mercoledì 29 maggio 2013

ANGELINA JOLIE, LA SCIENZA DELLE MULTINAZIONALI E LA “PREVENZIONE”



“La scienza delle multinazionali antepone il profitto all’interesse pubblico. La scienza delle multinazionali è spesso riservata, non revisionata da pari, oppressa dal potere delle lobby, e guidata da strategie del profitto.”
Ralph Nader

Ormai, immagino che la stragrande maggioranza di voi abbia saputo della decisione della star del cinema Angelina Jolie di sottoporsi a una doppia mastectomia per ridurre il proprio rischio di tumore al seno.

(Qualcosa che forse non avete saputo (1): l’annuncio della Jolie ha fatto sì che la quotazione della Myriad Genetics salisse alle stelle raggiungendo il prezzo massimo negli ultimi 12 mesi.)

A seguito, MEDICINA, CHE FOLLIA "ANTICIPARE" LE MALATTIE (Massimo Fini, ilfattoquotidiano.it);

Comunque, come spiegato dal New York Times, “la signora Jolie aveva una storia familiare di tumori ed era risultata positiva alla possibilità di difetti genetici del gene BRCA1, il che indica un elevato rischio di tumore al seno e alle ovaie. Il suo medico aveva stimato un 87% di possibilità di sviluppare il cancro al seno.”

Le conseguenti interpretazioni prevedibili: da quella scientifica a quella sessista e molto altro ancora. Di seguito ci sono due angolazioni per lo più ignorate, presentate come informazione aggiuntiva.

Il genio del gene

Quando sono venuto a sapere della decisione della Jolie, mi è subito venuto in mente un libro che avevo recensito molti anni fa, Profitable Promises: Essays on Women, Science, and Health (2) [Promesse redditizie: Saggi su donne, scienza e salute, inedito in italiano, NdT], di Ruth Hubbard. Ecco di seguito qualche significativo estratto da quella recensione: La Hubbard prende di mira i test predittivi pubblicizzati a gran voce dalle industrie farmaceutiche e biotecnologiche; particolarmente toccante è la sua sfida alla tendenza a interrompere la gravidanza quando si prevede che il bambino nasca con una disabilità.

“Col senno di poi,” scrive l’autrice, “la maggior parte della gente ammetterebbe che non sarebbe stato un mondo migliore senza Woody Guthrie o Stephen Hawking, per quanto Guthrie avesse la malattia di Huntington e Hawking abbia la sclerosi laterale amiotrofica. E non sarebbe migliore senza alcuni miei conoscenti ciechi o sordi o che hanno la spina bifida, l’osteogenesi imperfetta, o qualche altra disabilità. Tutti loro contribuiscono alla società e sono quelli che sono, a causa di e nonostante le loro condizioni di salute. Chi può dire che sarebbero esseri umani più completi ed efficienti senza queste condizioni fisiche? Nessuno ha la chiaroveggenza per decidere chi dovrebbe o non dovrebbe essere parte della gamma della diversità umana, e noi non vogliamo commissari del popolo per la genetica che diano sentenze su chi dovrebbe e chi non dovrebbe abitare questo mondo.”
Per non dire che questi test genetici forse sono più motivati dall’economia che non dalla medicina.

“I test predittivi sono molto più redditizi che le terapie,” spiega la Hubbard, “dal momento che le terapie sono utili soltanto alle persone che si trovano nella condizione patologica che la terapia deve migliorare o curare, mentre popolazioni intere possono essere trasformate in consumatrici di test predittivi o di screening.”

Ovviamente, l’elite guidata dal profitto non ha accantonato questo mercato nonostante l’esito dubbio dei presunti progressi scientifici. Il linguaggio della politica è spesso infarcito con riferimenti genetici fuorvianti; riferimenti che la Hubbard respinge rabbiosamente e abilmente.

“Noi non siamo l’espressione dei nostri geni,” dichiara, “e conoscere la loro posizione sui cromosomi, o la loro composizione, non permette di sapere come saremo. E’ un errore dare troppo peso ai geni o al DNA.”

