domenica 29 dicembre 2013

DR BLAYLOCK: IL NESSO TRA MALATTIE DEGENERATIVE E GEOINGEGNERIA (SCIE CHIMICHE)


 

"Secondo il neurochirurgo dr Russell L. Blaylock, le nanoparticelle di alluminio che si trovano nelle chem-trails – scie chimiche- contribuiscono largamente alle malattie degenerative del nostro tempo.
Come la bioingegneria, dove gli scienziati“rifanno” il DNA dei raccolti , creando cibo geneticamente modificato, la geo-ingegneria è il tentativo globale per manipolare il sole e il clima della Terra.

In entrambe le operazioni di ingegneria di massa, i "professionisti” cercano di
giocare a "Dio," ma per certo, la natura e i processi naturali non possono essere controllati e mai sono stati pensati per esserlo.
 

Invece qui vediamo indesiderate conseguenze di malattie degenerative, presenti oggi a causa degli OGM e della geoingegneria. Vengono tuttavia negate tutte le statistiche sulle malattie, dato che i controllori giustificano i loro mezzi.

Quel che serve è un enorme grido di protesta pubblica contro la geoingegneria simile all’urlo di protesta contro gli OGM.

Mentre la realtà delle geoingegneria prende piede e mentre montano le conseguenze, non è mai troppo tardi per fermare la follia e lavorare insieme per una vera conservazione dell’ambiente, attraverso una partecipazione dal basso.


Dato che questi esperimenti di geoingegneria utlizzano i jumbo jets militari, per rilasciare nella atmosfera enormi quantità di nanoparticelle di alluminio, stronzio e bario, molti potrebbero chiedersi se il dibattito sul global warming non sia semplicemente una distrazione politica, al fine di ottenere consenso pubblico, per quel che riguarda le tattiche di geoingegneria.


Quando esplosero le quiete discussioni sul cambiamento climatico, negli anni ’60, gli scienziati iniziarono lanciare intorno delle idee per combattere il global warming. Introducendo particelle che riflettono la luce del sole nell’atmosfera, hanno potuto leggermente aumentare la reflettività, contrastando i gas che intrappolano il calore e quindi raffreddando il pianeta.

L’idea del colombiano Dr. Broecker fu di introdurre anidride solforosa (biossido di zolfo) nella stratosfera e questo negli anni ‘80. Nel 2006, Dr. Crutzen, un premio Nobel dal Max Planck Institute, inizio’ a pubblicare degli  articoli su come quel procedimento potesse funzionare per raffreddare il pianeta.

Uno dei maggiori inventori della bomba ad idrogeno, Edward Teller, penso’ che  "iniettare delle particelle, che avrebbero disperso la luce del sole, nella stratosfera, sembrava essere un approccio promettente e scrisse al The Wall Street Journal, "Perché non farlo?"

Fonte tratta dal sito .

giovedì 26 dicembre 2013

Il futuro secondo Google? Un bel microchip nel cranio

26 dic 2013 - Scott Huffman, direttore tecnico di Google, preconizza un mondo in cui i microfoni di Google, inseriti nel soffitto, ascolteranno le nostre conversazioni intercettando le risposte verbali date a qualunque domanda sia posta. Il futuro di un business da 300 miliardi di dollari dipende dal successo nel riuscire a prevedere, automaticamente, le necessità di ricerca degli utenti, per poter presentare loro i dati di cui hanno bisogno. 


«La capacità di calcolo sta diventando così poco costosa che è inevitabile che prima o poi avremo una completa ubiquità di sistemi connessi tra loro attorno a tutti noi», dal microfonino personale attaccato al bavero della giacca fino all’abitacolo della nostra auto e persino ai Google Glass, gli occhiali muniti di un mini-computer ottico. Google ti ascolta: un piccolo microfono appeso al soffitto, abilitato a rispondere a interrogazioni verbali al motore di ricerca, eliminerebbe la necessità di tenere un’agenda, “ricordando” impegni e orari.

Huffman, scrive Adam Sherwin sull’“Independent”, è l’uomo che più di ogni altro ha lavorato, negli ultimi quindici anni, per raffinare il funzionamento microchip cranicodei motori di ricerca. Secondo lui, l’atto fisico dell’usare una tastiera per compilare il campo di ricerca della pagina di Google andrà gradualmente scomparendo. Le informazioni necessarie potrebbero essere rese disponibili tramite «un piccolo sistema indossabile, che potrebbe avere un piccolo schermo, e con cui si interagirà semplicemente attraverso la nostra voce, forse con qualche piccolo tocco, e nient’altro». Esempio: «Immagina che io possa dire al microfono inserito nel soffitto di una stanza: “Puoi farmi vedere il video con gli highlights della partita di ieri dei Pittsburgh Steelers sulla Tv del salotto?”, e che questo funzioni, grazie al fatto che con il Cloud ogni cosa è connessa». Oppure: «Potrei chiedere al mio “assistente” di suggerirmi un ristorante francese non troppo caro. Google dirà “ok, andremo in quel ristorante”, e prima ancora che io salga in macchina il navigatore avrà già impostato il percorso».

Che poi gli utenti di Google vogliano davvero un microfono inserito in ogni soffitto è un’altra questione, osserva Sherwin, specie dopo che la società è stata coinvolta nella crisi di fiducia generata dalle rivelazioni di Edward Snowden a proposito del programma di sorveglianza elettronica clandestino Prism operato per anni dalla National Security Agency americana. Google ha unito le proprie forze a quelle di altri giganti della tecnologia come Facebook, Apple e Yahoo!, insieme ai quali ha chiesto un cambiamento nelle norme che regolano le procedure di sorveglianza elettronica negli Usa e una messa al bando su scala internazionale della raccolta massiva di “metadati”, per aiutare a mantenere la fiducia del pubblico nella rete internet. Dopodiché, aggiunge Sherwin, «Google ritiene di poter un giorno soddisfare il bisogno di informazioni dei suoi utenti inviando i risultati delle sue ricerche direttamente a dei microchip impiantati nel loro cervello». Primo step: «Sono state già avviate ricerche relative alla possibilità di utilizzare simili Scott Huffmanmicrochip per poter aiutare persone disabili a sterzare guidando le proprie sedie a rotelle».

L’attuale attuale priorità è utilizzare “Google’s Knowledge Graph”, un magazzino di informazioni in continua espansione che al momento contiene 18 miliardi di informazioni su fatti relativi a 60 milioni di soggetti, per produrre un sistema di risposta più “umano”. Le richieste di informazioni di tipo vocale sono molto più complesse di quelle fatte immettendo un paio di parole nella finestra di dialogo di un comune motore di ricerca. «Il mio team sta lavorando molto sull’idea di avere una più ricca modalità di conversare con Google», sostiene il direttore del colosso digitale, secondo cui il traguardo è ormai alla portata: tra cinque anni, «Google ti risponderà esattamente nel modo in cui lo farebbe una persona», arrivando cioè a «comprendere il contesto di una conversazione».
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 25 dicembre 2013

Edgar Cayce - Insegnamenti spirituali

domenica 22 dicembre 2013

Tivoli: Convegno su Sovranità Monetaria ed Alimentare

sabato 21 dicembre 2013

La filosofia di Hitler attuata dai governi, ma accettata da tutti


Adolf HitlerIL MODO MIGLIORE PER CONTROLLARE LA GENTE E CONTROLLARLA TOTALMENTE, È PORTAR LORO VIA, POCO A POCO, LA LIBERTÀ; ERODERE I LORO DIRITTI CON MIGLIAIA DI PICCOLE E IMPERCETTIBILI RIDUZIONI.
IN QUESTO MODO LA GENTE NON VEDRÀ CHE QUEI DIRITTI E QUELLE LIBERTÀ, SONO STATE TOLTE QUESTO FINO AD ARRIVARE AL PUNTO IN CUI QUESTI CAMBIAMENTI DIVENTANO IRREVERSIBILI.
A. Hitler, Mein Kampf
La gente è così innamorata della uguaglianza che preferirebbe essere uguale nella schiavitù che diseguale nella libertà.
 

Fonte tratta dal sito .

venerdì 20 dicembre 2013

Nuovo Mondo - I Suoni dell'Apocalisse e il Progetto Blue Beam

Onde ElfProponiamo una nuova puntata della trasmissione radiofonica Nuovo Mondo (v. correlati) che questa volta si occupa del tema dei misteriosi fenomeni sonori denominati Hum, e delle ipotesi in merito all'utilizzo top secret delle onde sonore a bassa frequenza per fini militari e di controllo sociale (v. correlati).
Tra gli interessanti contributi tratti da alcuni siti di informazione alternativa, l'autore Alessandro Sieni inserisce alcuni pezzi pubblicati su Anticorpi, uno dei quali scritto dallo scomparso Serge Monast, e tradotto da noi (correlati).
Buon ascolto, dopo il salto.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 18 dicembre 2013

NASA: ecco come avviene l’inversione dei Poli Solari (video)

Rieccoci a parlare di Spazio e Astronomia per segnalarvi l’ultimo e interessante video rilasciato dalla NASA riguardo l’inversione dei Poli Magnetici Solari; un fenomeno a dir poco imponente se pensiamo su scala terrestre, visto che il sole ha un diametro di 1.390.000 km.
Come sicuramente saprete anche il Sole funziona a cicli, per la precisione cicli di 11 anni che corrispondono al minimo e al massimo solare, quindi con periodi di calma e di grande e violenta attività. Durante il massimo (che è arrivato all’apice questi ultimi due anni) assistiamo ad un numero maggiore di eruzioni e tempeste solari oltre all’inversione dei Poli Magnetici.
L’inversione è un processo abbastanza complesso che può richiedere alcuni mesi per divenire definitivo, anche se in alcune occasioni può durare leggermente di più visto che non avviene contemporaneamente nei due emisferi. Durante questa fase le macchie solari e fenomeni violenti come i brillamenti aumentano di numero e di intensità, rilasciando nello spazio anche una quatità enorme di energia. Attualmente dovremmo essere nella fase conclusiva dell’inversione dei Poli a cui seguirà un lungo periodo di calma.
Fonte tratta dal sito .



