno saremo in grado di creare degli esseri umani le cui impressioni e cognizioni saranno costruite integralmente ed artificialmente da noi. 'Potremmo inserire nei corpi di queste cavie un dispositivo a trappola che impedisca loro di scoprirne la presenza; e potremmo assistere agli inutili sforzi che faranno per escogitare concetti filosofici e religiosi, e al loro fatale fallimento. Lasceremmo anche esercitare le scienze, ma solo entro certi limiti che concederemo loro. E talvolta ci divertiremmo a spuntare nel loro mondo: come figure senza rilievo, come divinità (o spettri, alieni, ecc. - n.d.r.) o come pietre inanimate posate ai margini della loro strada. Ci basterà indossare la nostra tuta a corpo intero, completa di sensori e fornita dei dati necessari, e premendo un paio di bottoni ci troveremo in mezzo alle nostre creature, nel mondo real-virtuale.' E a questo punto Fiebag si domanda: "E se fosse il nostro, di mondo, una realtà virtuale?" (link)

Fisica.
Nel 1982 una equipe di ricerca della Università di Parigi diretta dal fisico Alain Aspect condusse forse il più importante esperimento scientifico del XX secolo. Scoprì che sottoponendo a determinate condizioni alcune particelle subatomiche come gli elettroni, esse siano istantaneamente capaci di comunicare tra di loro a prescindere dalla distanza che le separi, che si tratti di 10 metri o 10 miliardi di chilometri. Tale sbalorditivo risultato empirico implicherebbe la non esistenza delle dimensioni comunemente percepite sotto forma di 'spazio' e di 'tempo.' Ogni cosa avverrebbe nello stesso punto e nello stesso momento, e la comune percezione del passato e delle distanze sarebbe solo una illusione. 

David Bohm, celebre fisico statunitense, sosteneva che la conclusione più logica che si poteva trarre dalle scoperte di Aspect fosse che la realtà oggettiva non esista. Vale a dire che, nonostante la sua apparente solidità, l'Universo sia in effetti un fantasma, un immenso ologramma meravigliosamente dettagliato. (v. post correlati).

La meccanica quantistica ha sperimentato altre fattispecie che sollevano non pochi dubbi sulla natura oggettiva della realtà in cui viviamo. Una di esse è stata determinata mediante l'esperimento della doppia fenditura.

"L'esperimento della “doppia fenditura” (double slit in inglese) consiste nel proiettare particelle quantistiche attraverso una barriera che contiene due piccole fessure al fine di misurare come vengono rilevate dopo esserne uscite. Il senso comune ci dice che quando le cose entrano da un lato sotto forma di particelle, dovrebbero mantenere quella forma viaggiando lungo tutto l'esperimento, uscendo poi alla fine in quanto tali.

Tuttavia le prove dimostrano che in un dato momento tra il punto di partenza e quello di arrivo alle particelle accade qualcosa di realmente straordinario. Gli scienziati hanno scoperto che quando un elettrone passa attraverso la barriera con una sola apertura, si comporta esattamente secondo le attese: comincia e finisce il suo viaggio in quanto particella. Nel far questo, non presenta sorprese. Al contrario, quando vengono usate due aperture lo stesso elettrone fa qualcosa di apparentemente impossibile. Sebbene inizi il suo percorso come particella, passa attraverso le fessure simultaneamente, come soltanto un'onda di energia può fare.

La sola spiegazione possibile in questo caso è che la seconda apertura ha in qualche modo costretto l'elettrone a viaggiare come se fosse un'onda, pur arrivando a destinazione nella stessa forma in cui è partito: in quanto particella. Per fare questo l'elettrone deve poter percepire l'esistenza della seconda apertura che è diventata disponibile. Qui entra in scena il ruolo della coscienza. Poiché si presuppone che l'elettrone non sia in grado di sapere nulla nel senso più stretto del termine, la sola altra fonte di quella consapevolezza è la persona che osserva l'esperimento.

