sabato 30 marzo 2013

Il vergognoso business miliardario dell'acqua in bottiglia


Acqua in bottigliaBusiness miliardari con introiti enormi per le aziende e scarsissimi ritorni per le Regioni. Enorme impatto ambientale e alti costi per i consumatori. In occasione della giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi 22 marzo, Legambiente e Altreconomia presentano 'Acqua in bottiglia', il dossier che svela le pecche di un vizio tutto italiano.
Un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l’uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2: c’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua.
L’abitudine tutta italiana di preferire l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca, infatti, un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un’enorme consumo di risorse per il Paese, oltre ad alti livelli di inquinamento indotto e consumo di risorse.
Nel 2011 i consumi di acqua sono aumentati rispetto all’anno precedente, passando da 186 a 188 litri per abitante all'anno (nel 2011), numeri che confermano il primato europeo del nostro paese per i consumi di acque minerali: dei 12,350 miliardi di litri imbottigliati nel solo 2011, oltre 11,320 miliardi sono stati consumati dentro i confini nazionali. Senza dimenticare che ancora oggi solo un terzo delle bottiglie viene avviato correttamente al riciclo, mentre la gran parte continua a finire in discarica o ad essere dispersa nell’ambiente e che per l’85% dei carichi si continua a preferire il trasporto su gomma.
Questo vuol dire che una bottiglia d’acqua che proviene dalle Alpi percorre oltre 1000 km per arrivare in Puglia, con consumi di carburante e emissioni di sostanze inquinanti conseguenti. Cifre che potrebbero aumentare visto che l’affare delle acque in bottiglia continua ad essere molto vantaggioso per le società che lo gestiscono. Infatti, i canoni richiesti dalle Regioni per le concessioni sono, in molti casi, risibili, come nel caso della Liguria che chiede solo 5 euro per ciascun ettaro dato in concessione, senza prendere in considerazione i volumi emunti o imbottigliati, e incassando appena 3.300 euro all’anno per le 5 concessioni attive sul territorio.
Ricordiamo che sui canoni di concessioni è intervenuta, già nel 2006, la Conferenza Stato-Regioni, provando a mettere ordine nel settore con un documento di indirizzo che proponeva di uniformare i canoni su tutto il territorio nazionale, prevedendo l’obbligo di pagare sia in funzione degli ettari dati in concessione che per i volumi emunti o imbottigliati, indicando come cifre di riferimento almeno 30 euro per ettaro e un importo tra 1 e 2,5 euro per m3 imbottigliato. Nonostante ciò, a sette anni dall’approvazione di tale documento, la situazione è ancora caotica e indefinita, come evidenzia il dossier di Legambiente e Altreconomia appena presentato, che divide le Regioni e le Province autonome in promosse, promosse con riserva, rimandate e bocciate, sulla base dei canoni richiesti, tutte comunque accomunate dalla medesima peculiarità, per cui le condizioni sono sempre molto più vantaggiose per le società che imbottigliano l’acqua che per le Amministrazioni. Nel dettaglio, l’unica Regione promossa nella classifica di Legambiente e Altreconomia è il Lazio che prevede un triplo canone, in funzione degli ettari dati in concessione (65 euro), dei volumi emunti (1 euro/metrocubo) e di quelli imbottigliati (2,17 euro a metro cubo), mentre 10 Regioni (Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e Provincia autonoma di Trento) sono state promosse con riserva perché prevedono il doppio canone (volume + superficie) secondo le linee guida nazionali, con canoni per i volumi imbottigliati o emunti tra 1 e 1,50 euro per metro cubo. Seguono poi 4 Regioni rimandate che, pur prevedendo un canone in funzione dei volumi imbottigliati, applicano ancora importi inferiori a 1 euro per metro cubo, in disaccordo con le linee guida nazionali: Basilicata, Campania, Piemonte Abruzzo. Infine, la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia Romagna, la Liguria, il Molise, la Puglia e la Sardegna risultano inderogabilmente bocciate perché adottano i criteri solo in funzione degli ettari dati in concessione o delle portate derivate.
Da Nord a Sud, sono ancora troppe le Regioni che non si sono ancora dotate di adeguati meccanismi per far pagare un canone equo alle aziende che imbottigliano – ha dichiarato Pietro Raitano, direttore di Altreconomia -. In tempi di crisi economica, il beneficio sarebbe importante per tutto il Paese, perché aumenterebbe le entrate senza intaccare posti di lavoro ma semmai contribuendo a processi economici più sostenibili. Processi che tuttavia hanno bisogno ancora di un costante impegno informativo, che noi di Altreconomia e Legambiente perseguiamo ormai da 7 anni”.
“Da questa situazione emerge un’unica certezza: le Società che imbottigliano l’acqua continuano ad avere elevatissimi vantaggi economici. Degli oltre 2,25 miliardi di euro di affari incassati nel solo 2011, il ritorno economico per Comuni, Province o Regioni è stato assolutamente irrisorio, nonostante la risorsa alla base del profitto sia un bene comune che appartiene alla collettività – ha sottolineato il responsabile scientifico di Legambiente Giorgi Zampetti -. Se invece si applicasse un canone uniforme e soprattutto più elevato, come i 10 euro al metro cubo, proposti più volte da Legambiente, si arriverebbe ad avere degli introiti molto maggiori da vincolare a investimenti sul territorio riguardanti la tutela degli ecosistemi acquatici”.
Con queste cifre, per esempio, la Liguria potrebbe incassare oltre 1,250 milioni di euro. La Basilicata passerebbe dagli attuali 323.464 euro a 9,2 milioni di euro, la Sardegna dagli attuali 39.464 salirebbe a 2,5 milioni di euro.
Il problema dei canoni di concessione delle acque minerali e il tema della gestione delle risorse idriche ritornano fortemente attuali oggi in occasione della giornata mondiale dell’acqua per ribadire alcuni principi condivisi che andrebbero tenuti in conto per ogni attività relativa alla risorsa: l'acqua è risorsa limitata; l'acqua è un bene comune; chi inquina paga. Tre principi che dovrebbero guidare le Regioni nell’opera di revisione dei canoni di concessione, considerando l’altissimo valore della risorsa idrica, a maggior ragione quella di sorgente e di ottima qualità.
Al tempo stesso occorre mettere in campo anche una forte azione per aumentare la fiducia nell’acqua di rubinetto per convincere anche quel 30% di famiglie italiane che ancora non ce l’anno - dato a cui ha contributo le vicenda altrettanto italiana delle deroghe sulle acque potabili, oggi ampiamente rientrata con la sola eccezione di alcuni Comuni della Regione Lazio. Occorre mettere in campo azioni per la promozione e la diffusione dell’utilizzo dell’acqua di rubinetto, attraverso campagne di sensibilizzazione dei cittadini e nelle scuole, la distribuzione delle “etichette dell’acqua potabile” (cioè la pubblicazione delle informazioni sulle caratteristiche organolettiche e chimiche dell’acqua di rubinetto nella bolletta), l’utilizzo di acqua in brocca nelle mense scolastiche o l’installazione di erogatori sui luoghi di lavoro, nelle strade e nelle piazze cittadine. Iniziative alla base della campagna Imbrocchiamola (www.imbrocchiamola.org) di Altreconomia e Legambiente.
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Fonte tratta da sito .

venerdì 29 marzo 2013

E I NOSTRI SOLDI ? E LE BANCHE ITALIANE ? E L’EUROPA ? LE DOMANDE CHE NESSUNO PONE OGGI




"Ma se i soldi prestati dalla BCE al governo irlandese vengono creati dal nulla, perché i cittadini dovrebbero svenarsi e privarsi dei loro risparmi per rimborsare del denaro che una volta rientrato alla base verrebbe distrutto o bruciato? Che senso ha mettere in ginocchio un’intera nazione per dei semplici bit elettronici o delle voci contabili all’interno del bilancio di una banca centrale? Non sarebbe più giusto che la parte di debito dovuto alla BCE venisse in qualche forma legale abbonata o decurtata, lasciando intatta solo la quota prestata dal FMI?"
Enda Kenny, primo ministro della Repubblica d’Irlanda. 20 marzo 2013.

Parliamo d’Europa e di noi, nella nostra quota parte. Perché è d’Europa che dobbiamo parlare oggi. E dei nostri soldi. Perché c’è il rischio che i colossi finanziari e la BCE ci affondino ulteriormente per salvare il loro collo.

Sono in gravissima difficoltà, non vi è alcun dubbio, grazie anche al costante e quotidiano lavoro di smascheramento continuo operato dal web, dai siti indipendenti e dai bloggers autonomi che hanno smascherato il re, offrendo alle masse del mondo l’impietosa immagine della loro nudità: non valgono nulla.

Dell’euro, delle banche, dei governi e del nostro continente bisogna parlare, soprattutto della guerra in atto in Europa nella quale siamo tutti infognati fino al collo, anche se cercano di non dirlo apertamente.

Parliamo anche del M5s, dell’incontro con Bersani e dell’impatto provocato dalle parole di Franco Battiato nell’immaginario collettivo della nazione.

Tenendo presente che in questi giorni, direi in queste ore, gli oligarchi stanno scegliendo quali decisioni prendere sul nostro destino, sopra le nostre teste, dentro le nostre tasche, (e le prenderanno a modo loro: che a noi piaccia o non piaccia) è necessario avere una visione ampia dal punto di vista geo-politico della posta in gioco e di ciò che sta accadendo.

Partiamo da noi, per finire in Europa.

Ottima l’idea di presentare in streaming l’incontro. Una spruzzata di realismo. Nel senso che offre l’immagine di un paese per ciò che esso è: totale medioevo, anche infantile.
L’idea dello streaming è avvilente di per sé, anche se ottima. E’ basata su una presa d’atto della realtà italiana non più considerata dal punto di vista dei mitomani ma sulla base di ciò che il paese è diventato in termini pratici: il 100% della gente teme che i tre schieramenti in campo si mettano d’accordo per fotterci alla grande. L’Italia, quindi, ha trovato una sintesi nazionale unificante post-ideologica, che ha il sapore di una autenticità etnica ritrovata: il cinismo e lo scetticismo. Nessuno si fida più di nessun altro. In seguito al perdurante attacco da parte della cupola mediatica contro il M5s, il movimento, giustamente, sceglie la strada più elementare e vincente, per mostrare e “dimostrare” al proprio elettorato che non esiste nessuna possibilità di sottobanco, di inciucio, di accordo trasversale, di compra-vendita di voti, e che le chiacchiere infamanti sono, per l’appunto chiacchiere da bar, orchestrate da agenti prezzolati, i cosiddetti “giornalisti ben informati”. Il risultato è, per il movimento, tranquillizzante e pragmatico, perché è basato sulla semplice constatazione che il parlamento italiano - 23 anni di esperienza lo dimostrano - ha assunto una funzione eticamente satanica: trasforma le persone in soggetti politici in vendita al miglior offerente.