 

lunedì 16 dicembre 2013

Orban sfugge alla morte e pronuncia un discorso sul Nuovo Ordine Mondiale


Il Convoglio del primo Ministro Ungherese Viktor Orban, coinvolto in uno strano incidente in Romania
Paura e Tensione in tutta Europa per il paladino della sovranità nazionale ungherese, difensore dei popoli e faro per centinaia di milioni di europei. L’Uomo che sta combattendo una dura battaglia per il diritto e la sovranità contro i poteri occulti masso-bancari e i falchi della finanza internazionale vivo per miracolo Attentato? La mente porta ad altri celebri casi analoghi
Convoglio di Viktor Orban, coinvolto in uno strano incidente
Budapest, Bucarest – Nelle scorse ore, un evento davvero inquietante e anomalo ha fatto tremate milioni di Ungheresi e cittadini europei: almeno quelli che hanno imparato ad amare un personaggio del calibro di Viktor Orban, il Primo Ministro ungherese dal 2012 impegnato nella dura lotta per la sovranità della sua Nazione – la gloriosa terra dei Magiari – contro lo strapotere delle lobby massonico-bancarie europee ed europeiste, la finanza e l’usura internazionale. Ma cosa è accaduto? Andiamo ai fatti: questo pomeriggio, in Romania, il convoglio che accompagnava Viktor Orbán, in viaggio verso la Balvanyos Summer University, con tanto di scorta (volanti della polizia rumena) ha subito un gravissimo incidente nel tratto di strada che collega le città di Kelementelke e Erdőszentgyörgy (vedi foto). L’auto con a bordo il Primo Ministro fortunatamente non è stata  coinvolta in maniera diretta nell’incidente. Ma solo per pura provvidenza! L’auto andata letteralmente distrutta, è stata infatti quella del Console Generale ungherese in Csíkszereda, nella quale viaggiavano anche il suo vice e tre funzionari dell’Ufficio del Primo Ministro. L’auto – particolare molto inquietante – viaggiava molto vicina a quella di Orban. Sarà stato un caso? Un errore di valutazione di un presunto attentatore? Un piano perfetto andato storto?
Un personaggio onesto e scomodo
I cinque membri dell’entourage del Primo Ministro sono stati trasportati d’urgenza in ospedale, in Romania. Gli investigatori sono già all’opera, ma le particolari dinamiche dell’incidente e le modalità con il quale esso si è sviluppato, hanno già fatto calare un velo di sospetti piuttosto pesante su una cerchia di personaggi, o quanto meno di ambienti “particolari”. Di certo Orban non è un uomo che lascia indifferenti: o lo si ama o lo si odia. E ultimamente in Europa la lista dei personaggi – specie di un certo rilievo – ai quali il custode della sovranità ungherese non andava – e non va – a genio è piuttosto nutrita. Per contro egli rappresenta un modello ed un esempio - quanto ad onestà e nobiltà morale – per milioni di cittadini ungheresi ed europei. Specie nel Sud Europa e in Italia.
La storia si ripete?
Purtroppo in queste ore i fantasmi ed i “sospetti” che si tratti di un attentato ad hoc, stanno aleggiando in maniera sempre più crescente su molti cittadini ungheresi, com’è per il sottoscritto (Andras Kovacs). Parlare di “caso” ci sembra davvero paradossale! Noi ungheresi abbiamo ancora davanti agli occhi e nella mente il caso “Alexander Dubcek“, cioè l’attentato perpetrato ai danni del leader emblematico, del 1968, emblema della Primavera di Praga, morto in uno strano incidente d’auto. Il pensiero non può che andare anche  ai fratelli Kennedy e all’incidente aereo in Russia, quando l’intera delegazione del governo polacco, trovò la morte, incluso il presidente Kacinsky. Ucciso, perchè evidentemente scomodo. Infatti, come molti dei lettori ricorderanno, dalla relazione degli investigatori emersero inquietanti particolari: tracce di esplosivo furono trovati sui frammenti dell’aereo polacco TU-154 che si schiantò misteriosamente il 10 aprile 2010 nei pressi di Smolensk. Oltre al presidente polacco Lech Kaczynski, morirono la moglie e altri 94 tra i migliori funzionari polacchi. All’epoca, il quotidiano polacco Rzeczpospolita scrisse di residui di TNT e nitroglicerina trovati su 30 dei posti a sedere dell’aereo.
I Casi Dubcek, Kennedy e Kaczynski
In molti credono ancora oggi che la Russia fosse stata dietro lo schianto dell’aereo. Il presidente Lech Kaczynski era espressione di un governo a trazione spiccatamente filo-americana, nonché uno dei più attivi promotori del piano missilistico di difesa del’ex Presidente Usa, George W. Bush, in Polonia. Un piano profondamente avversato dalla Russia. Molti teorici del complotto ad oggi sostengono l’esistenza di un video girato presumibilmente subito dopo lo schianto dell’aereo. Un video che sembrerebbe provare inequivocabilmente la teoria dell’attentato. Ma questa è un’altra storia.
Orban Sfugge alla Morte – Discorso alla Nazione sul Nuovo Ordine Mondiale
Tutti protagonisti ed uniti contro l’ultima grande minaccia mondiale – Chiamata alla Nazione. L’Uomo della Sovranità Nazionale non ha peli sulla lingua
Orban – Discorso alla Nazione, a poche ore dall’Attentato scampato
Budapest – Cari amici lettori, per chi non l’avesse ancora capito l’Europa sta vivendo il periodo più buio della sua millenaria storia… Il più buio anche perchè il più occultato e mistificato (quanto dissacrante ed asfissiante). Insomma viviamo in una prigione totale e molti ancora non se ne rendono conto, plagiati dai media di regime. Tutti i fantasmi che qualcuno pensava fossero stati fugati – sulla scia di testi di storia completamente distorti, falsi ed alterati – stanno prendendo corpo, e sotto le mentite spoglie di agnelli che lavorano per una presunta e miracolistica unificazione europea, i mostri e gli spettri più cupi del passato stanno tornando minacciosamente a galla per una sorta di attacco finale ai popoli. L’attentato – perchè di attentato si tratta! – a Viktor Orban, in tal senso, sembra essere unito a un doppio filo rosso con questa tesi, che qualcuno – erroneamente – bollerà come “complottista”, ma che alla fine è la pura e semplice realtà dei fatti. Negli ultimi giorni, non dimentichiamolo, in Ungheria era stato chiuso l’ufficio del Fondo Monetario Internazionale. Sarà stata una strana coincidenza? Per molti no! Sarà una strana coincidenza il fatto che il Bilderberg abbia affrontato il “problema Ungheria” nell’ultimo suo incontro? Mah!!! Certo, vietare gli OGM e puntare sulla rinazionalizzazione della Banca Centrale non sono cose da poco! Che dite?
L’Incidente-Attentato
Come raccontato (vedi articolo in allegato – Venerdì 26 Luglio) nel pomeriggio di ieri, in Romania, il convoglio che accompagnava il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, in viaggio verso la Balvanyos Summer University, con tanto di poliziotti rumeni a scorta del convoglio, ha subito un gravissimo incidente-attentato. Tra i feriti, il Console Generale ungherese in Csíkszereda, ed altri 4 “suoi fidati uomini”. Rimasto miracolosamente illeso il Premier.
L’Uomo della Sovranità
Ma l’uomo della sovranità e dell’indipendenza per antonomasia, l’uomo che ha osato – tra l’altro – come detto vietare i distruttivi OGM nel proprio Paese (e la voglia di trasferirsi a vivere in Ungheria a questo punto è davvero tanta, anche per chi scrive) l’uomo che è diventato un esempio e modello per centinaia di milioni di europei schiacciati, sviliti e distrutti dall’usura internazionale e dal golpe masso-mafioso dei poteri occulti che dominano l’Europa, nelle ultime ore ha preso la situazione di petto ed ha parlato alla Nazione in diretta TV. Senza alcun pelo sulla lingua Orban ha esordito parlando del Nuovo Ordine Mondiale e di cosa gli stati devono fare per liberarsi da questo diabolico cancro mondialista, proteso a distruggere non solo le nazioni e le costituzioni, ma le famiglie, “la Famiglia“, e gli stessi uomini. Come? Sovvertendo la natura e la società in nome del “progresso”; distruggendo il creato (vedi OGM, per l’appunto) e modificando lo stesso DNA umano; creando debiti fittizi ed inestinguibili e iniziando più o meno in tutto il mondo (vedi paradigma Siriano, per tutti), guerre senza fine e logica. Guerre spacciate per missioni di Pace e missioni per “l’esportazione della democrazia”. Cosiddette “primavere”. Più simili però a gelidi e taglienti Inverni.
L’Abbraccio con la Nazione – Tutti protagonisti, cittadini e idee
Ma Orban nell’occasione ha chiamato a raccolta tutta la Nazione, tutti gli Ungheresi di buona volontà, sono stati chiamati a dare il proprio contributo in termini pratici e di idee per contrastare il male assoluto che vuol distruggere e schiavizzare la Nazione, come fatto già con la Grecia ed in buona parte con Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro, Italia. Guarda caso le nazioni a più antica tradizione cristiana. Anche questo qualcuno lo chiama caso!? Orban, scampata la morte per miracolo, ha ammonito sul fatto che ogni idea proveniente dal popolo e dagli amici della nazione, dotata di senso pratico e spessore morale e/o legale sarà ben accetta per il governo e diventerà la protagonista principale delle sue politiche, per il bene del popolo. Una sorta di nuovo, fantastico e rivoluzionario modello di università a cielo aperto, libera e aperta come mai.
Lezione di Storia
Orban, nella sua compita e puntuale digressione sul pericolo ed il male concreto del Nuovo Ordine Mondiale in via di completamento ha affrontato il tema anche dal punto di vista storico, ricordando agli Ungheresi – accorsi per l’occasione da tutta la Nazione – come nel 1918 il percorso fu segnato dall’ascesa degli Stati Uniti e dal formarsi di nuovi equilibri mondiali, guidati da poteri occulti. Le Guerre mondiali – ha notato in pratica il Prermier – portarono all’instaurazione di un “Nuovo Mondo” in Europa. Non a caso – aggiungiamo – il 1943 fu l’anno del colpo di stato angloamericano ai danni dell’Italia (come raccontato negli ultimi articoli dedicati a MUOS ed F35 – vedi allegati),  ”Nel 1990 – ha poi continuato il Premier ungherese – l’impero sovietico ha cessato di esistere nel mondo bipolare e gli Stati Uniti si sono imposti all’Europa in una posizione dominante”. Per il vero – aggiungiamo – il golpe USA-CIA nel Vecchio Continente (come detto in più articoli – vedi allegato) iniziò con il Piano Kalergi, ancor prima della nascita dell’UE. Ma questa è una storia di cui già abbiamo detto. Orban nel suo intervento ha poi parlato di due principali difetti/errori (orrori)  fatali all’Europa di oggi: il centralismo europeista che ha preso in contropiede molti popoli che non immaginavano una tale deriva, nonché il sistema di moneta comune, apripista della cosiddetta “crisi”. Beh, non ci resta che gridare: “Forza Orban! Forza Ungheria! L’Italia e gli Italiani ora hanno un modello da seguire. E non esistono più alibi e mezze misure per nessuno! Né per la politica, né per la cosiddetta “antipolitica”. A buon intenditor…
Fonte tratta dal sito .

