lunedì 30 settembre 2013

SEI ANCORA SICURO DI ESSERE LIBERO ?



Ho scritto questo articolo per il Corriere del Ticino usando il mio computer. Quando l’ho finito l’ho mandato via email alla redazione. I lettori l’hanno letto il giorno dopo. Qualcun altro, però, l’ha letto prima di loro, o comunque era in grado di intercettarlo, già pochi minuti dopo l’invio; eppure non era il direttore del Corriere del Ticino, né il redattore a cui l’ho indirizzato. E’ qualcuno che non conosco, che non abita in Svizzera, che opera lontano, dall’altra parte dell’Oceano. Io non sono un terrorista, non sono ricercato, pago regolarmente le tasse; insomma, sono un normalissimo cittadino. Eppure qualcuno sa tutto di me. Sa a chi telefono, perché ha accesso ai dati del mio smartphone. Sa a chi scrivo e soprattutto cosa scrivo perché riesce a intercettare le mie email. Sa cosa leggo perché riesce a monitorare tutti i miei movimenti su internet. Ogni volta che faccio un acquisto online costui prende nota di tutto, mi osserva quando opero sul mio conto di Internet banking, dunque sa quando guadagno, qual è la mia ricchezza privata.

Usando Facebook l’intrusione è ancora più pervicace: perché attraverso Facebook l’utente, gioiosamente, mette a nudo la propria vita privata. Indica chi sono i suoi amici, pubblica le proprie foto tanto più se divertenti, insolite, bizzarre, persino intime senza rendersi che un giorno (e penso soprattutto ai ragazzi) potrebbero essere usate contro di lui. Dice dov’è andato in vacanza, chi ha visto, persino cosa ha mangiato. E non si rende conto che tutto quello che viene pubblicato su Facebook non può più essere cancellato, perché anche quando non lo rende visibile al pubblico, resta impresso in un’immensa memoria, sospesa su qualche nuvola virtuale, a cui egli non ho accesso. Perde il controllo del proprio passato e del proprio presente. Come mai prima d’ora in uno Stato Occidentale.

Da inviato speciale sono stato in Unione Sovietica, nella Ddr, in Cina, in diversi Paesi autoritari o dittatoriali. In quanto giornalista sapevo di essere seguito. Quasi sempre il mio interprete o il mio autista era una spia, incaricato di annotare tutto quello che facevo. Una volta in albergo una manina misteriosa ha aperto il mio computer e ha copiato tutti i dati dal mio hard disk; come 007 non era un granché perché ha lasciato un indizio che mi ha permesso di scoprire subito l’intrusione. Il senso di oppressione era costante e per questo ogni volta che tornavo in Europa provavo una sensazione, spesso euforica, di libertà. Sapevo che a casa mia, nel mio Paese, nessuno avrebbe potuto frugare nella mia vita privata e professionale. Oggi, invece, non è più così.

La realtà svelata dall’ex tecnico della Cia Edward Snowden è sempre più sconvolgente. Microsoft, Apple, Yahoo, Google, Facebook, Blackberry eccetera collaborano – volontariamente o sotto costrizione – con la National Security Agency (Nsa), la superagenzia dei servizi segreti americani, accordando un accesso esclusivo ai loro sistemi. E’ come se ci fosse una sorta di porta segreta di cui solo loro possiedono le chiavi.

Oggi un agente segreto non avrebbe più bisogno di aprire il mio computer e scaricare il mio hard disk. Il processo, in gran parte, è automatico. Ogni tanto, a mia insaputa, i miei dati possono essere prelevati e trasmessi altrove. Il problema è che tutto questo non accade in uno Stato totalitario, ma in Paesi che sono democratici e nell’ambito di un processo dalle conseguenze potenzialmente devastanti.
Un principio fondamentale è stato silenziosamente ribaltato usando il grimaldello della lotta al terrorismo. Prima solo chi era gravemente sospettato di aver commesso dei crimini veniva intercettato e seguito; oggi si mettono sotto controllo tutti nel tentativo di scoprire un manipolo di pericolosi eversivi. E non abbiamo nessuna garanzia, nessuna tutela su come, da chi e per quali fini siano usati informazioni private, talvolta intime, a cui nessuno in democrazia e in stato di diritto dovrebbe avere accesso. Le implicazioni sono colossali, i rischi enormi, la sproporzione tra il male e la cura evidente. Quando si può sapere tutto di te, nessuno può sentirsi davvero al sicuro.

Possiamo ancora dirci davvero liberi?
Fonte tratta dal sito .

sabato 28 settembre 2013

INTERVISTA A ROBERT SALAS EX UFFICIALE US AIR FORCE TESTIMONE UFO

Il Giornale Online

Dopo una lunga serie di contatti, sono finalmente riuscito ad ottenere questa intervista dal Dottor Salas, un incontro al quale avevo già pensato da tempo, spesso rimandato per via dei suoi numerosi impegni, e che oggi sono onorato di poter inserire per interno nel sito del Centro Ufologico Siciliano. Prima di iniziare sarà interessante dara qualche informazione in merito a questo personaggio e alla sua straordinaria esperienza.

Il Capitano Robert Salas si e' formato presso l'Accademia dell'Aeronautica degli Stati Uniti, e ha passato 7 anni in azione, dal 1964 al 1971. Ha mantenuto, inoltre, una importante posizione presso la Rockwell e ha passato 21 anni nella Federal Aviation Administration (aviazione civile USA) . Nell' aeronautica ha assolto al compito di controllore del traffico aereo e ufficiale responsabile del lancio dei missili, oltre ad essere stato un ingegnere per i missili Titan 3.

Robert Salas, fu testimone di un evento accaduto nel 1967, quando un UFO "rosso" di alcuno metri di diametro disattivò, sorvolandoli, dieci missili nucleari "Minuteman", ospitati nella base militare di Malmstrom, in Montana. I missili nucleari diventarono operativi simultaneamente in 2 basi di lancio differenti dopo che delle guardie videro sorvolare la zona dagli ufo: subito dopo questo avvistamento, gli venne ordinato di recarsi d'urgenza da un suo superiore, venne interrogato, venne obbligato a firmare alcune carte ed infine gli fu intimato di non rivelare a nessuno ciò che era appena accaduto. Oggi Robert Salas si batte perché la verità sugli Ufo venga resa pubblica, affrontando con coraggio e grande forza d’animo il cover up governativo.

Il Giornale OnlineEcco cosa ci siamo detti nel corso dell’intervista:

Salvatore Giusa: Dottor Salas, grazie innanzitutto per l’opportunità di questa intervista.
In questi ultimi anni lei ha raccontato un fatto avvenuto nel 1967, quando un UFO "rosso" disattivò dieci missili nucleari "Minuteman sorvolando la base militare di Malmstrom, in Montana. Era il primo caso che si verificava in quella base? Ce ne furono altri in passato?

R.S: Per quanto ne so non ci sono stati altri casi in cui gli UFO hanno disattivato dei missili. Tuttavia, ci sono stati molti casi di UFO che interferiscono con i missili. Tale ingerenza include la modifica dei codici di lancio, che colpisce la comunicazione, e anche la creazione di segnali di lancio. È possibile rivedere alcuni di questi casi, altri sul mio sito: e anche leggere altri casi nella sezione "UFO e Nukes", il libro di Robert Hastings.

S.G: Lei ha più volte dichiarato che il governo americano nasconde e detiene le prove della presenza ufo. Su quali fatti basa questa sua affermazione? Qualcuno dall’interno è in contatto con lei oppure si tratta soltanto di una sua convinzione?

R.S: La prova più forte che il governo degli Stati Uniti stia trattenendo i fatti riguardanti gli UFO esiste nell’evidenza di incidenti UFO che sono supportati da testimonianze multiple e / o documenti. Ad esempio, i dettagli del mio caso, insieme a quelli di altri casi simili che coinvolgono le armi nucleari, costituisce un grande corpo di prove che dimostra chiaramente l’esistenza del cover up governativo. Quanto più questi casi sono discussi e pubblicizzati, migliore sarà l'occasione per rivelare la verità al pubblico, ovvero il fatto che esiste un cover up a livello mondiale da parte dei governi.

S.G: Durante le varie conferenze nelle quali è stato più volte invitato ha portato sempre la sua testimonianza, insieme a quella di altri militari graduati, rivolgendo costantemente domande alla Casa Bianca; sono mai arrivate delle risposte, magari ufficiose?

R.S: No. Non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta seria dalla Casa Bianca. L'attuale amministrazione ha un sito web nel quale sostengono che risponderanno a qualsiasi petizione per informazioni qualora a firmarla siano più di 25.000 cittadini. Siamo passati attraverso questo processo e abbiamo acquisito le firme per una petizione alla Casa Bianca in merito alla rivelazione della realtà del fenomeno UFO. La risposta è stata molto deludente e fin troppo sbrigativa. Hanno affermato che non vi sono prove che gli UFO siano di origine extraterrestre. Personalmente credo che siano i servizi segreti ad avere in mano tutte le informazioni, e credo che queste informazioni non vengano divulgate; i governi sono meno informati di quanto si pensi.

S.G: Perché il suo governo ritiene di non dover divulgare nessuna notizia sul fenomeno Ufo?

R.S: Inizialmente, le ragioni del cover-up erano essenzialmente tre: 1. Evitare di panico da parte del popolo all'idea di un'invasione da un altro mondo, almeno fino a quando non si fosse riusciti a saperne di più sul loro conto. 2. Acquisire tecnologia dal recupero e dallo studio dei loro velivoli e dei loro corpi. 3. Si pensava che il pubblico doveva essere informato, ma soltanto fino ad un certo punto.

Il Giornale OnlineTuttavia, con il passare del tempo, anche se non vi è stato un crescente interesse da parte del pubblico per le informazioni a causa dei continui avvistamenti e gli incidenti, il segreto è diventato sempre più nascosto, occultato. Le ragioni di questa menzogna risiedono nel modo di ragionare negli alti vertici degli ambienti militari e di intelligence, due realtà ampiamente coinvolte. Oggi, appurata ormai l’evidenza che non vi è alcuna intenzione da parte degli alieni di invadere il nostro mondo, e che non vi è alcun motivo per considerarli dei nemici dal punto di vista militare, non esiste alcuna buona ragione per la quale la verità non debba essere rivelata. A mio parere, la ragione principale del cover-up è la corruzione all'interno delle comunità di intelligence, una corruzione che proviene dal potere dei segreti che essi hanno scoperto. Si tratta di avidità e brama di potere.