La conclusione a cui si giunge qui è che in qualche modo la conoscenza che l'elettrone ha due possibili strade da percorrere è nella mente dell'osservatore e che è proprio la coscienza di chi osserva a determinare come viaggia l'elettrone." Fonte

Un'altra possibile conclusione è che il comportamento dell'elettrone non sia provocato dalla coscienza dell'osservatore, ma da una banale istruzione, una 'riga di programmazione' errata.

Dando invece per plausibile la prima conclusione, come può definirsi 'materiale' una dimensione i cui processi su scala quantistica siano influenzabili dalla coscienza di chi li osservi? Cosa accadrebbe se qualcuno conoscesse il sistema per fare la stessa cosa non al livello quantistico, ma su scala superiore? La collettività come giudicherebbe un simile fenomeno? Sovrannaturale? Divino? Magico? Torneremo sull'argomento più avanti.

Il prof. Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica del 2004, nel saggio La Musica del Vuoto afferma che la materia ordinaria sia composta per il 90 per cento da particelle (quark e gluoni) del tutto prive di massa. In altri termini, secondo Wilczek ciò che percepiamo come solido, in realtà è per il 90% vuoto, immateriale, intangibile.

Ma allora perché avremmo la percezione della solidità? La risposta potrebbe risiedere nella stessa domanda. Le nostre percezioni - infatti - non è affatto detto che raffigurino la realtà oggettiva. Esse sono solo il modo con cui una serie di impulsi, o di dati, vengono 'scaricati' nella mente (coscienza) attraverso i recettori sensoriali (che percepiamo come i nostri occhi, la pelle, il naso, le orecchie, le papille gustative). Ricevuti i dati, la mente li elabora e converte in immagini, tatto, odori, suoni, sapori. In altri termini la mente (o coscienza) non si limiterebbe a 'fotografare' oggettivamente la realtà esterna, ma la 'comporrebbe in diretta' elaborando gli input 'catturati' attraverso i sensi. Ne consegue che gli input da cui la mente trae la propria elaborazione - per quanto ci è dato di sapere - potrebbero non essere la proiezione di qualcosa di 'reale' - ma esistere solo sotto forma di 'dati' ed 'informazioni' i quali acquisirebbero vita e consistenza all'interno della mente stessa (coscienza) (v. post correlati).

Matematica.
Leonardo Fibonacci, celebre matematico rinascimentale, pervenne a compilare una successione numerica ricostruibile in base ad una semplice relazione: ogni numero è dato dalla somma dei due che lo precedono.

0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377…

La cosa più sorprendente è che la serie di Fibonacci sembra essere alla base di una considerevole mole di manifestazioni cosmologiche e biologiche reperibili in natura, ed in relazione alla Spirale Aurea (v. post correlati). La ricorrenza dei numeri di Fibonacci era già nota nella antichità e ad essa si fa spesso riferimento come “rapporto aureo” o “divino”, a significare che durante i millenni si radicò la convinzione che tali proporzioni esprimessero qualche regola universale o legge di natura. Gli antichi greci erano profondamente convinti della armonia geometrica dello universo (v. post correlati).


La ricorrenza in natura di tali ordinate sequenze numeriche e forme geometriche non fa che sollevare il sospetto che la realtà  sia di base tutt'altro che disordinata come viene descritta dalla scienza ortodossa, che il fattore entropico sia solo un ulteriore aspetto della simulazione, e che la 'dimensione' che definiamo 'realtà' possa essere invece governata da leggi esatte, semplicemente troppo complesse per essere decodificate sulla scorta delle nostre attuali cognizioni. Sentore a volte suffragato da ciò che un osservatore sintonizzato su tale ordine di idee (o un paranoico ossessivo compulsivo, a seconda dei punti di vista) potrebbe interpretare come delle routine pseudo-informatiche alla base del tessuto della realtà. Routine talvolta soggette a veri e propri 'bug.'