domenica 15 dicembre 2013

Conferenza "Nuovo Ordine Mondiale" integrale (29/03/2013) .

sabato 14 dicembre 2013

BigPharma boicotta i farmaci generici

In Inghilterra accuse alla GlaxoSmithKline: avrebbe pagato aziende farmaceutiche per ritardare la commercializzazione di una versione generica della paroxetina, del cui farmaco di marca Glaxo detiene il brevetto.

BigPharma boicotta i farmaci generici Nel Regno Unito l’OFT, organismo che tutela i consumatori dalle frodi commerciali, ha accusato la GlaxoSmithKline di aver infranto le leggi della concorrenza abusando della sua posizione di dominio nel mercato degli psicofarmaci. A seguito di alcune inchieste condotte fra il 2001 e il 2004, sarebbe risultato che GSK aveva pagato tre piccole aziende farmaceutiche perché ritardassero la commercializzazione di una versione generica della paroxetina (Seroxat per il mercato inglese). Questo modo di agire, noto come “pay for delay”, configura un pagamento per ritardare l’uscita di un generico. GSK ha prima accusato le tre aziende di violazione di brevetto poi, per risolvere rapidamente la disputa, ha condotto delle transazioni economiche a loro favore in cambio di un rallentamento del loro programma. Ann Pope, direttore OFT, ha dichiarato al BMJ “l’introduzione dei generici ha portato ad una forte concorrenza nei prezzi, con benefici per il Sistema Sanitario e di rimando per gli utenti. Per questo l’indagine sul ritardo nella commercializzazione dei generici è particolarmente importante.” Al momento l’indagine è ancora in corso e GSK si è difesa dichiarando di aver solamente difeso i suoi diritti di brevetto prima della scadenza. Anche la Commissione UE si era occupata di questi casi ma senza ulteriori procedimenti. La paroxetina, entrata nel mercato all’inizio degli anni ’90 è stata uno dei farmaci più venduti nel mondo, ma la scadenza del brevetto nel 2004 ha sostanzialmente ridotto i profitti di GSK. Pay for delay è uno stratagemma ben noto negli USA, la Corte Suprema se ne è occupata di recente e sta preparando una regolamentazione del caso per il prossimo giugno.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 13 dicembre 2013

LA NASA VUOLE COLTIVARE VEGETALI SULLA LUNA...

NASA 

Il britannico Daily Telegraph, ha detto che l'agenzia spaziale che ha portato gli uomini sulla luna... tenterà di coltivare verdure ed erbe  sulla superficie lunare, nel caso degli umani...un giorno dovessero effettivamente viverci.

Ovviamente non c'è atmosfera  intorno alla luna, che possa sostenere la vita, così gli scienziati della NASA non stanno semplicemente pensando di prendere una navicella e portarvecela su un giorno, gettando  alcune sementi sulla superficie della luna, fatta di polvere stellare.


Piuttosto, ha detto l'articolo britannico,  la NASA "nel 2015 progetta di inviare sementi sulla luna, sigillate in  barattoli che contengono tutto cio' che serve perchè le sementi fioriscano"

Gli esseri umani, potrebbero avere bisogno di coltivare cibo, per sopravvivere sulla luna

Dal Telegraph:

Oltre a 10 semi sia di basilico che di di rapa, ci saranno anche circa 100 semi di  Arabidopsis, una piccola pianta ad infiorescenza che è simile al cavolo  e alla senape.

All'allunaggio, verrà attivato un dispositivo, ovvero una picocla riserva di acqua dentro il barattolo  ed un team dalla terra monitorerà la germinazione dei semi  quando saranno esposti alla gravità lunare e alla radiazione.

Dietro il progetto c'è un gruppo di scienziati, studenti e volontari , il team Lunar Plant Growth Habitat, che vedrà i germogli fotografati ad intervalli, per paragonarli a quelli piantati sulla terra.

L'aria sigillata nei contenitori dovrebbe essere adeguata per piu' di 5 giorni di crescita.


"Potranno testare per noi l'ambiente lunare, agendo come un canarino in una miniera di carbone, ha detto il portavoce della NASA, al giornale . "Se inviamo semi e fioriscono , allora possono anche farlo gli umani"

Come affermato in precedenza, perchè le piante fioriscano, necessitano degli stessi componenti degli esseri umani : cibo, aria e acqua.

Ecco come la NASA intende fare tutto cio':

La NASA progetta di spedire le sementi  sulla luna facendosi dare un passaggio da una navicella commerciale chiamata Moon Express lander, che è nella competizione per vincere il premio Google " Lunar X-Prize" nel 2015.(...) La NASA dice che l'acqua sarà aggiunta ai semi, nel modulo, dopo l'allunaggio. La crescita dei semi sarà  monitorata per 5-10 giorn e paragonata ai sistemi di controllo sementi sulla Terra.

(...) se i germogli resisteranno per 14 giorni, questo dimostrerà che possono crescere nell'ambiente radioattivo della luna. Se sopravviveranno per 60 giorni, significherà che la riproduzione sessuale della pianta (meiosis) puo' avvenire in un ambiente lunare.


Se sopravviveranno per 6 mesi, questo dimostrerà gli effetti della radiazione su tratti genetici recessivi e dominanti .
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 11 dicembre 2013

DR RATH FOUNDATION: L'OBBIETTIVO DI BRUXELLES E' DISTRUGGERE LA SALUTE NATURALE


L'obiettivo primario dell’ UE di Bruxelles è quello di distruggere il settore della salute naturale al fine di evitare che le terapie naturali, che non si possono brevettare, possano competere con l'industria farmaceutica mondiale, il cartello farmaceutico col suo 'business di multi-miliardi di dollari da guadagnare con la malattia'. In sostanza questi interessi delle imprese farmaceutiche multinazionali vengono sostenuti a livello esecutivo dell' UE Bruxelles e assecondati da specifiche leggi europee.


Ora, nel momento in cui grazie ai grandi progressi della scienza per quanto riguarda salute naturale, la vita di milioni di persone affette da cancro, malattie cardiache e altre comuni patologie potrebbero essere salvate, il cartello ancora una volta pone il profitto sopra la vita e diventa responsabile per sofferenze e morte in proporzioni gigantesche, paragonabili a un genocidio.
Ora, nel momento in cui grazie ai grandi progressi della scienza per quanto riguarda salute naturale, la vita di milioni di persone affette da cancro, malattie cardiache e altre comuni patologie potrebbero essere salvate, il cartello ancora una volta pone il profitto sopra la vita e diventa responsabile per sofferenze e morte in proporzioni gigantesche, paragonabili a un genocidio.
Per esempio, l'obiettivo della cosiddetta "Direttiva sugli integratori alimentari" del 2002, è di impostare restrizioni quasi dittatoriali sulle vitamine e minerali e sui dosaggi che possono essere contenuti negli integratori alimentari. 

Per mascherare questo obiettivo, l'UE sostiene che i livelli consentiti per ogni singola sostanza nutritiva verranno calcolati ‘in modo scientifico’, tramite la cosiddetta "valutazione scientifica del rischio". In realtà la maggior parte dei metodi attualmente proposti per la valutazione del presunto "rischio" della consumazione di integratori, sono tutt'altro che scientifici. In realtà sono in sostanza erronei.
 

Anche la direttiva sulle terapie tradizionali a base di erbe medicinali, approvata nel 2004, mira a eliminare la ‘ minaccia’ che queste costituiscono ai guadagni dell’ industria farmaceutica. Tutte le erbe e le terapie naturali che non sono state registrate e a cui non è stata concessa una licenza, sono vietate e devono essere ritirate dal mercato. 