S.G: Dott Salas lei avrà avuto modo di ascoltare le ultime esternazioni del primo ministro Russo Medvedev sulla presenza extraterrestre tra di noi…cosa ne pensa?

R.S: I russi sanno molto di questo fenomeno e possono anche essere molto più avanti rispetto agli Stati Uniti nel metodo di comunicazione con gli alieni, perché hanno studiato le tecniche psichiche seriamente e per un periodo di tempo molto più lungo. Inoltre, hanno un sistema politico diverso da quello statunitense Penso che la loro comunità di intelligence risponda ai loro leader più direttamente della nostra. Dal momento che Medvedev si trova vicino a Putin, che ha alle spalle un profondo background nell’Intelligence, credo che lui sia a conoscenza della realtà della presenza UFO e che abbia fatto dichiarazioni pubbliche al riguardo per un motivo, non solo come uno scherzo.

S.G: Ha mai pensato, insieme ai suoi colleghi, di pianificare un possibile incontro formale alla Casa Bianca? Magari per discutere sul problema Ufo.

R.S: E 'il mio sogno quello di avere un incontro del genere. In realtà, per realizzare tale incontro il Presidente dovrebbe prendere molto sul serio questo argomento. Altri presidenti hanno cercato di rompere il silenzio delle comunità di intelligence su questo argomento e hanno fallito. In passato, ritengo che alcuni presidenti siano stati informati (Eisenhower, Kennedy, Bush, per esempio). In questo momento ci vorrebbe un grande sforzo e una forte volontà da parte di Obama per penetrare questa cortina di silenzio. In questo momento tutto è concentrato sulla realizzazione di altri obiettivi nazionali e internazionali, e il calendario politico non prevede altri tipi di argomenti. Tuttavia, ci può essere una finestra di opportunità che gli consentirebbe di affrontare questo tema negli ultimi due anni del suo mandato, ma solo se ne sarà intimamente convinto.

S.G: Ha mai ricevuto minacce visto il suo lavoro di divulgazione?

R.S. Non ho mai avuto minacce dirette contro me stesso per via del mio lavoro di comunicazione. Credo che una delle ragioni di questo sia il fatto che i miei discorsi hanno ricevuto molta attenzione da parte dei media. Inoltre, le minacce funzionano solo se si ha paura. Non temo le minacce perché credo fermamente in quella che è la mia divulgazione.

Inoltre, ho il sospetto (nessuna prova) che alcune delle persone coinvolte dall'altra parte mi conoscono già dai tempi della US Air Force Academy e sappiano della mia esperienza militare.

S.G: Secondo lei ci sarà un contatto con esseri di altri mondi?

Il Giornale OnlineR.S: Ci sono già stati molti contatti con esseri provenienti da altri mondi. Questi contatti sono avvenuti tramite rapimenti, messaggi, messaggi psichici, segnali fisici come i cerchi nel grano, e messaggi evidenti molto più evidenti quali sono gli avvistamenti da parte di milioni di persone. Penso che il messaggio più chiaro sia uno solo: sbarazzarsi delle armi nucleari! Altro fatto implicito, sia in questo che in altri messaggi, è che l'umanità deve coalizzarsi e aiutarsi a vicenda, in modo da poter risolvere i tanti problemi che minacciano la nostra esistenza e quella della moltitudine di specie viventi sulla terra.

S.G: Infine Dott. Salas ha delle nuove informazioni riguardanti il suo caso?

R.S: Sono alle battute finali di un libro nel quale ho riportato tutto ciò che ho imparato sul fenomeno Ufo durante i miei venti anni di studio serio sull'argomento. Farò anche riferimento a nuovi casi che ho studiato in quest’ultimo periodo. Il libro, che dovrebbe chiamarsi “Unidentified”, dovrebbe essere pubblicato entro giugno di quest'anno.

S.G: Grazie Dott,Salas per la sua disponibilità. Un caloroso saluto dai lettori italiani.

R.S: E’ stato un piacere discutere e contribuire ad informare su questo argomento gli amici italiani.
Fonte tratta dal sito .

martedì 24 settembre 2013

STUDIO SHOCK: LE MAMMOGRAFIE SONO UNA BUFALA MEDICA


Studio shock: Le mammografie sono una bufala medica, oltre un milione di donne americane danneggiate da “trattamenti” non necessari per tumori che non hanno mai avuto.

La mammografia è una crudele bufala medica. Come ho descritto qui su Natural News più di una volta, lo scopo principale della mammografia non è “salvare” donne dal cancro, ma reclutarle come falsi positivi per spaventarle e portarle a sottoporsi a trattamenti costosi e tossici come la chemioterapia, le radiazioni e la chirurgia.
Il “piccolo sporco segreto” dell’industria del cancro è che proprio gli stessi oncologi che terrorizzano le donne con la falsa credenza di avere un cancro sono quelli che realizzano enormi profitti vendendo loro i chemioterapici. Il conflitto di interessi e l’abbandono dell’etica nell’industria del cancro lascia senza fiato.
Ora, un nuovo studio scientifico ha confermato esattamente quello da cui ho messo in guardia i lettori per anni: la maggior parte delle donne con “diagnosi” di cancro tramite mammografia non hanno mai avuto il cancro, ed è solo l’inizio.

Il 93% delle “diagnosi precoci” non ha alcun beneficio per il paziente

Questa è la conclusione del pionieristico studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. (1)
“Abbiamo riscontrato che l’introduzione dello screening ha portato 1,5 milioni di donne alla diagnosi di cancro alla mammella in fase iniziale” scrive il co-autore dello studio Dr. Gilbert Welch.
Ora, a prima vista questa potrebbe sembrare una buona notizia. Potreste pensare “Beh, la diagnosi precoce salva delle vite, proprio come ci hanno detto Komen e le associazioni no-profit riguardo il cancro”. Ma sbagliereste. Come scoperto dal team del Dr. Welch, virtualmente non vi è stata riduzione degli stadi terminali del cancro alla mammella a partire da tutte queste diagnosi precoci, e questo significa che alla maggior parte delle donne a cui è stato detto di avere il cancro alla mammella dopo una mammografia è stato mentito.
Così continua il dottore
“Abbiamo scoperto che ci sono state solo 0,1 milioni di donne in meno con una diagnosi di cancro alla mammella in fase terminale. La discrepanza significa che c’è stata molta diagnosi inutile ed esagerata: a più di un milione di donne è stato detto di avere un cancro in fase iniziale –molte delle quali hanno subito chirurgia, chemioterapia o radiazioni per un cancro che non le avrebbe mai fatte stare male. Anche se è impossibile sapere chi siano queste donne, il danno è evidente e serio”.
Si, lo è. Infatti, se fate il calcolo, 0,1 milioni di donne in meno con un cancro in fase terminale rispetto ad 1,5 milioni di diagnosi precoci significa che si ha avuto un falso positivo nel 93% dei casi; questo significa che non si sarebbe in ogni caso arrivati alla fase di cancro terminale.

Chemioterapia, radiazioni e chirurgia oncologica sono in gran parte bufale

Secondo quanto detto dagli scienziati, “il cancro alla mammella è stato over-diagnosticato (cioè sono stati trovati tumori in fase di screening ma questi non avrebbero mai portato a sintomi clinici) in almeno 1,3 milioni di donne americane negli ultimi 30 anni.”
Gli oncologi di queste donne hanno mentito: “se non acconsentite al trattamento, morirete entro sei mesi” (o due anni, o qualsiasi tipo di scansione fraudolenta essi usino).
Sotto la minaccia di questa paura, la maggior parte delle donne si piegava e acconsentiva a iniziare il trattamento – spesso nello stesso giorno della falsa diagnosi. Questo cosiddetto trattamento consiste in una iniezione di sostanze chimiche mortali che fanno la fortuna degli oncologi che le vendono ai loro stessi pazienti. Si, è così: le cliniche oncologiche e i centri di trattamento del cancro fanno profitti enormi sui chemioterapici che vendono ai loro pazienti – gli stessi pazienti che spaventano e dirigono verso il trattamento con mammografie falsamente positive.
Ignorando il quasi totale fallimento della mammografia da un punto di vista scientifico, la propaganda continua a spingere verso questa tecnica in maniera assordante. Come il Dr. Welch spiega in questo articolo del New York Times (2):
“Nessun altro test clinico è stato tanto pubblicizzato come la mammografia – gli sforzi sono andati oltre la persuasione e sono arrivati alla coercizione. E chi la proponeva ha usato le più fuorvianti statistiche di screening a disposizione: i tassi di sopravvivenza. Una recente campagna Komen esemplifica questo aspetto: in breve, dite a chiunque che ha il cancro, e i tassi di sopravvivenza aumenteranno a dismisura.”
Komen for the cure, ovviamente, è stata scoperta a mentire sui presunti “benefici” della mammografia (3). Il loro trucco statistico frega la maggior parte delle donne, tristemente, e le convince a subire chemioterapie tossiche per un cancro alla mammella che non hanno mai avuto.

Lo starnazzare dell’oncologia moderna

Quando le donne iniziano una chemioterapia per un cancro che non hanno iniziano anche a sperimentare quello che gli oncologi chiamano “sintomi del cancro”. I capelli cadono. L’appetito scompare. I muscoli si atrofizzano. Diventano deboli, confuse e cronicamente stanche. Il dottore del cancro dice poi loro “devi essere forte per sopportare tutto questo mentre le medicine fanno effetto”
Pure chiacchiere! Potreste fare meglio invocando il voodoo o semplicemente sperando di guarire. Perché tutto quel che gira attorno all’esperienza del cancro nella medicina moderna –la diagnosi, il trattamento, le autorità sanitarie– è maliziosamente fabbricato per generare un profitto all’industria del cancro.