Deja Vù.
Il déjà vu (dal francese: 'già visto'), è uno dei più comuni 'bug' riscontrabili nella nostra esperienza sensoriale. Consiste nella sensazione di aver già visto una immagine o di aver già vissuto un avvenimento o una situazione che si sta verificando. La spiegazione più accreditata secondo le ultime teorie scientifiche è che si tratti di una anomalia della memoria.
Ascoltiamo però cosa ebbe a dire al riguardo il romanziere Philip K. Dick, nel 1977.



Studiosi e fisici hanno avanzato una altra spiegazione del fenomeno ascrivendolo a una supposta non località dei nostri processi mnemonici e cognitivi.

Errori di Elaborazione.
Tempo fa pubblicammo un interessante articolo di Giuseppe Cosco, circa le incredibili coincidenze che accomunerebbero le storie di due celebri presidenti statunitensi: Lincoln e Kennedy. (v. post correlati)

In estrema sintesi:
- Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni dopo, nel 1960.
- Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della moglie. Kennedy pure.
- Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due furono colpiti da dietro e alla nuca.
- La moglie del presidente Lincoln perse un figlio mentre risiedeva alla Casa Bianca. Stessa cosa accadde alla moglie di Kennedy.
- Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto 4 figli e al momento della loro uccisione solo 2 di essi erano vivi.
- Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si chiamava Johnson ed era nato nel 1908.
- L'assassino (presunto) di Lincoln era nato nel 1839. Quello (presunto) di Kennedy nel 1939.
- Al momento dello attentato Lincoln e Kennedy si trovavano assieme, oltre che alle proprie mogli, ad una coppia di amici. Le donne rimasero illese, gli uomini furono feriti.
- Il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e la segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln.

Queste sono solo alcune delle coincidenze descritte nell'articolo (v. post correlati).

Ciò detto, è pensabile che questa incredibile serie di corrispondenze sia solo frutto del 'caso'? La prima possibile spiegazione, quella che meglio soddisfarebbe il rasoio di Occam, è che i dati appena citati siano semplicemente falsi. Cosco tuttavia era un ricercatore molto rigoroso, e difficilmente avrebbe pubblicato un articolo senza prima verificare i dati alla fonte. Dunque, accantonata con il beneficio d'inventario la spiegazione più semplice in assoluto, quale altra spiegazione potrebbe occupare la seconda posizione in una ideale scala della semplicità? Il caso? Chi mastichi un minimo di statistica sa quanto infinitesimali siano le probabilità che si incrocino tali e tante variabili. La reincarnazione? Sarà, ma questa storia dà più l'idea di un problema di elaborazione dati, che di debito karmico. Dati che per qualche motivo sembrano essersi accidentalmente mischiati all'atto di una elaborazione.

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Restando nell'ambito delle pseudo-routine intuibili sotto il tessuto apparentemente casualistico della realtà, è noto il lavoro della psicologa francese Anne Ancelin Schützenberger, ex professoressa presso la Università di Nizza, ed ideatrice della teoria della Sindrome degli Antenati. Dopo una lunga e complessa ricerca durata anni la studiosa ha analizzato e schedato numerosi casi di storia familiare in cui alcune situazioni anomale, di norma molto rare, tendevano a ripresentarsi nel tempo, generazione dopo generazione, sempre nelle stesse famiglie. Tali incredibili 'routine' fatte di date, eventi, situazioni, destini tendenti a ripresentarsi nella stessa forma, con le stesse conseguenze, anche a generazioni alterne, potrebbero essere presenti - in forma più o meno evidente - in ogni contesto famigliare.