Come l’artista italiano ha spiegato in maniera forse troppo diretta ma efficace e contundente.

L’incontro in streaming, quindi, è stato un successo della trasparenza, e siamo contenti.

Rimane l’avvilimento nel constatare che siamo costretti a usare marchingegni rassicuranti per l’elettorato, essendo stati commissariati da noi stessi. Siamo il prodotto e la manifestazione di un paese che vive immerso in un totale vuoto culturale perenne, privo di eticità, di ideali, gravemente malato di narcisismo auto-referenziale, dedito alla clientela, al ladrocinio, alla corruttela, alla prostituzione, nel nome di ho da campà o c’ ho famiglia.

In un paese serio, evoluto, quando i leader politici si incontrano, giustamente, non ci sono testimoni. Ve l’immaginate la quarta riunione tra Ronald Reagan e Mickail Gorbacev a Helsinki nel 1987, quando scelsero e decisero di porre fine alla guerra fredda, aperta a tutti? Se fosse stata trasmessa in streaming, dopo 24 ore sarebbe esplosa la guerra civile in almeno dieci nazioni occidentali provocando poi una guerra nucleare e il pianeta sarebbe finito lì. I due esponenti garantivano, ciascuno ai propri, che avrebbero strappato il miglior prezzo “realisticamente possibile” nel firmare la pace. Così fecero. Lo dimostra il fatto che 25 anni dopo, entrambi gli imperi, rispetto al resto del mondo, godono di ottima salute imperiale e belligerante.

Il M5s ha strappato il “miglior prezzo realisticamente possibile” in queste condizioni, ottenendo tre risultati: ha ricompattato il rapporto di fiducia con il proprio elettorato, allo stesso tempo ha offerto con le immagini la pochezza argomentativa di Bersani e Letta mostrandone la loro pochezza e miseria politica; infine, ha azzeccato una lampante verità con una frase che nessun cittadino italiano può osare non fare propria: “negli ultimi venti anni avete fornito l’esempio di incapacità politica nel fare le riforme necessarie: noi siamo il risultato di ciò che voi avete prodotto”.

Certo, se il senatore Vito Crimi avesse detto una certa frase (sarebbe bastata un’unica frase) la borsa sarebbe crollata almeno dell’8% oppure sarebbe salita del 10%, lo spread sarebbe salito in due orette almeno a 500 punti base oppure sarebbe sceso a 220, non è dato saperlo, senz’altro una delle due. Ma una cosa è certa, avrebbe avuto risonanza nell’intero continente europeo. Io l’ho sperato. Ma forse non ci sono ancora le condizioni. Arriveranno, basta avere pazienza, manca poco. La frase che avrebbe potuto rappresentare secondo me, una rivoluzione propositiva, avrebbe potuto essere la seguente: “Nel nome della responsabilità collettiva dinanzi alla nazione, tenendo in considerazione la situazione davvero drammatica che stiamo vivendo e che voi avete prodotto, noi facciamo la seguente proposta: siamo anche disposti a dare la fiducia e consentire dunque la formazione di un governo che duri l’intera legislatura, purchè ci venga garantito formalmente, adesso, qui, davanti a tutti, che non appena insediato il governo varerà al massimo entro 90 giorni le seguenti disposizioni:
1) Immediato discorso alla nazione in relazione ai depositi bancari dei correntisti italiani, in cui viene garantita la salvaguardia dei risparmi e dei depositi fino ad una determinata cifra, di cui il presidente della repubblica si farà garante, con l’annuncio che le quattro più importanti banche italiane vengono nazionalizzate subito, la prossima settimana, abolendo in toto le fondazioni bancarie. Tali banche finiscono per essere gestite da una commissione mista presieduta dal Tesoro la cui attività viene monitorata e controllata dal parlamento. Tali banche provvederanno ad assumersi in proprio il compito di iniziare dal 1 giugno 2013 il pagamento dei 70 miliardi di crediti che le imprese vantano dalla pubblica amministrazione. I soldi vengono chiesti al tasso dell’1% alla BCE ma invece di essere trasferiti alle banche vengono trasferiti direttamente alle imprese creditrici per riannodare subito il volano dell’economia produttiva.
2) Immediata comunicazione al Consiglio d’Europa, alla BCE, e alle apposite commissioni di Bruxelles, che l’Italia chiede formalmente l’apertura immediata, in data non posteriore al 2 aprile 2013, di un tavolo di rinegoziazione del fiscal compact dichiarando pubblicamente che la nazione non è in grado di far fronte al rispetto del pareggio di bilancio, pena l’uscita dall’euro immediata, per salvaguardare la tenuta della spina dorsale industriale della nazione.
3) Una legge elettorale nuova entro 90 giorni, costruita da PD PDL e M5s insieme.
4) Riunione pubblica in streaming tra PD PDL e M5s in cui si discute il dispositivo legale che consenta l’applicazione entro 60 giorni di una legge sul conflitto di interessi per impedire che cariche istituzionali vengano affidate a personalità attive nel mercato dei capitali e delle merci.
5) Una legge entro 60 giorni che imponga la separazione tra banche d’affari di carattere speculativo e banche commerciali che gestiscono il risparmio della cittadinanza per fornire crediti agevolati alle imprese.
6) Il riconoscimento pubblico dello “stato d’emergenza sociale” per cui il neo nato governo si assume l’impegno di aprire immediatamente un tavolo di concertazione tra tutte le parti sociali esistenti in Italia, con l’obbligo, entro 30 giorni, di proporre una soluzione immediata per arginare l’emergenza, rilanciare gli investimenti e aprire il mercato del lavoro a nuovi soggetti attivi.
7) Proposta formale al governo di Francia di aprire immediatamente un tavolo pubblico che coinvolga tutti le parti sociali, sia quelle italiane che quelle francesi, sponsorizzata dal Consiglio d’Europa, per valutare l’esatto costo della TAV Torino-Lione e verificare sulla base di arbitrati internazionalmente riconosciuti se quella linea ferroviaria corrisponda alle reali esigenze del territorio, dell’economia, del trasporto e della cittadinanza sia francese che italiana”.

Tempo di lettura: 5 minuti.

Nel caso, in diretta, Bersani e Letta fossero stati in grado di rispondere “ci stiamo, ci assumiamo formalmente l’impegno, dinanzi alla nazione, di rispettare queste clausole” allora poteva nascere un accordo. Si trattava di una mutazione alchemica, di un passaggio linguistico-epocale dall’inciucio alla mediazione politica, dalla chiacchiera demagogica al pragmatismo efficiente, dalle fumose argomentazioni para-ideologiche all’idea che esiste una classe politica dirigente in grado di voler risolvere i problemi del paese. Nel caso avessero risposto di no, allora, in quel caso, davanti a tutti, la risposta sarebbe stata naturale “Lo capite adesso perché non vi daremo mai la fiducia e perché dovete andare tutti a casa non avendo l’obiettivo di salvare la nazione?”.

Per il momento accontentiamoci di ciò che abbiamo.

Ma è bene sapere come stanno le cose in Europa oggi: il comparto bancario italiano è al collasso, così come quello spagnolo e quello portoghese. Non sono più in grado di sostenere finanziariamente la copertura delle migliaia di miliardi di euro che hanno usato per investirli nella roulette della finanza speculativa ad alto rischio. Li hanno persi. E’ semplice e banale. Hanno puntato sul rosso ma è uscito il nero, o viceversa. La BCE si appresta a elargire prestiti e aiuti complessivi per circa 120 miliardi di euro a questi tre paesi che finiranno nelle banche che seguiteranno a non dare credito alle imprese obbligandole a chiudere. Da una parte l’Italia prenderà questi soldi all’1%, li darà alle banche private al tasso del 9% e li metterà nel bilancio sotto la voce “profitto dell’8%” e quindi presentando un bilancio che è FALSO. Perché in quel bilancio non verrà conteggiata anche la cifra che il Tesoro italiano deve devolvere alla BCE, perché –così recitano le disposizioni volute da Mario Draghi- mentre da una parte prenderà soldi dalla BCE per le banche collassate italiane allo stesso tempo dovrà versare la propria quota parte dei soldi da dare anche a spagnoli e portoghesi, e alla fine del giro, per la nostra nazione, il tutto avrà un costo valutato ieri l’altro dagli economisti americani –soltanto per l’Italia- di circa 24 miliardi per il 2013 e 30 per il 2014 che obbligheranno giocoforza il neo governo a dover varare delle suppletive manovre economiche non previste DI CUI NESSUNO PARLA IN QUESTI GIORNI.

Il MPS è ormai “tecnicamente” già fallito. Soltanto negli ultimi venti giorni ha perso il 22% del proprio capitale e il proprio buco si è ulteriormente allargato raggiungendo la cifra di circa 30 miliardi. Unicredit, Intesa S.Paolo, Ubi, Banco Popolare, Banco popolare di Milano, Banca Popolare di Spoleto, Banca Carige, sono tutte banche compromesse che ogni giorno perdono in borsa depauperandosi. E il conto lo presenteranno ai correntisti.

Serve un governo che impedisca questo.

Da cui la citazione, di una nazione pragmatica vicina al collasso (l’immagine è quella del primo ministro irlandese).