“Migliori” tecnologie portano a più falsi positivi

Non c’è miglior esempio delle chiacchiere della medicina moderna che quello dell’industria del cancro. Armato con le ancora-più-precise macchine per la mammografia, il tasso di falsi positivi ha sfondato il soffitto.
Come il Dr. Welch scrive sul New York Times (4):
Sei anni fa, un follow up a lungo termine di un trial randomizzato mostrò come un quarto dei tumori riscontrati con lo screening fosse un caso di over-diagnosi. Questo studio rifletteva le potenzialità dei macchinari degli anni 80. I nuovi macchinari digitali riscontrano molte più anormalità e le stime dell’over-diagnosi sono salite compatibilmente: ora siamo probabilmentee tra un terzo e metà dei tumori diagnosticati con questa metodica.
Capito la storia? Molte delle diagnosi di cancro da mammografia sono false. Ma sono un’ottima tecnica di terrorismo per trovare donne-adepte a quello che può solo che esser chiamato “culto del cancro” dove vengono manipolate fino ad auto avvelenarsi con le medicine. Verranno più tardi chiamate “sopravvissute al cancro”, se il veleno non riuscirà ad ucciderle.
Queste sopravvissute al cancro, ovviamente, sono vittime di un malizioso culto medico che io chiamo “culto di Komen”. In quasi tutti i casi non è stato il cancro ad ucciderle, ma il trattamento!

Il culto di Komen

Le persone di oggi storcono il naso al suicidio di massa del 1978 del culto di Jim Jones pensando “come è possibile che i membri siano stati tanto stupidi da avvelenarsi a morte da soli?”
Guardatevi attorno gente, perché l’industria del cancro ha preso la stessa formula di quel culto e l’ha moltiplicata per un milione. Il “culto di Komen” è una versione moderna del culto suicida di Jim Jones. Si tratta di un culto dove le persone “credono” nella promessa di salvezza di un indottrinamento chimico ma che in realtà si vedono dare morte, dolore, sofferenza e umiliazione. (Molti chirurghi oncologici hanno letteralmente amputato mammelle a seguito di diagnosi falsamente positive, sfigurando quelle donne per il resto della vita)
Una delle caratteristiche chiave di questo culto è l’adorazione dell’auto-mutilazione. Non si tratta solo di donne che vengono manipolate fino a farsi amputare le mammelle dai chirurghi; si tratta anche di donne manipolate fino a farsi iniettare veleni mortali che distruggono i loro reni, i loro fegati e i loro cervelli. L’effetto collaterale numero 1 della chemioterapia, peraltro, è il cancro.
Come ogni culto, quello dell’industria del cancro spinge su una propaganda carica di contenuto emotivo e su simboli potenti (i fiocchi rosa). Milioni di donne vengono innocentemente intrappolate in manifestazioni e raccolte fondi, apparentemente senza indizio del fatto che la maggior parte dei soldi per le “cure” finisce col pagare altre mammografie e quindi altre false diagnosi che costringeranno ancora più donne a cadere nel racket.
Così, le stesse donne che partecipano alle raccolte fondi in questi eventi promossi dal culto dei fiocchi rosa, stanno partecipando a pagare le macchine per le mammografie che recluteranno altre donne nello stesso culto tramite diagnosi inutili seguite da “campagne di paura e terrore” portate avanti dagli oncologi. Quel che oggi l’industria del cancro sta facendo è, senza mezze misure, un crimine contro le donne. Si tratta anche di una forma di mutilazione culturale nei confronti delle donne, più o meno come abbiamo visto con gli Aztechi, i Maya e varie culture africane durante il corso della storia.
Il culto di Komen è un’operazione criminale? Quasi certamente. Su base scientifica? Neanche per sogno. Non esiste nulla di scientifico nella moderna industria del cancro se non la scientifica manipolazione delle paure e delle emozioni femminili. Quel che manca a Komen e all’industria in campo etico, scientifico o dei fatti viene ampiamente bilanciato dalle tattiche di influenzamento linguistico, di coercizione e di delibera menzogna sui benefici della mammografia.
L’industria del cancro non è un business della cura del cancro, in fin dei conti; di fatto è il business della propaganda del culto del cancro. Come spiega il Dr.Welch:
“I sostenitori dello screening incoraggiano il pubblico a credere in due cose false e conosciute come tali. Primo, che ogni donna che ha avuto il cancro diagnosticato con una mammografia ha avuto la sua vita salvata (pensate a quelle T-shirt con scritto “La mammografia salva le vite. Io ne sono la prova”). La verità è che queste “sopravvissute” sono molto più probabilmente vittime di over-diagnosi.
Così, tutte quelle donne che marciano indossando le T-Shirt rosa che dicono “la mammografia salva la vita” stanno in realtà dichiarandosi come vittime incoscienti di una campagna scientifica mirata alle donne e tesa a spaventarle e portarle verso trattamenti che non necessitano e che le mutileranno con farmaci tossici o bisturi chirurgici.
Se quelle magliette dicessero la verità, dovrebbero dire “Sono sopravvissuta all’industria del cancro”
La grande domanda in tutto questo, ovviamente, è: per quanto tempo la cultura occidentale continuerà a vivere sotto l’influenza del culto di Komen? Quanti altri milioni di donne dovranno sacrificarsi sotto le chiacchiere della mammografia e la truffa dell’oncologia moderna?
Ma soprattutto, perché le famiglie consentono alle loro madri, figlie, zie e nonne di essere avvelenate e mutilate proprio davanti ai loro occhi standosene sedute ascoltando le finte autorità mediche che di fatto praticano nulla più che chiacchiere?

L’oncologia moderna è il medioevo della medicina occidentale

Verrà il giorno, come ho predetto più volte, in cui la moderna pratica della chemioterapia verrà relegata nei libri di storia come malasanità insieme al respirare vapori di mercurio o al rimuovere chirurgicamente organi del corpo per curare malattie psichiatriche. Fino a quel giorno, un numero incalcolabile di donne innocenti verrà ingannato e portato alla mutilazione, all’intossicazione chimica e alle radiazioni da dottori malvagi che francamente non si interessano minimamente di quante donne mutilano o uccidono fintanto che questo viene loro rimborsato.
Questa è la verità sull’industria del cancro che non sentirete da Komen (ne da qualsiasi altro adepto del culto del fiocco rosa)

La conclusione dagli autori dello studio

Nonostante il sostanziale incremento delle diagnosi di cancro alla mammella in fase iniziale, lo screening mammografico ha solo marginalmente ridotto il numero di donne che si presentano con un cancro avanzato. Anche se non è chiaro quali fossero le donne realmente affette, questo squilibrio suggerisce una sostanziale over-diagnosi in circa un terzo delle nuove diagnosi e che lo screening ha, nella migliore delle ipotesi, solo un minimo effetto sui tassi di morte da carcinoma alla mammella.
Fonte tratta dal sito .

domenica 22 settembre 2013

Men In Black - Documentario sugli UFO (Sub ITA)

Importante documentario ufologico girato in Russia diventato ormai noto dopo le sensazionali dichiarazioni del primo ministro della federazione russa Dmitry Medvedev.
Fonte tratta dal sito .

sabato 21 settembre 2013

RIDURRE LA POPOLAZIONE: TANTI GRANDI DEL PIANETA LO VOGLIONO ARDENTEMENTE



"Difficile non notare l’ossessivo pensiero della elite globale in merito al controllo della popolazione. L‘ONU pubblica documenti sul tema, le università ha corsi interamente dedicati a questo, i sostenitori di un radicale controllo della popolazione sono stati nominati alle maggiori cariche politiche del mondo ed alcuni tra i piu’ ricchi sul pianeta, si riuniscono ”solo” per parlarne” 

Coloro che credono in questa filosofia,  parlano costantemente del “bisogno di maggiore accesso all’aborto, alla contraccezione o altre pianificazioni famigliari”.  Ma nonostante i loro sforzi il mondo si espande e … quelli che credono in questa filosofia del controllo della popolazione, si stanno innervosendo.

Ma chi sono quelli tra la elite globali sta che credono ferventemente nel controllo della popolazione? Puo’ darsi che alcuni dei nomi che seguono vi lascino basiti , dato che molti sono “dei grandi nomi nel mondo” .

Per esempio il Principe Carlo ha tenuto  un grande discorso nei giorni scorsi in cui deplorava la rapida espansione della popolazione : “Potrei scegliere Mumbai, Cairo o Mexico City;ovunque guardiate la popolazione sta crescendo velocemente. Una crescita che eguaglia, ogni anno, l’intera popolazione britannica . Il che significa che questo povero nostro pianeta, che già lotta per sostenere 6.8 miliardi di persone, in qualche modo ne dovrà sostenere piu’ di 9 miliardi nei prossimi 50 anni”


Molti tra la elite globale, credono che la crescente popolazione mondiale sia il problema numero uno che dobbiamo affrontare. Molti di loro sono assolutamente convinti  che la sovrapopolazione sia  la causa primaria del “cambiamento climatico” e che stia distruggendo l’ambiente e che minacci di trasformare tutto il globo in un gigantesco “slum” (bassifondi) terzomondista".

>>> qui 22 citazioni, che potranno shockarti, di "grandi" sul pianeta che si augurano un massiccio e veloce sfoltimento di popolazione...
Fonte tratta dal sito .

venerdì 20 settembre 2013

Passata di pomodori con pezzi di cervello


Clicca per ingrandireLa denuncia è di una mamma inglese. Ora si stanno facendo dei test sulla sostanza trovata nel prodotto per capire cosa sia realmente.
Una mamma inglese mentre era intenta a cucinare ha trovato in una confezione di passata di pomodoro pezzi di cervello.
E’ quanto rivelato da Julleen Marter una mamma 47enne, che mentre stava preparando chili con carne per i suoi tre bambini ha fatto la disgustosa scoperta. “Ho capito che c'era qualcosa sul fondo della scatola diverso dal solito, così l'ho tagliata e con mio orrore ho scoperto qualcosa che posso solo descrivere come strano”, ha raccontato la donna, aggiungendo “alla vista sembrava materia grigia”.
La donna anche se ammette che non può sapere con precisione cosa sia afferma che la visione di quella materia grigia ha quasi vomitato e gli è sembrato di essere in un film dell’orrore. Sulla materia trovata ora verranno effettuati dei test.
La Lidl attende i risultati dei test - La donna ha raccontato inoltre che quando ha chiamato il servizio clienti della Lidl dove aveva acquistato il prodotto, l’uomo a cui ha raccontato l’accaduto si è preso gioco di lei e ha cercato di minimizzare. “Il consulente ridacchiò e mi ha detto che era probabilmente solo un pomodoro” ha sottolineato Julleen Marter, che si è detta sicura che non comprerà più nulla in quel negozio.
La donna ha fatto sapere di non volere risarcimenti ma che ha reso pubblica la sua storia perché quei prodotti potrebbe essere dannosi per la salute di tutti. Dalla Lidl fanno sapere che hanno preso la questione sul serio e che stanno attendendo i test dell’ufficio di salute ambientale per capire di cosa si tratta.
Fonte tratta dal sito .

martedì 17 settembre 2013

LA VERA DIMENSIONE DEL PERICOLO DI FUKUSHIMA




Il fatto che i reattori di Fukushima abbiano avuto perdite di enormi quantità di acqua radioattiva già sin dal terremoto del 2011 è certamente degno di nota. Così come lo sono i seguenti fatti:
La Tepco non sa
Gli scienziati non hanno alcuna idea di come siano messi i nuclei dei reattori nucleari.
Le radiazioni potrebbero colpire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America in modo piuttosto pesante.
Ma il vero problema è che gli idioti che hanno causato questo pasticcio stanno probabilmente per causare un problema molto più grande.