In questo modo il settore erboristico viene decimato. Nel tentativo di ridurre la diffusione delle informazioni sulle terapie naturali, l'UE di Bruxelles nel 2006, ha approvato un cosiddetto "regolamento sulla nutrizione e sulla salute".

Questa legge draconiana proibisce tutte le espressioni che suggeriscono che un alimento o una sostanza nutritiva, potrebbe favorire la salute e anche tutte le affermazioni sull’ esistenza di una relazione tra l’ assunzione di un alimento o di un nutriente e un effetto benefico sulla salute. Sono soltanto consentiti testi autorizzati dalla Commissione Europea - anche nei casi in cui esiste evidenza scientifica sugli effetti favorevoli alla salute. 

Nel tentativo disperato di proteggere l'industria farmaceutica e il suo "business della malattia", l'UE di Bruxelles ha usato il suo potere dittatoriale per proibire la libertà di parola.
 
L'European Food Safety Authority (EFSA) che pretende di proteggere la sicurezza della nostra alimentazione, è stata istituita nel gennaio 2002 per assistere l'UE nei suoi tentativi di distruggere il campo della salute naturale. L'EFSA si impegna in modo continuo e sistematico per eliminare le terapie naturali che non si possono brevettare, e le relative informazioni, invece di migliorare la sicurezza dei prodotti alimentari e proteggere i consumatori in tutto il continente europeo.

Dietro le quinte, i comitati scientifici dell'EFSA invece di essere composti da esperti indipendenti, sono costituiti da membri che sono legati ad aziende farmaceutiche, chimiche, biotecnologiche e agroalimentari. Inoltre, in un chiaro tentativo di proteggere gli interessi di questi settori commerciali, l'EFSA afferma sul suo sito web che avere un interesse non significa implica automaticamente un conflitto di interessi

Perciò è poco sorprendente che la stragrande maggioranza delle più di 44000 affermazioni scientifiche su sostanze nutritive che sostengono 'la (loro) funzione generale per la salute', sono state respinte e non hanno ottenuto l'approvazione dell'EFSA ai sensi del "Regolamento sulla nutrizione e sulla salute".

Bisogna avere conoscenza di tutto questo per poter disfarsi, una volta per tutte, dell'illusione che gli accorati appelli all' UE di Bruxelles per “salvare gli integratori" e tutelare il nostro diritto alla salute naturale, non avranno mai alcun effetto tranne al massimo la comparsa di un sorriso ironico sui volti dei commissari dell’ UE e di chi si occupa degli interessi del cartello farmaceutico.

Tutti ormai dovrebbero capire quali sono gli effetti devastanti del potere del cartello sul governo dell’ UE di Bruxelles': Ora, nel momento in cui grazie ai grandi progressi della scienza per quanto riguarda salute naturale, la vita di milioni di persone affette da cancro, malattie cardiache e altre comuni patologie potrebbero essere salvate, il cartello ancora una volta pone il profitto sopra la vita e diventa responsabile per sofferenze e morte in proporzioni gigantesche, paragonabili a un genocidio.
Fonte tratta dal sito .

martedì 10 dicembre 2013

RFK E NELSON MANDELA

Mentre i giornalisti di mezzo mondo continuano a ripetere come un mantra l’eulogia – ormai già stereotipata – di Nelson Mandela, ben pochi ricordano un evento che ebbe luogo in Sud Africa oltre quarant’anni fa: la visita, inattesa ed improvvisata, di Robert Kennedy.
Nonostante nel 1966 Robert Kennedy fosse un senatore degli Stati Uniti, era stato invitato in Sud Africa dall’Università di Cape Town in forma privata. Ai governanti di allora infatti interessava poco un senatore americano che aveva lottato apertamente, nel proprio paese, per i diritti civili. Ma Kennedy riuscì comunque a trasformare questo suo viaggio privato in un evento politico di grande importanza.
Erano gli anni più bui dell’apartheid, un periodo nel quale la repressione da parte dei bianchi aveva raggiunto le massime vette, con rastrellamenti sistematici, arresti di massa ed esecuzioni sommarie.
Nelson Mandela era uno dei giovani leader neri finiti in prigione, ed era stato condannato all’ergastolo. Quasi nessuno sapeva chi fosse, e Mandela era destinato a finire i suoi giorni nell’oblio della storia.
Ma c’era già qualcuno, venuto da lontano, che aveva saputo dare voce a quella che sarebbe in seguito diventata l’anima del movimento che avrebbe portato alla definitiva cancellazione dell’apartheid.
In Sud Africa Robert Kennedy tenne cinque discorsi, in cinque università diverse, sempre davanti ad un pubblico fatto esclusivamente di bianchi. Quella che segue è una sintesi di due dei cinque discorsi: il primo, tenuto a Cape Town, e l’ultimo, tenuto due giorni dopo a Johannesburg. Questo video ritrae l’introduzione di Kennedy al suo primo discorso (vedi testo a seguire).