Il primo ministro irlandese Enda Kenny ha parlato chiaramente, e si sta muovendo in quel senso. E’ un personaggio curioso. Leader del partito del Fine Gael (vuol dire “famiglia degli irlandesi”) è un moderato di centro-destra, progressista in economia e conservatore in politica. Nel 2011 i sondaggi gli attribuivano alle elezioni politiche un buon 15%. Ne ha ottenuti il 36%. Ha vinto e si è posizionato in Europa nel partito Popolare. Ha chiamato a raduno i laburisti e i sindacalisti irlandesi e ha fatto con loro un patto d’acciaio basato su alcuni punti comuni. Alla fine del 2011 ha fatto un governo d’alleanza con i laburisti. In Irlanda destra e sinistra governano insieme. Sono riusciti a sopravvivere fino alla fine del  2012. Da gennaio di quest’anno, Kenny ha cambiato passo, registro, linguaggio. Da dieci giorni a questa parte sta andando all’attacco della BCE, ha cominciato a tuonare contro la Merkel e Draghi appellandosi anche al papa, essendo, da bravo irlandese, un devoto credente. E noi, intanto, che cosa facciamo? Discutiamo se i deputati del M5s sanno o non sanno qual è la capitale dell’Azerbaigian e se conoscono a memoria l’articolo 59 e 27 della costituzione. Intanto (la notizia è delle ore 14 di oggi) la Guardia di Finanza si presenta nella sede milanese di Banca Nomura, una delle più importanti società finanziarie del mondo e sequestra i libri. Come racconta Il Sole 24 ore:
militari del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza stanno eseguendo da questa mattina una perquisizione a Milano nella sede della banca d'affari Nomura International, nell'ambito dell'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena. La perquisizione è stata disposta dalla Procura senese. La perquisizione in corso riguarda la vicenda della conference call del luglio 2009 tra i vertici delle banche per la ristrutturazione del derivato Alexandria. Il 'mandate agreement' venne ritrovato dagli attuali vertici di Mps solo nell'ottobre 2012 nella cassaforte appartenuta all'ex dg Antonio Vigni. Per questi fatti l'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari e l'ex dg Antonio Vigni sono indagati per ostacolo all'attività organi vigilanza cioè Bankitalia e Consob.
Ne sta venendo fuori un quadro che definire allucinante è dir poco. In uno dei suoi interrogatori, l’ex direttore generale Vigni ha dichiarato che avevano “perso” dei documenti che però, successivamente, sono stati magicamente “ritrovati” (quattro anni dopo) nella sua cassaforte. Tutto ciò per giustificare il fatto che per sei anni non è stata rendicontata tutta l’attività svolta in sede di intermediazione bancaria con la suddetta società Nomura che si occupa, a Milano, di “investimenti ad altissimo rischio sui cds”. I magistrati non se la sono bevuta e hanno aggiunto anche l’accusa di “ostacolo all’attività degli organi di vigilanza”.

Sono soldi che dovremmo metterci noi, se la banca non viene nazionalizzata subito.

C’è bisogno di un governo che dica subito come intende affrontare in questo momento “l’emergenza banche” di cui nessuno parla.

Anche Giulio Tremonti sosteneva fino all’agosto del 2011 che i “conti erano in sicurezza”.

Anche Grilli e Monti sostengono che le banche italiane non hanno bisogno di liquidità e sono a posto e che i conti sono al sicuro.

Noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia sapere immediatamente come intende gestire la questione delle banche.

In Europa stanno in attesa di ciò che in Italia riusciamo a combinare.

Grazie all’uscita di Battiato, con la scusa di venire a controllare se si trattava di una battuta gossip, e quindi appartenente al circo mediatico di berlusconiana memoria, si sono resi conto di ciò che sta accadendo da noi.

Chi ci garantisce, oggi, a noi cittadini, sul comportamento e sull’andamento delle banche italiane, tuttora amministrate, dirette, presiedute da funzionari di partito scelti negli uffici della direzione di PDL PD Lega Nord Udc Lista Monti?

Vogliamo parlare di questo, visto che si tratta del valore reale di questa nazione, invece che andare appresso alle chiacchiere da bar delle sirene mediatiche a pagamento? Franco Battiato li chiama in un altro modo.

p.s.: Il senatore Crimi ha dichiarato alle ore 16: “se Napolitano fa un altro nome, allora è tutta un’altra storia”.

Lo trovo molto interessante. Apre suggestivi e ipotetici scenari.
Fonte tratta da sito .

mercoledì 27 marzo 2013

E’ ufficiale: H.A.A.R.P. crea nuvole di plasma

E’ ufficiale: H.A.A.R.P., il sistema di antenne polarizzate, spacciato ufficialmente per impianto utile a studiare la ionosfera, ha creato nuvole di plasma, secondo i piani indicati anche nel famigerato documento “Owning the weather in 2025”, dove sono menzionati gli A.I.M, ossia "artificial ionospheric mirrors", specchi ionosferici artificiali, schermi atti a riverberare i campi elettrodinamici nell’ambito di operazioni militari, quali l'intercettazione di missili ed il rilevamento di bersagli. Rammentiamo che il plasma è il quarto stato della materia dove agli atomi sono strappati gli elettroni, grazie all’irradiazione di potenti energie. Le nuvole di bario ed i cirri artificiali di bassa quota (smart clouds), prodotti con gli aerei chimici sono strati di simil-plasma con i quali sono veicolate e dirette le onde elettromagnetiche, simulando e ricostruendo a basse altitudini le caratteristiche elettriche della ionosfera. L’affermazione secondo cui viviamo in un gigantesco forno a microonde non assume valenza solo metaforica…


Sul sito della Marina militare statunitense è stata recentemente riportata la notizia circa nubi di plasma create con il sistema H.A.A.R.P.

Fisici ed ingegneri che lavorano come ricercatori nei laboratori della Marina degli Stati Uniti alla Plasma physics division (Dipartimento di fisica del plasma), lavorando al programma High-frequency Active Auroral Research Program H.A.A.RP., ossia Programma di ricerca attivo aurorale con l'alta frequenza, nella struttura di Gakona (Alaska, Stati Uniti d’America) hanno prodotto con successo una duratura nuvola di plasma ad alta densità nell'atmosfera terrestre.

A questo link le prime righe dell'annuncio dato sul sito ufficiale della struttura militare.

Nell'articolo viene specificato che, a differenza delle nuvole di plasma generate precedentemente, che duravano appena dieci minuti, questa volta si è riusciti a creare una sfera di plasma più denso. La sfera è stata mantenuta “in vita” per un'ora dalle emissioni delle antenne della stazione H.A.A.R.P. e si è dissolta solo dopo che sono state interrotte le irradiazioni elettromagnetiche dell’installazione ubicate a Gakona.

Di là dai particolari tecnici, viene puntualizzato come l'esperimento, che ha impiegato emissioni sulle alte frequenze con una potenza pari a 3.6 megawatt, sia “part of the Defense advanced research projects agency (D.A.R.P.A.) sponsored Basic Research on Ionospheric Characteristics and Effects (BRIOCHE) campaign to explore ionospheric phenomena and its impact on communications and space weather, ovvero "parte della ricerca di base sugli effetti e le caratteristiche ionosferiche della D.A.R.P.A. (l'Agenzia per i progetti di ricerca avanzata nel campo della difesa - laddove per difesa, è noto, si intende l'esercito), un’iniziativa per esplorare i fenomeni della ionosfera ed i suoi impatti sulle comunicazioni e sul clima spaziale".

Abbiamo quindi la precisa conferma che si tratta di un progetto bellico. L'articolo riferisce pure che "tali nuvole di plasma vengono usate come schermi artificiali alla quota di cinquanta chilometri, un’altitudine inferiore rispetto alla ionosfera. Queste nuvole artificiali sono volte a rilfettere i segnali elettromagnetici ad alta frequenza dei radar e dei sistemi di comunicazione". Inoltre "la prossima iniziativa di H.A.A.R.P., in programma per l'inizio del 2013, includerà sperimentazioni per sviluppare nuvole di ionizzazione, ovvero di plasma, ancora più consistenti e stabili". 

Fonte tratta da sito .

domenica 24 marzo 2013

Il fatturato delle Banche sale grazie alla speculazione sulla crisi

sabato 23 marzo 2013

IN SPAGNA E' INIZIATA LA CORSA AL BITCOIN


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In Europa sta accadendo qualcosa di eccezionale. Bloomberg Businessweek  riferisce che da domenica scorsa ci sono tre applicazioni di Bitcoin (1) che sono salite alle stelle nelle classifiche dei download spagnoli, in coincidenza con la notizia che per la mancanza di liquidi a Cipro, avevano intenzione di razziare i conti correnti per pagare un gettone di salvataggio da 13 miliardi di dollari.

"Questo è un risultato del tutto prevedibile e razionale per quello che sta succedendo a Cipro", dice Nick Colas di ConvergEx . "Se si vuole capire il sentimento di stress dei risparmiatori europei, basta guardare i prezzi di Bitcoin."
Il valore della moneta virtuale è salito di quasi il 30% negli ultimi due giorni. "Il 100% di questo aumento è stato causato da Cipro", dice Colas. "Significa che gli europei si sentono coinvolti." Come aveva  avvertito anche l’economista tedesco Peter Bofinger in un'intervista a Spiegel Online:  "I cittadini europei ora devono temere per i loro soldi."
Gli stessi dati sul download delle applicazioni, tuttavia, dimostrano che gli italiani non sono pronti ad abbandonare le tradizionali banche commerciali, perché molti italiani ricordano ancora quel brutto giorno del 1992 quando si svegliarono e si accorsero di un prelievo sui loro risparmi per puntellare le traballanti finanze della nazione.

Il prezzo di un Bitcoin è balzato negli ultimi due giorni da 37 euro a oltre 50 Euro, perché la realtà delle cose colpisce ... e guardiamo il volume ...