Fortuna, Sfortuna, Magia, Miracoli.
La razionalità è solo una vernice superficiale. Se grattiamo quella superficie, sotto troviamo uno stregone.
Carlos Castaneda

Benché nella modernità vada parecchio di moda affermare che Fortuna e Sfortuna non esistano, e che in realtà siano le persone che attraverso le azioni e gli atteggiamenti costruirebbero le loro fortune e sfortune (il che in parte sarà vero, per quanto il 'caso' sia una brutta bestia), è innegabile che questi due concetti siano antichi come il mondo, e siano stati coniati per indicare una successione di eventi favorevoli o sfavorevoli, ricorrenti, che si verificano in modo anomalo, cioè infrangendo palesemente le leggi della casualità e delle probabilità. Motti come 'nato con la camicia' oppure 'i guai non vengono mai soli' sono solo il frutto della fantasia popolare oppure esprimono fattispecie effettive, reali e stranamente incompatibili con il disordine che dovrebbe governare ogni aspetto della realtà? Abbastanza ricorrenti da meritare la coniazione di appositi motti?

Anche l'astrologia, i riti e gli oggetti scaramantici sono ormai formalmente considerati credenze per ingenui, eppure in realtà essi hanno ispirato le azioni degli uomini fin dalla notte dei tempi, e in molti casi, anche in ambienti insospettabili, ancora oggi continuano a farlo. E' possibile che simili pratiche siano qualcosa di più di una semplice tendenza culturale scaturita dalla necessità umana di credere in qualcosa di trascendente? Non è vero, ma ci credo, diceva De Filippo.

Scaramanzia, superstizione, credenza, sono concetti relativi al grado di positivismo scientifico espresso da una cultura. Tuttavia, una cosa è la definizione culturale di un fenomeno, altra cosa è il fenomeno in se. Chiunque sia nato in una società in cui si faccia utilizzo degli accendini e conosca i processi fisici che fanno funzionare un accendino, lo considererà un normale strumento per fumatori. Ma chi non abbia idea delle nozioni di cui sopra, e non ne abbia mai visto uno, lo scambierà per un oggetto magico. Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, asseriva giustamente Arthur C. Clarke. 

Magia. Termine che indica una serie di pratiche che per riflesso, anche grazie ai numerosi mistificatori di cui la società trabocca, siamo indotti a spedire in automatico nel novero delle truffe o delle invenzioni letterarie. Ma è proprio così? Si tratta di una invenzione letteraria, oppure dietro la banalizzazione di questo concetto potrebbe celarsi altro? Dopotutto il termine 'magia' non fa che definire una azione il cui funzionamento ed effetti risultino inspiegabili in termini convenzionali. Come anche i 'miracoli' ed i molti altri fenomeni etichettati come inesistenti dalla cultura scientifica, in quanto non soddisfacenti il criterio della riproducibilità.

Anche in questo caso però, va detto che la 'inspiegabilità' di un fenomeno non è un attributo assoluto, ma relativo al grado di sapienza dello osservatore. Quanto alla riproducibilità, essa è di sicuro un criterio onesto e necessario, specie per chi sia mosso da una mentalità votata all'ordine, al controllo ed allo sfruttamento, ma anche essa in definitiva non è che una costruzione culturale fondata sul principio restrittivo e presuntuoso secondo cui qualsiasi fenomeno non sia ripetibile a piacimento da un signore corrucciato in camice bianco, sia inesistente.

I fenomeni 'paranormali' assumono nuovo senso se esaminati alla luce della loro manifestazione in un ipotetico universo virtuale fatto di 'istruzioni' pseudo-informatiche che siano 'manipolabili' dallo interno  per mezzo di apposite abilità e nozioni e/o in presenza di determinate condizioni. Ricordate che in ultima analisi potremmo stare parlando di un ambiente virtuale, regolato da regole esatte, pseudo-informatiche. E' pensabile che la società umana sia venuta in possesso di una serie di 'trucchi' mediante i quali sia possibile hackerare la simulazione? Se esistessero realmente, simili nozioni porterebbero in cima al mondo chiunque ne sia in possesso, a patto di appropriarsene in esclusiva, cancellandone la memoria ed eliminando le culture che ne siano detentrici. Non è forse vero che al vertice di ogni casta occulta che si rispetti vi sia un insieme di 'misteri'?