Definiamo la “prevenzione”

Chi detiene il potere ha interessi legittimi nel dare “troppo peso ai geni o al DNA.” Se consideriamo il cancro (e una miriade di altre patologie evitabili) praticamente come “destino”, probabilmente non indagheremo sugli stili di vita che siamo programmati per consumare.

Mentre il New York Times afferma che la decisione della Jolie “aumenta fortemente la consapevolezza pubblica sui test genetici che lei ha usato, e allo stesso tempo crea preoccupazioni riguardo alla copertura assicurativa per questo tipo di esami”, lo stesso importante giornale evita qualsiasi informazione su, ad esempio:

>> La dipendenza da pratiche fraudolente come la vivisezione.

>> Una fiducia generalizzata (leggi: fuori luogo) in farmaci e vaccini.

>> False credenze riguardo al corpo e al suo processo di invecchiamento.

>> Il cibo pieno di pesticidi, additivi, OGM, e altre tossine.

>> Un eccessivo affidamento su interventi medici occidentali ad alta tecnologia.

>> La crescente impossibilità di accesso ad assistenza sanitaria di qualità.

>> L’ignoranza imposta sull’inquinamento delle multinazionali in costante aumento.

>> E, ovviamente, la dieta standard americana (e sempre più globale) a base di carne.

“Quanto è necessaria un’alimentazione vegetale?” domanda Kathy Freston, autrice di The Lean, Veganist, and Quantum Wellness (3) [Il benessere magro, vegano e quantico, inedito in italiano, NdT]. “Gli studi”, l’autrice spiega, “suggeriscono che dovremmo propendere a eliminare del tutto i prodotti animali dalle nostre diete. Questo è dimostrato dal recente studio in cui le migliaia di vegani americani presi in esame avevano non solo tassi inferiori di obesità, diabete, e ipertensione, ma anche un rischio di tumori notevolmente più basso.”

La Freston va avanti citando la ricerca fatta dai dottori Dean Ornish e Elizabeth Blackburn in cui “hanno scoperto che una dieta vegana ha causato il cambiamento di oltre 500 geni in soli tre mesi, accendendo geni che prevengono la malattia e spegnendo geni che causano cancro al seno, problemi cardiaci, cancro alla prostata, e altre malattie.”

Rileggilo bene: Spegnendo geni che causano il cancro al seno.

“Queste notizie sono responsabilizzanti,” scrive la Freston, “dato che la maggior parte della gente pensa di essere vittima dei propri geni, incapace di prevenire alcune delle malattie più temute. Non siamo assolutamente incapaci; di fatto, il potere è in gran parte nelle nostre mani. O meglio, sulle nostre forchette.”

Immagina

Mentre sostengo il diritto di Angelina Jolie di fare ciò che preferisce con il suo corpo, non riesco a non immaginare quanto incredibilmente utile sarebbe stato se qualcuno di alto profilo come lei non stesse aumentando “la consapevolezza pubblica sui test genetici che lei ha usato, e allo stesso tempo creando preoccupazioni riguardo alla copertura assicurativa per questo tipo di esami.”

Immagina se lei invece convocasse una conferenza stampa per aumentare la consapevolezza pubblica sul ruolo che il potere delle multinazionali ha nel creare epidemie di malattie evitabili.

Immagina se lei spronasse tutti i suoi fan a rifiutare lo stile di vita riportato più su – e ancora di più – a riprendere il controllo e la responsabilità per la loro salute.

Immagina se lei diffondesse la brutta notizia che siamo implacabilmente manipolati, ingannati, programmati, e condizionati – ma diffondesse anche la bella notizia che ognuno di noi può, in un baleno, riscoprire il piacere sovversivo del pensiero critico.

Immagina… è facile se provi.

#shifthappens

Mickey Z. è autore di 11 libri, il più recente dei quali è il romanzo Darker Shade of Green (http://www.amazon.com/Darker-Shade-Green-Mickey-Z/dp/1935738100/ref=tmm_pap_title_0?ie=UTF8&qid=1304966272&sr=1-2) . Fino a che non cambiano le leggi o l’energia elettrica si esaurisce, può essere rintracciato su un oscuro sito chiamato Facebook. (http://www.facebook.com/profile.php?id=100000612588462)
Fonte tratta dal sito .


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