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"Bitcoin è l'inizio di qualcosa di grande: una moneta senza governi, qualcosa di necessario e di inevitabile".
           Nota :
  1. Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto. È anche il nome del progetto software open source sviluppato per l'uso di questa moneta. Bitcoin è una delle prime implementazioni del concetto chiamato cryptomoneta, che fu per la prima volta descritto nel 1998 da Wei Dai. Costruito sulla nozione che la moneta è ogni oggetto, o ogni dato, che sia accettato come pagamento per beni e servizi e pagamenti per i debiti in un dato paese o contesto socio-economico. Bitcoin è sviluppato attorno all'idea dell'uso della crittografia per controllare la creazione e il trasferimento di moneta, invece di appoggiarsi ad autorità centrali. Wikipedia.
  2. Fonte tratta dal sito .

venerdì 22 marzo 2013

Sei multinazionali che schiavizzano i lavoratori, soprattutto minorenni


Traffico esseri umaniLo schiavismo è purtroppo una realtà ancora presente, nei Paesi in via di sviluppo e non solo, come pratica abitudinaria da parte di numerose multinazionali al fine di ottenere il massimo guadagno e rendimento produttivo, a costo zero per i loro bilanci economici, ma a costo della vita per centinaia di adulti e bambini in tutto il mondo, costretti a lavorare in condizioni disumane per soddisfare ogni bisogno consumistico dei Paesi industrializzati.
Spesso anche noi ci ritroviamo ad essere complici, a nostra insaputa o per carenza di informazione, di una realtà che dovrebbe essere scomparsa da decenni, ma che continua a persistere e a condannare coloro che ne cadono vittima giorno dopo giorno, senza sosta.
Lo schiavismo non è purtroppo assente nemmeno nel nostro Paese, come nel caso della multinazionale delle bevande Coca Cola.
1) Coca Cola
L'eclatante caso di Rosarno, in Calabria, è stato messo in luce da un'inchiesta effettuata da parte di The Ecologist ed in seguito ripresa da The Independent, che ha reso noto come nel mezzogiorno la raccolta delle arance destinata alla produzione delle bibite del noto marchio avvenisse in condizioni di schiavitù per mano di migranti provenienti dall'Africa, spesso dopo aver raggiunto le coste italiane a seguito di una squallida traversata vista come unica speranza di sopravvivenza. Coca cola avrebbe reagito semplicemente tagliando i ponti e gli accordi precedentemente stipulati con le aziende calabresi produttrici di arance, a difesa della propria immagine di multinazionale "pulita".
2) Philip Morris
Nel 2010 la multinazionale del tabacco Philip Morris ammise la presenza nelle proprie piantagioni di almeno 72 bambini dell'età di 10 anni, coinvolti nella raccolta del tabacco e a rischio di subire un avvelenamento da nicotina. Non solo: pare che l'azienda costringa lavoratori migranti ad operare in condizioni di schiavitù, dopo aver sequestrato loro i documenti e costringendoli ad una operatività continua, senza alcun compenso. Nonostante le promesse avanzate da parte della multinazionale, relativamente alla volontà di porre fine a simili situazioni, pare che, in base a quanto riportato da The Independent, il problema non sia ancora del tutto risolto e che vi siano attualmente intere famiglie e bambini costretti a lavorare in condizioni disumane nelle piantagioni.
I marchi da evitare: Marlboro, Basic, Benson & Hedges, Cambridge, Chesterfield, Commander, Dave's, English Ovals, Lark, L&M, Merit, Parliament, Players, Saratoga and Virginia Slims.
3) Victoria's Secret
Il marchio Victoria's Secret dichiara di utilizzare esclusivamente cotone di provenienza “fair trade" e ciò dovrebbe costituire una garanzia contro lo sfruttamento lavorativo all'interno delle piantagioni. Purtroppo però sembra essere concreto il rischio che alcuni produttori di cotone biologico e fair trade non riescano a fare a meno di sfruttare il lavoro minorile per il raggiungimento dei propri obiettivi produttivi, come nel caso della tredicenne Clarissa, che nel Burkina Faso sarebbe stata costretta a seminare e raccogliere cotone subendo maltrattamenti fisici. Dall'accaduto, nel 2008, pare che Victoria's Secret non abbia fatto altro che rimuovere la dicitura “fair trade" dalle etichette dei propri prodotti provenienti dal Burkina Faso. Situazioni di sfruttamento potrebbero dunque essere ancora presenti nelle piantagioni di cotone di tale località.
4) KYE
Nel 2010 il National Labor Committee mise sotto accusa per schiavismo la manifattura cinese KYE per aver reclutato 1000 studenti lavoratori di età nominalmente compresa tra i 16 ed i 17 anni, ma spesso inferiore ai 15 anni, costretti a lavorare per 15 ore al giorno e per 7 giorni su 7. Non sarebbero mancate inoltre numerose donne di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, a cui venivano imposte condizioni simili e con una paga di 65 centesimi all'ora. Anche di fronte a dati ufficiali, KYE avrebbe proseguito a sostenere le perfette condizioni di lavoro all'interno delle proprie sedi. KYE è responsabile per la produzione di prodotti per aziende e marchi come Microsoft, XBox e HP. Altre aziende hanno recentemente ammesso di sfruttare i lavoratori cinesi per la loro produzione. Tra di esse non farebbero eccezione Apple e Nokia. (Leggi anche La Apple in Cina sfrutta i lavoratori e inquina l'ambiente)
5) Forever 21
Relativamente all'acquisto di cotone proveniente da piantagioni in cui lo schiavismo prosegue ad imperare, come nel caso dell'Uzbekistan, Forever 21 avrebbe rilasciato dichiarazioni piuttosto subdole, lasciando intendere che vi siano accordi stipulati con i produttori affinché garantiscano che il lavoro venga svolto legalmente e da persone qualificate. La questione ha dato origine ad una petizione che tiene conto di come in Uzbekistan il governo costringa ogni anno milioni di studenti ad abbandonare la scuola nel periodo della raccolta del cotone, per dedicarsi ad essa in condizioni di schiavismo ed in piena violazione dei diritti umani. Forever 21 non è l'unica azienda di abbigliamento a rifornirsi di cotone proveniente dall'Uzbekistan, uno dei maggiori produttori mondiali. Tra di esse vi sarebbero anche Aeropostale, Toys 'R' Us, e Urban Outfitters.
6) Hershey's
Hershey's ha recentemente reso noto il lancio sul mercato americano di una nuova linea di cioccolato, denominata "Bliss Chocolate", che utilizza esclusivamente cacao certificato dalla Rainforest Alliance. Una sola linea di prodotti non potrà di certo risollevare il marchio dalle accuse di schiavismo provenienti dall'International Labor Rights Forum. Sebbene l'azienda abbia siglato un rapporto contro il lavoro minorile già dieci anni fa, migliaia di bambini raccolgono ancora cacao in Africa per la multinazionale del cioccolato, che purtroppo proseguirà ancora ad avere un retrogusto amaro dal sapore di schiavitù, come nel caso delle rivali Nestlé e M&M.
Fonte tratta dal sito .

giovedì 21 marzo 2013

Il microchip RFID come strumento di controllo totale sul posto di lavoro e nella vita

Leggiamo su vari siti italiani di un'area di servizio nella quale i dipendenti sono costretti ad indossare una cintura col microchip, così sono sotto controllo totale. Una nuova forma di moderna schiavitù. Vedi il link:


All'interno dell'articolo leggiamo:
Area di servizio Pioppa Ovest alle porte di Bologna, i lavoratori MyChef indossano una cintura con microchip per registrare che non si verifichino pause oltre i 90 secondi.
 Ovviamente l'azienda afferma che si tratti di un sistema di sicurezza in igore soprattuto la notte per tutelare la sicurezza dei dipidendenti. Ma chi ci crederebbe?

Ancora più dettagliato è l'articolo del Corriere Tessere con chip e sensori ovunque Gli uffici dei dipendenti «tracciabili» in cui si prendono in esame una serie di provvedimenti simili sempre più diffusi in varie aziende:


Come non concordare con quanto scritto in tale articolo:
Ovviamente tutto questo rende piuttosto esile il confine tra «Big Data» e «Big Brother», il «grande fratello». E la fissazione maniacale per i dati analitici, la diffusione di sensori ovunque, l'occhio fisso sul dipendente ogni momento del giorno, possono sfociare facilmente nell'inquietante o nel grottesco: una specie di «Tempi moderni» di Charlie Chaplin in versione XXI secolo.
 Come se non bastasse tutto questo orrore tecnologico ecco che su La stampa appare un articolo  che parla di un apprendista stregono, tale Warwick, docente di cibernetica in Gran Bretagna
che nel 1998 si è fatto impiantare un microchip a radiofrequenza nel braccio sinistro e nel 2002 innestare un centinaio di microelettrodi nelle terminazioni nervose dello stesso arto, il prossimo passo - spiega - «sarà un impianto cerebrale per realizzare la comunicazione direttamente da cervello a cervello. Tra sette, al massimo 10 anni».
e che ammette che tra i possibili pericoli di tali tecniche ci sarebbe il fatto che ...
«I segnali inviati del computer  potrebbero “colonizzare” sia il cervello sia l’organismo, alterandoli, tanto da diventare veri e propri virus»
Forse si dimentica il fatto che chi fornirebbe e gestirebbee tale tecnologia potrebbe manipolare le menti oltre ogni livello immaginabile fino a ridurci in totale schiavitù.

Concludo l'articolo con una testimonianza del giornalista Aaron Russo che racconta quanto gli avrebbe confidato il potentissimo e ricchissimo Rockefeller. Da tenere presente che anche certi "rilasci di informazione" che paiono causali potrebbero in realtà essere intenzionalmente programmati, essere studiati per influenzare e creare il terrore. 

Infatti sembra molto strano leggere che (http://giacintobutindaro.org/2013/02/09/attenzione-al-microchip-sotto-la-pelle/)

Nel 2007, poco tempo prima di morire, Aaron Russo (1943-2007), un produttore cinematografico americano e politico, durante una intervista rilasciata al giornalista Alex Jones, parlò di alcune cose che aveva saputo personalmente da Nicholas Rockefeller (di cui era stato per un tempo amico) sull’intento di una elite di governare il mondo intero.
Russo affermò infatti che Rockefeller gli chiese, durante una conversazione privata, se fosse disposto a far parte del Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations, CFR) – che è uno di quei gruppi facenti parte degli Illuminati i quali vogliono instaurare il Nuovo Ordine Mondiale – ma Russo rifiutò l’invito spiegando di non essere interessato a ‘schiavizzare la gente’. Russo poi disse: ‘Gli chiesi quale era il senso di tutto ciò’. Aggiunsi: ‘Avete tutto il denaro e tutto il potere di cui avete bisogno, quale è il vostro fine ultimo?”. Rockefeller rispose: ‘Il fine ultimo è di far mettere in tutti il microchip, per controllare l’intera società, per far controllare il mondo dai banchieri e dagli appartenenti all’élite’.  
E mi chiedo, come possa mai Aaron Russo, che realizza film di denuncia del fascismo americano e delle guerre insensate degli USA, essere stato amico di Rockefeller e poi ricevere da lui queste confidenze poco prima di morire, ovvero quando ormai si era da tempo chiarito come Russo e Rockefeller fossero assolutamente antitetici, come il diavolo e l'acqua santa.  
Ciò non toglie che il progetto di sostituire la moneta reale con quella elettronica è in fase avanzata di attuazione e che la possibilità di sostituire i bancomat con un microchiop RFID impiantato nel corpo umano è più che mai realizzabile con le tecnologie attuali. In fin dei conti tutti i cani ed i gatti sono già stati microchippati  ...
Fonte tratta dal sito .

martedì 19 marzo 2013

I guerrafondai della Trilaterale sono riuniti a Berlino. Nessuno ne da notizia!