In particolare, la più grande minaccia a breve termine per l'umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima. Se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone... ma sul resto del mondo, compresi gli Stati Uniti. In effetti, un senatore lo ha definito come un problema di sicurezza nazionale per gli USA:

«Le radiazioni causate dai guasti dei bacini di combustibile esaurito in caso di un altro sisma potrebbero raggiungere la West Coast in pochi giorni. Il che fa sì assolutamente che il contenimento sicuro e la protezione di questo combustibile esaurito sia un problema di sicurezza per gli Stati Uniti.»

L'esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott hanno entrambi affermato che la gente dovrebbe evacuare l'Emisfero Settentrionale del pianeta, se una delle piscine di stoccaggio del combustibile di Fukushima dovesse collassare. Gundersen ha dichiarato:

«Spostarsi a sud dell'equatore, se questo dovesse mai succedere, ritengo che sia la lezione che ne ricaviamo».
L'ex consulente dell'ONU Akio Matsumura definisce la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima "una questione di sopravvivenza umana".
Pertanto, la posta in gioco dello smantellamento dei bacini del combustibile è piuttosto elevata.
Ma in 2 mesi, la Tepco - ossia i babbei che hanno causato l'incidente - stanno per iniziare a condurre questa difficilissima operazione per conto proprio.

Il New York Times riferisce:

«Migliaia di lavoratori e una piccola flotta di gru stanno preparandosi per uno degli ultimi sforzi volti a evitare un disastro ambientale ancora più profondo, che ha già reso la Cina e gli altri paesi vicini sempre più preoccupati: si tratta della rimozione delle barre di combustibile esaurito dall'edificio del reattore n. 4 danneggiato e il loro stoccaggio in un posto più sicuro».


Il Telegraph osserva:
«Tom Snitch, un anziano professore presso l'Università del Maryland che vanta oltre 30 anni di esperienza in questioni nucleari, ha affermato che "[i funzionari giapponesi] hanno bisogno di affrontare i veri problemi, le barre di combustibile esaurito presso l'Unità 4 e i recipienti a pressione che perdono materiale". E ha aggiunto che "c'è stato troppo lavoro per pulire le pareti e nei condotti dei reattori che è stato fatto solo pur di fare qualcosa .... Questa è invece una questione cruciale di portata globale e il Giappone deve fare molto di più"».

Il Japan Times scrive:
«Nel mese di novembre , Tepco prevede di iniziare la delicata operazione di rimozione del combustibile esaurito dei reattori numero 4 [con] radiazioni equivalenti a 14.000 volte la quantità rilasciata dalla bomba atomica di Hiroshima. .... Rimane vulnerabile a eventuali ulteriori shock , ed è anche a rischio di liquefazione del suolo. Rimuovere il suo combustibile esaurito, che contiene plutonio micidiale, è un compito urgente .... Le conseguenze potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto. Se una barra di combustibile cadesse, si rompesse o si impigliasse mentre viene rimossa, i possibili peggiori scenari includono una grande esplosione, una fusione nel bacino, o un grande incendio. Ognuna di queste situazioni potrebbe portare a massicci rilasci di radionuclidi mortali nell'atmosfera, mettendo gran parte del Giappone - compresi Tokyo e Yokohama – e anche i paesi vicini in grave rischio.»

La CNBC sottolinea:
«La fuga radioattiva della centrale nucleare giapponese di Fukushima è tutt'altro che sotto controllo e potrebbe finire molto peggio, come mette in guardia un esperto di energia nucleare, che compila il "World Nuclear Industry Status Report" (Rapporto sulla situazione dell'industria nucleare mondiale, NdT) su base annuale.
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Il grande pericolo - così come è stato identificato dalla commissione per l'energia atomica del Giappone - è nel fatto che si possa perdere l'acqua in uno dei bacini del combustibile esaurito e che si causi un incendio di tale combustibile

La CNN riferisce:
[Mycle Schneider, consulente nucleare:] «La situazione potrebbe finire molto peggio ancora. Un enorme incendio del combustibile esaurito probabilmente farebbe apparire poca cosa le attuali dimensioni della catastrofe e potrebbe superare le emissioni di radioattività di Chernobyl di decine di volte. In primo luogo, le pareti della piscina potrebbero avere perdite al di là della capacità di fornire acqua di raffreddamento, o un edificio del reattore potrebbe crollare in seguito una delle centinaia di scosse di assestamento. Poi, il rivestimento del combustibile potrebbe incendiarsi spontaneamente emettendo il suo intero accumulo radioattivo.»

L'agenzia Reuters osserva:
«L'operatore della centrale nucleare giapponese lesionata di Fukushima si prepara a rimuovere 400 tonnellate di combustibile esaurito altamente irradiato da un edificio del reattore danneggiato, un'operazione pericolosa che non è mai stata tentata prima su questa scala. Si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la quantità rilasciata durante l'attacco con la bomba atomica su Hiroshima di 68 anni fa, oltre 1.300 gruppi di barre di combustibile usato compattate insieme hanno bisogno di essere rimosse da un edificio che è vulnerabile al crollo, qualora un altro grande terremoto colpisse l'area.
La Tokyo Electric Power Co (Tepco) è già impegnata in una battaglia persa per fermare l'acqua radioattiva che trabocca da un'altra parte della struttura, e gli esperti mettono in dubbio che sia in grado di asportare con successo tutti i materiali compattati.
"Stanno per avere difficoltà nella rimozione di un numero significativo delle barre", ha dichiarato Arnie Gundersen, un ingegnere nucleare di grande esperienza statunitense nonché direttore di Fairewinds Energy Education, che ha a lungo costruito assemblaggi per il combustibile.
L'operazione, a cominciare da novembre presso il reattore numero 4 della centrale, è piena di pericoli, compresa la possibilità di un grande rilascio di radiazioni se si rompe un assemblaggio di combustibile, o se rimane incastrato o si avvicina troppo a un fascio adiacente, hanno affermato Gundersen e altri esperti nucleari. Tutto ciò potrebbe portare a un disastro peggiore della crisi nucleare di marzo 2011 presso l'impianto di Fukushima, il più grave al mondo accaduto dopo quello di Chernobyl nel 1986.
Nessuno sa quanto male potrebbero andare le cose, ma i consulenti indipendenti Mycle Schneider e Antony Froggatt hanno affermato recentemente nel loro World Nuclear Industry Status Report 2013: "Il pieno rilascio proveniente dal bacino del combustibile esaurito dell'Unità 4, senza alcun contenimento o controllo, potrebbe causare di gran lunga il più grave disastro radiologico mai visto fino ad oggi".
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La società di utility afferma di riconoscere che l'operazione sarà difficile, ma ritiene di poterla portare avanti in modo sicuro.
Nondimeno, la Tepco ispira ben poca fiducia. Aspramente criticata per non aver protetto l'impianto di Fukushima contro le catastrofi naturali, è stata biasimata duramente anche per la gestione della crisi a partire da allora.
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Il processo avrà inizio nel mese di novembre e la Tepco prevede di impiegare circa un anno nella rimozione dei materiali assemblati, come ha riferito via e-mail il portavoce Yoshikazu Nagai. È solo una tappa all'interno del processo di smantellamento dell'impianto, che si prevede duri circa 40 anni, con un costo di 11 miliardi dollari.
Ciascun assemblaggio di barre di combustibile pesa circa 300 chilogrammi ed è lungo 4,5 metri. Ci sono 1.331 assemblaggi di combustibile esaurito e ulteriori 202 assemblaggi inutilizzati sono stoccati nel bacino, ha affermato Nagai.
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Le barre di combustibile esaurito inoltre contengono plutonio, una delle sostanze più tossiche dell'universo, che si forma durante le ultime fasi del funzionamento di un reattore.
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"C'è il rischio di una criticità involontaria se i fasci fossero distorti e troppo vicini l'uno all'altro", ha spiegato Gundersen. Si riferiva a una reazione a catena atomica che - qualora risultasse lasciata senza controllo - potrebbe comportare una consistente fuoriuscita di radiazioni e calore per il cui assorbimento il sistema di raffreddamento del bacino del combustibile non è progettato. "Il problema di una criticità che colpisca il bacino del combustibile è che non la si può fermare. Non ci sono barre di controllo per controllarla", ha affermato Gundersen. "Il sistema di raffreddamento del bacino del combustibile esaurito è stato progettato solo per rimuovere il calore di decadimento, non il calore derivante da una reazione nucleare in corso."
Le barre sono altresì vulnerabili agli incendi nel caso debbano essere esposte all'aria, ha aggiunto Gundersen. [I bacini hanno già raggiunto l'ebollizione a causa dell'esposizione all'aria.]
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Tepco ha puntellato l'edificio, poteva inclinarsi ed era gonfio dopo l'esplosione, una fonte di preoccupazione a livello mondiale che è stata sollevata anche nel Congresso USA.
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Gli assemblaggi di combustibile devono essere prima estratti dalle scaffalature in cui sono stoccati, poi inseriti in una camera di acciaio pesante. Questa operazione ha luogo sott'acqua prima che la camera - che scherma le radiazioni che pulsano dalle barre – possa essere rimossa dal bacino e abbassata al livello del suolo. La camera viene quindi trasportata al bacino comune di stoccaggio dell'impianto in un edificio integro in cui verranno stoccati gli assemblaggi.
[Ecco un tour visivo dei bacini del combustibile di Fukushima, accompagnato da grafici che illustrano il modo in cui saranno rimosse le barre.]
Durante un'ispezione nella camera all'inizio di questo mese la Tepco ha confermato che il bacino del combustibile del reattore n. 4 contiene detriti. La rimozione delle barre dal bacino è un compito delicato, di norma assistito da computer, secondo Toshio Kimura, ex tecnico della Tepco, che ha lavorato a Fukushima Daiichi per 11 anni.
"In precedenza era un processo controllato dal computer che memorizzava al millimetro le posizioni esatte delle barre, ma ora non se ne può disporre. Il processo deve essere fatto manualmente, quindi c'è un alto rischio che si possa far cadere e rompere qualcuna delle barre di combustibile", ha affermato Kimura.
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La corrosione causata dall'acqua salata avrà inoltre indebolito l'edificio e le attrezzature, ha aggiunto.
E se un altro forte terremoto dovesse avvenire prima che il carburante sia completamente rimosso, e rovesciasse l'edificio o forasse il bacino oppure permettesse lo scolo dell'acqua, è possibile che il combustibile esaurito arrivi in tal caso ad emettere più radiazioni che durante il disastro iniziale, minacciando direttamente Tokyo a circa 200 km di distanza.»