Sono qui, questa sera, a causa del profondo interesse ed affetto che provo per una terra che fu colonizzata dagli olandesi a metà del 17º secolo, che fu poi presa in mano dai britannici, e che divenne finalmente indipendente. [...]
Una terra dove gli abitanti locali furono inizialmente sottomessi, e con i quali le relazioni rimangono problematiche a tutt’oggi; una terra che si è definita su una frontiera ostile; una terra che ha saputo mettere sotto controllo le sue grandi risorse naturali grazie ad una intensa applicazione delle tecnologie moderne; una terra che una volta importava schiavi, e che oggi fatica a cancellare le ultime tracce di quella forma di schiavitù. Sto parlando, naturalmente, degli Stati Uniti d’America.
[Nota: con questo piccolo "inganno retorico" Robert Kennedy riuscì a strappare un applauso e a conquistarsi immediatamente la simpatia del pubblico.]
Questo è il “Giorno della Conferma”, una celebrazione della libertà. Oggi noi siamo qui nel nome della libertà. Al cuore del concetto occidentale di libertà e democrazia sta la convinzione che l’individuo, il figlio di Dio, sia il centro di tutti i valori, e che ogni società, gruppo o stato, esistano a suo beneficio. Ne consegue che un allargamento della libertà per ciascun essere umano debba essere lo scopo supremo e la pratica quotidiana di una qualunque società occidentale.
Il primo elemento alla base di questa libertà individuale è la libertà di parola: il diritto di esprimere e comunicare idee, che ci separa dalla stupidità delle bestie delle praterie e delle foreste; il diritto di richiamare i governi ai loro doveri e ai loro obblighi; e soprattutto, il diritto di affermare la propria appartenenza a quell’insieme politico – a quella società di uomini – con i quali condividiamo la nostra terra, il nostro passato ed il futuro dei nostri figli.
A braccetto con la libertà di parola va il diritto di essere ascoltati, di contribuire alle decisioni dei governi da cui dipendono le nostre vite. Tutto ciò che rende la vita di un uomo degna di essere vissuta – la famiglia, il lavoro, l’educazione, un posto dove allevare i propri figli e dove riposare la propria mente – tutto ciò dipende dalle decisioni dei governi, e tutto ciò può essere spazzato via in un solo istante, da un governo che non tenga presenti le necessità della propria popolazione. L’essenza ultima dell’essere umano può quindi essere protetta e preservata solo laddove il governo si faccia carico non solo delle necessità dei ricchi, non solo di quelle di coloro che appartengono ad una particolare religione, o ad una particolare razza, ma delle necessità di tutta la sua gente.
Questi sono i diritti sacri di una società occidentale, e queste erano le differenze fondamentali fra noi e la Germania nazista, esattamente come lo furono fra Atene e la Persia.
Questi diritti rappresentano l’essenza delle nostre differenze con il comunismo di oggi. [Nota: in Sud Africa, in quel periodo, tutti gli oppositori al regime venivano sistematicamente definiti "comunisti", esattamente com'era accaduto negli Stati Uniti nel periodo del maccartismo].
Io sono irrevocabilmente contrario al comunismo, perché mette lo Stato al di sopra dell’individuo e della sua famiglia, e perché non permette la libertà di parola, di protesta, di religione e di stampa, cosa che è caratteristica di tutti gli stati totalitari. La strada per opporsi al comunismo però non è quella di imitare la sua forma dittatoriale, ma di allargare le libertà individuali, nei nostri paesi come in tutto il mondo.
C’è gente in ogni parte del mondo che etichetta come “comunista” una qualunque minaccia ai propri privilegi. Ma, come ho potuto vedere nei miei viaggi attraverso il mondo, il processo di riforma non è comunismo. Mentre la negazione della libertà, nel nome di qualunque cosa essa avvenga, non fa che rafforzare proprio quel comunismo che dice di voler combattere. [...]
Negli ultimi cinque anni noi [negli Stati Uniti] abbiamo fatto di più per garantire l’eguaglianza ai nostri cittadini neri, e per aiutare i più poveri – sia bianchi che neri – di quanto sia stato fatto negli ultimi 100 anni. Ma rimane ancora molta strada da percorrere.
Ci sono infatti milioni di neri che non sono addestrati per svolgere i lavori più semplici, e a migliaia di loro vengono comunque negati i diritti che sono stabiliti dalla legge. Mentre la violenza degli abbandonati, dei maltrattati e degli offesi getta la sua ombra sinistra sulle strade di Harlem, di Watts e di South Chicago.
Certe persone temono che il cambiamento cancellerà i diritti di una minoranza, particolarmente laddove la minoranza è di razza diversa dalla maggioranza [nota: in quel periodo, in Sudafrica, 4 milioni di bianchi controllavano la vita di 25 milioni di neri]. Noi negli Stati Uniti crediamo alla protezione delle minoranze, e riconosciamo il contributo alla leadership che esse possono dare. Ma non crediamo che un solo essere umano – che appartenga ad una minoranza oppure ad una maggioranza – possa mai essere sacrificato sull’altare di una qualunque teoria o strategia politica.
Non tutte le nazioni crescono nello stesso modo e con lo stesso ritmo, e non sempre le soluzioni che sono valide negli Stati Uniti possono essere imposte o trapiantate in altri paesi. Ciò che è importante è che tutte le nazioni marcino comunque verso una maggiore libertà, verso la giustizia per tutti, verso una società sufficientemente forte e flessibile da poter andare incontro alle necessità di tutta la sua gente, in un mondo che sta cambiando rapidamente sotto i nostri occhi.
Nell’arco di poche ore l’aereo che mi ha portato qui ha attraversato oceani e paesi che sono stati il crocevia della storia umana. In pochi minuti abbiamo ripercorso le migrazioni dell’uomo nel corso di migliaia di anni. In pochissimi secondi abbiamo sorvolato campi di battaglia sui quali milioni di esseri umani hanno sofferto e sono morti. Dall’aereo però non si vedeva nessun confine nazionale, e non c’erano alte muraglie a dividere un popolo dall’altro; si vedevano solo la natura e l’opera dell’uomo – case, industrie e fattorie – che riflettevano dovunque lo sforzo comune dell’umanità per migliorare la propria vita.
Ogni nazione incontra ostacoli diversi e persegue obbiettivi diversi, che vengono definiti dal proprio passato e dalla propria esperienza. Eppure, quando io parlo ai giovani di ogni parte del mondo, resto colpito non dalla loro diversità ma dalla somiglianza dei loro obiettivi, dei loro desideri, delle loro preoccupazioni e delle loro speranze per il futuro.
C’è discriminazione razziale a New York, c’è ineguaglianza razziale nell’apartheid in Sudafrica, e c’è la schiavitù dell’uomo sulle montagne del Perù. C’è gente che muore di fame nelle strade dell’India, c’è un ex-primo ministro che viene giustiziato sommariamente in Congo, ci sono intellettuali che finiscono in prigione in Russia, e migliaia di persone vengono massacrate in Indonesia; nel frattempo, montagne di denaro si riversano sull’acquisto di armamenti in ogni parte del mondo.
Questi sono tutti mali differenti, ma sono tutti il risultato dell’azione umana. Essi riflettono l’imperfezione della giustizia umana, l’inadeguatezza della compassione umana, la mancanza di sensibilità verso le sofferenze dei nostri simili; essi segnano il limite delle nostre capacità di utilizzare la conoscenza per il benessere di tutti gli esseri umani nel mondo. Per questo motivo, tutti questi mali risvegliano le caratteristiche comuni della coscienza e dell’indignazione, ed una condivisa determinazione a cancellare per sempre le inutili sofferenze degli altri esseri umani, sia a casa nostra come nel resto del mondo.
Sono queste le qualità che rendono la gioventù di oggi l’unica vera comunità internazionale. [...]
Dal discorso di Johannesburg, 8 giugno 1966
[…] Sono rimasto particolarmente colpito dalla gioventù del Sud Africa. Non solo da quelli che sono giovani di età, ma anche da coloro di ogni età che sono pervasi da un grande spirito di immaginazione, di coraggio, e da un grande appetito per l’avventura della vita.
Questi giovani, come i giovani del mio paese e quelli di tutto il mondo, desiderano costruire un futuro migliore, e desiderano lasciare il loro segno sulle pagine della storia. Ecco perché la vostra opera è così importante: perché gli uomini accorreranno al richiamo di ciò che è coraggioso e di ciò che è giusto.
Ma quale è esattamente la battaglia a cui siamo chiamati?
La prima è la battaglia per il futuro. Sono finiti giorni in cui una nazione poteva nascondersi dietro a muraglie di pietra, a cortine di ferro oppure di bambù. Il vento della libertà, del progresso e della giustizia soffia oggi su ogni altipiano e si infila nelle 1000 fessure delle sue rocce, trasportato dagli aeroplani, dalle comunicazioni via satellite e dalla stessa aria che tutti respiriamo.
Il Sud Africa di domani sarà diverso da quello di oggi, esattamente come l’America di domani sarà diversa dalla nazione ha lasciato qualche giorno fa. Ma noi non dobbiamo chiederci se il cambiamento verrà; dobbiamo piuttosto chiederci se potremo guidare quel cambiamento per metterlo al servizio dei nostri ideali e verso un ordine sociale che sia adeguato alle necessità di tutte le nostre genti. Non potremo mai controllare quel cambiamento attraverso la forza e la paura, ma soltanto attraverso la libera opera di una mente tollerante, che sia aperta alle nuove conoscenze, in modo da poter rafforzare il più fragile e più poderoso dono dell’essere umano, il dono della ragione.
Coloro che invece si escludono dalle nuove idee e dal pubblico confronto, non soltanto mostrano una grande paura ed incertezza del loro punto di vista, ma si garantiscono che il cambiamento, quando avverrà, non sarà di loro gradimento. E così costoro incoraggeranno le forze della violenza, che sono l’unica alternativa alla ragione di una mente aperta al desiderio di giustizia.
È proprio la giustizia la seconda battaglia che siamo chiamati a combattere. Nessuno deve commettere l’errore di credere di combattere questa battaglia per gli altri. La combatte per se stesso, e così dobbiamo fare tutti. Ciò che ci insegnano i tempi moderni è che la crudeltà è contagiosa, e che la malattia che sprigiona non conosce limiti di razza o di nazione.
Ma la libertà non è come il denaro, che si può aumentare prendendo semplicemente quello degli altri. La libertà può aumentare solo se crescono e vengono assicurate le libertà di tutti gli altri esseri umani. Mentre colui che mette gli altri in schiavitù finisce per mettere in schiavitù anche se stesso: le catene infatti hanno due estremi, e colui che regge la catena vi rimane attaccato tanto fortemente quanto la persona che egli ha incatenato.
C’è chi sostiene che il gioco non vale la candela, dice che l’Africa è troppo primitiva per svilupparsi, che le sue genti non sono pronte alla libertà e all’autodeterminazione, e che la violenza e il caos siano inevitabili. Chi dice queste cose dovrebbe gettare uno sguardo sulla storia dell’umanità: non è stato certo l’uomo nero dell’Africa ad inventare i gas velenosi o la bomba atomica, a mandare 6 milioni di uomini donne e bambini alle camere a gas, e ad usare poi i loro corpi come fertilizzanti. Hitler, Stalin e Tojo non erano certo uomini neri dell’Africa, e non sono stati i neri africani a bombardare e distruggere Rotterdam, Shanghai, Dresda o Hiroshima.
Tutti noi vorremmo superare le crudeltà e le follie dell’umanità, ma questa battaglia non si potrà vincere puntando semplicemente il dito contro gli altri. Si potrà vincerla solo con le nostre azioni, compiute da uomini che dedicheranno tutte le loro facoltà fisiche e mentali all’educazione, al miglioramento e all’aiuto dei loro simili.
Ed è questo il terzo aspetto della nostra battaglia: dobbiamo saper combattere per noi stessi, come individui, per l’individualità di tutti gli esseri umani.
Un grande scrittore americano, Mark Twain, una volta ha detto: “Che cos’è una nazione? È la voce comune di tutto il suo popolo.” Ciascuno deve parlare, da solo e sotto la propria responsabilità. Ciascuno da solo deve decidere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, che cosa è patriottico e cosa no. Altrimenti sarà considerato un traditore, sia di se stesso che del proprio paese.
È questa la più pesante responsabilità di tutte: un peso che spesso gli uomini si sono rifiutati di portare, demandando il governo, l’ideologia, le convinzioni ed i poteri alla forza dello stato. La storia è piena di gente che ha trovato molto più facile combattere invece di pensare; più facile lasciare che fossero le autorità a scegliere i nostri nemici e i nostri amici, invece di farlo noi stessi; più facile seguire ciecamente invece di condurre, anche se questo avesse comportato la scelta di un solo individuo, che agisse liberamente nel pieno possesso del suo pensiero critico.
Oggi dirò a voi quello che il presidente Kennedy disse una volta ai giovani americani: “Siete voi che dovete decidere, siete voi quelli che debbono preoccuparsi di trovare la verità, perché siete voi quelli che hanno meno legami di tutti con il nostro presente, e più legami di tutti con il vostro futuro”.
Oggi fra di voi, in questa grande università, io credo di conoscere quella che sarà la vostra decisione.
Robert Fitzgerald Kennedy
Fonte tratta dal sito .

lunedì 9 dicembre 2013

L'incidente mortale di Paul Walker è un classico esempio della Matrix in cui viviamo