Clicca per ingrandireNormalmente un avvenimento del genere deve comparire nelle prime pagine dei giornali e in tutti i TG nazionali, manco li cani, nessuno ne parla, eppure quando “Il Mario Monti" si faceva le passeggiate a Lugano durante la sua presidenza, decine di cani con le macchine fotografiche gli correvano dietro.
In questo raduno a Berlino ci sono i più potenti guerrafondai e sciacalli che l'umanità abbia mai conosciuto, “LA TRILATERALE", coloro che gestiscono tutta l'economia mondiale, quelli che decidono quale stato deve essere bombardato perché il governo di quello stato ha deciso di uscire fuori dalle grinfie della Banca Mondiale e di chi la gestisce, quale occasione si sono persi sti scimuniti di Pseudo giornalisti, valli a capire o hanno ricevuto ordine di far finta di niente? ..probabile.
Veniamo alla questione su cosa significa per l'Europa e il resto del pianeta questa riunione a Berlino, domani Venerdì ci sarà il discorso della Maitress ospitante, che ormai è di casa anche dentro la Trilaterale e altre organizzazioni dediche al benessere di tutti i cittadini che vivono sulla terra, dirà che è felice di rivedere i suoi cari amici perché hanno scelto Berlino per poter festeggiare il loro incontro al fin di scambiarsi quattro chiacchiere e magari scolarsi qualche botte di Berliner Weissbier, tra una battuta e l'altra un sorso di birra e una carezza al posto giusto tanto per fare un po di “stimmung" allegria, decideranno che l'Italia farà la fine della Grecia se non peggio, dato che il Monti è stato sbattuto fuori come un cane randagio dalla presidenza.
Occhio perché questi mica scherzano, hanno dato ordine di far fuori il Berlusconi e di già le prime mosse si sono viste, dopo toccherà al Bersani perché non è stato capace di zittire Grillo o perlomeno impedire che arrivasse a tale punto, a Napolitano essendo di sangue reale, andranno a trovarlo al capezzale, le decisioni che prenderanno saranno le seguenti (spero di sbagliarmi), si parlerà delle scelte politiche di alcuni stati da loro considerati nemici e anche di alcuni amici.
Come tutti gli anni ci saranno anche rappresentanti della controparte occidentale, ovvero gli Stati che fanno parte al BRIC e che anche loro avranno portato dei suggerimenti “essendo anche loro delle canaglie", cercheranno di scongiurare il peggio, ma visto come si è messa la situazione internazionale c'è poco di buono da sperare, durante le loro discussioni non ci sarà alcun giornalista o personaggio non facente parte al gruppo al fine non far trapelar alcuna notizia su quello che viene deciso, ma ripensando agli avvenimenti degli ultimi mesi, le discussioni saranno queste:
  1. - i popoli che fanno parte della UE verranno depredati di tutto e il ricavato andrà ancora alle banche;
  2. - gli stati del Sud America, come il Venezuela, saranno presi di mira al fine di destabilizzarli del tutto;
  3. - faranno manipolazioni sulle valute di altri stati al fine di portarli sistematicamente alla rovina economica-sociale;
  4. - inventeranno altre strategie per far si che Israele possa finalmente prendere parte “legalmente" a una aggressione compatta con i paesi della NATO per poi passare all'opzione IRAN;
  5. - saranno approvate sanzioni contro il Pakistan perché ha deciso di costruire un Gasdotto in collaborazione dell'IRAN che lo rifornirà a buon prezzo;
  6. - cercheranno di allungare e di incrementare ancora la guerra in Iraq per tenerlo ancora sotto il loro controllo e costruire un Gasdotto che parte dal Qatar per poi collegarlo con l'Eura Gasrom “questione di concorrenza" dicono loro;
  7. - faranno di tutto per incoraggiare lo stato dell'Aserbaidschan ad intraprendere una guerra contro la Russia e l'Armenia promettendo loro aiuti Nato per poi entrare anche la NATO in una guerra apocalittica;
  8. - faranno guerra totale alla Verità che si metterà online in Internet, propagandando le solite menzogne ed escogitando nuovi sistemi di censura fino a chiudere totalmente internet (la commissione UE ci sta lavorando da parecchio tempo);
  9. - faranno di tutto per impedire che la CINA diventi la prima nazione come economia al mondo (lo è di già, ma nessuno ha il coraggio di dirlo) anche a costo di scatenare guerra nucleare seguita da quella Batteriologica.
Questo è nel loro calendario per i prossimi mesi, descrivere quale sarà la situazione in Europa dopo l'approvazione di questi punti lo lascio immaginare a voi tutti cari connazionali, quello che stanno vivendo al momento i cittadini Greci a breve lo vedremo anche da noi, Dittatura allo stato puro, processi sommari per togliersi dai piedi personaggi scomodi alla quale bisogna tappare la bocca.
Sotto la lista dei partecipanti alla riunione della Criminalità Organizzata Mondiale:
Questa è la lista dei partecipanti con Nazionalità Tedesca che dovrebbero prendere in mano il destino della UE:
Manfred Bischoff, Aufsichtsratsvorsitzender der Daimler AG, Edelgard Bulmahn, Mitglied des Bundestag und ehemaliger Minister, Jürgen Chrobog, Vorsitzender der BMW Stiftung Herbert Quandt und ehemaliger Vizeaussenminister und Botschafter in den USA, Jürgen Fitschen, Aufsichtsratsvorsitzender der Deutschen Bank, Klaus-Dieter Frankenberger, Redakteur der Frankfurter Allgemeine Zeitung, Michael Fuchs, Bundestagsabgeordneter und Vizefraktionsvorsitzender der CDU/CSU, Wolfgang Gerhardt, Bundestagsabgeordneter, Vorsitzender der Friedrich-Naumann-Stiftung und ehemaliger Parteichef der FDP, Wolfgang Ischinger, Geschäftsleitung Allianz München und Vorsitzender der Münchner Sicherheitskonferenz, Wolfgang Kirsch, Chef der DZ Bank Frankfurt, Kurt Lauk, Ex-Mitglied des Europaparlaments (CDU) und Ex-Vorstand der Daimler AG Stuttgart, Friedrich Merz, Präsident der Atlantik Brücke, Peter Müller, Vorstandsvorsitzender der Commerzbank Frankfurt, Arend Oetker, Präsident der Deutschen Council on Foreign Relations (CFR) Konzernchef der Dr. Arend Oetker Holding GmbH & Co. KG in Berlin, Vizepräsident des Bundesverband der Deutschen Industrie und Mitglied der CDU, Volker Perthes, Direktor der Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP) Berlin, Heinz Riesenhuber, Bundestagsabgeordneter und Ex-Forschungsminister, Andreas Schmitz, Präsident des Bundesverband deutscher Banken (BdB) und Chef von HSBC Trinkaus & Burkhardt Düsseldorf, Heinrich Weiss, Chef der SMS Gruppe Düsseldorf, und Matthias Wissmann, Präsident des Verbandes der Automobilindustrie (VDA).
Questa la lista dei Mondialisti:
Santander, UBS, Bain & Company, ERAMET, British American Tobacco, Bank of Ireland, Enel Rom, Compagnie Financière Tradition and Viel & Cie. Paris, BP London, Conroy Gold and Natural Resources Dublin, Rothschild Europa, Texas Pacific Group, Allianz AG, Banco Finantia Lissabon, Intesa Sanpaolo Group Mailand, Lazard LLC Paris, KPMG Paris, Goldman Sachs, Fiat Group Turin, Rio Tinto London, Repsol Madrid, Prensa Española Madrid, Unilever London, Rabobank Utrecht, GE France Paris, DUCATI Energia Bologna, N M Rothschild & Sons Limited London, Royal Dutch Shell London, Rothschild Group London, Solvay Brüssel, Danske Bank Kopenhagen, ING Bank Amsterdam, BNP Paribas Paris, KBC Group, Umicore Brüssel, HSBC London, BAA London, Hermes EOS, Statoil Oslo, BAWAG P.S.K. Wien, Finmeccanica Rom, BAE Systems London, Areva Paris, Grupo Prisa El Pais Madrid, Mediobanca Madrid, Eni Rom, Techint Group Mailand, Havas Barcelona, Intesa Sanpaolo Group Mailand, Wallenberg Foundation Stockholm, Gruppo Banca Sella, Citigroup, WPP Group London, Erste Bank AG Wien, Pirelli Mailand, Telecom Italia, ABB Oslo, Heineken, Akzo Nobel, Banco Bilbao, Vizcaya Madrid.
La IG-Farben vi dà il Benvenuto!
Come vedete non manca nessuno, ci sono pure i nostri connazionali, quelli che si son fottuti i nostri soldi con l'aiuto del Mister Mario Monti, c'è gente che si premura a fargli pure scorta con la speranza che almeno con loro hanno un po' di clemenza... scordatevelo.
Fonte tratta dal sito .