ABC Radio Australia cita un esperto che si pronuncia sulla situazione (a 1:30):
« Richard Tanter, esperto di questioni nucleari e professore di relazioni internazionali presso l'Università di Melbourne:
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Il Reattore dell'Unità 4, quello che ha una grande quantità di carburante immagazzinato nel suo bacino di stoccaggio del carburante, sta affondando. Secondo l'ex primo ministro Naoto Kan, è affondato di circa 31 centimetri in loco e non è una cosa strana. Ciò non risulta davvero sorprendente, dato quel che è successo in termini di pompaggio di acqua, con le conseguenze del terremoto e dello tsunami, le continue infusioni di acqua nell'area delle acque sotterranee. Questo è un problema immediato, e se non viene risolto vi è una possibilità straordinaria di ritrovarci davvero ancora nella situazione di marzo 2011 a causa della possibilità di un incidente di fissione in quello stagno di combustibile esaurito che si trova nell'Unità N. 4

L'agenzia Xinua scrive:
«Mitsuhei Murata , un ex ambasciatore giapponese in Svizzera, ha ufficialmente fatto appello a ritirare la candidatura di Tokyo a ospitare le Olimpiadi, a causa del peggioramento della crisi di Fukushima, che secondo gli esperti non è limitata ai serbatoi di stoccaggio, ma si estende anche alle potenziali crepe nelle pareti dei bacini del combustibile nucleare esaurito

Japan Focus sottolinea:
«La piscina di combustibile esaurito ... è stata danneggiata dal terremoto e dallo tsunami, ed è in una condizione di deterioramento. Rimane vulnerabile a eventuali ulteriori shock, ed è anche a rischio di liquefazione del suolo.
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Se una barra di combustibile cade, si rompe o si impiglia mentre viene rimossa, i possibili scenari peggiori includono una grande esplosione, una fusione in piscina, o un grande incendio.
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Questa è letteralmente una questione di sicurezza nazionale: un altro errore che venisse fatto dalla Tepco potrebbe avere conseguenze incredibilmente costose, perfino esiziali, per il Giappone.»

Come se estraessimo sigarette da un pacchetto sgualcito

L'esperto di barre di combustibile Arnie Gundersen - ingegnere nucleare ed ex dirigente di una società di energia nucleare che produceva barre di combustibile nucleare - ha recentemente spiegato il problema più grande che si ha con le barre di combustibile (a 15:45):
« Credo che stiano sottovalutando la complessità del compito. Se pensi a uno scaffale di combustibile nucleare come a un pacchetto di sigarette, se estrai una sigaretta verso l'alto, essa verrà fuori: ma questi scaffali si sono contorti. Ora, quando vanno a tirare la 'sigaretta' verso l'esterno, essa sta probabilmente per rompersi e rilasciare cesio radioattivo e altri gas, xenon e kripton, in atmosfera. Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre, gennaio, andremo a sentire che l'edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas.
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Ho il sospetto che avremo più rilasci volatili nell'aria, mentre tenteranno di estrarre il combustibile. Se estraggono con troppa forza, spezzeranno il combustibile. Ritengo che le scaffalature siano state contorte, il combustibile si sia surriscaldato - e il bacino sia giunto a ebollizione - e la conseguenza naturale è che sia probabile che una parte del combustibile rimarrà incastrata lì per un lungo, lungo periodo.»
In un'altra intervista, Gundersen fornisce ulteriori dettagli (a 31:00):
«Le scaffalature sono contorte per effetto del terremoto: oh, a proposito, il tetto vi è caduto sopra, il che ha ulteriormente distorto le scaffalature.
La conseguenza finale che risulta è che si avrà che gli assemblaggi di combustibile, le 'sigarette' in questi contenitori, mentre vengono estratti, in alcuni casi si possano in parte spezzare. Quando si spezza una barra di combustibile nucleare, questa rilascia ancora radioattività, e quindi la mia ipotesi è che si tratti di qualcosa come krypton -85, che è un gas , e che sarà emesso anche del cesio, e anche dello stronzio. Probabilmente dovranno evacuare l'edificio per un paio di giorni. Prenderanno questo gas radioattivo e lo manderanno sulla pila, fino all'aria, perché lo xenon non può essere rimosso, non può essere pulito, cosicché manderanno questo xenon radioattivo in aria e purgheranno la costruzione di tutti i gas radioattivi per poi tornare indietro e riprovare ancora.
È probabile che questo problema si presenti in più di un assemblaggio. Pertanto, nel corso del prossimo anno o due, non mi sorprenderebbe sia che non rimuovano tutto il combustibile perché non intendono estrarlo con troppa forza, sia che - se lo estraggono troppo bruscamente - possano probabilmente danneggiare il combustibile e causare una perdita radioattiva all'interno dell'edificio. Ecco, questo è il problema numero 2 in questo processo, far sì che il combustibile dell'Unità 4 sia estratto risulta essere una priorità assoluta che mi tocca affrontare, ma non sarà affatto facile. Tokyo Electric sta dipingendo tutto questo come una cosa facile. In un normale reattore nucleare, tutto questo si fa con i computer. Tutto viene estratto perfettamente in verticale. Beh niente è più verticale, ora: le scaffalature del combustibile sono distorte, è tutto sta per essere fatto manualmente. La chiara conseguenza è che si tratta di un compito difficilissimo. Non mi sorprenderebbe se si spezzasse una parte del combustibile che quindi non si potrà rimuovere.»

E Chris Harris - un ex operatore con licenza di alto livello presso i reattori e ingegnere - osserva che non aiuta il fatto che molte delle barre sono in condizioni assai fragili:
«Anche se là troviamo un sacco di assemblaggi di combustibile esaurito che potrebbero assumere criticità - ci sono anche 200 nuovi assemblaggi di combustibile che hanno l'equivalente di un serbatoio pieno di gas, chiamiamolo così. Questi sono quelli che più probabilmente andranno per primi in condizione critica.
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Alcune immagini che sono state diffuse di recente dimostrano che una gran quantità di carburante è danneggiata, e perciò quando vanno avanti e lo afferrano, lo tirano su, è in procinto di cadere a pezzi. Il boreflex è stato divorato; l'acqua salata non gli farà granché bene.»

Come lasciare che un assassino possa praticare chirurgia cerebrale su un VIP

Qual è la linea di fondo ?
La Tepco ha un curriculum aziendale disastroso:
Gli ingegneri avvertirono la Tepco e il governo giapponese molti anni prima dell'incidente sul fatto che i reattori erano simicamente non al sicuro ... e che un terremoto avrebbe potuto spazzarli via.
I reattori di Fukushima sono stati danneggiati irreparabilmente prima che lo tsunami colpisse ... il terremoto li ha portati fuori anche prima che il maremoto li inondasse.
Un'indagine ufficiale del governo giapponese ha concluso che l'incidente di Fukushima è stato un disastro dovuto "a cause umane", cagionato da una "collusione" tra il governo e la Tepco e da una cattiva progettazione del reattore.
La Tepco sapeva da subito dopo l'incidente del 2011 che 3 reattori nucleari avevano perso capacità contenitiva, che il combustibile nucleare era " scomparso", e che non vi era di fatto alcun vero contenimento. La Tepco ha cercato disperatamente di coprire tutto questo per 2 anni e mezzo ... fingendo invece che i reattori fossero in fase di "spegnimento a freddo".
La Tepco ha appena ammesso che si sa da 2 anni che enormi quantità di acqua radioattiva stanno filtrando nelle falde acquifere e si riversano sull'Oceano Pacifico.
La Tepco - senza alcun incentivo finanziario per risolvere davvero le cose – ha solamente fatto finta di ripulirle. In proposito si veda questo.
I recenti tentativi della Tepco di solidificare il terreno sotto i reattori tramite l'utilizzo di prodotti chimici è fallito miseramente. E NBC News osserva: "[La Tepco] sta considerando la possibilità di congelare il terreno intorno all'impianto. Essenzialmente si tratta della costruzione di un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima per tenere l'acqua fuori. Uno scienziato con cui ho parlato ha respinto questa idea come un arrampicarsi sugli specchi, solo una prova in più del fatto che la società elettrica non è riuscita a prevedere questo problema ... e ora non può risolverlo."
Lasciare che sia la Tepco a rimuovere le barre di combustibile è come lasciare che un assassino pregiudicato esegua un delicato intervento chirurgico sul cervello di un VIP.
Grandi scienziati e funzionari del governo dicono che la TEPCO dovrebbe essere sollevata da tutti i tentativi di stabilizzare Fukushima. Una squadra internazionale composta dai migliori ingegneri e scienziati dovrebbe gestire questo difficile "intervento chirurgico".