Biologia e Creazionismo.
Secondo la teoria dell'evoluzione di Darwin ognuna delle specie attualmente presenti sul pianeta sarebbe il risultato della evoluzione di altre specie esistenti nel passato remoto. Tuttavia sempre più spesso tale visione è fatta oggetto di contestazioni da parte dei biologi creazionisti (v. post correlati).

I fossili finora portati alla luce appartengono infatti in larghissima parte a organismi biologici completi, e non vi è traccia - se non casi sparuti - delle miriadi di specie 'intermedie' che avrebbero dovuto congiungere le specie preesistenti con le rispettive espressioni evolute. Tutto ciò è strano, dal momento che logica vorrebbe che il pianeta sia disseminato di fossili ibridi, cioè espressioni transitorie delle specie attualmente esistenti sul pianeta.
Altro elemento strano è il fatto che ancora oggi sia quotidianamente identificato un numero enorme di nuove specie. "Sono quasi 20.000 le nuove specie individuate dagli scienziati nel corso del 2009, l'ultimo anno per cui si dispone di dati completi. La metà di queste sono insetti, a seguire troviamo le piante e gli aracnidi (ragni, acari, etc.), solo 41 i mammiferi e 7 gli uccelli. Vanno ad aggiungersi ai circa 2 milioni di specie" (Fonte).

Ora, nonostante la complessità dei regni zoologico e botanico e la estensione del pianeta, 20.000 nuove specie individuate in un solo anno, 55 nuove specie al giorno, a ben 2.300 anni da quando Aristotele compilò il primo studio di zoologia, a 154 dalla pubblicazione di L'Origine della Specie di Darwin, e ad un ventennio dallo avvento dell'era digitale, potrebbero sembrare un po' eccessive.

Benché molto parziali, gli elementi illustrati sono compatibili con la teoria di un universo in cui le specie viventi appaiano dal nulla e nella loro espressione completa ed evoluta, in quanto generate ex-nihilo da un agente ignoto.

Filosofia.
Platone faceva la distinzione tra mondo vero (delle idee) e mondo apparente (il mondo in cui viviamo). Nel suo mito della caverna descrive la differenza tra ciò che l'uomo percepisce, e ciò che è reale. (v. post correlati)

Anche Parmenide, nel Poema sulla Natura sostiene la teoria della illusorietà del mondo percepito dai sensi.

Secondo Cartesio è necessario dubitare di tutto: dei sensi ingannevoli, della esistenza del mondo esterno e perfino degli assiomi della scienza. Chi mi assicura che ciò che vedo esista, oltre che nella mia testa come idea, anche nella realtà? Così come i sensi mi ingannano quando il remo immerso in acqua mi appare spezzato per un inganno ottico, chi mi dice che essi non mi dicano mai la verità? 
(...)
E se fossi stato creato da un genio maligno, il quale impiega tutta la sua onnipotenza per farsi beffe di me, la realtà che mi circonda potrebbe benissimo non esistere fuori dalla mia testa: si potrebbe solo trattare di una sfilza di immagini virtuali inviate al mio cervello dal genio maligno.

Giordano Bruno, filosofo, scrittore e frate domenicano del XIV secolo, sosteneva che: ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo cadiamo nell'illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.

John Dee, matematico, filosofo e alchimista inglese del XV secolo era convinto che alla base della realtà vi fossero i numeri; che la chiave della conoscenza risiedesse in essi, e che la creazione divina fosse basata sulla matematica.