domenica 17 marzo 2013

Il vero potere che impera non è umano


Clicca per ingrandireCerto è che gli uomini che assassinano la bellezza e la verità potranno soltanto languire e tormentarsi in una perenne, lugubre penombra, disperatamente avide di vita e di tepore.
Quando pensiamo alla Massoneria, la identifichiamo in modo istintivo con un potere occulto e scellerato. Tuttavia chi intenda comprendere la modernità non deve cadere nelle trappole dei pregiudizi e delle semplificazioni. Se è, infatti, pacifico che al giorno d'oggi il pianeta è soggiogato da un’élite nascosta, non possiamo misconoscere che la storia e la natura della Massoneria sono complesse, ramificate, contraddittorie.
Se consideriamo i padri fondatori degli Stati Uniti, siamo riluttanti a vedere in loro ipso facto dei farabutti: la costituzione da loro elaborata è ispirata a princìpi in linea di massima condivisibili. Non saranno stati dei santi, ma neppure dei satanassi, non tutti. Che cosa accomuna il progetto dei padri fondatori, pur con tutti i limiti delle utopie politiche, con il Quarto Reich instaurato da luridi presidenti del XX secolo, come i due Bush e l’attuale Barack Obama alias Barry Soetoro?
Anche molte logge fondate tra XVII e XVIII secolo si prefissero scopi nobili o comunque i loro esponenti credettero di operare per il progresso dell’umanità, secondo le idee illuministe. Sappiamo quanto fu in realtà oscurantista il “secolo dei lumi”, ma alcuni intellettuali furono persone degne, nonostante le storture dell’Ideenkleid che incarnarono.
Christopher Knight e Robert Lomas sono autori di alcuni saggi inerenti alla Massoneria tra cui il più impegnativo è “La chiave di Hiram”. Nel libro gli studiosi, che sono liberi muratori, cercano di portare alla luce le radici della Massoneria. In modo plausibile Knight e Lomas ritengono che i fondamenti della Massoneria risalgano all’antico Egitto. Il retaggio egizio fu poi ereditato dall’élite ebraica per essere codificato nell’architettura del tempio salomonico, in particolare nelle colonne Boaz e Jachin.
TemplariSarebbero stati in seguito i Templari a riscoprire all’interno dei rotoli di Qumran certe conoscenze esoteriche destinate ad essere trasmesse alle confraternite seicentesce e settecentesche. Questa è, a grandi linee, la ricostruzione compiuta dai due autori sullodati i quali, tra l’altro, situano il Cristianesimo delle origini lungo una direttrice egizia ed iniziatica. Singolare che, alla pari di numerosi altri ricercatori, anch’essi siano proclivi a pensare all’esistenza di due Messia, con Giacomo il Giusto, il fratello del Signore, nelle vesti di Messia sacerdotale.
Ora, prescindendo da un discorso spinoso circa gli albori della Massoneria, è evidente che i “fratelli” custodivano e custodiscono dei segreti. Quali? Oggigiorno chi aderisce alla stragrande maggioranza delle logge o è un ambizioso, avido di denaro, di agi e di successo, oppure è un controiniziato. Bisogna distinguere tra i gradi bassi ed i gradi alti: gli affiliati dei gradi bassi ignorano le finalità perseguite da chi occupa la cuspide della piramide e probabilmente, al di sopra del trentesimo e terzo grado, esiste un ulteriore penetrale. Al vertice appunto devono trovarsi maghi neri, poiché l’albero si vede dai frutti e non è per nulla credibile che la Massoneria attuale, una Massoneria ormai deviata, si prodighi per promuovere la giustizia, la fraternità e l’uguaglianza. Non sappiamo quando la Libera muratoria tralignò né in che misura le logge furono infiltrate e corrotte dagli Illuminati di Adam Weishaupt e dai Gesuiti. Sappiamo, però, che nel mondo attuale il sapere iniziatico è preservato da qualche cenacolo che rigetta qualsiasi interesse mondano. Tuttavia la cupola delle influenti consorterie globalizzatrici, spadroneggianti nel nostro tempo, conosce gli arcana imperii: l’obiettivo di questo Gotha non umano non è solo il dominio politico ed economico del pianeta, giacché si prefigge uno scopo molto più temerario.
Tra le pieghe del libro vergato da Knight e Lomas, tra le stesse pieghe della storia antica, si può forse carpire il segreto più segreto. Ebbene, credo che, richiamandosi ad una pristina tradizione egizia, di cui, però, sono state smarrite alcune coordinate, i vertici intendano perseguire il sogno dell’immortalità, di un potere immenso traducibile nel controllo dello spazio, del tempo, delle dimensioni invisibili. E’ hybris, l’arroganza di chi ambisce ad un’eternità tanto più agognata, in quanto sa che gli è preclusa.
Gli Oscurati si sono appropriati, profanandoli, di arcani o di loro brandelli. Gli Oscurati si sono appropriati, profanandolo, di un linguaggio simbolico e sacro, divenuto una specie di koiné pseudo-ermetica. Bisogna dunque evitare l’errore commesso da qualcuno (in buona fede?) che getta tutto nello stesso calderone: visto che Dante ricorreva a simboli (si pensi alla rosa) che gli stessi Ottenebrati amano esibire, Dante è uno dei loro ispiratori e precursori. Un vero sacrilegio oltre che un paralogismo! Il sommo poeta, invece, fu un Fedele d’amore, un cripto-templare ed un mistico.
Così le Torri gemelle distrutte, il giorno 11 settembre 2001, nel corso di un rito nefando per opera di una congrega di satanisti, sono, da un punto di vista emblematico, la rivisitazione snaturata e degradante delle colonne salomoniche, Boaz (Forza) e Jachin (Stabilità). La Forza e la Stabilità sono sovvertite.
Il disordine, la prevaricazione e lo scempio della verità sono le macerie fumanti su cui gli Oscuri intendono edificare il loro regno di tenebre accecanti. A noi il tentativo di sventare questo diabolico piano.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 15 marzo 2013

CIA: esperimenti di cancro con i presidenti dell'America Latina?