La posta in gioco è troppo alta ... 
Fonte tratta dal sito

lunedì 16 settembre 2013

Nel mondo ci sono sempre più ultramilionari, nel 2024 l’Asia sarà la prima


RicchezzaAltro che crisi. Nel mondo il numero di paperoni, e in particolare quelli con un patrimonio netto di oltre 6,5 mila miliardi di dollari, non fa che aumentare. Il World Ultra Wealth Report 2013, redatto da Wealth-X e UBS identifica oltre 2mila milionari di questa fatta, e calcola che rappresentino l’1% del totale della popolazione dei paperoni mondiali, ovvero di coloro – definiti “Ultra High Net Worth individuals” – che possiedono in portafoglio asset netti per oltre 30 milioni di dollari.
La ricchezza in mano a questi 2mila individui, calcola il report, rappresenta il 23% della ricchezza totale degli UHNW
In generale, la popolazione dei nababbi da 30 milioni di dollari e più nel 2013 ha raggiunto il livello record di 199.235 persone (oltre il 6% in più dell’anno scorso), che possiedono una fortuna pari a 28 mila miliardi (2 in più rispetto all’anno scorso): una cifra superiore al Pil dell’India. Ognuno di loro quest’anno possiede in media 139 milioni di dollari, un bel salto dagli 1,8 dello scorso anno.
Le cifre di Wealth-X e Ubs confermano una tendenza già segnalata per il 2012 da una ricerca di Capgemini sui ricchi in possesso di almeno 1 milione di dollari in patrimonio netto, saliti l’anno scorso del 9,2% annuo per un totale di 12 milioni di persone (e 46,2 mila miliardi di dollari).
Tra gli highlights della ricerca, si segnala il fatto che le fila dei miliardari globali sono ingrossate ancora soprattutto da Europei e Nordamericani (a dispetto delle tigri emergenti), che hanno apportato 10 mila individui UHNW e 1,5 mila miliardi di dollari in più.
Cina e Brasile si collocano al 4 e 7 posto nel mondo per numero di ricconi, mentre l’Asia in generale registra oltre 44 mila nababbi contro i “soli” 42 mila dello scorso anno, e un’ultra ricchezza che ammonta nel 2013 a 6,5 mila miliardi di dollari, il 5,4% più del 2012. Nei prossimi cinque anni il tasso di crescita di UHNW sarà più alto in Asia rispetto a Nordamerica ed Europa, dicono le stime. Nel 2024 dovrebbe avvenire il sorpasso del continente con gli occhi a mandorla quanto a ultra-ricchezza totale, mentre il numero di individui asiatici ultraricchi sorpasserà quello dei paperoni americani ed europei nel 2013.
Quante donne ultraricche?
Abbastanza prevedibilmente, una minoranza: solo il 12%, ovvero 23.505 “paperone”.
Infine, tra gli ultramilionari prevalgono i self-made men (o women) rispetto a coloro che la loro fortuna l’anno soltanto ereditata.
Fonte tratta dal sito .

domenica 15 settembre 2013

Polli alle fibre


Clicca per ingrandireMike Adams di “Natural news” ha eseguito delle analisi su alcuni campioni di carne bianca: l’esito è stato sbalorditivo…
Abbiamo condotto la prima indagine presso il “Natural news gastronomic forensic laboratory”, il nuovo strumento di ricerca di “Natural news”, volto a mettere in senso letterale sotto il microscopio gli alimenti.
Proprio oggi ho acquistato una confezione da dieci bocconcini di polli McNuggets da un ristorante McDonald ad Austin, Texas. Ho esaminato al microscopio digitale ad alta potenza in condizioni controllate dei campioni di pollo, aspettandomi di vedere solo carne ed un rivestimento esterno fritto.
Quello che ho trovato, però, mi ha sconvolto. Ho visto un sacco di cose strane in tanti anni, occupandomi di alimenti e di nutrizione, ma non mi aspettavo di trovare questo... strane fibre all'interno dei polli McNuggets.
Clicca qui per visionare le foto (in fondo all'articolo originale)
Come mostrano le fotografie, sono stati reperiti filamenti sovrapponibili a quelli trovati nei malati di Morgellons. Abbiamo individuato strutture simili a capelli neri scuri e strutture blu a forma di uovo con annesse altre fibre. I campioni sono stati congelati per essere conservati come prove forensi. Abbiamo anche trovato macchie rosse ed un oggetto sferico che ricorda le alghe verdi.
Non affermiamo che ciò implica che queste fibre rendono i polli Mc Nuggets poco sicuri per i consumatori. Riteniamo tuttavia che si ravvisino le condizioni per giustificare un'indagine della Food and Drug Admistration.
In particolare da dove provengono questi “capelli”?
È in atto una contaminazione incrociata nella lavorazione dei polli McNuggets?
Bisogna trovare delle risposte a tali domande.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 11 settembre 2013

Dalle tessere magnetiche ai microchip; un progetto di mondo orwelliano


La storia è cominciata con la raccolta dei punti che si trovavano nelle confezioni delle merendine o di altri prodotti (alimentari per lo più). Chi completava una tessera appiccicandovi sopra tutti i 12 o 20 o 30 punti vinceva in regalo un gadget (un pupazzo, un giocattolo, una pentola …). E fin qui, tutto sommato niente di male (a parte il fatto che il prodotto alimentare in questione fosse il solito cibo processato ben poco salutare): si premiava la fedeltà ad un prodotto, era un po’ come fare lo sconto a chi acquistava un gran numero di confezioni.
Il passo successivo fu quello di ideare delle tessere magnetiche che riproponevano in grande quello stesso meccanismo, ma in una versione informatizzata: ogni catena di supermercati, ed in seguito anche molti altri negozi, distribuì ai propri clienti delle tessere magnetiche nelle quali si registravano i punti che l’acquirente accumulava ogni volta che faceva degli acquisti, punti che davano diritto al regalo di un gadget a scelta o ad uno sconto sulla spesa.
Non so se questa innovazione fosse già in mente sin dall’inizio, o se più verosimilmente scaturì dalle solite menti diaboliche prendendo la spunto dalla raccolta punti e dai progressi che nel frattempo si erano verificati nell’informatica, con l’uso ormai abituale di tessere per registrare gli orari di ingresso e di uscita dei dipendenti.

Fatto sta che adesso quasi tutti ci siamo trovati piano piano ad avere queste benedette tessere magnetiche, una per il supermercato A, una per il supermercato B, una per il negozio C, che si sono affiancate al bancomat che nel frattempo era stato ideato come “comodo strumento di pagamento”. Devo dire che all’inizio non ne volevo sapere di prendermi queste tessere, ad istinto percepivo qualcosa di negativo, qualcosa di infido. D’altronde ragionavo: perché un supermercato appartenente alla grande distribuzione, e quindi facente parte della struttura alienante della società moderna ed obbediente solo ai meccanismi del profitto, avrebbe dovuto agevolarmi regalandomi quella tessera? Era evidente che se lo facevano avevano il loro tornaconto, non era certo nel mio interesse.
Ho resistito per un po’, però alla fine mi sono arreso anch’io, costretto quasi dal fatto che molto spesso non si poteva approfittare degli sconti se non si aveva la tessera; nonostante la mia avversione non era certo una cosa terribile, ed era un po’ come le vecchie raccolte punti delle merendine di una volta. E, diciamolo, ancora non avevo compreso e nemmeno intuito il disegno complessivo che poteva spiegare l’esistenza di tutte queste tessere magnetiche: tessera per il supermercato, tessera per il negozio, tessera del bancomat, tessera del codice fiscale, tessera per registrare l’orario di ingresso e di uscita dei dipendenti, e poi piano piano anche tessera magnetica per l’accesso alla sanità pubblica e tessera magnetica dello studente (già adottata da molte scuole).
Da notare che alcune di queste tessere si attivano solo dietro inserimento di un codice numerico identificativo personale, per cui occorre inserire e ricordare sempre a memoria questi codici, che poi spesso cambiano (per motivi di sicurezza informatica) al punto che a un certo punto ci viene di mandare tutti al diavolo con queste tessere e codici che ci fanno impazzire, anche perché nel frattempo l’informatica si è evoluta ed abbiamo cominciato a ricevere le lettere via computer (dietro autenticazione con nome utente e password e che possono essere molto più facilmente intercettabili delle vecchie lettere, per le quali occorreva aprire la busta e poi richiuderla senza farsene accorgere), ad accedere al sito della scuola per inserire (il docente) o visualizzare (il genitore) i voti (solo dietro autenticazione con nome utente e password), mentre anche il cellulare (ormai diffusissimo ed in possesso di quasi ogni persona) ha un codice di sicurezza per impedire che venga utilizzato da estranei. Tutte queste password di sicurezza ovviamente sono difficili da ricordare e, nelle persone viene il desiderio di avere qualcosa di più semplice per gestire tutta questa accozzaglia accessi protetti (legati o meno alle tessere magnetiche), anche perché le istituzioni ti costringono a scaricare da internet il CUD per la dichiarazione dei redditi, il cedolino del pagamento (per i dipendenti statali), la pagella scolastica … e piano piano stanno “de-materializzando” (come dicono loro) tutti i documenti, con un risparmio (dicono loro) sulla carta e sulla stampa. Risparmio ridicolo e spesso inesistente dato che il CUD me lo devo stampare a casa mia per allegarlo alla dichiarazione dei redditi, che il cedolino spesso me lo stampo per analizzarlo meglio, che la pagella del figlio me la stampo per conservarla: quello che si ottiene per lo più è il risparmio dello stato che scarica sui contribuenti una fetta delle sue spese. Per non parlare del fatto che i computer per gestire tutta questa macchinosa operazione costano, occorre comprarli e mantenerli (i computer si guastano e anche la manutenzione ha il suo costo, per non parlare del costo dei programmi e degli antivirus).