Paul WalkerPillola Azzurra: La realtà che i media hanno raccontato al mondo:
Paul Walker è morto a Valencia, a nord di Los Angeles tradito dall’alta velocità, mentre viaggiava con un amico Roger Roads su una Porsche Carrera Gt. con la quale si stavano dirigendo ad un evento benefico organizzato dalla sua associazione, la Reach Out Worldwide, per raccogliere fondi da destinare ad aiuti e vaccini per le popolazioni colpite dal tifone Haiyan nelle Filippine. Aveva 40 anni.
Questo è quello che i media vi hanno raccontato. Questa è la versione a cui tutti quelli che hanno sempre scelto la pillola Azzurra hanno creduto ciecamente.
Ora vi offro la pillola rossa ed una nuova versione di quella storia.
N.b: La mia non vuole essere una sentenza ne ho le prove per definire falsa la versione ufficiale, quello che io vi propongo sono dei dettagli sulle attività dell’attore scomparso che non ci sono mai stati raccontati e che invece ci permettono di vedere quell’incidente sotto un’altra ottica. Ognuno è poi libero di farsi una propria idea:
Il conducente Roger Roads era un pilota con la massima esperienza oltre che CEO e cofondatore della Always Evolving specializzata in auto da corsa: a bordo della sua Porsche aveva corso in diverse gare internazionali, conquistando anche 6 podi e 2 vittorie nella Porsche Cup Series.
Al momento dell’impatto la strada era completamente libera, c’era la massima visibilità e gli esami effettuati chiariscono che il pilota non aveva assunto ne droghe ne alcol. La velocità risultava elevata rispetto al limite imposto dal codice della strada ma era inferiore ai 200 km/h quindi assolutamente gestibile per un pilota da corsa.
La vettura distrutta di Paul WalkerRoger Roads era anche un consulente affermato nel mondo dell’alta finanza che per vent’anni ha ruotato nell’orbita della Merryl Lynch/Bank of America e grazie ad i suoi contatti con quegli ambienti aveva organizzato diversi finanziamenti all’associazione di Walker ed ultimamente stavano lavorando insieme ad un progetto per portare grosse quantità di vaccini nelle Filippine.
Sembra che i due avessero rifiutato di chiudere un accordo con i soliti noti per dei vaccini che risultavano essere composti da sostanze che provocano infertilità (questa tesi è plausibile per chi conosce l’industria dei vaccini ma non è ufficiale quello che è certo è che stavano trattando con l’industria farmaceutica per grossi quantitativi di medicinali da inviare nelle Filippine): Il giorno dell’incidente stavano andando proprio ad una manifestazione per raccogliere fondi per nuovi vaccini ed aiuti umanitari.
Il resto è cronaca: La macchina sbanda e finisce in un albero forse a causa di un guasto, dicono.
Ora riflettiamo insieme:
È credibile un guasto ad un auto nuova di proprietà di una persona che aveva a disposizione intere officine di meccanici specializzati ? Una Porche con la quale Roads ci gareggiava.
E se invece il sistema dei freni fosse stato manipolato per disattivarsi ad una certa velocità – com’è già avvenuto in altri casi di attentati – in modo che anche il pilota più esperto trovandosi improvvisamente impossibilitato ad effettuare quello che in gergo si chiama il “gioco di freni” utile per dare stabilità all’auto prima della curva, si sarebbe trovato ad uscire di strada.
Migliaia di siti parlano della morte di Paul Walker, i media hanno mandato infinità di servizi ed approfondimenti ma nessuno c’ha detto della sua associazione di volontariato ne della questione dei vaccini nelle filippine.
Perché ?
Forse perché proprio indagando su quei vaccini si troverebbero le cause ed i mandanti di quello che è stato considerato un semplice incidente e che invece potrebbe essere un vero e proprio attentato ad opera di quegli stessi poteri forti che si muovono dietro le grandi industrie farmaceutiche e che hanno anche la facoltà di usare i media per nascondere la verità.
Rifletteteci su… Scegliete la vostra pillola… Un saluto dalla tana del Bianconiglio.
Il sito della Reach Out Worldwide di Paul Walker: roww.org
Il sito della Always Evolving di Roger Roads: alwaysevolving.com
Fonte tratta dal sito .

domenica 8 dicembre 2013

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GOVERNO E PARLAMENTO: TUTTI ILLEGITTIMI DA MANDARE A CASA






di Lupo Alfa
Effetto boomerang, o se preferite autogoal con record incorporato. Infatti la Corte Costituzionale ha impiegato solo 8 anni a scoprire che la legge 270 del 2005, meglio nota come porcellum (porcata) è incostituzionale. Dopo la pronuncia del 4 dicembre 2013 la cuccagna a spese del popolo sovrano è terminata. Questa volta non finirà a tarallucci e vino, come è sempre stato in passato per i "potenti" italidioti.

A fine gennaio la pronuncia della Consulta sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale, e allora, non più tardi di allora, dovranno sbaraccare tutti, ma proprio a tutti a partire dal reuccio insediatosi per ben due volte illegalmente al Quirinale. Altrimenti il popolo sovrano sarà costretto, guidato anche dal Comitato di Liberazione Nazionale, ad usare le risorse della nonviolenza e ad occupare pacificamente tutte le sedi di potere dello Stato italiano per sloggiare pacificamente gli instrusi abusivi ed usurpatori del potere istituzionale.
Giorgio Napolitano: «Il Parlamento è legittimo». Ha affermato ancora il delegittimato capo dello Stato pro tempore: «Apprezzo molto la risposta di Zagrebelsky oggi e di Onida ieri: gli argomenti dal punto di vista politico e istituzionale sono inoppugnabili e vanno nella direzione opposta di chi dice che il Parlamento è delegittimato».   
Ora in un'intervista a Repubblica, Zagrebelsky sostiene che il Parlamento attuale "è delegittimato, ma non annullato” e che "i 148 deputati abusivi  possono sperare". Secondo il costituzionalista, Grillo non ha ragione e lo schiaffo della Consulta non avrà effetti. Insomma, il giurista sostiene che «per il principio di continuità dello Stato: lo Stato è un ente necessario. L’imperativo fondamentale è la sua sopravvivenza, che è la condizione per non cadere nell’anomia e nel caos, nella guerra di tutti contro tutti». 
Eppure, ecco, tra l'altro cosa aveva scritto lo stesso professor Zagrebelsky – che adesso si contraddice clamorosamente - in una sua pubblicazione (La giurisdizione costituzionale, pagine 763-802, in: AA., VV., Manuale di diritto pubblico, Il Mulino, Bologna, 1984) argomentando l’effetto di retroattività di una legge incostituzionale, a maggior ragione se alla base della rappresentanza politica in uno Stato di diritto:
«...L'adozione del sistema di instaurazione incidentale ha reso insomma insostenibile la previsione degli effetti dell'incostituzionalità fatta nell'articolo 136, ponendo le premesse per il riconoscimento di una efficacia retroattiva delle decisioni di incostituzionalità. La formula costituzionale è stata allora modificata nell'articolo 30 della legge numero 87/1953, là dove si dice che dal giorno successivo alla pubblicazione, la legge dichiarata incostituzionale non può più avere applicazione da parte di nessuno. Sulla base di questo meccanismo, la dichiarazione di incostituzionalità, concepita originariamente come una sorta di abrogazione pro futuro, opera invece come annullamento con effetti retroattivi...».
Delle due l'una: o il professor Zagrebelsky soffre di amnesie fulminanti, oppure deve tornare a prendere, ma non ad impartire lezioni di diritto costituzionale.

Qualche giorno fa, il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, aveva dichiarato: «Non possiamo vivere senza una legge elettorale, questo è evidente, quindi occorrerebbe che il Parlamento provvedesse ancora prima che escano le motivazioni della sentenza della Consulta, la pronuncia di incostituzionalità colpirà la legge elettorale, non gli atti che hanno condotto alla formazione delle Camere». 
Opposta invece l’opinione di Alberto Capostosti, anch’egli presidente emerito della Consulta che, in una intervista a Qn, ha sostenuto che 

«dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza, questo Parlamento è esautorato perché eletto in base a una legge dichiarata incostituzionale. Quindi non potrà più fare niente, e questo è drammatico».
In ultima analisi: a norma di Costituzione repubblicana sono tutti illegittimi e vanno perciò a casa, non possono neanche mettere mano ad una nuova norma elettorale! Prima, tuttavia, dovranno restituire alle casse statali i soldoni pubblici intascati senza averne titolo valido, a partire dal capo dello Stato uscente Giorgio Napolitano che ha bisogno di un ripasso accelerato di giurisprudenza costituzionale. 
L’Italia deve essere uno Stato sociale di diritto, non una repubblichetta delle banane anglo-americane e massoniche, con una casta di crassi politicanti parassiti che hanno incancrenito il corpo delle istituzioni. 

Il popolo sovrano, istituirà una nuova Costituente sulla base della Costituzione repubblicana del 1948, e sarà essa a stabilire le regole democratiche per nuove elezioni.


Giù la testa ladroni e caporioni. Mò avast': Jatevenn!
 

 Parla il presidente emerito della Corte Costituzionale:

«Così il Parlamento è esautorato, non potrà più fare niente»


ALLORA, professore, devono andare a casa i deputati di centrosinistra eletti con il premio di maggioranza come sostiene Forza Italia?
«Il problema è serio — dice Pietro Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte costituzionale —. Per ora no, perché la sentenza entrerà in vigore quando sarà pubblicata sulla Gazzetta ...

ALLORA, professore, devono andare a casa i deputati di centrosinistra eletti con il premio di maggioranza come sostiene Forza Italia?
«Il problema è serio — dice Pietro Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte costituzionale —. Per ora no, perché la sentenza entrerà in vigore quando sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, presumibilmente verso la fine di gennaio. Ma il giorno dopo, i deputati che sono stati eletti grazie al premio di maggioranza diventano illegittimi».
Non vale il principio ‘il tempo regge l’atto’?

«No, il principio vale per il diritto processuale. L’annullamento che pronuncia la Corte costituzionale ha effetto retroattivo. Cioè vale dal giorno dell’entrata in vigore della legge dichiarata incostituzionale. Se la loro elezione fosse stata già convalidata — come hanno fatto al Senato — non c’era problema, ma alla Camera non è successo. Dunque, una volta pubblicata la sentenza, essendo la legge illegittima, non si può applicare».
E se la Camera li convalidasse prima della pubblicazione?

«Si salverebbero: ma a Montecitorio devono ancora convalidare tutti e 630 i deputati. Diciamolo chiaramente: questa sentenza ha un effetto dirompente».

Nel senso?

«In teoria, dovremmo annullare le elezioni due volte del Presidente della Repubblica, la fiducia data ai vari governi dal 2005, e tutte le leggi che ha fatto un Parlamento illegittimo. Sennonché il passato si salva applicando i principi sulle situazione giuridiche esaurite. Ma dal giorno dopo la pubblicazione della sentenza questo Parlamento è esautorato perché eletto in base a una legge dichiarata incostituzionale. Quindi non potrà più fare niente, e questo è drammatico».
Significa che bisogna tornare a votare?