In una serie di suoi discorsi pubblici Hugo Chavez ha definito come "epidemia" i casi di cancro che stanno colpendo molti presidenti latino-americano, definendo tutto ciò un fenomeno strano ed allarmante. Il cancro ha colpito Chavez in primis, il presidente paraguayano Fernando Lugo, Dilma Rouseff e Lula da Silva (Brasile), Crisitina Fernandez (Argentina). Tutti loro sono conosciuti come politici di centro-sinistra che lottano per accelerare il processo di integrazione dell'America Latina e per liberarsi del dominio degli Stati Uniti nell'emisfero occidentale. Chavez ha parlato di imperi che sono pronti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi.
La risposta di Washington non si è fatta attendere. Victoria Nuland, portavoce ufficiale del Dipartimento di Stato americano, ha definito le parole di Chavez "orribili e riprovevoli". Cioè esse sono state percepite dall'amministrazione Obama come una accusa di utilizzo di particolari tecnologie biologiche per causare il cancro tra i leader latino-americani colpevoli di non perseguire una politica amichevole nei confronti degli Stati Uniti.
Naturalmente, Hugo Chavez non è così maleducato. Ha capito che Washington avrebbe richiesto prove. Così il presidente ha spiegato la propria posizione dicendo di non aver mai incolpato nessuno, ma che piuttosto ha fatto utilizzo della libertà di pensiero di fronte ad una strana serie di eventi di difficile spiegazione. La sua ansia è ben compresa, poiché per scongiurare il rischio di morte si è dovuto sottoporre ad una serie invasive chemioterapie a Cuba. E l'ansia è destinata a rimanere. Come compaiono queste malattie? Come un tumore maligno ha potuto colpire un uomo sano, ...
... militare in pensione, ex giocatore di baseball, regolare frequentatore di palestre nonché corridore agonista? Perché solo i politici populisti incappano in questi problemi e ciò non accade mai ai presidenti di destra che favoriscono l'Impero?
Il dottor Salomon Yakubowicz, un popolare dottore venezuelano, specialista in diete e frequente visitatore dell’ambasciata degli Stati Uniti, si è precipitato a chiudere la questione. Egli ha detto in modo autorevole, non usando note preparate dalla CIA, che sono i presidenti stessi ad essersi attirati questi problemi. Ha asserito che Lula da Silva ha fumato troppo. Christina Fernandez si è sottoposta a troppe procedure per il ringiovanimento del viso e del collo. Il paraguayano Lugo non ha usato alcuna protezione durante i numerosi rapporti sessuali avuti durante la sua vita; il linfoma è una cosa comune in questi casi ed egli deve essere già grato a Dio per non aver sviluppato l’AIDS. Chavez deve biasimare solo se stesso per non aver vissuto in armonia con i bioritmi, lavorando di notte, mangiando male: questo è ciò che la sua malsana tendenza a espletare troppe attività testimonia. I circoli di opposizione ed i media a favore degli Stati Uniti hanno fatto da cassa di risonanza a queste affermazioni: Chavez ed i suoi amici populisti sono soggetti a stress, paura del futuro e soffrono di manie di persecuzione vedendo “cospirazioni dell’impero” ovunque.
Eppure la spiegazione dell’epidemia ventilata da Chavez è stata presa sul serio. Studiosi di politica non dubitano che i servizi speciali americani stiano conducendo un'operazione su vasta scala per neutralizzare i "ribelli leader latino-americani". Hanno studiato la storia; sanno come il Pentagono e la CIA abbiano usato sostanze radioattive, biologiche ed armi chimiche sul continente e ricordano eventi mostruosi in cui sono stati utilizzati esseri umani come cavie, nel totale silenzio dei mass media.
C'è solo una piccola possibilità che un approfondito resoconto del programma statunitense sulle armi biologiche possa mai vedere la luce. La maggior parte degli archivi è classificata, i file più riprovevoli sono progressivamente eliminati e gli studiosi, che miravano a rendere nota la verità sugli esperimenti criminali, sono morti in strane circostanze.
Nel 1947 cioè poco dopo la sua istituzione, la C.I.A. è stata colta in flagrante mente compiva tali esperimenti. Gli agenti della F.B.I. e della C.I.A. "proteggevano" i medici degli Stati Uniti che in Guatemala infettarono 2000 guatamaltechi per studiare la sifilide e la gonorrea. Il consenso ai guatamaltechi sulla loro volontà a sottoporsi a tali esperimenti non è mai stato chiesto.
Il Presidente del Guatemala Alvaro Colom ha definito questi esperimenti un crimine contro l'umanità. Barack Obama ha dovuto chiedere scusa in una conversazione telefonica con il Guatemala. Ha detto che gli esperimenti erano in contraddizione con i valori degli Stati Uniti. Ma quale contraddizione! Gli esperimenti ed i valori degli USA sono ben allineati.
Fu sempre nel 1947 che la CIA lanciò il programma di test su “materiale umano” dell’LSD (dietilamide dell'acido lisergico). Più tardi l'intelligenza militare degli Stati Uniti ha portato il programma ulteriormente avanti e ha utilizzato i suoi risultati "sul campo" nell’Estremo Oriente ed in Europa occidentale.
Nel 1953 la CIA ha lanciato il progetto MK ULTRA. Esso aveva ad oggetto lo studio dei modi per influenzare "il comportamento umano ed il modo di pensare degli uomini tramite l'aiuto di farmaci e microrganismi. Gli "studi" della Cia e dei laboratori militari hanno incluso la dispersione di batteri patogeni nella metropolitana di New York. Come si vede, gli sperimentatori non ha risparmiato neanche i propri compatrioti. In questo modo è stato attuato il contagio intenzionale di 240 città della provincia americana nonchè dei quartieri poveri di Washington, San Francisko e del Minnesota. Alcuni esperimenti sono stati condotti nei tropici, a Panama City per esempio. Nel 1970 la CIA e il Pentagono lanciarono un programma di test per sperimentare armi genetiche super segrete. Una missione strategica fu assegnata a degli scienziati con lo scopo di ottenere una massiva riduzione della popolazione nei paesi potenzialmente ostili. La Cina, l’Iran, l’India ed il Pakistan sono stati presi di mira dai genetisti americani che da tempo hanno superato i "successi" del medico nazista Mengele.
Nell'emisfero occidentale è stata Cuba a subire la maggior parte degli attacchi biologici made in USA. Almeno 300 mila cubani hanno sofferto di febbre emorragica dengue. 150 uomini, tra cui 50 bambini, sono morti. I “mosquitos” cresciuti nei laboratori della Georgia e della Florida sono stati portati sull’isola in diversi modi. Anche il personale militare sovietico di stanza a Cuba è stato oggetto di febbre dengue e sono stati registrati dei morti.
Lo scrittore guatemalteca Persi Francisko Alvarado, che ha lavorato 20 anni per l’intelligence cubana negli Stati Uniti, ha pubblicato un articolo sull’uso dell’impianto di cancro quale arma da parte della C.I.A. Egli ha fornito elementi concreti sull’esistenza di decine di laboratori di guerra biologica sul suolo americano. Fort Detrick, un reparto di virologia, è un luogo dove sono stati ottenuti molti sinistri successi.
Gli studiosi venezuelani di politica spesso commentano il potenziale uso di armi sperimentali che emanano radiazioni elettromagnetiche e direzionabili da parte dei servizi speciali degli Stati Uniti. È possibile che l'arma sia già operativa per attacchi selettivi contro il "i politici invisi agli USA". Una vittima non muore subito ma dopo qualche tempo, caratteristica positiva che permette di fuggire senza lasciare tracce.
Una domanda viene spontanea: cosa ha portato i capi del governo americano ad autorizzare le attività della CIA volte alla "neutralizzazione" (uso proprio questo termine) dei presidenti - populisti?
Si può supporre con grande credibilità che la sconfitta al IV vertice americano (novembre 2005), quando la squadra degli Stati Uniti ha cercato di imporre l’accordo del libero commercio (ALCA) sull’emisfero occidentale, ha contribuito a questo tipo di decisione. Alla cerimonia di apertura l'ospite allora presidente argentino Nestor Kirchner ha dichiarato che l'integrazione sarebbe potuta diventare una realtà solo nel caso in cui fossero state attuate misure appropriate per eliminare sproporzioni di sviluppo. In caso contrario, il "libero mercato" avrebbe ulteriormente indebolito l'America Latina e fatto crescere il suo debito estero. Rivolgendosi a Bush ha detto che la politica imposta dagli Stati Uniti ha aggravato la povertà del continente e ha anche portato all’instabilità e alla caduta di governi democraticamente eletti. Kirchner ha invitato i partecipanti al vertice a ricercare una nuova strategia di sviluppo regionale che avrebbe potuto incontrare l'interesse dei latino-americani. Presto un nuovo modello di integrazione - l'Unione delle Nazioni Sudamericane - UNASUR sarebbe nato. Durante gli anni della sua esistenza l'Unione ha impedito alla CIA l’attuazione di colpi di stato sia in Bolivia, sia in Ecuador, per esempio. Ha incoraggiato il dialogo tra vicini in conflitto e ha facilitato il ripristino della democrazia in Honduras.
Grazie a Chavez e ai fratelli Castro l'ALBA (Alternativa Boliviana per l'America Latina), un'alleanza di integrazione, creata nel 2004, ha ottenuto un impulso potente. È stata fondata per fungere da contrappeso alla ALCA, basandola sui principi dell’ideologia anti-imperialista al fine di garantire la sicurezza energetica dei partecipanti. Il Petocaribe (giugno 2005) è stato un successo dovuto agli sforzi da parte di Chavez. L'alleanza prevede forniture di idrocarburi preferenziali dal Venezuela ai Caraibi e Centro America Stati. Ciò pone fine agli abusi commessi da compagnie petrolifere transnazionali.
Un altro importantissimo evento è stato il forum tenuto a Caracas all'inizio del dicembre 2011 che ha avuto come risultato la creazione della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC). La nuova alleanza comprende 33 membri dell'emisfero occidentale, esclusi USA e Canada.
Chavez ed i suoi amici vedono il nuovo blocco come un necessario contrappeso alla dittatura degli Stati Uniti nella OAS. Il CELAC nel prossimo decennio diventerà la forza più influente dell'emisfero occidentale. L'OAS dovrà rinunciare alla sua presentazione permanente negli Stati Uniti per conservare la sua posizione nella regione.
Naturalmente Washington non è conciliante con l’idea di una America Latina sempre più indipendente, ignorando le grida perentorie dei dittatori e le minacce di usare la forza. Il primo tentativo di sbarazzarsi dei "presidenti ostili" non è riuscito. Rafael Correa si ferma nei tempi duri del tentativo di colpo di stato in Ecuador. I cecchini addestrati della CIA mancarono il bersaglio. Hugo Chavez ha sconfitto il cancro e sta con fiducia guardando alle elezioni dell’ottobre 2012. Cristina Fernandez ha consultato i medici in tempo e lo sviluppo critico della malattia è stato prevenuto. Anche se il pericolo è ancora lì.
Gli Stati Uniti si stanno tuffando nella crisi più profonda della loro storia. La fase di stallo della élite si fa più acuta. Non hanno pietà per le proteste dei loro connazionali e non saranno più teneri con gli stranieri.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 13 marzo 2013

L’Istituto Nazionale di Previdenza italiano ha un buco di 10,721 miliardi di euro


InpsIl decreto Salva Italia, legge 201 del 6 dicembre 2011, voluto dal premier dimissionario Monti, ossia la chiusura di Inpdap e Enpal, facendoli confluire nell’SuperInps e fondendo pubblico e privato, ha prodotto soltanto licenziamenti dei dipendenti e “un debito enorme, pari a 10 miliardi di euro che continua ad aumentare a vista d’occhio”.
Il rapporto del CIV sul bilancio dell’Inps:
“Il bilancio 2013 dell’Istituto Nazionale di Previdenza ha un buco di 10,721 miliardi di euro, una situazione finanziaria a rischio tracollo vista la velocità con cui peggiora.
Nel 2011 il debito era di 5,2 miliardi di euro, per poi passare a 7, 959 miliardi di euro nel 2012.
In pratica l’incremento di anno in anno è di 2,7 miliardi di euro, una criticità che non lascia speranze per il futuro. SuperInps non è stata un’ottima idea anche perché ha ereditato il debito dell’Inpdap nato da una cattiva gestione interna dell’Istituto”.
Fonte tratta dal sito .

martedì 12 marzo 2013

Miliardari di tutto il mondo stanno acquistando a prezzi irrisori le isole della Grecia