E non possiamo fare a meno di notare che spesso questa tecnologia informatica ci complica la vita, che la connessione ad internet si blocca, il computer si blocca, la linea di accesso al ministero è intasata e tante volte il poter andare in un ufficio a chiedere un certificato in carta e inchiostro sarebbe la soluzione più pratica. Non nascondo qui il fatto che l’informatica possa risultare utile alla gestione della burocrazia, ma c’è anche il grande pericolo della contraffazione e della manipolazione dei dati e dei documenti. Se creare un falso attestato o diploma o certificato era alquanto complicato perché si dovevano contraffare timbri e firme (per non parlare dell’esistenza in un apposito ufficio di copie cartacee registrate e protocollate degli attestati diplomi e certificati realmente validi, cosa che rendeva quasi sempre possibile fare un controllo e smascherare il falsario), con la nuova tecnologia digitale in fondo basta avere l’accesso a dei codici che danno il privilegio di trattare determinate istanze burocratiche. E come si possono creare dei documenti così si possono anche perdere o peggio intenzionalmente distruggere.
Ad ogni modo questo sovraffollamento di tessere magnetiche e di codici identificativi e password genera il desiderio di un unico sistema di identificazione personale valido una volta per tutti. Qualcuno forse avrà già capito che ci troviamo di fronte al solito meccanismo sofisticato denominato problema-reazione-soluzione. Una prima “soluzione” parziale è quella offerta dai nuovi cellulari smartphone che per alcune applicazioni si possono anche utilizzare al posto del bancomat (per i pagamenti), ma è pur vero che gli smartphone possono essere persi, rubati, che lo smartphone è protetto anch’esso da una password e che difficilmente sostituirà tessere identificative istituzionali (codice fiscale, tessera sanitaria, etc.).
E quindi qual è la soluzione? Indovinate un po’ …
Se non l’avete ancora capito vi faccio un ulteriore esempio. Pochi mesi fa mi è arrivata a casa la lettera per il rinnovo dell’assicurazione. Mi si prometteva uno sconto del 10 per cento se avessi (gratuitamente) installato una scatola, una sorta di scatola nera per auto, che registrava grazie ad un collegamento satellitare (come il GPS) ogni spostamento dell’automobile istante per istante. In tal modo, è chiaro, si dirimerebbero molte controversie in caso di incidente ed il lavoro delle assicurazioni sarebbe in qualche modo agevolato. D’altra parte l’utente che installa questo meccanismo nella propria automobile acconsente ad essere continuamente e tecnologicamente spiato. E qual è la molla per indurre il consumatore ad accettare questo strumento così come la tessera del supermercato? Lo sconto!
E così come se non bastassero i bancomat che tengono traccia di ogni spesa che facciamo (col fisco che per altro si arroga il diritto di controllare i nostri movimenti spiando legalmente i nostri conti correnti), i tesserini sanitari che tengono traccia di ogni farmaco che assumiamo e di ogni visita medica che facciamo, adesso potremmo avere una scatola che controlla ogni movimento che facciamo in automobile (e chi ha un GPS magari è controllato ugualmente), per non parlare dei cellulari, il cui spostamento è tracciato continuamente dal sistema di gestione delle telefonate, e delle telecamere di sorveglianza che sono presenti ovunque. Il sistema di vigilanza globale preconizzato da Orwell è già presente, solo mancano alcuni piccoli ritocchi finali per renderlo perfetto.
Ma quale innovazione migliore per perfezionare questo mostro di uno strumento computerizzato e miniaturizzato ricetrasmittente da inserirsi direttamente nel corpo umano? Risolveremmo così tutti in una volta i problemi delle tessere e dei codici di accesso, non dovremmo nemmeno avere più dei codici di sicurezza da mandare a memoria, basterebbe appoggiare la mano in cui è inserito il microchip vicino al sensore ed il gioco è fatto?
Semplice no? In fondo lo hanno già fatto con tutti gli animali per agevolarne il ritrovamento qualora si perdessero, per eliminare la piaga del randagismo vero?
Peccato che il microchip possa essere clonato né più e né meno di un bancomat o di una scheda del cellulare, che negli animali sono stati segnalati casi di cancro nella zona di innesto del microchip, che ci sono casi documentati di torture mentali in persone in cui è stato inserito abusivamente il microchip senza il loro consenso. E intanto nei libri di scuola fanno propaganda la microchip innestabile come strumento sicuro e affidabile!
Quanto agli animali non sono molto favorevole alla loro schiavitù domestica (un conto poi è avere un animale che scorre liberamente in un ampio cortile o in una fattoria, un conto è costringerlo a stare nelle nostre scatole di mattoni) figuriamoci poi se posso reputare etico inserire a forza nei loro corpi un oggetto estraneo che rischia di farli ammalare.
E noi, dobbiamo essere considerati peggio delle bestie?
Ti starebbe bene essere marchiato con questo nuova forma invasiva e tecnologica di identificazione?
Fonte tratta dal sito  .

domenica 8 settembre 2013

Il Mito di Cartone del ’68


“Scopo della rivoluzione studentesca non è di trasformare la società, ma di rovesciarla“.
Daniel Cohn-Bendit

Daniel Cohn Bendit, scrittore e politico tedesco, leader del movimento studentesco francese che diede vita al famoso '68, sionista, europeista e mondialista convinto.
Oggi è capogruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, nonché uno dei presidenti dello Spinelli Group, movimento politico europeo che riunisce una serie di personalità politiche ed intellettuali desiderose di impegnarsi per favorire il processo di integrazione europea.

E’ un uomo che ha messo in pratica il mantra ideologico del movimentismo degli anni ’60: sovvertire la classe dirigente per prenderne il posto, senza andare a smuovere le basi del sistema, anzi, rafforzandole con nuovi ideologismi alla moda.
Il ’68 fu una illusione ad hoc per masse distratte e desiderose di sogni, salvo poi ritrovarsi con un pugno di mosche e un sistema rafforzato ed ancora più opprimente. In quell’epoca nacquero il femminismo, il dirittoumanismo, i movimenti gay ed ambientalisti, tutti lautamente finanziati delle élite di potere, le stesse a cui ha fatto comodo per millenni castrare “l’altro”, anima e corpo, saccheggiare la natura e calpestare ogni diritto fondamentale ed inalienabile, salvo poi usarlo a conseguire i propri scopi e i soliti luridi affari.
Lo scopo è quello di inabissare la società, devastando le tradizioni, i valori e la differenze culturali ed antropologiche che fanno di ogni popolo, di ogni uomo, a prescindere da sesso, razza e religione, un meraviglia unica ed inimitabile. Ciò non significa che l’ordine preesistente fosse perfetto, innumerevoli erano e sono le sue distorsioni e contraddizioni, ma cambiare non significa sempre distruggere.
A quaranta anni di distanza è oramai palese ed oggettivo, ci vogliono tutti uguali, per poterci soggiogare al meglio. Una società di automi dediti al consumo e allo spettacolo dell’apparenza, all’immobilismo ed al lavoro schiavizzato a basso costo.
Per creare questo mondo distopico, il primo passo da è la distruzione dell’ordine sociale. L’obiettivo dichiarato è quello di fondare una società “nuova”, basata sulla uguaglianza e sui diritti, in cui ogni differenza di storia, cultura, appartenenza geografica, identità sessuale di ogni singolo individuo verrà cancellata e/o usata per portare avanti il progetto elitario di dominio.
Ci stanno riuscendo. Il capitale è la loro arma di distruzione di massa. La paura e il divide et impera i loro stemmi imprescindibili.
Dal ’68 a seguire migliaia di persone sono state usate per cementare le fondamenta essenziali per la instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. Ingannati dai miti preconfezionati che il potere camuffava sotto mentite spoglie rivoluzionarie, un esercito di persone (in buona fede per carità) ha imbracciato l’armi, marciando al ritmo scandito dal nemico in capo al corteo, contribuendo alla autodistruzione sociale e alla creazione di quella ipnosi di massa e neuro-schiavismo da cui non ci siamo ancora destati.

“Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad usum delphini, e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa”.
Honoré de Balzac – Le illusioni perdute
Fonte tratta dal sito .

sabato 7 settembre 2013

RATTO AFRICANO GIGANTE ADDESTRATO PER RICONOSCERE LA TUBERCOLOSI NEGLI UMANI...



Avete mai sentito parlare del ratto gigante africano dalle tasche guaciali? Il Cricetomys gambianus, noto anche come il ratto del Gambia; è endemico a tutti i paesi sub sahariani ed Africa. Questi animali possono vivere fino a 8 anni, in cattività e sono docili e amichevoli verso gli umani.

La loro vista è scarsa ha hanno un senso dell'olfatto estremamente acuto. Negli ultimi anni una organizzazione non governativa,  la APOPO ha allenato i ratti ad intercettare mine sepolte, in tutto il
mondo.

Ora, l'ultima impresa della APOPO è di addestrarare questo ratto gigante in Tanzania per intercettare la tubercolosi negli umani, una malattia che uccide oltre 1.4 milioni di persone ogni anno ed è la causa primaria di morte in Africa.

Diagnosticare  la TB in molte parti dell'Africa è uan sfida formidabile perchè i metodi tradizionali richiedono abilità mediche specifiche

Per aumentare il numero di test per la TB , una squadra di chimici  e tecnici in Tanzania usa un addestramento con il click (quando il ratto intercetta nella gabbia il campione infetto,attraverso il suo olfatto, c'è un click e lui viene ricompensato con cibo, ndt) per insegnare ai ratti ad intercettare la malattia sniffando lo sputo umano.


Gli animali vengono addestrati ad appena qualche settimana di vita, perchè associno i "clicks con i bocconi di banana schiacciata e altri pezzi di cibo adatto a loro
Quindi i tecnici  collegano l'odore  della TB alla ricompensa cibo.

Una volta addestrati, singoli ratti  possono intercettare lo sputo infetto da TB nel 66 percento dei casi . Quando si mettono in test due o o tre ratti, il tasso di intercettazione del patogeno sale fino all'80 per cento.

Secondo il chimico Negussie Beyene, i ratti hanno migliori risultati di molti clinici, che lavorano nell'Africa rurale.


QUI IL VIDEO RELATIVO

Attualmente la APOPO ha circa 32 arti  nel suo programma per intervcettare la TB , che lavorano nel laboratorio  di Morogoro, in Tanzania, dove sono usati per verificare i risulttai dei test a microscopio.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 6 settembre 2013

Prof.D'Orsogna e Ortolani su sismicità indotta e trivellazioni (29-05-2013 - Mirandola)

mercoledì 4 settembre 2013

Le Basi Neurofisiologiche del Controllo Sociale di Massa

Il Giornale Online

Secondo la concezione dei tre cervelli elaborata dal neurologo americano Paul MacLean, nell’uomo esistono, stratificati uno sull’altro, tre tipi di cervelli:

1) Il cervello rettiliano o R-Complex
2) Il cervello limbico, o Paleomammaliano o Sistema Limbico
3) La corteccia cerebrale o Neocortex

Ognuno di questi tre cervelli, svolge funzioni specifiche, ed interessa zone anatomiche differenti.