Schopenhauer distingueva tra fenomeno noumeno. Il primo è il mondo della rappresentazione, la realtà come la percepiamo, una illusione che nasconde la verità. Il noumeno è invece la verità che si cela dietro il fenomeno. L'espressione Velo di Maya, che coniò nel suo Il Mondo come Volontà e Rappresentazione, indica diversi concetti metafisici e gnoseologici propri della religione e cultura induista e ripresi anche da vari filosofi moderni. Questo 'velo' di natura metafisica e illusoria, separando gli esseri individuali dalla conoscenza / percezione della realtà, impedisce loro di ottenere moksha (cioè la liberazione spirituale) tenendoli così imprigionati nel samsara ovverosia il continuo ciclo delle morti e delle rinascite. (link)

Esoterismo e Spiritualità
Ogni essere umano è parte di un tutto chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione. Il nostro compito è quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e comprensione, sino ad includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza.
A. Einstein

Gnosticismo
Secondo il mito gnostico, il mondo che percepiamo come reale (Cosmo) è il prodotto imperfetto di un demiurgo, un 'dio minore', non il 'vero Creatore.' Il Cosmo è una sorta di prigione dei sensi in cui il demiurgo segrega alcune emanazioni divine, le anime, sotto forma di creature individualizzate, inconsapevoli e tenute sotto il giogo di un grande inganno. Obiettivo dello gnostico è - per l'appunto - riuscire ad 'evadere' dalla illusione, così da ritornare al Pleroma, la vera realtà celata dietro la 'dimensione' creata dal Demiurgo.

Buddismo ed Induismo.
Secondo il Buddismo e l'Induismo l'umanità è prigioniera di una realtà illusoria - il Samsara - tenuta in vita dalla illusione della individualità, dalle proiezioni sensoriali e dai desideri di ogni essere umano. Fino a quando l'uomo non acquisisce la consapevolezza che la dualità sia solo un inganno, il principale inganno del Samsara, e che in verità Tutto è Uno, imparando a riconoscere la falsità di ciò che percepisce come reale, fino a quel giorno l'uomo è destinato a restare prigioniero della illusione, vita dopo vita. Tale dottrina non contempla la coesistenza di una realtà 'vera', parallela alla realtà 'illusoria', ma solo quella della illusione, anch'essa in ultima analisi facente parte della unità universale. Dunque non esiste alcun dentro e alcun fuori, né vi è qualcosa da vedere sbirciando oltre il 'velo di maya'. Esiste solo unità, e la presa di coscienza che ci libera dalla illusione della separazione, consentendoci di de-individualizzarci e tornare a fonderci con il Tutto.

Dreamtime.
Secondo la cultura aborigena australiana, l'umanità vivrebbe in un sogno, il Dreaming, e attraverso il sonno sarebbe in grado di accedere al Dreamtime, cioè la realtà assoluta posta al di fuori della realtà sognata - percepita.

Is There Anybody Out There?
In questo post ho descritto sommariamente alcune delle tesi secondo cui la realtà che ci circonda sia una illusione. A questo punto è lecito chiedersi cosa potrebbe celarsi dietro la ipotetica illusione.
Dio, è la risposta più logica.
Ma con qualche distinzione.

Transumanesimo.
Se la si osserva da un punto di vista strettamente materialistico, transumanistico, dietro la illusione potrebbe non esserci immediatamente il Creatore Assoluto, ma un demiurgo, il creatore della nostra dimensione virtuale ... e così via ... per chissà quante volte. La nostra realtà potrebbe trovarsi in cima ad una successione di universi artificiali, una interminabile sfilza di scatole cinesi fatta di universi virtuali in cui sono stati creati universi virtuali in cui sono stati creati universi virtuali, in cui ...

La visione transumanistica dona quindi una inedita concretezza alle dottrine secondo cui l'uomo possegga in se delle potenzialità divine. In questa ottica l'uomo può attribuirsi delle facoltà divine, se per divinità si intenda la capacità di modificare la realtà simulata di cui farebbe parte, e la capacità di creare a propria volta una simulazione di universo che i relativi abitatori percepiscano come 'reale.' Sarebbe divino, ma non sarebbe Dio. Al limite sarebbe il dio di una illusione, un demiurgo. Dopotutto il problema dei materialisti è che non possono risalire di causa in causa all'infinito. Presto o tardi la loro logica va ad infrangersi contro il Mistero.