Manifestazioni in GreciaLa popolazione greca è sempre più vessata dalle misure di austerità imposte dalla troika. La disoccupazione è alle stelle ed oltre un greco su tre vivrà sotto la soglia di povertà entro la fine dell'anno. Il governo ha assunto mercenari americani per proteggere il parlamento dalla folla infuriata. Intanto miliardari di tutto il mondo acquistano le bellissime isole greche a prezzi stracciati.
Grecia. Il paese in cui è nata la democrazia occidentale rischia oggi di diventarne la pietra tombale. Le isole cantate da Omero, Saffo, Pindaro, poi da Foscolo, sono vendute ai migliori offerenti, il parlamento sarebbe protetto da un esercito di mercenari americani. Nelle strade la rabbia di chi non riesce più neppure a sopravvivere e si vede sottratti anche i diritti più elementari cresce ogni giorno.
La rabbia è quella di migliaia di giovani senza lavoro, cui non è garantita più neppure l’istruzione. Stando alle ultime stime fornite da Eurostat e dal servizio statistico greco il tasso di disoccupazione è del 27 per cento, con quella giovanile che arriva ad un picco del 61,7 fra i 18 e i 24 anni. Ogni giorno perdono il lavoro mille persone.
Quel poco di lavoro che ancora rimane è offerto a condizioni disumane, con salari che oscillano fra i 200 e i 450 euro al mese, nessuna assicurazione, orari inesistenti. Il tutto rigorosamente a norma di legge: la legge che il governo di larghe intese presieduto da Antonis Samaras ha da poco approvato sotto pressione della Troika (Bce, Ue, Fmi) e che di fatto toglie quasi ogni diritto ai lavoratori. Ancora la Troika ha subordinato il rilascio di una nuova tranche di aiuti da 2,8 miliardi di euro al taglio di 25mila dipendenti statali. E il governo si appresta ad approvare la misura.
Ad Atene piazza Syntagma è teatro di scioperi e manifestazioni quasi quotidiani. Il 19 febbraio scorso uno sciopero generale promosso dai due principali sindacati per protestare contro le misure di austerità ha paralizzato il paese per 24 ore. Gli oltre 3mila agenti presenti per controllare le manifestazioni hanno lanciato lacrimogeni sulla folla, cui alcuni manifestanti hanno risposto con il lancio di pietre. Ma scioperi di minor entità sono praticamente all’ordine del giorno.
La disperazione si incanala spesso per vie pericolose, come quelle indicate dal partito neonazista Alba Dorada (che siede in parlamento e gli ultimi sondaggi danno in crescita con oltre il 10 per cento di consensi!). Alcuni suoi membri hanno recentemente promesso di aprire agli immigrati tutte le porte. Quelle dei forni. In un documentario andato in onda sul canale inglese Channel 4 uno dei candidati di Alba Dorata, Plomaritis, ha affermato di voler “fare saponette con gli extracomunitari presenti sul territorio greco”, per poi concludere: “Siamo pronti a infornarli”.
Non ci vuole tanto per passare dalle parole ai fatti: gli episodi di violenza verso gli immigrati non mancano nelle recenti cronache elleniche. Come nel caso dell’aggressione subita da un cittadino greco di origini egiziane – scambiato per straniero - la cui foto intubato in ospedale con un occhio ormai perso ha fatto il giro del mondo; o dell’assalto alle bancarelle dei bengalesi, distrutte a colpi di mazze da golf. E delle innumerevoli altre violenze che si consumano ogni giorno in silenzio, le cui vittime sono spesso prive di documenti e non assurgono agli onori della cronaca.
Il governo è ormai poco più che un fantoccio che applica pedissequamente le politiche di austerità imposte dall’Unione, barricato all’interno dei palazzi del potere. Protetto, sembrerebbe, da un esercito di mercenari. A diffondere quest’ultima inquietante notizia è stato un sito ellenico, Defence.net, che l’ha ripresa da un’intervista all’ambasciatore greco in Canada Leonidas Chrysanthopoulos.
Rispondendo alla domanda di un blogger l’ambasciatore affermava che il governo greco aveva raggiunto un accordo con la società statunitense Academi per difendere il parlamento ellenico. Academi è il nuovo nome della Blackwater, società americana specializzata nella difesa, una sorta di multinazionale della guerra responsabile fra l’altro dei massacri di civili in Iraq e attualmente impegnata in Afghanistan.
Ma i tempi di crisi, si sa, sono anche tempi di grandi occasioni, di quelle da cogliere al volo. I saldi in Grecia sono iniziati già da un po’. A settembre il governo aveva buttato giù una lista di 40 isole e isolotti disabitati da dare in concessione a privati o imprese per un periodo compreso tra i trenta e i cinquant’anni. Ed ecco che, è notizia di pochi giorni fa, l’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani, già noto per aver acquistato la squadra del Paris Saint German, ha deciso di fare un giro di shopping e comprarsi un posto al sole. Sei isole del bellissimo arcipelago delle Echinadi, a poche miglia da Itaca e Skorpios, sono finite nelle sue tasche per poco più di otto milioni di euro. Su di esse sorgeranno ville esclusive da vendere ai miliardari di tutti il pianeta. Già esistono i plastici, i progetti ed anche i primi acquirenti, fra i quali – secondo Il Fatto Quotidiano - ci sarebbe anche la cantante Madonna.
E la notizia non è certo (per restare in tema) isolata. Prima dell’emiro aveva fatto affari in Grecia Lord Jacob Rothschild: il miliardario appartenente alla potentissima famiglia di banchieri americana ha recentemente acquistato 2.662 ettari di terreno nell’isola di Meganissi per costruirvi anche in questo caso delle ville. Saranno 14 in tutto, ciascuna di mille metri quadrati su un terreno di 200 ettari con eliporto e piscina, vendute a 27 milioni d’euro. Fra i probabili acquirenti il magnate russo Roman Abramovich, il principe Carlo, l’attrice Nicole Kidman.
Dunque, mentre 3,9 milioni di persone - oltre un terzo della polazione - vivrà al di sotto della soglia di povertà alla fine del 2013, con meno di 7.200 euro di reddito annuo (stime del Gsee, il maggior sindacato del settore privato), i miliardari di tutto il mondo si stanno comprando a prezzi stracciati i più bei gioielli naturali del territorio greco. È la faccia crudele del capitalismo neoliberale che ha gettato la maschera e divora la democrazia proprio nella sua culla.
Mi chiedo se chi protesta in piazza Syntagma ha mai sentito il discorso di Mario Monti sulla Grecia, riportato da Loretta Napoleoni nel suo Democrazia Vendesi: “Oggi secondo me si assiste, e non è un paradosso, al grande successo dell’euro... E qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’euro? La Grecia […] una Grecia che è costretta a dare abbastanza peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa”.
Fonte tratta dal sito  .

domenica 10 marzo 2013

La massonica ONU definisce tortura l’opposizione all’aborto e all’ideologia gender


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La “stanza della
meditazione” all’interono dell’ONU, gestita dalla Lucis Trust, ex Lucifer Trust.
Si intitola «Report del relatore speciale sulla tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti». Il relatore speciale, titolo che l’Onu attribuisce a personalità operanti per conto delle stesse Nazioni Unite in specifici ambiti, risponde al nome di Juan E. Méndez e il testo fa parte dei documenti presentati durante la ventiduesima sessione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu.
Sin dall’introduzione il report potrebbe apparire condivisibile poiché animato da nobili intenti, tra cui in particolare quello di individuare e stigmatizzare pratiche in ambito sanitario che possano configurarsi come atti lesivi della dignità umana. E’ proprio il concetto di tortura ad essere ampliato nell’ambito del report, estendendone l’applicazione dai classici campi, come quello della detenzione e quello militare, ad uno meno usuale: tortura, si afferma ad esempio, è anche un intervento medico invasivo effettuato senza il consenso del paziente. Ma, come a volte (forse troppo spesso) accade quando si tratta di documenti ufficiali di istituzioni sovranazionali, è nei dettagli che si nasconde l’inganno. Si celano tra le righe, più o meno esplicitamente, contenuti completamente in contrasto con un’antropologia e una politica ispirate ai principi non negoziabili. Il tutto inserito in un contesto che, come detto, a prima vista potrebbe incontrare il favore di chiunque.
Il report in questione è un fulgido esempio di questa strategia.
Nella sezione B del testo, dedicata al cosiddetti «diritti riproduttivi», ecco cosa si legge al punto 46: «Enti internazionali e regionali attivi nell’ambito dei diritti umani hanno cominciato a riconoscere che l’abuso e il maltrattamento di donne che cercano servizi di salute riproduttiva possono causare tremende e durevoli sofferenze fisiche e psicologiche». Tra gli esempi di queste violazioni, si cita «il rifiuto dei servizi sanitari legalmente disponibili, come l’aborto e la cura post-aborto». Non praticare un aborto sarebbe dunque una forma di tortura inflitta ad una donna. Si pretenderebbe forse troppo se si chiedesse che un’istituzione come l’Onu - in seno alla quale alcune lobby vorrebbero che l’interruzione volontaria di gravidanza venisse catalogata tra i diritti legati appunto alla «salute riproduttiva» (ma intanto parlano come se già fosse così) -, definisca tortura ciò che lo è veramente: proprio l’aborto, che infligge dolore e morte ad un essere umano innocente ed indifeso e lascia un vuoto incolmabile e doloroso nel grembo e nel cuore materno. Ma, almeno, sarebbe auspicabile che la logica delle cose non fosse completamente sovvertita, fino ad arrivare a definire implicitamente i migliaia di obiettori di coscienza come dei perfidi torturatori.
Al punto successivo, il 47, si cita il caso di una donna polacca alla quale fu negato un test genetico sul bimbo che portava in grembo dopo che un esame ecografico aveva evidenziato anormalità del feto. Della vicenda si occupò la Corte europea dei diritti dell’uomo, stabilendo che la donna si trovava in una «situazione di grande vulnerabilità». Nel report dell’Onu si legge che, in casi come questo,  «l’accesso alle informazioni sulla salute riproduttiva è fondamentale per la capacità di una donna di esercitare l’autonomia riproduttiva e i diritti alla salute e all’integrità fisica». Non passare al setaccio la vita nascente al fine di eliminarla se non rispondente ai requisiti qualitativi attesi sarebbe dunque un’altra forma di tortura.
La sezione E del report si occupa invece dei «gruppi emarginati», tra i quali, in quarta posizione dopo sieropositivi, tossicodipendenti e prostitute, si trovano «persone lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e intersex» (solitamente indicati con l’acronimo Lgbti). A tal proposito, tra i trattamenti classificabili come tortura, ci sarebbe la pretesa che per cambiare il proprio sesso indicato sui documenti di identità, una persona debba sottoporsi ad un intervento chirurgico. Questo tipo di intervento causa sterilità e cambiamenti irreversibili al proprio corpo, influenzando negativamente la vita familiare e riproduttiva e minando l’integrità fisica della persona. Nel documento, come esempio che dovrebbe fungere da guida per la tutela dei diritti, si cita il caso dell’Ontario, dove per cambiare il sesso sul certificato di nascita non è necessario operarsi.
Un’interpretazione perfettamente in linea con l’ideologia del gender, secondo la quale il sesso non è determinato biologicamente, ma è solo uno stato variabile autonomamente deciso dall’individuo. Perché costringere un uomo che si sente donna a cambiare sesso chirurgicamente quando si può semplicemente correggere un pezzo di carta come il certificato di nascita o la carta d’identità? Perché “torturarlo” così crudelmente? Perché impedirgli di poter tornare uomo se dovesse nuovamente sentirsi tale?
Il report si conclude con l’immancabile tentativo di obbligare gli Stati ad armonizzare le leggi a livello internazionale in senso abortista e in modo compiacente con la lobby Lgbti: si raccomanda infatti che vengano messe in atto tutte le misure necessarie – anche legislative – per prevenire tutti i tipi di tortura citati.
Non è la prima volta che il concetto di tortura viene utilizzato per questi scopi: nel 2011 la Commissione Onu contro la tortura si era occupata dell’Irlanda, dove la legge sull’aborto è molto restrittiva. Secondo la Commissione, eventuali azioni penali contro le donne che decidono di abortire si configurerebbero come violazioni della «Convenzione contro la tortura e altri trattamenti e pene crudeli, inumani o degradanti».
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