«L’ha detto lei, io non lo dico ma lo penso...».

An.Co.
Fonte tratta dal sito .

sabato 7 dicembre 2013

I TRUCCHI DI EQUITALIA PER RASTRELLARE INTERESSI NON DOVUTI


È notizia del 16 novembre scorso che a partire dall’anno prossimo Equitalia sarà sottoposta al controllo di un’Autorità di garanzia per la riscossione esattoriale, che avrà il compito di impartire alle agenzie di riscossione indicazioni operative sull’attività di recupero crediti e verificare che vi si adeguino. Una funzione di indirizzo e di monitoraggio, che però potrà essere attuata solo a partire dal 2015, perché per legge le sue prescrizioni avranno valore ad un anno di distanza dalla data di approvazione. Una decisione, quella del Ministero dell’Economia, probabilmente motivata dalla necessità di porre un argine alle continue irregolarità commesse dalla nota azienda di riscossione (di proprietà per il 51% dell’Agenzia delle Entrate e per il 49% dell’Inps). I casi più noti quelli di cartelle non firmate da dirigenti, ma da semplici funzionari, che sono da considerarsi nulle, come sentenziato dal TAR del Lazio (recente il caso dei falsi dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, cioè funzionari promossi senza un pubblico concorso): un ‘guaio’ per Equitalia, ma ancora di salvezza per i contribuenti, perché annullerebbe il 50% delle cartelle esattoriali (la parola definitiva verrà data però dalla Corte Costituzionale). In caso di atto ipotecario, invece, è bene controllare che vi siano indicati i termini entro cui l’atto può essere impugnato e l’autorità presso cui depositare ricorso: se non è così, l’atto può considerarsi nullo, secondo la sentenza n.4777 della Corte di Cassazione del 26 febbraio 2013. Inoltre, devono essere indicati non soltanto gli importi, ma la base di calcolo degli interessi (sentenza n.4516 del 22 febbraio 2012 della Cassazione Civile Tributaria e sentenza n. 92 del 1° ottobre 2012, vedi qui), la cui assenza rende nullo l’atto ricevuto (come probabilmente la maggioranza di quelli inviati dopo il 2008). In base ad un’altra sentenza della Corte di Cassazione, tenuta nel cassetto per un po’ di anni (è la n. 3701 del 16 febbraio 2007), la cartella esattoriale non può presentare maggiorazioni semestrali del 10% quando riguarda una contravvenzione stradale (se non in caso di ordinanza o ingiunzione oppure in caso di rigetto del ricorso da parte del Prefetto) perché il mancato pagamento della contravvenzione comporta già una maggiorazione. Ma non basta: la cartella deve essere consegnata direttamente da un ufficiale di riscossione, messo comunale o agente di polizia municipale (se vi è una convenzione, in quest’ultimo caso, tra comune ed ente di riscossione) e non può essere inviata per raccomandata, secondo diverse sentenze delle Commissioni Tributarie di varie province. In pratica, quante cartelle si salvano?
Non stupisce allora l’istituzione dell’Authority… che però sarà composta da: due dirigenti del Ministero dell’Economia, uno dell’Agenzia delle Entrate, uno dell’Inps e due esponenti degli altri enti che si avvalgono del servizio di Equitalia. Gli stessi enti, cioè, a cui va oltre il 90% di quanto riscosso dall’agenzia, che tiene per se solo l’8%. Conflitto di interessi? E chi ricorda lo strano caso di Equitalia S.p.a., rinominata poi Equitas, ossia la società off-shore con sede nel Delaware (U.S.A.) e omonima dell’azienda di riscossione italica? Una strana coincidenza che ha fatto pensare ad un tentativo di accantonare in paradisi fiscali (quale è lo stato U.S.A. per le società straniere) le somme sottratte ai contribuenti italiani, spesso con modalità ai confini della legalità. Sospetti infondati?
L’articolo che segue, tratto da Rinascita, fornisce ulteriori spunti di comprensione.
Redazione Nexus


Gli esosi trucchi di Equitalia
Federcontribuenti: per rastrellare interessi non dovuti
Equitalia, azienda esperta nel trarre guadagno, continua ad usare il diabolico trucchetto del notificare a distanza di anni le cartelle esattoriali ai contribuenti lasciando che gli interessi di mora triplichino l’originario importo del debito iscritto. Allungando ingiustificatamente l’azione del recupero, viene garantito un maggior guadagno per Equitalia che incassa tassi di interesse fino al 20% per ogni anno di ritardo. Non bastano le recenti sentenze che condannano questo sistema come neanche le labili ”leggi” ad obbligare l’agenzia ad allinearsi a criteri più giusti ed equi. Equitalia continua a seminare terrore tra la società. Precisa il presidente Paccagnella di Federcontribuenti:
«la società gioca sulla consapevolezza del suo enorme peso politico, basti pensare che l’Erario perde, mantenendo in piedi Equitalia, circa il 40% delle entrate tributarie».
Non sono vere quindi, le ultime dichiarazioni politiche che piovono da più parti le quali affermano che se le cartelle esattoriali dovessero essere sgravate di interessi di mora, aggio e sanzioni ci sarebbe una perdita di più di 3 miliardi di incasso per lo Stato. È vero il contrario:
«sempre meno sono le rateizzazioni concesse preferendo il pignoramento dei beni che, alla fine, ben poco portano alle casse dello Stato. Se i pagamenti fossero studiati in base alla reale possibilità contributiva del cittadino il recuperato sarebbe superiore all’attuale di ben 40 punti percentuali con grande respiro per tutti quanti, compresa la continua caccia alle coperture finanziarie».
Tenere perennemente in una posizione debitoria i contribuenti e egli imprenditori è quindi una politica suicida: nessun guadagno per l’Erario e nessuna ripresa economica.
Insomma, Equitalia stra rastrellando in tutta la nazione montagne di soldi eppure la loro spartizione è argomento di misteri ed ombre. Per non parlare di Equitalia Giustizia che dal 2008 gestisce il Fondo Unico Giustizia, dove lo Stato fa confluire le risorse recuperate dai sequestri derivanti dalla lotta alla criminalità. Esiste un buco nero?
«Il nostro Stato è una macchina tanto inefficiente quanto poco trasparente. In effetti non conosciamo nel dettaglio le entrate come le uscite. Voci di capitolo sparate qui e là, tra amministrazione centrale, regioni, province e comuni tutti noi ci muoviamo alla cieca: anche se sentiamo, avvertiamo che qualcosa proprio non va mancano dati oggettivi».
Inoltre, l’illogicità dell’applicare gli studi di settore alle piccole imprese quando è evidente che queste muoiono di giorno in giorno. Parametri che andrebbero bene in una epoca di agiatezza e non in un momento di recessione. «Si continua a dire a questi imprenditori che devono guadagnare 100 e non accettano che il 99% di questi non guadagna che 10». Manca il lavoro, quello svolto viene spesso pagato con ritardo, in molti casi le aziende committenti chiudono dall’oggi al domani lasciando debiti sparsi come coriandoli. Cosa resta agli italiani? La consapevolezza di non essere padroni del proprio sudore. Un cane che si morde la coda. Rincorriamo un debito che non raggiungeremo mai, una Europa con in seno una tale disparità fiscale che aumenta le diversità e non l’Unione monetaria. Attacchiamo le banche? Equitalia? L’Agenzia delle Entrate? Le amministrazioni pubbliche? Il carico fiscale? Tutte strutture e architetture gestite e regolamentate dal governo. Basterebbe una legge coraggio, una riforma mirata, il crollo dell’impero fantasma per dire basta a tutto ciò. Appunto, occorre una Riforma Politica.
Fonte tratta dal sito  .

giovedì 5 dicembre 2013

ITALIA…IL GRANDE COMPLOTTO !


 
 

E’ affascinante osservare tra i vari protagonisti dell’informazione nazionale coloro che quotidianamente sono preposti sia in rete che soprattutto sui media e sulla televisione a dirigere l’opinione pubblica in una certa direzione, quella che fa comodo al loro conflitto di interesse e non solo alla propria ideologia.
Il grande gomblottoooooo …dell’immaginazione!
Seguitemi perchè vi porterò la dove nessuno ha osato arrivare!
Ve lo ricordate il nostro John Perkins Confessioni di un sicario dell’economia!