Il Cervello Rettiliano o R-Complex, identificabile con il bulbo spinale, con parti del cervelletto, del mesencefalo, del diencefalo e dei gangli della base, dall’olfattostriato (tubercoli olfattori e nucleo accumbens) e da strutture definite come appartenenti al corpo striato (nucleo caudato, putamen, globo pallido e sostanza grigia associata) e parte dell’amigdala. Presiede le funzioni legate alla sopravvivenza biologica dell’individuo, respirazione, battito cardiaco, funzioni involontarie corporee ed è fondamentale per le forme di comportamento stabilite geneticamente, quali scegliere il luogo dove abitare, prendere possesso del territorio, impegnarsi in vari tipi di parata [comportamenti dimostrativi], cacciare, ritornare alla propria dimora, accoppiarsi, [procreare], subire l’imprinting, formare gerarchie sociali e scegliere i capi.

Il Cervello limbico, che interessa l’area limbica, ossia i bulbi olfattivi, il setto, il fornice, l’ippocampo, l’amigdala (in parte; la rimanente è ‘striata’, cioè rettiliana), il giro del cingolo, e i corpi mammillari, il talamo, l’ipotalamo, l’ipofisi, presiede alle emozioni, mentre la R-Complex o corteccia cerebrale, rappresentata appunto dalla zona corticale del cervello, è deputata alle funzioni associative, superiori ed astratte, come il pensiero, la logica, la creatività, il ragionamento, il comportamento finalizzato, ecc. Poiché c’è competizione per l’informazione in uscita, la forte attivazione dei cervelli limbico e rettiliano, disconnette (temporaneamente) la corteccia cerebrale, compromettendo anche seriamente, a seconda del livello di attivazione dei due cervelli, il funzionamento corticale. Il comportamento finale dell’individuo quindi ( se logico-razionale-creativo oppure legato all’istinto di sopravvivenza (attacco, paralisi o fuga) sarà determinato da quale tipo di cervello si attiva.

Dal punto di vista sociale, negli ultimi secoli, abbiamo potuto assistere al passaggio da una gestione del potere di tipo monarchica o comunque oligarchica, a democrazie basate sul consenso. In taluni ambienti, con sempre maggiore insistenza, si vocifera di un presunto controllo mentale di massa, e di operazioni di ingegneria sociale, volte al condizionamento di larghi strati della popolazione mondiale, se non della stragrande maggioranza dell’umanità. Lo scopo di questo controllo sociale di massa, sarebbe quello di creare una massa di persone non pensanti, docili e sottomesse, scopo ottenuto con strategie atte ad ostacolare il corretto funzionamento delle aree corticali, disconnettendo le facoltà razionali delle persone sottoposte a tale controllo e facendole agire, per usare una metafora, come un gregge di pecore ipnotizzate che, stordite ed incapaci di prendere decisioni logico-creative, si incammina ignaro verso una società gestita da un potere centralizzato, tecnologico, assoluto. Immagine che fa venire alla mente le fosche rappresentazioni del testo “1984” di George Orwell.

Scopo di questo articolo è di verificare se esista tale possibilità, basata sulla struttura cerebrale umana, e basandosi sui fatti o se piuttosto si tratta solo di leggende metropolitane, destinate ad accrescere l’industria dell’entertainment. Per bloccare il corretto funzionamento della corteccia cerebrale, abbiamo visto che occorre attivare le aree sottocorticali in modo sufficientemente intenso, poiché, come appare del tutto logico da un punto di vista biologico, la sopravvivenza ha la priorità su tutte le altre funzioni cerebrali. Diciamo che non è molto utile alla sopravvivenza biologica di un individuo o di una specie, l’assenza di tale canale prioritario per il comportamento. Qualora venisse a mancare, si verificherebbero episodi deleteri per la sopravvivenza della specie e dell’individuo. Possiamo immaginare, un uomo inseguito da un leone nella savana, che improvvisamente, rapito dalla bellezza di un tramonto o di un fiore, si ferma estasiato a godere di tale immensa meraviglia?

Oppure il pilota di un volo di linea che, con un serio allarme a bordo, ad esempio la rottura di un motore, posticipa le manovre di emergenza, perché coinvolto dalla sensualità di una assistente di volo con cui sta avviando una piacevole conversazione, ricca di sguardi allusivi ed intensi? O di una madre che, sentendo urlare il proprio figlioletto in preda alle fiamme durante un incendio, si perda in considerazioni di carattere filosofico sul fuoco, sulla sua simbologia e nel suo uso come elemento simbolico nei secoli? Pertanto, per attivare l’istinto di sopravvivenza e disattivare le aree corticali, in particolare la corteccia pre-frontale, e quindi bloccare del tutto il giudizio critico o la capacità di pensare con lucidità o di escogitare soluzioni creative, occorre innescare il meccanismo di sopravvivenza biologica, insito in ciascun essere vivente.

Come si attiva questo programma biologico, in modo sufficientemente intenso, da bloccare il corretto funzionamento delle aree corticali? Ovviamente, tutto ciò che è in grado di minacciare la vita e la sicurezza dell’individuo, andrà ad attivare tale processo.

Elenchiamo due esempi di trigger, o meccanismi attivatori, del programma biologico di sopravvivenza:
1) paura per la propria incolumità fisica (atti di terrorismo, guerra, aggressione, violenza fisica, aggressività verbale e comportamentale diffusa)

2) minaccia alle basi biologiche dell’esistenza (carenza di cibo, assenza di un tetto, e per traslazione nella nostra società avanzata, recessione economica, perdita del lavoro, della casa, diminuzione significativa della capacità di acquisto, aumento del debito)

Se i trigger sono sufficientemente intensi, scatta il meccanismo di sopravvivenza biologica che blocca l’uso di funzioni coscienti superiori e critiche.

Se i trigger non sono sufficientemente intensi, o se la persona, a causa di ripetute esposizioni allo stress e a stimoli nocicettivi intensi, ha sviluppato una certa resilienza o si è desensibilizzata dagli stimoli attivatori, entra in gioco un secondo programma biologico, sempre molto utile per la sopravvivenza biologica della specie: si ha un incremento della attivazione sessuale, volta a stimolare il comportamento sessuale e consequenzialmente la nascita di nuovi individui, il che in una specie in pericolo di estinzione o che sta subendo pesanti minacce alla sua sopravvivenza, rappresenta una scelta biologica sensata. L’effetto collaterale di questa intensa attivazione sessuale, è che anch’essa entra in competizione con le funzioni cerebrali superiori. Di certo sarà capitato di osservare che mentre facciamo l’amore è particolarmente difficile concentrarsi, che so, sulle più sottili disquisizioni fisico- matematiche, come stabilire se la teoria delle stringhe sarà o meno una teoria del tutto, che soppianterà completamente o in parte, le teorie attuali.

Questo, il quadro biologico e fisiologico.

Vediamo ora, che cosa sta succedendo nella nostra società.

1) anno 2001. Attacco alle torri gemelle. Muoiono moltissime persone e il mondo occidentale è sotto shock.

2) Inizia una guerra (mediatica e non) di proporzioni mondiali: “L’AMERICA (e tutto il mondo occidentale) È SOTTO ATTACCO!” titolano a caratteri cubitali i media di tutto il mondo. Nessuno può sentirsi al sicuro, in qualsiasi parte del mondo si trovi. A ciclo continuo, vengono mostrate le immagini del disastro (immagini e ripetizione che, che come ben sanno coloro che si occupano di ipnosi e pubblicità, vanno ad agire sui processi inconsci ed involontari, by-passando completamente i processi critici di pensiero). Nessun mezzo di comunicazione è esente dalla riproposizione a ciclo continuo di tali immagini: giornali, televisione, internet, ecc.

3) A seguito di questo evento, le televisioni di tutto il mondo (almeno quello occidentale) vengono monopolizzate dalle minacce proferite dal nemico n.1 del nostro ordinamento occidentale. Bin Laden, seriamente intenzionato a distruggere il nostro sistema sociale occidentale. Per chi non lo avesse ancora capito, siamo in guerra.

4) Segue una guerra vera e propria, le cui immagini brutali e traumatizzanti vengono mostrate su tutti i media, compreso internet. Una guerra preventiva, per mantenere la democrazia, in Afganistan , Iraq ecc. inizia e perdura a lungo, sufficientemente a lungo da lasciare molti reduci in preda alla Ptsd (Post-Traumatic Stress Disorder, o Disturbo post-traumatico da stress) e da shockare vastissimi strati della popolazione mondiale (quelli che fanno la guerra, quelli che la subiscono, quelli che assistono impotenti alle scene mostrate a ciclo continuo, in maniera ipnotica, dai telegiornali e dai vari media).

5) Inizia una recessione economica, proveniente dagli Stati Uniti, paragonabile a quella del 1929 di Wall Street. Le persone iniziano a perdere le case, il lavoro, ad essere prive dei mezzi di sussistenza. Come un’onda d’urto di proporzioni gigantesche, la crisi economica partita dall’America, travolge via via, uno per uno, tutti i paesi europei ed occidentali causando una sensazione devastante di minaccia incombente e di impotenza diffusa nella popolazione.

6) Aumenta il livello di aggressività e violenza nelle grandi città, esponendo chiunque a ripetute micro aggressioni e minacce quotidiane.

7) Il sesso, la pornografia, immagini erotiche fanno capolino da ogni dove. Non esiste quasi trasmissione televisiva, radiofonica, giornale o pubblicità che non contenga un accenno più o meno velato alla sessualità.

In questa fase della nostra analisi, ovviamente, sembra del tutto prematuro giungere a qualsiasi tipo di conclusione. Evidentemente, è necessario raccogliere ed analizzare molti più elementi ed eventi, soprattutto del tipo che possano escludere il concetto di casualità e che siano riconducibili in maniera più evidente a scelte di tipo intenzionale. Questa è solo una raccolta sommaria, preliminare e grossolana di dati. Tuttavia, non sembra sensato ignorare le strane connessioni con un presunto disegno emergente, volto ad assoggettare una gran parte dell’umanità in un ipotetico disegno, legato a mire globalizzanti.
Fonte tratta dal sito .