Filosofia ed Esoterismo.
Pitagora lo definì lo Arché; Parmenide l'Essere; per Eraclito era il Logos; Natura, secondo Spinoza. Platone lo considerava un punto di partenza; Hegel un punto d'arrivo. Oggi si tende a definirlo l'Uno, la Coscienza, l'Infinito Creatore. 

Secondo la ideologia transumanistica - ispirata al pensiero hegeliano - l'unità è un obiettivo da perseguirsi materialmente, politicamente, socialmente, intellettualmente, attraverso un massiccio ricorso alla tecnologia e alla manipolazione biologica, sensoriale e culturale dei singoli individui, che conduca ad una 'Singolarità', cioè alla nascita di un golem, una creatura composta da una molteplicità di non-individui che pensino e agiscano come se fossero una cosa sola. La cosiddetta 'mentalità da alveare'. (v. post correlati)

Molte filosofie e dottrine esoteriche sostengono che il fine ultimo di questa ipotetica esperienza 'virtuale' sia il cosiddetto: Risveglio Alla Unità, da parte delle singole anime indotte a dimenticare la loro appartenenza ad un Tutto, attraverso gli inganni dei sensi e della mentalità duale (bianco e nero; buono e cattivo, ecc.). A differenza dalla ideologia transumanistica l'esoterismo non contempla obiettivi materialistici da perseguire politicamente, ma livelli di evoluzione individuali tesi a raggiungere la liberazione dalla illusione.

Ciò detto, se l'artefice della ipotetica realtà virtuale fosse l'Uno, la Coscienza Assoluta, che tipo di esigenza potrebbe soddisfare la creazione di una simile illusione? La Coscienza Assoluta in quanto tale dovrebbe essere onnicomprensiva, contenere ogni cosa, ed in quanto tale non avere un inizio né una fine. Dunque essa sarebbe in grado di sperimentare qualsiasi condizione, eccetto una: quella della Finitezza, della Morte

Il Fine Ultimo della Simulazione.
E allora, lo scopo della illusione potrebbe essere quella di consentire alla Coscienza Assoluta di sperimentare l'esperienza della fine, 'inviando' porzioni di se - ovviamente inconsapevoli dello scherzetto - all'interno di una simulazione in cui abbiano senso i concetti di inizio e di fine; di esistenza a termine da sperimentarsi in ogni possibile espressione.

Che effetto fa pensare che il fine ultimo della creazione, nell'ottica della ipotetica Coscienza Creatrice, potrebbe essere sperimentare la esperienza della morte? Deprimente? Catartico?

Di conseguenza, il fine ultimo perseguito dalle ipotetiche porzioni di Assoluto 'inviate' nella illusione sotto forma di anime individualizzate, potrebbe essere quello di accorgersi di essere 'vittime' dello scherzetto ed evadere definitivamente dalla illusione e dal ciclo continuo delle nascite e delle morti.

Conclusione.
Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa, e perciò continua a volare.
I. Sikorsky

L'ipotesi di un universo virtuale è molto suggestiva, e suscita molte riflessioni. Una di esse secondo me attiene la rivalutazione del concetto di magia. In un universo fatto di energia amorfa / istruzioni pseudo-informatiche, di potenzialità che attendono di prendere forma in un magma di possibilità virtualmente infinite, chiunque sia capace di concepire una idea per poi tradurla in qualcosa di oggettivo, cioè percepibile dalla coscienza altrui, sarebbe una sorta di mago - o per usare un lessico più attuale, un hacker della matrixperché con il suo atto creativo modificherebbe di fatto - seppur in minima parte - le 'istruzioni di default' che la coscienza decodifica e trasforma in realtà percepita. In quest'ottica, la più grande illusione di cui è vittima l'umanità potrebbe essere l'avere lasciato che le proprie reali facoltà creative fossero imbrigliate da tutta una serie di limitazioni e codificazioni psicologiche e culturali.