 Recentemente Papa Francesco ha sottolineato come …
“Oggi è il denaro che comanda. La crisi mondiale che tocca la finanza e l’ economia sembra mettere in luce le loro deformità e soprattutto la grave carenza della loro prospettiva antropologica, che riduce l’uomo a una sola delle sue esigenze: il consumo. E peggio ancora, oggi l’essere umano è considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo incominciato questa cultura dello scarto. Questa deriva si riscontra a livello individuale e sociale; e viene favorita! In un tale contesto, la solidarietà, che è il tesoro dei poveri, è spesso considerata controproducente, contraria alla razionalità finanziaria ed economica. Mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si indebolisce. Questo squilibrio deriva da ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole. L’indebitamento e il credito allontanano i Paesi dalla loro economia reale ed i cittadini dal loro potere d’acquisto reale. A ciò si aggiungono, oltretutto, una corruzione tentacolare e un’evasione fiscale egoista che hanno assunto dimensioni mondiali. La volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti”. Evangeliigaudium
Ovviamente gli psicopatici di Wall Street, i profeti della trickle down non hanno perso tempo a rispondere…
JP Morgan risponde alla critica del Papa al capitalismo
“Le persone preoccupate per la povertà globale dovrebbero essere più riconoscenti e protestare meno”. Con queste parole, senza mai citarlo, l’economista americano James Glassman della banca americana JP Morgan si riferisce al Papa e alla sua recente critica al capitalismo, pubblicata mercoledì scorso nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”. Il Pontefice aveva, senza mezze misure, denunciato la speculazione dei mercati finanziari che ha creato “un economia che uccide” e ha puntato il dito contro “alcuni” che “semplicemente si compiacciono, incolpando i poveri dei propri mali”.
In una nota pubblicata da Business Insider James Glassman risponde indirettamente affermando che “la lamentela più comune riguardo al fallimento del nostro sistema nel considerare le esigenze dei più poveri dimentica alcuni fatti fondamentali”. Secondo l’economista infatti la povertà “non è un fenomeno moderno” e non deve essere imputata alla finanza. “Le economie sviluppate” spiega con ottimismo “si stanno ancora riprendendo da una profonda recessione e presto raggiungeranno il loro pieno potenziale”. L’obiettivo è – a suo dire – reso possibile grazie allo stimolo delle banche centrali. Dunque – si legge sempre nella nota – “le persone danneggiate dalla recessione saranno presto ricompensate con il perdurare della ripresa economica”.
Glassman imputa il problema attuale alla ciclicità economica e aggiunge: “gli standard globali della vita media sono oggi obiettivamente alti. I più alti registrati dagli economisti”.
L’ economia guidata dal mercato secondo l’economista “sta facendo molto di più per curare la povertà globale che qualsiasi sforzo fatto in passato”. Dunque le persone che vivono in Europa, e in paesi come Canada, Giappone, Taiwan, Israele, Nuova Zelanda, Australia, Corea del Sud e parte del Medio Oriente, devono considerarsi “fortunate”. Purtroppo sono solo un miliardo su sette nel mondo. Oggi però secondo Glassman anche “tutti gli altri paesi hanno una possibilità” perché i loro governi – conclude – “hanno intrapreso una strategia di sviluppo aggressiva e sono in grado di muoversi velocemente per aprire i loro confini al commercio internazionale”. (America24)
Loro sono li tutti i giorni a ricordarvi che siete felici grazie a questo sistema economico, quello che sta accadendo sono solo spiacevoli e inevitabili effetti collaterali.
Sono disseminati ovunque nella rete con i loro blog, partecipano a trasmissioni televisive, scrivono su giornali on line, sono ovunque.
Si loro stanno facendo il loro dovere, ma attenzione non si tratta di un COMPLOTTO anzi…
L’Ecuador era ormai totalmente in trappola come la Grecia oggi e domani …chissà!
Ieri l’impiegato statale finnico Olli Rehn che ha deciso di candidarsi alle elezioni europee, uno dei killer della EU e ovviamente della Troika  ha ricordato per l’ennesima volta chi comanda le Vostre vite, chi decide la Vostra sorte CHI HA PAURA DEL CAVALLO DI TROIKA!
Debito, l’accusa di Rehn all’Italia: “Non state rispettando l’obiettivo”  “Ora privatizzazioni e spending review”it
Ripeto se potessero privatizzerebbero anche Vostra madre, questi delinquenti che ammettono di aver utilizzato politiche criminali, fallito le loro politiche economiche, ma non si spostano di un millimetro dal loro scopo, ovvero quello di deflazionare salari e privatizzare mezza Europa.
Un suggerimento arriva forte e chiaro da quell’Ecuador devastato da anni di politiche economiche criminali, che come racconta Perkins hanno un solo scopo…
Ecuador: “Europa indebitata ripete i nostri errori” “Difendere gli interessi della finanza e dei grandi capitali ha fatto sprofondare la regione in una lunga e pesante crisi del debito. Oggi osserviamo con preoccupazione l’Europa prendere lo stesso cammino”, scrive il presidente ecuadoriano sulle pagine di Le Monde Diplomatique.

…Correa, che non poteva utilizzare una politica monetaria per aggredire il debito e magari ridurlo, essendo questo espresso in dollari…
…Letta, che non poteva utilizzare una politica monetaria per aggredire il debito e magari ridurlo, essendo questo espresso in euro…
Ma facciamo finta che vada tutto bene e andiamo avanti.
Ve lo immaginate l’organo ufficiale dei “più Europa” che parla di un complotto, che scrive Il nuovo complotto contro l’Italia
l’attacco a freddo lanciato da Standard & Poor’s contro le Generali non può passare sotto silenzio. Romano Prodi, sempre più lontano dai veleni della politica ma sempre più vicino ai grandi temi dell’economia, me lo dice con indignazione: «Ma possibile che qui nessuno si renda contro della gravità di quello che è successo?». Appunto. È un caso da manuale, che fa il paio con il precedente del gennaio 2012, quando la stessa agenzia declassò a sorpresa l’Italia a BBB+, lo stesso livello del Kazakistan. Ora tocca al più grande gruppo assicurativo tricolore, tra i primi tre d’Europa, che può scivolare a BBB perché ha in pancia un «bolo» considerato indigeribile: 60 miliardi di euro in Bot e Btp. Nell’offensiva di S&P è folle la «destinazione»: Generali fa 1,6 miliardi di utili in 9 mesi, ha il 75% delle attività all’estero, ha già ridotto a 55 miliardi i suoi investimenti in Bot e Btp. Ma è ancora più folle la spiegazione: Generali è in creditwatch negativo perché è troppo esposta in titoli italiani, e l’Italia è a sua volta esposta al rischio default.
Ma allora perché lo fanno? I cattivi pensieri suggeriscono che sia partita, o possa ripartire, un’offensiva contro la moneta unica, che usa l’Italia come anello debole, o agnello sacrificale. Ha ragione Massimo Mucchetti, che parla di «una manovra gravissima contro la Repubblica». Una manovra che parte, ancora una volta, da una delle «tre sorelle» (oltre a S&P, Moody’s e Fitch) che in un regime di «oligopolio perfetto» tengono da almeno cinque anni in ostaggio i mercati, taglieggiando gli Stati e lucrando un fatturato annuo di 4,5 miliardi. (…) Ma resta una domanda. Di fronte a questo strisciante «complotto contro l’Italia», perché Letta e Saccomanni non battono un colpo?
Si si è svegliato pure Giannini e la Repubblica … qualcuno ricorda forse …  ITALIA … MOODY’S: LA FRODE DEL RATING!  si andava in onda mentre loro dormivano. Continuate a comprare giornali e non sostenere l’informazione indipendente!
Perchè non battono un colpo? Non dico nulla, perchè un giorno anche in questo Paese i blogger potrebbero finire in prigione, in qualche segreta dei castelli romani.
Dite la verità non è affascinante! Ho trascorso gli ultimi due anni a raccontarvi che quello che stava accadendo al nostro Paese era un segno del destino, il Destino Manifesto, il loro destino, quello che loro desiderano per i loro interessi, gli interessi della plutocrazia mondiale, le ricchezze del nostro Paese, non importa se aziende statali o private, l’importante è privatizzare, alienare, liquidare…
Probabilmente molti di Voi non conoscono Andrew W.Mellon e quello che accadde durante la Grande Depressione del 1929. Mellon segretario al tesoro americano dal 1921 al 1932, banchiere e importante industriale era una delle persone più ricche d’America, terzo contribuente dopo John D. Rockefeller e Henry Ford passò alla storia per avere pronunciato e consigliato all’allora presidente Herbert Hoover  le seguenti parole…
“Liquidare il lavoro, liquidare le azioni, liquidare gli agricoltori, liquidare l’immobiliare…elinimare il marcio dall’economia…”
Provate a chiudere gli occhi e immaginare quello che sta accadendo in Italia…
“Liquidare il lavoro… missione compiuta…liquidare le azioni missione stracompiuta… liquidare gli agricoltori…missione in corso, liquidare l’immobiliare…missione già a buon punto, eliminare il marcio dall’economia…obiettivo fallito… eliminare il marcio dalla politica…obiettivo strafallito”
Ovviamente nessun complotto e non scherzo la stragrande maggioranza di loro svolge i compiti per i quali sono stati istruiti nelle facoltà di economia, ingegneria o giurisprudenza, o la propria avidità, tutto regolare nessun complotto!
Hanno truccato bilanci e contratti, manipolato azioni, tassi e valute e credete ancora q quello che vi raccontano, quotidianamente bevete le loro idiozie, vi manipolano il cervello attraverso media e televisioni e siete ancora li davanti alla scatola magica ad ascoltarli e quotidianamente chiedermi ai sentito cosa ha detto Tizio Caio o Sempronio.
Probabilmente anche questo resterà uno dei tanti post seguiti da quattro amici al bar come spesso è accaduto, quattro chiacchere tra amici. Diffondere consapevolezza è molto di più di stare qui a lamentarsi o parlarsi addosso, prima serve consapevolezza e poi al momento opportuno arriveranno le proposte. Qualunque proposta per quanto buona ed interessante possa essere, dovrà fare i conti con il fiscal compact, con il pareggio in bilancio, con la Troika, con il IMF, con la BCE, con la finanza, con la plutocrazia, con le agenzie di rating, con un gregge di uomini e donne inconsapevoli che passerà il resto della loro vita a chiedersi cosa è accaduto e cosa sta accadendo.
Il resto sono chiacchere come le promesse delle primarie o di chiunque cercherà di governare questo Paese senza comprendere quello che è accaduto, senza ripartire dal bene comune.
Non so perchè ma dopo questo post mi è tornata la voglia di tornare a girare l’Italia in lungo e in largo, soprattutto nelle scuole e nelle piazze, per raccontare anche l’altra faccia della medaglia, quella che nessuno o quasi vi racconta…chissà!
Mi raccomando tenetevelo per Voi…in fondo non è un complotto! Buona giornata Andrea.
Fonte tratta dal sito .